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	<title>Tafter &#187; Arte</title>
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	<description>Cultura è Sviluppo</description>
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		<title>Chi l&#8217;ha detto che l&#8217;arte è noiosa? Arrivano gli Art-Blitz!</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/02/10/chi-lha-detto-che-larte-e-noiosa-arrivano-gli-art-blitz/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 16:06:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bernardi Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<description><![CDATA[L'arte è noiosa solo se raccontata nel modo sbagliato. Per questo l'associazione culturale Habitart ha idetao gli Art-Blitz, incontri con esperti capaci di raccontare e spiegare l'arte in modo divertente e curioso. Queste "incursioni nell'arte" sono state sperimentate per la prima volta in occasione della Notte Bianca di Arte Fiera – Art First a Bologna.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89623" title="logo_artblitz" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/logo_artblitz.jpg" alt="" width="390" height="207" />Chiamiamo le cose con il loro nome: viviamo in un Paese in cui esiste uno<strong> stereotipo</strong> che definisce l&#8217;<strong>arte noiosa.</strong><br />
Non si parla di cultura in senso lato, ma di patrimonio artistico: che sia urbano, architettonico, pittorico, si intendono quindi le opere fisicamente esistenti, davanti a cui ci troviamo e temiamo di rimanere ammutoliti davanti all&#8217;incomunicabilità che emanano. E di colpo, diventano noiose.<br />
Ma la <strong>noia</strong> non è forse un concetto estremamente relativo?<br />
A<strong> Bologna</strong> è nato un progetto che parte proprio da questa convinzione: nulla è noioso, se è raccontato in modo da non esserlo.<br />
Proprio in base a questa convinzione nasce <strong>Art-Blitz!</strong>, evento creato da <strong>Jacopo Innocenti e Elena Ramazza</strong>, i due giovani bolognesi fondatori di<a href="http://www.habitart.org/"> <strong>Habitart</strong> </a>associazione culturale che propone eventi e progetti che valorizzano il patrimonio culturale senza agire sulle opere di cultura, ma sullo sguardo e la percezione del pubblico.<br />
<strong>Sabato 28 gennaio,</strong> in occasione della <strong>Notte Bianca di Arte Fiera – Art First</strong> si sono tenuti i primi Art-Blitz, ovvero brevissime incursioni “nell&#8217;arte” e “dell&#8217;arte”. I visitatori diretti dentro <strong>Palazzo d&#8217;Accursio</strong> per fare un giro tra le installazioni di Arte Fiera Off (gli eventi in giro per la città che rientravano nel programma di Arte Fiera) potevano, prima di misurarsi con le forme dell&#8217;arte contemporanea, godere di qualche minuto di<strong> “incursione artistica”</strong> grazie agli Art-Blitz.<br />
Habitart ha posizionato un gruppo di <strong>giovani storici dell&#8217;arte</strong> pronti a fornire informazioni e raccontare aneddoti sulla storia e gli aspetti culturali di Palazzo d&#8217;Accursio, in modo rapido, divertente, condensato e incisivo (nonché assolutamente gratuito): un vero tuffo, un vero blitz!<br />
Per esempio, chi tra i bolognesi sa che il<strong> 24 febbraio del 1530</strong>, giorno dell’<strong>incoronazione di Carlo V</strong> venne costruito un <strong>pontile</strong> che collegava <strong>Palazzo d’Accursio</strong> e<strong> San Petronio</strong> per creare un effetto palcoscenico? Però … il pontile crolla! Ed era anche il compleanno del Re!<br />
Oppure, sapevate che lo scalone che porta al primo piano del Palazzo sia stato fatto costruire da <strong>Papa Giulio II</strong> per farci passare cavalli e carrozze in modo da non scomodarsi troppo per raggiungere le sue stanze al secondo piano?<br />
E chi sapeva che <strong>Sala Borsa</strong>, oggi bellissima biblioteca, nel secondo dopoguerra era <strong>Piazza Coperta</strong> di giorno e <strong>Palasport</strong> di sera? Venivano montati canestri per il basket, palchi per incontri di pugilato e il pubblico tifava dai ballatoi laterali, dove ora ci sono i tavoli studio e gli spazi dell’<strong>Urban Center.</strong><br />
Questo è il sapore degli Art-Blitz. Non è necessaria la narrazione cronologica né un’introduzione troppo specifica, lo stimolo serve poi ad approfondire ciò che è risultato più interessante.<br />
Jacopo ed Elena, raccontano che «i cinque minuti che davano senso al nome dell&#8217;iniziativa diventavano spesso e volentieri dieci o quindici, e si finiva per chiedersi: “Se queste storie sono così semplici e divertenti, perché nessuno le sa?”»<br />
Delle<strong> oltre duemila persone</strong> che hanno visitato le installazioni di Arte Fiera a Palazzo d&#8217;Accursio moltissime, e soprattutto in continuazione, si sono fermate a godersi gli art-blitz, e a farsi acchiappare da essi. Famiglie, intenditori, gruppi di amici nel pre-serata, giovani e meno giovani: un pubblico variegatissimo si è lasciato incuriosire, sorprendere e strappare risate nel giro di pochi minuti, per poi continuare verso Arte Fiera Off.<br />
Riflettendo con gli ideatori del progetto, ci si interroga su come il progetto Art Blitz abbia tolto ogni accezione di “noia” dall&#8217;idea di dedicarsi per un po&#8217; di tempo ad un intrattenimento artistico e culturale, e ci si continua a domandare esattamente dove e come questo processo venga innescato.<br />
&#8220;Non possiamo dare una risposta definitiva&#8221; spiegano &#8220;però sappiamo c&#8217;è uno strano distacco tra l&#8217;atmosfera rassegnata che si respira tra la<strong> “gente di cultura”</strong> e il grande entusiasmo che abbiamo incontrato per strada la sera degli ArtBlitz. Nasce il sospetto che la convinzione radicata secondo cui i musei sono vuoti perché “oggigiorno la gente preferisce guardare la tv”, non sia del tutto fondata. La domanda di arte e di cultura esiste ed è forte, ne abbiamo avuto la dimostrazione. Ma spesso, soprattutto se si parla di arte un po&#8217; fuori moda, come si trova ad essere a Bologna l&#8217;arte non strettamente contemporanea, si attesta un generale allontanamento del pubblico. I musei sono  deserti la maggior parte del tempo, e gli eventi disertati. Eppure, a giudicare dalle espressioni meravigliate dei nostri ascoltatori, pare che la storia e la storia dell&#8217;arte, persino nelle sue parti più demodé, non interessi esclusivamente gli specialisti, anzi. Che l&#8217;errore stia nel modo di proporla?&#8221;.<br />
Ma qualsiasi cosa venga guardata è veicolata dall&#8217;occhio di guarda. Ed è su quell&#8217;occhio che è necessario agire, specie in un momento in cui imparare il come guardare e non solo il cosa è di vitale importanza.<br />
Elena Ramazza e Jacopo Innocenti hanno le idee chiare, con l&#8217;entusiasmo di chi è appena partito, e le competenze giuste per provare a far girare le cose diversamente: &#8220;Siamo convinti che trovando il mezzo giusto &#8211; che non sappia di polvere o di professore –  raccontare questo tipo di arte potrebbe essere divertente e interessante per tutti, e non solo per i pochi che hanno un bagaglio culturale tale da farli sopravvivere, per esempio, a una visita in<strong> Pinacoteca.</strong><br />
Noi vogliamo cominciare dalla città, dall&#8217;arte che si incontra tutti i giorni camminando per strada: è incredibile quante storie si nascondano nelle strade che percorriamo tutti i giorni&#8221;.<br />
La loro idea alla fine, è semplicissima, e proprio per questo assolutamente efficace: tu dammi cinque minuti, e grazie all&#8217;Art Blitz io ti immergo, ti racconto, ti fornisco informazioni, ti incuriosisco e ti stimolo ad approcciarti all&#8217;arte che in questo momento ti sta circondando. E poi, puoi continuare per la tua strada, senza formalismi né difficoltà.<br />
Art Blitz combatte quella patina di noia che si deposita sulle cornici dei quadri e sulla forma mentale di chi a prescindere non si interesserebbe mai a una visita guidata perchè “è noiosa”. Perchè “è noiosa” non vuol dire niente, è un concetto personale e assolutamente carente dal punto di vista descrittivo.<br />
Il neonato progetto di Habitart sfida il tempo, perchè si avvale di soli cinque minuti, e consacra il vero significato di arte alla portata di tutti: a chi non è in grado – per i più svariati motivi – di venire a richiedere un contenuto artistico e culturale, allora deve essere portato, perchè anche chi meno se lo aspetta può trovarsi completamente immerso in cinque minuti in cui si scopre che la storia di Bologna è stata fatta anche dalla sfortuna di Carlo V il giorno del suo compleanno, dalla pigrizia di Giulio II e dalla doppia vita di quella che oggi è la Biblioteca cittadina Sala Borsa.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tecnologie nucleari per le opere d&#8217;arte di  Valerio Lombardi </title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 16:02:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio Lombardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[A proposito di ...]]></category>
		<category><![CDATA[Vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Nuove tecnologie]]></category>
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		<description><![CDATA[Era il novembre del 1975. Entravo per la prima volta nelle aule di Via Tiburtina, per seguire la lezione di Fisica Nucleare del Prof. Sebastiano Sciuti, allievo e amico di Ettore Majorana che, durante quella prima emozionante lezione, ci parlò di qualcosa di inaspettato, che mi trafisse, come il raggio di sole di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89622" title="opereraggix" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/opereraggix.jpg" alt="" width="307" height="251" />Era il novembre del 1975. Entravo per la prima volta nelle aule di Via Tiburtina, per seguire la lezione di Fisica Nucleare del Prof. Sebastiano Sciuti, allievo e amico di Ettore Majorana che, durante quella prima emozionante lezione, ci parlò di qualcosa di inaspettato, che mi trafisse, come il raggio di sole di Quasimodo: la possibilità di utilizzare tecniche avanzate, anche di derivazione nucleare, per eseguire analisi non invasive su opere d’arte.<br />
