<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Tafter &#187; Legislazione</title>
	<atom:link href="http://www.tafter.it/tag/legislazione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.tafter.it</link>
	<description>Cultura è Sviluppo</description>
	<lastBuildDate>Fri, 10 Feb 2012 18:30:50 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Restauro: secondo il decreto Semplificazioni le sponsorizzazioni saranno “di puro finanziamento” oppure “tecniche”</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/02/10/restauro-secondo-il-decreto-semplificazioni-le-sponsorizzazioni-saranno-%e2%80%9cdi-puro-finanziamento%e2%80%9d-oppure-%e2%80%9ctecnica%e2%80%9d/</link>
		<comments>http://www.tafter.it/2012/02/10/restauro-secondo-il-decreto-semplificazioni-le-sponsorizzazioni-saranno-%e2%80%9cdi-puro-finanziamento%e2%80%9d-oppure-%e2%80%9ctecnica%e2%80%9d/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 10:30:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Beni Culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Economia della Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Restauro]]></category>
		<category><![CDATA[Sponsor]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tafter.it/?p=89466</guid>
		<description><![CDATA[In Gazzetta ufficiale la nuova normativa prevista dal decreto Semplificazioni, approvato venerdì scorso in Cdm. Possibile il mero finanziamento o la progettazione, intera o parziale, del restauro Roma &#8211; Sponsorizzazione “di puro finanziamento” oppure “tecnica”, estesa alla progettazione e alla realizzazione “di parte o di tutto l&#8217;intervento”. Sono le due modalità di intervento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89473" title="lavoricolosseo" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/lavoricolosseo.jpg" alt="" width="259" height="194" />In <strong>Gazzetta ufficiale</strong> la nuova normativa prevista dal <strong>decreto Semplificazioni</strong>, approvato venerdì scorso in Cdm. Possibile il mero finanziamento o la progettazione, intera o parziale, del <strong>restauro Roma</strong> &#8211; Sponsorizzazione<strong> “di puro finanziamento”</strong> oppure <strong>“tecnica”</strong>, estesa alla progettazione e alla realizzazione <strong>“di parte o di tutto l&#8217;intervento”</strong>. Sono le due modalità di intervento consentite dal dl Semplificazioni pubblicato in Gazzetta ufficiale. A definire le<strong> linee guida</strong> sarà tuttavia un <strong>decreto ministeriale</strong> che il Mibac dovrà emanare <strong>entro 60 giorni</strong>. Nel provvedimento che il Collegio romano dovrà emanare<strong> entro fine marzo</strong>, gli uffici periferici dovranno integrare il programma triennale dei lavori con un apposito allegato che indichi le proposte ricevute direttamente dai<strong> privati</strong> oppure i lavori, i servizi e le forniture per le quali le sovrintendenze intendono ricercare <strong>sponsor</strong>. “Ricerca” che sarà poi resa nota con la<strong> pubblicazione del bando sul sito del ministero</strong> (per almeno un mese), su due quotidiani nazionali, sulla Gazzetta ufficiale e, quando l’importo lo richiede, anche su quella dell&#8217;<strong>Unione europea</strong>. I privati avranno invece due mesi di tempo per far pervenire le loro proposte. Nei casi in cui l’importo del<strong> finanziamento</strong> sarà <strong>superiore al milione di euro</strong>, sarà una commissione del ministero a valutare la proposta più conveniente, senza escludere una seconda fase per acquisire ulteriori offerte migliorative. Se non dovessero esserci offerte, o nessuna venga ritenuta appropriata, il ministero potrà ricercare di propria iniziativa lo sponsor. Ovvero proprio come avvenuto per il restauro del Colosseo, col ministero che andò alla trattativa privata col <strong>gruppo Tod’s</strong> per il restauro del Colosseo.</p>
<p><em>Fonte: Il Velino</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tafter.it/2012/02/10/restauro-secondo-il-decreto-semplificazioni-le-sponsorizzazioni-saranno-%e2%80%9cdi-puro-finanziamento%e2%80%9d-oppure-%e2%80%9ctecnica%e2%80%9d/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un appello per la cultura firmato FAI, ANCI e Federculture</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/02/09/un-appello-per-la-cultura-firmato-fai-anci-e-federculture/</link>
		<comments>http://www.tafter.it/2012/02/09/un-appello-per-la-cultura-firmato-fai-anci-e-federculture/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 17:19:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pisa Roberta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Economia della Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tafter.it/?p=89417</guid>
		<description><![CDATA[FAI, ANCI e Federculture insieme per rivolgere un appello al governo, affinché corregga quanto previsto nel decreto liberalizzazioni. Le associazioni temono infatti che le misure previste vadano a ledere l'attività culturale in Italia che, già fiaccata dai numerosi tagli, potrebbe restare 'impigliata' nelle maglie di una pesante burocrazia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89446" title="ancifaifederculture" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/ancifaifederculture.jpg" alt="" width="328" height="176" />Si è tenuto ieri, presso il<strong> Palazzo delle Esposizioni di Roma</strong>, l’incontro presieduto da <strong>Ilaria Borletti Buitoni</strong> del<strong> FAI</strong>, <strong>Andrea Ranieri</strong> dell’<strong>ANCI</strong> e <strong>Roberto Grossi</strong> di<strong> Federculture</strong>, riuniti per rivolgere un <strong>appello al governo</strong>.<br />
In vista dell’approvazione del <strong>decreto liberalizzazioni</strong>, questi esponenti del mondo della cultura hanno ritenuto importante sottolineare come tale norma produrrà effetti negativi nel settore: in particolare è stato argomentato che l’estensione alle società in house, alle aziende speciali e alle istituzioni delle disposizioni previste per gli enti locali, inclusa la<strong> legge 122 del 2010</strong>, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica, possa irretire <strong>l’attività culturale in Italia.</strong><br />
In questo modo, secondo il presidente di Federculture <strong>Roberto Grossi</strong>, si arriverebbe a <strong>perdite stimate attorno al 20%</strong>. Grossi ha poi evidenziato come ci si ostini a guardare alla cultura come ad un costo e non invece come ad un’importante<strong> fonte di introiti</strong>, soprattutto nell’odierno periodo di crisi.<br />
Il responsabile cultura dell’Anci, <strong>Andrea Ranieri</strong>, ricordando come l’<strong>investimento in cultura</strong> da parte dei Comuni raggiunga in media il<strong> 3,9 % della spesa</strong>, mentre quello statale si ferma appena allo<strong> 0,19%</strong>, ha voluto invece porre l’attenzione sul fatto che non esistono solo i grandi poli come<strong> Roma e Pompei</strong>, ma ci sono tante altre <strong>piccole realtà</strong> che, in evidente affanno, necessitano della dovuta attenzione.<br />
In occasione dell’incontro, cui è convenuta una platea di rappresentanti pubblici e privati, sono state inoltre avanzate proposte utili a mantenere il trend positivo della cultura in Italia che, nonostante i tagli subiti pari ad <strong>un miliardo di euro</strong>, copre comunque il <strong>2,6% del Pil nazionale</strong>, occupando <strong>circa 1,4 milioni di lavoratori</strong>.<br />
A fronte di tali risultati l’appello sottoscritto da FAI, ANCI e Federculture preme affinché venga assicurata una <strong>programmazione pluriennale dei fondi destinati alla cultura</strong>, la destinazione anche parziale degli introiti derivanti dalla<strong> tassa di soggiorno</strong> ai beni culturali e l’<strong>allineamento dell’Iva del settore</strong> <strong>agli standard europei</strong>, decisamente inferiore. Tra i suggerimenti c’è inoltre la richiesta di consentire la <strong>destinazione dell’8 per mille alla musica e al teatro</strong>, oltre a dare la possibilità di <strong>indicare nominalmente le istituzioni cui devolvere il 5 per mille dell’Irpef.</strong><br />
<strong>Ilaria Borletti Buitoni</strong> ha infine posto l’accento sulla questione etica, intesa come <strong>scatto d’orgoglio</strong> per contribuire al risorgere del mondo culturale italiano, non senza un forte <strong>impegno morale</strong>.<br />
Questa affermazione sembra trovare d’accordo gli italiani, il <strong>70 %</strong> dei quali, secondo una recente <strong>ricerca del Censis</strong>, ritiene che il patrimonio artistico del Belpaese rappresenta il punto di partenza per rilanciare l’Italia in questo periodo di crisi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tafter.it/2012/02/09/un-appello-per-la-cultura-firmato-fai-anci-e-federculture/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Industria dello spettacolo: nuovo IMAIE e sindacato attori contro il decreto liberalizzazioni</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/02/09/industria-dello-spettacolo-nuovo-imaie-e-sindacato-attori-contro-il-decreto-liberalizzazioni/</link>
		<comments>http://www.tafter.it/2012/02/09/industria-dello-spettacolo-nuovo-imaie-e-sindacato-attori-contro-il-decreto-liberalizzazioni/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 13:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Economia della Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Industria dello Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tafter.it/?p=89371</guid>
		<description><![CDATA[Un aumento dei costi di gestione, la paralisi dell’intero processo di ripartizione dei compensi e, nel frattempo, il blocco dei pagamenti dei diritti in attesa che si chiariscano meglio i risvolti operativi del decreto: secondo il presidente del Nuovo Imaie Andrea Miccichè sono queste alcune delle conseguenze a cui condurrebbe l’attuazione del provvedimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89372" title="nuovoimaie" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/nuovoimaie.jpg" alt="" width="237" height="227" />Un <strong>aumento dei costi di gestione</strong>, la paralisi dell’intero<strong> processo di ripartizione dei compensi</strong> e, nel frattempo, il <strong>blocco dei pagamenti dei diritti in attesa</strong> che si chiariscano meglio i risvolti operativi del decreto: secondo il presidente del Nuovo Imaie <strong>Andrea Miccichè</strong> sono queste alcune delle conseguenze a cui condurrebbe l’attuazione del <strong>provvedimento di liberalizzazione della gestione dei diritti degli artisti</strong>. Se ne è parlato ieri a <strong>Roma</strong>, alla<strong> Casa del cinema</strong>, nell’incontro dal titolo <strong>“Decreto legge sulle liberalizzazioni: come cambia il diritto degli artisti, quale sarà il futuro?”.</strong> “Il provvedimento di liberalizzazione, adottato dal Governo senza alcun confronto con i soggetti interessati – afferma Miccichè – pregiudicherà i diritti degli artisti, causando la frammentazione del loro sistema di rappresentanza e producendo, di conseguenza, una<strong> minore tutela della categoria nel suo complesso</strong>, a tutto vantaggio di chi deve acquisire e pagare i diritti connessi. Per essere più chiari: dei <strong>circa 30 milioni di euro di diritti connessi</strong> raccolti fino ad oggi ogni anno, si rischia, nel passaggio a un sistema che preveda più collecting di artisti, di vederne dispersi un buon <strong>40-50 per cento</strong>… Si parla di <strong>oltre 12-15 milioni di euro</strong> che gli utilizzatori saranno ben felici di risparmiare, approfittando delle incertezze aperte dal nuovo decreto”.<br />
La compresenza di due o più istituti operanti in regime di concorrenza sullo stesso diritto, rappresenterebbe un unicum in tutta Europa: “Non c’è nessun paese – sostiene Miccichè – in cui esistono più collecting di artisti in competizione per un analogo diritto ed i motivi sono ovvi: negli altri stati, gli artisti sono ben tutelati dalla legge e non sarebbe di certo ipotizzabile un sistema normativo che si ponesse in loro danno. Ciò che sta accadendo in Italia, in questi giorni, è la miglior prova della bontà del nostro ragionamento: diversi soggetti utilizzatori, infatti, ci hanno già comunicato che, in attesa degli sviluppi sul decreto relativo alle liberalizzazioni, non intendono corrispondere i diritti degli artisti. Ecco, quindi, che si stanno già producendo gli effetti negativi paventati”. Il <strong>percorso di liberalizzazione</strong> ipotizzato non favorirebbe, stando a quanto detto dal presidente del Nuovo Imaie, né il<strong> consumatore finale</strong>, né gli <strong>artisti</strong>: gli unici a trarne vantaggio sarebbero gli <strong>utilizzatori delle opere degli artisti</strong> – tv, radio,… -, che pagherebbero meno diritti e avrebbero più margini per trattare, avendo vari interlocutori con cui dialogare e, quindi, giocare al ribasso. “Rai, Mediaset, Sky, tutti i canali del digitale terrestre – spiega <strong>Giulio Scarpati</strong>, presidente del sindacato attori – accetteranno le condizioni a loro sempre più vantaggiose a discapito dei diritti degli artisti”. Tra i presenti anche il cantante <strong>Marco Masini</strong> e l’attore <strong>Nicolas Vaporidis</strong>.<br />
Il Nuovo Imaie è stato fondato il <strong>12 luglio 2010</strong> ed “ha adottato – afferma Micciché – nuove modalità, più veloci e trasparenti per il pagamento dei diritti”. Ma Scarpati spinge “ad andare quanto prima alle elezioni dell’organigramma per una maggiore rappresentanza interna degli artisti. Più occhi di controllo ci sono – dice – meglio è”.</p>
<p><em>Fonte: Il Velino</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tafter.it/2012/02/09/industria-dello-spettacolo-nuovo-imaie-e-sindacato-attori-contro-il-decreto-liberalizzazioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Milano. Secondo Forum sulla Proprietà intellettuale: l&#8217;idea, la sua tutela, il suo sviluppo. L&#8217;8 febbraio</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/02/06/milano-secondo-forum-sulla-proprieta-intellettuale-lidea-la-sua-tutela-il-suo-sviluppo-l8-febbraio/</link>
		<comments>http://www.tafter.it/2012/02/06/milano-secondo-forum-sulla-proprieta-intellettuale-lidea-la-sua-tutela-il-suo-sviluppo-l8-febbraio/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 12:09:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri]]></category>
		<category><![CDATA[Convegni]]></category>
		<category><![CDATA[Gratis]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Low Cost]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tafter.it/?p=88903</guid>
		<description><![CDATA[Un&#8217;intensa giornata di incontri, suddivisa tra mattino e pomeriggio, per affrontare il tema della Proprietà Intellettuale come strumento di sviluppo competitivo, con un focus particolare sulle start-up e sul settore dell&#8217;economia digitale. L&#8217;obiettivo della giornata è quello di fornire un quadro definito dei vantaggi offerti dagli strumenti di protezione dell&#8217;innovazione e della creatività. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88904" title="forumproprietaintellettuale" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/forumproprietaintellettuale.jpg" alt="" width="279" height="280" />Un&#8217;intensa giornata di incontri, suddivisa tra mattino e pomeriggio, per affrontare il tema della Proprietà Intellettuale come strumento di sviluppo competitivo, con un focus particolare sulle start-up e sul settore dell&#8217;economia digitale.</p>
<p>L&#8217;obiettivo della giornata è quello di fornire un quadro definito dei vantaggi offerti dagli strumenti di protezione dell&#8217;innovazione e della creatività. Interverranno, tra gli altri, Geox, Microsoft, Pixar, STMicroeletronics, NVIDIA.</p>
<p><strong>La mattina</strong></p>
<p>La sessione plenaria: proprietà intellettuale e fare impresa<br />
Una tavola rotonda tra esponenti di primo piano del mondo imprenditoriale, per discutere del tema della proprietà intellettuale come strumento del Fare Impresa. Le imprese e gli aspiranti imprenditori potranno avere così avere un quadro dei diversi strumenti disponibili, direttamente dalla viva voce di &#8220;chi fa impresa&#8221;.</p>
