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	<title>Tafter &#187; Musei</title>
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	<description>Cultura è Sviluppo</description>
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		<title>Musei: durante la settimana dell&#8217;America&#8217;s Cup molte iniziative nei musei di Napoli</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 09:30:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89411" title="barcheavela" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/barcheavela.jpg" alt="" width="342" height="147" />Lancio congiunto per le <strong>attività culturali</strong> legate ai <strong>musei</strong> previste per il <strong>2012</strong> a<strong> Napoli</strong>. Amministrazione comunale, Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Campania e le Sopritendenze per il Polo museale di Napoli, per i Beni archeologici di Napoli e Pompei e per i Beni architettonici, paesaggistici e storici di Napoli e provincia hanno presentato insieme una serie di iniziative che riguarderanno i maggiori musei della città. &#8220;Questo incontro &#8211; ha spiegato <strong>Di Nocera</strong> &#8211; ha come scopo la<strong> valorizzazione del turismo legato alla cultura</strong> e a quello che la città ha da sempre: la sua storia, che vogliamo valorizzare come fondamento dell&#8217;attività culturale della città&#8221;. Particolare attenzione è stata rivolta alle iniziative legate all&#8217;<strong>America&#8217;s Cup</strong> che si svolgerà a <strong>Napoli ad aprile</strong>. L&#8217;Assessorato alla Cultura promuoverà un <strong>bando</strong> per la creazione di <strong>percorsi turistici di mobilità</strong> (walking o con minibus) che si muovano su due direttrici: lungo la<strong> linea dei grandi musei</strong> che, partendo da Piazza Vittoria passando per Castel dell&#8217;Ovo possa risalire via Palazzo Reale verso il Museo Archeologico e di Capodimonte, e <strong>a piedi</strong> da Piazza Vittoria passando per Chiaia, Palazzo Reale e Toledo, con la fuincolare fino a Castel Sant&#8217;Elmo. I percorsi saranno caratterizzati da <strong>guide multilingue</strong>, conterranno possibili stop per<strong> degustazioni tipiche</strong> e valorizzeranno i <strong>percorsi museali</strong> e i contenuti di visita in accordo con i direttori dei musei, &#8220;in modo da favorire linee di congiunzione tra la città del mare e gli ambiti museali&#8221;, ha aggiunto Di Nocera.<br />
Nella settimana dell&#8217;America&#8217;s Cup il <strong>Museo di San Martino</strong> proporrà una mostra dal titolo<strong> &#8216;La sezione navale e le regate dai giardini&#8217;</strong>, con documentazioni della storia della marineria borbonica e post-unitaria, e la possibilità per i visitatori del Museo e per il pubblico dell&#8217;America&#8217;s Cup World Series di usufruire di un privilegiato punto di osservazione dall&#8217;alto delle regate, dalla<strong> terrazza dei Belvedere dei Monaci</strong>, con vista sulla città e sul mare, grazie a dei cannocchiali. &#8220;E&#8217; la prima volta che il Comune si fa promotore di un incontro del genere &#8211; ha dichiarato il soprintendente per il Polo museale di Napoli, <strong>Fabrizio Vona</strong> &#8211; che ci aiuta a promuovere e pubblicizzare le nostre iniziative&#8221;. A tal proposito Vona ha ricordato che &#8220;la <strong>Soprintendenza di Napoli</strong>, come quelle di <strong>Venezia, Firenze e Roma</strong>, non hanno fondi per legge ma possono contare solo su quanto guadagnano con i biglietti staccati e gli spazi in uso per concessione&#8221;. &#8220;Si parla sempre di mettere in rete la città e fare sistema, ma bisogna iniziare a farlo con fatti concreti e questa iniziativa va proprio in questa direzione&#8221;, ha dichiarato la soprintendente per i Beni archeologici di Napoli e Pompei, <strong>Teresa Elena Cinquantaquattro</strong>.</p>
<p><em>Fonte: Adnkronos</em></p>
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		<title>Eventi: domenica 12 febbraio torna &#8220;Un Bacione a Firenze &#8211; Il Palazzo dei Fiorentini&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 17:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torna anche nel 2012 il &#8216;Palazzo dei Fiorentini’, la giornata di apertura straordinaria e gratuita della sede del Comune ai nati e/o residenti a Firenze e provincia. Domenica 12 febbraio si potrà visitare liberamente Palazzo Vecchio e il suo museo dalle 9 alle 24 e fare attività guidate; sarà inoltre possibile accedere alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89342" title="palazzovecchio" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/palazzovecchio.jpg" alt="" width="292" height="198" />Torna anche nel <strong>2012</strong> il <strong>&#8216;Palazzo dei Fiorentini’</strong>, la giornata di <strong>apertura straordinaria e gratuita</strong> della sede del Comune ai nati e/o residenti a Firenze e provincia. <strong>Domenica 12 febbraio</strong> si potrà visitare liberamente <strong>Palazzo Vecchio</strong> e il suo museo <strong>dalle 9 alle 24</strong> e fare<strong> attività guidate</strong>; sarà inoltre possibile accedere alla<strong> Sala di Clemente VII</strong> usualmente chiusa al pubblico. All&#8217;iniziativa partecipa anche il <strong>Museo Stefano Bardini</strong> che sarà liberamente visitabile<strong> dalle 11 alle 17</strong> e dove si svolgeranno <strong>visite guidate e attività per  famiglie</strong>. Per partecipare alla giornata è necessario essere muniti della tessera<strong> ‘Un bacione a Firenze’</strong>: chi ha già partecipato alle precedenti ‘domeniche’, ne è già in possesso, mentre chi ne è sprovvisto può ritirarla gratuitamente presso la sede degli Urp (Uffici relazioni con il pubblico) della città.</p>
<p><strong>Museo di Palazzo Vecchio</strong>:<br />
Varie le attività previste, tutte su prenotazione. La prenotazione è obbligatoria e gratuita e si può effettuare telefonando dal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 17.00 e la domenica dalle 9.30 alle 12.30 a: +39 055 2768224 o +39 055 2768558 oppure inviando una e-mail a: <a href="mailto:info.museoragazzi@comune.fi.it">info.museoragazzi@comune.fi.it</a>. </p>
<p><strong>Programma delle attività</strong>:</p>
<p><strong>Scala del duca di Atene, Studiolo di Francesco I, Tesoretto di Cosimo I, Salone dei Cinquecento, Capriate del soffitto del Salone dei Cinquecento &#8211; &#8220;Percorsi segreti&#8221;</strong><br />
Numero massimo di partecipanti 10, per tutti a partire dai 10 anni, durata 1 ora e 15 minuti<br />
Orari: 10.00, 10,30, 11.00, 12.30, 15.00, 16.00, 16.30, 21.00<br />
<strong>Scavi archeologici di Palazzo Vecchio &#8211; &#8220;Visita agli Scavi archeologici dell&#8217;antico teatro romano&#8221;</strong><br />
Numero massimo di partecipanti 20, per tutti a partire dagli 8 anni, durata 30 minuti<br />
Orari: 10.00, 14.30<br />
<strong>Salone dei Cinquecento, Quartieri monumentali  e Teatro Civiltà del Rinascimento nel Mezzanino &#8211; &#8220;Vita di corte&#8221;</strong><br />
Numero massimo di partecipanti 25, per famiglie con bambini dai 6 anni, durata 1 ora e 15 minuti<br />
Orario: 10.00, 16.00     <br />
<strong>Salone dei Cinquecento, Quartieri monumentali, Camerino di Bianca Cappello &#8211; &#8220;Visita a Palazzo&#8221;</strong><br />
Numero massimo di partecipanti 25, per tutti a partire dagli 8 anni, durata 1 ora e 15 minuti<br />
Orari: 10.30, 11.30, 12.00, 14.30, 15,30, 17.00, 19.30<br />
<strong>Camminamento di ronda &#8211; &#8220;Visita al camminamento di ronda&#8221;</strong><br />
Numero massimo di partecipanti 25, per tutti a partire dagli 8 anni, durata 1 ora e 15 minuti<br />
Orari: 10.30, 11.15, 12.00, 15.00, 15.45, 17.30, 18.15<br />
<strong>Salone dei Cinquecento, Quartiere di Leone X, Quartiere degli Elementi, Quartiere di Eleonora, Sala dei Gigli &#8211; &#8220;La Via Lattea&#8221;</strong><br />
Numero massimo di partecipanti 50, per famiglie con bambini dagli 8 anni, durata 2 ore<br />
Orari: 11.00, 15.30<br />
<strong>Salotta &#8211; &#8220;In bottega con Giorgio Vasari&#8221;</strong><br />
Numero massimo di partecipanti 25, per famiglie con bambini dagli 8 anni, durata 1 ora e 15 minuti<br />
Orari: 11.30, 14,30<br />
<strong>Salone dei Cinquecento, Quartieri monumentali &#8211; &#8220;Guidati da Giorgio Vasari&#8221;</strong><br />
Numero massimo di partecipanti 25, per tutti a partire dai 10 anni, durata 1 ora e 15 minuti<br />
Orari: 12.00, 16.30<br />
<strong>Teatrino, Quartieri monumentali &#8211; &#8220;Piccole storie di animali: scopri il protagonista di oggi&#8221;</strong><br />
Numero massimo di partecipanti 25, per famiglie con bambini dai 4 ai 7 anni, durata 1 ora e 15 minuti<br />
Orario: 16.00<br />
 </p>
<p><strong>Museo Stefano Bardini</strong></p>
<p><strong>Programma delle attività:</strong></p>
<p><strong>Visita al Museo (a cura di Piccoli Grandi Musei. Le stanze dei tesori. Meraviglie dei collezionisti nei musei a Firenze)</strong><br />
Numero massimo di partecipanti 25, per tutti a partire dai 10 anni, durata 1 ora e 15 minuti<br />
Orario: 10.00, 11.30<br />
<strong>Il principe degli antiquari</strong><br />
Numero massimo di partecipanti 25, per famiglie con bambini dagli 8 anni, durata 1 ora e 15 minuti<br />
Orario: 10.00<br />
<strong>Intorno al Porcellino</strong><br />
Numero massimo di partecipanti 25, per famiglie con bambini dai 5 ai 10 anni, durata 1 ora e 15 minuti<br />
Orario: 15.00</p>
<p>La prenotazione è obbligatoria e gratuita e si può effettuare telefonando dal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 17.00 e la domenica dalle 9.30 alle 12.30 a: +39 055 2768224 o +39 055 2768558 oppure inviando una e-mail a: <a href="mailto:info.museoragazzi@comune.fi.it">info.museoragazzi@comune.fi.it</a>.</p>
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		<title>Turismo: nascono i viaggi del museo MAXXI</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 08:40:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Viaggi tematici incentrati su cultura, arte, musica, archeologia, visite private in grandi collezioni pubbliche e private, anteprime e inaugurazioni di mostre in Italia e all’estero: sono I VIAGGI DEL MAXXI con mete in Italia, in Europa o in altri continenti e la collaborazione con altre Fondazioni e Musei nazionali e internazionali. Viaggi dell’Elefante, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-69885" title="maxxi" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/07/maxxi.jpg" alt="" width="320" height="213" />Viaggi tematici incentrati su cultura, arte, musica, archeologia, visite private in grandi collezioni pubbliche e private</strong>, anteprime e inaugurazioni di mostre in Italia e all’estero: sono I VIAGGI DEL MAXXI con mete in Italia, in Europa o in altri continenti e la collaborazione con altre Fondazioni e Musei nazionali e internazionali.</p>
<p><em>Viaggi dell’Elefante</em>, tour operator che si distingue da 37 anni per la gamma di viaggi e soggiorni di alta qualità e la Fondazione MAXXI, che gestisce il MAXXI di Roma, hanno infatti siglato un accordo per la realizzazione del progetto, che partirà ad Aprile 2012.</p>
<p>Secondo l’accordo, la <em>Fondazione MAXXI</em>, dal mese di novembre 2011 fino ai primi mesi dell’anno 2015, ha affidato l’incarico in esclusiva a Viaggi dell’Elefante di realizzare, promuovere e commercializzare I VIAGGI DEL MAXXI, pacchetti turistici pensati per i sostenitori privati del museo con programmi diversificati per tutti i livelli di membership:</p>
<p>• Per i <strong>possessori della membership card My MAXXI</strong>, ovvero gli abbonati del Museo che hanno diritto a una serie di benefit, tra i quali la possibilità di acquistare I VIAGGI DI MAXXI. Questi viaggi prevedono l’organizzazione di visite a musei, spettacoli, mostre, manifestazioni e rappresentazioni culturali e artistiche in Italia e nel mondo.</p>
<p>• per gli <strong>iscritti al programma di membership I live MAXXI</strong>, ovvero i donors privati della Fondazione, i quali possono estenderli a parenti, amici e conoscenti. Si tratta di viaggi esclusivi creati appositamente per loro e non accessibili ad altri. Ne fanno parte, per esempio: visite esclusive a collezioni private, anteprime di mostre, incontri con personaggi del mondo della cultura e dell’arte.</p>
<p>Si può acquistare la membership card my MAXXI direttamente alla biglietteria del Museo e online sul sito ticketone.it, mentre per aderire al programma I live MAXXI scrivere a <a href="mailto:ilivemaxxi@fondazionemaxxi.it">ilivemaxxi@fondazionemaxxi.it</a> (Tutte le informazioni su <a href="http://www.fondazionemaxxi.it/">www.fondazionemaxxi.it</a>).</p>
<p>Viaggi dell’Elefante mette a disposizione di questo prodotto un reparto operativo, esclusivamente dedicato ai fruitori delle due tipologie di viaggi, per richiesta di informazioni, prenotazioni e gestione delle esigenze sia dei clienti individuali sia dei gruppi. La Fondazione MAXXI supporterà Viaggi dell’Elefante nella programmazione culturale di entrambe le tipologie di pacchetti.</p>
