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	<title>Tafter &#187; Progetti Internazionali</title>
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	<description>Cultura è Sviluppo</description>
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		<title>Aste: a Istanbul, in arrivo l&#8217;asta per l&#8217;arte ottomana del decennio</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 09:30:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Viene presentata come la piu&#8217; importante asta di manufatti ottomani degli ultimi dieci anni una vendita all&#8217;incanto che si svolgera&#8217; il 18 febbraio a Istanbul. Lo segnalano siti turchi riferendosi all&#8217;inziativa della Gallaeria d&#8217;arte Asar-i Atika Antika della metropoli sul Bosforo che battera&#8217; fra l&#8217;altro un libro di preghiere del &#8221;maestro dei calligrafi&#8221;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89304" title="calligrapher" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/calligrapher.jpg" alt="" width="320" height="161" />Viene presentata come <strong>la piu&#8217; importante asta di manufatti ottomani degli ultimi dieci anni</strong> una vendita all&#8217;incanto che <strong>si svolgera&#8217; il 18 febbraio a Istanbul</strong>. Lo segnalano siti turchi riferendosi all&#8217;inziativa della Gallaeria d&#8217;arte Asar-i Atika Antika della metropoli sul Bosforo che battera&#8217; fra l&#8217;altro un libro di preghiere del <strong>&#8221;maestro dei calligrafi&#8221;, Yakut Ibn-i Abdu&#8217;l Musta&#8217;simi</strong>.</p>
<p>Oltre alla<strong> rarissima settima copia del volume &#8221;KÕtab-i Usbiyye&#8221;</strong> risalente a quasi 800 anni fa, verranno venduti al&#8217;asta all&#8217;Hotel Konrad piu&#8217; di 380 pezzi d&#8217;arte ottomana tra cui dipinti dell&#8217;eta&#8217; classica ma anche contemporanea. Verra&#8217; battuto fra l&#8217;altro una<strong> tela ad olio dal titolo &#8221;Langa Bostanu&#8221; di Nazmi Ziya,</strong> uno dei piu&#8217; importanti espressionisti ottomani.</p>
<p>Al centro dell&#8217;attenzione sara&#8217; pero&#8217;<strong> il volume di preghiere</strong>: solo<strong> quattro pagine di un Corano scritte dal grande calligrafo</strong>, l&#8217;unica sua realizzazione andata in vendita, ha fruttato in sterline l&#8217;equivalente 2,05 milioni di euro, ha sostenuto il titolare della galleria d&#8217;arte, Can Onen. L&#8217;interesse per la grafia dell&#8217;allievo dell&#8217;ultimo califfo abbaside e per l&#8217;arte che andra&#8217; all&#8217;asta fra una decina di giorni si inserisce in un revival di antichita&#8217; ottomane che si nota da mesi in Turchia e all&#8217;estero: mostre sui piu&#8217; disparati temi (dalle stufe alle tende, dalle cartoline agli abiti) si affiancano a serial televisivi e film, restauri, libri, e tante iniziative minori (dai bed and breakfast alle bande musicali), tutto in stile ottomano. Il gusto estetico legato all&#8217;impero che, basato nell&#8217;attuale turchia, domino&#8217; per secoli su parti di tre continenti trova un riscontro concreto nella politica estera turca da alcuni definita &#8221;neo-ottomana&#8221; perche&#8217; cerca di sfruttare il retaggio storico per far valere gli interessi di Ankara in una vasta area che dal Nordafrica arriva alle steppe asiatiche.</p>
<p><em>Fonte: ANSAmed</em></p>
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		<title>Roma. Mostra &#8220;Palacinche. Storia di un&#8217;esule fiumana&#8221;. Dal 10 febbraio al 10 marzo</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 07:14:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione del Giorno del Ricordo il Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti nell’ambito del Progetto ABC Arte Bellezza Cultura e del Progetto Storia e Memoria inaugura alla presenza degli studenti di Roma e provincia la mostra “Palacinche, storia di un’esule fiumana”, viaggio a ritroso, tra fotografia e fumetto, che ricostruisce le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-89324" title="" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/palacinche.jpg" alt="" width="240" height="287" />In occasione del Giorno del Ricordo</strong> il Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti nell’ambito del Progetto ABC Arte Bellezza Cultura e del Progetto Storia e Memoria inaugura alla presenza degli studenti di Roma e provincia la mostra <strong>“Palacinche, storia di un’esule fiumana”,</strong> viaggio a ritroso, <strong>tra fotografia e fumetto</strong>, che ricostruisce le vicende dell’esilio giuliano-dalmata dalla prospettiva dell’esperienza personale di Elena, esule nata a Fiume nel 1942, che sarà presente.<br />
“Profughi ed esiliati in cerca di nuove terre e nuove comunità, spostamenti di popolazioni, massacri, migrazioni più o meno forzate e memorie divise. La nuova Europa nasce anche in risposta alle tragedie del conflitto mondiale e alle eredità difficili che lo hanno accompagnato” afferma il Presidente della Provincia Nicola Zingaretti.<br />
Nel corso del Novecento, Fiume è stata una città austro-ungarica con forte presenza italiana, poi territorio libero, poi italiana, jugoslava, ed è oggi croata, col nome di Rijeka, che semplicemente  ignifica Fiume ma in un’altra lingua. Elena è nata lì, e ha fatto parte delle migliaia di italiani che alla fine della Seconda guerra mondiale hanno lasciato l’Istria e la Dalmazia in direzione dell’Italia. “Fascisti” per molti, “stranieri” per tutti gli altri, <strong>questi immigrati italiani hanno sperimentato sulla propria pelle il pregiudizio insieme alla difficile condizione di esuli</strong>. La fuga dalla Jugoslavia con la sua famiglia, quando era solo una bambina di 8 anni, la vita nelle baracche, nei campi profughi allestiti dal nord al sud della penisola, la conquista di una casa e dell’integrazione, l’arrivo del benessere.<br />
<strong>Caterina Sansone, fotografa, insieme ad Alessandro Tota</strong>, uno degli autori di punta del nuovo fumetto italiano, attraverso tavole a fumetto, foto d’epoca e foto scattate oggi negli stessi luoghi in cui ha vissuto Elena, con ironia e leggerezza (le “palacinche” del titolo sono frittelle, ricordo d’infanzia che suona allo stesso modo da entrambi i lati del confine), ci raccontano una storia che appartiene al nostro patrimonio comune, ritraendo una condizione, quella di esule, purtroppo ancora attuale e comune a molti popoli.</p>
<p>PALACINCHE<br />
storia di un’esule fiumana<br />
Inaugurazione: 10 febbraio 2012 – ore 12.00<br />
Palazzo Incontro, via dei Prefetti 22 &#8211; Roma</p>
<p>Orari: 9.00 &#8211; 21.00 &#8211; dal martedì alla domenica<br />
<strong>Ingresso libero</strong></p>
<p>Consulta il <a href="http://www.fandangoincontro.it">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Tel: 06 97276614 –</p>
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		<title>Turismo: la Grecia firma accordo UE per la promozione del turismo</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 06:20:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il viceministro greco per la Cultura e il Turismo, George Nikitiades, e il Commissario Ue per l&#8217;Industria, Antonio Tajani, hanno firmato l&#8217;accordo per la partecipazione della Grecia al progetto europeo per lo sviluppo del turismo in bassa stagione tra Sudamerica ed Europa. Il progetto, lanciato a giugno 2011, ha l&#8217;obiettivo di portare 50.000 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-21467" title="" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/06/grecia.jpg" alt="" width="180" height="180" />Il viceministro greco per la Cultura e il Turismo, George Nikitiades, e il Commissario Ue per l&#8217;Industria, Antonio Tajani, hanno<strong> firmato l&#8217;accordo per la partecipazione della Grecia al progetto europeo per lo sviluppo del turismo in bassa stagione tra Sudamerica ed Europa</strong>. Il progetto, lanciato a giugno 2011, ha l&#8217;obiettivo di portare 50.000 turisti tra le due sponde dell&#8217;Atlantico. Vi partecipano Brasile, Argentina e Cile in Sudamerica e, con la Grecia, altri cinque paesi europei (Italia, Spagna, Francia, Polonia e Lituania) oltre ad una serie di compagnie aeree e di operatori turistici. &#8220;E&#8217; cruciale <strong>lavorare con la Grecia non solo sul fronte del debito ma anche per sviluppare la crescita e il lavoro</strong>&#8220;, ha detto Tajani. &#8220;Il turismo, oltre all&#8217;export, è uno dei pochi settori in crescita nel paese&#8221;. Dal canto suo Nikitiades ha definito l&#8217;accordo &#8220;una opportunità per aiutare concretamente il Paese&#8221; ed ha prospettato joint ventures &#8220;fra due-tre paesi&#8221; per creare pacchetti turistici &#8220;con Roma, Atene e magari Parigi&#8221;. &#8220;L&#8217;Europa è la prima meta turistica del mondo&#8221;, ha aggiunto il ministro greco. &#8220;L&#8217;obiettivo di 50.000 turisti è basso, faremo molto di più&#8221;.<br />
<em>Fonte: ANSAmed</em></p>
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		<title>19-02-12 &#8211; Bando MOTIS &#8220;MObility Training on Internazionalisation of SMEs&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 15:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presente progetto è finanziato con il sostegno della Commissione europea. LIFELONG LEARNING PROGRAMME : MOTIS “MObility Training on Internazionalisation of SMEs” Obiettivo del progetto è offrire a persone disponibili sul mercato del lavoro l’opportunità di svolgere un periodo formativo all’estero, presso gli uffici locali delle Camere di Commercio Italiane a Budapest (Ungheria), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89183" title="progetto leonardo MOTIS" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/progetto-leonardo-MOTIS.jpg" alt="" width="656" height="218" />Il presente progetto è finanziato con il sostegno della <strong>Commissione europea</strong>.<br />
LIFELONG LEARNING PROGRAMME : <strong>MOTIS “MObility Training on Internazionalisation of SMEs”</strong></p>
<p>Obiettivo del progetto è offrire a persone disponibili sul mercato del lavoro l’opportunità di svolgere un periodo formativo all’estero, presso gli uffici locali delle Camere di Commercio Italiane a Budapest (Ungheria), Berlino, Francoforte, Colonia, Lipsia (Germania), Marsiglia (Francia), Praga (Repubblica Ceca), Sofia (Bulgaria), Barcellona (Spagna), Lisbona e Porto (Portogallo).<br />
La mission specifica di tale azione formativa è quella di <strong>offrire la consapevolezza delle dinamiche aziendali e d’internazionalizzazione d’impresa a giovani disponibili sul mercato del lavoro</strong>, con lo scopo di fornire loro capacità e competenze pratiche spendibili nel mercato del lavoro italiano ed europeo. I destinatari saranno messi in condizione di sviluppare una sorta di “pensiero indipendente”che funga da base per un processo di crescita individuale e professionale e fornisca autonomia di azione e di giudizio. Si intende quindi superare il gap fra percorsi scolastici/universitari e inserimento nel mondo del lavoro.<br />
Il progetto MOTIS prevede l’assegnazione di<strong> n. 30 borse totali di mobilit</strong>à per formazione in ambito transnazionale in Francia, Germania, Ungheria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Spagna, Portogallo.<br />
Il 70% delle borse, compatibilmente con gli esiti delle selezioni, saranno riservate ai residenti nelle regioni: Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna.<br />
Il presente bando (2° flusso) è valido per l’assegnazione di 11 borse di mobilità, con sedi e date specificate di seguito:<br />
- 4 borse quadrimestrali per Budapest, Marsiglia, Praga, Sofia, con partenza il 07/05/2012 e rientro il 03.09.2012 &#8211; permanenza di 17 settimane<br />
- 7 borse semestrali per Marsiglia, Berlino, Lipsia, Francoforte, Colonia, con partenza il 02/07/2012 e rientro il 24.12.2012 &#8211; permanenza di 25 settimane</p>
<p>Al termine del percorso formativo sarà rilasciato un <strong>attestato “EUROPASS MOBILITY”</strong> che certifica a livello europeo le competenze acquisite e le esperienze formative e <strong>un “ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE”</strong> emesso congiuntamente dall’ente d’invio (Eurocrea Merchant) e quello ospitante (Camera di Commercio all’estero).</p>
<p>Può partecipare alla selezione chiunque alla data di pubblicazione del presente bando sia in possesso dei seguenti requisiti:<br />
- Laurea di Primo Livello (requisito minimo richiesto);<br />
- Buona conoscenza della lingua inglese (livello minimo richiesto per tutte le sedi B2);<br />
- Cittadinanza in uno dei Paesi dell’Unione Europea<br />
- Non essere residente né cittadino del Paese in cui si svolgerà il tirocinio;<br />
- Non usufruire, nel periodo di formazione, di altri finanziamenti per soggiorni all’estero, erogati su fondi dell’Unione Europea;<br />
- Non avere già usufruito in passato di borse di mobilità per tirocini transnazionali finanziati dall’UE.<br />
- Non avere lo status di “studente” vale a dire “non essere iscritto”, al momento della partenza e per l’intera durata del tirocinio a Corsi di Studio (Esempio: ad un Corso di Laurea di primo o secondo livello) e/o Scuole di Specializzazione e/o Dottorati di Ricerca. Tale condizione dovrà essere mantenuta per tutta la durata del Tirocinio;<br />
- Essere “disponibile sul mercato del lavoro” quindi non avere rapporti di lavoro a tempo determinato o indeterminato o contratti di tirocinio, apprendistato e qualunque altra forma contrattuale che preveda un rapporto lavorativo con un datore pubblico o privato alla data delle partenze previste e per l’intero periodo di mobilità. Il possesso di una partita Iva anche se non operativa è motivo di esclusione.</p>
<p>Il contributo, variabile a seconda della destinazione, copre le seguenti spese durante il periodo di mobilità: viaggio A/R; assicurazione contro gli infortuni; assicurazione RC; spese di alloggio; contributo per il vitto; trasporti locali.<br />
<strong>Il valore delle borse:</strong><br />
- Germania € 4.770,00 per 25 settimane di permanenza<br />
- Ungheria € 3.489,00 per 17 settimane di permanenza<br />
- Francia € 4.366,00 per 17 settimane di permanenza e 5.622,00 per 25 settimane di permanenza<br />
- Repubblica Ceca € 3.706,00 per 17 settimane di permanenza<br />
- Bulgaria € 2.616,00 per 17 settimane di permanenza</p>
<p>I candidati dovranno inviare le candidature esclusivamente via email all’indirizzo <a href="mailto:progettomotis@eurocreamerchant.it">progettomotis@eurocreamerchant.it</a><br />
Tutte le candidature ricevute saranno sottoposte a:<br />
- preselezione esclusivamente basata sul CV per i profili ritenuti pertinenti<br />
- valutazione sulla base di un incontro conoscitivo preliminare al fine di approfondire determinati aspetti salienti del CV e di verificare la conoscenza delle lingue straniere tramite test scritto e colloquio orale.<br />
Il fine di tale procedura è quello di convocare ai colloqui i soli candidati in possesso di un percorso formativo, scolastico e motivazionale coerente con i fini progettuali e con le condizioni richieste dalle Camere ospitanti. L’eventuale incontro personale di approfondimento non dà certezza dell’assegnazione della borsa di mobilità.</p>
<p>1. Tipologia lauree prioritarie: <strong>Economia</strong> (in particolare Marketing e Economia internazionale), <strong>Scienze Politiche</strong> (in particolare Relazioni Internazionali), <strong>Comunicazione</strong> (in particolare giornalismo)<br />
2. Buone capacità relazionali<br />
3. Forte motivazione<br />
4. Esperienze o conoscenze pregresse in: organizzazione di eventi fieristici, stesura di articoli giornalistici/redazionali, utilizzo di software di CRM, progetti di finanza agevolata, conoscenza ISO 9001/14001, attività di vendita, rassegna stampa/reporting/elaborazione questionari, elaborazione dati statistici.<br />
5. <strong>Conoscenza lingua inglese</strong>: requisito minimo sempre richiesto parlata, ascoltata e scritta B2.<br />
6.<strong> Conoscenza lingue tedesca e francese</strong> (solo per le camere tedesche e francese): requisito minimo sempre richiesto parlata, ascoltata e scritta B2.<br />
7. Per le Camere di Budapest, Sofia e Praga costituirà titolo preferenziale la conoscenza dell’ungherese, del bulgaro o del ceco, anche a livello base.</p>
<p><strong>Scadenza invio candidature: 19/02/2012</strong><br />
Esito pre-selezione e convocazioni per test e colloquio conoscitivo: 07/03/2012<br />
Colloqui conoscitivi e test scritti: 19-20/03/2012<br />
Nomina dei beneficiari: 26/03/2012<br />
Firma contratti e attività preparatorie: entro il 6/04/2012</p>
<p>I risultati delle prove di selezione (scritte ed orali e valutazione CV) e la lista dei beneficiari saranno pubblicati, secondo il calendario sopra indicato, sul <a href="http://www.eurocreamerchant.it/">sito</a> &#8211; Sez. “MOTIS”. I beneficiari selezionati e quelli inseriti nelle liste di riserva saranno avvisati con comunicazioni via mail.</p>
<p>Consulta il <a href="http://www.eurocreamerchant.it ">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Tutti i giorni dalle 15.00 alle 18.00 allo 02 87284807<br />
<a href="mailto:progettomotis@eurocreamerchant.it">progettomotis@eurocreamerchant.it</a></p>
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		<title>Ripartire dalle città per superare l&#8217;anomalia italiana in Europa</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 11:34:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capitano Antonio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia della Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
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		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Ripartire dalle città per dare uno slancio all'economia, alla cultura e al benessere sociale: questa potrebbe essere una strada percorribile, già tentata da alcuni paesi europei ma che trova l'Italia ancora impreparata]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89242" title="milano" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/milano.jpg" alt="" width="487" height="326" />Con <strong>Max Weber</strong> per la prima volta <strong>la città ed i fattori che compongono la realtà sociale urbana ricevono una sistemazione teorica</strong> attraverso la costruzione di una tipologia ideale delle città, basata sulla individuazione delle funzioni prevalenti.<br />
<strong>Punto di partenza della riflessione di Weber sull’argomento è la considerazione che la città costituisce in ogni civiltà il motore del divenire storico</strong>.<br />
Superando le teorie elaborate durante il corso dell’800, l&#8217;economista e sociologo tedesco giunse alla conclusione che tra le istituzioni urbane esiste una interrelazione che non consente di elaborare una teoria della città’ partendo dall’isolamento di una o più di esse.<br />
Di città hanno parlato altri studiosi agli antipodi della città cibernetica ed è difficile tornare alle origini quando la città diventa presidio del futuro, ma anche un luogo da abitare, da vivere e dal quale ripartire. L’uomo e il filosofo si sono sempre interrogati sul <strong>concetto di città e il modo di viverla</strong>.<br />
Il dibattito sull’avvenire delle città è anche il dibattito sull’avvenire della democrazia.<br />
Ecco perché il Convegno-seminario “<strong>Ripartire dalle città”</strong> tenutosi a Roma il 2 febbraio 2012 assume in questo particolare momento storico un&#8217;importanza fondamentale; di questo si è occupato un gruppo di lavoro del Consiglio italiano per le Scienze Sociali (CSS) e i risultati sono stati sintetizzati in un <strong>Libro bianco sul governo delle città italiane</strong>, prima <a href="http://www.anci.it/Contenuti/Allegati/LB-GOVERNO-DELLE-CITTA-CSS-2011.pdf">diffuso on line </a>e ora pubblicato, assieme a una serie di saggi di approfondimento nel libro <em><strong>Le grandi città italiane</strong></em>.<em><strong> Società e territori da ricomporre</strong></em>, a cura di Giuseppe Dematteis (coordinatore del gruppo di lavoro del CSS), edito a fine 2011 dall’editore Marsilio.</p>
<p><strong>Punto di partenza è l&#8217;anomalia italiana</strong>, una delle tante: il governo delle città dovrebbe essere oggetto prioritario delle politiche pubbliche. In molti paesi lo è, ma non nel nostro, dove le politiche locali sono deboli e contraddittorie e manca una politica urbana a livello nazionale.<br />
