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	<title>Tafter &#187; Storia</title>
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	<description>Cultura è Sviluppo</description>
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		<title>Torino. Mostra &#8220;Sacro alla Luna&#8221;. Argenteria sabauda del XVIII secolo. Dal 9 febbraio al 1° luglio</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 10:37:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Artigianato]]></category>
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		<description><![CDATA[Splendente, candido, sacro alla luna: l’argento, insieme all’oro e alle pietre preziose, ha sempre affascinato l’uomo, diventando un vero e proprio status symbol dell’umanità. Anche la corte sabauda subì il fascino dei metalli preziosi e diede sempre molto credito agli artisti che fornivano importanti oggetti di oreficeria e di  argenteria. Proprio su queste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-89327" title="caffettiera" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/caffettiera.jpg" alt="" width="310" height="394" />Splendente, candido, sacro alla luna: l’argento, insieme all’oro e alle pietre preziose</strong>, ha sempre affascinato l’uomo, diventando un vero e proprio <strong>status symbol dell’umanità</strong>. Anche la corte sabauda subì il fascino dei metalli preziosi e diede sempre molto credito agli artisti che fornivano importanti oggetti di oreficeria e di  argenteria.</p>
<p>Proprio su queste <strong>opere d’arte, realizzate in argento nel XVIII secolo dai più affermati argentieri attivi all’epoca in Piemonte</strong>, è incentrata la mostra che la Fondazione Accorsi – Ometto presenta nel Salone dei Pannelli Cinesi del Museo.</p>
<p>Più di <strong>duecento pezzi di eccezionale qualità artistica</strong>, databili tra i primi anni del Settecento e il 1796, anno in cui morì Vittorio Amedeo III di Savoia, sovrano illuminato e munifico, al quale si deve la creazione della celebre Orphevrerié Royale, fabbrica istituita nel 1775 all’interno di Palazzo Reale con il fine di sovrintendere alla creazione e alla cura delle argenterie conservate nelle residenze sabaude.</p>
<p>In mostra si potranno ammirare: <strong>una decina di zuppiere</strong>, tra cui la coppia realizzata da Paolo Antonio Paroletto con trofei di caccia, cinghiali e fagiani; <strong>una quindicina di caffettiere</strong>, tra le quali ricordiamo quella decorata con testa di cervo che trae ispirazione dal grande cervo di Ladatte, raro esempio del ricchissimo servizio realizzato per la Palazzina di caccia di Stupinigi tra il 1730 e il 1750; <strong>una settantina di zuccheriere</strong>, collezione straordinaria dalla variegata fantasia nelle decorazioni, che ben testimonia l’estro dei maestri argentieri piemontesi.<br />
Tra le <strong>trenta paiole esposte</strong>, ossia le raffinatissime tazze da puerpera che venivano donate alle mogli, in occasione del parto, da mariti facoltosi e innamorati, va sicuramente menzionata la paiola con coperchio e vassoio della Regione Piemonte, realizzata da Andrea Boucheron, uno dei più grandi argentieri torinesi non inferiore ai celebri maestri argentieri parigini. Del maestro sono presenti in mostra altri tre oggetti: un numero eccezionale se si pensa che di questo importante artista sono rimaste solamente una decina di opere.</p>
<p><strong>L’unicità di questa mostra però non è solo rappresentata dal numero e dall’eccellente qualità artistica degli oggetti esposti, ma anche dalla loro provenienza</strong>, spesso nobiliare o reale o addirittura altisonante, come nel caso del rinfrescatoio del celebre “servizio Turinskij”: tra il 22 aprile e il 3 maggio 1782, furono ospiti a Torino il Granduca Paolo di Russia (futuro Zar Paolo I) e la sua consorte. Accolti con estrema attenzione da Vittorio Amedeo III e invitati a visitare le residenze di piacere dei Savoia, gli illustri coniugi furono favorevolmente colpiti dalle maestranze piemontesi che lavoravano a corte, tanto che molti artisti furono invitati a inviare diverse opere a Mosca e San Pietroburgo. Per questo motivo, tra il 1787 e il 1793, fu commissionato a un gruppo di argentieri torinesi un servizio di circa 220 pezzi. Appartenuto ai Principi Golicyn, fu poi acquistato nel 1803 dalla Corte imperiale; nel corso dell’Ottocento venne in parte disperso e in parte fuso. Del famoso “servizio Turinskij” oggi sopravvivono solo cinque esemplari: quattro sono custoditi presso il museo dell’Ermitage di San Pietroburgo; il quinto, eccezionalmente esposto in mostra, è di proprietà privata.</p>
<p>Dal Museo Civico d’Arte Antica di Torino – Palazzo Madama, provengono inoltre una splendida caffettiera, probabilmente realizzata per i marchesi di San Martino e una rara coppia di doppieri, di straordinaria qualità, di Carlo Bartolomeo Minutto. Essi incarnano un esempio di perfetta adesione al più puro stile rococò di metà Settecento.</p>
<p><strong>Piccolo, ma gustoso, il numero di piatti ebraici</strong>, usati per celebrare il pranzo della Pasqua e abitualmente decorati in Piemonte a triallages e a festoni, sono caratterizzati dalle grandi dimensioni e dalla particolare leggerezza.</p>
<p>Di proprietà del <em>Museo Accorsi – Ometto</em> invece sono una <strong>straordinaria caffettiera e un elegante centro tavola</strong>. La caffettiera fu eseguita da Giovan Battista Tana probabilmente per il Marchese Carlo Tete del Carretto intorno al 1760. Particolarissimo è lo stemma nobiliare applicato a sbalzo sul fronte. È sicuramente una delle più belle caffettiere piemontesi conosciute, paragonabile alle opere del maestro parigino Thomas Germain, a dimostrazione del livello qualitativo degli argentieri della Torino settecentesca.<br />
Del centro tavola, immancabile elemento decorativo durante i banchetti del Settecento, purtroppo si ignora l’autore: pare che sia stato regalato nell’Ottocento da Vittorio Emanuele II al figlio Emanuele conte di Mirafiori e Fontanafredda.</p>
<p>Questa esposizione dimostra ampiamente come <strong>l’argentaria barocca piemontese sia tra le migliori mai prodotte in tutta Europa</strong>: creata nel Settecento sull’esempio di quella francese e avidamente collezionata negli ultimi due secoli da raffinati estimatori, sono quasi cinquant’anni, ovvero da quando venne allestita la mostra sul Barocco piemontese del 1963, che a Torino non vengono esposti così tanti oggetti quanti quelli presentati dal Museo Accorsi – Ometto.</p>
<p>Pertanto, per il suo innegabile valore scientifico e per la sua spettacolarità, l’evento organizzato dalla Fondazione Accorsi – Ometto rappresenta un omaggio al Piemonte e alla sua raffinata civiltà culturale e artistica: esso consentirà quindi di ammirare da vicino la superba qualità degli argenti e la straordinaria maestria degli argentieri piemontesi fino ad oggi nota solo agli specialisti.</p>
<p><strong>Orari:</strong> da martedì a domenica 10.00-13.00; 14.00-18.00.<br />
Lunedì chiuso.<br />
Tutti i giorni visita guidata alla mostra: ore 17.30.<br />
  <br />
<strong>INGRESSO</strong> Mostra: € 5,00<br />
Mostra con visita guidata: intero € 8,00; ridotto € 5,00<br />
Percorso museo + mostra, comprensivo di visita guidata:<br />
intero € 10,00 &#8211; ridotto € 8,00 (studenti fino a 26 anni, over 65, convenzioni)<br />
Gratuito: bambini fino ai 12 anni, possessori Abbonamento Musei e Torino + Piemonte Card</p>
<p>Consulta il <a href="http://www.fondazioneaccorsi-ometto.it ">sito</a><br />
<strong>Informazioni:</strong><br />
Museo Accorsi &#8211; Ometto<br />
Via Po, 55 Torino<br />
Tel: 011.837.688 interno 3<br />
 <a href="mailto:info@fondazioneaccorsi-ometto.it">info@fondazioneaccorsi-ometto.it</a></p>
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		<title>Musei: ceduta in comodato decennale ai Musei Capitolini la Collezione di Glittica Santarelli</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 16:38:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Beni Culturali]]></category>
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		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Per i prossimi dieci anni, i Musei Capitolini ospiteranno quasi seicento tra gemme e cammei, preziosi esemplari della collezione di glittica della Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli. Una collezione che abbraccia cinque millenni di storia, ricca di materiali provenienti dall’Egitto antico, dal Vicino Oriente, dal mondo greco-romano e dall’Europa moderna, autentici capolavori e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-89263" title="schiavinotto" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/schiavinotto.jpg" alt="" width="314" height="396" />Per i prossimi dieci anni, i Musei Capitolini ospiteranno quasi seicento tra gemme e cammei,</strong> preziosi esemplari della collezione di glittica della Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli. Una collezione che abbraccia cinque millenni di storia, ricca di materiali <strong>provenienti dall’Egitto antico, dal Vicino Oriente, dal mondo greco-romano e dall’Europa moderna, autentici capolavori e manufatti pregevoli per il loro significato storico o antropologico.</strong><br />
Oltre al corposo nucleo di scarabei egizi con nomi di faraoni, vi sono numerosi intagli e cammei di epoca romana (fra cui si annovera un ritratto di Commodo come Ercole e alcuni interessanti amuleti magici di età imperiale), rarissime opere di epoca federiciana e lavori firmati dai più importanti incisori attivi fra Sette e Ottocento.</p>
<p>Grazie ad un incantevole sistema espositivo circolare (Wunderkammer) una prima sala del Palazzo Clementino, a due passi dalla Terrazza Caffarelli, è <strong>allestita come se fosse una volta stellata.</strong><br />
Nella sala accanto trova posto un apparato didattico completo, formato da pannelli esplicativi, da strumenti multimediali e filmati illustrativi dei procedimenti tecnici dell’arte della glittica.</p>
<p>L’allestimento museale della collezione di glittica della Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli, promosso da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali, rappresenta il momento conclusivo di un ampio progetto inaugurato nel 2010 con la presentazione in Campidoglio della Fondazione Santarelli e con la cessione in comodato decennale della raccolta ai Musei Capitolini.</p>
<p>La volontà di <strong>rendere pubblica la collezione</strong>, formata da Ernesta D’Orazio insieme al marito Dino Santarelli, ampliata dai figli e catalogata dalla Fondazione, tramite l’acquisto di collezioni private e il reperimento sul mercato antiquario nell’arco degli ultimi venti anni, è andata di pari passo con l’intenzione di fornire una esauriente documentazione scientifica che possa dare misura del profondo interesse che da sempre la Fondazione, in questo unica nel panorama nazionale, nutre per la glittica.<br />
Le gemme incise hanno sempre affascinato collezionisti, connoisseurs e studiosi di storia dell’arte: utilizzate come sigilli, esse sono diffuse presso numerose culture, accomunate dalla loro natura di manufatti miniaturistici e di pregio. Furono perciò apprezzate sia per ragioni estetiche sia per le informazioni che se ne possono trarre sull’arte, la cultura materiale e la storia delle civiltà che le produssero.</p>
<p>Espressione diretta dell’individuo o dell’autorità pubblica, le gemme  possono concentrare significati profondi in un spazio espressivo esiguo. Inoltre la maneggevolezza delle pietre (e quindi la facilità con cui potevano essere trasportate) contribuì a diffondere i modelli iconografici. Per questo motivo esse costituirono uno dei mezzi più efficaci con cui la civiltà europea fece i suoi passi verso la riscoperta dall’antico: a partire dal Rinascimento, in Italia come in Europa, i maestri incisori copiarono e si ispirarono alle opere dei loro predecessori antichi.</p>
<p>Nelle corti principesche come fra le famiglie gentilizie, spesso in gara tra loro, cominciarono a formarsi le collezioni di glittica e numismatica: passione storica, ma anche già uno status symbol. Le raccolte dei Medici, degli Orsini o dei Farnese lo attestano in forma splendida.</p>
<p>La <strong>lettura delle carte d’archivio e degli epistolari</strong> fa rivivere un mondo vivace di commerci, scambi e consulenze intorno alla glittica che sempre più richiese l’ausilio degli eruditi.<br />
Con l’evoluzione delle scienze storiche e il raffinamento del metodo archeologico, anche gli studi di glittica sono progrediti giungendo a considerevoli risultati negli ultimi decenni.<br />
Sulla scia di una grande tradizione europea anche l’Italia, che per ragioni dovute alla ricchezza del proprio patrimonio culturale ha visto l’attenzione degli studiosi orientarsi con qualche ritardo verso la glittica, ha assistito all’edizione di alcune delle collezioni presenti sul territorio nazionale.</p>
<p>Oggi, mentre le nuove tecnologie incoraggiano gli studi sulla glittica e garantiscono una migliore fruizione dei manufatti, la Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli profonde i suoi sforzi entro questo orizzonte di ricerca: nel 2010 mediante l’edizione di due volumi dedicati a tale ambito di studi – Studi di glittica, con testi di Dario Del Bufalo, Antonio Giuliano, Ulrico Pannuti e Lucia Pirzio Biroli Stefanelli, e Catalogo illustrato della glittica nella Collezione Santarelli, a cura di Dario Del Bufalo – ora con la valorizzazione di una raccolta formatasi in lunghi anni di attività non per un esclusivo fine collezionistico, ma nell’ambito di un più lungimirante progetto di fruizione pubblica e musealizzazione.</p>
<p>Il <strong>catalogo scientifico</strong>, curato da Angela Gallottini, presenta saggi critici relativi ai diversi periodi di appartenenza delle opere, con schede per ogni esemplare corredate da opportuna documentazione fotografica. Loredana Sist per la collezione egizia, Marco Ramazzotti per i sigilli mesopotamici, Riccardo Gennaioli, Marco Leopoldo Ubaldelli, Paolo Vitellozzi e la stessa curatrice per ciò che riguarda la glittica classica, medievale e post-classica, hanno redatto questo apparato che presenta opere per lo più inedite e di straordinaria importanza.</p>
<p>Un contributo importante di questo progetto culturale (volume ed esposizione) consiste nell’intenzione di offrirsi come work in progress, proposta ed incentivo per ulteriori riflessioni e studi sull’affascinante mondo delle pietre incise.<br />
Musei Capitolini, Piazza del Campidoglio 1<br />
Orario: da martedì a domenica 9.00-20.00; 24 e 31 dicembre 9.00-14.00<br />
(la biglietteria chiude un&#8217;ora prima)<br />
Giorni chiusura: lunedì, 25 dicembre, 1 gennaio, 1 maggio<br />
Tariffe: Intero € 8,50; Ridotto € 6,50<br />
Informazioni al pubblico: 060608 (tutti i giorni 9.00-21.00)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Milano. &#8220;Dialogo sull&#8217;arte&#8221;: dibattito tra Sgarbi, Dorfles e Montanari. Il 9 febbraio</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 06:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giovedì 9 febbraio 2012 alle 18.30 si terrà la conferenza Dialogo sull’Arte. Tre generazioni a confronto, nell’ambito del festival artistico-letterario CULTURA MILANO. Questo prestigioso evento, unico ed innovativo nel suo genere, vuole riunire tre importanti personalità del panorama critico attuale, appartenenti a diverse generazioni: il Prof. GILLO DORFLES, 101 anni, critico d’arte e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89045" title="dialogosullarte" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/dialogosullarte.jpg" alt="" width="259" height="350" />Giovedì 9 febbraio 2012 alle 18.30 si terrà la conferenza <strong>Dialogo sull’Arte. Tre generazioni a confronto</strong>, nell’ambito del festival artistico-letterario CULTURA MILANO.</p>
<p>Questo prestigioso evento, unico ed innovativo nel suo genere, vuole riunire<strong> tre importanti personalità del panorama critico attuale</strong>, appartenenti a diverse generazioni: il <strong>Prof. GILLO DORFLES</strong>, 101 anni, critico d’arte e professore universitario; il <strong>Prof. VITTORIO SGARBI, 59 anni</strong>, critico d’arte, scrittore e sindaco di Salemi; il Prof<strong>. TOMASO MONTANARI</strong>, 41 anni, professore e ricercatore di Storia dell’Arte Moderna, presso l’Università Federico 2° di Napoli, scrittore e collaboratore del “Fatto Quotidiano”.</p>
<p>I noti critici si confronteranno in un <strong>vivace ed appassionato dibattito</strong>, in forma di amichevole conversazione, coinvolgendo anche il pubblico presente.</p>
<p> Le tematiche affrontate saranno in <strong>forma di Lectio Magistralis sulla Storia dell’Arte</strong>, con elevato livello e notevole spessore d’approfondimento, intercalate da racconti di vita ed interessanti aneddoti sulla loro formazione e sulle molteplici esperienze personali, che ne hanno caratterizzato e contraddistinto il percorso esistenziale e professionale.</p>
<p>Sarà un modo informale e spontaneo per raccontare e raccontarsi, divulgando un messaggio di sostegno e supporto alla valorizzazione dell’Arte, antica e moderna, in tutte le sue espressioni e manifestazioni più significative e rappresentative, che appartengono al patrimonio culturale di tutti.</p>
<p>Come afferma il Prof. Sgarbi “ L’Arte è, prima di tutto, una forma di conoscenza del mondo, intuitiva e illuminante. La disciplina della Storia dell’Arte, è uno strumento destinato a perfezionarsi, a mutare e deve misurarsi con una realtà sconfinata, che si trasforma, non soltanto verso il futuro, ma anche verso il passato”.</p>
<p><strong>Ingresso libero fino a esaurimento posti. Si consiglia la prenotazione.</strong></p>
<p>Consulta il <a href="http://www.fondazionematalon.org">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
MUSEO FONDAZIONE LUCIANA MATALON<br />
Foro Buonaparte, 67 Milano<br />
Tel: 02 878781 – 02 45470885<br />
Fax: 02 700526236<br />
<a href="mailto:fineart@fondazionematalon.org">fineart@fondazionematalon.org</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Behind Photographs: Archiving Photographic Legends</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 11:36:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Fotografi dietro l'obiettivo che tengono in mano i loro scatti più celebri. Si tratta di una galleria fotografica realizzata da Tim Mantoani e raccolta in libro che ci racconta il mondo visto dai fotoreporter più celebri di questi anni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88418" title="Steve McCurry" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/Steve-McCurry.jpg" alt="" width="480" height="594" />I fotografi che hanno raccontato attarverso  l&#8217;obiettivo la storia e il mondo dello spettacolo degli ultimi anni posano insieme ai loro scatti più famosi. Sono stati immortalati dal collega <strong>Tim Mantoani</strong> che ha raccolto poi la galleria nel libro<strong> ‘Behind Photographs: Archiving Photographic Legends’</strong>. I volti degli artisti quindi divengono a loro volta il soggetto per l’immagine: c’è <strong>Steve McCurry</strong>- in mostra a Roma in questi giorni al <a href="http://www.tafter.it/2011/12/01/roma-mostra-fotografica-di-steve-mccurry-alla-pelanda-dal-3-dicembre-al-29-aprile/">Macro</a>-  con il celebre ritratto della ragazza Afghana dagli occhi blu che hanno stregato il mondo; <strong>Iyle Owerko</strong> con la terribile immagine delle Torri gemelle ferite la mattina dell’11 settembre 2001; <strong>Jeff Widener</strong> il reporter dell’Associated Press che con le sue istantanee ha raccontato la protesta di piazza Tienanmen;  <strong>Douglas Kirkland</strong> il fotografo dell’attrice Marilyn Monroe che ha posato per lui in occasione del 25° anniversario della rivista Look. Oltre al libro con le immagini è stata allestita anche una mostra. La galleria completa è visibile sul<a href="http://behindphotographs.com/%3Cbr%20/%3E"> sito dell’artista </a>Tim Mantoani .</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Musei: via libera al Museo della Shoah di Roma</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 15:30:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Via libera del Campidoglio al Museo della Shoah di Roma. L&#8217;assemblea capitolina ha approvato all&#8217;unanimità il progetto del museo della Shoah che sorgerà a villa Torlonia. La struttura, il cui via libera è atteso da anni, avrà, tra l&#8217;altro, una sala conferenze, una biblioteca-videoteca-centro di documentazione e la sala per le esposizioni temporanee. A [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88166" title="villatorlonia" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/villatorlonia.jpg" alt="" width="312" height="162" />Via libera del<strong> Campidoglio</strong> al <strong>Museo della Shoah di Roma</strong>. L&#8217;assemblea capitolina ha approvato all&#8217;unanimità il progetto del museo della Shoah che sorgerà a <strong>villa Torlonia</strong>. La struttura, il cui via libera è atteso da anni, avrà, tra l&#8217;altro, una sala conferenze, una <strong>biblioteca-videoteca-centro di documentazione</strong> e la sala per le esposizioni temporanee. A livello di ingresso, invece, ci saranno l&#8217;amministrazione, la libreria e la caffetteria.</p>
<p><em>Fonte: ANSA</em></p>
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		<title>Eventi: il film &#8220;La chiave di Sara&#8221; in 155 sale per la Giornata della memoria 2012</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 06:30:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giornata della memoria 2012]]></category>
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		<description><![CDATA[Venerdì 27 gennaio, in occasione della Giornata della memoria, 155 sale proietteranno per l&#8217;intera giornata La chiave di Sara film che narra il rastrellamento nel luglio 1942 all&#8217;interno del Velodromo d&#8217;inverno di Parigi, di 13.152 ebrei. L&#8217;evento voluto da Lucky Red, distribuzione italiana del film, è reso possibile grazie alla collaborazione con Open [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-87979" title="La-chiave-di-Sara" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/La-chiave-di-Sara.jpg" alt="" width="184" height="269" />Venerdì 27 gennaio</strong>, in occasione della <strong>Giornata della memoria</strong>, <strong>155 sale</strong> proietteranno per l&#8217;intera giornata<strong> La chiave di Sara</strong> film che narra il rastrellamento nel <strong>luglio 1942</strong> all&#8217;interno del <strong>Velodromo d&#8217;inverno di Parigi</strong>, di <strong>13.152 ebrei.</strong><br />
L&#8217;evento voluto da <strong>Lucky Red</strong>, distribuzione italiana del film, è reso possibile grazie alla collaborazione con<strong> Open Sky</strong>, circuito di distribuzione cinematografica digitale.<br />
Inoltre, sempre per celebrare il ricordo della <strong>Shoah</strong> e per sensibilizzare i più giovani, Lucky Red, insieme all&#8217;<strong>Agis Scuola</strong>, ha organizzato centinaia di proiezioni per le scuole di tutto il territorio nazionale che coinvolgeranno<strong> circa 500mila studenti</strong>.<br />
Per prendere visione della lista dei cinema che aderiscono all&#8217;evento, proiettando <strong>La chiave di Sara</strong>, è possibile consultare i siti <a href="http://www.thespacecinema.it/">www.thespacecinema.it</a> e <a href="http://www.ucicinemas.it/">www.ucicinemas.it</a> .</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Uno sguardo su Theo Angelopoulos</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 16:57:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per ricordare il regista greco Theo Angelopoulos, scomparso martedì scorso, abbiamo scelto alcune immagini e locandine tratte dalle suggestive sequenze dei suoi film. Potete trovarne di più andando sul sito ufficiale del regista, dove troverete anche la filmografia completa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87968" title="ULYSSES' GAZE 2" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/ULYSSES-GAZE-2.jpg" alt="" width="394" height="280" />Uno sguardo sulla storia della Grecia contemporanea in ogni sua sfaccettatura: dalla tragedia che ha travolto i Balcani raccontata ne <strong>“Lo sguardo di Ulisse”</strong>, alla crisi che ha messo in ginocchio il paese negli ultimi anni in <strong>“The other sea”</strong>, film che stava girando in questi giorni prima di morire prematuramente. Con queste immagini abbiamo voluto omaggiare il <strong>regista greco Theo Angelopoulos</strong> e le sue suggestive sequenze che nonostante l’inquadratura fissa e i tempi morti, riuscivano a trasmettere pathos e a coinvolgere intensamente lo spettatore. Tra i suoi film più famosi ricorderete forse <strong>“La Recita”</strong>. La notizia della sua morte martedì si è diffusa rapidamente nel web e molti sono stati i messaggi di cordoglio per un altro grande del cinema che se ne va.</p>
<p><a href="http://www.theoangelopoulos.com/main.htm">sito ufficiale</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cinema: un documentario sulla tragedia della Moby Prince</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 14:30:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A vent&#8217;anni dal drammatico scontro del 10 aprile 1991, la tragica vicenda della Moby Prince diventa un documentario diretto da Manfredi Lucibello e prodotto da Pulsemedia. Parte del finanziamento sarà coperto dal contributo della Regione Toscana: la casa di produzione di Barco di Bibbiano si è aggiudicata, infatti, il &#8216;Bando per l&#8217;attivazione degli interventi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-87919 alignleft" title="mobyprince" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/mobyprince.jpg" alt="" width="284" height="177" />A <strong>vent&#8217;anni</strong> dal drammatico scontro del <strong>10 aprile 1991</strong>, la tragica vicenda della <strong>Moby Prince</strong> diventa un <strong>documentario diretto</strong> da <strong>Manfredi Lucibello</strong> e prodotto da <strong>Pulsemedia.</strong> Parte del finanziamento sarà coperto dal contributo della <strong>Regione Toscana</strong>: la casa di produzione di <strong>Barco di Bibbiano</strong> si è aggiudicata, infatti, il &#8216;Bando per l&#8217;attivazione degli interventi previsti dal fondo per il cinema e l&#8217;audiovisivo della Regione Toscana&#8217;.<br />
Dal titolo provvisorio<strong> &#8217;140&#8242;</strong>, il film-documentario racconterà la tragedia della <strong>Moby Prince</strong> attraverso il vasto archivio istituzionale video e sonoro di <strong>Home Movies</strong> e delle<strong> Teche Rai</strong>, ma anche grazie alle numerose riprese ed immagini effettuate allora dai cittadini di<strong> Livorno</strong>, punteggiate da testimonianze contemporanee.<br />