<p><strong>Il pomeriggio</strong></p>
<p><em>Quattro sessioni parallele</em><br />
Avviare una nuova attività sfruttando un&#8217;idea innovativa, identificare gli strumenti più adeguati per proteggere innovazione e creatività, depositare un brevetto online: questi sono solo alcuni degli argomenti che verranno affrontati nei diversi incontri, insieme ad esperti ed esponenti di società italiane e internazionali.</p>
<p><em>1. Incontri one-to-one gratuiti tra PMI ed esperti in Proprietà Intellettuale e Innovazione (a breve saranno disponibili ulteriori informazioni su questa sessione)</em><br />
Trenta Minuti di Proprietà Intellettuale: incontri tra professionisti iscritti all&#8217; Ordine dei Consulenti in Proprietà Industriale e imprese, che avranno la possibilità di avere una prima presentazione dei migliori strumenti per proteggere le proprie innovazioni.<br />
Stazioni sperimentali, Innovazione e Proprietà Intellettuale: esperti delle Stazioni Sperimentali forniranno alle imprese interessate una valutazione gratuita del potenziale tecnologico aziendale rispetto al mercato di riferimento</p>
<p><em>2. Creatività Digitale</em><br />
Come proteggere innovazioni e contenuti nel settore dell&#8217;animazione digitale e videogaming. Un incontro ha l&#8217;obiettivo di presentare una panoramica degli strumenti disponibili per i creatori di contenuti digitali per proteggere la Proprietà Intellettuale della propria opera. All&#8217;evento parteciperanno esperti e rappresentanti delle principali realtà internazionali del settore, tra le quali Pixar e NVIDIA.</p>
<p><em>3. Start up patentate</em><br />
In questa sessione si parlerà di imprese che nascono sulla spinta della ricerca o di idee fortemente innovative. Imprese per le quali il successo non passa solamente dalla capacità di generare innovazione, ma dal fatto di saperla diffondere e, innanzi tutto, difendere in un contesto competitivo internazionale sempre più agguerrito.</p>
<p><em>4. Brevettare Online</em><br />
Le procedure di deposito di marchi e brevetti online: i più importanti enti nazionali ed internazionali presentano le novità per il 2012 ai professionisti del settore. Obiettivo dell&#8217;incontro è identificare le best practices e individuare possibili miglioramenti.</p>
<p>Consulta il <a href="http://www.mi.camcom.it/secondo-forum-proprieta-intellettuale">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Tel: 02 85155673<br />
<a href="mailto:contributialleimprese@mi.camcom.it">contributialleimprese@mi.camcom.it</a></p>
<p> </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tafter.it/2012/02/06/milano-secondo-forum-sulla-proprieta-intellettuale-lidea-la-sua-tutela-il-suo-sviluppo-l8-febbraio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cinema: stralciata la norma sulle sale cinematografiche dal decreto semplificazioni</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/02/03/cinema-stralciata-la-norma-sulle-sale-cinematografiche-dal-decreto-semplificazioni/</link>
		<comments>http://www.tafter.it/2012/02/03/cinema-stralciata-la-norma-sulle-sale-cinematografiche-dal-decreto-semplificazioni/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 13:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tafter.it/?p=88877</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;ufficio stampa del Ministero per i Beni e le Attività Culturali comunica che &#8221;il Ministro, Prof. Lorenzo Ornaghi, in sede di approvazione definitiva del decreto in materia di semplificazioni, ha ritenuto opportuno procedere, dopo aver preso atto delle molteplici e differenti osservazioni sollevate da più parti, alla richiesta dello stralcio del provvedimento relativo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88882" title="sala" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/sala.jpg" alt="" width="263" height="192" />L&#8217;ufficio stampa del <strong>Ministero per i Beni e le Attività Culturali</strong> comunica che &#8221;il Ministro, Prof.<strong> Lorenzo Ornaghi</strong>, in sede di approvazione definitiva del <strong>decreto in materia di semplificazioni</strong>, ha ritenuto opportuno procedere, dopo aver preso atto delle molteplici e differenti osservazioni sollevate da più parti, alla richiesta dello stralcio del <strong>provvedimento relativo all&#8217;apertura di nuove sale cinematografiche al di sotto di 3.000 posti.</strong> La pausa di approfondimento consentirà di ascoltare le valutazioni di tutte le parti interessate a favorire uno sviluppo armonico e condiviso del settore cinematografico&#8221;.</p>
<p><em>Fonte: MiBAC</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tafter.it/2012/02/03/cinema-stralciata-la-norma-sulle-sale-cinematografiche-dal-decreto-semplificazioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cinema: l&#8217;Anec contraria alla liberalizzazione dell&#8217;apertura delle sale cinematografiche</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/02/02/cinema-lanec-contraria-alla-liberalizzazione-dellapertura-delle-sale-cinematografiche/</link>
		<comments>http://www.tafter.it/2012/02/02/cinema-lanec-contraria-alla-liberalizzazione-dellapertura-delle-sale-cinematografiche/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 12:30:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione cinematografica]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tafter.it/?p=88719</guid>
		<description><![CDATA[&#8221;Pericolosa e controproducente&#8221;. E&#8217; così che l&#8217;Anec, Associazione nazionale esercenti cinema, definisce la liberalizzazione dell&#8217;apertura sale cinematografiche entro i 3000 posti contenuta nel decreto sulle semplificazioni approvato dal Consiglio dei ministri. &#8221;Questo provvedimento che liberalizza in modo incontrollato l&#8217;apertura sale &#8211; afferma il presidente dell&#8217;Anec Lionello Cerri &#8211; avrà effetti dirompenti, accentuando la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88720" title="cinema" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/cinema.jpg" alt="" width="275" height="183" />&#8221;Pericolosa e controproducente&#8221;. E&#8217; così che l&#8217;<strong>Anec, Associazione nazionale esercenti cinema</strong>, definisce la <strong>liberalizzazione dell&#8217;apertura sale cinematografiche</strong> <strong>entro i 3000 posti</strong> contenuta nel <strong>decreto sulle semplificazioni approvato dal Consiglio dei ministri</strong>.<br />
&#8221;Questo provvedimento che liberalizza in modo incontrollato l&#8217;apertura sale &#8211; afferma il presidente dell&#8217;Anec <strong>Lionello Cerri</strong> &#8211; avrà effetti dirompenti, accentuando la già difficile situazione di moltissime sale, in particolare di quelle tradizionali e dei centri cittadini.<br />
Peraltro, la liberalizzazione delle aperture fino a 3 mila posti, invece di favorire la concorrenza, bloccherà lo sviluppo armonico del settore. L&#8217;Anec invece &#8211; aggiunge Cerri - è convinta fautrice dell&#8217;apertura del mercato, che però deve avere come obiettivo, soprattutto con il contributo delle Regioni, la salvaguardia della pluralità dell&#8217;offerta e della specificità culturale&#8221;.<br />
Nel corso degli ultimi dieci anni la <strong>crescita dei multiplex</strong> si è concentrata quasi esclusivamente nelle zone già ricche di schermi, e le sale di città sono progressivamente diminuite. &#8221;Questo cambiamento però &#8211; spiega il presidente dell&#8217;Anec &#8211; non ha portato ad una crescita complessiva del pubblico, che in Italia si attesta ormai da anni intorno ai <strong>100-110 milioni di spettatori</strong>. Siamo quindi di fronte non ad una crescita ma ad un travaso di pubblico da una tipologia di sala ad un&#8217;altra. Ciò contribuisce alla desertificazione dei centri storici, con casi clamorosi sia in <strong>città di medie dimensioni</strong>, come Pescara o Perugia, sia in grandi centri urbani come Roma, Napoli, Firenze e anche Milano città nella quale i cinema sono quasi scomparsi dal centro&#8221;. Peraltro le difficoltà delle sale di città, continua Cerri, &#8221;si ripercuotono sull&#8217;offerta di film di qualità, italiani ed europei, che proprio in queste strutture trovano la loro sede naturale, e sulle attività collaterali che contribuiscono ad un effetto di socializzazione e aggregazione di grande rilevanza&#8221;.<br />
&#8221;La liberalizzazione pressoche&#8217; totale prevista dal decreto sulle semplificazioni &#8211; conclude il presidente dell&#8217;Anec &#8211; non farà altro che accentuare queste disfunzioni, mentre andrebbe fatto ogni sforzo per migliorare e rafforzare la capillarità di diffusione delle sale sul territorio laddove vi è carenza e favorire un&#8217;azione di ammodernamento di quelle esistenti. Fondamentale in questo senso la<strong> digitalizzazione</strong>, il cui completamento va incentivato a beneficio dell&#8217;intero parco sale&#8221;.</p>
<p><em>Fonte: ASCA</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tafter.it/2012/02/02/cinema-lanec-contraria-alla-liberalizzazione-dellapertura-delle-sale-cinematografiche/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>#twittercensored</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/02/02/twittercensored/</link>
		<comments>http://www.tafter.it/2012/02/02/twittercensored/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 11:13:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pisa Roberta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Miss Marple]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Nuove tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tafter.it/?p=88697</guid>
		<description><![CDATA[Twitter si apre alla censura per i Paesi che ne faranno richiesta, oscurando i messaggi ritenuti sconvenienti dai governi, e lasciandoli visibili solo all'estero. Il grande social network di Jack Dorsey si trova perciò diviso tra libertà di espressione e controllo della comunicazione, esigenze degli utenti e volontà dei poteri politici, popolarità e profitto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-88704" title="twittercensored" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/twittercensored.jpg" alt="" width="324" height="244" />Twitter e censura</strong>: poco tempo fa sarebbe apparso come un ossimoro accostare il social network strumento della <strong>Primavera araba</strong>, voce dei <strong>dissidenti iraniani</strong>, riparo salvifico di<strong> Wikileaks</strong> e altoparlante del movimento <strong>Occupy Wall Street</strong>, a pratiche di limitazione della libertà di espressione.<br />
Eppure pochi giorni fa è giunto l’annuncio inaspettato di<strong> Jack Dorsey</strong>, padre del social network cinguettante che, di ritorno dal suo viaggio a <strong>Shanghai</strong>, si è reso disponibile a rimuovere messaggi su richiesta dei singoli Paesi. Il giovane informatico e imprenditore statunitense, assecondando le mire di controllo da parte dei governi sull’imponente flusso di comunicazione che avviene su <strong>Twitter</strong>, ha inevitabilmente scatenato la preoccupazione dei cento milioni di utenti che quotidianamente affidano a tale innovativo strumento le loro note.<br />
La mossa è chiaramente dettata da ragioni imprenditoriali: Dorsey punta infatti ad attaccare anche il <strong>mercato cinese</strong> che fino ad ora è rimasto chiuso nella propria autarchia, dominato dai nazionali <strong>Sina e Tencent</strong>. Del resto, molti Paesi in cui la libertà in rete è limitata, godono di un numero sorprendente di potenziali utenti: oltre alla <strong>Cina</strong>, si pensi all’<strong>India</strong>, ma anche alla <strong>Thailandia</strong>; per arrivare a loro si è ritenuto necessario prima conquistare la fiducia dei politici al potere, assicurando loro che l’introduzione di nuovi mezzi di comunicazione non andasse a ledere la loro autorità.<br />
L’altra faccia della medaglia è però la caduta d’immagine agli occhi di tutti quelli utenti che hanno guardato a Twitter come arma rivoluzionaria per far sentire la propria voce e portare avanti importanti battaglie per la libertà: si pensi all’artista dissidente cinese<strong> Ai Weiwei</strong> che, tramite i<strong> 140 caratteri</strong>, è riuscito a rimanere in contatto con il resto del Mondo denunciando il suo stato di detenzione; proprio lui, apprendendo la decisione di Twitter di sposare la censura, ha annunciato che, se così fosse, uscirà dal social network.<br />
L’azienda ha in realtà spiegato che l’annunciata rimozione dei tweet avverrà in modo trasparente, corredata dai motivi dell’oscuramento del messaggio in quel dato Paese, che rimane invece visibile all’estero. La censura non è del resto cosa nuova per Twitter, che già la applica in patria per garantire il rispetto del <strong>copyright.</strong><br />
Guardandolo sotto questa ottica, il social di Dorsey perde quell’aurea di eroismo con cui gli ultimi avvenimenti lo hanno sublimato e torna alla sua essenza di multinazionale delle telecomunicazioni, che si barcamena tra le complesse normative dei governi e le stringenti maglie dei regimi, oltre a dover chiaramente garantirsi i necessari profitti.<br />
Il sistema appare perciò come un compromesso tra l’aspirazione di massima libertà voluta dai fruitori e l’esigenza di controllo mossa dalle istituzioni più o meno democratiche, una contraddizione affatto latente che potrebbe rappresentare un boomerang per Twitter. L’innovazione di cui è portatore ha infatti aperto la strada a molti siti suoi emuli: non è da escludere quindi che i milioni di internauti preferiscano affidare i propri messaggi a nuovi sistemi, che si dimostrano più corretti nei loro confronti. Il mercato d’altronde è volubile e più si cresce, maggiori sono le difficoltà cui si va incontro.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tafter.it/2012/02/02/twittercensored/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Valore Legale dei Titoli di Studio Universitari sì, ma con riserva di  Paolo Gianni </title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/02/02/valore-legale-dei-titoli-di-studio-universitari-si-ma-con-riserva-di-paolo-gianni/</link>
		<comments>http://www.tafter.it/2012/02/02/valore-legale-dei-titoli-di-studio-universitari-si-ma-con-riserva-di-paolo-gianni/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 11:08:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[A proposito di ...]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Professioni]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tafter.it/?p=88698</guid>
		<description><![CDATA[Il valore legale delle lauree non va eliminato, ma soltanto ridimensionato. Le regole della Comunità europea già ora prevedono il riconoscimento reciproco dei titoli dei vari paesi, e l’accesso alle professioni, soltanto in presenza di precise condizioni. Si tratta di attribuire valore legale soltanto ai titoli che soddisfano queste condizioni. Di fatto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88699" title="laureato" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/laureato.jpg" alt="" width="266" height="231" />Il valore legale delle lauree non va eliminato, ma soltanto ridimensionato. Le regole della Comunità europea già ora prevedono il riconoscimento reciproco dei titoli dei vari paesi, e l’accesso alle professioni, soltanto in presenza di precise condizioni. Si tratta di attribuire valore legale soltanto ai titoli che soddisfano queste condizioni.<br />
Di fatto il valore legale della laurea dovrebbe assumere il significato di garanzia del possesso di requisiti minimi di conoscenza in un certo ambito disciplinare funzionale ad assicurare, da un lato, uguaglianza nelle possibilità di accesso alle professioni regolamentate per legge e alle posizioni dirigenziali nella Pubblica Amministrazione e, dall’altro, a garantire la qualità minima del servizio che tali professionisti forniscono ai cittadini. Non si ritiene che il mercato “da solo” possa dare adeguate garanzie di qualità nella selezione dei funzionari degli uffici pubblici. D’altra parte nel privato il problema non sussiste, in quanto le aziende private già ora sanno come operare liberamente le necessarie selezioni.<br />
