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	<title>Tafter &#187; Urbanistica</title>
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	<description>Cultura è Sviluppo</description>
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		<title>Dipingere con lo smog: la battaglia di Alessandro Ricci</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 10:07:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Città sempre di più invase dallo smog e dalla polveri sottili. Invece di rassegnarsi a vedere ogni giorno monumenti ed edifici ingrigiti, l’artista fiorentino Alessandro Ricci ha deciso di combattere servendosi del suo talento: andando in giro a raccogliere dalle superfici lo smog con del cotone pulito lo riporta su tele o su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89346" title="Skim Smog" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/Skim-Smog.jpg" alt="" width="384" height="306" />Città sempre di più invase dallo smog e dalla polveri sottili. Invece di rassegnarsi a vedere ogni giorno monumenti ed edifici ingrigiti, l’artista fiorentino <strong>Alessandro Ricci</strong> ha deciso di combattere servendosi del suo talento: andando in giro a<strong> raccogliere dalle superfici lo smog</strong> con del cotone pulito lo riporta su tele o su legno per poi creare i suoi disegni. I suoi soggetti sono gli scorci cittadini, le piazze e gli edifici storici, vittime quotidianamente del degrado dovuto all’intenso traffico che caratterizza le nostre città. Ma è anche <strong>un modo per far riflettere ognuno di noi sulla pericolosità per la nostra salute e sull’aumento di agenti inquinanti nell’atmosfera che respiriamo</strong>. Ricci è riuscito dunque a trasformare le polveri in un mezzo artistico: lo scopo non è solo provocatorio ma è anche quello di sensibilizzare i cittadini sul tema dell’inquinamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/smogsutela/">Sito web </a></p>
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		<title>07-02-12 &#8211; Master &#8220;Scuola di governo del territorio&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 12:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Master risponde ad una domanda di formazione post lauream indirizzata a: 1.integrare e arricchire le molteplici competenze tecniche e operative necessarie nella definizione e nella messa in opera delle politiche territoriali e degli strumenti della pianificazione territoriale e urbanistica 2. preparare amministratori e consulenti del governo del territorio che abbiano capacità analitica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88384" title="scuola di governo e territorio" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/scuola-di-governo-e-territorio.jpg" alt="" width="489" height="303" />Il Master risponde ad una domanda di formazione post lauream indirizzata a:<br />
1.integrare e arricchire le molteplici competenze tecniche e operative necessarie nella definizione e nella messa in opera delle politiche territoriali e degli strumenti della pianificazione territoriale e urbanistica<br />
2. preparare amministratori e consulenti del governo del territorio che abbiano capacità analitica e progettuale pluridisciplinare e che vogliono sviluppare conoscenze e attitudini utili<br />
alla pianificazione cooperativa e intersettoriale, nonché avere cognizioni aggiornate sugli indirizzi di innovazione istituzionale e tecnica nel governo del territorio in Europa.</p>
<p>Pertanto il corso è destinato a:<br />
A) laureati in settori disciplinari afferenti al governo del territorio (e che fanno riferimento a corsi di laurea presenti in Facoltà come Architettura, Ingegneria, Scienze, Agraria) o provenienti<br />
da altre discipline giuridiche, storiche, economiche,socio-politiche<br />
B) professionisti impegnati nella consulenza territoriale e infrastrutturale, a diverso titolo e grado<br />
C) amministratori e funzionari pubblici impegnati in settori afferenti al governo del territorio.<br />
Il master costituisce perfezionamento post-lauream utile a laureati in discipline diverse <strong>per acquisire la visione culturale, le capacità comparative internazionali, l’abitudine al dialogo</strong><strong> interdisciplinare oggi indispensabili nella pratica europea del governo del territorio.</strong><br />
Iscrizione e costo<br />
Possono partecipare alla selezione per l’ammissione al master coloro che sono in possesso di una laurea specialistica o magistrale o di una laurea conseguita secondo l’ordinamento<br />
antecedente al DM 509/99; oppure titoli accademici conseguiti all’estero valutati equivalenti.<br />
Il <strong>costo di iscrizione</strong> è di <strong>Euro 2.500</strong><br />
La domanda deve essere indirizzata al Rettore dell’Università di Firenze, compilata sull’apposito modello disponibile all’indirizzo <a href="http://www.unifi.it/CMpro-v-p-7618.html">http://www.unifi.it/CMpro-v-p-7618.html</a><br />
La data di scadenza per la presentazione delle domande <strong>è il 7 febbraio 2012.</strong><br />
La selezione dei candidati all’iscrizione al Master consiste in una valutazione del curriculum.<br />
La graduatoria degli ammessi sarà pubblicata il 9 febbraio 2012.</p>
<p>Al termine del corso, dopo l’esame finale, verrà rilasciato il titolo di Master di II livello Scuola di Governo del territorio da parte del Rettore dell’Università di Firenze. Agli iscritti ai moduli<br />
singoli è rilasciata idonea certificazione, previo accertamento delle competenze e delle professionalità acquisite.</p>
<p>Il Master è organizzato in lezioni, seminari e laboratori, alla fine dei quali è previsto anche un <strong>periodo di stage presso Enti pubblici o Strutture di ricerca</strong>. I corsi sono prevalentemente<br />
raggruppati su tre mezze giornate a settimana (giovedì pomeriggio e venerdì mattina e pomeriggio) nel periodo compreso tra marzo e ottobre 2012.<br />
Le attività didattiche si svolgeranno presso la Facoltà di Scienze Politiche, Via delle Pandette, 32 – 50127 Firenze. L’unità amministrativa sede del Master è il Dipartimento di Scienza della<br />
Politica e Sociologia, via delle Pandette, 21 – 50127 Firenze.</p>
<p>Il Master è organizzato in tre macro aree, con le seguenti tematiche:<br />
1. Fonti per il governo del territorio: Storia del territorio, Analisi geografica, Etica ed Estetica nel governo della città, Strumenti giuridici, Processi e strumenti di conoscenza sociale, Il<br />
territorio nelle politiche economiche, Sistemi informativi territoriali<br />
2. Teorie e modelli di pianificazione territoriale: Modelli di pianificazione regionale e paesaggistica, Teorie e metodi della pianificazione territoriale, Metodi ed esperienze di pianificazione strutturale, Politiche abitative e pianificazione delle attività economiche, Metodi ed esperienze di pianificazione operativa, Teorie e tecniche di progettazione urbana, Pianificazione delle infrastrutture.<br />
3. La valutazione nelle politiche territoriali: Analisi delle politiche pubbliche, Analisi statistica, Valutazione per la difesa del suolo, Il nesso tra energia e ambiente come modalità di valutazione, Ruolo della valutazione nel processo decisionale integrato, La valutazione dei grandi interventi.<br />
Nella terza macro area è consentita l&#8217;iscrizione a moduli singoli, aperta anche a titolari di un diploma di scuola media superiore che dimostrino adeguata esperienza professionale o di ricerca.<br />
La frequenza alle attività formative è obbligatoria.</p>
<p>Consulta il <a href="http://www.unifi.it/CMpro-v-p-7618.html">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Coordinatore del master<br />
Prof.ssa Annick Magnier : <a href="mailto:magnier@unifi.it">magnier@unifi.it</a></p>
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		<title>Teatro: nasce il nuovo teatro Kilden a Kristiansand, in Norvegia</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 12:30:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si apre il sipario sul nuovo teatro Kilden a Kristiansand, nel Nord della Norvegia, costruito con un altissimo design e che sarà il secondo centro culturale del paese dopo l’Opera House di Oslo. Per la sua acustica perfetta sarà un nuovo palcoscenico per grandi eventi musicali nazionali ed internazionali. Può ospitare 2.600 spettatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87588" title="kilden" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/kilden.jpg" alt="" width="460" height="306" />Si apre il sipario sul <strong>nuovo teatro <a href="http://kilden.com/">Kilden</a></strong> a <strong>Kristiansand</strong>, nel <strong>Nord della Norvegia</strong>, costruito con un altissimo design e che sarà il secondo centro culturale del paese dopo l’<strong>Opera House di Oslo</strong>. Per la sua acustica perfetta sarà un nuovo palcoscenico per grandi eventi musicali nazionali ed internazionali. Può ospitare <strong>2.600 spettatori</strong> e per il debutto è stato scelto un collage di brani tratti da <strong>West Side Story</strong>, per tutto l’anno è previsto un fitto carnet di concerti classici e moderni che aggiungeranno un’mpronta musicale alla città che già ospita un Festival importante il <strong>Quart Festival</strong> che è già un appuntamento per molti turisti della musica.<br />
<strong>Kristiandand</strong>, la città del re, fondata da <strong>Cristiano IV</strong> nel<strong> 1641</strong>, ha un bel centro e si passeggia tra piccoli locali e caffetteria dove la musica non manca mai. Le classiche case di legno dipinte di bianco sottolineano la tradizione di quest’angolo del<strong> Mar del Nord</strong>. Racconti di pesca e gite in barca o sui traghetti alla scoperta delle isolette vicine , alternando del buon buon pesce ad un assaggio di birra che qui è particolarmente buona.<br />
Il nuovo teatro risponde ad un preciso progetto di unire la cultura alla vita di tutti giorni, sorge infatti vicino al <strong>mercato del pesce</strong> che è il cuore della città e forse anche per questo il <strong>Kilden</strong>, che in norvegese significa ‘il pozzo’ è stato già ribattezzato ‘La casa della gente’. L’opera è costata <strong>220 milioni di euro</strong> ed è frutto della collaborazione tra lo studio di architettura finlandese <strong>“ALA Architects”</strong> e lo studio norvegese <strong>“SMS Arkitekter AS”.</strong><br />
Il direttore della radiotelevisione norvesese NRK,<strong> Bentein Baardson</strong>, ha raccolto tutti i commenti sulla nuova struttura sintetizzandole in poche parole:’’Pensiamo semplicemente che sia incredibilmente bella”.</p>
<p><em>Fonte: ANSA</em></p>
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		<title>Le novità editoriali di dicembre 2011</title>
		<link>http://www.tafter.it/2011/12/28/le-novita-editoriali-di-dicembre-2011/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 11:47:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Consulta le novità editoriali di dicembre 2011 delle principali case editrici italiane che trattano di argomenti relativi all’economia della cultura: arte; industria culturale, industria dello spettacolo; turismo; marketing e sviluppo territoriale; project management e politiche culturali; editoria e comunicazione; architettura, urbanistica e territorio; legislazione nel settore dei beni culturali; nuovi media e nuove tecnologie e tanto altro…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-85448" title="segretogioconda" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/segretogioconda.jpg" alt="" width="118" height="158" /></p>
<p>IL SEGRETO DELLA GIOCONDA<br />
Silvano Vinceti<br />
pp. 160<br />
Armando, € 15.00<br />
ISBN:978-88-6081-853-9</p>
<p>Che cosa nascondono gli occhi della Gioconda? Quale segreto custodiscono? Chi si cela dietro quello sguardo enigmatico? Molte sono le teorie sull’identità della Monna Lisa ma ancora non c’è stata un’attribuzione certa di chi possa essere questa donna dal sorriso impercettibile, avvolta da un alone di mistero. Il libro dà una lettura della Monna Lisa non solo a livello pittorico, filosofico e morale, ma analizza il famoso quadro anche in quanto trasposizione psicologica di Leonardo e monito di stampo umanistico per le generazioni a venire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85447" title="italianiearte" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/italianiearte.jpg" alt="" width="120" height="168" /></p>
<p>GLI ITALIANI E L&#8217;ARTE <br />
Castracane Marco<br />
pp. 208<br />
Armando, € 20,00<br />
EAN 9788860819734<br />
Esiste un modo di sentirsi italiano? L&#8217;arte può aiutare a creare questo senso di appartenenza? La domanda più frequente negli ultimi tempi è: esiste un sentirsi italiano? Le discussioni si moltiplicano e i dibattiti, sempre più accesi, aumentano. In questo libro l&#8217;Autore fa un ulteriore passo in avanti e si chiede: esiste un sentire italiano di fronte all&#8217;arte? Domande le cui risposte sono difficili da trovare, ma che l&#8217;Autore si pone e a cui cerca di dare una risposta analizzando vari aspetti dell&#8217;essere italiano, primo fra tutti l&#8217;appartenenza territoriale.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85446" title="comepesci" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/comepesci.jpg" alt="" width="114" height="184" /></p>
<p>COME PESCI NELLA RETE<br />
Feisbùk e dintorni<br />
Januaria Piromallo, Borrelli Marika<br />
pp. 176<br />
Armando, € 20,00<br />
EAN: 9788860819673<br />
Due giornaliste blogger che ci spiegano le virtù e i vizi di uno dei social network più in voga del momento: Facebook. È un saggio semi-serio, saggio poco saggio. Scritto a 4 mani da due giornaliste blogger, racconta di entusiasmi e dannazioni nel mondo dei social media: Facebook e dintorni. La maggior parte degli spunti derivano dalla lettura avida di giornali, testi e ricerche internazionali riconfezionate con commenti ed episodi che ci raccontano come sono gli Italiani alle prese con il web. Amori e abbandoni 3.0, società, lavoro, adolescenza dei born digital e politica stile twitter. Gli Italiani alle prese con il web e con l&#8217;inglese dei media, che tutto pervade. Molti link a si ti degni di una guardatina, se non altro per capire di che si parla. Le autrici gestiscono da tempo un blog molto clickato (linkato su dagospia) dove parlano di tutto, tranne che dei loro fatti personali (com&#8217;è invece la moda dei blog).</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85445" title="teoriaadattamenti" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/teoriaadattamenti.jpg" alt="" width="115" height="169" /></p>
<p>TEORIA DEGLI ADATTAMENTI<br />
I percorsi delle storie fra letteratura, cinema, nuovi media<br />
Linda Hutcheon<br />
pp. 304<br />
Armando, € 26.00<br />
ISBN:978-88-6081-903-1</p>
<p>Linda Hutcheon esplora il fenomeno degli adattamenti nelle sue molteplici manifestazioni in medium, generi, forme, epoche differenti. Gli adattamenti, costituiscono un meccanismo centrale di diffusione delle storie nello spazio e nel tempo, e meritano di essere studiati in tutta la loro vastità fenomenica, sia in quanto prodotti culturali che in quanto processi di creazione e ricezione artistica. In Teoria degli adattamenti ciò viene fatto in un’indagine amplissima, che dimostra la competenza e la capacità critica dell’Autrice nel trattare decine e forse centinaia di esempi concreti.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85449" title="NC intro Noorda" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/arteecultura.jpg" alt="" width="126" height="185" />ARTE E CULTURA MATERIALE IN OCCIDENTE<br />
Dall&#8217;arcaismo greco alle avanguardie storiche<br />
Renato Barilli<br />
pp.609<br />
Bollati Boringhieri, € 40,00<br />
EAN: 9788833922249</p>
<p>La nozione di cultura materiale, con cui si intendono le modalità adottate nelle varie epoche per produrre le merci e per farle circolare assieme alle persone, è ormai irrinunciabile anche per comprendere pienamente i prodotti altoculturali, quali le arti visive. L’omologia tra i due livelli è così stretta che quasi tre millenni di arte occidentale si lasciano ripercorrere attraverso questa ipotesi di lavoro. Renato Barilli la mette sapientemente a frutto in un saggio che unisce originalità di impostazione e piacevolezza di lettura. Non si è soliti esaminare la storia dell’arte sotto questa luce. Visto attraverso la dinamica dei fattori materiali, il mondo delle forme non perde di smalto, anzi: opere, idee estetiche, stili, perfino le individualità degli artisti acquistano significati che la loro aurea separatezza prima oscurava. Ai due estremi del sorprendente itinerario troviamo l’arcaismo greco, con le sue stilizzazioni geometrizzanti prodotte da una civiltà di tipo nomadico, e l’astrattismo del primo Novecento, che faticheremmo a immaginare senza il raddrizzamento delle infrastrutture, la linearità delle strade, i voli aerei.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85450" title="pienedigrazie" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/pienedigrazie.jpg" alt="" width="125" height="189" />PIENE DI GRAZIA<br />
I volti della donna nell&#8217;arte<br />
Vittorio Sgarbi<br />
pp. 324<br />
Bompiani, € 20,00<br />
ISBN: 4526819</p>
<p>“Possiamo immaginare che un libro sui volti della donna sia in realtà un libro sulla storia dell’arte e sulla storia della letteratura, e che io possa raccontare figure di donne che, nella dimensione della creatività, vanno anche oltre la corporeità – come le sante, con la loro iconografia, e le eroine mitologiche. Il mondo femminile nell’arte consente riflessioni, discussioni, e questo libro lo documenta con una serie di esempi che indicano l’arte, il mistero e la seduzione che dalla donna escono, e che rendono la figura femminile anche immateriale. Non è soltanto carnalità o sensualità, o attrazione della bellezza; la figura femminile è simbolo di sogni e desideri, è un’immagine evanescente, che non si riesce mai a raggiungere fino in fondo: è il sogno, è la speranza, è il desiderio. Chi leggerà questo libro non farà fatica a vederlo come uno strumento che al tempo stesso determina la curiosità e si avvicina a risolverla, come se tanti accostamenti, tante illustrazioni di opere d’arte, tanti commenti a testi poetici, potessero se non risolvere quantomeno illuminare il mistero della donna. Un libro di storia dell’arte potrebbe essere quasi esclusivamente un libro sulla donna, tanta è la quantità di opere che la donna ha ispirato dal mondo antico al mondo moderno. Perché la donna è il tema più discusso, più affrontato, più considerato e desiderato fra tutte le manifestazioni letterarie e artistiche dell’uomo.” <em>Vittorio Sgarbi</em></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85451" title="coscienzaromanzo" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/coscienzaromanzo.jpg" alt="" width="119" height="181" />LA COSCIENZA E IL ROMANZO<br />
David Lodge<br />
pp. 240<br />
Bompiani, € 18,00<br />
EAN: 9788845267895</p>
<p>Qual è la funzione della letteratura? Perché amiamo così tanto i romanzi e cerchiamo nelle nostre letture modelli, sogni, alternative ed esempi per la nostra vita reale? Quello che Lodge in questo libro sostiene è che la letteratura può offrire un tipo di conoscenza essenziale e complementare (non opposta) a quella scientifica; essa offre a noi lettori un tipo di consapevolezza che è di fondamentale importanza per la comprensione delle nostre umane vicende. Per dimostrarcelo, propone una serie di saggi che toccano per lo più la narrativa inglese e americana, classica e contemporanea: da Dickens, Waugh e Henry James a Martin Amis e Philip Roth. Come sempre, con uno stile brillante e ironico, che unisce la competenza critico-letteraria alla godibilità della lettura.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85452" title="manicomio" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/manicomio.jpg" alt="" width="116" height="170" />PAROLE E IMMAGINI DAL MANICOMIO<br />
Studi e materiali dalle cartelle cliniche tra Otto e Novecento<br />
a cura di Riccardo Panattoni<br />
pp. 352<br />
Bruno Mondadori, € 26.00<br />
ISBN: 9788861596375</p>
<p>Quale ruolo hanno giocato disegni e scritture nella vita degli internati in manicomio? Erano frutto della creatività e di un libero bisogno di espressione da parte dei pazienti o l’ennesimo dispositivo, approntato – con tanto di norme redazionali – dall’istituzione psichiatrica, per meglio circoscrivere e definire la malattia mentale? Attorno a questi interrogativi si sviluppano i saggi contenuti nel secondo volume dedicato allo studio dei materiali rinvenuti nell’archivio dell’ex manicomio San Lazzaro di Reggio Emilia. Oltre agli interventi che appartengono a diversi ambiti disciplinari (filosofico, letterario e storico), troviamo la trascrizione completa di cinque cartelle, scelte, tra le migliaia disponibili, per la ricchezza dei materiali contenuti. Rappresentano una preziosa fonte di informazioni per lo studioso e sono un elemento di attrattiva per il lettore sensibile agli aspetti letterari, che in questo volume troverà anche le pagine straordinarie delle Memorie di un medico operato di cataratta, scritte dallo psichiatra parigino de Clérambault e pubblicate qui per la prima volta in italiano.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85453" title="cleopatra" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/cleopatra.jpg" alt="" width="126" height="180" />CLEOPATRA<br />
Duane W. Roller <br />
traduzione di Paolo Falcone<br />
pp. 272<br />
Bruno Mondadori, € 24.00<br />
ISBN: 9788861596405<br />
 <br />
Nel 46 a.C., accolta insieme da sdegno e ammirazione, una statua dorata viene collocata nel Tempio di Venere a Roma. Raffigura la donna che, più di ogni altra, assumerà un ruolo chiave nella scena politica mediterranea dell’età preimperiale: Cleopatra, regina d’Egitto, ultima esponente della dinastia dei Tolomei. La sovrana, colta e poliglotta, ambiziosa e determinata, deve fronteggiare fin dalla sua precoce ascesa al trono le lotte dinastiche con il fratello e co-reggente Tolomeo XIII.<br />
Donna in un mondo di uomini, sovrana di un regno sull’orlo dell’estinzione, Cleopatra eredita il gravoso compito di mantenere in vita la stirpe tolemaica e di gestire a vantaggio dell’Egitto i delicati rapporti con la Roma di Cesare e Antonio. Attraverso campagne militari avventurose, scandalose politiche matrimoniali e una girandola di alleanze tattiche, Cleopatra tenterà l’impresa impossibile di salvare il suo regno e se stessa.Su questo personaggio leggendario tanto è stato scritto nel tentativo di risolverne l’enigma: femme fatale o lucida donna di potere? Sovrana in balia dei sentimenti o regina giusta e ispirata?<br />
Duane W. Roller spoglia la figura di Cleopatra di tutti gli aspetti romantici che la tradizione le ha attribuito e, attraverso una minuziosa analisi della sua educazione e della sua carriera politica, ne fornisce una visione inedita: dietroil mito della donna promiscua e ammaliatrice,il libro svela l’immagine di un’abilissima stratega, disincantata e a volte spietata, prontaa rinunciare alla propria felicità per garantireun futuro alla sua dinastia. Finalmente restituita al reale contesto storico-politico del suo tempo, ricostruito da Roller con perizia e rigore, Cleopatra non è mai apparsa così viva.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85454" title="umanesimofemminile" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/umanesimofemminile.jpg" alt="" width="128" height="183" />UMANESIMO FEMMINILE<br />
Isabella Coghi, un grande medico tra scienza ed etica<br />
Emma Fattorini<br />
pp. 304,<br />
Carocci, € 31,50<br />
ISBN 9788843062089</p>
<p>Isabella Maria Coghi (1931-2008), una donna, una scienziata, un medico straordinario che univa all’altissima qualità scientifica un’acuta intuizione clinica, entrando in sintonia con la paziente nella sua interezza. Un libro sui generis che ci parla di scienza, etica ed esperienze di vita: le voci di chi l’ha conosciuta bene, di chi ha lavorato con lei nella ricerca, nella cura e nella bioetica.Ma anchemolti suoi scritti inediti sulle questioni più controverse della bioetica in Italia. Dal 1968 fino alla fine degli anni Novanta Isabella Maria Coghi è stata responsabile del Centro di Sterilità presso la Clinica Ostetrica e Ginecologica della Sapienza di Roma. Membro del Comitato nazionale per la bioetica fin dalla sua fondazione, ha impersonato le qualità scientifiche e morali migliori di una difficile bioetica &#8220;dell’equilibrio&#8221;: ne sono un esempio i suoi contributi sulla riproduzione, lo statuto dell’embrione, la fecondazione assistita, la clonazione, il parto e la terapia del dolore. La sua fede profonda, poco esibita e dichiarata, che faceva vivere nelle opere, resta un esempio altissimo di intelligenza del cuore di cui oggi abbiamo più bisogno che mai.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85455" title="altraitalia" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/altraitalia.jpg" alt="" width="132" height="188" />UN&#8217;ALTRA ITALIA IN UN&#8217;ALTRA EUROPA<br />