&#8220;Attraverso il linguaggio del cinema del reale, &#8217;140&#8242; vuole far conoscere alcuni importanti aspetti di una delle più grandi tragedie dal dopoguerra&#8221;- spiega il regista Manfredi Lucibello &#8211; Nel corso degli ultimi vent&#8217;anni lo scenario della tragedia è cambiato continuamente. Racconteremo gli eventi e le numerose versioni dei fatti che si sono susseguite nel tempo con un occhio di riguardo alla storia mediatica di questo caso: dalle prime accuse di distrazione per colpa della partita di coppa fino alle speculazioni sul video girato all&#8217;interno del relitto&#8221;.</p>
<p><em>Fonte: Adnkronos</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le novità editoriali di gennaio 2012</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/25/le-novita-editoriali-di-gennaio-2012/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 12:09:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Consulta le novità editoriali di gennaio 2012 delle principali case editrici italiane che trattano di argomenti relativi all’economia della cultura: arte; industria culturale, industria dello spettacolo; turismo; marketing e sviluppo territoriale; project management e politiche culturali; editoria e comunicazione; architettura, urbanistica e territorio; legislazione nel settore dei beni culturali; nuovi media e nuove tecnologie e tanto altro… ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87893" title="artecanonizzazioni" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/artecanonizzazioni1.jpg" alt="" width="148" height="188" />L&#8217;ARTE PER LE CANONIZZAZIONI<br />
Vittorio Casale (a cura di)<br />
pp. 312<br />
Allemandi, € 35,00<br />
ISBN: 978-88-422-1969-9</p>
<p>L’attività artistica intorno alle canonizzazioni e alle beatificazioni nel Seicento<br />
Nel Seicento le beatificazioni, le canonizzazioni e le feste successive dettero luogo a una produzione artistica molto varia e ampia che viene ora riconosciuta. Si produssero incisioni, dipinti, sculture, edifici, anche di grande rilievo, fra i quali citiamo la cappella della beata Ludovica Albertoni con i capolavori di Baciccio e Bernini e le chiese romane di Sant’Ignazio e di Sant’Isidoro. Il parterre degli artisti include nomi come Guercino, Bernini, Borromini, Annibale e Ludovico Carracci, Baciccio, Lanfranco, Maratti, Murillo, Reni, Rubens, Saraceni, Domenichino, Zurbarán e altri. Le quantità sono impressionanti: per la canonizzazione del 1671 furono impegnati circa dodici artisti, per circa 115 quadri originali e 50 copie. Nessuna commissione artistica del secolo raggiunse un simile plafond.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87875" title="untitled" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/torinoguardailmare.jpg" alt="" width="140" height="169" />TORINO CHE GUARDA IL MARE<br />
Luigi Mainolfi<br />
Riccardo Passoni (a cura di)<br />
pp. 104<br />
Allemandi, € 35,00<br />
ISBN: 978-88-422-2099-2</p>
<p>Una grande installazione costituita da oltre 200 ritratti scultorei realizzati da Luigi Mainolfi. Ecco “Torino che guarda il mare”, opera “in progress”, a cui è stata recentemente dedicata una mostra a Palazzo Madama di Torino che è un omaggio a Torino e ai tanti personaggi, esponenti del mondo della cultura, nell’imprenditoria, della politica, della società civile, che la rendono una città unica. Con i ritratti, tra gli altri di Sergio Chiamparino, Bruno Gambarotta, Piero Gilardi, Fiorenzo Alfieri, Patrizia Sandretto, Evelina Cristillin, Luciana Litizzetto, Danilo Eccher, Ida Gianelli, Gianni Vattimo.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87876" title="" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/scopertapatrimonio.jpg" alt="" width="136" height="186" />ALLA SCOPERTA DI UN PATRIMONIO<br />
Langhe, Monferrato e Roero<br />
Sergio Conti (a cura di)<br />
pp. 208<br />
Allemandi, € 35,00<br />
ISBN: 978-88-422-2049-7</p>
<p>Il volume raccoglie oltre trenta testi inediti di altrettanti studiosi dedicati alla storia e al paesaggio delle Langhe, del Roero, del Monferrato. Illustrato con fotografie d&#8217;epoca e contemporanee, il volume completa la trilogia dedicata al paesaggio del Piemonte meridionale in funzione della candidatura UNESCO: i volumi già pubblicati sono «Il nostro Patrimonio» (il paesaggio raccontato dai bambini attraverso i loro disegni e racconti) e «Langhe Monferrato Roero» (il paesaggio raccontato dai grandi scrittori piemontesi). «Quelle di questo libro sono pagine scritte camminando, e per questo capaci di farci conoscere la nostra geografia, regalarci parole ed emozioni che ci aiutino a ricordare il passato e immaginare l’avvenire perché, spesso, i sentimenti e i valori di un luogo si incontrano e si raccolgono andando per strada.<br />
<em>Dall&#8217;introduzione del professor Sergio Conti, curatore del volume. </em></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87877" title="professioniliberta" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/professioniliberta.jpg" alt="" width="121" height="150" />PROFESSIONI E LIBERTA&#8217;<br />
Talcott Parsons<br />
pp. 128 pagine<br />
Armando, € 10.00<br />
ISBN:978-6081-956-7</p>
<p>Il tema della natura e del ruolo delle professioni intellettuali è stato al centro degli interessi di ricerca di Parsons sin dagli anni Trenta. Il saggio del 1939 Professioni e struttura sociale, qui pubblicato in una nuova traduzione, offre la prima sistematica articolazione di questa “teoria delle professioni” che Parsons avrebbe precisato e perfezionato nel corso dei decenni successivi, influenzando in modo duraturo lo sviluppo stesso della “sociologia delle professioni” come branca specializzata della disciplina.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87878" title="futurismo" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/futurismo.jpg" alt="" width="113" height="174" />FUTURISMO PER LA NUOVA UMANITA&#8217;<br />
Dopo Marinetti: arte, società, tecnologia<br />
Roberto Guerra<br />
pp. 96 pagine<br />
Armando, € 10.00<br />
ISBN:97888-6677-002-2</p>
<p>La storia del futurismo post 1944, dopo la scomparsa di Marinetti, fino ad oggi e in progress: l’autore di questo volume, con originale prospettiva letteraria e particolare rigore empirico, fornisce delle interessanti argomentazioni sulla più grande avanguardia italiana Una revisione sull’essenza tecnologica e futurologica del Futurismo storico, guardando agli studi di sociologi e futuribili quali McLuhan e De Kerckhove, e alle osservazioni sulla dis-continuità aggiornata del Futurismo nel secondo Novecento e inizio Duemila.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87879" title="operaduesoldi" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/operaduesoldi.jpg" alt="" width="116" height="192" />L&#8217;OPERA ITALIANA DA DUE SOLDI<br />
Regnava Berlusconi<br />
Franco Cordero<br />
pp.301<br />
Bollati Boringhieri € 17,00<br />
EAN: 9788833922874</p>
<p>La commedia italiana spesso disgusta ma non annoia mai». Non è un caso che Franco Cordero ricorra alla metafora teatrale per qualificare una storia durata diciassette anni e nove mesi. Molti, per un successo in cartellone. Forse non sarebbero stati così tanti se il mediocre brogliaccio rappresentato, a metà tra epica grottesca e opera buffa, non avesse attinto a piene mani a un repertorio italiano sempreverde: ordinario malaffare, quarto e quinto potere infeudati, millanteria priapesca da strapaese, compiacenza di famigli promiscui, servitù volontaria di politici al soldo, giustizia acconciata su misura, parodia dello spirito pubblico. Più antico, sotto un certo profilo, della figura che lo incarna, il berlusconismo va compreso attraverso le sue maschere precedenti, ma lo è pienamente solo grazie allo sguardo penetrante che non si lascia trarre in inganno dai plateali colpi di scena, dal tramestio delle comparse, dai fondali di cartapesta. Troppo stanchi o esasperati, dubitiamo di essere capaci di una simile acutezza di visione. A Cordero invece riesce naturale. Andare con lui a teatro – all’eterno teatro di casa nostra – è un&#8217;emozione della conoscenza, una delle poche che ci riserva la tragicommedia della quale credevamo di sapere quasi tutto.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87880" title="Laureano - Giardini di pietra cop. OK" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/gioardinidipietra.jpg" alt="" width="153" height="194" />GIARDINI DI PIETRA<br />
I Sassi di Matera e la civiltà mediterranea<br />
Pietro Laureano<br />
pp.207<br />
Bollati Boringhieri, €42,00<br />
EAN: 9788833922935</p>
<p>L’arida Matera, la favolosa Petra, Sana’a, la capitale delle Mille e una notte, sono<br />
tutte «città di pietra» che hanno attraversato i secoli con alterne fortune. Nel caso dei Sassi grotte naturali, architetture sotterranee, cisterne, masserie, chiese e palazzi, si succedono e coesistono, scavati o costruiti nel tufo delle Gravine.<br />
Insediamenti così diversi si armonizzano nel comune intento di sfruttare al meglio diffi cili condizioni geografi che. Purtroppo l’impatto della modernità con un ecosistema così delicato è stato distruttivo: Matera è stata per anni una «vergogna nazionale», simbolo dell’arretratezza meridionale. Solo il mutato clima culturale, di cui quest’opera è una testimonianza essenziale, ha permesso l’avvio di un processo di recupero e valorizzazione. L’iscrizione nel Patrimonio mondiale dell’UNESCO ha così suggellato, come scrive Laureano, la «fine della vergogna».</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87882" title="antropologiaimmagini" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/antropologiaimmagini.jpg" alt="" width="117" height="146" />ANTROPOLOGIA DELLE IMMAGINI<br />
Hans Belting<br />
pp. 241<br />
Carocci, € 32,00<br />
EAN: 9788843060917</p>
<p>Applicandosi a un repertorio quanto mai vasto &#8211; dai culti funerari dell&#8217;Antico Oriente alla fotografia e alle realtà virtuali dei media -, Hans Belting prosegue la sua riflessione su una storia dell&#8217;immagine che sia in grado di emanciparsi dalle coordinate della storia dell&#8217;arte. Nel seguire il delinearsi della storia culturale del corpo e parallelamente della percezione dell&#8217;attività corporea, Belting offre così al lettore il primo vero approccio antropologico allo studio diacronico dell&#8217;immagine.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87883" title="modernitaitaliana" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/modernitaitaliana.jpg" alt="" width="121" height="169" />MODERNITA&#8217; ITALIANA<br />
Andrea Afribo, Emanuele Zinato (a cura di)<br />
Cultura, lingua e letteratura dagli anni settanta a oggi<br />
PP. 328<br />
CAROCCI, € 27,00<br />
ISBN 9788843061495</p>
<p>Il volume analizza da diverse angolature disciplinari alcuni dei più rilevanti fenomeni culturali della storia italiana recente, a partire dalla famigerata &#8220;mutazione antropologica&#8221; degli anni settanta fino ai nostri &#8220;anni Zero&#8221;. I sei autori, intrecciando analisi dei temi, dei contesti socio-culturali e delle forme, rispondono in altrettanti capitoli alle seguenti domande. Come cambia e com’è cambiata la lingua degli italiani? Quale pensiero filosofico dopo il Sessantotto? Ai tempi dell’audience e del marketing è ancora possibile un dialogo tra editoria e critica? E il romanzo e la poesia (la canzone), dopo la grande stagione del Novecento &#8220;aureo&#8221;, sono solo merce di scarto, racconti d’appendice, relitti di storia postuma o postmoderna? Oppure ancora pretendono di essere, senza veli nostalgici o complessi d’inferiorità, lo specchio critico di una nuova storia e di un nuovo mondo?</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87881" title="cittacultura" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/cittacultura.jpg" alt="" width="125" height="166" />CITTA&#8217; E CULTURA<br />
Silvia Crivello<br />
pp. 122<br />
Carocci, € 10,50<br />
ISBN 9788843062638</p>
<p>La vita quotidiana in città, per molti versi, costituisce un’esperienza culturale. Lavorare, consumare, divertirsi e, in generale, vivere in ambiente urbano implica immergersi in uno spazio popolato da simboli, conoscenze, pratiche sociali.  Attraverso una disamina dei meccanismi di funzionamento degli spazi della produzione, del consumo e della costruzione della cosiddetta &#8220;città creativa&#8221;, il testo affronta un interrogativo tanto ampio quanto centrale nelle strategie di sviluppo dell’attuale scenario dell’&#8221;economia della conoscenza&#8221;: come si struttura la relazione fra lo spazio urbano e le pratiche sociali collegate all’economia e alla cultura?</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87884" title="deandre" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/deandre.jpg" alt="" width="122" height="176" />FABRIZIO DE ANDRE&#8217;<br />
Cantastorie fra parole e musica<br />
Claudio Cosi, Federica Ivaldi<br />
pp. 216<br />
Carocci, € 18,50<br />
ISBN 9788843056002</p>
<p>Concepito e scritto da una doppia prospettiva critica – letteraria e musicologica – il volume indaga la duplice natura della creazione e dell’arte di Fabrizio De André, abile regista capace di fondere e amalgamare non solo le parole e la musica con la sua voce inconfondibile, ma anche il contributo dei collaboratori, l’ispirazione letteraria e l’eco della storia con l’originalità dei suoi messaggi. Dopo aver esaminato il metodo di lavoro e la natura del mestiere di De André, la poetica e i temi prediletti, gli autori ne ripercorrono l’intera carriera, album dopo album, e ne analizzano le canzoni più significative ed emblematiche, mostrando la stretta interazione fra testo verbale e musica nel veicolare il messaggio.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87885" title="strumentimusicali" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/strumentimusicali.jpg" alt="" width="128" height="185" />GLI STRUMENTI MUSICALI<br />
Fabrizio Della Seta<br />
pp. 176<br />
Carocci, € 16,00<br />
ISBN 9788843062430</p>
<p>Terzo pannello di un trittico che comprende il Breve lessico musicale (1a rist. 2011) e Le parole del teatro musicale (2010), il volume introduce all’affascinante mondo degli strumenti musicali, prodotti di straordinaria ingegnosità tecnologica presenti nella cultura umana fin dal Paleolitico e che costituiscono una parte essenziale della storia della musica. Sono illustrati la nomenclatura, la classificazione, il funzionamento della maggior parte degli strumenti in uso nella tradizione colta occidentale e nella popular music, ma anche quelli del mondo antico, della musica folclorica e delle tradizioni extraeuropee che, per ragioni diverse, possono interessare il lettore italiano. Sono stati presi in considerazione gli sviluppi legati alle tecnologie elettroniche e informatiche e viene spiegato il significato di termini che designano componenti degli strumenti, classificazioni scientifiche ed empiriche, complessi strumentali.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87886" title="restauro" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/restauro.jpg" alt="" width="130" height="179" />RESTAURO<br />
Verum factum dell&#8217;architettura italiana<br />
Biblioteca di architettura, urbanistica e design<br />
Renato De Fusco<br />
pp. 160<br />
Carocci, € 18,00<br />
ISBN 9788843062812</p>
<p>L’espressione verum factum nel sottotitolo richiama la formula utilizzata da Giambattista Vico per esprimere il principio secondo il quale l’uomo può conoscere solo ciò che egli stesso ha fatto; di conseguenza, poiché nel nostro paese si trova il più ampio patrimonio di beni culturali del mondo, noi italiani dovremmo essere i più esperti nel campo del restauro e lasciare agli altri il compito di innovare. Per conservare, però, specie le opere d’architettura, è inevitabile introdurre conoscenze e metodologie aggiornate: ecco allora che il restauro dell’antico comporta la progettazione del nuovo. Nel volume si sostiene questa tesi, si riferisce delle varie concezioni del restauro, se ne fornisce un sintetico excursus storico, si riporta il dibattito sui centri antichi che resta il maggiore contributo italiano alla storia e alla critica dell’architettura moderna.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87887" title="cittagiusta" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/cittagiusta.jpg" alt="" width="155" height="205" />LA CITTA&#8217; GIUSTA<br />
Idee di piano e atteggiamenti etici<br />
Ugo Ischia<br />
pp. XVIII-160<br />
Donzelli, € 28,00<br />
ISBN: 9788860366399</p>
<p>Fra urbanistica e politica si colloca lo spazio dell’etica. Da qui Ugo Ischia muove per una riflessione sulla città giusta, con uno sguardo rivolto al pensiero urbanistico italiano fra gli anni cinquanta e settanta: dal dopoguerra all’epoca del conflitto sociale. Il testo di Ischia anticipa di molti anni i dibattiti odierni sulla città e la giustizia urbana: a partire dal titolo, che si è voluto mantenere quale deciso dall’autore nel 1996. A tutt’oggi, il libro rappresenta una voce originale nel panorama teorico disciplinare italiano e internazionale nell’affrontare il problema della costruzione della città, affidando al piano la responsabilità della costituzione del giusto. Entro questa angolazione, la legittimità dello strumento di pianificazione e delle pratiche che ne derivano rimanda ai processi di democrazia che stabiliscono il passaggio da un’etica dei valori a un’etica procedurale. La città giusta viene pensato e scritto fra il 1985 e il 1996; porta con sé tracce delle assidue conversazioni con Bernardo Secchi e della lettura dei testi di Giulio Preti. Non può essere tuttavia disgiunto da quanto accadde e da quanto vissuto dall’autore negli anni settanta; anni che imponevano, come nel dopoguerra, una presa di posizione nei confronti della politica e della società.<br />
Il testo di Ugo Ischia – accompagnato dagli scritti di Bernardo Secchi, Monica Bianchettin Del Grano e Kaveh Rashidzadeh – è un atto di impegno civile, una risposta implicita alle domande di quel periodo, una riflessione sull’importanza del piano e del progetto quale strumento che riordina i conflitti a un livello diverso, in un momento in cui l’urbanistica perdeva autorevolezza nel confronto politico.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87888" title="cittatrapassatoefuturo" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/cittatrapassatoefuturo.jpg" alt="" width="134" height="190" />CITTA&#8217; TRA PASSATO E FUTURO<br />
Claudio Saragosa<br />
pp. 250<br />
Donzelli, € 34,00<br />
EAN: 9788860366719</p>
<p>La realtà urbana e la sua evoluzione, la perdita e il tentativo di recupero delle qualità della città tradizionale. Un percorso eccentrico nella storia dell’urbanistica, capace di aprire a un nuovo modello di città, uno spazio urbano denso e integrato, aperto alla vita. Che cos’è la città? Che cosa è stata nella storia? Cosa è diventata nel XX secolo e, sopratutto, cosa potrà essere nel futuro? “Spazio” ed “ecologia” sono le due parole chiave attraverso cui Claudio Saragosa tenta di risponde re a queste domande, disegnando una mappa, tutt’altro che scontata, degli obiettivi che l’urbanistica storicamente ha perseguito e dei modelli che si è data. Percorrere questo viaggio significa far emergere le qualità della città tradizionale, ma al tempo stesso analizzare le ragioni che, specialmente nel secolo passato, hanno contribuito a demolirne il modello, per arrivare infine a descrivere i nuovi approcci progettuali attraverso i quali si sta tentando di ricostituire le qualità alle quali la città tradizionale ci aveva abituato e che sembra vano invece essere irrimediabilmente andate perdute. L’autore non si limita tuttavia ad un’analisi retroattiva, ma utilizza la traiettoria eccentrica del panorama storico da lui tracciato, per aprire ad una proposta concreta, una possibile via di fuga, delineando alcuni metodi utili a ricomporre una disciplina che abbia come obiettivo la ricostruzione di uno spazio urbano denso. Il risultato è un’idea integrata di città, Biopoli: un modello non utopico, ma concreto &#8211; puntellato da un riferimento a metodi e tendenze specifiche dell’urbanistica contemporanea-, di spazio urbano capace di avere come proprio centro la vita.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87889" title="ohmiapatria" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/ohmiapatria.jpg" alt="" width="145" height="180" />OH MIA PATRIA<br />
Vanni Pierini<br />
Introduzione di: Raffaele Manica<br />
Prefazione di: Tullio De Mauro<br />
pp. 2.432<br />
Ediesse, € 60.00<br />
ISBN: 88-230-1562-3</p>
<p>L’antologia rilegge oltre due secoli di storia patria, ordinando i brani di ogni capitolo in tre sezioni tematiche: Il racconto della storia; La questione sociale e il mondo del lavoro; Lo spirito del tempo. Organizzata in tre volumi (Nascita di una nazione; L’Italia règia; L’Italia repubblicana), si sviluppa per circa 2500 pagine e comprende più di 1000 brani. L’opera si avvale della prefazione generale di Tullio De Mauro e dell’introduzione di Raffaele Manica.<br />
Ciascun volume contiene, oltre ai testi: le introduzioni ai singoli capitoli; una dettagliata cronologia per consentire al lettore di cogliere facilmente tutti i riferimenti storici presenti nei brani; le note ai testi; le notizie biografiche su ciascuno degli autori antologizzati; l’elenco delle fonti bibliografiche utilizzate.<br />
Sono stati raccolti e messi in ‘comunicazione’ tra di loro testi letterari e poetici, versi per musica operistica, canti e inni politici e militari, canzoni popolari (folk, d’autore e pop). Anche per la scelta dei poeti e degli interpreti di canzoni non ci si è limitati a seguire la gerarchia dei ‘valori consolidati’, ma si sono esplorate anche le opere di autori nuovi e nuovissimi, o di quelli ingiustamente dimenticati.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87890" title="darkeconomy" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/darkeconomy.jpg" alt="" width="121" height="171" />DARK ECONOMY<br />
La mafia dei veleni<br />
Fontana Enrico, Cianciullo Antonio<br />
pp. 250<br />
Einaudi, € 18,00<br />
EAN: 9788806204310</p>
<p>Sono anni che si è cominciato a discutere di ecomafie (un termine che è stato coniato proprio da Enrico Fontana, uno degli autori del libro), ed è di stretta attualità lo scandalo dell&#8217;immondizia in Campania. Se per l&#8217;opinione pubblica comincia a essere un dato acquisito che i rifiuti siano un business troppo spesso inquinato dalla criminalità organizzata, quello che a molti sfugge è il quadro generale, la cornice globale delle ecomafie. Fontana e Cianciullo, da molti anni impegnati a studiare il fenomeno, raccontano i traffici di armi e rifiuti, le trame internazionali di camorra e n&#8217;drangheta, le storie esemplari e spesso tragiche di chi ha indagato o ha cercato di opporsi.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87891" title="lunghiannisessanta" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/lunghiannisessanta.jpg" alt="" width="122" height="183" />I LUNGHI ANNI SESSANTA<br />
Movimenti sociali e cultura politica negli Stati Uniti<br />
Bruno Cartosio<br />
pp. 400<br />
Feltrinelli, € 25,00<br />
EAN 9788807111174</p>
<p>Nel 2009 Barack Obama è diventato il primo presidente afroamericano degli Stati Uniti. La sua elezione ha segnato una svolta epocale nella storia americana, le cui radici si possono rintracciare nelle lotte e rivendicazioni dei movimenti sociali che negli anni sessanta hanno combattuto contro la segregazione razziale e per i diritti civili. Questa era solo una delle battaglie di verità dell&#8217;epoca. Lotte di liberazione contro condizioni sociali, culturali e politiche oppressive furono anche quella contro la guerra in Vietnam e contro la discriminazione sessuale. Quel passato in cui ci si divideva su questioni di razza, sesso e guerra torna ora di attualità e la &#8220;memoria divisa&#8221; di quegli anni, quando si contrapposero culture e visioni del mondo differenti, è materia di nuova riflessione. Nei &#8220;lunghi&#8221; anni sessanta, che iniziano già nelle lotte antisegregazioniste dei neri del Sud negli anni cinquanta e si protraggono nei settanta con il movimento di massa delle donne, si assisté a uno straordinario mutamento culturale e dei costumi. La trasformazione non si può ridurre alla sola controcultura, che ebbe il suo apice a Woodstock nel 1969, e non riguardò soltanto i giovani, coinvolse invece l&#8217;intera società. Sul senso di quegli anni, sui quali la storiografia si era a sua volta divisa nel giudicare le responsabilità del potere e i suoi contestatori, si interroga oggi Bruno Cartosio, ripercorrendone miti e realtà, cultura e politica, la fondamentale spinta liberatoria.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87895" title="formareconilcinema" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/formareconilcinema.jpg" alt="" width="121" height="178" />FORMARE CON IL CINEMA<br />
Questioni di teoria e di metodo<br />
Sergio Di Giorgi, Dario Forti<br />
pp. 320<br />
Franco Angeli, € 36,00<br />
ISBN: 9788856845303</p>
<p>C&#8217;è stato un tempo in cui, quando nelle aule di formazione si parlava di cinema, ci si riferiva a video didattici istruttivi ma poco coinvolgenti o, quando ce n&#8217;era il tempo, a proiezioni di film a fini di intrattenimento (il più delle volte per alleviare le lunghe e noiose serate dei corsi residenziali). Poi, verso la fine degli anni &#8217;70, alcuni formatori hanno iniziato a scoprire e sperimentare nuovi utilizzi del cinema e del linguaggio cinematografico. Da allora la comunità professionale dei formatori ha registrato una diffusione crescente di metodologie e pratiche che del mezzo filmico hanno saputo valorizzare le grandi potenzialità espressive e di attivazione dei processi di apprendimento.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87896" title="design2029" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/design2029.jpg" alt="" width="127" height="183" />DESIGN 2029<br />
Ipotesi per il prossimo futuro<br />
Renato De Fusco<br />
pp. 136<br />
Franco Angeli, € 19,00<br />
ISBN: 9788856845525</p>
<p>Ottimistica e scaramantica previsione dell&#8217;autore di vivere fino a 100 anni, donde le ipotesi di quanto avverrà da ora fino al 2029.<br />
I principali argomenti trattati sono: il design e la storia/la questione dei valori/la natura del design/conformazione e rappresentazione/artistico ed estetico/una nuova tassonomia/il tipo-ideale.<br />
Le principali previsioni sono: il minimalismo; il design come mass-medium; andatura a tutto kitsch; il digitale salvatutto; l&#8217;usa-e-getta; gli inventori vs gli stilisti: l&#8217;ipotesi del grottesco; Il brutto fa storia dell&#8217;arte; la dematerializzazione; che cosa si venderà; la vendita orientata sul consumo; l&#8217;orientamento critico delle vendite, progetti delle Associazioni per il disegno industriale, segnatamente quelli dell&#8217;ADI.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87898" title="sperimentazioni" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/sperimentazioni.jpg" alt="" width="124" height="181" />LA SPERIMENTAZIONE NEI PROCESSI DI PRODUZIONE TEATRALE<br />
Alfonso Malaguti, Monica Calcagno<br />
pp. 240<br />
Franco Angeli, € 25,00<br />
ISBN: 9788856847116</p>
