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	<title>Tafter &#187; Economia della Cultura</title>
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	<description>Cultura è Sviluppo</description>
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		<title>Restauro: la Bofa finanzierà il restauro del Codice Trivulziano di Leonardo</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 14:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bank of America Merrill Lynch Art Conservation Project finanzierà il restauro del Codice Trivulziano, uno dei primi manoscritti di Leonardo da Vinci, custodito presso la Biblioteca del Castello Sforzesco di Milano. Il Codice Trivulziano, raccolta di disegni e scritti di Leonardo che comprende 55 fogli databili fra il 1478 e il 1490, è uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-89521" title="codicetrivulziano" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/codicetrivulziano.jpg" alt="" width="310" height="247" />Bank of America Merrill Lynch Art Conservation Project</strong> finanzierà il restauro del <strong>Codice Trivulziano</strong>, uno dei primi manoscritti di<strong> Leonardo da Vinci</strong>, custodito presso la <strong>Biblioteca del Castello Sforzesco di Milano</strong>. Il Codice Trivulziano, raccolta di disegni e scritti di Leonardo che comprende <strong>55 fogli databili fra il 1478 e il 1490</strong>, è uno dei documenti più significativi del <strong>Rinascimento</strong>, oltre a rappresentare una testimonianza unica dell&#8217;eccezionale eclettismo leonardesco: contiene infatti note, ritratti e studi di architettura militare e religiosa, fra cui una serie di disegni per la cupola del <strong>Duomo di Milano</strong>, ma anche pagine di analisi della lingua italiana e osservazioni sulla letteratura del tempo. Il finanziamento di Bank of America Merrill Lynch Art Conservation Project consentirà la conservazione digitale del manoscritto: grazie a un <strong>software innovativo</strong>, in grado di ricostruire virtualmente alcuni disegni tecnici di Leonardo, al Codice originale verrà infatti affiancata una copia virtuale che, oltre a facilitare la ricerca accademica, lo renderà più accessibile al pubblico. Il Bank of America Merrill Lynch Art Conservation Project è un programma straordinario, finalizzato al <strong>restauro conservativo</strong> di<strong> opere museali senza scopo di lucro</strong> e alla <strong>sensibilizzazione del pubblico</strong> nei confronti dell&#8217;<strong>arte mondiale</strong>: nel <strong>2012</strong>, finanzierà il recupero di capolavori in <strong>Europa, Medio Oriente e Africa</strong> come<strong> Il Paradiso del Tintoretto</strong> presso il <strong>museo Thyssen-Bornemisza di Madrid</strong>, cinque tele di<strong> Marc Chagall</strong> ospitate presso il <strong>Museo d&#8217;arte di Tel Aviv</strong> e una collezione di gioielli della civiltà di <strong>Urartu</strong>, risalente al<strong> I secolo a.C.</strong>, di proprietà del <strong>Museo Rezan Has di Istanbul</strong>.<br />
&#8220;Nel nostro ruolo di società con dipendenti e clienti in <strong>oltre 40 paesi e 100 mercati nel mondo</strong>, ogni giorno scopriamo quanto la comprensione e il rispetto delle diverse culture siano fondamentali per la prosperità economica e sociale&#8221;, ha affermato <strong>Rena De Sisto</strong>, responsabile del patrimonio e delle arti globali presso Bank of America Merrill Lynch: &#8220;Siamo infatti convinti che l&#8217;arte sia un mezzo unico, immediato, per la promozione dell&#8217;innovazione e della tolleranza in un mondo sempre più integrato. Questo programma, investendo realmente nella cultura di molteplici realtà nazionali, aiuta nel contempo i musei ad affrontare i costi crescenti della salvaguardia di capolavori e reperti fondamentali per la storia dell&#8217;umanità&#8221;. &#8220;Siamo estremamente grati a Bank of America Merrill Lynch per averci dato l&#8217;opportunità di beneficiare di questo innovativo progetto di salvaguardia del patrimonio artistico globale&#8221;, ha affermato <strong>Claudio Salsi</strong>, direttore dei Musei Municipali presso il Castello Sforzesco. &#8220;Il lavoro di restauro reso possibile da questo programma consentira&#8217; di conservare il Codice Trivulziano e altre opere importanti provenienti da varie parti del mondo, garantendo alle future generazioni di fruire di tali opere negli anni a venire&#8221;.</p>
<p><em>Fonte: AGI</em></p>
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		<title>Restauro: secondo il decreto Semplificazioni le sponsorizzazioni saranno “di puro finanziamento” oppure “tecniche”</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 10:30:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Gazzetta ufficiale la nuova normativa prevista dal decreto Semplificazioni, approvato venerdì scorso in Cdm. Possibile il mero finanziamento o la progettazione, intera o parziale, del restauro Roma &#8211; Sponsorizzazione “di puro finanziamento” oppure “tecnica”, estesa alla progettazione e alla realizzazione “di parte o di tutto l&#8217;intervento”. Sono le due modalità di intervento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89473" title="lavoricolosseo" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/lavoricolosseo.jpg" alt="" width="259" height="194" />In <strong>Gazzetta ufficiale</strong> la nuova normativa prevista dal <strong>decreto Semplificazioni</strong>, approvato venerdì scorso in Cdm. Possibile il mero finanziamento o la progettazione, intera o parziale, del <strong>restauro Roma</strong> &#8211; Sponsorizzazione<strong> “di puro finanziamento”</strong> oppure <strong>“tecnica”</strong>, estesa alla progettazione e alla realizzazione <strong>“di parte o di tutto l&#8217;intervento”</strong>. Sono le due modalità di intervento consentite dal dl Semplificazioni pubblicato in Gazzetta ufficiale. A definire le<strong> linee guida</strong> sarà tuttavia un <strong>decreto ministeriale</strong> che il Mibac dovrà emanare <strong>entro 60 giorni</strong>. Nel provvedimento che il Collegio romano dovrà emanare<strong> entro fine marzo</strong>, gli uffici periferici dovranno integrare il programma triennale dei lavori con un apposito allegato che indichi le proposte ricevute direttamente dai<strong> privati</strong> oppure i lavori, i servizi e le forniture per le quali le sovrintendenze intendono ricercare <strong>sponsor</strong>. “Ricerca” che sarà poi resa nota con la<strong> pubblicazione del bando sul sito del ministero</strong> (per almeno un mese), su due quotidiani nazionali, sulla Gazzetta ufficiale e, quando l’importo lo richiede, anche su quella dell&#8217;<strong>Unione europea</strong>. I privati avranno invece due mesi di tempo per far pervenire le loro proposte. Nei casi in cui l’importo del<strong> finanziamento</strong> sarà <strong>superiore al milione di euro</strong>, sarà una commissione del ministero a valutare la proposta più conveniente, senza escludere una seconda fase per acquisire ulteriori offerte migliorative. Se non dovessero esserci offerte, o nessuna venga ritenuta appropriata, il ministero potrà ricercare di propria iniziativa lo sponsor. Ovvero proprio come avvenuto per il restauro del Colosseo, col ministero che andò alla trattativa privata col <strong>gruppo Tod’s</strong> per il restauro del Colosseo.</p>
<p><em>Fonte: Il Velino</em></p>
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		<title>Un appello per la cultura firmato FAI, ANCI e Federculture</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 17:19:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pisa Roberta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[FAI, ANCI e Federculture insieme per rivolgere un appello al governo, affinché corregga quanto previsto nel decreto liberalizzazioni. Le associazioni temono infatti che le misure previste vadano a ledere l'attività culturale in Italia che, già fiaccata dai numerosi tagli, potrebbe restare 'impigliata' nelle maglie di una pesante burocrazia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89446" title="ancifaifederculture" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/ancifaifederculture.jpg" alt="" width="328" height="176" />Si è tenuto ieri, presso il<strong> Palazzo delle Esposizioni di Roma</strong>, l’incontro presieduto da <strong>Ilaria Borletti Buitoni</strong> del<strong> FAI</strong>, <strong>Andrea Ranieri</strong> dell’<strong>ANCI</strong> e <strong>Roberto Grossi</strong> di<strong> Federculture</strong>, riuniti per rivolgere un <strong>appello al governo</strong>.<br />
In vista dell’approvazione del <strong>decreto liberalizzazioni</strong>, questi esponenti del mondo della cultura hanno ritenuto importante sottolineare come tale norma produrrà effetti negativi nel settore: in particolare è stato argomentato che l’estensione alle società in house, alle aziende speciali e alle istituzioni delle disposizioni previste per gli enti locali, inclusa la<strong> legge 122 del 2010</strong>, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica, possa irretire <strong>l’attività culturale in Italia.</strong><br />
In questo modo, secondo il presidente di Federculture <strong>Roberto Grossi</strong>, si arriverebbe a <strong>perdite stimate attorno al 20%</strong>. Grossi ha poi evidenziato come ci si ostini a guardare alla cultura come ad un costo e non invece come ad un’importante<strong> fonte di introiti</strong>, soprattutto nell’odierno periodo di crisi.<br />
Il responsabile cultura dell’Anci, <strong>Andrea Ranieri</strong>, ricordando come l’<strong>investimento in cultura</strong> da parte dei Comuni raggiunga in media il<strong> 3,9 % della spesa</strong>, mentre quello statale si ferma appena allo<strong> 0,19%</strong>, ha voluto invece porre l’attenzione sul fatto che non esistono solo i grandi poli come<strong> Roma e Pompei</strong>, ma ci sono tante altre <strong>piccole realtà</strong> che, in evidente affanno, necessitano della dovuta attenzione.<br />
In occasione dell’incontro, cui è convenuta una platea di rappresentanti pubblici e privati, sono state inoltre avanzate proposte utili a mantenere il trend positivo della cultura in Italia che, nonostante i tagli subiti pari ad <strong>un miliardo di euro</strong>, copre comunque il <strong>2,6% del Pil nazionale</strong>, occupando <strong>circa 1,4 milioni di lavoratori</strong>.<br />
A fronte di tali risultati l’appello sottoscritto da FAI, ANCI e Federculture preme affinché venga assicurata una <strong>programmazione pluriennale dei fondi destinati alla cultura</strong>, la destinazione anche parziale degli introiti derivanti dalla<strong> tassa di soggiorno</strong> ai beni culturali e l’<strong>allineamento dell’Iva del settore</strong> <strong>agli standard europei</strong>, decisamente inferiore. Tra i suggerimenti c’è inoltre la richiesta di consentire la <strong>destinazione dell’8 per mille alla musica e al teatro</strong>, oltre a dare la possibilità di <strong>indicare nominalmente le istituzioni cui devolvere il 5 per mille dell’Irpef.</strong><br />
<strong>Ilaria Borletti Buitoni</strong> ha infine posto l’accento sulla questione etica, intesa come <strong>scatto d’orgoglio</strong> per contribuire al risorgere del mondo culturale italiano, non senza un forte <strong>impegno morale</strong>.<br />
Questa affermazione sembra trovare d’accordo gli italiani, il <strong>70 %</strong> dei quali, secondo una recente <strong>ricerca del Censis</strong>, ritiene che il patrimonio artistico del Belpaese rappresenta il punto di partenza per rilanciare l’Italia in questo periodo di crisi.</p>
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		<title>Industria dello spettacolo: nuovo IMAIE e sindacato attori contro il decreto liberalizzazioni</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 13:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un aumento dei costi di gestione, la paralisi dell’intero processo di ripartizione dei compensi e, nel frattempo, il blocco dei pagamenti dei diritti in attesa che si chiariscano meglio i risvolti operativi del decreto: secondo il presidente del Nuovo Imaie Andrea Miccichè sono queste alcune delle conseguenze a cui condurrebbe l’attuazione del provvedimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89372" title="nuovoimaie" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/nuovoimaie.jpg" alt="" width="237" height="227" />Un <strong>aumento dei costi di gestione</strong>, la paralisi dell’intero<strong> processo di ripartizione dei compensi</strong> e, nel frattempo, il <strong>blocco dei pagamenti dei diritti in attesa</strong> che si chiariscano meglio i risvolti operativi del decreto: secondo il presidente del Nuovo Imaie <strong>Andrea Miccichè</strong> sono queste alcune delle conseguenze a cui condurrebbe l’attuazione del <strong>provvedimento di liberalizzazione della gestione dei diritti degli artisti</strong>. Se ne è parlato ieri a <strong>Roma</strong>, alla<strong> Casa del cinema</strong>, nell’incontro dal titolo <strong>“Decreto legge sulle liberalizzazioni: come cambia il diritto degli artisti, quale sarà il futuro?”.</strong> “Il provvedimento di liberalizzazione, adottato dal Governo senza alcun confronto con i soggetti interessati – afferma Miccichè – pregiudicherà i diritti degli artisti, causando la frammentazione del loro sistema di rappresentanza e producendo, di conseguenza, una<strong> minore tutela della categoria nel suo complesso</strong>, a tutto vantaggio di chi deve acquisire e pagare i diritti connessi. Per essere più chiari: dei <strong>circa 30 milioni di euro di diritti connessi</strong> raccolti fino ad oggi ogni anno, si rischia, nel passaggio a un sistema che preveda più collecting di artisti, di vederne dispersi un buon <strong>40-50 per cento</strong>… Si parla di <strong>oltre 12-15 milioni di euro</strong> che gli utilizzatori saranno ben felici di risparmiare, approfittando delle incertezze aperte dal nuovo decreto”.<br />
La compresenza di due o più istituti operanti in regime di concorrenza sullo stesso diritto, rappresenterebbe un unicum in tutta Europa: “Non c’è nessun paese – sostiene Miccichè – in cui esistono più collecting di artisti in competizione per un analogo diritto ed i motivi sono ovvi: negli altri stati, gli artisti sono ben tutelati dalla legge e non sarebbe di certo ipotizzabile un sistema normativo che si ponesse in loro danno. Ciò che sta accadendo in Italia, in questi giorni, è la miglior prova della bontà del nostro ragionamento: diversi soggetti utilizzatori, infatti, ci hanno già comunicato che, in attesa degli sviluppi sul decreto relativo alle liberalizzazioni, non intendono corrispondere i diritti degli artisti. Ecco, quindi, che si stanno già producendo gli effetti negativi paventati”. Il <strong>percorso di liberalizzazione</strong> ipotizzato non favorirebbe, stando a quanto detto dal presidente del Nuovo Imaie, né il<strong> consumatore finale</strong>, né gli <strong>artisti</strong>: gli unici a trarne vantaggio sarebbero gli <strong>utilizzatori delle opere degli artisti</strong> – tv, radio,… -, che pagherebbero meno diritti e avrebbero più margini per trattare, avendo vari interlocutori con cui dialogare e, quindi, giocare al ribasso. “Rai, Mediaset, Sky, tutti i canali del digitale terrestre – spiega <strong>Giulio Scarpati</strong>, presidente del sindacato attori – accetteranno le condizioni a loro sempre più vantaggiose a discapito dei diritti degli artisti”. Tra i presenti anche il cantante <strong>Marco Masini</strong> e l’attore <strong>Nicolas Vaporidis</strong>.<br />
Il Nuovo Imaie è stato fondato il <strong>12 luglio 2010</strong> ed “ha adottato – afferma Micciché – nuove modalità, più veloci e trasparenti per il pagamento dei diritti”. Ma Scarpati spinge “ad andare quanto prima alle elezioni dell’organigramma per una maggiore rappresentanza interna degli artisti. Più occhi di controllo ci sono – dice – meglio è”.</p>
<p><em>Fonte: Il Velino</em></p>
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		<title>Economia della cultura: parte in Piemonte la sperimentazione della Carta di Credito per la Cultura</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 17:30:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I piemontesi che utilizzeranno per i propri acquisti la Carta di Credito per la Cultura potranno sostenere senza costi aggiuntivi le attività e i progetti delle istituzioni culturali del loro territorio, in quanto lo 0,3% di ogni transazione effettuata sarà destinato all’ente scelto al momento della sottoscrizione. Questo innovativo strumento, il primo realizzato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89267" title="caricacultura" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/caricacultura.jpg" alt="" width="300" height="247" />I piemontesi che utilizzeranno per i propri acquisti la <strong>Carta di Credito per la Cultura</strong> potranno <strong>sostenere senza costi aggiuntivi le attività e i progetti delle istituzioni culturali del loro territorio</strong>, in quanto <strong>lo 0,3% di ogni transazione effettuata sarà destinato all’ente scelto al momento della sottoscrizione</strong>.</p>
<p>Questo innovativo strumento, il primo realizzato in Italia per sostenere il settore culturale, sarà emesso da CartaSi, partner finanziario dell’iniziativa selezionato attraverso una procedura pubblica tra altri importanti istituti di credito nazionali.</p>
<p>A presentarlo sono stati, l’8 febbraio a Torino, il presidente della Regione, Roberto Cota, l’assessore regionale alla Cultura, Michele Coppola, il direttore commerciale di CartaSi, Gianluca De Cobelli, il responsabile Rete Pubblica Amministrazione di CartaSi, Stefano Gigli, ed il presidente di Finpiemonte, Massimo Feira.</p>
<p><strong>La carta di pagamento vedrà la prima applicazione del logo PIEMONTE IS,</strong> scelto per rappresentare il territorio regionale in relazione alla valorizzazione del patrimonio storico e artistico e alla vocazione della Regione Piemonte quale centro di produzione di contenuti culturali.</p>
<p>L’utilizzo della carta, grazie allo stanziamento di una percentuale pari allo 0,3% di ogni transazione economica, permetterà di <strong>alimentare un Fondo per la Cultura gestito da Finpiemonte</strong>, la società finanziaria della Regione che opera da oltre trent’anni a sostegno dello sviluppo e della competitività del territorio piemontese.</p>
<p>Il titolare della Carta di Credito per la Cultura contribuirà direttamente &#8211; e senza alcun costo aggiuntivo a suo carico &#8211; al <strong>sostegno del patrimonio culturale scegliendo a quale specifica istituzione, tra quelle indicate dalla Regione, destinare il suo contributo</strong>. La carta <strong>non prevede l’apertura di un conto corrente dedicato</strong>, non comporta alcun costo di attivazione né alcun costo annuale di mantenimento e presenta condizioni economico-finanziarie particolarmente vantaggiose. Sarà predisposta, inoltre, una versione prepagata che verrà distribuita su tutto il territorio, ed in particolare presso i luoghi di interesse culturale e turistico.</p>
