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	<title>Tafter &#187; Sociale</title>
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	<description>Cultura è Sviluppo</description>
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		<title>09-03-12 &#8211; Concorso fotografico “DALL’ACQUA IN POI”</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 09:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Associazione Geologos Sin Fronteras-Italia-ONLUS, da anni si occupa di creare e gestire progetti primariamente legati all’approvvigionamento idrico nei Paesi più bisognosi; uno dei più grandi problemi delle popolazioni povere, infatti, è l’accesso a fonti di acqua potabile. GsF lavora nel tentativo di ridurre i gravi disagi a cui sono sottoposti gran parte dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89239" title="concorso fotografico oliviero toscani" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/concorso-fotografico-oliviero-toscani.jpg" alt="" width="379" height="473" />L’Associazione <strong>Geologos Sin Fronteras-Italia-ONLUS</strong>, da anni si occupa di creare e gestire progetti primariamente legati all’<strong>approvvigionamento idrico nei Paesi più bisognosi</strong>; uno dei più grandi problemi delle popolazioni povere, infatti, è l’accesso a fonti di acqua potabile.<br />
GsF lavora nel tentativo di ridurre i gravi disagi a cui sono sottoposti gran parte dei popoli nei Paesi in via di Sviluppo, provocati dalla mancanza di acqua potabile.<br />
Tema del concorso è<strong> l’ACQUA in tutte le sue rappresentazioni e/o usi</strong>: l’acqua come risorsa di vita, elemento fondamentale del nostro vissuto quotidiano. Il concorso vuole mettere in mostra i diversi punti di vista sull’acqua attraverso la trasposizione in immagini delle sue molteplici forme e manifestazioni.<br />
La partecipazione al concorso è aperta a tutti.<br />
Possono essere presentate opere realizzate con qualsiasi tecnica (tradizionale, digitale, ecc.).<br />
Ogni partecipante può presentare una singola opera.<br />
L’opera deve essere inviata dal 06/02/2012<strong> al 09/03/2012</strong> via mail in formato jpg (max 5 Mb) al seguente indirizzo: <a href="mailto:concorsofotografico@geologossinfronteras-italia.org">concorsofotografico@geologossinfronteras-italia.org</a><br />
Gli autori delle opere ammesse al concorso riceveranno una mail di conferma di accettazione dell’opera presentata.<br />
La quota di partecipazione è fissata in euro 10,00</p>
<p><strong>I primi due classificati saranno valutati e premiati da OLIVIERO TOSCANI</strong>, che in occasione della serata di premiazione consegnerà ai vincitori un attestato che certifica la partecipazione al concorso. Il terzo classificato verrà decretato dai voti dei clienti del Ristorante Lo Stacco<br />
Per i partecipanti al concorso il costo del biglietto di ingresso alla serata di premiazione è di 10,00 euro (comprensivo di ingresso, una consumazione, buffet ed esibizione live della bluesband “Amanda e la banda”)<br />
Per il pubblico il costo del biglietto di ingresso è di 15,00 euro (comprensivo di ingresso, una consumazione, buffet ed esibizione live della band bluesband “Amanda e la banda”)<br />
<strong>Premi</strong><br />
1° CLASSIFICATO:<br />
- Workshop di fotografia offerto dallo studio fotografico Rawproject di Milano, a scelta tra i seguenti:<br />
o Glamour &amp; Nudo<br />
o Post–Produzione fotografica<br />
o Reportage e Street Photography<br />
o Ritratto<br />
o Fotografia digitale<br />
- Fotocamera subacquea Kodak Easyshare Sport offerta da Esselunga<br />
2° CLASSIFICATO:<br />
- Nano Rain Jacket e zaino Tubo Stagno Piccolo offerto da Tucano Urbano<br />
3° CLASSIFICATO:<br />
- 150 euro di sconto su un viaggio a scelta, 1 borsa tracolla, 1 penna usb offerte dall&#8217;Agenzia di viaggio Focus Himalaya Travel<br />
- Coppia bottiglie di vino in borsa portabottiglie di Tucano Urbano</p>
<p>Consulta il <a href="http://www.geologossinfronteras-italia.org">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
<a href="mailto:concorsofotografico@geologossinfronteras-italia.org">concorsofotografico@geologossinfronteras-italia.org</a></p>
<p>Tel. 02 864 604 91<br />
Marta Bravi: cell. 349 835 6493<br />
Rosy Iaione: cell. 340 400 8760<br />
Dal 15 febbraio al 1 marzo 2012 si prega di contattare telefonicamente solo il seguente numero: Rosy Iaione – cell. 340 400 8760</p>
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		<title>Terni. Cioccolentino. La città con il cuore fondente. Dal 10 al 14 febbraio</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 08:21:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il cioccolato artigianale e l’alta pasticceria protagonisti per cinque giorni nella città di San Valentino per celebrare la festa degli innamorati Cioccolentino prenderà il via venerdì 10 febbraio 2012 e terminerà il 14, giorno in cui si celebra il Santo Patrono degli innamorati, Vescovo di Terni, con un giorno in più rispetto alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89437" title="cioccolentino" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/cioccolentino.jpg" alt="" width="332" height="229" />Il <strong>cioccolato artigianale e l’alta pasticceria</strong> protagonisti per <strong>cinque giorni nella città di San Valentino per celebrare la festa degli innamorati</strong><br />
<strong>Cioccolentino prenderà il via venerdì 10 febbraio 2012 e terminerà il 14</strong>, giorno in cui si celebra il Santo Patrono degli innamorati, Vescovo di Terni, con un giorno in più rispetto alla durata tradizionale della manifestazione, giunta quest’anno alla sua nona edizione.<br />
L’evento è realizzato da Promoeventi, con la collaborazione di Eurochocolate e il patrocinio e il contributo della Regione dell’Umbria, della Provincia, del Comune di Terni nell’ambito degli Eventi Valentiniani e della Camera di Commercio di Terni, nonché con la collaborazione della Confcommercio provinciale.<br />
Il claim 2012, <strong>Terni città dal cuore fondente</strong>, richiama non solo la tradizione pasticcera della città umbra, ma gioca anche sulla sua storia di città nota in tutto il mondo per le acciaierie. Lo fa però con la dolcezza del cioccolato e la passione di chi si ama, che, nei giorni della kermesse, sarà presente a Terni per festeggiare San Valentino.<br />
Come sempre saranno moltissime le iniziative in programma, dedicate al cioccolato e all’alta pasticceria, ma anche a far <strong>conoscere la città e le sue eccellenze</strong>, nonché a tutti gli innamorati che vogliono rinnovare la loro promessa d’amore.<br />
<strong>Tutte le principali opere architettoniche del territorio, da Palazzo Spada alla Basilica di San Valentino, dall’Arco di Carsulae alla Torre di Colleluna saranno riprodotte in cioccolato dai maestri cioccolatieri presenti in Piazza Tacito.</strong> In particolare la medievale Rocca di Colleluna, torrione di avvistamento, che la leggenda vuole collegata direttamente al signorile Palazzo Spada attraverso una serie di cunicoli sotterranei, sarà riprodotta nell’arco della manifestazione per essere poi degustata, mercoledì 14, da tutti i visitatori. La storia della città e i suoi angoli più suggestivi saranno protagonisti anche dell’insolita mostra In ogni amore c’è una sorpresa, in cui le tele saranno dolcissime uova di cioccolato affiancate dai più bei scatti d’amore dei migliori fotografi ternani.<br />
Anche <strong>i Musei della città</strong>, nei giorni della manifestazione, <strong>saranno “al sapor di cioccolato</strong>”. Grazie all’Assessorato al Turismo del Comune di Terni e alle Associazioni locali dei Pasticceri, infatti, all’interno dei Musei si potranno non solo ammirare le opere d’arte, ma anche degustare i tipici dolci ternani realizzati per l’occasione.<br />
E, a proposito di dolci tipici, non poteva mancare il<strong> Panpepato</strong>, leccornia delle feste natalizie a base di cioccolato, frutta secca e spezie. Ne sarà realizzata una versione da Guinness dei Primati che i visitatori potranno poi gustare in tutta la sua bontà.<br />
Non mancheranno naturalmente <strong>laboratori di pasticceria per adulti e per bambini</strong>, maestri cioccolatieri pronti a svelare ogni segreto della lavorazione del cibo degli dei, originali aperitivi e gustosi menù al cacao e cioccolato e tantissime novità dal mondo del cioccolato.<br />
<strong>Agli innamorati, infine, Cioccolentino dedica giochi, romantiche cene a due con specialità al cioccolato</strong>, mostre e curiosità per rendere indimenticabile la festa di San Valentino, tante attività golose, riservate agli Amori eTerni….<br />
Moltissime anche le <strong>iniziative collaterali di musica, danza, sport e divertimento</strong> che arricchiranno il programma della maanifestazione.<br />
Appuntamento, dunque, a Terni, Città dal cuore fondente, dal 10 al 14 febbraio 2012.</p>
<p>Consulta il <a href="http://www.cioccolentino.com">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
<a href="mailto:info@cioccolentino.com">info@cioccolentino.com</a></p>
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		<title>Teatro: nasce &#8220;Teatri della Differenza&#8221;, la rete toscana del teatro d’arte civile</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 15:30:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I Teatri della Differenza sono una rete di dodici realtà teatrali toscane distribuite su sette province, e unite da una rinnovata necessità di azione artistica per creare uno spazio capace di dare parola a chi non ce l’ha, un luogo di libertà e mondi immaginari. Gli ambiti sono quelli dell’alterità, della differenza, della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89384" title="teatridelladifferenza" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/teatridelladifferenza.jpg" alt="" width="275" height="183" />I <strong>Teatri della Differenza</strong> sono una <strong>rete di dodici realtà teatrali toscane</strong> distribuite su<strong> sette province</strong>, e unite da una <strong>rinnovata necessità di azione artistica</strong> per creare uno spazio capace di dare parola a chi non ce l’ha, un luogo di libertà e mondi immaginari. Gli ambiti sono quelli dell’alterità, della differenza, della marginalità sociale e del disagio, in cui le compagnie e gli artisti aderenti operano da anni attraverso lo sviluppo dei loro progetti e delle loro attività.<br />
“Dobbiamo essere grati ai soggetti realizzatori di questo progetto artistico che apre sulle diversità di ogni tipo e vuole annullarne l’isolamento – ha affermato l’assessore regionale alla cultura <strong>Cristina Scaletti</strong> presentando i Teatri della Differenza insieme al coordinatore della rete <strong>Alessandro Garzella</strong> -. Coinvolgere e rappresentare il disagio in ogni sua forma aiuta chi ne è dentro e al contempo tutti a prendere coscienza dei problemi. E’ certo uno dei compiti del teatro, e le isitutuzioni possono dare un forte contributo. Per questo – ha concluso l’assessore – la Regione seguirà con attenzione la nascita e l’auspicabile crescita del progetto, pronta ad intervenire con gli strumenti che ha a disposizione sia sul piano finanziario che organizzativo”.<br />
Un <strong>unico cartellone</strong> che unisce teatri e compagnie dalla forte connotazione sociale e civile; e raggruppa <strong>oltre cinquanta eventi</strong> tra spettacoli, laboratori teatrali (per bambini, adolescenti, adulti, immigrati, utenti di centri diurni, case famiglia e servizi psichiatrici), convegni, master universitari, una vera e propria scuola sulle arti sociali e un progetto di distribuzione e formazione del pubblico. I luoghi sono i teatri di residenza delle compagnie, gli spazi e le botteghe di formazione dei numerosi artisti coinvolti. Un programma unico che riflette la vocazione della Toscana a promuovere iniziative che utilizzano il teatro quale strumento di sensibilizzazione, prevenzione e contrasto al disagio nei diversi contesti sociali.</p>
<p>Gli aderenti al manifesto e al cartellone numero “zero” sono: <strong>Adarte (Pisa), Aedo (Lucca), Agatà (Firenze), Animali Celesti Teatro d’Arte Civile (Pisa), Arteriosa (Prato), Azul Teatro (Pisa), Diesis Teatrango (Arezzo), Egumteatro (Siena), LaLut (Siena), Nerval Teatro (Livorno),Teatri d’Imbarco (Firenze), Teatro Ferramenta (Pisa).</strong></p>
<p>Informazioni sul cartellone completo: <a href="mailto:teatridelladifferenza@gmail.com">teatridelladifferenza@gmail.com</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Roma. Mostra &#8220;Palacinche. Storia di un&#8217;esule fiumana&#8221;. Dal 10 febbraio al 10 marzo</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/02/09/roma-mostra-palacinche-storia-di-unesule-fiumana-dal-10-febbraio-al-10-marzo/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 07:14:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione del Giorno del Ricordo il Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti nell’ambito del Progetto ABC Arte Bellezza Cultura e del Progetto Storia e Memoria inaugura alla presenza degli studenti di Roma e provincia la mostra “Palacinche, storia di un’esule fiumana”, viaggio a ritroso, tra fotografia e fumetto, che ricostruisce le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-89324" title="" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/palacinche.jpg" alt="" width="240" height="287" />In occasione del Giorno del Ricordo</strong> il Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti nell’ambito del Progetto ABC Arte Bellezza Cultura e del Progetto Storia e Memoria inaugura alla presenza degli studenti di Roma e provincia la mostra <strong>“Palacinche, storia di un’esule fiumana”,</strong> viaggio a ritroso, <strong>tra fotografia e fumetto</strong>, che ricostruisce le vicende dell’esilio giuliano-dalmata dalla prospettiva dell’esperienza personale di Elena, esule nata a Fiume nel 1942, che sarà presente.<br />
“Profughi ed esiliati in cerca di nuove terre e nuove comunità, spostamenti di popolazioni, massacri, migrazioni più o meno forzate e memorie divise. La nuova Europa nasce anche in risposta alle tragedie del conflitto mondiale e alle eredità difficili che lo hanno accompagnato” afferma il Presidente della Provincia Nicola Zingaretti.<br />
Nel corso del Novecento, Fiume è stata una città austro-ungarica con forte presenza italiana, poi territorio libero, poi italiana, jugoslava, ed è oggi croata, col nome di Rijeka, che semplicemente  ignifica Fiume ma in un’altra lingua. Elena è nata lì, e ha fatto parte delle migliaia di italiani che alla fine della Seconda guerra mondiale hanno lasciato l’Istria e la Dalmazia in direzione dell’Italia. “Fascisti” per molti, “stranieri” per tutti gli altri, <strong>questi immigrati italiani hanno sperimentato sulla propria pelle il pregiudizio insieme alla difficile condizione di esuli</strong>. La fuga dalla Jugoslavia con la sua famiglia, quando era solo una bambina di 8 anni, la vita nelle baracche, nei campi profughi allestiti dal nord al sud della penisola, la conquista di una casa e dell’integrazione, l’arrivo del benessere.<br />
<strong>Caterina Sansone, fotografa, insieme ad Alessandro Tota</strong>, uno degli autori di punta del nuovo fumetto italiano, attraverso tavole a fumetto, foto d’epoca e foto scattate oggi negli stessi luoghi in cui ha vissuto Elena, con ironia e leggerezza (le “palacinche” del titolo sono frittelle, ricordo d’infanzia che suona allo stesso modo da entrambi i lati del confine), ci raccontano una storia che appartiene al nostro patrimonio comune, ritraendo una condizione, quella di esule, purtroppo ancora attuale e comune a molti popoli.</p>
<p>PALACINCHE<br />
storia di un’esule fiumana<br />
Inaugurazione: 10 febbraio 2012 – ore 12.00<br />
Palazzo Incontro, via dei Prefetti 22 &#8211; Roma</p>
<p>Orari: 9.00 &#8211; 21.00 &#8211; dal martedì alla domenica<br />
<strong>Ingresso libero</strong></p>
<p>Consulta il <a href="http://www.fandangoincontro.it">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Tel: 06 97276614 –</p>
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		<title>L&#8217;Italia che piace negli spot della Fiat</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/02/08/litalia-che-piace-negli-spot-della-fiat/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 16:51:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laterza Chiara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
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		<description><![CDATA[Se lo scopo della pubblicità è quello di far parlare di sé allora in questo molti spot riescono: e spesso si parla anche con più fervore dello spot in sé che non del prodotto che reclamizza.Un esempio è dato dai nuovi spot della Fiat-Chrysler, uno italiano, per la Nuova Panda, l'altro americano, andato in onda durante il Super Bowl]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89281" title="italiachepiacefiat" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/italiachepiacefiat.jpg" alt="" width="449" height="277" />Se lo scopo della pubblicità è quello di far parlare di sé allora in questo molti spot riescono: e spesso si parla anche con più fervore dello spot in sé che non del prodotto che reclamizza.<br />
A due giorni dall’evento mediatico mondiale più seguito della storia, il <strong>Super Bowl</strong> americano, è difficile non parlare di spot: sono stati infatti i commercial i veri protagonisti della comunicazione, almeno nei Paesi come il nostro in cui il numero dei tifosi appassionati al football americano non è così alto come Oltreoceano<br />
Ma qualcosa, in comune con gli Stati Uniti, lo abbiamo eccome: si tratta di una fabbrica di auto, la <strong>Fiat Chrysler che, come di consueto, ha confezionato per questo grande evento ben 2 spot</strong>, uno di 2 minuti per la nuova Chrysler, l’altro di 30 secondi per la 500 Abarth spendendo, secondo indiscrezioni, oltre 15 milioni di dollari per la loro trasmissione.<br />
Molte sono state le <strong>polemiche susseguitesi dopo la messa in onda dei commercial</strong>: il primo è infatti un cortometraggio in cui ad essere protagonista è<strong> l’81enne premio oscar Clint Eastwood</strong>, che a Detroit a girato il suo celebre film “Gran Torino”.<br />
L’apertura, epica, recita: <strong>“It’s half time America”</strong> simboleggiando quindi, sia la fine del primo tempo della partita ma anche la fine del primo tempo dell’America, stremata da una crisi che mai avrebbe pensato di affrontare.<br />
&#8220;La gente non ha lavoro e soffre &#8211; prosegue Clint Eastwood &#8211; e tutti si chiedono cosa si può fare per riprendersi. E tutti noi siamo spaventati: perché questo non è un gioco. La gente di Detroit ne sa qualcosa. Aveva perso quasi tutto. Ma ci siamo rimessi al lavoro insieme: e adesso Motor City è tornata a combattere&#8221;.</p>
<p><span id="more-89280"></span><br />
<object width="400" height="233" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/b2d4FH38uXM?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="400" height="233" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/b2d4FH38uXM?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p>Uno spot che non parla di auto, quindi, ma dell’America e degli americani, che punta al sentimentalismo e al patriottismo e che molti hanno interpretato come un gesto di approvazione, da parte di Eastwood e Marchionne, alla politica del presidente Obama, volta al salvataggio dell’industria dell’auto.<br />
L’attore, da sempre più vicino ai repubblicani che non ai democratici, ha subito precisato che il messaggio dello spot non è affatto politico, aggiungendo però che non sarebbe per niente seccato se qualsiasi esponente politico prendesse a riferimento lo spirito di questa campagna promozionale per la prossima campagna elettorale.<br />
Per Chrysler si tratta dunque di un’operazione di posizionamento del brand, la stessa che Fiat ha pensato anche per la campagna pubblicitaria italiana della <strong>nuova Panda</strong>. E’ evidente dal fatto che in nessuno dei due spot si confrontano dettagli tecnici, si snocciolano caratteristiche dei motori o delle cilindrate: l’unica cosa che conta è <strong>riconoscersi nel marchio e nella filosofia nazional-popolare</strong> che pervade lo schermo per ben 90 secondi.<br />
“<strong>Questa è l’Italia che piace</strong>”, il pay off scelto dall’azienda torinese, quella che lavora per mantenere alte le eccellenze e le tecniche, non quella, che appare in modo furtivo e cadenzato, degli stereotipi alla “pizza e mandolino”.<br />
Un messaggio sicuramente profondo che ha commosso gli animi di alcuni (che chissà, però se davvero compreranno poi una Panda) e imbarazzato altri: tra questi ci sono sicuramente i cassa integrati dell’azienda, coloro che non saranno assorbiti nella newco creata dalla Fiat, la Fabbrica Italiana Pomigliano (FIP) e che si chiedono: <strong>“E le famiglie in cassa integrazione e gli stabilimenti spostati nell’Est Europa? Anche questa è l’Italia che piace?”</strong></p>
<p><!--more--></p>
<p><object width="400" height="233" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/heCVR7kKyRw?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="400" height="233" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/heCVR7kKyRw?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>“Gelato”, Mr. President? La parola italiana sulla bocca di tutti</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 13:52:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tavano Andrea</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
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		<category><![CDATA[Tradizione]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiedere un “gelato” al posto di un “ice cream” è sempre meno l’errore di un nostro connazionale in vacanza negli States e sempre di più la regola. Segno non solo di un cambiamento linguistico, ma soprattutto del riconoscimento internazionale del gelato artigianale italiano. Un trend positivo confermato anche dall’ultima edizione del Sigep di Rimini, dove tra i visitatori internazionali non ci saremmo meravigliati di incontrare il presidente Obama.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89257" title="gelato" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/gelato.jpg" alt="" width="460" height="252" />Che si tratti di New York, Chicago o Seattle, negli Stati Uniti il <strong>termine “gelato”</strong> è entrato nel vocabolario corrente come distinzione dal semplice “ice cream”, rimarcando con il vocabolo italiano la <strong>qualità e la freschezza del gelato artigianale</strong> rispetto alle proprietà meno esaltanti e genuine del gelato industriale.<br />
In più occasioni il <strong>presidente Obama è stato immortalato con coni e coppette</strong>, non importa se alle Hawaii o in Giappone, in campagna elettorale o in ferie, durante la pausa di un summit o di un incontro bilaterale. A margine del G8 del 2009, ricordiamo anche una parentesi delle figlie del presidente, <strong>Malia e Sasha, a “scuola di gelato”</strong> in uno dei luoghi romani simbolo di quest’arte a pochi passi dalla Camera dei Deputati e dal Pantheon.  Il motivo del gelato ritorna altresì nel recente trasferimento dello scrittore<strong> Roberto Saviano a New York</strong>, dove a Little Italy ha potuto finalmente assaggiare un “gelato”, assaporando una sensazione di libertà e spontaneità che da molti anni non gli era stata possibile in Italia.</p>