Ma non è stata subito sera; da allora sono passati quasi quarant’anni.<br />
Gli scienziati, che si sono dedicati a sviluppare tecniche quale quella impiegata dai valenti<a href="http://www.tafter.it/2012/02/08/nuove-tecnologie-i-ris-dei-carabinieri-indagano-la-gioconda-di-dannunzio/"> Carabinieri del RIS</a>, hanno faticato più a vincere le diffidenze umanistiche che a studiare e realizzare sistemi di misura che, tanto per cambiare, hanno visto l’Italia all’avanguardia nella ricerca e in retroguardia nelle applicazioni.<br />
Finalmente ora tutto sembra cambiato: allievi di Sciuti hanno corsi di Laurea che insegnano agli studenti  a eseguire queste misure e stanno nascendo operatori  qualificati che affiancano storici dell’arte ed esperti vari, evitando loro il rischio di gravi errori di attribuzione, supportandoli nelle loro deduzioni con prove oggettive.<br />
C’è chi si è attrezzato con strumenti portatili per eseguire rapidamente misure in loco, con il fine di assicurare, all’acquirente di un’opera d’arte, che sta prendendo in carico proprio l’opera acquistata, già sottoposta ad analisi di autenticità, e non una copia sostituita all’ultimo momento.</p>
<p>Clamoroso! Chissà se il Professore lo sa.</p>
<p><em>Valerio Lombardi è un ingegnere nucleare e Responsabile dei progetti HERITAGE (Studio di nuovi modelli per la Valorizzazione e Salvaguardia di Beni Culturali) e SARCH (Realizzazione di un Automa per la configurazione ingegnerizzata di Salvaguardie commisurate alle fragilità dei siti archeologici e agli impatti degli eventi organizzati nel loro ambito)</em></p>
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		<title>Arte: l&#8217;artista Hypnos per l&#8217;ambiente con &#8216;shit gold&#8217;</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 15:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>

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		<description><![CDATA[A 50 anni dalla&#8220;merda d&#8217;artista&#8221; di Piero Manzoni, il noto pittore Italiano &#8216;Hypnos&#8217; (www.hypnosarte.com) ha presentato alla galleria Art Today di Roma 99 scatole di latta del peso di 500 g contenente liquame trattato denitrato e deazotato denominate &#8216;shit gold&#8217; (merda oro). Le provocazioni di Hypnos, come sempre, sono finalizzate ad una alchimia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89558" title="merdadartista" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/merdadartista.jpg" alt="" width="225" height="225" />A <strong>50 anni</strong> dalla<strong>&#8220;merda d&#8217;artista&#8221;</strong> di <strong>Piero Manzoni</strong>, il noto pittore Italiano<strong> &#8216;Hypnos&#8217;</strong> (<a href="http://www.hypnosarte.com/">www.hypnosarte.com</a>) ha presentato alla <strong>galleria Art Today di Roma 99 scatole di latta del peso di 500 g</strong> contenente <strong>liquame trattato denitrato e deazotato</strong> denominate <strong>&#8216;shit gold&#8217; (merda oro).</strong> Le provocazioni di Hypnos, come sempre, sono finalizzate ad una alchimia sociale. E in questo caso la sua sollecitazione per la creazione di &#8220;una banca del letame, in stile olandese&#8221; vuole richiamare l&#8217;attenzione di tutta la filiera per fare di uno scarto una risorsa non solo a <strong>fini ambientali</strong> (&#8220;abbattimento dell&#8217;azoto&#8221;) ma anche <strong>economici</strong> (&#8220;c&#8217;è una risorsa reale che andrebbe sprecata e che invece può produrre energia ecocompatibile&#8221;).<br />
&#8220;Alcune Regioni d&#8217;Italia &#8211; spiega l&#8217;artista &#8211; stanno promuovendo iniziative volte alla risoluzione di un assai spinoso problema, quello dell&#8217;<strong>abbattimento dell&#8217;azoto</strong> nelle <strong>masse organiche</strong> derivanti da <strong>deiezioni animali</strong>. Le regioni italiane dovrebbero attivare una manifestazione di interesse per raccogliere dal mercato e dall&#8217;industria proposte che rappresentino lo stato dell&#8217;arte e della tecnica nell&#8217;ambito. Auspico che allevatori, associazioni di produttori di carne, associazioni di categorie coinvolti nella filiera si consorzino ed assieme a cordate industriali creino una filiera in grado di gestire l&#8217;intero ciclo produttivo. Lo stoccaggio della deiezione, il trattamento chimico per la denitrificazione, l&#8217;eventuale utilizzo della biomassa ottenuta in centrali di cogenerazione&#8221;.<br />
La &#8220;shit gold&#8221; di Hypnos ha numerosi precedenti nell&#8217;arte del Novecento, dall&#8217;<strong>orinatoio di Duchamp (&#8216;Fontaine&#8217;, 1917)</strong> alle coprolalie surrealiste. <strong>Salvador Dalì, Georges Bataille</strong>, e prima di tutti <strong>Alfred Jarry</strong> con<strong> &#8216;Ubu Roi&#8217; (1896)</strong>, avevano dato dignità letteraria alla parola &#8216;merde&#8217;. L&#8217;opera di hypnos si differenzia sostanzialmente da quella di Manzoni, nella &#8221;merda d&#8217;autore&#8221; del Manzoni abbiamo una chiusura di senso dell&#8217;opera d&#8217;arte, (opera che non ha più un messaggio da comunicare ma significa solo se stessa) nell&#8217;opera di Hypnos &#8220;la merda è l&#8217;oro del futuro, dopo l&#8217;oro giallo, l&#8217;oro nero ( il petrolio) avremo l&#8217;oro marrone il liquame. Se la normativa lo consentisse, l&#8217;Italia potrebbe essere in grado di produrre biometano per soddisfare circa il <strong>10-20% del fabbisogno nazionale attuale</strong>, come sostiene il <strong>Consorzio Italiano Biogas</strong>&#8220;.</p>
<p><em>Fonte: Adnkronos</em></p>
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		<title>Arte: duemila euro di indennizzo per due patatine d&#8217;artista andate perdute</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 12:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Galleria]]></category>
		<category><![CDATA[Scultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Un artista tedesco ha ottenuto partita vinta davanti al tribunale di Monaco di Baviera, che ha condannato i titolari di una galleria d&#8217;arte a versargli 2000 euro di indennizzo per aver smarrito le sue due patatine fritte fornite 22 anni fa. L&#8217;incredibile vicenda aveva avuto origine nel 1990, quando lo scultore Stefan Bohnenberger [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89513" title="chips" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/chips.jpg" alt="" width="282" height="178" />Un <strong>artista tedesco</strong> ha ottenuto partita vinta davanti al <strong>tribunale di Monaco di Baviera</strong>, che ha condannato i titolari di una <strong>galleria d&#8217;arte</strong> a versargli <strong>2000 euro di indennizzo</strong> per aver smarrito le sue<strong> due patatine fritte fornite 22 anni fa</strong>. L&#8217;incredibile vicenda aveva avuto origine nel<strong> 1990</strong>, quando lo scultore<strong> Stefan Bohnenberger</strong> aveva fornito alla <strong>Galleria d&#8217;arte &#8220;Mosel und Tschechov&#8221;</strong> due patatine fritte, che incrociate una sull&#8217;altra erano state utilizzate come modello per una composizione d&#8217;oro denominata<strong> &#8220;Pommes d&#8217;Or&#8221;.</strong> Nel <strong>2005</strong> i rapporti tra la galleria e l&#8217;artista si erano guastati e tra le parti c&#8217;erano stati vari litigi giudiziari culminati nello scorso anno, quando Bohnenberger aveva chiesto la restituzione delle due patatine fornite come modello 22 anni fa. La galleria aveva risposto di averle perdute ed allora lo scultore aveva denunciato i titolari chiedendo un indennizzo di 2000 euro per l&#8217;opera d&#8217;arte andata irrimediabilmente perduta.<br />
I giudici di Monaco gli hanno dato ragione, accettando come credibile la testimonianza di un&#8217;amica di Bohnenberger, che ha dichiarato di voler acquistare le due patatine scomparse per <strong>2500 euro</strong>. Nella sentenza i galleristi sono stati dunque condannati al pagamento di 2000 euro più gli interessi e ad accollarsi il <strong>90% delle spese di giudizio</strong>. I giudici non hanno infatti accettato la spiegazione della gallerista <strong>Andrea Tschechov</strong> che le due patatine erano servite solo &#8220;come modello per realizzare un&#8217;analoga croce d&#8217;oro&#8221;.</p>
<p><em>Fonte: AGI</em></p>
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		<title>Como. Mostra ITALIAN NEWBROW. Dall&#8217;11 febbraio al 25 marzo</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 07:07:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Low Cost]]></category>
		<category><![CDATA[Politiche Giovanili]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella prestigiosa cornice della Pinacoteca di Palazzo Volpi a Como, dall’11 febbraio al 25 marzo 2012, Ivan Quaroni presenta Italian Newbrow, per la prima volta in un’istituzione pubblica: un nucleo di 16 artisti che con i loro lavori – dipinti, sculture, installazioni – restituiscono uno spaccato fortemente rappresentativo della giovane arte italiana. Una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89433" title="ITALIANNEWBROW" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/ITALIANNEWBROW.jpg" alt="" width="389" height="289" />Nella prestigiosa cornice della <strong>Pinacoteca di Palazzo Volpi a Como, dall’11 febbraio al 25 marzo 2012</strong>, Ivan Quaroni presenta<strong> Italian Newbrow</strong>, per la prima volta in un’istituzione pubblica: <strong>un nucleo di 16 artisti che con i loro lavori</strong> – dipinti, sculture, installazioni –<strong> restituiscono uno spaccato fortemente rappresentativo della giovane arte italiana</strong>. Una pluralità di voci e modi espressivi che recupera iconografie popolari di oggi &#8211; dal fumetto all’illustrazione, dal graphic design alla pubblicità, alla musica &#8211; incrociandole con l’arte di ieri. Dialogo reso più evidente in questa particolare occasione espositiva, dall’intreccio delle opere contemporanee con quelle della Quadreria storica del museo comasco. La mostra, la cui direzione organizzativa è stata affidata a Nicoletta Castellaneta, è promossa dalla Fondazione Club Lombardia, con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Como e il patrocinio della Regione Lombardia.</p>