<p>La carta di credito sarà offerta innanzitutto a tutti i dipendenti della Regione, ma l’obiettivo è quello di metterla a disposizione, fin dall’inizio, di un ampio bacino di utenti, coinvolgendo anche altri enti pubblici e imprese individuate di comune accordo. Il sistema culturale piemontese ha già manifestato un forte interesse nei confronti dell’iniziativa e<strong> vi hanno già aderito le principali istituzioni culturali</strong>: Museo nazionale del Cinema, Teatro Stabile e Teatro Regio di Torino, Reggia di Venaria Reale, Film Commission Torino Piemonte, FIP-Film Investimenti Piemonte.</p>
<p>Il presidente Cota ha parlato di “un progetto importante, nato dalla proposta e dall’iniziativa dell’assessore Coppola e su cui la Giunta regionale punta molto. Il lancio di una Carta di Credito per la Cultura, insieme alla proposta dell’addizionale Irpef per la Cultura, sottolinea la nostra capacità nel garantire con strumenti innovativi, anche in tempi difficili come questi, risorse alla produzione culturale, importante motore economico per il territorio. Si tratta di un nuovo modello concreto di sostegno alle risorse pubbliche, che anche altre Regioni hanno già dichiarato di voler replicare, e che si inserisce nel disegno della Giunta di concentrare le proprie risorse per il restauro dei beni culturali superando il meccanismo dei contributi a pioggia. Mi auguro che siano tante le imprese e le istituzioni del territorio pronte a condividere il progetto, e ancor più numerosi i piemontesi che decideranno di sostenere direttamente la cultura con questo semplice strumento”.</p>
<p>“Voglio ribadire &#8211; ha proseguito Cota &#8211; che la carta non costa nulla, né direttamente né indirettamente, e che viene accettata in tutti gli esercizi del circuito Visa. Spero che la destinazione di una percentuale alla cultura diventi con il tempo la regola per tutte le carte circolanti in Piemonte. Un altro modo per rilanciare la cultura dovranno essere le agevolazioni fiscali, che potremo attuare quando avremo il federalismo”.</p>
<p>“Partiamo dalla nostra identità per guardare al futuro &#8211; ha aggiunto l’assessore Coppola &#8211; con l’obiettivo che alla fine del primo anno il fondo possa avere una dotazione di 250.000 euro. E’ il calcio d’inizio di quella che vogliamo diventi un successo capace di creare un valore che va oltre la capacità economica, perché vuol significare che la cultura è un bene di tutti che tutti possono sostenere”.</p>
<p>Massimo Fiera ha sottolineato “l’occasione per offrire anche alle imprese la possibilità di rafforzare il legame con il territorio” e De Corbelli ha sostenuto che “un’azienda deve venir riconosciuta non solo per la qualità dei suoi prodotti e servizi, ma anche per il contributo sociale che riesce a dare. Per questo CartaSi ha aderito con interesse alla richiesta della Regione, sviluppando un prodotto che, oltre ad avere tutte le caratteristiche di uno strumento di pagamento elettronico, come comodità, sicurezza e flessibilità, rappresenta una soluzione concreta per sostenere lo sviluppo culturale del Piemonte. Siamo certi che questa iniziativa possa essere estesa anche ad altri territori e rappresentare per le Regioni un’importante opportunità per finanziare, attraverso una forma alternativa, proprie iniziative socio-culturali”.</p>
<p><em>Fonte: Regione Piemonte</em></p>
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		<title>Comunicazione: il MiBAC studia un nuovo marchio per il merchandising</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 12:30:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I beni culturali italiani entrano nel settore del licensing: il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali sta infatti studiando la realizzazione di un nuovo marchio, che sarà utilizzato per la produzione su licenza di oggetti di merchandising. Il progetto, curato dalla Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale, sarà annunciato durante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89223" title="merchandisingmibac" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/merchandisingmibac.jpg" alt="" width="250" height="187" />I beni culturali italiani entrano nel settore del licensing: <strong>il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali sta infatti studiando la realizzazione di un nuovo marchio</strong>, che sarà utilizzato per la produzione su licenza di oggetti di merchandising. Il progetto, curato dalla Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale, sarà annunciato durante la <strong>5a edizione del Bologna licensing trade fair (Bltf</strong>), appuntamento fieristico italiano nel settore della compravendita di licenze e dello sviluppo di prodotti basati su marchi e properties.</p>
<p>Il Bltf 2012 è organizzato da BolognaFiere e si svolgerà dal 19 al 21 marzo prossimi nel Quartiere fieristico della città, contemporaneamente alla fiera del Libro per Ragazzi. Il nuovo marchio verrà concesso su licenza per la produzione di oggetti e merci di artigianato di qualità, oggettistica per uso domestico, merchandising del design contemporaneo, riproduzione di opere d’arte anche in 3D. Questi prodotti saranno venduti soprattutto nei bookshop della rete museale italiana. Durante la manifestazione è in programma l’incontro ‘<em>Licensing@Museum’</em> in cui si parlerà del licensing applicato ai musei e ai beni culturali.<br />
<em>Fonte: Youmark</em></p>
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		<title>Ripartire dalle città per superare l&#8217;anomalia italiana in Europa</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 11:34:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capitano Antonio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia della Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Ripartire dalle città per dare uno slancio all'economia, alla cultura e al benessere sociale: questa potrebbe essere una strada percorribile, già tentata da alcuni paesi europei ma che trova l'Italia ancora impreparata]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89242" title="milano" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/milano.jpg" alt="" width="487" height="326" />Con <strong>Max Weber</strong> per la prima volta <strong>la città ed i fattori che compongono la realtà sociale urbana ricevono una sistemazione teorica</strong> attraverso la costruzione di una tipologia ideale delle città, basata sulla individuazione delle funzioni prevalenti.<br />
<strong>Punto di partenza della riflessione di Weber sull’argomento è la considerazione che la città costituisce in ogni civiltà il motore del divenire storico</strong>.<br />
Superando le teorie elaborate durante il corso dell’800, l&#8217;economista e sociologo tedesco giunse alla conclusione che tra le istituzioni urbane esiste una interrelazione che non consente di elaborare una teoria della città’ partendo dall’isolamento di una o più di esse.<br />
Di città hanno parlato altri studiosi agli antipodi della città cibernetica ed è difficile tornare alle origini quando la città diventa presidio del futuro, ma anche un luogo da abitare, da vivere e dal quale ripartire. L’uomo e il filosofo si sono sempre interrogati sul <strong>concetto di città e il modo di viverla</strong>.<br />
Il dibattito sull’avvenire delle città è anche il dibattito sull’avvenire della democrazia.<br />
Ecco perché il Convegno-seminario “<strong>Ripartire dalle città”</strong> tenutosi a Roma il 2 febbraio 2012 assume in questo particolare momento storico un&#8217;importanza fondamentale; di questo si è occupato un gruppo di lavoro del Consiglio italiano per le Scienze Sociali (CSS) e i risultati sono stati sintetizzati in un <strong>Libro bianco sul governo delle città italiane</strong>, prima <a href="http://www.anci.it/Contenuti/Allegati/LB-GOVERNO-DELLE-CITTA-CSS-2011.pdf">diffuso on line </a>e ora pubblicato, assieme a una serie di saggi di approfondimento nel libro <em><strong>Le grandi città italiane</strong></em>.<em><strong> Società e territori da ricomporre</strong></em>, a cura di Giuseppe Dematteis (coordinatore del gruppo di lavoro del CSS), edito a fine 2011 dall’editore Marsilio.</p>
<p><strong>Punto di partenza è l&#8217;anomalia italiana</strong>, una delle tante: il governo delle città dovrebbe essere oggetto prioritario delle politiche pubbliche. In molti paesi lo è, ma non nel nostro, dove le politiche locali sono deboli e contraddittorie e manca una politica urbana a livello nazionale.<br />
Una <strong>visione territoriale sistemica delle nuove realtà urbane e metropolitane</strong> è essenziale per governare la dialettica<strong> tra interessi particolari e generali</strong> costitutiva della città moderna.<br />
Essa deve permettere di vedere i nessi e le possibili sinergie che legano tra loro <strong>problemi troppo spesso trattati separatamente</strong>, come la mobilità, i consumi di suolo, la salvaguardia ambientale, il controllo della rendita urbana, il mercato delle abitazioni, la qualità della vita individuale e sociale, la sicurezza, la partecipazione, l’emarginazione e la conflittualità sociale e, non ultimo, quello del rapporto tra la coesione (sociale e territoriale) e la capacità competitiva delle città (e quindi del paese e dell’Ue stessa) in campo economico. Ovviamente tutto ciò deve trovare un supporto, oltre che in un nuovo modo di vedere e di concepire la città, in un disegno strategico con obiettivi di interesse generale, in una governance e in un modello di ordinamento spaziale efficaci e, non ultimo, in un nuovo assetto normativo e istituzionale.<br />
Il Libro Bianco del CSS nella sua parte finale contiene alcune<strong> proposte:</strong> si tratta di<strong> linee di azione di breve, medio e lungo periodo</strong> rivolte a definire nuove politiche urbane e a creare una cornice istituzionale che ne favorisca l’attuazione.</p>
<p>Il loro elenco si dividerà in due parti, la prima relativa alle politiche innovative e ai loro contenuti, la seconda alla veste normativa e istituzionale richiesta per attuarle. <strong>Il problema non è costruire le città, ma il loro governo:</strong> vale a dire gli obiettivi di fondo da perseguire, le politiche possibili per raggiungerli, gli strumenti necessari per porle in essere riportando la persona al centro del sistema, evitando lo sperpero del territorio.<br />
Occorre intravedere in questa <strong>grande possibilità “europea”</strong> un sentiero percorribile verso<strong> l’uscita definitiva da una mentalità ancora chiusa e medievale</strong> come può essere quella di certi territori italiani ancorati a sistemi economici statici, facilmente preda della globalizzazione che appiattisce le identità ed impoverisce i contenuti il destino del luogo città.</p>
<p>In questo senso nel Libro Bianco ci sono importanti riferimenti all’attuazione negoziale delle città metropolitane evidenziando le loro competenze e poteri gestionali. Naturalmente un posto di ri &#8211; lievo occupa la rappresentanza politica in particolare con riguardo alla legittimazione, oltre ai residenti, di forme ulteriori e diverse di espressione (anche telematica) di coloro che fruiscono del &#8211; la città e in varie forme vi pagano le tasse.<br />
E solo oggi il <strong>tema del pagamento delle tasse</strong> è diventato di stretta attualità! Anche perché una città potrebbe offrire molto di più se al suo interno venissero bloccati sul nascere meccanismi incancreniti di evasione fiscale che rendono una comunità “marchiata” da una sorta di isola felice dove<strong> tutto è possibile, anche non rispettare le principali regole civili</strong>.<br />
Le entrate sono dunque importanti, ma come coraggiosamente afferma il Gruppo di Lavoro, per paradossale che possa sembrare, <strong>le risorse finanziarie non sono le sole e forse neppure le principali risorse di cui le città necessitano</strong>.</p>
<p>Uno sguardo al futuro deve prevedere<strong> fondi di ventur capital/private equity</strong> operanti a livello territoriale per finanziare opere pubbliche innovative per una reale rigenerazione urbana nel rispetto della sostenibilità ambientale.<br />
Dunque l’urbanistica “atto politico” del territorio deve <strong>abbandonare la concezione antica e abusata della cementificazione ad ogni costo</strong> per passare alla sostenibilità ambientale che comporta non solo nuove costruzioni, ma la razionalizzazione delle stesse attraverso il recupero di quelle esistenti. E sono molte e potrebbero dare molto e nuovo lavoro.</p>
<p>Il passo che si chiede a chi vuol sentirsi “città” è un passo di civiltà. Un vero passo con i tempi. Per custodire un luogo, riparando i danni perpetrati nel tempo. Per questa ragione il libro bianco sottolinea la <strong>necessità di implementare il trasporto collettivo, la raccolta differenziata e un generale risparmio energetico</strong>. Per arrivare al concetto di una effettiva città digitale occorre dotare tutti ma proprio tutti della <strong>libertà di connessione</strong>. Oggi in Italia ci sono zone non servite dalla banda larga. L’invalidità dell’accesso ad internet impedisce molte cose e questa invalidità non rende certamente tutti uguali. Ci sono zone di serie a e zone di serie c.</p>
<p>Altro punto fondamentale è inoltre quello della <strong>ridefinizione del sistema di welfare</strong>: in un famoso rapporto commissionato da Sarkozy si punta chiaramente alla <strong>differenza sostanziale il benessere materiale e quello non materiale.</strong> Rispetto al primo si sottolinea la necessità di porre attenzione al reddito e al consumo, piuttosto che alla produzione, di considerare anche in &#8211; dici di ricchezza e di prendere a riferimento il nucleo familiare. Riguardo alla dimensione non materiale del benessere si ricorda l’importanza del tempo libero e la necessità di misurare le relazioni sociali, la &#8220;voce&#8221; politica e la sicurezza o vulnerabilità dei singoli. Si afferma anche che vanno considerare misure oggettive e soggettive e che sono necessari indici di sostenibilità del benessere nel tempo, ambito nel quale dominano i noti problemi connessi all’ambiente. <strong>Ma il punto cruciale di un welfare sostanziale è la libertà dal bisogno e la conseguente dignità del vivere</strong>.</p>
<p>Le città, per le funzioni direzionali, cognitive e di servizio che svolgono, sono i centri propulsori e diffusori dello sviluppo regionale e nazionale.<strong> La gestione delle risorse umane, naturali e patrimoniali del paese dipende in larga misura da come sono organizzate le città</strong> e le reti di relazioni che fanno capo alle città.<br />
Solo così una città diventa visibile e vivibile. Una città, cioè, dalla quale ripartire.</p>
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		<title>Musei: chiude il Guggenheim di Berlino</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 10:34:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo 15 anni di onorato servizio, il museo Solomon R. Guggenheim di Berlino chiuderà i battenti alla fine del 2012. La Deutsche Bank e la Fondazione Guggenheim hanno annunciato ieri di aver deciso di mettere fine alla loro partnership, che aveva consentito l’allestimento di 57 mostre che hanno richiamato quasi 2 milioni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-89214" title="gugghberlino" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/gugghberlino.jpg" alt="" width="360" height="234" />Dopo 15 anni di onorato servizio, il museo Solomon R. Guggenheim di Berlino chiuderà i battenti alla fine del 2012</strong>. La <em>Deutsche Bank</em> e la <em>Fondazione Guggenheim</em> hanno annunciato ieri di aver deciso di <strong>mettere fine alla loro partnership</strong>, che aveva consentito l’allestimento di 57 mostre che hanno richiamato quasi 2 milioni di visitatori.<br />
I due partner – dice la Artmediagency – non hanno spiegato la ragione della fine della collaborazione, a parte la scadenza ufficiale del contratto a fine anno.  L’edificio del museo, che si trova nella storica Unter den Linden, <strong>sara’ occupato da un Forum di dialogo tra economia, politica, cultura e società</strong>, secondo quanto ha annunciato il direttore esecutivo della Deutsche Bank, Josef Ackermann.</p>
<p>Richard Armstrong, direttore della Fondazione Solomon R. Guggenheim e del Museo Guggenheim di New York, ha sottolineato gli <strong>eccellenti risultati</strong> di 14 anni di collaborazione con la principale banca tedesca.</p>
<p><em>Fonte: <a href="http://www.csrcultura.it/">http://www.csrcultura.it</a></em></p>
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		<title>Cinema: in calo la vendita dei biglietti nel 2012 secondo Cinetel</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 12:30:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A gennaio, nel campione Cinetel, pari al 90% del mercato cinema in Italia, si sono venduti 13 milioni 37 mila biglietti e si sono incassati 85 milioni 598 mila euro. Un risultato sensibilmente inferiore (-31%) a quello eccezionale dello scorso anno (18 milioni 900 mila biglietti) che vedeva in testa alla classifica Checco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-58407" title="cinemasal" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/02/cinemasal.jpg" alt="" width="298" height="246" />A gennaio</strong>, nel campione<strong> Cinetel</strong>, pari al 90% del mercato cinema in Italia, <strong>si sono venduti 13 milioni 37 mila biglietti e si sono incassati 85 milioni 598 mila euro</strong>.<br />
Un risultato sensibilmente inferiore (-31%) a quello eccezionale dello scorso anno (18 milioni 900 mila biglietti) che vedeva in testa alla classifica Checco Zalone con Che bella giornata (da solo 6 milioni 533 mila biglietti), e a quello altrettanto eccezionale del gennaio 2010 (16 milioni 800 mila biglietti, primo in classifica Avatar da solo 4,5 milioni di biglietti). Gennaio 2012 torna dunque alla &#8220;normalità&#8221;, cioè in linea con l&#8217;andamento di gennaio 2009 (12,8 milioni di biglietti), del 2008 (12,9 milioni) e del 2007 (13,6 milioni).</p>
<p><strong>Questa la classifica dei dieci migliori film del mese con incassi e presenze:</strong></p>
<p><em>Benvenuti al Nord Medusa 21.451.683 € 3.320.701</em><br />
<em>Immaturi Il viaggio Medusa 11.463.285 € 1.788.126</em><br />
<em>J. Edgar Warner 5.856.133 €  900.452</em><br />
<em>Alvin superstar Fox 5.834.728 € 927.185</em><br />
<em>Il gatto con gli stivali Universal 5.531.812 € 688.281</em><br />
<em>Sherlock Holmes: gioco di ombre Warner 5.299.364 € 785.931</em><br />
<em>Finalmente la felicità Medusa 2.857.874 € 453.846</em><br />
<em>Vacanze di Natale a Cortina Filmauro 2.845.789 € 426.119</em><br />
<em>Mission: Impossible &#8211; Protocollo fantasma Universal 2.647.303 € 391.073</em><br />
<em>La talpa Medusa 2.547.120 € 416.434</em></p>