<p>Potremmo limitarci alle semplici note di costume, ma il successo del “gelato” ci spinge a superare questa soglia, restituendoci un fenomeno di portata mondiale, culturale ancora prima che linguistico e commerciale. <strong>La parola “gelato” viene infatti utilizzata con sempre più frequenza in Giappone, Canada, Russia e tutti si augurano presto anche in Cina</strong>.  Analogamente a pizza, cappuccino, spaghetti ed espresso, anche “gelato” scritto tale e quale all’italiano inizia ad affermarsi sulla ribalta internazionale, superando nel caso specifico i corrispettivi idiomatici nazionali e conquistando un posto di diritto tanto nell’immaginario quanto nell’economia globale. Non a caso, intorno al gelato artigianale ruota un universo di conoscenze, ricerche, attrezzature e design per locali di cui il nostro paese è leader mondiale. <br />
A riprova di quanto stiamo dicendo, la <strong>33a edizione del <a href="http://www.sigep.it/">Sigep</a> &#8211; Salone Internazionale di Gelateria, Pasticceria e Panificazione Artigianali di Rimini</strong> &#8211; conferma quest’anno un trend positivo con un +15% di operatori in fiera, segnando un “incremento boom” del +21% di visitatori stranieri, di cui 2300 provenienti proprio dagli States.<br />
Girando tra i padiglioni è un continuo imbattersi in troupe televisive che parlano inglese, tedesco, spagnolo e giapponese. I campionati del mondo di gelateria e pasticceria hanno i tifosi in tribuna con tanto di striscioni e bandiere come i campionati delle discipline sportive più note. La competizione è leale ma al tempo stesso serrata, l’eccellenza del gusto e l’unicità del prodotto sono i premi più ambiti.</p>
<p>Continuando per le sezioni tematiche, i seminari, le dimostrazioni, le aree business, le scuole e le produzioni dei giovani, soffermandoci con piacere sulle infinite occasioni di assaggio e degustazione, dobbiamo essere orgogliosi per quello che gli alfieri della gelateria artigianale hanno saputo fare in Italia e nel mondo. Un primato che in prospettiva ha margini di crescita importanti, visto che il gelato artigianale è sempre più fresco, biologico, rispettoso della natura e delle intolleranze dei consumatori. Un prodotto che si conferma buono a tutte le età, le latitudini e longitudini, da qualche tempo anche in tutte le stagioni e non solo nei mesi estivi.</p>
<p>Se le elezioni si avvicinano, il presidente Obama può stare comunque tranquillo: se è vero che si può essere eletti per non più di due mandati, si resta però amanti del gelato per tutta la vita. Pazienza se gli amanti anglofoni del pistacchio di Bronte lo pronuncino “pistaccio”, <strong>l’importante è non confondere il “gelato” con l’ice cream.</strong><br />
<em>Dal nostro inviato al Sigep</em></p>
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		<title>Ripartire dalle città per superare l&#8217;anomalia italiana in Europa</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 11:34:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capitano Antonio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia della Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Ripartire dalle città per dare uno slancio all'economia, alla cultura e al benessere sociale: questa potrebbe essere una strada percorribile, già tentata da alcuni paesi europei ma che trova l'Italia ancora impreparata]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89242" title="milano" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/milano.jpg" alt="" width="487" height="326" />Con <strong>Max Weber</strong> per la prima volta <strong>la città ed i fattori che compongono la realtà sociale urbana ricevono una sistemazione teorica</strong> attraverso la costruzione di una tipologia ideale delle città, basata sulla individuazione delle funzioni prevalenti.<br />
<strong>Punto di partenza della riflessione di Weber sull’argomento è la considerazione che la città costituisce in ogni civiltà il motore del divenire storico</strong>.<br />
Superando le teorie elaborate durante il corso dell’800, l&#8217;economista e sociologo tedesco giunse alla conclusione che tra le istituzioni urbane esiste una interrelazione che non consente di elaborare una teoria della città’ partendo dall’isolamento di una o più di esse.<br />
Di città hanno parlato altri studiosi agli antipodi della città cibernetica ed è difficile tornare alle origini quando la città diventa presidio del futuro, ma anche un luogo da abitare, da vivere e dal quale ripartire. L’uomo e il filosofo si sono sempre interrogati sul <strong>concetto di città e il modo di viverla</strong>.<br />
Il dibattito sull’avvenire delle città è anche il dibattito sull’avvenire della democrazia.<br />
Ecco perché il Convegno-seminario “<strong>Ripartire dalle città”</strong> tenutosi a Roma il 2 febbraio 2012 assume in questo particolare momento storico un&#8217;importanza fondamentale; di questo si è occupato un gruppo di lavoro del Consiglio italiano per le Scienze Sociali (CSS) e i risultati sono stati sintetizzati in un <strong>Libro bianco sul governo delle città italiane</strong>, prima <a href="http://www.anci.it/Contenuti/Allegati/LB-GOVERNO-DELLE-CITTA-CSS-2011.pdf">diffuso on line </a>e ora pubblicato, assieme a una serie di saggi di approfondimento nel libro <em><strong>Le grandi città italiane</strong></em>.<em><strong> Società e territori da ricomporre</strong></em>, a cura di Giuseppe Dematteis (coordinatore del gruppo di lavoro del CSS), edito a fine 2011 dall’editore Marsilio.</p>
<p><strong>Punto di partenza è l&#8217;anomalia italiana</strong>, una delle tante: il governo delle città dovrebbe essere oggetto prioritario delle politiche pubbliche. In molti paesi lo è, ma non nel nostro, dove le politiche locali sono deboli e contraddittorie e manca una politica urbana a livello nazionale.<br />
Una <strong>visione territoriale sistemica delle nuove realtà urbane e metropolitane</strong> è essenziale per governare la dialettica<strong> tra interessi particolari e generali</strong> costitutiva della città moderna.<br />
Essa deve permettere di vedere i nessi e le possibili sinergie che legano tra loro <strong>problemi troppo spesso trattati separatamente</strong>, come la mobilità, i consumi di suolo, la salvaguardia ambientale, il controllo della rendita urbana, il mercato delle abitazioni, la qualità della vita individuale e sociale, la sicurezza, la partecipazione, l’emarginazione e la conflittualità sociale e, non ultimo, quello del rapporto tra la coesione (sociale e territoriale) e la capacità competitiva delle città (e quindi del paese e dell’Ue stessa) in campo economico. Ovviamente tutto ciò deve trovare un supporto, oltre che in un nuovo modo di vedere e di concepire la città, in un disegno strategico con obiettivi di interesse generale, in una governance e in un modello di ordinamento spaziale efficaci e, non ultimo, in un nuovo assetto normativo e istituzionale.<br />
Il Libro Bianco del CSS nella sua parte finale contiene alcune<strong> proposte:</strong> si tratta di<strong> linee di azione di breve, medio e lungo periodo</strong> rivolte a definire nuove politiche urbane e a creare una cornice istituzionale che ne favorisca l’attuazione.</p>
<p>Il loro elenco si dividerà in due parti, la prima relativa alle politiche innovative e ai loro contenuti, la seconda alla veste normativa e istituzionale richiesta per attuarle. <strong>Il problema non è costruire le città, ma il loro governo:</strong> vale a dire gli obiettivi di fondo da perseguire, le politiche possibili per raggiungerli, gli strumenti necessari per porle in essere riportando la persona al centro del sistema, evitando lo sperpero del territorio.<br />
Occorre intravedere in questa <strong>grande possibilità “europea”</strong> un sentiero percorribile verso<strong> l’uscita definitiva da una mentalità ancora chiusa e medievale</strong> come può essere quella di certi territori italiani ancorati a sistemi economici statici, facilmente preda della globalizzazione che appiattisce le identità ed impoverisce i contenuti il destino del luogo città.</p>
<p>In questo senso nel Libro Bianco ci sono importanti riferimenti all’attuazione negoziale delle città metropolitane evidenziando le loro competenze e poteri gestionali. Naturalmente un posto di ri &#8211; lievo occupa la rappresentanza politica in particolare con riguardo alla legittimazione, oltre ai residenti, di forme ulteriori e diverse di espressione (anche telematica) di coloro che fruiscono del &#8211; la città e in varie forme vi pagano le tasse.<br />
E solo oggi il <strong>tema del pagamento delle tasse</strong> è diventato di stretta attualità! Anche perché una città potrebbe offrire molto di più se al suo interno venissero bloccati sul nascere meccanismi incancreniti di evasione fiscale che rendono una comunità “marchiata” da una sorta di isola felice dove<strong> tutto è possibile, anche non rispettare le principali regole civili</strong>.<br />
Le entrate sono dunque importanti, ma come coraggiosamente afferma il Gruppo di Lavoro, per paradossale che possa sembrare, <strong>le risorse finanziarie non sono le sole e forse neppure le principali risorse di cui le città necessitano</strong>.</p>
<p>Uno sguardo al futuro deve prevedere<strong> fondi di ventur capital/private equity</strong> operanti a livello territoriale per finanziare opere pubbliche innovative per una reale rigenerazione urbana nel rispetto della sostenibilità ambientale.<br />
Dunque l’urbanistica “atto politico” del territorio deve <strong>abbandonare la concezione antica e abusata della cementificazione ad ogni costo</strong> per passare alla sostenibilità ambientale che comporta non solo nuove costruzioni, ma la razionalizzazione delle stesse attraverso il recupero di quelle esistenti. E sono molte e potrebbero dare molto e nuovo lavoro.</p>
<p>Il passo che si chiede a chi vuol sentirsi “città” è un passo di civiltà. Un vero passo con i tempi. Per custodire un luogo, riparando i danni perpetrati nel tempo. Per questa ragione il libro bianco sottolinea la <strong>necessità di implementare il trasporto collettivo, la raccolta differenziata e un generale risparmio energetico</strong>. Per arrivare al concetto di una effettiva città digitale occorre dotare tutti ma proprio tutti della <strong>libertà di connessione</strong>. Oggi in Italia ci sono zone non servite dalla banda larga. L’invalidità dell’accesso ad internet impedisce molte cose e questa invalidità non rende certamente tutti uguali. Ci sono zone di serie a e zone di serie c.</p>
<p>Altro punto fondamentale è inoltre quello della <strong>ridefinizione del sistema di welfare</strong>: in un famoso rapporto commissionato da Sarkozy si punta chiaramente alla <strong>differenza sostanziale il benessere materiale e quello non materiale.</strong> Rispetto al primo si sottolinea la necessità di porre attenzione al reddito e al consumo, piuttosto che alla produzione, di considerare anche in &#8211; dici di ricchezza e di prendere a riferimento il nucleo familiare. Riguardo alla dimensione non materiale del benessere si ricorda l’importanza del tempo libero e la necessità di misurare le relazioni sociali, la &#8220;voce&#8221; politica e la sicurezza o vulnerabilità dei singoli. Si afferma anche che vanno considerare misure oggettive e soggettive e che sono necessari indici di sostenibilità del benessere nel tempo, ambito nel quale dominano i noti problemi connessi all’ambiente. <strong>Ma il punto cruciale di un welfare sostanziale è la libertà dal bisogno e la conseguente dignità del vivere</strong>.</p>
<p>Le città, per le funzioni direzionali, cognitive e di servizio che svolgono, sono i centri propulsori e diffusori dello sviluppo regionale e nazionale.<strong> La gestione delle risorse umane, naturali e patrimoniali del paese dipende in larga misura da come sono organizzate le città</strong> e le reti di relazioni che fanno capo alle città.<br />
Solo così una città diventa visibile e vivibile. Una città, cioè, dalla quale ripartire.</p>
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		<title>Roma. &#8220;Graffiti&#8221;: collettiva dell’associazione VersOltre. Fino all&#8217;11 febbraio</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 06:27:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Low Cost]]></category>
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		<description><![CDATA[Il graffito è la rappresentazione di un oggetto percepito (afferrato) dall&#8217;uomo e poi espresso attraverso il segno. È legato alla scrittura (pittogramma) e all&#8217;emissione del suono, al menzionare, al pronunciare, sino all’invocare e alla trasmissione di informazioni finalizzata all’apprendimento. È il primo sistema codificato e organico di comunicazione non verbale, il grado zero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89119" title="graffiti" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/graffiti.jpg" alt="" width="276" height="228" />Il <strong>graffito</strong> è la rappresentazione di un oggetto percepito (afferrato) dall&#8217;uomo e poi espresso attraverso il segno. È legato alla scrittura (pittogramma) e all&#8217;emissione del suono, al menzionare, al pronunciare, sino all’invocare e alla trasmissione di informazioni finalizzata all’apprendimento. È il primo sistema codificato e organico di comunicazione non verbale, il grado zero della pittura e della scrittura.<br />
I graffiti sono la<strong> manifestazione di un&#8217;arte spontanea e priva di sovrastrutture</strong>, espressione pura dell&#8217;”io sono”. Manifestano le forze primigenie nascoste nell&#8217;arte che si rendono visibili grazie al naturale e spontaneo impulso a creare. Ci spingono ad addentrarci gradualmente nella profondità, verso i primordi della creazione, della forma artistica, degli impulsi umani (la caccia, la nascita, l&#8217;affermazione del sé).<br />
È una gestualità che dà senso alla rappresentazione e rimanda allo zen, dove l&#8217;arte è vista come Via: un percorso interiore che ha le radici in una ricerca del senso profondo del sé e delle cose. Proprio in questo senso di semplificazione sempre maggiore, di progressiva riduzione all&#8217;essenza, il graffito può essere considerato come il limite del figurativo che tende all&#8217;astratto, della forma che tende alla non forma. Nella sua capacità di rompere vecchi schemi per costruire nuovi e più liberi linguaggi, è un trampolino verso l&#8217;ignoto. Una porta aperta che aspetta solo di essere varcata.</p>
<p><strong>In mostra i lavori di Roberta Brandi, Elisa Cordovana, Roberto Garbarino, Marialaura Neri, Barbara Peonia, Valerija Stojakovik</strong><br />
VersOltre partecipa al progetto umanitario Bits of future: food for all, dell’associazione Scienza per l’Amore, rivolto allo sviluppo sostenibile in Africa. I proventi derivanti dalla vendita delle opere verranno devoluti in favore di questa iniziativa (<a href="http://www.scienzaperlamore.it/">www.scienzaperlamore.it</a> ).</p>
<p>La mostra è visitabile fino all&#8217;11 febbraio 2012 presso la Galleria Monty&amp;Co. Via della Madonna dei Monti 69 Roma, dal martedì al sabato dalle ore 16 alle ore 20</p>
<p>Consulta il <a href="http://www.versoltre.it">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Associazione Versoltre<br />
Tel.06 4190342<br />
<a href="mailto:info@versoltre.it">info@versoltre.it</a></p>
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		<title>Internet: nasce l&#8217;alleanza aziende-istituzioni per la sicurezza dei minori in Rete</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 10:30:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Nuove tecnologie]]></category>
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		<description><![CDATA[Insieme. Piu&#8217; connessi. Piu&#8217; sicuri. E&#8217; questo lo slogan della giornata sulla sicurezza on line &#8211; il Safer Internet Day &#8211; che si celebra oggi in tutta Europa e che pone l&#8217;accento sulla comunicazione tra le generazioni. Nonostante via sia una forte sensibilita&#8217; dei genitori rispetto alle problematiche legate all&#8217;utilizzo di internet da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-89104" title="internetminori" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/internetminori.jpg" alt="" width="256" height="249" />Insieme. Piu&#8217; connessi. Piu&#8217; sicuri.</strong> E&#8217; questo lo slogan della giornata sulla sicurezza on line &#8211; il <strong>Safer Internet Day</strong> &#8211; che si celebra <strong>oggi in tutta Europa e che pone l&#8217;accento sulla comunicazione tra le generazioni.</strong><br />
Nonostante via sia una forte sensibilita&#8217; dei genitori rispetto alle problematiche legate all&#8217;utilizzo di internet da parte dei figli, tuttavia restano molte zone d&#8217;ombra e una comunicazione fra generazioni che spesso non funziona come dovrebbe. Il 63% dei genitori italiani dichiara di &#8220;agire in maniera positiva&#8221; suggerendo ai propri figli come comportarsi con i propri contatti on line, parlando delle situazioni che possono turbarli (56%) o di quelle che gia&#8217; li hanno infastiditi (26%), rileva la ricerca condotta da EU Kids Online e diffusa oggi.<br />
Inoltre la gran parte dei genitori si considera &#8220;sicura e capace&#8221; di aiutare i propri figli nel caso in cui questi si imbattano i situazioni spiacevoli in rete e i genitori dimostrano una discreta fiducia nelle capacita&#8217; di autodifesa dei ragazzi (70% in Italia). Questa consapevolezza, tuttavia, e&#8217; in qualche modo condizionata, se si considera che il 54% dei genitori va a controllare comunque ex post i percorsi di navigazione dei propri ragazzi.</p>
<p>Molti genitori (l&#8217;82% in Italia, percentuale piu&#8217; alta del 10% rispetto alla media europea) ritengono &#8220;altamente improbabile&#8221; che i propri figli possano imbattersi in situazioni spiacevoli nei sei mesi successivi all&#8217;indagine. Tuttavia, dalla stessa indagine emerge che il 39% dei ragazzi italiani dichiara di ignorare i consigli dei propri genitori talvolta, mentre l&#8217;8% li ignora completamente. Vi e&#8217; dunque un divario sensibile tra i comportamenti effettivi on line dei ragazzi e la percezione che ne hanno i genitori. Di quali comportamenti stiamo parlando?<strong> Alcuni dati allarmanti emergono dalla ricerca condotta da Save the Children</strong> : <strong>1 ragazzo su 3 invia o riceve messaggi a sfondo sessuale, il 32% dei teen ager da&#8217; il suo numero di cellulare a qualcuno conosciuto online, il 27% si da&#8217; appuntamento di persona con qualcuno contattato in internet e il 17% ha rapporti intimi con persone contattate via web</strong>. Sono oltre 1.200 le scuole che, su invito del Ministero dell&#8217; Istruzione, dell&#8217;Universita&#8217; e della Ricerca, hanno deciso di aderire alla Giornata organizzando iniziative di confronto e di sensibilizzazione con i ragazzi.</p>
<p><em>Fonte: AGI</em></p>
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		<title>San Valentino 2012: &#8220;Everything is Love&#8221;. Coppie etero e gay si fanno fotografare per le vetrine Coin</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 07:34:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Continua il progetto Everything is love che Coin, in collaborazione con Agedo, l’associazione dei genitori di omosessuali, dedica all’universalità dell’amore e che ha visto la partecipazione di centinaia di coppie, etero e gay, al contest lanciato in dicembre sul sito coin.it/love. Tra le numerosissime foto pubblicate anche quella dell&#8217;onorevole Anna Paola Concia e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89022" title="everythingislove" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/everythingislove.jpg" alt="" width="400" height="206" />Continua il progetto <em><strong>Everything is love</strong></em> che Coin, in collaborazione con <em>Agedo</em>, l’associazione dei genitori di omosessuali, <strong>dedica all’universalità dell’amore</strong> e che ha visto la partecipazione di <strong>centinaia di coppie, etero e gay</strong>, al contest lanciato in dicembre sul sito coin.it/love. Tra le numerosissime foto pubblicate anche quella dell&#8217;onorevole Anna Paola Concia e la sua compagna.<br />
<strong>Tra venerdì 10 e sabato 11 febbraio dalle 10.30 alle 19.00 in una selezione di negozi</strong> (elenco sul sito coin.it), Coin ospiterà tutte le <strong>coppie che desidereranno farsi fotografare in vetrina per esprimere il proprio amore.</strong> Le foto saranno poi visibili sul sito <a href="http://www.coin.it/">www.coin.it</a>, oltre che sui social network, e a Milano sul videowall del flagshipstore di Piazza V Giornate.<br />
“Ci impegniamo da anni affinchè la legge italiana rispetti le norme costituzionali<strong> restituendo alle persone omosessuali il rango di cittadini di serie A</strong> come è sancito nell’articolo 3 della nostra Costituzione” – afferma Rita De Santis, Presidente di Agedo – “e COIN con Everything is love ha dato visibilità agli obiettivi dell’associazione, contribuendo alla loro battaglia e rileggendola in chiave romantica&#8221;. Swarovski si unisce a Coin promuovendo l’affermazione dei diritti civili e dell’identità personale. Dal 3 al 14 febbraio presso gli store Coin con un corner Swarovski, il brand supporterà Agedo con la vendita ad un prezzo speciale dello scintillante pendente Nao. Perché tutte le sfaccettature dell’amore sono splendenti come un cristallo.</p>
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		<title>Genova. 04 -11-11 CLICKS. Percorso fotografico con musica e spettacolo a favore degli alluvionati. Dal 4 all&#8217;11 febbraio</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 11:21:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato 4 Febbraio, dalle ore 20.30 a Palazzo Tursi presentazione della mostra fotografica collettiva e concerto dei cantautori genovesi Davide Mocini e Roberta Barabino. Con la partecipazione dell&#8217;attrice Marina Remi, presenta la serata Laura Addino. La serata proseguirà con 9 mostre fotografiche personali sull&#8217;argomento, nei seguenti locali del Centro Storico di Genova: - [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88455" title="clicks" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/clicks1.jpg" alt="" width="180" height="253" />Sabato 4 Febbraio, dalle ore 20.30 a Palazzo Tursi presentazione della mostra fotografica collettiva e concerto dei cantautori genovesi Davide Mocini e Roberta Barabino.<br />
Con la partecipazione dell&#8217;attrice Marina Remi, presenta la serata Laura Addino.<br />
La serata proseguirà con <strong>9 mostre fotografiche</strong> personali sull&#8217;argomento, nei seguenti locali del Centro Storico di Genova:</p>
<p>- Carola Astuni (presentazione mostra personale ore 12.00 Caffè del Duomo)</p>
<p>- Carola Giordano (presentazione mostra personale ore 23.00 Le Corbu)</p>
<p>- Fabio Bussalino (presentazione mostra personale ore 23.00 Bar Berto)</p>
<p>- Giulia Ferrando (presentazione mostra personale ore 23.00 Glo Glo Bistrot)</p>
<p>- Guido Zanone (presentazione mostra personale ore 18.00 Caffè 5 Lampadi)</p>
<p>- Lidia Giusto (presentazione mostra personale ore 23.00 Kitchen Mon Amour)</p>