<p>La rassegna intende raccontare i mutamenti artistici seguiti alla diffusione di massa di Internet e alla globalizzazione e mostrare come sia cambiato il contesto in cui si trovano a operare le nuove generazioni di artisti.<br />
“<strong>Italian Newbrow</strong> non è propriamente un movimento artistico – spiega Ivan Quaroni – e neanche un nuovo linguaggio condiviso, ma un’attitudine, un’inclinazione anzi, che si coglie simultaneamente da più fonti e che rappresenta una direzione suggerita dall’immaginario di massa determinato dal mondo globale e dai mutamenti tecnologici e culturali che ne derivano”.<br />
Gli artisti, tutti di<strong> età compresa fra i 25 e i 45 anni,</strong> chiamati a raccontare tale scenario sono: Silvia Argiolas, Diego Cinquegrana, Alice Colombo, Vanni Cuoghi, Paolo De Biasi, Marco Demis, Emiliano Di Mauro, Diego Dutto, Eloisa Gobbo, Massimo Gurnari, Fulvia Mendini, Elena Rapa, Michael Rotondi, Giuliano Sale, Tiziano Soro, Giuseppe Veneziano.</p>
<p><strong>Gli artisti di Italian Newbrow captano lo zeitgeist del mondo contemporaneo, ne colgono i differenti linguaggi e codici espressivi</strong> e li uniscono in lavori che combinano tra loro culture lontanissime, mantenendo però intatte le caratteristiche di stile dei loro luoghi di appartenenza. Un’arte che si esprime nella zona di confine tra globale e locale e che fonde ironia e irriverenza, influssi neo-gotici e suggestioni folk, citazioni punk e cultura popolare.<br />
Italian Newbrow è una modalità di pensiero che attinge simultaneamente ad una pluralità di fonti iconografiche, siano esse alte o basse, che sono radicate nella cultura e nell’immaginario pop di questo nostro mondo globale e connesso. </p>
<p>Ivan Quaroni ha presentato per la prima volta il progetto Italian Newbrow nel 2009, durante la quarta Biennale di Praga. Il termine newbrow nasce in opposizione al termine lowbrow, considerato dagli artisti della scena Pop surrealista americana sminuente e avvilente, per porre l’accento sull’aspetto nuovo e inedito di fare arte.</p>
<p>Accompagna la mostra un catalogo con testi critici di Ivan Quaroni e Igor Zanti.</p>
<p>Inaugurazione  Venerdì 10 febbraio, ore 18.30<br />
<strong>Orari</strong>    da martedì a sabato 9.30 &#8211; 12.30 / 14 – 17<br />
mercoledì orario continuato 9.30 &#8211; 17. Domenica 10 – 13.<br />
Chiuso lunedì.</p>
<p><strong>Ingresso</strong>    € 3 (il biglietto consente di visitare anche la collezione permanente)</p>
<p>Consulta il <a href="http://www.museicivici.comune.como.it">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Pinacoteca Civica Palazzo Volpi<br />
Via Diaz, 84 Como<br />
Tel:  031.269869</p>
<p><em>Immagine: Giuseppe Veneziano Mc Emmaus acrilico su tela  110&#215;140 cm</em></p>
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		<title>Bando: il Comune di Bari istituisce l’albo dei Writers e degli Street Artists</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 14:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La ripartizione Culture e Marketing Territoriale del Comune di Bari comunica che è in pubblicazione l’avviso per l’istituzione dell’albo dei Writers e degli Street Artists, secondo quanto previsto dalle linee guida approvate dalla giunta municipale il 14 luglio scorso. Grazie a questo provvedimento si potrà dare ufficialmente inizio al progetto “CAP 70110 &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89375" title="cap70100" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/cap70100.jpg" alt="" width="270" height="180" />La ripartizione Culture e Marketing Territoriale del <strong>Comune di Bari</strong> comunica che è in pubblicazione l’avviso per l’istituzione dell’<strong>albo dei Writers e degli Street Artists</strong>, secondo quanto previsto dalle linee guida approvate dalla giunta municipale il 14 luglio scorso. Grazie a questo provvedimento si potrà dare ufficialmente inizio al progetto <strong>“CAP 70110 &#8211; City Art Project”</strong>, nato dalla collaborazione tra l’amministrazione comunale e l’associazione culturale<strong> “V-Roots”</strong> con lo scopo di favorire l’incontro tra la città e i fenomeni artistici metropolitani, riducendo al contempo i fenomeni di vandalismo.<br />
<strong>Fino alle ore 12 del prossimo 13 marzo</strong>, sarà quindi possibile iscriversi all’albo del Comune di Bari per poter poi esercitare la propria creatività nell’abbellire spazi degradati e riqualificare determinate aree urbane.<br />
Possono fare domanda tutti i <strong>maggiorenni residenti a Bari</strong> che, singolarmente o riuniti in gruppi e associazioni, praticano il <strong>graffitismo</strong> e la <strong>street-art</strong> in genere. L’iscrizione all’albo infatti è condizione necessaria per la successiva assegnazione degli spazi a tal fine individuati dall’amministrazione comunale. L’attribuzione dell’area avrà durata annuale e potrà essere rinnovata.<br />
La <strong>domanda di iscrizione</strong>, redatta sul modulo scaricabile a questo <a href="http://www.comune.bari.it/portal/page/portal/bari/bandiEConcorsi/bandiDiGara?id_upload=919">link</a>, dovrà pervenire, a mano o mediante raccomandata A.R., presso la sede della ripartizione Culture e Marketing Territoriale del Comune di Bari, in via Argiro 33. Gli uffici sono aperti al pubblico dal lunedì al venerdì, dalle ore 10 alle 12.<br />
L’albo dei Writers e degli Artisti di strada sarà aggiornato annualmente.<br />
“Oggi &#8211; dichiara il Sindaco <strong>Michele Emiliano</strong> &#8211; manteniamo una promessa fatta qualche tempo fa ai nostri amici writers. Iscrivendosi all’albo comunale, tutti gli street artist  della città avranno l’opportunità di esprimere il proprio talento su muri che verranno loro legalmente affidati dall’amministrazione comunale affinché li rendano più belli, facendone opere d’arte alla portata di tutti. Sono certo che le aree individuate per gli interventi artistici acquisteranno colore e attrattività, e che i cittadini  sapranno apprezzare.”</p>
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		<title>San Valentino 2012: tutti gli eventi in Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 12:47:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che abbiate trovato l’anima gemella o meno anche quest’anno la festa di San Valentino è arrivata: fioccano in tutta la penisola le iniziative culturali e le idee per passare una giornata all’insegna dell’amore e della tenerezza. Puntuale come ogni anno Tafter vi aggiorna sulle proposte più interessanti e romantiche.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89405" title="eventi san valentino innamorati arte" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/eventi-san-valentino-innamorati-arte.jpg" alt="" width="400" height="386" />Che abbiate trovato l’anima gemella o meno anche quest’anno la festa di San Valentino è arrivata: fioccano in tutta la penisola le iniziative culturali e le idee per passare una giornata all’insegna dell’amore e della tenerezza. Puntuale come ogni anno Tafter vi aggiorna sulle proposte più interessanti e romantiche:</p>
<p><strong>Nazionali</strong><br />
MiBAC propone l’iniziativa “<strong>San Valentino, Innamorati dell&#8217;Arte</strong>&#8221; che ha il duplice significato di invitare a fruire del patrimonio artistico, sia le persone già innamorate dell&#8217;arte che quelle che vogliono conoscerla e innamorarsene.  In tutti i musei, monumenti e siti archeologici statali <strong>si entra in due pagando un solo biglietto</strong>. L’arte come l’amore è una rivelazione improvvisa ed una meravigliosa scoperta. E invitare la persona amata a visitare uno dei nostri musei equivale al gesto d’amore per eccellenza: il bacio. Per questo, in occasione della Festa degli innamorati, martedì 14 febbraio, il <a href="http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html_1036025877.html#eventi">Ministero per i Beni e le Attività Culturali</a> invita tutte le coppie nei musei e luoghi d’arte statali.  San Valentino è il primo grande evento dell’anno che il MiBAC offre a tutti i cittadini italiani e stranieri per stimolare la conoscenza e la riscoperta delle nostre bellezze artistiche e valorizzare una ricchezza che tutto il mondo ci invidia e di cui noi, per primi, possiamo godere.<br />
L’iniziativa quest’anno è stata ribattezzata <a href="http://www.tafter.it/2012/01/26/eventi-per-san-valentino-due-ingressi-al-prezzo-di-uno-nei-musei-monumenti-e-siti-archeologici-statali/">MiBACi</a> e sul sito del ministero troverete l’elenco completo delle strutture museali statali, molte delle quali per l’occasione organizzano eventi e manifestazioni a tema.</p>
<p>Se invece avete più tempo a disposizione e volete concedervi una gita fuori porta <a href="http://www.tafter.it/2012/02/01/tra-firenze-e-venezia-riscoprire-il-romanticismo-con-un-tour/">qui </a>troverete tante proposte alternative per week end e viaggi all’insegna della cultura e delle tradizioni del territorio.</p>
<p><strong>Valle d’Aosta</strong><br />
Il Comune di Aosta organizza infatti un San Valentino in mongolfiera &#8211; L’Amore è nell’aria per il giorni 13 e 14 febbraio 2012.<br />
In quelle date verranno organizzati voli speciali in partenza da Aosta, con brindisi in volo a 3mila metri tra le montagne più alte d’Europa e fuochi d’artificio di carta, ammirando un panorama mozzafiato. Prima di partire, ogni coppia rilascerà nel cielo, appesa a un palloncino, la propria promessa d’amore.<br />
Per alcune coppie di innamorati, le più fortunate, sarà possibile effettuare un volo gratuito in uno dei due giorni: i biglietti gratuiti saranno estratti a sorte tra quelli che invieranno la richiesta presso l’<a href="http://www.lovevda.it/turismo/default_i.asp">Ufficio Turismo del Comune di Aosta</a>, anche via e-mail, entro il 6 febbraio 2011.</p>
<p><strong>Torino</strong><br />
Nel capoluogo piemontese è possibile prenotare un tour di coppia: una visita guidata sugli amori e i tradimenti nella Torino del passato. Tutto il Gossip dei personaggi importanti vissuti o transitati da Torino in una divertente serata evento a cui, per chi lo desidera può far seguito un gustoso Apericena in un locale del centro storico</p>
<p><a href="http://www.barburin.com/?p=home">http://www.barburin.com/?p=home</a></p>