Una <strong>visione territoriale sistemica delle nuove realtà urbane e metropolitane</strong> è essenziale per governare la dialettica<strong> tra interessi particolari e generali</strong> costitutiva della città moderna.<br />
Essa deve permettere di vedere i nessi e le possibili sinergie che legano tra loro <strong>problemi troppo spesso trattati separatamente</strong>, come la mobilità, i consumi di suolo, la salvaguardia ambientale, il controllo della rendita urbana, il mercato delle abitazioni, la qualità della vita individuale e sociale, la sicurezza, la partecipazione, l’emarginazione e la conflittualità sociale e, non ultimo, quello del rapporto tra la coesione (sociale e territoriale) e la capacità competitiva delle città (e quindi del paese e dell’Ue stessa) in campo economico. Ovviamente tutto ciò deve trovare un supporto, oltre che in un nuovo modo di vedere e di concepire la città, in un disegno strategico con obiettivi di interesse generale, in una governance e in un modello di ordinamento spaziale efficaci e, non ultimo, in un nuovo assetto normativo e istituzionale.<br />
Il Libro Bianco del CSS nella sua parte finale contiene alcune<strong> proposte:</strong> si tratta di<strong> linee di azione di breve, medio e lungo periodo</strong> rivolte a definire nuove politiche urbane e a creare una cornice istituzionale che ne favorisca l’attuazione.</p>
<p>Il loro elenco si dividerà in due parti, la prima relativa alle politiche innovative e ai loro contenuti, la seconda alla veste normativa e istituzionale richiesta per attuarle. <strong>Il problema non è costruire le città, ma il loro governo:</strong> vale a dire gli obiettivi di fondo da perseguire, le politiche possibili per raggiungerli, gli strumenti necessari per porle in essere riportando la persona al centro del sistema, evitando lo sperpero del territorio.<br />
Occorre intravedere in questa <strong>grande possibilità “europea”</strong> un sentiero percorribile verso<strong> l’uscita definitiva da una mentalità ancora chiusa e medievale</strong> come può essere quella di certi territori italiani ancorati a sistemi economici statici, facilmente preda della globalizzazione che appiattisce le identità ed impoverisce i contenuti il destino del luogo città.</p>
<p>In questo senso nel Libro Bianco ci sono importanti riferimenti all’attuazione negoziale delle città metropolitane evidenziando le loro competenze e poteri gestionali. Naturalmente un posto di ri &#8211; lievo occupa la rappresentanza politica in particolare con riguardo alla legittimazione, oltre ai residenti, di forme ulteriori e diverse di espressione (anche telematica) di coloro che fruiscono del &#8211; la città e in varie forme vi pagano le tasse.<br />
E solo oggi il <strong>tema del pagamento delle tasse</strong> è diventato di stretta attualità! Anche perché una città potrebbe offrire molto di più se al suo interno venissero bloccati sul nascere meccanismi incancreniti di evasione fiscale che rendono una comunità “marchiata” da una sorta di isola felice dove<strong> tutto è possibile, anche non rispettare le principali regole civili</strong>.<br />
Le entrate sono dunque importanti, ma come coraggiosamente afferma il Gruppo di Lavoro, per paradossale che possa sembrare, <strong>le risorse finanziarie non sono le sole e forse neppure le principali risorse di cui le città necessitano</strong>.</p>
<p>Uno sguardo al futuro deve prevedere<strong> fondi di ventur capital/private equity</strong> operanti a livello territoriale per finanziare opere pubbliche innovative per una reale rigenerazione urbana nel rispetto della sostenibilità ambientale.<br />
Dunque l’urbanistica “atto politico” del territorio deve <strong>abbandonare la concezione antica e abusata della cementificazione ad ogni costo</strong> per passare alla sostenibilità ambientale che comporta non solo nuove costruzioni, ma la razionalizzazione delle stesse attraverso il recupero di quelle esistenti. E sono molte e potrebbero dare molto e nuovo lavoro.</p>
<p>Il passo che si chiede a chi vuol sentirsi “città” è un passo di civiltà. Un vero passo con i tempi. Per custodire un luogo, riparando i danni perpetrati nel tempo. Per questa ragione il libro bianco sottolinea la <strong>necessità di implementare il trasporto collettivo, la raccolta differenziata e un generale risparmio energetico</strong>. Per arrivare al concetto di una effettiva città digitale occorre dotare tutti ma proprio tutti della <strong>libertà di connessione</strong>. Oggi in Italia ci sono zone non servite dalla banda larga. L’invalidità dell’accesso ad internet impedisce molte cose e questa invalidità non rende certamente tutti uguali. Ci sono zone di serie a e zone di serie c.</p>
<p>Altro punto fondamentale è inoltre quello della <strong>ridefinizione del sistema di welfare</strong>: in un famoso rapporto commissionato da Sarkozy si punta chiaramente alla <strong>differenza sostanziale il benessere materiale e quello non materiale.</strong> Rispetto al primo si sottolinea la necessità di porre attenzione al reddito e al consumo, piuttosto che alla produzione, di considerare anche in &#8211; dici di ricchezza e di prendere a riferimento il nucleo familiare. Riguardo alla dimensione non materiale del benessere si ricorda l’importanza del tempo libero e la necessità di misurare le relazioni sociali, la &#8220;voce&#8221; politica e la sicurezza o vulnerabilità dei singoli. Si afferma anche che vanno considerare misure oggettive e soggettive e che sono necessari indici di sostenibilità del benessere nel tempo, ambito nel quale dominano i noti problemi connessi all’ambiente. <strong>Ma il punto cruciale di un welfare sostanziale è la libertà dal bisogno e la conseguente dignità del vivere</strong>.</p>
<p>Le città, per le funzioni direzionali, cognitive e di servizio che svolgono, sono i centri propulsori e diffusori dello sviluppo regionale e nazionale.<strong> La gestione delle risorse umane, naturali e patrimoniali del paese dipende in larga misura da come sono organizzate le città</strong> e le reti di relazioni che fanno capo alle città.<br />
Solo così una città diventa visibile e vivibile. Una città, cioè, dalla quale ripartire.</p>
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		<title>Archeologia: ritorna la missione degli archeologi catalani in Egitto</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 07:40:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un anno dopo la rivoluzione in Egitto, la missione di archeologi ed egittologi dell&#8217;Universita&#8217; di Barcellona, che lavora in collaborazione con la Societa&#8217; Catalana di Egittologia, torna al Cairo, per riprendere i lavori di scavo ad Oxirrinco. Ne da&#8217; notizia il direttore della missione, il cattedratico di egittologia Josep Padro, citato da La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89170" title="saqqara" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/saqqara.jpg" alt="" width="268" height="188" />Un anno dopo la rivoluzione in Egitto, <strong>la missione di archeologi ed egittologi dell&#8217;Universita&#8217; di Barcellona</strong>, che lavora in collaborazione con la Societa&#8217; Catalana di Egittologia, torna al Cairo, per <strong>riprendere i lavori di scavo ad Oxirrinco</strong>. Ne da&#8217; notizia il direttore della missione, il cattedratico di egittologia Josep Padro, citato da La Vanguardia.</p>
<p>Obiettivo della missione spagnola, che quest&#8217;anno compie 20 anni, e&#8217; <strong>&#8221;continuare a scavare i resti di un grande tempio greco-romano</strong> che, per la sua posizione e per le decrizioni ritrovate nei papiri, potrebbe trattarsi del serapeo, dedicato al dio Serapis&#8221;, ha spiegato Pardo.</p>
<p><strong>Il piu&#8217; noto finora e&#8217; quello ritrovato nella necropoli di Saqqara dall&#8217;archeologo francese Auguste Mariette</strong> nel 1850 con sarcofagi dei boui Apis. Ma il ritrovamente piu&#8217; importante della missione catalana a Oxirrinco e&#8217; quello di Osireion, un tempio sotterraneo dedicato al dio Osiris. &#8221;In questo momento e&#8217; unico in Egitto&#8221;, ha assicurato il cattedratico. &#8221;Nei lavori di restauro abbiamo trovato blocchi ancora non identificati. In mancanza di permessi di scavo, li abbiamo coperti ed e&#8217; la&#8217; che ricominceremo a scavare&#8221;, ha concluso Josep Pardo.</p>
<p><em>Fonte: ANSAmed</em></p>
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		<title>Musica: a Hollywood una serata in onore di Vasco Rossi e Fernanda Pivano</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 06:43:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una serata in onore di Vasco Rossi e&#8217; della compianta scrittrice Fernanda Pivano e&#8217; prevista venerdi&#8217; 24 febbraio a Hollywood nell&#8217;ambito del VII Los Angeles Italia &#8211; Film Fashion and Art Fest. All&#8217;immediata vigilia degli Oscar, al Chinese 6 Theatre, sono infatti programmati due documentari apprezzati all&#8217;ultima Mostra di Venezia: &#8216;Questa storia qua&#8216; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-89155" title="vasco" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/vasco.jpg" alt="" width="315" height="247" />Una serata in onore di Vasco Rossi e&#8217; della compianta scrittrice Fernanda Pivano e&#8217; prevista venerdi&#8217; 24 febbraio a Hollywood</strong> nell&#8217;ambito del VII Los Angeles Italia &#8211; Film Fashion and Art Fest. All&#8217;immediata vigilia degli Oscar, al Chinese 6 Theatre, sono infatti programmati due documentari apprezzati all&#8217;ultima Mostra di Venezia: <strong>&#8216;Questa storia qua</strong>&#8216; di Alessanro Paris e Sybille Righetti (dedicato al rocker di Zocca, che in questi giorni festeggia sessant&#8217;anni) e <strong>&#8216;Pivano Blues&#8217;</strong> di Teresa Marchesi (in omaggio alla leggendaria &#8221;interprete&#8221; in Italia della letteratura americana del &#8217;900: da Edgar Lee Masters a Hemingway, dalla beat generation a Dylan).</p>
<p><strong>Per Vasco Rossi si tratta di un ritorno a L.A</strong>. Italia dopo la fantastica serata, nel 2008, col movie-clip di Stefano Salvati. Tra gli altri documentari in cartellone, le anteprime americane di tre lavori dell&#8217;archivio Eni realizzati da Gilbert Bovay &#8216;Africa: Birth of a Continent&#8217;. E poi &#8216;Becoming Sophia&#8217; di Gianluigi Attorre (prodotto da La Storia Siamo Noi-Rai), &#8216;Peppino 50&#8242; di Vincenzo Mollica (prodotto dal Tg1-Rai); &#8216;Pupi Avati, un poeta fuori dal coro&#8217; di Adriano Pintaldi, &#8216;Marina Cicogna, una leggenda italiana&#8217; di Antonello Aglioti, &#8216;Radici&#8217; di Carlo Luglio con Enzo Gragnaniello (che sara&#8217; in concerto all&#8217;Istituto Italiano di Cultura). &#8216;Sueño A Mitad&#8217; di Francesco Apolloni, &#8216;Titoli di coda&#8217; di Riccardo Paoletti e anche il cortometraggio &#8216;Piazza Fellini&#8217; di Valerio Ruiz.</p>
<p>&#8221;Los Angeles, Italia 2012&#8221; e&#8217; promosso dall&#8217;Istituto Capri nel mondo in collaborazione con Cim Group, Eni, Alitalia, con il patrocinio di Ministero Affari Esteri, dMinistero per i Beni le Attivita&#8217; Culturali (D. G. Cinema). In collaborazione con Consolato Generale Italiano, Hollywood Chamber of Commerce, Gianluca Mech Spa, ltalian Trade Commission e Istituto Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles, Italian Independent Productions. E con la partecipazione di NIAF &#8211; National Italian American Foundation e U.S.C: University of Southern California.</p>
<p><em>Fonte: Adnkronos</em></p>
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		<title>Nuove tecnologie: da Berkley lo studio in grado di leggere nel pensiero</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 16:30:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8216;Leggere il pensiero&#8217; non è una sfida fantascientifica: potrebbe diventare una possibilità reale in tempi brevi. Almeno a giudicare dai primi risultati ottenuti da un&#8217;equipe di scienziati dell&#8217;università della California, a Berkeley che sono riusciti a comprendere parole pensate solo analizzando l&#8217;attività cerebrale, come descritto nello studio pubblicato su PLoS Biology. I neuroscienziati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-89012" title="leggerepensiero" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/leggerepensiero.jpg" alt="" width="400" height="252" />&#8216;Leggere il pensiero&#8217; non è una sfida fantascientifica</strong>: potrebbe diventare una possibilità reale in tempi brevi. Almeno a giudicare dai primi risultati ottenuti da un&#8217;equipe di scienziati dell&#8217;università della California,<strong> a Berkeley che sono riusciti a comprendere parole pensate solo analizzando l&#8217;attività cerebrale</strong>, come descritto nello studio pubblicato su PLoS Biology.<br />
I neuroscienziati hanno registrato l&#8217;attività elettrica nell&#8217;area del cervello dedicata alle informazioni uditive- il giro temporale superiore, deputato ad aiutarci a dare un senso linguistico a ciò che ascoltiamo &#8211; e hanno messo a punto un modello per interpretare i suoni solo in base alle onde cerebrali.</p>
<p>Un sistema che, nelle intenzioni degli studiosi, guidati da Brian Pasley, potrebbe <strong>aiutare a comunicare con i pazienti in coma o impossibilitati a parlare a causa di un ictus o una paralisi</strong>.</p>
<p>Per mettere a punto il sistema i ricercatori hanno impiantato elettrodi nel cervello di pazienti che dovevano sottoporsi a operazioni neurochirurgiche per epilessia o tumori, nei quali era possibile registrare l&#8217;attività cerebrale in modo invasivo.</p>
<p>Utilizzando la risonanza magnetica i ricercatori hanno seguito l&#8217;attivazione delle diverse aree del cervello rispetto alle parole pensate, disegnando una &#8216;mappa&#8217;.</p>
<p>Attraverso un modello informatico, infine, sono state individuate le <strong>aree più attive rispetto alle diverse frequenze di suono</strong>. In questo modo gli scienziati sono riusciti ad &#8216;indovinare&#8217; le parole pensate traducendo le onde cerebrali in suoni.<br />
<em>Fonte: Adnkronos</em></p>
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		<title>19-03-12 &#8211; Master in Valorizzazione dei Beni Architettonici e Ambientali</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 12:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Master, collegandosi alle diverse culture sia del mediterraneo che del resto del mondo, si propone formare laureati delle Facoltà tecniche e umanistiche o altre affini, esperti nella valorizzazione e gestione dei beni culturali, architettonici e ambientali a livello internazionale. Il corso si propone di formare figure professionali che con spiccata conoscenza della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88666" title="master in valorizzazione beni culturali" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/master-in-valorizzazione-beni-culturali.jpg" alt="" width="497" height="288" />Il Master, collegandosi alle diverse culture sia del mediterraneo che del resto del mondo, si propone formare laureati delle Facoltà tecniche e umanistiche o altre affini, <strong>esperti nella valorizzazione e gestione dei beni culturali, architettonici e ambientali a livello internazionale</strong>. Il corso si propone di formare figure professionali che con spiccata conoscenza della cultura italiana del restauro siano in grado di operare in tutto il mondo. Il Master propone ai partecipanti un percorso di ricognizione internazionale sui principali eventi di valorizzazione e restauro realizzati nel recente passato, realizzati anche dai docenti stessi del corso.</p>
<p>Valorizzazione dei beni culturali e ambientali (120 ore)<br />
Restauro dei monumenti (120 ore)<br />
Fruizione e gestione dei beni e dei siti (120 ore)<br />
Tecnologie per il restauro e la valorizzazione (60 ore)<br />
Il corso si rivolge a cittadini comunitari ed extracomunitari con regolare permesso di soggiorno in Italia in possesso di Laurea (Vecchio Ordinamento) o Laurea triennale o specialistica (Nuovo Ordinamento).<br />
Il Master ha un impegno complessivo di 600 ore così articolate: 420 ore di lezione suddivise in lezioni frontali e a distanza (rapporto di 50% e 50%); 100<br />
ore di stage; e 80 ore per la elaborazione del project work e della dissertazione finale. Lo stage si svolgerà durante il periodo delle lezioni presso importanti capitali e città d’arte del mediterraneo. Sono previste inoltre visite a laboratori di restauro, musei, mostre ed eventi culturali. Le migliori tesi finale saranno pubblicate su rivista a diffusione internazionale.<br />
Potranno partecipare al corso i primi 35 che faranno domanda. <strong>La quota di partecipazione al Master, € 1.650,00</strong> &#8211; comprende: l&#8217;iscrizione e la<br />
partecipazione al corso, il materiale didattico e lo stage (crociera nel mediterraneo). La domanda di iscrizione dovrà essere redatta su apposito modulo scaricabile dal sito e dovrà essere<br />
fatta pervenire alla Segreteria Master presso Istituto Internazionale di Formazione – via S. Caterina d&#8217; Alessandria, 14 89121 Reggio Calabria<strong> entro e non oltre il 19 MARZO 2012</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Consulta il <a href="http://www.istitutodiformazione.org">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Segreteria del Master<br />
Tel: 0965 655612<br />
Cellulare: 3 9 2 9 5 2 7 8 0 6<br />
<a href="mailto:formazione@istitutodiformazione.org">formazione@istitutodiformazione.org</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Arte: studenti di giurisprudenza di Denver fanno causa contro Christo per l&#8217;opera &#8220;Over the river&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 12:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Amanti dell&#8217;arte o meno, l&#8217;idea di impacchettare un fiume può non piacere a tutti. Un gruppo di studenti di giurisprudenza di Denver, nel Colorado, ha deciso di intentare causa per fermare &#8220;Over the river&#8221;, l&#8217;ultimo progetto dell&#8217;artista di origini bulgare Christo. Famoso per avere &#8220;impacchettato&#8221; alcuni dei palazzi e monumenti più noti del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88839" title="christo" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/christo.jpg" alt="" width="421" height="247" />Amanti dell&#8217;arte o meno, l&#8217;idea di <strong>impacchettare un fiume</strong> può non piacere a tutti. Un <strong>gruppo di studenti di giurisprudenza di Denver</strong>, nel <strong>Colorado</strong>, ha deciso di intentare causa per fermare <strong>&#8220;Over the river&#8221;</strong>, l&#8217;ultimo progetto dell&#8217;artista di origini bulgare<strong> Christo</strong>. Famoso per avere &#8220;impacchettato&#8221; alcuni dei palazzi e monumenti più noti del mondo, l&#8217;artista intendeva ancorare otto pannelli di tessuto sopra il <strong>fiume Arkansas</strong>, uno dei maggiori affluenti del <strong>Mississippi,</strong> per una lunghezza di <strong>circa 10 chilometri</strong>. Il progetto ha già ottenuto l&#8217;approvazione del governo federale americano, ma deve ancora avere il via libera delle autorità locali.<br />
Secondo gli studenti, rappresentanti del gruppo di protesta <strong>ROAR</strong> (Rags Over The Arkansas River, ovvero Stracci sopra il fiume Arkansans), la messa in atto del progetto danneggerebbe l&#8217;ambiente. L&#8217;installazione dell&#8217;ambiziosa opera d&#8217;arte, che dovrebbe essere svelata nell&#8217;<strong>agosto del 2014</strong>, richiede infatti trivellazioni massicce: bisognerà scavare più di novemila buchi nel terreno profondi una decina di metri. Come si legge sul documento presentato dagli studenti, il progetto di Christo &#8220;richiede l&#8217;utilizzo di macchinari comunemente utilizzati nelle miniere o per la costruzione di strade&#8221;, come ruspe, cingolati ed escavatori.<br />