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		<title>Musei: ceduta in comodato decennale ai Musei Capitolini la Collezione di Glittica Santarelli</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 16:38:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Beni Culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Musei]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Per i prossimi dieci anni, i Musei Capitolini ospiteranno quasi seicento tra gemme e cammei, preziosi esemplari della collezione di glittica della Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli. Una collezione che abbraccia cinque millenni di storia, ricca di materiali provenienti dall’Egitto antico, dal Vicino Oriente, dal mondo greco-romano e dall’Europa moderna, autentici capolavori e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-89263" title="schiavinotto" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/schiavinotto.jpg" alt="" width="314" height="396" />Per i prossimi dieci anni, i Musei Capitolini ospiteranno quasi seicento tra gemme e cammei,</strong> preziosi esemplari della collezione di glittica della Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli. Una collezione che abbraccia cinque millenni di storia, ricca di materiali <strong>provenienti dall’Egitto antico, dal Vicino Oriente, dal mondo greco-romano e dall’Europa moderna, autentici capolavori e manufatti pregevoli per il loro significato storico o antropologico.</strong><br />
Oltre al corposo nucleo di scarabei egizi con nomi di faraoni, vi sono numerosi intagli e cammei di epoca romana (fra cui si annovera un ritratto di Commodo come Ercole e alcuni interessanti amuleti magici di età imperiale), rarissime opere di epoca federiciana e lavori firmati dai più importanti incisori attivi fra Sette e Ottocento.</p>
<p>Grazie ad un incantevole sistema espositivo circolare (Wunderkammer) una prima sala del Palazzo Clementino, a due passi dalla Terrazza Caffarelli, è <strong>allestita come se fosse una volta stellata.</strong><br />
Nella sala accanto trova posto un apparato didattico completo, formato da pannelli esplicativi, da strumenti multimediali e filmati illustrativi dei procedimenti tecnici dell’arte della glittica.</p>
<p>L’allestimento museale della collezione di glittica della Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli, promosso da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali, rappresenta il momento conclusivo di un ampio progetto inaugurato nel 2010 con la presentazione in Campidoglio della Fondazione Santarelli e con la cessione in comodato decennale della raccolta ai Musei Capitolini.</p>
<p>La volontà di <strong>rendere pubblica la collezione</strong>, formata da Ernesta D’Orazio insieme al marito Dino Santarelli, ampliata dai figli e catalogata dalla Fondazione, tramite l’acquisto di collezioni private e il reperimento sul mercato antiquario nell’arco degli ultimi venti anni, è andata di pari passo con l’intenzione di fornire una esauriente documentazione scientifica che possa dare misura del profondo interesse che da sempre la Fondazione, in questo unica nel panorama nazionale, nutre per la glittica.<br />
Le gemme incise hanno sempre affascinato collezionisti, connoisseurs e studiosi di storia dell’arte: utilizzate come sigilli, esse sono diffuse presso numerose culture, accomunate dalla loro natura di manufatti miniaturistici e di pregio. Furono perciò apprezzate sia per ragioni estetiche sia per le informazioni che se ne possono trarre sull’arte, la cultura materiale e la storia delle civiltà che le produssero.</p>
<p>Espressione diretta dell’individuo o dell’autorità pubblica, le gemme  possono concentrare significati profondi in un spazio espressivo esiguo. Inoltre la maneggevolezza delle pietre (e quindi la facilità con cui potevano essere trasportate) contribuì a diffondere i modelli iconografici. Per questo motivo esse costituirono uno dei mezzi più efficaci con cui la civiltà europea fece i suoi passi verso la riscoperta dall’antico: a partire dal Rinascimento, in Italia come in Europa, i maestri incisori copiarono e si ispirarono alle opere dei loro predecessori antichi.</p>
<p>Nelle corti principesche come fra le famiglie gentilizie, spesso in gara tra loro, cominciarono a formarsi le collezioni di glittica e numismatica: passione storica, ma anche già uno status symbol. Le raccolte dei Medici, degli Orsini o dei Farnese lo attestano in forma splendida.</p>
<p>La <strong>lettura delle carte d’archivio e degli epistolari</strong> fa rivivere un mondo vivace di commerci, scambi e consulenze intorno alla glittica che sempre più richiese l’ausilio degli eruditi.<br />
Con l’evoluzione delle scienze storiche e il raffinamento del metodo archeologico, anche gli studi di glittica sono progrediti giungendo a considerevoli risultati negli ultimi decenni.<br />
Sulla scia di una grande tradizione europea anche l’Italia, che per ragioni dovute alla ricchezza del proprio patrimonio culturale ha visto l’attenzione degli studiosi orientarsi con qualche ritardo verso la glittica, ha assistito all’edizione di alcune delle collezioni presenti sul territorio nazionale.</p>
<p>Oggi, mentre le nuove tecnologie incoraggiano gli studi sulla glittica e garantiscono una migliore fruizione dei manufatti, la Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli profonde i suoi sforzi entro questo orizzonte di ricerca: nel 2010 mediante l’edizione di due volumi dedicati a tale ambito di studi – Studi di glittica, con testi di Dario Del Bufalo, Antonio Giuliano, Ulrico Pannuti e Lucia Pirzio Biroli Stefanelli, e Catalogo illustrato della glittica nella Collezione Santarelli, a cura di Dario Del Bufalo – ora con la valorizzazione di una raccolta formatasi in lunghi anni di attività non per un esclusivo fine collezionistico, ma nell’ambito di un più lungimirante progetto di fruizione pubblica e musealizzazione.</p>
<p>Il <strong>catalogo scientifico</strong>, curato da Angela Gallottini, presenta saggi critici relativi ai diversi periodi di appartenenza delle opere, con schede per ogni esemplare corredate da opportuna documentazione fotografica. Loredana Sist per la collezione egizia, Marco Ramazzotti per i sigilli mesopotamici, Riccardo Gennaioli, Marco Leopoldo Ubaldelli, Paolo Vitellozzi e la stessa curatrice per ciò che riguarda la glittica classica, medievale e post-classica, hanno redatto questo apparato che presenta opere per lo più inedite e di straordinaria importanza.</p>
<p>Un contributo importante di questo progetto culturale (volume ed esposizione) consiste nell’intenzione di offrirsi come work in progress, proposta ed incentivo per ulteriori riflessioni e studi sull’affascinante mondo delle pietre incise.<br />
Musei Capitolini, Piazza del Campidoglio 1<br />
Orario: da martedì a domenica 9.00-20.00; 24 e 31 dicembre 9.00-14.00<br />
(la biglietteria chiude un&#8217;ora prima)<br />
Giorni chiusura: lunedì, 25 dicembre, 1 gennaio, 1 maggio<br />
Tariffe: Intero € 8,50; Ridotto € 6,50<br />
Informazioni al pubblico: 060608 (tutti i giorni 9.00-21.00)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Musei: rinnovato il comitato scientifico del Castello del Buonconsiglio di Trento</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 15:36:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rinnovato il comitato scientifico del Castello del Buonconsiglio di Trento. Alla presidenza e&#8217; stato riconfermato Giandomenico Romanelli, gia&#8217; direttore dei Musei Civici veneziani e successivamente della Fondazione Musei Civici di Venezia fino al 2011. Nel comitato fa il suo ingresso Antonio Natali, storico dell&#8217;arte, direttore della Galleria degli Uffizi di Firenze. Altro nuovo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89253" title="castellobuonconsiglio" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/castellobuonconsiglio.jpg" alt="" width="345" height="231" />Rinnovato il <strong>comitato scientifico del Castello del Buonconsiglio di Trento</strong>. Alla <strong>presidenza</strong> e&#8217; stato riconfermato <strong>Giandomenico Romanelli</strong>, gia&#8217; direttore dei Musei Civici veneziani e successivamente della Fondazione Musei Civici di Venezia fino al 2011. Nel comitato fa il suo ingresso Antonio Natali, storico dell&#8217;arte, direttore della Galleria degli Uffizi di Firenze.<br />
Altro nuovo membro del comitato scientifico e&#8217; lo storico austriaco Peter Assmann, direttore dell&#8217;<em>Oberiesterreichischen Landesmuseen</em> di Linz in Austria. Il comitato intende instaurare collaborazioni con i piu&#8217; importanti musei italiani ed europei.</p>
<p><em>Fonte: Ansa</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Musei: chiude il Guggenheim di Berlino</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 10:34:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo 15 anni di onorato servizio, il museo Solomon R. Guggenheim di Berlino chiuderà i battenti alla fine del 2012. La Deutsche Bank e la Fondazione Guggenheim hanno annunciato ieri di aver deciso di mettere fine alla loro partnership, che aveva consentito l’allestimento di 57 mostre che hanno richiamato quasi 2 milioni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-89214" title="gugghberlino" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/gugghberlino.jpg" alt="" width="360" height="234" />Dopo 15 anni di onorato servizio, il museo Solomon R. Guggenheim di Berlino chiuderà i battenti alla fine del 2012</strong>. La <em>Deutsche Bank</em> e la <em>Fondazione Guggenheim</em> hanno annunciato ieri di aver deciso di <strong>mettere fine alla loro partnership</strong>, che aveva consentito l’allestimento di 57 mostre che hanno richiamato quasi 2 milioni di visitatori.<br />
I due partner – dice la Artmediagency – non hanno spiegato la ragione della fine della collaborazione, a parte la scadenza ufficiale del contratto a fine anno.  L’edificio del museo, che si trova nella storica Unter den Linden, <strong>sara’ occupato da un Forum di dialogo tra economia, politica, cultura e società</strong>, secondo quanto ha annunciato il direttore esecutivo della Deutsche Bank, Josef Ackermann.</p>
<p>Richard Armstrong, direttore della Fondazione Solomon R. Guggenheim e del Museo Guggenheim di New York, ha sottolineato gli <strong>eccellenti risultati</strong> di 14 anni di collaborazione con la principale banca tedesca.</p>
<p><em>Fonte: <a href="http://www.csrcultura.it/">http://www.csrcultura.it</a></em></p>
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		<title>Musei: l&#8217;Ara Pacis si rinnova, più spazio alle mostre</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 14:37:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;A sei anni dalla sua inaugurazione, dopo essere stato visitato da oltre 1 milione e mezzo di persone e dopo aver ospitato decine di mostre di grandissimo successo, il museo dell&#8217;Ara Pacis, progettato dallo studio dell&#8217;architetto statunitense Richard Meier, si rinnova&#8221;. Lo dichiara l&#8217;assessore capitolino alle Politiche culturali e centro storico Dino Gasperini. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89136" title="arapacis" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/arapacis.jpg" alt="" width="394" height="196" />&#8220;A sei anni dalla sua inaugurazione, dopo essere stato <strong>visitato da oltre 1 milione e mezzo di persone</strong> e dopo aver ospitato decine di mostre di grandissimo successo,<strong> il museo dell&#8217;Ara Pacis</strong>, progettato dallo studio dell&#8217;architetto statunitense Richard Meier, <strong>si rinnova&#8221;</strong>. Lo dichiara l&#8217;assessore capitolino alle Politiche culturali e centro storico Dino Gasperini.</p>
<p>&#8221;Grazie ai lavori di ridistribuzione degli spazi e riallestimento del museo, che termineranno alla fine di marzo, si otterranno oltre 1000 mq per le mostre temporanee e saranno riallestiti i reperti archeologici con apparati multimediali all&#8217;avanguardia&#8221;.</p>
<p>L&#8217;assessore capitolino illustra <strong>le riforme del museo</strong>: &#8221;Al livello inferiore lo spazio attualmente dedicato alle mostre temporanee sara&#8217; unito con le aree adiacenti, finora destinate all&#8217;esposizione dei reperti archeologici, ottenendo un considerevole aumento della superficie espositiva (oltre il 50% in piu&#8217;). Inoltre, in occasione di mostre di particolare importanza, la nuova strutturazione degli spazi consentira&#8217; un accesso autonomo rispetto al principale, con servizi di biglietteria e servizi museali dedicati&#8221;.</p>
<p>Gasperini spiega inoltre che <strong>&#8221;al livello superiore sara&#8217; realizzata una nuova sistemazione dei reperti archeologici che consentira&#8217; una maggiore visibilita&#8217; e fruibilita&#8217; da parte del pubblico&#8221;</strong> e ricorda che &#8221;le operazioni per la nuova distribuzione degli spazi <strong>non comporteranno la chiusura del Museo&#8221;</strong>.</p>
<p><em>Fonte: Asca</em></p>