I corsi di laurea dei vari atenei saranno soggetti ad una procedura di accreditamento (L. 240/2010) da parte di un organismo nazionale (ANVUR) che valuterà l’esistenza di risorse (personale e strutture) e di contenuti culturali minimi. Solo i corsi accreditati rilascerebbero un titolo avente valore legale. Questo dovrebbe però limitarsi al possesso del titolo in sé, senza estendersi al voto di laurea, che potrebbe altrimenti avvantaggiare ingiustamente gli atenei meno esigenti.<br />
Delle proposte del Governo Monti apprezziamo quindi la eliminazione del valore del voto di laurea e anche l’allargamento delle discipline richieste per accedere ai concorsi pubblici. Ci convince poco invece la proposta di attribuire alle certificazioni di qualità dell’ANVUR un peso diretto da far valere nei concorsi: la valutazione della qualità della preparazione dei candidati è meglio lasciarla al giudizio delle commissioni di concorso.</p>
<p><em>Paolo Gianni è Presidente della Commissione Sindacale del Comitato Nazionale Universitario</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tafter.it/2012/02/02/valore-legale-dei-titoli-di-studio-universitari-si-ma-con-riserva-di-paolo-gianni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Musei: in Campania apre il museo nell&#8217;Ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa &#8220;Filippo Saporito&#8221;</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/31/musei-in-campania-apre-quello-dellnellospedale-psichiatrico-giudiziario-di-aversa-filippo-saporito/</link>
		<comments>http://www.tafter.it/2012/01/31/musei-in-campania-apre-quello-dellnellospedale-psichiatrico-giudiziario-di-aversa-filippo-saporito/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 14:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Musei]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Spazi urbani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tafter.it/?p=88446</guid>
		<description><![CDATA[Pesanti catene di ferro, apparecchi coercitivi simili a strumenti per la tortura e le macchine per l&#8217;elettroterapia, il famigerato elettroschock. Una galleria degli orrori conservata in un museo nell&#8217;Ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa &#8220;Filippo Saporito&#8221;, in Campania, che mostra a cosa andavano incontro i detenuti considerati pazzi e rinchiusi in quelli che tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88458" title="ospedalepsichiatrico" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/ospedalepsichiatrico.jpg" alt="" width="303" height="166" />Pesanti catene di ferro, apparecchi coercitivi simili a strumenti per la tortura e le macchine per l&#8217;elettroterapia, il famigerato elettroschock. Una galleria degli orrori conservata in un <strong>museo nell&#8217;Ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa &#8220;Filippo Saporito&#8221;</strong>, in <strong>Campania</strong>, che mostra a cosa andavano incontro i detenuti considerati pazzi e rinchiusi in quelli che tempo fa venivano chiamati manicomi criminali. La documentazione fotografica mostra decine di facce immortalate per archivio e nel nome delle teorie lombrosiane, diffuse nei primi anni del manicomio di Aversa, attivo<strong> dal 1876</strong>. L&#8217;ospedale, uno dei sei sparsi per tutta Italia, negli anni passati è stato più volte criticato per le condizioni disumane in cui venivano tenuti i pazienti e alla metà degli <strong>Anni &#8217;70</strong> fu anche al centro di uno scandalo giudiziario, grazie alle rivelazioni di un detenuto. Attualmente ci sono <strong>circa 190 pazienti</strong>, quasi tutti per piccoli reati, alcuni addirittura ufficialmente liberi ma che non hanno altro posto in cui andare. Una situazione che durerà ancora per poco visto che il <strong>Senato</strong> ha stabilito che<strong> entro il 31 marzo 2013 gli ospedali psichiatrici giudiziari dovranno chiudere</strong> e tutti i detenuti trasferiti in <strong>strutture sanitarie regionali</strong>.</p>
<p><em>Fonte: TMNews</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tafter.it/2012/01/31/musei-in-campania-apre-quello-dellnellospedale-psichiatrico-giudiziario-di-aversa-filippo-saporito/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Servizi aggiuntivi bocciati di  Michele Trimarchi </title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/31/servizi-aggiuntivi-bocciati-di-michele-trimarchi/</link>
		<comments>http://www.tafter.it/2012/01/31/servizi-aggiuntivi-bocciati-di-michele-trimarchi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 11:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Trimarchi Michele</dc:creator>
				<category><![CDATA[A proposito di ...]]></category>
		<category><![CDATA[Bando]]></category>
		<category><![CDATA[Economia della Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Enti locali]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Musei]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tafter.it/?p=88401</guid>
		<description><![CDATA[Non ci aveva pensato ancora nessuno, anche se è palese che l&#8217;impianto della legge Ronchey, i meccanismi che ne derivano e la stessa interpretazione creativa dei servizi museali non funzionasse se non per caso. Non sorprende quindi la notizia della bocciatura, da parte del Tar del Lazio delle gare di assegnazione dei servizi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88402" title="bookshop" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/bookshop.jpg" alt="" width="400" height="272" />Non ci aveva pensato ancora nessuno, anche se è palese che l&#8217;impianto della legge Ronchey, i meccanismi che ne derivano e la stessa interpretazione creativa dei servizi museali non funzionasse se non per caso. Non sorprende quindi la notizia della <a href="http://www.tafter.it/2012/01/30/istituzioni-il-tar-del-lazio-boccia-le-gare-di-assegnazione-dei-servizi-nei-musei/">bocciatura, da parte del Tar del Lazio delle gare di assegnazione dei servizi aggiuntivi</a>.</p>
<p>Qui nel Bel Paese si comincia a ragionare soltanto quando il fallimento delle cose è alle porte. Certo, Alberto Ronchey aveva lodevolmente smosso le acque in un sistema nel quale i musei erano considerati dei luoghi destinati alla protezione del patrimonio culturale ma quasi per niente alla sua fruizione. Lo stesso assioma in base al quale il settore pubblico è inefficiente ma sapiente, e prova ribrezzo nel maneggiare reddito, e invece il settore privato è ignorante ma capace di far di conto, è uno stupido dogma che molti continuano ad accreditare solo per pigrizia o per convenienza.<br />
La cosa ha creato e rafforzato un dualismo conflittuale tra istituzioni culturali e concessionari dei servizi museali; ha generato una ripartizione feudale e concordata tra le righe del territorio in modo da evitare confronti e competizione; ha incentivato la costruzione di sacche di interesse legittimo ma deformante; ha raddoppiato la già bassa motivazione dei lavoratori museali. Soprattutto, non ha introdotto alcun criterio che spingesse la gestione dei musei a dialogare progettualmente con il resto del mondo. I bandi potranno essere riscritti, e che siano stati confezionati male non fa certo piacere e getta luce sull&#8217;annaspare di un ministero che naviga a vista senza attrezzi tecnicamente capaci di mandarlo avanti. Ma finché i musei restano uffici periferici dell&#8217;amministrazione e non diventano imprese autonome, responsabili e capaci di gestire direttamente il complesso delle proprie attività la cultura italiana perderà opportunità davvero notevoli.</p>
<p>Che fare? Ridisegnare il quadro istituzionale, lasciando alle soprintendenze il ruolo cruciale di organi tecnici di indirizzo e supervisione; rendere i musei centri autonomi di decisione e spesa, magari scegliendone i direttori con un concorso e in base alla propria capacità strategica e progettuale; sostituire le parole &#8220;privato&#8221; e &#8220;pubblico&#8221;, con gli aggettivi privatistico e pubblicistico: non importa chi fa le cose, ma come le fa; nei musei devono convivere con intelligenza e incisività obiettivi di interesse comune e opzioni commerciali, tutela dei beni raccolti ed estrazione del loro valore da parte dei visitatori, studio e immaginazione, poesia e concretezza. E&#8217; già tardi.</p>
<p><em>Michele Trimarchi è Professore di Analisi Economica del Diritto all’Università di Catanzaro</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tafter.it/2012/01/31/servizi-aggiuntivi-bocciati-di-michele-trimarchi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cooperative turistiche nella casa dei boss</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/30/cooperative-turistiche-nella-casa-dei-boss/</link>
		<comments>http://www.tafter.it/2012/01/30/cooperative-turistiche-nella-casa-dei-boss/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 16:37:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizia Memo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Cooperative]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Politiche Giovanili]]></category>
		<category><![CDATA[Riqualificazione]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tafter.it/?p=88364</guid>
		<description><![CDATA[Una nuova proposta del governo Monti apre alla possibilità di creare cooperative turistiche nei terreni ed edifici confiscati al crimine mafioso. Un progetto che guarda ai giovani under 35 per sviluppare posti di lavoro soprattutto nel sud Italia dove sono forti le potenzialità del settore turistico. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88371" title="vendesi_4.ai" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/beni-confiscati-alle-mafie.jpg" alt="" width="420" height="297" />A quanto ammonta il danno economico prodotto dal giro d’affari sommerso della malavita organizzata? In questi in giorni in cui la lotta all’evasione fiscale si è inasprita fortemente non è un quesito fuori luogo. A giudicare dai beni immobili e dai patrimoni che ogni anno vengono confiscati a mafia e camorra, l’<strong>introito sottratto annualmente alle casse dello Stato non è di certo irrisorio</strong>. Secondo una statistica stilata dalla neonata<a href="http://www.benisequestraticonfiscati.it/Joomla/index.php"> Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata</a>, <strong>sono 11.954 le proprietà sottratte alla gestione malavitosa</strong>, di cui 10.438 sono immobili e 1.516 aziende. Tutti edifici, terreni e attività che divengono di proprietà della Stato, il quale è chiamato a riqualificarli ed eventualmente a riconvertirne le funzioni.<br />
Grazie alla <strong>legge 109 del 1996</strong>, i patrimoni sottratti vengono riconvertiti ad un uso sociale: nella maggior parte dei casi la riconversione prevede che all’interno di questi terreni sorgano delle vere e proprie <strong>cooperative agricole dove vengono impiegati giovani e ragazzi che faticano a trovare occupazione soprattutto nel Mezzogiorno</strong>. Il metodo delle indagini patrimoniali e bancarie sui capitali mafiosi viene avviato, per la prima volta, da Falcone e Borsellino e da allora <strong>i beni patrimoniali dei boss, prima sequestrati e poi confiscati, divengono, una volta riconvertiti, armi di riscatto economico e sociale per aprire un futuro alla fascia più disagiata, quella dei giovani oppressa dalla disoccupazione e dalla mancanza di prospettive</strong>. Questo attraverso l’aiuto e l’impegno di associazioni che operano sul territorio nazionale, come <a href="http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1">Libera</a>, nata nel 1995 e che ha sede a Roma, proprio in uno delle case espropriate ai boss della banda della Magliana, che da quest’anno è stata anche inserita dal <a href="http://theglobaljournal.net/">The Global Journal</a> nella classifica delle<strong> migliori 100 Ong del mondo</strong>.<br />
Tuttavia la quantità di beni che arrivano in gestione allo Stato è spesso difficile da gestire: la sola destinazione sociale sembra essere insufficiente per rivalorizzare nel suo complesso tutta la mole di edifici e terreni di cui lo stato diviene proprietario. Ed è proprio in vista dello sfruttamento di ogni potenzialità di questi beni, al fine di trasformarli in opportunità di lavoro, che in questi giorni il governo Monti ha presentato nel decreto semplificazione la <strong>proposta di poter dare in concessione i beni confiscati e sequestrati a cooperative di giovani sotto i 35 anni al fine di sviluppare attività turistiche, come agriturismi</strong>. Una possibilità di sviluppo che ha in sé tutti i presupposti per il rilancio del settore turistico- fonte di guadagno principale soprattutto nel sud Italia &#8211; e per l’imprenditoria giovanile. Si tratta di un’apertura alla dimensione imprenditoriale e produttiva attraverso le agevolazioni al credito bancario per gli under 35 che piace anche alla stessa associazione<a href="http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1"> Libera</a>: “Abbiamo accolto con favore la proposta soprattutto perché si tratta di un ulteriore incentivo per creare un futuro occupazionale per i ragazzi- afferma<strong> Davide Pati, responsabile del settore Beni confiscati per conto di Libera</strong>- Noi chiediamo al Governo proprio questo: maggiore impegno per favorire tutti questi progetti di riscatto. Il prossimo passo in avanti è quello di togliere tutti quei lacci amministrativo-burocratici che impediscono il pieno sfruttamento del bene, come le ipoteche o il degrado provocato dall’abbandono. In questo senso bisognerebbe anche aumentare le risorse, non solo economiche ma anche di personale, all’interno della nuova Agenzia per i beni confiscati: si tratta infatti uno strumento utile per creare le condizioni affinché la mafia non riprenda il possesso di questi beni.”<br />
Un’ulteriore strada da percorrere, quindi, <strong>per evitare che il degrado, l’incuria o la burocrazia porti alla perdita di questi beni,</strong> che spesso sono rimasti occupati dai vecchi proprietari o abbandonati proprio perché difficili da riqualificare per mancanza di fondi. Ora, come chiede Libera, bisogna mettere in campo tutte quelle azioni concrete affinché questa idea per favorire l’imprenditorialità giovanile si realizzi nella realtà quotidiana.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tafter.it/2012/01/30/cooperative-turistiche-nella-casa-dei-boss/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Istituzioni: il Tar del Lazio boccia le gare per l&#8217;assegnazione dei servizi nei musei</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/30/istituzioni-il-tar-del-lazio-boccia-le-gare-di-assegnazione-dei-servizi-nei-musei/</link>
		<comments>http://www.tafter.it/2012/01/30/istituzioni-il-tar-del-lazio-boccia-le-gare-di-assegnazione-dei-servizi-nei-musei/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 14:36:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[MiBAC]]></category>
		<category><![CDATA[Musei]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tafter.it/?p=88348</guid>
		<description><![CDATA[La sezione seconda quater del Tar Lazio si è pronunciata negativamente riguardo la gara per l&#8217;affidamento ai privati dei servizi di biglietteria del polo museale romano. Andranno perciò riviste le modalità per l&#8217;affidamento della gestione dei biglietti nei principali spazi della capitale: la galleria Borghese, palazzo Barberini, la galleria nazionale di arte antica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88349" title="galleriaspada" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/galleriaspada.jpg" alt="" width="208" height="242" />La <strong>sezione seconda quater del Tar Lazio</strong> si è pronunciata negativamente riguardo la <strong>gara per l&#8217;affidamento ai privati dei servizi di biglietteria del polo museale romano</strong>. Andranno perciò riviste le modalità per l&#8217;affidamento della gestione dei biglietti nei principali spazi della capitale: la galleria Borghese, palazzo Barberini, la galleria nazionale di arte antica, palazzo Corsini, Galleria Spada, Castel Sant&#8217;Angelo, il museo degli strumenti antichi e palazzo Venezia.<br />