Mercato e interesse nazionale <br />
a cura di Leonardo Paggi<br />
pp. 320<br />
Carocci, € 33,00<br />
ISBN 9788843061891</p>
<p>Il progetto europeo si è basato negli ultimi trent’anni sul presupposto neoliberista che una &#8220;concorrenza libera e non falsata&#8221;, ossia la massima libertà di mercato in tutte le sfere dell’organizzazione sociale, avrebbe garantito più benessere per tutti. È nata da qui l’idea che si potesse rinunciare alla sovranità degli Stati-nazione senza introdurre nuove forme di potere democratico sovranazionale. Oggi è sotto gli occhi di tutti il grande malessere sociale prodotto dalla scelta di affidare il governo dell’Europa ad organi &#8220;tecnici&#8221; politicamente irresponsabili. In Italia è ormai in pericolo la stessa coesione sociale e territoriale. In un bilancio sul 150° anniversario della nostra unità nazionale, gli autori di questo volume trattano diffusamente del degrado che l’ideologia del mercato ha prodotto nell’economia, nella politica, nelle istituzioni, nella comunicazione di massa e nella letteratura. Scaturisce dai vari contributi la convinzione che solo una tempestiva rifondazione dell’Europa sulla base di solide istituzioni politiche comunitarie possa ancora evitare la crisi definitiva del progetto di unificazione e i costi imprevedibili di un ripiegamento nella solitudine nazionale.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85457" title="raccontarecultura" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/raccontarecultura.jpg" alt="" width="129" height="182" />RACCONTARE CULTURA<br />
L&#8217;avventura intellettuale di «Tuttolibri» (1975-2011)<br />
D&#8217;Agostino Anna<br />
pp. 400<br />
Donzelli, € 25,00<br />
EAN: 9788860366702</p>
<p>Sono passati quasi quarant’ anni, da quando, nel 1975, cominciò l’avventura editoriale di «Tuttolibri», il primo settimanale del Paese dedicato interamente al mondo editoriale. Nel solco della tradizione giornalistica italiana, il supplemento de «La Stampa» prese il meglio di quanto si faceva all’estero, aggiungendo novità, semplicissime ma utili, come la bibliografia di tutti i libri usciti con qualche riga di descrizione essenziale. Non importava che i libri fossero di destra o di sinistra: proprio la libertà politica, o se si vuole la maggior apertura rispetto al giornale madre, consentirono di seguire attentamente l’attività di un editore come Feltrinelli o di altri marchi nati sull’onda del «Sessantotto». «Tuttolibri» divenne così uno strumento di lavoro irrinunciabile per i librai italiani, oltre che per il mondo degli intellettuali e per i «lettori forti». Parte essenziale ebbero il direttore-fondatore, Arrigo Levi, e il suo vice, Carlo Casalegno, che sarebbe caduto poco dopo sotto il fuoco dalle Brigate rosse. Fa spicco il ruolo di Furio Colombo, autore dell’ultima drammatica intervista con Pier Paolo Pasolini, uscita sul secondo numero, “bruciato” in 177 mila copie! Nella redazione di questo glorioso supplemento si realizzò l’avventura umana e professionale di giovanissimi redattori, da Mario Varca a Vittorio Messori, ad Alberto Sinigaglia che ne assunse la guida. Introdotto da Carlo Ossola, e corredato da una serie di interviste con i protagonisti, tra cui Arrigo Levi, Furio Colombo, Mario Calabresi, il libro offre un originale punto di vista da cui guardare alla nostra storia recente. Nel frattempo, «Tuttolibri» è profonda mente cambiato, e si è adeguato come è ovvio alla rivoluzione che ha investito il settore dei giornali e quello dei libri. Ma continua a ispirarsi ancora oggi a un’etica informativa e a un’idea della cultura e dell’informazione culturale che ne fanno un caso speciale nel panorama italiano.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85458" title="guardarefigure" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/guardarefigure.jpg" alt="" width="142" height="206" />GUARDARE LE FIGURE<br />
Gli illustratori italiani dei libri per l&#8217;infanzia<br />
Antonio Faeti<br />
pp. 400<br />
Donzelli, € 32,00<br />
EAN: 9788860366672</p>
<p>Il Collodi disegnato da Mazzanti e da Chiostri, il De Amicis illustrato da Ferraguti e da Sartorio, il Salgari di Vamba o di Zanetti; e ancora Yambo, Canevari, Pinochi, Tofano…Tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento, gli illustratori italiani dei libri per bambini hanno fatto ben di più che aggiungere le «figure» ai testi che dovevano corredare. Hanno dato forma e colore al mondo del nostro immaginario. Hanno raccontato, con quella schietta determinazione che è indispensabile per conquistare i bambini, le nostre emozioni più profonde, le nostre sensazioni più vere: i dubbi e le paure, le gioie e le allegrie. Messe in fila una dopo l’altra, le illustrazioni di quei «figurinai» compongono, meglio forse di ogni altro materiale, i tratti del nostro carattere nazionale, i contorni della nostra formazione identitaria. Antonio Faeti può a buon diritto essere definito l’insuperato scopritore di questo mondo. Quando, nel 1972, vide la luce la prima edizione del suo libro, nessuno aveva ancora avviato una riflessione del genere. E a ben vedere, a distanza di quarant’anni, pochi l’hanno saputa davvero proseguire. Questa edizione, che l’autore ha voluto corredare di una nuova, densissima introduzione, è l’occasione per riaprire il ragionamento, per rifare il punto. Nelle parole dell’autore questo libro non è «né una storia della letteratura per l’infanzia, né una storia delle illustrazioni dei libri per bambini», è molto di più. È uno straordinario viaggio nell’immaginario italiano, che prende a pretesto i libri per bambini, ma guarda ai sogni collettivi delle generazioni che ci hanno preceduto.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85459" title="istituzionilocali" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/istituzionilocali.jpg" alt="" width="123" height="203" />ISTITUZIONI LOCALI, PERFORMANCE, TRASPARENZA<br />
Il controllo di gestione in Italia e nel Regno Unito<br />
Paola Adami, Alessandro Natalini (a cura di)<br />
pp. XIV-386<br />
Donzelli, € 28,00<br />
EAN: 9788860366498</p>
<p>Nel corso degli ultimi due decenni le riforme amministrative hanno promosso negli enti locali l’introduzione del controllo di gestione con l’obiettivo di accrescerne efficienza, efficacia e qualità delle prestazioni fornite a cittadini e imprese in un contesto di rigido controllo della spesa pubblica.<br />
Già dall’inizio degli anni ottanta comuni e province sono stati i laboratori in cui le amministrazioni pubbliche hanno iniziato a sperimentare il controllo di gestione perché, in quanto istituzioni più a contatto con cittadini e imprese, per prime hanno avvertito la necessità di incrementare le proprie performance. La riforma Cassese, in parte anticipata per gli enti locali dalla legge n. 142/1990, ha rappresentato un punto di svolta rispetto ai sistemi di controllo, e la riforma Bassanini del 1999 ha quindi cercato di renderli conformi a un’amministrazione «pluralista», accrescendone il livello di articolazione funzionale e organizzativa. Tuttavia, come evidenzia la ricerca i cui risultati vengono presentati in questo volume, nella maggioranza degli enti locali lo sviluppo di strumenti e pratiche manageriali è ancora nullo o carente, il sistema di controllo interno, anche laddove è stato impiantato e ha attecchito, fatica a produrre report e, comunque, le informazioni generate sono poi raramente utilizzate per operare scelte gestionali.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85460" title="ceposto" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/ceposto.jpg" alt="" width="120" height="186" />C&#8217;E&#8217; POSTO PER L&#8217;ENTTE LOCALE IN EUROPA?<br />
Massimo Balducci, Pietro Dragone (a cura di)<br />
pp. IX-160<br />
Donzelli, € 22,00<br />
EAN: 9788860366894</p>
<p>L’obiettivo del volume è diffondere tra gli operatori del nostro governo locale e negli enti locali una conoscenza minima delle istituzioni europee, una conoscenza operativa dell’impatto che queste hanno sulle nostre amministrazioni locali e, infine, la consapevolezza della loro collocazione nel contesto europeo. Il testo viene presentato sotto forma di una chiacchierata tra esperti di istituzioni europee e un ipotetico operatore degli enti locali che, in maniera idealtipica, riassume in sé luoghi comuni e «leggende metropolitane» relative alle istituzioni europee e al rapporto tra queste e le istituzioni locali.<br />
Attraverso il dialogo vengono messi a fuoco i punti di maggiore debolezza che rendono difficili i rapporti dei nostri operatori e delle nostre amministrazioni locali con le istituzioni europee: è totalmente ignorata l’esistenza di una Carta europea dell’autonomia locale, ratificata dall’Italia nel 1989, che pure dovrebbe fare giustizia di molte «prevaricazioni» dello Stato italiano nei confronti degli enti locali; la grave ignoranza delle lingue che rende di fatto impossibile il dialogo con i partner degli altri paesi e ci condanna a un isolamento penoso; la necessità di controlli sugli enti locali ma non preventivi, visto che questi si sono dimostrati essere il brodo di coltura della corruzione; l’illusione che l’Unione europea sia un’importante fonte di risorse finanziarie e non, prima di tutto, una fonte di standard normativi; la resistenza ad approfittare delle occasioni per far sentire la propria voce presso le istanze europee; la resistenza a concepire la gestione per obiettivi e per progetti come un normale adempimento burocratico; l’inconsapevolezza del fatto che più dell’ottanta per cento della normativa applicabile a livello locale è di origine europea.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85461" title="network" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/network.jpg" alt="" width="130" height="184" />NET@TWORK<br />
Storie di lotte di uomini e donne in Rete<br />
Sara Picardo<br />
pp. 192<br />
Ediesse, € 10,00</p>
<p>Dalle ex lavoratrici della Omsa di Faenza alla madre di Federico Aldrovandi. Dai blogger e rapper che hanno incendiato la rivolta nei paesi del Maghreb alle grandi «inchieste umane» in Cina. Dai cassintegrati dell’Asinara ai giovani palestinesi di Gaza. Dai precari del call center Teleperformance al Popolo Viola.<br />
Questo libro racconta, attraverso la voce dei protagonisti, alcune delle storie che mediante la Rete sono riuscite a sfondare la cortina di ferro del mainstream. Uomini e donne che hanno affidato al mare magnum di Internet i loro messaggi, dopo essere stati ignorati o strumentalizzati dalla «grande» informazione, e sono così riusciti a farsi ascoltare da tutti, compresi quelli che prima li ignoravano. Tanti piccoli esempi delle infinite potenzialità della Rete e dei motivi per cui la protesta più isolata della faccia della terra, come quella dei lavoratori sardi della Vinyls, abbia superato per numero di telespettatori il Grande Fratello Mediaset. O come migliaia di giovani si siano dati appuntamento su Facebook dopo anni di censure e divieti per rovesciare la dittatura. Una lettura semplice e coinvolgente che vuole essere anche uno strumento di riflessione per tutti quelli che hanno sempre detto riguardo a Internet: questo strumento non mi convince!</p>
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<p><img class="alignleft size-full wp-image-85456" title="pazziscatenati" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/pazziscatenati.jpg" alt="" width="134" height="175" />PAZZI SCATENATI<br />
Federico di Vita<br />
pp. 192<br />
Effequ, € 14,00<br />
ISBN 9788889647790</p>
<p>Un libro-inchiesta sul mondo della piccola e media editoria in Italia, con interviste e un testimonianze. Sotto la lente dell’autore i retroscena della catena di contatti e interessi che (non) portano i libri di tanti editori in libreria, le difficoltà promozionali e distributive, ma anche lo sfruttamento del lavoro di legioni di giovani laureati sotto il malcelato ricatto degli stage, delle “esperienze formative”.</p>
<p>Io penso che i piccoli editori siano dei matti, dei pazzi fantastici, spesso le piccole case editrici si basano su una persona, che c&#8217;ha questa idea un po&#8217; per il suo ego, un po&#8217; per le sue fisime; quest&#8217;idea di dare il suo taglio a una casa editrice. Io vedo i piccoli editori come dei matti, dei pazzi scatenati.<br />
<em>(Alessandro Alessandroni, libraio)</em></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85462" title="secolodiecigiorni" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/secolodiecigiorni.jpg" alt="" width="123" height="170" />UN SECOLO IN DIECI GIORNI<br />
Dieci eventi memorabili del Novecento europeo<br />
Konstanty Gebert<br />
Traduzione: Laura Rescio<br />
pp. 304<br />
Feltrinelli, € 20,00</p>
<p>Come si possono raccontare cent&#8217;anni in pochi giorni? Quali sono i dieci avvenimenti emblematici del ventesimo secolo in Europa? La selezione è inevitabilmente arbitraria, ma possibile. Konstanty Gebert la fa in dieci racconti, quasi in forma di reportage, ambientati in altrettante città europee. Prende spunto da una data e un evento memorabili, che hanno segnato il secolo e consentono di ricostruirne, ciascuno, un decennio.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85463" title="brandrelevance" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/brandrelevance.jpg" alt="" width="117" height="177" />BRAND RELEVANCE<br />
Marketing innovativo per spiazzare i competitor<br />
David A. Aaker<br />
Contributi di Diego Della Valle<br />
pp. 352<br />
Franco Angeli,  € 48,00<br />
ISBN: 9788856839814</p>
<p>In questo volume profondamente innovativo e originale David Aaker – il padre del moderno branding – presenta un nuovo concetto e un potente strumento per orientare tutte le politiche e le scelte di marketing.<br />
Utilizzando dozzine di case histories &#8211; dalla birra giapponese Asahi al caso della Toyota Prius, dalla catena di prodotti di qualità no logo Muji all&#8217;iPod della Apple o al Kindle di Amazon &#8211; Aaker mostra come si possano implementare strategie di brand relevance di successo.<br />
Agli imprenditori e a tutti gli uomini di marketing offre non solo una nuova prospettiva, ma anche un modello semplice e tutti gli strumenti concettuali per perseguirlo e metterlo in opera.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85464" title="architetturarchivi" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/architetturarchivi.jpg" alt="" width="151" height="160" />L&#8217;ARCHITETTURA NEGLI ARCHIVI<br />
Guida agli archivi di architettura nelle Marche<br />
Antonello Alici, Mauro Tosti Croce (a cura di)<br />
pp. 240<br />
Gangemi, € 30,00<br />
ISBN13: 9788849222845</p>
<p>La Guida agli archivi di architettura nelle Marche – esito della collaborazione tra Soprintendenza Archivistica per le Marche e Dipartimento Dardus dell’Università Politecnica delle Marche – aggiunge un tassello significativo alla composizione del quadro nazionale delle fonti per la storia contemporanea dell’architettura e del territorio, avviata con il Lazio, la Lombardia e la Toscana. Gli archivi descritti, relativi a una regione ‘di transito’ tra i grandi centri del Paese quale le Marche, consentono di ampliare il campo di esplorazione sull’evoluzione della professione dell’architetto e del ruolo della committenza tra i decenni conclusivi dell’Ottocento e le molte stagioni del Novecento. L’accesso a queste nuove fonti permetterà di accrescere la consapevolezza del valore della nostra storia e della nostra identità e di rivalutare e tutelare la città e l’architettura del Novecento, un patrimonio tuttora disconosciuto e a forte rischio di cancellazione.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85465" title="consumoterritorio" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/consumoterritorio.jpg" alt="" width="118" height="179" />CONSUMO DEL TERRITORIO, CRISI DEL PAESAGGIO E FINANZA LOCALE<br />
Verso una nuova urbanistica<br />
Salvo Lo Nardo, Arianna Vedaschi (a cura di)<br />
pp. 224<br />
Gangemi, € 24,00<br />
ISBN13: 9788849222722</p>
<p>Gli ultimi decenni sono stati caratterizzati da un rapido incremento delle superfici edificate, che non ha solo comportato la progressiva saturazione del territorio italiano, ma ha altresì determinato un crescente degrado paesaggistico ed ambientale. In questo volume, caratterizzato dal taglio multidisciplinare, studiosi ed esperti di diversi saperi esaminano le tendenze dell’urbanizzazione in atto, contestualizzando nell’evoluzione del quadro normativo le tensioni e le correlazioni tra pressione edificatoria, rischi ambientali, esigenze finanziarie dei Comuni e strumenti urbanistici. L’analisi condotta mostra che è possibile muoversi verso una nuova urbanistica, perseguendo il contenimento del consumo di suolo, il recupero di un ruolo virtuoso degli Enti locali, nonché il coinvolgimento dei privati in un contesto segnato da una riconquistata capacità di governance da parte dei poteri pubblici. Tutti questi obiettivi sono realizzabili, a condizione che gli attori coinvolti in tale processo credano fino in fondo alla svolta culturale, centrata sulla riqualificazione e sul riuso tanto delle aree dismesse quanto di quelle urbane degradate, e realizzata grazie a politiche pubbliche coerenti correlate alla definizione di idonee forme di incentivazione della rigenerazione urbana.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85466" title="sociologiamediadigitali" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/sociologiamediadigitali.jpg" alt="" width="99" height="139" />SOCIOLOGIA DEI MEDIA DIGITALI<br />
Davide Bennato<br />
pp. 208<br />
Laterza, € 20,00<br />
EAN: 9788842097716</p>
<p>Milioni di persone si informano e interagiscono fra loro attraverso l&#8217;uso di internet e delle nuove tecnologie. Ognuno a suo modo partecipa alla messa in rete di notizie, ma anche alla trasformazione di questi strumenti di comunicazione e di socializzazione. La modalità del web partecipato dagli utenti costringe quindi a un profondo ripensamento dei concetti classici della sociologia della comunicazione come broadcast, audience, distinzione pubblico/privato. Davide Bennato propone una analisi sociologica approfondita dei diversi strumenti e delle piattaforme note al grande pubblico, da Youtube a Friendfeed, ed esamina le conseguenze etiche e sociali dell&#8217;uso di queste tecnologie.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-82837" title="elogiomoralismo" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/elogiomoralismo.jpg" alt="" width="100" height="147" />ELOGIO DEL MORALISMO<br />
Stefano Rodotà<br />
pp. 100<br />
Laterza, € 9,00<br />
ISBN: 9788842098898</p>
<p>Contro malaffare e illegalità servono regole severe e istituzioni decise ad applicarle. Ma serve soprattutto una diffusa e costante intransigenza morale, un&#8217;azione convinta di cittadini che non abbiano il timore d&#8217;essere definiti moralisti, che ricordino in ogni momento che la vita pubblica esige rigore e correttezza.<br />
Leggi la recensione del libro su <a href=" http://www.tafter.it/2011/11/30/elogio-del-moralismo/">Tafter<br />
</a><br />
<img class="alignleft size-full wp-image-85467" title="avantipopoli" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/avantipopoli.jpg" alt="" width="141" height="200" />AVANTI POPOLI!<br />
Piazze, tv, web: dove va l&#8217;Italia senza partiti<br />
Alessandro Lanni<br />
introduzione di Nadia Urbinati<br />
pp. 144<br />
Marsilio, € 12,00<br />
ISBN: 978-88-317-1090-9</p>
<p>Avanti popoli! C&#8217;è un boom dei &#8220;popoli&#8221;, dall&#8217;antesignano popolo dei fax fino a quello delle donne in piazza nel 2011, al popolo viola e molti altri affini. La formula dilagata negli ultimi anni in Italia è più di un semplice tic giornalistico. Al populismo del Cavaliere e del suo partito (un altro Popolo), per cui «il Parlamento è pletorico» e il leader interpreta direttamente il volere popolare, fa da contraltare l&#8217;affermazione dei &#8220;popoli&#8221; che nella Rete trovano strumenti di mobilitazione. Sullo sfondo i partiti, ormai privi di peso, mentre si affaccia il miraggio di una democrazia che può fare a meno della mediazione rappresentativa. Guardando alla storia recente questo libro dà conto di un&#8217;epocale trasformazione della vita politica, un processo il cui esito è ancora aperto. «Il problema che Lanni pone riguarda il destino e il mutamento di scopo dei partiti, i quali hanno perso la loro centralità e si sono svuotati del loro ruolo di collegamento tra società civile e società politica, di catalizzatori di interessi e idee, per essere via via solo parlamentari, ripiegati su se stessi, concentrati nella difesa degli eletti, del loro status e del loro potere: uno svuotamento di legittimità che è radicale. Se si vuole comprendere il significato del mutamento in corso nelle nostre democrazie si deve partire da qui». Dall&#8217;introduzione di Nadia Urbinati</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85468" title="secolocorrierepiccoli" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/secolocorrierepiccoli.jpg" alt="" width="116" height="162" />IL SECOLO DEL CORRIERE DEI PICCOLI<br />
Fabio Gadducci, Stefanelli Matteo<br />
pp. 304<br />
Rizzoli, € 39,90<br />
EAN: 9788817053433</p>
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<p>Nel 1908 nasceva il Corrierino: questa antologia ci conduce in un viaggio nell’Italia del Novecento, in compagnia di un giornale che ha segnato il costume di oltre cinque generazioni di bambini e famiglie, popolandone i sogni e il tempo libero e offrendosi come grande offi cina di icone per l’immaginario nazionale.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85469" title="gucci" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/gucci.jpg" alt="" width="132" height="148" />GUCCI<br />
Tonchia Stefano, Frisa M. Luisa<br />
pp. 480<br />
Rizzoli, € 75,00<br />
EAN: 9788817052221</p>
<p>Nel 2011 la celebre griffe italiana, nata come azienda specializzata in pelletterie artigianali, compie novant&#8217;anni. Celebra il &#8220;compleanno&#8221; con il <a href="http://www.tafter.it/2011/09/13/musei-il-26-settembre-inaugura-quello-di-gucci-a-firenze/">nuovo Museo Gucci a Firenze </a>e con questo eccezionale libro sulle origini, lo stile e l&#8217;ispirazione di un marchio rilanciato dal 2007 sotto la guida creativa di Frida Giannini: per celebrare il passato della maison e la sua eccellenza nell&#8217;artigianato di lusso, aggiungendo allo stesso tempo giovinezza, colore e stravaganza giocosa.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85470" title="unaeindivisibile" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/unaeindivisibile.jpg" alt="" width="130" height="180" />UNA E INDIVISIBILE<br />
Riflessioni sui 150 anni della nostra Italia<br />
Giorgio Napolitano<br />
pp. 180<br />
Rizzoli, € 15,00<br />
EAN: 9788817049740</p>
<p>“Abbiamo insistito tanto, e con pieno fondamento, su quel che l’Italia e gli italiani hanno mostrato di essere in periodi cruciali del loro passato, e sulle grandi riserve di risorse umane e morali, d’intelligenza e di lavoro di cui disponiamo, perché le sfide e le prove che abbiamo davanti sono più che mai ardue, profonde e di esito incerto.”</p>
<p>Le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia hanno visto una partecipazione popolare al di là di ogni aspettativa: iniziative promosse da istituzioni, scuole, piccoli e grandi comuni, associazioni locali, un’esplosione mai vista di bandiere tricolori. Si è così mostrata la profondità delle radici del nostro stare insieme come nazione, come Italia unita. Le parole scolpite nella Costituzione per definire la Repubblica – “una e indivisibile” – hanno trovato un riscontro autentico in milioni di italiani. Secondo la Carta costituzionale, il Presidente della Repubblica “rappresenta l’unità nazionale”. Giorgio Napolitano ha colto ogni occasione – nella difficile fase attraversata dal nostro Paese e dall’Europa intera – per dare risalto alle ragioni di dignità e di orgoglio nazionale che ci offre la storia del movimento di unificazione.</p>
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<p><em></em> </p>
