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	<title>Tafter &#187; Professioni</title>
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	<description>Cultura è Sviluppo</description>
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		<title>Arte: parte il progetto &#8220;Stanze del vetro&#8221; per la valorizzazione dell&#8217;arte vetraria</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 09:40:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Fondazione Giorgio Cini in collaborazione con Pentagram Stiftung – fondazione privata di diritto elvetico che ha per scopo statutario la promozione e il sostegno dell’arte e della cultura vetraria contemporanea e storica, in particolar modo quella veneziana – annuncia l’avvio de Le Stanze del Vetro, un progetto culturale pluriennale per lo studio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89026" title="sommersi" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/sommersi.jpg" alt="" width="433" height="297" />La <em>Fondazione Giorgio Cini</em> in collaborazione con <em>Pentagram Stiftung</em> – fondazione privata di diritto elvetico che ha per scopo statutario la promozione e il sostegno dell’arte e della cultura vetraria contemporanea e storica, in particolar modo quella veneziana – annuncia l’avvio de <strong>Le Stanze del Vetro</strong>, un progetto culturale pluriennale per lo studio e la valorizzazione dell’arte vetraria veneziana del Novecento. </p>
<p>A questo scopo la Fondazione Cini costituirà – all’interno del proprio Istituto di Storia dell’Arte – <strong>un apposito Centro Studi che promuoverà</strong>: a) la costituzione progressiva di un archivio generale del vetro veneziano, che possa essere messo a disposizione della comunità scientifica e favorire la valorizzazione e il rilancio dell’arte vetraria; b) la creazione di una biblioteca specializzata, all’interno della propria biblioteca di storia dell’arte; c) l’organizzazione di seminari, convegni e laboratori destinati a studiosi e artisti interessati alla storia, alle tecnologie e agli sviluppi dell’arte vetraria; d) l’istituzione di borse di studio specificamente destinate a ricercatori  interessati al tema; e) l’organizzazione periodica di mostre del vetro veneziano.</p>
<p>“Il progetto – dichiara Pasquale Gagliardi, Segretario Generale della Fondazione Cini – è coerente con la missione che lo statuto assegna alla nostra Fondazione, che è quella di <strong>contribuire a valorizzare tutte le manifestazioni della civiltà veneziana</strong>, e si inserisce nella tradizione – avviata da Gianfranco Folena con lo studio dei libretti d’opera, della scenografia teatrale, della coreosofia &#8211; di legittimare e dare piena dignità scientifica a forme d’arte sovente ritenute, a torto, ‘decorative’ e minori”. </p>
<p>Considerata la grande importanza della vetreria Venini nel panorama della produzione vetraria del XX secolo, il progetto prevede la <strong>realizzazione di una serie organica di mostre monografiche dedicate di volta in volta agli artisti e agli architetti che hanno disegnato e progettato per la Venini</strong>. Tali mostre, curate da Marino Barovier,  saranno organizzate – in tendenziale coincidenza con le Biennali Arte e Architettura – a partire dal 2012 e fino a tutto il 2021, e corredate da volumi che, nel loro insieme, costituiranno il catalogo ragionato della vetreria Venini. La prima di queste mostre sarà dedicata a Carlo Scarpa e organizzata in coincidenza con la Biennale Architettura 2012.</p>
<p>“La compilazione del catalogo ragionato – dichiara il curatore scientifico Marino Barovier &#8211; sarà possibile anche per l’eccezionale possibilità di consultare l’archivio Venini, che viene reso accessibile per la prima volta proprio in questa occasione grazie alla generosa disponibilità della Venini s.p.a. Il prezioso materiale documentario, che comprende tra l’altro disegni originali e foto storiche, consentirà di far luce sui vari aspetti e di narrare in maniera inedita, ma scientificamente corretta, un episodio importante dell’epoca d’oro del vetro veneziano del Novecento”.</p>
<p>Nell’ottica di valorizzare l’arte vetraria nel suo complesso, il progetto delle Stanze del Vetro si propone altresì di <strong>organizzare eventi ed iniziative</strong>, anche in collaborazione con le principali istituzioni cittadine e internazionali, in primo luogo la Fondazione Musei Civici Venezia, il Museo del Vetro di Murano e Università Ca’ Foscari, Venezia, dedicate sia alla promozione degli artisti contemporanei (quali Eliasson, Mertz e Richter, per citarne alcuni) che hanno utilizzato il vetro come mezzo espressivo originale e medium della propria poetica, sia alla valorizzazione e allo studio dei principali produttori e delle più importanti collezioni di vetro presenti nel panorama mondiale.   </p>
<p>L’accuratezza e il rigore delle attività svolte nell’ambito del progetto saranno garantite da un <strong>comitato scientifico</strong> che comprende – oltre a Giuseppe Pavanello, direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini e a Nico Stringa, docente di storia dell’arte contemporanea all’Università Ca’ Foscari, Venezia &#8211; noti esperti dell’arte vetraria quali Rosa Barovier Mentasti, Laura de Santillana, Marino Barovier, David Landau. </p>
<p><strong>Il centro delle attività del progetto sarà l’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia</strong>, sede della Fondazione Cini. Secondo una ripartizione che si ispira, metaforicamente, al celebre motto dell’ordine dei benedettini ora et labora, la Fondazione destinerà alle Stanze del Vetro spazi appositi e diversi alle diverse attività. Il lavoro di ricerca (ora) sarà svolto all’interno del grande complesso bibliotecario della Nuova Manica Lunga, dove saranno ricavati spazi atti ad ospitare un archivio generale del vetro veneziano e una biblioteca specializzata. Gli studiosi e gli artisti in residenza interessati a questa forma espressiva saranno accolti nel campus, contiguo alla Nuova Manica Lunga, del Centro Internazionale di Studi della Civiltà Italiana “Vittore Branca”.<br />
<strong>Le esposizioni (labora) saranno invece allestite all’interno di uno spazio progettato ad hoc</strong>, al piano terra dell’edificio situato nell’ala ovest dell’ex convitto dell’Isola di San Giorgio. Il restauro, affidato agli architetti: Annabelle Selldorf, di New York,  Fabrizio Cattaruzza e  Francesco Millosevich, di Venezia, sarà completato entro l’estate e doterà il progetto delle Stanze del Vetro di un centro espositivo specializzato di circa 650 metri quadrati che potrà ospitare, oltre alle mostre, simposi, convegni o altri eventi dedicati al vetro e all’arte vetraria.</p>
<p><em>Immagine: 1-Sommersi a bollicine; Disegno: Carlo Scarpa 1934-36; Venini &amp; C.</em></p>
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		<title>Un aiuto per trovare lavoro in ambito culturale al Sud: il caso della Sardegna</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 10:56:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lanfranconi Fabiana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Trovare lavoro, soprattutto per i giovani, è sempre più complicato, soprattutto nel Mezzogiorno. Per ovviare a questa problematica che attanaglia la società, alcune amministrazioni hanno proposto iniziative incentrate sulle politiche giovanili, bandi per sostenere le imprese e per sconfiggere l’illegalità. Questa volta vediamo il caso della Sardegna
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88988" title="masterandback" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/masterandback.jpg" alt="" width="529" height="265" />Dallo stivale alle isole, una <strong>sperimentazione di politiche giovanili e occupazionali vincenti è quella della Regione autonoma Sardegna</strong>. Stavolta si parla di alta formazione. Sembra che i vertici regionali abbiano fatto propria la consapevolezza della strategicità di un investimento in alta formazione per generare importanti ricadute economiche sul territorio, in termini di competitività e di miglioramento dei contesti produttivi. Pertanto, <strong>dal 2006 la Regione adotta una politica di crescita che fa leva proprio sulla formazione</strong> come chiave di volta per la competitività e lo sviluppo del territorio.<br />
Così, all’interno del programma operativo del fondo sociale europeo (POR-FSE Sardegna) 2007-2013, l’agenzia Regionale del lavoro, con l’obiettivo di aumentare la partecipazione alle opportunità formative lungo tutto l’arco della vita e innalzare i livelli di apprendimento e conoscenza tramite la promozione di opportunità per l’innalzamento dei livelli di istruzione e formazione della popolazione sarda,<strong> con particolare riferimento ai giovani e alle donne</strong> (Asse IV, azione i.3) tramite il <strong>programma Master and Back</strong>, valorizza il talento dei giovani sardi.</p>
<p>Si tratta di una serie di azioni dirette ad accrescerne il potenziale professionale e quindi, successivamente, occupazionale, con un’ampia offerta di borse di studio per la partecipazione a percorsi di alta formazione e tirocini, presso università e organismi nazionali e internazionali.<br />
<strong>Il sostegno all’occupazione si basa essenzialmente su due step</strong>, semplici e indispensabili: una<strong> formazione post-laurea esterna alla regione</strong>, tramite l’erogazione di finanziamenti a fondo perduto per la partecipazione e master o tirocini; <strong>un’offerta di impiego all’interno del territorio</strong>, agevolata mediante l’erogazione di contributi a imprese per l’attivazione di percorsi di rientro. Il connubio di queste due componenti, gioca un ruolo chiave nella creazione di opportunità occupazionali di elevato livello. I benefici sono tanto di breve termine, con un beneficio immediato per i giovani sardi, consentendo loro un pronto inserimento lavorativo, ma anche di lungo termine, in quanto il tessuto imprenditoriale si avvantaggia delle nuove competenze acquisite dalle professionalità garantite dalla regione, in termini di crescita, performance e competitività aziendale. Di qui l’effetto domino di ricadute positive: da un’occupazione qualificata stabile a un benessere generale dell’area interessata.</p>
<p>Per tutti i giovani sardi interessati, la regione organizza una manifestazione per la presentazione del programma. Durante la tre giorni <strong>estiva “Laboratorio delle carriere</strong>”, giovani laureati e imprese possono partecipare a laboratori tematici, seminari e incontri; sono inoltre presenti degli spazi per la presentazione di domande e offerte di lavoro e per svolgere colloqui in loco, nonché sportelli di supporto e consulenza e momenti di confronto, soprattutto durante la premiazione del <strong>concorso Best Master</strong>, rivolto ai partecipati del programma M&amp;B che hanno raggiunto traguardi degni di nota.</p>
<p><strong>Approfondimenti:<br />
</strong>Programma <a href="http://www.regione.sardegna.it/masterandback/">Master and Back<br />
</a>Leggi l&#8217;articolo sulle <a href="http://www.tafter.it/2012/01/31/opportunita-per-i-giovani-in-ambito-culturale-un-caso-concreto/">opportunità in Puglia</a></p>
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		<title>Valore Legale dei Titoli di Studio Universitari sì, ma con riserva di  Paolo Gianni </title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 11:08:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Gianni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Il valore legale delle lauree non va eliminato, ma soltanto ridimensionato. Le regole della Comunità europea già ora prevedono il riconoscimento reciproco dei titoli dei vari paesi, e l’accesso alle professioni, soltanto in presenza di precise condizioni. Si tratta di attribuire valore legale soltanto ai titoli che soddisfano queste condizioni. Di fatto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88699" title="laureato" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/laureato.jpg" alt="" width="266" height="231" />Il valore legale delle lauree non va eliminato, ma soltanto ridimensionato. Le regole della Comunità europea già ora prevedono il riconoscimento reciproco dei titoli dei vari paesi, e l’accesso alle professioni, soltanto in presenza di precise condizioni. Si tratta di attribuire valore legale soltanto ai titoli che soddisfano queste condizioni.<br />
Di fatto il valore legale della laurea dovrebbe assumere il significato di garanzia del possesso di requisiti minimi di conoscenza in un certo ambito disciplinare funzionale ad assicurare, da un lato, uguaglianza nelle possibilità di accesso alle professioni regolamentate per legge e alle posizioni dirigenziali nella Pubblica Amministrazione e, dall’altro, a garantire la qualità minima del servizio che tali professionisti forniscono ai cittadini. Non si ritiene che il mercato “da solo” possa dare adeguate garanzie di qualità nella selezione dei funzionari degli uffici pubblici. D’altra parte nel privato il problema non sussiste, in quanto le aziende private già ora sanno come operare liberamente le necessarie selezioni.<br />
I corsi di laurea dei vari atenei saranno soggetti ad una procedura di accreditamento (L. 240/2010) da parte di un organismo nazionale (ANVUR) che valuterà l’esistenza di risorse (personale e strutture) e di contenuti culturali minimi. Solo i corsi accreditati rilascerebbero un titolo avente valore legale. Questo dovrebbe però limitarsi al possesso del titolo in sé, senza estendersi al voto di laurea, che potrebbe altrimenti avvantaggiare ingiustamente gli atenei meno esigenti.<br />
Delle proposte del Governo Monti apprezziamo quindi la eliminazione del valore del voto di laurea e anche l’allargamento delle discipline richieste per accedere ai concorsi pubblici. Ci convince poco invece la proposta di attribuire alle certificazioni di qualità dell’ANVUR un peso diretto da far valere nei concorsi: la valutazione della qualità della preparazione dei candidati è meglio lasciarla al giudizio delle commissioni di concorso.</p>
<p><em>Paolo Gianni è Presidente della Commissione Sindacale del Comitato Nazionale Universitario</em></p>
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		<title>Opportunità per i giovani in ambito culturale: un caso concreto</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 10:17:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lanfranconi Fabiana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Trovare lavoro, soprattutto per i giovani, è sempre più complicato, soprattutto nel Mezzogiorno. Per ovviare a questa problematica che attanaglia la società, alcune amministrazioni hanno proposto iniziative incentrate sulle politiche giovanili, bandi per sostenere le imprese e per sconfiggere l'illegalità. Vediamone un esempio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88397" title="bollentispiriti" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/bollentispiriti.jpeg" alt="" width="285" height="374" />Si è detto di come i giovani siano l’ “Italia migliore”, il vero motore della rinascita economica e culturale. Si è detto pure di come questo valga più che mai nel mezzogiorno, un’area che offre un ventaglio di opportunità che nascono dalla ricchezza ambientale, paesaggistica e culturale endemica al territorio.<br />
Se inizialmente era <strong>il libero associazionismo a parlare della necessità di investire sulle nuove generazioni</strong>, e poche piccole realtà imprenditoriali facevano proprio il messaggio tramite iniziative individuali, meritevoli ma sporadiche, sembra ormai che la consapevolezza abbia  raggiunto anche i vertici politici, soprattutto i più lungimiranti a livello regionale, che come sappiamo è il piano fondamentale per le politiche di sviluppo locale, data la sua presa sul territorio.</p>
<p><strong>Modelli di iniziative esemplari si diffondono sempre più tra le regioni del sud Italia.</strong><br />
Qui proponiamo un’analisi dimostrativa di una sperimentazione regionale efficace, senza pretese di esaustività  rispetto ad altre politiche del mezzogiorno.<br />
Zoccolo forte dello stivale, la<strong> Puglia,</strong> tramite l’Assessorato alle Politiche Giovanili,  con<strong> l’ iniziativa “Bollenti Spiriti”</strong> stimola la  cittadinanza attiva dei giovani pugliesi, con ciò dimostrando un cambio di rotta rispetto al passato: non “sistemare” i giovani ma bensì valorizzarne le risorse.</p>
<p>Dal 2007 la regione attiva e sviluppa un insieme di interventi volti alla partecipazione dei giovani per la crescita del territorio. Le opportunità sono molteplici, e toccano tutti gli ambiti della realtà locale.</p>
<p>Fulcro del programma sono i<strong> bandi “principi attivi”</strong> miranti a finanziare iniziative giovanili attinenti la tutela e la valorizzazione del territorio (tramite progetti di turismo sostenibile e sviluppo urbano e rurale), lo sviluppo dell’economia della conoscenza e dell’innovazione, e  l’inclusione sociale, connessa ai temi della qualità della vita, della disabilità, dell’antirazzismo, delle pari opportunità, dell’accesso al lavoro e della legalità.</p>
<p>Proprio il <strong>valore della legalità è al centro dei maggiori dibattiti in tema di potenzialità di crescita del mezzogiorno</strong>. È il Rapporto Svimez (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno) 2011 a illuminare ancora una volta sull’ intreccio tra mafia ed economia: un Pil in recessione e un’industria più sofferente che nel resto del Paese sono la diretta conseguenza della morsa delle mafie che soffocano ogni iniziativa e uccidono le speranze di sviluppo. La presenza della mafia determina infatti un’adverse selection, dovuta al fatto che le risorse umane con talento tendono ad andare altrove e le imprese oneste evitano di insediarsi nei territori in cui è radicata la presenza di organizzazioni criminali, e se pure scelgono di stabilirvisi la loro crescita è più lenta e svantaggiata rispetto alle aziende colluse con la criminalità.</p>
<p>La Regione Puglia si fa portavoce dei sentimenti delle giovani generazioni, che più delle altre sentono soffocante l’ingiustizia di questa realtà e percepiscono come la promozione di cultura e diritti sia uno strumento essenziale nella contrapposizione ai fenomeni mafiosi, dedicando al tema una specifica azione: il “cantiere della legalità”, un insieme di interventi  per la diffusione tra i giovani della cultura dell’antimafia sociale.</p>
<p>Obiettivo precipuo, lo sfruttamento economico e il riuso sociale di beni sottratti alla criminalità organizzata, tramite l’affidamento della gestione a imprese e associazioni che si impegnano ad attivare spazi creativi ed eventi di formazione e discussione sulle tematiche della legalità, della memoria e dell’azione non violenta, al fine di creare un movimento giovanile che si proponga la prevenzione del crimine organizzato.</p>
<p>Con “<strong>Libera il Bene”</strong>, iniziativa realizzata in collaborazione con l’Associazione Libera (Associazione Nazionale di promozione sociale),  la Regione invita il pubblico e il privato ad interagire e collaborare nella lotta alle mafie per scopi sociali, economici e di tutela ambientale, tramite il riuso dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Tale iniziativa si sostanzia in un finanziamento agli enti locali destinatari dei beni, concesso sulla base di un bando aperto a partecipazioni pubblico-privato: Comuni e Province attraverso una procedura di evidenza pubblica, individuano preliminarmente un’ipotesi di riutilizzo del bene e un soggetto gestore, col quale poi redigono una proposta progettuale di recupero, ristrutturazione e rifunzionalizzazione dei beni confiscati.</p>
<p> Tra i vari progetti approvati il caso del <strong>MOMArt &#8211; Motore Meridiano delle Arti</strong>, non è soltanto il più famoso, ma anche il più innovativo, avendo avviato una nuova modalità di riuso sociale dei beni appartenenti alla criminalità organizzata, sequestrati ma non ancora confiscati.</p>
<p>Nato dagli spazi di un’ex discoteca (il Moma di Adelfia), i l MOMArt è il risultato di una collaborazione vincente tra il <strong>Teatro Kismet OperA e l’Associazione Libera</strong>, che ha visto crescere un hub creativo di produzione artistica del territorio, uno spazio performativo e un motore di relazioni internazionali.</p>
<p>Il caso del MOMArt è una brillante dimostrazione di come l’intraprendenza consapevole dei giovani sia capace di creare non solo concreti simboli di lotta alle mafie, ma anche opportunità di sviluppo sociale, economico e occupazionale del territorio.</p>
<p><strong>Approfondimenti:</strong><br />
<a href="http://bollentispiriti.regione.puglia.it/">http://bollentispiriti.regione.puglia.it/</a><br />
<a href="http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2684">Libera il bene</a><br />
<a href="http://www.teatrokismet.org/img/cms/materiale%20integrale%20MOMArtPDF%20per%20sito.pdf">MoMart</a></p>
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		<title>24-02-12 &#8211; Doppio workshop per videomaker ad un prezzo speciale</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 14:37:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Avete mai sognato di trasformare una Reflex in una cinepresa digitale, dando alle vostre riprese un look cinematografico? Avreste voglia di esercitarvi con due delle cineprese digitali più cool e performanti del momento: la Sony F3 e la nuovissima Canon EOS C300? Abbiamo quello che fa per voi&#8230; BluzzLab, progetto di formazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.bluzzmedia.com/web/it/lab-it?utm_source=Tafter&amp;utm_medium=Email&amp;utm_campaign=TAFTER2"><img class="alignleft size-full wp-image-87203" title="bluzzmediafinale" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/bluzzmediafinale.jpg" alt="" width="365" height="265" /></a></p>
<p>Avete mai sognato di trasformare una Reflex in una cinepresa digitale, dando alle vostre riprese un look cinematografico? Avreste voglia di esercitarvi con due delle cineprese digitali più cool e performanti del momento: la <strong>Sony F3</strong> e la nuovissima <strong>Canon EOS C300</strong>? Abbiamo quello che fa per voi&#8230;</p>
<p><a href="http://www.bluzzmedia.com/web/it/lab-it?utm_source=Tafter&amp;utm_medium=Email&amp;utm_content=LAB&amp;utm_campaign=TAFTER2">BluzzLab</a>, progetto di formazione audiovisual di<em> BluzzMedia</em>, nasce con lo scopo di insegnare eccellenza a professionisti dell&#8217;immagine che vogliono imparare dai migliori. Il nostro calendario <strong>workshop “Masters Series 2012”</strong> aprirà con due workshop che intendono tracciare un percorso di formazione per aspiranti videomaker. I due eventi sono organizzati in collaborazione con <a href="http://www.adcom.it/">Adcom</a> di Bologna, leader in Italia nella distribuzione e vendita di prodotti audiovisivi.<br />
Il “Master” per questi due eventi è <a href="http://www.filippochiesa.eu/">Filippo Chiesa</a>, uno dei Digital Expert più affermati in Italia e I.C.E. Sony.</p>
<p>Per chi vuole intraprendere il percorso completo, abbiamo formulato <strong>un&#8217;offerta speciale</strong> per partecipare ad entrambi gli workshop a un <strong>prezzo eccezionale di 550€, con uno sconto del 20%</strong>.<br />
Per avere tutte le info cliccate <a href="http://www.bluzzmedia.com/web/it/lab-it?utm_source=Tafter&amp;utm_medium=Email&amp;utm_content=OFFER&amp;utm_campaign=TAFTER2#Offerta">qui</a>, seguite le istruzioni per iscrivervi  e selezionate &#8220;Offerta Speciale&#8221; nel pop-up di iscrizione!</p>
<p>Per chi invece vuole iscriversi solo a uno dei due workshop, trovate qui di seguito tutte le informazioni e i link per la pagina d’iscrizione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a href="http://www.bluzzmedia.com/web/it/lab-it?utm_source=Tafter&amp;utm_medium=Email&amp;utm_content=LAB&amp;utm_campaign=TAFTER2">Workshop Video con HDLSR  &#8211; 4 e 5 febbraio</a></strong></p>
<p>Le <strong>HDSLR</strong> hanno cambiato il mondo dei videomaker portando con la loro rivoluzione tecnologica un nuovo modo di lavorare.<strong> Filippo Chiesa</strong>, affermato Digital Expert, insegnerà i segreti delle “Digital Reflex”, partendo da una spiegazione tecnica per arrivare alla condivisione dei veri e propri segreti del lavoro sul set. L’evento si rivolge a professionisti dell’immagine alla ricerca di un approfondimento definitivo sul mestiere del videomaker contemporaneo. Da non perdere.</p>
<p><strong><a href="http://www.bluzzmedia.com/web/it/lab-it?utm_source=Tafter&amp;utm_medium=Email&amp;utm_content=LAB&amp;utm_campaign=TAFTER2">Workshop VideoPro con SONY F3 e CANON C300 - 25 e 26 febbraio</a></strong></p>
<p>Una caratteristica ha sempre differenziato le cineprese dalle videocamere: la dimensione della pellicola Super35 paragonata a quella del sensore digitale, una delle componenti fondamentali per la qualità di definizione, latitudine di posa e profondità di campo dell&#8217;immagine. Dopo prodotti al top di gamma, il 2011 ha visto la nascita delle prime cineprese digitali di fascia media con sensore Super35. <strong>Sony</strong> è uscita con la <strong>PMW-F3</strong>, mentre <strong>Canon</strong> uscirà a breve con la <strong>EOS C300</strong>.</p>
<p>Il workshop, novità assoluta  a livello italiano, vuole indagare a fondo le potenzialità di entrambe le camere, per mostrare all&#8217;utente il modo migliore di usarle a seconda delle esigenze di ogni singolo lavoro. È il format definitivo per chi vuole approdare ad un prodotto professionale nel campo della cinematografia e degli spot televisivi.</p>
<p><em></em>Consulta il <a href="http://www.bluzzmedia.com/web/it/lab-it?utm_source=Tafter&amp;utm_medium=Email&amp;utm_content=LAB&amp;utm_campaign=TAFTER2">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Bluzzmedia s.a.s<br />
Viale XX Settembre 177 Carrara (MS)<br />
Tel: 0585 50017<br />
<a href="mailto:bluzzmedia@hotmail.com">bluzzmedia@hotmail.com</a></p>
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		<title>Le novità editoriali di gennaio 2012</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/25/le-novita-editoriali-di-gennaio-2012/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 12:09:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità editoriali]]></category>