<p>Se invece volete programmare una cena movimentata la <a href="http://www.comune.torino.it/gtt/turismo/serate_mese_2.shtml">società Gruppo Torinese Trasporti</a> organizza cene speciali a bordo dei suoi Gustotram e Ristocolor, rispettivamente un tram e un battello che porteranno in giro per la città ammirando gli splendidi panorami mentre gustate una cena o aperitivo. Quest’anno ad accompagnarvi nel viaggio oltre alla musica è prevista anche la lettura di alcune poesie d’amore.</p>
<p><strong>Milano</strong><br />
Proponete un San  Valentino tra arte, cultura e avventura al <strong>Castello Sforzesco</strong>.  La salita sulle Merlate permette di analizzare da un punto di vista  privilegiato la struttura del castello rinascimentale, nella sua doppia  funzione di difesa e di residenza. L’itinerario comprende la visita delle  Merlate, camminamenti di ronda che collegano le varie torri del  Castello e che consentono una meravigliosa panoramica sulla città, la  Stanza delle Guardie all’interno del Torrione dei Carmini dove sono  visibili riproduzioni fedeli delle armi che caratterizzavano  l’equipaggiamento dei soldati, e infine il Rivellino di Santo Spirito  avamposto di difesa del castello.  Al termine della visita è previsto un momento di relax presso il locale Serendepico di piazza Castello dove verrà servito un aperitivo nel quale sarà possibile degustare cocktail alcolici e analcolici, long drink, frozen e numerosi vini selezionati accompagnati da una selezione di finger food preparati al momento da esperti chef.</p>
<p>Adartem propone anche altri percorsi romantici legati all’arte, come la visita<strong> l&#8217;Ultima Cena di Leonardo da Vinci</strong>. Un&#8217;occasione unica per scoprire, accompagnati da uno storico dell&#8217;arte, il dipinto. murario più famoso al mondo. L&#8217;osservazione di questo capolavoro permette di comprendere le modalità di esecuzione del dipinto, realizzato dall&#8217;artista dal 1495 al 1498. Il percorso comprenderà anche la visita degli esterni e del chiostro della meravigliosa Basilica di Santa Maria delle Grazie, oggi riconosciuto patrimonio dell&#8217;umanità dall&#8217;Unesco.Al termine della visita è previsto un momento di relax presso il locale Colonial Cafè di corso Magenta 85, dove sarà possibile degustare cocktail alcolici e analcolici accompagnati da un delizioso buffet.</p>
<p><a href="http://www.adartem.it/">http://www.adartem.it/</a></p>
<p>In occasione della festa di San Valentino, martedì 14 febbraio, gli innamorati potranno visitare la mostra <strong>“Gustav Klimt. Disegni intorno al Fregio di Beethoven”</strong>, in programma allo Spazio Oberdan della Provincia di Milano fino al 6 maggio 2012, usufruendo di un ingresso ridotto a 6 euro ciascuno.<br />
Il percorso espositivo si apre con i manifesti originali della Secessione viennese realizzati tra gli altri da Koloman Moser, Alfred Roller, Ferdinand Hodler e Leopold Stolba e alcuni numeri della celebre rivista “Ver sacrum”.<br />
La mostra presenta diciotto disegni di Klimt provenienti da New York: cuore dell&#8217;esposizione, i fogli indagano la figura della donna e della musica attraverso il conflitto tra Eros e Thanatos, tematiche ricorrenti nelle opere del maestro austriaco e nucleo fondante del Fregio di Beethoven, famoso affresco concepito come omaggio al compositore tedesco,riprodotto in scala 1:1 da un team di scenografi e decoratori. Le forze ostili e Questo bacio al mondo intero, seconda e terza parte della maestosa allegoria realizzata da Klimt, sono ricostruite in una sala in cui risuonano le note della Nona Sinfonia di Beethoven per offrire al visitatore un&#8217;esperienza di arte totale.<br />
<a href="http://www.provincia.milano.it/cultura">Spazio Oberdan</a>, Tel. 02 7740.6302/6381;<br />
<a href="http://www.klimtmilano.com,">Alef cultural project management</a>,<br />
<a href="mailto:info@klimtmilano.com">info@klimtmilano.com</a><br />
Tel. +39 02 45496873/4</p>
<p><strong>Venezia</strong><br />
Il <strong>Galeone Veneziano</strong> è lieto di proporre a tutti gli innamorati una romantica emozione. Un’occasione unica per trascorrere un &#8220;insolito&#8221; San Valentino nella splendida cornice di Venezia e della sua laguna. Murano, Burano, Torcello… le luci soffuse delle isole veneziane illumineranno il panorama, mentre le note delle più belle canzoni d’amore accompagneranno il pasto a bordo. La navigazione proseguirà verso S. Erasmo e S. Francesco, subito dopo il Galeone farà rotta verso Venezia dove, una volta terminata la cena, sarà prevista una piacevole sosta per una romantica passeggiata tra i palazzi di Piazza S. Marco. Risaliti a bordo, la splendida vista sulla laguna accompagnerà gli innamorati fino allo scoccare della mezzanotte, momento in cui verranno alzati i calici sotto le stelle per il brindisi.<br />
Info &amp; Prenotazioni: 800.960309 &#8211; 328.8194814<br />
<a href="mailto:info@sanvalentinovenezia.it">info@sanvalentinovenezia.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Firenze</strong><br />
Lo splendido scenario delle colline fiorentine stavolta sarà lo sfondo di una serata romantica. Il Sestiere Castellare organizza all&#8217; Antico Spedale del Bigallo una cena-spettacolo alternativa per gli innamorati del XXI° secolo, ideata per farli tuffare nell&#8217; <strong>Amor Cortese del 1300</strong>, facendo assaporare pietanze prelibate, speziate e ricercate, sulle dolci note di un&#8217;arpa che farà risuonare nella sala l&#8217;incanto della musica d&#8217;amore medievale &#8230; potendo diventare per una sera dama e cavaliere, illuminati solo da un&#8217;avvolgente fiammella di candela, così intima, immersi in un salone dove la storia grida da ogni pietra, mentre giullari e giocolieri stupiscono i commensali con giochi di parole e di fuoco. Un San Valentino inusuale e alternativo.<br />
<a href="http://www.sanvalentinomedievale.it/">http://www.sanvalentinomedievale.it/</a></p>
<p><strong>Verona</strong><br />
La città di Romeo e Giulietta, patria degli innamorati il programma degli appuntamenti è fittissimo. Dall’11 al 14 febbraio si terrà un vero e proprio festival, <strong>Verona in love</strong>: si potrà entrare nella casa di Giulietta al costo di un solo euro, verranno allestiti spettacoli teatrali a tema, Piccoli crimini coniugali e saranno organizzate passeggiate in giro per la città, le Luminarie d’amore.</p>
<p><a href="http://www.veronainlove.it/it">http://www.veronainlove.it/it</a></p>
<p><strong>Padova</strong><br />
Il <strong>Gran Teatro Geox</strong> propone al pubblico un importante spettacolo di danza di Ciaikovskij: il 14 febbraio andrà in scena Romeo e Giulietta.<br />
Il balletto ispirato a Shakespeare, nella particolare, attuale rivisitazione del geniale coreografo Giorgio Madia, reduce dai successi del 2009, del 2010 e del 2011, dopo aver incantato il pubblico in importantissimi teatri in Italia e Spagna, torna a grande richiesta sui palcoscenici italiani, con la produzione del prestigioso Balletto di Milano.La giornata, il 14 febbraio, non è stata scelta a caso: sarà un modo originale per passare la serata di San Valentino, assistendo alla messa in scena della storia d’amore per eccellenza.<br />
Čajkovskij compose l&#8217;Ouverture-Fantasie Romeo e Giulietta, ispirata all&#8217;omonima tragedia shakespeariana, nel 1869, la modificò profondamente nel 1870 (riscrivendone intere parti) e la rielaborò ulteriormente nel 1880 (modificandone la parte finale). Per questo nuovo balletto non ci si è avvalsi solo della celebre versione definitiva, ma anche delle altre due, dando allo spettatore l&#8217;occasione &#8211; che al momento neanche il mercato discografico sembra offrire &#8211; di conoscere praticamente tutto il contenuto (qui presentato sotto forma di quattro frammenti) dei manoscritti di Romeo e Giulietta lasciatici da Čajkovskij e custoditi a Mosca. I biglietti sono in vendita a partire da € 23 (ridotto bambini 7-10 anni € 5) online al sito www.granteatrogeox.com. Per informazioni <a href="http://www.granteatrogeox.com">www.granteatrogeox.com</a><br />
<a href="http://www.zedlive.com%20">www.zedlive.com </a><br />
Infoline 049/8644888</p>
<p><strong>Cervia</strong><br />
Il week end dedicato a San Valentino a Cervia con i fuochi d’artificio . Nella magica suggestione dell’area storica dei magazzini del sale sabato 11 febbraio si tiene un affascinante spettacolo pirotecnico. Non solo le stelle nella magica notte dedicata agli innamorati a Cervia, dalle 22:00 il cielo della zona più romantica di Cervia, ovvero fra i <strong>Magazzini del Sale, la torre San Michele</strong> e il giardino con la fontana del “ tappeto sospeso”, si trasformerà in una romantica cascata di luci e colori sapientemente miscelata in armonie suggestive ed effetti speciali.</p>
<p><strong>Il sentiero (di sale) degli innamorati</strong><br />
Una novità nel 2012, sospesa tra magia e suggestione, è il sentiero di sale per gli innamorati. Ai Magazzini del Sale, sotto le imponenti volte che hanno ospitato per secoli il “frutto” delle saline cervesi, verrà allestito per tutto il week-end un sentiero di sale dolce sul quale potranno passeggiare a piedi nudi le coppie di innamorati, novelli sposi o eterni fidanzati e naturalmente anche i single ancora in attesa di incontrare l’anima gemella. Camminare sul sentiero sarà un modo per giovarsi delle note virtù benaugurali del sale, propiziando (o semplicemente migliorando) la propria fortuna in amore. Sarà il sindaco di Cervia il primo a camminare lungo questo originale sentiero dando il via a questo romantico rituale.<br />
Per i novelli sposi, poi, oltre al lancio del riso, Cervia propone anche una pioggia di sale dolce con il migliore augurio di buona fortuna, per un mare di felicità.<br />
<strong>“Cervia sposi” al Magazzino del sale</strong><br />
Inizia venerdì 10 febbraio il weekend degli sposi a Cervia, una “tre giorni” piena di iniziative dedicate al magico momento della promessa d’amore. Si parte alle 18:30 dal centro storico di Cervia, in piazza Garibaldi, dove un corteo di auto d’epoca e carrozze trainate da cavalli scorteranno le coppie di sposi fino al Magazzino del Sale Torre. Qui, nella cornice storica dei Magazzini, lo spazio basilicale dell’edificio è allestito con una grande Fiera dedicata agli sposi che conta circa 40 espositori accanto a un’interessante e pregevole mostra di abiti da sposa d’epoca del primo Novecento.<br />