A non convincere i giudici sono in particolare i parametri per il <strong>calcolo delle cauzioni</strong> in capo ai partecipanti alla gara di appalto e l&#8217;impegno da parte del vincitore a <strong>mantenere il personale già in attività</strong> nella sede.<br />
Il Tar, con questa sentenza, ha inoltre gettato ombre sull&#8217;effettiva correttezza delle linee guida per le gare sui servizi aggiuntivi definite lo <strong>scorso maggio</strong> dal MiBAC.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tafter.it/2012/01/30/istituzioni-il-tar-del-lazio-boccia-le-gare-di-assegnazione-dei-servizi-nei-musei/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sequestrati e danneggiati i dipinti di Rodin nel Tacheles di Berlino. Indovinate chi è stato&#8230;</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/30/sequestrati-e-danneggiati-i-dipinti-di-rodin-nella-tacheles-di-berlino-indovinate-chi-e-stato/</link>
		<comments>http://www.tafter.it/2012/01/30/sequestrati-e-danneggiati-i-dipinti-di-rodin-nella-tacheles-di-berlino-indovinate-chi-e-stato/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 10:38:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Deserri Dario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Petizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Spazi urbani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tafter.it/?p=88317</guid>
		<description><![CDATA[Questi sono i giorni di Alexander Rodin, artista bielorusso da oltre dieci anni ospite della casa occupata più famosa di Berlino, nel suo atelier al quinto piano dell'edificio Tacheles sulla Oranienburger Straße. Un Festival musicale di cinque giorni il “5 Tage Tacheles ( dal 21 al 26 gennaio 2012)”  organizzato nel giro di poche settimane e in una situazione d'emergenza, si è appena concluso con l'intervento di noti artisti berlinesi alla sala del teatro, per mostrare solidarietà con l'anomala e complicata situazione creatasi in questi giorni. Vediamo di che si tratta.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-88321" title="Rodin_GlobalWarning" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/Rodin_GlobalWarning.jpg" alt="" width="536" height="436" />Tacheles è l&#8217;edificio occupato più famosa di Berlino</strong>, una delle ultime testimonianze della Berlino degli anni &#8217;90, degli edifici decadenti, delle <strong>case vuote che ospitavano feste, bar, associazioni culturali di tutti i tipi negli anni immediatamente dopo la caduta del muro</strong>.<br />
Una ricchezza ormai da tempo definitivamente a seguito di un noto fenomeno dai risvolti purtroppo non sempre positivi, ben noto nelle grandi metropoli moderne e particolarmente attivo a Berlino, denominato <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gentrification">Gentrification</a>.<br />
Di quella Berlino non resta quasi nulla. La situazione dell&#8217;edificio e delle numerose attività culturali è lunga ed intricata, la questione con la pubblica amministrazione ancora aperta e tutta da discutere (per chi desidera ulteriori dettagli sulla storia del luogo può consultare il sito ufficiale: <a href="http://www.tacheles.de/">www.tacheles.de</a> ), tuttavia nelle ultime settimane sono intervenute nuove forze ed avvenimenti che in qualche modo ora coinvolgono direttamente lo stesso <strong>Alexander Rodin</strong>, già noto da anni per le sue posizioni dissidenti nei confronti del governo bielorusso ed in favore di una maggiore democrazia, facendone una vittima sacrificale e inerme che convinca definitivamente tutti coloro che animano l&#8217;attività dell&#8217;associazione a sgomberare definitivamente l&#8217;edificio perchè venga abbattuto.<br />
<strong>Il fatto grave è che ad intervenire non sono state forze dell&#8217;ordine</strong>, magistrati e funzionari pubblici, ma<strong> poliziotti privati, avvocati e funzionari di banca</strong>: una iniziativa privata illegittima, volta non solo a minacciare, ma anche ad aggirare la decisione della politica e il benestare dei cittadini di un edificio privato su suolo pubblico.</p>
<p>In breve, i fatti avvenuti così come descritti anche sui numerosi blog presenti in rete e dedicati alla questione: <strong>martedì 3 gennaio 2012</strong> ha avuto luogo un incontro (annunciato con molto poco preavvis0) in cui il <strong>Segretario alla Cultura della Città di Berlino, Dr. Andrè Schmitz</strong> dichiarava di voler <strong>discutere della kunsthaus</strong> e degli avvenimenti accaduti ad Alexander Rodin con i diretti rappresentanti del Tacheles:</p>
<p><strong>Mercoledì 7 gennaio</strong> al mattino, <strong>trenta uomini vestiti</strong> <strong>di nero</strong> (presumibilmente di un corpo di sicurezza privato) si sono presentati al quinto piano, all&#8217;atelier di Rodin insieme ad un avvocato rappresentante dello Studio Legale Schwemer, <em>Titz &amp; Tötter</em>, intimando all&#8217;artista sessantaquatrenne di lasciare immediatamente l&#8217;ambiente con tutti quanti i suoi averi e le sue opere in seguito ad una <strong>ingiunzione di sfratto immediato</strong>.</p>
<p>Attualmente <strong>le esposizioni sono sospese, le porte sigillate e sorvegliate, le serrature cambiate, ogni accesso negato</strong>. Nei giorni seguenti sembra addirittura che siano state danneggiate numerose tele e schizzi, l&#8217;intera carriera pluridecennale di proprietà dell&#8217;artista è sigillata tra quelle pareti.</p>
<p>Il tema della riunione del 03 gennaio 2012 ha riguardato quindi inevitabilmente, oltre la <strong>situazione generale del Tacheles</strong>, il <strong>sequestro dei dipinti di un artista quotato da parte dei curatori del fallimento</strong> &#8211; lo Studio Schwemer, Titz e Tötter -, di Anno August Jagdfeld/HSH Nordbank e presumibilmente anche di Harm Müller Spreer insieme all’avvocato Michael Schulz, tutte parti coinvolte <strong>nell&#8217;intricata vicenda immobiliare</strong>.</p>
<p>Conseguenza di questo incontro è stato l’intervento non troppo convinto <em>del Senato per la Cultura di Berlino</em> che, annunciando la richiesta di restituzione dei dipinti da parte dei legali, ha dato pieno appoggio e sostegno all’artista. In questo modo i quadri sarebbero potuti ritornare nella sala del teatro del Tacheles, al quarto piano dove Rodin si è per ora trasferito, per prevenire ulteriori danni.<br />
Il Segretario ha mantenuto la sua parola e ha contattato i <strong>rappresentanti legali degli azionisti e della banca, ma questi ultimi continuano a trattenere i dipinti</strong>, senza fare nulla per conservarli o per proteggerli. La restituzione dei quadri, dichiarano gli avvocati, verrà presa in considerazione solo se questi &#8220;verranno trasferiti in un altro luogo, esterno al Tacheles e per nessuna ragione nella sala del teatro o in altri ambienti dell&#8217;edificio, che deve essere sgomberato una volta per tutte&#8221;.<br />
<strong>L’artista deve essere sfrattato, i dipinti sequestrati messi in vendita</strong>: danni e minacce che vogliono costringere Rodin a lasciare il Tacheles e con lui gli altri artisti, le associazioni e gli esercizi commerciali.<br />
<strong>Il Senato per la Cultura al momento tace ed ha completamente evitato di pubblicizzare troppo il caso</strong>, probabilmente perchè lo sgombro dell&#8217;immobile farebbe molto comodo, risolvendo una volta per tutte la questione della vendita e della gestione (costi di luce, gas, acqua ecc&#8230;). Comprensibile, senonchè in questo caso si tratta di un caso estremo e importante di violenza privata e azioni minatorie contro stato, arte e cultura e vorremmo non scoprire che la politica e l&#8217;amministrazione pubblica restano a guardare mentre vengono così apertamente sfidati in un braccio di ferro che mette questioni di potere e d&#8217;economia davanti alla democrazia e alla libertà dei cittadini, per di più in una questione ancora aperta e tutta da stabilire nelle dovute sedi di pertinenza. Questi signori dovrebbero aspettare il responso della giustizia e della legge.</p>
<p>Chi desidera informarsi sulla storia di questo luogo unico della capitale tedesca e sostenere la causa di questi artisti o semplicemente promuoverla e farla conoscere può informarsi presso gli indirizzi internet a fondo dell&#8217;articolo.<br />
<strong>Aiutando l’artista bielorusso Alexander Rodin, si aiuta il Kunsthaus Tacheles</strong>. La possibile soluzione? Un decreto legge che stabilisca la nascita di una fondazione e legittimi una volta per tutte l&#8217;esistenza di una reltà che è entrata a far parte preponderante delle sorti della città e ospita milioni di cittadini tutto l&#8217;anno e porterebbe introiti alla cittadinanza intera. È una questione che riguarda la sopravvivenza della cultura, dell&#8217;arte in sé e del disprezzo che il potere mostra per la democrazia, nel cuore della nostra vecchia Europa, sempre più in difficoltà.</p>
<p><strong>Approfondimenti:</strong><br />
<em>Sito ufficiale</em><br />
<a href="http://www.tacheles.de/">www.tacheles.de</a></p>
<p><a href="http://kritikdesign.blogspot.com/2012/01/soli-for-rodin-lawyers-damage-paintings.html">Petizione internazionale<br />
</a><em>(con versione anche in italiano)</em></p>
<p><em>Su You tube e su FB:</em><br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=SsrpxsdGUzI">http://www.youtube.com/watch?v=SsrpxsdGUzI</a><br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=LjorX5pYsIQ&amp;feature=youtu.be">http://www.youtube.com/watch?v=LjorX5pYsIQ&amp;feature=youtu.be</a><br />
<a href="http://www.facebook.com/?ref=tn_tnmn#!/groups/159761680792554/?notif_t=group_activity">http://www.facebook.com/?ref=tn_tnmn#!/groups/159761680792554/?notif_t=group_activity</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tafter.it/2012/01/30/sequestrati-e-danneggiati-i-dipinti-di-rodin-nella-tacheles-di-berlino-indovinate-chi-e-stato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un appello per i Parchi nazionali</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/27/un-appello-per-i-parchi-nazionali/</link>
		<comments>http://www.tafter.it/2012/01/27/un-appello-per-i-parchi-nazionali/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 18:16:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Parchi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tafter.it/?p=88265</guid>
		<description><![CDATA[Per esprimere la loro contrarietà alla riforma della Legge n.394 del 1991 sulle aree protette, Fondo Ambiente Italiano, Italia Nostra, Mountain Wilderness, LIPU-BirdLife Italia e WWF Italia hanno lanciato un appello denunciando che tale modifica di legge comprometterebbe la salvaguardia dei Parchi nazionali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-88281" title="parco" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/parco1.jpg" alt="" width="436" height="344" />FAI Fondo Ambientale Italiano, Italia Nostra, Mountain Wilderness, LIPU e WWF</strong> sono i firmatari dell&#8217;appello apparso oggi sui principali quotidiani nazionali contro la <strong>riforma della Legge n.394 del 1991 sulle aree protette.</strong><br />
Le preoccupazioni principali da cui muove l&#8217;opposizione a tale riforma sono la politicizzazione degli enti Parco, l&#8217;introduzione di riscossioni di royalty e canoni per il loro finanziamento e la possibilità di aprire alla caccia le aree protette.<br />
Quello che segue è il testo dell&#8217;appello rivolto alle istituzioni per evitare che i <strong>parchi Nazionali</strong> subiscano misure deleterie per la loro salvaguardia.</p>
<p><em>&#8220;Gli aspetti più pericolosi della riforma avviata dalla Commissione Ambiente del Senato interessano essenzialmente tre aspetti della gestione delle nostre aree protette che per i loro contenuti rischiano di stravolgere alcuni dei principi fondamentali che hanno motivato la creazione dei Parchi e delle Riserve naturali non solo in Italia ma in tutto il mondo.</em><br />
<em>Nei prossimi mesi per fermare questa riforma inutile e dannosa della Legge quadro sulle aree naturali protette le nostre Associazioni lavoreranno insieme, cercando il supporto del mondo scientifico, degli intellettuali, dei rappresentanti della cultura e dell’ampia maggioranza dell’opinione pubblica che ha a cuore la sorte dei nostri Parchi Nazionali e della natura che devono proteggere” dichiarano le associazioni nella lettera pubblicata oggi.</em><br />
<em>Innanzitutto si vuole mettere in discussione il delicato equilibrio raggiunto nella gestione dei parchi tra rappresentanti del Ministeri dell’Ambiente e dell’Agricoltura, del mondo scientifico, delle Associazioni ambientaliste e dei rappresentanti degli Enti Locali, nel rispetto della Costituzione che attribuisce allo Stato la competenza esclusiva in materia di tutela degli ecosistemi proprio per ribadire l’interesse nazionale della conservazione della natura. Le proposte di modifica intendono spostare questo delicato equilibrio a vantaggio di coloro che rappresentano interessi locali e di settore con una maggioranza dei rappresentanti degli Enti Locali e l’introduzione di un rappresentante delle Associazioni agricole nel Consiglio  direttivo degli Enti Parco. Allo stesso tempo verrebbero eliminati i rappresentanti del mondo scientifico e ridotta la presenza delle Associazioni ambientaliste. </em><br />
<em>Queste modifiche, insieme alle nuove procedure previste per la nomina dei direttori dei parchi, non farebbero che aumentare la politicizzazione degli Enti Parco. </em><br />
<em>Una maggiore efficienza nella gestione degli Enti Parco, in particolare per la valorizzazione delle identità locali dei territori e lo sviluppo della “green economy”, sarebbe la motivazione principale dei sostenitori della riforma, ma questo può essere perseguito da diversi Enti pubblici nell’ambito delle loro ordinarie funzioni. Le aree naturali protette nascono per la conservazione della natura, se gli Enti Parco si trasformano in grandi Pro loco o agenzie di sviluppo locale finiscono per diventare inutili doppioni di Enti che oggi in molti vorrebbero tra l’altro cancellare. </em><br />
<em>Come secondo punto critico si aprirebbe la possibilità di cacciare nelle aree protette con la scusa del controllo delle specie aliene,  quando soluzioni efficaci sono possibili anche con l’attuale normativa ed organizzazione dei Parchi.</em><br />
<em>Terzo aspetto è il meccanismo di finanziamento degli Enti Parco con l’introduzione della riscossione di una royalty o di canoni su alcune attività ad elevato impatto ambientale (la coltivazione di idrocarburi, gli impianti idroelettrici, impianti a biomasse, oleodotti ed elettrodotti fuori terra, le attività estrattive, posti barca ecc)  che determinerebbero un pesante condizionamento delle decisioni di un Ente Parco che in prospettiva sarebbe a larga maggioranza controllato dai rappresentanti dei Comuni&#8221;.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tafter.it/2012/01/27/un-appello-per-i-parchi-nazionali/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Turismo: al via l&#8217;iter parlamentare per i nuovi buoni vacanza</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/27/turismo-al-via-liter-parlamentare-per-i-nuovi-buoni-vacanza/</link>
		<comments>http://www.tafter.it/2012/01/27/turismo-al-via-liter-parlamentare-per-i-nuovi-buoni-vacanza/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 12:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tafter.it/?p=88128</guid>
		<description><![CDATA[E’ in discussione in parlamento la proposta di legge per riformare i buoni vacanza. Nel nuovo progetto non sono più “un sussidio” come spiega la firmataria Elisa Marchioni deputata della commissione attività produttiva. “La nuova tassa trae ispirazione dal modello francese il meccanismo è simile ai buoni pasto, i buoni vacanza sono benefit, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88130" title="buonivacanza" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/buonivacanza.jpg" alt="" width="261" height="193" />E’ in discussione in parlamento la <strong>proposta di legge per riformare i buoni vacanza</strong>. Nel nuovo progetto non sono più “un sussidio” come spiega la firmataria<strong> Elisa Marchioni</strong> deputata della commissione attività produttiva.<br />