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		<title>Arte: sarebbe del Salai la Giconda &#8216;gemella&#8217; al Prado di Madrid</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 08:30:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un&#8217;ulteriore conferma alla tesi che attribuisce al Salai la paternità della &#8216;Gioconda&#8217; ritrovata al Prado di Madrid, arriva da un documento notarile del 1525, che attesta che l&#8217;opera era tra i beni dell&#8217;allievo prediletto di Leonardo da Vinci. L&#8217;atto, conservato presso l&#8217;Archivio di Stato di Milano, è stato scoperto nel 1990 da Shell-Sironi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88939" title="salai" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/salai.jpg" alt="" width="183" height="275" />Un&#8217;ulteriore conferma alla tesi che attribuisce al<strong> Salai</strong> la paternità della<strong> &#8216;Gioconda&#8217;</strong> ritrovata al <strong>Prado di Madrid</strong>, arriva da un <strong>documento notarile del 1525</strong>, che attesta che l&#8217;opera era tra i beni dell&#8217;allievo prediletto di <strong>Leonardo da Vinci</strong>. L&#8217;atto, conservato presso l&#8217;<strong>Archivio di Stato di Milano</strong>, è stato scoperto nel<strong> 1990</strong> da <strong>Shell-Sironi</strong>, e attesta che nel<strong> 1525</strong> in un inventario dei beni di <strong>Gian Giacomo Caprotti da Oreno</strong> detto Salai, morto l&#8217;anno precedente, c&#8217;è anche un quadro &#8221;de una dona aretrata dicto la honda C°&#8221;, e corretto con &#8221;dicto la Joconda&#8221;.<br />
Il documento è pubblicato nella seconda versione, attualmente in fase di stampa presso l&#8217;editore <strong>Cappello</strong>, del volume<strong> &#8216;Enigma Leonardo: decifrazioni e scoperte. La Gioconda. In memoria di Bianca&#8217;</strong>, di <strong>Carla Glori</strong>. L&#8217;opera in possesso del Salai, secondo la Glori con molta probabilità coincide proprio con la copia del Prado, che gli esperti indicano come dipinta in contemporanea con l&#8217;originale.<br />
La scoperta fatta da<strong> Shell-Sironi</strong> nell&#8217;<strong>Archivio di Stato di Milano</strong> andrebbe, in base alla tesi della Glori, a costituire traccia documentale dell&#8217;esistenza in mani del Salai della sua copia coeva della Gioconda, e coinciderebbe quindi con quella del Prado. Per quanto concerne la dicitura cancellata dal documento, &#8221;la honda C°&#8221;, secondo la Glori costituirebbe una prova che l&#8217;opera del Salai sia contemporanea dell&#8217;originale di Leonardo. La <strong>lettera C</strong> infatti, secondo la studiosa, sarebbe l&#8217;iniziale di una delle tre parole latine &#8216;collatio&#8217;, &#8216;comparatio&#8217;, &#8216;contentio&#8217;, ad indicare appunto &#8216;comparazione&#8217;, &#8216;confronto&#8217;, &#8216;paragone&#8217;.</p>
<p><em>Fonte: Adnkronos</em></p>
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		<title>Turismo: in primavera “With Art Philadelphia”, per promuovere Philadelphia come città d’arte</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 06:30:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il sindaco di Philadelphia Michael Nutter ha annunciato la nascita di “With Art Philadelphia”. Questa campagna marketing, del costo di oltre 2 milioni di dollari e della durata di due anni, ha l’obiettivo di promuove Philadelphia come città d’arte, con lo scopo di incrementare i soggiorni e i pernottamenti da parte di visitatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88942" title="philadelphia-art" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/philadelphia-art.jpg" alt="" width="331" height="232" />Il sindaco di Philadelphia<strong> Michael Nutter</strong> ha annunciato la nascita di<strong> “With Art Philadelphia”.</strong> Questa <strong>campagna marketing</strong>, del costo di <strong>oltre 2 milioni di dollari</strong> e della durata di<strong> due anni</strong>, ha l’obiettivo di promuove <strong>Philadelphia</strong> come<strong> città d’arte</strong>, con lo scopo di incrementare i soggiorni e i pernottamenti da parte di visitatori da tutto il mondo. With Art Philadelphia avrà inizio in <strong>marzo</strong>, appena prima dell’attesa apertura della nuova sede della <strong>Barnes Foundation</strong>, sulla <strong>Benjamin Franklin Parkway</strong>, che avverrà il prossimo<strong> 18 maggio</strong>. La campagna promozionale si articola in cinque tematiche: <strong>Il tema delle arti figurative, La storia della Parkway, La storia dei giardini, L’ arte come educazione, Philadelphia una in arte.</strong></p>
<p><em>Fonte: Travel Quotidiano</em></p>
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		<title>Mostre: in primavera &#8220;Mind the Map&#8221;, la mostra dedicata alla metropolitana di Londra</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 16:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-88846" title="tubelondon" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/tubelondon.jpg" alt="" width="285" height="177" />&#8216;Mind the Map&#8217;.</strong> Non è il refuso di uno degli avvisi ai viaggiatori che si ascoltano più frequentemente su tram e metro, ma il titolo di una <strong>mostra</strong> unica nel suo genere che celebra gli <strong>oltre cento anni</strong> di una vera e propria icona dei trasporti in tutto il mondo: la <strong>metropolitana di Londra</strong>.<br />
A partire dalla primavera il <strong>Museo dei Trasporti di Londra</strong>, che già racconta la storia di uno dei sistemi di mobilità più antichi e più all&#8217;avanguardia da sempre, ospiterà una mostra interamente dedicata alla celebre<strong> Tube</strong>, come viene familiarmente chiamata dai londinesi, da una prospettiva originale, quella della sua iconografia in mappe e cartine, anche rivisitate da artisti e designer.<br />
I visitatori potranno ammirare la ricca collezione di mappe del museo, ma avranno altresì l&#8217;opportunità di osservare dei reperti mai esposti finora e perfino opere di artisti. Come ad esempio<strong> &#8220;The Great Bear&#8221; di Simon Patterson</strong>, una<strong> litografia del &#8217;92</strong> che al primo sguardo sembra semplicemente la mappa della metro londinese, ma in realtà ogni linea rappresenta gruppi di personaggi famosi, dagli scienziati ai giocatori di football, che poi danno i nomi alle singole fermate. Esposti anche lavori di <strong>Stephen Walter, Susan Stockwell, Jeremy Wood, Claire Brewster, e Agnes Poitevin-Navarre</strong>.<br />
&#8216;Mind the Map&#8217;, spiegano gli organizzatori in una nota, punta ad esplorare &#8220;l&#8217;impatto che tali mappe hanno avuto sulla comprensione di Londra e come hanno influenzato il modo in cui ci muoviamo e ci relazioniamo con i sobborghi cittadini&#8221;. La mostra sarà inaugurata il<strong> 18 maggio</strong> e resterà aperta <strong>fino a fine ottobre</strong>. Informazioni su <a href="http://www.ltmuseum.co.uk/">www.ltmuseum.co.uk</a>.</p>
<p><em>Fonte: ANSA</em></p>
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		<title>Musei: in Sicilia servizi nei musei ai privati</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 16:30:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I servizi al pubblico di alcuni tra i piuù importanti Beni culturali siciliani saranno assegnati ad importanti imprese private leader nel settore. L&#8217;elenco delle ditte, che si sono aggiudicate le gare nei musei e nelle aree archeologiche dell&#8217;isola, è stato comunicato oggi nel corso di una conferenza stampa dall&#8217;assessore regionale dei Beni culturali e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88907" title="sicilia" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/sicilia.jpg" alt="" width="413" height="269" />I <strong>servizi al pubblico</strong> di alcuni tra i piuù importanti <strong>Beni culturali siciliani</strong> saranno assegnati ad importanti imprese private leader nel settore. L&#8217;elenco delle ditte, che si sono aggiudicate le gare nei musei e nelle aree archeologiche dell&#8217;isola, è stato comunicato oggi nel corso di una conferenza stampa dall&#8217;assessore regionale dei Beni culturali e dell&#8217;Identità siciliana, <strong>Sebastiano Missineo</strong>.<br />
Ad <strong>Agrigento</strong>, la gestione del parco<strong> Valle dei Templi</strong>, del <strong>museo archeologico</strong>, del <strong>museo &#8221;Casa natale Pirandello&#8221;</strong> e della <strong>zona archeologica di Eraclea Minoa</strong>, e dell&#8217;area denominata <strong>Trapani 1-2</strong> (con le zone archeologiche di Segesta e Selinunte, il museo &#8221;Baglio Anselmi&#8221; di Marsala, il museo del Satiro di Mazara del Vallo e il &#8221;Pepoli&#8221;i di Trapani) è andata al consorzio <strong>&#8221;I luoghi dell&#8217;Arcadia&#8221;</strong>; a <strong>Siracusa, Globe Events Managment e Civita</strong> avranno affidati i servizi della zona archeologica della<strong> Neapolis</strong>, del <strong>museo archeologico &#8221;Paolo Orsi&#8221;</strong> e del <strong>museo di Palazzo Bellomo</strong> e quelli di <strong>Messina 3</strong> (il teatro greco romano di Taormina e la zona archeologica di Giardini Naxos) mentre a <strong>Palermo 1</strong> ha vinto la società<strong> Pierreci Codess</strong> che ha in appalto il<strong> Chiostro di Monreale</strong>, il<strong> Castello della Zisa</strong> e la <strong>zona archeologica di Monte Jato</strong>.<br />
I contratti per la gestione dei servizi (biglietterie, bookshop, luoghi di ristoro e le visite guidate), in attesa dell&#8217;aggiudicazione definitiva dopo i controlli di legge e la definizione contrattuale, avranno una durata di 4 anni più un&#8217;opzione per altri 4.<br />
&#8221;I privati &#8211; ha detto Missineo &#8211; potranno gestire molti più servizi di quanto accadeva in passato nei luoghi della cultura piu&#8217; importanti della Sicilia. Stiamo lavorando per migliorare le performance nei nostri beni puntando ad aumentare le presenze, peraltro gia&#8217; in crescita nel corso del 2011, e di conseguenza ad ottenere un maggiore ritorno economico per la Regione attraverso gli investimenti delle imprese che, oltre alla promozione dei siti, dovranno pagare un canone e versare una percentuale sugli introiti&#8221;.<br />
Missineo ha anche presentato i dati di fruizione dei <strong>Beni culturali in Sicilia nel 2011</strong>. In evidenza un rialzo delle presenze del <strong>+ 9,38%</strong> e degli incassi del<strong> + 12,06%</strong> rispetto al 2010.<br />
&#8221;Ottimi risultati &#8211; ha sottolineato l&#8217;assessore &#8211; che portano a poco meno di <strong>quattro milioni i visitatori</strong> nei nostri siti nello scorso anno e che consegnano ai privati un settore in espansione e con grandi potenzialita&#8217; da sfruttare meglio. Le statistiche mostrano, in particolare, una lieve flessione negli ingressi ai musei e un grande incremento di presenze nei parchi archeologici, un fenomeno che ci fa pensare che la strada imboccata dall&#8217;assessorato con la loro istituzione sia quella giusta e che la loro completa valorizzazione possa diventare un vero traino i nostri beni culturali&#8221;.</p>
<p><em>Fonte: ASCA</em></p>
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		<title>Musei: ridimensionato il progetto originario del Museo RISO di Palermo</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 11:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nuova svolta nell&#8217;intricata vicenda del Museo Riso per l&#8217;arte contemporanea in Sicilia. Il direttore Sergio Alessandro esprime perplessità di fronte alle indicazioni contenute nella direttiva a lui indirizzata dall&#8217;assessorato ai Beni culturali. &#8220;In data 23 gennaio scorso -spiega Alessandro &#8211; ho ricevuto incarico da Gesualdo Campo, dirigente generale del Dipartimento dei Beni Culturali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88835" title="risomuseopalermo" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/risomuseopalermo.jpg" alt="" width="389" height="214" />Nuova svolta nell&#8217;intricata vicenda del <strong>Museo Riso per l&#8217;arte contemporanea in Sicilia</strong>. Il direttore <strong>Sergio Alessandro</strong> esprime perplessità di fronte alle indicazioni contenute nella direttiva a lui indirizzata dall&#8217;assessorato ai Beni culturali. &#8220;In data <strong>23 gennaio</strong> scorso -spiega Alessandro &#8211; ho ricevuto incarico da <strong>Gesualdo Campo</strong>, dirigente generale del Dipartimento dei Beni Culturali e dell&#8217;Identità Siciliana, di sviluppare una proposta progettuale articolata secondo alcune specifiche indicazioni che riassumo. Una <strong>retrospettiva delle rassegne internazionali d&#8217;arte contemporanea</strong> le cui edizioni, <strong>tra il 1968 e il 1989</strong>, sono state organizzate da <strong>Francesco Grasso Lanza</strong> per la società <strong>Terme di Acireale</strong>. Una mostra sull&#8217;opera grafica dello scultore siciliano <strong>Francesco Messina</strong>, esemplificata da <strong>cinquantotto litografie e due serigrafie</strong> in deposito a questo dipartimento dalla <strong>fondazione Francesco Messina di Milano</strong> e in atto presso la <strong>Soprintendenza di Catania</strong>. La mostra <strong>Più a Sud</strong> o altra di costo contenuto&#8217;&#8221;. Come si legge nello stesso incarico, il dirigente generale ha ritenuto &#8220;in particolare prioritaria l&#8217;esposizione permanente e la valorizzazione della collezione regionale&#8221; acquisita per il Museo. In questo modo, aggiunge Campo, &#8220;si potrà consentire di fornire al territorio, agli amanti dell&#8217;arte e ai turisti un servizio costante e duraturo, al di là dei cicli connessi alle esposizioni temporanee&#8221;.<br />