&#8220;Siamo preoccupati per l&#8217;impatto sulla fauna&#8221;, ha affermato <strong>Ellen Bouder</strong> di ROAR. &#8220;Riteniamo che ci sia un rischio per la gente che vive qui, per il commercio, la salute pubblica, la sicurezza e il traffico&#8221;. Le proteste non sembrano tuttavia preoccupare l&#8217;artista, che nella sua lunga carriera ha già impacchettato il <strong>Reichstag di Berlino</strong> e parte della costa australiana. Sicuro di aver preso tutte le misure necessarie per non danneggiare l&#8217;ambiente, ha affermato anzi che &#8220;è una grande gratificazione vedere la gente parlare così tanto del mio lavoro. Lo prendo come un aspetto entusismante del progetto&#8221;.</p>
<p><em>Fonte: TMNews</em></p>
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		<title>Turismo: a febbraio sette festival in contemporanea a Copenaghen</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 11:34:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un nuovo festival invernale a Copenhagen a febbraio che vede la collaborazione di sette eventi in contemporanea: il Jazz Festival, l&#8217;Art Festival, il fashion Festival, il Copenhagen Cooking e il festival rock FROST hanno infatti unito le forze al Danish Design Center, al Danish Architectural Center e al Wonderful Copenhagen per offrire il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88681" title="copenaghen" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/copenaghen.jpg" alt="" width="325" height="239" />Un nuovo festival invernale a Copenhagen a febbraio che vede la collaborazione di sette eventi in contemporanea: il <strong>Jazz Festival, l&#8217;Art Festival, il fashion Festival, il Copenhagen Cooking e il festival rock FROST hanno infatti unito le forze al Danish Design Center, al Danish Architectural Center e al Wonderful Copenhagen per offrire il meglio ai turisti.</strong></p>
<p>Tra le iniziative proposte dall&#8217;edizione invernale del<strong> Copenhagen Cooking</strong>, c&#8217;e&#8217; un safari del caviale in sella alle due ruote; ma anche cozze a mezzanotte nel Meat Packing District e assaggi di testa di pecora e testicoli di ariete.  Sara&#8217; inoltre possibile imparare a cucinare la bistecca perfetta, avventurarsi nel mondo della liquirizia o coccolarsi con i dessert. Se invece si preferisce un tetto sopra la testa, l&#8217;Admiral Hotel offre l&#8217;occasione unica di assaggiare le specialita&#8217; di ben dieci ristoranti diversi in un&#8217;unica location.<br />
<strong>FROST e Copenhagen Cooking</strong> propongono aperitivo con accompagnamento musicale innovativo, in occasione del concerto del gruppo sperimentale Frisk Frugt nella serra delle palme al giardino botanico. Rock danese e internazionale invece con i danesi Sleep Party People al Museo Zoologico e gli americani Clap Your hands Say Yeah al teatro Bremen.</p>
<p>Per quanto riguarda il jazz, in cartellone sia artisti noti come Jack DeJohnette e Palle Mikkelborg, sia artisti emergenti come Pistol No.9 e Japgaf. I gruppi si esibiranno sia in luoghi istituzionali come la Koncerthall di Jean Nouvel, ma anche in luoghi piu&#8217; alla mano come il negozio Fish e il Cafe&#8217; Retro.<br />
Il <strong>Danish Design Center condurra&#8217; i visitatori in un viaggio alla scoperta dell&#8217;ultimo decennio della moda danese</strong> offrendo anche spunti e idee su cosa il futuro riserva all&#8217;industria. Il Designmuseum Denmark ospitera&#8217; invece la mostra &#8220;Donne Nordiche in Chanel&#8221;. Durante i giorni inaugurali della Fashion Festival sara&#8217; inoltre possibile approfittare di numerosi sconti nei negozi della citta&#8217;, vincere biglietti per le sfilate e rilassarsi durante la serata wellness.</p>
<p>Come preludio al festival che si terra&#8217; in agosto, il <strong>Copenhagen Art Festival</strong> presenta una serie di video art che verranno mostrati in cinque gallerie e diversi luoghi pubblici della citta&#8217;. Il Danish Architecture Center offre visite architettoniche guidate e una mostra interattiva nella Radhuspladsen, la piazza del municipio.</p>
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		<title>Genova. Mostra &#8220;La Terra vista dal Mare&#8221;. Dal 4 febbraio al 4 maggio</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 08:09:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La mostra La Terra vista dal Mare &#8211; The Land seen from the Sea  si terrà a Genova presso il Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce dal 4 febbraio al 4 maggio 2012.  Questo nuovo progetto, in linea di continuità con la mostra tenuta presso la Fabbrica del Vapore di Milano nel 2010, evidenzia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88337" title="thelandseenfromthesea" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/thelandseenfromthesea.jpg" alt="" width="243" height="326" />La mostra<strong> La Terra vista dal Mare &#8211; The Land seen from the Sea </strong> si terrà a Genova presso il <strong>Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce dal 4 febbraio al 4 maggio 2012. </strong><br />
Questo nuovo progetto, in linea di continuità con la mostra tenuta presso la Fabbrica del Vapore di Milano nel 2010, evidenzia come San Marino stia consolidando la propria partecipazione ad un <strong>dialogo internazionale dedicato alle arti visive contemporanee</strong>, attraverso un progetto di cooperazione culturale unico nel suo genere.</p>
<p>La mostra documenterà da una parte la ricerca artistica contemporanea, attraverso <strong>opere, performance e installazioni di artisti provenienti da 13 aree geo-culturali e piccoli Stati, che sono campo d’indagine del progetto</strong>: Andorra, Cipro, Islanda, Liechtenstein, Lussemburgo, Malta, Monaco, Montenegro, San Marino, Canton Ticino (CH), Ceuta (E), Gibilterra (UK), Kaliningrad (Rus); dall’altra presenterà il risultato dei workshop tenutisi nel corso del 2011, ospitati presso la Biblioteca Archivio di Little Constellation a San Marino; il MUDAM Luxembourg (Museo Nazionale d’Arte Moderna del Gran Ducato del Lussemburgo) e presso Casino Luxembourg &#8211; Forum d’arte Contemporanea del Lussemburgo; la Galleria Nazionale d’Islanda e il NYLO Living Art Museum, Reykjavik; e al Brown Project Space, Milano, in collaborazione con Malta Contemporary Art.</p>
<p>The Land Seen From The Sea è un<strong> complesso progetto espositivo.</strong> Nasce all&#8217;interno del network <em>/Little Constellation</em>/, dedicato alla ricerca artistica contemporanea che si concentra principalmente sui Piccoli Stati e le micro aree geoculturali d&#8217;Europa.  La mostra stessa, all&#8217;interno di questa cornice, è un ulteriore approfondimento sulla percezione del delicato dialogo, sospeso tra distanza, isolamento e relazione che caratterizza queste aree geografiche.<br />
<strong>La mostra</strong>, anche nell&#8217;articolazione dei suoi contenuti, <strong>nasce da una serie di workshop che sono stati ospitati da diverse istituzioni europee</strong>, seguendo due direzioni all&#8217;interno di una serie di viaggi fondamentali, anche a livello simbolico, per il significato stesso del progetto nel suo insieme: l&#8217;attraversamento del Mediterraneo (Gibilterra, Malta e Cipro) e l&#8217;attraversamento trasversale dell&#8217;Europa continentale (San Marino, Lussemburgo, Islanda). Al centro Genova.<br />
Se però è vero che “mentre i critici e i teorici costruiscono direzioni e confini, gli artisti li distruggono” (come ha puntualmente sottolineato Pier Paolo Coro) questa mostra  è una costante messa in crisi dei principi che caratterizzano e identificano un territorio, le relazione con l&#8217;alterità e l&#8217;identità, cioè l&#8217;interno e l&#8217;esterno.<br />
<strong>Le diverse opere presenti a Villa Croce, trenta di preciso, riflettono su queste tematiche</strong>, presentando ipotesi di ricerca molto differenti tra loro, sebbene tutte complementari: dall&#8217;installazione sonora dell&#8217;artista originaria di Gibilterra Nina Danino, che creerà un ponte radio tra le colonne d&#8217;Ercole e Genova, ai complessi progetti video, dedicati all&#8217;identità culturale dei propri territori, dell&#8217;artista cipriota Haris Epaminonda e l&#8217;artista e curatore maltese Mark Mangion.<br />
<strong>Una parte della mostra sarà invece dedicata alla controversa questione dello “stereotipo”</strong> misura culturale e comunicativa in cui un Piccolo Stato spesso è rinchiuso. In merito si ricordano  i progetti installativi di Justine Blau (L) e i video di Oppy de Bernardo (CH) e Paradise Consumer Group (AND).<br />
Una terza sezione, su cui focalizzare l&#8217;attenzione soprattutto in occasione dell&#8217;apertura della mostra, è quella dedicata alle <strong>azioni performative</strong>, che si terranno appunto il 4 febbraio a partire dalle 18.30, grazie ai progetti di Martina Conti (RSM) (F) e Ingibjörg Magnadóttir (IS).</p>
<p>Fino al termine della mostra il 4 maggio 2012, verrà attivato un <strong>programma di proiezioni, dibattiti e tavole rotonde e workshop</strong> al fine di tenere viva l&#8217;attenzione sul progetto e trasformare anche la mostra in un luogo di scambio e discussione, attivo e partecipato.</p>
<p><strong>Domenica 5 febbraio, dalle ore 10.00</strong><br />
workshop di Little Constellation con Halldór Björn Runólfsson storico dell’arte e direttore della Galleria Nazionale d’Islanda.</p>
<p>La pubblicazione della mostra sarà edita da Mousse Publishing.<br />
Verrà inoltre pubblicato da Mousse Publishing, in occasione dell’esposizione, anche l&#8217;opera – documentario di Rita Canarezza e Pier Paolo Coro Small States on un-certain stereotypes.<br />
L&#8217;opera, che è il punto di partenza dell&#8217;intero progetto Little Constellation, è un notevole cofanetto composto da 14 DVD: uno per ciascuno dei tredici paesi a cui è stata rivolta la ricerca ed un quattordicesimo contente un film nato dal montaggio dei tredici documentati e distribuito anche separatamente dall&#8217;intero cofanetto.<br />
Il progetto video, sarà proiettato nella sua interezza all&#8217;interno della mostra, come punto di partenza dell&#8217;intero percorso espositivo.</p>
<p>A cura di: Alessandro Castiglioni, Rita Canarezza &amp; Pier Paolo Coro, Roberto Daolio, Francesca Serrati</p>
<p><strong>Opening 4 febbraio 2012, ore 18.30</strong><br />
ore 18.30 presentazione delle autorità e dei curatori<br />
ore 19.00 performances di: Martina Conti (RSM)(F), Ingibjörg Magnadóttir (IS)</p>
<p>dal 4 febbraio al 4 maggio 2012<br />
da martedì al venerdì aperto dalle ore 9.00 alle 18.30; sabato e domenica dalle ore 10.00 alle ore 18.30.<br />
Chiuso il lunedì.</p>
<p>Consulta il <a href="http://www.littleconstellation.org">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Biblioteca Archivio di Little Constellation<br />
Arte Contemporanea nelle micro aree geo-culturali e Piccoli Stati d’Europa<br />
c/o NUA nuove arti e ricerche contemporanee<br />
Str. Lamaticcie 54, Serravalle 47890<br />
Repubblica di San Marino<br />
Tel. 00378 0549 904128<br />
Mob: 338 1935637<br />
<a href="mailto:nua@omniway.sm">nua@omniway.sm</a></p>
<p>Segreteria di Stato per la Pubblica Istruzione e Cultura, Università e Politiche Giovanili<br />
Ufficio Attività Sociali e Culturali<br />
via Ventotto Luglio, 192 Borgo Maggiore<br />
Repubblica di San Marino<br />
Tel: 0549 882453 &#8211; 52<br />
Fax: 0549 882300 (only from Italy and San Marino)<br />
Mob:  335 6509052<br />
<a href="mailto:sezione.cultura.uasc@pa.sm">sezione.cultura.uasc@pa.sm</a></p>
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		<title>Cinema: dal 19 al 25 febbraio Dario Argento protagonista a Hollywood</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 13:30:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il regista Dario Argento sarà festeggiato a Hollywood in occasione del VII Los Angeles Italia in programma al Teatro Cinese dal 19 al 25 febbraio, all&#8217;immediata vigilia degli Academy Awards (domenica 26). L&#8217;iniziativa prevede una retrospettiva di film (Profondo Rosso, Suspiria, La Sindrome di Stendhal e Il gatto a nove code), un&#8217;anticipazione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88318" title="darioargento" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/darioargento.jpg" alt="" width="268" height="188" />Il regista <strong>Dario Argento</strong> sarà festeggiato a<strong> Hollywood</strong> in occasione del <strong>VII Los Angeles Italia</strong> in programma al <strong>Teatro Cinese dal 19 al 25 febbraio</strong>, all&#8217;immediata vigilia degli <strong>Academy Awards (domenica 26).</strong> L&#8217;iniziativa prevede una retrospettiva di film (Profondo Rosso, Suspiria, La Sindrome di Stendhal e Il gatto a nove code), un&#8217;anticipazione di venticinque secondi dell&#8217;attesissimo nuovo lavoro<strong> &#8221;Dracula 3D&#8221;</strong> (interpretato dal tedesco Thomas Kretschmann con Rutger Hauer e sua figlia Asia), una conferenze all&#8217;<strong>University of Southern California</strong> (martedì 21 febbraio) e il ritiro del <strong>premio &#8216;LA &#8211; Excellence Award </strong>da parte del<strong> Cim Group&#8217;</strong> e della <strong>&#8216;Hollywood Chamber of Commerce&#8217;</strong> che, insieme al <strong>Ministero degli Esteri</strong>, patrocinano la manifestazione prodotta dall&#8217;<strong>Istituto Capri nel mondo</strong> col sostegno della <strong>Direzione generale Cinema del Mibac, Eni, Alitalia, Cinecittà Studios</strong> in collaborazione con il <strong>Consolato Italiano</strong>, l&#8217;<strong>Italian Trade Commission</strong> e l&#8217;<strong>Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles</strong>.</p>
<p><em>Fonte: Adnkronos</em></p>
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		<title>Sequestrati e danneggiati i dipinti di Rodin nel Tacheles di Berlino. Indovinate chi è stato&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 10:38:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Deserri Dario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Questi sono i giorni di Alexander Rodin, artista bielorusso da oltre dieci anni ospite della casa occupata più famosa di Berlino, nel suo atelier al quinto piano dell'edificio Tacheles sulla Oranienburger Straße. Un Festival musicale di cinque giorni il “5 Tage Tacheles ( dal 21 al 26 gennaio 2012)”  organizzato nel giro di poche settimane e in una situazione d'emergenza, si è appena concluso con l'intervento di noti artisti berlinesi alla sala del teatro, per mostrare solidarietà con l'anomala e complicata situazione creatasi in questi giorni. Vediamo di che si tratta.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-88321" title="Rodin_GlobalWarning" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/Rodin_GlobalWarning.jpg" alt="" width="536" height="436" />Tacheles è l&#8217;edificio occupato più famosa di Berlino</strong>, una delle ultime testimonianze della Berlino degli anni &#8217;90, degli edifici decadenti, delle <strong>case vuote che ospitavano feste, bar, associazioni culturali di tutti i tipi negli anni immediatamente dopo la caduta del muro</strong>.<br />
Una ricchezza ormai da tempo definitivamente a seguito di un noto fenomeno dai risvolti purtroppo non sempre positivi, ben noto nelle grandi metropoli moderne e particolarmente attivo a Berlino, denominato <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gentrification">Gentrification</a>.<br />
Di quella Berlino non resta quasi nulla. La situazione dell&#8217;edificio e delle numerose attività culturali è lunga ed intricata, la questione con la pubblica amministrazione ancora aperta e tutta da discutere (per chi desidera ulteriori dettagli sulla storia del luogo può consultare il sito ufficiale: <a href="http://www.tacheles.de/">www.tacheles.de</a> ), tuttavia nelle ultime settimane sono intervenute nuove forze ed avvenimenti che in qualche modo ora coinvolgono direttamente lo stesso <strong>Alexander Rodin</strong>, già noto da anni per le sue posizioni dissidenti nei confronti del governo bielorusso ed in favore di una maggiore democrazia, facendone una vittima sacrificale e inerme che convinca definitivamente tutti coloro che animano l&#8217;attività dell&#8217;associazione a sgomberare definitivamente l&#8217;edificio perchè venga abbattuto.<br />
<strong>Il fatto grave è che ad intervenire non sono state forze dell&#8217;ordine</strong>, magistrati e funzionari pubblici, ma<strong> poliziotti privati, avvocati e funzionari di banca</strong>: una iniziativa privata illegittima, volta non solo a minacciare, ma anche ad aggirare la decisione della politica e il benestare dei cittadini di un edificio privato su suolo pubblico.</p>
<p>In breve, i fatti avvenuti così come descritti anche sui numerosi blog presenti in rete e dedicati alla questione: <strong>martedì 3 gennaio 2012</strong> ha avuto luogo un incontro (annunciato con molto poco preavvis0) in cui il <strong>Segretario alla Cultura della Città di Berlino, Dr. Andrè Schmitz</strong> dichiarava di voler <strong>discutere della kunsthaus</strong> e degli avvenimenti accaduti ad Alexander Rodin con i diretti rappresentanti del Tacheles:</p>
<p><strong>Mercoledì 7 gennaio</strong> al mattino, <strong>trenta uomini vestiti</strong> <strong>di nero</strong> (presumibilmente di un corpo di sicurezza privato) si sono presentati al quinto piano, all&#8217;atelier di Rodin insieme ad un avvocato rappresentante dello Studio Legale Schwemer, <em>Titz &amp; Tötter</em>, intimando all&#8217;artista sessantaquatrenne di lasciare immediatamente l&#8217;ambiente con tutti quanti i suoi averi e le sue opere in seguito ad una <strong>ingiunzione di sfratto immediato</strong>.</p>
<p>Attualmente <strong>le esposizioni sono sospese, le porte sigillate e sorvegliate, le serrature cambiate, ogni accesso negato</strong>. Nei giorni seguenti sembra addirittura che siano state danneggiate numerose tele e schizzi, l&#8217;intera carriera pluridecennale di proprietà dell&#8217;artista è sigillata tra quelle pareti.</p>
<p>Il tema della riunione del 03 gennaio 2012 ha riguardato quindi inevitabilmente, oltre la <strong>situazione generale del Tacheles</strong>, il <strong>sequestro dei dipinti di un artista quotato da parte dei curatori del fallimento</strong> &#8211; lo Studio Schwemer, Titz e Tötter -, di Anno August Jagdfeld/HSH Nordbank e presumibilmente anche di Harm Müller Spreer insieme all’avvocato Michael Schulz, tutte parti coinvolte <strong>nell&#8217;intricata vicenda immobiliare</strong>.</p>
<p>Conseguenza di questo incontro è stato l’intervento non troppo convinto <em>del Senato per la Cultura di Berlino</em> che, annunciando la richiesta di restituzione dei dipinti da parte dei legali, ha dato pieno appoggio e sostegno all’artista. In questo modo i quadri sarebbero potuti ritornare nella sala del teatro del Tacheles, al quarto piano dove Rodin si è per ora trasferito, per prevenire ulteriori danni.<br />
Il Segretario ha mantenuto la sua parola e ha contattato i <strong>rappresentanti legali degli azionisti e della banca, ma questi ultimi continuano a trattenere i dipinti</strong>, senza fare nulla per conservarli o per proteggerli. La restituzione dei quadri, dichiarano gli avvocati, verrà presa in considerazione solo se questi &#8220;verranno trasferiti in un altro luogo, esterno al Tacheles e per nessuna ragione nella sala del teatro o in altri ambienti dell&#8217;edificio, che deve essere sgomberato una volta per tutte&#8221;.<br />
<strong>L’artista deve essere sfrattato, i dipinti sequestrati messi in vendita</strong>: danni e minacce che vogliono costringere Rodin a lasciare il Tacheles e con lui gli altri artisti, le associazioni e gli esercizi commerciali.<br />
<strong>Il Senato per la Cultura al momento tace ed ha completamente evitato di pubblicizzare troppo il caso</strong>, probabilmente perchè lo sgombro dell&#8217;immobile farebbe molto comodo, risolvendo una volta per tutte la questione della vendita e della gestione (costi di luce, gas, acqua ecc&#8230;). Comprensibile, senonchè in questo caso si tratta di un caso estremo e importante di violenza privata e azioni minatorie contro stato, arte e cultura e vorremmo non scoprire che la politica e l&#8217;amministrazione pubblica restano a guardare mentre vengono così apertamente sfidati in un braccio di ferro che mette questioni di potere e d&#8217;economia davanti alla democrazia e alla libertà dei cittadini, per di più in una questione ancora aperta e tutta da stabilire nelle dovute sedi di pertinenza. Questi signori dovrebbero aspettare il responso della giustizia e della legge.</p>