<p><em></em> </p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un paese che affoga nel cemento</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 13:54:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizia Memo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un paese dal territorio fragile su cui si continua a speculare. L’abusivismo edilizio continua ad essere una problematica costante dell’Italia causa di disastri e tragedie frequenti, ma subito dopo cala troppo facilmente il silenzio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-84635" title="alluvionegenova" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/alluvionegenova.jpg" alt="" width="342" height="230" /><strong>Dimenticare con facilità e negligenza</strong>. È questa la peculiarità che si ripete ogni qual volta una catastrofe naturale colpisce qualche zona del Bel paese. Dimenticano i cittadini perché travolti dalla quotidianità e dalla frenesia  lavorativa; dimenticano i politici, perché spesso è bene non rimarcare colpe di cui dovrebbero essere i primi responsabili; dimenticano i media, perché dopo l’emotività iniziale la catastrofe non fa più notizia. E così nell’amnesia collettiva e generalizzata può succedere che a Genova appena un mese dopo l’ondata di fango che ha travolto case, strade, interi quartieri e si è portata via con sé la vita di sei persone, la giunta comunale stesse discutendo sulla possibilità di costruire un outlet in piena zona rossa, ovverosia in quella che è considerata l’area più a rischio allagamenti. Il progetto, come racconta sul <em>Fatto Quotidiano</em> Ferruccio Sansa, era già nell’aria prima della terribile alluvione del 25 ottobre. Tuttavia i morti, paesi interi cancellati, ondate di piena di fiumi straripati dagli argini, non sembrano essere stati sufficienti per accantonare la proposta. Solo lo scorso 6 dicembre la giunta regionale ligure ha approvato una delibera per bloccare per un periodo di 45 giorni i progetti già autorizzati, al fine di eseguire nuovamente tutti i controlli per avallare o ripensare i prospetti urbanistici.<br />
Il <strong>“partito del cemento”</strong>, definizione dello stesso Sansa, non si ferma facilmente. Non solo a Genova, bensì in tutta la penisola, con l’appoggio indifferenziato di partiti di destra e di sinistra, continua per la sua strada incurante di vincoli naturali, idrogeologici, paesaggistici e della fragilità del territorio. Spesso si tratta di abusivismo palese, altre volte invece si costruisce rispettando appieno le regole edilizie, le quali spesso proprio perché dettate dall’uomo non sembrano essere le più sensate. C’è chi costruisce per necessità o chi edifica per speculare. Ed una volta tirato su un palazzo, un parcheggio, una piscina, se proprio lo si è fatto abusivamente basta aspettare il prossimo condono che di solito non tarda ad arrivare. Eppure <strong>gli strumenti di prevenzione e di denuncia</strong> sono sempre più numerosi: Legambiente annualmente fotografa lo stato dell’abusivismo edilizio e le zone a rischio idrogeologico. Secondo il rapporto “<strong>Ecosistema a rischio</strong>”, nel 2010 i comuni a pericolo frane e esondazioni erano 82 su 100. Qui case, abitazioni e spesso anche strutture pubbliche sono sorte in prossimità di alvei di fiumi o in aree franose. Una situazione grave e preoccupante, tanto che il neo ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha pensato che l’unica soluzione possa essere quella di spostare famiglie che risiedono nelle zone più pericolose e  di svuotare interi quartieri e paesi. Delocalizzare i cittadini, abbattere interi borghi e ricostruire in spazi più sicuri. Una proposta i cui intenti sono meritevoli, ma non sufficienti. La soluzione infatti, per quanto ha incassato il plauso di Legambiente, WWF, ambientalisti e geologi, è difficile da attuare se non altro in un paese in cui non si riesce neanche a demolire una villetta abusiva. E dove non è ancora stato applicato il tanto celebrato piano straordinario per il dissesto idrogeologico che prevedeva uno stanziamento di 2 miliardi e 21 milioni, sia nazionali che regionali, destinati alla messa in sicurezza delle zone più a rischio. Fondi rimasti bloccati e mai spesi. Un fallimento che si affianca ad un taglio dell’84,8% dei finanziamenti ordinari per prevenire il dissesto idrogeologico. Come se non bastasse la CGIA di Mestre (Associazione artigiani piccole imprese) ha rilevato che <strong>il 99% dei proventi della cosiddetta tassa verde</strong> (tutte quelle accise che gravano sulle emissioni inquinanti e che poi dovrebbero essere reinvestite nella protezione ambientale) <strong>viene impiegato in altre voci di spesa che non riguardano la tutela del territorio</strong>. Negli ultimi dieci anni a fronte di 717 miliardi e 442 milioni incassati dalle “imposte ecologiche”, solo 6 miliardi sono stati investiti nella protezione ambientale.</p>
<p><strong>E mentre i soldi mancano, le costruzioni abbondano</strong>. E quasi nessuna viene abbattuta. L’abusivismo edilizio continua ad essere perpetrato senza incontrare grandi resistenze. Il rapporto “<strong>Ecomafia 2011</strong>” stilato da Legambiente riporta che gli interventi di abuso edilizio perpetrati nel 2010 sono circa 26.500, in cui sono compresi ampliamenti di superficie e cambi di destinazione d’uso. Non solo l’edificazione selvaggia sembra inarrestabile, ma tutto ciò che dovrebbe essere rimosso in realtà rimane esattamente dov’è. Il caso più eclatante è quello delle abitazioni alle pendici del Vesuvio. Sebbene un censimento ufficiale non esista, secondo una stima approssimativa sarebbero circa 10mila gli edifici nati a pochi metri dal cratere. Il tutto, senza tenere conto della difficoltà di evacuare queste famiglie in caso di eruzione. L’unico progetto di messa in sicurezza risale a cinque anni fa: denominato “Vesuvia”, il piano aveva come obiettivo quello di spostare 61mila persone entro il 2013 dalla zona rossa incentivando, con un finanziamento di 25 mila euro, l’acquisto di case lontano dalla zona a rischio. Eppure, invece di diminuire la popolazione in queste aree è aumentata e solo 5 mila persone hanno deciso di cambiare residenza. Nel gennaio di quest’anno la regione Campania ha votato un emendamento all’articolo 5 della legge regionale 10 dicembre 2003 n.21, esattamente quello che sanciva il divieto di rilascio di titoli edilizi nella zona rossa. Il che non dovrebbe stupire in una delle regioni italiane dove, negli ultimi 10 anni, sono nate 60mila abitazioni abusive. E dove si era profilata la possibilità che la Giunta provinciale rivedesse il PTCP (Piano Territoriale coordinamento provinciale) che una volta riaperto avrebbe reso possibile il raddoppio delle costruzioni presenti nelle aree limitrofe alla zona rossa. “Piani di evacuazione non bastano. Bisognerebbe lavorare su quelle dinamiche che causano l’aumento dell’antropizzazione nelle zone costiere” Giuseppe Russo capogruppo del PD nella Regione Campania è consapevole che il fenomeno della speculazione edilizia nasce a causa di flussi migratori della popolazione costretta a spostarsi alla ricerca di occupazione. Una migrazione quindi dettata dalla necessità di trovare un posto di lavoro, sempre più raro nell’entroterra campano. Una considerazione che vale non solo per il territorio partenopeo. Se l’esempio campano, può sembrare estremo e circoscritto, a riprova della diffusione del problema basta ricordare quanto è accaduto a Roma durante il nubifragio dello scorso 20 ottobre. Interi quartieri che sorgono nell’entroterra a ridosso di Ostia, sono rimasti letteralmente assediati dall’acqua. Anche in questo caso di tratta di edifici nati come abusivi negli anni ‘70 e di volta in volta condonati. In diverse aree sono stati gli stessi residenti a costruire con le proprie mani queste abitazioni, non tenendo conto del pericolo che correvano in un territorio che si trova al di sotto del livello del mare.<br />
Solo alcuni esempi di una proliferazione edilizia sconsiderata di cui purtroppo si parla solo quando le cronache portano alla ribalta le conseguenze più nefaste. E, tra un episodio e l’altro, si ricade di nuovo nell’oblio.</p>
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		<title>Architettura: la &#8220;Nuvola&#8221; di Fuksas a Roma pronta per gennaio 2013</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 11:30:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il sindaco Gianni Alemanno ha effettuato un sopralluogo al cantiere della Nuvola, il nuovo centro congressi dell&#8217;Eur progettato dall&#8217;architetto Massimiliano Fuksas. L’obiettivo, ha dichiarato il Sindaco, è inaugurare la Nuvola entro il 31 gennaio 2013 e fare di Roma la capitale del turismo congressuale nazionale e internazionale. La “Nuvola” è una struttura alta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-83493" title="lauvola" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/lauvola.jpg" alt="" width="392" height="221" />Il sindaco <strong>Gianni Alemanno</strong> ha effettuato un sopralluogo al cantiere della <strong>Nuvola</strong>, il nuovo centro congressi dell&#8217;<strong>Eur</strong> progettato dall&#8217;architetto <strong>Massimiliano Fuksas</strong>. L’obiettivo, ha dichiarato il Sindaco, è inaugurare la Nuvola <strong>entro il 31 gennaio 2013</strong> e fare di Roma la capitale del<strong> turismo congressuale nazionale e internazionale</strong>.<br />
La “Nuvola” è una struttura alta <strong>40 metri, larga 70, lunga 175</strong> e dal volume complessivo di<strong> 82.500 metri cubi</strong>. Ci sarà una <strong>sala sospesa da 2.000 posti</strong>, ricoperta di telo translucido, che la notte si illuminerà come una lanterna, mentre di giorno farà penetrare la luce del sole.<br />
Un hotel, già denominato<strong> “La Lama”</strong>,<strong> alto 55 metri, largo 14,4 e lungo 126,5</strong>, sorgerà accanto alla “Nuvola&#8221;. L&#8217;albergo è in cerca di un acquirente e sono in corso i negoziati.<br />
La struttura, in vetro scuro per assorbire meglio i raggi del sole l&#8217;inverno e respingerli in estate, ha un&#8217;alta sostenibilità, con l&#8217;<strong>eliminazione del 60% delle emissioni</strong>. Sul tetto saranno installati circa<strong> 5 mila mq di fotovoltaico</strong>.<br />
Sotto la Nuvola una grande piazza, con pavimenti in travertino bianco, per installazioni d&#8217;arte ed esposizioni e in basso una grande sala per 9 mila persone, inoltre ci saranno tantissime sale per seminari e conferenze.<br />
In progetto anche <strong>parcheggi in sotterranea</strong>, da realizzare a <strong>piazza Sturzo</strong> e <strong>via della Civiltà Romana</strong>.<br />
Ad oggi l’avanzamento dei lavori vede completate: le strutture di fondazione; i piani interrati; le strutture in elevazione; la struttura principale della teca; ilguscio dell’auditorium; lo scafo e dentiera; la struttura dell’hotel e le vetrate longitudinali esterne.<br />
Il costo totale della Nuvola sarà di <strong>265 milioni</strong>.<br />
“Qui c&#8217;è tanto genio e creatività italiana &#8211; ha detto il sindaco Alemanno &#8211; la Nuvola è un vero gioiello nel cuore di Roma oltre ad essere una struttura necessaria perché la Capitale senza un grande Centro congressi è sostanzialmente impensabile&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Convegno &#8220;Politiche di Rigenerazione urbana per i piccoli centri storici con elevata presenza di migranti&#8221;. Il 2 dicembre</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 09:29:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Italia molti comuni di dimensione minore, circa l’80% dei comuni italiani, sono abitati da migranti. Infatti, in questi insediamenti si registra un notevole degrado edilizio che tiene basso il livello delle locazioni nonché il disinteresse dei proprietari a recuperare, considerando accettabile la rendita da locazione. I comuni incontrano notevoli difficoltà a promuovere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-82577" title="rigenerazioneurbana" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/rigenerazioneurbana.jpg" alt="" width="199" height="186" />In Italia molti comuni di dimensione minore, circa l’80% dei comuni italiani, sono abitati da migranti. Infatti, in questi insediamenti si registra un notevole degrado edilizio che tiene basso il livello delle locazioni nonché il disinteresse dei proprietari a recuperare, considerando accettabile la rendita da locazione. I comuni incontrano notevoli difficoltà a promuovere politiche urbane in grado di contrastare la prevalenza delle ragioni di mercato immobiliare, anche se alcune esperienze sono state sviluppate attraverso interventi sul patrimonio pubblico e incentivi ai privati.<br />
Il seminario intende ragionare sulle vie da intraprendere per rigenerare questi centri e riattivare la convenienza all’investimento in recupero, considerando i migranti come una forza economica e culturale.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">PROGRAMMA</span></strong></p>
<p><em>Venerdì 2 dicembre 2011</em><br />
ore 9.00<br />
Introduce e coordina<br />
Manuela Ricci, Sapienza Università di Roma</p>
<p>ore 9.15<br />
Un’esperienza di rivitalizzazione del tessuto economico e urbano a Bergamo<br />
Angelo Carrara, Presidente della Confartigianato di Bergamo</p>
<p>ore 9.45<br />
Brescia: Interventi di riqualificazione del Centro Storico e di Via Milano<br />
Daria Rossi, Responsabile area gestione del territorio, Comune di Brescia</p>
<p>ore 10.15<br />
“Margini” territoriali come “risorsa” nazionale<br />
Silvia Passerini, Presidente dell’Associazione Thara Rothas</p>
<p>ore 10.45<br />
Progetti di autorecupero nel Comune di Roma<br />
David Romani, vice Presidente della Cooperativa Inventare l’Abitare</p>
<p>ore 11.15<br />
Progetto di Housing Sociale nel Comune di S. Martino Buon Albergo<br />
Albano Salazzari, Presidente della Cooperativa “La Casa per gli Immigrati Onlus” di Verona</p>
<p>ore 11.45<br />
Fondo immobiliare per l’Housing Sociale dell’Italia Centrale che recupera anche i centri storici<br />
Paola Di Pasquale, Fund Manager, Investire Immobiliare SGR</p>
<p>Ore 12.15<br />
Sollecitazioni dalla sala e conclusioni</p>
<p>Scarica l&#8217;<a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/Invito_seminario.pdf">invito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Borghetti<br />
Cell: 339 6162217<br />
<a href="mailto:elena.borghetti@uniroma1.it">elena.borghetti@uniroma1.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Spazi urbani: inaugurata la nuova Stazione Tiburtina a Roma</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 18:30:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo circa 3 anni di lavori, è stata inaugurata dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, la nuova Stazione Tiburtina. Durante la cerimonia è stata scoperta una stele, alta 20 metri e del peso di 13 tonnellate, dedicata a Cavour e al suo discorso per Roma Capitale. Il Presidente Napolitano ha voluto rendere omaggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-82617" title="stazionetiburtina" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/stazionetiburtina.jpg" alt="" width="304" height="202" />Dopo circa <strong>3 anni di lavori,</strong> è stata inaugurata dal Presidente della Repubblica,<strong> Giorgio Napolitano</strong>, la <strong>nuova Stazione Tiburtina.</strong><br />
Durante la cerimonia è stata scoperta una <strong>stele, alta 20 metri e del peso di 13 tonnellate</strong>, dedicata a <strong>Cavour</strong> e al suo discorso per <strong>Roma Capitale</strong>. Il Presidente Napolitano ha voluto rendere omaggio anche ai <strong>ferrovieri italiani</strong>, ricordandoli come “pilastri storici del mondo del lavoro nel nostro paese”.<br />
Tra le molte autorità presenti all&#8217;inaugurazione, il ministro dello Sviluppo economico e dei Trasporti, <strong>Corrado Passera</strong>, l&#8217;Ad di Fs, <strong>Mauro Moretti</strong>, il sindaco di Roma,<strong> Gianni Alemanno</strong>, il presidente della Regione Lazio, <strong>Renata Polverini</strong>, e quello della Provincia,<strong> Nicola Zingaretti</strong>.<br />
La nuova stazione ferroviaria, costata <strong>170 milioni</strong> su un investimento totale di <strong>330</strong>, opera dell&#8217;architetto <strong>Paolo Desideri</strong> in collaborazione con lo<strong> studio Abdr</strong>, è il <strong>primo scalo Av aperto in Italia</strong>.<br />
La superficie della struttura è di<strong> 50.000 metri quadrati</strong>, mentre è di <strong>4.000 metri quadrati</strong> l&#8217; area dei servizi di stazione primari. Ci sono poi <strong>7.000 metri quadrati di vetrate esterne</strong>, <strong>13.400 tonnellate di acciaio, 95.000 metri cubi di calcestruzzo.</strong><br />
A <strong>Roma Tiburtina</strong> transiteranno <strong>140 treni Frecciarossa e Frecciargento</strong>,<strong> 38 treni lunga percorrenza</strong> (di cui 5 con fermata),<strong> 290 convogli del trasporto regionale</strong>. Ci sono <strong>10.000 metri quadrati di aree commerciali, 140.000 frequentatori al giorno previsti, 1.100 posti auto di cui 430 coperti</strong>.<br />
Con la nuova struttura ci sarà un&#8217;importante trasformazione urbana: <strong>920.000 metri quadrati di superficie territoriale</strong>, di cui <strong>324.000 di infrastrutture ferroviarie, 100.000 di verde pubblico e parchi, 13.000 metri di piazze e spazi pedonali, 63.500 metri quadrati di servizi urbani, 109.000 di parcheggi, 220.000 di viabilità e 156.000 di servizi privati</strong>.<br />
La costruzione è costituita da un lungo parallelepipedo ricoperto di vetri &#8220;respiranti&#8221; lungo 360 metri, di cui 300 sospesi, largo 60 e a nove metri di altezza rispetto ai binari, un boulevard coperto che unisce i quartieri<strong> Nomentano e Pietralata</strong>. All’interno otto &#8220;bolle&#8221; colorate di verde acqua sono destinate ad ospitare, fra qualche settimana, negozi, biglietterie, ristoranti e servizi.<br />
I <strong>20 binari</strong> da dove partiranno i treni ad alta velocità in direzione <strong>Milano, Torino, Firenze, Bologna, Napoli e Salerno</strong> si trovano nove metri più in basso e sono collegati con <strong>52 scale mobili</strong> e <strong>29 ascensori al piano superiore</strong>.<br />
Il lato Pietralata della stazione era stato parzialmente inaugurato circa un anno fa, ora con la conclusione dei lavori sull&#8217;atrio Nomentano e nella galleria commerciale, la stazione è pronta, ma è ancora aperto il cantiere che lavora sulla zona andata a fuoco quest&#8217;estate. Nei giorni scorsi è stato abbattuto l’edificio danneggiato dalle fiamme, mentre quello a fianco sarà restaurato e rivestito in maniera più moderna. Parcheggi e aree verdi sono stati già attrezzati intorno alla nuova struttura.<br />
E’ invece prevista per i primi mesi del <strong>2012</strong> l’inaugurazione della <strong>Nuova circonvallazione interna (Nci)</strong>, la strada sotterranea ad alto scorrimento che permetterà di trasformare l&#8217;attuale tangenziale in un viale alberato. Previsto anche l&#8217;abbattimento del tratto di strada che oggi costeggia il lato Nomentano della stazione, a circa dieci metri d&#8217; altezza.<br />
Un nuovo pezzo di città è destinato a nascere intorno a <strong>Roma Tiburtina</strong>: <strong>Fs</strong> detiene la proprietà di<strong> 5 mega lotti di terreno</strong> che saranno ceduti a grandi <strong>gruppi nazionali e internazionali</strong>, interessati a realizzare <strong>sedi di centri direzionali, uffici e alberghi &#8220;di grande qualità estetica&#8221;.</strong> Il primo lotto è stato assegnato alla <strong>Bnl</strong>, che <strong>entro 3 anni</strong> realizzerà la sua nuova e ipermoderna sede centrale.<br />
L’assessore capitolino ai Lavori pubblici e Periferie, <strong>Fabrizio Ghera</strong>, ha dichiarato: “Esprimo grande soddisfazione per l’apertura della <strong>Nuova Stazione Tiburtina</strong>, un’opera a servizio della collettività la cui realizzazione consentirà un miglioramento della qualità della vita per residenti e cittadini. E’ stato affidato alla<strong> facoltà di Architettura La Sapienza di Roma</strong> lo studio di fattibilità, attraverso la procedura della finanza di progetto, per i lavori di realizzazione della sistemazione del <strong>piazzale Ovest della Stazione</strong>.<br />
I lavori, per una spesa complessiva di <strong>circa 30 mln di euro</strong>, prevedono anche la realizzazione di <strong>nuove viabilità</strong>, come il tratto stradale che collegherà <strong>via Tiburtina</strong> con <strong>via della Lega Lombarda</strong>, la riqualificazione della circonvallazione Tiburtina di fronte al<strong> Verano</strong>, nuovi <strong>parcheggi di scambio</strong> e il riordino della rete fognaria&#8221;.<br />
<strong>Antonello Aurigemma</strong>, assessore capitolino alla Mobilità, ha invece osservato: &#8220;Si tratta di un’opera di altissimo livello, degna dei massimi standard delle grandi capitali europee: realizzazione come questa dimostrano le grandi capacità tecniche e organizzative delle aziende italiane. La nuova Tiburtina è il simbolo della riqualificazione di un intero quadrante di Roma e va considerata come un collegamento ideale e fattivo tra la parte centrale della città e le periferie della zona orientale e settentrionale. La mobilità ne risentirà positivamente e anche il flusso delle migliaia di pendolari che ogni giorno si riversano nella nostra città verrà ulteriormente agevolato&#8221;.</p>
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		<title>A Mestre l&#8217;arte e la cultura si condividono da Sottobosco</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 15:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pisa Roberta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo spazio Sottobosco di Mestre nasce dal recupero di un appartamento in disuso, reso possibile grazie alle donazioni di molte persone. A pochi giorni dall'inaugurazione abbiamo scoperto la storia e le aspettative del giovane gruppo di Sottobosco, dimostrando che l'arte e la cultura possono e devono arrivare ovunque.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-82353" title="il team di sottobosco" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/il-team-di-sottobosco.jpg" alt="" width="394" height="281" />Il nuovo spazio Sottobosco di Mestre ha una storia molto particolare, dove protagoniste sono la riconversione del tessuto urbano, la partecipazione collettiva e la tenacia. Potete descrivere le tappe salienti di questo progetto?</strong><br />
Se ripensiamo adesso al percorso che ci ha portato fin qui non possiamo che essere soddisfatti. Dopo diversi pomeriggi passati a fotografare case sfitte e saracinesche abbassate sulla strada, dopo le varie conversazioni con i proprietari delle case vicine a quelle che avevamo individuato, ci siamo imbattuti in questo appartamento al primo piano di un palazzo storico di via Piave. Il cerchio si è chiuso proprio quando, appoggiando la mano sul ferro freddo ed arruginito della porta sbarrata da ormai 5 anni, abbiamo capito che sì, si poteva fare. A questo punto ci siamo messi alla ricerca dei proprietari ai quali abbiamo proposto un comodato d’uso gratuito in cambio dei lavori di ristrutturazione, una proposta più che vantaggiosa viste le condizioni in cui la casa si trovava.<br />
C’erano sicuramente dei miti da sfatare e le difficoltà riguardavano più che altro il fatto che non avevamo mai lavorato ad un progetto simile, nè potevano servirci da riferimento altre esperienze come le occupazioni o i progetti di autocostruzione, sebbene è da lì che arrivi l’ispirazione. La piattaforma di crowdfunding<a href="http://www.produzionidalbasso.com/"> &#8216;Produzioni dal Basso&#8217; </a>ci ha permesso di chiedere formalmente ai nostri sostenitori di fare una <a href="http://www.tafter.it/2011/05/01/spazi-urbani-sostieni-il-sottobosco-project-space-per-la-ristrutturazione-di-uno-spazio-in-disuso-a-mestre-ve/">donazione per finanziare il progetto</a>; questi fondi insieme ad un significativo contributo da parte di Sottobosco, anche in termini di forza lavoro gratuita, hanno consentito di portare a compimento i lavori. Per il resto non abbiamo incontrato grossi ostacoli, o forse non ce ne siamo curati credendo fermamente in quello che stavamo realizzando.<br />
Inizialmente ci siamo scontrati con la paura e la diffidenza di chi, spaventato dalla campagna negativa fatta al quartiere, temeva che condividere l’ingresso e il passaggio con una sedicente associazione culturale significasse perdere il controllo e vedere invaso il proprio condominio. Attualmente sembra che molti siano convinti che la nostra presenza porterà sicuramente dei vantaggi in termini di qualità della vita, e noi faremo di tutto per spendere la nostra progettualità e il nostro lavoro per migliorare gli spazi che viviamo. Oggi con i nostri vicini abbiamo un rapporto di cordialità: per l’inaugurazione ci hanno mandano fiori a nome di tutto il condominio,  noi li aiutiamo nelle cose pratiche e cerchiamo di essere presenti nelle situazioni critiche.</p>