&#8220;Ho espresso al dirigente generale i miei dubbi -prosegue quindi Alessandro- sia sui contenuti della direttiva, sia sulle sue <strong>modalità</strong>: mi trovo davanti all&#8217;oggettiva alterazione del progetto culturale che il Riso ha sviluppato nel corso di questi anni e che lo ha connotato con un&#8217;identità di assoluto rilievo nel contesto regionale, nazionale e internazionale&#8221;. &#8220;In realtà ci hanno fatto sapere, in via informale, che stanno ancora valutando i nostri progetti&#8221;, rammenta il direttore del museo, chiedendosi se -a questo punto- ci sia ancora un margine per un accordo sulla programmazione futura. Intanto a Palazzo Riso è stato allestito il cantiere. I lavori di <strong>&#8216;restauro filologico&#8217;</strong> della Soprintendenza sono partiti il <strong>26 gennaio scorso</strong>. &#8220;Ma non abbiamo ancora ricevuto un orientamento preciso sulle modalità di attuazione, sulla tempistica e soprattutto sull&#8217;agibilità degli spazi espositivi del Museo&#8221;.</p>
<p><em>Fonte: Adnkronos</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Campania punta sui sistemi museali</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:43:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Migliore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia della Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[La Regione Campania ha recentemente approvato un piano volto alla programmazione triennale (2012 – 2014) di interventi e attività a favore di musei di enti locali o di interesse locale. Si tratta di un piano generale che aspira a perseguire politiche volte al raggiungimento di una serie di obiettivi, come quelli del potenziamento e della crescita delle strutture museali sparse sul territorio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88843" title="museocapodimonte" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/museocapodimonte.jpg" alt="" width="413" height="288" />Inutile ripeterlo all&#8217;infinito: la crisi globale che ha colpito le finanze di tante persone ha portato con sé anche un <strong>ripensamento dei valori fondamentali e una riprogrammazione delle priorità di ogni paese.</strong> E se, già da prima, la cultura non aveva un ampio spazio nelle politiche locali di sviluppo del territorio (tanto meno in quelle nazionali), adesso lo spazio si è assottigliato ancora di più, toccando quasi il livello zero. In un clima così cupo, non possiamo che sorridere ed essere un po&#8217; più sereni nel leggere notizie che vanno in controtendenza, come quella che riguarda <em>la Regione Campania</em>, la quale ha recentemente approvato un <strong>piano volto alla programmazione triennale (2012 – 2014) di interventi e attività a favore di musei di enti locali o di interesse locale.</strong></p>
<p>Si tratta di un piano generale che aspira a perseguire politiche volte al raggiungimento di una serie di obiettivi, come quelli del <strong>potenziamento e della crescita delle strutture museali sparse sul territorio</strong>, e che si inserisce in un&#8217;ottica di ideale prosecuzione del<strong> precedente piano triennale 2009 – 2011</strong>, che già aveva visto lo sviluppo di una vera e proprio rete museale, basata sul coordinamento e sul raggiungimento di obiettivi comuni tra i diversi soggetti che operano nel settore, attraverso un migliore indirizzamento delle risorse a disposizione e comuni progetti di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale locale.</p>
<p>L&#8217;opportunità offerta ai principali musei regionali è molto importante e merita la massima attenzione: per questo motivo, accanto al piano generale, sono stati previsti degli <strong>specifici piani annuali degli interventi necessari per raggiungere gli indirizzi generali e per verificare, di volta in volta, se i musei in questione sono riusciti a raggiungere gli obiettivi strategici indicati</strong>. Questo tipo di indirizzamento rappresenta anche un ottimo modo non solo per ripartire al meglio le risorse finanziarie, ma anche per monitorare e verificare, attraverso processi di feedback, l&#8217;idoneità dei risultati raggiunti rispetto agli interventi programmati. Ognuno dei prossimi tre anni vedrà, quindi, una serie di attività prioritarie da sviluppare con il supporto delle amministrazioni locali: in modo particolare, per il 2012 sono stati individuati progetti di adeguamento architettonico e manutenzione degli impianti di tutela delle opere, progetti di promozione, valorizzazione e catalogazione del patrimonio museale, progetti volti all&#8217;educazione per le scuole e alla didattica e, infine, programmi formativi volti all&#8217;aggiornamento delle competenze delle figure professionali che operano all&#8217;interno di un museo.</p>
<p>Queste priorità verranno considerate come punto di partenza per i successivi due anni, con l&#8217;aggiunta di ulteriori elementi, quali, per il 2013, la creazione di materiale promozionale e di divulgazione scientifica, la creazione di programmi per l&#8217;allestimento dei depositi e per il restauro dei beni più critici e l&#8217;organizzazione di mostre e convegni sul tema della cultura del territorio. <strong>Per il 2014, invece, è previsto un ulteriore arricchimento dei progetti</strong>, con studi e ricerche di settore, volti a favorire una maggiore conoscenza del patrimonio museale, e programmi di allargamento delle raccolte.</p>
<p>Il punto di partenza di questo piano sarà dato da due strumenti principali: da un lato l&#8217;indagine conoscitiva sulla realtà museale campana, avviata nel 2009, e visionabile all&#8217;indirizzo internet <a href="http://www.museincampania.it/">www.museincampania.it</a>, che punta non solo a catalogare e mettere in rete le strutture di maggiore interesse regionale, ma anche a evidenziare le reali condizioni di funzionamento dei musei; dall&#8217;altro lato l&#8217;insieme delle criticità emerse nel piano precedente, tra le quali: la mancanza, in molte strutture, di servizi di accoglienza e servizi aggiuntivi (bar, bookshop, sale conferenze e audio guide per fare degli esempi); la scarsità di materiale informativo, soprattutto per i turisti stranieri; la mancanza di personale qualificato; l&#8217;incapacità di diverse strutture di sviluppare politiche di autofinanziamento; la difficoltà di costituire distretti museali tematici e/o territoriali, fondati sulla condivisione delle risorse umane, finanziarie e tecnologiche.</p>
<p>È proprio su quest&#8217;ultimo punto che il nuovo piano triennale regionale pone la massima evidenza, considerandolo come uno dei risultati attesi più importanti. In ogni caso, solo il tempo potrà dire se i musei campani avranno avuto la capacità e la volontà di riunirsi in forme distrettuali, come avviene già da diversi anni in molti altri paesi esteri, con risultati estremamente soddisfacenti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Museo: quattro capolavori di Giorgio Morandi dalla collezione privata di Luciano Pavarotti</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 09:30:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Museo Morandi è lieto di presentare una riconfigurazione rinnovata del proprio percorso di visita con un nuovo allestimento che interessa la Sala IX. E’ infatti possibile ammirare un nucleo di quattro capolavori di Giorgio Morandi, tre nature morte e un paesaggio, appartenenti alla collezione privata di Luciano Pavarotti e concessi in comodato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88669" title="museomorandi" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/museomorandi.jpg" alt="" width="476" height="259" />Il <strong>Museo Morandi</strong> è lieto di presentare una riconfigurazione rinnovata del proprio percorso di visita con un nuovo allestimento che interessa la <strong>Sala IX.</strong><br />
E’ infatti possibile ammirare un nucleo di quattro capolavori di <strong>Giorgio Morandi</strong>, <strong>tre nature morte e un paesaggio</strong>, appartenenti alla <strong>collezione privata di Luciano Pavarotti</strong> e concessi in comodato temporaneo per volontà delle figlie <strong>Lorenza, Cristina e Giuliana.</strong><br />
Il generoso contributo, che per la prima volta svela al pubblico la passione per Morandi da parte di un collezionista d’eccezione quale il grande tenore scomparso, si caratterizza non solo per il pregevole interesse storico e qualitativo delle opere esposte, <strong>un olio su tela, due acquerelli su carta</strong> e <strong>un’acquaforte su rame</strong> realizzati <strong>tra il 1955 e il 1961</strong>, ma anche per un significativo valore affettivo. Le figlie testimoniano infatti che Pavarotti amava circondarsi dei lavori dell’artista bolognese a tal punto da portarli con sé nei numerosi viaggi per i teatri di tutto il mondo.<br />
La <strong>Natura morta del 1955</strong> fa parte di un corpus considerevole di dipinti realizzati <strong>tra il 1953 e il 1956</strong> in cui Morandi pone i suoi modelli in posizione frontale, allineati e serrati l&#8217;uno all&#8217;altro. In questo caso dietro la quinta di oggetti s&#8217;intravede il profilo<br />
arrotondato del paiolo che fa capolino tra le bottiglie, le scatole e il celebre recipiente imbutiforme, elemento ricorrente in molte composizioni morandiane.<br />
La materia densa e pastosa del colore appare intrisa di quella polvere di cui Morandi si serve spesso come elemento unificante delle diverse forme, ma qui la superficie frontale della scatola color salmone assume una cromia impreziosita da una luce che la rende protagonista al centro della scena.<br />
Più trasparente e incorporea la materia dei <strong>due acquerelli</strong> caratterizzati da una quasi totale monocromia e da campiture che sembrano espandersi a dispetto dei lievi contorni di matita del disegno sottostante: <strong>uno scorcio di paesaggio del 1958</strong>, di<br />
cui esistono alcune varianti realizzate solamente all&#8217;acquerello e una <strong>Natura morta del 1960</strong>, il cui impianto compositivo si ritrova invece già indagato nei disegni e nei dipinti di qualche anno prima. É in quest&#8217;ultimo acquerello che sembra venir meno<br />
la riconoscibilità degli oggetti se si esclude il vecchio orologio da tavolo, modello utilizzato sin dalla stagione metafisica, di cui Morandi predilige la visione posteriore per coglierne la pura sagoma.<br />
Nella raccolta è presente infine anche un&#8217;acquaforte, ultima lastra incisa da <strong>Morandi nel 1961</strong> la cui composizione, già presente in una serie di disegni del <strong>1960</strong>, riprende o riecheggia in parte quella di alcuni dipinti realizzati <strong>fra il 1960 e il 1961</strong> (ne è un esempio la Natura morta del 1960 esposta nella sala successiva).</p>
<p>L’<strong>Istituzione Galleria d’Arte Moderna di Bologna</strong> è onorata di accogliere questo deposito temporaneo come ulteriore riconoscimento della propria affidabilità nel garantire una continuità progettuale attraverso il coinvolgimento di soggetti<br />
privati e nel valorizzare il Museo Morandi quale luogo di eccellenza per documentare l’intero percorso artistico del maestro bolognese declinato in tutte le tecniche e illustrato in ogni sua sfumatura poetica.</p>
<p><strong>Per ulteriori informazioni:</strong><br />
<a href="http://www.mambo-bologna.org/">www.mambo-bologna.org</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Musei: il wi-fi arriva al MAXXI di Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 06:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Navigare gratuitamente in internet mentre si visitano le mostre, magari utilizzando la nuova applicazione del Museo per smartphone e tablet, o durante gli eventi del MAXXI. Grazie a ‘Provincia Wi-Fi’, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo offre un nuovo servizio per turisti e visitatori. Sarà possibile accedere al web anche dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-88589" title="maxxiwifi" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/maxxiwifi.jpg" alt="" width="292" height="172" />Navigare gratuitamente in internet</strong> mentre si visitano le mostre, magari utilizzando la <strong>nuova applicazione del Museo per smartphone e tablet</strong>, o durante gli <strong>eventi del MAXXI</strong>. Grazie a<strong> ‘Provincia Wi-Fi’</strong>, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo offre un nuovo servizio per turisti e visitatori.<br />
Sarà possibile <strong>accedere al web anche dalla Biblioteca e dalla piazza del MAXXI </strong>con i due nuovi <strong>hot spot</strong> installati da ‘Provincia Wi-Fi’, che interagiscono con la rete interna del museo. Il servizio wi-fi della Provincia di Roma, infatti, è una ‘federazione di reti’ aperta al contributo chi mette in condivisione la propria connettività creando, come in questo caso, un’ulteriore area per l’accesso alla rete.<br />
Cresce così la grande piazza virtuale di<strong> ‘Provincia Wi-Fi’</strong>, che unisce parchi, spiagge, università, scuole, ospedali, uffici giudiziari e anche i luoghi della cultura e i musei. Con la collaborazione con  il <strong>MAXXI</strong> diventano <strong>811</strong> le <strong>aree per l’accesso gratuito al web</strong>, di cui <strong>549 a Roma</strong> e <strong>262 in 97 Comuni  della provincia</strong> e gli iscritti al servizio superano un nuovo record: sono <strong>oltre 165mila.</strong></p>