<p>Chi desidera informarsi sulla storia di questo luogo unico della capitale tedesca e sostenere la causa di questi artisti o semplicemente promuoverla e farla conoscere può informarsi presso gli indirizzi internet a fondo dell&#8217;articolo.<br />
<strong>Aiutando l’artista bielorusso Alexander Rodin, si aiuta il Kunsthaus Tacheles</strong>. La possibile soluzione? Un decreto legge che stabilisca la nascita di una fondazione e legittimi una volta per tutte l&#8217;esistenza di una reltà che è entrata a far parte preponderante delle sorti della città e ospita milioni di cittadini tutto l&#8217;anno e porterebbe introiti alla cittadinanza intera. È una questione che riguarda la sopravvivenza della cultura, dell&#8217;arte in sé e del disprezzo che il potere mostra per la democrazia, nel cuore della nostra vecchia Europa, sempre più in difficoltà.</p>
<p><strong>Approfondimenti:</strong><br />
<em>Sito ufficiale</em><br />
<a href="http://www.tacheles.de/">www.tacheles.de</a></p>
<p><a href="http://kritikdesign.blogspot.com/2012/01/soli-for-rodin-lawyers-damage-paintings.html">Petizione internazionale<br />
</a><em>(con versione anche in italiano)</em></p>
<p><em>Su You tube e su FB:</em><br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=SsrpxsdGUzI">http://www.youtube.com/watch?v=SsrpxsdGUzI</a><br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=LjorX5pYsIQ&amp;feature=youtu.be">http://www.youtube.com/watch?v=LjorX5pYsIQ&amp;feature=youtu.be</a><br />
<a href="http://www.facebook.com/?ref=tn_tnmn#!/groups/159761680792554/?notif_t=group_activity">http://www.facebook.com/?ref=tn_tnmn#!/groups/159761680792554/?notif_t=group_activity</a></p>
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		<title>Venezia. Mostra &#8220;MyDetour. Taccuini da viaggio&#8221;. Dal 3 al 26 febbraio</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/28/venezia-mostra-mydetour-taccuini-da-viaggio-dal-3-al-26-febbraio/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 08:06:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<description><![CDATA[A Palazzetto Tito “myDetour, taccuini da viaggio”, una mostra a cura di Moleskine che presenta i 32 taccuini realizzati dagli artisti degli Atelier BLM dal 2008 a oggi, insieme ad altrettanti lavori raccolti tra New York, Parigi, Berlino, Istanbul, San Francisco, Tokyo, Shanghai e in varie città d’Italia, nelle tappe del viaggio myDetour. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88016" title="detour" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/detour.jpg" alt="" width="414" height="282" />A Palazzetto Tito<strong> “myDetour, taccuini da viaggio”</strong>, una mostra a cura di <strong>Moleskine che presenta i 32 taccuini realizzati dagli artisti degli Atelier BLM dal 2008 a oggi,</strong> insieme ad altrettanti lavori raccolti tra New York, Parigi, Berlino, Istanbul, San Francisco, Tokyo, Shanghai e in varie città d’Italia, nelle tappe del viaggio myDetour.<br />
Una mostra interattiva in cui i visitatori, indossando dei guanti di cotone, potranno sfogliare le pagine dei taccuini esposti, ciò permetterà loro di avvicinarsi all’opera dell’autore e di vedere il processo creativo nel suo svolgersi.</p>
<p>I <strong>62 taccuini esposti sono parte dell’archivio myDetour</strong>, un progetto internazionale di Moleskine dedicato a giovani artisti, studenti, community di creativi e a tutti coloro che amano dipingere, illustrare, scrivere e creare liberamente sui loro taccuini.<br />
I talenti creativi sono invitati a partecipare al progetto myDetour in modi diversi: attraverso <strong>workshop e progetti con istituzioni culturali</strong>, oppure attraverso la raccolta dei taccuini in alcuni negozi nelle più importanti città del mondo.<br />
Gli autori donano i loro taccuini decorati alla fondazione non profit lettera27, in questo modo le loro opere diventano parte dell’archivio della fondazione e da qui iniziano il loro viaggio in giro per il mondo. I taccuini sono esposti in molte città, durante eventi o installazioni realizzate da Moleskine, toccando quasi tutti i continenti: da Copenaghen a Kuala Lumpur, da Tokyo a Dakar, da Pasadena a Milano.<br />
I taccuini myDetour sono anche presentati in una galleria fotografica permanente sul sito <a href="http://www.moleskine.com/myDetour">www.moleskine.com/myDetour</a>.</p>
<p><strong>L’idea del taccuino come libera piattaforma</strong> per la creatività è alla base della collaborazione con la Fondazione Bevilacqua la Masa, che da oltre cento anni sostiene e promuove la creatività dei giovani artisti nel campo dell&#8217;arte contemporanea. Tra le diverse attività organizzate un ruolo fondamentale e sempre crescente è rivestito dal programma degli Atelier, che ogni anno la Fondazione mette a disposizione di giovani artisti talentuosi. In questo contesto si inserisce la collaborazione con Moleskine. Ormai giunta al quarto anno consecutivo, la partnership creativa con Moleskine da un lato permette alla Fondazione Bevilacqua La Masa di raggiungere<br />
appieno i propri obiettivi istituzionali, realizzando un programma di studi d&#8217;artista unico in Italia, per la sua longevità, la sua durata (un anno), il numero di iniziative intraprese: giornate di open studios, circa 30 studio visit con curatori e operatori del settore italiani e internazionali, una mostra finale collettiva per gli assegnatari dei dodici atelier, accompagnata da un prezioso catalogo realizzato in edizione speciale Moleskine. Gli stessi giovani artisti chiamati a lavorare per un anno negli studi realizzano dei taccuini personalizzati che donano alla fondazione lettera27, entrando così nell’archivio myDetour.</p>
<p>Qui di seguito l’elenco degli autori dei taccuini che saranno esposti.</p>
<p><em>myDetour, Atelier BLM 2011</em><br />
Nico Angiuli, Lia Cecchin, Nebojša Despotović, Nina Fiocco e Nicola Turrini, Giovanni Giaretta, Martino Genchi, Alessandra Messali, Luca Pucci, Chiara Trivelli, Aleksander Velišček, Serena Vestrucci.</p>
<p><em>myDetour, Atelier BLM 2010</em><br />
Ivana Bukovac, Sara Francesca Tirelli, Caterina Rossato, Diego Marcon, Giulio Squillacciotti,  Alessandro Laita.</p>
<p><em>myDetour, Atelier BLM 2009</em><br />
Agne Raceviciute, Blauer Hase, Valeria Cozzarini, Alberto Scodro, Elisa Strinna, Andrea Kvas, Laure Keyrouz, Ayano Yamamoto.</p>
<p><em>myDetour, Atelier BLM 2008</em><br />
Francesca Balbo, Vania Comoretti, Marina Ferretti, Maddalena Fragnito De Giorgio, Koike Kensuke, Paola Monasterolo, Sebastian Zabronski e Ferrari Amparo.</p>
<p><em>myDetour </em><br />
New York, 2007: Lindsay Podd<br />
Parigi, 2008:  Marie Compagnon, Jill Gallieni,  Avernik,  Ivan;<br />
Berlin, 2008: Judith Glaubitz e Maria Heidepriem, Corinna Wittke,  Thomas Kargol;<br />
Istanbul, 2009: Ryosuke Fukusada,  Ivette Alarcon, Gazioglu, aslı aydın-gaye başaran;<br />
San Francisco, 2009: Sean Ford, Cassia, Tess McCarthy, Sara Kahn;<br />
myDetour 5X5, Italia, 2009: Giorgio Milano, MAB, lavitto, Claudia Abrugiati;<br />
Tokyo 2009: Tomoko, Sammy, Kaori, yayoi osawa;<br />
Shanghai, 2010: Wrang Rui Jia, Meng Ying, Zsa, jin jing;<br />
Mapping Contemporary Venice, Venezia, 2010: Sara Andrich, Eleni Sofroniou e Simon David Bagge.</p>
<p><strong>Orario di apertura </strong> da mercoledì a domenica 10.30 – 17.30 <br />
lunedì e martedì chiuso</p>
<p><strong>Ingresso libero</strong><br />
Consulta il <a href="http://www.bevilacqualamasa.it/mydetour">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Fondazione Bevilacqua La Masa<br />
palazzetto Tito, Dorsoduro 2826, Venezia<br />
Tel: 041 5207797<br />
Fax: 041 5208955<br />
<a href="mailto:info@bevilacqualamasa.it">info@bevilacqualamasa.it</a></p>
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		<title>Farsi internare volontariamente ad Auschwitz</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 09:45:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tavano Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata della memoria 2012]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
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		<category><![CDATA[Progetti Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi si cela dietro i nomi di Tomasz Serafiński, Roman Jezierski, Leon Bryjak, Jan Uznański, Witold Smoliński? Il suo vero nome è Witold Pilecki, “il volontario”, il “più coraggioso tra i coraggiosi”. La sua figura è stata pienamente restituita alla Storia grazie anche ad un italiano, Marco Patricelli: in questi giorni ospite di una serie di incontri tra Varsavia, Cracovia e Lublino per celebrare la Giornata della Memoria.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88120" title="witold" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/witold.jpg" alt="" width="414" height="273" />Varsavia è una città piena di spazi verdi, nel mese di settembre la temperatura è mite e piacevole. Ma nel settembre del 1940 questo ha poca importanza, perché la città è occupata dalle truppe del Reich. <strong>In strada sfilano i deportati, tra questi c’è anche un uomo che risponde al nome di Tomasz Serafińs</strong>ki. Da una verifica, risulta abitare vicino al luogo del rastrellamento.</p>
<p>Quello però non è il suo vero nome e quella non è nemmeno la sua abitazione. <strong>Quell’uomo in realtà si chiama Witold Pilecki</strong>. Ha affittato cinque appartamenti in cinque diverse zone della città, utilizzando altrettante identità fittizie. <strong>Pilecki ha uno scopo, che la Gestapo ignora</strong>. Fa parte dell’esercito clandestino polacco, anche questo è un aspetto che la Gestapo naturalmente ignora. Pilecki <strong>si è offerto volontario per una missione apparentemente folle e suicida:</strong> farsi deliberatamente arrestare durante un rastrellamento per<strong> essere internato ad Auschwitz</strong>. Oltre al polacco, parla correntemente e senza inflessione francese, russo e tedesco. Il giorno del suo arresto è sicuro solo del fatto che riuscirà a fuggire da Auschwitz. Nel settembre del ’40, non può sapere però che passeranno quasi mille giorni di prigionia prima della sua fuga, il martedì di Pasqua del ’43. <br />
Anche se queste sembrano le sequenze iniziali di un film, <strong>la sua storia non è una sceneggiatura o un’opera di finzione</strong>.</p>
<p>Quella di Witold Pilecki è la vera storia de <em>“Il volontario, il più coraggioso tra i coraggiosi”</em> come recita il titolo di un <strong>brillante saggio dello storico italiano Marco Patricelli</strong> (Premio Acqui Storia 2010 per la sezione storico-divulgativa).</p>
<p>Marco Patricelli è stato invitato dal Museo Ebraico Galicja di Cracovia per presentare l’edizione polacca del suo lavoro in occasione della Giornata della Memoria. L’abbiamo incontrato qualche giorno fa e non indugiamo sulle <strong>critiche lusinghiere che “Il volontario” (ed. Laterza, 2010) sta ricevendo in Polonia</strong> e nemmeno proviamo a pronunciare il titolo dell’edizione polacca (Ochotnik. O rotmistrzu Witoldzie Pileckim, Ed. Wydawnictwo Literackie, 2011). Il suo saggio ha il merito di restituire un ritratto storico, unico e straordinario, riuscendo nello scopo con una prosa che coinvolge ed accompagna il lettore, questa sì come una sceneggiatura o un’opera di fiction, ma senza venir meno al dovere di storico.</p>
<p><strong>Marco, la prima domanda, lasciacelo dire, sorge spontanea: perché farsi internare volontariamente ad Auschwitz?</strong><br />
Le ragioni impellenti che spingono Witold Pilecki sono due. In primo luogo, bisogna sapere esattamente quello che accade dietro il filo spinato perché fino a quel momento circolano solo delle voci. I pochissimi rilasciati non ne parlano, la chiamano la consegna del silenzio. Ma i polacchi vedono le frequenti retate e le vittime inghiottite da quel campo. <br />
In secondo luogo, per la resistenza bisogna creare un movimento che aumenti le chance di sopravvivenza all’interno del campo. Per questo ci vuole qualcuno che vada li’ dentro per vedere, raccontare ed organizzare.</p>
<p><strong>Due compiti che Pilecki svolge in maniera egregia&#8230;</strong><br />
Il suo è in assoluto il primo rapporto che arriva agli alleati sul campo di Auschwitz. Pilecki si fa arrestare a settembre del ’40 e a novembre riesce a far filtrare il primo rapporto che arriva a Londra via Stoccolma nel marzo del ’41. A quel punto, i servizi segreti inglesi sanno cos’é Auschwitz, nonostante la Shoah non sia ancora avviata, ma gli ebrei sono già drammaticamente indirizzati sulla strada dello sterminio totale.  Gli alleati sanno cosa accade dentro quel campo, ma bollano la sequela di orrori raccontati da Pilecki come esagerata, perché si tratta di esperienze talmente efferate da risultare inimmaginabili. Non reputano pertanto credibile l’esistenza di un tale abisso di orrori e brutalità.   Il secondo compito, che Pilecki svolge altrettanto egregiamente, è quello di creare una rete finalizzata ad aumentare le probabilità di sopravvivenza di quanti sono rinchiusi, infiltrando uomini in tutti i reparti di Auschwitz. All’assegnazione lavori, alla cucina, ai reparti della sanità, sapendo benissimo che l’ospedale di Auschwitz non è che l’anticamera dell’eliminazione. Pilecki riesce ad infiltrare con successo i suoi uomini. Quando evade, in maniera avventurosa, la rete di resistenza che ha creato arriva a contare duemila persone, organizzate militarmente e presenti in ogni baracca, in ogni reparto, in ogni blocco. Lascia le consegne, i piani per l’insurrezione ed alcune armi nascoste, auspicando quello che purtroppo non accadrà mai, una rivolta del campo appoggiata dall’esterno sia dagli alleati sia dai partigiani polacchi.</p>
<p><strong>Fuggito da Auschwitz, si offre nuovamente volontario?</strong><br />
Pilecki combatte valorosamente nella Rivolta di Varsavia del ’44 col grado di capitano di cavalleria. Viene fatto prigioniero dai tedeschi. Visto che ad Auschwitz era entrato sotto falso nome, i tedeschi non correlano il Tomasz Serafiński evaso di Auschwitz al Witold Pilecki finito prigioniero nel ’44 a seguito del fallimento della Rivolta di Varsavia.</p>
<p><strong>Finisce la guerra, ritroviamo Pilecki in Italia?</strong><br />
Dove è stanziato il secondo corpo d’armata del generale Anders. In Polonia, i sovietici stanno smantellando in maniera sistematica ogni residuo dello stato polacco ed ovviamente anche dello stato clandestino. Pilecki si offre ancora una volta volontario, per ricreare un sistema di resistenza che possa consentire alla Polonia di riconquistare la libertà e l’indipendenza dall’occupazione sovietica, che in quel momento si calcola durerà intorno ai dieci anni. La storia ci insegna che saranno purtroppo molti di più.<br />
 Pilecki viene però individuato dai servizi segreti polacchi, dall’Italia lo esortano a fuggire perché prima o poi l’arresteranno. Ma Pilecki, che ha lì la moglie e i due figli, decide al contrario di restare. Viene così catturato, torturato e condannato. Il processo è una farsa, completamente pilotato, dove vengono esibite prove false, accuse false, la composizione stessa della corte è illegittima. Viene condannato tre volte a morte su richiesta di un procuratore militare che non è neppure laureato in legge.</p>
<p>Witold Pilecki è giustiziato in carcere il 25 maggio 1948 con un colpo di pistola alla nuca e sepolto nel cimitero di Varsavia, sotto la nuda terra. Senza che nessuno abbia mai voluto informare la famiglia sul luogo esatto dell’inumazione.</p>
<p><strong>C’è chi si arrogherà i meriti che sono di Pilecki?</strong><br />
Il Regime fa un vero capolavoro di disinformazione perché nega tutto quello che Pilecki ha fatto ad Auschwitz e ne attribuisce i meriti, soprattutto dal punto di vista resistenziale, a Józef Cyrankiewicz, allora primo ministro della Polonia, nel 1970 diverrà addirittura Capo di Stato. Si crea così un “eroe”, usurpando gli onori a chi è stato il vero artefice della resistenza. Diversi anni fa, all’interno del campo, in uno dei saloni destinati al ricordo e alla conoscenza, si parlava della resistenza ad Auschwitz e si parlava di Cyrankiewicz, non di Witold Pilecki, che era stato completamente cancellato dalla storia e dalla memoria. Il figlio racconta che gli era vietato parlare in pubblico del padre, gli era vietato persino pubblicare dei necrologi per ricordarne la morte, questo fino all’agonia del regime comunista e alla Caduta del Muro di Berlino.</p>
<p><strong>Oggi Pilecki è considerato un eroe nazionale?</strong><br />
Insignito dalla più alta decorazione polacca, un simbolo dell’eroismo, della resistenza e dell’abnegazione. Un eroe che si è offerto volontario per tre volte nella sua vita e per tre volte è stato condannato a morte. Una vita spesa interamente per la libertà, combattendo ogni forma di totalitarismo. Recentemente c’è stata una proposta al Parlamento Europeo per trasformare la data della sua morte nella giornata per ricordare tutti i martiri dei totalitarismi, ma incredibilmente questa proposta è stata respinta dal Parlamento Europeo. Purtroppo con voto contrario di alcuni deputati polacchi, legati evidentemente ancora ad un passato che ritenevamo definitivamente superato.</p>
<p><strong>Per concludere, un giudizio sul lavoro dello storico?</strong><br />
Credo che lo storico debba raccontare la storia, non esprimere giudizi. Debba trovare o ritrovare le storie che si sono perdute e semplicemente raccontarle. Il giudizio è alla cultura, alla sensibilità, all’intelligenza di chi legge.<br />
<em>Marco Patricelli insegna Storia dell’Europa contemporanea all’Università degli Studi &#8216;G. D&#8217;Annunzio&#8217; di Chieti e Pescara. E’ il primo italiano ad essere insignito dell&#8217;onorificenza &#8216;Bene Merito&#8217; assegnata dal Ministero degli Esteri della Polonia ed è stato l’unico italiano invitato a Varsavia alla conferenza internazionale sul 70° Anniversario dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Come recentemente dichiarato al quotidiano polacco Rzeczpospolita, la passione per la storia della Polonia è nata durante la sua esperienza di studente al Conservatorio di Varsavia, rivelandosi una chiave imprescindibile per avvicinarsi alla musica di Fryderyk Chopin. </em><br />
<em>Dal nostro corrispondente a Varsavia</em></p>
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		<title>&#8220;Londra ladrona&#8221; e la Scozia chiede l&#8217;indipendenza</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 11:49:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laterza Chiara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[La Scozia vuole diventare completamente indipendente dall'Inghilterra: con questo obiettivo verrà presentato, nell'autunno del 2014, il referendum popolare che chiederà agli scozzesi di dire addio al Regno Unito. Molte però le incognite ancora da discutere: quale moneta si adotterà e come si porrà il nuovo Stato rispetto all'Europa?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88046" title="freescotland" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/freescotland.jpg" alt="" width="468" height="288" />L’abusato stereotipo secondo cui il Nord di ogni paese sarebbe diverso dal Sud ha le sue radici in quasi ogni nazione: se la Lega di Bossi rivendica la sua Padania e vuole allontanarsi da Roma, anche il Belgio è da diversi anni conteso tra francesi e fiamminghi così come la Spagna tra castigliani, catalani e baschi.<br />
A completare il puzzle degli stati secessionisti vi è ora la<strong> Scozia</strong> il cui premier, Alex Salmond, appartenente al Partito Nazionalista Scozzese (SNP), si è mostrato fin dai giorni della sua campagna elettorale, intenzionato a <strong>separare le sorti scozzesi da quelle della vicina Inghilterra.</strong></p>
<p><strong>I perché della scelta</strong><br />
Prima di interrogarsi sul perché la Scozia voglia ottenere l’indipendenza dal Regno Unito, bisognerebbe sapere per quale motivo i due Stati vennero unificati: per mancanza di eredi al trono inglese. Nel 1603, infatti, alla morte di Elisabetta I regina d’Inghilterra, Giacomo VI Stuart era sovrano del Regno di Scozia (Regno creato nell’ 843, dal re Cináed I di Scozia). La corona avrebbe dovuto essere assegnata, secondo il testamento di Enrico VIII, a Lady Anne Stanley, ma Giacomo era, di fatto, l&#8217;unico pretendente abbastanza potente da difendere la sua rivendicazione. Così un Consiglio di Successione incontrò e proclamò Giacomo re di Inghilterra ed Irlanda, ed egli fu incoronato il 25 giugno nell&#8217;Abbazia di Westmister. L’Atto d’Unione del 1707 sancì per sempre il loro legame fisico e politico.<br />