<p><strong>Chi sono i principali artefici del Sottobosco Project Space e chi i donatori-tipo che hanno contribuito alla sua realizzazione?</strong><br />
La ristrutturazione dello spazio è stata totalmente compiuta da Sottobosco, ogni membro del collettivo (composto da Nicola, artista, Pasquale, antropologo, Tiziano, visual designer, Fausto, artista, ed Eugenia, curatrice) ha messo a disposizione le proprie conoscenze tecniche e il proprio tempo permettendo all’organizzazione di lavorare in autonomia e risparmiare notevolmente sulle spese necessarie al restauro. Dalla ritinteggiatura delle mura al ripristino dell’impianto elettrico, dalla posa del parquet all’allestimento degli interni dell’appartamento, il collettivo si è dedicato a tutto ciò che ha riguardato la messa a nuovo degli ambienti.<br />
Dall’altra parte il sostegno dei nostri donatori è stato ugualmente fondamentale: le nostre riserve di denaro stavano per terminare ed è stato allora che abbiamo deciso di iniziare la nostra prima raccolta fondi attraverso “Produzioni dal Basso”, una piattaforma di crowdfunding grazie alla quale è possibile richiedere dei finanziamenti attraverso una sottoscrizione popolare. I donatori-tipo che hanno contribuito sono stati allora per lo più persone del settore: giovani artisti e curatori, sostenitori fin da sempre del progetto, e naturalmente ci sono stati anche gli amici e i parenti che hanno fatto la loro parte.</p>
<p><strong>In che modo è stato individuato l’edificio che ora ospita Sottobosco? Di quali ambienti si compone lo spazio? Quali le attività cui sono adibiti?</strong><br />
Sottobosco ha iniziato nel mese di dicembre 2010 una mappatura degli spazi abbandonati o poco appetibili dal punto di vista immobiliare e commerciale nel quartiere Piave di Mestre, individuandone alcuni con le giuste caratteristiche strutturali e di accessibilità. Conoscevamo lo spazio che abbiamo scelto perché si trovava nello stesso edificio in cui abita uno dei membri del collettivo e sapendo fosse in disuso abbiamo chiesto a un intermediario del palazzo di mostrarcelo. Abbiamo allora riscontrato che si prestava alle attività che avremmo dovuto svolgere e abbiamo deciso di iniziare la trattativa con i proprietari dell’immobile per un comodato d’uso di 2 anni che siamo riusciti ad ottenere.<br />
L’appartamento si trova al primo piano di un edificio anni ‘20 ed è composto da una grande sala dove è stato installato l’archivio artisti e dove si svolgeranno la maggior parte delle attività a carattere pubblico, come gli ShowDesk, le Sottobosco Poetry Lectures e i workshop con gli artisti; c’è poi un punto di distribuzione di free press e una bacheca per la segnalazione degli eventi; gli altri due ambienti infine, ospitano un laboratorio officina per artisti che necessitano di un luogo dove poter lavorare con materiali e strumentazioni tecniche, e lo studio di progettazione di Sottobosco.<br />
La sala principale è stata pensata anche come risorsa condivisibile con le altre realtà o per i cittadini che magari potranno averne bisogno per assemblee condominiali, cineforum, laboratori didattici, screening video…, per cui sono ben accette proposte da poter sviluppare al suo interno affinché lo spazio venga riattivato e restituito alla collettività.</p>
<p><strong>Quali sono i principali progetti che intendete sviluppare nel vostro spazio? A chi vi rivolgerete e quale linguaggio adotterete?</strong><br />
Vorremmo che lo spazio fosse vissuto e venisse attivato da chi ha delle proposte, venisse percepito come catalizzatore per il quartiere e laboratorio per la progettazione culturale. Noi, dall’altra parte, proporremo degli incontri come ShowDesk durante i quali verranno dei giovani artisti a presentare pubblicamente la propria ricerca, o le Sottobosco Poetry Lectures, alle quali vengono invitate diverse personalità impegnate, con un approccio aperto e multidisciplinare, nella produzione di pratiche culturali.<br />
Per i prossimi mesi inoltre, abbiamo in programma “Reporting via Piave”, un laboratorio partecipato di inchiesta fotografica finanziato dalla Comunità Europea, che riflette sulla possibilità di ibridare i metodi di progettazione sociale, in particolare l’approccio auto-narrativo Photo v.o.i.c.e. (voicing our individual and collective experience) con le pratiche artistiche contemporanee. Il progetto, introducendo una riflessione sul rapporto tra partecipazione pubblica e produzione visiva, accompagna i partecipanti lungo il complesso iter di produzione e organizzazione di una mostra fotografica che rifletta sulla stratificazione identitaria e sulle nuove forme di cittadinanza, concentrandosi sull’area del quartiere Piave.<br />
Sono solo alcuni esempi di formati a cui ci dedicheremo, ma già da questi emerge come ogni volta, in base al progetto, ci rivolgiamo a differenti tipologie di pubblico, facciamo una comunicazione adeguata e cerchiamo di individuare chi potrebbero essere i possibili fruitori dell’evento. Più in generale possiamo poi dire che ci rivolgiamo a chiunque sia interessato a condividere conoscenze, progetti e capacità con lo scopo di sviluppare un approccio creativo e interdisciplinare alla progettazione culturale.</p>
<p><strong><img class="alignright size-full wp-image-82354" title="Un'immagine dell'esterno dello spazio di Sottobosco, quartiere Piave, Mestre (Ve), foto di Nicola Nunziata" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/Unimmagine-dellesterno-dello-spazio-di-Sottobosco-quartiere-Piave-Mestre-Ve-foto-di-Nicola-Nunziata.jpg" alt="" width="365" height="253" />Il quartiere Piave di Mestre, in cui ha sede Sottobosco, è stato da voi definito “come un laboratorio aperto per la complessità sociale e culturale che ospita e che per il suo assetto urbanistico restituisce in modo chiaro le risultanti economiche e sociali dei processi urbani contemporanei”. Come spiegate tale affermazione? Da chi è abitato il quartiere? Come si presenta urbanisticamente?</strong><br />
Il quartiere di via Piave è una delle prime zone intorno alla quale si è sviluppata la città di Mestre. La presenza dello scalo ferroviario, utilizzato in passato per la movimentazione delle merci e oggi ad uso civile, ha molto influito sul carattere urbano del quartiere. La presenza degli alloggi edificati per il personale ferroviario, accanto a più recenti edificazioni private, rivela il carattere discontinuo delle funzioni assegnate al quartiere. La via Piave attraversa il centro cittadino collegando la stazione a quella che è diventata per elezione la zona dei negozi e delle residenze di fascia medio-alta. Le recenti trasformazioni del tessuto urbano seguono quelli che sono i cambiamenti cui tutte le città contemporanee sono esposte.<br />
Oggi si discute molto su quello che sembrerebbe essere il principale problema percepito dai proprietari degli immobili, secondo molti costituito dalla svalutazione del valore commerciale delle abitazioni. In realtà la zona, a tutti gli effetti considerata da sempre il centro storico della città, è diventata potenzialmente accessibile a fasce di popolazione a basso e medio reddito: lavoratori del settore metallurgico, cantieristica navale, giovani coppie e, da alcuni anni, studenti universitari. Il fatto che oggi i costi relativamente accessibili delle abitazioni, sia in affitto che in vendita, costituiscano un fattore di attrazione per lavoratori provenienti da tutto il mondo, ha acceso la polemica intorno al tema della sicurezza.<br />
Intorno a questo tema hanno lavorato per anni le retoriche securitarie e stigmatizzanti promosse dai media che hanno enfatizzato alcuni episodi di piccola criminalità, prostituzione e spaccio, che tuttavia permangono. La realtà, sotto gli occhi di tutti, è quella di un quartiere in cui convivono vecchi residenti, nuovi cittadini, lavoratori discontinui e fasce di popolazione spesso emarginate, che ruotano intorno alla stazione ferroviaria, luogo di servizio e punto di ritrovo per chi non ha riferimenti in città. Nulla di nuovo dunque, solo il prodotto delle dinamiche economiche e sociali contemporanee.<br />
Da questa consapevolezza e dalla volontà di includere piuttosto che emarginare, si potrebbe avviare un processo di rigenerazione del tessuto urbano, peraltro avviato da anni dall’amministrazione locale, che guardi all’introduzione di nuovi servizi per la cittadinanza, alla sovrapposizione delle funzioni legate ai luoghi, alle piazze ed alle aree verdi, che pure non mancano. In questo senso noi ci proponiamo come uno dei diversi attori di questo processo, con la consapevolezza del ruolo che la produzione e l’offerta di cultura giocano entro le dinamiche di trasformazione e cambiamento.   </p>
<p><strong>Come realtà nuova e emergente, siete alla ricerca di collaborazioni? Che tipo di sinergie prediligete?</strong><br />
Sottobosco è un progetto che affonda le sue radici nella condivisione di capacità e competenze. Siamo sempre alla ricerca di collaborazioni perché crediamo nel potenziale intrinseco della sinergia. I traguardi ottenuti finora sono il risultato di sforzi collettivi ed è importante sottolineare che il nostro intento è sempre stato di attivare dei processi capaci di raggiungere gli obiettivi attraverso la collaborazione spontanea e gratuita dei partecipanti, aldilà di qualsiasi autoreferenzialità.<br />
L&#8217;idea è quella di aprirci alle istituzioni, ai professionisti, agli studenti, ai cittadini, a chiunque abbia voglia di interagire con il collettivo e con i progetti attivati. Rifiutiamo piuttosto le collaborazioni che mirano ad una strumentalizzazione delle risorse, che non sono in linea con il pensiero e i valori  alla base dei progetti che promuoviamo.</p>
<p><strong>Quali sono gli obiettivi che vi ponete e che aspettative nutrite?</strong><br />
Tra gli obiettivi che ci poniamo c&#8217;è sicuramente quello di aumentare l&#8217;impegno e la dedizione nelle attività culturali, cosa che spesso viene compromessa dalla mancanza di fondi e finanziamenti.<br />
Per quanto riguarda la produzione culturale, Sottobosco intende elaborare formati e servizi alternativi a quelli istituzionali, che abbiamo ricadute sul territorio e attivino nuove dinamiche di formazione e informazione, che rispondano alle esigenze di chi si sta formando nel campo delle arti  e che, per la loro innovazione, possano porsi come frammenti di un discorso più articolato intorno alla progettazione culturale.<br />
Le prospettive che offre Sottobosco oggi possono essere riassunte in poche parole dense di significato: condividere (mettere in rete e in circolo idee, competenze e pensiero); dare spazio (promuovere e sostenere le ricerche dei più giovani); inter-agire (generare dinamiche di apprendimento, formazione, informazione, scambio e confronto).<br />
Ci aspettiamo grande partecipazione da parte di tutti, interessati del settore e non. Ci sentiamo scintilla di un fuoco che ha bisogno d&#8217;essere alimentato dalla partecipazione attiva di chi vede in noi la possibilità di cambiamento, che possa segnare in qualche modo l&#8217;inizio di un nuovo cammino sperimentale nell&#8217;arte e nella cultura.</p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Sottobosco<br />
Via Buccari, 1 Venezia<br />
<a href="mailto:home@sottobosco.net">home@sottobosco.net</a><br />
<a href="http://www.sottobosco.net/">http://www.sottobosco.net/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La grande (e inarrestabile?) avanzata dei centri commerciali</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 14:30:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizia Memo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Proposte a Roma nuove aperture di centri commerciali osteggiate dai piccoli imprenditori che scendono in piazza per difendersi. Nonostante gli stessi megastore sembrano risentire della crisi, per qualcuno le costruzioni non sono mai abbastanza.

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-81943" title="DSCN5197" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/DSCN5197.jpg" alt="" width="323" height="243" />Sono definiti ecomostri o oasi per il ritrovo domenicale. Che li si odi o si ami in ogni caso fanno molto discutere. Nonostante questo, intorno al tema centri commerciali sono davvero tanti i punti che rimangono oscuri.<br />
Difficile riuscire ad ottenere dei dati che li riguardino: <strong>nessuno è in grado di capire quanto fatturino nel complesso, quale sia la qualità e il livello occupazionale che offrono, a quanto ammontino le spese per il mantenimento dell’intera struttura.</strong> Questa carenza di numeri concreti è dovuta alla stessa organizzazione del <strong>“sistema centro commerciale”</strong>, che si sviluppa come <strong>organismo composito che riunisce al suo interno tante e diverse realtà</strong>, la cui caratteristica comune è quella di appartenere nella maggior parte dei casi a marchi di multinazionali famose.</p>
<p><strong>L’unico dato certo è che in ogni luogo in cui sorge un centro commerciale, per i piccoli negozi presenti su strada cominciano i guai.</strong> Secondo Confcommercio e Confesercenti, negli ultimi tre anni a causa dell’apertura di nuovi centri sono stati <strong>10 mila i negozi al dettaglio costretti alla chiusura</strong>, <strong>con una conseguente perdita del posto di lavoro per 50/ 60 mila addetti.</strong> Complice di questa situazione è stata sicuramente anche la crisi economica, ma un <strong>numero così elevato di posti di lavoro perduti difficilmente vengono poi assorbiti dall’offerta occupazionale delle attività presenti nel grande centro</strong>. “Queste grandi strutture non riassumono al loro interno quella che costituisce la variegata realtà del commercio di vicinato &#8211; <strong>Valter Giammaria presidente di Confesercenti</strong> ha un’idea molto chiara sull’impatto negativo che l’apertura di queste grandi strutture ha sul piano dell’occupazione &#8211; Inoltre con la chiusura dei negozi, le strade delle città si stanno desertificando, con una forte ricaduta anche sulla sicurezza stessa nelle piazze. A Roma, per esempio, le strade erano vivaci perché le piccole e medie attività commerciali rappresentavano le tradizioni e le caratteristiche peculiari di questa città ed erano un punto di aggregazione per gli abitanti di quartiere. Il comune dovrebbe porsi a salvaguardia delle attività del territorio e del commercio al dettaglio su base familiare”.</p>
<p>L’esempio della capitale in questi ultimi giorni è decisamente calzante perché proprio qui è nuovamente scoppiata la polemica. L’assessore alle attività produttive <strong>Davide Bordoni</strong> ha infatti confermato la prossima apertura di 16 nuovi centri commerciali nella città. Nonostante le rimostranze delle associazioni di categoria, l’assessore si è giustificato spiegando che queste aperture sono state approvate nel 2008 dalla passata amministrazione capitolina e pertanto sono irrevocabili. “In un momento come questo in cui c’è una forte crisi economica e dei consumi ma soprattutto in cui il mercato si presta alla speculazione della contraffazione e dell’abusivismo commerciale, il Comune dovrebbe sostenere il commercio dei negozi tradizionali e di vicinato che fanno vivere la città di Roma policentrica con i suoi 20 municipi” dichiara il <strong>presidente di Federabbigliamento Confcommercio Roma, Roberto Polidori</strong>, <strong>preoccupato che l’annunciata apertura delle nuove strutture possa aggravare irrimediabilmente la situazione già critica del commercio tradizionale al dettaglio</strong>, che rappresenta ancora il 40% circa della distribuzione nazionale. “Noi abbiamo chiesto una moratoria di due anni perché stiamo lavorando per redigere un piano delle strutture già esistenti per capire se Roma ha davvero bisogno di nuovi centri commerciali o se quelli presenti siano già sufficienti”. Il piano dovrebbe essere pronto per la primavera del 2012 in concomitanza con l’approvazione da parte del comune capitolino (con dieci anni di ritardo) del <strong>Piano del Commercio</strong>, che riguarderà solo la media e grande distribuzione. “In itinere ci sono due fasi di studio &#8211; continua Polidori &#8211; Con il comune stiamo lavorando per la realizzazione del Piano del commercio in relazione al piano regolatore generale della città, documento che doveva già essere approvato nel 1999, all’indomani del decreto Bersani sulle liberalizzazioni. Con la regione Lazio stiamo invece rivedendo la legge 33/1999 che regola con le dovute cautele l’apertura degli esercizi commerciali e tutta la materia del commercio”.</p>
<p>E intanto i piccoli imprenditori, artigiani e commercianti <strong>lunedì 21 novembre</strong> sono scesi in piazza con la <strong>Confederazione nazionale artigiani del Lazio</strong> per rivendicare il loro ruolo portante per l’economia italiana. Durante la manifestazione, <strong>Giovanna Marchese Bellaroto, presidente di Assocommercio Roma nord,</strong> contro l’espandersi di quelli che ha definito i “non luoghi” ha rilanciato la proposta di istituire i <strong>Centri Commerciali Naturali</strong>: riunire in una rete il tessuto commerciale già esistente delle piccole realtà presenti sul territorio per interagire con l’amministrazione e poter promuovere la funzione sociale dei negozi di vicinato anche al fine di migliorare l’arredo urbano della città. L’esperimento è partito a Roma qualche anno fa in diverse zone della città, tra cui Centocelle e Torpignattara. Si tratta di costituire una rete tra i negozi e le botteghe artigiane già esistenti in un quartiere per rivitalizzare le piazze e le strade delle città e per promuovere iniziative incentrate sullo shopping.<strong> Una soluzione volta non solo a difendersi dalla concorrenza dei megastore ma anche a valorizzare il commercio tradizionale </strong>che ha in sé tutti i presupposti per fronteggiare la crisi. Quest’ultima ormai ha raggiunto un livello endemico talmente elevato che attanaglia non più solo le piccole realtà, ma minaccia anche la sopravvivenza stessa dei centri commerciali già esistenti. Sebbene i dati ufficiali non si riescano ad ottenere, che la crisi sia presente anche all’interno dei megastore è percepibile dal frequente ricambio e dalla chiusura dei grandi negozi. Alla luce di questo rimane aperta la questione se la capitale abbia davvero necessità di nuove aperture di megastore o se queste non vadano pesantemente ad intaccare anche gli interessi dei centri già presenti. L’esempio di Roma è solo quello più recente. Situazioni analoghe potrebbero ripetersi in tutta la penisola.</p>
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		<title>Roma. Premio Catel per l&#8217;architettura 2011 &#8220;Esquilino: Rione contemporaneo&#8221;. Fino al 29 novembre</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 09:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In mostra alla Casa dell’Architettura fino al 29 novembre progetti di riorganizzazione totale della zona e soluzioni facilmente migliorative sempre con fulcro sui resti archeologici dell’Acquedotto Neroniano, dell’Acqua Julia (piazza Pepe) e del Tempio della Minerva Medica. Il 28 Novembre, ore 17, presentazione del catalogo e premiazione dei vincitori: Partecipano il Presidente della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-81753" title="esquilino" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/esquilino.jpg" alt="" width="333" height="344" />In mostra <strong>alla Casa dell’Architettura fino al 29 novembre</strong> progetti di riorganizzazione totale della zona e soluzioni facilmente migliorative sempre con fulcro sui resti archeologici dell’Acquedotto Neroniano, dell’Acqua Julia (piazza Pepe) e del Tempio della Minerva Medica.</p>
<p>Il 28 Novembre, ore 17, presentazione del catalogo e premiazione dei vincitori: Partecipano il Presidente della Fondazione Catel, Saverio Busiri Vici, il Presidente dell’Ordine, Amedeo Schiattarella, illustrerà il premio Maria Letizia Mancuso.</p>
<p><strong>L’Esquilino è il soggetto scelto da Fondazione Catel e Ordine degli Architetti di Roma per l’edizione 2011 del Premio Catel d’Architettura.</strong> Un concorso ideato per far emergere progetti di giovani architetti che integrino interventi di recupero e sviluppino principi di sostenibilità ambientale sollecitando la ricerca per la costruzione di un modello di rione della contemporaneità.<br />
Hanno partecipato al premio <strong>79 professionisti divisi in 27 gruppi</strong>, dall&#8217;Italia e dall&#8217;estero, portando idee interessanti sul come valorizzare i monumenti e i resti archeologici del Rione e su come costruire degli spazi e percorsi più vivibili. Gli elaborati sono esposti in una mostra alla Casa dell’Architettura in piazza Manfredo Fanti 47 fino al 29 novembre.<br />
<strong>Dalla competizione sono emersi molti progetti interessanti, tutti vali</strong>di, tanto che oltre ai tre progetti premiati, la giuria ha deciso di menzionare altri cinque progetti considerati degni di nota.<br />
Alcuni  lavori in concorso riassumono compiutamente  l’intento degli organizzatori: <strong>far si che con questa iniziativa l&#8217;Esquilino diventi prototipo di processi urbanistici innovativi nel centro storico di Roma</strong>, dalla costruzione di piste ciclabili, all&#8217;incremento del riciclaggio, all&#8217;uso delle energie alternative.<br />
Il tema proposto dal &#8220;Premio di Architettura F.L. Catel&#8221; è incentrato sulla riqualificazione e valorizzazione dell&#8217;intera area di intervento creando spazi innovativi e percorsi privi di motorizzazione. Nel bando si chiede di ideare percorsi pedonali e ciclabili in sicurezza, che uniscano punti ricreativi di socialità urbana, come aree verdi e piazze, e colleghino i servizi pubblici principali del rione, favorendone l&#8217;uso da parte di bambini ed anziani, ponendo attenzione alle aree monumentali e studiando l&#8217;immagine complessiva degli spazi pubblici, inserendo elementi di riconoscimento, di identità  e di arredo urbano.<br />
Tra le <strong>idee sviluppate</strong> dagli studi partecipanti : la valorizzazione di via Giolitti con un percorso guidato archeologico dalla stazione Termini a Porta Maggiore.  La riqualificazione della “spina” del rione lungo il tragitto che collega la due basiliche  S. Maria Maggiore  e  S. Croce in Gerusalemme.  L’intervento lungo i due assi viari che si incentrano su Porta Maggiore, il  restauro delle emergenze archeologiche relative alle strutture idrauliche antiche: acquedotti, terme e ninfei, presenti nel territorio, la salvaguardia  e l’incremento di piante odorose ed orti.<br />
Sono stati ammessi alla seconda fase 22 gruppi (64 professionisti), 11 gruppi provengono dall’Ordine di Roma, 11 gruppi giungono dagli altri ordini italiani, 1 gruppo concorrente è estero (Lisbona).<br />
Alcuni partecipanti hanno approfondito ancora lo studio del sito proposto, scoprendo per esempio negozi storici e di eccellenza, la possibilità di pensare un percorso gastronomico o una connessione degli spazi verdi, attualmente molto episodici nel rione. Altri gruppi hanno proposto un approfondito studio delle centralità, in relazione al loro più o meno alto livello di accessibilità, e interessanti analisi e valutazioni morfologiche. Altri hanno analizzato puntualmente i percorsi ciclabili esistenti e  come questi si potrebbero relazionare con altri, nuovi, previsti per il rione.</p>
<p>Consulta il <a href="http://www.casadellarchitettura.it">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Casa dell&#8217;Architettura<br />
Piazza Manfredo Fanti, 47 Roma<br />
Segreteria e organizzazione mostre<br />
Tel: 06 97604598     <br />
Fax: 06 97604561<br />
<a href="mailto:info@casadellarchitettura.it">info@casadellarchitettura.it</a></p>