“La nuova tassa trae ispirazione dal <strong>modello francese</strong> il meccanismo è simile ai buoni pasto, i buoni vacanza sono benefit, incentivi per i lavoratori previsti per contratto, già detassati”.<br />
I benefit sono notevoli. “In Italia sono stati finora erogati buoni per<strong> 5 milioni di euro nel 2011</strong>, in Francia ogni anno vengono erogati buoni per un miliardo e 600 milioni di euro, a tutto vantaggio dei lavoratori e del mercato del turismo”.</p>
<p><em>Fonte: Guida Viaggi</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tafter.it/2012/01/27/turismo-al-via-liter-parlamentare-per-i-nuovi-buoni-vacanza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Beni culturali: restauri da parte degli sponsor secondo il decreto Semplificazioni</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/27/beni-culturali-restauri-da-parte-degli-sponsor-secondo-il-decreto-semplificazioni/</link>
		<comments>http://www.tafter.it/2012/01/27/beni-culturali-restauri-da-parte-degli-sponsor-secondo-il-decreto-semplificazioni/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 11:30:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Beni Culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Restauro]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tafter.it/?p=88113</guid>
		<description><![CDATA[La bozza del decreto Semplificazioni che sarà esaminata oggi nel Consiglio dei ministri prevede anche la disciplina per la selezione di sponsor per realizzare interventi su beni culturali. Un decreto del ministro per i Beni e le attività culturali, da adottarsi entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, conterrà infatti norme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88116" title="sponsor" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/sponsor.jpg" alt="" width="259" height="194" />La <strong>bozza del decreto Semplificazioni</strong> che sarà esaminata oggi nel Consiglio dei ministri prevede anche la disciplina per la selezione di<strong> sponsor per realizzare interventi su beni culturali</strong>. Un decreto del ministro per i Beni e le attività culturali, da adottarsi entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, conterrà infatti <strong>norme tecniche e linee guida</strong> relativamente alla nuova disciplina di settore che prevede quanto segue: “Al fine di assicurare il rispetto dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza, proporzionalità”, le amministrazioni aggiudicatrici competenti per la realizzazione degli interventi devono integrare il <strong>programma triennale dei lavori</strong> con un apposito allegato che indica i lavori, i servizi e le forniture in relazione ai quali intendono ricercare sponsor per il finanziamento o la realizzazione degli interventi oltre che le eventuali dichiarazioni spontanee di interesse alla sponsorizzazione. La ricerca dello sponsor avviene mediante bando pubblicato sul sito istituzionale dell’amministrazione procedente per<strong> almeno trenta giorni</strong>” con avviso su almeno due dei principali quotidiani a diffusione nazionale e sulla<strong> Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana</strong>, nonché, se possibile, per contratti di importo più ingente sulla<strong> Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea</strong>.<br />
Nell’avviso &#8211; si legge ancora nella bozza del dl Semplificazione &#8211; si deve specificare “se si intende acquisire una <strong>sponsorizzazione di puro finanziamento</strong>, anche mediante accollo, da parte dello sponsor, delle obbligazioni di pagamento dei corrispettivi dell’appalto dovuti dall’amministrazione, ovvero una sponsorizzazione tecnica, consistente in una forma di partenariato estesa alla progettazione e alla realizzazione di parte o di tutto l’intervento a cura e a spese dello sponsor. Nel bando, in caso di sponsorizzazione tecnica, sono indicati gli elementi e i criteri di valutazione delle offerte. Nel bando e negli avvisi è stabilito il termine, non inferiore a sessanta giorni, entro il quale i soggetti interessati possono far pervenire offerte impegnative di sponsorizzazione. Le offerte pervenute sono esaminate direttamente dall’amministrazione aggiudicatrice o, in caso di interventi il cui valore stimato al netto dell’imposta sul valore aggiunto sia superiore a un milione di euro e nei casi di particolare complessità, mediante una commissione giudicatrice.<br />
L’amministrazione &#8211; si legge ancora nella bozza di decreto Semplificazione a proposito delle sponsorizzazioni relative ad interventi sui beni culturali &#8211; procede a stilare la graduatoria delle offerte e può indire una successiva fase finalizzata all’acquisizione di<strong> ulteriori offerte migliorative</strong>, stabilendo il termine ultimo per i rilanci. L’amministrazione procede, quindi, alla stipula del contratto di sponsorizzazione con il soggetto che ha offerto il finanziamento maggiore, in caso di sponsorizzazione pura, o ha proposto l’offerta realizzativa giudicata migliore, in caso di sponsorizzazione tecnica”. Nel caso in cui non sia stata presentata nessuna offerta, o nessuna offerta appropriata, ovvero tutte le offerte presentate siano irregolari ovvero inammissibili nei <strong>successivi sei mesi,</strong> l’amministrazione potrà ricercare di propria iniziativa lo sponsor e negoziare a trattativa privata il contratto di sponsorizzazione.</p>
<p><em>Fonte: Il Velino</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tafter.it/2012/01/27/beni-culturali-restauri-da-parte-degli-sponsor-secondo-il-decreto-semplificazioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Londra ladrona&#8221; e la Scozia chiede l&#8217;indipendenza</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/26/londra-ladrona-e-la-scozia-chiede-lindipendenza/</link>
		<comments>http://www.tafter.it/2012/01/26/londra-ladrona-e-la-scozia-chiede-lindipendenza/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 11:49:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laterza Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[spazi u]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tafter.it/?p=88045</guid>
		<description><![CDATA[La Scozia vuole diventare completamente indipendente dall'Inghilterra: con questo obiettivo verrà presentato, nell'autunno del 2014, il referendum popolare che chiederà agli scozzesi di dire addio al Regno Unito. Molte però le incognite ancora da discutere: quale moneta si adotterà e come si porrà il nuovo Stato rispetto all'Europa?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88046" title="freescotland" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/freescotland.jpg" alt="" width="468" height="288" />L’abusato stereotipo secondo cui il Nord di ogni paese sarebbe diverso dal Sud ha le sue radici in quasi ogni nazione: se la Lega di Bossi rivendica la sua Padania e vuole allontanarsi da Roma, anche il Belgio è da diversi anni conteso tra francesi e fiamminghi così come la Spagna tra castigliani, catalani e baschi.<br />
A completare il puzzle degli stati secessionisti vi è ora la<strong> Scozia</strong> il cui premier, Alex Salmond, appartenente al Partito Nazionalista Scozzese (SNP), si è mostrato fin dai giorni della sua campagna elettorale, intenzionato a <strong>separare le sorti scozzesi da quelle della vicina Inghilterra.</strong></p>
<p><strong>I perché della scelta</strong><br />
Prima di interrogarsi sul perché la Scozia voglia ottenere l’indipendenza dal Regno Unito, bisognerebbe sapere per quale motivo i due Stati vennero unificati: per mancanza di eredi al trono inglese. Nel 1603, infatti, alla morte di Elisabetta I regina d’Inghilterra, Giacomo VI Stuart era sovrano del Regno di Scozia (Regno creato nell’ 843, dal re Cináed I di Scozia). La corona avrebbe dovuto essere assegnata, secondo il testamento di Enrico VIII, a Lady Anne Stanley, ma Giacomo era, di fatto, l&#8217;unico pretendente abbastanza potente da difendere la sua rivendicazione. Così un Consiglio di Successione incontrò e proclamò Giacomo re di Inghilterra ed Irlanda, ed egli fu incoronato il 25 giugno nell&#8217;Abbazia di Westmister. L’Atto d’Unione del 1707 sancì per sempre il loro legame fisico e politico.<br />
Ad oggi, la Scozia detiene comunque la sua <strong>indipendenza in diversi campi</strong>: parlamentare, con un Parlamento scozzese completamente autoeletto; legislativo con un sistema giudiziario che deriva dal Diritto Romano e non dalla Common Law; religioso, con la Chiesa Presbiteriana anziché Anglicana.<br />
Alex Salmond punta ora ad una indipendenza totale su cui la popolazione si esprimerà nell’autunno 2014 con un referendum.</p>
<p><strong>Quali le conseguenze?</strong><br />
In caso di secessione sono molti gli aspetti da chiarire. Il primo, più importante, riguarda la <strong>moneta da adottare</strong>. Il premier inglese Cameron ha infatti chiarito che, in caso di vittoria dei secessionisti, la Scozia dovrà abbandonare la sterlina, cercando rifugio nell’eurozona.<br />
Questa limitazione pone numerosi interrogativi anche tra gli indipendentisti più convinti che, una volta abbandonata la supremazia di Londra, non vorrebbero trovarsi costretti a sottostare al potere economico della Germania e dell’Europa in generale.<br />
Le più grandi banche del Regno Unito, inoltre, possiedono varie sedi centrali anche in Scozia che, a quel punto, non si saprebbe come regolamentare.<br />
Altra problematica è inoltre quella legata all’<strong>appartenenza alla Nato</strong>: la Scozia formalmente non avrebbe bisogno di forze militari avanzate ma non investire sull’esercito vorrebbe dire non sedersi al tavolo con l’asse strategico dell’alleanza atlantica e di fatto, sottostare comunque alla supremazia inglese che con la Nato ha un dialogo privilegiato.</p>
<p>Nel frattempo, per misurare gi umori della popolazione, il quotidiano<strong> “The Guardian” ha lanciato un sondaggio</strong>: i risultati vedono la popolazione, sia scozzese che britannica contraria alla separazione con <strong>solo il 24% convinto dell’operazione</strong>. Gli indecisi sono ancora moltissimi e su quelli farà leva il Primo ministro scozzese, highlander moderno di una battaglia giocata senza armi, certo, ma con strategie economiche e politiche all’avanguardia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tafter.it/2012/01/26/londra-ladrona-e-la-scozia-chiede-lindipendenza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Turismo: il minsitro Gnudi propone che il turismo torni materia concorrente tra Stato e Regioni</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/26/turismo-il-minsitro-gnudi-propone-che-il-turismo-torni-materia-concorrente-tra-stato-e-regioni/</link>
		<comments>http://www.tafter.it/2012/01/26/turismo-il-minsitro-gnudi-propone-che-il-turismo-torni-materia-concorrente-tra-stato-e-regioni/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 09:30:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Enti locali]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tafter.it/?p=87997</guid>
		<description><![CDATA[Bisogna modificare il Titolo V della Costituzione, affinché il turismo torni a essere materia concorrente, &#8220;non per riappropriarci di un potere delle Regioni, ma per lavorare meglio insieme e non buttare i soldi&#8221;: lo ha detto il ministro del Turismo, Piero Gnudi, nel corso del suo intervento alla tavola rotonda sulle &#8216;Politiche per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87998" title="ministrognudi" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/ministrognudi.jpg" alt="" width="240" height="167" />Bisogna modificare il <strong>Titolo V della Costituzione</strong>, affinché il<strong> turismo</strong> torni a essere <strong>materia concorrente</strong>, &#8220;non per riappropriarci di un potere delle <strong>Regioni</strong>, ma per lavorare meglio insieme e non buttare i soldi&#8221;: lo ha detto il ministro del Turismo, <strong>Piero Gnudi</strong>, nel corso del suo intervento alla tavola rotonda sulle<strong> &#8216;Politiche per la crescita del turismo&#8217;</strong> convocato dall&#8217;<strong>Osservatorio parlamentare per il Turismo</strong>, alla Camera.<br />
&#8220;Per rendere il nostro Paese competitivo sul mercato mondiale e sfruttare tutte le <strong>straordinarie potenzialità italiane</strong> &#8211; ha aggiunto &#8211; è essenziale una strategia univoca, la capacità di usare al meglio le risorse economiche, un forte coordinamento tra Stato e Regioni. E bisogna farlo subito, anche se le risorse a disposizione sono poche e il Governo è in carica per breve tempo&#8221;.<br />
Il coordinatore degli assessori regionali al Turismo, l&#8217;assessore <strong>Mauro Di Dalmazio</strong>, dell&#8217;Abruzzo, ha risposto al ministro che &#8220;il problema della governance del turismo si risolve con la buona volontà&#8221;. &#8220;Le Regioni &#8211; ha sottolineato Di Dalmazio &#8211; vogliono un <strong>rafforzamento dell&#8217;Enit</strong> e sono pronte a mettere alcune risorse a disposizione, ma vogliono essere coinvolte. Il turismo non può essere più il parente povero &#8211; ha concluso l&#8217;assessore &#8211; altrimenti non serve nemmeno un ministero. Occorrono al settore chiare politiche di sviluppo&#8221;. Anche secondo il presidente di Federturismo, <strong>Renzo Iorio</strong>, non è necessario mettere mano alla riforma del Titolo V della Costituzione ma &#8220;basta una operazione di buona volontà&#8221;. A proposito dell&#8217;Enit, Gnudi ha detto: &#8220;stiamo lavorando alla ricostituzione degli organi dell&#8217;Ente&#8221;. </p>
<p><em>Fonte: Travel Non Stop</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tafter.it/2012/01/26/turismo-il-minsitro-gnudi-propone-che-il-turismo-torni-materia-concorrente-tra-stato-e-regioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Turismo: arrivano le &#8220;stellette&#8221; per gli agriturismi</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/25/turismo-arrivano-le-stellette-per-gli-agriturismi/</link>
		<comments>http://www.tafter.it/2012/01/25/turismo-arrivano-le-stellette-per-gli-agriturismi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 11:30:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tafter.it/?p=87867</guid>
		<description><![CDATA[Come per gli alberghi, anche per gli agriturismi arrivano le stellette, ovvero le categorie, suddivise incinque distinti livelli di qualità e comfort. L&#8217;Osservatorio nazionale dell&#8217;Agriturismo ha infatti approvato i criteri di classificazione nazionale delle aziende agrituristiche. Si tratta di un primo importante tassello &#8211; si legge in una nota del ministero delle Politiche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-87868 alignleft" title="agriturismo" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/agriturismo.jpg" alt="" width="287" height="176" />Come per gli alberghi, anche per gli<strong> agriturismi</strong> arrivano le<strong> stellette</strong>, ovvero le categorie, suddivise in<strong>cinque distinti livelli di qualità e comfort</strong>. L&#8217;<strong>Osservatorio nazionale dell&#8217;Agriturismo</strong> ha infatti approvato i <strong>criteri di classificazione nazionale delle aziende agrituristiche.</strong><br />
Si tratta di un primo importante tassello &#8211; si legge in una nota del <strong>ministero delle Politiche agricole</strong> &#8211; del più ampio programma di rilancio dell&#8217;agriturismo italiano portato avanti dal <strong>Mipaaf</strong> attraverso l&#8217;Osservatorio, una cabina di regia istituita nel <strong>dicembre del 2009</strong>, cui partecipano rappresentanti del Mipaaf, Dipartimento del Turismo, Regioni, associazioni agrituristiche, Istat e Touring club.<br />