Ad oggi, la Scozia detiene comunque la sua <strong>indipendenza in diversi campi</strong>: parlamentare, con un Parlamento scozzese completamente autoeletto; legislativo con un sistema giudiziario che deriva dal Diritto Romano e non dalla Common Law; religioso, con la Chiesa Presbiteriana anziché Anglicana.<br />
Alex Salmond punta ora ad una indipendenza totale su cui la popolazione si esprimerà nell’autunno 2014 con un referendum.</p>
<p><strong>Quali le conseguenze?</strong><br />
In caso di secessione sono molti gli aspetti da chiarire. Il primo, più importante, riguarda la <strong>moneta da adottare</strong>. Il premier inglese Cameron ha infatti chiarito che, in caso di vittoria dei secessionisti, la Scozia dovrà abbandonare la sterlina, cercando rifugio nell’eurozona.<br />
Questa limitazione pone numerosi interrogativi anche tra gli indipendentisti più convinti che, una volta abbandonata la supremazia di Londra, non vorrebbero trovarsi costretti a sottostare al potere economico della Germania e dell’Europa in generale.<br />
Le più grandi banche del Regno Unito, inoltre, possiedono varie sedi centrali anche in Scozia che, a quel punto, non si saprebbe come regolamentare.<br />
Altra problematica è inoltre quella legata all’<strong>appartenenza alla Nato</strong>: la Scozia formalmente non avrebbe bisogno di forze militari avanzate ma non investire sull’esercito vorrebbe dire non sedersi al tavolo con l’asse strategico dell’alleanza atlantica e di fatto, sottostare comunque alla supremazia inglese che con la Nato ha un dialogo privilegiato.</p>
<p>Nel frattempo, per misurare gi umori della popolazione, il quotidiano<strong> “The Guardian” ha lanciato un sondaggio</strong>: i risultati vedono la popolazione, sia scozzese che britannica contraria alla separazione con <strong>solo il 24% convinto dell’operazione</strong>. Gli indecisi sono ancora moltissimi e su quelli farà leva il Primo ministro scozzese, highlander moderno di una battaglia giocata senza armi, certo, ma con strategie economiche e politiche all’avanguardia.</p>
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		<title>Investire sull’arte contemporanea conviene</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/25/investire-sull%e2%80%99arte-contemporanea-conviene/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 17:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È stato presentato il Focus 2012 sull’arte moderna e contemporanea, elaborato dall’Osservatorio di studi economici Nomisma con la collaborazione dell’Università Lum Jean Monnet di Bari. I risultati dell'indagine mostrano una tenuta del contemporaneo anche se dimuniscono i fatturati delle grandi case d'asta
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88003" title="hirstofficinepanerai" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/hirstofficinepanerai.jpg" alt="" width="414" height="272" />È stato presentato, in vista dell’edizione 2012 di <a href="http://www.tafter.it/2012/01/12/bologna-arte-fiera-art-first-2012-larte-invade-la-citta-dal-27-al-30-gennaio/">Arte Fiera, Art First di Bologna </a>(che inaugurerà domenica), il<strong> Focus 2012 sull’arte moderna e contemporanea</strong>, elaborato dall’Osservatorio di studi economici Nomisma con la collaborazione dell’Università Lum Jean Monnet di Bari.<br />
I risultati dell’indagine hanno confermato il <strong>dato positivo del settore artistico</strong>, considerato in questo periodo di crisi un bene rifugio sul quale investire, portando però alla luce anche le grandi difficoltà che il comparto continua ad incontrare nel mercato italiano.</p>
<p>A differenza del giro d’affari internazionale sull’arte, infatti, si registra nel Belpaese un <strong>calo rilevante delle vendite nel corso del 2011</strong> soprattutto a causa dei <strong>prezzi ancora molto alti,</strong> sia per il moderno che per il contemporaneo.<br />
La conseguenza immediatamente riscontrabile è stata infatti la <strong>contrazione del fatturato delle sette principali case d’asta</strong> operanti in Italia (Sotheby’s, Christies’s, Meeting Art, Farsettiarte, Wannanes, Pandolfini e Porro) che si è ridotto nel 2011 del 2% rispetto all’anno precedente.<br />
Un dato che, effettivamente, non stupisce visto anche il ridimensionamento di molte di queste istituzioni in territorio italiano: Christie’s e Sotheby’s hanno infatti da poco comunicato la loro intenzione di <strong>diminuire sostanzialmente il numero delle aste in Italia</strong> e di avviare una serie di<strong> licenziamenti</strong> volti allo snellimento degli impegni in Italia.</p>
<p>Il <strong>contemporaneo</strong> sembra però esimersi da questo trend negativo: con un tasso di rendimento medio annuale del 4,65% (anno 1995-2011), va meglio del moderno e viene considerato un asset strategico sul quale investire. Con più rischio, certo, ma anche con ottime aspettative vista la vivacità del mercato.<br />
Il rendimento generato, inoltre, è di lunga superiore a quello di altri settori: a fronte di un <strong>+3,39% dell’arte contemporanea nel 2011</strong>, infatti, le<strong> nuove abitazioni nelle grandi città rendono solo +1,68% l’anno, le opere d’arte moderna + 0,78% l’anno e i titoli azionari +0,69%.</strong></p>
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		<title>Musei: riprendono i lavori per il Louvre e il Guggenheim Museum ad Abu Dhabi</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 13:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
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		<description><![CDATA[Riprendono i progetti per la finalizzazione delle risorse e la realizzazione dei distaccamenti del Louvre e del Guggenheim Museum ad Abu Dhabi: lo ha annunciato il governo dell&#8217;emirato senza tuttavia indicare una data precisa per la loro inaugurazione. I due musei, insieme allo Zayed National dedicato alla storia e alle tradizioni degli Emirati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-87914 alignleft" title="abudhabi" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/abudhabi.jpg" alt="" width="259" height="194" />Riprendono i progetti per la finalizzazione delle risorse e la realizzazione dei distaccamenti del<strong> Louvre</strong> e del <strong>Guggenheim Museum</strong> ad <strong>Abu Dhabi</strong>: lo ha annunciato il governo dell&#8217;emirato senza tuttavia indicare una data precisa per la loro inaugurazione.<br />
I due musei, insieme allo <strong>Zayed National</strong> dedicato alla storia e alle tradizioni degli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong>, sono in costruzione a <strong>Saadiyat Island</strong>, l&#8217;isola-distretto culturale, pensata per attrarre una nicchia di turismo colto e sofisticato. Annunciata cinque anni fa per un investimento iniziale di<strong> 27 miliardi</strong>, è parte di un più ampio schema strategico di diversificazione economica dell&#8217;emirato. Lo scorso ottobre la società per lo svilupo turistico (Tdic) che si occupa dello sviluppo urbanistico di Saadiyat Island aveva annunciato una revisione del piano di marcia dei lavori. Sebbene non siano ancora state ufficilizzate date definitive, il quotidiano <strong>The National</strong> ipotizza che il primo ad accogliere ospiti, nel <strong>2013</strong>, sarà il <strong>Louvre</strong> seguito poi dallo <strong>Zayed National Muuseum</strong> e dal <strong>Guggenheim</strong> l&#8217;anno successivo.</p>
<p><em>Fonte: ANSAmed</em></p>
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		<title>Roma. Mostra &#8220;(Un)Forbidden City.La post-rivoluzione della nuova arte cinese&#8221;. Dal 25 gennaio al 4 marzo</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 12:43:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno scorcio sulle nuove tendenze che animano la scena artistica contemporanea cinese: “(Un)Forbidden City. La post-rivoluzione della nuova arte cinese” è la mostra presentata da Gao Zhen e Gao Qiang, in arte i Gao Brothers, a cura di Simona Rossi e Dominique Lora, dal 25 gennaio al 4 marzo 2012 al MACRO Testaccio. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87806" title="unforbiddencity" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/unforbiddencity.jpg" alt="" width="320" height="214" />Uno scorcio sulle nuove tendenze che animano la scena artistica contemporanea cinese: <strong>“(Un)Forbidden City. La post-rivoluzione della nuova arte cinese</strong>” è la mostra presentata da Gao Zhen e Gao Qiang, in arte i Gao Brothers, a cura di Simona Rossi e Dominique Lora, dal 25 gennaio al 4 marzo 2012 al MACRO Testaccio.</p>
<p>La mostra è pensata come un luogo in cui tradizioni e identità si aggiungono a un percorso creativo transnazionale, verso una realtà che Achille Bonito Oliva definirebbe Glocal.</p>
<p>Il <strong>gruppo di artisti selezionati è caratterizzato da una matrice generazionale legata ai movimenti studenteschi</strong> post rivoluzionari e alla cultura underground che ne è scaturita. Tali artisti presentano codici estetici e soluzioni formali che galvanizzano nuovi media e cultura popolare nel tentativo di costruire una nuova identità. La loro esperienza artistica ibrida e provocatoria include fotografia, installazione, performance e video art.</p>
<p>Tra gli artisti presenti in mostra ci sono gli stessi <strong>Gao Brothers</strong>, conosciuti a livello internazionale per i loro esperimenti artistici e multimediali sull’idea della crisi spirituale che colpisce l’individuo e più generalmente la condizione umana.<br />
Le loro opere mettono in scena le ansie e le paure che caratterizzano la cultura internazionale persa ormai nella volgarità culturale della globalizzazione (Yi Ying, World Art Magazine).</p>
<p>Gli <strong>altri artisti selezionati</strong> sono Lu Feifei, Chang Lei, Wu XiaoJun, Li Xinmo, Shen Ruijun, Gao Shen, Sung Ping, Sun Lei.<br />
Tutti esprimono una ricerca che è allo stesso tempo individuale e collettiva, in cui si intrecciano le tensioni e le dinamiche dello sviluppo culturale e sociale della Cina contemporanea in relazione ad un’ineluttabile modernità internazionale ed astratta. Queste tensioni e dinamiche comprendono anche una ricerca e un dialogo tra etica ed estetica applicate al rapporto uomo/natura, con l’obiettivo di promuovere un mondo ecologicamente ed economicamente sostenibile.<br />
Esplorando tematiche quali l’impatto e lo sviluppo ambientale, l’etica della responsabilità e del consumo gli artisti cominciano a sostenere nuovi stili di vita più accorti e consapevoli e certamente necessari alle prossime generazioni.</p>
<p>La mostra “(Un)Forbidden City. La post-rivoluzione della nuova arte cinese”, presentata da Gao Zhen e Gao Qiang, in arte i Gao Brothers, a cura di Simona Rossi e Dominique Lora, è promossa dal Ministero degli Affari Esteri, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali, Camera di Commercio di Roma. La mostra è organizzata, prodotta e sponsorizzata da Glocal Project Consulting, con il supporto organizzativo e i servizi museali di Zètema Progetto Cultura. Catalogo Damiani. </p>
<p>Questa esposizione fa parte del programma della <a href="http://www.tafter.it/2011/06/29/eventi-a-roma-la-biennale-internazionale-di-cultura-%E2%80%9Cvie-della-seta%E2%80%9D/">Biennale Internazionale di Cultura Vie della Seta </a>che, grazie alla sinergia tra il Ministero degli Affari Esteri, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Roma Capitale, ha in programma tra ottobre 2011 e febbraio 2012, undici mostre &#8211; che spaziano dalla storia all’archeologia, dall’arte contemporanea all’attualità &#8211; e un ricco calendario di conferenze ed eventi.</p>
<p><strong>Ingresso libero</strong> fino a esaurimento posti<br />
Consulta il <a href="http://www.macro.roma.museum ">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
MACRO Museo d’Arte Contemporanea Roma<br />
Via Nizza 138, Roma<br />
Tel:06.0608 / 06 671070400</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le novità editoriali di gennaio 2012</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/25/le-novita-editoriali-di-gennaio-2012/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 12:09:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Beni Culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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		<description><![CDATA[Consulta le novità editoriali di gennaio 2012 delle principali case editrici italiane che trattano di argomenti relativi all’economia della cultura: arte; industria culturale, industria dello spettacolo; turismo; marketing e sviluppo territoriale; project management e politiche culturali; editoria e comunicazione; architettura, urbanistica e territorio; legislazione nel settore dei beni culturali; nuovi media e nuove tecnologie e tanto altro… ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87893" title="artecanonizzazioni" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/artecanonizzazioni1.jpg" alt="" width="148" height="188" />L&#8217;ARTE PER LE CANONIZZAZIONI<br />
Vittorio Casale (a cura di)<br />
pp. 312<br />
Allemandi, € 35,00<br />
ISBN: 978-88-422-1969-9</p>
<p>L’attività artistica intorno alle canonizzazioni e alle beatificazioni nel Seicento<br />
Nel Seicento le beatificazioni, le canonizzazioni e le feste successive dettero luogo a una produzione artistica molto varia e ampia che viene ora riconosciuta. Si produssero incisioni, dipinti, sculture, edifici, anche di grande rilievo, fra i quali citiamo la cappella della beata Ludovica Albertoni con i capolavori di Baciccio e Bernini e le chiese romane di Sant’Ignazio e di Sant’Isidoro. Il parterre degli artisti include nomi come Guercino, Bernini, Borromini, Annibale e Ludovico Carracci, Baciccio, Lanfranco, Maratti, Murillo, Reni, Rubens, Saraceni, Domenichino, Zurbarán e altri. Le quantità sono impressionanti: per la canonizzazione del 1671 furono impegnati circa dodici artisti, per circa 115 quadri originali e 50 copie. Nessuna commissione artistica del secolo raggiunse un simile plafond.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87875" title="untitled" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/torinoguardailmare.jpg" alt="" width="140" height="169" />TORINO CHE GUARDA IL MARE<br />
Luigi Mainolfi<br />
Riccardo Passoni (a cura di)<br />
pp. 104<br />
Allemandi, € 35,00<br />
ISBN: 978-88-422-2099-2</p>
<p>Una grande installazione costituita da oltre 200 ritratti scultorei realizzati da Luigi Mainolfi. Ecco “Torino che guarda il mare”, opera “in progress”, a cui è stata recentemente dedicata una mostra a Palazzo Madama di Torino che è un omaggio a Torino e ai tanti personaggi, esponenti del mondo della cultura, nell’imprenditoria, della politica, della società civile, che la rendono una città unica. Con i ritratti, tra gli altri di Sergio Chiamparino, Bruno Gambarotta, Piero Gilardi, Fiorenzo Alfieri, Patrizia Sandretto, Evelina Cristillin, Luciana Litizzetto, Danilo Eccher, Ida Gianelli, Gianni Vattimo.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87876" title="" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/scopertapatrimonio.jpg" alt="" width="136" height="186" />ALLA SCOPERTA DI UN PATRIMONIO<br />
Langhe, Monferrato e Roero<br />
Sergio Conti (a cura di)<br />
pp. 208<br />
Allemandi, € 35,00<br />
ISBN: 978-88-422-2049-7</p>
<p>Il volume raccoglie oltre trenta testi inediti di altrettanti studiosi dedicati alla storia e al paesaggio delle Langhe, del Roero, del Monferrato. Illustrato con fotografie d&#8217;epoca e contemporanee, il volume completa la trilogia dedicata al paesaggio del Piemonte meridionale in funzione della candidatura UNESCO: i volumi già pubblicati sono «Il nostro Patrimonio» (il paesaggio raccontato dai bambini attraverso i loro disegni e racconti) e «Langhe Monferrato Roero» (il paesaggio raccontato dai grandi scrittori piemontesi). «Quelle di questo libro sono pagine scritte camminando, e per questo capaci di farci conoscere la nostra geografia, regalarci parole ed emozioni che ci aiutino a ricordare il passato e immaginare l’avvenire perché, spesso, i sentimenti e i valori di un luogo si incontrano e si raccolgono andando per strada.<br />
<em>Dall&#8217;introduzione del professor Sergio Conti, curatore del volume. </em></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87877" title="professioniliberta" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/professioniliberta.jpg" alt="" width="121" height="150" />PROFESSIONI E LIBERTA&#8217;<br />
Talcott Parsons<br />
pp. 128 pagine<br />
Armando, € 10.00<br />
ISBN:978-6081-956-7</p>
<p>Il tema della natura e del ruolo delle professioni intellettuali è stato al centro degli interessi di ricerca di Parsons sin dagli anni Trenta. Il saggio del 1939 Professioni e struttura sociale, qui pubblicato in una nuova traduzione, offre la prima sistematica articolazione di questa “teoria delle professioni” che Parsons avrebbe precisato e perfezionato nel corso dei decenni successivi, influenzando in modo duraturo lo sviluppo stesso della “sociologia delle professioni” come branca specializzata della disciplina.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87878" title="futurismo" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/futurismo.jpg" alt="" width="113" height="174" />FUTURISMO PER LA NUOVA UMANITA&#8217;<br />
Dopo Marinetti: arte, società, tecnologia<br />
Roberto Guerra<br />
pp. 96 pagine<br />
Armando, € 10.00<br />
ISBN:97888-6677-002-2</p>
<p>La storia del futurismo post 1944, dopo la scomparsa di Marinetti, fino ad oggi e in progress: l’autore di questo volume, con originale prospettiva letteraria e particolare rigore empirico, fornisce delle interessanti argomentazioni sulla più grande avanguardia italiana Una revisione sull’essenza tecnologica e futurologica del Futurismo storico, guardando agli studi di sociologi e futuribili quali McLuhan e De Kerckhove, e alle osservazioni sulla dis-continuità aggiornata del Futurismo nel secondo Novecento e inizio Duemila.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87879" title="operaduesoldi" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/operaduesoldi.jpg" alt="" width="116" height="192" />L&#8217;OPERA ITALIANA DA DUE SOLDI<br />
Regnava Berlusconi<br />
Franco Cordero<br />
pp.301<br />
Bollati Boringhieri € 17,00<br />
EAN: 9788833922874</p>
<p>La commedia italiana spesso disgusta ma non annoia mai». Non è un caso che Franco Cordero ricorra alla metafora teatrale per qualificare una storia durata diciassette anni e nove mesi. Molti, per un successo in cartellone. Forse non sarebbero stati così tanti se il mediocre brogliaccio rappresentato, a metà tra epica grottesca e opera buffa, non avesse attinto a piene mani a un repertorio italiano sempreverde: ordinario malaffare, quarto e quinto potere infeudati, millanteria priapesca da strapaese, compiacenza di famigli promiscui, servitù volontaria di politici al soldo, giustizia acconciata su misura, parodia dello spirito pubblico. Più antico, sotto un certo profilo, della figura che lo incarna, il berlusconismo va compreso attraverso le sue maschere precedenti, ma lo è pienamente solo grazie allo sguardo penetrante che non si lascia trarre in inganno dai plateali colpi di scena, dal tramestio delle comparse, dai fondali di cartapesta. Troppo stanchi o esasperati, dubitiamo di essere capaci di una simile acutezza di visione. A Cordero invece riesce naturale. Andare con lui a teatro – all’eterno teatro di casa nostra – è un&#8217;emozione della conoscenza, una delle poche che ci riserva la tragicommedia della quale credevamo di sapere quasi tutto.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87880" title="Laureano - Giardini di pietra cop. OK" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/gioardinidipietra.jpg" alt="" width="153" height="194" />GIARDINI DI PIETRA<br />
I Sassi di Matera e la civiltà mediterranea<br />
Pietro Laureano<br />
pp.207<br />
Bollati Boringhieri, €42,00<br />
EAN: 9788833922935</p>
<p>L’arida Matera, la favolosa Petra, Sana’a, la capitale delle Mille e una notte, sono<br />