<p>- Marco Balostro (presentazione mostra personale ore 19.30 Teatro della Tosse)</p>
<p>- Riccardo Arata (presentazione mostra personale ore 23.00 Pantarei)</p>
<p>- Serena Carminati (presentazione mostra personale ore 23.00 La Lepre)<br />
<strong>Tutte le fotografie esposte saranno donate in cambio di offerte.</strong><br />
Le mostre dureranno una settimana.</p>
<p>L&#8217;intero ricavato della serata a Palazzo Tursi e parte degli incassi dei locali che ospitano le mostre dei fotografi saranno devoluti in beneficenza.<br />
Evento in collaborazione con il Comune di Genova.</p>
<p>Consulta il <a href="http://www.museidigenova.it">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
<a href="mailto:serenacarminati@gmail.com">serenacarminati@gmail.com</a><br />
<em>Fotografia del volantino di Fabio Bussalino, in mostra a Tursi nella collettiva</em></p>
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		<title>Roma. Mostra ICKU di Giovanni De Angelis. Dal 3 febbraio al 3 marzo</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 08:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo il successo di Water Drops al MACRO di Roma, la Galleria CO2, in collaborazione con Ines Musumeci Greco, ha il piacere di presentare l’ultimo progetto di Giovanni De Angelis, che prosegue attraverso il medium fotografico la propria ricerca sociale e antropologica metropolitana, avviata quattro anni fa con Contemporary Districts. Se in Water [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88327" title="icku" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/icku.jpg" alt="" width="326" height="269" />Dopo il successo di <em>Water Drops</em> al MACRO di Roma, la Galleria CO2, in collaborazione con Ines Musumeci Greco, ha il piacere di presentare<strong> l’ultimo progetto di Giovanni De Angelis</strong>, che prosegue attraverso il medium fotografico la propria ricerca sociale e antropologica metropolitana, avviata quattro anni fa con Contemporary Districts.<br />
Se in Water Drops l’artista ha affrontato il tema della gemellarità come oggetto di analisi sociale e antropologica nella terra brasiliana di Rio Grande do Sul, con<strong> ICKU (I Can Kill You)</strong> – interamente realizzato a Riga (Lettonia) – <strong>l’artista sposta la propria attenzione sugli individui protagonisti della società urbana</strong>, alla ricerca delle infinte sfaccettature della quotidianità, rotta dall’improvvisa e destabilizzante introduzione di un’arma da fuoco.<br />
<strong>Dall&#8217;esplorazione dei luoghi urbani, l&#8217;attenzione dell&#8217;artista si concentra sulla psicologia umana e le sue dinamiche latenti</strong>, che portano alla perdita del controllo per commettere un&#8217;azione irreversibile.<br />
L&#8217;artista indaga l&#8217;apparente normalità di un gruppo di persone che vivono attivamente il proprio ruolo sociale, ma subiscono in maniera inconscia l’effetto psicologico di una realtà difficile, in un contesto geografico caratterizzato da lunghi inverni e poche ore di luce. In ognuno di loro esiste la possibilità recondita di commettere un atto violento, dettato dal confluire di diversi fattori personali, sociali, geografici, anagrafici. Protagonista dell&#8217;indagine è allo stesso tempo il pubblico, attore involontario della seconda fase di questo percorso e destinatario di un proiettile virtuale.<br />
Pensato e realizzato in occasione della Art residence presso il NOASS Cultural Center di Riga, l’intero progetto è stato presentato al pubblico sotto forma di guerriglia comunicativa, attraverso il <strong>bombardamento visivo dell’acronimo ICKU</strong> che sarà svelato dall’artista in occasione dell’apertura della mostra.</p>
<p><em>Biografia</em><br />
Giovanni De Angelis avvia il proprio percorso nell’ambito della fotografia tradizionale, concentrandosi in seguito sulla realtà contemporanea e le sue modalità di percezione. Nel 2004 inizia il progetto Luceveloce, con il quale investiga le infinite potenzialità della luce e delle sue interazioni con i corpi. Nel 2005 e 2006 la sua ricerca continua con il progetto Luce dissolve, che pone il lavoro dell’artista in relazione con un linguaggio che sconfina con la pittura.<br />
Il suo percorso prosegue con un focus sulle metropoli e le società orientali, elaborato nelle serie Strade con la Pioggia, Sui Iki e Churchgate, nelle quali l’interesse nei confronti della cultura orientale si concretizza nell’attenzione alle dinamiche sociali ed etnoantropologiche.<br />
La serie Water Drops, esposta nel 2011 al MACRO di Roma, è un esempio lampante della sua attenzione verso culture differenti attraverso lo studio delle dinamiche antropologiche dei gemelli e la loro interazione con il mondo.<br />
Questa riflessione lo porta a elaborare, tra gli altri, i progetti fotografici ContemporaryDistricts nelle città di Tokyo, Tel Aviv e Varsavia, fino al progetto ICKU (I Can Kill You), frutto dell’indagine sulla realtà della capitale lettone. Giovanni De Angelis è nato a Napoli nel 1969. Vive e lavora a Roma dal 1992.</p>
<p>Inaugurazione alla presenza dell’artista: Venerdì 3 febbraio 2012, ore 18.30</p>
<p><strong>Durata mostra: 3 febbraio 2012 – 3 marzo 2012</strong><br />
<strong>Orari</strong>: Lunedì–Venerdì 11 &gt; 19 | Sabato 16 &gt; 19</p>
<p><strong>Ingresso libero</strong></p>
<p>Consulta il <a href="http://www.icku.it">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Galleria CO2<br />
Via Piave 66,  Roma<br />
Tel: 06.45471209<br />
Fax: 06.45473415<br />
<a href="mailto:info@co2gallery.com">info@co2gallery.com</a><br />
<a href="http://www.co2gallery.com/">www.co2gallery.com</a></p>
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		<title>Musei: in Campania apre il museo nell&#8217;Ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa &#8220;Filippo Saporito&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 14:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pesanti catene di ferro, apparecchi coercitivi simili a strumenti per la tortura e le macchine per l&#8217;elettroterapia, il famigerato elettroschock. Una galleria degli orrori conservata in un museo nell&#8217;Ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa &#8220;Filippo Saporito&#8221;, in Campania, che mostra a cosa andavano incontro i detenuti considerati pazzi e rinchiusi in quelli che tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88458" title="ospedalepsichiatrico" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/ospedalepsichiatrico.jpg" alt="" width="303" height="166" />Pesanti catene di ferro, apparecchi coercitivi simili a strumenti per la tortura e le macchine per l&#8217;elettroterapia, il famigerato elettroschock. Una galleria degli orrori conservata in un <strong>museo nell&#8217;Ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa &#8220;Filippo Saporito&#8221;</strong>, in <strong>Campania</strong>, che mostra a cosa andavano incontro i detenuti considerati pazzi e rinchiusi in quelli che tempo fa venivano chiamati manicomi criminali. La documentazione fotografica mostra decine di facce immortalate per archivio e nel nome delle teorie lombrosiane, diffuse nei primi anni del manicomio di Aversa, attivo<strong> dal 1876</strong>. L&#8217;ospedale, uno dei sei sparsi per tutta Italia, negli anni passati è stato più volte criticato per le condizioni disumane in cui venivano tenuti i pazienti e alla metà degli <strong>Anni &#8217;70</strong> fu anche al centro di uno scandalo giudiziario, grazie alle rivelazioni di un detenuto. Attualmente ci sono <strong>circa 190 pazienti</strong>, quasi tutti per piccoli reati, alcuni addirittura ufficialmente liberi ma che non hanno altro posto in cui andare. Una situazione che durerà ancora per poco visto che il <strong>Senato</strong> ha stabilito che<strong> entro il 31 marzo 2013 gli ospedali psichiatrici giudiziari dovranno chiudere</strong> e tutti i detenuti trasferiti in <strong>strutture sanitarie regionali</strong>.</p>
<p><em>Fonte: TMNews</em></p>
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		<title>24-02-12 &#8211; Concorso progetti solidali “C’entro anch’io”</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 09:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Coop Adriatica promuove il progetto di solidarietà “C’entro anch’io” che dal 2002 ad oggi ha contribuito all’attivazione e alla realizzazione di 231 progetti, con circa 2.600.000 euro, consentendo lo sviluppo di importanti relazioni con il mondo del volontariato e della cooperazione sociale per rispondere ai bisogni reali del territorio. Coop Adriatica indice un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88278" title="progetticoopcentroancheio" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/progetticoopcentroancheio.jpg" alt="" width="331" height="185" />Coop Adriatica promuove il progetto di solidarietà “C’entro anch’io” che dal 2002 ad oggi ha contribuito all’attivazione e alla realizzazione di 231 progetti, con circa 2.600.000 euro, consentendo lo sviluppo di importanti relazioni con il mondo del volontariato e della cooperazione sociale per rispondere ai bisogni reali del territorio.<br />
Coop Adriatica indice un concorso biennale di selezione che si propone di concorrere al finanziamento e allo sviluppo di <strong>progetti per l’inclusione sociale di persone in condizioni di svantaggio o a rischio di emarginazione</strong><strong> e per la promozione del benessere, dell’agio di una comunità locale</strong>. Con quest’ultima definizione si fa riferimento ad azioni che facilitino il dialogo interculturale ed intergenerazionale; che promuovano le reti di scambio, di auto-mutuo-aiuto fra cittadini, che valorizzino gli spazi comuni/pubblici come luoghi di incontro e conoscenza per famiglie, adolescenti, pre-adolescenti, giovani e anziani.<br />
In ciascuna delle 26 Zone Soci di Coop Adriatica sarà selezionato 1 progetto, in relazione alla qualità ed alla rispondenza ai requisiti previsti dal presente bando.<br />
Il bando è rivolto:<br />
· alle associazioni aventi i requisiti di cui alla legge n. 266/91,<br />
· alle associazioni di promozione sociale e alle associazioni di volontariato iscritte negli ALBI competenti,<br />
· a tutte le associazioni regolate da statuto che escluda scopo di lucro e sia improntato ai principi di democrazia,<br />
· alle cooperative sociali, aventi i requisiti di cui alla rispettiva legislazione, operanti nelle aree geografiche di presenza di Coop Adriatica.</p>
<p>Le associazioni di volontariato e le cooperative sociali dovranno inviare i progetti <strong>entro e non oltre VENERDI’ 24 FEBBRAIO 2012</strong><br />
indirizzandoli ESCLUSIVAMENTE per servizio postale a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, a:<br />
COOP ADRIATICA<br />
PROGETTO “C’ENTRO ANCH’IO” &#8211; DIREZIONE POLITICHE SOCIALI<br />
VIA VILLANOVA, 29/7<br />
40055 VILLANOVA DI CASTENASO (BO)</p>
<p>Consulta il <a href="http://www.adriatica.e-coop.it/portalWeb/stat/docPortaleCanali/doc00000100066/true/true/coop-adriatica-centro-anchio.dhtml">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
<a href="mailto:centroanchio@adriatica.coop.it">centroanchio@adriatica.coop.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Padova. “Porsche Live. Pensieri e altri suoni”. Dal 2 al 4 febbraio</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/29/padova-%e2%80%9cporsche-live-pensieri-e-altri-suoni%e2%80%9d-dal-2-al-4-febbraio/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 07:55:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Inverno all’insegna della cultura targato Porsche Italia parte con la terza edizione della rassegna musicale “Porsche Live. Pensieri e altri suoni”, in cartellone a Padova dal 2 al 4 febbraio. La manifestazione, ideata e organizzata da Porsche Italia con la collaborazione e il sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, vedrà la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88141" title="porschelive" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/porschelive.jpg" alt="" width="311" height="321" />L’Inverno all’insegna della cultura targato Porsche Italia parte con la terza edizione della rassegna musicale “<strong>Porsche Live. Pensieri e altri suoni</strong>”, in cartellone<strong> a Padova dal 2 al 4 febbraio</strong>. La manifestazione, ideata e organizzata da Porsche Italia con la collaborazione e il sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, vedrà la direzione artistica a cura del fotografo Pino Ninfa e della Scuola di Musica “Gershwin” e la collaborazione di fondazione March per l’arte contemporanea.<br />
La rassegna quest’anno sarà dedicata a<strong> cinque tra le più influenti Metropoli del Mondo: New York, Città del Capo, Berlino, Città del Messico e Parigi</strong>, che verranno raccontate attraverso l’arte contemporanea, la letteratura e la musica.<br />
Si partirà quindi <strong>giovedì 2 febbraio con la città di New York</strong>. Il primo appuntamento della giornata sarà alle ore 17.00 presso la Sala Rossini del Caffè Pedrocchi con l’artista Daniel González. Durante l’incontro verranno videoproiettate foto e video delle installazioni e le opere dell’artista.</p>
<p>Il pomeriggio continuerà poi alle ore 19.00, sempre al Caffè Pedrocchi, con una conferenza sulla vita di Thelonious Monk in occasione del trentennale dalla sua scomparsa, tenuta dal musicologo Maurizio Franco.<br />
La<strong> serata, dedicata la grande spettacolo live alle ore 21.00 presso il Teatro G. Verdi</strong>, vedrà invece protagonista in un primo set il <strong>Mark Turner Quartet</strong> e in un secondo set la Lydian Sound Orchestra che si esibirà insieme a Mark Turner.<br />
Durante i concerti verranno proiettati i <strong>migliori scatti dedicati a New York realizzati da Pino Ninfa</strong> e altri fotografi italiani.<br />
Il <strong>venerdì 3 febbraio sarà invece dedicato a Città del Messico e Parigi</strong>. Alle ore 17.00 presso il Caffè Pedrocchi il pubblico potrà incontrare l’artista Mariana Castillo Deball, che si racconterà al pubblico attraverso le videoproiezioni delle sue opere.<br />
Alle ore 19.00 saranno invece protagonisti il poeta Claudio Pozzani che leggerà le opere del poeta messicano Alvaro Mutis e il pianista Danilo Rea, che presenterà un progetto dedicato a brani scritti da Fabrizio De Andrè ispirati alla poesia di Mutis. Contestualmente verranno proiettate le foto di Città Del Messico scattate da Gianni Maffi. La serata al Teatro G. Verdi sarà dedicata nella prima parte a Parigi con un concerto del quartetto di Aldo Romano “Inner Smile” con ospite il trombettista Enrico Rava.<br />
La seconda parte sarà invece dedicata a Città del Messico e vedrà protagonista il <strong>sassofonista Francesco Bearzatti</strong> che presenterà il suo progetto dedicato a Tina Modotti con il Tinissima Quartet. Durante il concerto verranno proiettate foto della fotografa messicana.<br />
La rassegna chiuderà sabato 4 febbraio con un programma dedicato a Cape Town e Berlino.<br />
La prima parte del pomeriggio, sempre alle 17.00 al Caffè Pedrocchi, vedrà protagonista <strong>l’artista Stacy Hardy</strong>, con videoproiezione delle sue opere; successivamente alle ore 19.00 la critica Itala Vivan intervisterà il poeta africano Mak Manaka.<br />
<strong>L’ultima serata al Verdi sarà invece dedicata nella prima parte alla città di Berlino</strong> con l’esibizione del duo composto dal trombettista Markus Stockausen e dal chitarrista FerencSnétberger.<br />
A chiudere la rassegna i colori e il folklore del gruppo di percussionisti franco-burkinabesi Sokan.<br />
<strong>Il ricavato delle prime due serate andrà interamente devoluto alla Clinica Oncoematologica del Prof. Zanesco di Padova</strong>, mentre l’ultima serata sarà dedicata all’Associazione di Musicoterapia “Nuova Realtà”.</p>
<p><strong>Modalità d’ingresso:</strong><br />
Eventi al Caffè Pedrocchi<br />
Ingresso libero, prenotazioni allo 348 7272755<br />
Eventi al Teatro Verdi<br />
Ingresso 5,00 € alle serate al Teatro “G. Verdi”<br />
Abbonamento 3 serate 10,00 €<br />
Biglietteria Teatro “G.Verdi”<br />
Tel. 049 87770213<br />
lunedì 15 – 18.00<br />
da martedì a venerdì 10 – 13 e 15 – 18.00<br />
sabato 10 – 13<br />
La sera dello spettacolo dalle ore 20<br />
Vendita on line: <a href="http://www.teatrostabiledelveneto.it/">www.teatrostabiledelveneto.it</a></p>
<p>Consulta il <a href="http://www.fondazionemarch.org/porsche-live-pensieri-e-altri-suoni-le-metropoli-terzo-appuntamento-con-stacy-hardy.html?lang=it">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
<a href="mailto:attivita.culturali@porsche.it">attivita.culturali@porsche.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Farsi internare volontariamente ad Auschwitz</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/27/farsi-internare-volontariamente-ad-auschwitz-non-una-follia-ma-il-lucido-piano-di-witold-pilecki/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 09:45:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tavano Andrea</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giornata della memoria 2012]]></category>
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		<description><![CDATA[Chi si cela dietro i nomi di Tomasz Serafiński, Roman Jezierski, Leon Bryjak, Jan Uznański, Witold Smoliński? Il suo vero nome è Witold Pilecki, “il volontario”, il “più coraggioso tra i coraggiosi”. La sua figura è stata pienamente restituita alla Storia grazie anche ad un italiano, Marco Patricelli: in questi giorni ospite di una serie di incontri tra Varsavia, Cracovia e Lublino per celebrare la Giornata della Memoria.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88120" title="witold" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/witold.jpg" alt="" width="414" height="273" />Varsavia è una città piena di spazi verdi, nel mese di settembre la temperatura è mite e piacevole. Ma nel settembre del 1940 questo ha poca importanza, perché la città è occupata dalle truppe del Reich. <strong>In strada sfilano i deportati, tra questi c’è anche un uomo che risponde al nome di Tomasz Serafińs</strong>ki. Da una verifica, risulta abitare vicino al luogo del rastrellamento.</p>
<p>Quello però non è il suo vero nome e quella non è nemmeno la sua abitazione. <strong>Quell’uomo in realtà si chiama Witold Pilecki</strong>. Ha affittato cinque appartamenti in cinque diverse zone della città, utilizzando altrettante identità fittizie. <strong>Pilecki ha uno scopo, che la Gestapo ignora</strong>. Fa parte dell’esercito clandestino polacco, anche questo è un aspetto che la Gestapo naturalmente ignora. Pilecki <strong>si è offerto volontario per una missione apparentemente folle e suicida:</strong> farsi deliberatamente arrestare durante un rastrellamento per<strong> essere internato ad Auschwitz</strong>. Oltre al polacco, parla correntemente e senza inflessione francese, russo e tedesco. Il giorno del suo arresto è sicuro solo del fatto che riuscirà a fuggire da Auschwitz. Nel settembre del ’40, non può sapere però che passeranno quasi mille giorni di prigionia prima della sua fuga, il martedì di Pasqua del ’43. <br />
Anche se queste sembrano le sequenze iniziali di un film, <strong>la sua storia non è una sceneggiatura o un’opera di finzione</strong>.</p>
<p>Quella di Witold Pilecki è la vera storia de <em>“Il volontario, il più coraggioso tra i coraggiosi”</em> come recita il titolo di un <strong>brillante saggio dello storico italiano Marco Patricelli</strong> (Premio Acqui Storia 2010 per la sezione storico-divulgativa).</p>
<p>Marco Patricelli è stato invitato dal Museo Ebraico Galicja di Cracovia per presentare l’edizione polacca del suo lavoro in occasione della Giornata della Memoria. L’abbiamo incontrato qualche giorno fa e non indugiamo sulle <strong>critiche lusinghiere che “Il volontario” (ed. Laterza, 2010) sta ricevendo in Polonia</strong> e nemmeno proviamo a pronunciare il titolo dell’edizione polacca (Ochotnik. O rotmistrzu Witoldzie Pileckim, Ed. Wydawnictwo Literackie, 2011). Il suo saggio ha il merito di restituire un ritratto storico, unico e straordinario, riuscendo nello scopo con una prosa che coinvolge ed accompagna il lettore, questa sì come una sceneggiatura o un’opera di fiction, ma senza venir meno al dovere di storico.</p>
<p><strong>Marco, la prima domanda, lasciacelo dire, sorge spontanea: perché farsi internare volontariamente ad Auschwitz?</strong><br />
Le ragioni impellenti che spingono Witold Pilecki sono due. In primo luogo, bisogna sapere esattamente quello che accade dietro il filo spinato perché fino a quel momento circolano solo delle voci. I pochissimi rilasciati non ne parlano, la chiamano la consegna del silenzio. Ma i polacchi vedono le frequenti retate e le vittime inghiottite da quel campo. <br />
In secondo luogo, per la resistenza bisogna creare un movimento che aumenti le chance di sopravvivenza all’interno del campo. Per questo ci vuole qualcuno che vada li’ dentro per vedere, raccontare ed organizzare.</p>
<p><strong>Due compiti che Pilecki svolge in maniera egregia&#8230;</strong><br />
Il suo è in assoluto il primo rapporto che arriva agli alleati sul campo di Auschwitz. Pilecki si fa arrestare a settembre del ’40 e a novembre riesce a far filtrare il primo rapporto che arriva a Londra via Stoccolma nel marzo del ’41. A quel punto, i servizi segreti inglesi sanno cos’é Auschwitz, nonostante la Shoah non sia ancora avviata, ma gli ebrei sono già drammaticamente indirizzati sulla strada dello sterminio totale.  Gli alleati sanno cosa accade dentro quel campo, ma bollano la sequela di orrori raccontati da Pilecki come esagerata, perché si tratta di esperienze talmente efferate da risultare inimmaginabili. Non reputano pertanto credibile l’esistenza di un tale abisso di orrori e brutalità.   Il secondo compito, che Pilecki svolge altrettanto egregiamente, è quello di creare una rete finalizzata ad aumentare le probabilità di sopravvivenza di quanti sono rinchiusi, infiltrando uomini in tutti i reparti di Auschwitz. All’assegnazione lavori, alla cucina, ai reparti della sanità, sapendo benissimo che l’ospedale di Auschwitz non è che l’anticamera dell’eliminazione. Pilecki riesce ad infiltrare con successo i suoi uomini. Quando evade, in maniera avventurosa, la rete di resistenza che ha creato arriva a contare duemila persone, organizzate militarmente e presenti in ogni baracca, in ogni reparto, in ogni blocco. Lascia le consegne, i piani per l’insurrezione ed alcune armi nascoste, auspicando quello che purtroppo non accadrà mai, una rivolta del campo appoggiata dall’esterno sia dagli alleati sia dai partigiani polacchi.</p>
<p><strong>Fuggito da Auschwitz, si offre nuovamente volontario?</strong><br />
Pilecki combatte valorosamente nella Rivolta di Varsavia del ’44 col grado di capitano di cavalleria. Viene fatto prigioniero dai tedeschi. Visto che ad Auschwitz era entrato sotto falso nome, i tedeschi non correlano il Tomasz Serafiński evaso di Auschwitz al Witold Pilecki finito prigioniero nel ’44 a seguito del fallimento della Rivolta di Varsavia.</p>
<p><strong>Finisce la guerra, ritroviamo Pilecki in Italia?</strong><br />
Dove è stanziato il secondo corpo d’armata del generale Anders. In Polonia, i sovietici stanno smantellando in maniera sistematica ogni residuo dello stato polacco ed ovviamente anche dello stato clandestino. Pilecki si offre ancora una volta volontario, per ricreare un sistema di resistenza che possa consentire alla Polonia di riconquistare la libertà e l’indipendenza dall’occupazione sovietica, che in quel momento si calcola durerà intorno ai dieci anni. La storia ci insegna che saranno purtroppo molti di più.<br />