Lungo il weekend il pubblico è accolto tra aperitivi e selezioni musicali fino a domenica 12 febbraio quando ha luogo l’evento clou, la sfilata di abiti da sposa che attirerà il pubblico attento a tutte le novità della nuova stagione di moda.<br />
<strong>Tavolo per due con sorpresa</strong><br />
I ristoranti di Cervia, Milano Marittima, Pinarella e Tagliata prepareranno per il week-end di San Valentino una selezione di menu tipici e piatti dedicati alla festa dell’amore. Le coppie potranno cenare a lume di candela, in un’atmosfera che celebra il più classico romanticismo. Dopo aver assaggiato le eccellenze del territorio e della tradizione, il tutto naturalmente insaporito dal famoso sale dolce di Cervia e accompagnato dalla celeberrima piadina romagnola, le coppie di innamorati riceveranno inoltre in dono da alcuni ristoratori il Luchetto dell’amore, da agganciare alla panchina degli innamorati per scambiarsi una promessa di amore eterno.<br />
In piazza Garibaldi sarà poi possibile volteggiare sulla grande pista di pattinaggio sulla quale si succederanno momenti di animazione. Anche la natura strizza l’occhio agli innamorati invitandoli a lunghe passeggiate sulla spiaggia, libera dagli ombrelloni, in pineta e in salina, dove si può assistere a vividi tramonti “infuocati” che scaldano gli occhi e il cuore.</p>
<p>Per informazioni turistiche: tel. 0544 993435 <a href="http://www.turismo.comunecervia.it/">http://www.turismo.comunecervia.it/</a><br />
Per prenotazioni hotel: tel. 0544 72424 <a href="http://www.cerviaturismo.it/">http://www.cerviaturismo.it/</a></p>
<p><strong>Ferrara</strong><br />
Eros ed Eris, il Dio dell&#8217;Amore e la Dea della Discordia, gli antipodi del mito e della vita, capaci di infiammare i cuori o un&#8217;intera città. Sono loro i registi nemmeno troppo occulti della guerra per eccellenza dell’antichità, quella di Troia, sul cui sfondo sbocciano e vivono una serie di amori, tutti inevitabilmente destinati a una fine tragica.<br />
Anticipando di pochi giorni i festeggiamenti per San Valentino, il <strong>Museo Archeologico Nazionale di Ferrara inaugura l’11 febbraio</strong>, alle ore 17, la <strong>mostra “L’amore al tempo della guerra”</strong>, singolare itinerario tra le tante storie d’amore raffigurate sulle ceramiche spinetiche, curato dagli archeologi Caterina Cornelio e Mario Cesarano. L’inaugurazione è preceduta alle ore 16 da un incontro con Mario Cesarano che presenta la mostra con l’aiuto di immagini commentate<br />
Come sfogliando un album fotografico, le pitture dei vasi attici esposti nel museo raccontano le struggenti vicende dei protagonisti dei poemi omerici, strumenti e vittime di un fato che non perdona.<br />
Il racconto si dipana dal rapporto tra Teti e Peleo, i genitori di Achille, che con le proprie nozze sono gli involontari artefici della guerra di Troia. È proprio durante il loro banchetto nuziale che Eris lancia il pomo della discordia che porterà al giudizio di Paride e al rapimento di Elena.<br />
Il vaso che raffigura la consegna delle armi ad Achille è il legame che conduce dal matrimonio alla guerra.<br />
Tra le tante vicende amorose che si sviluppano durante il conflitto, tra amori che nascono e si consumano e altri che si interrompono bruscamente e dolorosamente, la vicenda più emblematica e intensa è quella di Ettore e Andromaca.<br />
Con la morte di Ettore, il destino di Troia è segnato come illustrano i vasi con l&#8217;Ilioupersis (La caduta di Ilio), l&#8217;ultima notte della città.<br />
Giganteggiano le figure femminili, sempre votate a una fine sventurata. Moglie ideale, vedova fedele e madre affranta, Andromaca racchiude in sé l&#8217;impotenza e il dolore di una donna che deve affrontare una vita schiava degli Achei che le hanno ucciso non solo l’amato marito ma anche il figlio. L’infelice Cassandra è doppiamente vittima. Da un lato, l&#8217;aver negato ad Apollo il proprio amore la condanna a non essere mai creduta nonostante possieda il dono di predire il futuro; dall&#8217;altro, l&#8217;essere stata fatta prigioniera da Agamennone, che la porta in patria come schiava e amante, scatena l&#8217;ira di Clitennestra, che uccide entrambi a colpi d&#8217;ascia.<br />
Clitennestra, a sua volta, più che per gelosia, uccide per vendicare il sacrificio della figlia Ifigenia, figura tragica e toccante immolata dal padre Agamennone per propiziare la partenza della flotta greca per Troia.</p>
<p>Sabato 11 febbraio 2012, dalle 14.45 alle 15.45, i volontari del Gruppo Archeologico Ferrarese propongono <strong>&#8220;Aspettando San Valentino&#8221;</strong>, visita guidata a tema per scoprire le storie d&#8217;amore raffigurate sulle ceramiche di Spina. L&#8217;invito è rivolto soprattutto a giovani coppie e a genitori o nonni con bimbi: sono infatti presenti due giovani volontarie che conducono i bambini di qualsiasi età in speciali visite guidate tutte per loro, visite che si protrarranno fino alle ore 16 per consentire agli adulti di partecipare all&#8217;inaugurazione della mostra<br />
Martedì 14 febbraio, alle ore 16, l&#8217;archeologo Mario Cesarano illustra contenuti e curiosità della mostra nel corso della conferenza<strong> &#8220;L&#8217;amore al tempo della guerra&#8221;</strong> con ampi riferimenti storici e immagini commentate. In occasione di San Valentino il Ministero per i Beni e le Attività Culturali offre due ingressi al prezzo di uno<br />
Sabato 18 Febbraio, dalle 15 alle 16.30, il Gruppo Archeologico Ferrarese propone &#8220;Parliamo ancora di guerra e d&#8217;amore&#8221;, visita guidata alla mostra con momenti di animazione e letture. Questa volta protagoniste dell&#8217;animazione sono Eris, dea della discordia, che sulla scena delle nozze di Teti e Peleo racconta i prodromi della guerra di Troia, e Cassandra, infelice eroina divisa fra il desiderio (violento e respinto) di Apollo e l&#8217;amore incompreso e incompiuto verso Enea, che a sua volta racconta la fine di Troia come causa dell&#8217;insano amore di Paride per Elena. Le letture, invece, raccontano di feste di nozze sull&#8217;Olimpo, in particolare quelle di Teti e Peleo.</p>
<p><a href="http://www.archeobologna.beniculturali.it">http://www.archeobologna.beniculturali.it</a> – <a href="htto://www.archeoferrara.beniculturali.it">www.archeoferrara.beniculturali.it</a></p>
<p>Museo Archeologico Nazionale<br />
Via XX Settembre n. 122 &#8211; Ferrara<br />
da sabato 11 febbraio a domenica 22 aprile 2012<br />
orari: martedì-domenica 9.30-17 (ultimo ingresso ore 16.30) &#8211; Chiuso lunedì<br />
Ingresso € 4,00 &#8211; ridotto € 2,00 -<br />
tel. (+39) 0532.66299 &#8211; fax (+39) 0532.741270 -<a href="mailto:sba-ero.museoarchferrara@beniculturali.it "> sba-ero.museoarchferrara@beniculturali.it </a><br />
<strong>Parma</strong><br />
Si celebra l’amore, nel castello di Fontanellato, sabato 11 febbraio alle 20.30 per festeggiare un romantico San Valentino, un appuntamento irrinunciabile per chi è innamorato. Nella splendida cornice della Rocca Sanvitale la nuova edizione del format “<strong>Il Gusto della Cultura – Fuoco e Fiamme</strong>” vi condurrà in un viaggio tra le pieghe del cuore.<br />
L’evento prevede una visita guidata al castello con una degustazione finale di prodotti tipici, in forma di cena seduti ai tavoli, in pinacoteca. Durante il percorso incontrerete di sala in sala “donne antiche e cavalieri” che per forza d’amore vissero nei secoli trascorsi. Nobili affetti, anime innamorate, sentimenti combattuti, fatalità del destino, cantati dal sommo poeta Dante Alighieri: dalla lirica evocazione della storia d’amore tra Francesca da Rimini e Paolo Malatesta, con Lancillotto e Ginevra sullo sfondo nelle pagine del “libro galeotto” fino a Cleopatra, regina d’Egitto, legata a Cesare e ad Antonio. Da Elena che fu causa addirittura di una guerra durata a lungo tra Troiani ed Achei alla regina Didone che si uccise quando venne abbandonata da Enea, suo grande amore. Per lui venne meno alla promessa di serbarsi fedele alla memoria del marito Sicheo. E poi ascolterete la storia d’amore tra Tristano, il celebre personaggio del ciclo arturiano e la bella Isotta di Cornovaglia. Dai romanzi carolingi a quelli bretoni fino agli eroi classici. I personaggi vi trasporteranno in un viaggio tra letteratura e storia per rendere “per sempre” il vostro speciale San Valentino.<br />
Per informazioni e prenotazioni: Iat Rocca Sanvitale: tel. 0521.829055. <a href="http://www.fontanellato.org">www.fontanellato.org</a></p>
<p><strong>Carpineti</strong><br />
Dal 9 al 17 febbraio, Carpineti ospiterà il 7° raduno internazionale di<strong> Mongolfiere di San Valentino</strong>. Organizzata dal <a href="http://www.comune.carpineti.re.it/Sezione.jsp?idSezione=110">Comune di Carpineti </a>e da Comunicazione in volo sarà l’occasione per esplorare il mondo del volo e delle mongolfiere. Oltre 30 le mongolfiere con equipaggi italiani e internazionali che si alzeranno quotidianamente in volo. Un modo sicuramente non convenzionale per gridare dall’alto all’intero mondo il vostro amore.</p>
<p>A <strong>Cerreto sulle Alpi</strong> invece sono previste, 11 Febbraio la tradizionale ciaspolata si trasforma nella <strong>Lunata degli Innamorati</strong>: una notte speciale in un bosco ricamato di neve, sotto un manto di stelle con la persona che amate e con uno spettacolo di fuochi d&#8217;artificio preparati appositamente per voi. Poi cena in un rifugio illuminato dal fuoco delle candele. Per festeggiare San Valentino in un modo un po’ diverso dal solito, una ciaspolata notturna con cena a lume di candela e sorpresa finale!<br />
<a href="http://www.emiliaromagnaturismo.it/it/eventi/reggio-emilia/sport-e-giochi/ciaspolate-con-i-briganti-di-cerreto/scheda?ID=14253&amp;NPAGE=1&amp;ISFREE=ON&amp;FREEFIND=ciasp">Ufficio turismo Emilia Romagna<br />
</a></p>
<p><strong>Forlì</strong><br />
L’associazione <strong>Slow Food</strong> organizza la Ciaspolata di San Valentino in Campigna<br />
Domenica 13 febbraio<br />