Il nuovo sistema di classificazione unitaria, che sarà inviato alla<strong> Conferenza Stato-Regioni</strong> per la definitiva approvazione, ha l&#8217;obiettivo di rendere più omogenea la griglia di valutazione delle aziende agrituristiche, sulla base di parametri che tengono conto non solo del livello di comfort della struttura ricettiva, ma anche delle caratteristiche dell&#8217;azienda e dei servizi che è in grado di offrire, in termini di valorizzazione dei prodotti tipici locali, del paesaggio e dei territori&#8221;.<br />
Anche gli agriturismi saranno quindi classificati in cinque categorie e la definizione del logo che dovrà rappresentare questo <strong>modello di ospitalità rurale</strong>, fortemente legato all&#8217;attività agricola, sarà scelto a conclusione di un<strong> bando pubblico</strong> che il Ministero si appresta a presentare.<br />
Il programma di rilancio del settore, informa ancora il Mipaaf, prevede anche la realizzazione di una banca dati del sistema agrituristico, dove sono state già caricate<strong> 21.500 aziende</strong>; per 16.800 di queste, inserite nel <strong>Sistema informativo agricolo nazionale (Sian)</strong> che viene già utilizzato per i controlli legati alla Politica agricola comune, si dispone anche di moltissime informazioni tecniche come la consistenza aziendale, le colture praticate, il patrimonio zootecnico e gli animali allevati e la presenza di strutture di trasformazione delle produzioni agricole.</p>
<p><em>Fonte: ANSA med</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tafter.it/2012/01/25/turismo-arrivano-le-stellette-per-gli-agriturismi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Internet: la Commissione europea vuole sancire il &#8221;diritto ad essere dimenticati&#8221; dalla Rete</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/24/internet-la-commissione-europea-vuole-sancire-il-diritto-ad-essere-dimenticati-dalla-rete/</link>
		<comments>http://www.tafter.it/2012/01/24/internet-la-commissione-europea-vuole-sancire-il-diritto-ad-essere-dimenticati-dalla-rete/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 14:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Nuove tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tafter.it/?p=87783</guid>
		<description><![CDATA[La Commissione europea vuole sancire il &#8221;diritto ad essere dimenticati&#8221; dalla Rete. Gli utenti di internet dovranno poter chiedere la cancellazione dagli archivi elettronici dei dati che li riguardano. Basta con le vite involontariamente rovinate dai &#8216;post&#8217; o dalle foto pubblicate sui social network. E&#8217; questo il senso di una revisione della direttiva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87784" title="cancellare" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/cancellare.jpg" alt="" width="223" height="226" />La <strong>Commissione europea</strong> vuole sancire il <strong>&#8221;diritto ad essere dimenticati&#8221; dalla Rete</strong>. Gli utenti di internet dovranno poter chiedere la <strong>cancellazione dagli archivi elettronici</strong> dei dati che li riguardano. Basta con le vite involontariamente rovinate dai &#8216;post&#8217; o dalle foto pubblicate sui social network. E&#8217; questo il senso di una revisione della <strong>direttiva europea sulla protezione dei dati</strong>, varata nel<strong> 1995</strong>, che mercoledì prossimo verrà presentata dalla Commissaria europea <strong>Viviane Reding.</strong></p>
<p><em>Fonte: ANSA</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tafter.it/2012/01/24/internet-la-commissione-europea-vuole-sancire-il-diritto-ad-essere-dimenticati-dalla-rete/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Turismo: entro il 2014 stop ai costi extra per i biglietti aerei acquistati on line</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/24/turismo-entro-il-2014-stop-ai-costi-extra-per-i-biglietti-aerei-acquistati-on-line/</link>
		<comments>http://www.tafter.it/2012/01/24/turismo-entro-il-2014-stop-ai-costi-extra-per-i-biglietti-aerei-acquistati-on-line/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 13:30:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tafter.it/?p=87777</guid>
		<description><![CDATA[Giorni contati per le compagnie aeree che addebitano ai clienti più di quanto esse stesse pagano per usare un determinato circuito di pagamento nella vendita dei ticket su internet. Lo stop ai costi extra è stato promesso dal commissario ai Trasporti, Siim Kallas, in risposta all&#8217;interrogazione dell&#8217;eurodeputato della Lega Nord Matteo Salvini che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87780" title="boardingpass" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/boardingpass.jpg" alt="" width="273" height="185" />Giorni contati per le <strong>compagnie aeree</strong> che addebitano ai clienti più di quanto esse stesse pagano per usare un determinato circuito di pagamento nella <strong>vendita dei ticket su internet</strong>. Lo stop ai <strong>costi extra</strong> è stato promesso dal commissario ai Trasporti, <strong>Siim Kallas</strong>, in risposta all&#8217;interrogazione dell&#8217;eurodeputato della Lega Nord <strong>Matteo Salvini</strong> che puntava il dito in particolare su alcune pratiche adottate da Ryanair. &#8220;Sono troppi i balzelli previsti al momento della prenotazione del volo&#8221; e, in particolare, &#8220;é intollerabile che per il pagamento con la carta di credito vengono applicate commissioni per ciascun biglietto acquistato a prescindere dal numero di transazioni bancarie&#8221;, affermava Salvini. <br />
Kallas ha assicurato che tali pratiche saranno presto vietate. La <strong>direttiva sui diritti dei consumatori</strong>, adottata nell&#8217;<strong>ottobre 2011</strong> e che dovrà essere recepita<strong> entro il 2014</strong>, &#8220;impedirà ai commercianti di addebitare ai consumatori, per l&#8217;utilizzo di un mezzo di pagamento, spese superiori a quelle sostenute&#8221;, si legge nella risposta del commissario Ue. Inoltre, &#8220;sarà aumentata notevolmente&#8221; la trasparenza, grazie &#8220;al divieto di qualsiasi sovrapprezzo supplementare di cui il cliente non sia stato informato in precedenza&#8221;.   <br />
A condannare i costi supplementari è la stessa<strong> Visa</strong>, per il cui utilizzo la compagnia Ryanair impone di pagare sei euro a persona per ogni tratta di viaggio a prescindere dal costo della transazione. Si tratta di una pratica che costituisce &#8220;un impedimento all&#8217;obiettivo di sostituire il contante a favore di sistemi più efficienti e sicuri, quali quelli con carta&#8221;.</p>
<p><em>Fonte: Travel Non Stop</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tafter.it/2012/01/24/turismo-entro-il-2014-stop-ai-costi-extra-per-i-biglietti-aerei-acquistati-on-line/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>PIPA, SOPA.Tutela del copyright o censura della libertà di espressione e della privacy? di  Alessandro Del Ninno </title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/20/pipa-sopa-tutela-del-copyright-o-censura-della-liberta-di-espressione-e-della-privacy-di-alessandro-del-ninno/</link>
		<comments>http://www.tafter.it/2012/01/20/pipa-sopa-tutela-del-copyright-o-censura-della-liberta-di-espressione-e-della-privacy-di-alessandro-del-ninno/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 11:09:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Del Ninno Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[A proposito di ...]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Network]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti Internazionali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tafter.it/?p=87492</guid>
		<description><![CDATA[Dopo essere stata protagonista e strumento delle rivoluzioni popolari che nella scorsa primavera hanno caratterizzato il Nord Africa e il Medio Oriente, la Rete torna (o resta?) alla ribalta per il grande successo che ha avuto l’organizzazione del primo web-sciopero della sua storia. Il fatto è noto: il Congresso U.S.A. sta discutendo due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87507" title="sopapipa" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/sopapipa.jpg" alt="" width="285" height="350" />Dopo essere stata protagonista e strumento delle rivoluzioni popolari che nella scorsa primavera hanno caratterizzato il Nord Africa e il Medio Oriente, la Rete torna (o resta?) alla ribalta per il grande successo che ha avuto l’organizzazione del primo web-sciopero della sua storia.</p>
<p>Il fatto è noto: il Congresso U.S.A. sta discutendo due diverse proposte di legge, una denominata Protect IP Act (“PIPA”) e l’altra Stop Online Privacy Act (“SOPA”). Il SOPA persegue obiettivi anti-piracy attraverso meccanismi rigorosi e di rapida applicazione per reprimere i fenomeni di violazione del copyright, prevedendo che i titolari dei diritti violati possano agire sia nei confronti di chi ha materialmente commesso la violazione che nei confronti dei siti e dei portali che ospitano materiali che ledono il diritto d’autore o che (per citare il bill)  &#8220;rendono possibile o comunque facilitano attività di violazione del copyright&#8221; (ad esempio attraverso il linking). Nel PIPA – anch’esso finalizzato a reprimere i fenomeni di pirateria informatica – è previsto che il giudice possa sanzionare i siti web (senza specifiche territoriali, quindi anche quelli all’estero..) che offrono e distribuiscono materiali &#8220;copyrighted&#8221;. Soprattutto, è disciplinato il potere del giudice di perseguire  anche i provider (di qualsiasi tipo: gli access provider, i content provider e addirittura portali, social network, motori di ricerca) che in qualsiasi modo rendono possibili transazioni con i siti illeciti o ad essi facciano pubblicità o presentino collegamenti.<br />
Tanto è bastato per scatenare la protesta on line dei net-citizens che sostengono che gli effetti nefasti della normativa (presentata da Lamar Smith, deputato del giustizialista Texas…) sarebbero quelli di una radicale limitazione della libertà di espressione in Rete e della privacy attraverso forme di vera e propria censura. Il web-sciopero (attuato in varie forme: dal black-out, all’oscuramento auto-imposto, a siti listati a lutto, etc) ha visto la partecipazione di quasi tutti i grandi protagonisti del web: da Wikipedia a WordPress a Mozilla a 30 milioni di utenti (anche se Google, Twitter e Facebook – pur appoggiando l’iniziativa – non hanno formalmente “scioperato”).</p>
<p>Questo on-line strike (vero segno delle continue trasformazioni sociali del nostro tempo) ha ottenuto l’effetto di far fare una parziale retromarcia a 26 senatori del Congresso e di rinviare la discussione di PIPA e SOPA a Febbraio, anche perché lo stesso Presidente degli Stati Uniti d&#8217;America, in un messaggio ufficiale, ha dichiarato: &#8220;Noi non supporteremo una legge che riduce la libertà d&#8217;espressione, aumenta il rischio di attacchi informatici e mina le basi della forza dinamica e innovativa di internet&#8221;, prospettando la possibilità che sia posto il veto (negli USA il Presidente può bloccare una leggete approvata dal Congresso ponendo il veto).</p>
<p>La vicenda può indurre qualche riflessione.</p>
<p>La prima: nella Società dell’Informazione Globale sempre più spesso le battaglie di civiltà e democrazia (e non solo queste, come le recenti rivoluzioni popolari dimostrano) si combattono e si combatteranno sempre più sulla e mediante la Rete.</p>
<p>La seconda: gli attacchi alla libertà di espressione e alla privacy avvengono da parte di Legislatori miopi che ancora legiferano in base alla “territorialità”, che il cyber-space (non-luogo per eccellenza) ha da tempo spazzato via…</p>
<p>La terza: tentativi simili (vedi la legge HADOPI in Francia) – pur portati a termine – stanno dimostrando tutta la loro inefficacia e gli impatti negativi sulla stessa industria che vorrebbero proteggere.</p>
<p>Infine, la vicenda dimostra ancora una volta la contrapposizione tra due diversi mondi e culture del Diritto, quello americano e quello europeo. Le proposte di legge americane imporrebbero stringenti obblighi di monitoraggio preventivo e successivo ai provider, sanzionandoli per una sorta di responsabilità indiretta, mentre la normativa comunitaria (in particolare la direttiva sui servizi della società dell’informazione) specifica l’assenza di qualsivoglia “obbligo generale di sorveglianza” in capo ai provider. E ancora, mentre il SOPA determinerebbe una prevalenza legale del copyright sul diritto alla privacy (come lo stesso minaccioso e poco elegante titolo del bill – Stop online privacy – suggerisce..), la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha già avuto modo di chiarire in una importante sentenza (Promusicae/Telefonica) il rapporto &#8211; nell&#8217;ordinamento comunitario e in quelli nazionali &#8211; tra la normativa posta a tutela dei diritti di proprietà intellettuale e la legislazione sulla protezione dei dati personali nella cosiddetta Società dell&#8217;Informazione specificando che non esiste alcun obbligo previsto dalle leggi comunitarie di imporre la divulgazione dei dati personali con il fine di proteggere il diritto d’autore (in sostanza, la Corte afferma che i fornitori di servizi di comunicazione elettronica &#8211; almeno nei procedimenti civili &#8211; non sono tenuti a privilegiare i diritti di proprietà intellettuale di terzi a discapito della privacy dei loro utenti).</p>
<p>Il vero rischio – e su tale aspetto si dovrà concentrare l’attenzione nei mesi futuri dei net-citizens – è quello di una “americanizzazione” dell’Europa, nel senso che le proposte di modifica delle direttive su IP e data protection di cui si sta discutendo a livello comunitario sembrano lasciare spazio ad assetti regolatori simili – nelle intenzioni – a quelli del PIPA e del SOPA.</p>
<p><em>Alessandro del Ninno – Avvocato esperto di Diritto delle Tecnologie dell’Informazione – Professore a Contratto presso l’Università  LUISS Guido Carli di Roma</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tafter.it/2012/01/20/pipa-sopa-tutela-del-copyright-o-censura-della-liberta-di-espressione-e-della-privacy-di-alessandro-del-ninno/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>SOPA e PIPA, gli incubi del Web</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/18/sopa-e-pipa-gli-incubi-del-web/</link>
		<comments>http://www.tafter.it/2012/01/18/sopa-e-pipa-gli-incubi-del-web/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 15:49:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pisa Roberta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Miss Marple]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto d'autore]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Nuove tecnologie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tafter.it/?p=87290</guid>
		<description><![CDATA[Proteste on line per i due disegni di legge statunitensi volti a tutelare il copyright in rete, ma accusati di prevedere metodi di censura iniqui: i maggiori siti web hanno aderito alla manifestazione di dissenso contro SOPA e PIPA, con oscuramento delle pagine, petizioni e comunicati. La battaglia tra major dello spettacolo e le grandi aziende della rete continua.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-87301" title="sopa" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/sopa.jpg" alt="" width="320" height="238" />Wikipedia</strong> ha oggi oscurato le proprie voci,<strong> Google America</strong> ha manifestato la sua preoccupazione in homepage e<strong> Twitter</strong> è stato selezionato come principale forum di discussione: a scatenare tale inquietudine nella rete sono i <strong>disegni di legge statunitensi</strong> detti <strong>SOPA (Stop Online Piracy Act)</strong> e <strong>PIPA (Protect Intellectual Property Act).</strong><br />
La querelle vede nuovamente schierati su fronti opposti le potenti <strong>major cinematografiche e discografiche</strong>, cui fanno da contraltare le altrettanto energiche forze del<strong> Web</strong>.<br />
La battaglia ruota ufficialmente attorno alla questione della <strong>tutela del diritto d’autore in rete</strong>, ma si contesta che le leggi proposte implichino in realtà conseguenze che vanno oltre tale obiettivo.<br />