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		<title>Spazi urbani: apre il 19 novembre la futuristica biblioteca di Maranello</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 18:30:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sarà inaugurata sabato 19 novembre la nuova biblioteca di Maranello nel cuore del centro storico della città. A vincere il concorso bandito nel 2007 dal  Comune per la realizzazione dell’edificio sono stati gli architetti Arata Isozaki, uno dei più celebri maestri dell’architettura contemporanea e Andrea Maffei, che ha lavorato per diverso tempo nello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-81648" title="bibliotecamaranello" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/bibliotecamaranello.jpg" alt="" width="345" height="223" />Sarà inaugurata <strong>sabato 19 novembre</strong> la nuova <strong>biblioteca di Maranello</strong> nel cuore del centro storico della città. A vincere il concorso bandito nel 2007 dal  Comune per la realizzazione dell’edificio sono stati gli <strong>architetti Arata Isozaki</strong>, uno dei più celebri maestri dell’architettura contemporanea e <strong>Andrea Maffei</strong>, che ha lavorato per diverso tempo nello studio del maestro a Tokio. La struttura si sviluppa con un perimetro curvilineo composto da <strong>vetrate trasparenti</strong> che affacciano all’esterno in un cortile delimitato da alte mura bianche. Queste ultime sono le fondamenta dell’edificio preesistente al posto del quale è sorta la biblioteca. “Il volume si specchia su una superficie d’acqua che riverbera il colore verde intenso dell’edera sui muri di confine” ha spiegato l’architetto Andrea Maffei. Come previsto dal progetto, tutte le facciate interne delle ampie mura saranno ricoperte da edere rampicanti. Oltre all’area riservata alla lettura, la biblioteca ospita al suo interno la fonoteca/videoteca, l’emeroteca, la ludoteca, la sala studio, l’archivio storico comunale e lo spazio per esposizioni temporanee. L’edifico è stato costruito seguendo i criteri per un <strong>ridotto impatto ambientale</strong> e una riduzione dei consumi.<br />
<em>L’immagine è tratta dal <a href="http://www.isozakimaffei.it/ProjectDetails.aspx?SiteCulture=it&amp;IdProject=09#">sito</a> degli architetti Arata Isozaki e Andrea Maffei</em></p>
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		<title>Shapes </title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 12:11:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
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		<description><![CDATA[Comparare forme della natura a quelle avveniristiche dell'architettura. Prendendo ispirazione da ciò, Leo Bar ha creato un video originale e di ottima qualità. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="400" height="225" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=15186363&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=ff9933&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" /><embed width="400" height="225" type="application/x-shockwave-flash" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=15186363&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=ff9933&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" /></object><br />
 <br />
<span id="more-81560"></span><br />
Comparare forme della natura a quelle avveniristiche dell&#8217;architettura. Prendendo ispirazione da ciò, Leo Bar ha creato un video originale e di ottima qualità. La maggiorparte delle costruzioni riprese nel video sono di Santiago Calatrava eppure non mancano edifici di altre famose archistar. Siete riusciti a riconoscere tutti i luoghi che compaiono nel video? Vi diamo un piccolo aiuto:</p>
<p>Argentina-Buenos Aires;<br />
Spain-Valencia, Barcelona, Sevilla;<br />
Portugal-Bilbao;<br />
USA-New York City, Milwaukee, Denver;<br />
Malaysia-Kuala Lumpur;<br />
Canary Islands-Tenerife;<br />
Australia; Wales-Swansea;<br />
Ireland-Dublin;<br />
Dubai; Canada-Toronto<br />
China-Pavillion of World Fair 2010</p>
<p>Original Music: <em>Shapes by Luis Carlos Espinosa</em> :: <a href="http://lcespa.blogspot.com/">http://lcespa.blogspot.com/</a><br />
Music is copyrighted – DO NOT copy or distribute</p>
<p>Per scoprire tutti i video di Leo Bar consulta il <a href="http://pixinmotion.wordpress.com">sito</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Housing sociale: anche in Italia qualcosa si muove</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 11:08:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Faggiani</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>

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		<description><![CDATA[Studenti e lavoratori fuorisede, genitori single e giovani coppie non trovano collocazione nel mercato immobiliare dei privati, ma non sono nemmeno destinati ai piani di residenza popolare, rivolti invece a coloro che vivono un'emergenza sociale. Ed è a questa “fascia grigia” di popolazione che si rivolgono i progetti di Housing sociale. Da qualche tempo anche l'Italia sta aprendo gli occhi su questa nuova opportunità 
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-80969" title="housingsociale" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/housingsociale.jpg" alt="" width="280" height="290" />A.A.A. Cercasi casa, possibilmente in Housing. La stretta morsa della crisi economica, la precarietà del mondo del lavoro e l&#8217;altalenante andamento delle borse internazionali ostacolano il tortuoso cammino di coloro che sono in cerca di una casa. Gli affitti alti, soprattutto nelle grandi città, chiudono il cerchio delle difficoltà. E&#8217; soprattutto un target ben preciso della popolazione italiana che fa i conti con questa necessità: i cosiddetti appartenenti alla “fascia grigia”. <strong>Studenti e lavoratori fuorisede, genitori single e giovani coppie non trovano collocazione nel mercato immobiliare dei privati</strong>,<strong> ma non sono nemmeno destinati ai piani di residenza popolare</strong>, rivolti invece a coloro che vivono un&#8217;emergenza sociale. Ed è a questa “fascia grigia” di popolazione che si rivolgono i progetti di Housing sociale. Da qualche tempo anche l&#8217;Italia sta aprendo gli occhi su questa nuova opportunità.<br />
Dopo i progetti pionieri di <strong>Housing sociale</strong>, avviati a partire dal 2001 a Cesena e poi a Milano e Torino, <strong>nel Piano casa nazionale sono state inserite voci che riguardano la tematica</strong>. Vale la pena ricordare, a questo punto, uno dei progetti di Housing sociale più riuscito in Italia. Inaugurato lo scorso 4 ottobre a Torino è lo “Sharing – condividere idee e progetti”. L&#8217;iniziativa è stata portata a termine in tempi veloci: poco più di un anno dall&#8217;inizio dei lavori alla consegna dell&#8217;immobile. La struttura, recuperata ed adibita a Housing sociale, era in origine il vecchio edificio delle Poste. Da un immobile fatiscente ed inutilizzabile sono nate 122 unità residenziali. Oltre alle abitazioni vengono offerti servizi sanitari, di promozione sociale e spazi commerciali nati per favorire la socialità fra gli inquilini. Il progetto, avviato dalla <strong>Fondazione CRT</strong>, suggella la sinergia fra enti pubblici e privati sul territorio. <br />
L&#8217;Italia, seppure inizi a muoversi verso progetti di Housing sociale, si posiziona indietro con i tempi   rispetto al resto d&#8217;Europa. Esempi significativi arrivano dalla Germania, dove già nel 2007 a <strong>Berlino è stato ultimato un progetto di co-housing con un palazzo riservato a donne single</strong>. Nella vicina Spagna, <strong>a Barcellona, il Patronat Municipal de l&#8217;Habitatge ha ospitato tantissimi immigrati.</strong> Sempre nel capoluogo della Catalogna le <em>casas baratas</em>, case economiche, sono state sostituite da nuovi edifici a risparmio energetico. Ad unire le pratiche dell&#8217;Housing sociale con gli interventi di coinvolgimento degli inquilini per utilizzare energie rinnovabili ci hanno pensato soprattutto i virtuosi Paesi del nord Europa. Un esempio per tutti l’intervento effettuato <strong>a Gårdsten, un quartiere alla periferia di Goteborg in Svezia</strong>. Gårdsten, costruito nel 1970 come parte di un programma nazionale di Housing sociale del governo svedese, diventa presto un luogo poco attraente e abbandonato. Una serie di interventi di recupero e ristrutturazione hanno fatto cambiare volto all&#8217;area. L’ultima grande opera, realizzata grazie al sostegno della Comunità europea,  proietta l’area verso un <strong>futuro eco-sostenibile</strong>. D&#8217;altronde nel resto d&#8217;Europa i motivi che spingono i governi verso lo start-up di progetti di Housing sociale sono legati soprattutto alla riqualificazione del territorio, che spesso diventa poi positivamente contagiosa nei quartieri limitrofi, alla sperimentazione progettuale di nuove forme abitative ed al risparmio energetico. Principi guida che sarebbero un toccasana anche per la critica situazione italiana.</p>
<p><strong>Approfondimenti:</strong><br />
<a href="http://www.fondazionecrt.it">www.fondazionecrt.it</a><br />
<a href="http://www.pmhb.org/">www.pmhb.org/</a></p>
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		<title>Tuvixeddu: una nuova proposta di legge e una raccolta firme per il sito sardo</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 10:02:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petti Bernadette</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Enti locali]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Martedì scorso Legambiente ha annunciato l'intenzione di promuovere una raccolta firme per l'istituzione di un Parco archeologico nell'area di Tuvixeddu e Tuvumannu nel cagliaritano. Le 5.000 firme richieste serviranno per un progetto di legge volto a stabilizzare una sitazione che da ormai troppi anni non conosce una gestione chiara e definitiva]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-80489" title="tuvixeddu" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/tuvixeddu.jpg" alt="" width="483" height="305" />E’ della mattina dell’8 novembre la notizia che<strong> Legambiente intende promuovere una raccolta di firme</strong> – le quali dovranno essere almeno 5.000 &#8211; <strong>volta a proporre l’istituzione di un parco archeologico nell’area di Tuvixeddu e Tuvumannu</strong>, che riapre così il discorso mai concluso sulla difficile questione di questo importante ed unico patrimonio culturale.<br />
L’associazione ambientalista dalla sua sede sarda ha presentato al Consiglio Regionale, sempre nel corso della stessa giornata, un progetto di legge tratteggiato in quello che risulta essere un dettagliato documento che consta di trentatré articoli e che mira alla concreta attuazione di quanto era stato approvato lo scorso anno durante la riunione del Consiglio stesso, ossia l’istituzione del parco.<br />
A partire <strong>da venerdì 11 novembre 2011 e contemporaneamente allo sciopero nazionale</strong> proclamato da Cgil, Cisl e Uil, nella città di Cagliari<strong> si potrà quindi firmare per la proposta di legge</strong> che permetterà l’istituzione del parco paesaggistico-archeologico di Tuvixeddu-Tuvumannu, voluta e promossa fortemente da Vincenzo Tiana, presidente regionale di Legambiente, e da Roberto Della Seta, senatore del PD, il quale nel marzo di quest’anno si era impegnato a presentare alla Camera ed al Senato due mozioni affinché il Governo intervenisse per porre un vincolo all’area archeologica in maniera finalmente definitiva.<br />
La <strong>realizzazione del parco</strong>, una volta avuta la conferma finale da parte delle istituzioni, vedrà la <strong>gestione</strong> (per nulla semplice) <strong>da parte della Provincia e del Comune di Cagliari</strong> di ben <strong>50 ettari circondati e letteralmente accerchiati da palazzi e costruzioni</strong>, residenziali e non, che rispecchiano l’incessante e spasmodica espansione edilizia della città di Cagliari, nella quale si trova la più grande necropoli punica dell’intero Mediterraneo. Proprio la particolare cornice in cui è collocato il sito ha fatto peraltro nascere un’altra audace proposta di Legambiente: l’ente parco, infatti, potrà promuovere l’esproprio o eventualmente acquistare terreni ed immobili che interessano direttamente l’area protetta.<br />
Se da una parte <strong>il Comune potrà avere quindi la competenza urbanistica primaria</strong>, dall’altra la Regione, per acquisire i suddetti spazi dovrà sostenere, sempre secondo la proposta di legge di Legambiente, la spesa annuale di circa venti milioni di euro in tre anni, per un totale che si aggira intorno ai novanta milioni di euro. La Giunta regionale dovrá approvare, inoltre, lo schema di statuto del Parco ed il Comune avrá a disposizione sei mesi, in accordo con la Provincia, per <strong>deliberare il piano di sviluppo dell’area</strong>.</p>
<p>Nel progetto di legge di Legambiente, che vuole fermamente ed una volta per tutte voltare pagina rispetto a contenziosi giudiziari, ricorsi e polemiche che si sono susseguiti negli ultimi anni, si trovano anche i <strong>dettagli dell’organigramma del futuro parco</strong>, pensato per essere snello ma funzionale, composto da un <strong>presidente – il quale potrebbe essere il Sindaco di Cagliari</strong> secondo Vincenzo Tiana, presidente di Legambiente, su modello del Parco della Valle dei Templi e di quello dell’Appia Antica -, un direttore, un Comitato scientifico ed un Comitato direttivo.<br />
Nell’arco di tempo in cui il piano del parco non sarà ancora in vigore, poi, si procederà ad applicare le <strong>norme del PPR, il Piano Paesaggistico Regionale</strong>, con conseguente sospensione di autorizzazioni e accordi di programma in atto nel determinato periodo e con divieto totale di edificazione, che comporterebbe in tal modo il blocco dei lavori di Coimpresa.<br />
L’intento primario di Legambiente é quello, soprattutto, di <strong>aprire le porte alla comunità locale, visitatori, appassionati e curiosi</strong>, valorizzando una risorsa storica, culturale e paesaggistica unica nel suo genere, luogo non soltanto delle testimonianze archeologiche piú antiche della necropoli punica, ma anche testimonianza dell’importante attività mineraria che ha intimamente caratterizzato questo sito. Una risorsa davvero notevole, inoltre, per la promozione di quest’area nell’ottica della ricerca, consentendo a tutti gli studiosi un ampio margine per ricerche sul campo e nuovi scavi.<br />
Il progetto dell’associazione ambientalista, che con la raccolta di firme intende <strong>focalizzare l’attenzione della comunitá tutta sulla situazione di Tuvixeddu</strong> e contemporaneamente vuole <strong>orientare l’agire politico</strong>, costituisce senza dubbio un’ottima prospettiva per quello che rappresenta un tesoro ed una risorsa per la Sardegna, ma anche per tutto il nostro Paese, minacciato in ogni parte da cantieri edili troppo spesso noncuranti dell’importanza e dell’estrema unicitá del paesaggio ed in questo caso di avere un parco paesaggistico ed archeologico all’interno della cittá, soprattutto considerando che, sempre secondo le stime di Legambiente, il consumo del suolo e la cementificazione in Italia risulta essere pari ad oltre 500 chilometri quadrati l’anno, cifra davvero esagerata per una risorsa che una volta perduta non può mai essere completamente riporatata alle sue originarie e speciali condizioni naturali.</p>
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		<title>Teatro: il Gran Teatro di Roma si trasferisce a Saxa Rubra con &#8221;I promessi sposi&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 09:30:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Conto alla rovescia per l&#8217;apertura del Gran Teatro di Roma, spostato da Tor di Quinto a Saxa Rubra. E&#8217; qui che si stanno ultimando i preparativi del musical &#8221;I promessi sposi&#8221;, di Michele Guardì. L&#8217;appuntamento con la prima è per il 10 novembre nella struttura che, da circa dieci anni, ospita gli spettacoli di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-79989" title="prom" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/prom.jpg" alt="" width="242" height="163" />Conto alla rovescia per l&#8217;apertura del<strong> Gran Teatro di Roma</strong>, spostato da<strong> Tor di Quinto</strong> a <strong>Saxa Rubra.</strong><br />
E&#8217; qui che si stanno ultimando i preparativi del musical <strong>&#8221;I promessi sposi&#8221;</strong>, di <strong>Michele Guardì.</strong> L&#8217;appuntamento con la prima è per il<strong> 10 novembre</strong> nella struttura che, da <strong>circa dieci anni</strong>, ospita gli spettacoli di richiamo nella Capitale, il più grande teatro del genere in Europa. A visitarlo ed inaugurarne lo spostamento e la nuova sede, il sindaco di Roma,<strong> Gianni Alemanno</strong>, con il presidente e il vicepresidente del Municipio XX,<strong> Gianni Giacomini e Marco Perina</strong>. &#8221;E&#8217; il più grande teatro che c&#8217;è in Europa e quindi il più grande teatro disponibile a Roma &#8211; ha sottolineato Alemanno &#8211; si tratta di una struttura indispensabile ogni qualvolta si vogliono fare grandi numeri, <strong>3.000 persone</strong>, ogni qualvolta si vogliono fare rappresentazioni a livello europeo&#8221;. E l&#8217;attenzione è puntata sullo spostamento della struttura.<br />
&#8221;Abbiamo risolto un problema molto grave &#8211; ha detto il Sindaco &#8211; perchè proprio la grandezza del teatro e la sua importanza gravavano eccessivamente su <strong>Tor di Quinto</strong>. Ecco il perchè di questo spostamento con una scelta ottimale dal punto di vista del trasporto e urbanistico. Un vantaggio in più per tutta la città, per il <strong>XX Municipio</strong>, ma soprattutto una grande offerta di carattere culturale e di intrattenimento. Noi saremo al fianco di questo progetto &#8211; ha concluso Alemanno &#8211; per fare in modo che possa crescere e possa essere uno spazio pubblico dove incontri di cittadini, momenti di carattere non imprenditoriale ma pubblico, possano svolgersi nella maniera più adeguata&#8221;. Di qui la possibilità che il Gran Teatro possa mutare volto, magari divenendo una struttura &#8221;più stabile&#8221;, una possibile &#8221;trasformazione&#8221;, una volta definita l&#8217;area in prospettiva delle <strong>Olimpiadi 2020</strong>, ha precisato Alemanno.</p>
<p><em>Fonte: ASCA</em></p>
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		<title>Architettura: Norman Foster progetta un nuovo aereoporto londinese sull&#8217;estuario del Tamigi</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 08:30:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un aeroporto sull&#8217;estuario del Tamigi. Il progetto è di Lord Norman Foster che punta a realizzare un enorme scalo dal costo di 50 miliardi di sterline ed i cui aerei viaggeranno soltanto sul mare, evitando così le proteste di chi vive nei pressi di aeroscali trafficati come Heathrow e Gatwick. Foster, che ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-78129" title="fos" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/fos.jpg" alt="" width="150" height="150" />Un <strong>aeroporto</strong> sull&#8217;<strong>estuario del Tamigi</strong>. Il progetto è di Lord <strong>Norman Foster</strong> che punta a realizzare un enorme scalo dal costo di <strong>50 miliardi di sterline</strong> ed i cui aerei viaggeranno soltanto sul mare, evitando così le proteste di chi vive nei pressi di aeroscali trafficati come<strong> Heathrow</strong> e <strong>Gatwick.</strong><br />
Foster, che ha presentato il progetto, chiede ora che il governo appoggi la sua idea e che spiani la strada alla sua realizzazione. Poi, ne è certo, i <strong>finanziamenti da parte di fondi privati</strong> inizieranno a piovere.<br />
Posto su una penisola della <strong>Isle of Grain</strong>, nell&#8217;estuario del Tamigi, il nuovo aeroporto dotato di <strong>quattro piste di atterraggio</strong> potrà ospitare nuovi collegamenti aerei con la<strong> Cina</strong>, il <strong>Brasile</strong> ed altri mercati emergenti. Una nuova barriera attraverso il fiume collegherà lo scalo alla capitale e proteggerà da inondazioni una porzione considerevole di terreni finora non edificabili.<br />
In una stazione sotto il terminal principale transiteranno <strong>300 mila passeggeri al giorno</strong> con <strong>collegamenti ad alta velocità</strong> con <strong>Londra</strong> e <strong>altre città del Regno</strong>. Secondo Foster, è necessario che il <strong>Regno Unito</strong> si decida ad investire in opere di questo tipo e a scavalcare così città come<strong> Parigi, Amsterdam e Francoforte</strong> che hanno già ampliato i loro aeroporti posizionandosi così come gli scali europei di riferimento a livello intercontinentale.</p>
<p><em>Fonte: Travel Non Stop</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Enti locali: Italia Nostra contro la Rue che demolisce i palazzi storici di Bologna</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 15:30:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Braccio di ferro tra Italia Nostra che insieme all&#8217;urbanista Pier Luigi Cervellati si scaglia contro &#8220;le demolizioni dei palazzi storici a Bologna&#8221; e l&#8217;assessore all&#8217;urbanistica del Comune Patrizia Gabellini che li accusa di non conoscere il piano regolatore. &#8220;La città storica si sta dissolvendo e il Rue (regolamento urbanistico edilizio approvato nel 2009 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-77666" title="bol" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/10/bol2.jpg" alt="" width="150" height="150" />Braccio di ferro tra <strong>Italia Nostra</strong> che insieme all&#8217;urbanista <strong>Pier Luigi Cervellati</strong> si scaglia contro &#8220;le demolizioni dei <strong>palazzi storici</strong> a<strong> Bologna</strong>&#8221; e l&#8217;assessore all&#8217;urbanistica del Comune <strong>Patrizia Gabellini</strong> che li accusa di non conoscere il piano regolatore. &#8220;La città storica si sta dissolvendo e il <strong>Rue</strong> (regolamento urbanistico edilizio approvato nel<strong> 2009</strong> dall&#8217;amministrazione comunale del sindaco <strong>Sergio Cofferati</strong>) legalizza questo delitto&#8221;, affermano i vertici nazionali di Italia Nostra. Parole durissime (al quotidiano <strong>&#8220;la Repubblica&#8221;</strong>) anche dall&#8217;ex soprintendente a Bologna e oggi nella direzione di Italia Nostra, <strong>Elio Garzillo</strong>: &#8220;Il Rue è una bomba ad orologeria: dice che i tre quarti degli edifici del centro storico sono di interesse documentale e la loro demolizione e ricostruzione può essere equiparata a una ristrutturazione straordinaria che il progettista può attuare senza aspettare nulla&#8221;. Ancora più drastico<strong> Cervellati</strong>: &#8220;Non si può equiparare il centro storico della città alla periferia&#8221;. <strong>Patrizia Gabellini</strong> è sferzante e respinge accuse e rilievi tecnici. Un attacco, dice, fatto &#8220;di pregiudizi&#8221; in cui &#8220;gli argomenti della protesta dimostrano una scarsa conoscenza dello strumento urbanistico&#8221;.</p>
<p><em>Fonte: Il Giornale dello Spettacolo</em></p>
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		<title>Territorio: soppressi i finanziamenti per il ponte sullo Stretto di Messina</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 13:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il governo si impegna &#8220;alla soppressione dei finanziamenti che il Governo ha previsto per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina, pari complessivamente a 1 miliardo e 770 milioni di euro, di cui 470 milioni per il solo anno 2012 quale contributo ad Anas s.p.a. per la sottoscrizione e l&#8217;esecuzione, a partire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-77514" title="pon" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/10/pon.jpg" alt="" width="150" height="150" />Il <strong>governo</strong> si impegna &#8220;alla <strong>soppressione dei finanziamenti</strong> che il Governo ha previsto per la realizzazione del <strong>ponte sullo Stretto di Messina</strong>, pari complessivamente a <strong>1 miliardo e 770 milioni di euro</strong>, di cui <strong>470 milioni</strong> per il solo anno <strong>2012</strong> quale contributo ad <strong>Anas s.p.a.</strong> per la sottoscrizione e l&#8217;esecuzione, a partire dal 2012, di aumenti di capitale della società <strong>Stretto di Messina s.p.a.</strong>&#8220;. Lo prevede una mozione presentata dall&#8217;<strong>Italia dei Valori</strong> approvata questa mattina dall&#8217;<strong>Aula della Camera</strong>. Mozione su cui l&#8217;esecutivo aveva dato parere favorevole.</p>
<p><em>Fonte: TMNews</em></p>