Ore: 7.00 Ritrovo con le proprie auto al Caffè Casavecchia (piazzale Papa Giovanni XXIII 6 Forlì) per la colazione. Per chi preferisce andare direttamente alle ore 9,30 abbiamo appuntamento al piazzale de l’Albergo Lo Scoiattolo in Campigna con la nostra guida Lello, Guida Alpina Abilitata, e consegna ciaspole a chi le ha prenotate. Si farà una passeggiata di 2,15’ per poi ritrovarsi a pranzo presso l’ all’Agriturismo Il Poderone. Costo della giornata 43,00 € per tutti (comprende onorario guida + assicurazione infortuni + noleggio ciaspole 5,00 + pranzo)<br />
Per chi ha le proprie ciaspole dovrà detrarre dall’importo totale i 5,00 € del noleggio.<br />
Sarà possibile prenotarsi anche solo per il pranzo e raggiungere il gruppo all’ora indicata.<br />
Info e prenotazioni a Sabrina Marin Tel. (+39) 347 7114074 <a href="mailto:smsmarin@gmail.com ">smsmarin@gmail.com </a><br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Genova</strong><br />
Volete regalarvi un&#8217;esperienza emozionante ed esclusiva per festeggiare San Valentino in una delle location più suggestive di Genova ammirando l&#8217;eleganza dei grandi predatori del mare? L&#8217;Acquario di Genova, cuore del mondo AcquarioVillage vi propone una cena a lume di candela davanti alla grande vasca degli squali.<br />
Dopo un drink allestito davanti alle vasche dell&#8217;Acquario di Genova, l&#8217;esperienza prosegue con una affascinante visita guidata serata della struttura. La serata si conclude con una raffinata cena in una scenografia spettacolare ed emozionante: gli squali e la loro grande vasca faranno da cornice a una serata straordinaria.La serata inizia alle ore 20 e ha un costo di 90 Euro per persona. È necessaria la prenotazione.Per maggiori informazioni e prenotazioni, contattare Incoming Liguria, tel. 010/2345.666,<a href="http://www.incomingliguria.it "> www.incomingliguria.it </a></p>
<p><strong>Gradara</strong><br />
Continua la rassegna <a href=" http://www.gradara.org/2012/01/17/san-valentino-al-castello-di-paolo-e-francesca/">Gradara d’Amare</a>: da sempre luogo di amori proibiti, in questo antico borgo storia e  leggenda si fondono e creano il mito eternato da Dante nel V canto dell’Inferno della Divina Commedia. Qui dove l’amore di <strong>Paolo e Francesca</strong> sopravvive anche dopo la morte, si rende omaggio alla festa degli innamorati per eccellenza e si potrà visitare il castello dove vissero i due personaggi del canto.<br />
tra l’11 e il 14 febbraio inoltre sono previste visite guidate ( Sulle tracce dell’amore cortese), spettacoli di danza (La dama e il licorno) e l’iniziativa Mi Illumino di meno, in occasione della quale nel borgo si spegneranno tutte le luci per lasciare accese mille candele.<br />
<strong>Terni</strong><br />
Il cioccolato artigianale e l’alta pasticceria protagonisti per cinque giorni nella città di San Valentino per celebrare la festa degli innamorati.<br />
<a href="http://www.cioccolentino.com">Cioccolentino</a> prenderà il via venerdì 10 febbraio 2012 e terminerà il 14, giorno in cui si celebra il Santo Patrono degli innamorati. L’evento è realizzato da Promoeventi, con la collaborazione di <strong>Eurochocolate</strong> e il patrocinio dellaRegione dell’Umbria, della Provincia, del Comune di Terni. Il claim 2012, <strong>Terni città dal cuore fondente</strong>, richiama non solo la tradizione pasticcera della città umbra, ma gioca anche sulla sua storia di città nota in tutto il mondo per le acciaierie. Lo fa però con la dolcezza del cioccolato e la passione di chi si ama, che, nei giorni della kermesse, sarà presente a Terni per festeggiare San Valentino. Come sempre saranno moltissime le iniziative in programma, dedicate al cioccolato e all’alta pasticceria, ma anche a far conoscere la città e le sue eccellenze e a tutti gli innamorati che vogliono rinnovare la loro promessa d’amore.</p>
<p><strong>Perugia</strong><br />
APERITIVO SCIENTIFICO<br />
Martedì 14 febbraio, ore 20.30 <a href="http://www.perugiapost.it/">Centro della Scienza POST</a> &#8211; Piazza del Melo<br />
Per il mese di febbraio l&#8217;Aperitivo Scientifico si trasformerà in un affascinante percorso tra degustazioni, letture e curiosità attorno al tema del vino e dei &#8220;cibi afrodisiaci&#8221;, per trascorrere in modo originale e raffinato la serata di S.Valentino.<br />
Programma della serata:<br />
ore 20:30 cena a cura della Filiera dei Piccoli &#8211; rete locale alimentare con intrattenimento teatrale &#8220;Vino, amore mio&#8221; a cura dell&#8217;associazione Medem/La maschera di vetro e accompagnamento musicale di archi<br />
Mostra collettiva a cura della Galleria il Gianicolo<br />
Ingresso 16 €<br />
Spazio bimbi con cena e intrattenimento 6 €</p>
<p><strong>Roma</strong><br />
L’idea più originale per il San Valentino 2012 è il <strong>Tramjazz di Roma</strong>. Gli ingredienti sono tutti di alto livello: Roma, la squisitezza dei cibi, l’originalità e la qualità delle proposte musicali, l’atmosfera particolare. Una serata di spettacolo che offre insieme un concerto jazz, una deliziosa cena a lume di candela e un viaggio notturno nel centro di Roma a bordo di un tram della Collezione Storica di Atac. L’appuntamento “Hello Love” è a Piazza di Porta Maggiore, ore 21. Itinerario: Porta Maggiore &#8211; San Lorenzo &#8211; Viale Regina Margherita &#8211; Valle Giulia ( sosta a Piazza Thorwaldsen- Galleria d’Arte Moderna ) &#8211; Colosseo ( sosta  Parco del Celio)  Piramide Cestia – Porta Maggiore. Durata: 3 ore. Prenotazione obbligatoria.</p>
<p>Se perdete queto tram non vi demoralizzate. Per le strade di Roma girerà anche <strong>Fashion Bus</strong>: il mezzo è riservato ad una cerchia ristretta di coppie che avranno il piacere di salire a bordo per un viaggio imperdibile fra i luoghi più affascinanti e suggestivi di Roma. Durante la serata musica dal vivo con le dolci note del maestro violinista Mastrantuono. Per cena menù ricchissimo con piatti e ricette della tradizione mediterranea rivisitate in chiave moderna. Partenza dal Circo Massimo ore 21. Ritorno nello stesso punto alle ore 00.30 circa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se invece preferite un San Valentino più tradizionale all’<strong>Auditorium Parco della Musica</strong> il 12, 13 e 14 febbraio nasce la prima edizione di <a href="http://www.romanticamente.eu/">RomanticaMente Festival dell’Amore narrato</a>, con tre Lezioni d’Amore, che partiranno dal mondo classico (Vittorio Sermonti), attraverseranno l’arte e la musica (Claudio Strinati) per giungere alla filosofia (Umberto Galimberti), punto d’arrivo – nel giorno di San Valentino &#8211; di un percorso storico-critico sulla natura dei sentimenti. Intorno ad esse, il Festival propone una serie di appuntamenti con la letteratura, la cultura, il passato e l’attualità del discorso amoroso. In Parole d’amore, due noti autori si confronteranno su poesia, cinema e romanzo, mentre gli aspiranti narratori potranno seguire il laboratorio di scrittura creativa Se Cupido scocca un racconto. Anche la cucina, che ha molti seguaci, sarà protagonista del Festival con il Menu d’amore a cura del Masterchef Spyros Theoridis. Nell’incontro con le Lettere del cuore, la scrittrice Antonella Boralevi racconterà dal suo punto di vista questo fenomeno di costume di ieri e di oggi. L’angolo dei bambini sarà animato dal laboratorio giocoso sulla fiaba Chi corteggia Cenerentola? mentre le arti visive avranno un loro spazio nel concorso fotografico Scatto d’amore e nella mostra Batticuori, che inaugurerà il Festival con le opere di Mojmir Jezek.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Saltara</strong><br />
Domenica 12 febbraio verrà proiettato il film “Non lasciarmi” (2010, M. Romanek), tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore nippo-britannico K. Ishiguro, che affronta temi attuali e discussi quali la donazione degli organi e la clonazione. Il regista dirige un cast brillante fornendo un’interpretazione cinematografica tenera e piena di sentimento e riuscendo a coinvolgere lo spettatore fino a farlo entrare in completa empatia con i personaggi. Il costo dell’evento è compreso nel biglietto di ingresso e  si svolgerà durante il normale orario di apertura del museo (14:30 – 19:00). Riduzioni per i tesserati “Amici del Balì”. Maggiori informazioni sul <a href="http://www.museodelbali.it">sito del museo </a><br />
“Serata d&#8217;astri e amore&#8221;<br />
Planetario sui miti dedicati all’amore<br />
Il Museo del Balì per questa giornata così speciale propone un’apertura straordinaria : una serata nella splendida cornice del planetario dove verranno narrati i miti più belli dedicati all’amore .Se vorrete continuare la serata ,potrete farlo  alla “Trattoria al Balì”attigua alla Villa ,dove ad un prezzo convenzionato (45 euro a coppia) potrete partecipare alla “Cena di Afrodite”. Il costo del biglietto che comprende l’ingresso al Museo e il planetario tematico è di 7 euro ed è valido per due persone.<br />
Per info o prenotazioni telefonare dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle 12 e 30 allo<br />
0721 892390 oppure inviare e-mail a <a href="mailto:prenotazioni@museodelbalì.it">prenotazioni@museodelbalì.it</a></p>
<p><strong>Matera</strong></p>
<p>Il MUSMA. <a href="http://www.musma.it">Museo della Scultura Contemporanea Matera</a> aderisce all&#8217;inziativa del MIBAC e regala a tutte le coppie di innamorati la possibilità di visitare il museo con un solo biglietto. Un’iniziativa, promossa da diverso tempo dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali per i monumenti e siti archeologici statali, che quest’anno il MUSMA condivide e propone per l’intera giornata del 14 febbraio 2012, con il seguente orario: 10.00 – 14.00 / 16.00 – 20.00.</p>
<p>I fidanzati, le coppie di innamorati, in genere tutti quelli che si amano (fratelli e sorelle, madri e figli, nonni e nipoti, ecc.), potranno approfittare dell’occasione per recarsi a Palazzo Pomarici, ovvero il “Palazzo delle cento stanze”, per visitare gli spazi in cui è allestita la collezione permanente del Museo, la mostra dedicata ad Antonio Sanfilippo nelle “Sale della caccia”, le incisioni di Louis Marcoussis, del 1931, commentate da Tristan Tzara nella “Sala della grafica” e le 25 acqueforti e acquetinte di Assadour, in mostra nel rinnovato bookshop del Museo.<br />