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		<title>Visite guidate: Mamma Cult organizza visite guidate per mamme e donne in gravidanza anche a Vicenza</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 17:30:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Arriva anche a Vicenza Mamma Cult: il primo progetto di visite guidate pensate e organizzate per un pubblico di future e neo mamme: in gravidanza, con passeggini, accompagnate da amiche, papà, nonni e bambini, o semplicemente mamme che hanno voglia di trascorrere una mattinata di svago e cultura. Mamma Cult nasce ad opera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88602" title="mmacultcapitolini" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/mmacultcapitolini.jpg" alt="" width="383" height="272" />Arriva anche a <strong>Vicenza Mamma Cult</strong>: il primo progetto di <strong>visite guidate</strong> pensate e organizzate per un pubblico di<strong> future e neo mamme</strong>: in gravidanza, con passeggini, accompagnate da amiche, papà, nonni e bambini, o semplicemente mamme che hanno voglia di trascorrere una mattinata di svago e cultura.<br />
<strong>Mamma Cult</strong> nasce ad opera dell’agenzia di servizi per future e neo mamma <strong>Baby Planner Italia</strong>, creata da <strong>Francesca Camerota</strong> &#8211; ex consulenze aziendale per oltre 10 anni – per creare delle occasioni di svago e di socializzazione per le mamme.<br />
I percorsi di Mamma Cult sono studiati per andare incontro alle esigenze delle mamme da un punto di vista di tempistiche e strutture corredate. Non mancano mai servizi igienici a portata di mano per cambiare i bimbi, luoghi dove sedersi e sistemarsi se si è stanche o se si ha necessità di allattare i piccoli, e qualsiasi esigenza o necessità è ben accolta e assecondata.<br />
Dopo il successo di <strong>Roma e Bologna</strong>, a <strong>marzo 2012</strong> inizia la stagione <strong>Mamma Cult a Vicenza</strong>, splendida città veneta, in cui i cittadini potranno riscoprire e valorizzare le ricchezze del proprio territorio.<br />
La novità di Mamma Cult a Vicenza è l’introduzione di <strong>“Mamma Cult in Fasce”</strong>, una giornata in cui le mamme, se lo desiderano, potranno effettuare una visita guidata portando il proprio bambino in una fascia invece del tradizionale passeggino. L’obiettivo di questa sperimentazione è di sensibilizzare e far provare alle mamme un’esperienza a pieno contatto con il proprio bambino. E anche le mamme che non sono abituate o non possiedono una fascia e desiderano provare questo nuovo modo di “portare” il bambino, potranno averne una in prestito per l’occasione.</p>
<p><strong>Il programma di Vicenza</strong></p>
<p><strong>sabato 17 marzo 2012: Museo Diocesano</strong><br />
Visita al Museo Diocesano e alla mostra temporanea dedicata a “San Nicola, Tiziano, il merletto”: il percorso valorizza la donazione al Museo di un prezioso merletto realizzato a Burano tra il 1930 e il 1934, alcune opere d&#8217;arte provenienti dalle parrocchie diocesane raffiguranti San Nicola e una splendida pala di Tiziano Vecellio firmata e datata 1563.</p>
<p><strong>sabato 21 Aprile 2012 : Visita al Palazzo Valmarana Braga</strong><br />
Visita con Permesso speciale a Palazzo Valmarana Braga, splendido Palazzo incluso nella lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco.<br />
Il palazzo eretto da Andrea Palladio nel 1565, inglobando alcune vecchie costruzioni presenti sull’area, è inserito fra due edifici esistenti. Gli interni, uno stupore di raffinatezza; soffitti ampi e luminosi, grandi lampadari di Murano, pavimenti alla veneziana, ospitano un’importante collezione pittorica seicentesca.</p>
<p><strong>sabato 19 maggio : Villa Valmarana “Ai Nani” – Speciale MAMMA CULT IN FASCE</strong><br />
Visita con permesso speciale alla splendida Villa Valmarana conosciuta come “ ai Nani”, per le statue che decorano la recinzione, raffiguranti appunto nani in vari atteggiamenti.<br />
La struttura è formata da un insieme di tre edifici (palazzina, foresteria, scuderie) sistemati all’interno di un unico grande giardino all’italiana. L’opera di notevole valore architettonico, è celebre in tutto il mondo per i cicli di affreschi di Giambattista e Giandomenico Tiepolo.<br />
Mamma Cult propone alle mamme che hanno bambini fino a 18 kg di sperimentare la visita “in fasce”, fornendo anche a quelle mamme che non posseggono la fascia di provare questa diversa modalità di portare il proprio bambino. Un’occasione unica per vivere una nuova esperienza a contatto diretto con il proprio bambino. Le fasce sono offerte in prova da Dolcemamu.</p>
<p><strong>Il programma di Roma</strong></p>
<p><strong>sabato 28 gennaio 2012 ore 10.00 – Musei Capitolini</strong><br />
Visita allo storico appartamento dei Conservatori e al settore dei musei con i resti dell’antico Tempio di Giove Capitolino e alla grandiosa statua equestre originale del Marc’Aurelio.<br />
<strong><br />
sabato 18 febbario 2012 ore 10.00 – Centrale Montemartini</strong><br />
Visita da NON PERDERE. La Centrale Montemartini è il primo impianto per la produzione di energia elettrica di Roma, oggi trasformato in museo. In parallelo con gli storici macchinari industriali, visiteremo un suggestivo e unico allestimento in cui sono esposti splendidi capolavori d’arte antica.<br />
<strong><br />
sabato 24 marzo 2012 ore 10.00 – Ara Pacis</strong><br />
Visita all’”Altare della Pace”, eretto dal Senato in onore di Ottaviano Augusto, il primo imperatore romano. Si tratta di uno dei monumenti simbolici più importanti nella storia di Roma. Ripercorreremo insieme la storia urbanistica del Campo Marzio e l’affascinante ricostruzione del recupero del archeologico di questo importante monumento. Una visita fondamentale a cui partecipare.<br />
<strong><br />
sabato 14 aprile 2012 ore 10.00 – Palazzo Spada</strong><br />
Visita con PERMESSO SPECIALE! Visita dell’appartamento del Cardinale Girolamo Capodiferro, oggi sede del Consiglio di Stato che gentilmente ci ospiterà, con la suggestiva serie di stanze affrescate nel XVI secolo e la spettacolare galleria prospettica del Borromini.<br />
<strong><br />
sabato 19 maggio 2012 ore 10.00 – Passeggiata Romana</strong><br />
Bellissima passeggiata nel centro di Roma, da Piazza Farnese, a Piazza del Pantheon, passando per Campo dei Fiori, Piazza della Cancelleria, Piazza Navona. Visiteremo le bellezze della città eterna con il supporto di un auricolare in modo da lasciare il libero movimento a mamme e passeggini.</p>
<p><strong>Il programma di Bologna</strong></p>
<p><strong>sabato 21 gennaio ore 10.00 – Museo Internazionale della Musica</strong><br />
Un viaggio attraverso la storia della musica, un percorso speciale tra suoni ed immagini in cui essere coinvolte in prima persona, un&#8217;esperienza unica che ci farà riflettere su quanto le sette note del pentagramma possano arricchire le nostre giornate, e anche quelle dei nostri bambini … fin da quando sono ancora nel pancione!</p>
<p><strong>sabato 10 marzo ore 10.00 – Biblioteca Sala Borsa</strong><br />
Un&#8217;immersione nella storia del palazzo che oggi ospita la Biblioteca Sala Borsa, e che nei secoli è stato scenario di moltissimi avvenimenti della storia bolognese: dai racconti medioevali alla scoperta della cassaforte gigante dell&#8217;ex-caveau nascosto nei sotterranei! Al termine della visita, il personale illustrerà le bellissime attività di Sala Borsa Bebè e Ragazzi, e per chi lo desidera sarà possibile trattenersi liberamente in biblioteca anche con i bambini.</p>
<p><strong>sabato 21 aprile ore 10.00 – Bologna tra fantasia e realtà</strong><br />
Alla scoperta di misteri, leggende e tradizioni che si nascondono dietro alla storia, all&#8217;arte e all&#8217;architettura del complesso di Santo Stefano e dintorni, dall&#8217;antichità fino ai giorni nostri. Uno sguardo assolutamente insolito su tutte quelle leggende che si sa&#8230;.hanno sempre un fondo di verità!</p>
<p><strong>sabato 19 maggio ore 10.00 – Bologna al femminile</strong><br />
Intelligenza, arguzia, sensualità e coraggio: un mix incredibile che ha consacrato alcuni nomi di donne bolognesi nei secoli. Un viaggio nel tempo tutto al femminile, attraverso monumenti e complessi storico-artistici del centro città, con alcune “soste speciali” in luoghi che hanno caratterizzato la vita e le imprese delle protagoniste della visita guidata</p>
<p>Per partecipare agli eventi Mamma Cult è necessario prenotarsi attraverso il sito: <a href="http://www.mammacult.it/">www.mammacult.it</a>, dove troverete tutti i dettagli su date, orari e prezzi.<br />
<strong>Per informazioni:</strong><br />
<a href="mailto:info@mammacult.it">info@mammacult.it</a></p>
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		<title>Arte: al Museo del Prado di Madrid una copia della Gioconda di Leonardo Da Vinci</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 14:30:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I magazzini del Museo del Prado di Madrid sono stati teatro di una delle recenti scoperte più importanti nella storia dell&#8217;arte: gli esperti della galleria spagnola hanno identificato, infatti, una copia della Gioconda (1503-1506) di Leonardo da Vinci, dipinta in tempo quasi reale da uno dei suoi allievi prediletti, probabilmente Andrea Salai (che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88605" title="giocondaprado" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/giocondaprado.jpg" alt="" width="375" height="529" />I magazzini del <strong>Museo del Prado di Madrid</strong> sono stati teatro di una delle recenti scoperte più importanti nella storia dell&#8217;arte: gli esperti della galleria spagnola hanno identificato, infatti, una copia della Gioconda (1503-1506) di Leonardo da Vinci, dipinta in tempo quasi reale da uno dei suoi allievi prediletti, probabilmente<strong> Andrea Salai</strong> (che divenne l&#8217;amante del maestro) o <strong>Francesco Melzi</strong>.<br />
L&#8217;annuncio di quella che è stata definita una sensazionale scoperta è stato pubblicato oggi dal quotidiano <strong>&#8216;El Pais&#8217;</strong>, che cita fonti del Prado e soprattutto il periodico londinese<strong> &#8216;The Art Newspaper&#8217;</strong>, che pubblica un ampio articolo sull&#8217;identificazione di una delle primissime copie della Gioconda. Gli specialisti del Museo di Madrid hanno impiegato diversi mesi per studiare l&#8217;opera, per eseguire un intervento di pulizia che ha permesso di rimuovere la vernice scura che copriva la tavola ad olio.<br />
Il quadro, che per molto tempo all&#8217;interno del Prado è stato considerato come una banale copia del più famoso ritratto femminile conservato al <strong>Louvre di Parigi</strong>, è stato ora nuovamente classificato e la sua catalogazione, scrive &#8216;E Pais&#8217;, assomiglia a una &#8221;vera bomba&#8221; per gli studi dell&#8217;arte. Il discepolo di Leonardo avrebbe, infatti, eseguito la replica della Gioconda proprio nello studio di Firenze dell&#8217;artista-scienziato del Rinascimento quando ancora il maestro di Vinci stava dipingendo l&#8217;originale. Anche le dimensioni delle due opere sono quasi simili: la <strong>Gioconda del Louvre misura 77 cm x 53 cm</strong> e la <strong>copia del Prado 76 cm x 57 cm</strong>. Il dipinto dell&#8217;allievo di Leonardo è arrivato nella collezione reale spagnola nel<strong> 1666</strong>, come ha precisato <strong>Miguel Falomir</strong>, direttore del dipartimento della pittura italiana e francese moderna del Prado.<br />
Sofisticate ricerche durate circa un anno &#8211; sono state impiegate macchine fotografiche digitali, raggi x, riflettografia, laser e scanner &#8211; hanno dato risultati che molto probabilmente cambieranno il corso delle teorie e delle interpretazioni circa il leggendario ritratto, che secondo molti studiosi raffigurerebbe <strong>Lisa Gherardini</strong>, la moglie del ricco mercante fiorentino <strong>Francesco del Giocondo</strong>. Due settimane fa<strong> Ana Gonzalez Mozo</strong>, ricercatrice del gabinetto tecnico del museo di Madrid, ha rivelato a un convegno alla <strong>National Gallery di Londra</strong> che la Gioconda del Prado è molto &#8221;più rilevante&#8221; di quanto non si credesse. &#8221;La limpidezza della tela ora recuperata ha permesso di scoprire che il ritratto fu eseguito nella stessa officina di Leonardo, probabilmente nello stesso periodo che il maestro lavorava alla sua tela originale&#8221;, ha detto tra l&#8217;altro la studiosa, che ha sottolineato l&#8217;estrema somiglianza tra le due opere, non solo nel volto femminile ma anche nel paesaggio toscano che fa da sfondo.<br />
Lo stato di conservazione della <strong>&#8216;Mona Lisa&#8217; del Prado</strong>, hanno aggiunto gli esperti spagnoli, è &#8221;migliore&#8221; di quella orginale al Louvre. &#8220;Ciò consentirà di studiare con più precisione i materiali pittorici con cui sono eseguite le due Gioconde e forse di decifrare anche alcuni misteri che ancora circondano il capolavoro di Leonardo&#8221;, aggiungono dalla galleria spagnola.<br />
La copia della Gioconda sarà presentata in pubblico a Madrid il <strong>21 febbraio</strong>. Poi la copia restaurata andrà in trasferta al <strong>Louvre</strong>, dove <strong>dal 29 marzo al 25 giugno</strong>, sarà esposta in una mostra dedicata a Leonardo in occasione della presentazione del restauro ultimato del<strong> &#8216;Sant&#8217;Anna&#8217;</strong>, che non poche polemiche ha suscitato in Francia e all&#8217;estero.</p>
<p><em>Fonte: Adnkronos</em></p>