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		<description><![CDATA[Consulta le novità editoriali di gennaio 2012 delle principali case editrici italiane che trattano di argomenti relativi all’economia della cultura: arte; industria culturale, industria dello spettacolo; turismo; marketing e sviluppo territoriale; project management e politiche culturali; editoria e comunicazione; architettura, urbanistica e territorio; legislazione nel settore dei beni culturali; nuovi media e nuove tecnologie e tanto altro… ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87893" title="artecanonizzazioni" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/artecanonizzazioni1.jpg" alt="" width="148" height="188" />L&#8217;ARTE PER LE CANONIZZAZIONI<br />
Vittorio Casale (a cura di)<br />
pp. 312<br />
Allemandi, € 35,00<br />
ISBN: 978-88-422-1969-9</p>
<p>L’attività artistica intorno alle canonizzazioni e alle beatificazioni nel Seicento<br />
Nel Seicento le beatificazioni, le canonizzazioni e le feste successive dettero luogo a una produzione artistica molto varia e ampia che viene ora riconosciuta. Si produssero incisioni, dipinti, sculture, edifici, anche di grande rilievo, fra i quali citiamo la cappella della beata Ludovica Albertoni con i capolavori di Baciccio e Bernini e le chiese romane di Sant’Ignazio e di Sant’Isidoro. Il parterre degli artisti include nomi come Guercino, Bernini, Borromini, Annibale e Ludovico Carracci, Baciccio, Lanfranco, Maratti, Murillo, Reni, Rubens, Saraceni, Domenichino, Zurbarán e altri. Le quantità sono impressionanti: per la canonizzazione del 1671 furono impegnati circa dodici artisti, per circa 115 quadri originali e 50 copie. Nessuna commissione artistica del secolo raggiunse un simile plafond.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87875" title="untitled" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/torinoguardailmare.jpg" alt="" width="140" height="169" />TORINO CHE GUARDA IL MARE<br />
Luigi Mainolfi<br />
Riccardo Passoni (a cura di)<br />
pp. 104<br />
Allemandi, € 35,00<br />
ISBN: 978-88-422-2099-2</p>
<p>Una grande installazione costituita da oltre 200 ritratti scultorei realizzati da Luigi Mainolfi. Ecco “Torino che guarda il mare”, opera “in progress”, a cui è stata recentemente dedicata una mostra a Palazzo Madama di Torino che è un omaggio a Torino e ai tanti personaggi, esponenti del mondo della cultura, nell’imprenditoria, della politica, della società civile, che la rendono una città unica. Con i ritratti, tra gli altri di Sergio Chiamparino, Bruno Gambarotta, Piero Gilardi, Fiorenzo Alfieri, Patrizia Sandretto, Evelina Cristillin, Luciana Litizzetto, Danilo Eccher, Ida Gianelli, Gianni Vattimo.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87876" title="" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/scopertapatrimonio.jpg" alt="" width="136" height="186" />ALLA SCOPERTA DI UN PATRIMONIO<br />
Langhe, Monferrato e Roero<br />
Sergio Conti (a cura di)<br />
pp. 208<br />
Allemandi, € 35,00<br />
ISBN: 978-88-422-2049-7</p>
<p>Il volume raccoglie oltre trenta testi inediti di altrettanti studiosi dedicati alla storia e al paesaggio delle Langhe, del Roero, del Monferrato. Illustrato con fotografie d&#8217;epoca e contemporanee, il volume completa la trilogia dedicata al paesaggio del Piemonte meridionale in funzione della candidatura UNESCO: i volumi già pubblicati sono «Il nostro Patrimonio» (il paesaggio raccontato dai bambini attraverso i loro disegni e racconti) e «Langhe Monferrato Roero» (il paesaggio raccontato dai grandi scrittori piemontesi). «Quelle di questo libro sono pagine scritte camminando, e per questo capaci di farci conoscere la nostra geografia, regalarci parole ed emozioni che ci aiutino a ricordare il passato e immaginare l’avvenire perché, spesso, i sentimenti e i valori di un luogo si incontrano e si raccolgono andando per strada.<br />
<em>Dall&#8217;introduzione del professor Sergio Conti, curatore del volume. </em></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87877" title="professioniliberta" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/professioniliberta.jpg" alt="" width="121" height="150" />PROFESSIONI E LIBERTA&#8217;<br />
Talcott Parsons<br />
pp. 128 pagine<br />
Armando, € 10.00<br />
ISBN:978-6081-956-7</p>
<p>Il tema della natura e del ruolo delle professioni intellettuali è stato al centro degli interessi di ricerca di Parsons sin dagli anni Trenta. Il saggio del 1939 Professioni e struttura sociale, qui pubblicato in una nuova traduzione, offre la prima sistematica articolazione di questa “teoria delle professioni” che Parsons avrebbe precisato e perfezionato nel corso dei decenni successivi, influenzando in modo duraturo lo sviluppo stesso della “sociologia delle professioni” come branca specializzata della disciplina.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87878" title="futurismo" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/futurismo.jpg" alt="" width="113" height="174" />FUTURISMO PER LA NUOVA UMANITA&#8217;<br />
Dopo Marinetti: arte, società, tecnologia<br />
Roberto Guerra<br />
pp. 96 pagine<br />
Armando, € 10.00<br />
ISBN:97888-6677-002-2</p>
<p>La storia del futurismo post 1944, dopo la scomparsa di Marinetti, fino ad oggi e in progress: l’autore di questo volume, con originale prospettiva letteraria e particolare rigore empirico, fornisce delle interessanti argomentazioni sulla più grande avanguardia italiana Una revisione sull’essenza tecnologica e futurologica del Futurismo storico, guardando agli studi di sociologi e futuribili quali McLuhan e De Kerckhove, e alle osservazioni sulla dis-continuità aggiornata del Futurismo nel secondo Novecento e inizio Duemila.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87879" title="operaduesoldi" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/operaduesoldi.jpg" alt="" width="116" height="192" />L&#8217;OPERA ITALIANA DA DUE SOLDI<br />
Regnava Berlusconi<br />
Franco Cordero<br />
pp.301<br />
Bollati Boringhieri € 17,00<br />
EAN: 9788833922874</p>
<p>La commedia italiana spesso disgusta ma non annoia mai». Non è un caso che Franco Cordero ricorra alla metafora teatrale per qualificare una storia durata diciassette anni e nove mesi. Molti, per un successo in cartellone. Forse non sarebbero stati così tanti se il mediocre brogliaccio rappresentato, a metà tra epica grottesca e opera buffa, non avesse attinto a piene mani a un repertorio italiano sempreverde: ordinario malaffare, quarto e quinto potere infeudati, millanteria priapesca da strapaese, compiacenza di famigli promiscui, servitù volontaria di politici al soldo, giustizia acconciata su misura, parodia dello spirito pubblico. Più antico, sotto un certo profilo, della figura che lo incarna, il berlusconismo va compreso attraverso le sue maschere precedenti, ma lo è pienamente solo grazie allo sguardo penetrante che non si lascia trarre in inganno dai plateali colpi di scena, dal tramestio delle comparse, dai fondali di cartapesta. Troppo stanchi o esasperati, dubitiamo di essere capaci di una simile acutezza di visione. A Cordero invece riesce naturale. Andare con lui a teatro – all’eterno teatro di casa nostra – è un&#8217;emozione della conoscenza, una delle poche che ci riserva la tragicommedia della quale credevamo di sapere quasi tutto.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87880" title="Laureano - Giardini di pietra cop. OK" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/gioardinidipietra.jpg" alt="" width="153" height="194" />GIARDINI DI PIETRA<br />
I Sassi di Matera e la civiltà mediterranea<br />
Pietro Laureano<br />
pp.207<br />
Bollati Boringhieri, €42,00<br />
EAN: 9788833922935</p>
<p>L’arida Matera, la favolosa Petra, Sana’a, la capitale delle Mille e una notte, sono<br />
tutte «città di pietra» che hanno attraversato i secoli con alterne fortune. Nel caso dei Sassi grotte naturali, architetture sotterranee, cisterne, masserie, chiese e palazzi, si succedono e coesistono, scavati o costruiti nel tufo delle Gravine.<br />
Insediamenti così diversi si armonizzano nel comune intento di sfruttare al meglio diffi cili condizioni geografi che. Purtroppo l’impatto della modernità con un ecosistema così delicato è stato distruttivo: Matera è stata per anni una «vergogna nazionale», simbolo dell’arretratezza meridionale. Solo il mutato clima culturale, di cui quest’opera è una testimonianza essenziale, ha permesso l’avvio di un processo di recupero e valorizzazione. L’iscrizione nel Patrimonio mondiale dell’UNESCO ha così suggellato, come scrive Laureano, la «fine della vergogna».</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87882" title="antropologiaimmagini" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/antropologiaimmagini.jpg" alt="" width="117" height="146" />ANTROPOLOGIA DELLE IMMAGINI<br />
Hans Belting<br />
pp. 241<br />
Carocci, € 32,00<br />
EAN: 9788843060917</p>
<p>Applicandosi a un repertorio quanto mai vasto &#8211; dai culti funerari dell&#8217;Antico Oriente alla fotografia e alle realtà virtuali dei media -, Hans Belting prosegue la sua riflessione su una storia dell&#8217;immagine che sia in grado di emanciparsi dalle coordinate della storia dell&#8217;arte. Nel seguire il delinearsi della storia culturale del corpo e parallelamente della percezione dell&#8217;attività corporea, Belting offre così al lettore il primo vero approccio antropologico allo studio diacronico dell&#8217;immagine.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87883" title="modernitaitaliana" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/modernitaitaliana.jpg" alt="" width="121" height="169" />MODERNITA&#8217; ITALIANA<br />
Andrea Afribo, Emanuele Zinato (a cura di)<br />
Cultura, lingua e letteratura dagli anni settanta a oggi<br />
PP. 328<br />
CAROCCI, € 27,00<br />
ISBN 9788843061495</p>
<p>Il volume analizza da diverse angolature disciplinari alcuni dei più rilevanti fenomeni culturali della storia italiana recente, a partire dalla famigerata &#8220;mutazione antropologica&#8221; degli anni settanta fino ai nostri &#8220;anni Zero&#8221;. I sei autori, intrecciando analisi dei temi, dei contesti socio-culturali e delle forme, rispondono in altrettanti capitoli alle seguenti domande. Come cambia e com’è cambiata la lingua degli italiani? Quale pensiero filosofico dopo il Sessantotto? Ai tempi dell’audience e del marketing è ancora possibile un dialogo tra editoria e critica? E il romanzo e la poesia (la canzone), dopo la grande stagione del Novecento &#8220;aureo&#8221;, sono solo merce di scarto, racconti d’appendice, relitti di storia postuma o postmoderna? Oppure ancora pretendono di essere, senza veli nostalgici o complessi d’inferiorità, lo specchio critico di una nuova storia e di un nuovo mondo?</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87881" title="cittacultura" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/cittacultura.jpg" alt="" width="125" height="166" />CITTA&#8217; E CULTURA<br />
Silvia Crivello<br />
pp. 122<br />
Carocci, € 10,50<br />
ISBN 9788843062638</p>
<p>La vita quotidiana in città, per molti versi, costituisce un’esperienza culturale. Lavorare, consumare, divertirsi e, in generale, vivere in ambiente urbano implica immergersi in uno spazio popolato da simboli, conoscenze, pratiche sociali.  Attraverso una disamina dei meccanismi di funzionamento degli spazi della produzione, del consumo e della costruzione della cosiddetta &#8220;città creativa&#8221;, il testo affronta un interrogativo tanto ampio quanto centrale nelle strategie di sviluppo dell’attuale scenario dell’&#8221;economia della conoscenza&#8221;: come si struttura la relazione fra lo spazio urbano e le pratiche sociali collegate all’economia e alla cultura?</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87884" title="deandre" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/deandre.jpg" alt="" width="122" height="176" />FABRIZIO DE ANDRE&#8217;<br />
Cantastorie fra parole e musica<br />
Claudio Cosi, Federica Ivaldi<br />
pp. 216<br />
Carocci, € 18,50<br />
ISBN 9788843056002</p>
<p>Concepito e scritto da una doppia prospettiva critica – letteraria e musicologica – il volume indaga la duplice natura della creazione e dell’arte di Fabrizio De André, abile regista capace di fondere e amalgamare non solo le parole e la musica con la sua voce inconfondibile, ma anche il contributo dei collaboratori, l’ispirazione letteraria e l’eco della storia con l’originalità dei suoi messaggi. Dopo aver esaminato il metodo di lavoro e la natura del mestiere di De André, la poetica e i temi prediletti, gli autori ne ripercorrono l’intera carriera, album dopo album, e ne analizzano le canzoni più significative ed emblematiche, mostrando la stretta interazione fra testo verbale e musica nel veicolare il messaggio.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87885" title="strumentimusicali" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/strumentimusicali.jpg" alt="" width="128" height="185" />GLI STRUMENTI MUSICALI<br />
Fabrizio Della Seta<br />
pp. 176<br />
Carocci, € 16,00<br />
ISBN 9788843062430</p>
<p>Terzo pannello di un trittico che comprende il Breve lessico musicale (1a rist. 2011) e Le parole del teatro musicale (2010), il volume introduce all’affascinante mondo degli strumenti musicali, prodotti di straordinaria ingegnosità tecnologica presenti nella cultura umana fin dal Paleolitico e che costituiscono una parte essenziale della storia della musica. Sono illustrati la nomenclatura, la classificazione, il funzionamento della maggior parte degli strumenti in uso nella tradizione colta occidentale e nella popular music, ma anche quelli del mondo antico, della musica folclorica e delle tradizioni extraeuropee che, per ragioni diverse, possono interessare il lettore italiano. Sono stati presi in considerazione gli sviluppi legati alle tecnologie elettroniche e informatiche e viene spiegato il significato di termini che designano componenti degli strumenti, classificazioni scientifiche ed empiriche, complessi strumentali.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87886" title="restauro" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/restauro.jpg" alt="" width="130" height="179" />RESTAURO<br />
Verum factum dell&#8217;architettura italiana<br />
Biblioteca di architettura, urbanistica e design<br />
Renato De Fusco<br />
pp. 160<br />
Carocci, € 18,00<br />
ISBN 9788843062812</p>
<p>L’espressione verum factum nel sottotitolo richiama la formula utilizzata da Giambattista Vico per esprimere il principio secondo il quale l’uomo può conoscere solo ciò che egli stesso ha fatto; di conseguenza, poiché nel nostro paese si trova il più ampio patrimonio di beni culturali del mondo, noi italiani dovremmo essere i più esperti nel campo del restauro e lasciare agli altri il compito di innovare. Per conservare, però, specie le opere d’architettura, è inevitabile introdurre conoscenze e metodologie aggiornate: ecco allora che il restauro dell’antico comporta la progettazione del nuovo. Nel volume si sostiene questa tesi, si riferisce delle varie concezioni del restauro, se ne fornisce un sintetico excursus storico, si riporta il dibattito sui centri antichi che resta il maggiore contributo italiano alla storia e alla critica dell’architettura moderna.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87887" title="cittagiusta" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/cittagiusta.jpg" alt="" width="155" height="205" />LA CITTA&#8217; GIUSTA<br />
Idee di piano e atteggiamenti etici<br />
Ugo Ischia<br />
pp. XVIII-160<br />
Donzelli, € 28,00<br />
ISBN: 9788860366399</p>
<p>Fra urbanistica e politica si colloca lo spazio dell’etica. Da qui Ugo Ischia muove per una riflessione sulla città giusta, con uno sguardo rivolto al pensiero urbanistico italiano fra gli anni cinquanta e settanta: dal dopoguerra all’epoca del conflitto sociale. Il testo di Ischia anticipa di molti anni i dibattiti odierni sulla città e la giustizia urbana: a partire dal titolo, che si è voluto mantenere quale deciso dall’autore nel 1996. A tutt’oggi, il libro rappresenta una voce originale nel panorama teorico disciplinare italiano e internazionale nell’affrontare il problema della costruzione della città, affidando al piano la responsabilità della costituzione del giusto. Entro questa angolazione, la legittimità dello strumento di pianificazione e delle pratiche che ne derivano rimanda ai processi di democrazia che stabiliscono il passaggio da un’etica dei valori a un’etica procedurale. La città giusta viene pensato e scritto fra il 1985 e il 1996; porta con sé tracce delle assidue conversazioni con Bernardo Secchi e della lettura dei testi di Giulio Preti. Non può essere tuttavia disgiunto da quanto accadde e da quanto vissuto dall’autore negli anni settanta; anni che imponevano, come nel dopoguerra, una presa di posizione nei confronti della politica e della società.<br />
Il testo di Ugo Ischia – accompagnato dagli scritti di Bernardo Secchi, Monica Bianchettin Del Grano e Kaveh Rashidzadeh – è un atto di impegno civile, una risposta implicita alle domande di quel periodo, una riflessione sull’importanza del piano e del progetto quale strumento che riordina i conflitti a un livello diverso, in un momento in cui l’urbanistica perdeva autorevolezza nel confronto politico.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87888" title="cittatrapassatoefuturo" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/cittatrapassatoefuturo.jpg" alt="" width="134" height="190" />CITTA&#8217; TRA PASSATO E FUTURO<br />
Claudio Saragosa<br />
pp. 250<br />
Donzelli, € 34,00<br />
EAN: 9788860366719</p>
<p>La realtà urbana e la sua evoluzione, la perdita e il tentativo di recupero delle qualità della città tradizionale. Un percorso eccentrico nella storia dell’urbanistica, capace di aprire a un nuovo modello di città, uno spazio urbano denso e integrato, aperto alla vita. Che cos’è la città? Che cosa è stata nella storia? Cosa è diventata nel XX secolo e, sopratutto, cosa potrà essere nel futuro? “Spazio” ed “ecologia” sono le due parole chiave attraverso cui Claudio Saragosa tenta di risponde re a queste domande, disegnando una mappa, tutt’altro che scontata, degli obiettivi che l’urbanistica storicamente ha perseguito e dei modelli che si è data. Percorrere questo viaggio significa far emergere le qualità della città tradizionale, ma al tempo stesso analizzare le ragioni che, specialmente nel secolo passato, hanno contribuito a demolirne il modello, per arrivare infine a descrivere i nuovi approcci progettuali attraverso i quali si sta tentando di ricostituire le qualità alle quali la città tradizionale ci aveva abituato e che sembra vano invece essere irrimediabilmente andate perdute. L’autore non si limita tuttavia ad un’analisi retroattiva, ma utilizza la traiettoria eccentrica del panorama storico da lui tracciato, per aprire ad una proposta concreta, una possibile via di fuga, delineando alcuni metodi utili a ricomporre una disciplina che abbia come obiettivo la ricostruzione di uno spazio urbano denso. Il risultato è un’idea integrata di città, Biopoli: un modello non utopico, ma concreto &#8211; puntellato da un riferimento a metodi e tendenze specifiche dell’urbanistica contemporanea-, di spazio urbano capace di avere come proprio centro la vita.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87889" title="ohmiapatria" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/ohmiapatria.jpg" alt="" width="145" height="180" />OH MIA PATRIA<br />
Vanni Pierini<br />
Introduzione di: Raffaele Manica<br />
Prefazione di: Tullio De Mauro<br />
pp. 2.432<br />
Ediesse, € 60.00<br />
ISBN: 88-230-1562-3</p>
<p>L’antologia rilegge oltre due secoli di storia patria, ordinando i brani di ogni capitolo in tre sezioni tematiche: Il racconto della storia; La questione sociale e il mondo del lavoro; Lo spirito del tempo. Organizzata in tre volumi (Nascita di una nazione; L’Italia règia; L’Italia repubblicana), si sviluppa per circa 2500 pagine e comprende più di 1000 brani. L’opera si avvale della prefazione generale di Tullio De Mauro e dell’introduzione di Raffaele Manica.<br />
Ciascun volume contiene, oltre ai testi: le introduzioni ai singoli capitoli; una dettagliata cronologia per consentire al lettore di cogliere facilmente tutti i riferimenti storici presenti nei brani; le note ai testi; le notizie biografiche su ciascuno degli autori antologizzati; l’elenco delle fonti bibliografiche utilizzate.<br />
Sono stati raccolti e messi in ‘comunicazione’ tra di loro testi letterari e poetici, versi per musica operistica, canti e inni politici e militari, canzoni popolari (folk, d’autore e pop). Anche per la scelta dei poeti e degli interpreti di canzoni non ci si è limitati a seguire la gerarchia dei ‘valori consolidati’, ma si sono esplorate anche le opere di autori nuovi e nuovissimi, o di quelli ingiustamente dimenticati.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87890" title="darkeconomy" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/darkeconomy.jpg" alt="" width="121" height="171" />DARK ECONOMY<br />
La mafia dei veleni<br />
Fontana Enrico, Cianciullo Antonio<br />
pp. 250<br />
Einaudi, € 18,00<br />
EAN: 9788806204310</p>
<p>Sono anni che si è cominciato a discutere di ecomafie (un termine che è stato coniato proprio da Enrico Fontana, uno degli autori del libro), ed è di stretta attualità lo scandalo dell&#8217;immondizia in Campania. Se per l&#8217;opinione pubblica comincia a essere un dato acquisito che i rifiuti siano un business troppo spesso inquinato dalla criminalità organizzata, quello che a molti sfugge è il quadro generale, la cornice globale delle ecomafie. Fontana e Cianciullo, da molti anni impegnati a studiare il fenomeno, raccontano i traffici di armi e rifiuti, le trame internazionali di camorra e n&#8217;drangheta, le storie esemplari e spesso tragiche di chi ha indagato o ha cercato di opporsi.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87891" title="lunghiannisessanta" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/lunghiannisessanta.jpg" alt="" width="122" height="183" />I LUNGHI ANNI SESSANTA<br />
Movimenti sociali e cultura politica negli Stati Uniti<br />
Bruno Cartosio<br />
pp. 400<br />
Feltrinelli, € 25,00<br />
EAN 9788807111174</p>
<p>Nel 2009 Barack Obama è diventato il primo presidente afroamericano degli Stati Uniti. La sua elezione ha segnato una svolta epocale nella storia americana, le cui radici si possono rintracciare nelle lotte e rivendicazioni dei movimenti sociali che negli anni sessanta hanno combattuto contro la segregazione razziale e per i diritti civili. Questa era solo una delle battaglie di verità dell&#8217;epoca. Lotte di liberazione contro condizioni sociali, culturali e politiche oppressive furono anche quella contro la guerra in Vietnam e contro la discriminazione sessuale. Quel passato in cui ci si divideva su questioni di razza, sesso e guerra torna ora di attualità e la &#8220;memoria divisa&#8221; di quegli anni, quando si contrapposero culture e visioni del mondo differenti, è materia di nuova riflessione. Nei &#8220;lunghi&#8221; anni sessanta, che iniziano già nelle lotte antisegregazioniste dei neri del Sud negli anni cinquanta e si protraggono nei settanta con il movimento di massa delle donne, si assisté a uno straordinario mutamento culturale e dei costumi. La trasformazione non si può ridurre alla sola controcultura, che ebbe il suo apice a Woodstock nel 1969, e non riguardò soltanto i giovani, coinvolse invece l&#8217;intera società. Sul senso di quegli anni, sui quali la storiografia si era a sua volta divisa nel giudicare le responsabilità del potere e i suoi contestatori, si interroga oggi Bruno Cartosio, ripercorrendone miti e realtà, cultura e politica, la fondamentale spinta liberatoria.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87895" title="formareconilcinema" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/formareconilcinema.jpg" alt="" width="121" height="178" />FORMARE CON IL CINEMA<br />
Questioni di teoria e di metodo<br />
Sergio Di Giorgi, Dario Forti<br />
pp. 320<br />
Franco Angeli, € 36,00<br />
ISBN: 9788856845303</p>
<p>C&#8217;è stato un tempo in cui, quando nelle aule di formazione si parlava di cinema, ci si riferiva a video didattici istruttivi ma poco coinvolgenti o, quando ce n&#8217;era il tempo, a proiezioni di film a fini di intrattenimento (il più delle volte per alleviare le lunghe e noiose serate dei corsi residenziali). Poi, verso la fine degli anni &#8217;70, alcuni formatori hanno iniziato a scoprire e sperimentare nuovi utilizzi del cinema e del linguaggio cinematografico. Da allora la comunità professionale dei formatori ha registrato una diffusione crescente di metodologie e pratiche che del mezzo filmico hanno saputo valorizzare le grandi potenzialità espressive e di attivazione dei processi di apprendimento.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87896" title="design2029" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/design2029.jpg" alt="" width="127" height="183" />DESIGN 2029<br />
Ipotesi per il prossimo futuro<br />
Renato De Fusco<br />
pp. 136<br />
Franco Angeli, € 19,00<br />
ISBN: 9788856845525</p>
<p>Ottimistica e scaramantica previsione dell&#8217;autore di vivere fino a 100 anni, donde le ipotesi di quanto avverrà da ora fino al 2029.<br />
I principali argomenti trattati sono: il design e la storia/la questione dei valori/la natura del design/conformazione e rappresentazione/artistico ed estetico/una nuova tassonomia/il tipo-ideale.<br />
Le principali previsioni sono: il minimalismo; il design come mass-medium; andatura a tutto kitsch; il digitale salvatutto; l&#8217;usa-e-getta; gli inventori vs gli stilisti: l&#8217;ipotesi del grottesco; Il brutto fa storia dell&#8217;arte; la dematerializzazione; che cosa si venderà; la vendita orientata sul consumo; l&#8217;orientamento critico delle vendite, progetti delle Associazioni per il disegno industriale, segnatamente quelli dell&#8217;ADI.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87898" title="sperimentazioni" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/sperimentazioni.jpg" alt="" width="124" height="181" />LA SPERIMENTAZIONE NEI PROCESSI DI PRODUZIONE TEATRALE<br />
Alfonso Malaguti, Monica Calcagno<br />