<p>Resta molto buona la quota di mercato dei film italiani (49%) anche se inferiore a quella del gennaio dello scorso anno (69%) quando dietro a Che bella giornata (41,9 milioni di euro) c&#8217;erano Qualunquemente (11,7 milioni di euro), Immaturi (8,7 milioni di euro), La banda dei Babbi Natale (8,3 milioni di euro) e Natale in Sudafrica (4,5 milioni di euro). In aumento la quota di mercato dei film Usa: 32% contro il 25,7% del gennaio dello scorso anno. Buona la quota di mercato dei film britannici (13,66%) grazie ai risultati di Sherlock Holmes: Gioco di ombre (5,29 milioni nel mese) e La talpa (2,54 milioni).</p>
<p><em>Fonte: Cinecittà News</em></p>
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		<title>Milano. &#8220;Culture Fundraising: collaborare con sponsor e fondazioni erogative&#8221;. Incontri dal 6 febbraio al 17 aprile</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 12:28:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia della Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Fundraising]]></category>
		<category><![CDATA[Low Cost]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>

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		<description><![CDATA[Università IULM- Facoltà di Arti, mercati e patrimoni della cultura presenta gli incontri &#8220;Culture Fundraising: collaborare con sponsor e fondazioni erogative&#8221;. Gli incontri spazieranno da argomenti come la valutazione dell&#8217;impatto economico dello sponsoring, il suo inquadramento nella comunicazione integrata, l&#8217;analisi delle principali fonti di informazione di settore in Italia ed Europa, i criteri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89393" title="dubach" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/dubach.jpg" alt="" width="206" height="300" />Università IULM- Facoltà di Arti, mercati e patrimoni della cultura presenta gli incontri &#8220;Culture Fundraising: collaborare con sponsor e fondazioni erogative&#8221;. Gli incontri spazieranno da argomenti come la valutazione dell&#8217;impatto economico dello sponsoring, il suo inquadramento nella comunicazione integrata, l&#8217;analisi delle principali fonti di informazione di settore in Italia ed Europa, i criteri di elaborazione di una proposta di sponsorizzazione per finire con un&#8217;ampia panoramica delle caratteristiche dello sponsoring culturale in Europa. Ampio spazio nel corso delle lezioni verrà anche riservato alle fondazioni erogative in Italia ed in Europa, alle loro modalità operative, al loro ruolo per il finanziamento della cultura.</p>
<p><strong>Documentazione del corso</strong><br />
Elisa Bortoluzzi Dubach, Sponsoring dalla A alla Z<br />
Manuale operativo, Milano, 2009, Skira Editore<br />
Elisa Bortoluzzi Dubach, Lavorare con le fondazioni &#8211; Guida operativa,<br />
Milano, 2009, Franco Angeli Editore<br />
Calendario delle lezioni<br />
Orari: lunedì : 15.00-18.00<br />
martedì: 15.00-18.00<br />
Aula 143 (IV piano, sede centrale IULM)</p>
<p><strong>Elisa Bortoluzzi Dubach 2</strong><br />
<strong>Lunedì 6 e martedì 7 febbraio 2012</strong></p>
<p><em>Lunedì 6 febbraio</em><br />
Introduzione allo sponsoring culturale<br />
- Definizione di sponsoring<br />
- Punti di convergenza e divergenza con fundraising e mecenatismo<br />
- Sponsoring come parte del mix di comunicazione<br />
- Fonti di informazione in Europa<br />
Processo decisionale dello sponsoring: Linee guida per lo sponsoring<br />
Ospiti e testimonianze<br />
(ore 16.45- 18.00)<br />
Sophie Micol Fabiani, Coordinator for Corporate Development, Peggy Guggenheim Collection &#8220;Lo sponsoring della Peggy Guggenheim Collection&#8221;</p>
<p><em>Martedì 7 febbraio 2012</em><br />
- Che cosa sono le linee guida per lo sponsoring, loro funzione, processo di elaborazione ed implementazione<br />
- Criteri di valutazione di una offerta di sponsorizzazione</p>
<p><strong>Lunedì 13 e martedì 14 febbraio 2012</strong><br />
<em>Lunedì 13 febbraio</em><br />
La relazione fra sponsor ed istituzione sponsorizzata<br />
- Analisi della istituzione sponsorizzata<br />
- Come elaborare una lista di potenziali sponsor<br />
- Come si elabora un concetto di commercializzazione<br />
La proposta di sponsorizzazione<br />
- Come si elabora una proposta di sponsorizzazione<br />
- Criteri e modalità</p>
<p><strong>Elisa Bortoluzzi Dubach 3</strong><br />
<em>Martedì 14 febbraio</em><br />
- Criteri di valutazione di una proposta di sponsorizzazione<br />
Ospiti e testimonianze<br />
(ore 16.30-18.00)<br />
Raffaele Zueger- Head of Corporate Communication di Banca BSI , &#8221; La strategia di<br />
sponsoring culturale di Banca BSI &#8221;</p>
<p><strong>Lunedì 5 e martedì 6 marzo 2012</strong><br />
<em>Lunedì 5 marzo</em><br />
Il piano di sponsorizzazione<br />
- Analisi della situazione<br />
- La visione<br />
- Target<br />
- Obiettivi<br />
- Strategia<br />
- Misure<br />
- Controllo<br />
Esercitazione</p>
<p><em>Martedì 6 marzo</em><br />
Presentazione dei risultati dell’esercitazione<br />
Ospiti e testimonianze<br />
(ore 16.30-18.00)<br />
Mag. Brigitte Kössner-Skoff, Direttore dell&#8217; Austrian Business Committee for the Arts &#8220;La<br />
sponsorizzazione culturale in Austria. L&#8217;esperienza del Premio Mecenate&#8221;<br />
Elisa Bortoluzzi Dubach 4</p>
<p><strong>Lunedì 16 e martedì 17 aprile 2012</strong><br />
<em>Lunedì 16 aprile</em><br />
La sponsorizzazione culturale in Europa<br />
Definizione della sponsorizzazione culturale<br />
Storia della sponsorizzazione culturale<br />
Caratteristiche fondamentali</p>
<p><em>Martedì 17 aprile</em><br />
Trends nella sponsorizzazione culturale<br />
Ospiti e testimonianze<br />
(ore 16.30-18.00)<br />
Dr. Stephan Frucht, Direttore della Commissione Cultura dell&#8217;Associazione Federale delle<br />
Industrie Tedesche :&#8221; La sponsorizzazione in Germania: sessanta anni di esperienza di<br />
esperienza di partnership fra imprese e cultura&#8221;</p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Segreteria di Facoltà<br />
Tel: 02 891412322<br />
<a href="mailto:facolta.artimercati@iulm.it">facolta.artimercati@iulm.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Beni culturali: per salvare il pallio di San Lorenzo, chiesti ai genovesi 5 euro per ogni cm dell&#8217;opera</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/02/06/beni-culturali-per-salvare-il-pallio-di-san-lorenzo-chiesti-ai-genovesi-5-euro-per-ogni-cm-dellopera/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 09:32:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[Economia della Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Enti locali]]></category>
		<category><![CDATA[Restauro]]></category>

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		<description><![CDATA[Basta un&#8217;offerta di cinque euro per diventare &#8216;mecenati&#8217; e salvare il prezioso Pallio di San Lorenzo. L&#8217;iniziativa la lancia il direttore del Museo di Sant&#8217;Agostino a Genova, Adelmo Taddei, dove l&#8217;antichissimo reperto e&#8217; custodito, annunciando una conferenza stampa il 16 febbraio prossimo, alla presenza delle autorita&#8217; cittadine, con la quale saranno illustrati tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88960" title="pallio" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/pallio.jpg" alt="" width="511" height="186" />Basta <strong>un&#8217;offerta di cinque euro per diventare &#8216;mecenati&#8217; e salvare il prezioso Pallio di San Lorenzo</strong>. L&#8217;iniziativa la lancia il <strong>direttore del Museo di Sant&#8217;Agostino a Genova, Adelmo Taddei</strong>, dove l&#8217;antichissimo reperto e&#8217; custodito, annunciando una conferenza stampa il 16 febbraio prossimo, alla presenza delle autorita&#8217; cittadine, con la quale saranno illustrati tutti i dettagli. L&#8217;opera, un simbolo di storia, arte e fede del capoluogo ligure,<strong> si trova attualmente all&#8217;Opificio delle Pietre dure di Firenze</strong> per essere sottoposto a un accurato restauro.</p>
<p><strong>Il Pallio e&#8217; un tessuto di seta di quasi 4 metri di larghezza per 1,5 di altezza</strong>, con ricami policromi e filati d&#8217;oro e d&#8217;argento, nel quale vengono narrate le storie dei santi martiri Lorenzo, Ippolito e Sisto. Venne realizzato nell&#8217;atelier imperiale di Bisanzio e donato ai genovesi dall&#8217;imperatore Michele VIII Paleologo, nel Natale del 1261, come ricompensa alla citta&#8217; &#8211; in aggiunta ai privilegi commerciali e ad altri doni preziosi &#8211; per averlo aiutato a riconquistare il trono.</p>
<p>&#8220;<strong>L&#8217;idea di lanciare questa raccolta</strong> &#8211; spiega all&#8217;<em>Adnkronos</em> Taddei- <strong>mi e&#8217; venuta mentre cercavo fondi per il restauro.</strong> Navigando su internet, sono capitato su un sito inglese di un ragazzo che ha pensato di vendere una pagina da 1 milione di pixel a un dollaro ciascuno&#8221;.<br />
&#8220;Cosi&#8217; mi e&#8217; venuta l&#8217;idea &#8211; prosegue il direttore del Museo &#8211; di <strong>dividere virtualmente il Pallio in 4mila centimetri quadrati e di fare adottare</strong>, a <strong>cinque euro per centimetro</strong>, l&#8217;opera a ogni cittadino che ne abbia voglia. Si tratta di trovare 40mila persone di buona volonta&#8217;, ma io spero che arrivino offerte anche dalle imprese private. Dobbiamo raggiungere i 200mila euro che servono per coprire il costo del restauro&#8221;.</p>
<p>Taddei pero&#8217; si dice &#8220;ottimista&#8221; e conta di superare la cifra. &#8220;Il &#8216;taglio&#8217; basso dell&#8217;importo, cinque euro,<strong> dà la possibilità a tutti di partecipare e di diventare &#8216;mecenati</strong>&#8216;. Spero di raccogliere piu&#8217; di 200mila euro, in modo da risolvere il difficile problema del costoso allestimento espositivo del Pallio, che quando rietrera&#8217; al Museo, fra circa due anni, andra&#8217; custodito in una teca sofisticata, in assenza di ossigeno&#8221;.</p>
<p>&#8220;<strong>L&#8217;opera è delicatissima</strong> perché la seta si è in parte depolimerizzata e si sta smaterializzando. Il restauro sara&#8217; molto complicato, ma nell&#8217;Opificio delle Pietre dure -aggiunge Taddei- è nelle mani di Susanna Conti e Marco Ciatti, delle vere garanzie a livello mondiale&#8221;.<br />
Taddei definisce la sua idea dei 5 euro &#8221;un&#8217;iniziativa di politica culturale. Nel senso -spiega- che e&#8217; un modo per far si&#8217; che i genovesi facciano un ulteriore passo avanti nella consapevolezza del patrimonio culturale e della storia della loro citta&#8221;&#8217;.</p>
<p>E afferma che simili iniziative <strong>&#8221;si potrebbero adottare anche per altre opere d&#8217;arte a rischio</strong>, perche&#8217; i finanziamenti pubblici per i restauri -afferma Taddei- sono al lumicino. Ma anche perche&#8217; e&#8217; un sistema che si sta diffondendo&#8221;. E porta l&#8217;esempio del Louvre, sul cui sito internet, spiega, &#8221;c&#8217;e&#8217; una raccolta di fondi per due restauri. Del resto -aggiunge- avveniva cosi&#8217; nell&#8221;800, quando la cittadinanza si faceva carico di queste imprese civiche&#8221;.</p>
<p>Per versare i cinque euro, i genovesi e non solo loro, avranno a disposizione diversi punti di raccolta: uno e&#8217; al Museo di Sant&#8217;Agostino, un&#8217;altro e&#8217; presso l&#8217;associazione Amici dei Musei, uno alla biglietteria dei Musei di Strada Nuova a Genova. C&#8217;e&#8217; inoltre un punto di raccolta presso il Lyon&#8217;s Club Sant&#8217;Agata del capoluogo ligure e sara&#8217; attivato al piu&#8217; presto un conto corrente bancario apposito. &#8221;Non ci e&#8217; riuscito purtroppo di fare un sistema di pagamento on line, che avrebbe facilitato molto le cose&#8221;, conclude Taddei.</p>
<p><em>Fonte: Adnkronos</em></p>
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		<title>Aste: dipinto giovanile di Modigliani all&#8217;asta a Roma</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 08:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un raro dipinto giovanile di Amedeo Modigliani sarà battutto all&#8217;asta a Roma. Si tratta del &#8216;Ritratto di Albertina Olfer&#8217;, un olio su tavoletta di piccole dimensioni (24&#215;19 cm), dipinto dal grande artista livornese durante un soggiorno a Venezia nel 1904. La stima si aggira tra i 130mila e i 160mila euro. L&#8217;opera fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88851" title="modigliani" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/modigliani.jpg" alt="" width="180" height="203" />Un raro dipinto giovanile di <strong>Amedeo Modigliani</strong> sarà battutto all&#8217;asta a <strong>Roma.</strong> Si tratta del <strong>&#8216;Ritratto di Albertina Olfer&#8217;</strong>, un olio su tavoletta di piccole dimensioni (24&#215;19 cm), dipinto dal grande artista livornese durante un soggiorno a<strong> Venezia</strong> nel <strong>1904</strong>. La stima si aggira<strong> tra i 130mila e i 160mila euro.</strong> L&#8217;opera fa parte della collezione<strong> &#8216;Maestri Italiani del Novecento&#8217;,</strong> che sarà esposta <strong>dal 17 al 20 febbraio</strong> alla <strong>Casa d&#8217;Aste Babuino della Capitale</strong>, dove sarà messa all&#8217;incanto <strong>tra il 21 e il 22 dello stesso mese</strong>.<br />
Il dipinto di Modigliani è stato autenticato dal pittore <strong>Gino Romiti</strong>, in quell&#8217;epoca compagno di lavoro di Modigliani, pubblicato su giornali e riviste fra cui l&#8217;autorevole <strong>&#8220;XIX Siecle&#8221; di Gualtiero di San Lazzaro</strong>, e proviene prima da una collezione milanese poi romana.<br />
Tra le opere dei <strong>Maestri italiani del Novecento</strong> che verranno battuti all&#8217;asta a Roma ci sono anche un<strong> &#8216;Vaso di fiori&#8217; di Carlo Carra</strong> (stima 20.000-25.000 euro), un<strong> &#8216;Paesaggio con albero e montagna&#8217; del &#8217;34 di Mario Sironi</strong> (stima 6.000-8.000 euro). Mentre, di <strong>Ottone Rosai</strong> la Casa d&#8217;Aste Babuino propone una tipica<strong> &#8216;Via San Leonardo&#8217;</strong> (stima 18.000-22.000 euro), di <strong>Ardengo Soffici un &#8216;Paesaggio&#8217;</strong> (stima 15.000-20.000 euro), di <strong>Francesco Trombadori un &#8216;Nudo di donna di spalle&#8217;</strong> (stima 3.000-4.000 euro) e di <strong>Fausto Pirandello un &#8216;Bagnanti&#8217;</strong> (stima 2.000-3.000 euro), di <strong>Filippo De Pisis un &#8216;Paesaggio con frutti&#8217; del 1942</strong> (stima 4.000-5.000 euro). Inoltre, un inconsueto<strong> &#8216;Paesaggio&#8217; di Renato Guttuso</strong> (stima 15.000-20.000 euro), oltre a opere di <strong>Giulio Turcato, Mario Schifano, Emilio Vedova, Franz Borghese, Fiorenzo Tomea, Luigi Montanarini, Pietro Annigoni, Nino Maccari, Carlo Levi</strong>, e molti altri.</p>
<p><em>Fonte: Adnkronos</em></p>
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		<title>Musei: ridimensionato il progetto originario del Museo RISO di Palermo</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 11:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nuova svolta nell&#8217;intricata vicenda del Museo Riso per l&#8217;arte contemporanea in Sicilia. Il direttore Sergio Alessandro esprime perplessità di fronte alle indicazioni contenute nella direttiva a lui indirizzata dall&#8217;assessorato ai Beni culturali. &#8220;In data 23 gennaio scorso -spiega Alessandro &#8211; ho ricevuto incarico da Gesualdo Campo, dirigente generale del Dipartimento dei Beni Culturali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88835" title="risomuseopalermo" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/risomuseopalermo.jpg" alt="" width="389" height="214" />Nuova svolta nell&#8217;intricata vicenda del <strong>Museo Riso per l&#8217;arte contemporanea in Sicilia</strong>. Il direttore <strong>Sergio Alessandro</strong> esprime perplessità di fronte alle indicazioni contenute nella direttiva a lui indirizzata dall&#8217;assessorato ai Beni culturali. &#8220;In data <strong>23 gennaio</strong> scorso -spiega Alessandro &#8211; ho ricevuto incarico da <strong>Gesualdo Campo</strong>, dirigente generale del Dipartimento dei Beni Culturali e dell&#8217;Identità Siciliana, di sviluppare una proposta progettuale articolata secondo alcune specifiche indicazioni che riassumo. Una <strong>retrospettiva delle rassegne internazionali d&#8217;arte contemporanea</strong> le cui edizioni, <strong>tra il 1968 e il 1989</strong>, sono state organizzate da <strong>Francesco Grasso Lanza</strong> per la società <strong>Terme di Acireale</strong>. Una mostra sull&#8217;opera grafica dello scultore siciliano <strong>Francesco Messina</strong>, esemplificata da <strong>cinquantotto litografie e due serigrafie</strong> in deposito a questo dipartimento dalla <strong>fondazione Francesco Messina di Milano</strong> e in atto presso la <strong>Soprintendenza di Catania</strong>. La mostra <strong>Più a Sud</strong> o altra di costo contenuto&#8217;&#8221;. Come si legge nello stesso incarico, il dirigente generale ha ritenuto &#8220;in particolare prioritaria l&#8217;esposizione permanente e la valorizzazione della collezione regionale&#8221; acquisita per il Museo. In questo modo, aggiunge Campo, &#8220;si potrà consentire di fornire al territorio, agli amanti dell&#8217;arte e ai turisti un servizio costante e duraturo, al di là dei cicli connessi alle esposizioni temporanee&#8221;.<br />
&#8220;Ho espresso al dirigente generale i miei dubbi -prosegue quindi Alessandro- sia sui contenuti della direttiva, sia sulle sue <strong>modalità</strong>: mi trovo davanti all&#8217;oggettiva alterazione del progetto culturale che il Riso ha sviluppato nel corso di questi anni e che lo ha connotato con un&#8217;identità di assoluto rilievo nel contesto regionale, nazionale e internazionale&#8221;. &#8220;In realtà ci hanno fatto sapere, in via informale, che stanno ancora valutando i nostri progetti&#8221;, rammenta il direttore del museo, chiedendosi se -a questo punto- ci sia ancora un margine per un accordo sulla programmazione futura. Intanto a Palazzo Riso è stato allestito il cantiere. I lavori di <strong>&#8216;restauro filologico&#8217;</strong> della Soprintendenza sono partiti il <strong>26 gennaio scorso</strong>. &#8220;Ma non abbiamo ancora ricevuto un orientamento preciso sulle modalità di attuazione, sulla tempistica e soprattutto sull&#8217;agibilità degli spazi espositivi del Museo&#8221;.</p>
<p><em>Fonte: Adnkronos</em></p>