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		<title>Roma. Mostra Fotografica &#8220;Stefano Cioffi. Stillwaiting&#8221;. Dal 1° febbraio all’8 marzo 2012</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 06:30:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Promossa da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico &#8211; Sovraintendenza ai Beni Culturali, dal 1° febbraio all’8 marzo 2012 (inaugurazione martedì 31 gennaio 2012 ore 18.00) avrà luogo al Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese, la mostra fotografica “Stefano Cioffi. Stillwaiting” – a cura di Lori Adragna e Lorenzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88414" title="stefanocioffi" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/stefanocioffi.jpg" alt="" width="316" height="294" />Promossa da <em>Roma Capitale</em>,<em> Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico &#8211; Sovraintendenza ai Beni Culturali</em>, <strong>dal 1° febbraio all’8 marzo 2012</strong> (inaugurazione martedì 31 gennaio 2012 ore 18.00) avrà luogo al <strong>Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese</strong>, la mostra fotografica <strong>“Stefano Cioffi. Stillwaiting”</strong> – a cura di Lori Adragna e Lorenzo Canova.</p>
<p>Attraverso gli <strong>scatti della serie Stillwaiting</strong>, Stefano Cioffi indaga il vuoto, la pausa, il silenzio nell’attesa dell’evento, entrando in risonanza con il soggetto, lo fissa in un tempo indefinito di sospensione interiore che si manifesta all’esterno. Dalle sue fotografie chiare e impattanti di un bianco e nero incisivo, traspare l&#8217;attesa che non si attende nulla, solo uno stare in essa, senza maschera, illusione, sentimentalismo, conoscenza e verità predefinite.</p>
<p><strong>L’attesa è parte stessa della fotografia</strong>, la sua creazione interseca e mette a fuoco, blocca o rinvia l&#8217;obiettivo dei desideri. L’incontro con l&#8217;immagine finalmente realizzata diviene via dell&#8217;attesa e del desiderio anche per chi la guarda. La fotocamera di Cioffi ne cattura l’essenza negli scorci delle città, nelle località marine, nelle discariche, nei luoghi di culto, nei non-luoghi: siti eletti dell&#8217;immobilità e del passaggio come le stazioni sotterranee o gli aeroporti.</p>
<p>Con la fotografia Stefano Cioffi rappresenta il <strong>mondo nella sua presenza inafferrabile</strong>, moltiplica il suo sguardo nella complessità delle cose, lo disperde nella folla. L’artista cerca di sfidare il trascorrere del tempo e della luce portando la sua indagine su più livelli, a partire da quello degli oggetti apparentemente banali e quotidiani che accompagnano la nostra vita e che spesso consideriamo inutili. Scopre la <strong>solitudine lirica degli oggetti abbandonati</strong>, una sedia, un divano, una giacca o una bottiglia che si rivestono di una presenza speciale nella relazione quasi architettonica con lo spazio che li ospita, trovata con ostinazione nelle pieghe solitarie dei luoghi, in un’attesa che spesso rivela un distacco senza alcuna possibilità di redenzione.</p>
<p><strong>Stefano Cioffi, nato a Napoli e attivo a Roma, è artista e musicista</strong>. La sua mostra innesca riflessioni sul concetto di tempo e di pausa, sia come rappresentazione visiva che musicale. L’artista insegue storie narrate con semplici dettagli per restituire la musica segreta dei luoghi. A  tal fine accosta all’esposizione di fotografie, un video diretto e musicato da lui stesso ed un’installazione di slideshow con 150 immagini in loop che riproducono l&#8217;intero progetto.</p>
<p>Il catalogo “Stefano Cioffi. Stillwaiting” è pubblicato da Silvana Editoriale con testi di Lori Adragna, Lorenzo Canova, Fabio Castriota e corredato da circa 60 immagini.</p>
<p><strong>Orari</strong><br />
da martedì a domenica ore 9.00 &#8211; 19.00<br />
la biglietteria chiude alle ore 18.30. Lunedì chiuso</p>
<p><strong>Biglietti</strong><br />
Biglietto integrato Museo + Mostra: € 7 intero, € 6 ridotto. Riduzioni e gratuità per le categorie previste dalla tariffazione vigente.<br />
Dal martedì al venerdì accesso con visita accompagnata ogni 30 minuti, dalle 9 alle 18. Durata della visita 45 minuti.<br />
Sabato e domenica: visita libera.<br />
Sconto del 10% sulla consumazione presso la caffetteria della Casina del Lago presentando il biglietto del Museo, nel giorno di acquisto.</p>
<p>Consulta il <a href="http://www.museocarlobilotti.it">sito </a><br />
<strong>Informazioni:</strong><br />
Museo Carlo Bilotti, Aranciera di Villa Borghese<br />
Viale Fiorello La Guardia, Roma<br />
Tel 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 21.00)</p>
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		<title>Musei: in Campania apre il museo nell&#8217;Ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa &#8220;Filippo Saporito&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 14:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pesanti catene di ferro, apparecchi coercitivi simili a strumenti per la tortura e le macchine per l&#8217;elettroterapia, il famigerato elettroschock. Una galleria degli orrori conservata in un museo nell&#8217;Ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa &#8220;Filippo Saporito&#8221;, in Campania, che mostra a cosa andavano incontro i detenuti considerati pazzi e rinchiusi in quelli che tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88458" title="ospedalepsichiatrico" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/ospedalepsichiatrico.jpg" alt="" width="303" height="166" />Pesanti catene di ferro, apparecchi coercitivi simili a strumenti per la tortura e le macchine per l&#8217;elettroterapia, il famigerato elettroschock. Una galleria degli orrori conservata in un <strong>museo nell&#8217;Ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa &#8220;Filippo Saporito&#8221;</strong>, in <strong>Campania</strong>, che mostra a cosa andavano incontro i detenuti considerati pazzi e rinchiusi in quelli che tempo fa venivano chiamati manicomi criminali. La documentazione fotografica mostra decine di facce immortalate per archivio e nel nome delle teorie lombrosiane, diffuse nei primi anni del manicomio di Aversa, attivo<strong> dal 1876</strong>. L&#8217;ospedale, uno dei sei sparsi per tutta Italia, negli anni passati è stato più volte criticato per le condizioni disumane in cui venivano tenuti i pazienti e alla metà degli <strong>Anni &#8217;70</strong> fu anche al centro di uno scandalo giudiziario, grazie alle rivelazioni di un detenuto. Attualmente ci sono <strong>circa 190 pazienti</strong>, quasi tutti per piccoli reati, alcuni addirittura ufficialmente liberi ma che non hanno altro posto in cui andare. Una situazione che durerà ancora per poco visto che il <strong>Senato</strong> ha stabilito che<strong> entro il 31 marzo 2013 gli ospedali psichiatrici giudiziari dovranno chiudere</strong> e tutti i detenuti trasferiti in <strong>strutture sanitarie regionali</strong>.</p>
<p><em>Fonte: TMNews</em></p>
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		<title>Servizi aggiuntivi bocciati di  Michele Trimarchi </title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 11:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Trimarchi Michele</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia della Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Non ci aveva pensato ancora nessuno, anche se è palese che l&#8217;impianto della legge Ronchey, i meccanismi che ne derivano e la stessa interpretazione creativa dei servizi museali non funzionasse se non per caso. Non sorprende quindi la notizia della bocciatura, da parte del Tar del Lazio delle gare di assegnazione dei servizi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88402" title="bookshop" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/bookshop.jpg" alt="" width="400" height="272" />Non ci aveva pensato ancora nessuno, anche se è palese che l&#8217;impianto della legge Ronchey, i meccanismi che ne derivano e la stessa interpretazione creativa dei servizi museali non funzionasse se non per caso. Non sorprende quindi la notizia della <a href="http://www.tafter.it/2012/01/30/istituzioni-il-tar-del-lazio-boccia-le-gare-di-assegnazione-dei-servizi-nei-musei/">bocciatura, da parte del Tar del Lazio delle gare di assegnazione dei servizi aggiuntivi</a>.</p>
<p>Qui nel Bel Paese si comincia a ragionare soltanto quando il fallimento delle cose è alle porte. Certo, Alberto Ronchey aveva lodevolmente smosso le acque in un sistema nel quale i musei erano considerati dei luoghi destinati alla protezione del patrimonio culturale ma quasi per niente alla sua fruizione. Lo stesso assioma in base al quale il settore pubblico è inefficiente ma sapiente, e prova ribrezzo nel maneggiare reddito, e invece il settore privato è ignorante ma capace di far di conto, è uno stupido dogma che molti continuano ad accreditare solo per pigrizia o per convenienza.<br />
La cosa ha creato e rafforzato un dualismo conflittuale tra istituzioni culturali e concessionari dei servizi museali; ha generato una ripartizione feudale e concordata tra le righe del territorio in modo da evitare confronti e competizione; ha incentivato la costruzione di sacche di interesse legittimo ma deformante; ha raddoppiato la già bassa motivazione dei lavoratori museali. Soprattutto, non ha introdotto alcun criterio che spingesse la gestione dei musei a dialogare progettualmente con il resto del mondo. I bandi potranno essere riscritti, e che siano stati confezionati male non fa certo piacere e getta luce sull&#8217;annaspare di un ministero che naviga a vista senza attrezzi tecnicamente capaci di mandarlo avanti. Ma finché i musei restano uffici periferici dell&#8217;amministrazione e non diventano imprese autonome, responsabili e capaci di gestire direttamente il complesso delle proprie attività la cultura italiana perderà opportunità davvero notevoli.</p>
<p>Che fare? Ridisegnare il quadro istituzionale, lasciando alle soprintendenze il ruolo cruciale di organi tecnici di indirizzo e supervisione; rendere i musei centri autonomi di decisione e spesa, magari scegliendone i direttori con un concorso e in base alla propria capacità strategica e progettuale; sostituire le parole &#8220;privato&#8221; e &#8220;pubblico&#8221;, con gli aggettivi privatistico e pubblicistico: non importa chi fa le cose, ma come le fa; nei musei devono convivere con intelligenza e incisività obiettivi di interesse comune e opzioni commerciali, tutela dei beni raccolti ed estrazione del loro valore da parte dei visitatori, studio e immaginazione, poesia e concretezza. E&#8217; già tardi.</p>
<p><em>Michele Trimarchi è Professore di Analisi Economica del Diritto all’Università di Catanzaro</em></p>
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		<title>Eventi: giovedì 2 febbraio notte bianca al museo Must di Lucca</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 17:30:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Evento straordinario per il museo della città Lucca Must. La nuova struttura culturale polivalente, realizzata dall’amministrazione comunale nella prestigiosa sede di Palazzo Guinigi, avrà infatti la sua notte bianca. Aderendo ad una proposta lanciata dal Rotary Club di Lucca, infatti, il Comune ha deciso che, per la prima volta, il Must &#8211; Memoria Urbana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-88346" title="museomust" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/museomust.jpg" alt="" width="317" height="191" />Evento straordinario</strong> per il <strong>museo della città Lucca Must</strong>. La nuova struttura culturale polivalente, realizzata dall’amministrazione comunale nella prestigiosa sede di <strong>Palazzo Guinigi</strong>, avrà infatti la sua <strong>notte bianca</strong>. Aderendo ad una proposta lanciata dal <strong>Rotary Club di Lucca</strong>, infatti, il Comune ha deciso che, per la prima volta, il <strong>Must &#8211; Memoria Urbana Società e Territorio</strong>, potrà essere <strong>aperto e visitabile nel dopocena</strong>, sempre ad <strong>ingresso gratuito</strong>, per tutta la cittadinanza, <strong>dalle ore 21 alle 23 di giovedì 2 febbraio</strong>. <br />
Le famiglie lucchesi dunque sono invitate a cogliere questa speciale occasione per passare una serata diversa con i propri figli, per fargli conoscere più da vicino questo suggestivo percorso interattivo, arricchito anche da splendidi filmati, che ci aiutano a ripercorrere il nostro glorioso passato e a comprendere meglio la sua unicità.<br />
Sempre ad ingresso gratuito sarà possibile visitare anche<strong> “Lucca Hangzhou, la via della seta”</strong> la suggestiva mostra che ripercorre la strada dei rapporti tra oriente ed occidente, sulle vie percorse da <strong>Marco Polo</strong>, nello scambio commerciale con l’antica Cina, quando Lucca, di fatto, era la capitale europea del mercato della seta, con la presenza di bellissimi reperti, mai esposti  prima, giunta appositamente dalla città di Hangzhou. Anche i soci del Rotary Club di Lucca saranno presenti a questo eccezionale evento.<br />
 <br />
Ecco cosa si potrà visitare:<br />
 <br />
<strong>&#8220;Lucca passo passo&#8221;.</strong> La Mostra permanente dedicata alla storia della città, con un percorso espositivo che, con taglio innovativo e attraverso l’ausilio di splendidi filmati, audiovisi interattivi, assicura al visitatore un completo coinvolgimento nelle emozioni e sensazioni della conoscenza della nostra splendida città. La mostra è posizionata nei saloni del primo piano del palazzo Guinigi, ove si possono ammirare anche gli splendidi soffitti e pareti affrescate restaurate.<br />