pp. 240<br />
Franco Angeli, € 25,00<br />
ISBN: 9788856847116</p>
<p>Il libro propone uno studio sul teatro di ricerca, un oggetto parimenti complesso e ambizioso. La varietà delle esperienze, la lontananza, supposta o reale, dal grande pubblico, una certa patina di snobismo, anch&#8217;essa supposta o reale, legata ad un&#8217;idea di arte per pochi rendono l&#8217;indagine sul teatro di ricerca rischiosa, &#8220;faticosa&#8221;. Il testo al contrario intende dimostrare come il teatro di ricerca abbia un rapporto osmotico, una costante interazione continua, con la società odierna, così che la selezione e la trasmissione di idee innovative alimentano tanto i processi di produzione della conoscenza quanto lo stesso sviluppo del sistema economico-sociale.<br />
Il libro si apre provocatoriamente con tre saggi molto diversi, così come sono diverse le prospettive sul significato di &#8220;ricerca&#8221; e &#8220;innovazione&#8221;.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87899" title="periurbano" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/periurbano.jpg" alt="" width="145" height="190" />IL PERIURBANO: CRESCERE INTORNO ALLA CITTA&#8217;<br />
Strumenti e metodi di governo per valorizzare i benefici e limitare gli effetti negativi del periurbano<br />
Maria Rita Schirru<br />
pp. 208<br />
Gangemi, € 25,00<br />
ISBN10: 8849223129 88-492-2312-9</p>
<p>Il tema della crescita “intorno” alla città, altrove dibattuto già a partire dal dopoguerra come una delle componenti primarie dei processi di sviluppo urbano, in Italia è divenuto argomento centrale del dibattito architettonico e urbanistico a partire dagli anni Ottanta, con l‘esplosione delle contraddizioni emerse con la crescita della città illegale, che ha reso non più differibile la presa di coscienza sulla necessità di ricucire le diverse parti della città, altrimenti disomogeneamente contrapposte. Il problema della “convivenza” tra città compatta e città diffusa (legittima o spontanea) è alla base del testo e pone interrogativi che vanno oltre il campo disciplinare dell&#8217;urbanistica, fino ad investire aspetti più propriamente legati alle politiche economico finanziarie del governo del territorio.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87900" title="castelli" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/castelli.jpg" alt="" width="145" height="173" />CASTELLI. IL PIANO DI TUTELA DELL&#8217;IMMAGINE<br />
I colori del costruito storico nel paesaggio<br />
Massimiliano Salimei, Berta Miranda Taraschi, Marcella Morlacchi<br />
pp. 112<br />
Gangemi, € 30.00<br />
ISBN10: 8849222734 88-492-2273-4</p>
<p>Il Piano di Tutela dell&#8217;Immagine &#8211; intesa quale risultante del colore dei muri degli edifici e del decoro urbano dell&#8217;ambiente cittadino &#8211; realizzato per il comune di Castelli, è la sintesi del Piano del Colore e del Piano dell&#8217;Arredo Urbano. Esso si basa quindi sulla Tavolozza dei Colori, sui Piani di Settore, e sulla Normativa di attuazione, strumenti tecnico-estetici di riferimento per l&#8217;Amministrazione Comunale, atti a tutelare il futuro del bene cromatico del patrimonio storico architettonico e paesaggistico del Centro storico del Comune di Castelli. Esso si propone quale progetto pilota e modello operativo, valido per la salvaguardia e la valorizzazione dei Centri Storici dei borghi e dei paesi del territorio nazionale, e in particolare per i luoghi terremotati dei Centri Storici dell&#8217;Abruzzo che, al momento della ricostruzione, mantenendo intatta la bellezza del paesaggio, potranno recuperare, insieme al cromatismo dei muri antichi, la memoria preziosa del loro passato.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87902" title="disimparare" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/disimparare.jpg" alt="" width="134" height="185" />DISIMPARARE L&#8217;ARTE<br />
Manuale di antididattica<br />
Serena Giordano<br />
pp. 228<br />
Il Mulino, € 15,00<br />
ISBN: 978-88-15-23463-6</p>
<p>Perché di fronte alle «immortali» opere d’arte del passato il pubblico comune nutre sentimenti di deferenza? E perché gli «incomprensibili» capolavori contemporanei suscitano invece diffidenza? Dalla prima infanzia all’età adulta, lo spettatore si sente sempre giudicato dall’arte: a partire dalla scuola, che utilizza l’espressione creativa come indicatore dello sviluppo cognitivo o persino morale del bambino, per giungere al museo, in cui bambini e adulti sono spesso vittime di un’ossessione per l’assistenza e la cura. Ricercando le cause del difficile rapporto tra pubblico e prodotto artistico, l’autrice discute le tendenze più in voga nella didattica dell’arte e suggerisce una via alternativa alla pedagogia corrente, che avvilisce spesso la voglia di informarsi, di sapere e, perché no, di fare arte.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87903" title="feticci" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/feticci.jpg" alt="" width="137" height="190" />FETICCI<br />
Letteratura, cinema, arti visive<br />
Massimo Fusillo<br />
pp. 224<br />
Il Mulino, € 20,00<br />
ISBN: 978-88-15-23449-0</p>
<p>Investire gli oggetti materiali di valori simbolici ed emotivi, trasformandoli in feticci, è un fenomeno antico diventato cruciale nella nostra epoca in cui gli oggetti sono interlocutori privilegiati delle emozioni, quasi parti del nostro corpo. Rispetto alle sue origini antropologiche e psicanalitiche, lo stesso concetto di feticismo sta perdendo le connotazioni negative di inautenticità. Illustrando il nesso privilegiato che esiste tra feticismo e creatività artistica, l’autore esplora la storia e la tipologia dell’oggetto feticcio (dal manto di Giasone ai piatti dipinti del romanzo proustiano, alla palla da baseball di DeLillo), fra letteratura, cinema, arte contemporanea.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87905" title="abolire" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/abolire.jpg" alt="" width="125" height="168" />ABOLIRE LA PROPRIETA&#8217; INTELLETTUALE<br />
Michele Boldrin, David K. Levine<br />
pp. 248<br />
Laterza, € 18,00<br />
ISBN:  9788842098218</p>
<p>Copyright e brevetti costituiscono un male inutile perché non generano maggiore innovazione ma solo ostacoli alla diffusione di nuove idee.<br />
Negli anni a venire la crescita economica dipenderà, sempre più, dalla nostra capacità di ridurre – e finalmente eliminare – il monopolio intellettuale, liberando la creatività diffusa che esso oggi opprime. Come nella battaglia per il libero commercio, il primo passo deve consistere nella distruzione delle fondamenta teoriche della posizione mercantilista la quale sostiene che, senza il monopolio intellettuale, l&#8217;innovazione sarebbe impossibile. È vero il contrario.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87906" title="odiroma" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/odiroma.jpg" alt="" width="128" height="186" />L&#8217;O DI ROMA<br />
In tondo e senza fermarsi mai<br />
Tommaso Giartosio<br />
pp. 288<br />
Laterza, € 12,00<br />
ISBN: 9788842098232</p>
<p>Incontrerò mille ostacoli grossi come macigni. Cosa faccio se mi trovo davanti una casa privata? O le mura romane? O il fiume? O la gabbia delle tigri, allo zoo?<br />
Seguire una forma, «come un poeta cerca una rima». Così nasce una strana scommessa: viaggiare a piedi attorno alla propria città lungo una circonferenza perfetta, attraversando palazzi, caserme, musei, discariche, campi da calcio, cimiteri, binari, fiumi, e bussando a tutte le porte pur di non scostarsi di un metro dalla propria rotta. Il cerchio magico si anima di presenze antiche e moderne. Accanto a Rilke, Borges e Leopardi troviamo seminaristi scettici e suore anarchiche, poliziotte sospettose e carabinieri incantevoli, geometri appassionati e operai noir. E lo scrittore-viaggiatore, che cerca di capire il suo viaggio e la sua scrittura: «La verità è che la mia O è l&#8217;unica O che ho».</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87908" title="manifesto" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/manifesto.jpg" alt="" width="128" height="151" />MANIFESTO DEGLI ECONOMISTI SGOMENTI<br />
Capire e superare la crisi<br />
PP. 124<br />
Minimum Fax, € 7,50<br />
ISBN: 978-88-7521-397-8</p>
<p>La crisi che attraversiamo si sta rivelando uno tsunami capace di distruggere economie di intere nazioni come la Grecia, mettere in discussione la tenuta stessa dell’Unione Europea, portare anche l’Italia a un crac sociale di dimensioni imprevedibili. Le ricette delle istituzioni sono ben note: salvataggio delle banche a tutti i costi, fiducia cieca nella stessa bolla finanziaria che ha creato il disastro, e politiche di austerity che acuiscono il conflitto sociale. Ma nel frattempo si sta diffondendo una sensibilità diversa, alternativa al neoliberismo, secondo la quale è necessario porre delle regole alla finanza globale in nome di una società più equa.<br />
Il Manifesto degli economisti sgomenti è un libro essenziale per diverse ragioni. Innanzitutto è un vademecum chiarissimo per chi vuole mantenere un occhio critico sulla realtà: in dieci concisi capitoli smentisce altrettante false certezze sulla crisi economica che sentiamo ripetere, indiscusse, sui media: dall’idea che «i mercati finanziari sono efficienti» a quella che «l’aumento del debito pubblico è il risultato di una spesa eccessiva». In secondo luogo è la proposta concreta di una serie di misure economiche da adottare invece di quelle fallimentari adoperate finora. Infine è una guida a una serie di pratiche che ogni giorno ciascuno di noi, nel suo piccolo, può mettere in atto, per costruire insieme un’economia diversa e migliore.<br />
 <br />
 <br />
<em> </em></p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un orto per uscire dalla crisi</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/18/un-orto-per-uscire-dalla-crisi/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 10:22:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierini Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Politiche Giovanili]]></category>
		<category><![CDATA[Professioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[L’interesse verso le fattorie sociali e la mancanza di un quadro giuridico nazionale hanno indotto l’elaborazione di alcune proposte di legge, l’avvio di indagini e di ricerche per capire il fenomeno e sostenerlo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87235" title="orto" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/orto.jpg" alt="" width="378" height="251" />L’esigenza di trovare <strong>servizi a finalità sociale integrati nel territorio</strong> per abbattere i costi della vita in tempo di crisi e nel contempo far sì che tali servizi non vengano meno soprattutto a certe categorie ( come le giovani coppie, gli anziani, i disabili, gli immigrati, ecc..) ha determinato una <strong>crescente attenzione all’agricoltura sociale.</strong><br />
Attenzione che si è fatta presente anche nelle forze politiche di varia estrazione in particolar modo grazie a deputate e senatrici. Insomma le donne della politica, come quelle della società civile, percepiscono rapidamente  i cambiamenti della società e valutano quali siano le soluzioni possibili.<br />
In un periodo poi, in cui i Comuni sono spesso visti sotto cattiva luce, in special modo quelli con pochi abitanti, ritenuti inutili e fonte di sprechi proprio da chi non rappresenta un fulgido esempio di parsimonia, diventa necessario escogitare nuove modalità di relazione e collaborazione fra la città e la campagna.<br />
Pertanto dobbiamo approfondire, sostenuti dalla legittimità delle norme nazionali e regionali, quale ruolo possono avere le fattorie didattiche, quelle sociali, quelle che consentono  un invecchiamento attivo dando in affitto o in cambio di qualche servizio, un piccolo orticello da coltivare.<br />
Ecco allora che nascono quei servizi, che chiamo social-rurali, offerti da <strong>giovani imprenditori agricoli</strong> che hanno colto queste nuove esigenze del cittadino e hanno avviato nuovi modelli di impresa attingendo ai fondi comunitari.</p>
<p>L’onorevole Gabriella Carlucci ha ad esempio presentato lo scorso novembre una proposta di legge “<strong>Disposizioni in favore dell’agricoltura sociale”</strong> insieme al suo ex collega  di partito (PDL) Gaetano Nastri, con la funzione di dare un assetto giuridico al settore e renderlo omogeneo in tutto il territorio nazionale proponendo anche l’istituzione di un<strong> Fondo per il suo sviluppo di 10 milioni di euro all’anno per 3 anni.</strong><br />
L’onorevole Anita Di Giuseppe, capogruppo IdV in Commissione Agricoltura alla Camera. ha ugualmente presentato una proposta di legge similare, con dotazione di <strong>15 milioni di euro</strong>.<br />
La deputata del PD Susanna Cenni, insieme all’on.le Massimo Fiorio, suo compagno di partito , hanno avviato un viaggio/ricerca localizzato essenzialmente nelle Regioni Centro-Settentrionali, per incontrare operatori e valutare le problematiche delle fattorie sociali che spontaneamente stanno nascendo in queste realtà.<br />
Molte iniziative sono perlopiù dettate dalla preoccupazione generata dalla crisi finanziaria internazionale che avrà ripercussioni, con i tagli alla spesa sociale, sui cittadini meno rappresentati e sui giovani e in particolar modo sulle donne.<br />
Recentemente la <strong> XIII Commissione permanente (Agricoltura) della Camera dei Deputati</strong> ha svolto un’audizione con tutte le Associazioni più rappresentative (Organizzazioni Agricole, Associazioni Biologiche, La Rete delle Fattorie Sociali, Il forum Nazionale dell’Agricoltura Sociale, ecc..) quale momento di ascolto e valutazione per l’avvio di un’indagine nazionale sull’entità del fenomeno ed anche per conoscere le potenzialità di questo settore in ambito delle proposte della nuova PAC 2014-20.<br />
Le <strong>fattorie sociali possono rappresentare un valido aiuto a chi è in svantaggio</strong>, ma hanno bisogno di supporti (formazione, priorità, visibilità, agevolazioni fiscali, ecc..) per offrire un nuovo modello di sviluppo equo e sostenibile.<br />
La crescita del nostro Paese potrebbe ripartire anche da qui&#8230;</p>
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		<title>A.A.A. giovani del Sud cercasi per lavori in ambito culturale e turistico in grado di rilanciare l&#8217;occupazione</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/10/a-a-a-giovani-del-sud-cercasi-per-lavori-in-ambito-culturale-e-turistico-in-grado-di-rilanciare-loccupazione/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 09:56:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabiana Lanfranconi e Stefano Monti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Economia della Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Politiche Giovanili]]></category>
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		<category><![CDATA[Turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche questo 2012 è iniziato pensando alla crisi e alla difficile situazione occupazionale che i giovani si trovano ad affrontare. Al Mezzogiorno questa condizione è ancora più accentuata, con una forte capacità produttiva sottoutilizzata. Per ripartire, guardiamo alla cultura e al turismo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-86412" title="lavoro" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/lavoro.jpg" alt="" width="317" height="218" />Bye bye 2011. Il 2012 si è aperto facendosi largo tra contestazioni e proteste, profezie apocalittiche e speranze di un futuro migliore.<br />
In questi primi giorni di assestamento, in attesa di vedere come le scelte politiche influiranno sul nuovo anno degli italiani, vale la pena dedicare qualche riflessione in positivo, che vada oltre la constatazione di una crisi economica che sta mettendo in ginocchio il paese, e si prefigga piuttosto un’analisi positiva sulle politiche da adottare per una progressiva ripresa economica e sociale.</p>
<p>Quanto la cultura sia non solo la ricchezza primaria dell’ Italia ma anche un’importante risorsa suscettibile di generare ingenti ritorni economici, soprattutto attraverso il turismo, è argomento ormai noto ai più.<br />
Meno invece, quanto costituisca uno <strong>settore strategico in cui investire per affrontare la drammatica situazione dell’occupazione giovanile</strong>. La cultura può apportare innovazione, tecnologica e non, stimolare la ricerca, e ottimizzare l’applicazione di risorse umane nello sviluppo di nuovi beni e servizi.</p>
<p>Se, come si è detto, <strong>perno storico del settore terziario italiano è il turismo</strong>, un utilizzo efficace delle  risorse dovrebbe puntare sulla valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici nostrani. Particolarmente nel Mezzogiorno, territorio cardine del patrimonio ambientale italiano, con una forte capacità produttiva sottoutilizzata. In tal modo il turismo offrirebbe non solo opportunità di impiego addizionale, ma soprattutto di sviluppo dell’identità regionale e  locale e di emersione della cultura potenziale delle regioni in difficoltà. è però necessario distaccarsi da un’ottica tipicamente conservativa per porsi in maniera competitiva sul mercato internazionale.<br />
Per crescere bisogna innovarsi, e il futuro dell’ Italia si gioca appunto lungo l’asse di due fattori interdipendenti: <strong>avanzamento tecnologico ed evoluzione della produttività delle imprese.</strong><br />
Infatti, come dimostrano i dati emersi <a href="http://www.tafter.it/2011/10/27/ad-esempio-a-noi-piace-il-sud/">dall’ultimo rapporto Svimez (2011), </a><strong>il tasso di disoccupazione giovanile al sud è del 25%</strong> e si accompagna ad un contrario aumento della scolarizzazione, con la conseguenza di una <strong>disoccupazione principalmente intellettuale.</strong><br />
Gli effetti negativi sono molteplici: innanzitutto il dato migratorio, che se prima vedeva il nord del paese come meta privilegiata, ora il sono soprattutto i paesi europei, come la Francia e la Germania, le nuove vie dell’emigrazione.<br />
Ne consegue <strong>un Sud che espelle giovani e manodopera senza rimpiazzarla</strong>. Perché le imprese, non riuscendo a competere innovando, esprimono una domanda di lavoro poco qualificata,  passando così dalla “fuga dei cervelli”, e quindi dallo spostamento di capitale umano dalle aree deboli del paese verso quelle più sviluppate, allo “spreco di cervelli”, una sottoutilizzazione enorme del capitale umano formato.<br />
Le ripercussioni, inutile dirlo, sono immediate sul corpo sociale e preoccupanti in termini di sviluppo economico del territorio.</p>
<p>Alla luce di tale non confortante quadro il ruolo che la cultura ricopre, tanto all’interno dell’economia della conoscenza, quanto nel settore economico in generale, e particolarmente in termini occupazionali, è determinante.</p>
<p>La cultura, tramite il rafforzamento delle competenze in un <strong>connubio di umanistico e manageriale</strong>, è la chiave per affrontare e superare la disoccupazione, la precarietà, come pure l’alienamento e la nostalgia per mestieri che conservavano l’umanità degli individui.<br />
Non si tratta tanto di creazione di nuove figure professionali, quanto piuttosto dell’ accrescimento di una cittadinanza attiva nei giovani, tale da rivitalizzare il tessuto culturale e sociale del territorio unendo, rinnovando e innovando passato e presente.<br />
Una strategia di sviluppo di qualità dell’area dovrebbe pertanto guardare alle <strong>industrie culturali, uno dei più dinamici settori di sviluppo dell’economia</strong>, soprattutto in una logica di progresso regionale e locale. Si tratta di un comparto esteso e in continua evoluzione, che abbraccia tutto quanto prodotto dall’economia della conoscenza, dell’informazione e della comunicazione. Un’economia dell’esperienza, che si forma sui bisogni e per il benessere dei cittadini, che si basa su un continuo confronto tra generi e generazioni, e che pertanto contribuisce, con il suo network di relazioni nazionali ed internazionali, all’ internazionalizzazione dell’area.</p>
<p>La formula per non lasciare sommerse le potenzialità del territorio si basa su politiche locali di<strong> identificazione di best-practices</strong>, su <strong>investimenti imprenditoriali agevolati</strong>, sulla <strong>creazione di una sufficiente rete di infrastrutture  e relazioni</strong>, soprattutto a livello regionale, saldamente  integrate tra loro e aperte verso l’esterno, nonché su politiche giovanili di sostegno e di incentivi, e su una valorizzazione territoriale basata su una filosofia di sostenibilità ambientale.</p>
<p>Un Paese che valorizza le proprie ricchezze e non le lascia inaridire, che riconosce<strong> le giovani generazioni come il vero motore della rinascita economica e culturale</strong> e che pertanto  incoraggia la loro intraprendenza nel trovare le soluzioni migliori ai lori problemi è il primo passo per un rilancio effettivo del Mezzogiorno e dell’Italia tutta.</p>
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		<title>L’(inutile?) eccellenza del restauro in Italia di  Carla Tomasi </title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 10:10:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tomasi Carla</dc:creator>
				<category><![CDATA[A proposito di ...]]></category>
		<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Beni Culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Management]]></category>
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		<category><![CDATA[Professioni]]></category>
		<category><![CDATA[Restauro]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando Cesare Brandi nel 1939 fondò l’Istituto Centrale del Restauro, realizzò un sistema complesso ed efficace che traduceva in razionalità, metodo ed approccio scientifico il concetto stesso di tutela del Bene Culturale, strappandolo alle pratiche artigianali incontrollate. Il restauro scientifico, inaugurato dal pensiero brandiano, focalizza sull’intervento di restauro conservativo l’occasione per lo studio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-85663" title="restauratori" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/restauratori.jpg" alt="" width="331" height="305" />Quando Cesare Brandi nel 1939 fondò l’Istituto Centrale del Restauro, realizzò un sistema complesso ed efficace che traduceva in razionalità, metodo ed approccio scientifico il concetto stesso di tutela del Bene Culturale, strappandolo alle pratiche artigianali incontrollate.</p>
<p>Il restauro scientifico, inaugurato dal pensiero brandiano, focalizza sull’intervento di restauro conservativo l’occasione per lo studio e la conoscenza dell’opera stessa, attraverso l’operatività che impone la presenza di professionisti preparati ed informati, in grado di interpretare i dati conoscitivi ed effettuare le scelte più opportune, nell’ambito del progetto di intervento programmato.</p>
<p>Dal criterio di responsabilità di tutela dei beni culturali, espresso da una sentenza della Corte Costituzionale (N° 9 del 13 gennaio 2004) e dal Codice dei Beni Culturali (art. 29 comma 6), deriva la regolamentazione della  professione (D.M.86/2009) che si acquisisce con formazione o laurea specialistica (D.M. 87/2009).</p>
<p>I restauratori ed i tecnici del restauro operano sui beni tutelati con le imprese specialistiche (OS2A &#8211; restauro di superfici decorate di beni immobili del patrimonio culturale e beni culturali mobili di interesse storico, artistico, archeologico ed etnoantropologico) caratterizzate da un alto profilo di qualificazione professionale degli addetti che prevedono precise percentuali di restauratori e di tecnici del restauro di beni culturali nell’organico aziendale.</p>
<p>Una solida teoria del restauro, la metodologia scientifica coniugata alla qualità operativa hanno condotto la cultura del restauro italiano ad un indiscusso riconoscimento in ambito internazionale, dove vengono particolarmente apprezzati e privilegiati i contributi progettuali, i professionisti e le imprese italiane, rese solide da un sistema di qualificazione estremamente rigoroso.</p>
<p>Si direbbe la situazione ideale per affrontare con successo qualsiasi tipo di intervento specializzato, invece in occasione di un restauro di grande visibilità come quello del Colosseo e proprio quando il mondo chiede all’Italia un cenno di credibilità, si pone in atto una pericolosa inversione di tendenza.</p>
<p>Le superfici marmoree del Colosseo e del Tempio di Antonino e Faustina al Foro Romano vengono considerate materiale da costruzione come se le loro stesse superfici millenarie non fossero pura e altissima testimonianza della decorazione architettonica, e si afferma che un’imprenditoria edile possa attuare senza danno quelle procedure che costituiscono il fondamento della formazione presso gli istituti Italiani di restauro.</p>
<p>Il restauratore, che fino ad oggi è stato considerato una ricchezza per la tutela, essendo allo stesso tempo intellettuale e artefice diventa un ostacolo, una sgradevole interferenza con il pieno e totale controllo del ciclo del restauro avocato da altre figure professionali e da una imprenditoria con interessi dilaganti.</p>
<p>Si sta così risolutamente emarginando, fino a esautorarlo, un sapere che per decenni ha costituito un’eccellenza del nostro paese, anche a livello internazionale.</p>
<p>Una ulteriore conferma del pericolo incombente è la costituzione di una “Task force” organizzata dal Ministro Bondi per far fronte alle emergenze di Pompei e che prevede la presenza di architetti, archeologi e operai.<br />
Pompei è un’intera città, antica di 2000 anni e con 66 ettari di estensione, che necessita di restauri e manutenzione costante da affidare a mani esperte. Avrebbe bisogno di molti restauratori, assiduamente occupati nel curare le preziose opere e prevenirne i danni. Sarebbe importante, oltre ad un rafforzamento degli organici attraverso l’assunzione di restauratori, agire sui meccanismi di qualificazione dei professionisti e delle imprese che lavorano nel settore e che realizzano ormai la parte più consistente degli interventi. Non si comprende dunque come tra i componenti della “Task force”, ammesso che sia utile un’ennesima struttura commissariale, siano indicati persino gli operai ma non i restauratori.</p>