Al termine della visita, ogni coppia di innamorati potrà scegliere di farsi fotografare delimitando il sentimento d’amore di cui è portatrice, in una cornice realizzata appositamente per l’occasione dallo scultore Salvatore Sava.</p>
<p>Ore  10.00 – 14.00 / 16.00 – 20.00<br />
Tel. 366 9357768<br />
<a href="mailto:info@musma.it">info@musma.it</a></p>
<p><strong>Napoli</strong><br />
Un altro appuntamento per conoscere la <strong>Napoli del cinema</strong>, dove tra i vicoli e palazzi, terra e mare, la macchina cinematografica si è mossa instancabile sin dai suoi esordi. Domenica 13 febbraio 2011, il tour proposto dalle associazioni <a href="http://www.incampania.com/focus.cfm?s=6&amp;Info_ID=1881">Siti Reali ONLUS e Campania Movietour</a> – che mira con i suoi itinerari a promuovere le location campane scelte dalle produzioni cinematografiche e televisive – condurrà il visitatore nella zona del lungomare napoletano, nei luoghi che hanno fatto da sfondo a tanti capolavori del cinema. In particolare il tour, pensato in occasione di S. Valentino, vedrà protagonista l’amore al cinema nelle sue varie declinazioni, con storie d’amore ironiche, passionali, struggenti. Inoltre, durante il tour si evidenzieranno numerosi siti di valore storico-artistico e i vari aneddoti relativi al passato della città. Nel corso della passeggiata a piedi, della durata di circa un paio ore, le guide condurranno i partecipanti nel quartiere S. Lucia, nelle location cinematografiche di opere che vanno dai Lumière fino a Massimo Troisi, raccontando i retroscena della loro realizzazione: dal Borgo Marinari, ambientazione per Pensavo fosse amore invece era un calesse, alla Banchina S. Lucia per Viaggio in Italia e Maccheroni, da via S. Lucia location scelta dai fratelli Lumière a Piazza Plebiscito ambientazione per le Quattro giornate di Napoli e L’oro di Napoli. Durante il percorso, inoltre, sono previsti brevi interventi drammatizzati, che rievocheranno alcune scene famose di film entrate nella memoria collettiva. Fotogrammi e foto di scena aiuteranno a rievocare, durante il movietour, le<br />
pellicole cinematografiche. Sarà anche un’occasione per confrontare le immagini storiche della città con la sua veste attuale. Le associazioni propongono un vero e proprio viaggio nella storia del cinema, pieno di curiosità e aneddoti.</p>
<p>In occasione di San Valentino la <strong>Scuola del Cioccolato Perugina</strong> propone <strong>a Città del gusto di Coroglio</strong> due appuntamenti intriganti ed imperdibili.<br />
Domenica 12 febbraio<strong> Choco Open Day</strong>, uno speciale “porte aperte” per adulti e bambini per trascorrere una giornata all’insegna del cioccolato Perugina. Non solo coppie ma anche genitori e figli alla Città del Gusto festeggiano la festa degli innamorati creando insieme con i Maestri Cioccolatieri piccole opere di cioccolato personalizzate ispirate all’amore. La partecipazione al Choco Open Day è gratuita e i partecipanti saranno divisi in turni prestabiliti durante tutto il giorno.<br />
Martedi 14 febbraio, le cucine hi-tech di Città del gusto di Coroglio a Napoli ospitano i <strong>Maestri Cioccolatieri Perugina</strong> con un corso speciale dedicato agli innamorati. “San Valentino: dimmi di sì”, il corso speciale per le coppie che vogliono “cimentarsi” con il cioccolato. Durante il corso ciascuna coppia, guidata dal Maestro cioccolatiere, realizzerà  una piccola opera artistica formata da una scatolina di cioccolato personalizzata nei decori, al cui interno verranno messi piccoli cioccolatini stampati. Un’intera lezione, della durata di tre ore, durante la quale verranno forniti utili suggerimenti per dare vita alle splendide e dolci creazioni di cioccolato. La prenotazione al corso è obbligatoria e prevede una partecipazione massima di 14 iscritti ai quali verrà assegnata una postazione e attrezzi professionali.<br />
Entrambi i corsi avranno alla base la spiegazione del famoso temperaggio manuale, tecnica indispensabile per rendere il cioccolato fluido e croccante.<br />
A fine corso ciascun partecipante porterà a casa la propria creazione di cioccolato e  l’attestato di partecipazione con la ricetta, inoltre verrà regalato il grembiule della Scuola del Cioccolato.<br />
“Choco Open Day”. Domenica 12 febbraio Tutto il giorno, ingresso gratuito<br />
“San Valentino: Dimmi di sì”. Martedi 14 febbraio dalle 16,30 alle 19,30<br />
Costo euro 65,00 a persona<br />
Informazioni e prenotazioni:<br />
<a href="http://www.gamberorosso.it">Città del gusto</a> – Napoli tel. 081 19808900  napoli@cittadelgusto.it<br />
<a href="http://www.perugina.it/Templates/SCUOLA/lascuola50100.aspx?pageid=50100">Perugina</a></p>
<p><strong>Cagliari</strong></p>
<p>Colazioni in Galleria a Km zero &#8211; L’arte in maschera<br />
Domenica 14 febbraio, alla <strong>Galleria Comunale d’Arte di Cagliari</strong> proseguono gli appuntamenti con “Colazioni in Galleria a Km zero”.<br />
La manifestazione del museo, organizzata con la collaborazione dell’associazione culturale Artecrazia, promuove, come sempre, la mediazione dell’arte che nel museo diventa uno strumento per incidere e sensibilizzare il pubblico verso una cultura alimentare sana e sostenibile da un punto di vista ambientale.<br />
Dopo la colazione, che proporrà i dolci tipici della tradizione del Carnevale a km zero, adulti e bambini saranno coinvolti, dal personale della galleria, alla ricerca e alla scoperta delle opere scelte.<br />
Sarà l’occasione per festeggiare il giorno di San Valentino in modo ironico e originale con la divertente piece teatrale “Dialoghi d’arte e d’amore. Della vita e dell’amore: l’arte che non si impara mai”. Protagonisti: Andrea Lecca, Stefano Raccis e Flavio Secchi.<br />
I più piccoli saranno accompagnati dall’associazione Orientare e potranno assaporare una sana e gustosa merenda, sempre a km zero!<br />
Dove:<br />
Galleria Comunale D&#8217;Arte<br />
Viale San Vincenzo, 2 &#8211; 09123 Cagliari &#8211; Telefono: 070.677.7598<br />
Orario a partire dalle ore 10.00<br />
Biglietto: 4 euro</p>
<p><strong>Salerno</strong><br />
Il Comune di Salerno presenta le<strong>  “Piazze dell’Amore”</strong>, un evento che scandirà in modo creativo e vivace i giorni di San Valentino nel capoluogo. Nel corso della manifestazione, che si terrà da sabato 11 febbraio a martedì 14 febbraio, saranno venduti in appositi stand, allestiti da Salerno Solidale, accessori, oggettistica e gift logati con la S di Vignelli, il brand di promozione turistica internazionale del Comune di Salerno.<br />
Sei saranno le piazze salernitane dedicate agli innamorati: Piazza Flavio Gioia, Piazza Portanova, Piazza Caduti di Brescia, Stazione Centrale (inizio C.so Vittorio Emanuele), Piazza Sant&#8217;Agostino, Torrione (altezza Farmacia Grimaldi).<br />
In Piazza Flavio Gioia, dove l&#8217;arcobaleno di Luci d&#8217;Artista si trasformerà per l&#8217;occasione in &#8220;arco dell&#8217;amore&#8221;, gli innamorati potranno scambiarsi promesse d&#8217;amore utilizzando le più belle frasi d&#8217;amore della storia del cinema.<br />
In Piazza Portanova una sagoma di due peluche abbracciati &#8220;personalizzabili&#8221; con il viso degli innamorati sarà la scenografia per una foto-ricordo.<br />
In Piazza Caduti di Brescia gli innamorati avranno a disposizione dei post-it su cui scrivere il proprio messaggio d&#8217;amore da incollare su una apposita bacheca.<br />
Nei pressi dello stand collocato a pochi passi dalla Stazione Centrale sarà posizionato un inginocchiatoio in velluto rosso sul quale l&#8217;innamorato potrà dichiararsi alla sua bella.<br />
La panchina di Piazza Sant&#8217;Agostino, circondata dall&#8217;abbraccio di Cupido, si trasformerà nella intramontabile panchina degli innamorati.<br />
A Torrione, infine, appuntamento per un tè caldo da bere in compagnia dalla tazza di San Valentino con la S di Vignelli.<br />
E per tutti gli innamorati anche un gioco delizioso. Basta spedire, da lunedì 13 e fino a domenica 19 febbraio, una frase e/o una foto amorose all’indirizzo <a href="mailto:sanvalentino@comune.salerno.it ">sanvalentino@comune.salerno.it </a> oppure lasciarle direttamente presso gli stand allestiti nelle varie piazze dell’amore. In ogni caso indicare nel messaggio le proprie generalità e recapiti.<br />
Scatenate le fantasia nel segno dell’amore e delle Piazze dell’Amore con temi e variazioni collegati all’attualità italiana come il freddo polare, il precariato, i legami tra Nord e Sud che con l’innamoramento hanno tanti punti di contatto.  La foto e/o frase più emozionante e la più originale/estrosa saranno premiate con una dolcissima sorpresa.</p>
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		<title>Dipingere con lo smog: la battaglia di Alessandro Ricci</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 10:07:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Città sempre di più invase dallo smog e dalla polveri sottili. Invece di rassegnarsi a vedere ogni giorno monumenti ed edifici ingrigiti, l’artista fiorentino Alessandro Ricci ha deciso di combattere servendosi del suo talento: andando in giro a raccogliere dalle superfici lo smog con del cotone pulito lo riporta su tele o su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89346" title="Skim Smog" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/Skim-Smog.jpg" alt="" width="384" height="306" />Città sempre di più invase dallo smog e dalla polveri sottili. Invece di rassegnarsi a vedere ogni giorno monumenti ed edifici ingrigiti, l’artista fiorentino <strong>Alessandro Ricci</strong> ha deciso di combattere servendosi del suo talento: andando in giro a<strong> raccogliere dalle superfici lo smog</strong> con del cotone pulito lo riporta su tele o su legno per poi creare i suoi disegni. I suoi soggetti sono gli scorci cittadini, le piazze e gli edifici storici, vittime quotidianamente del degrado dovuto all’intenso traffico che caratterizza le nostre città. Ma è anche <strong>un modo per far riflettere ognuno di noi sulla pericolosità per la nostra salute e sull’aumento di agenti inquinanti nell’atmosfera che respiriamo</strong>. Ricci è riuscito dunque a trasformare le polveri in un mezzo artistico: lo scopo non è solo provocatorio ma è anche quello di sensibilizzare i cittadini sul tema dell’inquinamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/smogsutela/">Sito web </a></p>