 <br />
<strong>“150 Come eravamo luoghi e volti della Lucca di fine millennio”.</strong> Uno splendido percorso espositivo, allestito grazie alle centinaia di  foto esposte,  patrimonio dell’archivio fotografico lucchese “A.Fazzi”,  assicura al visitatore uno splendido viaggio nella Lucca di altri tempi, grazie a 200 immagini selezionate tra quelle presenti nell’archivio dell’AFL “Arnaldo Fazzi”. La mostra è stata realizzata su un’idea di Angelo Nencetti e curata dalla coordinatrice dell’Archivio Fotografico e Maria Pacini Fazzi. L’esposizione rientra fra gli eventi culturali inseriti nel programma delle celebrazioni per i 150 anni dall’Unità d’Italia.</p>
<p><strong>Buzzelli – frammenti dall’assurdo.</strong> Una grande mostra dedicata ad un insigne maestro del fumetto italiano: realizzata dal Museo Italiano del Fumetto e dell’Immagine di Lucca, in collaborazione con l’Associazione Guido Buzzelli, si compone di oltre 80 illustrazioni e tavole originali a fumetti realizzate nel corso della carriera dal maestro romano. (dal 22 ottobre 2011 al 31 gennaio 2012)</p>
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		<title>Istituzioni: il Tar del Lazio boccia le gare per l&#8217;assegnazione dei servizi nei musei</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 14:36:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La sezione seconda quater del Tar Lazio si è pronunciata negativamente riguardo la gara per l&#8217;affidamento ai privati dei servizi di biglietteria del polo museale romano. Andranno perciò riviste le modalità per l&#8217;affidamento della gestione dei biglietti nei principali spazi della capitale: la galleria Borghese, palazzo Barberini, la galleria nazionale di arte antica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88349" title="galleriaspada" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/galleriaspada.jpg" alt="" width="208" height="242" />La <strong>sezione seconda quater del Tar Lazio</strong> si è pronunciata negativamente riguardo la <strong>gara per l&#8217;affidamento ai privati dei servizi di biglietteria del polo museale romano</strong>. Andranno perciò riviste le modalità per l&#8217;affidamento della gestione dei biglietti nei principali spazi della capitale: la galleria Borghese, palazzo Barberini, la galleria nazionale di arte antica, palazzo Corsini, Galleria Spada, Castel Sant&#8217;Angelo, il museo degli strumenti antichi e palazzo Venezia.<br />
A non convincere i giudici sono in particolare i parametri per il <strong>calcolo delle cauzioni</strong> in capo ai partecipanti alla gara di appalto e l&#8217;impegno da parte del vincitore a <strong>mantenere il personale già in attività</strong> nella sede.<br />
Il Tar, con questa sentenza, ha inoltre gettato ombre sull&#8217;effettiva correttezza delle linee guida per le gare sui servizi aggiuntivi definite lo <strong>scorso maggio</strong> dal MiBAC.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mostre: in Germania l&#8217;arte ispirata al discount Aldi</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 12:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un carrello sommerso da sette tonnellate di zucchero bianco, duemila pacchetti (vuoti) di wuerstel appesi al soffitto e migliaia di fette di pane assemblate come casette: sono alcune delle installazioni della originale mostra artistica intitolata &#8220;I love Aldi&#8221;, dedicata al re del discount in Germania, di scena al Wilhelm Hack Museum a Ludwigshafen, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88225" title="ilovealdi" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/ilovealdi.jpg" alt="" width="250" height="359" />Un carrello sommerso da sette tonnellate di zucchero bianco, duemila pacchetti (vuoti) di wuerstel appesi al soffitto e migliaia di fette di pane assemblate come casette: sono alcune delle installazioni della originale mostra artistica intitolata<strong> &#8220;I love Aldi&#8221;,</strong> dedicata al re del discount in<strong> Germania</strong>, di scena al<strong> Wilhelm Hack Museum</strong> a <strong>Ludwigshafen</strong>, nell&#8217;ovest del paese, <strong>fino al 4 marzo.</strong><br />
Si tratta di <strong>40 lavori di artisti diversi</strong>, ognuno dei quali presenta il suo punto di vista sulla<strong> &#8220;Aldisizzazione della società&#8221;</strong> tedesca, descrivendo le abitudini dei consumatori teutonici, abilissimi nel cercare l&#8217;offerta migliore.<br />
&#8220;L&#8217;Aldisizzazione, o la ricerca del prodotto low-cost, è da tempo divenuta un fenomeno sociale, che attraversa ogni classe e azienda&#8221;, ha rivelato il direttore del museo, <strong>Reinhard Spieler</strong>. &#8220;E&#8217; un fenomeno molto tedesco, soprattutto per il cibo&#8221;, ha aggiunto, spiegando che &#8220;i tedeschi sono tra gli europei che spendono meno per mangiare e la competizione nel settore è molto serrata&#8221;.<br />
A metà tra la <strong>Pop Art</strong> e il <strong>movimento Fluxus</strong> (movimento tedesco degli Anni Sessanta dichiaratamente neo-dadaista), la mostra critica il consumismo con oggetti come un carrello gigante, ma ci sono anche degli &#8220;assorbenti interni giganti&#8221;.</p>
<p><em>Fonte: TMNews</em></p>
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		<title>Eventi: domenica 29 gennaio danze indiane al MAXXI di Roma</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 08:30:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[80mila visitatori in 116 giorni, dal 21 settembre 2011 ad oggi. Sono i numeri di INDIAN HIGHWAY, la grande mostra collettiva sull’arte indiana contemporanea organizzata dal MAXXI Arte che, attraverso 60 opere di 30 artisti, racconta la corsa vertiginosa del subcontinente indiano verso il futuro, insieme con  la forza e la presenza di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-88126" title="MAXXI_FESTAINDIANA" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/MAXXI_FESTAINDIANA.jpg" alt="" width="448" height="299" />80mila visitatori in 116 giorni, dal 21 settembre 2011 ad oggi</strong>. Sono i numeri di <strong>INDIAN HIGHWAY</strong>, la grande mostra collettiva sull’arte indiana contemporanea organizzata dal <strong>MAXXI Arte </strong>che, attraverso <strong>60 opere di 30 artisti</strong>, racconta la corsa vertiginosa del subcontinente indiano verso il futuro, insieme con  la forza e la presenza di una tradizione millenaria.<br />
<strong>Sabato 28 e domenica 29 gennaio</strong> sono gli ultimi giorni per visitare la mostra.<br />
In occasione della sua chiusura, il <strong>Dipartimento Educazione del MAXXI</strong>, in  collaborazione con il  <strong>Servizio Didattico del MNAO (Museo Nazionale d’Arte Orientale “Giuseppe Tucci”)</strong> e <strong>l’Associazione culturale Vidya – Arti e Culture dell’Asia</strong>, organizza un <strong>Open Day di Danze Indiane</strong> nella piazza del Museo, che si animerà di mille colori e suoni, proprio dove la ghirlanda di volti di<strong> N.S. Harsha</strong> accoglie e incuriosisce i visitatori.<br />
Appuntamento<strong> domenica 29 gennaio, alle ore 11:30 (fino alle 13:30)</strong>: le maestre <strong>Marialuisa Sales e Ambili Abraham</strong>, insieme ai loro allievi, animeranno l’evento presentando rispettivamente la danza classica nazionale <strong>Bharatanatyam</strong> e la <strong>danza Bollywood</strong>, ormai marchio distintivo dell’India per il grande pubblico. I visitatori del MAXXI sono invitati a partecipare. La danza si farà così linguaggio comune di scambio e comunicazione interculturale, strumento privilegiato per l’incontro fra le culture e il superamento degli stereotipi e dei pregiudizi.<br />
L’incontro di domenica 29 è l’ultima tappa di un progetto che ha coinvolto i due musei: alla presenza di mediatori culturali, le famiglie del <strong>quartiere Flaminio e dell’Esquilino</strong> insieme a quelle del subcontinente indiano che risiedono a Roma, hanno visitato per due weekend (14 e 15 gennaio, 21 e 22 gennaio 2012) le collezioni del<strong> Museo d’Arte Orientale </strong> e poi, al MAXXI, la mostra sull’arte contemporanea indiana. Il percorso didattico ha collegato la componente storica e tradizionale del tessuto culturale indiano con gli apporti più recenti di una cultura in pieno fermento, attraverso il viaggio dalle campagne alla città, dall’antica cultura dei <strong>Veda</strong> alla <strong>Silicon Valley di Bangalore</strong>.<br />
E’ un progetto dalla forte valenza interculturale in cui il confronto tra l’arte indiana antica e quella contemporanea diventa strumento efficace per la conoscenza di tradizioni e costumi diversi, nello spazio privilegiato del Museo.</p>
<p>La mostra INDIAN HIGHWAY è stata realizzata con il contributo di Japan Tobacco International.<br />
Il Gioco del Lotto è partner delle attività educative del MAXXI.</p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Dipartimento Educazione MAXXI<br />
<a href="mailto:edumaxxi@fondazionemaxxi.it">edumaxxi@fondazionemaxxi.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Musei: via libera al Museo della Shoah di Roma</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 15:30:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Via libera del Campidoglio al Museo della Shoah di Roma. L&#8217;assemblea capitolina ha approvato all&#8217;unanimità il progetto del museo della Shoah che sorgerà a villa Torlonia. La struttura, il cui via libera è atteso da anni, avrà, tra l&#8217;altro, una sala conferenze, una biblioteca-videoteca-centro di documentazione e la sala per le esposizioni temporanee. A [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88166" title="villatorlonia" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/villatorlonia.jpg" alt="" width="312" height="162" />Via libera del<strong> Campidoglio</strong> al <strong>Museo della Shoah di Roma</strong>. L&#8217;assemblea capitolina ha approvato all&#8217;unanimità il progetto del museo della Shoah che sorgerà a <strong>villa Torlonia</strong>. La struttura, il cui via libera è atteso da anni, avrà, tra l&#8217;altro, una sala conferenze, una <strong>biblioteca-videoteca-centro di documentazione</strong> e la sala per le esposizioni temporanee. A livello di ingresso, invece, ci saranno l&#8217;amministrazione, la libreria e la caffetteria.</p>
<p><em>Fonte: ANSA</em></p>
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		<title>Musei: sabato 28 gennaio riapre il Palazzo del Podestà a Bergamo con il nuovo Museo storico dell’età veneta</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 15:30:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nuovo Museo storico dell’età veneta aprirà sabato 28 gennaio le sale della sezione dedicata al Cinquecento interattivo in Piazza Vecchia, nel Palazzo del Podestà comunale (XII secolo), al tempo di Venezia centro di amministrazione della giustizia, che al termine di un impegnativo restauro viene restituito ai cittadini. Il nuovo museo mescola conoscenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88065" title="museobergamo" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/museobergamo.jpg" alt="" width="370" height="279" />Il nuovo <strong>Museo storico dell’età veneta</strong> aprirà <strong>sabato 28 gennaio</strong> le sale della sezione dedicata al <strong>Cinquecento interattivo</strong> in <strong>Piazza Vecchia</strong>, nel <strong>Palazzo del Podestà comunale (XII secolo),</strong> al tempo di Venezia centro di amministrazione della giustizia, che al termine di un impegnativo restauro viene restituito ai cittadini.<br />
Il nuovo museo mescola conoscenza e gioco, intelletto ed emozioni, ridestando nel visitatore con immagini e suoni il senso del meraviglioso: le testimonianze del passato – dipinti, manoscritti, mappe e documenti, selezionati con rigore scientifico – prendono vita e si fanno narrazione sensoriale e multimediale proponendoci l’immagine di una società attiva e partecipe della grande storia, in luoghi che ancora possiamo riconoscere intorno a noi. <br />
Il progetto di allestimento dello <strong>studio N!03 di Milano</strong> – specialista nella produzione multimediale e nella realizzazione di scenari interattivi – in collaborazione con <strong>Alessandro Bettonagli Architecture Entertainment</strong> è integrato da schede di approfondimento, tablet, QRCode, che consentono a ogni visitatore di personalizzare il suo percorso.<br />
La modernità dialoga con gli antichi spazi del<strong> Palazzo del Podestà</strong> proponendo al visitatore un viaggio lungo tutto il Cinquecento, secolo cruciale per la storia dell’Europa e del mondo. In questo contesto s’inserisce la storia della Bergamo veneziana, confine ed estremo presidio occidentale di quella Serenissima che siamo abituati ad associare all’Oriente.<br />
La <strong>Fondazione Bergamo nella storia</strong>, con questa innovativa offerta culturale, si conferma nel  suo ruolo di laboratorio della storia della città di Bergamo e in un momento difficile ribadisce la fiducia nella cultura e nella sua capacità di rafforzare identità, coesione, sviluppo del territorio.</p>
<p>Inaugurazione: sabato 28 gennaio 2012, con <strong>apertura speciale gratuita dalle ore 16.30 alle ore 02.00</strong></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Tel: 035 277116<br />