 Pilecki viene però individuato dai servizi segreti polacchi, dall’Italia lo esortano a fuggire perché prima o poi l’arresteranno. Ma Pilecki, che ha lì la moglie e i due figli, decide al contrario di restare. Viene così catturato, torturato e condannato. Il processo è una farsa, completamente pilotato, dove vengono esibite prove false, accuse false, la composizione stessa della corte è illegittima. Viene condannato tre volte a morte su richiesta di un procuratore militare che non è neppure laureato in legge.</p>
<p>Witold Pilecki è giustiziato in carcere il 25 maggio 1948 con un colpo di pistola alla nuca e sepolto nel cimitero di Varsavia, sotto la nuda terra. Senza che nessuno abbia mai voluto informare la famiglia sul luogo esatto dell’inumazione.</p>
<p><strong>C’è chi si arrogherà i meriti che sono di Pilecki?</strong><br />
Il Regime fa un vero capolavoro di disinformazione perché nega tutto quello che Pilecki ha fatto ad Auschwitz e ne attribuisce i meriti, soprattutto dal punto di vista resistenziale, a Józef Cyrankiewicz, allora primo ministro della Polonia, nel 1970 diverrà addirittura Capo di Stato. Si crea così un “eroe”, usurpando gli onori a chi è stato il vero artefice della resistenza. Diversi anni fa, all’interno del campo, in uno dei saloni destinati al ricordo e alla conoscenza, si parlava della resistenza ad Auschwitz e si parlava di Cyrankiewicz, non di Witold Pilecki, che era stato completamente cancellato dalla storia e dalla memoria. Il figlio racconta che gli era vietato parlare in pubblico del padre, gli era vietato persino pubblicare dei necrologi per ricordarne la morte, questo fino all’agonia del regime comunista e alla Caduta del Muro di Berlino.</p>
<p><strong>Oggi Pilecki è considerato un eroe nazionale?</strong><br />
Insignito dalla più alta decorazione polacca, un simbolo dell’eroismo, della resistenza e dell’abnegazione. Un eroe che si è offerto volontario per tre volte nella sua vita e per tre volte è stato condannato a morte. Una vita spesa interamente per la libertà, combattendo ogni forma di totalitarismo. Recentemente c’è stata una proposta al Parlamento Europeo per trasformare la data della sua morte nella giornata per ricordare tutti i martiri dei totalitarismi, ma incredibilmente questa proposta è stata respinta dal Parlamento Europeo. Purtroppo con voto contrario di alcuni deputati polacchi, legati evidentemente ancora ad un passato che ritenevamo definitivamente superato.</p>
<p><strong>Per concludere, un giudizio sul lavoro dello storico?</strong><br />
Credo che lo storico debba raccontare la storia, non esprimere giudizi. Debba trovare o ritrovare le storie che si sono perdute e semplicemente raccontarle. Il giudizio è alla cultura, alla sensibilità, all’intelligenza di chi legge.<br />
<em>Marco Patricelli insegna Storia dell’Europa contemporanea all’Università degli Studi &#8216;G. D&#8217;Annunzio&#8217; di Chieti e Pescara. E’ il primo italiano ad essere insignito dell&#8217;onorificenza &#8216;Bene Merito&#8217; assegnata dal Ministero degli Esteri della Polonia ed è stato l’unico italiano invitato a Varsavia alla conferenza internazionale sul 70° Anniversario dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Come recentemente dichiarato al quotidiano polacco Rzeczpospolita, la passione per la storia della Polonia è nata durante la sua esperienza di studente al Conservatorio di Varsavia, rivelandosi una chiave imprescindibile per avvicinarsi alla musica di Fryderyk Chopin. </em><br />
<em>Dal nostro corrispondente a Varsavia</em></p>
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		<title>Roma. Contest 2012 &#8211; Il documentario in sala. Dal 30 gennaio al 31 maggio</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 06:44:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Contest 2012 &#8211; Il documentario in sala, si propone come iniziativa ricorrente dedicata alla diffusione del documentario in Italia, e se nella prima edizione sono state le &#8220;nuove generazioni&#8221; il soggetto passato al setaccio della proposta filmica della rassegna, la selezione realizzata quest&#8217; anno propone 8 documentari, molti dei quali anteprime a Roma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-87947" title="memoriemanifesto" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/memoriemanifesto.jpg" alt="" width="253" height="308" />Contest 2012 &#8211; Il documentario in sala</strong>, si propone come <strong>iniziativa ricorrente dedicata alla diffusione del documentario in Italia</strong>, e se nella prima edizione sono state le &#8220;nuove generazioni&#8221; il soggetto passato al setaccio della proposta filmica della rassegna, la selezione realizzata quest&#8217; anno propone 8 documentari, molti dei quali anteprime a Roma che, con stili, storie e sensibilità diverse, trattano tra loro l&#8217;affascinante percorso delle Memorie .</p>
<p>Da <em>Detour De Seta</em>, di Salvo Cuccia, dedicato al Maestro, recentemente scomparso, a <em>Io e la mia sedia &#8211; un documentario su Enzo del Re,</em> di Angelo Amoroso D&#8217;Aragona, che rende più visibile, laddove ce ne fosse il bisogno, l&#8217;impronta di uno dei cantautori e cantastorie italiani più visionari, passando per <em>Andante ma non troppo</em>, di Enrico Cerasuolo che sceglie un filo narrativo non scontato per tracciare la Storia d’Italia degli ultimi 150 anni, per arrivare alla proiezione di <em>Mi Pogolotti querido</em>, di Enrica Viola, che narra la storia di una migrazione di successo, quella di Dino Pogolotti a Cuba. A Marzo sarà poi <em>Lasciando la Baia del Re</em>, di Claudia Cipriani, uno dei documentari più apprezzati all’ultima edizione del Festival dei Popoli, a narrarci il ricordo e i desideri delle due donne protagoniste del film, a seguire il sentito omaggio che Contest dedica ad Ansano Giannarelli con la proiezione di <em>Non ho tempo</em>, meraviglioso film ispirato alla vita del matematico Evariste Galois. Nella parte finale della rassegna sarà ospitata la pregevole iniziativa della Minerva e Rarovideo di riproporre <em>Sbatti il Mostro in prima pagina</em>, di Marco Bellocchio che sarà in sala a salutare il pubblico del Nuovo Cinema Aquila. Chiuderanno l’iniziativa <em>_Folder</em>, il Diario personale di Cosimo Terlizzi, e <em>Il loro natale</em> di Gaetano di Vaio, il racconto del difficile quotidiano di molte donne napoletane alle prese con il pianeta carcere.</p>
<p>Infine, ci piace sottolineare come Contest 2012 si avvale di una certa teatralità ottenuta grazie alla preziosissima collaborazione con La Vostok Film e Stefano Grossi ideatori e produttori de “I diari del Novecento”, che per tutta la durata dell’iniziativa anticiperanno tematicamente i documentari in programma con una serie di clips e readings che vedranno alternarsi in sala, Gianmarco Tognazzi, Giorgio Colangeli, Patrizia Piccinini, Elio Germano.</p>
<p>Nel <strong>foyer del Nuovo Cinema Aquila</strong> si alterneranno, proiezioni di cortometraggi, la presentazione dei “I diari de Novecento” (<a href="http://diaridelnovecento.wordpress.com/">http://diaridelnovecento.wordpress.com/</a>), l’ultimo progetto della Todomodo Produzioni “Bimba col pugno chiuso” (<a href="http://www.produzionidalbasso.com/pdb_801.html">http://www.produzionidalbasso.com/pdb_801.html</a>).</p>
<p>La serata di apertura il 30 Gennaio, è parte integrante dell’iniziativa Vittorio de Seta “<strong>Diario di un maestro di Cinema</strong>”, programmata e realizzata su 18 schermi a Roma dal 14 Gennaio al 1 Febbraio 2012.</p>
<p>Consulta il <a href="http://www.cinemaaquila.com/evento/contest-2012-il-documentario-in-sala/">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Nuovo Cinema Aquila<br />
via L’Aquila 68  Roma RM<br />
Tel/Fax: 06 70399408<br />
<a href="mailto:info@cinemaaquila.com">info@cinemaaquila.com</a></p>
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		<title>Eventi: il film &#8220;La chiave di Sara&#8221; in 155 sale per la Giornata della memoria 2012</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 06:30:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venerdì 27 gennaio, in occasione della Giornata della memoria, 155 sale proietteranno per l&#8217;intera giornata La chiave di Sara film che narra il rastrellamento nel luglio 1942 all&#8217;interno del Velodromo d&#8217;inverno di Parigi, di 13.152 ebrei. L&#8217;evento voluto da Lucky Red, distribuzione italiana del film, è reso possibile grazie alla collaborazione con Open [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-87979" title="La-chiave-di-Sara" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/La-chiave-di-Sara.jpg" alt="" width="184" height="269" />Venerdì 27 gennaio</strong>, in occasione della <strong>Giornata della memoria</strong>, <strong>155 sale</strong> proietteranno per l&#8217;intera giornata<strong> La chiave di Sara</strong> film che narra il rastrellamento nel <strong>luglio 1942</strong> all&#8217;interno del <strong>Velodromo d&#8217;inverno di Parigi</strong>, di <strong>13.152 ebrei.</strong><br />
L&#8217;evento voluto da <strong>Lucky Red</strong>, distribuzione italiana del film, è reso possibile grazie alla collaborazione con<strong> Open Sky</strong>, circuito di distribuzione cinematografica digitale.<br />
Inoltre, sempre per celebrare il ricordo della <strong>Shoah</strong> e per sensibilizzare i più giovani, Lucky Red, insieme all&#8217;<strong>Agis Scuola</strong>, ha organizzato centinaia di proiezioni per le scuole di tutto il territorio nazionale che coinvolgeranno<strong> circa 500mila studenti</strong>.<br />
Per prendere visione della lista dei cinema che aderiscono all&#8217;evento, proiettando <strong>La chiave di Sara</strong>, è possibile consultare i siti <a href="http://www.thespacecinema.it/">www.thespacecinema.it</a> e <a href="http://www.ucicinemas.it/">www.ucicinemas.it</a> .</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Roma. Mostra &#8220;(Un)Forbidden City.La post-rivoluzione della nuova arte cinese&#8221;. Dal 25 gennaio al 4 marzo</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 12:43:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno scorcio sulle nuove tendenze che animano la scena artistica contemporanea cinese: “(Un)Forbidden City. La post-rivoluzione della nuova arte cinese” è la mostra presentata da Gao Zhen e Gao Qiang, in arte i Gao Brothers, a cura di Simona Rossi e Dominique Lora, dal 25 gennaio al 4 marzo 2012 al MACRO Testaccio. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87806" title="unforbiddencity" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/unforbiddencity.jpg" alt="" width="320" height="214" />Uno scorcio sulle nuove tendenze che animano la scena artistica contemporanea cinese: <strong>“(Un)Forbidden City. La post-rivoluzione della nuova arte cinese</strong>” è la mostra presentata da Gao Zhen e Gao Qiang, in arte i Gao Brothers, a cura di Simona Rossi e Dominique Lora, dal 25 gennaio al 4 marzo 2012 al MACRO Testaccio.</p>
<p>La mostra è pensata come un luogo in cui tradizioni e identità si aggiungono a un percorso creativo transnazionale, verso una realtà che Achille Bonito Oliva definirebbe Glocal.</p>
<p>Il <strong>gruppo di artisti selezionati è caratterizzato da una matrice generazionale legata ai movimenti studenteschi</strong> post rivoluzionari e alla cultura underground che ne è scaturita. Tali artisti presentano codici estetici e soluzioni formali che galvanizzano nuovi media e cultura popolare nel tentativo di costruire una nuova identità. La loro esperienza artistica ibrida e provocatoria include fotografia, installazione, performance e video art.</p>
<p>Tra gli artisti presenti in mostra ci sono gli stessi <strong>Gao Brothers</strong>, conosciuti a livello internazionale per i loro esperimenti artistici e multimediali sull’idea della crisi spirituale che colpisce l’individuo e più generalmente la condizione umana.<br />
Le loro opere mettono in scena le ansie e le paure che caratterizzano la cultura internazionale persa ormai nella volgarità culturale della globalizzazione (Yi Ying, World Art Magazine).</p>
<p>Gli <strong>altri artisti selezionati</strong> sono Lu Feifei, Chang Lei, Wu XiaoJun, Li Xinmo, Shen Ruijun, Gao Shen, Sung Ping, Sun Lei.<br />
Tutti esprimono una ricerca che è allo stesso tempo individuale e collettiva, in cui si intrecciano le tensioni e le dinamiche dello sviluppo culturale e sociale della Cina contemporanea in relazione ad un’ineluttabile modernità internazionale ed astratta. Queste tensioni e dinamiche comprendono anche una ricerca e un dialogo tra etica ed estetica applicate al rapporto uomo/natura, con l’obiettivo di promuovere un mondo ecologicamente ed economicamente sostenibile.<br />
Esplorando tematiche quali l’impatto e lo sviluppo ambientale, l’etica della responsabilità e del consumo gli artisti cominciano a sostenere nuovi stili di vita più accorti e consapevoli e certamente necessari alle prossime generazioni.</p>
<p>La mostra “(Un)Forbidden City. La post-rivoluzione della nuova arte cinese”, presentata da Gao Zhen e Gao Qiang, in arte i Gao Brothers, a cura di Simona Rossi e Dominique Lora, è promossa dal Ministero degli Affari Esteri, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali, Camera di Commercio di Roma. La mostra è organizzata, prodotta e sponsorizzata da Glocal Project Consulting, con il supporto organizzativo e i servizi museali di Zètema Progetto Cultura. Catalogo Damiani. </p>
<p>Questa esposizione fa parte del programma della <a href="http://www.tafter.it/2011/06/29/eventi-a-roma-la-biennale-internazionale-di-cultura-%E2%80%9Cvie-della-seta%E2%80%9D/">Biennale Internazionale di Cultura Vie della Seta </a>che, grazie alla sinergia tra il Ministero degli Affari Esteri, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Roma Capitale, ha in programma tra ottobre 2011 e febbraio 2012, undici mostre &#8211; che spaziano dalla storia all’archeologia, dall’arte contemporanea all’attualità &#8211; e un ricco calendario di conferenze ed eventi.</p>
<p><strong>Ingresso libero</strong> fino a esaurimento posti<br />
Consulta il <a href="http://www.macro.roma.museum ">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
MACRO Museo d’Arte Contemporanea Roma<br />
Via Nizza 138, Roma<br />
Tel:06.0608 / 06 671070400</p>
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		<title>Le novità editoriali di gennaio 2012</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/25/le-novita-editoriali-di-gennaio-2012/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 12:09:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<guid isPermaLink="false">http://www.tafter.it/?p=87873</guid>
		<description><![CDATA[Consulta le novità editoriali di gennaio 2012 delle principali case editrici italiane che trattano di argomenti relativi all’economia della cultura: arte; industria culturale, industria dello spettacolo; turismo; marketing e sviluppo territoriale; project management e politiche culturali; editoria e comunicazione; architettura, urbanistica e territorio; legislazione nel settore dei beni culturali; nuovi media e nuove tecnologie e tanto altro… ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87893" title="artecanonizzazioni" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/artecanonizzazioni1.jpg" alt="" width="148" height="188" />L&#8217;ARTE PER LE CANONIZZAZIONI<br />
Vittorio Casale (a cura di)<br />
pp. 312<br />
Allemandi, € 35,00<br />
ISBN: 978-88-422-1969-9</p>
<p>L’attività artistica intorno alle canonizzazioni e alle beatificazioni nel Seicento<br />
Nel Seicento le beatificazioni, le canonizzazioni e le feste successive dettero luogo a una produzione artistica molto varia e ampia che viene ora riconosciuta. Si produssero incisioni, dipinti, sculture, edifici, anche di grande rilievo, fra i quali citiamo la cappella della beata Ludovica Albertoni con i capolavori di Baciccio e Bernini e le chiese romane di Sant’Ignazio e di Sant’Isidoro. Il parterre degli artisti include nomi come Guercino, Bernini, Borromini, Annibale e Ludovico Carracci, Baciccio, Lanfranco, Maratti, Murillo, Reni, Rubens, Saraceni, Domenichino, Zurbarán e altri. Le quantità sono impressionanti: per la canonizzazione del 1671 furono impegnati circa dodici artisti, per circa 115 quadri originali e 50 copie. Nessuna commissione artistica del secolo raggiunse un simile plafond.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87875" title="untitled" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/torinoguardailmare.jpg" alt="" width="140" height="169" />TORINO CHE GUARDA IL MARE<br />
Luigi Mainolfi<br />
Riccardo Passoni (a cura di)<br />
pp. 104<br />
Allemandi, € 35,00<br />
ISBN: 978-88-422-2099-2</p>
<p>Una grande installazione costituita da oltre 200 ritratti scultorei realizzati da Luigi Mainolfi. Ecco “Torino che guarda il mare”, opera “in progress”, a cui è stata recentemente dedicata una mostra a Palazzo Madama di Torino che è un omaggio a Torino e ai tanti personaggi, esponenti del mondo della cultura, nell’imprenditoria, della politica, della società civile, che la rendono una città unica. Con i ritratti, tra gli altri di Sergio Chiamparino, Bruno Gambarotta, Piero Gilardi, Fiorenzo Alfieri, Patrizia Sandretto, Evelina Cristillin, Luciana Litizzetto, Danilo Eccher, Ida Gianelli, Gianni Vattimo.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87876" title="" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/scopertapatrimonio.jpg" alt="" width="136" height="186" />ALLA SCOPERTA DI UN PATRIMONIO<br />
Langhe, Monferrato e Roero<br />
Sergio Conti (a cura di)<br />
pp. 208<br />
Allemandi, € 35,00<br />
ISBN: 978-88-422-2049-7</p>
<p>Il volume raccoglie oltre trenta testi inediti di altrettanti studiosi dedicati alla storia e al paesaggio delle Langhe, del Roero, del Monferrato. Illustrato con fotografie d&#8217;epoca e contemporanee, il volume completa la trilogia dedicata al paesaggio del Piemonte meridionale in funzione della candidatura UNESCO: i volumi già pubblicati sono «Il nostro Patrimonio» (il paesaggio raccontato dai bambini attraverso i loro disegni e racconti) e «Langhe Monferrato Roero» (il paesaggio raccontato dai grandi scrittori piemontesi). «Quelle di questo libro sono pagine scritte camminando, e per questo capaci di farci conoscere la nostra geografia, regalarci parole ed emozioni che ci aiutino a ricordare il passato e immaginare l’avvenire perché, spesso, i sentimenti e i valori di un luogo si incontrano e si raccolgono andando per strada.<br />
<em>Dall&#8217;introduzione del professor Sergio Conti, curatore del volume. </em></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87877" title="professioniliberta" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/professioniliberta.jpg" alt="" width="121" height="150" />PROFESSIONI E LIBERTA&#8217;<br />
Talcott Parsons<br />
pp. 128 pagine<br />
Armando, € 10.00<br />
ISBN:978-6081-956-7</p>
<p>Il tema della natura e del ruolo delle professioni intellettuali è stato al centro degli interessi di ricerca di Parsons sin dagli anni Trenta. Il saggio del 1939 Professioni e struttura sociale, qui pubblicato in una nuova traduzione, offre la prima sistematica articolazione di questa “teoria delle professioni” che Parsons avrebbe precisato e perfezionato nel corso dei decenni successivi, influenzando in modo duraturo lo sviluppo stesso della “sociologia delle professioni” come branca specializzata della disciplina.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87878" title="futurismo" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/futurismo.jpg" alt="" width="113" height="174" />FUTURISMO PER LA NUOVA UMANITA&#8217;<br />
Dopo Marinetti: arte, società, tecnologia<br />
Roberto Guerra<br />
pp. 96 pagine<br />
Armando, € 10.00<br />
ISBN:97888-6677-002-2</p>
<p>La storia del futurismo post 1944, dopo la scomparsa di Marinetti, fino ad oggi e in progress: l’autore di questo volume, con originale prospettiva letteraria e particolare rigore empirico, fornisce delle interessanti argomentazioni sulla più grande avanguardia italiana Una revisione sull’essenza tecnologica e futurologica del Futurismo storico, guardando agli studi di sociologi e futuribili quali McLuhan e De Kerckhove, e alle osservazioni sulla dis-continuità aggiornata del Futurismo nel secondo Novecento e inizio Duemila.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87879" title="operaduesoldi" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/operaduesoldi.jpg" alt="" width="116" height="192" />L&#8217;OPERA ITALIANA DA DUE SOLDI<br />
Regnava Berlusconi<br />
Franco Cordero<br />
pp.301<br />
Bollati Boringhieri € 17,00<br />
EAN: 9788833922874</p>
<p>La commedia italiana spesso disgusta ma non annoia mai». Non è un caso che Franco Cordero ricorra alla metafora teatrale per qualificare una storia durata diciassette anni e nove mesi. Molti, per un successo in cartellone. Forse non sarebbero stati così tanti se il mediocre brogliaccio rappresentato, a metà tra epica grottesca e opera buffa, non avesse attinto a piene mani a un repertorio italiano sempreverde: ordinario malaffare, quarto e quinto potere infeudati, millanteria priapesca da strapaese, compiacenza di famigli promiscui, servitù volontaria di politici al soldo, giustizia acconciata su misura, parodia dello spirito pubblico. Più antico, sotto un certo profilo, della figura che lo incarna, il berlusconismo va compreso attraverso le sue maschere precedenti, ma lo è pienamente solo grazie allo sguardo penetrante che non si lascia trarre in inganno dai plateali colpi di scena, dal tramestio delle comparse, dai fondali di cartapesta. Troppo stanchi o esasperati, dubitiamo di essere capaci di una simile acutezza di visione. A Cordero invece riesce naturale. Andare con lui a teatro – all’eterno teatro di casa nostra – è un&#8217;emozione della conoscenza, una delle poche che ci riserva la tragicommedia della quale credevamo di sapere quasi tutto.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87880" title="Laureano - Giardini di pietra cop. OK" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/gioardinidipietra.jpg" alt="" width="153" height="194" />GIARDINI DI PIETRA<br />
I Sassi di Matera e la civiltà mediterranea<br />
Pietro Laureano<br />
pp.207<br />
Bollati Boringhieri, €42,00<br />
EAN: 9788833922935</p>
<p>L’arida Matera, la favolosa Petra, Sana’a, la capitale delle Mille e una notte, sono<br />
tutte «città di pietra» che hanno attraversato i secoli con alterne fortune. Nel caso dei Sassi grotte naturali, architetture sotterranee, cisterne, masserie, chiese e palazzi, si succedono e coesistono, scavati o costruiti nel tufo delle Gravine.<br />
Insediamenti così diversi si armonizzano nel comune intento di sfruttare al meglio diffi cili condizioni geografi che. Purtroppo l’impatto della modernità con un ecosistema così delicato è stato distruttivo: Matera è stata per anni una «vergogna nazionale», simbolo dell’arretratezza meridionale. Solo il mutato clima culturale, di cui quest’opera è una testimonianza essenziale, ha permesso l’avvio di un processo di recupero e valorizzazione. L’iscrizione nel Patrimonio mondiale dell’UNESCO ha così suggellato, come scrive Laureano, la «fine della vergogna».</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87882" title="antropologiaimmagini" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/antropologiaimmagini.jpg" alt="" width="117" height="146" />ANTROPOLOGIA DELLE IMMAGINI<br />