<p>L’Italia ha poco rispetto del suo patrimonio e sta perdendo il ruolo di esempio internazionale nel campo della conservazione. La situazione europea è certamente variegata, ma caratterizzata semmai da un’inversa tendenza alla crescita sul piano culturale, recependo proprio le esperienze della scienza del restauro italiana, anche per quanto riguarda la formazione (i restauratori italiani sono i più richiesti all’estero nei programmi formativi d’eccellenza).</p>
<p>La questione su cui ci si dibatte dunque è davvero spinosa e indicativa delle politiche culturali messe in atto nel nostro paese. In gioco, infatti, c’è non solo una questione di etica professionale, non solo il destino dei nostri monumenti, ma lo stesso concetto di tutela del patrimonio culturale, e se la legge non riesce a garantirne i massimi livelli che settanta anni di cultura del restauro hanno contribuito a costruire, vuol dire che è sbagliata e va cambiata.</p>
<p>L’iniziativa sul Colosseo che poteva rappresentare un esempio virtuoso delle varie qualità italiane, dallo sponsor a tutte le professionalità coinvolte a vario titolo, si sta trasformando in una operazione opaca, con possibili rischi per il monumento, una mortificazione per le imprese di restauro specialistico, e senza alcun risparmio economico.<br />
Riteniamo necessario ripristinare la collaborazione, la possibilità di realizzare una filiera virtuosa, una rete di interessi produttivi, un volano di qualità reciproche, il rispetto per le proprie specificità contro il cannibalismo rivolto a settori di grande qualità ma anche di estrema fragilità, come quello del restauro specialistico.<br />
Solo così potremo dare un cenno concreto di credibilità ed affrontare insieme il difficile futuro che si presenta, con serietà e disponibilità, con ragionevolezza e concretezza.</p>
<p><em>Carla Tomasi è Presidente dell&#8217;Associazione Restauratori d&#8217;Italia</em></p>
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		<title>Gli italiani non vanno su internet di  Andrea Granelli </title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 11:15:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Granelli Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[A proposito di ...]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
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		<description><![CDATA[Non credo molto alle statistiche e all&#8217;ossessione di comparare tutto, di identificare e mitizzare le buone pratiche, soprattutto quando parliamo di fenomeni nuovi, complessi e polimorfici come Internet. Ciò non vuol dire assolutamente che sia soddisfatto del livello di adozione di Internet in Italia. Semplicemente non sono questo tipo di statistiche a ricordarmelo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-85604" title="reteinternet" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/reteinternet.jpg" alt="" width="366" height="211" />Non credo molto alle statistiche e all&#8217;ossessione di comparare tutto, di identificare e mitizzare le buone pratiche, soprattutto quando parliamo di fenomeni nuovi, complessi e polimorfici come Internet. Ciò non vuol dire assolutamente che sia soddisfatto del <a href="http://www.tafter.it/2011/12/21/internet-litalia-tra-i-paesi-europei-con-minore-accesso-al-web/">livello di adozione di Internet in Italia</a>. Semplicemente non sono questo tipo di statistiche a ricordarmelo. Anche perché seguire questi confronti standardizzati vuol anche dire anche usare ricette standardizzate per recuperare le posizioni.</p>
<p>Due considerazioni a caldo. Il tessuto produttivo dell&#8217;Italia è diverso: La stragrande maggioranza delle imprese è piccolissima; ma ciò non ha creato un&#8217;industria locale capace di cogliere le sue specificità &#8211; non solo dimensionali (diffusa cultura artigiana, radicamento territoriale, &#8230;). Il dato critico non è la percentuale di utenti che usano la larga banda (spesso per fare che ?) ma il bassissimo rapporto fra spese IT e PIL. Senza IT la connettività è gadget (o puro contenuto &#8211; generalmente di intrattenimento) e non si lega &#8211; adattandosi &#8211; ai processi produttivi.</p>
<p>Esiste anche un lato oscuro del digitale di cui poco si parla: deficit di produttività, automazione alienante, privacy &amp; security, crescenti consumi energetici. Non si tratta di demonizzare la tecnologia o trovare alibi, ma pesare con consapevolezza tutte le variabili, non solo quelle positive.</p>
<p>Solo con un approccio maturo al digitale &#8211; con una comprensione non solo delle sue magiche promesse ma anche dei suoi costi nascosti &#8211; si può costruire un piano di rilancio di Internet che sia soprattutto utile agli utenti (aziende e cittadini) e non solo ai fornitori ICT.</p>
<p><em>Andrea Granelli è membro della Fondazione Cotec per la cooperazione tecnologica e program manager per l’area “nuove tecnologie per i beni e le attività culturali e turistiche” di Industria 2015</em></p>
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		<title>Il prossimo direttore di Artissima? Potresti essere tu</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 10:22:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laterza Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Bando]]></category>
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		<description><![CDATA[A seguito del nuovo incarico per Francesco Manacorda, che da aprile 2012 andrà alla Tate di Liverpool, Artissima, la celebre Fiera Internazionale di Arte Contemporanea di Torino, è ora alla ricerca di un nuovo direttore. Per la selezione è stato predisposto un bando che svelerà, solo a febbraio, chi sarà il nuovo direttore]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-85432" title="artissimadirettore" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/artissimadirettore.jpg" alt="" width="388" height="289" />Dopo la <a href="http://www.tafter.it/2011/12/13/nomine-francesco-manacorda-lascia-artissima-da-aprile-2012-sara-direttore-artistico-della-tate-liverpool/">perdita del suo direttore artistico</a>, Francesco Manacorda, approdato alla <strong>Tate di Liverpoo</strong>l<strong>, Artissima è ora alla ricerca di una nuova figura che dovrà occuparsi di dirigere una delle fiere d’arte più importanti del nostro paese.</strong><br />
E qui viene il bello: perché, come aveva già fatto il <a href="http://www.tafter.it/2011/10/06/il-mart-seleziona-direttori-di-qualita/">MART</a> (Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto), le nomine non verranno discusse a tavolino bensì sarà un bando a decretarne l’esito.<br />
<strong>L’incarico avrà la durata di tre anni a decorrere dal 1° marzo 2012</strong>, e potrà essere rinnovato per un ulteriore anno in seguito alla valutazione sull’operato svolto: una bella occasione dunque per i giovani curatori italiani e stranieri che si dovranno confrontare con l’evento d’arte per eccellenza, giunto quest’anno alla sua dodicesima edizione che si terrà a Torino dal 9 all’11 novembre 2012.</p>
<p>Il direttore sarà il responsabile dell’ideazione, dello sviluppo e dell’attuazione del progetto culturale e commerciale di ogni edizione, per uno <strong>stipendio annuo di 90 mila euro lordi</strong> più una percentuale derivante dal raggiungimento degli obiettivi indicati nel contratto.<br />
Allettante? Questi <strong>i requisiti per partecipare</strong> alla selezione:<br />
- essere in possesso di qualificate conoscenze sull’arte contemporanea internazionale e di consolidate relazioni nel settore;<br />
- aver maturato esperienze di curatela con ruoli di responsabilità nella gestione (inclusi gli aspetti amministrativi, finanziari e di risorse umane) di fiere internazionali d’arte contemporanea, di mostre, o presso istituzioni o gallerie pubbliche o private di arte contemporanea. Si richiede in particolare un’esperienza minima di tre anni di attività anche come freelance.<br />
Per l’espletamento dell’incarico è indispensabile la conoscenza della lingua italiana e inglese.<br />
Se pensate di poter essere i nuovi direttori di Artissima, fatevi avanti,<strong> c’è tempo solo fino al 20 gennaio 2012.</strong></p>
<p>Scarica il <a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/ricerca_direttore_ARTISSIMA-1.doc">bando integrale</a></p>
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		<title>Vicenza. Mostra fotografica &#8220;Improvviso. Scatti all’Orchestra del Teatro Olimpico&#8221;. Dal 21 dicembre al 15 gennaio</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 09:32:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Gratis]]></category>
		<category><![CDATA[Low Cost]]></category>
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		<description><![CDATA[S‟intitola “Improvviso. Scatti all‟Orchestra del Teatro Olimpico” la mostra realizzata dai Fotografi di Confartigianato Vicenza che è aperta dal 21 dicembre al 14 gennaio, nelle sale di ViArt, il Centro Espositivo dell‟Artigianato Artistico a Palazzo del Monte. Due occasioni cittadine, queste, per ammirare l‟originale lavoro compiuto dai fotografi nell‟arco di una intera stagione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-84965" title="improvviso" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/improvviso.jpg" alt="" width="370" height="188" />S‟intitola <strong>“Improvviso. Scatti all‟Orchestra del Teatro Olimpico”</strong> la mostra realizzata dai<em> Fotografi di Confartigianato Vicenza</em> che è aperta <strong>dal 21 dicembre al 14 gennaio</strong>, nelle sale di ViArt, il Centro Espositivo dell‟Artigianato Artistico a Palazzo del Monte.<br />
Due occasioni cittadine, queste, per ammirare l‟originale <strong>lavoro compiuto dai fotografi nell‟arco di una intera stagione, durante la quale essi hanno seguito l‟orchestra non soltanto durante i concerti, ma anche nella fase più “privata” delle prove</strong>, ricavandone suggestioni che vanno al di là dei momenti di spettacolo – musica sinfonica, opera lirica, jazz &#8211; e rendono conto anche delle giornate di prove, delle pause dei musicisti: di quelle occasioni, insomma, che noi spettatori non vediamo.<br />
Ma la mostra non è l‟unico modo scelto per valorizzare l‟iniziativa, che ha visto<strong> Confartigianato e Orchestra del Teatro Olimpico collaborare con il patrocinio del Comune di Vicenza</strong>: dalla galleria di immagini, infatti, è nata sia una pubblicazione in volume curata da Anna Baldo &#8211; che, oltre agli interventi dei rispettivi presidenti, Agostino Bonomo e Livia Coppola, riporta un commento di Cesare Galla, critico del Giornale di Vicenza – e sia il calendario dei Fotografi per l‟anno 2012, destinato sicuramente a bissare il successo di quello in corso, dedicato all‟arte della panificazione.<br />
Paolo Bittante, Roberta Cozza, Graziano Dal Zotto, Andrea Freato, Alessandro Lazzarin, Paolo Marzocchella, Manuel Pegoraro, Mauro Pozzer, Luca Ragoso, Giuseppe Santamaria e Gelmino Veronese sono gli autori dei ritratti che “raccontano” la OTO. E a loro ha voluto rivolgere un ringraziamento particolare Agostino Bonomo, presidente di Confartigianato, sottolineando che “questa galleria di immagini realizzate dai nostri Fotografi non è soltanto pregevole dal punto di vista dell‟emozione estetica e della qualità professionale: in essa si coglie, anche e soprattutto, un grado di intensa partecipazione a quell‟eterno miracolo che è il nascere della musica, una delle esperienze che rendono la vita degna di essere vissuta”. Aggiunge inoltre Bonomo: “Per giungere a noi ascoltatori in tutta la sua bellezza, la musica ha bisogno di un grande, difficile, impegnativo lavoro di preparazione e di studio: anche questo documentano gli scatti qui raccolti, testimonianza di quanto le arti – in questo caso una visiva e l‟altra sonora – siano frutto non soltanto di ispirazione e di estro, ma anche di applicazione, concentrazione, fatica intellettuale e manuale. Siano sempre, insomma, anche „artigianato‟.<br />
Grazie a tutti, perciò, ai Fotografi come all‟Orchestra e a chi, ora, lascerà che il suo sguardo venga conquistato dalle pagine di un racconto sorprendente sia nella trama che nei particolari”. Un ringraziamento esteso anche agli sponsor tecnici della mostra, ovvero Manaly Allestimenti, Extenzo, Vicolor, Pantarhei e Hollywood Service.<br />
<strong>ORARIO:</strong> martedì, giovedì, sabato, domenica 10:00-12:30-15:00-19:00; mercoledì, venerdì 15:00-19:00.<br />
INGRESSO LIBERO</p>
<p>Consulta il <a href="http://www.viart.it">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
VIART srl<br />
Contrà del Monte, 13 Vicenza<br />
Tel: 0444 545297<br />
Fax: 0444 323663<br />
<a href="mailto:info@viart.it">info@viart.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>30-12-11 &#8211; Stage nel mondo dell&#8217;arte</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 09:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Università]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell’ambito di un  progetto in continuo sviluppo, l’Associazione Culturale  SATURA cerca candidati che desiderino avvicinarsi al mondo delle arti e della cultura. La ricerca è rivolta a giovani universitari e non, che vogliono offrire un periodo di stage a fine formativo nel campo dell’arte, della letteratura e della comunicazione culturale. Lo stage potrà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-83849" title="satura" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/satura.jpg" alt="" width="591" height="124" />Nell’ambito di un  progetto in continuo sviluppo, l’<strong>Associazione Culturale  SATURA</strong> cerca candidati che desiderino avvicinarsi al mondo delle arti e della cultura.<br />
La ricerca è rivolta a <strong>giovani universitari</strong> e non, che vogliono offrire un periodo di stage a fine formativo nel campo dell’arte, della letteratura e della comunicazione culturale.<br />
Lo stage potrà essere riconosciuto dalle principali università italiane e straniere al fine del conseguimento di <strong>crediti formativi</strong>, potrà essere previsto un contributo forfettario qualora le competenze siano attinenti alla figura professionale ricercata.<br />
La selezione prenderà in esame anche quanti, non più giovani, vogliono offrire un loro ruolo partecipativo all’interno dell’organizzazione.<br />
La ricerca ha carattere di urgenza, il candidato/a dovrà possedere buone doti di comunicazione, conoscere i principali pacchetti informatici, conoscenza dell’inglese parlato e scritto. Aver avuto modo di svolgere un’attività di ufficio stampa, critico e/o curatore avrà titolo preferenziale insieme alla capacità di dialogare con i più moderni sistemi di comunicazione.<br />
Tra le facoltà interessate: <strong>Accademia e Istituti d’Arte, Architettura, Beni e Conservazione Museale, Dams, Grafica, Economia e Manegement rivolto alla programmazione culturale,  Lettere Moderne e Scienza della Comunicazione.</strong></p>
<p>I candidati sono pregati di inviare un loro curriculum vitae corredato di fotografia indirizzato a : Mario Napoli <a href="mailto:presidente@satura.it%20">presidente@satura.it </a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Consulta il <a href="http://www.satura.it/">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:<br />
</strong>Cell: 338 291 62 43<strong></p>
<p></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>12-12-11 &#8211; Premio Il Talento delle idee</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 12:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Concorso]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura d'Impresa]]></category>
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		<description><![CDATA[UniCredit S.p.A. e SIPI SpA promuovono e sostengono la nascita e la crescita di nuove realtà imprenditoriali con il Premio Il Talento delle Idee. Il concorso ha l&#8217;obiettivo di individuare proposte innovative e generatrici di valore, sulle quali possano essere veicolate risorse economiche e servizi dai circuiti che interagiscono con il tessuto imprenditoriale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-83815" title="biclazion" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/biclazion.jpg" alt="" width="230" height="131" />UniCredit S.p.A. e SIPI SpA</strong> promuovono e sostengono la nascita e la crescita di nuove realtà imprenditoriali con il <strong>Premio Il Talento delle Idee</strong>. Il concorso ha l&#8217;obiettivo di individuare proposte innovative e generatrici di valore, sulle quali possano essere veicolate risorse economiche e servizi dai circuiti che interagiscono con il tessuto imprenditoriale di riferimento.</p>
<p>Possono partecipare al concorso:</p>
<p>le persone fisiche, che alla data del 10 giugno 2011 abbiano un&#8217;età compresa tra 18 e 40 anni, e intendano avviare una nuova impresa &#8211; operante nei settori dell&#8217;industria e dei servizi &#8211; entro i confini dell&#8217;Italia;<br />
le persone fisiche, residenti o non in Italia, che alla data 10 giugno 2011 abbiano un&#8217;età compresa tra 18 e 40 anni, e che detengano da sole o congiuntamente ad una o più persone fisiche almeno il 51% del capitale di una società commerciale, operante nei settori dell&#8217;industria e dei servizi.</p>
<p>Per poter partecipare al concorso è necessario sviluppare e presentare un<strong> progetto imprenditoriale</strong> che riguardi iniziative originali e ad alto contenuto innovativo.</p>
<p>Le proposte imprenditoriali presentate, verranno identificate sette diverse aree territoriali: Triveneto (Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto); Nord Ovest (Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta); Lombardia; Centro Nord (Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche); Centro (Lazio, Sardegna, Abruzzo, Molise); Sud (Puglia, Campania, Basilicata, Calabria);Sicilia.</p>
<p>Il primo classificato per ogni area territoriale identificata, per un totale di 7, concorrerà alla selezione e valutazione finalizzata alla premiazione delle tre migliori start up/proposte imprenditoriali a livello nazionale, insieme alle 8 migliori proposte imprenditoriali in ordine di scoring, selezionate tra i secondi e terzi classificati a livello locale.</p>
<p>I premi riservati ai progetti imprenditoriali classificati ai primi tre posti delle graduatorie di merito a livello locale consistono in :</p>
<p>finanziamenti dedicati alle esigenze di imprese di nuova costituzione e coerenti con il progetto imprenditoriale presentato;<br />
partecipazione a Master di elevato profilo della <strong>durata di 5 giorni</strong>,<strong> di cui UniCredit si impegna a sostenere integralmente i costi di partecipazione</strong>. UniCredit si farà altresì carico di sostenere le spese di alloggio e di viaggio dei partecipanti al Master per un importo massimo di Euro 1.500 per partecipante in caso sia presente almeno al 70% delle giornate previste;<br />
possibilità di entrare a fare parte di un programma di mentoring/tutorship di UniCredit che prevede: l&#8217;attribuzione di un &#8220;mentor&#8221;, selezionato tra i professionisti di UniCredit, o professionisti o imprenditori affermati appartenenti al network UniCredit, con l&#8217;obiettivo di seguire periodicamente l’impresa e incontrare il team imprenditoriale almeno due volte all&#8217;anno; il dialogo con le reti UniCredit sulle attività aziendali e sui percorsi di sviluppo; la facilitazione di contatti con società clienti del Gruppo UniCredit e con soggetti istituzionali utili a livello nazionale e nel processo di internazionalizzazione.</p>
<p>Nel caso in cui esistessero le condizioni UniCredit si impegna a favorire gli incontri degli imprenditori con un gruppo selezionato di potenziali investitori rappresentato da Fondi di Venture Capital, Seed Capital e Business Angels e aziende clienti di UniCredit, nazionali ed estere;</p>
<p>I premi in denaro riservati ai migliori progetti imprenditoriali della graduatoria finale di merito a livello nazionale consistono in 25.000 euro per il primo classificato,  15.000 euro per il secondo classificato e 10.000 euro per il terzo classificato.</p>
<p>Per partecipare al concorso bisogna completare ed inviare la documentazione tramite la piattaforma di iscrizione on-line di Unicredit <strong>entro il 12 dicembre 2011, ore 17:00.</strong></p>
<p>Consulta il <a href="http://newsbic.biclazio.it/it/canali/agevolazioni-e-finanziamenti/premio-il-talento-delle-idee.bic">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
BIC Lazio SpA<br />
via Casilina 3/T<br />
00182 &#8211; Roma, Italy<br />
Tel: 06 803 680<br />
Fax: 06 80 368 201<br />
<a href="mailto:redazione@biclazio.it">redazione@biclazio.it</a></p>
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		<title>Le novità editoriali di novembre 2011</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 11:13:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
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		<description><![CDATA[Consulta le novità editoriali di novembre 2011 delle principali case editrici italiane che trattano di argomenti relativi all’economia della cultura: arte; industria culturale, industria dello spettacolo; turismo; marketing e sviluppo territoriale; project management e politiche culturali; editoria e comunicazione; architettura, urbanistica e territorio; legislazione nel settore dei beni culturali; nuovi media e nuove tecnologie e tanto altro…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-82842 alignleft" title="mercanti" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/mercanti.jpg" alt="" width="152" height="170" />MERCANTI D&#8217;ITALIA<br />
Marco Romano (a cura di)<br />
pp. 240<br />
Fotografie: 260 <br />
Alinari, €50.00<br />
ISBN: 978-88-6302-047-2</p>
<p>Il mercato, nell&#8217;eccezione più comune, rimane spesso, ancora oggi, un luogo dell&#8217;immaginario dove si vanno a cercare, e spesso si trovano, cose difficilmente reperibili in un più moderno, efficiente e prosaico megastore. Resta perciò, ancora, nel nostro inconscio collettivo, un luogo magico, che ci rimanda a un passato lontano, forse anche troppo, che si colloca fuori dalla storia e dai ricordi, ma non dalla fantasia, dalla favola e dal mito, a quei mercati e a quelle fiere medievali dove si vendevano merci rare, strane e preziose.<br />
In questo ambiente sospeso tra la fantasia e la realtà, ben si colloca l&#8217;arte delle fotografia che nei suoi scatti immortala e cristallizza il tempo nelle azioni, nei luoghi e nei personaggi. Proprio per questo, le immagini storiche, restituiscono una realtà effettiva alla rappresentazione nell&#8217;istante in cui lo si osserva.<br />
Le immagini presenti nel volume attraversano due secoli e percorrono l&#8217;Italia mostrando un aspetto del Paese fatto di fiere, ambulanti, botteghe e negozi, ma anche forme, odori e suoni evocati da ogni singolo scatto, e ormai lontani dalla storia personale della maggior parte di noi.</p>
<p><img class="size-full wp-image-82843 alignleft" title="risorseumane" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/risorseumane.jpg" alt="" width="135" height="201" />RISORSE UMANE INTERNAZIONALI<br />
Cultura, competenze, strategia<br />
Francesca Prandstraller, Barbara Quacquarelli<br />
pp.312<br />
Apogeo, € 22,00<br />
ISBN: 9788850328048</p>
<p>Internazionalizzazione: è la parola che più di frequente appare nelle agende di manager, professionisti, imprenditori e anche studiosi. Per le aziende, il superamento dei confini nazionali, linguistici e culturali è una dimensione con cui confrontarsi e misurare le proprie capacità organizzative, strategiche e di visione.<br />
Il passaggio internazionale è diventato sempre più una necessità nei percorsi di carriera indipendentemente dalle dimensioni aziendali. I processi di internazionalizzazione richiedono manager preparati non solo dal punto di vista tecnico, ma soprattutto capaci di adattarsi ai diversi contesti e saperli interpretare per le finalità strategiche dell&#8217;azienda.<br />
Questo volume esamina le tematiche organizzative dell&#8217;internazionalizzazione, mettendole a confronto con l&#8217;esperienza e le sperimentazioni compiute dalle aziende italiane.<br />
Il testo riporta al dibattito statunitense ed europeo sull&#8217;International Human Resource Management con un&#8217;analisi dei modelli e delle pratiche e presentando casi italiani di multinazionali, di medie aziende e testimonianze di manager.<br />
Le attività di gestione del personale all’estero sono considerate anche dal punto di vista individuale, data l&#8217;importanza di includere nella progettazione di attività organizzative riflessioni sull’equilibrio tra vita privata e vita lavorativa.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-82844" title="realtaingioco" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/realtaingioco.jpg" alt="" width="140" height="219" />LA REALTA&#8217; IN GIOCO (ebook)<br />
Perché i giochi ci rendono migliori e come possono cambiare il mondo<br />
Jane Mcgonigal<br />
Apogeo, € 15,99<br />
ISBN: 9788850313334</p>
<p>Dove si trova, nel mondo reale, quella sensazione di essere davvero vivi, concentrati e impegnati, che si prova invece quando si gioca? Dove stanno il senso di forza, di tensione eroica verso un obiettivo, di comunità?<br />
C’è qualcosa che non va nella realtà. Contrariamente agli ambienti virtuali progettati con cura, il mondo reale non ci motiva con altrettanta efficacia, non offre vere sfide, non è stato ideato per massimizzare il nostro potenziale o per renderci felici.<br />
Che cosa succederebbe se usassimo tutto quello che sappiamo sulla progettazione di giochi per sistemare quello che non va nella realtà? Se cominciassimo a vivere le nostre vite reali da giocatori, conducessimo le nostre attività economiche e le nostre comunità come progettisti di giochi e pensassimo alla risoluzione dei problemi reali come teorici dei videogame?<br />
Proposta sconcertante, forse, ma anche molto stimolante: l&#8217;autrice, tra i maggiori esperti mondiali di game design, : come funzionano, perchéargomenta e discute a fondo questa idea, fornendo al contempo una brillante introduzione allo studio teorico dei giochi ci attirano così tanto e che cosa possono fare per noi nelle nostre vite reali.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-82845" title="numeriimmaginari" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/numeriimmaginari.jpg" alt="" width="144" height="213" />NUMERI IMMAGINARI<br />