tutte «città di pietra» che hanno attraversato i secoli con alterne fortune. Nel caso dei Sassi grotte naturali, architetture sotterranee, cisterne, masserie, chiese e palazzi, si succedono e coesistono, scavati o costruiti nel tufo delle Gravine.<br />
Insediamenti così diversi si armonizzano nel comune intento di sfruttare al meglio diffi cili condizioni geografi che. Purtroppo l’impatto della modernità con un ecosistema così delicato è stato distruttivo: Matera è stata per anni una «vergogna nazionale», simbolo dell’arretratezza meridionale. Solo il mutato clima culturale, di cui quest’opera è una testimonianza essenziale, ha permesso l’avvio di un processo di recupero e valorizzazione. L’iscrizione nel Patrimonio mondiale dell’UNESCO ha così suggellato, come scrive Laureano, la «fine della vergogna».</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87882" title="antropologiaimmagini" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/antropologiaimmagini.jpg" alt="" width="117" height="146" />ANTROPOLOGIA DELLE IMMAGINI<br />
Hans Belting<br />
pp. 241<br />
Carocci, € 32,00<br />
EAN: 9788843060917</p>
<p>Applicandosi a un repertorio quanto mai vasto &#8211; dai culti funerari dell&#8217;Antico Oriente alla fotografia e alle realtà virtuali dei media -, Hans Belting prosegue la sua riflessione su una storia dell&#8217;immagine che sia in grado di emanciparsi dalle coordinate della storia dell&#8217;arte. Nel seguire il delinearsi della storia culturale del corpo e parallelamente della percezione dell&#8217;attività corporea, Belting offre così al lettore il primo vero approccio antropologico allo studio diacronico dell&#8217;immagine.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87883" title="modernitaitaliana" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/modernitaitaliana.jpg" alt="" width="121" height="169" />MODERNITA&#8217; ITALIANA<br />
Andrea Afribo, Emanuele Zinato (a cura di)<br />
Cultura, lingua e letteratura dagli anni settanta a oggi<br />
PP. 328<br />
CAROCCI, € 27,00<br />
ISBN 9788843061495</p>
<p>Il volume analizza da diverse angolature disciplinari alcuni dei più rilevanti fenomeni culturali della storia italiana recente, a partire dalla famigerata &#8220;mutazione antropologica&#8221; degli anni settanta fino ai nostri &#8220;anni Zero&#8221;. I sei autori, intrecciando analisi dei temi, dei contesti socio-culturali e delle forme, rispondono in altrettanti capitoli alle seguenti domande. Come cambia e com’è cambiata la lingua degli italiani? Quale pensiero filosofico dopo il Sessantotto? Ai tempi dell’audience e del marketing è ancora possibile un dialogo tra editoria e critica? E il romanzo e la poesia (la canzone), dopo la grande stagione del Novecento &#8220;aureo&#8221;, sono solo merce di scarto, racconti d’appendice, relitti di storia postuma o postmoderna? Oppure ancora pretendono di essere, senza veli nostalgici o complessi d’inferiorità, lo specchio critico di una nuova storia e di un nuovo mondo?</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87881" title="cittacultura" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/cittacultura.jpg" alt="" width="125" height="166" />CITTA&#8217; E CULTURA<br />
Silvia Crivello<br />
pp. 122<br />
Carocci, € 10,50<br />
ISBN 9788843062638</p>
<p>La vita quotidiana in città, per molti versi, costituisce un’esperienza culturale. Lavorare, consumare, divertirsi e, in generale, vivere in ambiente urbano implica immergersi in uno spazio popolato da simboli, conoscenze, pratiche sociali.  Attraverso una disamina dei meccanismi di funzionamento degli spazi della produzione, del consumo e della costruzione della cosiddetta &#8220;città creativa&#8221;, il testo affronta un interrogativo tanto ampio quanto centrale nelle strategie di sviluppo dell’attuale scenario dell’&#8221;economia della conoscenza&#8221;: come si struttura la relazione fra lo spazio urbano e le pratiche sociali collegate all’economia e alla cultura?</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87884" title="deandre" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/deandre.jpg" alt="" width="122" height="176" />FABRIZIO DE ANDRE&#8217;<br />
Cantastorie fra parole e musica<br />
Claudio Cosi, Federica Ivaldi<br />
pp. 216<br />
Carocci, € 18,50<br />
ISBN 9788843056002</p>
<p>Concepito e scritto da una doppia prospettiva critica – letteraria e musicologica – il volume indaga la duplice natura della creazione e dell’arte di Fabrizio De André, abile regista capace di fondere e amalgamare non solo le parole e la musica con la sua voce inconfondibile, ma anche il contributo dei collaboratori, l’ispirazione letteraria e l’eco della storia con l’originalità dei suoi messaggi. Dopo aver esaminato il metodo di lavoro e la natura del mestiere di De André, la poetica e i temi prediletti, gli autori ne ripercorrono l’intera carriera, album dopo album, e ne analizzano le canzoni più significative ed emblematiche, mostrando la stretta interazione fra testo verbale e musica nel veicolare il messaggio.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87885" title="strumentimusicali" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/strumentimusicali.jpg" alt="" width="128" height="185" />GLI STRUMENTI MUSICALI<br />
Fabrizio Della Seta<br />
pp. 176<br />
Carocci, € 16,00<br />
ISBN 9788843062430</p>
<p>Terzo pannello di un trittico che comprende il Breve lessico musicale (1a rist. 2011) e Le parole del teatro musicale (2010), il volume introduce all’affascinante mondo degli strumenti musicali, prodotti di straordinaria ingegnosità tecnologica presenti nella cultura umana fin dal Paleolitico e che costituiscono una parte essenziale della storia della musica. Sono illustrati la nomenclatura, la classificazione, il funzionamento della maggior parte degli strumenti in uso nella tradizione colta occidentale e nella popular music, ma anche quelli del mondo antico, della musica folclorica e delle tradizioni extraeuropee che, per ragioni diverse, possono interessare il lettore italiano. Sono stati presi in considerazione gli sviluppi legati alle tecnologie elettroniche e informatiche e viene spiegato il significato di termini che designano componenti degli strumenti, classificazioni scientifiche ed empiriche, complessi strumentali.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87886" title="restauro" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/restauro.jpg" alt="" width="130" height="179" />RESTAURO<br />
Verum factum dell&#8217;architettura italiana<br />
Biblioteca di architettura, urbanistica e design<br />
Renato De Fusco<br />
pp. 160<br />
Carocci, € 18,00<br />
ISBN 9788843062812</p>
<p>L’espressione verum factum nel sottotitolo richiama la formula utilizzata da Giambattista Vico per esprimere il principio secondo il quale l’uomo può conoscere solo ciò che egli stesso ha fatto; di conseguenza, poiché nel nostro paese si trova il più ampio patrimonio di beni culturali del mondo, noi italiani dovremmo essere i più esperti nel campo del restauro e lasciare agli altri il compito di innovare. Per conservare, però, specie le opere d’architettura, è inevitabile introdurre conoscenze e metodologie aggiornate: ecco allora che il restauro dell’antico comporta la progettazione del nuovo. Nel volume si sostiene questa tesi, si riferisce delle varie concezioni del restauro, se ne fornisce un sintetico excursus storico, si riporta il dibattito sui centri antichi che resta il maggiore contributo italiano alla storia e alla critica dell’architettura moderna.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87887" title="cittagiusta" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/cittagiusta.jpg" alt="" width="155" height="205" />LA CITTA&#8217; GIUSTA<br />
Idee di piano e atteggiamenti etici<br />
Ugo Ischia<br />
pp. XVIII-160<br />
Donzelli, € 28,00<br />
ISBN: 9788860366399</p>
<p>Fra urbanistica e politica si colloca lo spazio dell’etica. Da qui Ugo Ischia muove per una riflessione sulla città giusta, con uno sguardo rivolto al pensiero urbanistico italiano fra gli anni cinquanta e settanta: dal dopoguerra all’epoca del conflitto sociale. Il testo di Ischia anticipa di molti anni i dibattiti odierni sulla città e la giustizia urbana: a partire dal titolo, che si è voluto mantenere quale deciso dall’autore nel 1996. A tutt’oggi, il libro rappresenta una voce originale nel panorama teorico disciplinare italiano e internazionale nell’affrontare il problema della costruzione della città, affidando al piano la responsabilità della costituzione del giusto. Entro questa angolazione, la legittimità dello strumento di pianificazione e delle pratiche che ne derivano rimanda ai processi di democrazia che stabiliscono il passaggio da un’etica dei valori a un’etica procedurale. La città giusta viene pensato e scritto fra il 1985 e il 1996; porta con sé tracce delle assidue conversazioni con Bernardo Secchi e della lettura dei testi di Giulio Preti. Non può essere tuttavia disgiunto da quanto accadde e da quanto vissuto dall’autore negli anni settanta; anni che imponevano, come nel dopoguerra, una presa di posizione nei confronti della politica e della società.<br />
Il testo di Ugo Ischia – accompagnato dagli scritti di Bernardo Secchi, Monica Bianchettin Del Grano e Kaveh Rashidzadeh – è un atto di impegno civile, una risposta implicita alle domande di quel periodo, una riflessione sull’importanza del piano e del progetto quale strumento che riordina i conflitti a un livello diverso, in un momento in cui l’urbanistica perdeva autorevolezza nel confronto politico.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87888" title="cittatrapassatoefuturo" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/cittatrapassatoefuturo.jpg" alt="" width="134" height="190" />CITTA&#8217; TRA PASSATO E FUTURO<br />
Claudio Saragosa<br />
pp. 250<br />
Donzelli, € 34,00<br />
EAN: 9788860366719</p>
<p>La realtà urbana e la sua evoluzione, la perdita e il tentativo di recupero delle qualità della città tradizionale. Un percorso eccentrico nella storia dell’urbanistica, capace di aprire a un nuovo modello di città, uno spazio urbano denso e integrato, aperto alla vita. Che cos’è la città? Che cosa è stata nella storia? Cosa è diventata nel XX secolo e, sopratutto, cosa potrà essere nel futuro? “Spazio” ed “ecologia” sono le due parole chiave attraverso cui Claudio Saragosa tenta di risponde re a queste domande, disegnando una mappa, tutt’altro che scontata, degli obiettivi che l’urbanistica storicamente ha perseguito e dei modelli che si è data. Percorrere questo viaggio significa far emergere le qualità della città tradizionale, ma al tempo stesso analizzare le ragioni che, specialmente nel secolo passato, hanno contribuito a demolirne il modello, per arrivare infine a descrivere i nuovi approcci progettuali attraverso i quali si sta tentando di ricostituire le qualità alle quali la città tradizionale ci aveva abituato e che sembra vano invece essere irrimediabilmente andate perdute. L’autore non si limita tuttavia ad un’analisi retroattiva, ma utilizza la traiettoria eccentrica del panorama storico da lui tracciato, per aprire ad una proposta concreta, una possibile via di fuga, delineando alcuni metodi utili a ricomporre una disciplina che abbia come obiettivo la ricostruzione di uno spazio urbano denso. Il risultato è un’idea integrata di città, Biopoli: un modello non utopico, ma concreto &#8211; puntellato da un riferimento a metodi e tendenze specifiche dell’urbanistica contemporanea-, di spazio urbano capace di avere come proprio centro la vita.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87889" title="ohmiapatria" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/ohmiapatria.jpg" alt="" width="145" height="180" />OH MIA PATRIA<br />
Vanni Pierini<br />
Introduzione di: Raffaele Manica<br />
Prefazione di: Tullio De Mauro<br />
pp. 2.432<br />
Ediesse, € 60.00<br />
ISBN: 88-230-1562-3</p>
<p>L’antologia rilegge oltre due secoli di storia patria, ordinando i brani di ogni capitolo in tre sezioni tematiche: Il racconto della storia; La questione sociale e il mondo del lavoro; Lo spirito del tempo. Organizzata in tre volumi (Nascita di una nazione; L’Italia règia; L’Italia repubblicana), si sviluppa per circa 2500 pagine e comprende più di 1000 brani. L’opera si avvale della prefazione generale di Tullio De Mauro e dell’introduzione di Raffaele Manica.<br />
Ciascun volume contiene, oltre ai testi: le introduzioni ai singoli capitoli; una dettagliata cronologia per consentire al lettore di cogliere facilmente tutti i riferimenti storici presenti nei brani; le note ai testi; le notizie biografiche su ciascuno degli autori antologizzati; l’elenco delle fonti bibliografiche utilizzate.<br />
Sono stati raccolti e messi in ‘comunicazione’ tra di loro testi letterari e poetici, versi per musica operistica, canti e inni politici e militari, canzoni popolari (folk, d’autore e pop). Anche per la scelta dei poeti e degli interpreti di canzoni non ci si è limitati a seguire la gerarchia dei ‘valori consolidati’, ma si sono esplorate anche le opere di autori nuovi e nuovissimi, o di quelli ingiustamente dimenticati.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87890" title="darkeconomy" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/darkeconomy.jpg" alt="" width="121" height="171" />DARK ECONOMY<br />
La mafia dei veleni<br />
Fontana Enrico, Cianciullo Antonio<br />
pp. 250<br />
Einaudi, € 18,00<br />
EAN: 9788806204310</p>
<p>Sono anni che si è cominciato a discutere di ecomafie (un termine che è stato coniato proprio da Enrico Fontana, uno degli autori del libro), ed è di stretta attualità lo scandalo dell&#8217;immondizia in Campania. Se per l&#8217;opinione pubblica comincia a essere un dato acquisito che i rifiuti siano un business troppo spesso inquinato dalla criminalità organizzata, quello che a molti sfugge è il quadro generale, la cornice globale delle ecomafie. Fontana e Cianciullo, da molti anni impegnati a studiare il fenomeno, raccontano i traffici di armi e rifiuti, le trame internazionali di camorra e n&#8217;drangheta, le storie esemplari e spesso tragiche di chi ha indagato o ha cercato di opporsi.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87891" title="lunghiannisessanta" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/lunghiannisessanta.jpg" alt="" width="122" height="183" />I LUNGHI ANNI SESSANTA<br />
Movimenti sociali e cultura politica negli Stati Uniti<br />
Bruno Cartosio<br />
pp. 400<br />
Feltrinelli, € 25,00<br />
EAN 9788807111174</p>
<p>Nel 2009 Barack Obama è diventato il primo presidente afroamericano degli Stati Uniti. La sua elezione ha segnato una svolta epocale nella storia americana, le cui radici si possono rintracciare nelle lotte e rivendicazioni dei movimenti sociali che negli anni sessanta hanno combattuto contro la segregazione razziale e per i diritti civili. Questa era solo una delle battaglie di verità dell&#8217;epoca. Lotte di liberazione contro condizioni sociali, culturali e politiche oppressive furono anche quella contro la guerra in Vietnam e contro la discriminazione sessuale. Quel passato in cui ci si divideva su questioni di razza, sesso e guerra torna ora di attualità e la &#8220;memoria divisa&#8221; di quegli anni, quando si contrapposero culture e visioni del mondo differenti, è materia di nuova riflessione. Nei &#8220;lunghi&#8221; anni sessanta, che iniziano già nelle lotte antisegregazioniste dei neri del Sud negli anni cinquanta e si protraggono nei settanta con il movimento di massa delle donne, si assisté a uno straordinario mutamento culturale e dei costumi. La trasformazione non si può ridurre alla sola controcultura, che ebbe il suo apice a Woodstock nel 1969, e non riguardò soltanto i giovani, coinvolse invece l&#8217;intera società. Sul senso di quegli anni, sui quali la storiografia si era a sua volta divisa nel giudicare le responsabilità del potere e i suoi contestatori, si interroga oggi Bruno Cartosio, ripercorrendone miti e realtà, cultura e politica, la fondamentale spinta liberatoria.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87895" title="formareconilcinema" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/formareconilcinema.jpg" alt="" width="121" height="178" />FORMARE CON IL CINEMA<br />
Questioni di teoria e di metodo<br />
Sergio Di Giorgi, Dario Forti<br />
pp. 320<br />
Franco Angeli, € 36,00<br />
ISBN: 9788856845303</p>
<p>C&#8217;è stato un tempo in cui, quando nelle aule di formazione si parlava di cinema, ci si riferiva a video didattici istruttivi ma poco coinvolgenti o, quando ce n&#8217;era il tempo, a proiezioni di film a fini di intrattenimento (il più delle volte per alleviare le lunghe e noiose serate dei corsi residenziali). Poi, verso la fine degli anni &#8217;70, alcuni formatori hanno iniziato a scoprire e sperimentare nuovi utilizzi del cinema e del linguaggio cinematografico. Da allora la comunità professionale dei formatori ha registrato una diffusione crescente di metodologie e pratiche che del mezzo filmico hanno saputo valorizzare le grandi potenzialità espressive e di attivazione dei processi di apprendimento.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87896" title="design2029" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/design2029.jpg" alt="" width="127" height="183" />DESIGN 2029<br />
Ipotesi per il prossimo futuro<br />
Renato De Fusco<br />
pp. 136<br />
Franco Angeli, € 19,00<br />
ISBN: 9788856845525</p>
<p>Ottimistica e scaramantica previsione dell&#8217;autore di vivere fino a 100 anni, donde le ipotesi di quanto avverrà da ora fino al 2029.<br />
I principali argomenti trattati sono: il design e la storia/la questione dei valori/la natura del design/conformazione e rappresentazione/artistico ed estetico/una nuova tassonomia/il tipo-ideale.<br />
Le principali previsioni sono: il minimalismo; il design come mass-medium; andatura a tutto kitsch; il digitale salvatutto; l&#8217;usa-e-getta; gli inventori vs gli stilisti: l&#8217;ipotesi del grottesco; Il brutto fa storia dell&#8217;arte; la dematerializzazione; che cosa si venderà; la vendita orientata sul consumo; l&#8217;orientamento critico delle vendite, progetti delle Associazioni per il disegno industriale, segnatamente quelli dell&#8217;ADI.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87898" title="sperimentazioni" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/sperimentazioni.jpg" alt="" width="124" height="181" />LA SPERIMENTAZIONE NEI PROCESSI DI PRODUZIONE TEATRALE<br />
Alfonso Malaguti, Monica Calcagno<br />
pp. 240<br />
Franco Angeli, € 25,00<br />
ISBN: 9788856847116</p>
<p>Il libro propone uno studio sul teatro di ricerca, un oggetto parimenti complesso e ambizioso. La varietà delle esperienze, la lontananza, supposta o reale, dal grande pubblico, una certa patina di snobismo, anch&#8217;essa supposta o reale, legata ad un&#8217;idea di arte per pochi rendono l&#8217;indagine sul teatro di ricerca rischiosa, &#8220;faticosa&#8221;. Il testo al contrario intende dimostrare come il teatro di ricerca abbia un rapporto osmotico, una costante interazione continua, con la società odierna, così che la selezione e la trasmissione di idee innovative alimentano tanto i processi di produzione della conoscenza quanto lo stesso sviluppo del sistema economico-sociale.<br />
Il libro si apre provocatoriamente con tre saggi molto diversi, così come sono diverse le prospettive sul significato di &#8220;ricerca&#8221; e &#8220;innovazione&#8221;.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87899" title="periurbano" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/periurbano.jpg" alt="" width="145" height="190" />IL PERIURBANO: CRESCERE INTORNO ALLA CITTA&#8217;<br />
Strumenti e metodi di governo per valorizzare i benefici e limitare gli effetti negativi del periurbano<br />
Maria Rita Schirru<br />
pp. 208<br />
Gangemi, € 25,00<br />
ISBN10: 8849223129 88-492-2312-9</p>