Hans Belting<br />
pp. 241<br />
Carocci, € 32,00<br />
EAN: 9788843060917</p>
<p>Applicandosi a un repertorio quanto mai vasto &#8211; dai culti funerari dell&#8217;Antico Oriente alla fotografia e alle realtà virtuali dei media -, Hans Belting prosegue la sua riflessione su una storia dell&#8217;immagine che sia in grado di emanciparsi dalle coordinate della storia dell&#8217;arte. Nel seguire il delinearsi della storia culturale del corpo e parallelamente della percezione dell&#8217;attività corporea, Belting offre così al lettore il primo vero approccio antropologico allo studio diacronico dell&#8217;immagine.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87883" title="modernitaitaliana" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/modernitaitaliana.jpg" alt="" width="121" height="169" />MODERNITA&#8217; ITALIANA<br />
Andrea Afribo, Emanuele Zinato (a cura di)<br />
Cultura, lingua e letteratura dagli anni settanta a oggi<br />
PP. 328<br />
CAROCCI, € 27,00<br />
ISBN 9788843061495</p>
<p>Il volume analizza da diverse angolature disciplinari alcuni dei più rilevanti fenomeni culturali della storia italiana recente, a partire dalla famigerata &#8220;mutazione antropologica&#8221; degli anni settanta fino ai nostri &#8220;anni Zero&#8221;. I sei autori, intrecciando analisi dei temi, dei contesti socio-culturali e delle forme, rispondono in altrettanti capitoli alle seguenti domande. Come cambia e com’è cambiata la lingua degli italiani? Quale pensiero filosofico dopo il Sessantotto? Ai tempi dell’audience e del marketing è ancora possibile un dialogo tra editoria e critica? E il romanzo e la poesia (la canzone), dopo la grande stagione del Novecento &#8220;aureo&#8221;, sono solo merce di scarto, racconti d’appendice, relitti di storia postuma o postmoderna? Oppure ancora pretendono di essere, senza veli nostalgici o complessi d’inferiorità, lo specchio critico di una nuova storia e di un nuovo mondo?</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87881" title="cittacultura" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/cittacultura.jpg" alt="" width="125" height="166" />CITTA&#8217; E CULTURA<br />
Silvia Crivello<br />
pp. 122<br />
Carocci, € 10,50<br />
ISBN 9788843062638</p>
<p>La vita quotidiana in città, per molti versi, costituisce un’esperienza culturale. Lavorare, consumare, divertirsi e, in generale, vivere in ambiente urbano implica immergersi in uno spazio popolato da simboli, conoscenze, pratiche sociali.  Attraverso una disamina dei meccanismi di funzionamento degli spazi della produzione, del consumo e della costruzione della cosiddetta &#8220;città creativa&#8221;, il testo affronta un interrogativo tanto ampio quanto centrale nelle strategie di sviluppo dell’attuale scenario dell’&#8221;economia della conoscenza&#8221;: come si struttura la relazione fra lo spazio urbano e le pratiche sociali collegate all’economia e alla cultura?</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87884" title="deandre" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/deandre.jpg" alt="" width="122" height="176" />FABRIZIO DE ANDRE&#8217;<br />
Cantastorie fra parole e musica<br />
Claudio Cosi, Federica Ivaldi<br />
pp. 216<br />
Carocci, € 18,50<br />
ISBN 9788843056002</p>
<p>Concepito e scritto da una doppia prospettiva critica – letteraria e musicologica – il volume indaga la duplice natura della creazione e dell’arte di Fabrizio De André, abile regista capace di fondere e amalgamare non solo le parole e la musica con la sua voce inconfondibile, ma anche il contributo dei collaboratori, l’ispirazione letteraria e l’eco della storia con l’originalità dei suoi messaggi. Dopo aver esaminato il metodo di lavoro e la natura del mestiere di De André, la poetica e i temi prediletti, gli autori ne ripercorrono l’intera carriera, album dopo album, e ne analizzano le canzoni più significative ed emblematiche, mostrando la stretta interazione fra testo verbale e musica nel veicolare il messaggio.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87885" title="strumentimusicali" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/strumentimusicali.jpg" alt="" width="128" height="185" />GLI STRUMENTI MUSICALI<br />
Fabrizio Della Seta<br />
pp. 176<br />
Carocci, € 16,00<br />
ISBN 9788843062430</p>
<p>Terzo pannello di un trittico che comprende il Breve lessico musicale (1a rist. 2011) e Le parole del teatro musicale (2010), il volume introduce all’affascinante mondo degli strumenti musicali, prodotti di straordinaria ingegnosità tecnologica presenti nella cultura umana fin dal Paleolitico e che costituiscono una parte essenziale della storia della musica. Sono illustrati la nomenclatura, la classificazione, il funzionamento della maggior parte degli strumenti in uso nella tradizione colta occidentale e nella popular music, ma anche quelli del mondo antico, della musica folclorica e delle tradizioni extraeuropee che, per ragioni diverse, possono interessare il lettore italiano. Sono stati presi in considerazione gli sviluppi legati alle tecnologie elettroniche e informatiche e viene spiegato il significato di termini che designano componenti degli strumenti, classificazioni scientifiche ed empiriche, complessi strumentali.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87886" title="restauro" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/restauro.jpg" alt="" width="130" height="179" />RESTAURO<br />
Verum factum dell&#8217;architettura italiana<br />
Biblioteca di architettura, urbanistica e design<br />
Renato De Fusco<br />
pp. 160<br />
Carocci, € 18,00<br />
ISBN 9788843062812</p>
<p>L’espressione verum factum nel sottotitolo richiama la formula utilizzata da Giambattista Vico per esprimere il principio secondo il quale l’uomo può conoscere solo ciò che egli stesso ha fatto; di conseguenza, poiché nel nostro paese si trova il più ampio patrimonio di beni culturali del mondo, noi italiani dovremmo essere i più esperti nel campo del restauro e lasciare agli altri il compito di innovare. Per conservare, però, specie le opere d’architettura, è inevitabile introdurre conoscenze e metodologie aggiornate: ecco allora che il restauro dell’antico comporta la progettazione del nuovo. Nel volume si sostiene questa tesi, si riferisce delle varie concezioni del restauro, se ne fornisce un sintetico excursus storico, si riporta il dibattito sui centri antichi che resta il maggiore contributo italiano alla storia e alla critica dell’architettura moderna.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87887" title="cittagiusta" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/cittagiusta.jpg" alt="" width="155" height="205" />LA CITTA&#8217; GIUSTA<br />
Idee di piano e atteggiamenti etici<br />
Ugo Ischia<br />
pp. XVIII-160<br />
Donzelli, € 28,00<br />
ISBN: 9788860366399</p>
<p>Fra urbanistica e politica si colloca lo spazio dell’etica. Da qui Ugo Ischia muove per una riflessione sulla città giusta, con uno sguardo rivolto al pensiero urbanistico italiano fra gli anni cinquanta e settanta: dal dopoguerra all’epoca del conflitto sociale. Il testo di Ischia anticipa di molti anni i dibattiti odierni sulla città e la giustizia urbana: a partire dal titolo, che si è voluto mantenere quale deciso dall’autore nel 1996. A tutt’oggi, il libro rappresenta una voce originale nel panorama teorico disciplinare italiano e internazionale nell’affrontare il problema della costruzione della città, affidando al piano la responsabilità della costituzione del giusto. Entro questa angolazione, la legittimità dello strumento di pianificazione e delle pratiche che ne derivano rimanda ai processi di democrazia che stabiliscono il passaggio da un’etica dei valori a un’etica procedurale. La città giusta viene pensato e scritto fra il 1985 e il 1996; porta con sé tracce delle assidue conversazioni con Bernardo Secchi e della lettura dei testi di Giulio Preti. Non può essere tuttavia disgiunto da quanto accadde e da quanto vissuto dall’autore negli anni settanta; anni che imponevano, come nel dopoguerra, una presa di posizione nei confronti della politica e della società.<br />
Il testo di Ugo Ischia – accompagnato dagli scritti di Bernardo Secchi, Monica Bianchettin Del Grano e Kaveh Rashidzadeh – è un atto di impegno civile, una risposta implicita alle domande di quel periodo, una riflessione sull’importanza del piano e del progetto quale strumento che riordina i conflitti a un livello diverso, in un momento in cui l’urbanistica perdeva autorevolezza nel confronto politico.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87888" title="cittatrapassatoefuturo" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/cittatrapassatoefuturo.jpg" alt="" width="134" height="190" />CITTA&#8217; TRA PASSATO E FUTURO<br />
Claudio Saragosa<br />
pp. 250<br />
Donzelli, € 34,00<br />
EAN: 9788860366719</p>
<p>La realtà urbana e la sua evoluzione, la perdita e il tentativo di recupero delle qualità della città tradizionale. Un percorso eccentrico nella storia dell’urbanistica, capace di aprire a un nuovo modello di città, uno spazio urbano denso e integrato, aperto alla vita. Che cos’è la città? Che cosa è stata nella storia? Cosa è diventata nel XX secolo e, sopratutto, cosa potrà essere nel futuro? “Spazio” ed “ecologia” sono le due parole chiave attraverso cui Claudio Saragosa tenta di risponde re a queste domande, disegnando una mappa, tutt’altro che scontata, degli obiettivi che l’urbanistica storicamente ha perseguito e dei modelli che si è data. Percorrere questo viaggio significa far emergere le qualità della città tradizionale, ma al tempo stesso analizzare le ragioni che, specialmente nel secolo passato, hanno contribuito a demolirne il modello, per arrivare infine a descrivere i nuovi approcci progettuali attraverso i quali si sta tentando di ricostituire le qualità alle quali la città tradizionale ci aveva abituato e che sembra vano invece essere irrimediabilmente andate perdute. L’autore non si limita tuttavia ad un’analisi retroattiva, ma utilizza la traiettoria eccentrica del panorama storico da lui tracciato, per aprire ad una proposta concreta, una possibile via di fuga, delineando alcuni metodi utili a ricomporre una disciplina che abbia come obiettivo la ricostruzione di uno spazio urbano denso. Il risultato è un’idea integrata di città, Biopoli: un modello non utopico, ma concreto &#8211; puntellato da un riferimento a metodi e tendenze specifiche dell’urbanistica contemporanea-, di spazio urbano capace di avere come proprio centro la vita.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87889" title="ohmiapatria" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/ohmiapatria.jpg" alt="" width="145" height="180" />OH MIA PATRIA<br />
Vanni Pierini<br />
Introduzione di: Raffaele Manica<br />
Prefazione di: Tullio De Mauro<br />
pp. 2.432<br />
Ediesse, € 60.00<br />
ISBN: 88-230-1562-3</p>
<p>L’antologia rilegge oltre due secoli di storia patria, ordinando i brani di ogni capitolo in tre sezioni tematiche: Il racconto della storia; La questione sociale e il mondo del lavoro; Lo spirito del tempo. Organizzata in tre volumi (Nascita di una nazione; L’Italia règia; L’Italia repubblicana), si sviluppa per circa 2500 pagine e comprende più di 1000 brani. L’opera si avvale della prefazione generale di Tullio De Mauro e dell’introduzione di Raffaele Manica.<br />
Ciascun volume contiene, oltre ai testi: le introduzioni ai singoli capitoli; una dettagliata cronologia per consentire al lettore di cogliere facilmente tutti i riferimenti storici presenti nei brani; le note ai testi; le notizie biografiche su ciascuno degli autori antologizzati; l’elenco delle fonti bibliografiche utilizzate.<br />
Sono stati raccolti e messi in ‘comunicazione’ tra di loro testi letterari e poetici, versi per musica operistica, canti e inni politici e militari, canzoni popolari (folk, d’autore e pop). Anche per la scelta dei poeti e degli interpreti di canzoni non ci si è limitati a seguire la gerarchia dei ‘valori consolidati’, ma si sono esplorate anche le opere di autori nuovi e nuovissimi, o di quelli ingiustamente dimenticati.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87890" title="darkeconomy" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/darkeconomy.jpg" alt="" width="121" height="171" />DARK ECONOMY<br />
La mafia dei veleni<br />
Fontana Enrico, Cianciullo Antonio<br />
pp. 250<br />
Einaudi, € 18,00<br />
EAN: 9788806204310</p>
<p>Sono anni che si è cominciato a discutere di ecomafie (un termine che è stato coniato proprio da Enrico Fontana, uno degli autori del libro), ed è di stretta attualità lo scandalo dell&#8217;immondizia in Campania. Se per l&#8217;opinione pubblica comincia a essere un dato acquisito che i rifiuti siano un business troppo spesso inquinato dalla criminalità organizzata, quello che a molti sfugge è il quadro generale, la cornice globale delle ecomafie. Fontana e Cianciullo, da molti anni impegnati a studiare il fenomeno, raccontano i traffici di armi e rifiuti, le trame internazionali di camorra e n&#8217;drangheta, le storie esemplari e spesso tragiche di chi ha indagato o ha cercato di opporsi.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87891" title="lunghiannisessanta" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/lunghiannisessanta.jpg" alt="" width="122" height="183" />I LUNGHI ANNI SESSANTA<br />
Movimenti sociali e cultura politica negli Stati Uniti<br />
Bruno Cartosio<br />
pp. 400<br />
Feltrinelli, € 25,00<br />
EAN 9788807111174</p>
<p>Nel 2009 Barack Obama è diventato il primo presidente afroamericano degli Stati Uniti. La sua elezione ha segnato una svolta epocale nella storia americana, le cui radici si possono rintracciare nelle lotte e rivendicazioni dei movimenti sociali che negli anni sessanta hanno combattuto contro la segregazione razziale e per i diritti civili. Questa era solo una delle battaglie di verità dell&#8217;epoca. Lotte di liberazione contro condizioni sociali, culturali e politiche oppressive furono anche quella contro la guerra in Vietnam e contro la discriminazione sessuale. Quel passato in cui ci si divideva su questioni di razza, sesso e guerra torna ora di attualità e la &#8220;memoria divisa&#8221; di quegli anni, quando si contrapposero culture e visioni del mondo differenti, è materia di nuova riflessione. Nei &#8220;lunghi&#8221; anni sessanta, che iniziano già nelle lotte antisegregazioniste dei neri del Sud negli anni cinquanta e si protraggono nei settanta con il movimento di massa delle donne, si assisté a uno straordinario mutamento culturale e dei costumi. La trasformazione non si può ridurre alla sola controcultura, che ebbe il suo apice a Woodstock nel 1969, e non riguardò soltanto i giovani, coinvolse invece l&#8217;intera società. Sul senso di quegli anni, sui quali la storiografia si era a sua volta divisa nel giudicare le responsabilità del potere e i suoi contestatori, si interroga oggi Bruno Cartosio, ripercorrendone miti e realtà, cultura e politica, la fondamentale spinta liberatoria.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87895" title="formareconilcinema" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/formareconilcinema.jpg" alt="" width="121" height="178" />FORMARE CON IL CINEMA<br />
Questioni di teoria e di metodo<br />
Sergio Di Giorgi, Dario Forti<br />
pp. 320<br />
Franco Angeli, € 36,00<br />
ISBN: 9788856845303</p>
<p>C&#8217;è stato un tempo in cui, quando nelle aule di formazione si parlava di cinema, ci si riferiva a video didattici istruttivi ma poco coinvolgenti o, quando ce n&#8217;era il tempo, a proiezioni di film a fini di intrattenimento (il più delle volte per alleviare le lunghe e noiose serate dei corsi residenziali). Poi, verso la fine degli anni &#8217;70, alcuni formatori hanno iniziato a scoprire e sperimentare nuovi utilizzi del cinema e del linguaggio cinematografico. Da allora la comunità professionale dei formatori ha registrato una diffusione crescente di metodologie e pratiche che del mezzo filmico hanno saputo valorizzare le grandi potenzialità espressive e di attivazione dei processi di apprendimento.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87896" title="design2029" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/design2029.jpg" alt="" width="127" height="183" />DESIGN 2029<br />
Ipotesi per il prossimo futuro<br />
Renato De Fusco<br />
pp. 136<br />
Franco Angeli, € 19,00<br />
ISBN: 9788856845525</p>
<p>Ottimistica e scaramantica previsione dell&#8217;autore di vivere fino a 100 anni, donde le ipotesi di quanto avverrà da ora fino al 2029.<br />
I principali argomenti trattati sono: il design e la storia/la questione dei valori/la natura del design/conformazione e rappresentazione/artistico ed estetico/una nuova tassonomia/il tipo-ideale.<br />
Le principali previsioni sono: il minimalismo; il design come mass-medium; andatura a tutto kitsch; il digitale salvatutto; l&#8217;usa-e-getta; gli inventori vs gli stilisti: l&#8217;ipotesi del grottesco; Il brutto fa storia dell&#8217;arte; la dematerializzazione; che cosa si venderà; la vendita orientata sul consumo; l&#8217;orientamento critico delle vendite, progetti delle Associazioni per il disegno industriale, segnatamente quelli dell&#8217;ADI.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87898" title="sperimentazioni" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/sperimentazioni.jpg" alt="" width="124" height="181" />LA SPERIMENTAZIONE NEI PROCESSI DI PRODUZIONE TEATRALE<br />
Alfonso Malaguti, Monica Calcagno<br />
pp. 240<br />
Franco Angeli, € 25,00<br />
ISBN: 9788856847116</p>
<p>Il libro propone uno studio sul teatro di ricerca, un oggetto parimenti complesso e ambizioso. La varietà delle esperienze, la lontananza, supposta o reale, dal grande pubblico, una certa patina di snobismo, anch&#8217;essa supposta o reale, legata ad un&#8217;idea di arte per pochi rendono l&#8217;indagine sul teatro di ricerca rischiosa, &#8220;faticosa&#8221;. Il testo al contrario intende dimostrare come il teatro di ricerca abbia un rapporto osmotico, una costante interazione continua, con la società odierna, così che la selezione e la trasmissione di idee innovative alimentano tanto i processi di produzione della conoscenza quanto lo stesso sviluppo del sistema economico-sociale.<br />
Il libro si apre provocatoriamente con tre saggi molto diversi, così come sono diverse le prospettive sul significato di &#8220;ricerca&#8221; e &#8220;innovazione&#8221;.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87899" title="periurbano" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/periurbano.jpg" alt="" width="145" height="190" />IL PERIURBANO: CRESCERE INTORNO ALLA CITTA&#8217;<br />
Strumenti e metodi di governo per valorizzare i benefici e limitare gli effetti negativi del periurbano<br />
Maria Rita Schirru<br />
pp. 208<br />
Gangemi, € 25,00<br />
ISBN10: 8849223129 88-492-2312-9</p>
<p>Il tema della crescita “intorno” alla città, altrove dibattuto già a partire dal dopoguerra come una delle componenti primarie dei processi di sviluppo urbano, in Italia è divenuto argomento centrale del dibattito architettonico e urbanistico a partire dagli anni Ottanta, con l‘esplosione delle contraddizioni emerse con la crescita della città illegale, che ha reso non più differibile la presa di coscienza sulla necessità di ricucire le diverse parti della città, altrimenti disomogeneamente contrapposte. Il problema della “convivenza” tra città compatta e città diffusa (legittima o spontanea) è alla base del testo e pone interrogativi che vanno oltre il campo disciplinare dell&#8217;urbanistica, fino ad investire aspetti più propriamente legati alle politiche economico finanziarie del governo del territorio.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87900" title="castelli" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/castelli.jpg" alt="" width="145" height="173" />CASTELLI. IL PIANO DI TUTELA DELL&#8217;IMMAGINE<br />
I colori del costruito storico nel paesaggio<br />
Massimiliano Salimei, Berta Miranda Taraschi, Marcella Morlacchi<br />
pp. 112<br />
Gangemi, € 30.00<br />
ISBN10: 8849222734 88-492-2273-4</p>
<p>Il Piano di Tutela dell&#8217;Immagine &#8211; intesa quale risultante del colore dei muri degli edifici e del decoro urbano dell&#8217;ambiente cittadino &#8211; realizzato per il comune di Castelli, è la sintesi del Piano del Colore e del Piano dell&#8217;Arredo Urbano. Esso si basa quindi sulla Tavolozza dei Colori, sui Piani di Settore, e sulla Normativa di attuazione, strumenti tecnico-estetici di riferimento per l&#8217;Amministrazione Comunale, atti a tutelare il futuro del bene cromatico del patrimonio storico architettonico e paesaggistico del Centro storico del Comune di Castelli. Esso si propone quale progetto pilota e modello operativo, valido per la salvaguardia e la valorizzazione dei Centri Storici dei borghi e dei paesi del territorio nazionale, e in particolare per i luoghi terremotati dei Centri Storici dell&#8217;Abruzzo che, al momento della ricostruzione, mantenendo intatta la bellezza del paesaggio, potranno recuperare, insieme al cromatismo dei muri antichi, la memoria preziosa del loro passato.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87902" title="disimparare" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/disimparare.jpg" alt="" width="134" height="185" />DISIMPARARE L&#8217;ARTE<br />
Manuale di antididattica<br />
Serena Giordano<br />
pp. 228<br />
Il Mulino, € 15,00<br />
ISBN: 978-88-15-23463-6</p>
<p>Perché di fronte alle «immortali» opere d’arte del passato il pubblico comune nutre sentimenti di deferenza? E perché gli «incomprensibili» capolavori contemporanei suscitano invece diffidenza? Dalla prima infanzia all’età adulta, lo spettatore si sente sempre giudicato dall’arte: a partire dalla scuola, che utilizza l’espressione creativa come indicatore dello sviluppo cognitivo o persino morale del bambino, per giungere al museo, in cui bambini e adulti sono spesso vittime di un’ossessione per l’assistenza e la cura. Ricercando le cause del difficile rapporto tra pubblico e prodotto artistico, l’autrice discute le tendenze più in voga nella didattica dell’arte e suggerisce una via alternativa alla pedagogia corrente, che avvilisce spesso la voglia di informarsi, di sapere e, perché no, di fare arte.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87903" title="feticci" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/feticci.jpg" alt="" width="137" height="190" />FETICCI<br />
Letteratura, cinema, arti visive<br />
Massimo Fusillo<br />
pp. 224<br />
Il Mulino, € 20,00<br />
ISBN: 978-88-15-23449-0</p>