<p>Il libro propone uno studio sul teatro di ricerca, un oggetto parimenti complesso e ambizioso. La varietà delle esperienze, la lontananza, supposta o reale, dal grande pubblico, una certa patina di snobismo, anch&#8217;essa supposta o reale, legata ad un&#8217;idea di arte per pochi rendono l&#8217;indagine sul teatro di ricerca rischiosa, &#8220;faticosa&#8221;. Il testo al contrario intende dimostrare come il teatro di ricerca abbia un rapporto osmotico, una costante interazione continua, con la società odierna, così che la selezione e la trasmissione di idee innovative alimentano tanto i processi di produzione della conoscenza quanto lo stesso sviluppo del sistema economico-sociale.<br />
Il libro si apre provocatoriamente con tre saggi molto diversi, così come sono diverse le prospettive sul significato di &#8220;ricerca&#8221; e &#8220;innovazione&#8221;.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87899" title="periurbano" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/periurbano.jpg" alt="" width="145" height="190" />IL PERIURBANO: CRESCERE INTORNO ALLA CITTA&#8217;<br />
Strumenti e metodi di governo per valorizzare i benefici e limitare gli effetti negativi del periurbano<br />
Maria Rita Schirru<br />
pp. 208<br />
Gangemi, € 25,00<br />
ISBN10: 8849223129 88-492-2312-9</p>
<p>Il tema della crescita “intorno” alla città, altrove dibattuto già a partire dal dopoguerra come una delle componenti primarie dei processi di sviluppo urbano, in Italia è divenuto argomento centrale del dibattito architettonico e urbanistico a partire dagli anni Ottanta, con l‘esplosione delle contraddizioni emerse con la crescita della città illegale, che ha reso non più differibile la presa di coscienza sulla necessità di ricucire le diverse parti della città, altrimenti disomogeneamente contrapposte. Il problema della “convivenza” tra città compatta e città diffusa (legittima o spontanea) è alla base del testo e pone interrogativi che vanno oltre il campo disciplinare dell&#8217;urbanistica, fino ad investire aspetti più propriamente legati alle politiche economico finanziarie del governo del territorio.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87900" title="castelli" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/castelli.jpg" alt="" width="145" height="173" />CASTELLI. IL PIANO DI TUTELA DELL&#8217;IMMAGINE<br />
I colori del costruito storico nel paesaggio<br />
Massimiliano Salimei, Berta Miranda Taraschi, Marcella Morlacchi<br />
pp. 112<br />
Gangemi, € 30.00<br />
ISBN10: 8849222734 88-492-2273-4</p>
<p>Il Piano di Tutela dell&#8217;Immagine &#8211; intesa quale risultante del colore dei muri degli edifici e del decoro urbano dell&#8217;ambiente cittadino &#8211; realizzato per il comune di Castelli, è la sintesi del Piano del Colore e del Piano dell&#8217;Arredo Urbano. Esso si basa quindi sulla Tavolozza dei Colori, sui Piani di Settore, e sulla Normativa di attuazione, strumenti tecnico-estetici di riferimento per l&#8217;Amministrazione Comunale, atti a tutelare il futuro del bene cromatico del patrimonio storico architettonico e paesaggistico del Centro storico del Comune di Castelli. Esso si propone quale progetto pilota e modello operativo, valido per la salvaguardia e la valorizzazione dei Centri Storici dei borghi e dei paesi del territorio nazionale, e in particolare per i luoghi terremotati dei Centri Storici dell&#8217;Abruzzo che, al momento della ricostruzione, mantenendo intatta la bellezza del paesaggio, potranno recuperare, insieme al cromatismo dei muri antichi, la memoria preziosa del loro passato.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87902" title="disimparare" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/disimparare.jpg" alt="" width="134" height="185" />DISIMPARARE L&#8217;ARTE<br />
Manuale di antididattica<br />
Serena Giordano<br />
pp. 228<br />
Il Mulino, € 15,00<br />
ISBN: 978-88-15-23463-6</p>
<p>Perché di fronte alle «immortali» opere d’arte del passato il pubblico comune nutre sentimenti di deferenza? E perché gli «incomprensibili» capolavori contemporanei suscitano invece diffidenza? Dalla prima infanzia all’età adulta, lo spettatore si sente sempre giudicato dall’arte: a partire dalla scuola, che utilizza l’espressione creativa come indicatore dello sviluppo cognitivo o persino morale del bambino, per giungere al museo, in cui bambini e adulti sono spesso vittime di un’ossessione per l’assistenza e la cura. Ricercando le cause del difficile rapporto tra pubblico e prodotto artistico, l’autrice discute le tendenze più in voga nella didattica dell’arte e suggerisce una via alternativa alla pedagogia corrente, che avvilisce spesso la voglia di informarsi, di sapere e, perché no, di fare arte.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87903" title="feticci" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/feticci.jpg" alt="" width="137" height="190" />FETICCI<br />
Letteratura, cinema, arti visive<br />
Massimo Fusillo<br />
pp. 224<br />
Il Mulino, € 20,00<br />
ISBN: 978-88-15-23449-0</p>
<p>Investire gli oggetti materiali di valori simbolici ed emotivi, trasformandoli in feticci, è un fenomeno antico diventato cruciale nella nostra epoca in cui gli oggetti sono interlocutori privilegiati delle emozioni, quasi parti del nostro corpo. Rispetto alle sue origini antropologiche e psicanalitiche, lo stesso concetto di feticismo sta perdendo le connotazioni negative di inautenticità. Illustrando il nesso privilegiato che esiste tra feticismo e creatività artistica, l’autore esplora la storia e la tipologia dell’oggetto feticcio (dal manto di Giasone ai piatti dipinti del romanzo proustiano, alla palla da baseball di DeLillo), fra letteratura, cinema, arte contemporanea.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87905" title="abolire" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/abolire.jpg" alt="" width="125" height="168" />ABOLIRE LA PROPRIETA&#8217; INTELLETTUALE<br />
Michele Boldrin, David K. Levine<br />
pp. 248<br />
Laterza, € 18,00<br />
ISBN:  9788842098218</p>
<p>Copyright e brevetti costituiscono un male inutile perché non generano maggiore innovazione ma solo ostacoli alla diffusione di nuove idee.<br />
Negli anni a venire la crescita economica dipenderà, sempre più, dalla nostra capacità di ridurre – e finalmente eliminare – il monopolio intellettuale, liberando la creatività diffusa che esso oggi opprime. Come nella battaglia per il libero commercio, il primo passo deve consistere nella distruzione delle fondamenta teoriche della posizione mercantilista la quale sostiene che, senza il monopolio intellettuale, l&#8217;innovazione sarebbe impossibile. È vero il contrario.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87906" title="odiroma" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/odiroma.jpg" alt="" width="128" height="186" />L&#8217;O DI ROMA<br />
In tondo e senza fermarsi mai<br />
Tommaso Giartosio<br />
pp. 288<br />
Laterza, € 12,00<br />
ISBN: 9788842098232</p>
<p>Incontrerò mille ostacoli grossi come macigni. Cosa faccio se mi trovo davanti una casa privata? O le mura romane? O il fiume? O la gabbia delle tigri, allo zoo?<br />
Seguire una forma, «come un poeta cerca una rima». Così nasce una strana scommessa: viaggiare a piedi attorno alla propria città lungo una circonferenza perfetta, attraversando palazzi, caserme, musei, discariche, campi da calcio, cimiteri, binari, fiumi, e bussando a tutte le porte pur di non scostarsi di un metro dalla propria rotta. Il cerchio magico si anima di presenze antiche e moderne. Accanto a Rilke, Borges e Leopardi troviamo seminaristi scettici e suore anarchiche, poliziotte sospettose e carabinieri incantevoli, geometri appassionati e operai noir. E lo scrittore-viaggiatore, che cerca di capire il suo viaggio e la sua scrittura: «La verità è che la mia O è l&#8217;unica O che ho».</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87908" title="manifesto" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/manifesto.jpg" alt="" width="128" height="151" />MANIFESTO DEGLI ECONOMISTI SGOMENTI<br />
Capire e superare la crisi<br />
PP. 124<br />
Minimum Fax, € 7,50<br />
ISBN: 978-88-7521-397-8</p>
<p>La crisi che attraversiamo si sta rivelando uno tsunami capace di distruggere economie di intere nazioni come la Grecia, mettere in discussione la tenuta stessa dell’Unione Europea, portare anche l’Italia a un crac sociale di dimensioni imprevedibili. Le ricette delle istituzioni sono ben note: salvataggio delle banche a tutti i costi, fiducia cieca nella stessa bolla finanziaria che ha creato il disastro, e politiche di austerity che acuiscono il conflitto sociale. Ma nel frattempo si sta diffondendo una sensibilità diversa, alternativa al neoliberismo, secondo la quale è necessario porre delle regole alla finanza globale in nome di una società più equa.<br />
Il Manifesto degli economisti sgomenti è un libro essenziale per diverse ragioni. Innanzitutto è un vademecum chiarissimo per chi vuole mantenere un occhio critico sulla realtà: in dieci concisi capitoli smentisce altrettante false certezze sulla crisi economica che sentiamo ripetere, indiscusse, sui media: dall’idea che «i mercati finanziari sono efficienti» a quella che «l’aumento del debito pubblico è il risultato di una spesa eccessiva». In secondo luogo è la proposta concreta di una serie di misure economiche da adottare invece di quelle fallimentari adoperate finora. Infine è una guida a una serie di pratiche che ogni giorno ciascuno di noi, nel suo piccolo, può mettere in atto, per costruire insieme un’economia diversa e migliore.<br />
 <br />
 <br />
<em> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Eventi: il 26 gennaio al Senato di Madrid il Trittico &#8216;Il massacro degli innocenti&#8217; di Daniel Schinasi</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 06:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione della Giornata europea della memoria dell&#8217;olocausto, istituita il 27 gennaio in ricordo della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau nel 1945, fra gli atti commemorativi indetti dal Parlamento e dalla Federazione delle comunità ebraiche in Spagna, è prevista la presentazione nell&#8217;edificio del Senato di Madrid del Trittico &#8216;Il massacro degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87765" title="schinesi" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/schinesi.jpg" alt="" width="262" height="139" />In occasione della <strong>Giornata europea della memoria dell&#8217;olocausto</strong>, istituita il<strong> 27 gennaio</strong> in ricordo della<strong> liberazione del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau nel 1945</strong>, fra gli atti commemorativi indetti dal <strong>Parlamento e dalla Federazione delle comunità ebraiche in Spagna</strong>, è prevista la presentazione nell&#8217;edificio del <strong>Senato di Madrid</strong> del<strong> Trittico &#8216;Il massacro degli innocenti&#8217;</strong>, di <strong>Daniel Schinasi</strong>. La cerimonia di presentazione dell&#8217;opera, immagine ufficiale delle commemorazioni in Spagna, è fissata per <strong>giovedì 26 gennaio</strong>, alla presenza del presidente del Senato, <strong>Pio Garcia Escudero</strong>, di autorità e rappresentanti del governo. Nato il <strong>17 maggio del 1933</strong> ad <strong>Alessandria d&#8217;Egitto</strong> da genitori origine livornese-sefardita, Daniel Schinasi ha improntato l&#8217;intera vita all&#8217;arte, avendo al suo attivo <strong>oltre 300 fra mostre antologiche e retrospettive.</strong> Nella cerimonia al Senato, alla quale sarà presente, fra gli altri, il direttore di casa Sefarad-Israel, <strong>Alvaro Albacete</strong>, ambasciatore in missione speciale per i rapporti fra la Spagna e le comunità ebraiche, è previsto l&#8217;intervento di vittime &#8211; ebrei, gitani, spagnoli deportati &#8211; e la tradizionale cerimonia di accensione di candele, con il <strong>Requiem di Verdi</strong>, interpetato dal coro dell&#8217;<strong>Abbazia della Santa Croce dell&#8217;Escorial.</strong></p>
<p><em>Fonte: ANSAmed</em></p>
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		<title>Spazi urbani: in Francia il parco a tema dedicato a Napoleone</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 08:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo Eurodisney è la volta di Napoleonland. Il sindaco di Montereau-Fault-Yonne, celebre campo di battaglia napoleonico, ha presentato un progetto per un parco d&#8217;attrazioni &#8220;ludico-storico&#8221; a tema Napoleone. Immaginate di sciare su un campo di battaglia disseminato di cadaveri di soldati e cavalli assiderati, o di avventurarvi nelle acque di Cadice durante la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87608" title="napoleone" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/napoleone.jpg" alt="" width="206" height="210" />Dopo<strong> Eurodisney</strong> è la volta di <strong>Napoleonland.</strong> Il sindaco di <strong>Montereau-Fault-Yonne</strong>, celebre campo di battaglia napoleonico, ha presentato un progetto per un <strong>parco d&#8217;attrazioni &#8220;ludico-storico&#8221; a tema Napoleone</strong>.<br />
Immaginate di sciare su un campo di battaglia disseminato di cadaveri di soldati e cavalli assiderati, o di avventurarvi nelle acque di <strong>Cadice</strong> durante la<strong> battaglia di Trafalgar</strong>, o ancora di combattere vittoriosi ad <strong>Austerlitz</strong> o ripiegare, sconfitti, a <strong>Waterloo</strong>.<br />
Il progetto prevede un museo, un centro congressi, hotel, ristoranti, e tutta una serie di ricostruzioni, più o meno ludiche, dell&#8217;ascesa e del crollo del condottiero francese, fondatore del primo Impero francese. &#8220;Sarà divertente per tutta la famiglia&#8221; assicura al britannico <strong>Times</strong> il sottosegretario francese <strong>Yves Lego</strong> che segue il progetto.<br />
Il parco, che si estende su una <strong>cinquantina di ettari</strong>, è destinato a richiamare turisti provenienti dai molti Paesi contro i quali Napoleone combattè, dalla<strong> Russia</strong> all&#8217;<strong>Inghilterra</strong>. E, soprattutto, a creare <strong>circa 3mila</strong> nuovi posti di lavoro nella regione, oltre all&#8217;indotto, sulla falsariga di quanto avvenuto a Eurodisney, lontano una cinquantina di chilometri. Napoleonland potrebbe essere varato <strong>entro il 2017</strong> e punta su un afflusso di <strong>1,5 milioni di visitatori</strong> nel primo anno.</p>
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		<title>Giornata della Memoria 2012, appuntamenti e incontri per ricordare</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 06:43:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Giorno della Memoria è stato istituito nel 2000 con legge statale in commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo e del fascismo, dell&#8217;Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati. Esso si raccorda alle iniziative europee previste in tutte le democrazie occidentali per ricordare l&#8217;immensa tragedia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87619" title="giornatadellamemoria2012" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/giornatadellamemoria2012.jpg" alt="" width="412" height="226" />Il <strong>Giorno della Memoria</strong> è stato istituito nel<strong> 2000</strong> con legge statale in commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo e del fascismo, dell&#8217;Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati. Esso si raccorda alle iniziative europee previste in tutte le democrazie occidentali per ricordare l&#8217;immensa tragedia dell&#8217;<strong>Olocausto</strong>. Nel<strong> 2005</strong> l&#8217;assemblea generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il <strong>27 gennaio giornata internazionale della memoria. </strong>Come ogni anno molti sono gli<strong> appuntamenti</strong> e gli<strong> eventi </strong>volti a tener vivo il ricordo delle vittime di questa tragica pagina nella storia dell&#8217;Umanità.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>BOLZANO</strong></p>
<p>L&#8217;Assessorato alla Cultura del Comune di Bolzano propone anche per il 2012, nell&#8217;ambito del Progetto<strong> &#8220;Storia e memoria: il Lager di Bolzano&#8221;</strong>, un fitto calendario di iniziative al pubblico per celebrare il <strong>Giorno della Memoria</strong> (27 gennaio 1945, giorno della liberazione di Auschwitz-Birkenau da parte dell&#8217;Armata Rossa).<br />
La cerimonia ufficiale con i rappresentanti del Comune di Bolzano averrà<strong> venerdì, 27 gennaio</strong> a partire <strong>dalle ore 14.30</strong> con deposizione di corone (vedi allegato).</p>
<p>Oltre a queste, tanti gli appuntamenti programmati:</p>
<p><strong>Treno della Memoria</strong><br />
Dove: Bolzano, Centro SYN, piazza Don Bosco<br />
Quando: giovedì 19 gennaio 2012 ore 13.30-17.00<br />
Introduzione storica e visita all&#8217;ex Lager di Bolzano a ca. 110 studenti.</p>
<p><strong>Passaggio della Memoria: Inaugurazione delle due tabelle di accesso ex Lager</strong><br />
Dove: Bolzano, via Resia<br />
Quando: giovedì 26 gennaio 2012, ore 11</p>
<p><strong>Mostra di disegni originali sul Lager di Bolzano, donati dalla signora Luciana Morabito di Genova.</strong><br />
Dove: Bolzano, via Portici 30, Infopoint Archivio Storico<br />
Quando: da lunedì 23 gennaio a venerdì 17 febbraio 2012</p>
<p><strong>Convegno EURAC &#8220;Razzismo e pregiudizi razziali&#8221;</strong><br />
Dove: Bolzano, EURAC, viale Druso<br />
Quando: martedì 24 gennaio 2012</p>
<p><strong>&#8220;Lager&#8221;, spettacolo teatrale prodotto dalla Cooperativa Teatrale Prometeo di San Giacomo</strong><br />
Dove: Teatro San Giacomo, via Maso Hilber 5, San Giacomo di Laives<br />
Quando: martedì 24 e mercoledì 25 gennaio ore 10.30<br />
Lo spettacolo ricorda con racconti e immagini la storia del Lager di Bolzano.<br />
Lo spettacolo è ospitato dal Teatro Invito di Lecco (26.01.2012) e dal Pandemonium Teatro di Bergamo (27.01.2012).</p>
<p><strong>Film &#8220;Il Falsario&#8221;, regia di Stefan Ruzowitzky, Germania, 2007</strong><br />
Dove: Bolzano, Filmclub, via Streiter, Club 3<br />
Quando: venerdì 27 gennaio 2012, ingresso a pagamento, ore 20.30</p>
<p><strong>Mostra itinerante &#8220;Il Lager di Bolzano / Das NS-Lager Bozen&#8221; realizzata dall&#8217;Archivio Storico</strong><br />
Dove: Comune di Spinea (Venezia)<br />
Quando: da giovedí 2 a venerdì 24 febbraio 2012</p>
<p><strong>Presentazione del libro &#8220;Voci dal Lager. Diari e lettere dei deportati politici italiani 1943-1945&#8243; di Mario Avagliano e Marco</strong> <strong>Palmieri, editore Einaudi, in uscita gennaio 2012</strong><br />
Dove: Bolzano, Biblioteca Civica, via Museo<br />
Quando: venerdì 10 febbraio 2012 ore 18</p>
<p><strong>Due mostre itineranti &#8220;Scrivere dai Lager / Briefe aus dem Lager&#8221; e &#8220;The Labyrinths di Marian Kolodziej&#8221; realizzate dall&#8217;Archivio Storico</strong><br />
Dove: Tolentino, Macerata, Abbadia di Fiastra<br />
Quando: da martedì 24 gennaio a venerdì 3 febbraio 2012</p>
<p><strong>Convegno &#8220;Storia della deportazione da Fiastra a Fossoli e Bolzano Gries&#8221;</strong><br />
Dove: Tolentino, Macerata, Abbadia di Fiastra<br />
Quando: martedì 24 gennaio 2012<br />
con lectio di Carla Giacomozzi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>TRIESTE</strong></p>
<p>Tra gli appuntamenti che Trieste dedica alla Giornata della Memoria c&#8217;è la <strong>diretta radiofonica aperta al pubblico</strong> dello speciale di <strong>Radio 3 “Fahrenfeit-Giorno della Memoria”</strong> che il <strong>27 gennaio, a partire dalle ore 15.00</strong>, andrà in onda dall’aula magna della scuola superiore per interpreti e traduttori di via Filzi. Condotta da <strong>Marino Sinibaldi</strong>, la trasmissione proporrà storie, testimonianze e musica.<br />
Momento centrale del “Giorno della Memoria” sarà quello di <strong>venerdì 27 gennaio</strong> con un’intensa giornata che inizierà, alle ore 9.00, in via Coroneo 26, con la deposizione di una corona della Polizia di Stato sulla lapide che ricorda la prigionia di <strong>Giovanni Palatucci, “Questore Giusto”.</strong> Quindi alle<strong> ore 9.30</strong>, dalle<strong> carceri del Coroneo</strong>, partirà la <strong>marcia silenziosa degli ex deportati</strong> dal luogo di detenzione fino alla Stazione Centrale. <strong>Alle 10.00</strong>, in <strong>via Flavio Gioia</strong>, sarà deposta una corona del Comune sulla lapide che ricorda la partenza dei convogli dei deportati verso i campi nazisti dal settembre 1943 al febbraio 1945. <strong>Alle ore 11.00,</strong> alla <strong>Risiera di San Sabba</strong>, si terrà quindi la cerimonia solenne, alla presenza di autorità civili, militari e religiose con i rappresentanti e i labari di vari gruppi, enti e associazioni.<br />
Sempre il 27 gennaio, nel pomeriggio, oltre alla diretta radiofonica dall’aula magna di via Filzi, alle ore 15.00 al <strong>Teatro Miela</strong> si terrà il<strong> convegno “Convivere con Auschwiz”</strong> e <strong>alle 17.15</strong> la proiezione del documentario <strong>“La forza del destino. Ondina Peteani: una vita per la libertà”.</strong> Ancora <strong>alle ore 17.00</strong>, alla <strong>biblioteca Stelio Mattioni di Borgo San Sergio</strong>, recital <strong>“Il cantante nel lager”</strong>, la vicenda di Eno Mucchiutti, baritono ed deportato a Dachau, Mauthausen, Melk, Ebensee.<br />
Scarica il <a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/brochure-giorno-della-memoria-TRIESTE.pdf">programma</a></p>
<p> <br />
<strong>TORINO</strong></p>
<p>Il 27 gennaio 1945 furono abbattuti i cancelli di Auschwitz. Simbolicamente in questa data è stato istituito il Giorno della Memoria, in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.<br />
In occasione del Giorno della Memoria 2012, il <strong>Museo diffuso della Resistenza</strong> propone la mostra<strong> &#8220;Qui non ci sono bambini. Infanzia e deportazione. I disegni di Thomas Geve&#8221;</strong> e diverse iniziative ad essa collegate.<br />
In concomitanza con la Giornata della Memoria viene presentato il risultato del progetto <strong>&#8220;Memorie per il Museo Diffuso della Resistenza&#8221;</strong> che ha visto collaborare il Museo, la Banca della Memoria Onlus e l&#8217;Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea &#8220;Giorgio Agosti&#8221;. I tre enti, in modalità differenti, si occupano di mantenere viva la memoria attraverso le testimonianze di chi è stato protagonista di momenti fondamentali nella storia del nostro paese.<br />
In quest&#8217;occasione vengono restituite le interviste alle persone che hanno messo a disposizione i racconti della loro vita legati ai temi fondanti del Museo. Il montaggio di queste interviste verrà presentato attraverso un sistema di visualizzazione evoluto installato presso il Museo. Attraverso <strong>iOO wall</strong> il visitatore potrà scegliere il video desiderato da una galleria di contenuti puntando il dito, senza toccare la superficie e il sistema rileverà automaticamente la selezione, dando avvio alla proiezione.<br />
<strong>Informazioni:</strong><br />
Tel: 011 4420780 <br />
<a href="http://www.museodiffusotorino.it/">www.museodiffusotorino.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CUNEO</strong></p>
<p>Il <strong>Comune di Cuneo</strong> ospiterà per circa un mese, <strong>dal 26 gennaio al 29 febbraio</strong> presso l’Assessorato Cultura (a Palazzo Samone, in via Amedeo Rossi 4),<strong> “Anne Frank, una storia attuale”</strong>, una mostra che racconta  la persecuzione degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale attraverso la biografia di Anne con fotografie (molte inedite) immagini e citazioni delle pagine del suo famoso diario.<br />
La mostra, ideata e prodotta dalla Fondazione Anne Frank di Amsterdam (<a href="http://www.annefrank.org/">www.annefrank.org</a>), promossa  dall’Ambasciata e dal Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi e dal Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi a Milano oltre che dal Comune di Cuneo, è stata tradotta in oltre 20 lingue ed ha viaggiato in più di 100 Paesi del mondo.<br />
Mette in luce importanti temi, alcuni dei quali purtroppo ancora attuali (il fanatismo politico e religioso, la ricerca di un capro espiatorio, le epurazioni, l’atteggiamento nei confronti degli ebrei, la Shoah e le violazioni dei diritti umani), nel tentativo di stimolare una riflessione sul significato di ideali quali la tolleranza, il rispetto reciproco e la democrazia, valori fondamentali per il mantenimento di una società democratica e pluralista.<br />
Il taglio biografico e soggettivo che caratterizza l’impostazione della mostra è ben sintetizzato da una frase di <strong>Abel Herzberg</strong>, avvocato e scrittore olandese deportato a Bergen Belsen che disse: &#8220;Non ci sono sei milioni di ebrei sterminati, c’è un ebreo ucciso e questo è successo sei milioni di volte&#8221;.<br />
Il percorso della mostra ha un andamento cronologico: la prima parte copre l’intero arco di vita di Anne, dal 1929 al 1945, mentre gli ultimi pannelli si riferiscono al ritorno dell’unico superstite della famiglia Frank, Otto, alla vicenda del Diario di Anne, fino ad un accenno alle più recenti violazioni dei diritti umani nel mondo.<br />
Infine, un video di 20 minuti<strong> “La breve vita di Anne Frank”</strong> documenta le origini e gli sviluppi della Seconda Guerra Mondiale attraverso incisive immagini dell’epoca (con, tra l’altro, le uniche immagini di Anne Frank, tratte da un filmato originale), mentre la vicenda di Anne Frank è narrata attraverso le citazioni dal diario e dalle fotografie di famiglia.<br />
La mostra sarà inaugurata <strong>giovedì 26 gennaio alle ore 18</strong> alla presenza di <strong>Desirée Kopmels</strong>, Vice Ambasciatore e Aart Heering , portavoce dell’Ambasciata del regno dei Paesi Bassi a Roma, che porterà anche il saluto della Fondazione Anne Frank di Amsterdam.<br />
La mostra sarà aperta al pubblico, con<strong> ingresso libero, fino al 29 febbraio</strong> con i seguenti orari: dal martedì alla domenica dalle ore16 alle ore 19.<br />
In occasione della mostra verrà proposta anche una <strong>rassegna cinematografica</strong> intitolata <strong>“I ragazzi anche – Cinque docufilm sull’infanzia nella Shoah”</strong> che si svolgerà al cinema Monviso di Cuneo.<br />
La rassegna, curata da Matteo Corradini (<a href="http://www.matteocorradini.com/">www.matteocorradini.com</a>).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>MILANO</strong></p>
<p><strong>Sabato 28 gennaio 2012 ore 20.30</strong><br />
<strong>Auditorium di Milano Fondazione Cariplo</strong><br />
<strong>Largo Gustav Mahler</strong></p>
<p><strong>CONCERTO STRAORDINARIO</strong><br />
<strong>Per il Giorno della Memoria</strong></p>