<p>Il tema della crescita “intorno” alla città, altrove dibattuto già a partire dal dopoguerra come una delle componenti primarie dei processi di sviluppo urbano, in Italia è divenuto argomento centrale del dibattito architettonico e urbanistico a partire dagli anni Ottanta, con l‘esplosione delle contraddizioni emerse con la crescita della città illegale, che ha reso non più differibile la presa di coscienza sulla necessità di ricucire le diverse parti della città, altrimenti disomogeneamente contrapposte. Il problema della “convivenza” tra città compatta e città diffusa (legittima o spontanea) è alla base del testo e pone interrogativi che vanno oltre il campo disciplinare dell&#8217;urbanistica, fino ad investire aspetti più propriamente legati alle politiche economico finanziarie del governo del territorio.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87900" title="castelli" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/castelli.jpg" alt="" width="145" height="173" />CASTELLI. IL PIANO DI TUTELA DELL&#8217;IMMAGINE<br />
I colori del costruito storico nel paesaggio<br />
Massimiliano Salimei, Berta Miranda Taraschi, Marcella Morlacchi<br />
pp. 112<br />
Gangemi, € 30.00<br />
ISBN10: 8849222734 88-492-2273-4</p>
<p>Il Piano di Tutela dell&#8217;Immagine &#8211; intesa quale risultante del colore dei muri degli edifici e del decoro urbano dell&#8217;ambiente cittadino &#8211; realizzato per il comune di Castelli, è la sintesi del Piano del Colore e del Piano dell&#8217;Arredo Urbano. Esso si basa quindi sulla Tavolozza dei Colori, sui Piani di Settore, e sulla Normativa di attuazione, strumenti tecnico-estetici di riferimento per l&#8217;Amministrazione Comunale, atti a tutelare il futuro del bene cromatico del patrimonio storico architettonico e paesaggistico del Centro storico del Comune di Castelli. Esso si propone quale progetto pilota e modello operativo, valido per la salvaguardia e la valorizzazione dei Centri Storici dei borghi e dei paesi del territorio nazionale, e in particolare per i luoghi terremotati dei Centri Storici dell&#8217;Abruzzo che, al momento della ricostruzione, mantenendo intatta la bellezza del paesaggio, potranno recuperare, insieme al cromatismo dei muri antichi, la memoria preziosa del loro passato.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87902" title="disimparare" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/disimparare.jpg" alt="" width="134" height="185" />DISIMPARARE L&#8217;ARTE<br />
Manuale di antididattica<br />
Serena Giordano<br />
pp. 228<br />
Il Mulino, € 15,00<br />
ISBN: 978-88-15-23463-6</p>
<p>Perché di fronte alle «immortali» opere d’arte del passato il pubblico comune nutre sentimenti di deferenza? E perché gli «incomprensibili» capolavori contemporanei suscitano invece diffidenza? Dalla prima infanzia all’età adulta, lo spettatore si sente sempre giudicato dall’arte: a partire dalla scuola, che utilizza l’espressione creativa come indicatore dello sviluppo cognitivo o persino morale del bambino, per giungere al museo, in cui bambini e adulti sono spesso vittime di un’ossessione per l’assistenza e la cura. Ricercando le cause del difficile rapporto tra pubblico e prodotto artistico, l’autrice discute le tendenze più in voga nella didattica dell’arte e suggerisce una via alternativa alla pedagogia corrente, che avvilisce spesso la voglia di informarsi, di sapere e, perché no, di fare arte.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87903" title="feticci" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/feticci.jpg" alt="" width="137" height="190" />FETICCI<br />
Letteratura, cinema, arti visive<br />
Massimo Fusillo<br />
pp. 224<br />
Il Mulino, € 20,00<br />
ISBN: 978-88-15-23449-0</p>
<p>Investire gli oggetti materiali di valori simbolici ed emotivi, trasformandoli in feticci, è un fenomeno antico diventato cruciale nella nostra epoca in cui gli oggetti sono interlocutori privilegiati delle emozioni, quasi parti del nostro corpo. Rispetto alle sue origini antropologiche e psicanalitiche, lo stesso concetto di feticismo sta perdendo le connotazioni negative di inautenticità. Illustrando il nesso privilegiato che esiste tra feticismo e creatività artistica, l’autore esplora la storia e la tipologia dell’oggetto feticcio (dal manto di Giasone ai piatti dipinti del romanzo proustiano, alla palla da baseball di DeLillo), fra letteratura, cinema, arte contemporanea.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87905" title="abolire" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/abolire.jpg" alt="" width="125" height="168" />ABOLIRE LA PROPRIETA&#8217; INTELLETTUALE<br />
Michele Boldrin, David K. Levine<br />
pp. 248<br />
Laterza, € 18,00<br />
ISBN:  9788842098218</p>
<p>Copyright e brevetti costituiscono un male inutile perché non generano maggiore innovazione ma solo ostacoli alla diffusione di nuove idee.<br />
Negli anni a venire la crescita economica dipenderà, sempre più, dalla nostra capacità di ridurre – e finalmente eliminare – il monopolio intellettuale, liberando la creatività diffusa che esso oggi opprime. Come nella battaglia per il libero commercio, il primo passo deve consistere nella distruzione delle fondamenta teoriche della posizione mercantilista la quale sostiene che, senza il monopolio intellettuale, l&#8217;innovazione sarebbe impossibile. È vero il contrario.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87906" title="odiroma" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/odiroma.jpg" alt="" width="128" height="186" />L&#8217;O DI ROMA<br />
In tondo e senza fermarsi mai<br />
Tommaso Giartosio<br />
pp. 288<br />
Laterza, € 12,00<br />
ISBN: 9788842098232</p>
<p>Incontrerò mille ostacoli grossi come macigni. Cosa faccio se mi trovo davanti una casa privata? O le mura romane? O il fiume? O la gabbia delle tigri, allo zoo?<br />
Seguire una forma, «come un poeta cerca una rima». Così nasce una strana scommessa: viaggiare a piedi attorno alla propria città lungo una circonferenza perfetta, attraversando palazzi, caserme, musei, discariche, campi da calcio, cimiteri, binari, fiumi, e bussando a tutte le porte pur di non scostarsi di un metro dalla propria rotta. Il cerchio magico si anima di presenze antiche e moderne. Accanto a Rilke, Borges e Leopardi troviamo seminaristi scettici e suore anarchiche, poliziotte sospettose e carabinieri incantevoli, geometri appassionati e operai noir. E lo scrittore-viaggiatore, che cerca di capire il suo viaggio e la sua scrittura: «La verità è che la mia O è l&#8217;unica O che ho».</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87908" title="manifesto" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/manifesto.jpg" alt="" width="128" height="151" />MANIFESTO DEGLI ECONOMISTI SGOMENTI<br />
Capire e superare la crisi<br />
PP. 124<br />
Minimum Fax, € 7,50<br />
ISBN: 978-88-7521-397-8</p>
<p>La crisi che attraversiamo si sta rivelando uno tsunami capace di distruggere economie di intere nazioni come la Grecia, mettere in discussione la tenuta stessa dell’Unione Europea, portare anche l’Italia a un crac sociale di dimensioni imprevedibili. Le ricette delle istituzioni sono ben note: salvataggio delle banche a tutti i costi, fiducia cieca nella stessa bolla finanziaria che ha creato il disastro, e politiche di austerity che acuiscono il conflitto sociale. Ma nel frattempo si sta diffondendo una sensibilità diversa, alternativa al neoliberismo, secondo la quale è necessario porre delle regole alla finanza globale in nome di una società più equa.<br />
Il Manifesto degli economisti sgomenti è un libro essenziale per diverse ragioni. Innanzitutto è un vademecum chiarissimo per chi vuole mantenere un occhio critico sulla realtà: in dieci concisi capitoli smentisce altrettante false certezze sulla crisi economica che sentiamo ripetere, indiscusse, sui media: dall’idea che «i mercati finanziari sono efficienti» a quella che «l’aumento del debito pubblico è il risultato di una spesa eccessiva». In secondo luogo è la proposta concreta di una serie di misure economiche da adottare invece di quelle fallimentari adoperate finora. Infine è una guida a una serie di pratiche che ogni giorno ciascuno di noi, nel suo piccolo, può mettere in atto, per costruire insieme un’economia diversa e migliore.<br />
 <br />
 <br />
<em> </em></p>
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]]></content:encoded>
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		<title>Bologna. Mostra di video e installazioni &#8220;AURS AL ARAB (OURS?) The wedding Party!&#8221;. Dal 27 al 30 gennaio</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 08:36:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il titolo della mostra AURS AL ARAB (OURS?) The Wedding Party! prende spunto dall’opera installativa di Sami Alkarim, grande artista iracheno, rifugiato politico negli USA. AURS AL ARAB è un modo di dire arabo internazionale che significa The Wedding Party: festa di sposalizio degli arabi. In modo sottilmente ironico, Alkarim, fa aderire l’espressione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87803" title="weddingparty" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/weddingparty.jpg" alt="" width="424" height="241" />Il titolo della mostra <strong>AURS AL ARAB (OURS?) The Wedding Party</strong>! prende spunto dall’<strong>opera installativa di Sami Alkarim</strong>, grande artista iracheno, rifugiato politico negli USA.</p>
<p><strong>AURS AL ARAB è un modo di dire arabo internazionale che significa The Wedding Party</strong>: festa di sposalizio degli arabi. In modo sottilmente ironico, Alkarim, fa aderire l’espressione di gioia a un’installazione costituita da una mappa di tappeto, simbolo immediato e icona par excellance degli arabi, che diviene scultura e che rappresenta l’idea che si ha del mondo medio orientale.</p>
<p>A una prima superficiale visione però <strong>la mappa del medio oriente risulta diversa</strong>. Infatti solo ad un approfondimento ulteriore si realizza che è capovolta specularmente. L’est diventa l’ovest e viceversa. Nell’opera sono incorporati un video centrale che ripercorre momenti della rivoluzione egiziana e due video laterali che ritraggono marionette bamboline, a indicare come la rivoluzione sia fasulla o, per alcuni, pilotata e diretta da forze religiose. È per questo che la rivoluzione diviene festa!</p>
<p>Al titolo AURS AL ARAB, per assonanza verbale, è stato aggiunto l’(OURS?) in inglese: “LA NOSTRA?” sottinteso festa di sposalizio, ovvero RIVOLUZIONE?La riflessione con tutti gli altri artisti si accende, diviene più ampia, dati gli accadimenti che stanno toccando le economie globali e l’Italia stessa. La festa è finita!</p>
<p><strong>Gli artisti invitati sono:</strong><br />
Sami Alkarim (Iraq)<br />
Salvatore Billeci (Lampedusa)<br />
Hassan Hajjaj (Marocco/England)<br />
Maurizio Maggi (Italia)<br />
Maziar Mohktari (Iran)<br />
Sonny Sanjay Vadgama (Kashmir/England)<br />
Larissa Sansour (Palestina)<br />
Nawras Shalhoub (Palestina)</p>
<p>La mostra si terrà <strong>dal 27 al 30 gennaio presso MenoMale</strong>, via de Pepoli, 1/A Bologna</p>
<p>Consulta il<a href="http://www.oltredimore.it/"> sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Galleria OltreDimore<br />
Piazza San Giovanni in Monte, 7 Bologna<br />
Tel: 051 6449537<br />
Fax: 051 331217<br />
<a href="mailto:info@oltredimore.it">info@oltredimore.it</a></p>
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		<title>Archeologia: l&#8217;Italia ha restituito la testa di Domitilla Minor alla Libia</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 16:30:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Italia ha restituito alla Libia la testa marmorea di una statua di duemila anni fa che era stata trafugata dal museo di Sabratha negli anni Sessanta. A consegnare il reperto al primo ministro del Consiglio Transitorio libico Abdul Al Raheem Al Kiib è stato il nostro primo ministro Mario Monti, nel corso della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87792" title="italialibia" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/italialibia.jpg" alt="" width="253" height="199" />L&#8217;<strong>Italia</strong> ha restituito alla <strong>Libia</strong> la<strong> testa marmorea di una statua di duemila anni fa</strong> che era stata trafugata dal <strong>museo di Sabratha</strong> negli<strong> anni Sessanta</strong>. A consegnare il reperto al primo ministro del Consiglio Transitorio libico <strong>Abdul Al Raheem Al Kiib</strong> è stato il nostro primo ministro <strong>Mario Monti,</strong> nel corso della sua visita nella capitale libica lo scorso sabato. La scultura, raffigurante <strong>Domitilla Minor</strong>, figlia dell&#8217;imperatore Vespasiano, di recente era passata in asta da<strong> Christie&#8217;s</strong>, dov&#8217;era stata acquistata da un ignaro collezionista romano e in seguito recuperata dai <strong>Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale</strong>.<br />
Nella Dichiarazione di Tripoli sottoscritta al termine dell&#8217;incontro, <strong>Italia e Libia</strong> hanno concordato, tra gli  altri provvedimenti, la ripresa delle attività delle missioni italo-libiche nel Paese, e la protezione dell&#8217;ambiente e delle risorse marine.</p>
<p><em>Fonte: Il Giornale dell&#8217;Arte</em></p>
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		<title>Milano. Mostra &#8220;New York: Directions, Points of Interest&#8221;. Dal 25 gennaio al 24 marzo</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 13:50:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 25 gennaio 2012 Massimo De Carlo inaugura la mostra New York: Directions, Points of Interest, una collettiva di giovani artisti che vivono e lavorano a New York, curata da Elena Tavecchia. La mostra si presenta come una mappatura artistica della città. Così suggerisce il titolo, composto dalle prime parole che appaiono aprendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87694" title="newyork" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/newyork.jpg" alt="" width="238" height="210" />Il <strong>25 gennaio 2012</strong> Massimo De Carlo inaugura la mostra <strong>New York: Directions, Points of Interest</strong>, una <strong>collettiva di giovani artisti che vivono e lavorano a New York</strong>, curata da Elena Tavecchia.</p>
<p>La mostra si presenta come una <strong>mappatura artistica della città</strong>. Così suggerisce il titolo, composto dalle prime parole che appaiono aprendo Google maps.<br />
Gli artisti che partecipano sono eterogenei per formazione, per mezzi espressivi che utilizzano e per messaggi che comunicano con le loro opere, ma ciò che li accomuna è che ognuno di loro vive, a modo suo, la Grande Mela.<br />
Melting pot di culture e centro della scena artistica contemporanea, New York è un mosaico di realtà disparate, racchiuse tra i confini urbani, una città con un doppio sviluppo, verticale con i suoi grattacieli svettanti e orizzontale con l’esteso reticolo di strade e incroci.<br />
Ogni quartiere vive di una propria identità, così <strong>da Brooklyn a Chelsea al Lower East Side il panorama artistico può variare notevolmente.</strong><br />
I protagonisti della collettiva riproducono questa molteplicità di ambienti, situazioni, stimoli culturali, offrendo ognuno un modo diverso di percorrere artisticamente questa grande città<br />
I lavori di <strong>Jason Loebs, Justin Matherly, Sean Paul, Valerie Snobeck, Mika Tajima, Josh Tonsfeldt, Daniel Turner e Sara VanDerBeek</strong> dialogheranno e si confronteranno nelle tre sale della galleria.</p>
<p>New York: Directions, Points of Interest  rappresenta il secondo capitolo di un libro non scritto. La mostra prosegue gli intenti della collettiva tenutasi nel 2009, dal titolo Los Angeles – Berlin. A Tale of two (other) Cities. Nel primo caso come nel secondo l’attenzione è puntata sui giovani, sulle nuove tendenze e sullo stretto legame urbano che gli artisti hanno con la città, con risultati ogni volta diversi e carichi di nuovi stimoli.</p>
<p><strong>Jason Loebs</strong> (Hillside, NJ 1981) ha ottenuto l’MFA presso l’Art Institute di Chicago nel 2007. I suoi lavori sono stati esposti durante il Grand Opening del MoMA e presso il Cuny Graduate Center di New York.</p>
<p><strong>Justin Matherly</strong> (West Islip, NY 1972) ha partecipato a numerose esposizioni collettive, tra le quali Looking Back al White Columns Annual e In Practice Projects allo Sculpture Center di Long Island City.</p>
<p><strong>Sean Paul</strong> (Salt Lake City, UT 1978). Fra le sue mostre personali più recenti nel 2011 al Front Desk Apparatus e nel 2009 presso il COMA di Berlino.</p>
<p><strong>Valerie Snobeck</strong> (Wadena, MN 1980) ha ottenuto l’MFA presso l’Art Institute di Chicago nel 2008, nel 2011 il Delaware Art Museum di Newark e lo Sculpture Center di New York hanno ospitato le opere della giovane artista.</p>
<p><strong>Mika Tajima</strong> (Los Angeles, CA 1975) ha preso parte a numerose esposizioni presso importanti centri espositivi come il Visual Art Center di Austin e la University of the Arts di Philadelphia.</p>
<p><strong>Josh Tonsfeldt</strong> (Indipendence, MI 1979). Le sue opere sono state esposte presso il White Columns di New York e lo Sculpture Center di Long Island City.</p>
<p><strong>Daniel Turner</strong> (Portsmouth, VA 1983) ha partecipato a numerose collettive a New York, presso importanti centri come il Whitney Museum of American Art e il New Museum.</p>
<p><strong>Sara VanDerBeek</strong> (Baltimore, MD 1976) ha esposto le sue opere presso importanti centri espositivi come l’Hammer Museum di Los Angeles e il Whitney Museum di New York.</p>
<p><strong>Inaugurazione</strong> mercoledì 25 gennaio 2012 presso Massimo De Carlo, via Giovanni Ventura, 5 dalle 18.00 in poi.</p>
<p><strong>La mostra sarà visitabile fino al 24 marzo 2012</strong></p>
<p>Consulta il<a href="http://www.massimodecarlo.it"> sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Massimo De Carlo, Milano &#8211; MDC S.r.l.<br />
Stella Gianotti<br />
Via G. Ventura, 5 Milano MI<br />
Tel: 02.70003987<br />
Fax: 02.7492135<br />
<a href="mailto:info@massimodecarlo.it">info@massimodecarlo.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Editoria: l&#8217;Italia sarà Paese ospite d’onore alla 36ma edizione della Fiera internazionale del Libro di Calcutta</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 14:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[Progetti Internazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Italia sarà Paese ospite d’onore alla 36ma edizione della Fiera internazionale del Libro di Calcutta, la più importante manifestazione del settore editoriale nel Paese, in programma da  mercoledì 25 gennaio al 5 febbraio. La presenza italiana, curata dalle istituzioni italiane locali – il Consolato Italiano a Calcutta e l’Ambasciata d’Italia a New Delhi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87661" title="kolkatabookfair" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/kolkatabookfair.jpg" alt="" width="356" height="297" />L’<strong>Italia</strong> sarà <strong>Paese ospite d’onore</strong> alla<strong> 36ma edizione della <a href="http://www.kolkatabookfair.net/">Fiera internazionale del Libro di Calcutta</a></strong>, la più importante manifestazione del settore editoriale nel Paese, in programma <strong>da  mercoledì 25 gennaio al 5 febbraio</strong>.<br />
La presenza italiana, curata dalle istituzioni italiane locali – il Consolato Italiano a Calcutta e l’Ambasciata d’Italia a New Delhi -, prevede la realizzazione di uno <strong>spazio espositivo</strong> e un <strong>programma di incontri culturali</strong>: l’ampio <strong>padiglione di 500 mq</strong>, che rappresenterà un’elegante area urbana italiana, racchiuderà uno spazio con <strong>libri di autori italiani in italiano</strong> (500 volumi inviati delle case editrici italiane che hanno collaborato all’iniziativa), una <strong>libreria con libri di autori italiani in traduzione inglese</strong> e un’<strong>area incontri</strong>, che vedranno la presenza di autori come <strong>Dacia Maraini, Alessandro Baricco, Beppe Severgnini e Valerio Massimo Manfredi</strong>, ma anche come <strong>Angela Staude Terzani e Sandra Petrignani</strong>. <br />
L’<strong>Associazione Italiana Editori (AIE)</strong> organizzerà, a completamento dell’iniziativa, una missione di alcune case editrici, grazie anche al contributo del Ministero Affari Esteri e alla collaborazione dell’ex-ICE Ufficio di New Delhi. Gli editori presenti &#8211; Casalini Libri, Edizioni Sonda, EGEA, GeMS Gruppo Editoriale Mauri Spagnol, Guerra Edizioni, Metropoli d’Asia – rappresentano un mix in grado di presentare una panoramica della nostra editoria sia per settori di produzione (dalla narrativa alla saggistica, dalla letteratura per bambini alla produzione universitaria, ai testi per l’insegnamento dell’italiano), sia per dimensioni (dai piccoli editori specializzati ai grandi gruppi).<br />