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		<title>La Campania punta sui sistemi museali</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:43:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Migliore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Regione Campania ha recentemente approvato un piano volto alla programmazione triennale (2012 – 2014) di interventi e attività a favore di musei di enti locali o di interesse locale. Si tratta di un piano generale che aspira a perseguire politiche volte al raggiungimento di una serie di obiettivi, come quelli del potenziamento e della crescita delle strutture museali sparse sul territorio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88843" title="museocapodimonte" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/museocapodimonte.jpg" alt="" width="413" height="288" />Inutile ripeterlo all&#8217;infinito: la crisi globale che ha colpito le finanze di tante persone ha portato con sé anche un <strong>ripensamento dei valori fondamentali e una riprogrammazione delle priorità di ogni paese.</strong> E se, già da prima, la cultura non aveva un ampio spazio nelle politiche locali di sviluppo del territorio (tanto meno in quelle nazionali), adesso lo spazio si è assottigliato ancora di più, toccando quasi il livello zero. In un clima così cupo, non possiamo che sorridere ed essere un po&#8217; più sereni nel leggere notizie che vanno in controtendenza, come quella che riguarda <em>la Regione Campania</em>, la quale ha recentemente approvato un <strong>piano volto alla programmazione triennale (2012 – 2014) di interventi e attività a favore di musei di enti locali o di interesse locale.</strong></p>
<p>Si tratta di un piano generale che aspira a perseguire politiche volte al raggiungimento di una serie di obiettivi, come quelli del <strong>potenziamento e della crescita delle strutture museali sparse sul territorio</strong>, e che si inserisce in un&#8217;ottica di ideale prosecuzione del<strong> precedente piano triennale 2009 – 2011</strong>, che già aveva visto lo sviluppo di una vera e proprio rete museale, basata sul coordinamento e sul raggiungimento di obiettivi comuni tra i diversi soggetti che operano nel settore, attraverso un migliore indirizzamento delle risorse a disposizione e comuni progetti di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale locale.</p>
<p>L&#8217;opportunità offerta ai principali musei regionali è molto importante e merita la massima attenzione: per questo motivo, accanto al piano generale, sono stati previsti degli <strong>specifici piani annuali degli interventi necessari per raggiungere gli indirizzi generali e per verificare, di volta in volta, se i musei in questione sono riusciti a raggiungere gli obiettivi strategici indicati</strong>. Questo tipo di indirizzamento rappresenta anche un ottimo modo non solo per ripartire al meglio le risorse finanziarie, ma anche per monitorare e verificare, attraverso processi di feedback, l&#8217;idoneità dei risultati raggiunti rispetto agli interventi programmati. Ognuno dei prossimi tre anni vedrà, quindi, una serie di attività prioritarie da sviluppare con il supporto delle amministrazioni locali: in modo particolare, per il 2012 sono stati individuati progetti di adeguamento architettonico e manutenzione degli impianti di tutela delle opere, progetti di promozione, valorizzazione e catalogazione del patrimonio museale, progetti volti all&#8217;educazione per le scuole e alla didattica e, infine, programmi formativi volti all&#8217;aggiornamento delle competenze delle figure professionali che operano all&#8217;interno di un museo.</p>
<p>Queste priorità verranno considerate come punto di partenza per i successivi due anni, con l&#8217;aggiunta di ulteriori elementi, quali, per il 2013, la creazione di materiale promozionale e di divulgazione scientifica, la creazione di programmi per l&#8217;allestimento dei depositi e per il restauro dei beni più critici e l&#8217;organizzazione di mostre e convegni sul tema della cultura del territorio. <strong>Per il 2014, invece, è previsto un ulteriore arricchimento dei progetti</strong>, con studi e ricerche di settore, volti a favorire una maggiore conoscenza del patrimonio museale, e programmi di allargamento delle raccolte.</p>
<p>Il punto di partenza di questo piano sarà dato da due strumenti principali: da un lato l&#8217;indagine conoscitiva sulla realtà museale campana, avviata nel 2009, e visionabile all&#8217;indirizzo internet <a href="http://www.museincampania.it/">www.museincampania.it</a>, che punta non solo a catalogare e mettere in rete le strutture di maggiore interesse regionale, ma anche a evidenziare le reali condizioni di funzionamento dei musei; dall&#8217;altro lato l&#8217;insieme delle criticità emerse nel piano precedente, tra le quali: la mancanza, in molte strutture, di servizi di accoglienza e servizi aggiuntivi (bar, bookshop, sale conferenze e audio guide per fare degli esempi); la scarsità di materiale informativo, soprattutto per i turisti stranieri; la mancanza di personale qualificato; l&#8217;incapacità di diverse strutture di sviluppare politiche di autofinanziamento; la difficoltà di costituire distretti museali tematici e/o territoriali, fondati sulla condivisione delle risorse umane, finanziarie e tecnologiche.</p>
<p>È proprio su quest&#8217;ultimo punto che il nuovo piano triennale regionale pone la massima evidenza, considerandolo come uno dei risultati attesi più importanti. In ogni caso, solo il tempo potrà dire se i musei campani avranno avuto la capacità e la volontà di riunirsi in forme distrettuali, come avviene già da diversi anni in molti altri paesi esteri, con risultati estremamente soddisfacenti.</p>
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		<title>Eventi: dimezzato il Forum Universale delle Culture Napoli 2013</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La prestigiosa kermesse internazionale, il cui format fu assegnato a Napoli nel 2007 e destinata a far vivere alla città un protagonismo nuovo sullo scenario internazionale, si arricchisce di settimana e in settimana di notizie di cronaca, pur nell’assoluta vacanza di contenuti che giustifichino le attività espositive e culturali che dovrebbero vivacemente articolarla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88829" title="forumculturenapoli" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/forumculturenapoli.jpg" alt="" width="291" height="197" />La prestigiosa <strong>kermesse internazionale</strong>, il cui format fu assegnato a<strong> Napoli nel 2007</strong> e destinata a far vivere alla città un protagonismo nuovo sullo scenario internazionale, si arricchisce di settimana e in settimana di notizie di cronaca, pur nell’assoluta vacanza di contenuti che giustifichino le attività espositive e culturali che dovrebbero vivacemente articolarla e gli interventi urbanistici da attuare, per i quali, a dire il vero, già non si parla più.<br />
Del <strong>Forum Universale delle Culture Napoli 2013</strong> si conosce ormai tutto sull’organigramma e sulle vicende della Fondazione che lo coordina: dalle rocambolesche successioni alla presidenza (<strong>Nicola Oddati</strong> prima, <strong>Roberto Vecchioni</strong> poi, <strong>Sergio Marotta</strong> infine) alle polemiche sui compensi (70mila euro versus 200mila, fino alla rinuncia al compenso, in pieno stile austerity, perché l’attuale presidente ha preferito mantenere quello di vicecapo di Gabinetto del Sindaco); dall’eterogeneo comitato scientifico al prestigio del direttore generale.<br />
Ma, si diceva, ogni giorno la cronaca aggiunge nuovi particolari. Quelli che oggi si segnalano sono due: da un lato si scopre che i <strong>circa 30 giganteschi totem pubblicitari</strong> strategicamente sparsi per la città sotto la precedente gestione sono abusivi (ma c’è da chiedersi come possa essere accaduto visto che, tra l’altro, l’allora presidente del Forum ricopriva anche la carica di assessore alla Cultura del Comune di Napoli); dall’altro che, su suggerimento degli stessi catalani proprietari del marchio <strong>Unesco</strong>, l’assessore alla Regione alla Cultura della Regione Campania ha dichiarato che il Fourm non si svolgerà in <strong>101 giorni</strong> ma solo in<strong> 60.</strong> Mentre la colpa si dà agli incolmabili ritardi, si hanno finalmente anche le prime certezze sui finanziamenti regionali/europei, pari a <strong>circa 15-20 milioni di euro</strong>. Abbandonata l’idea di <strong>Bagnoli</strong> per ospitare il Forum, sono stati indicati le meno &#8220;scottanti&#8221; e più gestibili <strong>Mostra d’Oltremare</strong>, centro storico e, forse, alcuni siti sulla collina del Vomero.<br />
Intanto sui giornali alcuni a gran voce chiedono alla città di fare un passo indietro e di capitolare: il Forum della Culture &#8220;non s’ha da fare&#8221;.<br />
Preferendo, però, il visconte (dimezzato, appunto) di Calvino alle &#8220;promesse&#8221; di Manzoni, pur consapevoli che non mancheranno nuove delusioni frustranti, ci si augura ancora che vi siano margini perché il Forum si possa ricongiungere con la sua metà (quella buona, ovviamente, se esiste).</p>
<p><em>Fonte: Il Giornale dell&#8217;Arte</em></p>
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		<title>Il Distretto Culturale di Cremona con l&#8217;anima per la Musica e non solo</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 14:53:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mazzoleni Neve</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prosegue la nostra indagine sui distretti attivi della Lombardia: questa volta siamo a Cremona, città da sempre legata alla Musica, scelta da Fondazione Cariplo come territorio ottimale per la creazione di un Distretto culturale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88760" title="cartolina 1 capitello 411.cdr" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/distrettocremona.jpg" alt="" width="459" height="304" />Cremona e il suo territorio da sempre si distinguono per le affinità elettive con la Musica: sede della prestigiosa Università di Musicologia e della Scuola di Liuteria, ha dato i natali ad Antonio Stradivari, mito indiscusso della liuteria della quale esprime da sempre un&#8217;eccellenza.<br />
Ora la Provincia è stata scelta da Fondazione Cariplo come territorio ottimale per la creazione di un Distretto culturale, secondo il Bando lanciato nel 2007.<br />
Cremona è la quarta tappa nell’indagine sui distretti attivi della Lombardia.</p>
<p><em>Ne abbiamo parlato con Chiara Bondioni, responsabile del Distretto culturale della Provincia di Cremona.</em></p>
<p><strong>Dopo circa un anno dall&#8217;approvazione di Fondazione Cariplo, quali progetti avete attivato? Funziona la struttura di governance?</strong><br />
Non è stato facile. A differenza di altri territori eleggibili individuati da Fondazione Cariplo nello studio di pre-fattibilità, quello della provincia di Cremona è anomalo e complesso, poiché entro i suoi confini amministrativi convivono più identità storiche e culturali.<br />
La zona di Crema e del cremasco ha caratteri di forte indipendenza, che la rendono molto differente dal resto della provincia e più orientata verso un’influenza meneghina che verso la tradizione rurale cremonese; Cremona e la tradizione della liuteria hanno un’identità spiccata  che rischia di mettere in ombra le innumerevoli espressioni creative della rete provinciale; la zona meridionale– il casalasco &#8211; è una realtà legata a una tradizione agricola molto forte, un patrimonio ambientale particolare con la presenza di un’ architettura rurale interessantissima.<br />
Il Distretto ha cercato di interpretare, durante il lungo lavoro di preparazione dello studio di fattibilità, azioni di rete che potessero esprimere queste anime, proponendo trame di integrazione attraverso tre aree progettuali: la musica, i musei, il territorio.<br />
Ci siamo candidati nel 2007, con una giovane esperienza di programmazione negoziata e di progettazione integrata, che si è sviluppata soprattutto a partire dal ciclo di programmazione comunitaria 2007 –2013, nel quale anche il nostro territorio è divenuto destinatario dei contributi del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. Prima vi era una consapevolezza minore di queste opportunità, e, se non mancavano spunti importanti di progetti di sviluppo locale, spesso mancavano i requisiti per poterli candidare. <br />
La progressiva definizione delle azioni previste nel triennio di start-up e il dialogo con Fondazione Cariplo ha poi fatto emergere la Musica come asse identitario e primo filone trainante della nostra progettazione.<br />
La struttura della governance, molto snella, prevede una gestione interna all’Ente, che ne ha fatto il perno delle attività dell’Assessorato alla cultura, e un assetto giuridico  basato su un sistema per accordi con i singoli beneficiari. Il livello di indirizzo, di sviluppo e di implementazione dei contenuti su scala provinciale si svolge nell’Assemblea del partenariato, cui tutti gli aderenti e i partner beneficiari partecipano.</p>
<p><strong>Quali sono gli assi portanti della programmazione del Distretto?<br />
</strong>Lavoriamo, in costante interazione con il territorio, su due letture dominanti sviluppate intorno al tema della musica, e proiettate sull’intero territorio provinciale: un progetto di marketing territoriale a fini turistici basato sulla musica e un progetto di sviluppo della filiera della conoscenza in ambito musicale.<br />
Alcuni interventi su beni architettonici, che abbiamo scelto di proporre insieme al Comune di Cremona, hanno una chiave di lettura in questa direzione: la valorizzazione dei luoghi della formazione in campo musicale.<br />
Si tratta di due interventi collegati, che rientrano nel progetto di pianificazione omogenea dell&#8217;uso degli immobili di pregio storico-artistico di proprietà pubblica: il primo è il rinnovamento e il recupero degli spazi liberi di Palazzo Raimondi a Cremona, con l&#8217;obiettivo di dedicarlo integralmente alla Facoltà di Musicologia, assicurandole una collocazione stabile e prestigiosa. La disponibilità di spazi è stata offerta dalla ricollocazione in Palazzo Pallavicino a Cremona della Scuola Internazionale di Liuteria “Antonio Stradivari”, nell&#8217;ambito della seconda azione con la quale si realizza l&#8217;adattamento del Palazzo a sede della Scuola Internazionale di Liuteria “A. Stradivari”, ora anche Liceo musicale.<br />
Le due azioni sono centrali nel processo distrettuale di valorizzazione del capitale umano, della formazione d&#8217;eccellenza e dell&#8217;identità culturale del territorio, basata sulla promozione e sul rilancio della tradizione liutaria e musicale.</p>
<p>La <strong>filiera della conoscenza</strong>, in relazione alla liuteria e all’artigianato artistico d’eccellenza,  si mostra in diverse altre azioni: ad esempio con il partner Cr.Forma – Azienda Speciale Servizi di Formazione Provincia di Cremona.<br />
Il Distretto cofinanzia e promuove l&#8217;organizzazione di nuovi corsi di formazione specializzata a Cremona e Crema per il settore del restauro del patrimonio storico-artistico e per la valorizzazione della cultura musicale.<br />
I percorsi formativi triennali attivati con Cr.Forma riguardano, fra le altre, le figure professionali del Tecnico restauratore di Beni Culturali per organi a canne e, nell&#8217;ambito dei percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore nel settore “Industria e Artigianato”, per Tecnico Superiore di produzione &#8211; Costruttore di archetti per strumenti musicali ad arco.</p>
<p>Stiamo sviluppando, in un’ottica di progressiva <strong>implementazione delle azioni del Distretto</strong>, attività per il collegamento e il radicamento a livello locale di opportunità di ricerca scientifica e formazione universitaria nel campo dell’acustica e dell’ingegneria del suono. Collaboriamo infatti con il Politecnico di Milano, aderente al Distretto, per il piano di sviluppo del Polo di Cremona.</p>
<p>Un altro tassello importante riguarda il fenomeno delle <strong>Masterclass</strong> che nel nostro territorio si sta sviluppando in modo molto interessante. Il progetto inserito nel piano di start-up del Distretto insieme all’Associazione Amici del Casalmaggiore International Festival, con il sostegno della Provincia e del Comune di Casalmaggiore, prevede il consolidamento della scuola di perfezionamento di musica da camera del “Casalmaggiore International Festival”, attraverso una presenza più selezionata di studenti, il miglioramento della qualità dell’offerta formativa e la promozione dell’attività concertistica.</p>
<p>Insieme alla Camera di Commercio di Cremona abbiamo proposto all’interno del Distretto il <strong>progetto Distretto della musica,</strong> la cui idea portante è la resa tangibile e visibile del valore identitario del tema musica per la provincia di Cremona, attrattore di unicità e di eccellenza. Oltre ad azioni di formazione degli operatori della filiera della ricettività nei poli territoriali di Cremona, Crema, Casalmaggiore, realizziamo attività promozionali di diffusione della cultura della musica come nodo di identità e specificità locale, in collaborazione con realtà prestigiose come la Fondazione Stradivari Antonio Stradivari – La Triennale di Cremona e  MITO Settembre Musica.</p>
<p>Il nostro obiettivo di sviluppo economico è il raggiungimento di una  internazionalizzazione diffusa e, per partire, abbiamo promosso un workshop del turismo musicale come luogo d’incontro tra domanda e offerta, invitando operatori esteri. Con due edizioni alle spalle, ospitate nello storico Teatro Ponchielli di Cremona, gli agenti esteri hanno conosciuto, toccato, sperimentato l&#8217;offerta e i prodotti di settore, relazionandosi con i nostri attori locali.</p>
<p>Il territorio è intercettato, poi, in alcuni ambiti in cui operano i nostri sistemi culturali, a vari livelli (dallo spettacolo, al paesaggio fluviale, dalle realtà museali alla trasmissione dei saperi), in un&#8217;ottica anche in questo caso di progressivo ampliamento e incremento processuale.</p>
<p>Il <strong>progetto Teatri di Fiume</strong> coinvolge un partenariato a cui fanno capo i quattro festival di spettacolo estivi  &#8211; l&#8217;Associazione Piccolo Parallelo Cecchi-Zappalaglio con il festival Odissea, il Comune di Motta Baluffi capofila de Il Grande Fiume, il Festival L&#8217;Opera Galleggiante dell&#8217;Associazione Terre d&#8217;Acqua e il Comune di Pizzighettone per La Valle dell&#8217;Adda, con un coordinamento del Distretto con l&#8217;obiettivo di programmare in modo integrato e valorizzare gli aspetti culturali legati al portato storico-artistico e ambientale dei luoghi coinvolti e le filiere dell&#8217;accoglienza e dell&#8217;attrattività.</p>
<p>Con il Comune di Romanengo stiamo seguendo il restauro della Rocca, funzionale alla sua futura identità come polo culturale e con il Comune di Casalmaggiore il restauro di Palazzo Martinelli, altro luogo storico di alto pregio in cui la presenza di attività formative e culturali sarà rafforzata e promossa. Infine, il Comune di Scandolara Ravara, è nostro partner con un interessante progetto di allestimento e curatela del futuro Museo della Corda, punto di riferimento per un antico sapere da proteggere ma soprattutto da leggere come punto di riferimento per i saperi e i mestieri della contemporaneità.</p>
<p><strong>Come funziona la rete di territorio e come sta reagendo il territorio (pubblico, imprese, opinion leaders, media)?<br />