<p>Investire gli oggetti materiali di valori simbolici ed emotivi, trasformandoli in feticci, è un fenomeno antico diventato cruciale nella nostra epoca in cui gli oggetti sono interlocutori privilegiati delle emozioni, quasi parti del nostro corpo. Rispetto alle sue origini antropologiche e psicanalitiche, lo stesso concetto di feticismo sta perdendo le connotazioni negative di inautenticità. Illustrando il nesso privilegiato che esiste tra feticismo e creatività artistica, l’autore esplora la storia e la tipologia dell’oggetto feticcio (dal manto di Giasone ai piatti dipinti del romanzo proustiano, alla palla da baseball di DeLillo), fra letteratura, cinema, arte contemporanea.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87905" title="abolire" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/abolire.jpg" alt="" width="125" height="168" />ABOLIRE LA PROPRIETA&#8217; INTELLETTUALE<br />
Michele Boldrin, David K. Levine<br />
pp. 248<br />
Laterza, € 18,00<br />
ISBN:  9788842098218</p>
<p>Copyright e brevetti costituiscono un male inutile perché non generano maggiore innovazione ma solo ostacoli alla diffusione di nuove idee.<br />
Negli anni a venire la crescita economica dipenderà, sempre più, dalla nostra capacità di ridurre – e finalmente eliminare – il monopolio intellettuale, liberando la creatività diffusa che esso oggi opprime. Come nella battaglia per il libero commercio, il primo passo deve consistere nella distruzione delle fondamenta teoriche della posizione mercantilista la quale sostiene che, senza il monopolio intellettuale, l&#8217;innovazione sarebbe impossibile. È vero il contrario.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87906" title="odiroma" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/odiroma.jpg" alt="" width="128" height="186" />L&#8217;O DI ROMA<br />
In tondo e senza fermarsi mai<br />
Tommaso Giartosio<br />
pp. 288<br />
Laterza, € 12,00<br />
ISBN: 9788842098232</p>
<p>Incontrerò mille ostacoli grossi come macigni. Cosa faccio se mi trovo davanti una casa privata? O le mura romane? O il fiume? O la gabbia delle tigri, allo zoo?<br />
Seguire una forma, «come un poeta cerca una rima». Così nasce una strana scommessa: viaggiare a piedi attorno alla propria città lungo una circonferenza perfetta, attraversando palazzi, caserme, musei, discariche, campi da calcio, cimiteri, binari, fiumi, e bussando a tutte le porte pur di non scostarsi di un metro dalla propria rotta. Il cerchio magico si anima di presenze antiche e moderne. Accanto a Rilke, Borges e Leopardi troviamo seminaristi scettici e suore anarchiche, poliziotte sospettose e carabinieri incantevoli, geometri appassionati e operai noir. E lo scrittore-viaggiatore, che cerca di capire il suo viaggio e la sua scrittura: «La verità è che la mia O è l&#8217;unica O che ho».</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87908" title="manifesto" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/manifesto.jpg" alt="" width="128" height="151" />MANIFESTO DEGLI ECONOMISTI SGOMENTI<br />
Capire e superare la crisi<br />
PP. 124<br />
Minimum Fax, € 7,50<br />
ISBN: 978-88-7521-397-8</p>
<p>La crisi che attraversiamo si sta rivelando uno tsunami capace di distruggere economie di intere nazioni come la Grecia, mettere in discussione la tenuta stessa dell’Unione Europea, portare anche l’Italia a un crac sociale di dimensioni imprevedibili. Le ricette delle istituzioni sono ben note: salvataggio delle banche a tutti i costi, fiducia cieca nella stessa bolla finanziaria che ha creato il disastro, e politiche di austerity che acuiscono il conflitto sociale. Ma nel frattempo si sta diffondendo una sensibilità diversa, alternativa al neoliberismo, secondo la quale è necessario porre delle regole alla finanza globale in nome di una società più equa.<br />
Il Manifesto degli economisti sgomenti è un libro essenziale per diverse ragioni. Innanzitutto è un vademecum chiarissimo per chi vuole mantenere un occhio critico sulla realtà: in dieci concisi capitoli smentisce altrettante false certezze sulla crisi economica che sentiamo ripetere, indiscusse, sui media: dall’idea che «i mercati finanziari sono efficienti» a quella che «l’aumento del debito pubblico è il risultato di una spesa eccessiva». In secondo luogo è la proposta concreta di una serie di misure economiche da adottare invece di quelle fallimentari adoperate finora. Infine è una guida a una serie di pratiche che ogni giorno ciascuno di noi, nel suo piccolo, può mettere in atto, per costruire insieme un’economia diversa e migliore.<br />
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		<title>Visite guidate: gli over 65 alla scoperta del Museo Archeologico Nazionale di Parma</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 10:30:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
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		<description><![CDATA[PARMA. Il Museo Archeologico collabora all’iniziativa del Comune “Un anno d’argento” Giovani dentro: gli over 65 alla scoperta del Museo Archeologico Nazionale di Parma Tutti i martedì di febbraio, curiosità e cultura per gli over 65 residenti a Parma martedì 7 &#8211; 14 &#8211; 21 e 28 febbraio 2012, alle ore 15 Quattro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-87848" title="parmamuseoarcheologico" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/parmamuseoarcheologico.jpg" alt="" width="378" height="284" />PARMA. Il Museo Archeologico collabora all’iniziativa del Comune “Un anno d’argento”</strong><br />
Giovani dentro: gli over 65 alla scoperta del Museo Archeologico Nazionale di Parma<br />
Tutti i martedì di febbraio, curiosità e cultura per gli over 65 residenti a Parma<br />
<strong>martedì 7 &#8211; 14 &#8211; 21 e 28 febbraio 2012, alle ore 15</strong></p>
<p><strong>Quattro martedì all&#8217;insegna dell&#8217;archeologia</strong>, quattro incontri a tema per fidelizzare ulteriormente il<strong> pubblico anziano</strong> e far conoscere meglio agli<strong> over 65</strong> la storia e gli straordinari reperti del <strong>Museo Archeologico Nazionale di Parma.</strong> Questo il progetto con cui il museo partecipa all&#8217;iniziativa<strong> &#8220;Un anno d&#8217;argento&#8221;</strong> promossa dal <strong>Comune di Parma.</strong><br />
Gli incontri, tenuti nel mese di febbraio da personale qualificato della<strong> Soprintendenza per i Beni Archeologici dell&#8217;Emilia-Romagna</strong>, vertono sugli argomenti di punta del <strong>Museo Archeologico Nazionale</strong>, primo fra tutti la sorprendente collezione egizia che sarà illustrata <strong>martedì 7 febbraio</strong> da <strong>Roberta Conversi</strong>.<br />
Seguono i due incontri condotti da<strong> Flavia Giberti</strong>, <strong>martedì 14</strong> sull&#8217;influenza culturale della Grecia sui conquistatori romani, e <strong>martedì 21</strong> sui reperti romani rinvenuti a <strong>Veleia</strong> e sull&#8217;importanza dei simboli nell&#8217;espressione del potere imperiale<br />
Il ciclo si chiude<strong> martedì 28</strong> con un omaggio agli &#8220;onestissimi&#8221; abitanti della Parma romana  e alla sua florida economia stilato da <strong>Alberto Stignani.</strong><br />
Questi appuntamenti mirano a far meglio apprezzare il Museo a una particolare fascia di visitatori, quel pubblico residente a Parma che ha, o ha superato, i 65 anni ma che ha ancora tanta voglia di scoprire ed emozionarsi, avendo oltretutto il tempo per farlo.</p>
<p><strong>L&#8217;ingresso è gratuito ma è obbligatorio prenotarsi presso il DUC di Parma, tel. 0521.40521</strong></p>
<p>La partecipazione è  riservata ai cittadini over 65, residenti a Parma, che abbiano compilato e consegnato il modulo d’iscrizione reperibile presso il “Punto d’Argento” del DUC o scaricabile dal sito <a href="http://www.unannodargento.itl'ingresso/">www.unannodargento.it<br />
L&#8217;ingresso</a> ad ogni incontro è consentito solo su prenotazione e per un massimo di 30 persone; tutti gli incontri iniziano alle ore 15 e si svolgono durante la normale apertura al pubblico del museo.</p>
<p><strong>Martedì 7 febbraio, ore 15</strong><br />
<strong>SORPRENDENTE ANTICO EGITTO A PARMA</strong><br />
Dott.ssa Roberta Conversi<br />
L’antico Egitto nella nostra città. Perché il Museo Archeologico di Parma possiede una ricca collezione di reperti dall’antico Egitto, quali segreti ci svelano?<br />
Durata un’ora circa. Solo su prenotazione per max 30 persone</p>
<p><strong>Martedì 14 febbraio, ore 15</strong><br />
<strong>Graecia capta. LA GRECIA CONQUISTATA CONQUISTA ROMA</strong><br />
Dott.ssa Flavia Giberti<br />
Che cosa ha lasciato la cultura greca alla conquistatrice Roma? Lo scopriremo esaminando alcuni reperti esposti al Museo Archeologico<br />
Durata un’ora circa. Solo su prenotazione per max 30 persone</p>
<p><strong>Martedì 21 febbraio, ore 15</strong><br />
<strong>Augusta Veleia: L&#8217;IMPERO IN (UNA) CITTÀ</strong><br />
Dott.ssa Flavia Giberti<br />
Il Museo Archeologico fu fondato per accogliere le statue e la tabula alimentaria rinvenuti con gli scavi di Veleia. In questi oggetti la chiave per capire il potere dell’impero che raggiunse anche Veleia<br />
Durata un’ora circa. Solo su prenotazione per max 30 persone</p>
<p><strong>Martedì 28 febbraio, ore 15</strong><br />
<strong>PARMA ROMANA: innumeros greges honestissimosque homines</strong><br />
Dott. Alberto Stignani<br />
Nella pietra iscritta la storia, l’economia e gli antichi onestissimi uomini di Parma romana<br />
Durata un’ora circa. Solo su prenotazione per max 30 persone</p>
<p>Iscrizioni solo on line su <a href="http://www.unannodargento.it/">http://www.unannodargento.it/</a>   -   Info c/o DUC Parma tel. 0521.40521  <a href="mailto:info.dargento@comune.parma.it">info.dargento@comune.parma.it</a></p>
<p><strong>Un Anno d’Argento</strong> si rivolge a tutti i cittadini di Parma che hanno compiuto o superato i 65 anni d’età. La fascia di popolazione a cui sono dedicate queste iniziative comprende molte persone attive e dinamiche, che vivono una vita intensa fuori e dentro le mura domestiche, anche se il progetto è rivolto anche a persone più fragili e talvolta con difficoltà legate al sopraggiungere di un’età più avanzata. Un Anno d’Argento si rivolge a tutti i cittadini &#8220;d&#8217;argento” che hanno ancora il desiderio di essere attori e protagonisti attivi della vita cittadina, a tutti coloro che hanno ancora voglia di sorridere, che grazie ai loro saperi e alle loro passioni sanno diventare una risorsa preziosa per la società in cui vivono.<br />
Tutte le iniziative sono riservate ai cittadini over 65, residenti a Parma, che abbiano compilato il modulo d’iscrizione reperibile presso il “Punto d’Argento” del DUC o scaricabile dal sito <a href="http://www.unannodargento.itil/">www.unannodargento.it<br />
Il</a> modulo dà diritto al Pass “Un Anno d’Argento”, che ha validità di un anno e consente l’ingresso a tutte le iniziative che sono a ingresso gratuito e si distinguono unicamente tra quelle a numero chiuso, come quella del Museo Archeologico Nazionale di Parma, che necessitano di prenotazione, e quelle a numero aperto fino ad esaurimento posti.<br />
Per iscriversi alle singole iniziative è sufficiente chiamare il &#8220;Punto d’Argento&#8221; allo 0521.40521 e comunicare a quale appuntamento si desidera partecipare. Nel caso i posti a disposizione siano esauriti, i nominativi dei richiedenti verranno inseriti in una lista d’attesa e successivamente ricontattati in caso di disdette o di eventuali repliche.<br />
Per l’intero periodo è presente nella sede del DUC  “Il Punto d’Argento”, un punto informazioni aperto dal lunedì al venerdì dalle 9,30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30 e al sabato dalle 9.00 alle 13.00. Qui è possibile iscriversi e prenotarsi, anche telefonicamente al numero 0521.40521. Inoltre per tenersi sempre aggiornati riguardo le opportunità offerte da &#8220;Un Anno d’Argento&#8221; si potrà consultare settimanalmente la sezione dedicata della Gazzetta di Parma.</p>
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		<title>Bologna. Mostra di video e installazioni &#8220;AURS AL ARAB (OURS?) The wedding Party!&#8221;. Dal 27 al 30 gennaio</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 08:36:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<category><![CDATA[Low Cost]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Il titolo della mostra AURS AL ARAB (OURS?) The Wedding Party! prende spunto dall’opera installativa di Sami Alkarim, grande artista iracheno, rifugiato politico negli USA. AURS AL ARAB è un modo di dire arabo internazionale che significa The Wedding Party: festa di sposalizio degli arabi. In modo sottilmente ironico, Alkarim, fa aderire l’espressione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87803" title="weddingparty" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/weddingparty.jpg" alt="" width="424" height="241" />Il titolo della mostra <strong>AURS AL ARAB (OURS?) The Wedding Party</strong>! prende spunto dall’<strong>opera installativa di Sami Alkarim</strong>, grande artista iracheno, rifugiato politico negli USA.</p>
<p><strong>AURS AL ARAB è un modo di dire arabo internazionale che significa The Wedding Party</strong>: festa di sposalizio degli arabi. In modo sottilmente ironico, Alkarim, fa aderire l’espressione di gioia a un’installazione costituita da una mappa di tappeto, simbolo immediato e icona par excellance degli arabi, che diviene scultura e che rappresenta l’idea che si ha del mondo medio orientale.</p>
<p>A una prima superficiale visione però <strong>la mappa del medio oriente risulta diversa</strong>. Infatti solo ad un approfondimento ulteriore si realizza che è capovolta specularmente. L’est diventa l’ovest e viceversa. Nell’opera sono incorporati un video centrale che ripercorre momenti della rivoluzione egiziana e due video laterali che ritraggono marionette bamboline, a indicare come la rivoluzione sia fasulla o, per alcuni, pilotata e diretta da forze religiose. È per questo che la rivoluzione diviene festa!</p>
<p>Al titolo AURS AL ARAB, per assonanza verbale, è stato aggiunto l’(OURS?) in inglese: “LA NOSTRA?” sottinteso festa di sposalizio, ovvero RIVOLUZIONE?La riflessione con tutti gli altri artisti si accende, diviene più ampia, dati gli accadimenti che stanno toccando le economie globali e l’Italia stessa. La festa è finita!</p>
<p><strong>Gli artisti invitati sono:</strong><br />
Sami Alkarim (Iraq)<br />
Salvatore Billeci (Lampedusa)<br />
Hassan Hajjaj (Marocco/England)<br />
Maurizio Maggi (Italia)<br />
Maziar Mohktari (Iran)<br />
Sonny Sanjay Vadgama (Kashmir/England)<br />
Larissa Sansour (Palestina)<br />
Nawras Shalhoub (Palestina)</p>
<p>La mostra si terrà <strong>dal 27 al 30 gennaio presso MenoMale</strong>, via de Pepoli, 1/A Bologna</p>
<p>Consulta il<a href="http://www.oltredimore.it/"> sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Galleria OltreDimore<br />
Piazza San Giovanni in Monte, 7 Bologna<br />
Tel: 051 6449537<br />
Fax: 051 331217<br />
<a href="mailto:info@oltredimore.it">info@oltredimore.it</a></p>
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		<title>Eventi: il 26 gennaio al Senato di Madrid il Trittico &#8216;Il massacro degli innocenti&#8217; di Daniel Schinasi</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 06:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<category><![CDATA[Giornata della memoria 2012]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[In occasione della Giornata europea della memoria dell&#8217;olocausto, istituita il 27 gennaio in ricordo della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau nel 1945, fra gli atti commemorativi indetti dal Parlamento e dalla Federazione delle comunità ebraiche in Spagna, è prevista la presentazione nell&#8217;edificio del Senato di Madrid del Trittico &#8216;Il massacro degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87765" title="schinesi" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/schinesi.jpg" alt="" width="262" height="139" />In occasione della <strong>Giornata europea della memoria dell&#8217;olocausto</strong>, istituita il<strong> 27 gennaio</strong> in ricordo della<strong> liberazione del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau nel 1945</strong>, fra gli atti commemorativi indetti dal <strong>Parlamento e dalla Federazione delle comunità ebraiche in Spagna</strong>, è prevista la presentazione nell&#8217;edificio del <strong>Senato di Madrid</strong> del<strong> Trittico &#8216;Il massacro degli innocenti&#8217;</strong>, di <strong>Daniel Schinasi</strong>. La cerimonia di presentazione dell&#8217;opera, immagine ufficiale delle commemorazioni in Spagna, è fissata per <strong>giovedì 26 gennaio</strong>, alla presenza del presidente del Senato, <strong>Pio Garcia Escudero</strong>, di autorità e rappresentanti del governo. Nato il <strong>17 maggio del 1933</strong> ad <strong>Alessandria d&#8217;Egitto</strong> da genitori origine livornese-sefardita, Daniel Schinasi ha improntato l&#8217;intera vita all&#8217;arte, avendo al suo attivo <strong>oltre 300 fra mostre antologiche e retrospettive.</strong> Nella cerimonia al Senato, alla quale sarà presente, fra gli altri, il direttore di casa Sefarad-Israel, <strong>Alvaro Albacete</strong>, ambasciatore in missione speciale per i rapporti fra la Spagna e le comunità ebraiche, è previsto l&#8217;intervento di vittime &#8211; ebrei, gitani, spagnoli deportati &#8211; e la tradizionale cerimonia di accensione di candele, con il <strong>Requiem di Verdi</strong>, interpetato dal coro dell&#8217;<strong>Abbazia della Santa Croce dell&#8217;Escorial.</strong></p>
<p><em>Fonte: ANSAmed</em></p>
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		<title>Groupon &amp; Co: la rivolta del popolo dei coupon contro ritardi e disservizi</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 14:21:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laterza Chiara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sociale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tafter.it/?p=87814</guid>
		<description><![CDATA[Groupon, Groupalia, Let's Bonus, Glamoo...sono fioriti in questi anni i siti che propongono voucher scontati per ogni tipo di servizio. Sembrava tutto perfetto ma i clienti hanno cominciato a lamentarsi: ritardi nelle consegne, difficoltà nelle prenotazioni, scarsa assistenza e qualità di serie B per chi si presenta in loco con un buono sconto. Vediamoci chiaro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87818" title="groupon" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/groupon.jpg" alt="" width="295" height="332" />Fino a ieri erano considerati i nuovi colossi dell’e-commerce, inattaccabili e ricchi tanto da poter effettuare una <a href="http://www.tafter.it/2011/11/04/aziende-groupon-debutta-in-borsa-con-azioni-da-20-dollari/">trionfante entrata in Borsa </a>vantando picchi di vendite e guadagni da far invidia all’era della new economy.</p>
<p>Ma ora, come prevedibile forse, la bolla comincia a sgonfiarsi e lo fa proprio a causa degli stessi utenti che hanno contribuito al suo successo.</p>
<p>Cominciano infatti <strong>le lamentele dei clienti</strong> ai servizi acquistati e le <strong>cause</strong> sono le più disparate: scarsa qualità dei servizi, difficoltà nel contattare i numeri telefonici di assistenza, overbooking, mancato recapito di prodotti, ricezione di servizi o merce non conforme alla descrizioni data sul sito.</p>
<p>Insomma, il popolo cybernautico dei virtual coupon si sta letteralmente ribellando a tutte le inefficienze delle grandi aziende come <strong>Groupon, Groupalia , Let’s Bonus, Prezzo Felice ecc</strong>…<br />
“Abbiamo lanciato un ultimatum — spiega Pietro Giordano, segretario generale di Adiconsum al<em> Corriere della Sera  </em>—, <strong>o entro il 25 gennaio si arriva a un accordo su una conciliazione paritetica a zero costo per gli utenti che assicuri rimborsi in danaro entro 30, massimo 45 giorni, oppure faremo una class action</strong> oltre a una denuncia all’Antitrust che è già allertata a seguito del recente esposto dell’ordine dei medici”.</p>
<p>E nel frattempo, <strong>sui social network si moltiplicano i gruppi degli insoddisfatti</strong>. Il più popolare è “<a href="https://www.facebook.com/groups/problemi.denunce/">Groupon, problemi e denunce</a>” che, aperto da poche settimane, già conta oltre 1.600 iscritti. Sulla bacheca gli iscritti di lamentano dei disagi incontrati, sia nella prenotazione che con il servizio clienti. Rossana Pagano, ad esempio, lamenta ben due disavventure: una per l’acquisto di un voucher per sbiancamento denti, “la dottoressa può darmi l&#8217;appuntamento solo in vicinanza delle vacanze estive – racconta &#8211; prende il mio codice e non si fa sentire. Provo a chiamare Groupon, nessuna risposta: scaduto e nessuna risposta”, l’altra per  un pacchetto benessere: “quando chiamo la palestra mi viene detto che è da consumare in una settimana, cosa che non veniva riferita al momento dell’acquisto. Tre saune in una settimana?”</p>
<p>L’azienda si difende tramite <strong>Boris Hageney, Ceo di Groupon in Italia, Spagna e Portogallo</strong> che, in un commento fatto all’<em>Espresso</em> si dice speranzoso di riuscire a risolvere il tutto quanto prima  restringendo le difficoltà alla logistica delle spedizioni, dovuta alla grande mole di prodotti prenotati.</p>
<p>Antitrust e Associazioni Consumatori hanno comunque avviato <a href="http://www.altroconsumo.it">un’inchiesta</a> di cui a breve saranno resi pubblici i risultati: “su 10 siti che vendono coupon abbiamo acquistato alcuni buoni per usufruire di una cena e di soggiorni turistici in 8 città italiane (Torino, Milano, Bologna, Firenze, Roma, Bari, Napoli e Palermo) &#8211; spiegano sui siti di riferimento -. Per ogni sito abbiamo acquistato e utilizzato 4 buoni sconto per una cena, verificando poi il servizio prestato, la correttezza dello sconto e la disponibilità del sito a risarcire in caso di problemi. Abbiamo poi acquistato un buono per un soggiorno e abbiamo chiesto il diritto di recesso. Infine, di un altro buono, dopo la scadenza del periodo di recesso, abbiamo provato a chiedere l’annullamento.</p>
<p>Altra problematica riscontrata è inoltre quella della<strong> ricevuta fiscale</strong>: <strong>chi deve emettere lo scontrino una volta acquistato il coupon?</strong> I siti rilasciano infatti solo il buono spedito via mail e, dalle segnalazioni pervenute alle varie associazioni, non sembrerebbe che i locali emettano lo scontrino o la ricevuta una volta ricevuto il coupon in loco.</p>
<p>Tanta confusione e molte delusioni, quindi, che troveranno risposta solo nei prossimi giorni: con misure da parte dell’azienda a favore dei clienti o con una class action degli utenti che di certo non gioverà i vari brand.</p>
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		<title>15-04-12 &#8211; Concorso di cortometraggi &#8220;Lavori in Corto&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 09:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Associazione Museo Nazionale del Cinema e l’Associazione Riccardo Braghin presentanola prima edizione di LAVORI in CORTO, concorso di cortometraggi rivolto a giovani registi che operano nella Provincia di Torino. La tematica proposta è il lavoro come mezzo di inserimento sociale, in particolare per quanto riguarda le persone emigrate e immigrate, con l’intento di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87332" title="lavoriincorto" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/lavoriincorto.jpg" alt="" width="489" height="274" />L’Associazione Museo Nazionale del Cinema e l’Associazione Riccardo Braghin presentanola prima edizione di <strong>LAVORI in CORTO</strong>, <strong>concorso di cortometraggi</strong> rivolto a giovani registi che operano nella Provincia di Torino. La tematica proposta è il <strong>lavoro come mezzo di inserimento sociale</strong>, in particolare per quanto riguarda le persone emigrate e immigrate, con l’intento di sensibilizzare la popolazione nei confronti della tematica e offrire visibilità a giovani emergenti.<br />