Cinema e matematica<br />
Michele Emmer<br />
pp.246<br />
Bollati Boringhieri € 18,00<br />
EAN: 9788833922454</p>
<p>Spesso relegata dalla memoria degli anni di scuola tra le astruserie temibili, la matematica si prende al cinema una formidabile rivincita. I numeri e lo schermo sono affratellati dall’immaginazione. Per entrambi interi mondi diventano possibili. E oltre che possibili, diventano divertenti. Nessuno può saperlo meglio di Michele Emmer, tra i pochissimi matematici di rilievo a vantare fin dall’infanzia la dimestichezza con il mezzo cinematografico: dall’altra parte dello schermo, s’intende. È lui il bambino di nove anni che sta al pianoforte nel film Camilla, per la regia del padre Luciano, una delle figure eminenti della nostra cinematografia. Figlio d’arte e giovane matematico già affermato internazionalmente, Michele Emmer decide di non tenere separate le sue due passioni imperiose. Le ragioni di questo libro nascono allora e durano una vita intera. Numeri immaginari attinge a piene mani alle esperienze personali, ma non ha l’andamento tradizionale di un’autobiografia; fa scorribande in sessant’anni di cinema che mette in scena matematici, fornendone anche un repertorio aggiornatissimo e unico nel suo genere, ma si sottrae alle convenzioni di un saggio critico. Strutturato come un film, cattura il lettore dalla prima inquadratura ai titoli di coda. Scorrono sullo schermo delle pagine capolavori del passato e grandi produzioni di fine-inizio millennio, popolari serie televisive o corti sperimentali di scarsa circolazione, e il fermo-immagine interviene sempre al momento giusto, quando un’informazione e una chiosa competente servono a esplicitare ciò che ci era sfuggito, a richiamare libri e vicende a cui, da spettatori, non avevamo pensato. Il privilegio di avere accanto, in sala, un matematico che sa di cinema moltiplicherà il piacere della visione.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-82846" title="nuoviponti" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/nuoviponti.jpg" alt="" width="121" height="179" />NUOVI PONTI TRA SCIENZA E SOCIETA&#8217;<br />
Il CNR, crocevia della cultura italiana<br />
aa.vv<br />
pp.288<br />
Bollati Boringhieri, € 19,00<br />
EAN: 9788833922713</p>
<p>Nel centocinquantesimo anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia, un bilancio dell&#8217;attività del Consiglio Nazionale delle Ricerche, istituzione investita di un ruolo strategico per un Paese avanzato: la produzione di conoscenza e il suo trasferimento tecnologico. Dalla sua creazione, nel 1923, il CNR è stato l&#8217;incubatore dei più importanti istituti di ricerca nelle diverse discipline, dalla biologia-alla matematica applicata, dalla fisica alla climatologia, dall&#8217;oceanografia alle scienze del comportamento, dall&#8217;archeologia alla chimica, dall&#8217;informatica all&#8217;agraria, dall&#8217;ingegneria alla medicina. &#8220;La natura stessa del CNR &#8211; scrive nella Prefazione il presidente Luciano Maiani ha permesso di integrare la ricerca universitaria italiana, le sue logiche e le sue potenzialità, sfruttando però allo stesso tempo una maggiore libertà rispetto alle impostazioni disciplinari che una struttura dedita all&#8217;insegnamento inevitabilmente mantiene più a lungo. Il CNR ha sempre avuto &#8220;licenza di tentare&#8221;: tentare nuove strade disciplinari e soprattutto interdisciplinari, nuove formule nel rapporto pubblico-privato, nuovi ponti tra la comunità scientifica e la società&#8221;.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-82847" title="duearcobaleni" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/duearcobaleni.jpg" alt="" width="138" height="206" />DUE ARCOBALENI NEL CIELO DI MILANO<br />
(e altre storie)<br />
a cura di Stefano Rolando<br />
pp. 326<br />
Bompiani, € 15,00<br />
EAN: 9788845269370</p>
<p>“La storia dei due arcobaleni è una metafora di questo racconto. Un fenomeno raro, come era rara una vittoria elettorale così partecipata dalla città. Come era rara un’identificazione dei cittadini in un politico “normale”, per tutta la campagna riconosciuto e chiamato per nome: Giuliano. Si potrebbe dire che un arcobaleno sia arrivato per premiare l’intuizione e la determinazione di quel candidato. L’altro per premiare un vero coro sociale della città, che ha accompagnato festosamente l’evento: migliaia di persone che hanno riempito le piazze di Milano, ricostituendo un capitale umano non diviso né dalle classi, né dai quartieri di residenza. Dopo tanti anni, gli elettori hanno modificato il loro equilibrio interno e hanno optato per il cambiamento, ora la storia da scrivere riguarda una grande scommessa sulla città e, più in generale, riguarda la possibilità di consolidare uno stile di interpretazione della politica attorno a cui le attese vanno ben al di là di Milano”. <em>Dall’introduzione di Stefano Rolando</em>.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-82848" title="sgarbiroma" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/sgarbiroma.jpg" alt="" width="141" height="191" />LE MERAVIGLIE DI ROMA<br />
Dal rinascimento ai giorni nostri<br />
Vittorio Sgarbi<br />
pp. 648<br />
Bompiani, € 22,00<br />
ISBN: 45267161</p>
<p>Ci sono luoghi e monumenti che attraversiamo quotidianamente nelle nostre città e che nella fretta di una meta da raggiungere manchiamo di cogliere. Porte, piazze e fontane, palazzi storici o edifici di nuova costruzione e di futura bellezza, chiese, tutto ci passa sotto gli occhi e poco o nulla si ferma nella nostra memoria.<br />
Vittorio Sgarbi compie un’opera di ricognizione totale delle bellezze architettoniche di Roma e ci consegna una guida straordinaria per la quantità di edifici e autori citati. Con oltre 650 schede di autori e 1500 opere segnalate Le meraviglie di Roma è la più completa guida alle architetture della capitale e uno strumento prezioso di conoscenza non solo della città del passato, ma anche di quella a venire, grazie alla segnalazione dei tanti progetti in corso di realizzazione. A turisti e abitanti di Roma non resta altro che alzare gli occhi e, fosse anche solo per pochi secondi, fermarsi a godere con consapevolezza le mirabilia della città eterna.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-82849" title="museostoria" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/museostoria.jpg" alt="" width="138" height="205" />IL MUSEO NELLA STORIA<br />
Dallo studiolo alla raccolta pubblica<br />
Maria Teresa Fiorio<br />
pp. 224<br />
Bruno Mondadori, € 22,00<br />
ISBN: 9788861596283</p>
<p>Una storia del museo rigorosa, vivace e ricca di illustrazioni, che a partire dalle collezioni rinascimentali e dal loro “allestimento” giunge a indagare le tendenze più recenti, segnate dall’entrata in campo dei grandi architetti e dalle esigenze di un pubblico informato e non indifferente alle lusinghe del marketing. Con uno sguardo che privilegia la situazione italiana ma si apre ampiamente al contesto europeo e internazionale, il libro rende conto delle diverse concezioni e tipologie di museo, esplorando realtà nuove e antiche, non esclusivamente artistiche. L’autrice integra il percorso storico con un approfondimento sulle vicende della tutela in Italia e sulle principali tappe legislative, e con una riflessione sulle funzioni del museo, oggi sempre più dibattute, anche in relazione alla forte competizione con le mostre.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-82850" title="comunicareimmagini" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/comunicareimmagini.jpg" alt="" width="109" height="159" />COMUNICARE CON LE IMMAGINI<br />
Carlo Branzaglia<br />
Bruno Mondadori, € 12,00<br />
ISBN: 9788861596368</p>
<p>Le arti visive e la pubblicità, il design e l’architettura, la grafica, il fumetto e il cinema realizzano immagini che sanno coniugare sensazione e cognizione. Intrecciando progressivamente analisi connesse alla teoria della percezione, studi di iconografia e simbologia, letture legate alla fenomenologia degli stili e altro ancora, il volume, in un’edizione aggiornata, si propone di costruire una sorta di “grammatica delle immagini”, utile al fruitore quanto al suo produttore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-82851" title="storiagiornalismo" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/storiagiornalismo.jpg" alt="" width="126" height="184" />STORIA DEL GIORNALISMO<br />
Giovanni Gozzini<br />
pp. 368<br />
Bruno Mondadori, € 23,00<br />
ISBN: 9788861596276</p>
<p>La storia del giornalismo è la storia di una professione: la storia di uomini e donne che hanno dato vita a un nuovo mestiere, lo hanno reso autonomo da altre figure lavorative, lo hanno fatto crescere in complessità e potere sociale. Da molto tempo gli effetti di questo processo plurisecolare sono davanti agli occhi di tutti: il potere incarnato dal sistema dell’informazione è oggetto di una costante discussione civile che lo esalta o lo demonizza a seconda delle circostanze.Il panorama tracciato da Gozzini restituisce l’identità complessa e plurale della stampa che è, nello stesso tempo, libertà e diritto, industria culturale e monopolio privato, tecnologia complessa e strumento per creare consenso. Le vicende dei diversi giornalismi nazionali – dalle prime gazzette degli imperatori cinesi a Internet – vengono raffrontate tra loro per mettere in evidenza analogie e differenze, ritardi e anticipazioni, modelli e imitazioni.Questa nuova edizione è arricchita dal quadro delle più recenti trasformazioni del mondo della notizia, tra la crisi della carta stampata e le rivoluzionarie modalità di informazione condivisa del web 2.0, che hanno portato alla nascita di nuove prospettive e professionalità.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-82852" title="banchettiletterari" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/banchettiletterari.jpg" alt="" width="126" height="169" />BANCHETTI LETTERARI<br />
Cibi, pietanze e ricette nella letteratura italiana da Dante a Camilleri<br />
a cura di Gian Mario Anselmi, Gino Ruozzi<br />
pp.412<br />
Carocci, € 30,00<br />
ISBN 9788843062386</p>
<p>Il libro raccoglie circa cinquanta voci dedicate ai cibi nella letteratura italiana, in cui vengono raccontati alimenti, piatti e ricette che hanno una presenza significativa nella nostra letteratura, dal pane di Dante e di Manzoni al risotto di Gadda, dalle salsicce e formaggi del paese di Bengodi del Decameron di Boccaccio al timballo di maccheroni del Gattopardo di Tomasi di Lampedusa. Alcune voci approfondiscono particolari aspetti e momenti storici e gastronomici, come i cibi di guerra e i cibi dietetici, i cibi dei migranti e quelli polizieschi, la cucina kasher e quella futurista, legando il cibo alla cultura del tempo e all’evoluzione dei costumi. Nella ricorrenza del centenario, a sovrintendere e siglare questi banchetti letterari sono la figura di Pellegrino Artusi e la sua magistrale Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-82853" title="antropologiaimmagini" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/antropologiaimmagini.jpg" alt="" width="128" height="168" />ANTROPOLOGIA DELLE IMMAGINI<br />
Hans Belting<br />
Edizione italiana a cura di Salvatore Incardona<br />
pp. 340<br />
Carocci, € 32,00<br />
ISBN 9788843060917</p>
<p>Attraverso un repertorio quanto mai vasto – dai culti funerari dell’Antico Oriente alla fotografia e alle realtà virtuali dei media –, Hans Belting prosegue con questo libro la sua riflessione su una storia dell’immagine che sia in grado di emanciparsi dalle coordinate della storia dell’arte. Nel seguire il delinearsi della storia culturale del corpo, e parallelamente della percezione dell’attività corporea, Belting offre così al lettore il primo vero approccio antropologico allo studio diacronico dell’immagine.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-82854" title="modernitaitaliana" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/modernitaitaliana.jpg" alt="" width="128" height="171" />MODERNITA&#8217; ITALIANA<br />
Cultura, lingua e letteratura dagli anni settanta a oggi<br />
a cura di Andrea Afribo, Emanuele Zinato<br />
pp. 328<br />
Carocci, € 27,00<br />
ISBN 9788843061495</p>
<p>Il volume analizza da diverse angolature disciplinari alcuni dei più rilevanti fenomeni culturali della storia italiana recente, a partire dalla famigerata &#8220;mutazione antropologica&#8221; degli anni settanta fino ai nostri &#8220;anni Zero&#8221;. I sei autori, intrecciando analisi dei temi, dei contesti socio-culturali e delle forme, rispondono in altrettanti capitoli alle seguenti domande. Come cambia e com’è cambiata la lingua degli italiani? Quale pensiero filosofico dopo il Sessantotto? Ai tempi dell’audience e del marketing è ancora possibile un dialogo tra editoria e critica? E il romanzo e la poesia (la canzone), dopo la grande stagione del Novecento &#8220;aureo&#8221;, sono solo merce di scarto, racconti d’appendice, relitti di storia postuma o postmoderna? Oppure ancora pretendono di essere, senza veli nostalgici o complessi d’inferiorità, lo specchio critico di una nuova storia e di un nuovo mondo?</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-82855" title="sociologialifestyles" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/sociologialifestyles.jpg" alt="" width="125" height="171" />SOCIOLOGIA DEI LIFESTYLES<br />
Luigi Berzano, Carlo Genova<br />
pp. 320<br />
carocci, € 28,00<br />
ISBN 9788843060306</p>
<p>Lifestyles come forme sociali, ovvero come modelli di azione attraverso i quali gli individui dicono, a sé stessi e agli altri, chi sono, a chi si sentono simili, da chi si vogliono distinguere, trovando un senso unitario per il proprio agire. I lifestyles sono peculiari della società di oggi, in cui spesso non sono più i valori, le ideologie e neppure la posizione sociale a spiegare il comportamento degli individui, ma sono invece i gusti, le sensibilità, gli interessi personali. A partire da una ricostruzione delle tradizioni di ricerca sugli stili di vita e sulle subculture, il volume presenta un nuovo modo di guardare la realtà che ci circonda, al centro del quale sono le pratiche, quelle azioni che ciascuno mette in atto ogni giorno, apparentemente banali e invece dense di significati.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-82856" title="electricalbanana" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/electricalbanana.jpg" alt="" width="159" height="176" />ELECTRICAL BANANA<br />
Masters of Psychedelic Art<br />
Norman Hathaway, Dan Nadel<br />
Introduzione di Paul McCartney<br />
pp. 208<br />
Damiani Editore, € 29.00<br />
ISBN: 978 88 6208 204 4</p>
<p>Electrical Banana. Masters of Psychedelic Art di Norman Hathaway e Dan Nadel, ripercorre la storia della cultura psichedelica, straordinario fenomeno musicale e artistico nato a metà degli anni ‘60 nella West Coast californiana. Il libro si apre con un’intervista a Paul McCartney rilasciata agli autori e raccoglie testimonianze e contributi dei principali esponenti del movimento, corredate da numerose immagini, molte delle quali inedite. Rispetto all’immaginario psichedelico precedentemente diffuso, Electrical Banana. Masters of Psychedelic Art propone un’interpretazione innovativa e rivoluzionaria. Sono sette gli artisti protagonisti selezionati dai due autori per raccontare la “rivoluzione psichedelica”: l’eclettica artista olandese Marijke Koger, celebre per aver disegnato alcuni vestiti per i Beatles; Mati Klarwein, visionario illustratore e autore della magnifica copertina Bitches Brew di Miles Davis; l’artista di culto giapponese Keiichi Tanaami, autore di straordinari poster psichedelici; Heinz Edelmann illustratore tedesco e art director del film d’animazione Yellow Submarine del 1968; il celebre artista e designer giapponese Tadanori Yokoo; Dudley Edwards indiscusso protagonista della scena rock londinese e infine l’enigmatico artista australiano Martin Sharp, autore della copertina dell’album Disraeli Gears dei Cream e di splendide grafiche apparse sulle riviste underground più in voga in quel periodo.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-82857" title="diceilezioni" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/diceilezioni.jpg" alt="" width="135" height="187" />DIECI LEZIONI SULL&#8217;ITALIA CONTEMPORANEA<br />
Da quando non eravamo ancora nazione&#8230;a quando facciamo fatica a rimanerlo<br />
Mario Isnenghi<br />
pp. 220<br />
Donzelli, € 18,50<br />
EAN: 9788860366641</p>
<p>Si può raccontare, in dieci lezioni, il «succo» di 150 anni di storia del nostro paese? Lo si può fare in modo facile, gustoso, accessibile, suscitando la curiosità e l’interesse del lettore, senza nulla perdere in fatto di precisione e di rigore? Un grande storico, Mario Isnenghi, raccoglie la sfida. Non accetta il pregiudizio per cui solo i giornalisti possano farsi capire dal grande pubblico, quando raccontano di storia. Non gli piace l’idea che gli storici abbiano bisogno di «supplenti». Perciò dopo tanti libri di ricerca, pensati soprattutto per i suoi colleghi studiosi, giunto al termine della sua prestigiosa carriera di docente, decide &#8211; insieme con l’Università Ca’ Foscari di Venezia, e con altre prestigiose istituzioni &#8211; di raccontare con brio e con passione dieci momenti essenziali, dieci questioni decisive del nostro passato, da quando non eravamo ancora una nazione a&#8230; quando ci sono forti dubbi che lo siamo ancora e per davvero.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-82858" title="vestiario" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/vestiario.jpg" alt="" width="131" height="205" />VESTIARIO/BESTIARIO<br />
Abiti per animali dalla collezione di Vladimir Radunsky con i suoi appunti e i suoi disegni<br />
Con una lettera di Juan-Rafael, coniglio-sarto boliviano e una nota di Mikhail Baryshnikov, ballerino, amico degli animali. Traduzione di Bianca Lazzaro.<br />
pp. 24<br />
Donzelli, € 16,00<br />
ISBN  9788860366726</p>
<p>Le pantofole di seta di Babar, il Re degli Elefanti, la cravatta di Chuck la Giraffa, l’abito da sposa con tanto di strascico di Matilda l’Anaconda, la livrea di astrakan del Piccione portiere dell’Hotel Ritz di Parigi… Ma allora è proprio vero che gli animali vanno in giro vestiti come noi umani!<br />
Non è solo un’invenzione dei libri per bambini!<br />
A giudicare dalla stramba e rara collezione di Radunsky, un bizzarro giramondo che rimbalza da Parigi a Londra, dalla Bolivia alla savana, dal Congo a Madras, per far visita ai suoi amici animali, si direbbe proprio di sì. Di ritorno da ogni viaggio, infatti, Radunsky ha riportato a casa un capo di vestiario che i suoi amici gli hanno regalato o che hanno scordato qua e là, e che lui ha raccattato, per via di quella sua mania di collezionare. Ecco perché ogni pezzo della collezione ha una sua storia, spesso stramba, che Radunsky ha appuntato nel suo taccuino di viaggio. Il gioco e la finzione su cui Vladimir Radunsky costruisce il suo nuovo libro è un omaggio alla secolare tradizione dei libri illustrati per ragazzi, inaugurata da Grandville e onorata da centinaia di grandi artisti e illustratori: quella di vestire gli animali come gli uomini.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-82859" title="storiafoto" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/storiafoto.jpg" alt="" width="129" height="185" />STORIA CULTURALE DELLA FOTOGRAFIA ITALIANA<br />
Russo Antonella<br />
pp. 400<br />
Einaudi, € 35,00<br />
Ean: 9788806203177</p>
<p>Gli ultimi settantanni della fotografia italiana, 150 fotografi, più di 200 fotografie, molte delle quali inedite. L&#8217;analisi storica delle vicende, delle mostre, delle varie scuole, delle agenzie, dei periodici, cataloghi e pubblicazioni specialistiche che nacquero a partire dagli anni della ricostruzione del nostro Paese. Un quadro esaustivo, che analizza le opere dei maggiori fotografi italiani, le principali associazioni, la discussione teorica, i temi nodali della storia della fotografia italiana e il suo peculiare apporto a quella internazionale. Un&#8217;opera accuratamente documentata, ricca di testimonianze dirette di fotografi e storici. Un testo di grande sussidio per chiunque studi, collezioni o si interessi di fotografia e cultura delle arti visive. L&#8217;opera offre anche un&#8217;aggiornata bibliografia sui fotografi, così come sulle associazioni e i gruppi fotografici italiani.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-82860" title="artielumi" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/artielumi.jpg" alt="" width="128" height="207" />LE ARTI E I LUMI<br />
Pittura e scultura da Piranesi a Canova<br />
Barroero Liliana<br />
pp. 250<br />
Einaudi, € 28,00<br />
EAN: 9788806205775</p>
<p>Nel secolo appena trascorso questo periodo è stato oggetto di studi che ne hanno proposto molteplici letture, dalle quali è scaturita la fortunata definizione di Neoclassicismo applicata all&#8217;arte che dal Settecento maturo risvolta nel primo Ottocento, in un rinnovato rapporto con la classicità. Le ricerche dell&#8217;ultimo decennio hanno tuttavia messo in discussione, grazie a una migliore conoscenza dei protagonisti di quegli anni fondamentali per l¿arte europea, tale sistema storiografico.<br />
Le Arti e i Lumi privilegia la diretta lettura dei testi figurativi e letterari del tempo, rispetto all&#8217;impianto prevalentemente teorico che finora ha caratterizzato gli studi sul periodo. Ne costituiscono tema centrale i dipinti e le sculture interpretati nel contesto delle idee e degli scritti degli artisti stessi, impegnati a rivendicare un ruolo maggiormente incisivo rispetto a quello loro riconosciuto dai ceti intellettuali. Osservatorio privilegiato è la piú sovrannazionale di tutte le capitali, Roma, crocevia d&#8217;Europa come era definita dai contemporanei e che nella piú aggiornata storiografia ha recuperato il suo ruolo di protagonista.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-82861" title="storiajazz" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/storiajazz.jpg" alt="" width="150" height="204" />NUOVA STORIA DEL JAZZ<br />
Alyn Shipton<br />
pp. 1180<br />
Einaudi,€ 50,00<br />
EAN: 9788806204969</p>
<p>Le storie del jazz, si sa, rappresentano un terreno infido: difficile maneggiare una materia enormemente vasta, scandirne con esattezza i percorsi e le svolte, metterne in luce i movimenti principali e secondari, quando non sotterranei e carsici; dare il giusto peso a ciascun musicista, rischiando la sovraesposizione per alcuni e la semplice citazione per altri, quando non addirittura il silenzio; tenere il passo con l&#8217;evoluzione delle metodologie di ricerca; raccontare le lingue e le scuole nazionali nate in tutto il mondo, soprattutto in Europa; trovare una lingua accessibile, tempi e modi della narrazione che non si nascondano dietro il gergo tecnico, riuscendo a comunicare al lettore fatti e concetti complessi con la massima linearità.<br />
Fin dal suo primo apparire, all&#8217;inizio del nuovo secolo, Nuova storia del jazz di Alyn Shipton ha segnato uno spartiacque: d&#8217;improvviso, tutte le storie precedenti, rispettabili e spesso prestigiose, sono di colpo invecchiate. Ciò che fa di questo libro il piú importante studio in circolazione, e rende la traduzione italiana un evento editoriale, è la potente attrezzatura metodologica: agendo pazientemente e minuziosamente sulle fondamenta dei fatti e delle storie, scavando e rintracciando elementi tali da poter, con cognizione di causa e saldezza scientifica, imporre una nuova visione d&#8217;insieme a una materia lavica e debordante, Shipton offre una ricostruzione storica impareggiabile, nel senso di una innovativa sistemazione di dati e fatti, interpolati all&#8217;interpretazione di vicende umane e stilistiche, capace di scavalcare steccati ideologici, certe vecchie letture ormai infeltrite, schemi di riferimento calcificati. Completano il volume un glossario, che per dimensioni è un vero e proprio manualetto di jazz, e una riflessione in forma di saggio su un secolo di jazz italiano, curati da Vincenzo Martorella.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-82863" title="feltrinelli" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/feltrinelli.jpg" alt="" width="118" height="172" />I FELTRINELLI<br />
Storia di una dinastia imprenditoriale (1854-1942)<br />
Luciano Segreto<br />
pp. 504<br />
Feltrinelli, € 28,00<br />
EAN: 9788807111150</p>
<p>Ai più giovani il nome Feltrinelli evoca anzitutto una catena di librerie e poi la casa editrice che pubblica libri di successo, soprattutto di narrativa. Per le generazioni meno giovani il nome è associato ad alcuni grandi casi editoriali, nonché a un drammatico evento storico, la morte del fondatore della casa editrice, Giangiacomo Feltrinelli, nel 1972. Questo libro non si occupa di quella Feltrinelli e accenna appena a Giangiacomo. Si arresta infatti alla Seconda guerra mondiale, quando la famiglia Feltrinelli era unanimemente considerata una delle più importanti del capitalismo italiano…</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-82864" title="paesaggiobenessere" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/paesaggiobenessere.jpg" alt="" width="136" height="201" />PAESAGGIO E BENESSERE<br />
Enrico Anguillari , Viviana Ferrario , Elena Gissi , Emanuel Lancerini<br />
pp. 160<br />
Franco Angeli, € 21,00<br />
ISBN: 9788856844740</p>
<p>La Convenzione Europea del Paesaggio afferma che &#8220;il paesaggio rappresenta un elemento chiave del benessere individuale e sociale, e che la sua salvaguardia, la sua gestione e la sua pianificazione comportano diritti e responsabilità per ciascun individuo&#8221;.<br />
La condizione dello &#8220;star bene&#8221; allude ad un vasto complesso di circostanze, anche fisico-spaziali, significative per la ricerca di possibili approcci, metodi e pratiche atte a raggiungere una migliore abitabilità della città e del territorio. La qualità del paesaggio, assieme alla qualità degli spazi e della vita nello spazio, può ricoprire un ruolo determinante nella costruzione dei presupposti per un maggiore benessere della società.<br />