</strong>Dopo il mese di giugno 2009, la Provincia di Cremona, in seguito al cambio di amministrazione, ha operato una verifica dei contenuti e della strategia operativa del piano delle attività del Distretto. Lo Studio di fattibilità è stato oggetto di un’analisi orientata a privilegiare la fattibilità delle azioni, che ha generato alcune sostanziali modifiche, utili sia al raggiungimento di alcuni step fondamentali indicati da Fondazione Cariplo e dalle Linee Guida, sia al rinnovato e necessario confronto con le nuove amministrazioni locali, anch’esse in gran parte interessate dalle elezioni amministrative. Anche le nuove amministrazioni sono state chiamate a ponderare i contenuti dello Studio, a confermare gli impegni legati agli accordi di distretto e a condividere le proprie valutazioni in merito. Gli assi strategici generali della progettazione non sono mutati. Dunque, in questi tre anni abbiamo avviato dialoghi a tutti i livelli; sono stati colloqui poco “guidati”, ma sensibili alle esigenze e alle proposte del territorio che ha operato in un clima di corresponsabilità reale.<br />
Il settore pubblico si è reso interprete delle proposte e catalizzatore nello spiegare, proporre, chiamare alla partecipazione con incontri bilaterali.</p>
<p>Il mondo della media e grande imprenditoria non è presente nello start-up del progetto, ma vi è la presenza importante della Camera di Commercio, protagonista di una delle azioni più significative del Distretto, che ha portato all’adesione del Consorzio Liutai di Cremona. Queste presenze rispecchiano i temi connotanti del distretto e le filiere economiche che il Distretto coinvolge direttamente, cioè prima di tutto la fitta rete di piccoli artigiani specializzati nel settore della produzione e manutenzione di strumenti musicali.</p>
<p>Modello di riferimento per la creazione della rete sono stati i Libri Verdi della Comunità Europea e, in particolare, le riflessioni sui cluster del settore dell&#8217;economia della conoscenza e sugli strumenti per lo sviluppo dell&#8217;imprenditorialità culturale.</p>
<p><strong>Come promuovete attività economiche?</strong><br />
Come dicevo, un obiettivo di sviluppo economico del nostro Distretto è l&#8217;internazionalizzazione. Stiamo progettando un&#8217;interazione sul piano economico tra filiera culturale e le altre filiere ad un livello più orientato verso il capitale umano e i servizi ad esso connessi.<br />
Per fare un esempio, il Consorzio Liutai ha un&#8217;identità già ben strutturata: con questa realtà il Distretto può lavorare per il posizionamento nel mercato internazionale.<br />
Con gli atenei presenti con loro sedi a Cremona, e aderenti al Distretto &#8211; l&#8217;Università degli studi di Pavia e il Politecnico di Milano &#8211; vogliamo spingere sulla ricerca nel campo del suono.<br />
Le attività di internazionalizzazione possono scongiurare anche una certa autoreferenzialità connessa alle realtà locali, ponendole in relazione in una dimensione sfidante e stimolante: i nuovi mercati. La Cina, ad esempio, è già un nostro interlocutore: ogni anno invia studenti e professionisti nel campo della musica a perfezionarsi a Cremona e a Casalmaggiore, dove il Casalmaggiore International Festival seleziona studenti non solo su base curricolare, ma sulla base delle capacità esecutive.<br />
Il dialogo è avviato, metterlo a frutto per un&#8217;apertura del nostro territorio e per la valorizzazione e il riconoscimento internazionale della nostra eccellenza sarà la sfida dei prossimi anni.</p>
<p><strong>Periferia è bello? è meglio? Perché avete optato per il modello del distretto, invece che per una Fondazione, un&#8217;associazione, un Consorzio?<br />
</strong>Non so se è meglio, ma porta dei valori. In questi anni abbiamo lavorato moltissimo affinché si possa tornare a un&#8217;identità più definita, ad una consapevolezza più forte della propria storia, al consolidamento di ciò che si è o si è diventati. I processi che abbiamo attivato sono il risultato del nostro bagaglio di competenze, di tradizioni, di gusto, che vogliamo proiettare nel futuro, in una filiera lunga, con chiarezza di indirizzo e competenze specialistiche.<br />
L’autonomia è un’opportunità, ma in questo momento storico il ruolo istituzionale della Provincia si sta svuotando. La nostra ambizione è quella di verificare che il modello distrettuale possa sopravvivere nel tempo, con la sua formula di governance di rete, rimanendo indipendente dalle Istituzioni, parallela ad esse e ulteriore.<br />
L&#8217;idea è conservare una struttura semplice che si muova con agevoli accordi di distretto che implementino via via le azioni, senza creare nuove forme giuridiche, per preservare la sostenibilità e non creare forme di governo ridondanti.<br />
Per il momento ci siamo parlati poco con Mibac e Soprintendenza. Manteniamo invece un dialogo stretto e collaborativo con gli altri Distretti Lombardi attraverso i tavoli di confronto proposti da Fondazione Cariplo.</p>
<p>Leggi anche sul <a href="http://www.tafter.it/2012/01/17/distretto-culturale-della-valtellina-una-conversazione-con-sergio-schena/">Distretto Culturale della Valtellina</a><br />
Leggi anche sul <a href="http://www.tafter.it/2011/11/16/distretto-culturale-della-valcamonica-una-conversazione-con-sergio-cotti-piccinelli/">Distretto Culturale della Valcamonica</a><br />
Leggi anche sul <a href="http://www.tafter.it/2011/12/30/dominus-distretto-culturale-delloltrepo-mantovano-per-linnovazione-lunicita-lo-sviluppo/">Distretto Culturale dell&#8217;Otrepo mantovano</a></p>
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		<title>Teatro: la Regione Sardegna a sostegno del Lirico di Cagliari, ma con un piano industriale</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 13:30:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Regione è pronta ad intervenire con atti concreti per salvaguardare e tutelare il Teatro Lirico di Cagliari. Lo ha detto l’assessore regionale Sergio Milia che ha convocato per mercoledì prossimo, un incontro con il Presidente dell’Ente, Massimo Zedda e con i responsabili del Banco di Sardegna. “Sto predisponendo un emendamento di Giunta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88734" title="liricocaglairi" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/liricocaglairi.jpg" alt="" width="291" height="173" />La <strong>Regione</strong> è pronta ad intervenire con atti concreti per salvaguardare e tutelare il <strong>Teatro Lirico di Cagliari</strong>. Lo ha detto l’assessore regionale <strong>Sergio Milia</strong> che ha convocato per mercoledì prossimo, un incontro con il Presidente dell’Ente, <strong>Massimo Zedda</strong> e con i responsabili del Banco di Sardegna. “Sto predisponendo un emendamento di Giunta alla finanziaria, da portare all’attenzione del <strong>Consiglio Regionale</strong> con il quale &#8211; sottolinea Milia &#8211; la Regione possa trovare le possibili forme di intervento”.<br />
In sostanza la Regione è pronta ad intervenire per “coprire” la rata del mutuo, nel caso in cui l’<strong>Ente Lirico</strong> dovesse essere in sofferenza. Copertura finanziaria che verrà effettuata attraverso i <strong>fondi stanziati dal Bilancio</strong> regionale proprio per il <strong>Teatro Lirico di Cagliari.</strong><br />
“E’ evidente &#8211; prosegue l’assessore Sergio Milia &#8211; che per poter operare, avviando le necessarie interlocuzioni con i vertici del Banco di Sardegna, è necessario che la Regione, che contribuisce economicamente in maniera importante e sostanziale al funzionamento dell’Ente, riceva e possa prendere visione in tempi brevissimi del <strong>Piano Industriale</strong> e del <strong>Piano di ristrutturazione</strong> del debito della Fondazione Teatro Lirico. Considerata la particolare congiuntura di crisi, diventa prioritario un Piano Industriale rigoroso e sostenibile. Piano che pur tutelando le professionalità presenti, porti a decisi risparmi”.<br />
“Mi auguro &#8211; conclude Milia &#8211; che il Presidente della Fondazione Teatro Lirico e il Consiglio di amministrazione vogliano interagire con noi perché, lo ribadisco, senza un adeguato piano di risanamento verrebbero a mancare le condizioni di sostegno da parte della Giunta e le interlocuzioni con le banche”.</p>
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		<title>Servizi aggiuntivi bocciati di  Michele Trimarchi </title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 11:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Trimarchi Michele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non ci aveva pensato ancora nessuno, anche se è palese che l&#8217;impianto della legge Ronchey, i meccanismi che ne derivano e la stessa interpretazione creativa dei servizi museali non funzionasse se non per caso. Non sorprende quindi la notizia della bocciatura, da parte del Tar del Lazio delle gare di assegnazione dei servizi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88402" title="bookshop" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/bookshop.jpg" alt="" width="400" height="272" />Non ci aveva pensato ancora nessuno, anche se è palese che l&#8217;impianto della legge Ronchey, i meccanismi che ne derivano e la stessa interpretazione creativa dei servizi museali non funzionasse se non per caso. Non sorprende quindi la notizia della <a href="http://www.tafter.it/2012/01/30/istituzioni-il-tar-del-lazio-boccia-le-gare-di-assegnazione-dei-servizi-nei-musei/">bocciatura, da parte del Tar del Lazio delle gare di assegnazione dei servizi aggiuntivi</a>.</p>
<p>Qui nel Bel Paese si comincia a ragionare soltanto quando il fallimento delle cose è alle porte. Certo, Alberto Ronchey aveva lodevolmente smosso le acque in un sistema nel quale i musei erano considerati dei luoghi destinati alla protezione del patrimonio culturale ma quasi per niente alla sua fruizione. Lo stesso assioma in base al quale il settore pubblico è inefficiente ma sapiente, e prova ribrezzo nel maneggiare reddito, e invece il settore privato è ignorante ma capace di far di conto, è uno stupido dogma che molti continuano ad accreditare solo per pigrizia o per convenienza.<br />
La cosa ha creato e rafforzato un dualismo conflittuale tra istituzioni culturali e concessionari dei servizi museali; ha generato una ripartizione feudale e concordata tra le righe del territorio in modo da evitare confronti e competizione; ha incentivato la costruzione di sacche di interesse legittimo ma deformante; ha raddoppiato la già bassa motivazione dei lavoratori museali. Soprattutto, non ha introdotto alcun criterio che spingesse la gestione dei musei a dialogare progettualmente con il resto del mondo. I bandi potranno essere riscritti, e che siano stati confezionati male non fa certo piacere e getta luce sull&#8217;annaspare di un ministero che naviga a vista senza attrezzi tecnicamente capaci di mandarlo avanti. Ma finché i musei restano uffici periferici dell&#8217;amministrazione e non diventano imprese autonome, responsabili e capaci di gestire direttamente il complesso delle proprie attività la cultura italiana perderà opportunità davvero notevoli.</p>
<p>Che fare? Ridisegnare il quadro istituzionale, lasciando alle soprintendenze il ruolo cruciale di organi tecnici di indirizzo e supervisione; rendere i musei centri autonomi di decisione e spesa, magari scegliendone i direttori con un concorso e in base alla propria capacità strategica e progettuale; sostituire le parole &#8220;privato&#8221; e &#8220;pubblico&#8221;, con gli aggettivi privatistico e pubblicistico: non importa chi fa le cose, ma come le fa; nei musei devono convivere con intelligenza e incisività obiettivi di interesse comune e opzioni commerciali, tutela dei beni raccolti ed estrazione del loro valore da parte dei visitatori, studio e immaginazione, poesia e concretezza. E&#8217; già tardi.</p>
<p><em>Michele Trimarchi è Professore di Analisi Economica del Diritto all’Università di Catanzaro</em></p>
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		<title>Teatro: i lavoratori del Comunale di Bologna scrivono a Napolitano</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 15:30:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In una lettera che i lavoratori del Teatro Comunale di Bologna consegneranno questa sera al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si manifesta &#8220;profondo apprezzamento&#8221; per la difesa della produzione culturale italiana e si rivolge un invito a prendere una posizione contro &#8220;un attacco ingiustificato ed ingiustificabile alle Fondazioni Lirico-Sinfoniche, tramite una legislazione che, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88355" title="teatrocomunaledibologna" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/teatrocomunaledibologna.jpg" alt="" width="322" height="201" />In una lettera che i <strong>lavoratori del</strong> <strong>Teatro Comunale di Bologna</strong> consegneranno questa sera al presidente della Repubblica, <strong>Giorgio Napolitano</strong>, si manifesta<strong> &#8220;profondo apprezzamento&#8221;</strong> per la<strong> difesa della produzione culturale italiana</strong> e si rivolge un invito a prendere una posizione contro &#8220;un <strong>attacco ingiustificato ed ingiustificabile alle Fondazioni Lirico-Sinfoniche</strong>, tramite una legislazione che, fingendo una riforma, ne sta provocando la dissoluzione&#8221;.<br />
&#8220;In questo ultimo anno &#8211; hanno scritto i lavoratori nel documento che sarà consegnato a Napolitano qundo interverrà a un concerto straordinario condotto da <strong>Lucio Dalla</strong> in occasione del decennale dell&#8217;<strong>Hospice Seragnoli</strong> -, il Teatro Comunale di Bologna ha dimostrato con l&#8217;impegno di tutte le sue componenti la volontà di impegnarsi a fondo per una vera razionalizzazione, nel rispetto della qualità e della professionalità indispensabili per fornire un prodotto all&#8217;altezza della tradizione di questo Teatro, che si avvia alla <strong>celebrazione del 250/o anniversario</strong>&#8220;.<br />
Impegno che però, secondo i lavoratori, si scontra con gli ostacoli frapposti dalla &#8220;discutibile normativa nazionale&#8221;, dal ritardo nel versamento dei &#8220;ridotti contributi pubblici&#8221;, dalle difficoltà dell&#8217;accesso al credito e dal &#8220;drastico <strong>taglio dei contributi dei privati</strong>&#8220;.<br />
I dipendenti del Comunale ricordano anche al presidente come da anni non venga rinnovato il contratto nazionale delle fondazioni lirico sinfoniche, e criticano l&#8217;opera &#8220;non condivisibile&#8221; di divisione delle fondazioni attraverso l&#8217; individuazione di fondazioni &#8216;di eccellenza&#8217;, &#8220;dimenticando che le <strong>14 Fondazioni</strong> sono riconosciute tutte come &#8216;eccellenza&#8217; del sistema lirico-sinfonico italiano&#8221;.</p>
<p><em>Fonte: Il Giornale dello Spettacolo</em></p>
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		<title>Economia della cultura: il 70% degli italiani ritiene che il patrimonio artistico del Belpaese rilancerà l&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 09:30:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per il 70% degli italiani, vivere in un posto bello aiuta a diventare persone migliori e il patrimonio artistico del Belpaese rappresenta il punto di partenza per rilanciare l&#8217;Italia in questo periodo di crisi. E&#8217; quanto emerge da un&#8217;indagine del Censis dal titolo &#8220;Ripartire dalla Bellezza. Speranze e punti di forza nell&#8217;Italia della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88090" title="beniculturali" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/beniculturali.jpg" alt="" width="277" height="182" />Per il<strong> 70% degli italiani</strong>, vivere in un posto bello aiuta a diventare persone migliori e il <strong>patrimonio artistico del Belpaese</strong> rappresenta il punto di partenza per rilanciare l&#8217;Italia in questo periodo di crisi. E&#8217; quanto emerge da un&#8217;indagine del <strong>Censis</strong> dal titolo<strong> &#8220;Ripartire dalla Bellezza. Speranze e punti di forza nell&#8217;Italia della crisi&#8221;</strong>, commissionata dalla <strong>Fondazione Marilena Ferrari</strong> e presentata questa mattina a Roma nella sede del Censis. Dalla ricerca emerge un bisogno di bellezza e un&#8217;attenzione da parte degli italiani verso il patrimonio paesaggistico ma anche culturale della Penisola, riconoscendo a questi un vero e proprio valore educativo. &#8220;Non siamo solo il Paese di &#8216;Gomorra&#8217; e della bruttezza. C&#8217;è una bellezza latente, quasi &#8216;silenziosa&#8217;, che vuole emergere -spiega il presidente del Censis, <strong>Giulio De Rita</strong>- Ma cos&#8217;è questa bellezza? Secondo noi è una forma di autenticità, un non tradire la propria missione: il contrario del degrado culturale e politico che abbiamo sotto gli occhi&#8221;. Dai dati emerge che la bellezza che ci circonda sia, per gli italiani, l&#8217;antidoto migliore per sconfiggere crisi e rassegnazione: per il <strong>68,3 %</strong> il patrimonio artistico è una forza identitaria che ci rappresenta nel mondo. Inoltre, alla domanda su cosa rappresenti il nostro patrimonio artistico, il <strong>41,3%</strong> lo considera il <strong>punto di partenza per rilanciare l&#8217;Italia</strong> e solo il <strong>10%</strong> lo associa a un <strong>potenziale business</strong>. &#8220;E&#8217; un dato importante: la bellezza -continua De Rita- non viene percepita solo come fonte di affari, dunque. Ecco perchè, spesso, dall&#8217;altro lato, brutto morale e brutto estetico tendono a coincidere&#8221;.</p>
<p><em>Fonte:  Adnkronos</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le novità editoriali di gennaio 2012</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 12:09:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<description><![CDATA[Consulta le novità editoriali di gennaio 2012 delle principali case editrici italiane che trattano di argomenti relativi all’economia della cultura: arte; industria culturale, industria dello spettacolo; turismo; marketing e sviluppo territoriale; project management e politiche culturali; editoria e comunicazione; architettura, urbanistica e territorio; legislazione nel settore dei beni culturali; nuovi media e nuove tecnologie e tanto altro… ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87893" title="artecanonizzazioni" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/artecanonizzazioni1.jpg" alt="" width="148" height="188" />L&#8217;ARTE PER LE CANONIZZAZIONI<br />
Vittorio Casale (a cura di)<br />
pp. 312<br />
Allemandi, € 35,00<br />
ISBN: 978-88-422-1969-9</p>
<p>L’attività artistica intorno alle canonizzazioni e alle beatificazioni nel Seicento<br />
Nel Seicento le beatificazioni, le canonizzazioni e le feste successive dettero luogo a una produzione artistica molto varia e ampia che viene ora riconosciuta. Si produssero incisioni, dipinti, sculture, edifici, anche di grande rilievo, fra i quali citiamo la cappella della beata Ludovica Albertoni con i capolavori di Baciccio e Bernini e le chiese romane di Sant’Ignazio e di Sant’Isidoro. Il parterre degli artisti include nomi come Guercino, Bernini, Borromini, Annibale e Ludovico Carracci, Baciccio, Lanfranco, Maratti, Murillo, Reni, Rubens, Saraceni, Domenichino, Zurbarán e altri. Le quantità sono impressionanti: per la canonizzazione del 1671 furono impegnati circa dodici artisti, per circa 115 quadri originali e 50 copie. Nessuna commissione artistica del secolo raggiunse un simile plafond.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87875" title="untitled" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/torinoguardailmare.jpg" alt="" width="140" height="169" />TORINO CHE GUARDA IL MARE<br />