“L’obiettivo – ha spiegato il direttore di AIE<strong> Alfieri Lorenzon</strong>, che guiderà la delegazione editoriale &#8211; è capire quali sono i segmenti editoriali in cui l&#8217;editoria italiana potrebbe avere maggiori possibilità di successo, far conoscere agli editori indiani le peculiarità del nostro mercato e incontrare rappresentanti della filiera indiana per avviare rapporti di collaborazione. La Fiera di Calcutta sarà infatti l’occasione per presentare per la prima volta in modo istituzionale la nostra editoria attraverso momenti comuni con gli editori indiani e con la<strong> Publishers &amp; Booksellers Guild</strong>”. Le case editrici italiane svolgeranno inoltre una serie di <strong>appuntamenti B2B</strong> con interlocutori indiani per la compravendita dei diritti.</p>
<p>Le cifre:<br />
E’ cresciuta a partire <strong>dalla seconda metà degli anni ’90</strong> la presenza di<strong> autori indiani</strong> &#8211; soprattutto di narrativa &#8211; nei cataloghi delle case editrici italiane: complessivamente il lettore può scegliere tra un’offerta, proposta da 36 case editrici, di 169 titoli di 70 autori indiani.</p>
<p>L’<strong>editoria indiana</strong> rappresenta lo 0,2% delle traduzioni di un’editoria come quella italiana in cui il 20% dei titoli pubblicati provengono da altre editorie. Cresce, anche se i numeri restano piccoli, la vendita dei diritti di libri italiani verso il mercato indiano. Raddoppiano nella seconda metà dell’ultimo decennio e lasciano soprattutto intravedere un trend di crescita costante in assenza di politiche coordinate di intervento.</p>
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		<title>18-03-12 &#8211; Borse di studio Programma europeo Leonardo Da Vinci</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 07:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Tirocinio]]></category>
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		<category><![CDATA[Università]]></category>

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		<description><![CDATA[Inarch Servizi srl ha presentato un progetto di mobilità per giovani architetti “U.S.A.-Urban Sustainable Architecture” nell’ambito del Programma Comunitario Leonardo da Vinci. Il bando è rivolto ai giovani iscritti all’IN/ARCH, che abbiano conseguito una laurea magistrale in architettura. Il progetto è rivolto a 39 giovani architetti italiani e mira ad incrementare la formazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87293" title="programmaleonardodavinci" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/programmaleonardodavinci.jpg" alt="" width="540" height="247" />Inarch Servizi srl ha presentato un progetto di mobilità per giovani architetti “U.S.A.-Urban Sustainable Architecture” nell’ambito del Programma Comunitario Leonardo da Vinci.<br />
Il bando è rivolto ai giovani iscritti all’IN/ARCH, che abbiano conseguito una<strong> laurea magistrale in architettura</strong>.<br />
Il progetto è rivolto a <strong>39 giovani architetti italiani</strong> e mira ad incrementare la formazione nella progettazione architettonica sostenibile attraverso tirocini transnazionali, considerati come un<br />
periodo di formazione professionale intrapresa da un beneficiario presso un’organizzazione partner in un altro paese partecipante.<br />
I paesi interessati sono:<br />
Spagna , Repubblica Ceca, Lituania, Portogallo<br />
<strong>Requisiti</strong>:<br />
a. Essere regolarmente iscritti all’Istituto Nazionale di Architettura per l’anno 2012 o aver presentato domanda di iscrizione presso l’IN/ARCH stesso entro la data di scadenza del presente<br />
bando.<br />
b. Essere di età non superiore ai 35 anni (requisito della Comunità Europea)<br />
c. Non essere residenti o cittadini del paese in cui si intende compiere lo stage<br />
d. Non usufruire contemporaneamente di altri finanziamenti per soggiorni all’estero, erogati su fondi dell’Unione Europea o da altri Enti.<br />
e. Avere conseguito una laurea magistrale a ciclo unico in architettura (codice LM 4 – C.U. ex D.M. 270/04) o equipollente con votazione minima di 100/110<br />
f. Non aver mai usufruito di una borsa Leonardo da Vinci per l’azione Mobilità, Misura PLM<br />
Modalità di presentazione delle candidature:<br />
Il plico chiuso dovrà pervenire <strong>entro le ore 12:00 del giorno 18 marzo 2012,</strong> presso la sede dell’Istituto Nazionale di Architettura, Via Crescenzio 16 00193 Roma.<br />
Sul plico dovrà essere riportata la dicitura “Programma Leonardo da Vinci – U.S.A. Urban Sustainable Architecture 2011”, specificando sempre sul plico le proprie generalità.<br />
Commissione:</p>
<p>Consulta il<a href="http://www.programmaleonardo.net/llp/home.asp"> sito<br />
</a><a href="http://www.inarch.it/default.aspx?pag=0&amp;lang=it">Inarc</a><a href="http://www.programmaleonardo.net/llp/home.asp"><br />
</a><strong><br />
Informazioni:<br />
</strong><a href="mailto:leoprojet@isfol.it">leoprojet@isfol.it</a><br />
Istituto Nazionale di Architettura<br />
via Crescenzio, 16 Roma<br />
Tel: 06 68802254<br />
Fax 06 6868530<br />
<a href="mailto:inarch@inarch.it">inarch@inarch.it</a><strong><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>PIPA, SOPA.Tutela del copyright o censura della libertà di espressione e della privacy? di  Alessandro Del Ninno </title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 11:09:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Del Ninno Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[A proposito di ...]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Network]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti Internazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo essere stata protagonista e strumento delle rivoluzioni popolari che nella scorsa primavera hanno caratterizzato il Nord Africa e il Medio Oriente, la Rete torna (o resta?) alla ribalta per il grande successo che ha avuto l’organizzazione del primo web-sciopero della sua storia. Il fatto è noto: il Congresso U.S.A. sta discutendo due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87507" title="sopapipa" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/sopapipa.jpg" alt="" width="285" height="350" />Dopo essere stata protagonista e strumento delle rivoluzioni popolari che nella scorsa primavera hanno caratterizzato il Nord Africa e il Medio Oriente, la Rete torna (o resta?) alla ribalta per il grande successo che ha avuto l’organizzazione del primo web-sciopero della sua storia.</p>
<p>Il fatto è noto: il Congresso U.S.A. sta discutendo due diverse proposte di legge, una denominata Protect IP Act (“PIPA”) e l’altra Stop Online Privacy Act (“SOPA”). Il SOPA persegue obiettivi anti-piracy attraverso meccanismi rigorosi e di rapida applicazione per reprimere i fenomeni di violazione del copyright, prevedendo che i titolari dei diritti violati possano agire sia nei confronti di chi ha materialmente commesso la violazione che nei confronti dei siti e dei portali che ospitano materiali che ledono il diritto d’autore o che (per citare il bill)  &#8220;rendono possibile o comunque facilitano attività di violazione del copyright&#8221; (ad esempio attraverso il linking). Nel PIPA – anch’esso finalizzato a reprimere i fenomeni di pirateria informatica – è previsto che il giudice possa sanzionare i siti web (senza specifiche territoriali, quindi anche quelli all’estero..) che offrono e distribuiscono materiali &#8220;copyrighted&#8221;. Soprattutto, è disciplinato il potere del giudice di perseguire  anche i provider (di qualsiasi tipo: gli access provider, i content provider e addirittura portali, social network, motori di ricerca) che in qualsiasi modo rendono possibili transazioni con i siti illeciti o ad essi facciano pubblicità o presentino collegamenti.<br />
Tanto è bastato per scatenare la protesta on line dei net-citizens che sostengono che gli effetti nefasti della normativa (presentata da Lamar Smith, deputato del giustizialista Texas…) sarebbero quelli di una radicale limitazione della libertà di espressione in Rete e della privacy attraverso forme di vera e propria censura. Il web-sciopero (attuato in varie forme: dal black-out, all’oscuramento auto-imposto, a siti listati a lutto, etc) ha visto la partecipazione di quasi tutti i grandi protagonisti del web: da Wikipedia a WordPress a Mozilla a 30 milioni di utenti (anche se Google, Twitter e Facebook – pur appoggiando l’iniziativa – non hanno formalmente “scioperato”).</p>
<p>Questo on-line strike (vero segno delle continue trasformazioni sociali del nostro tempo) ha ottenuto l’effetto di far fare una parziale retromarcia a 26 senatori del Congresso e di rinviare la discussione di PIPA e SOPA a Febbraio, anche perché lo stesso Presidente degli Stati Uniti d&#8217;America, in un messaggio ufficiale, ha dichiarato: &#8220;Noi non supporteremo una legge che riduce la libertà d&#8217;espressione, aumenta il rischio di attacchi informatici e mina le basi della forza dinamica e innovativa di internet&#8221;, prospettando la possibilità che sia posto il veto (negli USA il Presidente può bloccare una leggete approvata dal Congresso ponendo il veto).</p>
<p>La vicenda può indurre qualche riflessione.</p>
<p>La prima: nella Società dell’Informazione Globale sempre più spesso le battaglie di civiltà e democrazia (e non solo queste, come le recenti rivoluzioni popolari dimostrano) si combattono e si combatteranno sempre più sulla e mediante la Rete.</p>
<p>La seconda: gli attacchi alla libertà di espressione e alla privacy avvengono da parte di Legislatori miopi che ancora legiferano in base alla “territorialità”, che il cyber-space (non-luogo per eccellenza) ha da tempo spazzato via…</p>
<p>La terza: tentativi simili (vedi la legge HADOPI in Francia) – pur portati a termine – stanno dimostrando tutta la loro inefficacia e gli impatti negativi sulla stessa industria che vorrebbero proteggere.</p>
<p>Infine, la vicenda dimostra ancora una volta la contrapposizione tra due diversi mondi e culture del Diritto, quello americano e quello europeo. Le proposte di legge americane imporrebbero stringenti obblighi di monitoraggio preventivo e successivo ai provider, sanzionandoli per una sorta di responsabilità indiretta, mentre la normativa comunitaria (in particolare la direttiva sui servizi della società dell’informazione) specifica l’assenza di qualsivoglia “obbligo generale di sorveglianza” in capo ai provider. E ancora, mentre il SOPA determinerebbe una prevalenza legale del copyright sul diritto alla privacy (come lo stesso minaccioso e poco elegante titolo del bill – Stop online privacy – suggerisce..), la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha già avuto modo di chiarire in una importante sentenza (Promusicae/Telefonica) il rapporto &#8211; nell&#8217;ordinamento comunitario e in quelli nazionali &#8211; tra la normativa posta a tutela dei diritti di proprietà intellettuale e la legislazione sulla protezione dei dati personali nella cosiddetta Società dell&#8217;Informazione specificando che non esiste alcun obbligo previsto dalle leggi comunitarie di imporre la divulgazione dei dati personali con il fine di proteggere il diritto d’autore (in sostanza, la Corte afferma che i fornitori di servizi di comunicazione elettronica &#8211; almeno nei procedimenti civili &#8211; non sono tenuti a privilegiare i diritti di proprietà intellettuale di terzi a discapito della privacy dei loro utenti).</p>
<p>Il vero rischio – e su tale aspetto si dovrà concentrare l’attenzione nei mesi futuri dei net-citizens – è quello di una “americanizzazione” dell’Europa, nel senso che le proposte di modifica delle direttive su IP e data protection di cui si sta discutendo a livello comunitario sembrano lasciare spazio ad assetti regolatori simili – nelle intenzioni – a quelli del PIPA e del SOPA.</p>
<p><em>Alessandro del Ninno – Avvocato esperto di Diritto delle Tecnologie dell’Informazione – Professore a Contratto presso l’Università  LUISS Guido Carli di Roma</em></p>
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		<title>Welcome to Italy, Huffington Post</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/19/welcome-in-italy-huffington-post/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 14:58:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laterza Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti Internazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[E'stato siglato questa notte l'accordo tra l'Huffington Post, il celebre aggregatore statunitense online e il gruppo editoriale L'Espresso per una joint venture paritetica che vedrà la nascita della versione italiana del sito a fine 2012. Nel frattempo, si cerca un direttore e i componenti della redazione...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87405" title="huffingtonpost" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/huffingtonpost.jpg" alt="" width="313" height="236" />L’idea di creare <strong>una versione italiana</strong> del gioiello dell’informazione online americano,<strong> l’Huffington Post,</strong> circolava già da diversi mesi ma il colpo di scena finale, il coup de théâtre, è arrivato solo quest’oggi: dopo il rifiuto iniziale del <strong>gruppo editoriale L’Espresso</strong> alla trattativa tra Repubblica e Huffington Post, erano stati infatti i dirigenti di <strong>RCS Corriere della Sera</strong> ad avviare le contrattazione per una possibile versione italiana del noto aggregatore online. Andata però in fumo, in quanto non raggiunto l’accordo che prevedeva per gli americani la detenzione del 51% delle quote, mentre per Via Solferino la totale libertà sulla linea editoriale.<br />
Ed ecco quindi rispuntare il gruppo L’Espresso di De Benedetti che quest’oggi <strong>ha ufficializzato l’accordo tramite le <a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/01/19/news/nasce_huffington_post_italia_joint_venture_col_gruppo_espresso-28406480/">pagine del quotidiano La Repubblica</a></strong>che prevedrebbe una joint venture paritetica tra i due gruppi.<br />
La messa on-line è prevista per la fine del 2012, un anno già molto importante per il quotidiano telematico, nato nel 2005 ed acquisito l’ottobre scorso dal colosso della comunicazione Aol per 315 milioni dollari. Il 23 gennaio, infatti, uscirà anche la sua <strong>versione francese diretta dalla ormai celebre Anne Sinclair</strong> (moglie dell’ex-direttore del Fondo monetario internazionale Dominique Strauss-Khan), a febbraio quella canadese e a marzo quella spagnola.<br />
L’Huffington Post, con i suoi <strong>36 milioni di utenti unici al mese</strong>, è una delle rivelazioni editoriali degli ultimi anni: miscelando cronaca, aggregando contenuti scritti da altri e scegliendo sapientemente i propri blogger (tra cui figurano anche Madonna, Michelle Obama e Larry Page) è riuscito in poco tempo a cambiare l’assetto dell’informazione sul web, creando sinergie tra i nuovi social media e il giornalismo tradizionale.<br />
E per la versione italiana, <strong>sono inoltre aperte le selezioni per il direttore e per la redazione</strong>: 10 giornalisti al massimo che dovranno traghettare uno dei più redditizi siti americani nel mercato, più conservatore rispetto a quello oltreoceano, del Belpaese.</p>
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		<title>Arte: una statua dell&#8217;artista Giampaolo Talani per il porto di Miami</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 07:30:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<category><![CDATA[Scultura]]></category>
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		<description><![CDATA[ll porto di Miami ha invitato l’artista Giampaolo Talani a progettare un colossale “Marinaio” in bronzo di circa 18 metri da collocarsi sulla punta a mare che separa i due rami, commerciale e turistico, del porto statunitense. Miami vuole la sua Statua della Libertà e un suo grande simbolo per il futuro; il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87314" title="talani" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/talani.jpg" alt="" width="363" height="234" />ll <strong>porto di Miami</strong> ha invitato l’artista <strong>Giampaolo Talani</strong> a progettare un <strong>colossale “Marinaio” in bronzo</strong> di circa <strong>18 metri</strong> da collocarsi sulla punta a mare che separa i due rami, commerciale e turistico, del porto statunitense.</p>
<p><strong>Miami</strong> vuole la sua<strong> Statua della Libertà</strong> e un suo grande simbolo per il futuro; il Direttore del porto statunitense, <strong>Bill Johnson</strong>, ha preso spunto dal<strong> “Marinaio” di Talani</strong>, l’opera in bronzo di <strong>7 metri</strong> che accoglie i naviganti all’ingresso del porto di <strong>San Vincenzo (Livorno)</strong> e che è diventato immediatamente simbolo della costa e degli approdi toscani. Il “Marinaio” di Talani è già un’icona importante per Miami; è stato, infatti, scelto quale simbolo del gemellaggio tra il porto di Livorno e quello di Miami in occasione dei festeggiamenti dell’anno<strong> Vespucciano</strong>. L’importantissimo legame sarà ufficializzato il <strong>25 gennaio 2012</strong> con una cerimonia esclusiva nel porto statunitense nel corso della quale le <strong>Autorità portuali di Livorno</strong> e Giampaolo Talani recheranno in dono alle autorità americane un esemplare alto <strong>1 metro e mezzo</strong> del “Marinaio”.<br />
Il porto di Miami ora è, per traffico, il primo approdo turistico e undicesimo scalo commerciale mondiale e per questa realtà colossale è stato chiesto a Talani di presentare il suo progetto a <strong>fine gennaio</strong>.<br />
Si tratta certamente di una sfida molto impegnativa per l’artista toscano che da sempre ammette di essere particolarmente attratto dalle grandi opere sia in pittura sia in scultura: basti pensare, oltre al<strong> “Marinaio” di San Vincenzo</strong>, agli 80 metri quadri dell’affresco<strong> “Partenze”</strong> creato per la <strong>stazione ferroviaria di Santa Maria Novella di Firenze</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La vita è bella</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 12:14:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crop&Frame]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<category><![CDATA[Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;La vità è bella&#8221;: un detto che spesso sentiamo ripetere e di cui, con altrettanta frequenza, ci dimentichiamo. Per fare in modo che questa frase rimanga bene impressa, l&#8217;artista iraniano Farhad Moshiri ha voluto esporre a palazzo Grassi, a Venezia, un&#8217;installazione particolare: dietro le forme curvilinee e i colori brillanti si nascondono infatti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87258" title="lifeisbeautiful" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/lifeisbeautiful.jpg" alt="" width="541" height="342" />&#8220;La vità è bella&#8221;: un detto che spesso sentiamo ripetere e di cui, con altrettanta frequenza, ci dimentichiamo. Per fare in modo che questa frase rimanga bene impressa, l&#8217;artista iraniano Farhad Moshiri ha voluto esporre a palazzo Grassi, a Venezia, un&#8217;installazione particolare: dietro le forme curvilinee e i colori brillanti si nascondono infatti delle vere e proprie armi: sono 1242 coltelli di diverse forme, colore e dimensione conficcati nelle mura del muro. Secondo l&#8217;artista l&#8217;opera conterrebbe in questo modo la giusta misura tra romanticismo e cinismo.<br />
Nello specifico, Moshiri fa riferimento alla pratica dadaista di creare opere d’arte a partire da oggetti di recupero, un concetto artistico poco apprezzato in Iran. Il corsivo tradizionale, inoltre, estremamente curato, non attenua la brutalità del mezzo espressivo e l’uso di oggetti quotidiani che possono diventare armi letali rivela il sarcasmo latente della dichiarazione di Moshiri, sullo sfondo di un Iran che fatica a definire che cosa “è bello” oggi.</p>
<p>via [<a href="http://www.mymodernmet.com/profiles/blogs/eye-opening-knife-typography">mymodernmet</a>]</p>
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