Il paesaggio percepito dalle popolazioni, le sue relazioni con le condizioni di vita e la salute degli abitanti, il progetto di paesaggio come mezzo per la messa in sicurezza del territorio, la gestione dei processi di produzione di paesaggio come strumento per creare valore aggiunto all&#8217;economia dei luoghi, sono i temi rispetto ai quali questo libro, pensato per coloro che si occupano di territorio nelle sue molteplici declinazioni, propone una riflessione critica sull&#8217;idea di benessere, intrecciando contributi di studiosi di diverse discipline.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-82865" title="fabbriche" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/fabbriche.jpg" alt="" width="136" height="199" />FABBRICHE D&#8217;ITALIA<br />
L&#8217;architettura industriale dall&#8217;Unità alla fine del Secolo breve<br />
Roberto Parisi<br />
pp. 272<br />
Franco Angeli, € 32,00<br />
ISBN: 9788856836776</p>
<p>Raramente la fabbrica dello storico dell&#8217;architettura coincide con quella dello storico dell&#8217;industria e con non poche resistenze i rispettivi racconti interagiscono con lo spazio storico delle macchine, dei processi produttivi, della vita dei lavoratori e degli imprenditori, come del loro ambiente di appartenenza, naturale e antropico. Tuttavia, oggi, alcune delle questioni che pone il mercato globale del lavoro e che appaiono così profondamente &#8220;nuove&#8221; e &#8220;diverse&#8221; rispetto al passato invitano a guardare alla storia delle fabbriche d&#8217;Italia con un&#8217;ottica multidisciplinare e con un approccio più disincantato, sollecitando una lettura del Secolo breve a partire da una porzione significativa di quel &#8220;lungo Ottocento&#8221; delineato da Eric Hobsbawm.<br />
Questo libro propone l&#8217;architettura della fabbrica come una possibile chiave di lettura della storia dell&#8217;Italia industriale.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-82866" title="socialadvertising" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/socialadvertising.jpg" alt="" width="133" height="195" />SOCIAL ADVERTISING<br />
Campagne pubblicitarie per un mondo migliore<br />
Emanuele Gabardi<br />
pp. 176<br />
Franco Angeli, € 21,00<br />
ISBN: 9788856841602</p>
<p>Non c&#8217;è dubbio che lavorare sulle campagne sociali sia di forte stimolo per i pubblicitari, come dimostrano gli scritti degli autori di questo libro e come sanno del resto coloro che conoscono il mondo delle agenzie di pubblicità. Non sempre si tratta di puro altruismo o di particolare sensibilità, ma non è difficile provare empatia per chi soffre a causa di malattie, disastri naturali o perché privato della libertà di parola. Anche perché queste cose sono successe, succedono e possono succedere anche nel nostro relativamente tranquillo Belpaese.<br />
Le campagne sociali hanno anche aumentato (o dovrebbero averlo fatto) la sensibilità dell&#8217;uomo comune, sia pur su alcuni temi più che su altri. E quando non sono riusciti a farlo significa che erano campagne sbagliate oppure che non hanno trovato lo humus adatto.<br />
Le campagne presentate nel libro spaziano tra numerosi temi: dalla sicurezza stradale a quella sul lavoro, dalla difesa dell&#8217;ambiente alle malattie, dalla droga alla violenza contro le donne, dalla donazione degli organi all&#8217;assistenza agli anziani, dalla pena di morte alla fame.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-82868" title="teoriaromanzo" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/teoriaromanzo.jpg" alt="" width="132" height="186" />TEORIA DEL ROMANZO<br />
G. mazzoni<br />
pp. 416<br />
Il Mulino, € 28,00<br />
ISBN: 978-88-15-23386-8</p>
<p>Il romanzo è la più importante tra le arti occidentali, quella che raffigura la totalità della vita o, come è stato detto, l&#8217;ammiraglia che la letteratura schiera contro il pensiero sistematico, contro la scienza e contro la filosofia. Negli ultimi duecento anni nessun&#8217;altra forma estetica ha ispirato così tanti saggi critici e riflessioni o ha contribuito in maniera così profonda a trasmettere modelli di comportamento e idee della vita sociale. Grazie al romanzo, la letteratura occidentale ha allargato il raggio dei propri temi e delle proprie possibilità, e soprattutto è riuscita nell&#8217;impresa di narrare l&#8217;esistenza delle persone comuni. Quasi cento anni dopo il saggio omonimo di Lukács, questo libro propone un&#8217;interpretazione complessiva del romanzo come fenomeno culturale e come genere letterario, come segno e sintomo della condizione moderna.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-82869" title="festivalefunerali" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/festivalefunerali.jpg" alt="" width="148" height="205" />FESTIVAL E FUNERALI<br />
Dai costumi ai malcostumi. Una storia italiana<br />
Natalia Aspesi<br />
pp. 456<br />
Il Saggiatore, € 16,50<br />
ISBN 9788842816539</p>
<p>Si può fare così la storia d’Italia. Scoprendo ogni giorno il fatto che accade. Sedendo in prima fila e guardandosi intorno. Ascoltando. Catturando. Registrando gli eventi quotidiani con gli occhi curiosi della cronista ironica. Raccontando, attraverso i suoi occhi e la sua mano, una storia, scritta al presente, che diventa Storia. Una storia italiana. Una storia italiana fatta di stelle che splendono, spendono, spandono e si spengono. Divi che fioriscono, sfioriscono, appassiscono; si sposano, sperano, si disperano. Donne che fanno le maestre, le commesse, le operaie. Una storia italiana. L’Italia della moda. Delle gonne che si accorciano, si allungano, si stringono, soffocano il ginocchio, lo liberano. Dei corpi. Dei seni che si gonfi ano, si sgonfi ano, si nascondono nei push up. Dei visi angelicati, indemoniati, plastifi cati. Delle sfilate. C’è silenzio lì, tra la folla. Tutti aspettano le modelle, con i loro abiti. Tutti aspettano di sapere come dovranno vestirsi, trasformarsi, camminare domani, oggi pomeriggio. Tra un’ora. Sfi lano in passerella le modelle. C’è silenzio sacrale. C’è l’applauso finale. Allora: saremo tutti vestiti di viola. Sfilano, tra queste pagine, grandi attori, attorucoli e comparse. Rockstar, stilisti e affaristi. Ereditiere di Milano, contadine di Ravenna e domestiche di Genova. Le lunghe estati calde in Riviera, gli amori nascosti, gli amori annunciati, gli amori finiti. Nuovi politici, con vizi privati e senza pubbliche virtù. L’Italia delle feste, dei festival e dei funerali. Della moda e della politica. Del costume e del malcostume. C’è anche questo, in questi Festival e funerali: il malcostume. Alla prima riga del libro, Luchino Visconti; all’ultima riga, Fabrizio Corona. Una storia italiana. Una storia che ci fa ridere e indignare, mostrandoci – attraverso gli occhi curiosi di una cronista ironica – come eravamo, come siamo, come siamo diventati.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-82870" title="gestionepiani" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/gestionepiani.jpg" alt="" width="138" height="179" />LA GESTIONE DEI PIANI URBANISTICI<br />
Perequazione, accordi, incentivi<br />
prefazione di Roberto Camagni<br />
pp. 232<br />
Marsilio, € 14.00<br />
ISBN: 978-88-317-0957-6</p>
<p>Gestire la trasformazione della città significa organizzare una nuova relazione tra pubblica amministrazione e soggetti privati. Strumenti come la perequazione urbanistica, gli accordi di partenariato e gli incentivi premiali hanno trasformato alla radice l&#8217;idea di pianificazione. L&#8217;accordo si sostituisce all&#8217;azione coercitiva, l&#8217;imposizione si trasforma in intesa. Il negoziato non rappresenta più un&#8217;eccezione quanto il modo in cui si costruisce il futuro della città mediante il consenso di cittadini e portatori di interessi nel quadro di regole urbanistiche ed economiche fissate dalla comunità.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-82871" title="farelibri" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/farelibri.jpg" alt="" width="148" height="196" />FARE I LIBRI<br />
Dieci anni di grafica in casa editrice<br />
Riccardo Falcinelli<br />
pp. 120<br />
Minimum Fax, € 15,00<br />
ISBN: 978-88-7521-380-0</p>
<p>Chi l’ha detto che un libro non si giudica dalla copertina? In realtà la veste grafica è una parte importantissima di ogni progetto editoriale: la scelta dei colori, delle illustrazioni, dei caratteri di stampa, la disposizione dei testi all’esterno e all’interno connotano fortemente il libro, possono decretarne il successo o l’insuccesso, e senz’altro contribuiscono a creare la riconoscibilità di un editore.<br />
Con questo volume minimum fax vuole accompagnare i suoi lettori in una visita guidata all’interno dell’«officina» dove si mette a punto il look dell’oggetto-libro: non solo l’art director, ma tutte le figure coinvolte nel lavoro editoriale raccontano in prima persona dieci anni di sviluppo della veste tipografica e dell’immagine coordinata della casa editrice. Spiegano i problemi affrontati e le soluzioni trovate, i criteri di politica editoriale che hanno guidato ogni singola scelta, gli espedienti tecnici che hanno funzionato meglio e – perché no? – anche gli errori di percorso.<br />
È la storia illustrata di un decennio di attività creativa e di scambio di idee, la celebrazione della passione e della cura artigianale indispensabili per fare i libri; ma anche un utile strumento per chi voglia addentrarsi, da studioso o da profano, nell’affascinante universo del book design.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-82872" title="informationis" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/informationis.jpg" alt="" width="130" height="167" />INFORMATION IS BEAUTIFUL<br />
Mccandless David<br />
pp. 260<br />
Rizzoli, € 19,90<br />
EAN: 9788817052337</p>
<p>Sempre di più, sulle riviste come sui quotidiani, l&#8217;informazione si giova di supporti grafici per chiarire il proprio messaggio. Da &#8220;Wired&#8221;, che ne ha fatto il proprio marchio, fino ai grandi quotidiani (&#8220;The Guardian&#8221; come &#8220;La Repubblica&#8221;), quella che oggi prende il nome di infografica sta conquistando spazi, sulle pagine così come nel nostro immaginario. Per la prima volta, David McCandless, uno dei massimi designer dell&#8217;informazione, propone una raccolta dei suoi lavori attraverso i quali notizie, statistiche e informazioni sul mondo che ci circonda diventano una forma innovativa e soprendente di design e, allo stesso tempo, ci rivelano come mai prima aspetti sorprendenti della realtà.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-82874" title="museoimmaginato" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/museoimmaginato1.jpg" alt="" width="111" height="157" />IL MUSEO IMMAGINATO<br />
Philippe Daverio<br />
pp. 288<br />
Rizzoli, € 35,00<br />
EAN: 9788817052238</p>
<p>Guidato dalla sua curiosità e dal suo gusto personalissimo, in questo libro Daverio racconta alcuni capolavori dell&#8217;arte di tutti i tempi, che costituiscono la sua collezione ideale, guidandone la lettura con brevi testi folgoranti e dettagli messi in evidenza. Il primo vero libro illustrato del conduttore di &#8220;Passepartout&#8221;.</p>
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<p><img class="alignleft size-full wp-image-82876" title="lezionidarte" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/lezionidarte.jpg" alt="" width="122" height="170" />LEZIONI D&#8217;ARTE <br />
Attilio Bertolucci <br />
pp. 288<br />
Rizzoli, € 35,00<br />
ISBN: 17053440</p>
<p>Le Lezioni d’arte di Attilio Bertolucci, pubblicate sul periodico “Il Gatto Selvatico”, edito da eni negli anni dal 1955 al 1965, e pubblicate integralmente in questo volume, costituiscono una sorta di piccolo tesoro per la storia dell’arte italiana.<br />
In brevi saggi illustrati l’autore traccia le linee portanti ed essenziali di epoche storiche ed esperienze artistiche dall’antichità ai nostri giorni a partire dalla sua esperienza di insegnante di storia dell’arte e di collaboratore di Roberto Longhi.<br />
Muovendosi tra storia, scienza dell’arte, ricerca ed estro individuale, nel segno delle ragioni dell’uomo e della poesia, Bertolucci parla della nascita di un genere o di una tendenza, mostra i nodi cruciali, le connessioni e le distanze fra le esperienze artistiche e disegna una mappa, non dettagliata, ma certamente esauriente, dei tempi e delle correnti, per giungere ogni volta all’essenza stessa degli artisti e delle loro opere.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-82877" title="affreschicastellomanta" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/affreschicastellomanta.jpg" alt="" width="160" height="191" />GLI AFFRESCHI DEL CASTELLO DELLA MANTA<br />
Allegoria e teatro<br />
Romano Silva<br />
pp. 120<br />
Silvana Editoriale, € 30,00<br />
EAN: 9788836621897</p>
<p>Nel Castello della Manta, presso Saluzzo, un ciclo di affreschi realizzato nel primo quarto del XV secolo corre ininterrotto per circa quaranta metri sui quattro lati della sala baronale. Il visitatore attento, oltre ad ammirare la grande qualità degli affreschi, si pone senza dubbio una domanda cui finora non sono state date esaurienti risposte: si tratta di una serie di episodi isolati o di un complesso coerente d’immagini? L’analisi dettagliata del programma iconografico esposta in questo volume dimostra che ci troviamo di fronte a un’allegoria della vita, a una vera e propria “moralité”, spettacolo teatrale assai diffuso in Francia tra XIV e XV secolo. L’allegoria non s’ispira soltanto, come è stato spesso ripetuto, al “Livre du Chevalier Errant”, poema scritto da Tommaso III, marchese di Saluzzo, ma anche ad altre opere appartenenti alla sua biblioteca, tra cui spicca in particolare il “Roman de Fauvel”, di cui è ancora conservato nella Bibliothèque nationale di Parigi lo splendido manoscritto miniato un tempo posseduto dal marchese. La campagna fotografica, appositamente realizzata per questa pubblicazione, consente al lettore una visita “virtuale” della sala baronale, di cui potrà osservare ogni dettaglio.</p>
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]]></content:encoded>
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		<title>Una Brand New Gallery a Milano</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 10:14:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Madaro Lorenzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Galleria]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Musei]]></category>
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		<category><![CDATA[spazi espositivi]]></category>

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		<description><![CDATA[Le gallerie d’arte contemporanea in Italia. Come vengono gestite? Quali le loro principali attività e, soprattutto, quali i consigli per chi si appresta ad avviare l’attività di gallerista? Tafter propone, in compagnia di Lorenzo Madaro, una mappatura degli spazi espositivi italiani intervistando i loro fondatori, curatori, direttori, alla ricerca di linee comuni o di strategie opposte di gestione…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Intervista ai due direttori Chiara Badinella e Fabrizio Affronti</em><br />
<strong><img class="alignleft size-full wp-image-82657" title="brandnewgallery" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/brandnewgallery.jpg" alt="" width="456" height="292" />Da circa un anno avete fondato la Brand New Gallery. Da quale formazione venite?<br />
</strong><strong>F.A.</strong> Io provengo da studi storico-artistici sul Seicento, ma mi sono sempre interessato all’arte contemporanea. Prima di fondare la galleria insieme a Chiara, avevo una collezione e di tanto in tanto pubblicavo su alcune riviste.<br />
<strong>C.B.</strong> Anch’io ho studiato storia dell’arte, e subito dopo la laurea ho frequentato un master presso il Sotheby’s Institute of Art. Questa fase della mia formazione è stata fondamentale per la mia scelta successiva di aprire una galleria d’arte.</p>
<p><strong>Come mai avete scelto questo spazio in via Farini?</strong><br />
La scelta dello spazio è durata un anno e quando l’abbiamo trovato era in fase di ristrutturazione. L’abbiamo affittato subito. È perfetto per la nostra attività perché è di grandi dimensioni ed è composto da due grandi ambienti, per cui all’interno possiamo allestire due mostre per volta. E come zona è perfetta per la nostra attività.</p>
<p><strong>La prima mostra che avete ordinato?<br />
</strong>La prima mostra l’abbiamo dedicata all’artista tedesco Anton Henning, molto famoso in Germania e negli Stati Uniti, ma che non aveva mai esposto i suoi lavori in una galleria d’arte del nostro paese prima di allora. Henning ha proposto una serie di dipinti realizzati appositamente per la nostra galleria, e anche per questo è stata accolta bene da parte del pubblico e della critica.</p>
<p><strong>Come pubblicizzate la vostra attività espositiva?</strong><br />
Soprattutto attraverso la pubblicità sulle riviste di settore come Art Forum, Mousse, Artreview e Flash Art e alcuni collezionisti, soprattutto americani, ci hanno contattato dopo aver visto le pagine di pubblicità delle mostre. Dell’ufficio stampa se ne occupa Lucia Crespi. Al contempo spendiamo molte energie per l’aggiornamento del nostro sito internet.</p>
<p><strong>Sin dalla prima mostra ordinata in galleria, avete proposto cataloghi curati da critici d’arte. Qual è il rapporto con loro</strong>?<br />
Abbiamo un forte rapporto di interazione con la critica e i curatori. Abbiamo coinvolto curatori stranieri, come Andrew Berardini, Linda Yablonsky e Jane Neal, e italiani come Alberto Mugnaini e Marco Tagliaferro.</p>
<p><strong>Proponete anche artisti italiani o siete indirizzati esclusivamente sugli stranieri?<br />
</strong>Di italiani abbiamo proposto soltanto Alessandro Roma, di cui faremo una mostra personale nell’aprile 2012 all’interno dell’intero spazio espositivo. Inizialmente, per differenziarci rispetto alle proposte della maggior parte delle gallerie italiane, eravamo indirizzati esclusivamente verso gli artisti stranieri. Poi abbiamo visto una sua mostra al MART di Rovereto e da quel momento abbiamo iniziato a collaborare.</p>
<p><strong>Per promuovere la vostra attività partecipate a fiere d’arte contemporanea?</strong><br />
Ad oggi abbiamo partecipato soltanto alla fiera di Roma, mentre tra pochi giorni saremo a NADA Miami Beach e a gennaio ad Art Los Angeles Contemporary!</p>
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		<title>Ricordando Monicelli&#8230;</title>
		<link>http://www.tafter.it/2011/11/29/ricordando-monicelli/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 09:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crop&Frame]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Professioni]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Se ne è andato un anno fa lasciandoci un&#8217;eredità di film e ricordi straordinari: Mario Monicelli regista, sceneggiatore e attore viene ricordato oggi, 29 novembre da diversi enti e istituzioni che lo omaggiano con retrospettive e proiezioni. RaiMovie trasmetterà per l&#8217;occasione anche la prima puntata di &#8220;Ladri di Biciclette&#8221;, programma di approfondimento che ripercorrerà la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-82623" title="mariomonicelli" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/mariomonicelli.jpg" alt="" width="400" height="223" />Se ne è andato un anno fa lasciandoci un&#8217;eredità di film e ricordi straordinari:<strong> Mario Monicelli</strong> regista, sceneggiatore e attore viene ricordato oggi, <strong>29 novembre</strong> da diversi enti e istituzioni che lo omaggiano con retrospettive e proiezioni.</p>
<p><strong>RaiMovie</strong> trasmetterà per l&#8217;occasione anche la prima puntata di &#8220;Ladri di Biciclette&#8221;, programma di approfondimento che ripercorrerà la vita di mario Monicelli con illustri ospiti. Fino a notte fonda verranno inoltre trasmesse le pellicole che hanno fatto storia: &#8220;Risate di gioia&#8221;, interpretato da Anna Magnani e Totò, &#8220;E&#8217; arrivato il cavaliere&#8221;,  &#8220;Le rose del deserto&#8221;, il film del 2006, liberamente ispirato al libro di Mario Tobino, &#8220;Un eroe dei nostri tempi&#8221;, &#8220;I nuovi mostri&#8221;, &#8220;L&#8217;armata Brancaleone&#8221;, &#8220;I compagni&#8221;, &#8220;Toh, e&#8217; morta la nonna&#8221;,  &#8221;Vogliamo i colonnelli&#8221;.</p>
<p>Al <strong>Teatro valle Occupato di Roma</strong>, inoltre, verrà proiettato &#8220;L&#8217;ultima zingarata &#8211; Un funeralone da fargli pigliare un colpo&#8221;, il cortometraggio di Federico Micali e Yuri Parrettini, remake della celebre scena finale del film &#8220;Amici Miei&#8221; che contiene una delle ultime interviste al maestro.<br />
Interverranno alle celebrazioni anche gli amici e collaboratori più stretti di Monicelli: Annetta Antonelli, Marco Cucurnia, Lorenzo Baraldi, Leonardo Baraldi, Luciano Tarquini, Gianna Gissi e Chiara Rapaccini, la compagna di Monicelli, che ha fornito i materiali inediti che saranno proiettati durante la serata. Alla serata sarà presente anche la Brigata Monicelli.</p>
<p>Nella <strong>galleria fotografica</strong> sotto, troverete le più belle locandine di alcuni dei suoi film.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Istituzioni: dal 1° gennaio riprendono le assunzioni al MiBAC</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 10:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[MiBAC]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Ministero per i beni e le attività culturali comunica che, in base alle disposizioni entrate in vigore con la legge di stabilità per il 2012 (Legge 183/2011), si procederà, a partire dal prossimo 1° gennaio, all’assunzione di nuove 308 unità di personale attingendo alle graduatorie degli idonei dei concorsi dell’ultimo quadriennio. Si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-82291" title="mibac" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/mibac.jpg" alt="" width="214" height="165" />Il <strong>Ministero per i beni e le attività culturali</strong> comunica che, in base alle disposizioni entrate in vigore con la<strong> legge di stabilità per il 2012 (Legge 183/2011)</strong>, si procederà, a partire<strong> dal prossimo 1° gennaio</strong>, all’<strong>assunzione di nuove 308 unità di personale</strong> attingendo alle <strong>graduatorie degli idonei dei concorsi dell’ultimo quadriennio</strong>.<br />
Si tratta in particolare di <strong>18 dirigenti archeologi, architetti, storici dell’arte, archivisti, bibliotecari e amministrativi</strong> che andranno a ricoprire le soprintendenze e gli uffici attualmente affidati ad interim, <strong>127 funzionari di diversi profili professionali</strong> di cui <strong>22 tra archeologi, architetti e amministrativi da assegnare</strong> alla<strong> Soprintendenza di Pompei</strong>, <strong>106 assistenti alla vigilanza e 57 ausiliari dalle categorie protette</strong>.<br />
“Sono molto soddisfatto di questo risultato – dichiara il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, <strong>Lorenzo Ornaghi</strong> – dovuto soprattutto all’impegno del mio predecessore, Giancarlo Galan, che desidero ringraziare in questa circostanza. Le assunzioni sono una prima, significativa inversione di tendenza per un Ministero che finora aveva visto progressivamente invecchiare e diminuire il proprio personale. Grazie a questo provvedimento, molti giovani entusiasti e preparati potranno entrare nelle fila di questa amministrazione e affiancare i tecnici delle Soprintendenze nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale nazionale”.</p>
<p><em>Fonte: MiBAC</em></p>
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		<title>15-02-12 &#8211; Concorso nazionale Rai &#8220;La radio è di parola&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 12:30:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Rai – Radiotelevisione Italiana e il programma “Il ComuniCattivo” indicono una selezione per giovani aspiranti conduttori radiofonici. Dal giorno 15 novembre 2011 potranno presentare domanda di ammissione alle selezioni i cittadini italiani o dei Paesi dell&#8217;Unione Europea residenti in Italia che abbiano conseguito la maggiore età. La domanda di partecipazione alle selezioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-81772" title="ilcomunicattivo" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/ilcomunicattivo1.jpg" alt="" width="297" height="259" />La <strong>Rai</strong> – Radiotelevisione Italiana e il <strong>programma “Il ComuniCattivo”</strong> indicono una selezione per <strong>giovani aspiranti conduttori radiofonici</strong>. Dal giorno 15 novembre 2011 potranno presentare domanda di ammissione alle selezioni i cittadini italiani o dei Paesi dell&#8217;Unione Europea residenti in Italia che abbiano conseguito la maggiore età. La domanda di partecipazione alle selezioni deve essere redatta utilizzando il<strong> <a href="http://www.ugc.rai.it/uploadcon.jsp?idRub=87">foglio elettronico d&#8217;iscrizione</a> sul portale Rai</strong> pubblicata dal 15 novembre 2011 e deve contenere tutte le informazioni in esso richieste. All&#8217;atto dell&#8217;iscrizione il candidato sarà tenuto a scegliere la sezione a cui partecipare tra le 6 in concorso: <strong>“news”, “sport”, “cultura”, “ambiente e scienza”, “costume e società”, “musica”</strong>. La domanda dovrà pervenire<strong> entro le ore 12 del giorno 15 febbraio 2012</strong>. Di detta data faranno fede le indicazioni della compilazione online del foglio elettronico e la prova di conduzione che il candidato vuole sottoporre alla giuria di detto concorso. I candidati dovranno inviare in allegato un file audio (in formato mp3), inserendolo nel foglio elettronico d&#8217;iscrizione, della durata di massimo 2 minuti contenente l&#8217;inizio del loro intervento radiofonico. Le commissioni valuteranno la qualità del testo presentato tenendo in considerazione il livello linguistico, la pertinenza all&#8217;argomento scelto (uno dei sei in riferimento alla sezione del concorso a cui si vuole partecipare), la tecnica di conduzione, la durata dell&#8217;intervento, il timbro, la dizione del candidato, l’originalità nella prova di conduzione e la creatività del testo. Sarà effettuata anche una valutazione di tipo tecnico che andrà a escludere tutti i contributi audio che non presenteranno un livello accettabile di fruibilità, chiarezza e completezza.</p>