Luigi Mainolfi<br />
Riccardo Passoni (a cura di)<br />
pp. 104<br />
Allemandi, € 35,00<br />
ISBN: 978-88-422-2099-2</p>
<p>Una grande installazione costituita da oltre 200 ritratti scultorei realizzati da Luigi Mainolfi. Ecco “Torino che guarda il mare”, opera “in progress”, a cui è stata recentemente dedicata una mostra a Palazzo Madama di Torino che è un omaggio a Torino e ai tanti personaggi, esponenti del mondo della cultura, nell’imprenditoria, della politica, della società civile, che la rendono una città unica. Con i ritratti, tra gli altri di Sergio Chiamparino, Bruno Gambarotta, Piero Gilardi, Fiorenzo Alfieri, Patrizia Sandretto, Evelina Cristillin, Luciana Litizzetto, Danilo Eccher, Ida Gianelli, Gianni Vattimo.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87876" title="" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/scopertapatrimonio.jpg" alt="" width="136" height="186" />ALLA SCOPERTA DI UN PATRIMONIO<br />
Langhe, Monferrato e Roero<br />
Sergio Conti (a cura di)<br />
pp. 208<br />
Allemandi, € 35,00<br />
ISBN: 978-88-422-2049-7</p>
<p>Il volume raccoglie oltre trenta testi inediti di altrettanti studiosi dedicati alla storia e al paesaggio delle Langhe, del Roero, del Monferrato. Illustrato con fotografie d&#8217;epoca e contemporanee, il volume completa la trilogia dedicata al paesaggio del Piemonte meridionale in funzione della candidatura UNESCO: i volumi già pubblicati sono «Il nostro Patrimonio» (il paesaggio raccontato dai bambini attraverso i loro disegni e racconti) e «Langhe Monferrato Roero» (il paesaggio raccontato dai grandi scrittori piemontesi). «Quelle di questo libro sono pagine scritte camminando, e per questo capaci di farci conoscere la nostra geografia, regalarci parole ed emozioni che ci aiutino a ricordare il passato e immaginare l’avvenire perché, spesso, i sentimenti e i valori di un luogo si incontrano e si raccolgono andando per strada.<br />
<em>Dall&#8217;introduzione del professor Sergio Conti, curatore del volume. </em></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87877" title="professioniliberta" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/professioniliberta.jpg" alt="" width="121" height="150" />PROFESSIONI E LIBERTA&#8217;<br />
Talcott Parsons<br />
pp. 128 pagine<br />
Armando, € 10.00<br />
ISBN:978-6081-956-7</p>
<p>Il tema della natura e del ruolo delle professioni intellettuali è stato al centro degli interessi di ricerca di Parsons sin dagli anni Trenta. Il saggio del 1939 Professioni e struttura sociale, qui pubblicato in una nuova traduzione, offre la prima sistematica articolazione di questa “teoria delle professioni” che Parsons avrebbe precisato e perfezionato nel corso dei decenni successivi, influenzando in modo duraturo lo sviluppo stesso della “sociologia delle professioni” come branca specializzata della disciplina.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87878" title="futurismo" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/futurismo.jpg" alt="" width="113" height="174" />FUTURISMO PER LA NUOVA UMANITA&#8217;<br />
Dopo Marinetti: arte, società, tecnologia<br />
Roberto Guerra<br />
pp. 96 pagine<br />
Armando, € 10.00<br />
ISBN:97888-6677-002-2</p>
<p>La storia del futurismo post 1944, dopo la scomparsa di Marinetti, fino ad oggi e in progress: l’autore di questo volume, con originale prospettiva letteraria e particolare rigore empirico, fornisce delle interessanti argomentazioni sulla più grande avanguardia italiana Una revisione sull’essenza tecnologica e futurologica del Futurismo storico, guardando agli studi di sociologi e futuribili quali McLuhan e De Kerckhove, e alle osservazioni sulla dis-continuità aggiornata del Futurismo nel secondo Novecento e inizio Duemila.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87879" title="operaduesoldi" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/operaduesoldi.jpg" alt="" width="116" height="192" />L&#8217;OPERA ITALIANA DA DUE SOLDI<br />
Regnava Berlusconi<br />
Franco Cordero<br />
pp.301<br />
Bollati Boringhieri € 17,00<br />
EAN: 9788833922874</p>
<p>La commedia italiana spesso disgusta ma non annoia mai». Non è un caso che Franco Cordero ricorra alla metafora teatrale per qualificare una storia durata diciassette anni e nove mesi. Molti, per un successo in cartellone. Forse non sarebbero stati così tanti se il mediocre brogliaccio rappresentato, a metà tra epica grottesca e opera buffa, non avesse attinto a piene mani a un repertorio italiano sempreverde: ordinario malaffare, quarto e quinto potere infeudati, millanteria priapesca da strapaese, compiacenza di famigli promiscui, servitù volontaria di politici al soldo, giustizia acconciata su misura, parodia dello spirito pubblico. Più antico, sotto un certo profilo, della figura che lo incarna, il berlusconismo va compreso attraverso le sue maschere precedenti, ma lo è pienamente solo grazie allo sguardo penetrante che non si lascia trarre in inganno dai plateali colpi di scena, dal tramestio delle comparse, dai fondali di cartapesta. Troppo stanchi o esasperati, dubitiamo di essere capaci di una simile acutezza di visione. A Cordero invece riesce naturale. Andare con lui a teatro – all’eterno teatro di casa nostra – è un&#8217;emozione della conoscenza, una delle poche che ci riserva la tragicommedia della quale credevamo di sapere quasi tutto.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87880" title="Laureano - Giardini di pietra cop. OK" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/gioardinidipietra.jpg" alt="" width="153" height="194" />GIARDINI DI PIETRA<br />
I Sassi di Matera e la civiltà mediterranea<br />
Pietro Laureano<br />
pp.207<br />
Bollati Boringhieri, €42,00<br />
EAN: 9788833922935</p>
<p>L’arida Matera, la favolosa Petra, Sana’a, la capitale delle Mille e una notte, sono<br />
tutte «città di pietra» che hanno attraversato i secoli con alterne fortune. Nel caso dei Sassi grotte naturali, architetture sotterranee, cisterne, masserie, chiese e palazzi, si succedono e coesistono, scavati o costruiti nel tufo delle Gravine.<br />
Insediamenti così diversi si armonizzano nel comune intento di sfruttare al meglio diffi cili condizioni geografi che. Purtroppo l’impatto della modernità con un ecosistema così delicato è stato distruttivo: Matera è stata per anni una «vergogna nazionale», simbolo dell’arretratezza meridionale. Solo il mutato clima culturale, di cui quest’opera è una testimonianza essenziale, ha permesso l’avvio di un processo di recupero e valorizzazione. L’iscrizione nel Patrimonio mondiale dell’UNESCO ha così suggellato, come scrive Laureano, la «fine della vergogna».</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87882" title="antropologiaimmagini" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/antropologiaimmagini.jpg" alt="" width="117" height="146" />ANTROPOLOGIA DELLE IMMAGINI<br />
Hans Belting<br />
pp. 241<br />
Carocci, € 32,00<br />
EAN: 9788843060917</p>
<p>Applicandosi a un repertorio quanto mai vasto &#8211; dai culti funerari dell&#8217;Antico Oriente alla fotografia e alle realtà virtuali dei media -, Hans Belting prosegue la sua riflessione su una storia dell&#8217;immagine che sia in grado di emanciparsi dalle coordinate della storia dell&#8217;arte. Nel seguire il delinearsi della storia culturale del corpo e parallelamente della percezione dell&#8217;attività corporea, Belting offre così al lettore il primo vero approccio antropologico allo studio diacronico dell&#8217;immagine.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87883" title="modernitaitaliana" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/modernitaitaliana.jpg" alt="" width="121" height="169" />MODERNITA&#8217; ITALIANA<br />
Andrea Afribo, Emanuele Zinato (a cura di)<br />
Cultura, lingua e letteratura dagli anni settanta a oggi<br />
PP. 328<br />
CAROCCI, € 27,00<br />
ISBN 9788843061495</p>
<p>Il volume analizza da diverse angolature disciplinari alcuni dei più rilevanti fenomeni culturali della storia italiana recente, a partire dalla famigerata &#8220;mutazione antropologica&#8221; degli anni settanta fino ai nostri &#8220;anni Zero&#8221;. I sei autori, intrecciando analisi dei temi, dei contesti socio-culturali e delle forme, rispondono in altrettanti capitoli alle seguenti domande. Come cambia e com’è cambiata la lingua degli italiani? Quale pensiero filosofico dopo il Sessantotto? Ai tempi dell’audience e del marketing è ancora possibile un dialogo tra editoria e critica? E il romanzo e la poesia (la canzone), dopo la grande stagione del Novecento &#8220;aureo&#8221;, sono solo merce di scarto, racconti d’appendice, relitti di storia postuma o postmoderna? Oppure ancora pretendono di essere, senza veli nostalgici o complessi d’inferiorità, lo specchio critico di una nuova storia e di un nuovo mondo?</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87881" title="cittacultura" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/cittacultura.jpg" alt="" width="125" height="166" />CITTA&#8217; E CULTURA<br />
Silvia Crivello<br />
pp. 122<br />
Carocci, € 10,50<br />
ISBN 9788843062638</p>
<p>La vita quotidiana in città, per molti versi, costituisce un’esperienza culturale. Lavorare, consumare, divertirsi e, in generale, vivere in ambiente urbano implica immergersi in uno spazio popolato da simboli, conoscenze, pratiche sociali.  Attraverso una disamina dei meccanismi di funzionamento degli spazi della produzione, del consumo e della costruzione della cosiddetta &#8220;città creativa&#8221;, il testo affronta un interrogativo tanto ampio quanto centrale nelle strategie di sviluppo dell’attuale scenario dell’&#8221;economia della conoscenza&#8221;: come si struttura la relazione fra lo spazio urbano e le pratiche sociali collegate all’economia e alla cultura?</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87884" title="deandre" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/deandre.jpg" alt="" width="122" height="176" />FABRIZIO DE ANDRE&#8217;<br />
Cantastorie fra parole e musica<br />
Claudio Cosi, Federica Ivaldi<br />
pp. 216<br />
Carocci, € 18,50<br />
ISBN 9788843056002</p>
<p>Concepito e scritto da una doppia prospettiva critica – letteraria e musicologica – il volume indaga la duplice natura della creazione e dell’arte di Fabrizio De André, abile regista capace di fondere e amalgamare non solo le parole e la musica con la sua voce inconfondibile, ma anche il contributo dei collaboratori, l’ispirazione letteraria e l’eco della storia con l’originalità dei suoi messaggi. Dopo aver esaminato il metodo di lavoro e la natura del mestiere di De André, la poetica e i temi prediletti, gli autori ne ripercorrono l’intera carriera, album dopo album, e ne analizzano le canzoni più significative ed emblematiche, mostrando la stretta interazione fra testo verbale e musica nel veicolare il messaggio.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87885" title="strumentimusicali" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/strumentimusicali.jpg" alt="" width="128" height="185" />GLI STRUMENTI MUSICALI<br />
Fabrizio Della Seta<br />
pp. 176<br />
Carocci, € 16,00<br />
ISBN 9788843062430</p>
<p>Terzo pannello di un trittico che comprende il Breve lessico musicale (1a rist. 2011) e Le parole del teatro musicale (2010), il volume introduce all’affascinante mondo degli strumenti musicali, prodotti di straordinaria ingegnosità tecnologica presenti nella cultura umana fin dal Paleolitico e che costituiscono una parte essenziale della storia della musica. Sono illustrati la nomenclatura, la classificazione, il funzionamento della maggior parte degli strumenti in uso nella tradizione colta occidentale e nella popular music, ma anche quelli del mondo antico, della musica folclorica e delle tradizioni extraeuropee che, per ragioni diverse, possono interessare il lettore italiano. Sono stati presi in considerazione gli sviluppi legati alle tecnologie elettroniche e informatiche e viene spiegato il significato di termini che designano componenti degli strumenti, classificazioni scientifiche ed empiriche, complessi strumentali.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87886" title="restauro" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/restauro.jpg" alt="" width="130" height="179" />RESTAURO<br />
Verum factum dell&#8217;architettura italiana<br />
Biblioteca di architettura, urbanistica e design<br />
Renato De Fusco<br />
pp. 160<br />
Carocci, € 18,00<br />
ISBN 9788843062812</p>
<p>L’espressione verum factum nel sottotitolo richiama la formula utilizzata da Giambattista Vico per esprimere il principio secondo il quale l’uomo può conoscere solo ciò che egli stesso ha fatto; di conseguenza, poiché nel nostro paese si trova il più ampio patrimonio di beni culturali del mondo, noi italiani dovremmo essere i più esperti nel campo del restauro e lasciare agli altri il compito di innovare. Per conservare, però, specie le opere d’architettura, è inevitabile introdurre conoscenze e metodologie aggiornate: ecco allora che il restauro dell’antico comporta la progettazione del nuovo. Nel volume si sostiene questa tesi, si riferisce delle varie concezioni del restauro, se ne fornisce un sintetico excursus storico, si riporta il dibattito sui centri antichi che resta il maggiore contributo italiano alla storia e alla critica dell’architettura moderna.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87887" title="cittagiusta" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/cittagiusta.jpg" alt="" width="155" height="205" />LA CITTA&#8217; GIUSTA<br />
Idee di piano e atteggiamenti etici<br />
Ugo Ischia<br />
pp. XVIII-160<br />
Donzelli, € 28,00<br />
ISBN: 9788860366399</p>
<p>Fra urbanistica e politica si colloca lo spazio dell’etica. Da qui Ugo Ischia muove per una riflessione sulla città giusta, con uno sguardo rivolto al pensiero urbanistico italiano fra gli anni cinquanta e settanta: dal dopoguerra all’epoca del conflitto sociale. Il testo di Ischia anticipa di molti anni i dibattiti odierni sulla città e la giustizia urbana: a partire dal titolo, che si è voluto mantenere quale deciso dall’autore nel 1996. A tutt’oggi, il libro rappresenta una voce originale nel panorama teorico disciplinare italiano e internazionale nell’affrontare il problema della costruzione della città, affidando al piano la responsabilità della costituzione del giusto. Entro questa angolazione, la legittimità dello strumento di pianificazione e delle pratiche che ne derivano rimanda ai processi di democrazia che stabiliscono il passaggio da un’etica dei valori a un’etica procedurale. La città giusta viene pensato e scritto fra il 1985 e il 1996; porta con sé tracce delle assidue conversazioni con Bernardo Secchi e della lettura dei testi di Giulio Preti. Non può essere tuttavia disgiunto da quanto accadde e da quanto vissuto dall’autore negli anni settanta; anni che imponevano, come nel dopoguerra, una presa di posizione nei confronti della politica e della società.<br />
Il testo di Ugo Ischia – accompagnato dagli scritti di Bernardo Secchi, Monica Bianchettin Del Grano e Kaveh Rashidzadeh – è un atto di impegno civile, una risposta implicita alle domande di quel periodo, una riflessione sull’importanza del piano e del progetto quale strumento che riordina i conflitti a un livello diverso, in un momento in cui l’urbanistica perdeva autorevolezza nel confronto politico.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87888" title="cittatrapassatoefuturo" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/cittatrapassatoefuturo.jpg" alt="" width="134" height="190" />CITTA&#8217; TRA PASSATO E FUTURO<br />
Claudio Saragosa<br />
pp. 250<br />
Donzelli, € 34,00<br />
EAN: 9788860366719</p>
<p>La realtà urbana e la sua evoluzione, la perdita e il tentativo di recupero delle qualità della città tradizionale. Un percorso eccentrico nella storia dell’urbanistica, capace di aprire a un nuovo modello di città, uno spazio urbano denso e integrato, aperto alla vita. Che cos’è la città? Che cosa è stata nella storia? Cosa è diventata nel XX secolo e, sopratutto, cosa potrà essere nel futuro? “Spazio” ed “ecologia” sono le due parole chiave attraverso cui Claudio Saragosa tenta di risponde re a queste domande, disegnando una mappa, tutt’altro che scontata, degli obiettivi che l’urbanistica storicamente ha perseguito e dei modelli che si è data. Percorrere questo viaggio significa far emergere le qualità della città tradizionale, ma al tempo stesso analizzare le ragioni che, specialmente nel secolo passato, hanno contribuito a demolirne il modello, per arrivare infine a descrivere i nuovi approcci progettuali attraverso i quali si sta tentando di ricostituire le qualità alle quali la città tradizionale ci aveva abituato e che sembra vano invece essere irrimediabilmente andate perdute. L’autore non si limita tuttavia ad un’analisi retroattiva, ma utilizza la traiettoria eccentrica del panorama storico da lui tracciato, per aprire ad una proposta concreta, una possibile via di fuga, delineando alcuni metodi utili a ricomporre una disciplina che abbia come obiettivo la ricostruzione di uno spazio urbano denso. Il risultato è un’idea integrata di città, Biopoli: un modello non utopico, ma concreto &#8211; puntellato da un riferimento a metodi e tendenze specifiche dell’urbanistica contemporanea-, di spazio urbano capace di avere come proprio centro la vita.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87889" title="ohmiapatria" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/ohmiapatria.jpg" alt="" width="145" height="180" />OH MIA PATRIA<br />
Vanni Pierini<br />
Introduzione di: Raffaele Manica<br />
Prefazione di: Tullio De Mauro<br />
pp. 2.432<br />
Ediesse, € 60.00<br />
ISBN: 88-230-1562-3</p>
<p>L’antologia rilegge oltre due secoli di storia patria, ordinando i brani di ogni capitolo in tre sezioni tematiche: Il racconto della storia; La questione sociale e il mondo del lavoro; Lo spirito del tempo. Organizzata in tre volumi (Nascita di una nazione; L’Italia règia; L’Italia repubblicana), si sviluppa per circa 2500 pagine e comprende più di 1000 brani. L’opera si avvale della prefazione generale di Tullio De Mauro e dell’introduzione di Raffaele Manica.<br />
Ciascun volume contiene, oltre ai testi: le introduzioni ai singoli capitoli; una dettagliata cronologia per consentire al lettore di cogliere facilmente tutti i riferimenti storici presenti nei brani; le note ai testi; le notizie biografiche su ciascuno degli autori antologizzati; l’elenco delle fonti bibliografiche utilizzate.<br />