Il <strong>SOPA</strong> è stato presentato da <strong>Lamar Smith</strong> alla <strong>Camera dei Rappresentanti</strong> lo scorso <strong>26 ottobre</strong>, anticipato dal<strong> PIPA</strong>, appunto, introdotto al <strong>Senato</strong> nel <strong>maggio 2011</strong>.<br />
Il primo provvedimento autorizza il <strong>Dipartimento di Giustizia statunitense</strong> ad emanare <strong>ordini restrittivi</strong> contro siti internet, anche al di fuori della propria giurisdizione, accusati di infrangere o rendere labile il diritto d’autore, sino a vietare ai network pubblicitari o ai gestori dei pagamenti on line d’intrattenere rapporti con gli indirizzi accusati delle infrazioni, ai motori di ricerca di mantenere attivi i link verso di loro e consentirebbe inoltre di richiedere agli Internet Service Provider di bloccare l’accesso ai siti giudicati fuorilegge.  Ai responsabili degli indirizzi internet accusati è inoltre previsto il pagamento di una multa.<br />
Il <strong>Protect Intellectual Property Act</strong> prevede invece la creazione di un<strong> filtro per i DNS</strong> tramite cui diverrebbe possibile agire direttamente sugli indirizzi web giudicati illegali, attraverso gli ISP, colpendo così anche i siti internet che condividono link degli indirizzi posti sotto accusa.<br />
I discografici e le case di produzione cinematografica, tra cui si annovera anche la posizione di <strong>Rupert Murdoch</strong>, guardano ovviamente con grande favore a queste soluzioni legislative, che contribuirebbero in modo considerevole alla lotta contro la pirateria, ma la comunità virtuale denuncia invece come l’adozione di queste misure vada a ledere altri diritti come la <strong>libertà di espressione</strong> e la<strong> privacy</strong>, oltre a consentire alla giurisdizione americana di agire su soggetti al di fuori della sua sfera.<br />
<strong>Wikipedia</strong>, tra i più accaniti oppositori dei due disegni di legge al vaglio negli USA, chiarisce in un comunicato che condivide pienamente l’esigenza di <strong>tutelare il copyright</strong>, ma ritiene ingiusto e eccessivo il metodo profilato da SOPA e PIPA, contro cui ha intentato una pacifica protesta oscurando i propri contenuti in lingua inglese. Si trova in disaccordo anche <strong>Google</strong> che, essendo un motore di ricerca, dovrebbe preoccuparsi di bloccare gli indirizzi accusati di non rispettare il diritto d’autore, mentre molti altri <strong>nomi noti del Web</strong> hanno mostrato il loro dissenso con comunicati e oscuramenti di pagine.<br />
Il <strong>Congresso statunitense</strong> non è rimasto indifferente a tale contrarietà, rinviando la discussione del SOPA a <strong>febbraio</strong>, mentre in molti sostengono che il <strong>presidente Obama</strong>, fin dalla sua campagna elettorale beniamino del web libero, giocherà la carta del <strong>veto</strong> per scongiurare che si giunga alla legge.<br />
La faccenda supera la <strong>sfera giuridica</strong> e giunge prepotentemente sul <strong>piano politico ed economico</strong>, dove il ruolo di decision-maker è ricoperto dalle lobbies più potenti: tra qualche mese sapremo se le aziende del web, in piena espansione, avranno superato le multinazionali di Hollywood. Eppure lontani i tempi in cui le leggi si basavano su ben altri valori.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tafter.it/2012/01/18/sopa-e-pipa-gli-incubi-del-web/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un orto per uscire dalla crisi</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/18/un-orto-per-uscire-dalla-crisi/</link>
		<comments>http://www.tafter.it/2012/01/18/un-orto-per-uscire-dalla-crisi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 10:22:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierini Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Politiche Giovanili]]></category>
		<category><![CDATA[Professioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tafter.it/?p=87218</guid>
		<description><![CDATA[L’interesse verso le fattorie sociali e la mancanza di un quadro giuridico nazionale hanno indotto l’elaborazione di alcune proposte di legge, l’avvio di indagini e di ricerche per capire il fenomeno e sostenerlo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87235" title="orto" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/orto.jpg" alt="" width="378" height="251" />L’esigenza di trovare <strong>servizi a finalità sociale integrati nel territorio</strong> per abbattere i costi della vita in tempo di crisi e nel contempo far sì che tali servizi non vengano meno soprattutto a certe categorie ( come le giovani coppie, gli anziani, i disabili, gli immigrati, ecc..) ha determinato una <strong>crescente attenzione all’agricoltura sociale.</strong><br />
Attenzione che si è fatta presente anche nelle forze politiche di varia estrazione in particolar modo grazie a deputate e senatrici. Insomma le donne della politica, come quelle della società civile, percepiscono rapidamente  i cambiamenti della società e valutano quali siano le soluzioni possibili.<br />
In un periodo poi, in cui i Comuni sono spesso visti sotto cattiva luce, in special modo quelli con pochi abitanti, ritenuti inutili e fonte di sprechi proprio da chi non rappresenta un fulgido esempio di parsimonia, diventa necessario escogitare nuove modalità di relazione e collaborazione fra la città e la campagna.<br />
Pertanto dobbiamo approfondire, sostenuti dalla legittimità delle norme nazionali e regionali, quale ruolo possono avere le fattorie didattiche, quelle sociali, quelle che consentono  un invecchiamento attivo dando in affitto o in cambio di qualche servizio, un piccolo orticello da coltivare.<br />
Ecco allora che nascono quei servizi, che chiamo social-rurali, offerti da <strong>giovani imprenditori agricoli</strong> che hanno colto queste nuove esigenze del cittadino e hanno avviato nuovi modelli di impresa attingendo ai fondi comunitari.</p>
<p>L’onorevole Gabriella Carlucci ha ad esempio presentato lo scorso novembre una proposta di legge “<strong>Disposizioni in favore dell’agricoltura sociale”</strong> insieme al suo ex collega  di partito (PDL) Gaetano Nastri, con la funzione di dare un assetto giuridico al settore e renderlo omogeneo in tutto il territorio nazionale proponendo anche l’istituzione di un<strong> Fondo per il suo sviluppo di 10 milioni di euro all’anno per 3 anni.</strong><br />
L’onorevole Anita Di Giuseppe, capogruppo IdV in Commissione Agricoltura alla Camera. ha ugualmente presentato una proposta di legge similare, con dotazione di <strong>15 milioni di euro</strong>.<br />
La deputata del PD Susanna Cenni, insieme all’on.le Massimo Fiorio, suo compagno di partito , hanno avviato un viaggio/ricerca localizzato essenzialmente nelle Regioni Centro-Settentrionali, per incontrare operatori e valutare le problematiche delle fattorie sociali che spontaneamente stanno nascendo in queste realtà.<br />
Molte iniziative sono perlopiù dettate dalla preoccupazione generata dalla crisi finanziaria internazionale che avrà ripercussioni, con i tagli alla spesa sociale, sui cittadini meno rappresentati e sui giovani e in particolar modo sulle donne.<br />
Recentemente la <strong> XIII Commissione permanente (Agricoltura) della Camera dei Deputati</strong> ha svolto un’audizione con tutte le Associazioni più rappresentative (Organizzazioni Agricole, Associazioni Biologiche, La Rete delle Fattorie Sociali, Il forum Nazionale dell’Agricoltura Sociale, ecc..) quale momento di ascolto e valutazione per l’avvio di un’indagine nazionale sull’entità del fenomeno ed anche per conoscere le potenzialità di questo settore in ambito delle proposte della nuova PAC 2014-20.<br />
Le <strong>fattorie sociali possono rappresentare un valido aiuto a chi è in svantaggio</strong>, ma hanno bisogno di supporti (formazione, priorità, visibilità, agevolazioni fiscali, ecc..) per offrire un nuovo modello di sviluppo equo e sostenibile.<br />
La crescita del nostro Paese potrebbe ripartire anche da qui&#8230;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tafter.it/2012/01/18/un-orto-per-uscire-dalla-crisi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Internet: sciopero di 24 ore di Wikipedia contro lo Stop Online Piracy Act (SOPA)</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/17/internet-sciopero-di-24-ore-di-wikipedia-contro-lo-stop-online-piracy-act-sopa/</link>
		<comments>http://www.tafter.it/2012/01/17/internet-sciopero-di-24-ore-di-wikipedia-contro-lo-stop-online-piracy-act-sopa/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 15:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Enciclopedia]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Nuove tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tafter.it/?p=87162</guid>
		<description><![CDATA[Sarà oscurata per 24 ore domani la versione inglese dell&#8217;enciclopedia on line Wikipedia per protestare contro la legge anti-pirateria Stop Online Piracy Act (SOPA) che si trova al cospetto del Congresso degli Stati Uniti. La notizia dello &#8216;sciopero&#8217; è stata data dal fondatore, Jimmy Wales su Twitter. Il progetto di legge si trova [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87167" title="wikipedia" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/wikipedia1.jpg" alt="" width="167" height="110" />Sarà oscurata per<strong> 24 ore</strong> domani la versione inglese dell&#8217;enciclopedia on line <strong>Wikipedia</strong> per protestare contro la<strong> legge anti-pirateria Stop Online Piracy Act (SOPA)</strong> che si trova al cospetto del <strong>Congresso degli Stati Uniti</strong>. La notizia dello &#8216;sciopero&#8217; è stata data dal fondatore,<strong> Jimmy Wales</strong> su<strong> Twitter</strong>.<br />
Il progetto di legge si trova di fronte alla <strong>Camera dei rappresentanti americana</strong> e, in un&#8217;altra versione, al<strong> Senato</strong>. Tra gli oppositori i giganti della <strong>Silicon Valley</strong> tra cui <strong>Google</strong> e<strong> Facebook</strong>. La SOPA, se approvata, potrebbe dare al <strong>ministero di Giustizia</strong> la possibilità di perseguire aziende che possano essere accusate di prendere materiale con<strong> diritto d&#8217;autore</strong> sia all&#8217;interno che all&#8217;esterno del Paese.</p>
<p><em>Fonte: Adnkronos</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tafter.it/2012/01/17/internet-sciopero-di-24-ore-di-wikipedia-contro-lo-stop-online-piracy-act-sopa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lasciate ogni speranza o Voi che copiate! di Paolo Bergmann</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/10/lasciate-ogni-speranza-o-voi-che-copiate-di-paolo-bergmann/</link>
		<comments>http://www.tafter.it/2012/01/10/lasciate-ogni-speranza-o-voi-che-copiate-di-paolo-bergmann/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 09:26:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bergmann Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[A proposito di ...]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto d'autore]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tafter.it/?p=86393</guid>
		<description><![CDATA[Due recenti pronunciamenti, l’uno in fase cautelare del Tribunale di Milano, l’altro della District Court of New York, hanno avuto una ampia eco nel mondo artistico, concernendo entrambi casi di elaborazioni creative realizzate da artisti sulla base di opere di precedenti artisti o fotografi.  In entrambi i casi, pur sotto le diverse normative [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-86405" title="copiare" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/copiare.jpg" alt="" width="400" height="262" />Due recenti pronunciamenti, l’uno in fase cautelare del Tribunale di Milano, l’altro della District Court of New York, hanno avuto una ampia eco nel mondo artistico, concernendo entrambi casi di elaborazioni creative realizzate da artisti sulla base di opere di precedenti artisti o fotografi.  In entrambi i casi, pur sotto le diverse normative nazionali, il giudice ha valutato l’esistenza di un diritto di libera ispirazione, citazione e parodia di una opera precedente da parte di un artista che propone una sua “versione” o rielaborazione creativa.<br />
Ed entrambi i giudizi si sono conclusi con la esclusione della “libertà di copiare” anche se da parte di artista, quando l’opera successiva non è che, fondamentalmente, riproposizione dell’opera precedente. <br />
Altri casi peculiari, da poco decisi, hanno visto soccombente l’artista che realizzava (nella specie con la tecnica della classica pittura ad olio su tela) “copie” di fotografie di altro autore.<br />
Chi segue da vicino il mondo del diritto, quello d’autore non fa eccezione, sa bene che l’ordinamento, come le tecniche, è in continua evoluzione e adattamento alla società, sia questa la società “dell’immagine”, “dell’informazione”, “dei nativi digitali” o dei “social network”.<br />
I giudici sono semplicemente chiamati a dare interpretazione delle norme, coerentemente con il tenore letterale di quste ultime, ma anche con la “ratio legis”, che è quel “valore” degno di tutela, tutela appunto per realizzare la quale vengono predisposte le norme. <br />
Non sorprende quindi che l’eccesso di “duttilità” e “malleabilità” dell&#8217;immagine, una volta digitalizzata e manipolata con programmi di elaborazione fotografica (effetto della tecnica e della diffusione dell’informatica), imponga agli interpreti del copyright una “contro-spinta” maggiormente protettiva di quanto la norma intende proteggere: il risultato creativo di una attività intellettuale artistica. <br />
Bisogna essere rigorosi nello stabilire quello che si può e – soprattutto NON si può fare con quanto oggetto di “proprietà intellettuale” altri.  Anche se il “manipolatore” è a sua volta Artista, autore di un nuovo e – in parte – diverso prodotto artistico.<br />
In questi contesti, poi, appare cruciale verificare se l&#8217;opposizione del “primo” artista all’uso della sua opera quale vera e propria “materia prima” di un’opera del “secondo” artista, sfoci nella “inibitoria”, che significa la nullità della opera derivata, con perfino il sequestro e la sua distruzione, ovvero nell’asserire la nascita di una obbligazione risarcitoria, scenario che si risolve poi nella valutazione del “prezzo del consenso”, ovvero della ricostruzione in base a precedenti o per presunzioni, di “quanto” il primo artista avrebbe preteso dal secondo per l’utilizzo indiscriminato della sua creazione artistica quale “matiére brut” di opera del secondo.  A tale somma sarà rapportata la “condanna”. Tra l’altro la letteratura è ampia nel dimostrare la possibilità di collaborazioni, stabili o ad hoc, tra duetti di artisti che si “associano” per la realizzazione di una opera particolare, che avrà la comune paternità di entrambi.<br />
Si affaccia al mondo della arti visive la ampia tematica del DROIT DE SUITE (diritto di seguito), una specie di “royalty” che, come nella musica, nel cinema e perfino dell’industrial design, l’autore dell’opera percepisce ad ogni transazione economica successiva in percentuale sul compenso pagato dall’utente finale, quello nelle cui mani il diritto di autore “si esaurisce” secondo la chiara definizione degli studiosi del diritto. Chissà se in un futuro prossimo, che la manovra Monti sembra avvicinare di un ulteriore passo, abbandonato il contante e la sua inconfessabile fascinazione per la non tracciabilità e (?) tassabilità, anche la elaborazione creativa di un’opera d’arte altrui, potrà essere compensata con un diritto di seguito che associerà i due autori tra di loro e le loro connesse elaborazioni creative, salvi diversi accordi (scritti) tra di loro.  Per certi aspetti, rispetto alla ipotesi del contenzioso legale, sembra una prospettiva di civiltà e di giustizia cui pensare, oltre questa prima “boutade”.<br />