Tel: 035 226332 <br />
<a href="mailto:info@bergamoestoria.it">info@bergamoestoria.it</a></p>
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		<title>Eventi: per San Valentino due ingressi al prezzo di uno nei musei, monumenti e siti archeologici statali</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 11:31:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 14 febbraio, in tutti i luoghi d’arte statali, si entra in due con un solo biglietto. Iniziativa valida anche il 18 e il 19 febbraio. Il 14 febbraio il MiBAC propone l’iniziativa “San Valentino, Innamorati dell&#8217;Arte&#8221; che ha il duplice significato di invitare a fruire del patrimonio artistico, sia le persone già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89389" title="SanValentino _2012" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/SanValentino-_2012.jpg" alt="" width="280" height="400" />Il <strong>14 febbraio</strong>, in tutti i luoghi d’arte statali, si entra in due con un solo biglietto.<br />
Iniziativa valida anche<strong> il 18 e il 19 febbraio</strong>.</p>
<p>Il <strong>14 febbraio</strong> il <strong>MiBAC</strong> propone l’iniziativa <strong>“San Valentino, Innamorati dell&#8217;Arte&#8221;</strong> che ha il duplice significato di invitare a fruire del patrimonio artistico, sia le persone già innamorate dell&#8217;arte che quelle che vogliono conoscerla e innamorarsene.  <strong>In tutti i</strong> <strong>musei, monumenti e siti archeologici statali</strong> <strong>si entra in due pagando un solo biglietto</strong>. “San Valentino, Innamorati dell’arte” è il primo Grande evento dell’anno che il MiBAC organizza per stimolare la conoscenza e la riscoperta delle nostre bellezze artistiche e valorizzare una ricchezza che tutto il mondo ci invidia e di cui noi, per primi, possiamo godere.<br />
Aderiscono all&#8217;iniziativa <strong>tutti i luoghi d&#8217;arte statali afferenti al MiBAC</strong>, con orario <strong>dalle 9 alle 22</strong>:<br />
- Museo Archeologico Nazionale &#8220;Dinu Adamesteanu&#8221; &#8211; Potenza<br />
ore 18.30 &#8211; L&#8217;Amore in Versi e Musica &#8211; Poesia e Musica<br />
- Museo Nazionale d&#8217;Arte Medievale e Moderna della Basilicata &#8211; Matera [con orario 9-20]<br />
- Museo Archeologico Nazionale &#8220;Domenico Ridola&#8221; &#8211; Matera<br />
- Museo Archeologico Nazionale del Melfese &#8220;Massimo Pallottino&#8221; &#8211; Melfi<br />
- Museo Archeologico Nazionale di Venosa<br />
- Museo Archeologico Nazionale di Muro Lucano [con orario 9-13 / 15-17.30]<br />
- Museo Archeologico Nazionale dell’alta Val d&#8217;Agri &#8211; Grumento Nova<br />
- Museo Archeologico Nazionale di Metaponto<br />
- Museo Archeologico Nazionale della Siritide &#8211; Policoro<br />
ore 18.30 -  “Lo sguardo di Eros”. L&#8217;amore: un sentimento senza tempo &#8211; Conferenza, Poesia e Musica<br />
- Area espositiva di Palazzo Ducale &#8211; Tricarico [con orario 9-13 e ingresso gratuito l’intero anno]</p>
<p>Le aree archeologiche saranno aperte dalle ore 9 alle ore 16:<br />
- Area archeologica di Venosa<br />
- Area archeologica di Grumentum<br />
- Area archeologica di Metaponto<br />
- Area archeologica di Herakleia</p>
<p>A causa delle <strong>condizioni atmosferiche</strong>, l’iniziativa<strong> L&#8217;Amore in Versi e Musica</strong> in programma a<strong> Potenza</strong> presso il <strong>Museo Archeologico Nazionale &#8220;Dinu Adamesteanu&#8221;</strong> nella serata di <strong>martedì 14 febbraio</strong>, viene rinviata a data da destinarsi.<br />
Si conferma che nella giornata del <strong>14 febbraio 2012</strong> nei musei e nelle aree archeologiche della Basilicata afferenti al MiBAC si entra in due pagando un solo biglietto.<br />
Tale agevolazione sarà valida anche nelle giornate di<strong> Sabato 18 e Domenica 19 febbraio</strong>.</p>
<p>Nel corso dell’anno, oltre i Grandi eventi, è prevista l’apertura straordinaria di alcuni luoghi d&#8217;arte statali nelle principali giornate di festività nazionale e inoltre, con l’iniziativa <strong>L&#8217;Arte ti fa gli Auguri</strong>, il MiBAC offre a tutti cittadini, nel giorno del proprio compleanno, l’ingresso gratuito nei Musei statali, invitando così a trascorrere una giornata di festa alla scoperta dell&#8217;immenso patrimonio culturale presente sul territorio.</p>
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		<title>Arte: a dieci anni dalla morte si ricorda l&#8217;opera di Venturino Venturi</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 11:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In ricordo di Venturino Venturi, a dieci anni dalla sua morte avvenuta il 28 gennaio 2002 all&#8217;età di 84 anni, si terranno in varie località della Toscana e in Lussemburgo, per tutto il 2012, una serie d&#8217;iniziative &#8211; mostre, incontri, nuove pubblicazioni &#8211; volte a riscoprire la figura dell&#8217;artista, tra i più significativi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88035" title="venturini" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/venturini.jpg" alt="" width="194" height="259" />In ricordo di <strong>Venturino Venturi</strong>, a <strong>dieci anni dalla sua morte</strong> avvenuta il <strong>28 gennaio 2002</strong> all&#8217;età di <strong>84 anni</strong>, si terranno in varie località della <strong>Toscana</strong> e in <strong>Lussemburgo</strong>, per tutto il <strong>2012</strong>, una serie d&#8217;iniziative &#8211; <strong>mostre, incontri, nuove pubblicazioni</strong> &#8211; volte a riscoprire la figura dell&#8217;artista, tra i più significativi del Novecento in Toscana. Si inizia <strong>sabato 28 gennaio</strong> al <strong>Museo Venturino Venturi a Loro Ciuffenna (Arezzo)</strong>, suo paese natale, <strong>alle ore 17</strong>, con il primo incontro sulla figura del pittore e scultore, organizzato dal Comune di Loro Ciuffenna e dall&#8217;Archivio Venturino Venturi, cui interverranno varie personalità che hanno conosciuto l&#8217;artista o vicini alla sua opera tra monsignor <strong>Luciano Giovannetti</strong>, vescovo emerito di Fiesole, e <strong>Antonio Natali</strong>, direttore della Galleria degli Uffizi. Nell&#8217;occasione saranno letti degli scritti inediti di Venturi dall&#8217;associazione<strong> I Leggomanti</strong> in collaborazione con <strong>Pandora Associazione Culturale</strong>. Sarà presentato anche il nuovo percorso espositivo del Museo, che contiene la più importante collezione pubblica di opere di Venturi: 54 disegni e 38 sculture, tra cui capolavori come il ritratto in cemento di <strong>Ottone Rosai</strong> del <strong>1938</strong> e<strong> &#8221;Ventre&#8221;</strong>, scultura di bronzo del <strong>1961</strong>, che inutilmente <strong>Henry Moore</strong> cercò di acquistare dall&#8217;artista per la sua collezione personale.</p>
<p><em>Fonte: Adnkronos</em></p>
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		<title>Musei: entro il 2014 a Londra il nuovo Design Museum</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 16:30:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per rivitalizzare l&#8217;economia in tempi di crisi Londra punta sul design. Con questo spirito la capitale inglese si appresta a inaugurare, sulle sponde del Tamigi, il nuovo Design Museum, che ospiterà appunto il design industriale ma anche quello d&#8217;arredamento, fino alla grafica e alla moda. La nuova sede, che dovrebbe inaugurarsi nel 2014, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87954" title="designmuseumlondon" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/designmuseumlondon.jpg" alt="" width="232" height="217" />Per rivitalizzare l&#8217;economia in tempi di crisi <strong>Londra</strong> punta sul design. Con questo spirito la capitale inglese si appresta a inaugurare, sulle sponde del <strong>Tamigi</strong>, il nuovo <strong>Design Museum</strong>, che ospiterà appunto il design industriale ma anche quello d&#8217;arredamento, fino alla grafica e alla moda. La nuova sede, che dovrebbe inaugurarsi nel <strong>2014</strong>, punta ad accogliere un milione di visitatori l&#8217;anno e sorgerà nella sede del vecchio <strong>Commonwealth Institute</strong>, un iconico e futuristico edificio di epoca postbellica che da più di dieci anni è inutilizzato. Nuovi ingressi in vetro porteranno alle gallerie e ai grandi spazi espositivi permanenti e temporanei situati al piano terra, nel seminterrato e al secondo piano. Il nuovo Museo andrà ad arricchire il quartiere di <strong>Kensington</strong>, già noto per accogliere alcuni tra i principali musei londinesi, come il <strong>Victoria and Albert Museum</strong> e il <strong>Natural Museum</strong>, e punta a diventare il principale riferimento per il design mondiale.</p>
<p><em>Fonte: FAI</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Musei: nasce a Viareggio il Museo Arte Contemporanea “Carnevalotto”</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 15:30:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-87926 alignleft" title="museocarnevalotto" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/museocarnevalotto.jpg" alt="" width="384" height="255" />Il <strong>28 gennaio</strong> la <strong>Fondazione Carnevale di Viareggio</strong> e lo <strong>Studio Saudino</strong> inaugurano a <strong>Viareggio</strong> il <strong>Museo Arte Contemporanea “Carnevalotto”.<br />
</strong>Il museo dedicato al <strong>Premio “Carnevalotto”</strong> presenta opere di pittura, scultura e grafica che, <strong>dal 1987 ad oggi</strong>, hanno appositamente realizzato alcuni fra i più importanti artisti italiani e stranieri.<br />
Il Premio, con cadenza annuale, è stato istituito dalla <strong>Fondazione Carnevale</strong> e dalla <strong>Galleria d’Arte Contemporanea Studio Saudino</strong> per premiare il carro e il carrista primo classificato di ogni edizione.<br />
Il Premio, oltre a voler mettere in atto un fecondo incontro fra il rigoroso mondo dell’Arte e quello fantasioso del Carnevale, si è posto l’obiettivo, fin dalla sua istituzione, di creare una originale e importante collezione di opere d’arte contemporanea la cui fonte di ispirazione fosse proprio il carnevale, che ha dato a Viareggio notorietà internazionale.<br />
Le opere degli artisti che di anno in anno si sono avvicendati, ai quali va gratitudine ed ammirazione, rappresentano linguaggi espressivi differenti nel contesto del panorama artistico internazionale.<br />
Il Premio “Carnevalotto”, che sottolinea la partecipazione attiva degli artisti al Carnevale, ha inteso trasformare la ricerca artistica in festa gioiosa, dove la riflessione sull’arte si intreccia alle pratiche manuali e artigianali, in modo da creare legami e collaborazioni capaci di un vicendevole arricchimento.<br />
E’ stato così possibile realizzare anche carri e costruzioni innovative e originali, progettate dagli artisti e realizzate grazie alla straordinaria abilità delle maestranze della cartapesta.<br />
Il Premio è rivolto a coniugare la sofisticata autonomia dell’arte con la popolarità dei carri realizzati dai Maestri della cartapesta, ai quali la Città ha dedicato una grandiosa e operosa “Cittadella”, dotata di una sezione espositiva e museale.</p>
<p><strong>Il PREMIO “CARNEVALOTTO” E IL MUSEO</strong><br />
Il secondo piano del Museo della Cittadella del Carnevale, allestito a tale scopo, è stato destinato a sede permanente ed esclusiva delle Opere della Collezione del Premio “Carnevalotto.”da cui prende il nome con la dizione: <strong>MUSEO ARTE CONTEMPORANEA “CARNEVALOTTO”.</strong> Tali Opere sono state ordinate e predisposte, secondo un articolato percorso espositivo, con la consulenza di Loredana Parmesani storico e critico d’arte e docente all’Accademia di Brera.<br />
Questa originale collezione di dipinti, sculture e grafiche, realizzata da celebri Artisti, sulla tematica dei carnevali è il risultato del fecondo incontro fra il mondo dell’Arte contemporanea e quello fantasioso e creativo del Carnevale di Viareggio.<br />
Di tale esigenza si sono fatti interpreti la Fondazione Carnevale e lo Studio Saudino fino dall’edizione dal carnevale 1987, con l’intendimento di sviluppare una risorsa,di primaria importanza, anche dal punto di vista socio-economico e produttivo, presente in Versilia secondo una antica tradizione.<br />
Questa manifestazione che va sotto il nome di <strong>PREMIO “CARNEVALOTTO”</strong> è tutelata da un Marchio Registrato (a nome della Fondazione Carnevale e dallo Studio Saudino) il cui Logo, raffigurante una maschera, è opera esclusiva del celebre Artista Sebastian Matta, che ha cortesemente autorizzato la sua utilizzazione a scopo culturale.<br />
La disposizione delle Opere nel Museo del Premio “Carnevalotto”, nell’ambito della Cittadella del Carnevale con la loro catalogazione iconografica e storiografica rappresenta un evento di grande importanza per la nostra Città, il cui merito principale è da ascrivere al Presidente della Fondazione Carnevale <strong>Alessandro Santini</strong> e al Consiglio in carica.<br />
Nella configurazione strutturale del Museo del Premio “Carnevalotto” si è tenuto presente che la collezione si arricchisce ogni anno di nuove prestigiose presenze che lo rendono sempre più innovativo e attuale verso la critica e il pubblico.</p>
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