<p>Un viaggio nella storia che ripercorre, attraverso la visione di una serie di filmati dell’epoca, l’ascolto di testimonianze e una riflessione collettiva, (anche alla luce di alcune connessioni con avvenimenti recenti della Storia europea) i passi che hanno portato la Germania e l’Europa nel baratro del Nazismo, rivelando all’uomo abissi di odio e di abiezione inimmaginabili fino a quel momento.<br />
Nei giorni estremi della propria vita, prima di essere annientato dalla della macchina di morte nazista, Viktor Ullmann, deportato dai nazisti nel campo di concentramento di Theresienstadt, compone il  melologo “Canto di amore e morte dell’ alfiere Cristoph Rilke“ sublime ode all’innocenza sul fulminante ed unico testo di Rainer Maria Rilke. In questo brano di fulminante bellezza, il destino del protagonista, un avo del poeta, realmente esistito e morto a sedici anni nel 1663 in una spedizione contro l’esercito turco, sembra riflettere quello di Ullmann stesso, della sua straordinaria e inconfondibile personalità musicale e della sua innocenza schiacciata troppo presto da una brutalità atroce e incomprensibile.</p>
<p>Testo di Rainer Maria Rilke<br />
Musiche di Viktor Ullmann</p>
<p>Voce narrante Beatrice Niero<br />
Pianoforte e guida all’ascolto Filippo Faes</p>
<p>Biglietti: intero 15 euro, ridotto 10 euro, studenti 5 euro</p>
<p><strong>Si prega di prenotare entro giovedì 26 gennaio </strong>al n. 02.83389302/236 o via mail: <a href="mailto:sara.tekeste@laverdi.org">sara.tekeste@laverdi.org</a></p>
<p> <br />
<strong>VENEZIA</strong></p>
<p>Anche quest&#8217;anno l&#8217;impegno profuso dalla Città di Venezia per il Giorno della Memoria è valso un poderoso sforzo collettivo: un lavoro che ha visto coinvolti il Comune di Venezia accanto alle molte associazioni diffuse sul territorio e che ha prodotto un articolato calendario di iniziative, indirizzate a diversi tipi di pubblico, dalla platea già consapevole ai ragazzi delle scuole.<br />
Accanto alle molteplici occasioni di approfondimento, spicca il ricco carnet di interventi musicali e rielaborazioni teatrali. La celebrazione ufficiale del <strong>29 gennaio</strong> al<strong> Malibran (ore 10.00)</strong> è accompagnata dallo spettacolo<strong> &#8220;Shoah la musica racconta&#8221;</strong> del <strong>Conservatorio Agostino Steffani</strong>. Al<strong> Teatro Goldoni</strong>, lo stesso giorno, luoghi dell&#8217;orrore e della rimozione collettiva, come il &#8220;campo modello&#8221; di Terezin e gli scritti di Anna Frank, forniranno nuova linfa per la messa in scena di parole e azioni teatrali per nulla scontate.<br />
Assume particolare valenza simbolica, quest&#8217;anno, la consegna al Sindaco di Venezia della bandiera del <strong>Popolo Rom</strong>, accanto al contributo straordinario proveniente dai registri matricolari del carcere di S.Maria Maggiore, recanti la storia dei perseguitati che di lì sono transitati numerosissimi; lavoro certosino di anni svolto in condizioni disagevoli che l&#8217;Iveser presenta alla sala Montefiore della Comunità Ebraica. Numerose, insomma, le iniziative che meritano attenzione, fra cui, in particolare, quelle dell&#8217;Ateneo veneto e della Biblioteca Marciana.</p>
<p><strong>DOMENICA 22 GENNAIO</strong><br />
Circolo Arci Franca Trentin Baratto (Santa Sofia), dalle 10 alle 20<br />
Non stop di filmati, letture, testimonianze, musica e presentazioni<br />
MEDITATE CHE QUESTO È STATO<br />
A cura del Circolo Arci Franca Trentin Baratto, Cannaregio 4008 e Figli<br />
della Shoah in collaborazione con la Comunità Ebraica di Venezia</p>
<p><strong>LUNEDÌ 23 GENNAIO</strong><br />
Ateneo Veneto (Campo San Fantin), ore 17.30<br />
Presentazione volume<br />
FAMELICA FARFALLA<br />
Poema in ottave per quattro voci di sopravvissuti alla Shoah<br />
Letture di brani a cura dell’autrice Silvia Zoico<br />
Interventi di Gilberto Pizzamiglio e Roberto Ranieri<br />
A cura di Ateneo Veneto</p>
<p><strong>MARTEDÌ 24 GENNAIO</strong><br />
Auditorium Santa Margherita, dalle 9 alle 17.30<br />
Convegno<br />
LE TESTIMONIANZE PER LA STORIA E LA MEMORIA: VOCI DELLA SHOAH<br />
Interviste italiane dello USC Shoah Foundation Institute<br />
Organizzato da: Università Ca’ Foscari Venezia &#8211; Dipartimento di Studi<br />
Linguistici e Culturali Comparati<br />
Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto<br />
Soprintendenza Archivistica per il Veneto<br />
USC Shoah Foundation Institute for Visual History and Education<br />
Comunità Ebraica di Venezia, Museo Ebraico di Venezia, Biblioteca<br />
Archivio Renato Maestro e Pierreci Codess Coopcultura</p>
<p>Ateneo Veneto Aula Magna (Campo San Fantin, ore 17.30<br />
Presentazione volume di Miriam Rebhun<br />
HO INCIAMPATO E NON MI SONO FATTA MALE<br />
Renato Jona colloquia con l’autrice<br />
A cura di ANPPIA in collaborazione con Ateneo Veneto<br />
 <br />
Burano, cinema parrocchiale Pio X, ore 17.30<br />
Letture ad alta voce<br />
“PER NON DIMENTICARE” SULLA SHOAH<br />
In collaborazione con la Biblioteca Civica, la Parrocchia e l’Associazione<br />
Artistica Culturale di Burano<br />
 <br />
Scoleta dei Calegheri (Campo San Tomà), ore 18<br />
Presentazione del libro di poesie<br />
KALENDAE KALENDARUM<br />
di Silvia Zoico<br />
A cura della Municipalità di Venezia Murano Burano<br />
<strong>MERCOLEDÌ 25 GENNAIO</strong><br />
Giudecca, Casa della Memoria e della Storia (Villa Hériot), ore 11.30<br />
inaugurazione della mostra<br />
PROGETTO EUTANASIA: STERMINATE I DISABILI!<br />
Percorso storico-iconografico sul progetto di “eutanasia” nazista<br />
Fino al 2 marzo. Per orari, informazioni e visite guidate: <a href="mailto:info@iveser.it">info@iveser.it</a><br />
A cura di Iveser e Associazione Olokaustos<br />
 <br />
Auditorium Santa Margherita, ore 16.30<br />
Tavola rotonda<br />
“ANCORA LA SHOAH?” SÌ, PERCHÉ NON VOGLIAMO, NON POSSIAMO<br />
DIMENTICARLA<br />
Università di Ca’ Foscari in collaborazione con l’Alliance française di Venezia<br />
Mestre, Centro Culturale Candiani ore 17,00<br />
Conferenza<br />
PORRAJMOS: LA PERSECUZIONE NAZISTA DI ROM E SINTI<br />
Luca Bravi Università di Firenze<br />
A cura dell’Associazione Rom Kalderash<br />
 <br />
Mestre, Biblioteca Civica, ore 21<br />
Lettura teatrale in parole e musica tratta dal libro di Elie Wiesel<br />
LA NOTTE<br />
Con Giovanni Betto voce, Paolo Perin armonica e percussioni<br />
A cura della Biblioteca Civica di Mestre</p>
<p><strong>GIOVEDÌ 26 GENNAIO</strong><br />
Comunità Ebraica Venezia (Sala Montefiore), ore 11<br />
UOMINI E NUMERI<br />
Presentazione della ricerca sui registri matricola del carcere veneziano<br />
di Santa Maria Maggiore durante l’occupazione tedesca (1943-1945)<br />
A cura di Iveser, Comunità Ebraica di Venezia e Comune di Venezia</p>
<p>Auditorium Santa Margherita, ore 17<br />
Lectio magistralis di R. Gordon<br />
AUSCHWITZ-ITALIA<br />
A cura di Università di Ca’ Foscari<br />
 <br />
Antisala della Libreria Sansoviniana (Piazzetta San Marco 13/a), ore 17<br />
Incontro pubblico<br />
PORRAJMOS: LA PERSECUZIONE NAZISTA DEGLI ZINGARI<br />
Saluto del direttore della Biblioteca Nazionale Marciana<br />
Intervengono: Luca Bravi Università degli studi di Firenze, Gadi Luzzatto<br />
Voghera Boston University Study Abroad, Padova, Gianfranco Bettin<br />
Assessore alle Politiche giovanili e pace<br />
A cura del Centro Pace in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Marciana<br />
 <br />
Cipressina, piazzale della Scuola Marconi, ore 17.30<br />
PARTENZA DEL CORTEO CON LE FIACCOLE<br />
VERSO L’AUDITORIUM LIPPIELLO<br />
A seguire saluto delle autorità locali<br />
Presentazione mostra fotografica<br />
Mestre, Centro Culturale Candiani (sala conferenze 4° piano) ore 17,30<br />
A cura dell’Associazione Rom Kalderash<br />
a seguire<br />
I BAMBINI DELLA SHOAH<br />
Letture. A cura dell’Istituto Comprensivo Colombo<br />
Intervento musicale degli alunni dell’Istituto Comprensivo Colombo<br />
Testimonianza a cura dell’Associazione Figli della Shoah<br />
A cura della Municipalità di Chirignago-Zelarino<br />
 <br />
Ikona Gallery (Campo del Ghetto Nuovo), ore 18<br />
Inaugurazione mostra di Alejandra Okret<br />
FRAGOLE A GENNAIO<br />
Dal 26 gennaio al 1 marzo, tutti i giorni escluso il sabato dalle 11 alle 19<br />
A cura di Ikona Gallery</p>
<p><strong>VENERDÌ 27 GENNAIO</strong><br />
Mestre, Municipio (via Palazzo, 1, Sala consiliare), ore 11<br />
Cerimonia<br />
CONSEGNA AL SINDACO DI VENEZIA DELLA BANDIERA<br />
DEL POPOLO ROM<br />
A cura dell’Associazione Rom Kalderash</p>
<p>Marghera, Biblioteca (Piazza Mercato, 40/B), ore 15<br />
Inaugurazione<br />
INFANZIA RUBATA<br />
Mostra del pedagogo polacco Janusz Korczak sui diritti dei bambini<br />
Dal 27 gennaio al 4 febbraio, orario apertura biblioteca<br />
Una parte della mostra è ospitata dal Canevon di Malcontenta<br />
A cura dell’Associazione Figli della Shoah e della Municipalità di Marghera</p>
<p>Mestre, Centro Culturale Candiani (sala seminariale), ore 17<br />
Dialogo pubblico<br />
INCONTRO CON DIMITRI ARGIOPOULOS<br />
A cura dell’Associazione Rom Kalderash</p>
<p>Mestre, Rione Pertini (Sala Tonda), ore 17<br />
Proiezione film di Mark Herman<br />
IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE<br />
A cura della Municipalità di Mestre-Carpenedo in collaborazione con<br />
Insieme-l’Anziano con noi e il circolo Auser Fincantieri Filo d’Argento</p>
<p>Favaro Veneto, Auditorium Luigi Sbrogliò, ore 18<br />
Spettacolo<br />
QUESTO È UN UOMO – MASSIMILIANO MARIA KOLBE<br />
Regia di Francesco Pinzoni<br />
A cura della Municipalità di Favaro Veneto</p>
<p><strong>DOMENICA 29 GENNAIO</strong><br />
Teatro Malibran, ore 10.30<br />
CERIMONIA CITTADINA DEL GIORNO DELLA MEMORIA<br />
Intervengono Giorgio Orsoni Sindaco di Venezia, Amos Luzzatto Presidente<br />
della Comunità Ebraica di Venezia</p>
<p>a seguire<br />
SHOAH, LA MUSICA RACCONTA<br />
Progetto accademico del Conservatorio Agostino Steffani di Castelfranco<br />
Veneto<br />
Musiche di G.F. Haendel, E. Schulhoff, V. Ullmann, H. Krasa<br />
A cura del Conservatorio Agostino Steffani di Castelfranco Veneto</p>
<p>Cipressina, Auditorium Lippiello (via Ciardi 45), ore 16.30<br />
Recital<br />
CHE RASA DE STORIA<br />
L’esperienza di un veneziano di fronte all’introduzione delle leggi razziali<br />
A cura della Municipalità di Chirignago-Zelarino e dell’Associazione<br />
culturale I 7 Nani</p>
<p>Conservatorio Benedetto Marcello (sala concerti), ore 17<br />
MUSICA MEMORIA<br />
Progetto accademico del Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia<br />
Shemà Israel: Semantica dell’“ascoltare” nell’Antico Testamento<br />
intervento di Stefano Bindi<br />
Concerto breve<br />
Piccole melodie per la memoria di Claudio Rastelli<br />
Il racconto di Enrica Vitale, bambina ebrea di Riccardo Vaglini<br />
interpretato da Eleonora Costanza e l’Ensemble Arsenale</p>
<p>Teatro Goldoni, ore 20<br />
DAI BAMBINI DI TEREZIN AL DIARIO DI ANNA FRANK<br />
Mono Opera Il Diario di Anne Frank di Grigori Frid<br />
Maria Matveeva soprano, Marco Paladin direzione musicale, Gianni<br />
De Luigi regia, Roberta Reeder direzione artistica<br />
“Le testimonianze da Terezin Attori Bambini”, Gianni De Luigi regia,<br />
Roberta Reeder direzione artistica<br />
A cura dell’Associazione MusicaVenezia<br />
ANTEPRIMA ITALIANA</p>
<p><strong>LUNEDÌ 30 GENNAIO</strong><br />
Scoleta dei Calegheri (Campo San Tomà), ore 18<br />
Performance<br />
ABBIAMO LASCIATO IL CAMPO CANTANDO<br />
di Etty Hillesum<br />
A cura della Municipalità di Venezia Murano Burano e dell’Associazione<br />
Culturale Studio Insieme</p>
<p><strong>MARTEDÌ 31 GENNAIO</strong><br />
Comunità Ebraica di Venezia (Sala Montefiore), ore 17.30<br />
Presentazione dei libri<br />
LA SCUOLA EBRAICA DI VENEZIA ATTRAVERSO LA VOCE<br />
DEL SUO RABBINO 1912-1944<br />
di Adolfo Ottolenghi<br />
a seguire<br />
RITORNO A SCUOLA. L’EDUCAZIONE DEI BAMBINI E DEI RAGAZZI EBREI<br />
A VENEZIA TRA LEGGI RAZZIALI E DOPOGUERRA<br />
Libro-catalogo dell’omonima mostra<br />
A cura di Comunità Ebraica di Venezia, rEsistenze-memoria e storia delle<br />
donne, Iveser, Archivio della comunicazione del Comune di Venezia</p>
<p><strong>MERCOLEDÌ 1 FEBBRAIO</strong><br />
Casa del Cinema (San Stae 1990), ore 17<br />
Proiezione dei film di Marina Piperno<br />
16 OTTOBRE 1943 e IL PANE DELLA MEMORIA<br />
Interverrà Marina Piperno, produttrice dei film<br />
A cura di ANNPIA in collaborazione con la Casa del Cinema</p>
<p>Giudecca, Casa della Memoria e della Storia (Villa Hériot), ore 17.30<br />
Tavola rotonda<br />
I MEDIA E LA MEMORIA: IL PUNTO DELLA SITUAZIONE<br />
A cura di Iveser e Associazione Olokaustos con il patrocinio dell’Ordine dei<br />
Giornalisti del Veneto</p>
<p><strong>VENERDÌ 3 FEBBRAIO</strong><br />
Malcontenta, Canevon, ore 16.30<br />
Reading con accompagnamento musicale<br />
LE FARFALLE DI TEREZIN<br />
A cura di Spi-Cgil Marghera e della Municipalità di Marghera</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>BOLOGNA</strong></p>
<p>Il 27 gennaio è il &#8220;Giorno della Memoria&#8221;, in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.<br />
Fino al 27 gennaio, eventi, incontri, mostre, cerimonie e momenti comuni di riflessione per conservare la memoria di un tragico periodo della storia dell&#8217;Europa.<br />
Scarica il <a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/programma_2012_bologna.pdf">programma</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>FERRARA</strong></p>
<p><strong>MARTEDÌ 24 GENNAIO &#8211; ORE 17.00</strong><br />
Sala Conferenze Archivio di Stato<br />
Corso Giovecca, 146 &#8211; Ferrara<br />
Archivio di Stato di Ferrara<br />
Canti e memorie della Shoah<br />
Recital di Bibiana Carusi</p>
<p><strong>MERCOLEDÌ 25 GENNAIO &#8211; ORE 15.00-23.00</strong><br />
Caserma Bevilacqua<br />
C.so Ercole I d’Este, 36 &#8211; Ferrara<br />
Questura di Ferrara<br />
Istituto di Storia Contemporanea<br />
Un luogo della memoria: la caserma Bevilacqua<br />
Incontro con gli studenti</p>
<p><strong>GIOVEDÌ 26 GENNAIO &#8211; ORE 15.30</strong><br />
Aula Magna &#8211; Dipartimento di Scienze Giuridiche<br />
Corso Ercole I d’Este, 37 &#8211; Ferrara<br />
Università degli Studi Facoltà di Giurisprudenza<br />
In collaborazione con<br />
Istituto di Storia Contemporanea<br />
Comunità Ebraica di Ferrara<br />
Istituto Gramsci Ferrara<br />
ANPI Ferrara<br />
Introducono:<br />
Gian Guido Balandi, Preside della Facoltà di Giurisprudenza<br />
Giovanni De Cristofaro, Direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche</p>
<p>Parte prima<br />
Saluto di Pasquale Nappi, Rettore dell’Università di Ferrara<br />
«Preferirei di no». Le storie dei dodici professori universitari che si opposero a Mussolini<br />
Intervengono:<br />
Giorgio Boatti, Giornalista e scrittore<br />
Giuditta Brunelli, Università di Ferrara<br />
Anna Quarzi, Istituto di Storia contemporanea</p>
<p>Parte seconda &#8211; Crociate<br />
Compagnia Teatrale Officina &#8211; Regia di Roberta Pazi</p>
<p><strong>VENERDÌ 27 GENNAIO &#8211; ORE 10.00</strong><br />
Palazzo Giulio d’Este<br />
Corso Ercole I d’Este, 16 &#8211; Ferrara<br />
Prefettura<br />
Istituto di Storia Contemporanea</p>
<p>CERIMONIA SOLENNE DI CONSEGNA DELLE MEDAGLIE D’ONORE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA A EX INTERNATI FERRARESI MILITARI (IMI) E CIVILI NEI CAMPI NAZISTI</p>
<p>Ore 17.00<br />
Università degli Studi &#8211; Aula Magna Rettorato<br />
Via Savonarola, 9 &#8211; Ferrara<br />
Il padre che fu madre<br />
Musica e Letture dal libro omonimo di Don Paolo Farinella<br />
Voci recitanti: Fabio Mangolini e Roberta Pazi<br />
Musiche di: Jakob Sandler, Ernest Bloch e Johann Sebastian Bach<br />
Violini solisti: Paolo Chiavacci e Laura Marzadori<br />
Orchestra Città di Ferrara diretta da Marco Zuccarini</p>
<p><strong>DOMENICA 29 GENNAIO &#8211; ORE 17.00</strong><br />
Salone degli Stemmi di Castello Estense<br />
Piazza Castello &#8211; Ferrara<br />
Comune e Provincia di Ferrara<br />
Parole di Canto<br />
Immagini, letture e canti con la Corale Veneziani<br />
» invito_concerto_29_gennaio_2012.pdf</p>
<p><strong>MARTEDÌ 31 GENNAIO &#8211; ORE 9.00</strong><br />
Sala Boldini<br />
Via Previati, 31- Ferrara<br />
Società Dante Alighieri di Ferrara<br />
Proiezione per le scuole medie di I grado del film di Søren Kragh-Jacobsen<br />
L’isola in via degli uccelli<br />
Interviene Luciana Roccas Sacerdoti CEDEC Milano</p>
<p><strong>MERCOLEDÌ 1 FEBBRAIO &#8211; ORE 17.00</strong><br />
Sala Conferenze della Fondazione MEIS<br />
Via Piangipane, 81 &#8211; Ferrara<br />
Fondazione Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah<br />
Tavola rotonda<br />
La conservazione della memoria nell’era digitale<br />
Partecipano:<br />
Doris Felsen Escojido, Responsabile per l’Italia della USC Shoah Foundation Institute for Visual History and Education;<br />
Marcello Pezzetti, Direttore della Fondazione Museo della Shoah, Roma<br />
Micaela Procaccia, Soprintendente archivistico per il Piemonte e la Valle d’Aosta<br />
Michele Sarfatti, Direttore della Fondazione CEDEC, Milano<br />
Michela Zanon, Responsabile del Museo Ebraico di Venezia<br />
Moderano:<br />
Riccardo Calimani, Presidente della Fondazione MEIS<br />
Raffaella Mortara, Consigliere della Fondazione MEIS e Vice Presidente della Fondazione CEDEC, Milano</p>
<p><strong>GIOVEDÌ 2 FEBBRAIO &#8211; ORE 15.00</strong><br />
Sala Conferenze Museo del Risorgimento e della Resistenza<br />
Corso Ercole I d’Este, 19 &#8211; Ferrara<br />
Museo del Risorgimento e della Resistenza<br />
La deportazione politica.<br />
Il caso ferrarese<br />
Incontro con lo studioso Davide Guarnieri<br />
Quarta lezione del ciclo &#8220;Per una guida alla Sala Resistenza (Sala Renato Sitti) del Museo ferrarese&#8221;, progetto didattico per l’anno scolastico 2011-2012 in collaborazione con il Corso Beni Culturali del Liceo Scientifico “Roiti” di Ferrara, classe V G</p>
<p><strong>MERCOLEDÌ 8 FEBBRAIO &#8211; ORE 9.30</strong><br />
Sala delle Conferenze Museo del Risorgimento e della Resistenza<br />
Corso Ercole I d’Este &#8211; Ferrara<br />
Museo del Risorgimento e della Resistenza<br />
Nuovi contributi per lo studio della comunità israelitica ferrarese: le leggi razziali tra documentazione e analisi quantitativa<br />
Incontro con la studiosa Antonella Guarnieri<br />
Quinta lezione del ciclo “Per una guida alla Sala Resistenza (Sala Renato Sitti) del Museo ferrarese”, progetto didattico per l’anno scolastico 2011-2012 in collaborazione con il Corso Beni Culturali del Liceo Scientifico “Roiti” di Ferrara, classe V G</p>
<p><strong>M O S T R E</strong></p>
<p>20 DICEMBRE 2011 &#8211; 5 FEBBRAIO 2012<br />
Fondazione Museo Nazionale<br />
dell’Ebraismo Italiano e della Shoah<br />
Via Piangipane, 81 &#8211; Ferrara<br />
Versione Beth[a].<br />
All’inizio di un percorso lungo 22 secoli.<br />
Mostra a cura di Raffaella Mortara</p>
<p>26 GENNAIO &#8211; 26 FEBBRAIO 2012<br />
Sala Mostre &#8211; Aula didattica del Museo del Risorgimento e della Resistenza<br />
Corso Ercole I d’Este, 19 &#8211; Ferrara<br />
Museo del Risorgimento e della Resistenza<br />
in collaborazione con ANPI provinciale di Ferrara<br />
Deportati politici ferraresi nei campi di sterminio nazisti<br />
Mostra storico documentaria a cura di Davide Guarnieri<br />
Apertura della Mostra<br />
GIOVEDì 26 GENNAIO &#8211; ORE 9.30<br />
Intervengono<br />
Delfina Tromboni, Responsabile del Museo del Risorgimento e della Resistenza<br />
Massimo Maisto, Vicesindaco del Comune di Ferrara<br />
Daniele Civolani, Presidente dell’ANPI provinciale di Ferrara<br />
Visita guidata alla mostra con il curatore<br />
vai al sommario della pagina<br />
 </p>
<p><strong>ROMA</strong></p>
<p>Anche quest’anno la <strong>Casa della Memoria e della Storia</strong> celebra questa ricorrenza con una settimana di iniziative, in programma <strong>dal 23 al 30 gennaio</strong>: incontri con le scuole, letture e presentazioni di libri, proiezioni di film e documentari, testimonianze, interviste e una mostra. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero fino a esaurimento posti.<br />
L’iniziativa, promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale, è a cura delle Associazioni residenti e della Biblioteca della Casa della Memoria e della Storia con il coordinamento organizzativo del Dipartimento Cultura di Roma Capitale.<br />
Scarica il <a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/settimanamemoria_programma-roma.pdf">programma</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>NAPOLI</strong></p>
<p>Anche quest&#8217;anno l&#8217;Amministrazione Comunale propone una serie di iniziative per ricordare la Shoah: <strong>mostre, proiezioni, incontri e iniziative con le scuole</strong>, oltre ad essere un doveroso tributo alle vittime innocenti della follia nazista, rappresentano un momento di riflessione, un invito a rispondere alle sollecitazioni del presente con civiltà, valorizzando il senso della varietà umana, affinché la barbarie non riprenda mai più il sopravvento sulla razionalità.<br />
Consulta il <a href="http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/16716">programma </a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Editoria: il Mein Kampf nelle edicole tedesche</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 14:30:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Per la prima volta dalla fine della II guerra mondiale, in Germania potrebbero essere venduti nelle edicole estratti del Mein Kampf, il testo che contiene i fondamenti dell&#8217;ideologia nazista, scritto dal futuro Fuehrer Adolf Hitler, in due parti, tra il 1924 e il 1925. L&#8217;editore britannico Peter McGee intende pubblicare, dal 26 gennaio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87160" title="mein kampf" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/mein-kampf.jpg" alt="" width="300" height="225" />Per la prima volta dalla fine della<strong> II guerra mondiale</strong>, in<strong> Germania</strong> potrebbero essere venduti nelle <strong>edicole</strong> estratti del <strong>Mein Kampf</strong>, il testo che contiene i fondamenti dell&#8217;ideologia nazista, scritto dal futuro<strong> Fuehrer Adolf Hitler</strong>, in due parti,<strong> tra il 1924 e il 1925</strong>. L&#8217;editore britannico <strong>Peter McGee</strong> intende pubblicare,<strong> dal 26 gennaio</strong>, tre estratti dal Mein Kampf da <strong>15 pagine</strong> l&#8217;uno ciascuno in <strong>100.000 copie</strong>. Ma la <strong>Baviera</strong>, che detiene i diritti di pubblicazione, ha annunciato ricorso.</p>
<p><em>Fonte: ANSA</em></p>
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		<title>Beni culturali: riapre al pubblico Palazzo Angelo Giovanni Spinola a Genova</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 09:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo anni di chiusura, riaprono gli incantevoli spazi di Palazzo Angelo Giovanni Spinola in via Garibaldi 5 a Genova, nel cuore della città, in quella che per secoli fu la &#8220;Strada Nuova&#8221; dei Genovesi. Il Palazzo, parte integrante del sistema dei Rolli, è patrimonio dell’umanità Unesco. Dopo oltre novant&#8217;anni, il piano nobile della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-86246" title="palazzo spinola" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/palazzo-spinola.jpg" alt="" width="233" height="243" />Dopo anni di chiusura, riaprono gli incantevoli spazi di <strong>Palazzo Angelo Giovanni Spinola</strong> in <strong>via Garibaldi 5</strong> a<strong> Genova</strong>, nel cuore della città, in quella che per secoli fu la<strong> &#8220;Strada Nuova&#8221;</strong> dei Genovesi. Il Palazzo, parte integrante del <strong>sistema dei Rolli</strong>, è <strong>patrimonio dell’umanità Unesco.</strong><br />
Dopo oltre novant&#8217;anni, il piano nobile della <strong>dimora cinquecentesca</strong>, affrescato da alcuni dei pittori liguri più noti dell&#8217;epoca, da <strong>Bernardo Castello</strong> ad<strong> Andrea Semino</strong> e <strong>Lazzaro Tavarone</strong>, è nuovamente a disposizione del pubblico per una scoperta dei suoi tesori, per visite di singoli o gruppi e per ospitare eventi pubblici e privati.<br />
L&#8217;edificio ha alle spalle una storia molto particolare. Il suo fondatore è <strong>Angelo Giovanni Spinola</strong>, uno dei finanzieri di <strong>Carlo V</strong>, che iniziò a costruire la dimora nel 1558, acquistando il lotto più grande di Strada Nuova. Il figlio Giulio ereditò l&#8217;edificio in costruzione. Quando tornò dalla <strong>guerra nelle Fiandre</strong> completò i lavori, facendo affrescare le sale dell&#8217;interno e creando sul retro dei giardini pensili, grazie allo sbancamento di parte della collina retrostante. Oggi i giardini non sono più visibili, a causa della costruzione della <strong>galleria di Portello</strong>, ma ci si può fare un&#8217;idea della loro bellezza ammirando le pitture del piano nobile.</p>
<p>A disposizione per convegni e iniziative privati ci sono otto sale, tra cui il <strong>Grande Salone</strong> che può ospitare anche 250 persone.</p>
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		<title>Novoli (Le). La notte de &#8220;La Fòcara&#8221; con un omaggio di Mimmo Paladino. Il 16 gennaio</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 08:59:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel suo percorso di aggiornamento La “Fòcara” convince , appassiona e stimola nuove esperienze creative. Costruzione architettonica rurale di stupefacente design, opera “mitica” della cultura popolare salentina, “La Fòcara”, con il suo groviglio di tralci di vite di negroamaro, entra nell’immaginario dell’artista di Paduli, quale eco naturale delle forme distintive delle sue installazioni. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-85782" title="focarapaladino" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/focarapaladino.jpg" alt="" width="289" height="241" />Nel suo percorso di aggiornamento <strong>La “Fòcara” convince , appassiona e stimola nuove esperienze creative</strong>. Costruzione architettonica rurale di stupefacente design, opera “mitica” della cultura popolare salentina, “La Fòcara”, con il suo groviglio di tralci di vite di negroamaro, entra nell’immaginario dell’artista di Paduli, quale eco naturale delle forme distintive delle sue installazioni.</p>
<p>Così <strong>il fuoco più grande del Mediterraneo rivive la sua magica notte del 16 gennaio a Novoli (LE) nel cuore del Salento</strong>, ospitando nella sua scenografica accensione gli “innesti” della comunicazione artistica di Mimmo Paladino. I suoi cavalli, archetipi viaggianti nella storia dell’uomo contemporaneo (Da Gibellina , 1990 per la scenografia de “La sposa di Messina” di Friedrich Schiller, a cinque anni dopo nella suggestiva Piazza Plebiscito a Napoli e fino a Milano tra la maestosità del Duomo e Palazzo Reale al centro di una città metropolitana), approdano e si riconoscono in una mimèsi di segni, quasi “fisiologica iconografia” della ultracentenaria festa novolese del Santo del fuoco e degli animali.</p>