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		<title>Enti locali: il Governo boccia il Piano casa della Regione Lazio</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 13:30:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sul Piano casa della Regione Lazio, stop del Governo. Dopo l&#8217;altolà del ministro Giancarlo Galan (&#8220;Se passa il Piano casa del Lazio mi dimetto&#8221;), il Consiglio dei Ministri ha detto no alla legge della giunta Polverini approvata ad agosto. Decisivo il forte sostegno a Galan del ministro dell&#8217;Ambiente Stefania Prestigiacomo. Il piano impugnato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-77374" title="piac" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/10/piac.jpg" alt="" width="150" height="150" />Sul <strong>Piano casa della Regione Lazio</strong>, <strong>stop del Governo</strong>. Dopo l&#8217;altolà del ministro <strong>Giancarlo Galan</strong> (&#8220;Se passa il Piano casa del Lazio mi dimetto&#8221;), il <strong>Consiglio dei Ministri</strong> ha detto <strong>no alla legge della giunta Polverini</strong> approvata ad<strong> agosto</strong>. Decisivo il forte sostegno a Galan del ministro dell&#8217;Ambiente<strong> Stefania Prestigiacomo</strong>. Il piano impugnato prevedeva tra l&#8217;altro l&#8217;<strong>ampliamento della stazione sciistica al Terminillo</strong> con l&#8217;abbattimento di<strong> 10mila faggi secolari</strong> e <strong>costruzioni in zone vincolate o di interesse archeologico</strong>. Il Piano casa è stato respinto in buona parte (le altre parti entrano in vigore oggi) e sulla sua <strong>legittimità</strong> dovrà pronunciarsi la <strong>Corte costituzionale</strong>. Troppe le<strong> deroghe</strong> e i <strong>condoni</strong>: il Piano è stato contestato già ad agosto, oltre che da Galan, anche da politici, ambientalisti, storici dell&#8217;arte, archeologici e movimenti di cittadini. La parte del Piano casa impugnata dal Governo riguarda principalmente le <strong>deroghe previste al piano paesaggistico nazionale</strong> e quelle che permettono la <strong>violazione della legge Galasso sulla edificabilità in zone sottoposte a vincolo</strong> e a quelle, tante, di interesse archeologico.</p>
<p><em>Fonte: Il Giornale dell&#8217;Arte</em></p>
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		<title>Le novità editoriali di ottobre 2011</title>
		<link>http://www.tafter.it/2011/10/25/le-novita-editoriali-di-ottobre-2011/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 14:13:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Consulta le novità editoriali di ottobre 2011 delle principali case editrici italiane che trattano di argomenti relativi all’economia della cultura: arte; industria culturale, industria dello spettacolo; turismo; marketing e sviluppo territoriale; project management e politiche culturali; editoria e comunicazione; architettura, urbanistica e territorio; legislazione nel settore dei beni culturali; nuovi media e nuove tecnologie e tanto altro…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-77273" title="architetturadialogo" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/10/architetturadialogo.jpg" alt="" width="128" height="163" />L&#8217;ARCHITETTURA DEL DIALOGO<br />
Piazza Lorenzo Berzieri a Salsomaggiore Terme<br />
A cura di: Emilio Faroldi Associati<br />
pp. 184<br />
Allemandi, € 35,00<br />
ISBN: 978-88-422-1986-6</p>
<p>L’ideazione e realizzazione di un’opera pubblica dall’elevato significato urbanistico e spaziale vengono elette a protagoniste della riqualificazione di una città alla ricerca di una nuova identità, fedele alla sua storia e proiettata verso immaginari contemporanei e futuri. Ne scaturisce una narrazione in cui parole e immagini si succedono in un’articolazione di voci e testimonianze mirate a scolpire con la parola quanto è stato scolpito nel tessuto consolidato della città. I contenuti fanno riferimento a logiche multidisciplinari dove antropologia, sociologia, storia, architettura, tecnologia, arte confluiscono in azioni puntuali orchestrate da un’idea di progetto inteso come luogo centrale di sintesi delle articolate istanze che la società e i suoi protagonisti oggi esprimono. L’«architettura del dialogo», pulsante di stratificazioni e relazioni, costituisce la linfa della città determinandone l’evoluzione della forma e il plasmarsi del suo utilizzo: la piazza è il luogo primario nel quale eventi pubblici ed esperienze private si danno, quotidianamente, appuntamento.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-77274" title="artedaleggere" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/10/artedaleggere.jpg" alt="" width="135" height="174" />L&#8217;ARTE DA LEGGERE<br />
Critica e recensioni sui quotidiani in Italia e in Europa<br />
A cura di: Paolo Serafini<br />
pp. 128<br />
Allemandi, € 18,00<br />
ISBN: 978-88-422-2045-9</p>
<p>Il volume raccoglie i contributi dei relatori intervenuti agli incontri su Lo stato della critica d’arte sui quotidiani in Italia e in Europa, tenuti all’Università La Sapienza di Roma, ed esamina, proponendo un confronto europeo, l’importanza e il significato del ruolo acquisito dalle pagine di cultura dei quotidiani nel campo storico-artistico, con particolare attenzione al valore culturale, di indirizzo e divulgativo delle recensioni delle mostre, ai rapporti tra la critica d’arte e la recensione, alla continua corsa a vantaggio dell’informazione e a scapito della riflessione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-77275" title="Fenice_cover_6" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/10/arenafenice.jpg" alt="" width="136" height="163" />L&#8217;ARENA E LA FENICE<br />
Il melodramma all&#8217;opera<br />
A cura di: Francesca Zardini<br />
pp. 156<br />
Allemandi, € 40,00<br />
ISBN: 978-88-422-1854-8</p>
<p>Numerosi, e non casuali, sono i paralleli e i punti d’incontro che accomunano due realtà culturali indiscutibilmente affini fra loro, l’Arena di Verona e il Gran Teatro La Fenice di Venezia, e questi non sono riconducibili solo a mere ragioni logistiche o territoriali, e non possono essere giustificati esclusivamente appellandosi a un genius loci particolarmente attivo, creativo, istintivo. L’intento è quello di raccontare il cammino parallelo di chi si è esibito su entrambi i palcoscenici, di coloro che furono artefici di produzioni memorabili, di spettatori che ancor oggi testimoniano il loro affetto e il loro stupore dinnanzi a due teatri unici al mondo.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-77277" title="untitled" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/10/starchitecture.jpg" alt="" width="131" height="162" />STARCHITECTURE<br />
Scene, attori e spettacoli nelle città contemporanee<br />
A cura di: Davide Ponzini e Michele Nastasi<br />
pp. 146<br />
Allemandi, € 30,00<br />
ISBN: 978-88-422-1979-8</p>
<p>Architetti e progettisti di fama internazionale sono spesso chiamati al centro della scena pubblica, non solo per progettare manufatti esteticamente apprezzabili, ma anche per dirigere programmi di rigenerazione urbana o ridefinire l&#8217;immagine di intere città. La retorica del « Bilbao effect» si è diffusa in tutto il mondo, portando apparentemente le città a competere nel collezionare architetture e progetti spettacolari, in molti casi con scarsa attenzione per l&#8217;ambiente urbano, per la dimensione e le funzioni svolte dalla città nel proprio contesto e nel mercato globale. Nonostantye queste forme di intervento stiano trasformando sensibilmente il paesaggio urbano contemporaneo, l&#8217;attenzione per questi processi decisionali e localizzativi è oggi limitata e qualche spiegazione risulta fuorviante. Gli autori propongono un&#8217;interpretazione critica dell&#8217;architettura spettacolare e delle sue molteplici implicazioni urbane. Sulla base dell&#8217;analisi di progetti ed edifici spettacolari a Bilbao, Abu Dhabi, Parigi, New York e nel Vitra Campus e di un corpo fotografico originale, questo libro evidenzia come la star architecture assuma una notevole varietà territoriale, che dipende da condizioni locali e talvolta contingenti. Spiega come simboli e icone che accompagnano gli spettacoli architettonici e urbani siano utilizzati dai policy maker per costruire il consenso politico e aumentare l&#8217;esposizioni mediatica, ma anche per celare interessi economici parziali, inducendo effetti potenzialmente perversi o paradossali. Il ruolo e l&#8217;autonomia degli architetti e degli urbanisti appaiono certamente più deboli nell&#8217;epoca postmoderna, ciononistante gli autori mostrano come essi possano incidere criticamente sulle scelte di sviluppo della città e sulla progettazione di architetture ed elementi significativi dei paesaggi urbani contemporanei.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-77278" title="storiaeconomica" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/10/storiaeconomica.jpg" alt="" width="117" height="178" />STORIA ECONOMICA D&#8217;EUROPA<br />
Conoscenza, istituzioni e crescita dal 600 d.C. a oggi<br />
Karl Gunnar Persson<br />
pp. 320<br />
Apogeo, € 18,00<br />
ISBN: 9788850330218</p>
<p>Com&#8217;è riuscita l&#8217;Europa, un&#8217;area spopolata ed economicamente depressa intorno al 600 d.C. a trasformarsi fino a diventare una delle regioni più prospere al mondo? Quali sono stati i fattori che hanno provocato una simile spettacolare crescita?<br />
L&#8217;autore affronta queste domande cruciali combinando abilmente la descrizione dei principali fatti e dati economici con l&#8217;utilizzo di alcuni strumenti, semplici ma potenti, della teoria economica.<br />
Partendo dalla definizione di uno spazio economico europeo, creato dai flussi dei commerci e sorprendentemente stabile nel tempo, il racconto si snoda attorno a due temi intrecciati: lo sviluppo delle istituzioni e l&#8217;accumulazione della conoscenza. Insieme questi due elementi guidano la crescita economica europea nel Medioevo e nei primi secoli dell&#8217;Età moderna, fino alla Rivoluzione industriale del diciannovesimo e ventesimo secolo e all&#8217;avvento della globalizzazione.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-77280" title="Simonetti.indd" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/10/giornalistaradio.jpg" alt="" width="115" height="177" />IL GIORNALISTA RADIOFONICO. ISTRUZIONI PER L&#8217;USO<br />
Patrizia Simonetti<br />
pp. 80<br />
Armando, € 9<br />
ISBN: 978-88-6081-900-0</p>
<p>Come si conduce un&#8217;intervista per la radio? Come si redige una notizia radiofonica? Come si costruisce un notiziario? Come si prepara un servizio radiofonico? Come ci si abitua alla diretta? E, soprattutto, come si fa a “diventare giornalista”?<br />
Nel pieno della rivoluzione tecnologica della comunicazione, la radio, quale mezzo “tradizionale” che pur non disdegna di prestarsi al web, continua a mantenere la sua posizione di caposaldo dell&#8217;informazione. E il fascino della figura del giornalista radiofonico lo dimostra. Ecco quindi una sorta di manuale rivolto a tutti coloro che aspirano a ricoprirne il ruolo, scritto da chi ha svolto questa professione per vent’anni.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-77281" title="incontrodisbiledetenuto" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/10/incontrodisbiledetenuto.jpg" alt="" width="122" height="186" />L&#8217;INCONTRO TRA LA PERSONA DISABILE E IL DETENUTO<br />
Un modo per crescere e migliorare<br />
Marco Rizzonato<br />
pp. 128<br />
Armando, € 10,00<br />
ISBN: 978-88-6081-911-6</p>
<p>Il libro nasce da un’esperienza all’interno del carcere di Torino “Lo Russo e Cutugno” nella sezione collaboratori, in quanto alcune persone in detenzione volevano riparare al danno compiuto. L’impossibilità di uscire dal carcere ha fatto nascere l’idea di portare le persone disabili all’interno del carcere stesso: è nato così un incontro tra disabili e detenuti.<br />
All’inizio si pensava ad una forma di volontariato reciproco, ma poi si è scoperto che si trattava di un incontro che generava affetto e accoglienza. Tutte e due le realtà vivono reciprocamente una condizione di svantaggio e di timore del pre-giudizio: per la persona in detenzione essere accolta dalla persona disabile significa non essere giudicata una seconda volta e quindi guardare con speranza al futuro; per la persona disabile vuol dire essere accettata e riconoscere di conseguenza gli aspetti positivi ed il valore delle persone in detenzione.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-77282" title="democrazia" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/10/democrazia.jpg" alt="" width="121" height="170" />DEMOCRAZIA<br />
Gherardo Colombo<br />
pp. 94<br />
Bollati Boringhieri, € 8,00<br />
EAN: 9788833922461</p>
<p>Imperfetta, esigente, fragile. Eppure irrinunciabile, perché non ha rivali se si tratta di garantire la ricerca della felicità individuale, nel rispetto e nella considerazione degli altri. È la democrazia. La respiriamo ogni giorno, fa così parte del nostro paesaggio mentale e del nostro vocabolario di base che avremmo difficoltà a delinearne i connotati, come accade quando qualcosa ci sembra troppo familiare. Probabilmente non andremmo oltre la definizione scolastica, «governo del popolo», senza sospettare che niente è ovvio in quei due concetti, governo e popolo, e che coniugarli comporta premesse e conseguenze di estremo rilievo.<br />
Di più: implica che ciascuno di noi assuma un ruolo consapevole e attivo, non si accontenti di delegare chi lo rappresenta. Per governare una società complessa occorre infatti stabilire principi, regole, finalità, limiti, ma anche educare alla cittadinanza. «Democrazia» significa tutto ciò. Lo spiega benissimo Gherardo Colombo, con la semplice cordialità di chi compie un gesto civile. Maneggiate da lui, le parole dense di una elaborazione secolare – libertà, diritti, doveri, uguaglianza, giustizia – rivelano una stretta pertinenza con i modi del vivere insieme, qui e ora, e riservano qualche sorpresa. Alla fine è ancora più chiaro che la democrazia, la si chiami forma di governo o modello organizzativo della società, parla di noi, della nostra sofferta perfettibilità.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-77289" title="bobdylan" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/10/bobdylan.jpg" alt="" width="123" height="164" />BOB DYLAN<br />
Un percorso in sedici canzoni<br />
Alessandro Bratus<br />
pp. 168<br />
Carocci, € 16,00<br />
ISBN 9788843062362</p>
<p>Testo verbale e musica sono le due componenti fondamentali di quella particolare forma compositiva, solo in apparenza semplice, che va sotto il nome di canzone. Dai casi più popolari fino alla produzione di un cantante quale Bob Dylan, riconosciuto come uno dei massimi autori della scena rock americana, la bellezza e la profondità di tale oggetto si rivelano nello strettissimo rapporto tra parola e suono, che porta il risultato finale a essere maggiore della somma delle sue parti. Attraverso sedici canzoni, selezionate lungo tutto l’arco della carriera del cantautore, il testo analizza le costanti della sua scrittura, sempre in bilico tra poesia e canzone, nel segno di una ricerca senza requie di un’identità umana e artistica.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-77290" title="bambinodigtale" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/10/bambinodigtale.jpg" alt="" width="125" height="164" />IL BAMBINO DIGITALE<br />
Daniele Fedeli (a cura di)<br />
pp. 128 <br />
Carocci, € 10,50<br />
ISBN 9788843061549</p>
<p>In che modo Internet influenza lo sviluppo psicologico dei giovani? Quali rischi corrono i bambini quando navigano in rete? E quali strumenti abbiamo per difenderli da questi pericoli? Il volume, che si avvale del contributo di alcuni esperti del settore, fornisce una serie di chiavi di lettura per comprendere la vita on line dei bambini e dei ragazzi digitali nei suoi molteplici aspetti: dall’amicizia all’aggressività, dalla costruzione della propria identità all’appartenenza a comunità on line ecc. Scoprendo così che, talvolta, il virtuale è più reale della realtà.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-77291" title="approccicompol" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/10/approccicompol.jpg" alt="" width="139" height="182" />NUOVI APPROCCI ALLA COMUNICAZIONE POLITICA<br />
Enrico Caniglia, Marco Mazzoni<br />
pp. 192<br />
Carocci, € 17,00<br />
ISBN 9788843061686<br />
Complice una serie di eventi che ne hanno imposto l’importanza nella sfera politica – in primis, le quasi ventennali strategie mediatiche berlusconiane –, anche in Italia si è ormai consolidato un interesse scientifico nel campo della comunicazione politica, che si è così riscattata dalla tradizionale accusa di irrilevanza da parte degli studiosi. Il libro offre un’introduzione ad alcuni dei più recenti e convincenti approcci alla comunicazione politica e alle loro analisi dettagliate sul funzionamento delle diverse modalità comunicative: dalle interviste ai dibattiti televisivi, dal discorso in pubblico all’informazione politica in forma di infotainment e di politainment. Da queste analisi emerge l’idea secondo cui alcuni fenomeni politici fondamentali, come il carisma, lungi dall’essere caratteristiche personali o mere immagini costruite a tavolino da abili consulenti, sono il prodotto dell’agire congiunto di politici, giornalisti e pubblico.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-77292" title="economiasentimenti" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/10/economiasentimenti.jpg" alt="" width="177" height="236" />ECONOMIA DEI SENTIMENTI<br />
Adam Smith<br />
pp. 160<br />
Donzelli, € 9,50<br />
ISBN  9788860366320</p>
<p>È possibile una società armoniosa basata sulla libertà individuale, i cui appartenenti non siano già tutti saggi? Quale potrebbe essere l’origine di questa armonia? Ecco il nocciolo della questione che affrontò Adam Smith con le sue due opere, La ricchezza delle nazioni e la Teoria dei sentimenti morali, sopravvissute alla mummificazione degli storici grazie al dibattito che seppero suscitare. Oggi, però, il suo pensiero è ostaggio di un’ideologia che oblitera le sue domande e trasforma le sue battute in sentenze. Sottrarlo a letture avventate o volutamente parziali significa riprendere in mano i suoi testi, così tanto citati quanto poco letti. Egli è noto per aver focalizzato l’attenzione sulla produttività del lavoro, piuttosto che sull’oro o sulla produttività della terra, mediante l’astrazione del lavoro in quantità di tempo, sulla quale Marx costruì la sua teoria dello sfruttamento eclissando la questione della morale individuale. Attenzione poco gradita ai neoliberali, che si sono assunti l’onere di condurre Smith nel Terzo millennio, preferendo rappresentarlo come colui che ha mostrato la possibilità di un ordine sociale meccanicistico, basato sull’isolamento egoistico, e quindi di uno svincolamento dell’economia dalla morale. Ma è possibile leggere Smith attraverso Marx o fermarsi alla sua lettura? Siamo inoltre sicuri che Smith parlasse di individui egoisti? La Teoria dei sentimenti morali e La ricchezza delle nazioni sono realmente in contraddizione come si è lungamente sostenuto? Nel caso contrario, cosa potrebbe davvero significare? Il rapporto tra economia e morale non è chiuso ma fruttuosamente problematico: la possibilità di un accordo tra uomini nel pensiero di Smith ruota intorno a un equilibrio interiore, che ciascuno può guadagnare nel commercio dei sentimenti quotidiani e che costituisce il perno – anzi, i perni, per quanti sono gli uomini – di un equilibrio economico. C’è forse uno Smith tutto ancora da scoprire? C’è forse un abisso tra il liberalismo smithiano e la sua versione ipermoderna? L’ultima parola non spetta né a Marx né ai neoliberali, ma all’attento e libero lettore, che potrà giudicare cosa sia propriamente in gioco nel pensiero di Smith.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-77293" title="bruttisporchi" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/10/bruttisporchi.jpg" alt="" width="173" height="237" />BRUTTI, SPORCHI E CATTIVI<br />
L’inganno mediatico sull’immigrazione<br />
Giulio Di Luzio<br />
pp. 184<br />
Ediesse, € 10,00<br />
ISBN: 88-230-1611-8</p>
<p>L’Autore indaga con rigore scientifico e passione civile sul ruolo dei media nella costruzione della figura, generalmente negativa, dell’immigrato, sempre e solo chiamato clandestino, secondo una vulgata giornalistica, che non riconosce loro altro status: migrante, immigrato, irregolare, richiedente asilo, profugo politico, rifugiato.<br />
Ben diversa è l’immagine che risulta negli ambienti scientifici, dalla ricerca sul campo, dai rapporti diretti con comunità di stranieri in Italia. Ma la realtà conta poco quando la posta in gioco non è la credibilità scientifica ma la preziosa merce del consenso.<br />
Gran parte della stampa italiana ha acquisito un ruolo centrale nella definizione del clima di sospetto verso i nuovi arrivati, quando non addirittura di aperta xenofobia. Qualcosa che i meridionali migrati a Torino o Milano negli anni Sessanta ben ricordano, quando erano sbattuti in prima pagina dai quotidiani come «calabresi», «pugliesi» o «siciliani». Come ieri per tanti di noi, i luoghi comuni e la ricerca di capri espiatori si presentano con nuove vesti ed oggi anche l’immigrato perde identità, diventando semplicemente un «extracomunitario».<br />
Di Luzio si lancia in un coraggioso lavoro di ripristino della verità storica e di informazione, riportando alla memoria recenti avvenimenti di cronaca, che hanno rappresentato pagine poco dignitose per l’informazione del nostro Paese.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-77294" title="fotocontemporanea" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/10/fotocontemporanea.jpg" alt="" width="127" height="156" />LA FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA <br />
Michel Poivert<br />
pp. 240<br />
Einaudi, € 45,00<br />
ISBN 9788806209490</p>
<p>Fenomeno fondamentale tra fine del XX e inizio del XXI secolo, la fotografia non è una semplice corrente dell&#8217;arte contemporanea. Essa arriva in realtà ad abbracciare la categoria generale dell&#8217;immagine, le ricerche sperimentali rese possibili dall&#8217;universo virtuale, le forme alternative della comunicazione nell&#8217;era dei nuovi media, la storia del modernismo nel momento in cui entra in crisi lo statuto dell&#8217;opera d&#8217;arte, la problematica caratteristica del documento in un contesto in cui l&#8217;arte non è più l&#8217;unico orizzonte della creazione e, infine, l&#8217;allestimento delle immagini nell&#8217;epoca in cui si dubita dell&#8217;esperienza che ci offrono le rappresentazioni.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-77295" title="viveremusica" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/10/viveremusica.jpg" alt="" width="116" height="179" />VIVERE LA MUSICA<br />
Un racconto autobiografico<br />
Roman Vlad<br />
A cura di Vittorio Bonolis e Silvia Cappellini<br />
pp. VI &#8211; 239<br />
Einaudi, € 14,00<br />
ISBN 9788806209506</p>
<p>«Il potere della musica è di un&#8217;estensione enorme. La musica può evocare le onde del mare, il fruscio del fogliame, il sibilare del vento, i sentimenti o può anche servire semplicemente per regolare la vita in caserma. Però, quando è veramente nel suo regno, non può piú essere riferita a niente, né a delle parole, né a delle immagini: la musica è sempre stata necessaria». Roman Vlad</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-77296" title="uffici" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/10/uffici.jpg" alt="" width="119" height="165" />UFFICI<br />
Interni arredi oggetti<br />
Imma Forino<br />
pp. XVIII &#8211; 378<br />
Einaudi, € 25,00<br />
ISBN 9788806201814</p>
<p>Scenario di quotidiana relazione fra le persone, luogo prediletto di autodeterminazione e sopraffazione nel quale si riflettono le tensioni e le gerarchie sociali, l&#8217;ufficio costituisce fin dalla nascita del mondo industriale un fattore decisivo del processo sociale ed economico: le sue articolazioni coinvolgono, su scala planetaria, l&#8217;esistenza di milioni di esseri umani che operano nel segno del progresso e delle sue contraddizioni.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-77297" title="mussoliniarchitetto" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/10/mussoliniarchitetto.jpg" alt="" width="115" height="167" />MUSSOLINI ARCHITETTO<br />
Propaganda e paesaggio urbano nell&#8217;Italia fascista<br />
Paolo Nicoloso<br />
pp. XXXII &#8211; 308<br />
Einaudi, € 28,00<br />
ISBN 9788806206741</p>
<p>Nel corso degli anni Trenta un instancabile Mussolini percorre in lungo e in largo l&#8217;Italia inaugurando centinaia di opere architettoniche.<br />
È un attivismo progettuale che assegna un ruolo privilegiato alla città di Roma, dove non c&#8217;è opera importante di cui il duce non abbia visitato il cantiere o esaminato il progetto ma che dissemina tutto il paese di una miriade di simboli di pietra, icone del patto politico da lui stretto con il suo popolo.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-77298" title="rovinemilano" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/10/rovinemilano.jpg" alt="" width="106" height="144" />LE ROVINE DI MILANO<br />
Giovanni Agosti<br />
pp. 96<br />
Feltrinelli, € 9,00<br />
EAN: 9788807172267</p>