<em>Paolo Bergmann è avvocato esperto in diritto d’autore</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tafter.it/2012/01/10/lasciate-ogni-speranza-o-voi-che-copiate-di-paolo-bergmann/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Internet: approvata la legge contro la pirateria digitale in Spagna</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/04/internet-approvata-la-legge-contro-la-pirateria-digitale-in-spagna/</link>
		<comments>http://www.tafter.it/2012/01/04/internet-approvata-la-legge-contro-la-pirateria-digitale-in-spagna/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 12:30:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto d'autore]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tafter.it/?p=85965</guid>
		<description><![CDATA[Brusca frenata per la pirateria digitale in Spagna con l&#8217;entrata in vigore della cosiddetta Legge Sinde, la prima implementazione del neoletto Partido Popular per vietare lo scambio di opere protette dal copyright in Rete. La legge prende il nome dal Ministro della Cultura uscente Ángeles González-Sinde e, seguendo la prima bozza della norma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-85972" title="Datenpirat 13" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/pirateria.jpg" alt="" width="298" height="158" />Brusca frenata per la <strong>pirateria digitale in Spagna</strong> con l&#8217;entrata in vigore della cosiddetta <strong>Legge Sinde</strong>, la prima implementazione del neoletto <strong>Partido Popular</strong> per <strong>vietare lo scambio di opere protette dal copyright in Rete</strong>. La legge prende il nome dal Ministro della Cultura uscente <strong>Ángeles González-Sinde</strong> e, seguendo la prima bozza della norma presentata nel<strong> febbraio 2011</strong>, garantisce alle autorità la piena autonomia nella chiusura di siti Internet, o di piattaforme di scambio. La legge è stata approvata definitivamente  il <strong>30 dicembre</strong> ed entrerà in vigore dal <strong>marzo prossimo.<br />
</strong>Basterà la <strong>segnalazione di un contenuto protetto</strong> da parte dei detentori dei diritti per arrivare all’eliminazione, su parere del <strong>Comitato per la Proprietà Intellettuale,</strong> di siti e servizi nel <strong>tempo record di 10 giorni</strong>. Nel frattempo verrà <strong>cancellato il canone digitale</strong>, l’equivalente dell’<strong>equo compenso italiano</strong>, ovvero la tassa sui supporti di archiviazione vergini come CD, DVD.</p>
<p><em>Fonte: Il Giornale dello Spettaocolo</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tafter.it/2012/01/04/internet-approvata-la-legge-contro-la-pirateria-digitale-in-spagna/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L’(inutile?) eccellenza del restauro in Italia di  Carla Tomasi </title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/03/l%e2%80%99inutile-eccellenza-del-restauro-in-italia-di-carla-tomasi/</link>
		<comments>http://www.tafter.it/2012/01/03/l%e2%80%99inutile-eccellenza-del-restauro-in-italia-di-carla-tomasi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 10:10:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tomasi Carla</dc:creator>
				<category><![CDATA[A proposito di ...]]></category>
		<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Beni Culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Management]]></category>
		<category><![CDATA[MiBAC]]></category>
		<category><![CDATA[Professioni]]></category>
		<category><![CDATA[Restauro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tafter.it/?p=85662</guid>
		<description><![CDATA[Quando Cesare Brandi nel 1939 fondò l’Istituto Centrale del Restauro, realizzò un sistema complesso ed efficace che traduceva in razionalità, metodo ed approccio scientifico il concetto stesso di tutela del Bene Culturale, strappandolo alle pratiche artigianali incontrollate. Il restauro scientifico, inaugurato dal pensiero brandiano, focalizza sull’intervento di restauro conservativo l’occasione per lo studio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-85663" title="restauratori" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/restauratori.jpg" alt="" width="331" height="305" />Quando Cesare Brandi nel 1939 fondò l’Istituto Centrale del Restauro, realizzò un sistema complesso ed efficace che traduceva in razionalità, metodo ed approccio scientifico il concetto stesso di tutela del Bene Culturale, strappandolo alle pratiche artigianali incontrollate.</p>
<p>Il restauro scientifico, inaugurato dal pensiero brandiano, focalizza sull’intervento di restauro conservativo l’occasione per lo studio e la conoscenza dell’opera stessa, attraverso l’operatività che impone la presenza di professionisti preparati ed informati, in grado di interpretare i dati conoscitivi ed effettuare le scelte più opportune, nell’ambito del progetto di intervento programmato.</p>
<p>Dal criterio di responsabilità di tutela dei beni culturali, espresso da una sentenza della Corte Costituzionale (N° 9 del 13 gennaio 2004) e dal Codice dei Beni Culturali (art. 29 comma 6), deriva la regolamentazione della  professione (D.M.86/2009) che si acquisisce con formazione o laurea specialistica (D.M. 87/2009).</p>
<p>I restauratori ed i tecnici del restauro operano sui beni tutelati con le imprese specialistiche (OS2A &#8211; restauro di superfici decorate di beni immobili del patrimonio culturale e beni culturali mobili di interesse storico, artistico, archeologico ed etnoantropologico) caratterizzate da un alto profilo di qualificazione professionale degli addetti che prevedono precise percentuali di restauratori e di tecnici del restauro di beni culturali nell’organico aziendale.</p>
<p>Una solida teoria del restauro, la metodologia scientifica coniugata alla qualità operativa hanno condotto la cultura del restauro italiano ad un indiscusso riconoscimento in ambito internazionale, dove vengono particolarmente apprezzati e privilegiati i contributi progettuali, i professionisti e le imprese italiane, rese solide da un sistema di qualificazione estremamente rigoroso.</p>
<p>Si direbbe la situazione ideale per affrontare con successo qualsiasi tipo di intervento specializzato, invece in occasione di un restauro di grande visibilità come quello del Colosseo e proprio quando il mondo chiede all’Italia un cenno di credibilità, si pone in atto una pericolosa inversione di tendenza.</p>
<p>Le superfici marmoree del Colosseo e del Tempio di Antonino e Faustina al Foro Romano vengono considerate materiale da costruzione come se le loro stesse superfici millenarie non fossero pura e altissima testimonianza della decorazione architettonica, e si afferma che un’imprenditoria edile possa attuare senza danno quelle procedure che costituiscono il fondamento della formazione presso gli istituti Italiani di restauro.</p>
<p>Il restauratore, che fino ad oggi è stato considerato una ricchezza per la tutela, essendo allo stesso tempo intellettuale e artefice diventa un ostacolo, una sgradevole interferenza con il pieno e totale controllo del ciclo del restauro avocato da altre figure professionali e da una imprenditoria con interessi dilaganti.</p>
<p>Si sta così risolutamente emarginando, fino a esautorarlo, un sapere che per decenni ha costituito un’eccellenza del nostro paese, anche a livello internazionale.</p>
<p>Una ulteriore conferma del pericolo incombente è la costituzione di una “Task force” organizzata dal Ministro Bondi per far fronte alle emergenze di Pompei e che prevede la presenza di architetti, archeologi e operai.<br />
Pompei è un’intera città, antica di 2000 anni e con 66 ettari di estensione, che necessita di restauri e manutenzione costante da affidare a mani esperte. Avrebbe bisogno di molti restauratori, assiduamente occupati nel curare le preziose opere e prevenirne i danni. Sarebbe importante, oltre ad un rafforzamento degli organici attraverso l’assunzione di restauratori, agire sui meccanismi di qualificazione dei professionisti e delle imprese che lavorano nel settore e che realizzano ormai la parte più consistente degli interventi. Non si comprende dunque come tra i componenti della “Task force”, ammesso che sia utile un’ennesima struttura commissariale, siano indicati persino gli operai ma non i restauratori.</p>
<p>L’Italia ha poco rispetto del suo patrimonio e sta perdendo il ruolo di esempio internazionale nel campo della conservazione. La situazione europea è certamente variegata, ma caratterizzata semmai da un’inversa tendenza alla crescita sul piano culturale, recependo proprio le esperienze della scienza del restauro italiana, anche per quanto riguarda la formazione (i restauratori italiani sono i più richiesti all’estero nei programmi formativi d’eccellenza).</p>
<p>La questione su cui ci si dibatte dunque è davvero spinosa e indicativa delle politiche culturali messe in atto nel nostro paese. In gioco, infatti, c’è non solo una questione di etica professionale, non solo il destino dei nostri monumenti, ma lo stesso concetto di tutela del patrimonio culturale, e se la legge non riesce a garantirne i massimi livelli che settanta anni di cultura del restauro hanno contribuito a costruire, vuol dire che è sbagliata e va cambiata.</p>
<p>L’iniziativa sul Colosseo che poteva rappresentare un esempio virtuoso delle varie qualità italiane, dallo sponsor a tutte le professionalità coinvolte a vario titolo, si sta trasformando in una operazione opaca, con possibili rischi per il monumento, una mortificazione per le imprese di restauro specialistico, e senza alcun risparmio economico.<br />
Riteniamo necessario ripristinare la collaborazione, la possibilità di realizzare una filiera virtuosa, una rete di interessi produttivi, un volano di qualità reciproche, il rispetto per le proprie specificità contro il cannibalismo rivolto a settori di grande qualità ma anche di estrema fragilità, come quello del restauro specialistico.<br />
Solo così potremo dare un cenno concreto di credibilità ed affrontare insieme il difficile futuro che si presenta, con serietà e disponibilità, con ragionevolezza e concretezza.</p>
<p><em>Carla Tomasi è Presidente dell&#8217;Associazione Restauratori d&#8217;Italia</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tafter.it/2012/01/03/l%e2%80%99inutile-eccellenza-del-restauro-in-italia-di-carla-tomasi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Istituzioni: dal 2012 abolita la corrida in Catalogna</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/03/istituzioni-con-il-2012-abolita-la-corrida-in-catalogna/</link>
		<comments>http://www.tafter.it/2012/01/03/istituzioni-con-il-2012-abolita-la-corrida-in-catalogna/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 08:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tafter.it/?p=85844</guid>
		<description><![CDATA[Dal primo gennaio è entrato formalmente in vigore il divieto delle corride in Catalogna, approvato dal Parlamento catalano nel luglio del 2010, e dopo che nel luglio scorso la Camera ha bocciato la proposta del Partito Popolare e del partito Ciudadanos di rettifica dell&#8217;abolizione. Durante l&#8217;ultimo anno si sono svolti una quindicina di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-85845" title="corridastop" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/corridastop.jpg" alt="" width="259" height="194" />Dal primo gennaio</strong> è entrato formalmente in vigore il <strong>divieto delle corride in Catalogna</strong>, approvato dal <strong>Parlamento catalano</strong> nel <strong>luglio del 2010</strong>, e dopo che nel luglio scorso la Camera ha bocciato la proposta del <strong>Partito Popolare</strong> e del <strong>partito Ciudadanos</strong> di rettifica dell&#8217;abolizione. Durante l&#8217;ultimo anno si sono svolti una quindicina di combattimenti di tori nella regione, soprttutto nella <strong>Plaza de La Monumental di Barcellona</strong>, dove l&#8217;ultima corrida tenuta a <strong>settembre</strong> aveva visto la partecipazione di celebri matador, fra i quali <strong>José Tomas, Serafin Marin e Juan Mora</strong>. L&#8217;abolizione deriva dall&#8217;iniziativa legislativa popolare promossa dalla piattaforma <strong>Prou! </strong>(Basta!), che ha raccolto<strong> 127.500 firme</strong> e sulla quale è pendente un ricorso presentato alla Corte Costituzionale dal PP. La legge di abolizione fissa nei<strong> primi sei mesi del 2012</strong> il periodo previsto per determinare gli <strong>indennizzi economici</strong> per la cessazione dell&#8217;attività ai gestori delle arene e agli operatori del settore, stimati da questi ultimi in<strong> 300 milioni di euro</strong>, a fronte delle stime del governo catalano di alcune decine di migliaia di euro. La normativa prevede, inoltre, la possibilità di trasferire sul<strong> bilancio del 2013</strong> le compensazioni economiche ai &#8220;titolari di diritti soggettivi&#8221; danneggiati dall&#8217;abolizione delle corride.</p>
<p><em>Fonte: ANSAmed</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tafter.it/2012/01/03/istituzioni-con-il-2012-abolita-la-corrida-in-catalogna/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Economia della cultura: i fondi per la cultura dell&#8217;otto per mille utilizzati per l&#8217;emergenza carceri</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/02/economia-della-cultura-i-fondi-per-la-cultura-dellotto-per-mille-utilizzati-per-lemergenza-carceri/</link>
		<comments>http://www.tafter.it/2012/01/02/economia-della-cultura-i-fondi-per-la-cultura-dellotto-per-mille-utilizzati-per-lemergenza-carceri/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 12:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Beni Culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Economia della Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Patrimonio culturale]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tafter.it/?p=85818</guid>
		<description><![CDATA[Saltano oltre 57 milioni di euro dell&#8217;otto per mille destinati ai beni artistici: sono stati dirottati sull&#8217;emergenza carceri. Bloccati tutti gli interventi sui beni culturali, compresi quelli al patrimonio comunale ed ecclesiastico. Quest&#8217;anno erano state 1.600 le domande di contributo arrivate alla Presidenza del Consiglio, il 30% in più rispetto al 2010. Tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-85819" title="ottopermille" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/ottopermille.jpg" alt="" width="290" height="173" />Saltano oltre<strong> 57 milioni di euro</strong> dell&#8217;<strong>otto per mille</strong> destinati ai <strong>beni artistici</strong>: sono stati dirottati sull&#8217;<strong>emergenza carceri</strong>. Bloccati tutti gli interventi sui beni culturali, compresi quelli al patrimonio comunale ed ecclesiastico. Quest&#8217;anno erano state <strong>1.600</strong> le <strong>domande di contributo</strong> arrivate alla <strong>Presidenza del Consiglio</strong>, il <strong>30% in più rispetto al 2010</strong>. Tutto fermo. Lo stabilisce il <strong>decreto legge del 22 dicembre scorso</strong>.  La distribuzione dei fondi dell&#8217;otto per mille è regolata dalla<strong> legge del 20 maggio 1985</strong> che assegna ai beni culturali una quota privilegiata dell&#8217;incasso totale; è prevista tuttavia dalla legge la possibilità di destinare questi fondi ad altri scopi &#8220;per far fronte ad <strong>esigenze impreviste e assolutamente straordinarie</strong>&#8220;.  E proprio l&#8217;emergenza carceri è stata giudicata tale dal Governo. Ora sono a rischio l&#8217;apertura e la manutenzione di molti <strong>musei, aree archeologiche, biblioteche, edifici storici</strong>: dalla <strong>Certosa di Padula</strong> alla <strong>Biblioteca dell&#8217;Istituto di studi Storici di Palazzo Filomarino di Napoli</strong> e a molte altre realtà culturali &#8220;minori&#8221; che riescono a sostenersi soltanto grazie alle sovvenzioni aggiuntive dei fondi dell&#8217;otto per mille.</p>
<p><em>Fonte: Il Giornale dell&#8217;Arte</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tafter.it/2012/01/02/economia-della-cultura-i-fondi-per-la-cultura-dellotto-per-mille-utilizzati-per-lemergenza-carceri/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