<p>«Mescolando fede, costumanze, evocazioni, leggende, racconti e riferimenti letterari, tra scultura, installazione e ambiente» spiega Toti Carpentieri, direttore artistico di FòcarArte «Mimmo Paladino celebra una rappresentazione che ha una grande forza evocativa ponendo sui sentieri della memoria i suoi cavalli, realizzati in cartapesta, sul suo stampo originale, da Carmen Rampino secondo l&#8217;eccellenza della tradizione salentina ed “installati” nella loro interezza o parti di un tutto, come fossero generati dal cuore stesso della Fòcara. Ci sono tutti gli elementi per dire che l’atto di congiunzione tra il patrimonio dell’arte e quello della cultura popolare costituisce un’esperienza unica nel suo genere e dunque prototipo di una nuova stagione. E, se la storia si ripete, è probabile che l’installazione novolese sia già oltre il presente come testimonianza di nuova avanguardia, anche oltre la transavanguardia, frutto di creatività senza mediazioni in cui il sapere e il fare, la scienza e l’arte, la materia e lo spirito, il visibile e l’immaginario convivono esaltando i due universi terreno ed ultraterreno. La cremagliera degli uomini della Fòcara insieme all’arte di Paladino sembrano essere così tessere di un nuovo mosaico in cui l’uomo e la terra rimettono insieme i loro valori più alti ed insieme emanano nuovi e originali segnali oltre ogni convenzione spazio-temporale. A sud come a nord, La Fòcara vive il suo tempo e partecipa, al pari dell’Evangelario illustrato ambrosiano voluto dal Cardinale Tettamanzi, al processo di nuova comunicazione dei valori più universali».</p>
<p><strong>Mimmo Paladino, ha firmato anche il primo manifesto d’autore della Festa del fuoco e una xilografia</strong> – prodotta dall’autore in tiratura  limitata e numerata da 1 a 100 &#8211; che racconta il “mistero” della magica notte della “Fòcara”, <strong>realizzata per omaggiare l’unicità del fuoco più grande del bacino del Mediterraneo</strong>, e a disposizione dei collezionisti.</p>
<p>Promossa da Regione Puglia, Provincia di Lecce e Comune di Novoli in collaborazione con numerosi partner pubblico-privati, “La Fòcara” è stata inserita tra i beni della cultura immateriale della Regione Puglia e partecipa alla catalogazione Ministeriale per il riconoscimento dell’Unesco quale Patrimonio Intangibile dell’Umanità, da valorizzare e tutelare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Consulta il <a href="http://www.fondazionefocara.com ">sito </a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Fondazione Fòcara di Novoli Onlus<br />
Via Lecce, Novoli (LE)<br />
c/o Ex IPAB &#8220;Vincenzo Tarantini&#8221;<br />
Tel. 0832 712695<br />
<a href="mailto:cultura@comune.novoli.le.it">cultura@comune.novoli.le.it</a><br />
<a href="mailto:info@fondazionefocara.com">info@fondazionefocara.com</a></p>
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		<title>Archeologia: nuove scoperte testimoniano l&#8217;arrivo dei Romani nella Barbagia sarda</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 07:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prima dei banditi, ad Orgosolo arrivarono i Romani. In Sardegna nuove ricerche nell&#8217;aspro territorio della Barbagia rivelano una realtà finora impensabile: quelle zone non furono affatto refrattarie alla civiltà greco-romana. Inedite testimonianze archeologiche permettono ora di riscrivere intere pagine della storia dell&#8217;isola. Alla straordinaria scoperta dedica un ampio reportage l&#8217;ultimo numero della rivista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-86005" title="barbagia" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/barbagia.jpg" alt="" width="287" height="176" />Prima dei banditi, ad <strong>Orgosolo</strong> arrivarono i <strong>Romani</strong>. In <strong>Sardegna</strong> nuove ricerche nell&#8217;aspro territorio della <strong>Barbagia</strong> rivelano una realtà finora impensabile: quelle zone non furono affatto refrattarie alla <strong>civiltà greco-romana</strong>. Inedite testimonianze archeologiche permettono ora di riscrivere intere pagine della storia dell&#8217;isola. Alla straordinaria scoperta dedica un ampio reportage l&#8217;ultimo numero della rivista<strong> &#8221;Archeologia Viva&#8221;</strong> (Giunti Editore). In Sardegna qualcuno ancora non riesce a crederci, ma i dati archeologici parlano chiaro: i Romani riuscirono a penetrare nel cuore della Barbagia, più precisamente nell&#8217;insospettabile <strong>Supramonte di Orgosolo</strong>, dove nuove scoperte costringono a riscrivere un importante pezzo di storia. In località <strong>Sirilò</strong>, un immenso altopiano calcareo a oltre mille metri di altitudine, ore di cammino a piedi ancora oggi per raggiungere il centro di Orgosolo: qui, durante lo scavo di un villaggio nuragico si sono spalancate le porte per una nuova interpretazione di come andarono le cose al tempo dei Romani. Dalle fonti classiche sappiamo che i Greci e i Latini conoscevano bene la Sardegna. Le testimonianze di <strong>Erodoto, Diodoro Siculo, Strabone</strong> e, soprattutto, <strong>Pausania</strong> raccontano di<strong> popolazioni greche in fuga da Troia</strong> guidate da condottieri che si rifugiarono sui monti dell&#8217;isola. Notizie riprese nel Novecento che hanno creato tra le popolazioni della Barbagia il mito che nelle zone interne la colonizzazione romana, iniziata nel <strong>238 a.C.</strong> durante la <strong>seconda guerra punica</strong>, sia stata respinta dalla forte resistenza degli stessi barbaricini, che non si sarebbero sottomessi. Ma la storia non è esattamente questa, come spiega un lungo articolo pubblicato su &#8221;Archeologia Viva&#8221;, a firma di <strong>Maria Ausilia Fadda</strong>, l&#8217;archeologa della Soprintendenza di Sassari e Nuoro che da decenni conduce scavi in quelle che sono considerate le aree più impenetrabili della Sardegna.</p>
<p><em>Fonte: Adnkronos</em></p>
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		<title>Beni culturali: entro l&#8217;anno il Centro di documentazione nel monumento alla Vittoria a Bolzano</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 14:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo decenni di polemiche, il complesso del monumento alla Vittoria a Bolzano verrà storicizzato come luogo della memoria e aperto ai cittadini. L’accordo di programma sottoscritto oggi (3 gennaio) nella sede del Commissariato del governo dall’assessore provinciale Sabina Kasslatter Mur, in rappresentanza del presidente Luis Durnwalder, e dal sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-85912 alignleft" title="monumento alla vittoria" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/monumento-alla-vittoria.jpg" alt="" width="259" height="194" />Dopo decenni di polemiche, il <strong>complesso del monumento alla Vittoria a Bolzano</strong> verrà storicizzato come luogo della memoria e aperto ai cittadini. L’accordo di programma sottoscritto<strong> oggi (3 gennaio)</strong> nella sede del Commissariato del governo dall’assessore provinciale <strong>Sabina Kasslatter Mur</strong>, in rappresentanza del presidente <strong>Luis Durnwalder</strong>, e dal sindaco di Bolzano <strong>Luigi Spagnolli</strong> assicura un sollecito impiego delle risorse finanziarie messe a disposizione dagli enti pubblici coinvolti nel progetto che vuole spiegare e contestualizzare il <strong>monumento costruito tra il 1926 e il 1928:</strong> lo <strong>Stato</strong> (Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Veneto) ha stanziato <strong>834.788,75 euro</strong>, <strong>la Provincia e il Comune di Bolzano</strong> un contributo di <strong>100.000 euro ciascuno</strong>, per <strong>oltre un milione di euro complessivo</strong> che servirà all’adeguamento funzionale degli spazi necessari e all’allestimento del <strong>percorso espositivo pubblico</strong> nei locali sottostanti la gradonata basamentale del manufatto. Alla cerimonia della firma il Ministero per i beni e le attività culturali era rappresentato dal Direttore regionale per i beni culturali paesaggistici del Veneto, architetto<strong> Ugo Soragni</strong>, che è anche responsabile dell’attuazione dell’accordo.<br />
Il commissario del Governo <strong>Fulvio Testi</strong> ha ripercorso il veloce cammino procedurale del progetto <strong>dal 30 ottobre 2010</strong> ad oggi, &#8220;nel rispetto di tutte le sensibilità&#8221; e che ha portato all&#8217;accordo definito &#8220;obiettivo storico&#8221; dal Prefetto. L&#8217;auspicio è di proseguire &#8220;con lo stesso spirito propositivo e costruttivo&#8221; per rendere il manufatto fruibile al pubblico e liberarlo dalle strumentalizzazioni dei gruppi linguistici. L&#8217;assessora provinciale ai beni culturali Kasslatter Mur ha parlato di &#8220;un bell&#8217;inizio di 2012&#8243; e ha ricordato l&#8217;assoluta necessità di contestualizzare un monumento &#8220;che celebra il fascismo&#8221;, e nel quale la mancanza di spiegazioni adeguate &#8220;può dare l&#8217;impressione che quella celebrazione sia ancora valida.&#8221; Kasslatter Mur ha ribadito che è fuori discussione lo smantellamento del manufatto, &#8220;perchè deve restare come monito, accessibile e liberato dell&#8217;attuale carica simbolica e ideologica.&#8221; Oggi servono &#8220;il dialogo e la trasmissione della conoscenza storica &#8211; ha proseguito l&#8217;assessore citando un detto tedesco &#8211; perchè se non si sa nulla, non si riesce a vedere.&#8221;  Ha poi ringraziato per l&#8217;impegno la Giunta provinciale, lo Stato e il Comune capoluogo: &#8220;Con il buonsenso delle persone e di tutte le istituzioni coinvolte si lavora assieme per eliminare la connotazione di divisione che il manufatto rappresenta nella società civile.&#8221; L&#8217;auspicio è che i prossimi passi, che vedranno svilupparsi l&#8217;indice tematico del percorso espositivo, possano portare all&#8217;apertura del centro di documentazione entro l&#8217;anno.<br />
Questo percorso espositivo – proposto da una Commissione composta da Soragni (presidente) e dagli storici <strong>Andrea di Michele</strong>, <strong>Christine Roilo</strong>,<strong> Silvia Spada</strong> e <strong>Hannes Obermair</strong> – documenterà la <strong>storia del Monumento alla Vittoria</strong> e i suoi significati ideologici nonché più in generale le <strong>vicende locali dal 1918 al 1945</strong> correlate alle dittature fascista e nazionalsocialista. Le aree tematiche, distribuite in<strong> 13 locali</strong> su una <strong>superficie di circa 700 mq</strong>, approfondiscono tra l’altro storia e interpretazioni del monumento, la <strong>Grande guerra</strong>, il cambio di sovranità, la nascita del regime e gli effetti della svolta autoritaria, la creazione della città italiana, i palazzi della politica e militari, formazione, arte e cultura, la politica sociale e l&#8217;industrializzazione, le Semirurali, le opzioni e la <strong>Seconda guerra mondiale</strong>, e arrivano fino a illustrare la fine del conflitto e la nascita del primo <strong>Statuto di autonomia</strong>.<br />
Alla firma dell&#8217;accordo il sindaco Spagnolli ha sottolineato l&#8217;importanza &#8220;di aprire alla popolazione nuovi spazi per approfondire il periodo storico su cui poggia la nostra convivenza e per costruire, attraverso la conoscenza, un futuro di pace.&#8221; L&#8217;architetto Soragni ha lodato il lavoro congiunto compiuto finora, &#8220;consapevoli che le diversità delle posizione critiche sono inevitabili, si pensi al Risorgimento, e che oggi bisogna respongere contrapposizioni anacronistiche.&#8221; La durata dell’intesa, comprensiva delle necessarie operazioni di collaudo delle opere, è di un anno ed è rinnovabile per ulteriori sei mesi, fatte salve circostanze documentate di forza maggiore. Per monitorare l’attuazione dell’accordo è stato istituito anche un Collegio di vigilanza composto da tre membri nominati, uno ciascuno, dal Ministero, dal Comune e dalla Provincia.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;Eclissi della Borghesia</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 08:43:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capitano Antonio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Eclissi della Borghesia     C&#8217;è un nuovo libro nel panorama editoriale italiano che di questi tempi assume un significato importante poiché volge lo sguardo all&#8217;esigenza di una vera classe dirigente capace di assicurare il buongoverno. La fragilità del fenomeno necessitava di una analisi per indicarne le cause e gli opportuni rimedi. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tafter.it/"><img class="alignright size-full wp-image-85890" title="leclissidellaborghesia" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/leclissidellaborghesia.jpg" alt="" width="184" height="222" /></a></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85881" title="TITOLO" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/TITOLO.jpg" alt="" width="112" height="49" />L&#8217;Eclissi della Borghesia</p>
<p> <br />
 </p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85882" title="COSE" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/COSE.jpg" alt="" width="87" height="39" />C&#8217;è un nuovo libro nel panorama editoriale italiano che di questi tempi assume un significato importante poiché volge lo sguardo all&#8217;esigenza di una vera classe dirigente capace di assicurare il buongoverno. La fragilità del fenomeno necessitava di una analisi per indicarne le cause e gli opportuni rimedi. Il libro in questione, agile e snello, è &#8220;L&#8217;Eclissi della Borghesia&#8221; di Giuseppe De Rita e Antonio Galdo.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85883" title="COME" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/COME.jpg" alt="" width="87" height="35" /> Per comprendere il nucleo essenziale dell&#8217;opera occorre avere chiara anzitutto la terminologia sulla quale si sono basati gli autori.<br />
Borghesia, quella di èlite illuminata e illuminante, da non confondere con l&#8217;aspirante e &#8220;petulante&#8221; ceto medio.<br />
Una borghesia addormentata, in caduta libera, smarrita, in cerca di autore o di una nuova &#8220;personalità&#8221;. &#8220;Ogni ambizione priva di talento è nient&#8217;altro che un crimine&#8221; per dirla con Chateaubriand.<br />
Questo smarrimento ha prodotto un &#8220;discount&#8221; della classe di Governo, quasi una &#8220;terza classe&#8221; di un Titanic senza timonieri o con timonieri che non conoscono più la cabina di comando spingendo tasti a caso nella speranza di trovare quello giusto.<br />
Spesso il &#8220;tasto giusto&#8221; non prevede una autorevole collaborazione tra eguali, ma una forma di eterodirezione che oggi è moda e costume con il conseguente svilimento e svuotamento di elites &#8220;all&#8217;altezza della situazione&#8221;.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85884" title="TEMI" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/TEMI.jpg" alt="" width="83" height="40" />E&#8217; chiaro dunque che il passo per impantanarsi è breve. Di qui il riferimento al concetto di &#8220;palude&#8221; evocato più volte dagli autori.<br />
E in piena palude o vai a fondo o tenti con intelligenza di tirarti fuori contando sulle tue forze, con ardore e coraggio. Ma qui la differenza è sostanziale. Non si tratta di salvare se stessi. Ma di salvare una classe. Un &#8220;salva Italia&#8221; con l&#8217;orgoglio che, nel passato ha permesso rigore e crescita. Una classe illuminata che ha condotto e guidato il Paese, prima della lenta e inesorabile caduta nella palude. La borghesia &#8220;depressa&#8221; si è chiusa in difesa, ha aspettato gli eventi e non si è data più da fare.<br />
E&#8217; stata &#8220;ignava&#8221; ed ha sperato all&#8217;italiana in una &#8220;mano invisibile&#8221; che spesso, superando le logiche del buon senso, arriva per momentanei colpi di fortuna che spesso salvano la faccia da sicure disfatte, ma con una debolezza di fondo che si<br />
presenta ciclicamente.<br />
Oggi però il fallimento è evidente. La mediocrità ha prodotto mediocri. E la poltica dei mediocri produce mostri con molte teste o tentacoli che annodano un sistema che già sbrogliare è complesso. Perché è un sistema che ha accontentato, ha<br />
sistemato e messo sovente ai posti di comando &#8220;usurpatori di titoli&#8221;. Ne deriva una classe dirigente incapace di vedere lontano, oltre il particulare. Arroccata su quello che ha conquistato scalando con ogni mezzo posizioni sociali.<br />
O difendendo posizioni &#8220;concesse&#8221; quale fedeltà al &#8220;padrone del vapore&#8221; di turno. Permettendo così ad un incontrollato e incontrollabile ceto medio (che solo in questo pare somigliante) di muoversi in ogni dove per seguire cattivi maestri e<br />
conquistare così il titolo di &#8220;imborghesito&#8221; . Esso spinto da possibilità e manie di grandezza, ha emulato da allievi impertinenti esempi che nel breve o medio periodo si sono risolti però con risultati effimeri, perchè &#8220;signori si nasce&#8221; ed è già venuto il<br />
tempo in cui questa pseudo signorilità è stata smascherata grazie all&#8217;ostentazione di abiti firmati che poi a guardarli bene nei dettagli si è visto chiaramente che sono stati dei &#8220;falsi d&#8217;autore&#8221;.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85885" title="SEGNI PARTICOLARI" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/SEGNI-PARTICOLARI.jpg" alt="" width="296" height="52" />A fronte di una borghesia in declino c&#8217;è un ceto medio che, per emulazione, pur aspirando ad una progressione verticale ha fallito, per mancanza di mezzi o di mezzi usati male, ma sopratutto privo di sostanza, la sua ascesa. Il ceto medio attende benefici , senza costi. Non si impegna, delega, compra.<br />
La borghesia, invece, deve tornare ad essere – per il bene comune &#8211; sinonimo di capace classe dirigente, un èlite intellettuale che conosce per deliberare. Che conosce la realtà nella quale si deve operare, che ha la tempra della sua sostanza<br />
che la conosce attraverso studi disinteressati, &#8220;non adulterati da tendenziosità&#8221;, per usare l&#8217;espressione di Leo Valiani.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85886" title="PRO" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/PRO.jpg" alt="" width="68" height="40" /> Forse questa crisi economica con la conseguente caduta dell&#8217;etica pubblica può &#8220;funzionare&#8221; da reset. Il sistema deve essere riformato affinché questa eclissi non sia più visibile.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85887" title="CONTRO" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/CONTRO.jpg" alt="" width="105" height="35" />Occorre capire fino in fondo la “voce” degli autori. Spesso i concetti di Borghesia e di Ceto Medio si intersecano e si annodano e probabilmente il termine stesso di borghesia forse doveva lasciare il posto ad èlite sicuramente più al passo con i tempi per evitare equivoci o sovrapposizioni concettuali.  </p>
<p>A chi crede , con ardore, che attraverso una effettiva cultura del merito &#8211; prevista costituzionalmente e nelle norme di primo e secondo grado &#8211; individui effettivamente &#8220;borghesi&#8221;, non solo possessori a vario titolo di mezzi , ma soprattutto possessori di conoscenza e di decoro istituzionale, possano legittimamente ricambiare l&#8217;attuale e fallimentare classe dirigente, scardinando<br />
posizioni precostiuite di &#8220;caste&#8221; o di elites chiuse che non consentono a coloro che non possiedono la password di entrare nel sistema per correggerne gli errori e cominciare a lavorare finalmente per il bene pubblico.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85889" title="INFO UTILI" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/INFO-UTILI.jpg" alt="" width="111" height="44" /><br />
Edito da Laterza, disponibile anche in ebook. Di Giuseppe De Rita e Antonio Galdo<br />
Costa 14,00 euro. ISBN: 9788842097938</p>
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		<title>Roma. Mostra &#8220;Il Vello d&#8217;oro. Antichi tesori della Georgia&#8221;. Fino al 5 febbraio</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 09:15:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<description><![CDATA[Esposizione che si ispira all&#8217;antico mito degli Argonauti e dei Paesi Caucasici come ponte culturale tra Europa e Asia, &#8220;Il Vello d&#8217;oro. Antichi tesori della Georgia&#8221; è costituita da 185 preziosissimi pezzi, tutti provenienti dal Museo Nazionale Georgiano. Le molte versioni del mito degli Argonauti sono diverse ma tutte identificano nell’antica Colchide – [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-85579" title="vellodoro" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/vellodoro.jpg" alt="" width="404" height="232" />Esposizione che si ispira all&#8217;antico mito degli Argonauti e dei Paesi Caucasici come ponte culturale tra Europa e Asia, &#8220;Il Vello d&#8217;oro. Antichi tesori della Georgia&#8221; è costituita da<strong> 185 preziosissimi pezzi, tutti provenienti dal Museo Nazionale Georgiano</strong>. Le molte versioni del mito degli Argonauti sono diverse ma tutte identificano nell’antica Colchide – oggi inclusa nei confini della Repubblica Georgiana – la terra lontana e fertile, ma soprattutto ricca di oro, dove era custodito il leggendario vello.</p>
<p>La mostra si tiene, <strong>fino al 5 febbraio a Roma, presso i Mercati di Traiano</strong>, in Via IV Novembre 94.</p>
<p>Che la Georgia sia la mitica terra del vello d’oro, terra che ha visto l’estrazione del prezioso metallo sin dal IV millennio a.C., lo spiega il percorso della mostra, che parte da reperti rarissimi in oro filigranato del III e II millennio a.C. emersi dai primi kurgan (tombe a tumulo) della cultura “Trialeti”, la cultura preistorica locale, per proseguire con altrettanto rari esemplari in bronzo risalenti al II millennio a.C. e ai primi secoli del I millennio.<br />
L’antica Colchide raggiunse il momento di massima raffinatezza nella lavorazione dell’oro a partire dall’VIII secolo a.C., in parallelo alla sua comparsa nelle fonti letterarie greche come la terra di Medea e del vello d’oro. Dopo oltre quaranta anni di scavi a Vani, “la Pompei della Colchide”, sono emersi oggetti risalenti al V e IV secolo a.C., periodo in cui la città e il regno giunsero al culmine della ricchezza e dello splendore, considerati la traccia più preziosa legata alla leggenda di Giasone e Medea. Gioielli in perfette condizioni di conservazione che testimoniano l’esistenza di una civiltà particolarmente sviluppata.</p>
<p>L<strong>’esposizione</strong>, dopo una serie di tappe che ha visto la splendida collezione di ori e bronzi georgiani toccare alcuni dei più importanti musei del mondo come il Getty Museum di Malibu, il Fitzwilliam di Cambridge, lo Smithsonian Institute di New York, gli Staatliche Museen di Berlino, <strong>approda ora a Roma arricchita di una serie di pezzi unici mai esportati prima d’ora dalla Georgia</strong>. La Georgia, come periferia estrema del mondo ellenistico, al crocevia di importanti culture come la Persia Achemenide, la Grecia delle colonie sul Mar Nero, gli Sciti cavalieri delle steppe, e l’Asia Minore, ha mantenuto una sua autonomia culturale e artistica restituendoci oggi un esempio unico di arte orafa e la preziosa testimonianza di una civiltà ancora tutta da scoprire.</p>
<p>Il percorso della mostra si snoda a partire dai <strong>primi oggetti d’oro e di bronzo ritrovati nei kurgan dell’ancora misteriosa cultura Trialeti</strong> (dal nome della località a sud di Tbilisi): collane, pendagli e gioielli di pietre semipreziose, per poi mostrare una serie di oggetti rituali di bronzo legati al culto di una dea solare caucasica. A seguire, alcuni dei più significativi <strong>reperti d’oro dai siti archeologici di Vani e Sairkhe</strong>, i principali centri amministrativi e politici del regno della Colchide. Tra gli oggetti di notevole interesse, una placca fermacapelli riccamente lavorata a traforo con scene di caccia, collane con pendenti a forma di animali e placche d’oro per la decorazione dei tessuti.<br />
I <strong>reperti in bronzo provenienti da un santuario di Vani</strong>: piccole teste di satiri, menadi e un dio Pan testimoniano l’influenza delle colonie greche sul culto locale. Il percorso si conclude con alcuni straordinari esempi di gioielleria dell’antica Iberia, il regno “Kartli” della Georgia dell’est, per la prima volta in mostra in un museo straniero.<br />
La cultura georgiana raccontata in questa mostra attraverso l’eccellenza della lavorazione dei metalli ci offre spunti che, oggi, potrebbero ricondurre il mito del vello d’oro non solo ad un racconto leggendario, ma ad un preciso riferimento con la fiorente civiltà documentata grazie alle recenti scoperte nei principali siti archeologici georgiani.</p>
<p><strong>Orario:</strong> Da martedì a domenica dalle ore 09.00 alle 19.00<br />
La biglietteria chiude un’ora prima<br />
<strong>Apertura straordinaria del museo il sabato sera fino al 7 gennaio 2012 dalle ore 20.00 all&#8217;1.00</strong> (ultimo ingresso ore 24.00).</p>
<p><strong>Biglietto d&#8217;ingresso</strong><br />
Biglietto unico integrato mostra e museo:<br />
Intero € 11,00<br />
Ridotto € 9,00</p>
<p>Consulta il <a href="http://www.mercatiditraiano.it/mostre_ed_eventi/mostre/il_vello_d_oro_antichi_tesori_della_georgia">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Tel: 060608<br />
(tutti i giorni ore 9.00-21.00)</p>
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		<title>Aste: in vendita gli oggetti recuperati dal Titanic</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 15:20:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Aste]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Piu&#8217; di 5.000 oggetti recuperati dal Titanic saranno messi all&#8217;asta a New York il 15 aprile, a 100 anni di distanza dal naufragio della nave con 1.500 persone a bordo. RMS Titanic, che controlla i diritti sugli oggetti che nel 2007 avevano un valore stimato di 189 milioni di dollari, ha chiesto alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-85749" title="titanic" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/titanic.jpg" alt="" width="290" height="184" />Piu&#8217; di <strong>5.000 oggetti recuperati dal Titanic saranno messi all&#8217;asta a New York il 15 aprile</strong>, a 100 anni di distanza dal naufragio della nave con 1.500 persone a bordo. RMS Titanic, che controlla i diritti sugli oggetti che nel 2007 avevano un valore stimato di 189 milioni di dollari, ha chiesto alla casa d&#8217;aste Guernsey&#8217;s di occuparsene. Una versione in 3D di Titanic di James Cameron, uscira&#8217; negli Stati Uniti a e in Canada a ridosso dell&#8217;anniversario dei 100 anni del naufragio.</p>
<p><em>Fonte: Ansa</em></p>
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		<title>Manager, samurai e “l’Arte della spada”. Saggezza antica per problemi moderni</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 10:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucarelli Giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Creative Management]]></category>