<p>La Milano di Gadda, Strehler, Testori, la Milano di Raffaele Mattioli che finanzia il censimento del patrimonio artistico della città, la Milano delle eccellenze internazionali della cultura oggi non esiste più. Quella Milano è solo un cumulo di rovine: le poche occasioni all&#8217;altezza dello splendore del passato si stagliano su un panorama desolante. Un pamphlet e una riflessione sui valori morali e culturali che dovrebbero guidare il cambiamento.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-77299" title="parolearte" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/10/parolearte.jpg" alt="" width="117" height="169" />LE PAROLE DELL&#8217;ARTE<br />
Per capire e amare i pittori e le loro opere<br />
Stefano Zuffi<br />
pp. 192<br />
Feltrinelli, € 16,00<br />
EAN: 9788807921735<br />
Anche un genio come Leonardo aveva un problema da risolvere: far parlare i quadri. Secondo lui, la pittura è una &#8220;poesia muta&#8221;, e non è affatto semplice spiegare a tutti quelli che guardano un dipinto cosa sta succedendo lì dentro, cosa provano i personaggi, come si sviluppa la scena. Riprendendo la formula del Mondo dipinto, attraverso una serie di storie narrate in prima persona questo libro dà la parola alla pittura.. Parleremo di &#8220;ombre&#8221; insieme a Piero della Francesca e di &#8220;fantasia&#8221; con Hyeronimus Bosch, di &#8220;racconto&#8221; con Picasso e di &#8220;colore&#8221; con Klimt, di &#8220;prospettiva&#8221; con Van Eyck e di &#8220;affresco&#8221; con Leonardo&#8230; per accorgerci che forse il linguaggio della pittura è molto più comprensibile e vicino al nostro cuore di quanto non avessimo pensato.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-77300" title="design" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/10/design.jpg" alt="" width="123" height="174" />DESIGN, TERRITORIO E SOSTENIBILITA&#8217;<br />
Ricerca e innovazione per la valorizzazione delle risorse locali<br />
Anna Catania<br />
pp. 112<br />
Franco Angeli, € 14,00<br />
ISBN: 9788856841145</p>
<p>Il volume indaga l&#8217;evoluzione del rapporto design-ambiente e delle strategie del design per la valorizzazione delle risorse territoriali con un approccio sistemico, attraverso l&#8217;interazione con gli enti, le istituzioni e il mondo produttivo siciliano.<br />
Il libro si articola in tre parti: la prima analizza il rapporto design-ambiente, esponendo le attuali strategie innovative per i sistemi di produzione e per lo sviluppo locale; la seconda è dedicata allo studio e alla ricerca sul campo per la valorizzazione delle risorse della provincia di Ragusa; la terza è costituita da una raccolta di riflessioni e linee di ricerca delle università italiane che esplorano il rapporto tra design, territorio e ambiente.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-77301" title="italiaignoranza" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/10/italiaignoranza.jpg" alt="" width="126" height="196" />L&#8217;ITALIA DELL&#8217;IGNORANZA<br />
Crisi della scuola e declino del Paese<br />
Graziella Priulla<br />
pp. 208<br />
Franco Angeli, € 23,00<br />
ISBN: 9788856840223</p>
<p>La scuola pubblica è una diga: contro le disuguaglianze e contro il sonno della ragione. È un luogo che si ostina a non produrre consenso. L&#8217;ultimo dove i ragazzi non sono divisi per potere d&#8217;acquisto. L&#8217;unico laboratorio di integrazione delle diversità. La sola istituzione che toglie ai vecchi per dare ai giovani.<br />
Che succede se si aprono crepe in una diga? E se ad aprirle è proprio l&#8217;addetto ai controlli? E se nessuno mostra di accorgersene?<br />
Questo libro elenca cifre impietose tratte da indagini nazionali e internazionali, riporta esempi e considerazioni che risultano da esperienze vissute, ma soprattutto s&#8217;interroga sul valore che la nostra comunità attribuisce all&#8217;istruzione, sulla qualità del contesto in cui vivono i nostri figli. È ancora possibile riscoprire un&#8217;energia corale che ci consenta di liberarci dalla rassegnazione e dall&#8217;indifferenza, di ridare spazio all&#8217;impegno e alla speranza?</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-77302" title="nuovimedia" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/10/nuovimedia.jpg" alt="" width="133" height="177" />NUOVI MEDIA, NUOVA POLITICA?<br />
Partecipazione e mobilitazione online da MoveOn al Movimento 5 stelle<br />
Lorenzo Mosca, Cristian Vaccari<br />
pp. 240,<br />
Franco Angeli, € 26,00<br />
ISBN: 9788856840315</p>
<p>Mentre in tutte le democrazie occidentali si assiste a un processo di ridefinizione profonda delle pratiche di partecipazione politica e civica, i media digitali stanno modificando i modi con cui i cittadini si informano ed entrano in contatto con istituzioni, partiti e movimenti e sembrano offrire loro nuove opportunità per far sentire la propria voce. Quali sono allora le modalità attraverso cui si sviluppa la partecipazione online, quali gruppi e organizzazioni se ne avvantaggiano maggiormente e con quali conseguenze per la sfera pubblica, la rappresentanza e la democrazia?<br />
Grazie all&#8217;apporto di alcuni tra gli studiosi nazionali e internazionali più attenti, il volume risponde a queste domande mediante un solido inquadramento teorico e una serie di importanti contributi di ricerca empirica.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-77303" title="stampacensura" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/10/stampacensura.jpg" alt="" width="117" height="164" />STAMPA, CENSURA E OPINIONE PUBBLICA IN ETA&#8217; MODERNA<br />
S. Landi<br />
pp. 168<br />
Il Mulino, € 11,50<br />
ISBN: 978-88-15-23391-2</p>
<p>Nella formazione dell&#8217;Europa moderna, la stampa e la censura hanno svolto un ruolo cruciale nello sviluppo dell&#8217;opinione pubblica. L&#8217;autore ripercorre criticamente la storia del libro, soffermandosi su un tema come la nascita della libertà di stampa, rilegge l&#8217;evoluzione della censura valutandone le conseguenze culturali e civili, ed esponendo il processo di formazione di un&#8217;opinione pubblica in Europa si interroga sulle ragioni della prolungata assenza della stampa nel mondo arabo-musulmano. Una sintesi illuminante anche per capire le trasformazioni odierne della sfera pubblica.<br />
<img class="alignleft size-full wp-image-77304" title="storiacinemaita" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/10/storiacinemaita.jpg" alt="" width="128" height="171" />STORIA DEL CINEMA ITALIANO<br />
Uno sguardo d&#8217;insieme<br />
pp. 607<br />
Marsilio, € 78,00<br />
EAN: 9788831708258</p>
<p>Cent&#8217;anni di storia ricostruiti nell&#8217;intreccio di fantasia, arte, divismo, ideologia, politica, società, interdipendenze culturali, inconscio collettivo, progresso tecnologico, modelli di comportamento. Ogni volume è curato da uno o più storici del cinema si avvale di numerosi contributi illustrati con criteri rigorosamente filologici, redatti dai maggiori esperti che operano nel sistema universitario e da giovani studiosi cui sono state affidate apposite ricerche. Ogni volume si avvale di saggi di ampio respiro che danno le coordinate e le interpretazioni dei fenomeni d&#8217;insieme che caratterizzano il periodo considerato. A seguire sono raccolti i documenti,testi legislativi, statistiche cinematografiche e brani giornalistici.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-77305" title="taxidriver" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/10/taxidriver.jpg" alt="" width="130" height="201" />TAXI DRIVER<br />
Storia di un capolavoro<br />
Geoffrey MacNab<br />
pp.200<br />
Minimum Fax € 14,00<br />
EAN: 9788875213527</p>
<p>“Taxi Driver”, il capolavoro di Martin Scorsese, è uno dei film che hanno rivoluzionato la storia del cinema. Il personaggio di Travis Bickle (Robert De Niro nel ruolo che lanciò la sua carriera), il veterano del Vietnam che diventa tassista newyorkese, riassumeva in sé il malessere di un’America ancora traumatizzata dal la guerra e dal Watergate: schiavo della pornografia e del junk food, ossessionato dalle armi, Bickle era l’opposto dell’eroe hollywoodiano tradizionale, ma colpì al cuore il pubblico di tutto il mondo. Il film era nato da una serie di suggestioni che andavano dai romanzi di Dostoevskij ai western di John Ford alle opere di Godard; ed ebbe un’eco senza precedenti: nel folle gesto di John Hinckley, lo squilibrato fan di Jodie Foster che dopo aver visto il film 15 volte tentò di assassinare il presidente Reagan; nella musica dei gruppi punk inglesi; nell’opera di tantissimi altri cineasti europei e americani. Questo libro ricostruisce il complesso background socia le e culturale del film; ne racconta da dietro le quinte la realizzazione (dando voce direttamente al regista, allo sceneggiatore, agli attori e alla troupe); ne illustra la fortuna nei decenni successivi all’uscita (fino alla recente produzione di un videogame ispirato al film, e alle voci di un imminente remake ad opera di Lars Von Trier) e cerca di spiegare come mai, a distanza di anni, Taxi Driver non ha perso nulla del suo fascino e della sua potenza.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-77306" title="pantone" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/10/pantone.jpg" alt="" width="128" height="162" />PANTONE<br />
Storia del XX secolo a colori<br />
Eiseman Leatrice, Recker Keith<br />
pp. 192<br />
Rizzoli, € 29,00<br />
EAN: 9788817049603</p>
<p>Per designer e creativi, Pantone è sinonimo di colore. In questo libro, i colori della famosa scala vengono utilizzati come traccia per raccontare l&#8217;evoluzione dell&#8217;arte, della fotografia, della grafica e della moda. Una storia che mette in relazione gli avvenimenti storici e culturali, dove si ritrovano i colori dominanti di ogni decennio, dai marroni e crema in voga nei primi anni del Novecento ai verdi e ai gialli dominanti negli anni Settanta: un atlante visuale di facile lettura per colorare un intero secolo.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-77307" title="leonardo" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/10/leonardo.jpg" alt="" width="126" height="163" />LEONARDO<br />
Simboli e segreti<br />
Paul Crenshaw, Tucker Rebecca<br />
pp. 260<br />
Rizzoli, € 49,50<br />
EAN: 9788817051071</p>
<p>I simboli e i segreti nascosti nelle opere e nei disegni di uno dei più celebrati e geniali pittori di tutte le epoche. Attraverso l&#8217;analisi di 75 capolavori, dalla &#8220;Gioconda&#8221; all&#8217;&#8221;Ultima Cena&#8221;, all&#8217;&#8221;Adorazione dei Magi&#8221;, a cui si sovrappongono pagine fustellate con finestre, vengono spiegati segni o enigmi legati a dettagli che spesso sfuggono anche agli osservatori più attenti. Un volume monografico illustrato dalla grafica innovativa che segue il successo dei volumi della collana Simboli e Segreti e ci accompagna in un affascinante viaggio dentro le immagini.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-77308" title="saltovuoto" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/10/saltovuoto.jpg" alt="" width="134" height="198" />UN SALTO NEL VUOTO<br />
La mia vita fuori dalle cornici<br />
Maurizio Cattelan<br />
pp. 250<br />
Rizzoli, € 18,00<br />
EAN: 9788817052573</p>
<p>Tra gli artisti viventi più famosi nel mondo, Maurizio Cattelan è sempre stato uno dei più restii a raccontarsi al pubblico. Persino le sue interviste vengono da anni costruite da una sua persona di fiducia. Per questo il suo unico libro rappresenta un evento mondiale. Realizzato a partire da una serie di conversazioni con Catherine Grenier, racconta per la prima volta la sua vita e la sua carriera: i traumi dell&#8217;infanzia, l&#8217;emancipazione precoce, l&#8217;aspirazione radicale alla libertà, l&#8217;incontro con l&#8217;arte, la paura della perdita e del fallimento, l&#8217;ossessione dell&#8217;immagine. Dopo anni di silenzio, Cattelan prende la parola senza mezze misure in un vero e proprio &#8220;salto nel vuoto&#8221; con cui si consegna al pubblico dei lettori.</p>
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]]></content:encoded>
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		<title>22-10-11 &#8211; Premio &#8220;IQU&#8221;, innovazione e qualità urbana</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 10:32:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Premi]]></category>
		<category><![CDATA[Spazi urbani]]></category>
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		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>

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		<description><![CDATA[Un premio per l&#8217;architettura, la citta e il territorio, un&#8217;iniziativa importante che permette di sviluppare il confronto di strategie di innovazione progettuale, tecnologica e gestionale tra le citta, che intendono proporsi per un processo di riqualificazione e sviluppo del patrimonio edilizio e del territorio. Promosso dal gruppo Maggioli con la partecipazione di Enti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-75852" title="iqu" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/10/iqu.jpg" alt="" width="223" height="180" />Un premio per l&#8217;architettura, la citta e il territorio, un&#8217;iniziativa importante che permette di sviluppare il confronto di strategie di innovazione progettuale, tecnologica e gestionale tra le citta, che intendono proporsi per un processo di riqualificazione e sviluppo del patrimonio edilizio e del territorio. Promosso dal gruppo Maggioli con la partecipazione di Enti Locali, il Premio &#8220;Innovazione e Qualità Urbana&#8221; sara anche l&#8217;occasione per un convegno di settore sui temi delle tecnologie informatiche ed impiantistiche, della mobilita e del progetto urbano.<br />
Il Premio costituisce un ambito di contenuto che affronta aspetti strategici della trasformazione delle citta e dello spazio pubblico: Innovazione perche oggi piu che mai le amministrazioni locali sperimentano metodologie attraverso la misurazione di un complesso quadro di esigenze ambientali, che trova sul territorio valenze progettuali importanti, connesse allo sviluppo di nuovi prodotti, di nuovi materiali, di nuovi soluzioni impiantistiche, di nuove tecnologie informatiche; Qualità perche ogni luogo costruito con la propria rete di azioni e di servizi che in esso aderisce e<br />
si connette, ha bisogno di essere valutato nei caratteri positivi, nelle valenze di risposta qualitativa, in un¡¦azione di monitoraggio, capace di far risaltare criticamente i risultati ottenuti. La riqualificazione dello spazio urbano, in tutte le sue sfaccettature, rappresenta il principale tema progettuale degli investimenti delle pubbliche amministrazioni; Urbana perche la citta, i luoghi costruiti, gli spazi non racchiusi formati da strade e piazze, sono il grande e complesso universo di relazioni che permette di fare coesistere la &#8220;grande città pubblica&#8221; con le tante &#8220;città private&#8221;, le innumerevoli situazioni edificate (produttive, residenziale, destinate ai servizi e al commercio) con le quali ogni cittadino ogni giorno si relaziona. L&#8217;urbanità di un luogo diventa, oggi piu che mai, un&#8217;immagine importante della modernita e dello sviluppo.<br />
<strong>LE AREE TEMATICHE</strong><br />
Il premio IQU si struttura in tre aree tematiche, all¡¦interno delle quali convergono altrettante azioni di interesse:<br />
<strong>Citta e Architettura</strong><br />
è il settore della trasformazione urbana dello spazio costruito, in cui i valori dei luoghi, dei contesti, i caratteri di identita e di affezione determinano l¡¦esteso e diffuso patrimonio di centri storici e di citta che costituiscono il paesaggio italiano. In questo ambito viene dato risalto alle progettualita di riqualificazione urbana che sono state capaci di comprendere e valorizzare le esigenze del contesto ambientale in rapporto con le richieste funzionali, impiantistiche e gestionali. Citta e Architettura, quindi, per definire non solo delle scale di intervento ma anche per costituire una trama di relazioni che vede il tessuto urbano (con i suoi colori, i suoi materiali, i suoi arredi, il suoi elementi naturali) rapportarsi con uno spazio racchiuso in cui la ristrutturazione, il recupero ed il restauro da un lato e la nuova edificazione dall&#8217;altro rappresentano importanti gradi di progettualita integrata e sostenibile.<br />
<strong>Mobilità</strong><br />
è uno dei settori piu complessi, in cui l¡¦innovazione tecnologica trova ampi spazi di applicazione e di successo: dall¡¦analisi dei comportamenti, allo sviluppo delle infrastrutture, all¡¦impiego di mezzi e offerte di mobilita alternative che coinvolgano sempre di piu il servizio pubblico di trasporto urbano in alternativa al mezzo privato, dalla risposta operativa per le categorie piu svantaggiate, ai bisogni di autonomia di una città per tutti e che non isoli nessuno, alla gestione economica integrata dei servizi in cui Societa per Azioni e Municipalizzate collaborano con gli Enti Locali ed i consorzi territoriali di comuni.<br />
<strong>Tecnologie</strong><br />
è il settore delle tecnologie informatiche per la gestione della citta e del territorio, che vuole presentare e mettere in luce casi applicativi di sviluppo di metodologie (SIT, GIS) che costituiscono sempre di piu un prezioso e sofisticato strumento funzionale alla raccolta di dati, spaziali (e non solo) per sintetizzare e modellare la realta, in una restituzione di informazioni elaborate e significative in molti ambiti della struttura dell&#8217;Ente Locale e della sua amministrazione (urbanistica, economia, servizi sociali, emergenze/sicurezza,<br />
ambiente/territorio, ecc.). Anche l&#8217;innovazione tecnologica apportata all&#8217;impiantistica di supporto al controllo ed alla gestione del costruito, che spesso si integra in una rete di rilevamenti e di sistemi di valutazione a scala territoriale, diventa, per gli edifici complessi e di valore storico ambientale un argomento di innovazione e di attenzione.</p>
<p>Saranno presi in considerazione le proposte che affrontano le problematiche definite per ciascuna delle tre aree tematiche (Tecnologie, Mobilita, Citta e Architettura).<br />
Per ogni area tematica sono individuate due sezioni:<br />
<strong>- opere già realizzate</strong><br />
<strong>- nuovi utilizzi e progettazioni</strong><br />
Per la sezione <em>opere realizzate</em> la realizzazione (intesa come data inizio lavori) non dovrà essere antecedente a cinque anni dalla data di pubblicazione del bando.<br />
Per la sezione <em>nuovi utilizzi e progettazioni</em> il progetto non dovra essere antecedente a tre anni dalla data di pubblicazione del bando.</p>
<p><strong>METODOLOGIA DI PARTECIPAZIONE</strong><br />
La partecipazione e aperta a tutti i progettisti ed a tutte le amministrazioni locali che in qualche maniera hanno operato sul territorio. Ciascun partecipante puo presentare sino a tre progetti e/o realizzazioni, indicando a quale categoria intende partecipare. Possono essere presentati progetti e/o realizzazioni in piu aree tematiche del premio.<br />
Ogni progetto e/o realizzazione dovra essere riferito ad uno o piu autori individuabili nominativamente e ad un ente o una societa d¡¦appartenenza o per la quale e stata eseguita una collaborazione.<br />
I progetti vincitori verranno presentati nel corso del Convegno &#8220;Innovazione e qualità urbana&#8221; che si svolgerà il 29 novembre 2011 presso una sede che sara comunicata successivamente a tutti i candidati al premio.</p>
<p>I<strong> progetti dovranno spediti al comitato organizzatore entro il 22.10.2011</strong> (fara fede la data del timbro postale) via posta su CD Rom o DVD.<br />
La giuria, composta principalmente da rappresentanti degli ordini professionali, docenti universitari e da dirigenti delle pubbliche amministrazioni, sara integrata da esperti e studiosi del settore della mobilità urbana e delle tecnologie informatiche applicate al yerritorio.<br />
<strong>I primi 100 progetti pervenuti e risultati ammessi</strong> saranno disponibili in forma sintetica in rete sul sito web <a href="http://www.architetti.com/">www.architetti.com</a>.<br />
Saranno assegnati un 1°, 2° e 3° premio per ciascuna delle tre aree tematiche (Tecnologie, Mobilita, Citta e Architettur) e per ciascuna delle due sezione <em>opere già realizzate</em> e <em>nuovi utilizzi e progettazioni</em>.</p>
<p><strong>La giuria, a suo insindacabile giudizio, potrà assegnare:</strong><br />
a. un premio speciale alla migliore proposta in cui risulti sviluppato un percorso di progettazione partecipata con laboratori creativi attivati in scuole primarie e secondarie;<br />
b. un premio speciale alla migliore proposta in cui risulti evidente l&#8217;attenzione ad una progettazione per tutti volta ad eliminare barriere architettoniche e a raggiungere alti livelli di accessibilita per ogni categoria di persona;<br />
c. un premio speciale per la migliore proposta in cui siano state date soluzioni ed attenzioni ai temi della sostenibilita ambientale e delle problematiche bioecologiche e bioedilizie.</p>
<p>Consulta il <a href="http://www.architetti.com" target="_blank">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Segreteria Organizzativa<br />
C/O Maggioli Editore<br />
Via del Carpino, 8<br />
47822 Santarcangelo di Romagna (RN)<br />
Tel: 0541.628433<br />
Fax: 0541.628768</p>
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		<title>Roma. &#8220;Costruire la sicurezza della città. Società, istituzioni, competenze&#8221;. Incontro il 4 ottobre</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 06:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si terrà il 4 ottobre, alle ore 11,00 presso il CNEL, la presentazione del volume &#8220;Costruire la sicurezza della città. Società, istituzioni, competenze&#8221; a cura di di Bruno Frattasi, Manuela Ricci, Saverio Santangelo per carocci Editore. Parteciperanno al dibattito il Prof. Antonio Marzano, Presidente CNEL, il Dott. Marcello Tocco, Coordinatore Osservatorio del CNEL [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-75194" title="costruiresicurezza" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/09/costruiresicurezza.jpg" alt="" width="112" height="158" />Si terrà il <strong>4 ottobre, alle ore 11,00</strong> presso il CNEL, la <strong>presentazione del volume &#8220;Costruire la sicurezza della città. Società, istituzioni, competenze&#8221;</strong> a cura di di Bruno Frattasi, Manuela Ricci, Saverio Santangelo per carocci Editore.<br />
Parteciperanno al dibattito il Prof. Antonio Marzano, Presidente CNEL, il Dott. Marcello Tocco, Coordinatore Osservatorio del CNEL sulla criminalità, il Prof. Francesco Karrer, Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, il Dott. Carlo Mosca, Consigliere di Stato, il Prof. Alberto Sobrero, Antropologo, Sapienza &#8211; Università di Roma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
CNEL<br />
Via Lubin,2 Sala Gialla<br />
Roma</p>
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		<title>Bologna. SAIE 2011, il Salone Internazionale dell&#8217;edilizia. Dal 5 all&#8217;8 ottobre</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 05:08:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[SAIE, salone internazionale dell’edilizia – in programma a Bologna dal 5 all’8 ottobre 2011 – è l’appuntamento annuale di riferimento per il mondo delle costruzioni, in particolare per quanto riguarda l’innovazione tecnologica, i nuovi prodotti, i sistemi e i materiali per l’edilizia. Numerose, nell’ambito dell’evento, le iniziative focalizzate al tema dell’innovazione (in ogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-74921" title="saie2011" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/09/saie2011.jpg" alt="" width="180" height="160" />SAIE, salone internazionale dell’edilizi</strong>a – in programma <strong>a Bologna dal 5 all’8 ottobre 2011</strong> – è l’appuntamento annuale di riferimento per il mondo delle costruzioni, in particolare per quanto riguarda l’innovazione tecnologica, i nuovi prodotti, i sistemi e i materiali per l’edilizia.<br />
Numerose, nell’ambito dell’evento, le iniziative focalizzate al tema dell’innovazione (in ogni comparto del settore): dalla GUIDA ALLE NOVITA’ (che propone una selezione delle più significative novità in esposizione) alla rassegna SAIE, UNA VETRINA SUL FUTURO che individua, tramite una giuria di esperti, quei prodotti (presentati nel corso del salone) che rappresentano, in termini di innovazione e sperimentazione, la “punta di diamante” della ricerca in edilizia. Nel corso dell’ultima edizione sono stati selezionati 27 prodotti, riferiti a quattro macro-aree strategiche anche in termini di rilancio del settore: “progetto integrato”, “progetto sostenibile”, “recupero” e “velocità e facilità di montaggio”.<br />