Sono stati raccolti e messi in ‘comunicazione’ tra di loro testi letterari e poetici, versi per musica operistica, canti e inni politici e militari, canzoni popolari (folk, d’autore e pop). Anche per la scelta dei poeti e degli interpreti di canzoni non ci si è limitati a seguire la gerarchia dei ‘valori consolidati’, ma si sono esplorate anche le opere di autori nuovi e nuovissimi, o di quelli ingiustamente dimenticati.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87890" title="darkeconomy" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/darkeconomy.jpg" alt="" width="121" height="171" />DARK ECONOMY<br />
La mafia dei veleni<br />
Fontana Enrico, Cianciullo Antonio<br />
pp. 250<br />
Einaudi, € 18,00<br />
EAN: 9788806204310</p>
<p>Sono anni che si è cominciato a discutere di ecomafie (un termine che è stato coniato proprio da Enrico Fontana, uno degli autori del libro), ed è di stretta attualità lo scandalo dell&#8217;immondizia in Campania. Se per l&#8217;opinione pubblica comincia a essere un dato acquisito che i rifiuti siano un business troppo spesso inquinato dalla criminalità organizzata, quello che a molti sfugge è il quadro generale, la cornice globale delle ecomafie. Fontana e Cianciullo, da molti anni impegnati a studiare il fenomeno, raccontano i traffici di armi e rifiuti, le trame internazionali di camorra e n&#8217;drangheta, le storie esemplari e spesso tragiche di chi ha indagato o ha cercato di opporsi.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87891" title="lunghiannisessanta" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/lunghiannisessanta.jpg" alt="" width="122" height="183" />I LUNGHI ANNI SESSANTA<br />
Movimenti sociali e cultura politica negli Stati Uniti<br />
Bruno Cartosio<br />
pp. 400<br />
Feltrinelli, € 25,00<br />
EAN 9788807111174</p>
<p>Nel 2009 Barack Obama è diventato il primo presidente afroamericano degli Stati Uniti. La sua elezione ha segnato una svolta epocale nella storia americana, le cui radici si possono rintracciare nelle lotte e rivendicazioni dei movimenti sociali che negli anni sessanta hanno combattuto contro la segregazione razziale e per i diritti civili. Questa era solo una delle battaglie di verità dell&#8217;epoca. Lotte di liberazione contro condizioni sociali, culturali e politiche oppressive furono anche quella contro la guerra in Vietnam e contro la discriminazione sessuale. Quel passato in cui ci si divideva su questioni di razza, sesso e guerra torna ora di attualità e la &#8220;memoria divisa&#8221; di quegli anni, quando si contrapposero culture e visioni del mondo differenti, è materia di nuova riflessione. Nei &#8220;lunghi&#8221; anni sessanta, che iniziano già nelle lotte antisegregazioniste dei neri del Sud negli anni cinquanta e si protraggono nei settanta con il movimento di massa delle donne, si assisté a uno straordinario mutamento culturale e dei costumi. La trasformazione non si può ridurre alla sola controcultura, che ebbe il suo apice a Woodstock nel 1969, e non riguardò soltanto i giovani, coinvolse invece l&#8217;intera società. Sul senso di quegli anni, sui quali la storiografia si era a sua volta divisa nel giudicare le responsabilità del potere e i suoi contestatori, si interroga oggi Bruno Cartosio, ripercorrendone miti e realtà, cultura e politica, la fondamentale spinta liberatoria.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87895" title="formareconilcinema" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/formareconilcinema.jpg" alt="" width="121" height="178" />FORMARE CON IL CINEMA<br />
Questioni di teoria e di metodo<br />
Sergio Di Giorgi, Dario Forti<br />
pp. 320<br />
Franco Angeli, € 36,00<br />
ISBN: 9788856845303</p>
<p>C&#8217;è stato un tempo in cui, quando nelle aule di formazione si parlava di cinema, ci si riferiva a video didattici istruttivi ma poco coinvolgenti o, quando ce n&#8217;era il tempo, a proiezioni di film a fini di intrattenimento (il più delle volte per alleviare le lunghe e noiose serate dei corsi residenziali). Poi, verso la fine degli anni &#8217;70, alcuni formatori hanno iniziato a scoprire e sperimentare nuovi utilizzi del cinema e del linguaggio cinematografico. Da allora la comunità professionale dei formatori ha registrato una diffusione crescente di metodologie e pratiche che del mezzo filmico hanno saputo valorizzare le grandi potenzialità espressive e di attivazione dei processi di apprendimento.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87896" title="design2029" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/design2029.jpg" alt="" width="127" height="183" />DESIGN 2029<br />
Ipotesi per il prossimo futuro<br />
Renato De Fusco<br />
pp. 136<br />
Franco Angeli, € 19,00<br />
ISBN: 9788856845525</p>
<p>Ottimistica e scaramantica previsione dell&#8217;autore di vivere fino a 100 anni, donde le ipotesi di quanto avverrà da ora fino al 2029.<br />
I principali argomenti trattati sono: il design e la storia/la questione dei valori/la natura del design/conformazione e rappresentazione/artistico ed estetico/una nuova tassonomia/il tipo-ideale.<br />
Le principali previsioni sono: il minimalismo; il design come mass-medium; andatura a tutto kitsch; il digitale salvatutto; l&#8217;usa-e-getta; gli inventori vs gli stilisti: l&#8217;ipotesi del grottesco; Il brutto fa storia dell&#8217;arte; la dematerializzazione; che cosa si venderà; la vendita orientata sul consumo; l&#8217;orientamento critico delle vendite, progetti delle Associazioni per il disegno industriale, segnatamente quelli dell&#8217;ADI.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87898" title="sperimentazioni" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/sperimentazioni.jpg" alt="" width="124" height="181" />LA SPERIMENTAZIONE NEI PROCESSI DI PRODUZIONE TEATRALE<br />
Alfonso Malaguti, Monica Calcagno<br />
pp. 240<br />
Franco Angeli, € 25,00<br />
ISBN: 9788856847116</p>
<p>Il libro propone uno studio sul teatro di ricerca, un oggetto parimenti complesso e ambizioso. La varietà delle esperienze, la lontananza, supposta o reale, dal grande pubblico, una certa patina di snobismo, anch&#8217;essa supposta o reale, legata ad un&#8217;idea di arte per pochi rendono l&#8217;indagine sul teatro di ricerca rischiosa, &#8220;faticosa&#8221;. Il testo al contrario intende dimostrare come il teatro di ricerca abbia un rapporto osmotico, una costante interazione continua, con la società odierna, così che la selezione e la trasmissione di idee innovative alimentano tanto i processi di produzione della conoscenza quanto lo stesso sviluppo del sistema economico-sociale.<br />
Il libro si apre provocatoriamente con tre saggi molto diversi, così come sono diverse le prospettive sul significato di &#8220;ricerca&#8221; e &#8220;innovazione&#8221;.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87899" title="periurbano" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/periurbano.jpg" alt="" width="145" height="190" />IL PERIURBANO: CRESCERE INTORNO ALLA CITTA&#8217;<br />
Strumenti e metodi di governo per valorizzare i benefici e limitare gli effetti negativi del periurbano<br />
Maria Rita Schirru<br />
pp. 208<br />
Gangemi, € 25,00<br />
ISBN10: 8849223129 88-492-2312-9</p>
<p>Il tema della crescita “intorno” alla città, altrove dibattuto già a partire dal dopoguerra come una delle componenti primarie dei processi di sviluppo urbano, in Italia è divenuto argomento centrale del dibattito architettonico e urbanistico a partire dagli anni Ottanta, con l‘esplosione delle contraddizioni emerse con la crescita della città illegale, che ha reso non più differibile la presa di coscienza sulla necessità di ricucire le diverse parti della città, altrimenti disomogeneamente contrapposte. Il problema della “convivenza” tra città compatta e città diffusa (legittima o spontanea) è alla base del testo e pone interrogativi che vanno oltre il campo disciplinare dell&#8217;urbanistica, fino ad investire aspetti più propriamente legati alle politiche economico finanziarie del governo del territorio.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87900" title="castelli" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/castelli.jpg" alt="" width="145" height="173" />CASTELLI. IL PIANO DI TUTELA DELL&#8217;IMMAGINE<br />
I colori del costruito storico nel paesaggio<br />
Massimiliano Salimei, Berta Miranda Taraschi, Marcella Morlacchi<br />
pp. 112<br />
Gangemi, € 30.00<br />
ISBN10: 8849222734 88-492-2273-4</p>
<p>Il Piano di Tutela dell&#8217;Immagine &#8211; intesa quale risultante del colore dei muri degli edifici e del decoro urbano dell&#8217;ambiente cittadino &#8211; realizzato per il comune di Castelli, è la sintesi del Piano del Colore e del Piano dell&#8217;Arredo Urbano. Esso si basa quindi sulla Tavolozza dei Colori, sui Piani di Settore, e sulla Normativa di attuazione, strumenti tecnico-estetici di riferimento per l&#8217;Amministrazione Comunale, atti a tutelare il futuro del bene cromatico del patrimonio storico architettonico e paesaggistico del Centro storico del Comune di Castelli. Esso si propone quale progetto pilota e modello operativo, valido per la salvaguardia e la valorizzazione dei Centri Storici dei borghi e dei paesi del territorio nazionale, e in particolare per i luoghi terremotati dei Centri Storici dell&#8217;Abruzzo che, al momento della ricostruzione, mantenendo intatta la bellezza del paesaggio, potranno recuperare, insieme al cromatismo dei muri antichi, la memoria preziosa del loro passato.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87902" title="disimparare" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/disimparare.jpg" alt="" width="134" height="185" />DISIMPARARE L&#8217;ARTE<br />
Manuale di antididattica<br />
Serena Giordano<br />
pp. 228<br />
Il Mulino, € 15,00<br />
ISBN: 978-88-15-23463-6</p>
<p>Perché di fronte alle «immortali» opere d’arte del passato il pubblico comune nutre sentimenti di deferenza? E perché gli «incomprensibili» capolavori contemporanei suscitano invece diffidenza? Dalla prima infanzia all’età adulta, lo spettatore si sente sempre giudicato dall’arte: a partire dalla scuola, che utilizza l’espressione creativa come indicatore dello sviluppo cognitivo o persino morale del bambino, per giungere al museo, in cui bambini e adulti sono spesso vittime di un’ossessione per l’assistenza e la cura. Ricercando le cause del difficile rapporto tra pubblico e prodotto artistico, l’autrice discute le tendenze più in voga nella didattica dell’arte e suggerisce una via alternativa alla pedagogia corrente, che avvilisce spesso la voglia di informarsi, di sapere e, perché no, di fare arte.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87903" title="feticci" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/feticci.jpg" alt="" width="137" height="190" />FETICCI<br />
Letteratura, cinema, arti visive<br />
Massimo Fusillo<br />
pp. 224<br />
Il Mulino, € 20,00<br />
ISBN: 978-88-15-23449-0</p>
<p>Investire gli oggetti materiali di valori simbolici ed emotivi, trasformandoli in feticci, è un fenomeno antico diventato cruciale nella nostra epoca in cui gli oggetti sono interlocutori privilegiati delle emozioni, quasi parti del nostro corpo. Rispetto alle sue origini antropologiche e psicanalitiche, lo stesso concetto di feticismo sta perdendo le connotazioni negative di inautenticità. Illustrando il nesso privilegiato che esiste tra feticismo e creatività artistica, l’autore esplora la storia e la tipologia dell’oggetto feticcio (dal manto di Giasone ai piatti dipinti del romanzo proustiano, alla palla da baseball di DeLillo), fra letteratura, cinema, arte contemporanea.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87905" title="abolire" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/abolire.jpg" alt="" width="125" height="168" />ABOLIRE LA PROPRIETA&#8217; INTELLETTUALE<br />
Michele Boldrin, David K. Levine<br />
pp. 248<br />
Laterza, € 18,00<br />
ISBN:  9788842098218</p>
<p>Copyright e brevetti costituiscono un male inutile perché non generano maggiore innovazione ma solo ostacoli alla diffusione di nuove idee.<br />
Negli anni a venire la crescita economica dipenderà, sempre più, dalla nostra capacità di ridurre – e finalmente eliminare – il monopolio intellettuale, liberando la creatività diffusa che esso oggi opprime. Come nella battaglia per il libero commercio, il primo passo deve consistere nella distruzione delle fondamenta teoriche della posizione mercantilista la quale sostiene che, senza il monopolio intellettuale, l&#8217;innovazione sarebbe impossibile. È vero il contrario.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87906" title="odiroma" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/odiroma.jpg" alt="" width="128" height="186" />L&#8217;O DI ROMA<br />
In tondo e senza fermarsi mai<br />
Tommaso Giartosio<br />
pp. 288<br />
Laterza, € 12,00<br />
ISBN: 9788842098232</p>
<p>Incontrerò mille ostacoli grossi come macigni. Cosa faccio se mi trovo davanti una casa privata? O le mura romane? O il fiume? O la gabbia delle tigri, allo zoo?<br />
Seguire una forma, «come un poeta cerca una rima». Così nasce una strana scommessa: viaggiare a piedi attorno alla propria città lungo una circonferenza perfetta, attraversando palazzi, caserme, musei, discariche, campi da calcio, cimiteri, binari, fiumi, e bussando a tutte le porte pur di non scostarsi di un metro dalla propria rotta. Il cerchio magico si anima di presenze antiche e moderne. Accanto a Rilke, Borges e Leopardi troviamo seminaristi scettici e suore anarchiche, poliziotte sospettose e carabinieri incantevoli, geometri appassionati e operai noir. E lo scrittore-viaggiatore, che cerca di capire il suo viaggio e la sua scrittura: «La verità è che la mia O è l&#8217;unica O che ho».</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87908" title="manifesto" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/manifesto.jpg" alt="" width="128" height="151" />MANIFESTO DEGLI ECONOMISTI SGOMENTI<br />
Capire e superare la crisi<br />
PP. 124<br />
Minimum Fax, € 7,50<br />
ISBN: 978-88-7521-397-8</p>
<p>La crisi che attraversiamo si sta rivelando uno tsunami capace di distruggere economie di intere nazioni come la Grecia, mettere in discussione la tenuta stessa dell’Unione Europea, portare anche l’Italia a un crac sociale di dimensioni imprevedibili. Le ricette delle istituzioni sono ben note: salvataggio delle banche a tutti i costi, fiducia cieca nella stessa bolla finanziaria che ha creato il disastro, e politiche di austerity che acuiscono il conflitto sociale. Ma nel frattempo si sta diffondendo una sensibilità diversa, alternativa al neoliberismo, secondo la quale è necessario porre delle regole alla finanza globale in nome di una società più equa.<br />
Il Manifesto degli economisti sgomenti è un libro essenziale per diverse ragioni. Innanzitutto è un vademecum chiarissimo per chi vuole mantenere un occhio critico sulla realtà: in dieci concisi capitoli smentisce altrettante false certezze sulla crisi economica che sentiamo ripetere, indiscusse, sui media: dall’idea che «i mercati finanziari sono efficienti» a quella che «l’aumento del debito pubblico è il risultato di una spesa eccessiva». In secondo luogo è la proposta concreta di una serie di misure economiche da adottare invece di quelle fallimentari adoperate finora. Infine è una guida a una serie di pratiche che ogni giorno ciascuno di noi, nel suo piccolo, può mettere in atto, per costruire insieme un’economia diversa e migliore.<br />
 <br />
 <br />
<em> </em></p>
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<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Istituzioni: Ornaghi difende l&#8217;accordo per il Colosseo e si batterà contro la criminalità a Pompei</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 11:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Economia della Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8221;L&#8217;operazione Colosseo deve partire e avere un valore paradigmatico per il diverso modello di sviluppo del sistema Paese nel campo del patrimonio. Non c&#8217;è semplicemente uno sponsor. C&#8217;è anche l&#8217;impegno civile di un imprenditore italiano&#8221;. Lo afferma il ministro dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi, in un&#8217;intervista al &#8221;Corriere della Sera&#8221;, spiegando che &#8221;l&#8217;accordo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87641" title="ornaghi" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/ornaghi.jpg" alt="" width="265" height="190" />&#8221;L&#8217;operazione <strong>Colosseo</strong> deve partire e avere un valore paradigmatico per il diverso modello di sviluppo del sistema Paese nel campo del patrimonio. Non c&#8217;è semplicemente uno<strong> sponsor</strong>. C&#8217;è anche l&#8217;<strong>impegno civile di un imprenditore italiano</strong>&#8221;. Lo afferma il ministro dei Beni culturali, <strong>Lorenzo Ornaghi</strong>, in un&#8217;intervista al<strong> &#8221;Corriere della Sera&#8221;</strong>, spiegando che &#8221;l&#8217;accordo pone paletti molto precisi. Non ci sono equivoci. Insisto: ora urge un quadro definito di regole generali, chiare, rigorosamente e correttamente applicate&#8221;.<br />
In merito invece a <strong>Pompei</strong>, &#8221;gran parte degli scavi, lo ricordo, sono in buone condizioni e tutelati da personale appassionato. Ora sono in arrivo, come si sa, <strong>105 milioni di euro</strong> dell&#8217;<strong>Unione Europea&#8221;</strong>. Pompei, prosegue Ornaghi parlando del rischio che i fondi facciano muovere la <strong>criminalità organizzata</strong>, &#8221;dovrà diventare un altro esempio di cambiamento. Come dicastero lavoreremo con gli Interni, per un ferreo controllo legato alla sicurezza, e con la Coesione territoriale. Tutto sarà trasparente e messo on line: bandi, concorsi, regolamenti, tempistica, soggetti coinvolti.<br />
Dovremo dimostrare all&#8217;Europa, a tutti, che investire nella tutela del patrimonio italiano è operazione sicura&#8221;.<br />
Altro capitolo quello della<strong> Grande Brera</strong>, sul quale, annuncia Ornaghi, &#8221;riuniremo tuti i soggetti coinvolti: ministero, Comune, Demanio, Difesa, Accademia di Belle Arti.<br />
E&#8217; un impegno precisio, dobbiamo muoverci al più presto&#8221;.<br />
Infine, una parola sul cinema italiano, il ministro fa &#8221;prima di tutto gli auguri a <strong>Nanni Moretti</strong> per il suo incarico a Cannes. Il cinema e&#8217; uno dei marchi dell&#8217;Italia nel mondo. E credo &#8211; conclude &#8211; che dovremo avere grande attenzione nel favorire la nascita di nuovi talenti&#8221;.</p>
<p><em>Fonte: ASCA</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Roma. presentazione del volume &#8220;Economia e marketing della cultura&#8221;. Il 25 gennaio</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/22/roma-presentazione-del-volume-economia-e-marketing-della-cultura-il-25-gennaio/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 08:10:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia della Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Presentazione del volume ECONOMIA E MARKETING PER LA CULTURA di FABIO SEVERINO L’allargamento dei fenomeni culturali e dei loro consumi, il turismo, la creatività, lo sviluppo territoriale impongono continue riflessioni ed aggiornamenti sui modelli gestionali e di promozione. L’organizzazione, sia pubblica che privata, che produce e distribuisce beni ed attività culturali si è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Presentazione del volume</em><br />