		<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Management]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizione]]></category>

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		<description><![CDATA[Vivevano nel Giappone feudale, erano noti per l’eccellente equilibrio tra azione e riflessione. Si addestravano continuamente per possedere saggezza (chi), valore (yu), benevolenza (jin) e, soprattutto, coraggio. I principi degli antichi samurai possono insegnare qualcosa ai manager di oggi?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-85722 alignleft" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/samurai.jpg" alt="" width="454" height="287" />Vivevano nel Giappone feudale, erano noti per l’eccellente equilibrio tra azione e riflessione. Si addestravano continuamente per <strong>possedere saggezza</strong> (<em>chi</em>), <strong>valore</strong> (<em>yu</em>), <strong>benevolenza</strong> (<em>jin</em>) e, soprattutto, <strong>coraggio</strong>. I principi degli antichi samurai possono insegnare qualcosa ai manager di oggi?</p>
<p>Il Giappone, intorno all’anno 1000, era suddiviso in tanti piccoli stati rivali tra loro; i nobili cominciarono, così, a formarsi degli eserciti personali assumendo guerrieri valorosi e fedeli: i samurai. Questo nome deriva dal verbo giapponese saburau che significa servire o tenersi a lato. I samurai costituivano una casta colta, che, oltre all’allenamento fisico e alle arti marziali, praticava anche la meditazione zen e altre arti come la pittura, la calligrafia, ecc.</p>
<p>Seguivano un <strong>preciso codice d’onore</strong>, il <em><strong>bushido</strong></em>, i cui precetti principali possono essere sintetizzati così:</p>
<p>    <strong>“Gi”</strong> la decisione giusta, la risolutezza, la corretta strada da percorrere;<br />
    <strong>“Rei”</strong> il comportamento di gentilezza e cortesia anche verso i propri nemici;<br />
    “<strong>Yu”</strong> l’abilità, sia tecnica sia umana, che si esprime nel coraggio;<br />
   <strong> “Meido”</strong> l’onore e la gloria sul campo di battaglia e nella vita;<br />
    <strong>“Jin”</strong> l’amore universale, la benevolenza verso tutte le persone;<br />
<strong>    “Makoto”</strong> la sincerità totale, in ogni occasione della vita;<br />
    <strong>“Chu”</strong> la devozione e la lealtà verso il proprio padrone e i propri compagni.</p>
<p>Questi<strong> principi possono risultare utili per i manager</strong> che si trovano a fronteggiare l’incertezza e la complessità dell’attuale contesto socio-economico?</p>
<p>Ne abbiamo parlato con <strong>Paolo Bianchi</strong>, formatore eclettico ed innovativo, <strong>“samurai” e praticante di antica scherma giapponese (kenjutsu)</strong>, ideatore di un modello di formazione esperienziale per imprenditori, venditori e manager, nel quale utilizza la spada giapponese e le tecniche di addestramento degli antichi samurai.</p>
<p><strong>Come possono le abilità di un samurai medievale avere qualche attinenza con le sfide che, noi tutti, ci troviamo ad affrontare nel mondo di oggi?</strong><br />
Quella dei samurai è una filosofia di vita che ancora oggi può insegnare molto al mondo aziendale. I samurai erano chiamati ad essere dei grandi condottieri nei tempi di guerra, dei veri leader e uomini di cultura nei tempi di pace.<br />
Proprio per questa ragione, il samurai medievale veniva addestrato, sin da bambino, per affrontare, nel modo più adeguato, tutte le sfide. La sua preparazione all’attenzione per i dettagli ne faceva un grande stratega e il continuo allenamento lo rendeva sempre pronto a reagire nel modo più adatto.<br />
La sostanza delle sfide che dobbiamo affrontare oggi non è molto diversa: servono sempre spirito combattivo, capacità di leadership, perseveranza, spirito di dedizione e di sacrificio, ottimizzazione delle risorse e delle persone, capacità comunicative ed essenzialità nel perseguimento dei risultati. Queste sono tutte doti che ogni samurai doveva avere e che doveva continuare a coltivare attraverso un assiduo allenamento psicologico e fisico: caratteristiche che oggi ogni buon dirigente, imprenditore o manager dovrebbe avere.<br />
Per questo attraverso il <strong>Samurai Lab</strong> aiuto manager e imprenditori a valorizzare, mediante l’utilizzo delle tecniche di addestramento dei samurai e del loro stile di vita, le capacità di adattamento, superamento dei momenti di crisi e il perseguimento di obiettivi strategici.</p>
<p><strong>Quali sono i principi generali dell’ “arte della spada”?</strong><br />
La spada era considerata l’anima del samurai: quando questi moriva, la sua spada veniva sempre destinata ad un altro samurai proprio per perpetuarne le gesta. Il “Bushido”, il “sacro” codice d’onore, descriveva lo stile di vita che ogni samurai doveva seguire, qualunque fosse il rango o il ruolo sociale<br />
Una particolare attenzione veniva dedicata alla forgiatura della spada, che era realizzata con una serie di particolari di leghe di acciaio sovrapposte. Il fabbro era ed è (esistono ancora alcuni maestri forgiatori in attività) una figura “religiosa” la cui vita, spesso solitaria e di preghiera, si riversava nell’estrema cura e dedizione rivolta alla creazione di ogni singola spada, strumento unico e irripetibile come l’anima del samurai che l’avrebbe usata.<br />
Il <em>Kenjutsu,</em> l’arte della spada, addestrava il samurai ad essere flessibile e deciso, attento e distaccato, ma, soprattutto, micidiale nel percepire quell’unico momento di debolezza dell’avversario che gli avrebbe permesso di individuare anche un solo punto scoperto nell’armatura di pelle cotta intrecciata a lamine di cuoio.<br />
Per ottenere questa sensibilità e prontezza, la formazione era continua, per affinare soprattutto le capacità psicologiche del samurai, perché era fondamentale saper anticipare le mosse dell’avversario e prevenirle con un unico colpo fatale.</p>
<p><strong>In quali altri campi eccelleva il samurai?<br />
</strong>I samurai erano prima di tutto militari e governanti, appartenevano alla classe più nobile del Giappone e venivano definiti i diretti servitori dell’imperatore (samurai significa infatti “colui che serve”). Erano grandi condottieri e strateghi, ma questo non gli impediva di essere una casta colta e dedita alle arti nel senso più ampio e più nobile del termine. Pittura, poesia ma anche calligrafia erano ambiti usuali nei quali i samurai eccellevano, oltre, naturalmente, alle arti marziali. Dedicavano molto tempo alla meditazione, alla pratica zen (ma abbiamo anche esempi di famosi samurai cristiani) e alla cura del corpo attraverso la ricerca della bellezza interiore ed esteriore. I loro abiti erano sempre molto ben curati come il loro aspetto che, pur non rinunciando alla marzialità, era sempre elegante nei gesti e ritualizzato nelle forme.<br />
Per rappresentare la vita del samurai, si ricorre spesso all’immagine del fiore di ciliegio: perfetto nella sua forma, è tanto delicato quanto resistente, ma basta un colpo di vento deciso per farlo cadere. Bellezza e caducità della vita si alternano e si intrecciano nell’esistenza del samurai, pronto a compiere il proprio dovere con eleganza e riservatezza e a cedere la vita per gli ideali più alti.</p>
<p><strong>Come è possibile imparare ad essere “flessibili” e a cambiare tattica?</strong><br />
Un’altra immagine molto ricorrente nelle arti marziali, per illustrare le caratteristiche del samurai, è il bambù, una pianta che cresce lentamente in modo poco appariscente ma che, una volta giunta alla maturità, ha uno sviluppo continuo e illimitato. La sua struttura estremamente flessibile, che si piega alle correnti e al vento, permette al bambù, al contrario di altri alberi, di non spezzarsi a causa delle intemperie.<br />
Proprio per questa ragione, il samurai si allenava quotidianamente per rendere flessibile il suo corpo e il suo spirito. Nella pratica quotidiana, imparava tutte le varianti del combattimento, diventato meccanico nel rispondere ai colpi, ed era pronto a cambiare strategia in ogni momento. La sua profonda spiritualità gli permetteva di combattere senza pregiudizi e di non provare sentimenti negativi nei confronti dell’avversario.<br />
Anche i manager, oggi, possono sviluppare un atteggiamento mentale flessibile per individuare, di volta in volta, la tattica migliore per conseguire il risultato desiderato. Valutare le difficoltà del momento, ponderare le diverse alternative, concentrare le energie nella “mossa” più opportuna, sono i primi passi da compiere.</p>
<p><strong>Come si può migliorare l’abilità a cogliere i cambiamenti piccoli o grandi?<br />
</strong>Nei lunghi e continui allenamenti, spesso ripetitivi e apparentemente poco dinamici, al giovane praticante di spada giapponese, ora come allora, viene insegnato l’amore per i dettagli. È questo che rende forma la sostanza e permette di perseguire con tenacia anche grandi risultati. Servono pazienza e determinazione e grande controllo di sé, sapendo che ogni errore può essere fatale. Per questo l’arte della spada non era (e non è) per tutti. Bisogna metter in conto ore di duro allenamento nel quale vincere le proprie paure, imparare il senso della determinazione e, soprattutto, notare i piccoli cambiamenti che avvengono in ogni singola situazione. Bisogna imparare ad avere una grande attenzione a cogliere tutti i segni interiori ed esteriori, perché questo servirà a percepire le variazioni di intensità durante lo scontro.<br />
Imprenditori e manager dovrebbero imparare a concentrare la propria attenzione, in modo consapevole ed intenzionale, momento per momento (“qui ed ora”) su ciò che stanno vivendo. Esistono numerosi esercizi, di respirazione e di meditazione, che favoriscono uno stato di mindfulness, ossia una consapevolezza e un “allineamento” dei propri pensieri, delle proprie percezioni e delle proprie azioni.</p>
<p><strong>Come riconoscere il “momento giusto” per agire?</strong><br />
Per sconfiggere un avversario, è importante riuscire a conoscerlo a fondo. Bisogna scoprire i suoi punti di forza e di debolezza e, soprattutto, saperli confrontare con i propri. Il samurai aveva sempre un grande rispetto per i suoi avversari, rispetto raggiunto anche attraverso la cosiddetta “mente vuota”, uno stato mentale dove tutti quei fattori caratteriali che possono oscurare o modificare l’obiettività venivano allontanati. Superare la rabbia, frenare l’impulsività, aspettare con pazienza erano le virtù vincenti che andavano coltivate. Anticipare le mosse dell’avversario era quanto di più prezioso potesse realizzare il samurai, ma è anche una dote importante per i manager.<br />
Per raggiungere questo risultato, si insegnava il “senso del tempo”: ogni azione, per essere perfezionata, richiede tempo: “mente, corpo e spirito” devono muoversi in sincrono per realizzarla. La nostra definizione di “tempismo” rende in modo molto approssimativo cosa significasse per un samurai prendere decisioni vitali in una frazione di secondo.<br />
Il tempo scandiva la precisione dei gesti, orientando il samurai ad agire solo dove necessario e in modo misurato e determinato. La forza del samurai era insita nel saper aspettare per agire, facendolo con determinazione, freddezza e distacco.<br />
I manager che riescono a leggere la realtà da più punti di vista, che imparano a mettersi “empaticamente” nei panni dei clienti, dei fornitori, degli stakeholders, ecc., riescono a cogliere più facilmente (anche grazie al mindfulness) il kairòs, il momento più opportuno per agire.</p>
<p><strong>Un giovane manager cosa può apprendere da tutto ciò?<br />
</strong>Il Giappone medievale non è poi così diverso dall’attuale mercato mondiale, dove gli assetti non sono chiari e i risultati spesso discutibili. Credo sia molto utile imparare dai samurai, per esempio, a concentrarsi e perseguire con dedizione obiettivi, saper rinunciare, a volte, a se stessi per anteporvi il gruppo o l’ideale possono sembrare valori fuori moda o poco centrati. Ma è l’azione che rende l’uomo degno di compierla e fa in modo che il risultato resti per sempre. Lo scopo del samurai era quello di rendere immortale ogni azione, rendere ogni gesto un simbolo di perfezione destinato a durare in eterno, anche nella morte stessa, vista come un passaggio obbligato al quale rendere onore senza paura.<br />
Per questo onestà, giustizia, cortesia, coraggio eroico, onore, spirito di compassione, sincerità e lealtà possono sembrare ideali d’altri tempi, ma basta stringere tra le mani una Katana (spada lunga) o un wakizashi (spada media) di un samurai per percepire una forza, una grande energia pronta a scattare.<br />
Forse è proprio ciò di cui abbiamo bisogno nelle nostre imprese: condividere come gli antichi samurai questi valori e cercare di realizzarli, con determinazione. Loro, per oltre 5 secoli, ci sono riusciti in modo eccellente. E noi?</p>
<p><em>Note: Questo articolo è pubblicato su <a href="http://www.ticonzero.info">Ticonzero</a></em></p>
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		<title>Arte: ritrovati a Roma due rari bozzetti di Rubens</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 12:30:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Spuntano due rarissimi bozzetti di Pieter Paul Rubens. Le opere sono di proprieta&#8217; di uno psicologo romano, lo stesso al quale appartiene la celebre acquaforte trovata due anni fa, omaggio del pittore fiammingo al &#8216;Cenacolo&#8217; di Leonardo da Vinci. I due bozzetti sono stati trovati sul retro dell&#8217;acquaforte dal professor Andrea De Liberis, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-85691" title="rubens" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/rubens.jpg" alt="" width="275" height="229" />Spuntano <strong>due rarissimi bozzetti di Pieter Paul Rubens</strong>. Le opere sono <strong>di proprieta&#8217; di uno psicologo romano</strong>, lo stesso al quale appartiene la celebre acquaforte trovata due anni fa, omaggio del pittore fiammingo al &#8216;Cenacolo&#8217; di Leonardo da Vinci. I due bozzetti sono stati trovati <strong>sul retro dell&#8217;acquaforte dal professor Andrea De Liberis</strong>, perito del tribunale di Roma ed esperto d&#8217;arte riconosciuto a livello internazionale, e sono dipinti su due fogli di carta, incollati sui due lati di una tavoletta di legno.<br />
&#8220;<strong>La tavoletta con i due fogli</strong> -spiega De Liberis all&#8217;Adnkronos- <strong>era dietro all&#8217;acquaforte</strong>, sulla cui originalita&#8217; ormai non ci sono piu&#8217; dubbi. I dipinti ritraggono un bambino da un lato e un Cristo dall&#8217;altro, e sono realizzati su carta, tipico dei bozzetti di Rubens. E&#8217; chiaro che l&#8217;opera va analizzata e studiata attentamente, ma -sottolinea l&#8217;esperto- ci sono tutti i presupposti di compatibilita&#8217; con il lavoro del grande artista fiammingo. Si tratta probabilmente di <strong>opere giovanili di Rubens</strong>, molto rovinate e da restaurare. L&#8217;analisi definitiva -conclude- va fatta sull&#8217;opera pulita&#8221;. <br />
 <br />
<em>Fonte: Adnkronos</em></p>
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		<title>Letteratura: arriva il Libro dell&#8217;anno 2011 edito da Treccani</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 12:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 2011 e&#8217; agli sgoccioli. Poche ore e sara&#8217; archiviato l&#8217;anno segnato dalla crisi economica, dalla primavera araba e dalla morte del colonello libico Gheddafi e di Osama bin Laden. A ripercorrere la storia del 2011, caratterizzata dalla fine dell&#8217;era berlusconiana, ci pensa &#8216;Il Libro dell&#8217;anno 2011&#8242;, pubblicato dall&#8217;Istituto dell&#8217;Enciclopedia Italiana Treccani. Un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-85475" title="librodellanno" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/librodellanno.jpg" alt="" width="200" height="206" />Il 2011 e&#8217; agli sgoccioli. Poche ore e sara&#8217; archiviato l&#8217;anno segnato dalla crisi economica, dalla primavera araba e dalla morte del colonello libico Gheddafi e di Osama bin Laden. A ripercorrere la storia del 2011, caratterizzata dalla fine dell&#8217;era berlusconiana, ci pensa <strong>&#8216;Il Libro dell&#8217;anno 2011&#8242;</strong>, pubblicato dall&#8217;Istituto dell&#8217;Enciclopedia Italiana Treccani.</p>
<p>Un contributo che mette in rilievo, tramite<strong> un apparato fotografico e un insieme ragionato di notizie</strong>, gli eventi piu&#8217; significativi dell&#8217;anno che si sta chiudendo. Un poderoso volume, proposto in una veste grafica elegante, nel quale viene indagato il nostro recente passato con una particolare attenzione ai 150 anni dell&#8217;Unita&#8217; d&#8217;Italia. A far parte della pubblicazione, e&#8217; <strong>un&#8217;accurata sezione storica che racconta i festeggiamenti che hanno costellato, da Nord a Sud, le diverse celebrazioni</strong>. Un &#8216;romanzo&#8217; popolare in cui non manca il confronto tra l&#8217;Italia del 1861 e quella del 2011. Un Paese che in 150 anni ha fatto segnare un balzo in avanti notevole passando da nazione povera e arretrata, dalla quale fuggire, ad una realta&#8217; segnata dal benessere diffuso, diventata patria d&#8217;adozione per un numero crescente di stranieri.</p>
<p>&#8220;Tra gli strumenti di novita&#8217; che &#8216;Il Libro dell&#8217;anno 2011&#8242; propone &#8211; scrive nella presentazione Giuliano Amato, presidente dell&#8217;Istituto della Enciclopedia Italiana- vi e&#8217; innanzi tutto l&#8217;intento di stabilire una molteplicita&#8217; di legami tra la successione temporale dei fatti e i grandi temi che essi sollecitano. Piu&#8217; che approfondimenti di tipo saggistico -continua l&#8217;ex presidente del consiglio- i temi si presentano come brevi inchieste di taglio giornalistico, con testi concisi e incisivi che mettono a fuoco la sostanza degli accadimenti&#8221;. Mano a mano viene srotolato il lungo filo degli eventi che hanno animato l&#8217;anno che si chiude: un racconto per immagini e notizie, curato dal giornalista Riccardo Chiaberge, sui protagonisti che hanno calcato le scene del 2011.<br />
<em>Fonte: Adnkronos</em></p>
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		<title>Le novità editoriali di dicembre 2011</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 11:47:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Consulta le novità editoriali di dicembre 2011 delle principali case editrici italiane che trattano di argomenti relativi all’economia della cultura: arte; industria culturale, industria dello spettacolo; turismo; marketing e sviluppo territoriale; project management e politiche culturali; editoria e comunicazione; architettura, urbanistica e territorio; legislazione nel settore dei beni culturali; nuovi media e nuove tecnologie e tanto altro…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-85448" title="segretogioconda" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/segretogioconda.jpg" alt="" width="118" height="158" /></p>
<p>IL SEGRETO DELLA GIOCONDA<br />
Silvano Vinceti<br />
pp. 160<br />
Armando, € 15.00<br />
ISBN:978-88-6081-853-9</p>
<p>Che cosa nascondono gli occhi della Gioconda? Quale segreto custodiscono? Chi si cela dietro quello sguardo enigmatico? Molte sono le teorie sull’identità della Monna Lisa ma ancora non c’è stata un’attribuzione certa di chi possa essere questa donna dal sorriso impercettibile, avvolta da un alone di mistero. Il libro dà una lettura della Monna Lisa non solo a livello pittorico, filosofico e morale, ma analizza il famoso quadro anche in quanto trasposizione psicologica di Leonardo e monito di stampo umanistico per le generazioni a venire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85447" title="italianiearte" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/italianiearte.jpg" alt="" width="120" height="168" /></p>
<p>GLI ITALIANI E L&#8217;ARTE <br />
Castracane Marco<br />
pp. 208<br />
Armando, € 20,00<br />
EAN 9788860819734<br />
Esiste un modo di sentirsi italiano? L&#8217;arte può aiutare a creare questo senso di appartenenza? La domanda più frequente negli ultimi tempi è: esiste un sentirsi italiano? Le discussioni si moltiplicano e i dibattiti, sempre più accesi, aumentano. In questo libro l&#8217;Autore fa un ulteriore passo in avanti e si chiede: esiste un sentire italiano di fronte all&#8217;arte? Domande le cui risposte sono difficili da trovare, ma che l&#8217;Autore si pone e a cui cerca di dare una risposta analizzando vari aspetti dell&#8217;essere italiano, primo fra tutti l&#8217;appartenenza territoriale.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85446" title="comepesci" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/comepesci.jpg" alt="" width="114" height="184" /></p>
<p>COME PESCI NELLA RETE<br />
Feisbùk e dintorni<br />
Januaria Piromallo, Borrelli Marika<br />
pp. 176<br />
Armando, € 20,00<br />
EAN: 9788860819673<br />
Due giornaliste blogger che ci spiegano le virtù e i vizi di uno dei social network più in voga del momento: Facebook. È un saggio semi-serio, saggio poco saggio. Scritto a 4 mani da due giornaliste blogger, racconta di entusiasmi e dannazioni nel mondo dei social media: Facebook e dintorni. La maggior parte degli spunti derivano dalla lettura avida di giornali, testi e ricerche internazionali riconfezionate con commenti ed episodi che ci raccontano come sono gli Italiani alle prese con il web. Amori e abbandoni 3.0, società, lavoro, adolescenza dei born digital e politica stile twitter. Gli Italiani alle prese con il web e con l&#8217;inglese dei media, che tutto pervade. Molti link a si ti degni di una guardatina, se non altro per capire di che si parla. Le autrici gestiscono da tempo un blog molto clickato (linkato su dagospia) dove parlano di tutto, tranne che dei loro fatti personali (com&#8217;è invece la moda dei blog).</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85445" title="teoriaadattamenti" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/teoriaadattamenti.jpg" alt="" width="115" height="169" /></p>
<p>TEORIA DEGLI ADATTAMENTI<br />
I percorsi delle storie fra letteratura, cinema, nuovi media<br />
Linda Hutcheon<br />
pp. 304<br />
Armando, € 26.00<br />
ISBN:978-88-6081-903-1</p>
<p>Linda Hutcheon esplora il fenomeno degli adattamenti nelle sue molteplici manifestazioni in medium, generi, forme, epoche differenti. Gli adattamenti, costituiscono un meccanismo centrale di diffusione delle storie nello spazio e nel tempo, e meritano di essere studiati in tutta la loro vastità fenomenica, sia in quanto prodotti culturali che in quanto processi di creazione e ricezione artistica. In Teoria degli adattamenti ciò viene fatto in un’indagine amplissima, che dimostra la competenza e la capacità critica dell’Autrice nel trattare decine e forse centinaia di esempi concreti.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85449" title="NC intro Noorda" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/arteecultura.jpg" alt="" width="126" height="185" />ARTE E CULTURA MATERIALE IN OCCIDENTE<br />
Dall&#8217;arcaismo greco alle avanguardie storiche<br />
Renato Barilli<br />
pp.609<br />
Bollati Boringhieri, € 40,00<br />
EAN: 9788833922249</p>
<p>La nozione di cultura materiale, con cui si intendono le modalità adottate nelle varie epoche per produrre le merci e per farle circolare assieme alle persone, è ormai irrinunciabile anche per comprendere pienamente i prodotti altoculturali, quali le arti visive. L’omologia tra i due livelli è così stretta che quasi tre millenni di arte occidentale si lasciano ripercorrere attraverso questa ipotesi di lavoro. Renato Barilli la mette sapientemente a frutto in un saggio che unisce originalità di impostazione e piacevolezza di lettura. Non si è soliti esaminare la storia dell’arte sotto questa luce. Visto attraverso la dinamica dei fattori materiali, il mondo delle forme non perde di smalto, anzi: opere, idee estetiche, stili, perfino le individualità degli artisti acquistano significati che la loro aurea separatezza prima oscurava. Ai due estremi del sorprendente itinerario troviamo l’arcaismo greco, con le sue stilizzazioni geometrizzanti prodotte da una civiltà di tipo nomadico, e l’astrattismo del primo Novecento, che faticheremmo a immaginare senza il raddrizzamento delle infrastrutture, la linearità delle strade, i voli aerei.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85450" title="pienedigrazie" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/pienedigrazie.jpg" alt="" width="125" height="189" />PIENE DI GRAZIA<br />
I volti della donna nell&#8217;arte<br />
Vittorio Sgarbi<br />
pp. 324<br />
Bompiani, € 20,00<br />
ISBN: 4526819</p>
<p>“Possiamo immaginare che un libro sui volti della donna sia in realtà un libro sulla storia dell’arte e sulla storia della letteratura, e che io possa raccontare figure di donne che, nella dimensione della creatività, vanno anche oltre la corporeità – come le sante, con la loro iconografia, e le eroine mitologiche. Il mondo femminile nell’arte consente riflessioni, discussioni, e questo libro lo documenta con una serie di esempi che indicano l’arte, il mistero e la seduzione che dalla donna escono, e che rendono la figura femminile anche immateriale. Non è soltanto carnalità o sensualità, o attrazione della bellezza; la figura femminile è simbolo di sogni e desideri, è un’immagine evanescente, che non si riesce mai a raggiungere fino in fondo: è il sogno, è la speranza, è il desiderio. Chi leggerà questo libro non farà fatica a vederlo come uno strumento che al tempo stesso determina la curiosità e si avvicina a risolverla, come se tanti accostamenti, tante illustrazioni di opere d’arte, tanti commenti a testi poetici, potessero se non risolvere quantomeno illuminare il mistero della donna. Un libro di storia dell’arte potrebbe essere quasi esclusivamente un libro sulla donna, tanta è la quantità di opere che la donna ha ispirato dal mondo antico al mondo moderno. Perché la donna è il tema più discusso, più affrontato, più considerato e desiderato fra tutte le manifestazioni letterarie e artistiche dell’uomo.” <em>Vittorio Sgarbi</em></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85451" title="coscienzaromanzo" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/coscienzaromanzo.jpg" alt="" width="119" height="181" />LA COSCIENZA E IL ROMANZO<br />
David Lodge<br />
pp. 240<br />
Bompiani, € 18,00<br />
EAN: 9788845267895</p>