<p>Consulta il <a href="http://www.radio1.rai.it/dl/radio1/2010/programmi/Page-0c134366-f5c1-4717-9a70-9d3264145fd6.html">sito</a></p>
<p>Consulta il <a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/1321279222561regolamento_premio_La_radio___di_parola_-_Terza_edizione.pdf">Bando</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
<a href="mailto:ilcomunicattivo@rai.it">ilcomunicattivo@rai.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La National Gallery di Londra: perché merita la straordinaria ‘visita’ di Leonardo da Vinci</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 12:27:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petti Bernadette</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Economia della Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Fondata nel 1824, la National Gallery di Londra è annoverata tra le più importanti gallerie d'arte europee con 2.300 opere esposte e uno staff di ben 600 professionisti. Non a caso, nonostante i tagli del governo britannico, continuano le donazioni private e aumenta la sua popolarità grazie a grandi mostre come quella sul Canaletto nel 2010 e quella appena inaugurata su Leonardo Da Vinci]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-82211" title="National Gallery ( 2010 )" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/nationalgallery.jpg" alt="" width="412" height="281" />Se si dovesse fare il nome di <strong>uno dei più importanti musei del Regno Unito e di tutta Europa,</strong> senza alcuna esitazione si nominerebbe la <strong>National Gallery di Londra</strong>.<br />
Fondata nel 1824 ma inaugurata nella sua sede attuale solo nel 1838 dalla regina Vittoria in persona, questa prestigiosa galleria occupa una posizione di primo piano sul lato nord della famosa Trafalgar Square ed è meta privilegiata di visitatori da ogni parte del mondo. <br />
L’imponente edificio, che ospita una collezione di oltre duemila dipinti, non ha subito nel corso del tempo modifiche di rilievo per quel che concerne la facciata del palazzo principale, mentre sono stati <strong>apportati numerosi ampliamenti agli spazi interni</strong>. Tra questi, il più imponente è stato realizzato ormai venti anni fa, nel 1991, quando è stata inaugurata la nuovissima ala Sainsbury &#8211; progettata dal team di architetti Venturi, Scott Brown &amp; Associates – la quale ha portato, così,<strong> l’attuale spazio espositivo a 46.396 mq.</strong></p>
<p>Se a prima vista la <strong>collezione di 2.300 opere</strong> potrebbe apparire non eccessivamente corposa, è la qualità di queste opere ad essere eccezionale, poiché la National Gallery annovera, tra le altre, alcune tra le più importanti opere di <strong>pittura europea del periodo compreso tra la metà del tredicesimo secolo ed il diciannovesimo secolo</strong> – come quelle di Piero della Francesca, Tiziano, Rembrandt, Monet e Cèzanne &#8211; e, per questa ragione, la sua collezione rappresenta una delle più complete e ricche di fascino al mondo.<br />
Altra caratteristica di rilievo è la presenza tra le sue sale di gran parte delle opere possedute dal museo, sempre esposte e disponibili al godimento del <strong>pubblico, il quale usufruisce gratuitamente dell’esposizione permanente durante tutto l’anno.</strong><br />
E’ così possibile esplorare liberamente le sessantasei gallerie del museo, le quali a seconda del periodo cronologico sono state suddivise in <strong>quattro unità principali</strong>: la <em>Sainsbury Wing</em> contiene le opere che vanno dal 1250 al 1500; nella <em>West Wing</em> si trovano le opere dal 1500 al 1600, mentre quelle dal 1600 al 1700 sono conservate nella <em>North Wing</em>; le opere più recenti, infine, si trovano nella <em>East Wing</em>. <br />
Questa <strong>collezione</strong> così vasta ed importante ha avuto un’origine peculiare dal momento che <strong>non è stata creata da una famiglia reale</strong>, come ad esempio L’Ermitage a San Pietroburgo, o da importanti membri della nobiltà, come la Wallace Collection sempre a Londra, ma<strong> è stata creata nel corso del tempo grazie al preciso impegno e sforzo del Governo britannico</strong>, il quale, seppur in ritardo rispetto ad altri stati europei, ha portato avanti una estesa attività di acquisto di dipinti ed opere da tutta Europa, a partire dalla collezione di 36 dipinti del banchiere John Julius Angerstein.</p>
<p>Questa importante attività statale è stata coadiuvata <strong>dall’opera di donazione dei privati</strong>, i quali hanno permesso così ad una iniziale modesta collezione di diventare una vera e propria galleria di opere esemplari che documentano la grandezza dei più grandi maestri dal primo Rinascimento al Post-Impressionismo. <br />
<strong>Alla guida della National Gallery si trova, dal febbraio 2008, il dott. Nicholas Penny</strong>, precedentemente Senior Curator di Scultura e Arti Decorative alla National Gallery of Art di Washington ed autore di numerosi libri ed articoli su pittura e scultura, storia delle collezioni e del gusto.<br />
La sua, non facile, attività di gestione del museo è resa più semplice da <strong>uno staff che è complessivamente composto da ben 600 persone</strong>, le quali sono impiegate in diversi ruoli, tra cui conservatori, ricercatori, restauratori addetti allo studio ed alla cura delle opere esposte e, non ultimo, alla valorizzazione delle stesse per renderle accessibili al pubblico.<br />
<strong>L’organigramma della National Gallery si configura così come una fitta rete di dipartimenti:</strong> da quello che si occupa della sicurezza ed il ricevimento del  pubblico, a quello curatoriale, di progettazione ed educativo. Grande rilievo, inoltre, ha il dipartimento scientifico, incaricato di studiare e fare ricerche sui materiali e le tecniche dei dipinti della collezione; esso ha un ruolo vitale insieme all’unità vera e propria di conservazione, la quale impiega interventi di manutenzione, prevenzione e restauro delle opere, oltre ad assicurare e garantire le più idonee condizioni di conservazione nell’allestimento delle opere all’interno degli spazi delle gallerie.<br />
Gli allestimenti di nuove mostre si sono rivelati una grande scommessa non solo per il dipartimento di conservazione ma per tutto lo staff del museo che, dall’apertura della Sainsbury Wing, ha approntato un programma vivace che ha caratterizzato e caratterizza tutt’ora l’attività della National Gallery. Grazie all’ottenimento di prestiti di famose opere dalle più importanti istituzioni museali internazionali, inoltre, <strong>il museo è riuscito in questi anni a realizzare importanti mostre che hanno avuto per protagonisti i più grandi e celebrati maestri dell’arte europea</strong>, come quella dedicata a <strong>Canaletto nel 2010</strong> e quella di <strong>Leonardo inaugurata questo Novembre</strong>.<br />
Questa vitale attività è resa possibile dal rilevante intervento di sponsors e fondazioni private che, con le loro donazioni ed il loro supporto, permettono la realizzazione di imponenti campagne pubblicitarie e di una ricca attività di marketing e comunicazione, oltre alla messa in atto di fondamentali progetti educativi e di ricerca, delle acquisizioni – diminuite drasticamente negli ultimi anni -, dei miglioramenti negli spazi delle gallerie e nella strumentazione per la conservazione delle opere d’arte.<br />
<strong>L’azione dei privati</strong> – la cui vocazione filantropica è radicata profondamente nella tradizione e nella cultura inglese  &#8211; non modifica minimamente lo status della National Gallery di ‘collezione nazionale’ a carattere non-profit (charitable status) stabilito dal Museum and Galleries Act del 1992, la quale si pone come obiettivo primario quello di rendere accessibile – fisicamente ed intellettualmente &#8211; il suo patrimonio al più ampio pubblico possibile, da quello occasionale al più assiduo visitatore, arrivando fino alle nuove generazioni, con l’utilizzo ad esempio di e-news gratuite e podcast nel suo sito web. <br />
Il <strong>numero di visitatori che aumenta di anno in anno</strong> e la buona risposta alle maggiori mostre-evento organizzate annualmente, nonostante <strong>i tagli degli ultimi quattro anni ai fondi pubblici</strong> &#8211; pari a 28,2 milioni di sterline per il 2010/2011 &#8211; che hanno indirettamente condizionato anche le<strong> donazioni dei privati – circa 1,8 milioni di sterline sempre nel 2010/2011-,</strong> hanno confermato il ruolo di prestigio della National Gallery, la quale sembra meritarsi pienamente la mostra che riunisce le maggiori opere pittoriche di Leonardo, in quello che è già stato definito l’evento artistico internazionale dell’anno.</p>
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		<title>Media: una legge annulla la libertà di stampa in Sudafrica</title>
		<link>http://www.tafter.it/2011/11/23/una-legge-annulla-la-liberta-di-stampa-in-sudafrica/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 12:30:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
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		<description><![CDATA[È passata alla Camera bassa del Parlamento sudafricano la legge “Protezione per le Informazioni di Stato” (Protection of State Information Bill). Nonostante le proteste durante la giornata di ieri, ribattezzata dagli attivisti il martedì nero (in ricordo del mercoledì nero, il 19 ottobre del 1977 quando vennero presi analoghi provvedimenti contro la stampa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-82054" title="nelsonmandelacentreofmemory" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/nelsonmandelacentreofmemory.jpg" alt="" width="295" height="280" />È passata alla Camera bassa del Parlamento sudafricano la legge “<strong>Protezione per le Informazioni di Stato</strong>” (Protection of State Information Bill). Nonostante le proteste durante la giornata di ieri, ribattezzata dagli attivisti il martedì nero (in ricordo del mercoledì nero, il 19 ottobre del 1977 quando vennero presi analoghi provvedimenti contro la stampa da parte del regime dell’apartheid)<strong> la legge è stata approvata dall’African National Congress</strong> e adesso approderà alla Camera alta per poi essere ratificata infine dal presidente Jacob Zuma. La normativa inasprisce le sanzioni per i giornalisti che pubblicheranno documenti secretati. <strong>La pena prevista va dai 5 ai 25 anni di carcere</strong> (il massimo è previsto per casi di sospetto spionaggio). Contestualmente è stata resa più semplice la procedura affinché gli enti pubblici possano classificare i documenti come sensibili. Il governo ha giustificato il provvedimento come una sostituzione di una legge sullo spionaggio che risale al 1982. I partiti di opposizione hanno già dichiarato che faranno ricorso davanti alla Corte costituzionale. Ieri a protestare, vestiti a lutto e con la bocca sigillata da un nastro nero, sono stati non solo gli attivisti, ma anche gli<strong> stessi giornalisti che hanno fatto irruzione nell’aula parlamentare</strong> subito dopo la votazione.</p>
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		<title>Se il lavoratore (culturale) si fa carico dell’impresa di  Emilio Cabasino </title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 12:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cabasino Emilio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia della Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando ero adolescente, mio nonno, Emilio Crespi, stimato direttore generale della Snia Viscosa fino ai primi anni ’70 del secolo scorso, mi illustrava con passione una proposta che portava avanti negli ultimi anni della sua carriera professionale, in merito all’opportunità di responsabilizzare i lavoratori nei confronti del buon funzionamento dell’azienda. Da appunti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-81342" title="forzamaggiomusicale" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/forzamaggiomusicale.jpg" alt="" width="303" height="229" />Quando ero adolescente, mio nonno, Emilio Crespi, stimato direttore generale della Snia Viscosa fino ai primi anni ’70 del secolo scorso, mi illustrava con passione una proposta che portava avanti negli ultimi anni della sua carriera professionale, in merito all’opportunità di responsabilizzare i lavoratori nei confronti del buon funzionamento dell’azienda.<br />
Da appunti e documenti che ho trovato recentemente nelle sue carte ho capito che si trattava, in particolare, di impostare una modalità di calcolo che permettesse al lavoratore di “percepire una percentuale degli utili risultanti dalla differenza fra l’ammontare dei costi di trasformazione del prodotto ed il totale delle spese effettivamente sostenute (costo effettivo)”.<br />
Tale sistema non avrebbe reso i lavoratori coinvolti nell’utile di impresa (non sempre necessariamente in positivo), ma nel buon andamento industriale, mitigando, ove possibile la conflittualità sociale e favorendo il migliore rendimento della produzione. Egli era il nipote del fondatore e figlio del realizzatore del massimo sviluppo del progetto industriale del cotonificio di Crespi d’Adda, unico sito di archeologia industriale del paese ad essere iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO e fin da piccolo ne aveva respirato i valori etici, estetici e ambientali, caratterizzati da un approccio umanistico del rapporto tra imprenditore/impresa e benessere dei lavoratori, che hanno motivato il riconoscimento dell’organizzazione internazionale.<br />
La notizia della settimana scorsa dell’apporto che i <a href="http://www.tafter.it/2011/11/08/teatro-i-lavoratori-del-maggio-musicale-fiorentino-cedono-quote-del-tfr-per-risanare-il-teatro/">lavoratori del Maggio Musicale Fiorentino </a>forniranno  ai costi di risanamento del teatro mi ha fatto tornare in mente quei discorsi del nonno e fatto ragionare su un ingrediente che manca in gran parte delle istituzioni culturali nostrane pubbliche: l’incentivo alla produttività, molla ed alimento essenziale per incrementare e nutrire la motivazione.<br />
Le maestranze saldamente sindacalizzate dei nostri musei pubblici, come quelle degli enti lirici, ad esempio e l’incapacità politica e amministrativa di snellire le procedure di gestione e rendere effettivamente autonome le istituzioni in questione sono un chiaro esempio di blocco funzionale di un sistema che, dopo la sua paralisi totale non potrà che portare alla sua morte e decomposizione. Al contrario, l’encomiabile gesto dei lavoratori fiorentini ci fa ben sperare nell’esistenza di esempi virtuosi, che dovranno necessariamente essere replicati se vorremo rinnovare il settore culturale e sviluppare  opportunità di crescita e occupazione ad esso legate. E questo dovrà realizzarsi in forme di autonoma e sporadica iniziativa  almeno sino a quando l’attuale inadeguata classe politica italiana non sarà capace di impostare politiche di settore diffuse e condivise, in cui pubblico e privato riusciranno ad essere mutualmente responsabili della vita delle nostre istituzioni culturali. </p>
<p><em>Emilio Cabasino è docente di economia della cultura all’Università della Tuscia</em></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Brescia. Mostra &#8220;Roberto Capucci e l&#8217;antico. Omaggio alla Vittoria Alata&#8221;. Dal 18 novembre al 18 marzo</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 07:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un percorso inedito le “sculture in tessuto” di Roberto Capucci vivranno all’interno del Museo di Santa Giulia raccontando il processo creativo ispirato al mondo antico di uno dei maestri della moda e del made in Italy. 31 straordinari abiti-scultura e 10 inediti bozzetti all’interno del Museo di Santa Giulia, iscritto dal 25 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-80729" title="omaggioallavittoria" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/omaggioallavittoria.jpg" alt="" width="283" height="387" />In un percorso inedito le “<strong>sculture in tessuto” di Roberto Capucci</strong> vivranno all’interno del <strong>Museo di Santa Giulia</strong> raccontando il processo creativo ispirato al mondo antico di uno dei maestri della moda e del made in Italy.<br />
<strong>31 straordinari abiti-scultura e 10 inediti bozzetti all’interno del Museo di Santa Giulia</strong>, iscritto dal 25 giugno 2011 nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, andranno a comporre un itinerario altamente scenografico. Questo incontro, reale e affascinante, tra antico e moderno si dipana nelle sezioni dell’Età Romana, Alto Medievale, presso le Domus dell’Ortaglia, nella Basilica longobarda di San Salvatore e nel Coro delle Monache, trionfo rinascimentale.<br />
“Rivitalizzare i luoghi della cultura, attualizzarli con “<strong>performances” anche non convenzionali</strong>”, è secondo Francesca Ghedini, docente di Archeologia Classica presso il Dipartimento di Archeologia dell’Università di Padova, il valore aggiunto di questo evento: “un’operazione che si qualifica subito per la forte impronta culturale: l’antico non è solo un palcoscenico per il moderno. […] Qui <strong>antico e moderno si toccano e si compenetrano sotto l’egida dell’immortalità della bellezza</strong>. L’esposizione delle creazioni di Capucci è pensata e proposta, all’interno di Santa Giulia Museo della Città, perché fra ciascun abito e il contesto in cui è inserito si stabilisca un dialogo fitto e continuo, un dialogo che possa suggerire associazioni e confronti non solo allo studioso o all’esperto di arte antica e moderna, ma anche, e soprattutto, al visitatore.”</p>
<p><strong>L’iniziativa espositiva</strong>, curata da Massimiliano Capella e Francesca Morandini, <strong>sarà articolata in cinque sezioni:</strong><br />
<strong>L’Antico. Gli Ordini Architettonici. Le Stagioni. Gli elementi: Fuoco, Terra, Aria e Acqua e Omaggio alla Vittoria Alata</strong>. Di quest’ultima sezione è protagonista l’inedito abito-scultura che Roberto Capucci ha voluto dedicare alla Vittoria Alata, bronzo del I secolo d. C., simbolo del Museo e della città di Brescia.<br />
<strong>L’antico si profila come leitmotiv della produzione di Cap</strong>ucci e come scelta cruciale del suo processo creativo, è lo stesso Capucci ad affermare: “i miei vestiti prendono a prestito dalla natura foglie, corolle, farfalle, insieme ai pepli delle statue antiche […]”, gli echi dell’antico si ritrovano in opere come l’Abito dorico, in raso beige modellato come una colonna con cinta di foglie (1978-1979), il Capitello corinzio, in charmeuse plissé beige con corpino ricoperto di foglie verde-oro stile corinzio (1989) o come il Capitello a paniere (1989) in mikado bianco con corpino a ventaglio in lamé a intarsi oro e argento, memore delle ornamentazioni a mosaico bizantini. Massimiliano Capella, direttore dei Musei Mazzucchelli e ideatore del progetto, ripercorre il significato dell’Omaggio alla Vittoria Alata da parte di Roberto Capucci:<br />
“Nel marzo del 2011 l’incontro tra Roberto Capucci e la scultura simbolo della città di Brescia dà vita a 9 diverse illustrazioni (matite colorate e grafite su carta Fabriano, 50&#215;70 cm, in esposizione), stese nell’arco di un&#8217;unica giornata, sintesi delle diverse interpretazioni del panneggio antico, del chitóne e dell’himàtion.<br />
La linea tratteggiata è sempre molto precisa, il disegno si fa più marcato quando Capucci deve rendere la materia più consistente di taffetas, crêpe, sauvage o mikado, mentre si alleggerisce in uno sfumato per materiali più aerei quali georgette e organza.<br />
La scelta di ritrarre il corpo immaginario quasi sempre di profilo consente di sviluppare al meglio sulla carta l’invenzione delle ali, parte fondamentale della <strong>Vittoria bresciana.</strong><br />
Dal progetto all’opera: la veste drappeggiata, sottilissima e probabilmente bagnata della Vittoria viene interpretata nell’abito-scultura con 25 metri di georgette di seta e 17 metri di mikado in tre diverse tonalità di verde, una di mauve e una di bronzo. In georgette sono la gonna-manto, le maniche e l’ampia scollatura, unica citazione fedele del chitóne della Vittoria, mentre per creare un contrasto cromatico e materico con la leggerezza della georgette Capucci sceglie il mikado mauve per la sottogonna rigida, per l’alta cinta e per le ali. Quest’ultime, doppiate e riccamente drappeggiate nei colori del mauve e del bronzo, si inseriscono nella scollatura posteriore sottolineandone il profondo taglio a V, contrapposto al taglio piramidale conferito dalle due code, sempre in georgette, che partendo dalle maniche si sviluppano fino a terra, amplificando il volume dell’abito-scultura”.<br />
La statua dalla quale parte questo progetto esercita il suo fascino da diversi secoli; come spiega Francesca Morandini, responsabile delle collezioni e delle aree archeologiche del Comune di Brescia: il bronzo “riproduce una divinità femminile che, in origine e completa degli attributi oggi mancanti, ha appena inciso con uno stilo sullo scudo […], il nome di una vittoria militare o di un importante personaggio. […] Il corpo, formoso e sinuoso, è vestito da un leggero chitone lungo sino ai piedi, trattenuto all&#8217;altezza delle spalle da due fermagli non più conservati, forse in materiale differente dal bronzo; il gesto del braccio destro ha provocato la discesa del chitone e ha ampliato la scollatura, lasciando intravvedere il seno. La veste aderisce al corpo come se fosse bagnata. I fianchi e le gambe sono avvolti in un himation di maggiore consistenza tessile, che con profonde pieghe e drappeggi pesanti crea un voluto contrasto, anche chiaroscurale, con il torso della divinità […] I capelli sono raccolti sulla nuca, divisi con una scriminatura centrale, trattenuti superiormente da un diadema a fascia con inserite ad agemina foglie di ulivo in argento e rame, sono più soffici e scomposti sulle orecchie e verso lo chignon. Caratterizzano l&#8217;insieme della figura le due grandi ali piumate, fortuna di questa statua e nello stesso tempo motivo di grande discussione in merito alla sua origine e alla sua storia. Sin dal momento della scoperta, avvenuta il 21 luglio 1826 presso l&#8217;antico tempio dedicato a Vespasiano nel 73 d. C., in molti accorsero a ammirare la statua, eruditi locali e studiosi, anche dall&#8217;estero, dando vita alle numerose interpretazioni che ancora oggi continuano ad alimentare il fascino di questa straordinario bronzo”.<br />
<strong>Tra gli abiti esposti figureranno:</strong><br />
. varie versioni del Peplo, ideato nel 1973 come abito in georgette ecru bordato di rosso scuro, dalle linee tradizionali, emblema dell’ispirazione alla natura e all’antico, presentato nelle antiche stanze delle domus romane;<br />
. l’abito da sera Farfallone, un arcobaleno di colori in taffetas plissé, presentato a New York nel 1985, ed esposto in quest’occasione nel rinascimentale Coro delle monache;<br />
. l’abito-scultura Vestale, personalissimo omaggio di Capucci a Maria Callas, in taffetas di seta con una coda di oltre dieci metri, andato in scena nel 1986 all’Arena di Verona, esposto nel Coro delle monache.<br />
Il catalogo, edito da Allemandi, conterrà testi e approfondimenti sui temi della moda e dell’archeologia di Massimiliano Capella, Giusi Ferrè, Silvia Venturini Fendi, Francesca Morandini, Francesca Ghedini, Enrico Minio Capucci e Raffaella Sgubin.</p>
<p><strong>orari:</strong> tutti i giorni ore 9.30 – 17.30 . chiuso tutti i lunedì non festivi<br />
<strong>biglietti:</strong> intero € 8,00 . ridotto € 6,00 (per gruppi da 10 a 25 persone e convenzionati). Visitatori da 14 e 18 anni e oltre 65 anni € 4,00 &#8211; scuole € 3,00 (si concedono 2 gratuità insegnanti e/o accompagnatori per ogni scolaresca con l’aggiunta dell’eventuale insegnante di sostegno o assistente per lo studente disabile. Nel caso gli accompagnatori delle scolaresche siano più di due, si applicherà a questi l’ingresso ridotto a € 6,00). Ingresso + didattica € 4,50</p>
<p>Consulta il<a href="http://www.robertocapuccielantico.com"> sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Tel: 030 2977833/34</p>
<p><em>Foto: Abito Vittoria Alata</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Pompei: dal sistema pubblico al monopolismo privato di Tsao Cevoli</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 09:07:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tsao Cevoli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
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		<description><![CDATA[In questi mesi Pompei è al centro di una vorticosa serie di tensioni: nuovi crolli, walzer di nomine e supercommissioni, scarico di responsabilità tra politica e amministrazione del sito, promesse di imminenti finanziamenti europei , conflitti per assicurarsene la gestione, promesse di nuove assunzioni,  e l’inarrestabile emorragia di risorse umane prodotta dai quotidiani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-80356" title="pomp" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/pomp.jpg" alt="" width="206" height="201" />In questi mesi Pompei è al centro di una vorticosa serie di tensioni: nuovi crolli, walzer di nomine e supercommissioni, scarico di responsabilità tra politica e amministrazione del sito, promesse di imminenti finanziamenti europei , conflitti per assicurarsene la gestione, promesse di nuove assunzioni,  e l’inarrestabile emorragia di risorse umane prodotta dai quotidiani pensionamenti. Non mancano infine le spinte alle privatizzazioni dei servizi e su di essi l’ombra delle grandi lobbies economiche pronte a sostituirsi a uno Stato che si presume non possa farcela da solo o che è stato deliberatamente ridotto a non farcela da solo per un profitto sicuro e a basso rischio.<br />