<em>ECONOMIA E MARKETING PER LA CULTURA</em><br />
<em>di FABIO SEVERINO</em></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-87249" title="economiaemarketingperlacultura" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/economiaemarketingperlacultura.jpg" alt="" width="154" height="217" />L’allargamento dei fenomeni culturali e dei loro consumi, il turismo, la creatività, lo sviluppo territoriale impongono continue riflessioni ed aggiornamenti sui modelli gestionali e di promozione.<br />
L’organizzazione, sia pubblica che privata, che produce e distribuisce beni ed attività culturali si è evoluta in un soggetto complesso che solo grazie alle più efficaci professionalità, competenze e capacità gestionali riesce ad ottemperare alla propria missione, ad essere istituzione.<br />
Politiche culturali, modelli economici e tecniche di marketing sono le tre direttrici lungo le quali si sviluppa il testo con l’intento di fornire una visione di insieme esaustiva sulle necessità manageriali di un’organizzazione culturale competitiva ed innovativa.</p>
<p>FABIO SEVERINO, dottore di ricerca in Comunicazione e Master in Business Administration, è titolare dello studio di marketing strategico Yocandra srl. E’ vicepresidente dell’Associazione per l’Economia della Cultura, professore a contratto di Economia e gestione delle organizzazioni culturali e coordinatore dell’area Cultura del Centro di ricerca CITTA presso l’Università di Roma La Sapienza e dell’Osservatorio sulle Strategie Europee per la Crescita e l’Occupazione, editor del trimestrale Economia della Cultura edito da ilMulino.</p>
<p>L&#8217;incontro si terrà a Roma presso Palazzo Valentini Mercoledì 25 gennaio 2012 alle ore 17.30</p>
<p><strong>Intervengono</strong><br />
NICOLA ZINGARETTI<br />
Presidente della Provincia di Roma<br />
FRANCESCA COLOMBO<br />
Sovrintendente Fondazione Maggio Musicale Fiorentino<br />
ANDREA ETTORRE<br />
Direttore comunicazione DG Valorizzazione MiBAC<br />
CARLO FUORTES<br />
Amministratore delegato Fondazione Musica per Roma &#8211; Auditorium<br />
MICHELE GERACE<br />
Consigliere di amministrazione PalaExpo<br />
modera<br />
MASSIMILIANO TONELLI, direttore Artribune<br />
Sarà presente l’Autore</p>
<p>Leggi la recensione del libro su <a href="http://www.tafter.it/2012/01/18/economia-e-marketing-per-la-cultura/">Tafter<br />
</a></p>
<p>Informazioni:<br />
Provincia di Roma Palazzo Valentini<br />
Via IV Novembre 119/A Roma</p>
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		<title>Il nuovo Museo Etrusco di Villa Giulia e Villa Poniatowski a Roma</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/20/il-nuovo-museo-etrusco-di-villa-giulia-e-villa-poniatowski-a-roma/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 16:36:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
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		<category><![CDATA[Economia della Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono state inaugurate ieri le nuovissime sale del Museo Etrusco di Villa Giulia e Villa Poniatowski di Roma: un connubio tra le due sedi culturali avviato nel 1995 e volto alla creazione di un unico polo museale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87584" title="villagiulia" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/villagiulia.jpg" alt="" width="311" height="207" />Sono state inaugurate ieri le nuovissime sale del <strong>Museo Etrusco di Villa Giulia e Villa Poniatowski di Roma</strong>: un connubio tra le due sedi culturali avviato nel 1995 e volto alla creazione di un unico polo museale.<br />
Ora infatti, una volta terminata la visita a Villa Giulia, percorrendo un breve viale sarà possibile raggiungere <strong>Villa Poniatowski, acquistata dallo Stato nel 1989 al termine di un lungo iter di esproprio</strong> per accogliere l&#8217;ampliamento del vicino Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e realizzare così il &#8220;<strong>Polo museale etrusco di Roma</strong>&#8220;. </p>
<p>Nella restaurata sede saranno visitabili nuove collezioni in un percorso che parte dagli ambienti ipogei fino ad arrivare al piano nobile in cui figurano la Tombadel Guerrieri di Todi (V sec a.C), la necropoli di Peschiera, frammenti del tempio della Mater Matuta e numerose tombe risalenti all’epoca della necropoli della Colombella e Palestrina.<br />
Al piano terra quattro nuove sale sono dedicate a Veio, il nemico di Roma mentre un posto d’onore è riservato al grande gruppo di <strong>Ercole e Apollo</strong>, per la prima volta esposti uno di fronte l’altro.<br />
<strong>17 mila volumi</strong> riguardanti la storia e gli scavi nei territori etruschi testimoniano la preziosità dei tesori, finora relegati ai depositi, e che finalmente vengono esposti al pubblico.</p>
<p>Una riapertura importantissima dunque per <strong>la Capitale che ha investito</strong> tra il 1997 e il 2010 nella ristrutturazione degli spazi <strong>oltre 18 milioni di euro.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Aste: il 26 gennaio all&#8217;asta da Sotheby&#8217;s &#8216;La circoncisione di Cristo&#8217; di Federico Barocci</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 15:30:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Andrà all&#8217;asta il 26 gennaio da Sotheby&#8217;s un&#8217;opera di Federico Barocci, &#8216;La circoncisione di Cristo&#8217;, di un privato, che secondo l&#8217;assessore alla cultura della Provincia di Pesaro Urbino, Davide Rossi, potrebbe essere un dipinto preparatorio della Pala d&#8217;altare, ora ospitata al Louvre, che era a Pesaro nella Chiesa del Nome di Dio. Rossi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87522" title="barocci" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/barocci.jpg" alt="" width="188" height="220" />Andrà all&#8217;asta il<strong> 26 gennaio</strong> da<strong> Sotheby&#8217;s</strong> un&#8217;opera di <strong>Federico Barocci</strong>,<strong> &#8216;La circoncisione di Cristo&#8217;</strong>, di un<strong> privato</strong>, che secondo l&#8217;assessore alla cultura della Provincia di Pesaro Urbino, <strong>Davide Rossi</strong>, potrebbe essere un dipinto preparatorio della <strong>Pala d&#8217;altare</strong>, ora ospitata al <strong>Louvre</strong>, che era a <strong>Pesaro</strong> nella <strong>Chiesa del Nome di Dio</strong>. Rossi invita <strong>fondazioni bancarie e banche del territorio</strong> a prendere in considerazione la possibilità di &#8221;acquisire il dipinto e rimetterlo così a disposizione della comunità provinciale&#8221;.<br />
<em></em></p>
<p><em>Fonte: ANSA</em></p>
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		<title>Cinema: i lungometraggi di interesse culturale secondo il MiBAC</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 13:30:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia della Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[MiBAC]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stato reso noto dal Ministero per i Beni e le attivià culturali l&#8217;elenco dei lungometraggi che, nella riunione conclusiva della Commissione per la Cinematografia, sono stati riconosciuti di interesse culturale, con eventuale contributo economico. Interesse culturale e contributo, lungometraggi, terza sessione 2011 del 17/01/2012. Educazione Siberiana di Gabriele Salvatores &#8211; 800 mila [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87227" title="educazione siberiana" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/educazione-siberiana.jpg" alt="" width="224" height="154" />E&#8217; stato reso noto dal <strong>Ministero per i Beni e le attivià culturali</strong> l&#8217;elenco dei <strong>lungometraggi</strong> che, nella riunione conclusiva della <strong>Commissione per la Cinematografia</strong>, sono stati riconosciuti di <strong>interesse culturale</strong>, con <strong>eventuale contributo economico.</strong></p>
<p>Interesse culturale e contributo, lungometraggi, terza sessione 2011 del 17/01/2012.</p>
<p><strong>Educazione Siberiana</strong> di <strong>Gabriele Salvatores &#8211; 800 mila euro</strong>.</p>
<p><strong>Posti in piedi in paradiso</strong> di <strong>Carlo Verdone &#8211; 650 mila euro</strong>.</p>
<p><strong>Venuto al mondo</strong> di<strong> Sergio Castellitto &#8211; 700 mila euro.</strong></p>
<p><strong>Anime nere</strong> di <strong>Francesco Munzi &#8211; 400 mila euro</strong>.</p>
<p><strong>Viaggio sola</strong> di <strong>Maria Sole Tognazzi &#8211; 400 mila euro</strong>.</p>
<p><strong>La prima luce</strong> di <strong>Vincenzo Marra &#8211; 350 mila euro.</strong></p>
<p><strong>Se chiudo gli occhi non sono più qui</strong> di <strong>Vittorio Moroni &#8211; 200 mila euro</strong>.</p>
<p><strong>Io e te</strong> di <strong>Bernardo Bertolucci (Solo interesse culturale).</strong></p>
<p><strong>Benvenuti al Nord</strong> di <strong>Luca Miniero (Solo interesse culturale).</strong></p>
<p><strong>Immaturi il viaggio</strong> di <strong>Paolo Genovese (Solo interesse culturale).</strong></p>
<p>La commissione dovrà confermare a visione copia l&#8217;interesse culturale anche per<strong> &#8221;E&#8217; nata una star&#8221;</strong> di<strong> Lucio Pellegrini</strong>. Non sono invece rientrati nelle risorse dell&#8217;ultima seduta:<strong> Vietato alle signore</strong> di <strong>Giorgio Ferrara</strong>. <strong>Nessuno mi pettina bene come il vento</strong> di <strong>Peter Del Monte. Vino dentro</strong> di <strong>Fernando Vicentini Orgnani</strong>. <strong>Salva l&#8217;ultimo</strong> di <strong>Pasquale Marrazzo. Sunday O. L&#8217;uomo dei tamburi</strong> di <strong>Alex Infascelli.</strong></p>
<p><em>Fonte: ASCA</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Restauro: la Uil ritira l&#8217;esposto contro la sponsorizzazione del Colosseo</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 10:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Beni Culturali]]></category>
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		<category><![CDATA[Restauro]]></category>

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		<description><![CDATA[La Uil beni culturali ritira l&#8217;esposto presentato il 18 marzo a magistratura e Corte dei Conti sul contratto di sponsorizzazione del Colosseo, firmato dal ministero dei Beni culturali con il patron della Tod&#8217;s Diego Della Valle. Il sindacato in una nota denuncia &#8220;l&#8217;aggressione mediatica istituzionale a cui è sottoposto da settimane&#8221;. Fonte: Adnkronos]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87221" title="colosseo" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/colosseo1.jpg" alt="" width="259" height="194" />La <strong>Uil beni culturali</strong> ritira l&#8217;esposto presentato il <strong>18 marzo</strong> a magistratura e Corte dei Conti sul <strong>contratto di sponsorizzazione del Colosseo</strong>, firmato dal ministero dei Beni culturali con il patron della Tod&#8217;s Diego Della Valle. Il sindacato in una nota denuncia &#8220;l&#8217;aggressione mediatica istituzionale a cui è sottoposto da settimane&#8221;.</p>
<p><em>Fonte: Adnkronos</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Festival: annullato il Festival della Commedia di Stresa</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 17:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8221;Peccato, perché era davvero un bella idea&#8221;, ha detto Carlo Verdone dopo aver appreso la notizia che il Festival della Commedia, che si sarebbe dovuto tenere a Stresa dal luglio 2012, non vedrà la luce &#8211; sottolinea una nota della rassegna &#8211; a causa dei tagli che le amministrazioni piemontesi hanno subito in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87190" title="verdone" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/verdone.jpg" alt="" width="225" height="225" />&#8221;Peccato, perché era davvero un bella idea&#8221;, ha detto <strong>Carlo Verdone</strong> dopo aver appreso la notizia che il <strong>Festival della Commedia</strong>, che si sarebbe dovuto tenere a <strong>Stresa dal luglio 2012</strong>, non vedrà la luce &#8211; sottolinea una nota della rassegna &#8211; a causa dei tagli che le amministrazioni piemontesi hanno subito in questo momento di crisi e soprattutto a partire da un bilancio generale effettuato alla fine dell&#8217;anno scorso.</p>
<p><em>Fonte: ANSA</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Economia della cultura: il mondo della cultura e dello spettacolo protesta in Sardegna</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 16:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il mondo della cultura e dello spettacolo sardo si mobilita per scongiurare il taglio del 60% dei fondi previsto dalla finanziaria regionale, attualmente all&#8217;esame della Commissione Bilancio. Solo lo spettacolo dal vivo passa da 11 a 4 milioni di euro: una mattanza, denunciano gli operatori del settore. Riuniti nel Coordinamento degli organismi dello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87173" title="danza" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/danza.jpg" alt="" width="290" height="202" />Il <strong>mondo della cultura e dello spettacolo sardo</strong> si mobilita per scongiurare il <strong>taglio del 60% dei fondi</strong> previsto dalla <strong>finanziaria regionale</strong>, attualmente all&#8217;esame della <strong>Commissione Bilancio</strong>. Solo lo spettacolo dal vivo passa <strong>da 11 a 4 milioni di euro</strong>: una mattanza, denunciano gli operatori del settore. Riuniti nel<strong> Coordinamento degli organismi dello Spettacolo e delle Arti sceniche della Sardegna</strong>, questa mattina hanno dato vita ad un sit-in con bandiere e striscioni davanti alla sede dell&#8217;Assessorato regionale alla Cultura: sotto accusa le politiche del governo <strong>Cappellacci</strong>.</p>
<p><em>Fonte: ANSA</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>21-01-12 &#8211; Seminario &#8220;Il Mercato dell’arte contemporanea. Bene rifugio e rifugio del Bene&#8221;. Il 21 e 22 gennaio</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 15:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia della Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Il seminario &#8220;Il Mercato dell’arte contemporanea. Bene rifugio e rifugio del Bene&#8221; ha lo scopo di costruire una piena comprensione della valenza culturale e intellettuale dell’arte come forma atavica di espressione e di indagine sul proprio tempo, e  fornisce gli strumenti per stabilire una netta demarcazione tra comprare e collezionare. L’obiettivo è di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87070" title="meetingupdate" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/meetingupdate1.jpg" alt="" width="344" height="198" />Il seminario<strong> &#8220;Il Mercato dell’arte contemporanea. Bene rifugio e rifugio del Bene&#8221;</strong> ha lo scopo di costruire una piena comprensione della valenza culturale e intellettuale dell’arte come forma atavica di espressione e di indagine sul proprio tempo, e  fornisce gli strumenti per stabilire una netta demarcazione tra comprare e collezionare. L’obiettivo è di <strong>trasmettere le competenze per poter “leggere” i linguaggi espressivi più evoluti e distinguere tra arte di qualità e manierismo</strong>, per individuare la distanza intellettuale tra arredare e arricchire la propria vita, selezionando i valori culturali ed economici che una scelta consapevole può generare nell’ambito di una passione che è anche una disciplina identitaria per individui, imprese e collettività.</p>
<p>E’ previsto, inoltre, <strong>un approfondimento sul tema strategico dell’economia culturale</strong>, oggi fonte primaria di ricchezza per molti soggetti: singoli, società, imprese, città d’arte e intere regioni collegate, aziende e studi di consulenza, collezionisti privati e semplici appassionati. A questo scopo verranno presentati i casi Deutsche Bank e Premio Terna, di cui Cascino è stato Curatore.</p>
<p>Mediante un <strong>confronto tra le dinamiche italiane e quelle di altri Paesi caratterizzati</strong> da modalità organizzative, progettuali e gestionali mature, saranno analizzate le caratteristiche dei distretti culturali e i diversi attori che vi operano, le tipologie di mercato e i processi di consumo culturale, fino a individuare la prospettiva dei mercati emergenti e i criteri di individuazione e selezione della Qualità.</p>
<p>Il seminario si rivolge a un<strong> pubblico esteso e variegato di interessati alle dinamiche dell’arte contemporanea e dell’economia</strong>; dagli appassionati agli operatori, dagli amministratori pubblici ai dirigenti d’azienda fino ai curatori, ai galleristi e agli artisti che sentano il bisogno di operare con gli strumenti professionali evoluti e di alto profilo, in un mondo sempre più complesso e globale. A fine giornata di Domenica, Cascino intervista un artista romano di grande qualità: Alessandro Piangiamore.</p>
<p>E’ possibile iscriversi direttamente al MACRO Sabato 21  Gennaio presso il Desk di ARTEPRIMA entro l’inizio del seminario.<br />
Costo: 150 Euro salvo facilitazioni</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>PROGRAMMA (Corso di Francesco Cascino)</strong></span></p>
<p><strong>• Sabato 21 Gennaio: dalle ore 11 alle ore 14_ (3 ore)</strong></p>
<p><em>Riconoscere la Qualità: non compro, progetto.</em></p>
<p>Il valore della Qualità e dell’intelligenza progettuale.<br />
La collezione come strumento di lettura del proprio tempo.<br />
Le 5 regole per non sbagliare artista, progetto, collezione.<br />
<strong>• Sabato 21 Gennaio: dalle ore 15 alle ore 18_ (3 ore)</strong></p>
<p><em>Quale crisi? Il punto sull’arte contemporanea oggi. </em></p>
<p>L’incredibile crescita dei prezzi del quadriennio 2004-2008.<br />
Il rapporto tra valore culturale e valore economico.<br />
Nonostante la crisi l’arte tiene e continua a crescere: perché.<br />
<strong>• Domenica 22 Gennaio: dalle ore 11 alle ore 14_ (3 ore)</strong></p>
<p><em>Qualità globale: stili, linguaggi, comportamenti.</em></p>
<p>I linguaggi di nuova generazione e il Presente.<br />
Il sistema professionale dell’arte: di chi fidarsi.<br />
Le organizzazioni internazionali e il confronto con l’Italia.</p>
<p><strong>Francesco Cascino intervista ALESSANDRO PIANGIAMORE</strong></p>
<p>Consulta il <a href="http://www.arteprima.org/">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni: </strong><br />
Francesco Cascino<br />
Mob: 335. 58 77 992  <br />
Tel. Studio: 06. 45 43 25 57 <br />
<a href="mailto:infoart@francescocascino.com">infoart@francescocascino.com</a></p>
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