<p>Qual è la funzione della letteratura? Perché amiamo così tanto i romanzi e cerchiamo nelle nostre letture modelli, sogni, alternative ed esempi per la nostra vita reale? Quello che Lodge in questo libro sostiene è che la letteratura può offrire un tipo di conoscenza essenziale e complementare (non opposta) a quella scientifica; essa offre a noi lettori un tipo di consapevolezza che è di fondamentale importanza per la comprensione delle nostre umane vicende. Per dimostrarcelo, propone una serie di saggi che toccano per lo più la narrativa inglese e americana, classica e contemporanea: da Dickens, Waugh e Henry James a Martin Amis e Philip Roth. Come sempre, con uno stile brillante e ironico, che unisce la competenza critico-letteraria alla godibilità della lettura.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85452" title="manicomio" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/manicomio.jpg" alt="" width="116" height="170" />PAROLE E IMMAGINI DAL MANICOMIO<br />
Studi e materiali dalle cartelle cliniche tra Otto e Novecento<br />
a cura di Riccardo Panattoni<br />
pp. 352<br />
Bruno Mondadori, € 26.00<br />
ISBN: 9788861596375</p>
<p>Quale ruolo hanno giocato disegni e scritture nella vita degli internati in manicomio? Erano frutto della creatività e di un libero bisogno di espressione da parte dei pazienti o l’ennesimo dispositivo, approntato – con tanto di norme redazionali – dall’istituzione psichiatrica, per meglio circoscrivere e definire la malattia mentale? Attorno a questi interrogativi si sviluppano i saggi contenuti nel secondo volume dedicato allo studio dei materiali rinvenuti nell’archivio dell’ex manicomio San Lazzaro di Reggio Emilia. Oltre agli interventi che appartengono a diversi ambiti disciplinari (filosofico, letterario e storico), troviamo la trascrizione completa di cinque cartelle, scelte, tra le migliaia disponibili, per la ricchezza dei materiali contenuti. Rappresentano una preziosa fonte di informazioni per lo studioso e sono un elemento di attrattiva per il lettore sensibile agli aspetti letterari, che in questo volume troverà anche le pagine straordinarie delle Memorie di un medico operato di cataratta, scritte dallo psichiatra parigino de Clérambault e pubblicate qui per la prima volta in italiano.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85453" title="cleopatra" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/cleopatra.jpg" alt="" width="126" height="180" />CLEOPATRA<br />
Duane W. Roller <br />
traduzione di Paolo Falcone<br />
pp. 272<br />
Bruno Mondadori, € 24.00<br />
ISBN: 9788861596405<br />
 <br />
Nel 46 a.C., accolta insieme da sdegno e ammirazione, una statua dorata viene collocata nel Tempio di Venere a Roma. Raffigura la donna che, più di ogni altra, assumerà un ruolo chiave nella scena politica mediterranea dell’età preimperiale: Cleopatra, regina d’Egitto, ultima esponente della dinastia dei Tolomei. La sovrana, colta e poliglotta, ambiziosa e determinata, deve fronteggiare fin dalla sua precoce ascesa al trono le lotte dinastiche con il fratello e co-reggente Tolomeo XIII.<br />
Donna in un mondo di uomini, sovrana di un regno sull’orlo dell’estinzione, Cleopatra eredita il gravoso compito di mantenere in vita la stirpe tolemaica e di gestire a vantaggio dell’Egitto i delicati rapporti con la Roma di Cesare e Antonio. Attraverso campagne militari avventurose, scandalose politiche matrimoniali e una girandola di alleanze tattiche, Cleopatra tenterà l’impresa impossibile di salvare il suo regno e se stessa.Su questo personaggio leggendario tanto è stato scritto nel tentativo di risolverne l’enigma: femme fatale o lucida donna di potere? Sovrana in balia dei sentimenti o regina giusta e ispirata?<br />
Duane W. Roller spoglia la figura di Cleopatra di tutti gli aspetti romantici che la tradizione le ha attribuito e, attraverso una minuziosa analisi della sua educazione e della sua carriera politica, ne fornisce una visione inedita: dietroil mito della donna promiscua e ammaliatrice,il libro svela l’immagine di un’abilissima stratega, disincantata e a volte spietata, prontaa rinunciare alla propria felicità per garantireun futuro alla sua dinastia. Finalmente restituita al reale contesto storico-politico del suo tempo, ricostruito da Roller con perizia e rigore, Cleopatra non è mai apparsa così viva.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85454" title="umanesimofemminile" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/umanesimofemminile.jpg" alt="" width="128" height="183" />UMANESIMO FEMMINILE<br />
Isabella Coghi, un grande medico tra scienza ed etica<br />
Emma Fattorini<br />
pp. 304,<br />
Carocci, € 31,50<br />
ISBN 9788843062089</p>
<p>Isabella Maria Coghi (1931-2008), una donna, una scienziata, un medico straordinario che univa all’altissima qualità scientifica un’acuta intuizione clinica, entrando in sintonia con la paziente nella sua interezza. Un libro sui generis che ci parla di scienza, etica ed esperienze di vita: le voci di chi l’ha conosciuta bene, di chi ha lavorato con lei nella ricerca, nella cura e nella bioetica.Ma anchemolti suoi scritti inediti sulle questioni più controverse della bioetica in Italia. Dal 1968 fino alla fine degli anni Novanta Isabella Maria Coghi è stata responsabile del Centro di Sterilità presso la Clinica Ostetrica e Ginecologica della Sapienza di Roma. Membro del Comitato nazionale per la bioetica fin dalla sua fondazione, ha impersonato le qualità scientifiche e morali migliori di una difficile bioetica &#8220;dell’equilibrio&#8221;: ne sono un esempio i suoi contributi sulla riproduzione, lo statuto dell’embrione, la fecondazione assistita, la clonazione, il parto e la terapia del dolore. La sua fede profonda, poco esibita e dichiarata, che faceva vivere nelle opere, resta un esempio altissimo di intelligenza del cuore di cui oggi abbiamo più bisogno che mai.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85455" title="altraitalia" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/altraitalia.jpg" alt="" width="132" height="188" />UN&#8217;ALTRA ITALIA IN UN&#8217;ALTRA EUROPA<br />
Mercato e interesse nazionale <br />
a cura di Leonardo Paggi<br />
pp. 320<br />
Carocci, € 33,00<br />
ISBN 9788843061891</p>
<p>Il progetto europeo si è basato negli ultimi trent’anni sul presupposto neoliberista che una &#8220;concorrenza libera e non falsata&#8221;, ossia la massima libertà di mercato in tutte le sfere dell’organizzazione sociale, avrebbe garantito più benessere per tutti. È nata da qui l’idea che si potesse rinunciare alla sovranità degli Stati-nazione senza introdurre nuove forme di potere democratico sovranazionale. Oggi è sotto gli occhi di tutti il grande malessere sociale prodotto dalla scelta di affidare il governo dell’Europa ad organi &#8220;tecnici&#8221; politicamente irresponsabili. In Italia è ormai in pericolo la stessa coesione sociale e territoriale. In un bilancio sul 150° anniversario della nostra unità nazionale, gli autori di questo volume trattano diffusamente del degrado che l’ideologia del mercato ha prodotto nell’economia, nella politica, nelle istituzioni, nella comunicazione di massa e nella letteratura. Scaturisce dai vari contributi la convinzione che solo una tempestiva rifondazione dell’Europa sulla base di solide istituzioni politiche comunitarie possa ancora evitare la crisi definitiva del progetto di unificazione e i costi imprevedibili di un ripiegamento nella solitudine nazionale.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85457" title="raccontarecultura" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/raccontarecultura.jpg" alt="" width="129" height="182" />RACCONTARE CULTURA<br />
L&#8217;avventura intellettuale di «Tuttolibri» (1975-2011)<br />
D&#8217;Agostino Anna<br />
pp. 400<br />
Donzelli, € 25,00<br />
EAN: 9788860366702</p>
<p>Sono passati quasi quarant’ anni, da quando, nel 1975, cominciò l’avventura editoriale di «Tuttolibri», il primo settimanale del Paese dedicato interamente al mondo editoriale. Nel solco della tradizione giornalistica italiana, il supplemento de «La Stampa» prese il meglio di quanto si faceva all’estero, aggiungendo novità, semplicissime ma utili, come la bibliografia di tutti i libri usciti con qualche riga di descrizione essenziale. Non importava che i libri fossero di destra o di sinistra: proprio la libertà politica, o se si vuole la maggior apertura rispetto al giornale madre, consentirono di seguire attentamente l’attività di un editore come Feltrinelli o di altri marchi nati sull’onda del «Sessantotto». «Tuttolibri» divenne così uno strumento di lavoro irrinunciabile per i librai italiani, oltre che per il mondo degli intellettuali e per i «lettori forti». Parte essenziale ebbero il direttore-fondatore, Arrigo Levi, e il suo vice, Carlo Casalegno, che sarebbe caduto poco dopo sotto il fuoco dalle Brigate rosse. Fa spicco il ruolo di Furio Colombo, autore dell’ultima drammatica intervista con Pier Paolo Pasolini, uscita sul secondo numero, “bruciato” in 177 mila copie! Nella redazione di questo glorioso supplemento si realizzò l’avventura umana e professionale di giovanissimi redattori, da Mario Varca a Vittorio Messori, ad Alberto Sinigaglia che ne assunse la guida. Introdotto da Carlo Ossola, e corredato da una serie di interviste con i protagonisti, tra cui Arrigo Levi, Furio Colombo, Mario Calabresi, il libro offre un originale punto di vista da cui guardare alla nostra storia recente. Nel frattempo, «Tuttolibri» è profonda mente cambiato, e si è adeguato come è ovvio alla rivoluzione che ha investito il settore dei giornali e quello dei libri. Ma continua a ispirarsi ancora oggi a un’etica informativa e a un’idea della cultura e dell’informazione culturale che ne fanno un caso speciale nel panorama italiano.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85458" title="guardarefigure" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/guardarefigure.jpg" alt="" width="142" height="206" />GUARDARE LE FIGURE<br />
Gli illustratori italiani dei libri per l&#8217;infanzia<br />
Antonio Faeti<br />
pp. 400<br />
Donzelli, € 32,00<br />
EAN: 9788860366672</p>
<p>Il Collodi disegnato da Mazzanti e da Chiostri, il De Amicis illustrato da Ferraguti e da Sartorio, il Salgari di Vamba o di Zanetti; e ancora Yambo, Canevari, Pinochi, Tofano…Tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento, gli illustratori italiani dei libri per bambini hanno fatto ben di più che aggiungere le «figure» ai testi che dovevano corredare. Hanno dato forma e colore al mondo del nostro immaginario. Hanno raccontato, con quella schietta determinazione che è indispensabile per conquistare i bambini, le nostre emozioni più profonde, le nostre sensazioni più vere: i dubbi e le paure, le gioie e le allegrie. Messe in fila una dopo l’altra, le illustrazioni di quei «figurinai» compongono, meglio forse di ogni altro materiale, i tratti del nostro carattere nazionale, i contorni della nostra formazione identitaria. Antonio Faeti può a buon diritto essere definito l’insuperato scopritore di questo mondo. Quando, nel 1972, vide la luce la prima edizione del suo libro, nessuno aveva ancora avviato una riflessione del genere. E a ben vedere, a distanza di quarant’anni, pochi l’hanno saputa davvero proseguire. Questa edizione, che l’autore ha voluto corredare di una nuova, densissima introduzione, è l’occasione per riaprire il ragionamento, per rifare il punto. Nelle parole dell’autore questo libro non è «né una storia della letteratura per l’infanzia, né una storia delle illustrazioni dei libri per bambini», è molto di più. È uno straordinario viaggio nell’immaginario italiano, che prende a pretesto i libri per bambini, ma guarda ai sogni collettivi delle generazioni che ci hanno preceduto.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85459" title="istituzionilocali" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/istituzionilocali.jpg" alt="" width="123" height="203" />ISTITUZIONI LOCALI, PERFORMANCE, TRASPARENZA<br />
Il controllo di gestione in Italia e nel Regno Unito<br />
Paola Adami, Alessandro Natalini (a cura di)<br />
pp. XIV-386<br />
Donzelli, € 28,00<br />
EAN: 9788860366498</p>
<p>Nel corso degli ultimi due decenni le riforme amministrative hanno promosso negli enti locali l’introduzione del controllo di gestione con l’obiettivo di accrescerne efficienza, efficacia e qualità delle prestazioni fornite a cittadini e imprese in un contesto di rigido controllo della spesa pubblica.<br />
Già dall’inizio degli anni ottanta comuni e province sono stati i laboratori in cui le amministrazioni pubbliche hanno iniziato a sperimentare il controllo di gestione perché, in quanto istituzioni più a contatto con cittadini e imprese, per prime hanno avvertito la necessità di incrementare le proprie performance. La riforma Cassese, in parte anticipata per gli enti locali dalla legge n. 142/1990, ha rappresentato un punto di svolta rispetto ai sistemi di controllo, e la riforma Bassanini del 1999 ha quindi cercato di renderli conformi a un’amministrazione «pluralista», accrescendone il livello di articolazione funzionale e organizzativa. Tuttavia, come evidenzia la ricerca i cui risultati vengono presentati in questo volume, nella maggioranza degli enti locali lo sviluppo di strumenti e pratiche manageriali è ancora nullo o carente, il sistema di controllo interno, anche laddove è stato impiantato e ha attecchito, fatica a produrre report e, comunque, le informazioni generate sono poi raramente utilizzate per operare scelte gestionali.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85460" title="ceposto" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/ceposto.jpg" alt="" width="120" height="186" />C&#8217;E&#8217; POSTO PER L&#8217;ENTTE LOCALE IN EUROPA?<br />
Massimo Balducci, Pietro Dragone (a cura di)<br />
pp. IX-160<br />
Donzelli, € 22,00<br />
EAN: 9788860366894</p>
<p>L’obiettivo del volume è diffondere tra gli operatori del nostro governo locale e negli enti locali una conoscenza minima delle istituzioni europee, una conoscenza operativa dell’impatto che queste hanno sulle nostre amministrazioni locali e, infine, la consapevolezza della loro collocazione nel contesto europeo. Il testo viene presentato sotto forma di una chiacchierata tra esperti di istituzioni europee e un ipotetico operatore degli enti locali che, in maniera idealtipica, riassume in sé luoghi comuni e «leggende metropolitane» relative alle istituzioni europee e al rapporto tra queste e le istituzioni locali.<br />
Attraverso il dialogo vengono messi a fuoco i punti di maggiore debolezza che rendono difficili i rapporti dei nostri operatori e delle nostre amministrazioni locali con le istituzioni europee: è totalmente ignorata l’esistenza di una Carta europea dell’autonomia locale, ratificata dall’Italia nel 1989, che pure dovrebbe fare giustizia di molte «prevaricazioni» dello Stato italiano nei confronti degli enti locali; la grave ignoranza delle lingue che rende di fatto impossibile il dialogo con i partner degli altri paesi e ci condanna a un isolamento penoso; la necessità di controlli sugli enti locali ma non preventivi, visto che questi si sono dimostrati essere il brodo di coltura della corruzione; l’illusione che l’Unione europea sia un’importante fonte di risorse finanziarie e non, prima di tutto, una fonte di standard normativi; la resistenza ad approfittare delle occasioni per far sentire la propria voce presso le istanze europee; la resistenza a concepire la gestione per obiettivi e per progetti come un normale adempimento burocratico; l’inconsapevolezza del fatto che più dell’ottanta per cento della normativa applicabile a livello locale è di origine europea.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85461" title="network" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/network.jpg" alt="" width="130" height="184" />NET@TWORK<br />
Storie di lotte di uomini e donne in Rete<br />
Sara Picardo<br />
pp. 192<br />
Ediesse, € 10,00</p>
<p>Dalle ex lavoratrici della Omsa di Faenza alla madre di Federico Aldrovandi. Dai blogger e rapper che hanno incendiato la rivolta nei paesi del Maghreb alle grandi «inchieste umane» in Cina. Dai cassintegrati dell’Asinara ai giovani palestinesi di Gaza. Dai precari del call center Teleperformance al Popolo Viola.<br />
Questo libro racconta, attraverso la voce dei protagonisti, alcune delle storie che mediante la Rete sono riuscite a sfondare la cortina di ferro del mainstream. Uomini e donne che hanno affidato al mare magnum di Internet i loro messaggi, dopo essere stati ignorati o strumentalizzati dalla «grande» informazione, e sono così riusciti a farsi ascoltare da tutti, compresi quelli che prima li ignoravano. Tanti piccoli esempi delle infinite potenzialità della Rete e dei motivi per cui la protesta più isolata della faccia della terra, come quella dei lavoratori sardi della Vinyls, abbia superato per numero di telespettatori il Grande Fratello Mediaset. O come migliaia di giovani si siano dati appuntamento su Facebook dopo anni di censure e divieti per rovesciare la dittatura. Una lettura semplice e coinvolgente che vuole essere anche uno strumento di riflessione per tutti quelli che hanno sempre detto riguardo a Internet: questo strumento non mi convince!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85456" title="pazziscatenati" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/pazziscatenati.jpg" alt="" width="134" height="175" />PAZZI SCATENATI<br />
Federico di Vita<br />
pp. 192<br />
Effequ, € 14,00<br />
ISBN 9788889647790</p>
<p>Un libro-inchiesta sul mondo della piccola e media editoria in Italia, con interviste e un testimonianze. Sotto la lente dell’autore i retroscena della catena di contatti e interessi che (non) portano i libri di tanti editori in libreria, le difficoltà promozionali e distributive, ma anche lo sfruttamento del lavoro di legioni di giovani laureati sotto il malcelato ricatto degli stage, delle “esperienze formative”.</p>
<p>Io penso che i piccoli editori siano dei matti, dei pazzi fantastici, spesso le piccole case editrici si basano su una persona, che c&#8217;ha questa idea un po&#8217; per il suo ego, un po&#8217; per le sue fisime; quest&#8217;idea di dare il suo taglio a una casa editrice. Io vedo i piccoli editori come dei matti, dei pazzi scatenati.<br />
<em>(Alessandro Alessandroni, libraio)</em></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85462" title="secolodiecigiorni" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/secolodiecigiorni.jpg" alt="" width="123" height="170" />UN SECOLO IN DIECI GIORNI<br />
Dieci eventi memorabili del Novecento europeo<br />
Konstanty Gebert<br />
Traduzione: Laura Rescio<br />
pp. 304<br />
Feltrinelli, € 20,00</p>
<p>Come si possono raccontare cent&#8217;anni in pochi giorni? Quali sono i dieci avvenimenti emblematici del ventesimo secolo in Europa? La selezione è inevitabilmente arbitraria, ma possibile. Konstanty Gebert la fa in dieci racconti, quasi in forma di reportage, ambientati in altrettante città europee. Prende spunto da una data e un evento memorabili, che hanno segnato il secolo e consentono di ricostruirne, ciascuno, un decennio.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85463" title="brandrelevance" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/brandrelevance.jpg" alt="" width="117" height="177" />BRAND RELEVANCE<br />
Marketing innovativo per spiazzare i competitor<br />
David A. Aaker<br />
Contributi di Diego Della Valle<br />
pp. 352<br />
Franco Angeli,  € 48,00<br />
ISBN: 9788856839814</p>
<p>In questo volume profondamente innovativo e originale David Aaker – il padre del moderno branding – presenta un nuovo concetto e un potente strumento per orientare tutte le politiche e le scelte di marketing.<br />
Utilizzando dozzine di case histories &#8211; dalla birra giapponese Asahi al caso della Toyota Prius, dalla catena di prodotti di qualità no logo Muji all&#8217;iPod della Apple o al Kindle di Amazon &#8211; Aaker mostra come si possano implementare strategie di brand relevance di successo.<br />
Agli imprenditori e a tutti gli uomini di marketing offre non solo una nuova prospettiva, ma anche un modello semplice e tutti gli strumenti concettuali per perseguirlo e metterlo in opera.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85464" title="architetturarchivi" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/architetturarchivi.jpg" alt="" width="151" height="160" />L&#8217;ARCHITETTURA NEGLI ARCHIVI<br />
Guida agli archivi di architettura nelle Marche<br />
Antonello Alici, Mauro Tosti Croce (a cura di)<br />
pp. 240<br />
Gangemi, € 30,00<br />
ISBN13: 9788849222845</p>
<p>La Guida agli archivi di architettura nelle Marche – esito della collaborazione tra Soprintendenza Archivistica per le Marche e Dipartimento Dardus dell’Università Politecnica delle Marche – aggiunge un tassello significativo alla composizione del quadro nazionale delle fonti per la storia contemporanea dell’architettura e del territorio, avviata con il Lazio, la Lombardia e la Toscana. Gli archivi descritti, relativi a una regione ‘di transito’ tra i grandi centri del Paese quale le Marche, consentono di ampliare il campo di esplorazione sull’evoluzione della professione dell’architetto e del ruolo della committenza tra i decenni conclusivi dell’Ottocento e le molte stagioni del Novecento. L’accesso a queste nuove fonti permetterà di accrescere la consapevolezza del valore della nostra storia e della nostra identità e di rivalutare e tutelare la città e l’architettura del Novecento, un patrimonio tuttora disconosciuto e a forte rischio di cancellazione.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85465" title="consumoterritorio" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/consumoterritorio.jpg" alt="" width="118" height="179" />CONSUMO DEL TERRITORIO, CRISI DEL PAESAGGIO E FINANZA LOCALE<br />
Verso una nuova urbanistica<br />
Salvo Lo Nardo, Arianna Vedaschi (a cura di)<br />
pp. 224<br />
Gangemi, € 24,00<br />
ISBN13: 9788849222722</p>
<p>Gli ultimi decenni sono stati caratterizzati da un rapido incremento delle superfici edificate, che non ha solo comportato la progressiva saturazione del territorio italiano, ma ha altresì determinato un crescente degrado paesaggistico ed ambientale. In questo volume, caratterizzato dal taglio multidisciplinare, studiosi ed esperti di diversi saperi esaminano le tendenze dell’urbanizzazione in atto, contestualizzando nell’evoluzione del quadro normativo le tensioni e le correlazioni tra pressione edificatoria, rischi ambientali, esigenze finanziarie dei Comuni e strumenti urbanistici. L’analisi condotta mostra che è possibile muoversi verso una nuova urbanistica, perseguendo il contenimento del consumo di suolo, il recupero di un ruolo virtuoso degli Enti locali, nonché il coinvolgimento dei privati in un contesto segnato da una riconquistata capacità di governance da parte dei poteri pubblici. Tutti questi obiettivi sono realizzabili, a condizione che gli attori coinvolti in tale processo credano fino in fondo alla svolta culturale, centrata sulla riqualificazione e sul riuso tanto delle aree dismesse quanto di quelle urbane degradate, e realizzata grazie a politiche pubbliche coerenti correlate alla definizione di idonee forme di incentivazione della rigenerazione urbana.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85466" title="sociologiamediadigitali" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/sociologiamediadigitali.jpg" alt="" width="99" height="139" />SOCIOLOGIA DEI MEDIA DIGITALI<br />
Davide Bennato<br />
pp. 208<br />
Laterza, € 20,00<br />
EAN: 9788842097716</p>
<p>Milioni di persone si informano e interagiscono fra loro attraverso l&#8217;uso di internet e delle nuove tecnologie. Ognuno a suo modo partecipa alla messa in rete di notizie, ma anche alla trasformazione di questi strumenti di comunicazione e di socializzazione. La modalità del web partecipato dagli utenti costringe quindi a un profondo ripensamento dei concetti classici della sociologia della comunicazione come broadcast, audience, distinzione pubblico/privato. Davide Bennato propone una analisi sociologica approfondita dei diversi strumenti e delle piattaforme note al grande pubblico, da Youtube a Friendfeed, ed esamina le conseguenze etiche e sociali dell&#8217;uso di queste tecnologie.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-82837" title="elogiomoralismo" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/elogiomoralismo.jpg" alt="" width="100" height="147" />ELOGIO DEL MORALISMO<br />
Stefano Rodotà<br />
pp. 100<br />
Laterza, € 9,00<br />
ISBN: 9788842098898</p>
<p>Contro malaffare e illegalità servono regole severe e istituzioni decise ad applicarle. Ma serve soprattutto una diffusa e costante intransigenza morale, un&#8217;azione convinta di cittadini che non abbiano il timore d&#8217;essere definiti moralisti, che ricordino in ogni momento che la vita pubblica esige rigore e correttezza.<br />
Leggi la recensione del libro su <a href=" http://www.tafter.it/2011/11/30/elogio-del-moralismo/">Tafter<br />
</a><br />
<img class="alignleft size-full wp-image-85467" title="avantipopoli" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/avantipopoli.jpg" alt="" width="141" height="200" />AVANTI POPOLI!<br />
Piazze, tv, web: dove va l&#8217;Italia senza partiti<br />
Alessandro Lanni<br />
introduzione di Nadia Urbinati<br />
pp. 144<br />
Marsilio, € 12,00<br />
ISBN: 978-88-317-1090-9</p>
<p>Avanti popoli! C&#8217;è un boom dei &#8220;popoli&#8221;, dall&#8217;antesignano popolo dei fax fino a quello delle donne in piazza nel 2011, al popolo viola e molti altri affini. La formula dilagata negli ultimi anni in Italia è più di un semplice tic giornalistico. Al populismo del Cavaliere e del suo partito (un altro Popolo), per cui «il Parlamento è pletorico» e il leader interpreta direttamente il volere popolare, fa da contraltare l&#8217;affermazione dei &#8220;popoli&#8221; che nella Rete trovano strumenti di mobilitazione. Sullo sfondo i partiti, ormai privi di peso, mentre si affaccia il miraggio di una democrazia che può fare a meno della mediazione rappresentativa. Guardando alla storia recente questo libro dà conto di un&#8217;epocale trasformazione della vita politica, un processo il cui esito è ancora aperto. «Il problema che Lanni pone riguarda il destino e il mutamento di scopo dei partiti, i quali hanno perso la loro centralità e si sono svuotati del loro ruolo di collegamento tra società civile e società politica, di catalizzatori di interessi e idee, per essere via via solo parlamentari, ripiegati su se stessi, concentrati nella difesa degli eletti, del loro status e del loro potere: uno svuotamento di legittimità che è radicale. Se si vuole comprendere il significato del mutamento in corso nelle nostre democrazie si deve partire da qui». Dall&#8217;introduzione di Nadia Urbinati</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85468" title="secolocorrierepiccoli" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/secolocorrierepiccoli.jpg" alt="" width="116" height="162" />IL SECOLO DEL CORRIERE DEI PICCOLI<br />
Fabio Gadducci, Stefanelli Matteo<br />
pp. 304<br />
Rizzoli, € 39,90<br />