SAIE 2011 é l’occasione per <strong>fare il punto sull’evoluzione del settore attraverso la proposta espositiva delle aziende presenti e le numerose iniziative di dibattito/confronto</strong> che intendono fornire risposte sempre più puntuali agli operatori del settore.<br />
I contenuti della manifestazione si preannunciano di grande interesse, il mondo delle costruzioni ha reagito al periodo di crisi congiunturale che lo ha colpito, anche attraverso un significativo impulso in termini di innovazione del settore, soprattutto per quanto riguarda gli ambiti tecnologici, il potenziamento dell’integrazione tra prodotti e sistemi e il più veloce adeguamento delle tecnologie ai sistemi di grande attualità come la protezione antisismica e la sostenibilità.<br />
SAIE 2011 si articola in <strong>tre Aree Tematiche</strong> – SAIENERGIA &amp; Sostenibilità’, SAIECANTIERE &amp; Produzione e SAIESERVIZI per progettare e costruire &#8211; in cui si integrano i saloni specializzati SAIE e su cui si snodano i diversi percorsi espositivi.<br />
Consulta il <a href="http://www.saie.bolognafiere.it" target="_blank">sito </a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
BolognaFiere spa<br />
Viale della Fiera, 20 Bologna<br />
Tel: 051 282111<br />
Fax: 051 6374004<br />
<a href="mailto:segreteria.generale@bolognafiere.it">segreteria.generale@bolognafiere.it</a></p>
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		<title>Spazi urbani: un parco nella linea ferroviaria sopraelevata di New York</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 09:30:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che cosa fare di una linea ferroviaria sopraelevata ormai in disuso, che attraversa la città? La risposta l’ha suggerita la natura, facendo crescere erbacce, arbusti e fiori selvatici tra i binari, e gli abitanti di New York hanno elaborato il messaggio. E’ nata così The High Line (www.thehighline.org), un parco aereo che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che cosa fare di una<strong> linea ferroviaria sopraelevata ormai in disuso</strong>, che attraversa la città? La risposta l’ha suggerita la <strong>natura</strong>, facendo crescere<strong> erbacce, arbusti e fiori selvatici tra i binari</strong>, e gli abitanti di <strong>New York</strong> hanno elaborato il messaggio.<br />
E’ nata così <strong>The High Line</strong> (<a href="http://www.thehighline.org/">www.thehighline.org</a>), un<strong> parco aereo</strong> che si sviluppa in lunghezza per <strong>1.6 km</strong>, a <strong>10 metri d’altezza</strong>, e ha sostituito l’ex linea ferroviaria soprelevata chiamata <strong>West Side Line</strong>, che attraversa la <strong>parte sud-ovest di Manhattan</strong>, il <strong>Chelsea. Tra gli Anni ‘30 e i ‘70</strong>, ci correvano i treni merci che portavano il cibo alla città, ma con il passare degli anni il trasporto alimentare su ruote ha reso anti-economico quello ferroviario. La linea è stata chiusa e, negli<strong> Anni ‘80</strong>, alcuni imprenditori persino hanno ventilato di demolirla. Per sventare questa minaccia, dopo un braccio di ferro durato due decenni, nel <strong>1999</strong> si è costituita l’associazione non profit <strong>Friends of the High Line</strong>, che ha proposto alle autorità cittadine di trasformare la vecchia ferrovia in un <strong>parco sopraelevato</strong>. Un ‘polmone verde’ che si estende da <strong>Gansevoort Street</strong>, un blocco sotto la <strong>West 12th Street</strong>, nel Distretto di <strong>Meatpacking</strong>, fino alla <strong>30th Street</strong>, attraverso il Chelsea fino al <strong>West Side Yard</strong>, vicino a <strong>Javits Convention Center</strong>. I lavori sono cominciati nel <strong>2006</strong> e il <strong>9 giugno 2009</strong> il primo tratto (fino alla <strong>20esima Strada</strong>) ha aperto al pubblico; il secondo tratto (fino alla <strong>30esima Strada</strong>) ha aperto l’<strong>8 giugno scorso</strong>.<br />
Il nuovo parco è un chiaro esempio della<strong> creatività americana</strong>. Alterna aiuole fiorite a zone più alberate, fontane a corsi d’acqua dove i bambini possono bagnarsi i piedi e rinfrescarsi nelle calde giornate estive. Gli adulti, invece, approfittano del prolungato caldo estivo per prendere il sole sdraiati su panchine ricavate dai vecchi carrelli ferroviari. Per chi desiderasse sapere che piante e quali fiori colorano The High Line,<strong> dalla fine di gennaio a novembre</strong>, può scrivere a <a href="mailto:gardener@thehighline.org">gardener@thehighline.org</a> e riceverà le risposte desiderate. Sempre sul sito creato dagli amici di The High Line è disponibile un <strong>negozio on-line</strong> dove, tra le altre cose, si può acquistare una <strong>guida delle piante</strong>.<br />
Sulla vecchia ferrovia è un fiorire di <strong>attività imprenditoriali</strong>, anche individuali: c’è il ragazzo del <strong>People’s Pop</strong> che gratta il ghiaccio e vende granite di frutta; l’artigiano italiano<strong> ‘L’Arte del Gelato’</strong> che propone gelati con veri pistacchi di Bronte; la <strong>‘Melt bakery’</strong> che propone biscotti con il gelato;<strong> ‘La Newyorkina’</strong> vende ghiaccioli ai gusti tropicali. Ma c’è anche la <strong>ritrattista</strong>, che schizza ritratti con il carboncino; il <strong>giocoliere</strong> che intrattiene i bambini; la <strong>fotografa</strong> che fa foto ricordo ai turisti. E poi ci sono piccoli punti di ristoro, come <strong>‘The Porch’</strong>, gestiti da ragazzi tecnologici, che per cassa usano i-pad.<br />
Gli eventi organizzati lungo The High Line sono numerosi e, rimanendo in tema culinario, è da segnalare il cocktail, seguito da antipasti e cena che <strong>Tom Colicchio</strong>, insieme a chef di rinomati ristoranti del Chelsea, proporrà il <strong>23 ottobre</strong> sul parco aereo. La cena servirà a<strong> raccogliere fondi</strong> per sostenere e mantenere operativa il parco aereo.<br />
The High Line, oltre ad avere una valenza naturalistica, culinaria e ludica, ha anche un<strong> valore artistico</strong>. Non mancano infatti spazi per<strong> attività culturali</strong>, come un<strong> piccolo anfiteatro</strong> con una gradinata con vista sul traffico stradale, dove in questo mese si proiettano<strong> film all’aperto</strong>. E lungo il percorso, a rotazione, giovani artisti espongono le loro opere. The High Line è infatti meta di gite scolastiche. L’<strong>11 ottobre prossimo</strong>, nelle librerie americane sarà in vendita un libro che racconta la genesi di questo mirabile progetto, con tanto di documenti e fotografie: gli autori di <strong>‘High Line: The Inside Story of New York City’s Park in the Sky’</strong> sono i co-fondatori dell’associazione gli ‘Amici della High Line’ <strong>Joshua David e Robert Hammond</strong>.<br />
La trasformazione della ferrovia in un<strong> parco urbano aereo</strong> ha dato una forte <strong>spinta al settore immobiliare</strong> che si affaccia sui binari: molti sono i grattacieli in costruzione, con rifiniture avveniristiche e di lusso. Sul parco aereo si affaccerà anche una <strong>nuova scuola d’elite</strong>, che aprirà agli studenti nel settembre 2012.<br />
Tutto ciò è facile spunto per scattare fotografie: belle o brutte, possono essere caricate sul sito di The High Line.</p>
<p><em>Fonte: ANSA</em></p>
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		<title>Architettura: l&#8217;Auditorium di Oscar Niemeyer a Ravello in stato di degrado</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 12:30:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La notizia, pubblicata sul quotidiano The Guardian, fa infuriare l&#8217;architetto Oscar Niemeyer (103 anni): il suo famoso Auditorium di Ravello, inaugurato 20 mesi fa e mai aperto, sta perdendo i pezzi; degrado delle struttura, crepe sui muri, infiltrazioni d&#8217;acqua e il piazzale usato come parcheggio. Niemeyer chiede a Domenico De Masi, ex presidente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-73992" title="rav" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/09/rav.jpg" alt="" width="150" height="150" />La notizia, pubblicata sul quotidiano <strong>The Guardian</strong>, fa infuriare l&#8217;architetto <strong>Oscar Niemeyer (103 anni):</strong> il suo famoso <strong>Auditorium di Ravello</strong>, <strong>inaugurato 20 mesi fa e mai aperto</strong>, sta perdendo i pezzi; <strong>degrado delle struttura, crepe sui muri, infiltrazioni d&#8217;acqua e il piazzale usato come parcheggio</strong>. Niemeyer chiede a <strong>Domenico De Masi</strong>, ex presidente della <strong>Fondazione Ravello</strong> e suo amico, di &#8220;supervisonare e controllare in permanenza lo <strong>stato di manutenzione e di estetica </strong>dell&#8217;intero complesso e dei suoi arredi&#8221;. Per De Masi l&#8217;Auditorium, visitato da urbanisti studiosi e architetti da tutto il mondo, è umiliato dalla sua<strong> &#8220;forzata chiusura&#8221; </strong>e oggi dagli effetti perversi del degrado che ferisce la preziosa struttura: &#8220;Così, nell&#8217;indifferenza e nell&#8217;abbandono l&#8217;Auditorium è diventato anche parcheggio&#8221;. Disinteresse, disamore e danni visibili per un&#8217;opera costata miliardi. De Masi dichiara anche di aver parlato con il sindaco di Ravello a <strong>luglio</strong> e di aver avuto rassicurazioni almeno per lo stop al <strong>parcheggio abusivo</strong> che invece continua.</p>
<p><em>Fonte: Il Giornale dello Spettacolo</em></p>
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		<title>Spazi urbani: partiti i lavori per il nuovo porto turistico di Napoli</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 12:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Posta la prima pietra ovvero lanciati primi massi ciclopici per il futuro Porto Fiorito alla Marina di Vigliena. Napoli avrà dentro le sue mura un grande ed efficiente porto turistico. In poco più di due anni saranno pronti i primi trecento posti barca. Già attive e numerose le prenotazioni. Chi va per mare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-73904" title="nap" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/09/nap.jpg" alt="" width="150" height="150" />Posta la prima pietra ovvero lanciati primi massi ciclopici per il futuro<strong> Porto Fiorito alla Marina di Vigliena</strong>. <strong>Napoli </strong>avrà dentro le sue mura un <strong>grande ed efficiente porto turistico</strong>. In <strong>poco più di due anni</strong> saranno pronti i <strong>primi trecento posti barca</strong>. Già attive e numerose le prenotazioni. Chi va per mare a vela o a motore, navigando tra le bellezze del golfo, a poche miglia da <strong>Capri, Ischia, Procida</strong> o dalle località più attraenti della<strong> costa partenopea</strong>, potrà godere in un futuro ormai molto prossimo di un porto sicuro e confortevole.<br />
Operazione double face. Primi massi depositati in mare per la realizzazione dell’<strong>importante infrastruttura turistica</strong>, ma anche occasione di <strong>riqualificazione per l’area orientale ed ex industriale della città</strong>. Le città mediterranee sono esse stesse mete di culto dal punto di vista del <strong>turismo culturale</strong>. C’è da tempo ormai grande curiosità per le trasformazioni urbane dei vecchi e dismessi nuclei industriali di importanti città euro-mediterranee. Napoli non fa eccezione. Due le occasioni in cantiere. A ovest<strong> Bagnoli </strong>con la sua<strong> America’s Cup (autunno 2012 e 2013)</strong>, che accenna alle nuove funzioni previste per l’<strong>area ex Ilva</strong>, a est altro capitolo di riqualificazione urbana, a partire proprio dal concreto avvio di <strong>Porto Fiorito</strong>.<br />
Frutto interamente di<strong> investimenti privati partenopei</strong>, la struttura, una volta a regime, ospiterà <strong>cantieri, imprese artigiane, uffici e servizi</strong>. Tutto ovviamente in funzione del <strong>turismo nautico</strong>.</p>
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		<title>“To live is to leave traces”: le nuove frontiere dell’architettura a Copenhagen</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 09:42:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Taurino Serena Fiona</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come viviamo, dove, perché e con chi. Questi sono solo alcuni degli aspetti trattati nell’impressionante mostra estiva del Louisiana, Museo di Arte Moderna di Copenhagen. Ultima della serie Frontiers of Architecture, "LIVING", la mostra indaga sui concetti di “casa” e i nuovi modi di vivere, attraverso le lenti interpretative dell’architettura, della società e della cultura del mondo contemporaneo. Perché  "vivere è lasciare tracce", come diceva Walter Benjamin...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="size-full wp-image-73596 alignleft" title="living" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/09/living.jpg" alt="" width="365" height="298" />Come viviamo, dove, perché e con chi</strong>. Questi sono solo alcuni degli aspetti trattati nell’impressionante mostra estiva del Louisiana, Museo di Arte Moderna di Copenhagen. Ultima della serie Frontiers of Architecture, la mostra &#8221;LIVING&#8221; indaga sui concetti di “casa” e i nuovi modi di vivere, attraverso le lenti interpretative dell’architettura, della società e della cultura del mondo contemporaneo. Perché  &#8220;vivere è lasciare tracce&#8221;, come diceva Walter Benjamin.<br />
<strong>&#8220;LIVING&#8221;  è la più grande mostra di architettura del Lousiana per il 2011</strong> (occupa oltre la metà della superficie del museo), e in un certo senso, mette in scena noi tutti, perché qui sono rappresentati i nuovi stili del vivere e dell&#8217;abitare quotidiano. Come viviamo oggi? E come sarà vivere in futuro? Living offre uno sguardo approfondito su “case stories” attuali, in cui lo sviluppo sociale crea nuove forme di dimora, ma offre anche approcci visionari all&#8217;architettura, che si riferiscono a concetti universali di individuo, di rete e benessere sociale. </p>
<p>In un ampio sguardo attraverso una lente antropologica,<strong> Living presenta un crossover tra  progetti architettonici e installazioni d&#8217;arte</strong>. La mostra prende in esame una sezione trasversale di un vasto campo in cui un estratto, una immagine compressa del mondo in un dato istante, appare in un modello caleidoscopico. Film, video, fotografia, disegni, modelli e installazioni visualizzano questa diversità, che è inoltre commentata in modo approfondito nelle interviste con artisti e architetti. Le grandi installazioni sparse fanno parte dei temi della mostra, ognuno dei quali è completato da una &#8216;case story&#8217;.</p>
<p>Il substrato antropologico della mostra si esprime attraverso proposte di <strong>come le relazioni umane oltre i confini geografici e nazionali possano generare interessi collettivi alternativi</strong>. Tre le aree tematiche, che scandiscono le esposizioni: <strong>“The Dream”, “Cell/Network” e “Homeland”.</strong> In maniera semplificativa si può dire che la prima riguarda i “sogni” sull’abitare e le loro connotazioni sociali. La seconda, attraverso il concetto della cella &#8211; rete, analizza le interazioni tra individuo e società, i modi in cui l’individuo è collegato attraverso nodi, connessioni alle altre persone e come i modi di abitare e vivere riflettono l’individuo stesso e la complessità dei diversi contesti sociali. Questo tema include studi di Behaviorology, la scienza dei comportamenti umani, nel senso che analizza i modi in cui gli architetti cercano di  tradurre il comportamento umano nella loro progettualità. Infine, la  terza area riguarda la dualità tra House e Home, cioè tra architettura e ciò che l’abitante fa di essa.</p>
<p>Alle tre aree tematiche sono collegati <strong>tre “casi studio</strong>”, nei quali i singoli curatori hanno raccolto materiali di approfondimento sui singoli fenomeni. Per la seconda, Nikolaus Hirsch e Michael Mueller hanno presentato nel loro caso studio la “Cybermohalla Hub”: un gruppo di progettisti ed attivisti indiani organizzatisi tramite internet che, mediante testi e registrazioni audio e video, cerca di sviluppare una sorta di archivio digitale della vita indiana di tutti i giorni.</p>
<p>Interessanti sono, inoltre, le parti in cui l’esposizione documenta la vita reale e abbandona i luoghi comuni delle discussioni architettoniche. Come ad esempio nei <strong>film documentario sul “Cage Homes” di Hong Kong</strong>: letteralmente le “case gabbia”, ciascuna con quattro metri quadri di superficie in pianta, costruite ed impilate in edifici residenziali e uffici preesistenti, nei quali vivono le centomila persone più povere della metropoli economica del sud della Cina.</p>
<p>Ispirare, sorprendere e stimolare. Questa grande mostra estiva del Lousiana è piena di intuizioni sui molteplici modi in cui viviamo nel mondo di oggi.</p>
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		<title>Verona. MARMOMACC, Mostra Internazionale di Pietre, Design e Tecnologie. Dal 21 al 24 settembre</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Sep 2011 10:50:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ dal 21 al 24 settembre a Verona il nuovo appuntamento con Marmomacc e le sue iniziative culturali: Marmomacc Meets Design, 11 progetti di design sperimentale, International Award Architecture in Stone giunto alla XII edizione, Best Communicator Award  al miglior exhibit design, Forum del Marmo con un programma di convegni, lectures, presentazioni e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-73509" title="marmomacc" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/09/marmomacc.jpg" alt="" width="237" height="177" />E’ <strong>dal 21 al 24 settembre a Verona il nuovo appuntamento con Marmomacc</strong> e le sue iniziative culturali: Marmomacc Meets Design, 11 progetti di design sperimentale, International Award Architecture in Stone giunto alla XII edizione, Best Communicator Award  al miglior exhibit design, Forum del Marmo con un programma di <strong>convegni, lectures, presentazioni e incontri didattici oltre a una rassegna di mostre di design e architettura</strong>. Ingresso gratuito per i soci ADI (per usufruire dell’ingresso omaggio, i soci Adi si presentano al desk convegni, hall Palazzo Uffici, muniti di tessera soci).</p>
<p>Rassegna leader nel mondo con oltre<strong> 1500 espositori da 56 Paesi e 56 mila operatori professionali su una superficie di 77.782 metri quadrati</strong>, Marmomacc si conferma come il più importante e qualificato appuntamento internazionale nell’ambito della pietra.</p>
<p>Al fine di promuovere le opportunità di crescita del mercato attraverso gli eventi culturali e le sperimentazioni progettuali, Marmomacc propone numerose iniziative nelle quali operatori, architetti e designer contribuiscono a valorizzare la pietra e le sue molteplici applicazioni nella progettazione architettonica e nell’interior design.</p>
<p>Marmomacc Meets Design (padiglioni 6, 8, 10 e 7B) con il tema di progetto <strong>Mutable Spirit,</strong> ha per obiettivo lo sviluppo di progetti realizzati con marmi e pietre, facilitando le relazioni tra designer e aziende e promuovendo innovazione e <strong>know how tecnologici.</strong><br />
I protagonisti di questa edizione: Patricia Urquiola per Budri, Pietro Ferruccio Laviani per Citco, Setsu &amp; Shinobu Ito per Grassi Pietre, Raffaello Galiotto per Lithos Design, Flavio Albanese per Margraf, Snøhetta/Kjetil Thorsen per Pibamarmi, Marco Piva per Regione Puglia (Petra Design, Pimar, Stonemotion, In.Spo Marmi), Philippe Nigro per Testi Fratelli, Giuseppe Fallacara con Politecnico di Bari e Università di Scienze Tecniche e Economiche di Budapest per Reneszánsz Köfaragò Ztr Urom-Hu, Riccardo Blumer e Donata Tomasina per Trentino Pietra, Michele De Lucchi e Angelo Micheli per Stone Italiana.</p>
<p><strong>International Award Architecture in Stone</strong>, giunto alla sua XII edizione, rappresenta un prestigioso riconoscimento a quelle opere che, per significato architettonico e qualità tecnico-espressive nell’uso dei materiali lapidei, costituiscono gli esempi più rilevanti nel panorama internazionale.<br />
La Cerimonia ufficiale di proclamazione dei vincitori, avrà luogo presso il Museo di Castelvecchio di Verona sabato 24 settembre.</p>
<p><strong>Best Communicator Award</strong> un premio per sottolineare l’importanza dell’exhibit design nella valorizzazione delle potenzialità costruttive e comunicative del marmo.<br />
Le <strong>Donne del Marmo</strong> l’onorificenza assegnata dall’Associazione Nazionale Le Donne del Marmo ad un personaggio del mondo femminile che si è distinto per particolari meriti nell’ambito di attività legate al mondo litico. Entrambi i premi verranno consegnati in Fiera nell’area Forum mercoledì 21 settembre.<br />
Mostre, convegni e incontri didattici nella Hall 7B e nell’Agorà, uno spazio dove si alterneranno architetti e designer, docenti di diversi ambiti della tecnologia e della ricerca, provenienti da sedi universitarie italiane ed estere in cui Veronafiere da anni promuove, patrocina e sostiene attività di formazione per la progettazione con l’uso dei materiali litici.</p>
<p>Tra le <strong>mostre in programma</strong>: i progetti del premio Architetture di Pietra, L’Aquila e le Pietre della ricostruzione, Il progetto litico nelle università, Luce e Materia di Raffaello Galiotto per Solubema, Il marmo tra classicità e contemporaneità di Paolo Ulian per Le Fablier.</p>
<p>Consulta il <a href="http://www.marmomacc.it/it/marmomacc2011/pagina-principale/" target="_blank">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:<br />
</strong>Ente Autonomo per le Fiere di Verona<br />
viale del Lavoro 8, Verona<br />
Tel: 045 8298111<br />
Fax: 045 8298288<br />
<a href="mailto:info@marmomacc.com">info@marmomacc.com</a></p>
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		<title>Architettura: Matera, Arezzo e Roma celebrano il centenario della nascita di Ludovico Quaroni</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 10:30:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
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		<description><![CDATA[La Fondazione Adriano Olivetti, la Fondazione MAXXI e l’Istituto Nazionale di Urbanistica, promuovono una serie di iniziative dedicate all’architetto e urbanista Ludovico Quaroni nel Centenario della sua nascita. L’insieme delle manifestazioni è stato posto sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana. Nato a Roma nel 1911, Ludovico Quaroni è uno dei più importanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-73358" title="qua" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/09/qua.jpg" alt="" width="150" height="150" />La <strong>Fondazione Adriano Olivetti</strong>, la <strong>Fondazione MAXXI</strong> e l’<strong>Istituto Nazionale di Urbanistica</strong>, promuovono una serie di iniziative dedicate all’architetto e urbanista<strong> Ludovico Quaroni</strong> nel<strong> Centenario della sua nascita</strong>. L’insieme delle manifestazioni è stato posto sotto l’<strong>Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana</strong>.<br />
Nato <strong>a Roma nel 1911</strong>, Ludovico Quaroni è<strong> uno dei più importanti esponenti dell’architettura e dell’urbanistica del secondo Novecento</strong>, presente in alcuni snodi fondamentali del dibattito teorico e della vicenda architettonica nazionale e internazionale. Quaroni forma, attraverso la sua attività professionale e l’insegnamento universitario, diverse generazioni di architetti e di urbanisti italiani.<br />
 <br />
<strong>Matera, Arezzo e Roma</strong> le città scelte per ricordare Ludovico Quaroni nel Centenario della sua nascita.</p>
<p>Le iniziative partiranno da<strong> Matera</strong> il <strong>22 settembre</strong> con un workshop nei luoghi simbolo dell’intervento quaroniano; proseguiranno il<strong> 28 ottobre </strong>ad <strong>Arezzo </strong>con un seminario aperto al pubblico, sui temi dell’insegnamento dell’urbanistica realizzato in collaborazione con le maggiori università italiane e si concluderanno il<strong> 30 novembre</strong>, al <strong>Museo MAXXI di Roma</strong>, dove <strong>fino al 31 gennaio 2012</strong> sarà allestita nella<strong> Sala Archivi</strong> una mostra dedicata ad alcuni disegni del progetto di concorso per le <strong>Barene di San Giuliano a Mestre</strong> provenienti dal Fondo Ludovico Quaroni di cui la Fondazione Adriano Olivetti è depositaria.</p>
<p>Consulta il <a href="http://www.fondazioneadrianolivetti.it">sito</a></p>
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