Tutti i cortometraggi pervenuti <strong>entro il 15/04/2012</strong> potranno partecipare al concorso: quelli selezionati verranno proiettati durante l’evento festivaliero, che si terrà nel mese di maggio 2012.<br />
La partecipazione è gratuita.<br />
Sono ammessi al concorso i cortometraggi che riflettano sulla tematica del lavoro come mezzo di inserimento sociale. Sono ammessi i cortometraggi realizzati in data non antecedente al 01/01/2010 e la cui durata non sia superiore ai 20’. Saranno ammessi al concorso esclusivamente coloro che, alla scadenza del bando,<strong> non abbiano compiuto il trentacinquesimo anno di età</strong>. Gli over 35 potranno partecipare fuori concorso. I lavori partecipanti saranno giudicati da una giuria che, a insindacabile giudizio, assegnerà premi in denaro (primo premio: 1.500,00 euro). La premiazione avverrà presso il Cinema Massimo di Torino. Le opere dovranno essere inviate su supporto DVD. Non è prevista la restituzione delle copie inviate.<br />
Le copie, insieme alla scheda di iscrizione, devono essere spedite <strong>entro il 15/04/2012</strong>, in busta chiusa recante la scritta “Lavori in corto”, al seguente indirizzo:<br />
Associazione Museo Nazionale del Cinema<br />
Via Montebello 22<br />
10124 Torino</p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
<a href="mailto:lavorincorto@gmail.com">lavorincorto@gmail.com</a></p>
<p>Scarica il <a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/Bando-Lavori-in-Corto.pdf">Bando</a></p>
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		<title>Sociale: arriva a Roma &#8216;Cinema senza barriere&#8217; per non vedenti e non udenti</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 15:30:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Arriva a Roma l&#8217;iniziativa &#8216;Cinema senza barriere&#8217;: un progetto firmato da Aiace Milano e &#8216;Raggio Verde&#8217; di Roma, in collaborazione con il &#8216;Cinema dei Piccoli&#8217; di Villa Borghese e &#8216;CortoItaliaCinema&#8217;, per non vedenti e non udenti. I non vedenti ricevono una cuffia a raggi infrarossi che diffonde un commento audio, con dati aggiuntivi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87666" title="cinema-senza-barriere" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/cinema-senza-barriere.jpg" alt="" width="223" height="160" />Arriva a Roma l&#8217;iniziativa<strong> &#8216;Cinema senza barriere&#8217;</strong>: un progetto firmato da <strong>Aiace Milano</strong> e <strong>&#8216;Raggio Verde&#8217; di Roma</strong>, in collaborazione con il<strong> &#8216;Cinema dei Piccoli&#8217; di Villa Borghese</strong> e<strong> &#8216;CortoItaliaCinema&#8217;</strong>, per <strong>non vedenti e non udenti</strong>.<br />
I <strong>non vedenti</strong> ricevono una cuffia a raggi infrarossi che diffonde un commento audio, con dati aggiuntivi rispetto ai dialoghi del film. Vengono descritti, ad esempio, stati d&#8217;animo, azioni, modalita&#8217; di ripresa, paesaggi. I<strong> non udenti</strong> leggono i sottotitoli contenenti didascalie con indicazioni sui rumori e i suoni, oltre che sulla colonna sonora. La proiezione è aperta a tutti con <strong>ingresso gratuito fino ad esaurimento posti</strong>.<br />
Nell&#8217;ambito di questa particolare &#8216;visione&#8217;, <strong>martedì alle 18.45</strong>, al <strong>Cinema dei Piccoli</strong> sarà proiettato il film<strong> &#8216;Il cuore grande delle ragazze&#8217;</strong>, diretto da <strong>Pupi Avati</strong>. Il regista sarà presente alla proiezione, con lui anche <strong>Paola Persia</strong>, attrice non vedente che nel film interpreta il ruolo di Mercedes, l&#8217;altezzosa direttrice del complesso musicale<strong> &#8216;Gli orbini di Persiceto&#8217;</strong>. In sala sarà presente anche <strong>Gemma Azuni</strong>, consigliere comunale di <strong>Roma Capitale</strong> che sostiene il progetto.</p>
<p><em>Fonte: Adnkronos</em></p>
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		<title>Giornata della Memoria 2012, appuntamenti e incontri per ricordare</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 06:43:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Giorno della Memoria è stato istituito nel 2000 con legge statale in commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo e del fascismo, dell&#8217;Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati. Esso si raccorda alle iniziative europee previste in tutte le democrazie occidentali per ricordare l&#8217;immensa tragedia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87619" title="giornatadellamemoria2012" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/giornatadellamemoria2012.jpg" alt="" width="412" height="226" />Il <strong>Giorno della Memoria</strong> è stato istituito nel<strong> 2000</strong> con legge statale in commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo e del fascismo, dell&#8217;Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati. Esso si raccorda alle iniziative europee previste in tutte le democrazie occidentali per ricordare l&#8217;immensa tragedia dell&#8217;<strong>Olocausto</strong>. Nel<strong> 2005</strong> l&#8217;assemblea generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il <strong>27 gennaio giornata internazionale della memoria. </strong>Come ogni anno molti sono gli<strong> appuntamenti</strong> e gli<strong> eventi </strong>volti a tener vivo il ricordo delle vittime di questa tragica pagina nella storia dell&#8217;Umanità.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>BOLZANO</strong></p>
<p>L&#8217;Assessorato alla Cultura del Comune di Bolzano propone anche per il 2012, nell&#8217;ambito del Progetto<strong> &#8220;Storia e memoria: il Lager di Bolzano&#8221;</strong>, un fitto calendario di iniziative al pubblico per celebrare il <strong>Giorno della Memoria</strong> (27 gennaio 1945, giorno della liberazione di Auschwitz-Birkenau da parte dell&#8217;Armata Rossa).<br />
La cerimonia ufficiale con i rappresentanti del Comune di Bolzano averrà<strong> venerdì, 27 gennaio</strong> a partire <strong>dalle ore 14.30</strong> con deposizione di corone (vedi allegato).</p>
<p>Oltre a queste, tanti gli appuntamenti programmati:</p>
<p><strong>Treno della Memoria</strong><br />
Dove: Bolzano, Centro SYN, piazza Don Bosco<br />
Quando: giovedì 19 gennaio 2012 ore 13.30-17.00<br />
Introduzione storica e visita all&#8217;ex Lager di Bolzano a ca. 110 studenti.</p>
<p><strong>Passaggio della Memoria: Inaugurazione delle due tabelle di accesso ex Lager</strong><br />
Dove: Bolzano, via Resia<br />
Quando: giovedì 26 gennaio 2012, ore 11</p>
<p><strong>Mostra di disegni originali sul Lager di Bolzano, donati dalla signora Luciana Morabito di Genova.</strong><br />
Dove: Bolzano, via Portici 30, Infopoint Archivio Storico<br />
Quando: da lunedì 23 gennaio a venerdì 17 febbraio 2012</p>
<p><strong>Convegno EURAC &#8220;Razzismo e pregiudizi razziali&#8221;</strong><br />
Dove: Bolzano, EURAC, viale Druso<br />
Quando: martedì 24 gennaio 2012</p>
<p><strong>&#8220;Lager&#8221;, spettacolo teatrale prodotto dalla Cooperativa Teatrale Prometeo di San Giacomo</strong><br />
Dove: Teatro San Giacomo, via Maso Hilber 5, San Giacomo di Laives<br />
Quando: martedì 24 e mercoledì 25 gennaio ore 10.30<br />
Lo spettacolo ricorda con racconti e immagini la storia del Lager di Bolzano.<br />
Lo spettacolo è ospitato dal Teatro Invito di Lecco (26.01.2012) e dal Pandemonium Teatro di Bergamo (27.01.2012).</p>
<p><strong>Film &#8220;Il Falsario&#8221;, regia di Stefan Ruzowitzky, Germania, 2007</strong><br />
Dove: Bolzano, Filmclub, via Streiter, Club 3<br />
Quando: venerdì 27 gennaio 2012, ingresso a pagamento, ore 20.30</p>
<p><strong>Mostra itinerante &#8220;Il Lager di Bolzano / Das NS-Lager Bozen&#8221; realizzata dall&#8217;Archivio Storico</strong><br />
Dove: Comune di Spinea (Venezia)<br />
Quando: da giovedí 2 a venerdì 24 febbraio 2012</p>
<p><strong>Presentazione del libro &#8220;Voci dal Lager. Diari e lettere dei deportati politici italiani 1943-1945&#8243; di Mario Avagliano e Marco</strong> <strong>Palmieri, editore Einaudi, in uscita gennaio 2012</strong><br />
Dove: Bolzano, Biblioteca Civica, via Museo<br />
Quando: venerdì 10 febbraio 2012 ore 18</p>
<p><strong>Due mostre itineranti &#8220;Scrivere dai Lager / Briefe aus dem Lager&#8221; e &#8220;The Labyrinths di Marian Kolodziej&#8221; realizzate dall&#8217;Archivio Storico</strong><br />
Dove: Tolentino, Macerata, Abbadia di Fiastra<br />
Quando: da martedì 24 gennaio a venerdì 3 febbraio 2012</p>
<p><strong>Convegno &#8220;Storia della deportazione da Fiastra a Fossoli e Bolzano Gries&#8221;</strong><br />
Dove: Tolentino, Macerata, Abbadia di Fiastra<br />
Quando: martedì 24 gennaio 2012<br />
con lectio di Carla Giacomozzi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>TRIESTE</strong></p>
<p>Tra gli appuntamenti che Trieste dedica alla Giornata della Memoria c&#8217;è la <strong>diretta radiofonica aperta al pubblico</strong> dello speciale di <strong>Radio 3 “Fahrenfeit-Giorno della Memoria”</strong> che il <strong>27 gennaio, a partire dalle ore 15.00</strong>, andrà in onda dall’aula magna della scuola superiore per interpreti e traduttori di via Filzi. Condotta da <strong>Marino Sinibaldi</strong>, la trasmissione proporrà storie, testimonianze e musica.<br />
Momento centrale del “Giorno della Memoria” sarà quello di <strong>venerdì 27 gennaio</strong> con un’intensa giornata che inizierà, alle ore 9.00, in via Coroneo 26, con la deposizione di una corona della Polizia di Stato sulla lapide che ricorda la prigionia di <strong>Giovanni Palatucci, “Questore Giusto”.</strong> Quindi alle<strong> ore 9.30</strong>, dalle<strong> carceri del Coroneo</strong>, partirà la <strong>marcia silenziosa degli ex deportati</strong> dal luogo di detenzione fino alla Stazione Centrale. <strong>Alle 10.00</strong>, in <strong>via Flavio Gioia</strong>, sarà deposta una corona del Comune sulla lapide che ricorda la partenza dei convogli dei deportati verso i campi nazisti dal settembre 1943 al febbraio 1945. <strong>Alle ore 11.00,</strong> alla <strong>Risiera di San Sabba</strong>, si terrà quindi la cerimonia solenne, alla presenza di autorità civili, militari e religiose con i rappresentanti e i labari di vari gruppi, enti e associazioni.<br />
Sempre il 27 gennaio, nel pomeriggio, oltre alla diretta radiofonica dall’aula magna di via Filzi, alle ore 15.00 al <strong>Teatro Miela</strong> si terrà il<strong> convegno “Convivere con Auschwiz”</strong> e <strong>alle 17.15</strong> la proiezione del documentario <strong>“La forza del destino. Ondina Peteani: una vita per la libertà”.</strong> Ancora <strong>alle ore 17.00</strong>, alla <strong>biblioteca Stelio Mattioni di Borgo San Sergio</strong>, recital <strong>“Il cantante nel lager”</strong>, la vicenda di Eno Mucchiutti, baritono ed deportato a Dachau, Mauthausen, Melk, Ebensee.<br />
Scarica il <a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/brochure-giorno-della-memoria-TRIESTE.pdf">programma</a></p>
<p> <br />
<strong>TORINO</strong></p>
<p>Il 27 gennaio 1945 furono abbattuti i cancelli di Auschwitz. Simbolicamente in questa data è stato istituito il Giorno della Memoria, in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.<br />
In occasione del Giorno della Memoria 2012, il <strong>Museo diffuso della Resistenza</strong> propone la mostra<strong> &#8220;Qui non ci sono bambini. Infanzia e deportazione. I disegni di Thomas Geve&#8221;</strong> e diverse iniziative ad essa collegate.<br />
In concomitanza con la Giornata della Memoria viene presentato il risultato del progetto <strong>&#8220;Memorie per il Museo Diffuso della Resistenza&#8221;</strong> che ha visto collaborare il Museo, la Banca della Memoria Onlus e l&#8217;Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea &#8220;Giorgio Agosti&#8221;. I tre enti, in modalità differenti, si occupano di mantenere viva la memoria attraverso le testimonianze di chi è stato protagonista di momenti fondamentali nella storia del nostro paese.<br />
In quest&#8217;occasione vengono restituite le interviste alle persone che hanno messo a disposizione i racconti della loro vita legati ai temi fondanti del Museo. Il montaggio di queste interviste verrà presentato attraverso un sistema di visualizzazione evoluto installato presso il Museo. Attraverso <strong>iOO wall</strong> il visitatore potrà scegliere il video desiderato da una galleria di contenuti puntando il dito, senza toccare la superficie e il sistema rileverà automaticamente la selezione, dando avvio alla proiezione.<br />
<strong>Informazioni:</strong><br />
Tel: 011 4420780 <br />
<a href="http://www.museodiffusotorino.it/">www.museodiffusotorino.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CUNEO</strong></p>
<p>Il <strong>Comune di Cuneo</strong> ospiterà per circa un mese, <strong>dal 26 gennaio al 29 febbraio</strong> presso l’Assessorato Cultura (a Palazzo Samone, in via Amedeo Rossi 4),<strong> “Anne Frank, una storia attuale”</strong>, una mostra che racconta  la persecuzione degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale attraverso la biografia di Anne con fotografie (molte inedite) immagini e citazioni delle pagine del suo famoso diario.<br />
La mostra, ideata e prodotta dalla Fondazione Anne Frank di Amsterdam (<a href="http://www.annefrank.org/">www.annefrank.org</a>), promossa  dall’Ambasciata e dal Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi e dal Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi a Milano oltre che dal Comune di Cuneo, è stata tradotta in oltre 20 lingue ed ha viaggiato in più di 100 Paesi del mondo.<br />
Mette in luce importanti temi, alcuni dei quali purtroppo ancora attuali (il fanatismo politico e religioso, la ricerca di un capro espiatorio, le epurazioni, l’atteggiamento nei confronti degli ebrei, la Shoah e le violazioni dei diritti umani), nel tentativo di stimolare una riflessione sul significato di ideali quali la tolleranza, il rispetto reciproco e la democrazia, valori fondamentali per il mantenimento di una società democratica e pluralista.<br />
Il taglio biografico e soggettivo che caratterizza l’impostazione della mostra è ben sintetizzato da una frase di <strong>Abel Herzberg</strong>, avvocato e scrittore olandese deportato a Bergen Belsen che disse: &#8220;Non ci sono sei milioni di ebrei sterminati, c’è un ebreo ucciso e questo è successo sei milioni di volte&#8221;.<br />
Il percorso della mostra ha un andamento cronologico: la prima parte copre l’intero arco di vita di Anne, dal 1929 al 1945, mentre gli ultimi pannelli si riferiscono al ritorno dell’unico superstite della famiglia Frank, Otto, alla vicenda del Diario di Anne, fino ad un accenno alle più recenti violazioni dei diritti umani nel mondo.<br />
Infine, un video di 20 minuti<strong> “La breve vita di Anne Frank”</strong> documenta le origini e gli sviluppi della Seconda Guerra Mondiale attraverso incisive immagini dell’epoca (con, tra l’altro, le uniche immagini di Anne Frank, tratte da un filmato originale), mentre la vicenda di Anne Frank è narrata attraverso le citazioni dal diario e dalle fotografie di famiglia.<br />
La mostra sarà inaugurata <strong>giovedì 26 gennaio alle ore 18</strong> alla presenza di <strong>Desirée Kopmels</strong>, Vice Ambasciatore e Aart Heering , portavoce dell’Ambasciata del regno dei Paesi Bassi a Roma, che porterà anche il saluto della Fondazione Anne Frank di Amsterdam.<br />
La mostra sarà aperta al pubblico, con<strong> ingresso libero, fino al 29 febbraio</strong> con i seguenti orari: dal martedì alla domenica dalle ore16 alle ore 19.<br />
In occasione della mostra verrà proposta anche una <strong>rassegna cinematografica</strong> intitolata <strong>“I ragazzi anche – Cinque docufilm sull’infanzia nella Shoah”</strong> che si svolgerà al cinema Monviso di Cuneo.<br />
La rassegna, curata da Matteo Corradini (<a href="http://www.matteocorradini.com/">www.matteocorradini.com</a>).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>MILANO</strong></p>
<p><strong>Sabato 28 gennaio 2012 ore 20.30</strong><br />
<strong>Auditorium di Milano Fondazione Cariplo</strong><br />
<strong>Largo Gustav Mahler</strong></p>
<p><strong>CONCERTO STRAORDINARIO</strong><br />
<strong>Per il Giorno della Memoria</strong></p>
<p>Un viaggio nella storia che ripercorre, attraverso la visione di una serie di filmati dell’epoca, l’ascolto di testimonianze e una riflessione collettiva, (anche alla luce di alcune connessioni con avvenimenti recenti della Storia europea) i passi che hanno portato la Germania e l’Europa nel baratro del Nazismo, rivelando all’uomo abissi di odio e di abiezione inimmaginabili fino a quel momento.<br />
Nei giorni estremi della propria vita, prima di essere annientato dalla della macchina di morte nazista, Viktor Ullmann, deportato dai nazisti nel campo di concentramento di Theresienstadt, compone il  melologo “Canto di amore e morte dell’ alfiere Cristoph Rilke“ sublime ode all’innocenza sul fulminante ed unico testo di Rainer Maria Rilke. In questo brano di fulminante bellezza, il destino del protagonista, un avo del poeta, realmente esistito e morto a sedici anni nel 1663 in una spedizione contro l’esercito turco, sembra riflettere quello di Ullmann stesso, della sua straordinaria e inconfondibile personalità musicale e della sua innocenza schiacciata troppo presto da una brutalità atroce e incomprensibile.</p>
<p>Testo di Rainer Maria Rilke<br />
Musiche di Viktor Ullmann</p>
<p>Voce narrante Beatrice Niero<br />
Pianoforte e guida all’ascolto Filippo Faes</p>
<p>Biglietti: intero 15 euro, ridotto 10 euro, studenti 5 euro</p>
<p><strong>Si prega di prenotare entro giovedì 26 gennaio </strong>al n. 02.83389302/236 o via mail: <a href="mailto:sara.tekeste@laverdi.org">sara.tekeste@laverdi.org</a></p>
<p> <br />
<strong>VENEZIA</strong></p>
<p>Anche quest&#8217;anno l&#8217;impegno profuso dalla Città di Venezia per il Giorno della Memoria è valso un poderoso sforzo collettivo: un lavoro che ha visto coinvolti il Comune di Venezia accanto alle molte associazioni diffuse sul territorio e che ha prodotto un articolato calendario di iniziative, indirizzate a diversi tipi di pubblico, dalla platea già consapevole ai ragazzi delle scuole.<br />
Accanto alle molteplici occasioni di approfondimento, spicca il ricco carnet di interventi musicali e rielaborazioni teatrali. La celebrazione ufficiale del <strong>29 gennaio</strong> al<strong> Malibran (ore 10.00)</strong> è accompagnata dallo spettacolo<strong> &#8220;Shoah la musica racconta&#8221;</strong> del <strong>Conservatorio Agostino Steffani</strong>. Al<strong> Teatro Goldoni</strong>, lo stesso giorno, luoghi dell&#8217;orrore e della rimozione collettiva, come il &#8220;campo modello&#8221; di Terezin e gli scritti di Anna Frank, forniranno nuova linfa per la messa in scena di parole e azioni teatrali per nulla scontate.<br />
Assume particolare valenza simbolica, quest&#8217;anno, la consegna al Sindaco di Venezia della bandiera del <strong>Popolo Rom</strong>, accanto al contributo straordinario proveniente dai registri matricolari del carcere di S.Maria Maggiore, recanti la storia dei perseguitati che di lì sono transitati numerosissimi; lavoro certosino di anni svolto in condizioni disagevoli che l&#8217;Iveser presenta alla sala Montefiore della Comunità Ebraica. Numerose, insomma, le iniziative che meritano attenzione, fra cui, in particolare, quelle dell&#8217;Ateneo veneto e della Biblioteca Marciana.</p>
<p><strong>DOMENICA 22 GENNAIO</strong><br />
Circolo Arci Franca Trentin Baratto (Santa Sofia), dalle 10 alle 20<br />
Non stop di filmati, letture, testimonianze, musica e presentazioni<br />
MEDITATE CHE QUESTO È STATO<br />
A cura del Circolo Arci Franca Trentin Baratto, Cannaregio 4008 e Figli<br />
della Shoah in collaborazione con la Comunità Ebraica di Venezia</p>
<p><strong>LUNEDÌ 23 GENNAIO</strong><br />
Ateneo Veneto (Campo San Fantin), ore 17.30<br />
Presentazione volume<br />
FAMELICA FARFALLA<br />
Poema in ottave per quattro voci di sopravvissuti alla Shoah<br />
Letture di brani a cura dell’autrice Silvia Zoico<br />
Interventi di Gilberto Pizzamiglio e Roberto Ranieri<br />
A cura di Ateneo Veneto</p>
<p><strong>MARTEDÌ 24 GENNAIO</strong><br />
Auditorium Santa Margherita, dalle 9 alle 17.30<br />
Convegno<br />
LE TESTIMONIANZE PER LA STORIA E LA MEMORIA: VOCI DELLA SHOAH<br />
Interviste italiane dello USC Shoah Foundation Institute<br />
Organizzato da: Università Ca’ Foscari Venezia &#8211; Dipartimento di Studi<br />
Linguistici e Culturali Comparati<br />
Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto<br />
Soprintendenza Archivistica per il Veneto<br />
USC Shoah Foundation Institute for Visual History and Education<br />
Comunità Ebraica di Venezia, Museo Ebraico di Venezia, Biblioteca<br />
Archivio Renato Maestro e Pierreci Codess Coopcultura</p>
<p>Ateneo Veneto Aula Magna (Campo San Fantin, ore 17.30<br />
Presentazione volume di Miriam Rebhun<br />
HO INCIAMPATO E NON MI SONO FATTA MALE<br />
Renato Jona colloquia con l’autrice<br />
A cura di ANPPIA in collaborazione con Ateneo Veneto<br />
 <br />
Burano, cinema parrocchiale Pio X, ore 17.30<br />
Letture ad alta voce<br />
“PER NON DIMENTICARE” SULLA SHOAH<br />
In collaborazione con la Biblioteca Civica, la Parrocchia e l’Associazione<br />
Artistica Culturale di Burano<br />
 <br />
Scoleta dei Calegheri (Campo San Tomà), ore 18<br />
Presentazione del libro di poesie<br />
KALENDAE KALENDARUM<br />
di Silvia Zoico<br />
A cura della Municipalità di Venezia Murano Burano<br />
<strong>MERCOLEDÌ 25 GENNAIO</strong><br />
Giudecca, Casa della Memoria e della Storia (Villa Hériot), ore 11.30<br />
inaugurazione della mostra<br />
PROGETTO EUTANASIA: STERMINATE I DISABILI!<br />
Percorso storico-iconografico sul progetto di “eutanasia” nazista<br />
Fino al 2 marzo. Per orari, informazioni e visite guidate: <a href="mailto:info@iveser.it">info@iveser.it</a><br />
A cura di Iveser e Associazione Olokaustos<br />
 <br />
Auditorium Santa Margherita, ore 16.30<br />
Tavola rotonda<br />
“ANCORA LA SHOAH?” SÌ, PERCHÉ NON VOGLIAMO, NON POSSIAMO<br />
DIMENTICARLA<br />
Università di Ca’ Foscari in collaborazione con l’Alliance française di Venezia<br />
Mestre, Centro Culturale Candiani ore 17,00<br />
Conferenza<br />
PORRAJMOS: LA PERSECUZIONE NAZISTA DI ROM E SINTI<br />
Luca Bravi Università di Firenze<br />
A cura dell’Associazione Rom Kalderash<br />
 <br />
Mestre, Biblioteca Civica, ore 21<br />
Lettura teatrale in parole e musica tratta dal libro di Elie Wiesel<br />
LA NOTTE<br />
Con Giovanni Betto voce, Paolo Perin armonica e percussioni<br />
A cura della Biblioteca Civica di Mestre</p>