E’ in un simile panorama che nascono pasticci come il bando emanato nel 2010 dall’allora Soprintendente Giuseppe Proietti, con il quale la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei intende affidare ad un unico gestore privato tutti i cosiddetti “servizi aggiuntivi” presso gli scavi di Pompei: marketing, accoglienza, informazione, orientamento, biglietteria, controllo accessi, guardaroba, prenotazione, prevendita, audioguide, whisper, didattica per le scuole, gestione sito internet e “visite guidate”, inserito nel bando in virgolettato e tra parentesi ad esplicare la curiosa ufficiale dicitura di “accompagnamento didattico per singoli e/o gruppi”, palesemente creata ad arte per aggirare le normative regionali e nazionali sul turismo e sulle professioni turistiche. Un bando su cui oggi piomba un’interrogazione parlamentare, presentata al Ministro Giancarlo Galan dalla Sen. Diana De Feo. E non a caso.<br />
Attualmente a Pompei le visite guidate vengono effettuate da Guide Turistiche abilitate dalla Regione Campania, e riorganizzate in presidi, presso l’area archeologica, istituiti dal Commissario straordinario Fiori,  soltanto nel 2010.  Un’indagine statistica dello scorso settembre curata dall’Associazione Nazionale Archeologi insieme all’Associazione Guide Turistiche Campane sulle guide turistiche operanti a Pompei ha rilevato che in maggioranza si tratta di professionisti laureati in lingue o archeologia. Elevata è, in particolare, la presenza degli archeologi: il 54% laureati in Archeologia, e di queste oltre la metà (57%) in possesso di un titolo di studio superiore alla laurea. Si tratta in gran parte di giovani entrati in questo settore lavorativo grazie al cosiddetto Decreto Bersani che nel 2008 ha dato ai laureati in archeologia e in storia dell’arte l’opportunità di conseguire l’abilitazione allo svolgimento della professione di guida turistica e che di recente è stato abolito. Dunque con un provvedimento profondamente illiberale e travalicando le sue stesse tradizionali competenze, la Soprintendenza, con questo Bando, offre in blocco ad un monopolista privato un servizio sinora in regime di libera concorrenza, seppur coordinato da un regolamento emanato dalla stessa Soprintendenza. Il rischio è quello che questi liberi professionisti iperqualificati e con diversi anni di esperienza vengano sostituiti con giovani con contratti precari, insomma con lavoratori “usa e getta”, come avviene già in moltissimi musei e luoghi di cultura statali italiani, che si reggono sul lavoro precario e sottopagato dei co.co.pro o addirittura gratuito degli stagisti.<br />
Pompei è solo la punta dell’iceberg di un mondo dei beni culturali in cui è in atto silenziosamente da anni un processo di privatizzazione sui generis. In questo caso, c’è in ballo un sito archeologico che ha circa 2 milioni e mezzo di visitatori e incassa circa 25 milioni di euro ogni anno. Un sito che non ha nemmeno bisogno di farsi pubblicità per raggiungere questi risultati, gli basta già la sua fama nel mondo. Pompei è insomma, per qualsiasi privato, un investimento a basso costo e a basso rischio, con profitti elevati, facili e sicuri.</p>
<p><em>Tsao Cevoli è presidente dell&#8217;Associazione Nazionale Archeologi</em></p>
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		<title>Firenze. Convegno &#8220;Conoscere l&#8217;arte per difenderla meglio&#8221;. L&#8217;11 novembre</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 06:11:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<description><![CDATA[Il convegno Conoscere l’arte per difenderla meglio, patrocinato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è l’evento di esordio della società Giunti T.V.P. Editori con la rivista Art e Dossier per promuovere un nuovo modo di “fare scuola”, attraverso iniziative editoriali e eventi nelle scuole, volti alla formazione delle giovani generazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-80411" title="conoscerearte" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/conoscerearte.jpg" alt="" width="414" height="206" />Il convegno <strong>Conoscere l’arte per difenderla meglio</strong>, patrocinato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è l’evento di esordio della società Giunti T.V.P. Editori con la rivista <em>Art e Dossier</em> per promuovere un nuovo modo di “fare scuola”, attraverso iniziative editoriali e eventi nelle scuole, volti alla formazione delle giovani generazioni a una cittadinanza consapevole.<br />
Frutto di un accordo strategico per l’editoria scolastica, Giunti T.V.P. coniuga l’esperienza e il know-how di due editori con una lunghissima tradizione alle spalle – Sergio Giunti e Tancredi Vigliardi Paravia – e ha l’obiettivo di sviluppare progetti innovativi per la scuola secondaria di primo e secondo grado. Un nuovo marchio editoriale, radicato nella storia di due importanti editori, per garantire affidabilità, cura, efficacia didattica e nuove prospettive per la scuola del futuro.<br />
Al convegno, che si terrà <strong>venerdì 11 novembre alle ore 11 presso il Convitto della Calza</strong> (Piazza della Calza 6) a<strong> Firenze</strong>, <strong>quattro storici dell’arte e un archeologo di fama spiegheranno come sia possibile rendere la storia dell’arte e il suo insegnamento uno strumento di civiltà</strong>. In Italia, paese per eccellenza dell&#8217;arte, dei monumenti e dei musei, emergono infatti due urgenti necessità: la conoscenza e la tutela. Alla diminuzione dei fondi destinati alla tutela infatti, si accompagna una riduzione delle ore di insegnamento della storia dell&#8217;arte nelle scuole, una disciplina invece fondamentale per formare nuove generazioni di cittadini, rendendo viva e attiva la funzione civile e morale dell&#8217;arte. Partendo da queste considerazioni e allargando la prospettiva ad argomenti che rendono particolarmente attuale la storia dell&#8217;arte, il convegno offre spunti inediti grazie agli interventi di <strong>importanti studiosi quali Giorgio Bejor, Michele Dantini, Gloria Fossi, Tomaso Montanari e Claudio Strinati</strong>, anche moderatore del convegno.<br />
Introduce Claudio Pescio, condirettore insieme a Philippe Daverio, della rivista Art e Dossier.</p>
<p>I partecipanti al convegno riceveranno un <strong>biglietto omaggio</strong> per l’ingresso a un museo a loro scelta della città di Firenze.</p>
<p>Consulta il <a href="http://www.giuntitvp.it">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Giunti Editore<br />
Direzione, redazione e amministrazione<br />
Via Bolognese 165 Firenze<br />
Tel: 055 50621     <br />
Fax: 055 5062298<br />
<a href="mailto:red.rivistegiuntiscuola@giunti.it">red.rivistegiuntiscuola@giunti.it</a></p>
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		<title>Milano. Manifesto per i diritti dell&#8217;Arte contemporanea. Il 10 novembre</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 15:05:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Management]]></category>
		<category><![CDATA[Professioni]]></category>

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		<description><![CDATA[L’arte contemporanea contribuisce a rappresentare le identità sociali e culturali del nostro tempo. Il diritto rappresenta e definisce le regole per la gestione dei rapporti sociali, nei diversi luoghi in cui agiamo. Anche se i due ambiti potrebbero apparire lontani e potenzialmente in conflitto, tra il principio di libertà di espressione dell’artista e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-80438" title="manifestodiritti" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/manifestodiritti.jpg" alt="" width="329" height="186" />L’arte contemporanea contribuisce a rappresentare le identità sociali e culturali del nostro tempo. Il diritto rappresenta e definisce le regole per la gestione dei rapporti sociali, nei diversi luoghi in cui agiamo. Anche se i due ambiti potrebbero apparire lontani e potenzialmente in conflitto, tra il principio di libertà di espressione dell’artista e i limiti posti dalla legge, espressione della “morale pubblica”, da un altro punto di vista il diritto costituisce un sostegno importante per l’affermazione dell’arte contemporanea.<br />
Sempre più spesso, l’arte e la cultura in generale sono ricondotte alla fruizione del singolo, misconosciute nel loro reale potenziale quale terreno di confronto e luogo della mediazione nella società complessa di oggi.<br />
Il Manifesto per i Diritti dell’Arte Contemporanea vuole riaffermare alcuni principi di fondo con l’intento di ristabilire e rigenerare equilibrio tra le parti sociali, per favorire una migliore comprensione del ruolo dell’arte nella sfera pubblica.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Si afferma dunque:</strong><br />
1− La centralità dell’artista<br />
2− Il ruolo pubblico dell’arte contemporanea<br />
3− Il ruolo e il valore delle istituzioni pubbliche per l’arte contemporanea<br />
4− Il diritto del cittadino di partecipare più direttamente al mondo dell’arte e della cultura<br />
5− Il ruolo del mondo privato nel sostegno dell’arte contemporanea<br />
<strong>Si propone:</strong><br />
− Una più alta priorità dell’arte contemporanea nelle politiche culturali<br />
− La valorizzazione delle competenze professionali nella gestione dell’arte contemporanea<br />
− L’allineamento della pressione fiscale ai più favorevoli parametri europei e la riformulazione del diritto di seguito per favorire maggiori investimenti e trasparenza<br />
− L’avvio di “buone pratiche” tra le parti, quali contratti tipo tra artisti e committenti, artisti e gallerie e collezionisti e gallerie<br />
− La ridefinizione giuridica di temi quali autenticità, originalità, durata e limiti della tutela degli autori<br />
− Il riconoscimento giuridico del valore di ogni pratica artistica che si definisca tale</p>
<p><strong>Il manifesto per i diritti dell’Arte contemporanea</strong><br />
Un confronto fra giuristi, artisti e il mondo dell’arte per approfondire e sviluppare i principi enunciati nel <strong>“Manifesto dei Diritti dell&#8217;Arte Contemporanea” concepito</strong> in occasione del convegno che si terrà <strong>presso l&#8217;Accademia di Brera il 10 novembre</strong> nella Sala Napoleonica a partire dalle ore 9,00.</p>
<p>Scarica il <a href="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2011/10/invitodac.pdf">programma</a> completo</p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
<a href="mailto:dirittiartecontemporanea@gmail.com">dirittiartecontemporanea@gmail.com</a></p>
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		<title>26-01-12 &#8211; Corso in scrittura per eventi</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 09:05:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono aperte le iscrizioni per un nuovissimo corso in Scrittura per Eventi in partenza il 27 Gennaio 2011.   Partendo dalla sempre più crescente richiesta di questa nuova figura professionale (scrittore di eventi), Eventlab crea un workshop di 40 ore che vedrà la partecipazione di operatori del settore del calibro di Alfredo Accatino, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-78715" title="eventlab" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/eventlab.jpg" alt="" width="201" height="170" />Sono aperte le iscrizioni per un nuovissimo<strong> corso in Scrittura per Eventi</strong> in partenza il <strong>27 Gennaio 2011.  </strong><br />
Partendo dalla sempre più crescente richiesta di questa nuova figura professionale (scrittore di eventi), <strong>Eventlab</strong> crea un <strong>workshop di 40 ore</strong> che vedrà la partecipazione di operatori del settore del calibro di Alfredo Accatino, Daniele Lo Faro, Alessandro Torraca, Paolo Palmarocchi e Davide Pellegrini.<br />
Il corso sarà strutturato in una fase teorica e una più operativa di<strong> laboratorio</strong>, durante la quale i partecipanti dovranno scrivere un progetto curando ogni aspetto trattato durante i singoli moduli.<br />
Vi sarà inoltre la possibilità di <strong>stage presso agenzie o aziende</strong> che operano nel settore degli <strong>Eventi e della Comunicazione.</strong><br />
Eventlab è riconosciuta e patrocinata da <strong>Regione Lazio, Consulta degli Eventi di Assocomunicazione, Ferpi, Federculture.</strong><br />
I corsi si rivolgono a <strong>professionisti e studenti laureandi o laureati</strong> che intendano aggiornare le proprie competenze o specializzarsi in un nuovo ambito operativo.</p>
<p>Consulta il <a href="http://www.eventlab.eu ">sito</a></p>
<p>Informazioni:<br />
Tel: 06 64501042<br />
Mob: 347 6027864<br />
<a href="mailto:gianlucarollo@eventlab.eu">gianlucarollo@eventlab.eu<br />
</a></p>
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		<title>Rapporto sul Turismo italiano 2010/2011</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 15:17:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laterza Chiara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;   Rapporto sul Turismo Italiano 2010/2011 &#160; &#160; Giunto alla diciassettesima edizione, il Rapporto sul Turismo italiano  rappresenta un punto di riferimento fondamentale per tutti gli operatori del settore.  Dall&#8217;andamento dei flussi turistici nel biennio considerato, si giunge ad analisi macroscopiche in cui rientrano ad esempio le tematiche ambientali ma anche i vari mercati di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-80320 alignright" title="rapportoturismoitaliano" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/rapportoturismoitaliano.jpg" alt="" width="174" height="239" /></p>
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<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-80290" title="TITOLO" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/TITOLO.jpg" alt="" width="108" height="45" /></p>
<p style="text-align: left; padding-left: 30px;"> <br />
Rapporto sul Turismo Italiano 2010/2011</p>
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<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-80294" title="COSE" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/COSE.jpg" alt="" width="112" height="43" /></p>
<p style="text-align: justify;">Giunto alla diciassettesima edizione, il Rapporto sul Turismo italiano  rappresenta un punto di riferimento fondamentale per tutti gli operatori del settore.  Dall&#8217;andamento dei flussi turistici nel biennio considerato, si giunge ad analisi macroscopiche in cui rientrano ad esempio le tematiche ambientali ma anche i vari mercati di riferimento come quello delle crociere, dei parchi divertimento, dei campi da golf  o delle strutture termali.</p>
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<p><img class="alignleft size-full wp-image-80291" title="COME" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/COME.jpg" alt="" width="109" height="44" /></p>
<p>Oltre 800 pagine articolate in 5 parti principali: Statistiche ed Economia; Imprese e Servizi; La Competitività del sistema Italia; Turismi, prodotti e competitività; Istituzioni e Turismo. Un volume sui toni del verde che esprime un&#8217;aria seriosa ma ufficiale. Non a caso il Rapporto è stato realizzato con la collaborazione del Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo (Presidenza del Consiglio dei Ministri), ENIT – Agenzia nazionale del Turismo, ISTAT, ACI, Banca d’Italia, CISET – Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica e ISNART &#8211; Istituto Nazionale di Ricerche Turistiche. Per questa edizione, inoltre, ci si è avvalsi del contributo dell’Irat (Istituto di Ricerche sulle Attività Terziarie) e del CNR, che ha affiancato la Mercury-Turistica nel coordinamento del lavoro.</p>
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<p><img class="alignleft size-full wp-image-80298" title="TEMI" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/TEMI.jpg" alt="" width="117" height="51" /></p>
<p>Turismo puro e derivati: un manuale che ci aiuta a capire quale il ruolo dell&#8217;Italia al cospetto dei mercati internazionali nel settore e quali le strategie da intraprendere per puntare ad un comparto sempre più competititivo e innovativo.</p>
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<p><img class="alignleft size-full wp-image-80297" title="SEGNI PARTICOLARI" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/SEGNI-PARTICOLARI.jpg" alt="" width="212" height="49" /></p>
<p style="padding-left: 30px;">I casi pratici, le indagini e le esperienze concrete degli attori turistici (Osservatori, agenzie, reti europee) forniscono un utile percorso tra le tante tabelle e i tanti dati raccolti. Il capitolo relativo ai mercati BRIC, inoltre, permette un&#8217;interessante panoramica sul turismo in via di sviluppo in questi grandi paesi emergenti, a riprova del fatto che non è chi più possiede colui che più ottiene, bensì sono coloro che sfruttano al meglio le proprie risorse a trarne pieno vantaggio.</p>
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<p><img class="alignleft size-full wp-image-80296" title="PRO" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/PRO.jpg" alt="" width="90" height="40" /></p>
<p>Se vi interessate di turismo, il rapporto è un <em>must have</em>. Non solo dati (che poi sono sempre utili) ma analisi e studi di tendenze fanno del testo uno strumento consultabile con grande facilità e versatilità, grazie anche alla oculata suddivisione in 5 macro aree e oltre 60 capitoli.</p>
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<p><img class="alignleft size-full wp-image-80293" title="CONTRO" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/CONTRO.jpg" alt="" width="105" height="35" /></p>
<p>Le dimensioni del Rapporto spaventerebbero chiunque e l&#8217;impaginazione di certo non spicca per fruibilità e creatività. In fondo, però, non è questo l&#8217;importante. Anche se un tocco di colore all&#8217;interno, fosse anche solo per le tabelle, non avrebbe fatto male a nessuno (o forse sì, al prezzo)</p>
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<p><img class="alignleft size-full wp-image-80292" title="CONSIGLIATO A" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/CONSIGLIATO-A.jpg" alt="" width="154" height="43" /></p>
<p>Chi di turismo vive o vuole vivere; ai giornalisti, per avere sempre dei dati disponibili da scartellare in articoli sul tema; ma anche agli economisti, di ogni settore. E ai semplici appassionati che vogliono scoprire come si misurano gli indotti turistici ma soprattutto come si generano. </p>
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<p><img class="alignleft size-full wp-image-80295" title="INFO UTILI" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/INFO-UTILI.jpg" alt="" width="121" height="50" /></p>
<p>Edito da Franco Angeli, a cura di Emilio Becheri e Giulio Maggiore. Realizzato con il patrocinio del Ministro del Turismo. Costa 50 euro. ISBN: 978-88-568-4089-6</p>
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		<title>Teatro: i lavoratori del Maggio musicale fiorentino cedono quote del Tfr per risanare il teatro</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 13:30:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tafter</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Economia della Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Industria dello Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Professioni]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; stato firmato l&#8217;accordo tra la direzione del Maggio musicale fiorentino e i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Fials su uno dei punti del piano di risanamento finanziario del teatro, ovvero il recupero di circa 2,2 milioni attraverso la cessione di una quota del Tfr da parte di ogni singolo lavoratore. L&#8217;accordo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-80251" title="maggiomus" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/maggiomus.jpg" alt="" width="184" height="132" />E&#8217; stato firmato l&#8217;accordo tra la <strong>direzione del Maggio musicale fiorentino</strong> e i <strong>rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Fials</strong> su uno dei punti del<strong> piano di risanamento finanziario del teatro</strong>, ovvero il<strong> recupero di circa 2,2 milioni</strong> attraverso la <strong>cessione di una quota del Tfr</strong> da parte di ogni singolo lavoratore.<br />
L&#8217;accordo prevede la <strong>cessione individuale da parte dei dipendenti del Maggio di una quota del proprio Tfr</strong>: in totale<strong> circa 2,1 milioni</strong>. A questo si aggiungerà anche la <strong>rinuncia dei dirigenti del teatro al 15% del proprio stipendio per 4 mesi: circa 170 mila euro.</strong> Nei giorni scorsi non era stata trovata l&#8217;intesa tra i sindacati sulla scelta dei criteri da adottare per la definizione della quota del Tfr: in particolare la Fials aveva chiesto che venisse preso &#8220;in considerazione il <strong>Cud</strong>&#8221; e non &#8220;alcune voci del contratto integrativo&#8221;. E&#8217; stata la direzione del teatro a stabilire il criterio per la definizione della quota che, a quanto si apprende, è una &#8216;via di mezzo&#8217; tra le due ipotesi (voci integrativo e Cud).<br />
Da qui al <strong>25 novembre</strong> i lavoratori si recheranno in un apposito ufficio della Fondazione per la firma della liberatoria necessaria per la cessione di una quota del proprio Tfr.</p>
<p><em>Fonte: Il Giornale dello Spettacolo</em></p>
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		<title>Udine. &#8220;Maravee Fabrica&#8221;: L’etica e la bellezza del lavoro in foto, sculture, installazioni, film e performance. Dal 12 al 20 novembre</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 07:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Professioni]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo dal Vivo]]></category>

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		<description><![CDATA[Maravee annuncia il varo della sua decima edizione, riconfermando l’approdo nella splendida location del Castello di Susans di Majano (UD). Grazie alla partnership con l’azienda Gervasoni di Udine che, dopo il successo di Maravee Domus, con un migliaio di visitatori nella sola serata inaugurale, rinforza ulteriormente la sua collaborazione con la rassegna ideata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-78253" title="maravee" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/11/maravee.jpg" alt="" width="243" height="217" />Maravee annuncia il varo della sua decima edizione</strong>, riconfermando l’approdo nella splendida location del <strong>Castello di Susans di Majano (UD</strong>). Grazie alla partnership con l’azienda Gervasoni di Udine che, dopo il successo di Maravee Domus, con un migliaio di visitatori nella sola serata inaugurale, rinforza ulteriormente la sua collaborazione con la rassegna ideata e diretta da Sabrina Zannier e gestita dall’Associazione Maravee grazie al sostegno dell’Assessorato regionale alla Cultura, del Comune di Majano, della Fondazione CRUP, di diverse sponsorizzazioni tecniche e prestigiose collaborazioni.<br />
Intitolata <strong>Maravee Fàbrica</strong>, dopo il tema della casa affrontato con Maravee Domus, <strong>metterà in scena l’etica e la bellezza del lavoro che lega l’impegno del fare e progettare all’identità dell’individuo, alla sua relazione con il gruppo, la città, l’ambiente e la visionarietà.</strong><br />
L’evento inaugurale è fissato per <strong>venerdì 11 novembre alle ore 18.30</strong>, quando <strong>il castello di Susans si trasformerà in una suggestiva fucina dell’arte</strong> che interpreta luoghi e modi dell’operatività quotidiana. Dall’impegnativa operatività curatoriale e organizzativa è nato un progetto di grande respiro, frutto della collaborazione con istituzioni e gallerie d’arte nazionali e di prestigiose realtà culturali della regione, come il Craf di Spilimbergo e la Scuola Mosaicisti del Friuli, che parteciperà con sei allievi della specializzazione alla realizzazione di un’opera.<br />
<strong>Spaziando in più linguaggi e in diverse poetiche</strong>, artisti provenienti dal Friuli Venezia Giulia, da altre regioni italiane, dalla Russia, dall’India e dal Giappone, proporranno <strong>visioni dirette sul mondo del lavoro</strong>, affrontato nelle sue più svariate sfaccettature, affiancandole ad altre che essenzializzano, a ridosso dell’identità individuale, quel principio del ruolo sociale che incide nel vivo della psicologia collettiva.<br />
Una mostra di fotografia, intitolata <strong>La fabbrica della visionarietà</strong>, alla quale si affiancherà un cortometraggio realizzato per l’occasione, metterà in scena il tema del lavoro sul doppio registro della produzione e della visionarietà, con immagini che dagli interni di fabbrica condurranno il visitatore in altri luoghi di lavoro, dai grandi cantieri alle malghe di montagna, dal teatro al supermercato allo studio d’artista.<br />
Costruire e rispettare, la mostra di sculture e installazioni affronta <strong>il tema del lavoro sul doppio registro della costruzione urbanistica e del rispetto ambientale</strong>, attraverso coloratissimi scenari e un pizzico di visionarietà, in qualche caso virato sul fronte dell’ironia.<br />
Per entrambe le mostre alcuni artisti stanno lavorando alla realizzazione di nuove opere, concepite appositamente per Maravee, che in misura maggiore rispetto alle scorse edizioni, si eleva a scenario d’innovative progettualità artistiche. In particolar modo nell’ambito della mostra Costruire e rispettare, per la quale due artisti e una designer stanno lavorando a installazioni site specific.<br />
Seguendo il <strong>format dello spettacolo a più voci</strong>, la serata inaugurale sarà inoltre animata da <strong>performance teatrali e da installazioni commestibili in cui il design s’intreccia con il food</strong>, grazie alla collaborazione di diverse professionalità, tra Milano e il Friuli Venezia Giulia, e alla sponsorizzazione tecnica di alcune prestigiose aziende della regione.<br />
Alle due mostre, che <strong>resteranno visitabili fino al 20 dicembre</strong>, gli eventi performativi e installativi della serata inaugurale affiancheranno altri linguaggi e modalità di riflessione e suggestione sul tema del lavoro. Sempre all’insegna di quella freschezza concettuale ed espressiva con la quale Maravee ha forgiato il proprio profilo, per affrontare con ottimismo e solarità anche questioni socialmente complesse e problematiche.</p>
<p>Consulta il <a href="http://progettomaravee.com/" target="_blank">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
AtemporaryStudio<br />
<a href="mailto:info@atemporarystudio.com">info@atemporarystudio.com</a></p>
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