EAN: 9788817053433</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel 1908 nasceva il Corrierino: questa antologia ci conduce in un viaggio nell’Italia del Novecento, in compagnia di un giornale che ha segnato il costume di oltre cinque generazioni di bambini e famiglie, popolandone i sogni e il tempo libero e offrendosi come grande offi cina di icone per l’immaginario nazionale.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85469" title="gucci" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/gucci.jpg" alt="" width="132" height="148" />GUCCI<br />
Tonchia Stefano, Frisa M. Luisa<br />
pp. 480<br />
Rizzoli, € 75,00<br />
EAN: 9788817052221</p>
<p>Nel 2011 la celebre griffe italiana, nata come azienda specializzata in pelletterie artigianali, compie novant&#8217;anni. Celebra il &#8220;compleanno&#8221; con il <a href="http://www.tafter.it/2011/09/13/musei-il-26-settembre-inaugura-quello-di-gucci-a-firenze/">nuovo Museo Gucci a Firenze </a>e con questo eccezionale libro sulle origini, lo stile e l&#8217;ispirazione di un marchio rilanciato dal 2007 sotto la guida creativa di Frida Giannini: per celebrare il passato della maison e la sua eccellenza nell&#8217;artigianato di lusso, aggiungendo allo stesso tempo giovinezza, colore e stravaganza giocosa.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85470" title="unaeindivisibile" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/unaeindivisibile.jpg" alt="" width="130" height="180" />UNA E INDIVISIBILE<br />
Riflessioni sui 150 anni della nostra Italia<br />
Giorgio Napolitano<br />
pp. 180<br />
Rizzoli, € 15,00<br />
EAN: 9788817049740</p>
<p>“Abbiamo insistito tanto, e con pieno fondamento, su quel che l’Italia e gli italiani hanno mostrato di essere in periodi cruciali del loro passato, e sulle grandi riserve di risorse umane e morali, d’intelligenza e di lavoro di cui disponiamo, perché le sfide e le prove che abbiamo davanti sono più che mai ardue, profonde e di esito incerto.”</p>
<p>Le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia hanno visto una partecipazione popolare al di là di ogni aspettativa: iniziative promosse da istituzioni, scuole, piccoli e grandi comuni, associazioni locali, un’esplosione mai vista di bandiere tricolori. Si è così mostrata la profondità delle radici del nostro stare insieme come nazione, come Italia unita. Le parole scolpite nella Costituzione per definire la Repubblica – “una e indivisibile” – hanno trovato un riscontro autentico in milioni di italiani. Secondo la Carta costituzionale, il Presidente della Repubblica “rappresenta l’unità nazionale”. Giorgio Napolitano ha colto ogni occasione – nella difficile fase attraversata dal nostro Paese e dall’Europa intera – per dare risalto alle ragioni di dignità e di orgoglio nazionale che ci offre la storia del movimento di unificazione.</p>
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		<title>Year in Hashtag</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 10:56:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laterza Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Capodanno 2012]]></category>
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		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Year in Hashtag &#160; &#8220;E’ uno sguardo sul 2011 da un punto di vista particolare: la Rete e i suoi utilizzatori&#8221;: questa la descrizione che troverete sul sito e niente può meglio sintetizzare questo 2011, un anno in cui la Storia (quella con la S maiuscola) è davvero passata da Twitter per poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-81979" title="TITOLO" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/TITOLO1.jpg" alt="" width="112" height="49" /></p>
<p>Year in Hashtag<img class="alignright size-full wp-image-85440" title="yearinhashtag" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/yearinhashtag.jpg" alt="" width="300" height="250" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-81980" title="COSE" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/COSE1.jpg" alt="" width="87" height="39" />&#8220;E’ uno sguardo sul 2011 da un punto di vista particolare: la Rete e i suoi utilizzatori&#8221;: questa la descrizione che troverete sul sito e niente può meglio sintetizzare questo 2011, un anno in cui la Storia (quella con la S maiuscola) è davvero passata da Twitter per poi finire nelle piazze di tutto il mondo. Per chi fosse un pò confuso: l&#8217;hashtag è il termine utilizzato sul social network Twitter per indicare la parola chiave che sintetizza il contenuto del proprio post (preceduta dal cancelletto # &#8211; che in inglese si chiama appunto hashtag )</p>
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<p><img class="alignleft size-full wp-image-81981" title="COME" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/COME1.jpg" alt="" width="87" height="35" />E&#8217; una finestra sul mondo, una grande pagina ricca di immagini rappresentative, ognuna delle quali rappresenta un mese, un paese e, soprattutto un hashtag. All’interno di ogni scheda troverete fotografie, video, tweet e link a siti e blog di approfondimento. Dai tweet potete cliccare per risalire all’account dell’autore, agli hashtag citati, ai link e partire per la vostra personale esplorazione.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-81983" title="SEGNI PARTICOLARI" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/SEGNI-PARTICOLARI1.jpg" alt="" width="296" height="52" />Il sito rappresenta la vera rivoluzione della Rete, il raccontare gli eventi proprio mentre accadono, eliminando di fatto ogni barriera spazio-temporale. Se il Time ha visto nel &#8220;manifestante&#8221; l&#8217;uomo dell&#8217;anno, Year in Hashtag è a lui che rende giustizia e a tutti coloro che ad esso hanno dato una voce.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-81984" title="PRO" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/PRO1.jpg" alt="" width="68" height="40" /></p>
<p>L&#8217;organizzazione di tutto il sito è semplicemente sorprendente: con pochi click si riesce a risalire alla notizia, alla sua fonte, alle sue immagini, alla sua descrizione. Un viaggio nel tempo e nello spazio fatto di persone e non di soli accadimenti. Molto meglio di qualsiasi libro di storia e di qualsiasi telegiornale. E poi, mettiamocelo, il sito è realizzato da italiani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-81985" title="CONTRO" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/CONTRO1.jpg" alt="" width="105" height="35" />Quando si ha a che fare con notizie che riguardano tutto il mondo, è normale perdersi qualcosa. Spesso è proprio quel qualcosa in più, che non si trova altrove, ad essere l&#8217;asso nella manica della Rete (oltre alla tempestività di reazione, ovvio). La selezione degli eventi, dura giustiziatrice, ha quindi offuscato quelle tendenze che fanno di Twitter un luogo accogliente e di elevata qualità.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-81986" title="CONSIGLIATO A" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/CONSIGLIATO-A1.jpg" alt="" width="142" height="36" />Chi non si è accorto che la Storia del mondo quest’anno è passata in gran parte attraverso Twitter, ma anche a chi se ne è accorto e vuole ripercorrere i fatti che ha vissuto (e alimentato) giorno per giorno.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-81987" title="INFO UTILI" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/INFO-UTILI1.jpg" alt="" width="111" height="44" /> L&#8217;indirizzo è <a href="http://yearinhashtag.com/">http://yearinhashtag.com/</a>, il blog di una delle realizzatrici è invece questo <a href="http://tigella.altervista.org/">http://tigella.altervista.org/</a>. Buon anno (in Hashtag, ovviamente!)</p>
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		<title>Eventi: per Firenze il 2012 sarà l&#8217;anno di Amerigo Vespucci</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 10:30:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per la città di Firenze il 2012 sarà l&#8217;Anno di Amerigo Vespucci (1454-1512), il navigatore ed esploratore fiorentino che ha dato il suo nome al Nuovo Mondo scoperto da Cristoforo Colombo. &#8221;Il simbolo di questa ricorrenza avrà come slogan &#8216;Naming the future&#8217;, perchè il 2012 possa essere l&#8217;anno in cui, nel nome di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-85303" title="vespucci" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/vespucci.jpg" alt="" width="208" height="243" />Per la città di <strong>Firenze</strong> il <strong>2012</strong> sarà l&#8217;<strong>Anno di Amerigo Vespucci (1454-1512)</strong>, il navigatore ed esploratore fiorentino che ha dato il suo nome al <strong>Nuovo Mondo</strong> scoperto da <strong>Cristoforo Colombo</strong>. &#8221;Il simbolo di questa ricorrenza avrà come slogan <strong>&#8216;Naming the future&#8217;</strong>, perchè il <strong>2012</strong> possa essere l&#8217;anno in cui, nel nome di un grande fiorentino, ciascuno di noi provi a vivere quotidianamente con la curiosità, con l&#8217;orgoglio, con l&#8217;apertura ma soprattutto con la consapevolezza di chi pensa che dare un nome al futuro sia la grande opportunità per Firenze&#8221;. Lo ha annunciato il sindaco di Firenze, <strong>Matteo Renzi</strong>, durante il suo intervento per i tradizionali auguri di Natale alla città che si è svolto nel <strong>Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio</strong>.<br />
Nel corso del prossimo anno Firenze sarà al centro di numerosi <strong>eventi,</strong> tra <strong>convegni, conferenze e mostre</strong>, organizzati per celebrare i<strong> cinquecento anni della morte del leggendario navigatore</strong>. &#8221;Per noi il 2012 sarà l&#8217;Anno di Amerigo. Il simbolo dell&#8217;anno è &#8216;Naming the future&#8217;, dare un nome al futuro. Vespucci &#8211; ha aggiunto Renzi - è stato l&#8217;uomo che non ha scoperto che lì c&#8217;erano gli Stati Uniti, ma è stato il primo ad aver consapevolezza che erano una terra nuova e le ha dato il nome&#8221;.<br />
&#8220;Anche per noi &#8211; ha sottolineato &#8211; deve essere importante dare un nome alle sfide che ci aspettano. Il 2012 può essere l&#8217;anno in cui, nel nome di un grande fiorentino, ciascuno di noi prova a vivere quotidianamente con la curiosità, con l&#8217;orgoglio, con l&#8217;apertura ma soprattutto con la consapevolezza di chi pensa che dare un nome al futuro sia la grande opportunità per Firenze&#8221;.</p>
<p><em>Fonte: Adnkronos</em></p>
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		<title>Turismo: venticinque Comuni italiani hanno aderito al progetto &#8220;Luoghi del Medioevo&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 09:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Creare una rete tra le città medievali meno conosciute sul territorio nazionale per promuovere in sinergia il patrimonio storico-artistico presente in questi luoghi, perlopiù sconosciuti al grande pubblico. E&#8217; questo l&#8217;obiettivo dei venticinque Comuni italiani guidati da Pistoia che hanno aderito al progetto &#8220;Luoghi del Medioevo&#8221; per lanciare un piano di marketing e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-85288" title="luoghidelmedioevo" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/luoghidelmedioevo.jpg" alt="" width="200" height="200" />Creare una rete tra le <strong>città medievali</strong> meno conosciute sul territorio nazionale per promuovere in sinergia il <strong>patrimonio storico-artistico</strong> presente in questi luoghi, perlopiù sconosciuti al grande pubblico. E&#8217; questo l&#8217;obiettivo dei <strong>venticinque Comuni italiani</strong> guidati da<strong> Pistoia</strong> che hanno aderito al progetto<strong> &#8220;Luoghi del Medioevo&#8221;</strong> per lanciare un <strong>piano di marketing e di promozione commerciale</strong> che possa intercettare la domanda di<strong> turismo culturale</strong> con maggiore forza ed incisività. Se ne è parlato nella <strong>Sala S. Agata di Palazzo Comunale</strong> durante un tavolo tecnico organizzato dal <strong>Comune di Pistoia</strong> e al quale hanno partecipato venti amministrazioni di <strong>sette Regioni</strong>. Si tratta, oltre a <strong>Pistoia</strong>, di<strong> Serravalle Pistoiese, Piteglio, Larciano, Pescia, Prato, Certaldo (FI), Monteriggioni e Torrita (SI), Montopoli Valdarno (PI), Castel San Nicolò (AR).</strong> Inoltre hanno partecipato anche rappresentanti del Comune di <strong>Fumone (FR), Martinengo (BG), Lasino (TN) Carpineti (RE) e Verrucchio (RN). Presenti anche Narni e Alviano (TR), Bevagna (PG) </strong>e<strong> Cassine (AL).</strong><br />
&#8220;Il successo del <strong>Festival Medievale</strong> dello scorso ottobre – sottolinea l&#8217;assessore al turismo <strong>Barbara Lucchesi</strong> – ci ha dato l&#8217;entusiasmo e l&#8217;energia per organizzare un incontro con i Comuni presenti all&#8217;iniziativa e continuare un percorso già avviato. Vogliamo rafforzare la promozione del nostro territorio attraverso i tesori che Pistoia e le altre città hanno da offrire che spesso non riescono a raggiungere i canali più importanti dell&#8217;informazione. Per farlo c&#8217;è necessità di collaborare. Tutte le realtà che fanno parte del progetto sono cosiddette minori ma ricche di patrimoni artistici preziosi che vale proprio la pena di far conoscere ad un numero sempre più numeroso di persone sempre più alla ricerca di piccoli gioielli quasi sconosciuti&#8221;.<br />
Dopo il <strong>Festival del Turismo medievale</strong>, che per la prima volta si è svolto<strong> a Pistoia dal 20 al 23 ottobre</strong> scorso e al quale hanno aderito <strong>48 Comuni di tutta Italia</strong>, l&#8217;incontro di ha lo scopo di proseguire in questa direzione per rilanciare ulteriormente il<strong> format del turismo medievale</strong> presentato durante la <strong>borsa del turismo</strong>. L&#8217;idea è di realizzare un <strong>sistema integrato tra i Comuni</strong> che vi partecipano affinché chi ne fa parte possa beneficiare di questa promozione del territorio e delle sue bellezze con costi non esosi perché ripartiti tra numerosi soggetti. Ogni Comune potrà pertanto proporre le eccellenze del proprio territorio (sistema museale, location, piazze, abbazie ecc.) per creare una <strong>promozione integrata</strong>.<br />
Per dare un&#8217;identità al progetto è stato creato un marchio che si chiama &#8220;Luoghi del Medioevo&#8221;, il cui disegno raffigura un cavaliere a cavallo che impugna una spada. Il territorio di Pistoia sarà promosso attraverso il prodotto culturale dal titolo <strong>&#8220;Pistoia città del Medioevo&#8221;</strong> al quale hanno aderito<strong> Serravalle Pistoiese, Piteglio, Larciano e Pescia</strong>. I vantaggi di creare un sistema di collaborazione vanno dalla ripartizione dei costi per la promozione delle iniziative ad una maggiore visibilità a livello nazionale e pertanto una maggiore capacità di individuare la domanda di turismo culturale con maggiore forza ed incisività. Il tavolo tecnico è stato promosso dal Comune di Pistoia in collaborazione con l&#8217;associazione culturale Musiké.</p>
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		<title>Napoli. Spettacolo teatrale &#8220;Tombola Napoletana&#8221;. Il 28 e 29 dicembre</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 08:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri]]></category>
		<category><![CDATA[Natale 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo dal Vivo]]></category>
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		<description><![CDATA[Non tutti sanno che la Tombola Napoletana nacque nel 1734 quando, durante il periodo natalizio, proibito il gioco del lotto per ragioni religiose, i napoletani si industriarono creando con i 90 numeri un gioco parallelo e casalingo. Ed è proprio dai 90 numeri, uno per ogni partecipante, estratto all’ingresso, che lo spettacolo prende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-85279" title="tombolanapoletana" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/tombolanapoletana.jpg" alt="" width="340" height="196" />Non tutti sanno che <strong>la Tombola Napoletana nacque nel 1734</strong> quando, durante il periodo natalizio, <strong>proibito il gioco del lotto</strong> per ragioni religiose,<strong> i napoletani si industriarono creando con i 90 numeri un gioco parallelo e casalingo</strong>. Ed è proprio dai 90 numeri, uno per ogni partecipante, estratto all’ingresso, che lo spettacolo prende forma e cattura l&#8217;attenzione degli intervenuti. Un originalissimo femminiello napoletano, capace attraverso la magica estrazione dei numeri, di raccontare storie e situazioni tali da coinvolgere i partecipanti nella più verace atmosfera dei vicoli di Napoli. Finita la cena, comincerà la tombola con tanto di cartelle: chest e a man…e chist è o cul ro panar, secondo la smorfia più colorita e scostumata che abbiate mai sentito! Non sono previste né scommesse né vincite ma solo tante risate e sorprese.<br />
Lo spettacolo si tiene presso il Teatro Cabaret Portalba a Napoli (via Port&#8217;Alba, 30)<br />
<strong>Quota di partecipazione 25 euro. Inizio spettacolo ore 21</strong></p>
<p>Consulta il <a href="http://www.manievulcani.it">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Organizzazione<br />
Tel. 081 0198235<br />
Mob: 340 4230980<br />
<a href="mailto:info@manievulcani.it">info@manievulcani.it</a></p>
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		<title>15-02-12 &#8211; “Concorso murales 2011-12. Resistenza 1943-45 Città di Massa”</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 12:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concorsi]]></category>
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		<category><![CDATA[Pittura]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[Scuole]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Street art]]></category>

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		<description><![CDATA[Resistenza 1943-45 Città di Massa. Idee, fatti e personaggi con particolare attenzione alla storia del territorio massese. Partecipanti: autori singoli e associati, scuole di ogni ordine e grado , associazioni culturali. Nel caso di partecipazione di un gruppo dovrà essere identificato un capogruppo quale referente. I minori di 18 anni potranno partecipare solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-85030" title="comunemassa" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/comunemassa.jpg" alt="" width="682" height="92" />Resistenza 1943-45 Città di Massa. Idee, fatti e personaggi con particolare attenzione alla storia del territorio massese</strong>.<br />
Partecipanti: autori singoli e associati, scuole di ogni ordine e grado , associazioni culturali. Nel caso di partecipazione di un gruppo dovrà essere identificato un capogruppo quale referente. I minori di 18 anni potranno partecipare solo se appartenenti ad un gruppo facente capo ad una Scuola (pubblica o parificata). Ogni concorrente/gruppo potrà presentare una sola proposta con le modalità descritte nel seguito, pena l’esclusione.<br />
<strong>Iscrizione al concorso è gratuita.</strong><br />
Tecnica di esecuzione: murales realizzato con tecniche miste, pitture ad acqua o comunque ecocompatibili<br />
Luogo di esecuzione: muro di cinta interno al complesso ex-CAT .<br />
Realizzazione dell’opera: su bozzetto preventivamente approvato dalla commissione concorsuale. Ogni opera potra’ occupare uno o più moduli .<br />
Vincitori: La commissione di cui al successivo art. 6 a suo insindacabile giudizio stabilirà una graduatoria di merito che terrà conto sia della qualità artistica sia dei contenuti comunicativi e documentari delle proposte. Potranno essere realizzate le opere a partire dalla prima classificata a seguire le successive fino a coprire la superficie totale.<br />
La documentazione va inserita in busta chiusa, sulla busta va riportata, ben visibile, la<br />
dicitura : “Concorso murales 2011-12. Resistenza 1943-45 Città di Massa”<br />
La consegna della busta deve essere fatta a mano o a mezzo posta via raccomandata con ricevuta di ritorno, a spese dei partecipanti, entro le ore 12.00 del giorno 15 Febbraio 2012 al seguente indirizzo: Comune di Massa, Ufficio protocollo, Via Porta Fabbrica, 1 &#8211; 54100 Massa.<br />
Il recapito è ad esclusiva responsabilità del mittente (non farà fede li timbro postale o la ricevuta del corriere).<br />
Il Comune non provvederà alla assicurazione dei bozzetti pervenuti; pertanto gli autori provvederanno a proprie spese alla loro eventuale assicurazione.<br />
Una commissione di esperti e rappresentanti dell’Ente sarà nominata con successivo provvedimento del Dirigente e la sua composizione sarà resa nota sul <a href="http://www.comune.massa.ms.it">sito</a> internet dell’Ente .<br />
La commissione valuterà tutti i bozzetti pervenuti e formerà una graduatoria di merito entro i primi trenta (30) giorni successivi alla scadenza del bando.<br />
Gli autori delle opere vincitrici verranno contattati per la comunicazione delle modalità e tempi di esecuzione.<br />
A ciascuno dei partecipanti verrà fornito il materiale di consumo per la realizzazione (pitture, pigmenti, solventi, pennelli standard) ma non attrezzature per la pitturazione<br />
(come ad es. macchine per aerografo)</p>
<p>Consulta il <a href="http://www.comune.massa.ms.it/pagina/concorso-murales">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
numero verde 800 013 846<br />
Tel. + 39 0585 490259 &#8211; fax +39 0585 490326<br />
<a href="mailto:urp@comune.massa.ms.it">urp@comune.massa.ms.it</a><br />
SEDE: Palazzo comunale via Porta Fabbrica 1, 54100 Massa<br />
ORARIO DI APERTURA<br />
da lunedì a venerdì 08.30/13.30 &#8211; martedì e giovedì anche 15.30/17.30<br />
UFFICIO DELLA MEMORIA<br />
<a href="mailto:ufficiodellamemoria@comune.massa.ms.it">ufficiodellamemoria@comune.massa.ms.it</a></p>
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		<title>Fuoco e fiamme al Cairo, vittima la napoleonica “Description de l’Egypte”</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 17:44:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pisa Roberta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Miss Marple]]></category>
		<category><![CDATA[Archivi]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Centri storici]]></category>
		<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Patrimonio culturale]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Un incendio è divampato sabato scorso all'Istituto dell’Associazione Egiziana di Studi Storici a seguito degli scontri tra manifestanti e milizie nella città del Cairo. Numerosi documenti storici sono andati perduti tra le fiamme, come la “Description de l’Egypte” redatta a seguito della campagna d'Egitto di Napoleone. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-85056" title="fuocolibriegitto" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/fuocolibriegitto.jpg" alt="" width="410" height="254" />L’ambita democrazia in <strong>Egitto</strong> è un traguardo ancora lungi da raggiungere, tanto che dopo la cacciata di <strong>Mubarak</strong> hanno preso il sopravvento gli <strong>organismi militari</strong>. La popolazione non è però disposta a rinunciare al proprio sogno di <strong>libertà e giustizia</strong> e, nonostante la forte repressione, continua a manifestare affinché si giunga a <strong>democratiche elezioni</strong>.<br />
In questo <strong>clima rovente</strong>, oltre al sacrificio di numerose<strong> vite umane</strong>, in una città come <strong>Il Cairo</strong>, centro nevralgico della protesta, dove numerosi sono i musei e le testimonianze di un millenario passato, alto è il rischio per il <strong>patrimonio culturale</strong> qui presente.<br />
Già negli scorsi mesi, quando si combatteva per eliminare la dittatura di Mubarak, è stato colpito il<strong><a href="http://www.tafter.it/2011/02/14/archeologia-reperti-trafugati-al-museo-egizio-del-cairo/">Museo Egizio </a>di Piazza Tahrir</strong>, mentre negli ultimi scontri è stato incendiato l’<strong>Istituto dell’Associazione Egiziana di Studi Storici</strong>: qui sono conservati ben<strong> 196.000 testi</strong>, che costituiscono una collezione dall’inestimabile valore.<br />
Il centro culturale, fondato da<strong> Bonaparte</strong>, si trova proprio nei pressi degli edifici governativi, dove sabato scorso un’accesa protesta contro le milizie è sfociata in un<strong> grave incendio</strong> dell’istituto, che ha fatto temere persino per la tenuta della struttura. Il palazzo è ancora in piedi ma le fiamme, attive per <strong>circa 24 ore</strong>, hanno provocato pesanti danneggiamenti all’edificio, e, soprattutto, sono andati persi <strong>documenti storici di estrema importanza</strong>. L’intervento di molti<strong> volontari</strong>, intenti a mettere in salvo i testi, non ha potuto infatti evitare che il fuoco attaccasse i preziosi documenti.<br />
Tra le perdite si menziona in particolare la raccolta <strong>“Description de l’Egypte”</strong>, frutto della ricerca effettuata dai <strong>160</strong> <strong>tra esploratori e geografi</strong> che accompagnarono <strong>Napoleone Bonaparte</strong> durante la <strong>campagna d’Egitto nel 1798</strong>. Il rapporto andato perduto, che è stato presentato per la prima volta nel <strong>1809</strong> per poi essere perfezionato nel <strong>1829</strong>, è considerato dagli studiosi una delle più importanti <strong>testimonianze storiche dell’epoca</strong>, fotografia autorevole ed attendibile della realtà del nord Africa nel periodo napoleonico.<br />
<strong>Shaker Abdel Hamid</strong>, attuale ministro della cultura, ha definito il fatto <strong>“una catastrofe per la scienza”</strong> e si è affrettato ad istituire una commissione per il restauro delle opere ancora recuperabili.<br />
L’incendio sarebbe stato conseguente al lancio di<strong> bottiglie incendiarie</strong> da parte dei rivoltosi scagliatisi contro le milizie, barricate dietro un muro eretto a protezione delle sedi di potere, cui ha fatto seguito la morte accertata di<strong> dodici persone</strong>.<br />
C’è chi ha lamentato un eccessivo ritardo nell’arrivo dei <strong>pompieri</strong> per domare le fiamme, placate solo molte ore dopo.<br />
Le responsabilità sono tuttavia ancora da chiarire: se è vero che i manifestanti hanno fatto ricorso ad ordigni incendiari, è anche giusto sottolineare che loro stessi hanno tentato di salvare il patrimonio conservato nell’istituto, avventurandosi pericolosamente nelle sale. Desta maggior sospetto la lungaggine dei soccorritori nell’intervenire per spegnere il fuoco, che suona molto più come una manovra per screditare il movimento di protesta della popolazione agli occhi dell’<strong>opinione pubblica internazionale.</strong> Non sarebbe infatti da escludere che i militari usurpatori del potere abbiano lasciato che il misfatto si consumasse per dipingere gli oppositori come<strong> incivili.</strong><br />
E intanto torna alla mente l’epilogo tragico della gloriosa <strong>Biblioteca di Alessandria d’Egitto</strong>, vittima sacrificale della furia conquistatrice di <strong>Giulio Cesare.</strong></p>
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