<p><strong>GIOVEDÌ 26 GENNAIO</strong><br />
Comunità Ebraica Venezia (Sala Montefiore), ore 11<br />
UOMINI E NUMERI<br />
Presentazione della ricerca sui registri matricola del carcere veneziano<br />
di Santa Maria Maggiore durante l’occupazione tedesca (1943-1945)<br />
A cura di Iveser, Comunità Ebraica di Venezia e Comune di Venezia</p>
<p>Auditorium Santa Margherita, ore 17<br />
Lectio magistralis di R. Gordon<br />
AUSCHWITZ-ITALIA<br />
A cura di Università di Ca’ Foscari<br />
 <br />
Antisala della Libreria Sansoviniana (Piazzetta San Marco 13/a), ore 17<br />
Incontro pubblico<br />
PORRAJMOS: LA PERSECUZIONE NAZISTA DEGLI ZINGARI<br />
Saluto del direttore della Biblioteca Nazionale Marciana<br />
Intervengono: Luca Bravi Università degli studi di Firenze, Gadi Luzzatto<br />
Voghera Boston University Study Abroad, Padova, Gianfranco Bettin<br />
Assessore alle Politiche giovanili e pace<br />
A cura del Centro Pace in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Marciana<br />
 <br />
Cipressina, piazzale della Scuola Marconi, ore 17.30<br />
PARTENZA DEL CORTEO CON LE FIACCOLE<br />
VERSO L’AUDITORIUM LIPPIELLO<br />
A seguire saluto delle autorità locali<br />
Presentazione mostra fotografica<br />
Mestre, Centro Culturale Candiani (sala conferenze 4° piano) ore 17,30<br />
A cura dell’Associazione Rom Kalderash<br />
a seguire<br />
I BAMBINI DELLA SHOAH<br />
Letture. A cura dell’Istituto Comprensivo Colombo<br />
Intervento musicale degli alunni dell’Istituto Comprensivo Colombo<br />
Testimonianza a cura dell’Associazione Figli della Shoah<br />
A cura della Municipalità di Chirignago-Zelarino<br />
 <br />
Ikona Gallery (Campo del Ghetto Nuovo), ore 18<br />
Inaugurazione mostra di Alejandra Okret<br />
FRAGOLE A GENNAIO<br />
Dal 26 gennaio al 1 marzo, tutti i giorni escluso il sabato dalle 11 alle 19<br />
A cura di Ikona Gallery</p>
<p><strong>VENERDÌ 27 GENNAIO</strong><br />
Mestre, Municipio (via Palazzo, 1, Sala consiliare), ore 11<br />
Cerimonia<br />
CONSEGNA AL SINDACO DI VENEZIA DELLA BANDIERA<br />
DEL POPOLO ROM<br />
A cura dell’Associazione Rom Kalderash</p>
<p>Marghera, Biblioteca (Piazza Mercato, 40/B), ore 15<br />
Inaugurazione<br />
INFANZIA RUBATA<br />
Mostra del pedagogo polacco Janusz Korczak sui diritti dei bambini<br />
Dal 27 gennaio al 4 febbraio, orario apertura biblioteca<br />
Una parte della mostra è ospitata dal Canevon di Malcontenta<br />
A cura dell’Associazione Figli della Shoah e della Municipalità di Marghera</p>
<p>Mestre, Centro Culturale Candiani (sala seminariale), ore 17<br />
Dialogo pubblico<br />
INCONTRO CON DIMITRI ARGIOPOULOS<br />
A cura dell’Associazione Rom Kalderash</p>
<p>Mestre, Rione Pertini (Sala Tonda), ore 17<br />
Proiezione film di Mark Herman<br />
IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE<br />
A cura della Municipalità di Mestre-Carpenedo in collaborazione con<br />
Insieme-l’Anziano con noi e il circolo Auser Fincantieri Filo d’Argento</p>
<p>Favaro Veneto, Auditorium Luigi Sbrogliò, ore 18<br />
Spettacolo<br />
QUESTO È UN UOMO – MASSIMILIANO MARIA KOLBE<br />
Regia di Francesco Pinzoni<br />
A cura della Municipalità di Favaro Veneto</p>
<p><strong>DOMENICA 29 GENNAIO</strong><br />
Teatro Malibran, ore 10.30<br />
CERIMONIA CITTADINA DEL GIORNO DELLA MEMORIA<br />
Intervengono Giorgio Orsoni Sindaco di Venezia, Amos Luzzatto Presidente<br />
della Comunità Ebraica di Venezia</p>
<p>a seguire<br />
SHOAH, LA MUSICA RACCONTA<br />
Progetto accademico del Conservatorio Agostino Steffani di Castelfranco<br />
Veneto<br />
Musiche di G.F. Haendel, E. Schulhoff, V. Ullmann, H. Krasa<br />
A cura del Conservatorio Agostino Steffani di Castelfranco Veneto</p>
<p>Cipressina, Auditorium Lippiello (via Ciardi 45), ore 16.30<br />
Recital<br />
CHE RASA DE STORIA<br />
L’esperienza di un veneziano di fronte all’introduzione delle leggi razziali<br />
A cura della Municipalità di Chirignago-Zelarino e dell’Associazione<br />
culturale I 7 Nani</p>
<p>Conservatorio Benedetto Marcello (sala concerti), ore 17<br />
MUSICA MEMORIA<br />
Progetto accademico del Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia<br />
Shemà Israel: Semantica dell’“ascoltare” nell’Antico Testamento<br />
intervento di Stefano Bindi<br />
Concerto breve<br />
Piccole melodie per la memoria di Claudio Rastelli<br />
Il racconto di Enrica Vitale, bambina ebrea di Riccardo Vaglini<br />
interpretato da Eleonora Costanza e l’Ensemble Arsenale</p>
<p>Teatro Goldoni, ore 20<br />
DAI BAMBINI DI TEREZIN AL DIARIO DI ANNA FRANK<br />
Mono Opera Il Diario di Anne Frank di Grigori Frid<br />
Maria Matveeva soprano, Marco Paladin direzione musicale, Gianni<br />
De Luigi regia, Roberta Reeder direzione artistica<br />
“Le testimonianze da Terezin Attori Bambini”, Gianni De Luigi regia,<br />
Roberta Reeder direzione artistica<br />
A cura dell’Associazione MusicaVenezia<br />
ANTEPRIMA ITALIANA</p>
<p><strong>LUNEDÌ 30 GENNAIO</strong><br />
Scoleta dei Calegheri (Campo San Tomà), ore 18<br />
Performance<br />
ABBIAMO LASCIATO IL CAMPO CANTANDO<br />
di Etty Hillesum<br />
A cura della Municipalità di Venezia Murano Burano e dell’Associazione<br />
Culturale Studio Insieme</p>
<p><strong>MARTEDÌ 31 GENNAIO</strong><br />
Comunità Ebraica di Venezia (Sala Montefiore), ore 17.30<br />
Presentazione dei libri<br />
LA SCUOLA EBRAICA DI VENEZIA ATTRAVERSO LA VOCE<br />
DEL SUO RABBINO 1912-1944<br />
di Adolfo Ottolenghi<br />
a seguire<br />
RITORNO A SCUOLA. L’EDUCAZIONE DEI BAMBINI E DEI RAGAZZI EBREI<br />
A VENEZIA TRA LEGGI RAZZIALI E DOPOGUERRA<br />
Libro-catalogo dell’omonima mostra<br />
A cura di Comunità Ebraica di Venezia, rEsistenze-memoria e storia delle<br />
donne, Iveser, Archivio della comunicazione del Comune di Venezia</p>
<p><strong>MERCOLEDÌ 1 FEBBRAIO</strong><br />
Casa del Cinema (San Stae 1990), ore 17<br />
Proiezione dei film di Marina Piperno<br />
16 OTTOBRE 1943 e IL PANE DELLA MEMORIA<br />
Interverrà Marina Piperno, produttrice dei film<br />
A cura di ANNPIA in collaborazione con la Casa del Cinema</p>
<p>Giudecca, Casa della Memoria e della Storia (Villa Hériot), ore 17.30<br />
Tavola rotonda<br />
I MEDIA E LA MEMORIA: IL PUNTO DELLA SITUAZIONE<br />
A cura di Iveser e Associazione Olokaustos con il patrocinio dell’Ordine dei<br />
Giornalisti del Veneto</p>
<p><strong>VENERDÌ 3 FEBBRAIO</strong><br />
Malcontenta, Canevon, ore 16.30<br />
Reading con accompagnamento musicale<br />
LE FARFALLE DI TEREZIN<br />
A cura di Spi-Cgil Marghera e della Municipalità di Marghera</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>BOLOGNA</strong></p>
<p>Il 27 gennaio è il &#8220;Giorno della Memoria&#8221;, in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.<br />
Fino al 27 gennaio, eventi, incontri, mostre, cerimonie e momenti comuni di riflessione per conservare la memoria di un tragico periodo della storia dell&#8217;Europa.<br />
Scarica il <a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/programma_2012_bologna.pdf">programma</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>FERRARA</strong></p>
<p><strong>MARTEDÌ 24 GENNAIO &#8211; ORE 17.00</strong><br />
Sala Conferenze Archivio di Stato<br />
Corso Giovecca, 146 &#8211; Ferrara<br />
Archivio di Stato di Ferrara<br />
Canti e memorie della Shoah<br />
Recital di Bibiana Carusi</p>
<p><strong>MERCOLEDÌ 25 GENNAIO &#8211; ORE 15.00-23.00</strong><br />
Caserma Bevilacqua<br />
C.so Ercole I d’Este, 36 &#8211; Ferrara<br />
Questura di Ferrara<br />
Istituto di Storia Contemporanea<br />
Un luogo della memoria: la caserma Bevilacqua<br />
Incontro con gli studenti</p>
<p><strong>GIOVEDÌ 26 GENNAIO &#8211; ORE 15.30</strong><br />
Aula Magna &#8211; Dipartimento di Scienze Giuridiche<br />
Corso Ercole I d’Este, 37 &#8211; Ferrara<br />
Università degli Studi Facoltà di Giurisprudenza<br />
In collaborazione con<br />
Istituto di Storia Contemporanea<br />
Comunità Ebraica di Ferrara<br />
Istituto Gramsci Ferrara<br />
ANPI Ferrara<br />
Introducono:<br />
Gian Guido Balandi, Preside della Facoltà di Giurisprudenza<br />
Giovanni De Cristofaro, Direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche</p>
<p>Parte prima<br />
Saluto di Pasquale Nappi, Rettore dell’Università di Ferrara<br />
«Preferirei di no». Le storie dei dodici professori universitari che si opposero a Mussolini<br />
Intervengono:<br />
Giorgio Boatti, Giornalista e scrittore<br />
Giuditta Brunelli, Università di Ferrara<br />
Anna Quarzi, Istituto di Storia contemporanea</p>
<p>Parte seconda &#8211; Crociate<br />
Compagnia Teatrale Officina &#8211; Regia di Roberta Pazi</p>
<p><strong>VENERDÌ 27 GENNAIO &#8211; ORE 10.00</strong><br />
Palazzo Giulio d’Este<br />
Corso Ercole I d’Este, 16 &#8211; Ferrara<br />
Prefettura<br />
Istituto di Storia Contemporanea</p>
<p>CERIMONIA SOLENNE DI CONSEGNA DELLE MEDAGLIE D’ONORE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA A EX INTERNATI FERRARESI MILITARI (IMI) E CIVILI NEI CAMPI NAZISTI</p>
<p>Ore 17.00<br />
Università degli Studi &#8211; Aula Magna Rettorato<br />
Via Savonarola, 9 &#8211; Ferrara<br />
Il padre che fu madre<br />
Musica e Letture dal libro omonimo di Don Paolo Farinella<br />
Voci recitanti: Fabio Mangolini e Roberta Pazi<br />
Musiche di: Jakob Sandler, Ernest Bloch e Johann Sebastian Bach<br />
Violini solisti: Paolo Chiavacci e Laura Marzadori<br />
Orchestra Città di Ferrara diretta da Marco Zuccarini</p>
<p><strong>DOMENICA 29 GENNAIO &#8211; ORE 17.00</strong><br />
Salone degli Stemmi di Castello Estense<br />
Piazza Castello &#8211; Ferrara<br />
Comune e Provincia di Ferrara<br />
Parole di Canto<br />
Immagini, letture e canti con la Corale Veneziani<br />
» invito_concerto_29_gennaio_2012.pdf</p>
<p><strong>MARTEDÌ 31 GENNAIO &#8211; ORE 9.00</strong><br />
Sala Boldini<br />
Via Previati, 31- Ferrara<br />
Società Dante Alighieri di Ferrara<br />
Proiezione per le scuole medie di I grado del film di Søren Kragh-Jacobsen<br />
L’isola in via degli uccelli<br />
Interviene Luciana Roccas Sacerdoti CEDEC Milano</p>
<p><strong>MERCOLEDÌ 1 FEBBRAIO &#8211; ORE 17.00</strong><br />
Sala Conferenze della Fondazione MEIS<br />
Via Piangipane, 81 &#8211; Ferrara<br />
Fondazione Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah<br />
Tavola rotonda<br />
La conservazione della memoria nell’era digitale<br />
Partecipano:<br />
Doris Felsen Escojido, Responsabile per l’Italia della USC Shoah Foundation Institute for Visual History and Education;<br />
Marcello Pezzetti, Direttore della Fondazione Museo della Shoah, Roma<br />
Micaela Procaccia, Soprintendente archivistico per il Piemonte e la Valle d’Aosta<br />
Michele Sarfatti, Direttore della Fondazione CEDEC, Milano<br />
Michela Zanon, Responsabile del Museo Ebraico di Venezia<br />
Moderano:<br />
Riccardo Calimani, Presidente della Fondazione MEIS<br />
Raffaella Mortara, Consigliere della Fondazione MEIS e Vice Presidente della Fondazione CEDEC, Milano</p>
<p><strong>GIOVEDÌ 2 FEBBRAIO &#8211; ORE 15.00</strong><br />
Sala Conferenze Museo del Risorgimento e della Resistenza<br />
Corso Ercole I d’Este, 19 &#8211; Ferrara<br />
Museo del Risorgimento e della Resistenza<br />
La deportazione politica.<br />
Il caso ferrarese<br />
Incontro con lo studioso Davide Guarnieri<br />
Quarta lezione del ciclo &#8220;Per una guida alla Sala Resistenza (Sala Renato Sitti) del Museo ferrarese&#8221;, progetto didattico per l’anno scolastico 2011-2012 in collaborazione con il Corso Beni Culturali del Liceo Scientifico “Roiti” di Ferrara, classe V G</p>
<p><strong>MERCOLEDÌ 8 FEBBRAIO &#8211; ORE 9.30</strong><br />
Sala delle Conferenze Museo del Risorgimento e della Resistenza<br />
Corso Ercole I d’Este &#8211; Ferrara<br />
Museo del Risorgimento e della Resistenza<br />
Nuovi contributi per lo studio della comunità israelitica ferrarese: le leggi razziali tra documentazione e analisi quantitativa<br />
Incontro con la studiosa Antonella Guarnieri<br />
Quinta lezione del ciclo “Per una guida alla Sala Resistenza (Sala Renato Sitti) del Museo ferrarese”, progetto didattico per l’anno scolastico 2011-2012 in collaborazione con il Corso Beni Culturali del Liceo Scientifico “Roiti” di Ferrara, classe V G</p>
<p><strong>M O S T R E</strong></p>
<p>20 DICEMBRE 2011 &#8211; 5 FEBBRAIO 2012<br />
Fondazione Museo Nazionale<br />
dell’Ebraismo Italiano e della Shoah<br />
Via Piangipane, 81 &#8211; Ferrara<br />
Versione Beth[a].<br />
All’inizio di un percorso lungo 22 secoli.<br />
Mostra a cura di Raffaella Mortara</p>
<p>26 GENNAIO &#8211; 26 FEBBRAIO 2012<br />
Sala Mostre &#8211; Aula didattica del Museo del Risorgimento e della Resistenza<br />
Corso Ercole I d’Este, 19 &#8211; Ferrara<br />
Museo del Risorgimento e della Resistenza<br />
in collaborazione con ANPI provinciale di Ferrara<br />
Deportati politici ferraresi nei campi di sterminio nazisti<br />
Mostra storico documentaria a cura di Davide Guarnieri<br />
Apertura della Mostra<br />
GIOVEDì 26 GENNAIO &#8211; ORE 9.30<br />
Intervengono<br />
Delfina Tromboni, Responsabile del Museo del Risorgimento e della Resistenza<br />
Massimo Maisto, Vicesindaco del Comune di Ferrara<br />
Daniele Civolani, Presidente dell’ANPI provinciale di Ferrara<br />
Visita guidata alla mostra con il curatore<br />
vai al sommario della pagina<br />
 </p>
<p><strong>ROMA</strong></p>
<p>Anche quest’anno la <strong>Casa della Memoria e della Storia</strong> celebra questa ricorrenza con una settimana di iniziative, in programma <strong>dal 23 al 30 gennaio</strong>: incontri con le scuole, letture e presentazioni di libri, proiezioni di film e documentari, testimonianze, interviste e una mostra. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero fino a esaurimento posti.<br />
L’iniziativa, promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale, è a cura delle Associazioni residenti e della Biblioteca della Casa della Memoria e della Storia con il coordinamento organizzativo del Dipartimento Cultura di Roma Capitale.<br />
Scarica il <a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/settimanamemoria_programma-roma.pdf">programma</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>NAPOLI</strong></p>
<p>Anche quest&#8217;anno l&#8217;Amministrazione Comunale propone una serie di iniziative per ricordare la Shoah: <strong>mostre, proiezioni, incontri e iniziative con le scuole</strong>, oltre ad essere un doveroso tributo alle vittime innocenti della follia nazista, rappresentano un momento di riflessione, un invito a rispondere alle sollecitazioni del presente con civiltà, valorizzando il senso della varietà umana, affinché la barbarie non riprenda mai più il sopravvento sulla razionalità.<br />
Consulta il <a href="http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/16716">programma </a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>07-02-12 &#8211; Master &#8220;Etica degli affari, del consumo e della responsabilità sociale&#8221;</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/20/07-02-12-master-etica-degli-affari-del-consumo-e-della-responsabilita-sociale/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 12:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corsi]]></category>
		<category><![CDATA[Borse di Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Master]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>

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		<description><![CDATA[Sta per avere inizio, presso il Dipartimento di Scienze storico-sociali, filosofiche e della formazione dell’Università degli Studi di Siena – sede di Arezzo -l’ottava edizione del Master di primo livello “Etica degli affari, del consumo e della responsabilità sociale”. L’obiettivo è quello di preparare figure professionali in grado di operare all’interno di imprese, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87164" title="masteruniversitasiena" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/masteruniversitasiena.jpg" alt="" width="870" height="108" />Sta per avere inizio, presso il <strong>Dipartimento di Scienze storico-sociali, filosofiche e della formazione</strong> dell’<strong>Università degli Studi di Siena</strong> – sede di Arezzo -l’ottava edizione del Master di primo livello “<strong>Etica degli affari, del consumo e della responsabilità sociale</strong>”. L’obiettivo è quello di preparare figure professionali in grado di operare all’interno di imprese, enti pubblici e privati, organizzazioni no-profit per promuovere, elaborare e definire codici etici e bilanci sociali.</p>
<p>Il Master  si propone di creare  i seguenti profili professionali:<br />
a)        esperto in gestione dei sistemi di responsabilità sociale;</p>
<p>b)       esperto nella gestione dei rapporti con i consumatori;</p>
<p>c)        esperto in gestione di sistemi normativi aziendali;</p>
<p>d)       consulente di direzione per il programma etico aziendale;</p>
<p>e)        executive di comitato etico.</p>
<p>Le lezioni del Master si svolgeranno presso la sede aretina dell’Università degli Studi di Siena.</p>
<p>L’articolazione didattica del Master è caratterizzata da un sistema integrato di moduli multidisciplinari e interdisciplinari. L’obiettivo è quello di predisporre un’offerta formativa che consenta ai partecipanti di specializzarsi nel settore dell’etica applicata, nel campo dell’imprenditoria, delconsumerismo e della solidarietà sociale. Ciascun modulo è coordinato da specifici responsabili che hanno il compito di garantire un approccio interdisciplinare coerentemente con gli obiettivi del Master.</p>
<p>L’organizzazione del Master comprende una didattica frontale ed altre forme di preparazione, di studio guidato e di didattica interattiva per complessive 1500 ore di apprendimento distribuite lungo un periodo di un anno, durante il quale i corsisti potranno svolgere uno stage presso enti ed imprese convenzionate.</p>
<p>Sono previste borse studio.<br />
Scadenza iscrizioni <strong>7 febbraio 2012.</strong></p>
<p>Consulta il <a href="http://www.masteretica.unisi.it">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Università degli Studi di Siena. Sede di Arezzo<br />
Viale Luigi Cittadini, 33<br />
52100 Arezzo<br />
Tel:0575 926310<br />
Fax:0575 926312</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tafter.it/2012/01/20/07-02-12-master-etica-degli-affari-del-consumo-e-della-responsabilita-sociale/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>Ancona. Un giallo al Museo Omero: laboratorio per famiglie e bambini. Il 22 gennaio</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/20/ancona-un-giallo-al-museo-omero-laboratorio-per-famiglie-e-bambini-il-22-gennaio/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 06:42:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri]]></category>
		<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Musei]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Un Giallo al Museo Omero! 22 gennaio 2012 ore 17,00 Laboratorio per famiglie e bambini dai 5 ai 12 anni. Al Museo Omero è scomparsa un&#8217;opera aiutaci a ritrovarla! I partecipanti, trasformati in detective, dovranno risolvere un vero e proprio giallo, investigando tra le opere d&#8217;arte e le sale del Museo, interrogando i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-87457" title="giallomuseo" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/giallomuseo.jpg" alt="" width="299" height="168" />Un Giallo al Museo Omero!</strong><br />
<em>22 gennaio 2012 ore 17,00</em><br />
Laboratorio per famiglie e bambini dai 5 ai 12 anni.<br />
Al Museo Omero è scomparsa un&#8217;opera aiutaci a ritrovarla!<br />
I partecipanti, trasformati in detective, dovranno risolvere un vero e proprio giallo, investigando tra le opere d&#8217;arte e le sale del Museo, interrogando i sospettati, ricostruendo identikit, superando prove e tranelli per recuperare indizi e risolvere l&#8217;enigma.<br />
Il colpevole si nasconde tra le mura del Museo e solamente i detective più astuti ed attenti riusciranno a svelare il mistero.<br />
L&#8217;iniziativa, promossa e organizzata dalle Volontarie del Servizio Civile del Museo Omero, è totalmente accessibile a non vedenti e ipovedenti.</p>
<p>Consulta il<a href="http://www.museoomero.it"> sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Prenotazione obbligatoria.<br />
Costo: 6,00 euro a bambino + omaggio (sconto soci IKEA del 20%).<br />
Gratuito: non vedenti, ipovedenti, diversamente abili, accompagnatori e bambini dai 0 ai 4 anni.<br />
Tel: 071 28 11 93 5.<br />
Fax: 071 28 18 35 8.<br />
<a href="mailto:info@museoomero.it">info@museoomero.it</a><br />
<a href="mailto:didattica@museoomero.it">didattica@museoomero.it</a></p>
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		<title>Sociale: dal 30 gennaio concerti del Maggio musicale fiorentino a favore dei terremotati del Giappone</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 13:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Concerti]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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		<description><![CDATA[Presentata in Consiglio comunale l’iniziativa “Incontra solisti” del Maggio musicale fiorentino curata dall’associazione “La Settima Musa” e organizzata con la collaborazione del Conservatorio Cherubini. La manifestazione unisce la passione per la musica con l’impegno sociale visto che il ricavato verrà devoluto alla Fondazione pediatrica Mayer di Firenze e alla Affinis Foundation of Japan. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87241" title="maggio musicale" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/maggio-musicale.jpg" alt="" width="275" height="183" />Presentata in <strong>Consiglio comunale</strong> l’iniziativa<strong> “Incontra solisti”</strong> del <strong>Maggio musicale fiorentino</strong> curata dall’<strong>associazione “La Settima Musa”</strong> e organizzata con la collaborazione del <strong>Conservatorio Cherubini</strong>. La manifestazione unisce la passione per la musica con l’impegno sociale visto che il ricavato verrà devoluto alla<strong> Fondazione pediatrica Mayer di Firenze</strong> e alla <strong>Affinis Foundation of Japan.</strong> Trenta concerti (<strong>dal 30 gennaio ogni lunedì alle 21 fino a dicembre 2012</strong>) nella<strong> Sala del Buonumore (Conservatorio Cherubini)</strong> sotto la direzione artistica di <strong>Luca Benucci</strong> primo corno del Maggio per aiutare i bambini a ritrovare il sorriso e a contribuire alla rinascita della comunità giapponese colpita dal terremoto, una tragedia che ha coinvolto direttamente gli stessi musicisti del maggio durante la tournee a Tokyo. L’intenzione è quella di produrre un<strong> cd</strong> delle prime parti dell’orchestra, con la collaborazione degli altri musicisti del Maggio Musicale Fiorentino che permetterà alle persone che non assisteranno a tutti i concerti, di ascoltarli dopo o di regalare un indimenticabile momento a coloro che lo riceveranno. Un cd che verrà donato dagli stessi solisti del Maggio Musicale Fiorentino alla Affinis Fondation of Japan per poterlo utilizzare in favore delle comunità colpite dallo tsunami, insieme ai ricavati delle vendite della stessa compilation realizzati in Italia.</p>
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