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		<title>Aste: a Istanbul, in arrivo l&#8217;asta per l&#8217;arte ottomana del decennio</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 09:30:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Viene presentata come la piu&#8217; importante asta di manufatti ottomani degli ultimi dieci anni una vendita all&#8217;incanto che si svolgera&#8217; il 18 febbraio a Istanbul. Lo segnalano siti turchi riferendosi all&#8217;inziativa della Gallaeria d&#8217;arte Asar-i Atika Antika della metropoli sul Bosforo che battera&#8217; fra l&#8217;altro un libro di preghiere del &#8221;maestro dei calligrafi&#8221;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89304" title="calligrapher" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/calligrapher.jpg" alt="" width="320" height="161" />Viene presentata come <strong>la piu&#8217; importante asta di manufatti ottomani degli ultimi dieci anni</strong> una vendita all&#8217;incanto che <strong>si svolgera&#8217; il 18 febbraio a Istanbul</strong>. Lo segnalano siti turchi riferendosi all&#8217;inziativa della Gallaeria d&#8217;arte Asar-i Atika Antika della metropoli sul Bosforo che battera&#8217; fra l&#8217;altro un libro di preghiere del <strong>&#8221;maestro dei calligrafi&#8221;, Yakut Ibn-i Abdu&#8217;l Musta&#8217;simi</strong>.</p>
<p>Oltre alla<strong> rarissima settima copia del volume &#8221;KÕtab-i Usbiyye&#8221;</strong> risalente a quasi 800 anni fa, verranno venduti al&#8217;asta all&#8217;Hotel Konrad piu&#8217; di 380 pezzi d&#8217;arte ottomana tra cui dipinti dell&#8217;eta&#8217; classica ma anche contemporanea. Verra&#8217; battuto fra l&#8217;altro una<strong> tela ad olio dal titolo &#8221;Langa Bostanu&#8221; di Nazmi Ziya,</strong> uno dei piu&#8217; importanti espressionisti ottomani.</p>
<p>Al centro dell&#8217;attenzione sara&#8217; pero&#8217;<strong> il volume di preghiere</strong>: solo<strong> quattro pagine di un Corano scritte dal grande calligrafo</strong>, l&#8217;unica sua realizzazione andata in vendita, ha fruttato in sterline l&#8217;equivalente 2,05 milioni di euro, ha sostenuto il titolare della galleria d&#8217;arte, Can Onen. L&#8217;interesse per la grafia dell&#8217;allievo dell&#8217;ultimo califfo abbaside e per l&#8217;arte che andra&#8217; all&#8217;asta fra una decina di giorni si inserisce in un revival di antichita&#8217; ottomane che si nota da mesi in Turchia e all&#8217;estero: mostre sui piu&#8217; disparati temi (dalle stufe alle tende, dalle cartoline agli abiti) si affiancano a serial televisivi e film, restauri, libri, e tante iniziative minori (dai bed and breakfast alle bande musicali), tutto in stile ottomano. Il gusto estetico legato all&#8217;impero che, basato nell&#8217;attuale turchia, domino&#8217; per secoli su parti di tre continenti trova un riscontro concreto nella politica estera turca da alcuni definita &#8221;neo-ottomana&#8221; perche&#8217; cerca di sfruttare il retaggio storico per far valere gli interessi di Ankara in una vasta area che dal Nordafrica arriva alle steppe asiatiche.</p>
<p><em>Fonte: ANSAmed</em></p>
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		<title>Musei: ceduta in comodato decennale ai Musei Capitolini la Collezione di Glittica Santarelli</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 16:38:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<description><![CDATA[Per i prossimi dieci anni, i Musei Capitolini ospiteranno quasi seicento tra gemme e cammei, preziosi esemplari della collezione di glittica della Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli. Una collezione che abbraccia cinque millenni di storia, ricca di materiali provenienti dall’Egitto antico, dal Vicino Oriente, dal mondo greco-romano e dall’Europa moderna, autentici capolavori e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-89263" title="schiavinotto" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/schiavinotto.jpg" alt="" width="314" height="396" />Per i prossimi dieci anni, i Musei Capitolini ospiteranno quasi seicento tra gemme e cammei,</strong> preziosi esemplari della collezione di glittica della Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli. Una collezione che abbraccia cinque millenni di storia, ricca di materiali <strong>provenienti dall’Egitto antico, dal Vicino Oriente, dal mondo greco-romano e dall’Europa moderna, autentici capolavori e manufatti pregevoli per il loro significato storico o antropologico.</strong><br />
Oltre al corposo nucleo di scarabei egizi con nomi di faraoni, vi sono numerosi intagli e cammei di epoca romana (fra cui si annovera un ritratto di Commodo come Ercole e alcuni interessanti amuleti magici di età imperiale), rarissime opere di epoca federiciana e lavori firmati dai più importanti incisori attivi fra Sette e Ottocento.</p>
<p>Grazie ad un incantevole sistema espositivo circolare (Wunderkammer) una prima sala del Palazzo Clementino, a due passi dalla Terrazza Caffarelli, è <strong>allestita come se fosse una volta stellata.</strong><br />
Nella sala accanto trova posto un apparato didattico completo, formato da pannelli esplicativi, da strumenti multimediali e filmati illustrativi dei procedimenti tecnici dell’arte della glittica.</p>
<p>L’allestimento museale della collezione di glittica della Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli, promosso da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali, rappresenta il momento conclusivo di un ampio progetto inaugurato nel 2010 con la presentazione in Campidoglio della Fondazione Santarelli e con la cessione in comodato decennale della raccolta ai Musei Capitolini.</p>
<p>La volontà di <strong>rendere pubblica la collezione</strong>, formata da Ernesta D’Orazio insieme al marito Dino Santarelli, ampliata dai figli e catalogata dalla Fondazione, tramite l’acquisto di collezioni private e il reperimento sul mercato antiquario nell’arco degli ultimi venti anni, è andata di pari passo con l’intenzione di fornire una esauriente documentazione scientifica che possa dare misura del profondo interesse che da sempre la Fondazione, in questo unica nel panorama nazionale, nutre per la glittica.<br />
Le gemme incise hanno sempre affascinato collezionisti, connoisseurs e studiosi di storia dell’arte: utilizzate come sigilli, esse sono diffuse presso numerose culture, accomunate dalla loro natura di manufatti miniaturistici e di pregio. Furono perciò apprezzate sia per ragioni estetiche sia per le informazioni che se ne possono trarre sull’arte, la cultura materiale e la storia delle civiltà che le produssero.</p>
<p>Espressione diretta dell’individuo o dell’autorità pubblica, le gemme  possono concentrare significati profondi in un spazio espressivo esiguo. Inoltre la maneggevolezza delle pietre (e quindi la facilità con cui potevano essere trasportate) contribuì a diffondere i modelli iconografici. Per questo motivo esse costituirono uno dei mezzi più efficaci con cui la civiltà europea fece i suoi passi verso la riscoperta dall’antico: a partire dal Rinascimento, in Italia come in Europa, i maestri incisori copiarono e si ispirarono alle opere dei loro predecessori antichi.</p>
<p>Nelle corti principesche come fra le famiglie gentilizie, spesso in gara tra loro, cominciarono a formarsi le collezioni di glittica e numismatica: passione storica, ma anche già uno status symbol. Le raccolte dei Medici, degli Orsini o dei Farnese lo attestano in forma splendida.</p>
<p>La <strong>lettura delle carte d’archivio e degli epistolari</strong> fa rivivere un mondo vivace di commerci, scambi e consulenze intorno alla glittica che sempre più richiese l’ausilio degli eruditi.<br />
Con l’evoluzione delle scienze storiche e il raffinamento del metodo archeologico, anche gli studi di glittica sono progrediti giungendo a considerevoli risultati negli ultimi decenni.<br />
Sulla scia di una grande tradizione europea anche l’Italia, che per ragioni dovute alla ricchezza del proprio patrimonio culturale ha visto l’attenzione degli studiosi orientarsi con qualche ritardo verso la glittica, ha assistito all’edizione di alcune delle collezioni presenti sul territorio nazionale.</p>
<p>Oggi, mentre le nuove tecnologie incoraggiano gli studi sulla glittica e garantiscono una migliore fruizione dei manufatti, la Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli profonde i suoi sforzi entro questo orizzonte di ricerca: nel 2010 mediante l’edizione di due volumi dedicati a tale ambito di studi – Studi di glittica, con testi di Dario Del Bufalo, Antonio Giuliano, Ulrico Pannuti e Lucia Pirzio Biroli Stefanelli, e Catalogo illustrato della glittica nella Collezione Santarelli, a cura di Dario Del Bufalo – ora con la valorizzazione di una raccolta formatasi in lunghi anni di attività non per un esclusivo fine collezionistico, ma nell’ambito di un più lungimirante progetto di fruizione pubblica e musealizzazione.</p>
<p>Il <strong>catalogo scientifico</strong>, curato da Angela Gallottini, presenta saggi critici relativi ai diversi periodi di appartenenza delle opere, con schede per ogni esemplare corredate da opportuna documentazione fotografica. Loredana Sist per la collezione egizia, Marco Ramazzotti per i sigilli mesopotamici, Riccardo Gennaioli, Marco Leopoldo Ubaldelli, Paolo Vitellozzi e la stessa curatrice per ciò che riguarda la glittica classica, medievale e post-classica, hanno redatto questo apparato che presenta opere per lo più inedite e di straordinaria importanza.</p>
<p>Un contributo importante di questo progetto culturale (volume ed esposizione) consiste nell’intenzione di offrirsi come work in progress, proposta ed incentivo per ulteriori riflessioni e studi sull’affascinante mondo delle pietre incise.<br />
Musei Capitolini, Piazza del Campidoglio 1<br />
Orario: da martedì a domenica 9.00-20.00; 24 e 31 dicembre 9.00-14.00<br />
(la biglietteria chiude un&#8217;ora prima)<br />
Giorni chiusura: lunedì, 25 dicembre, 1 gennaio, 1 maggio<br />
Tariffe: Intero € 8,50; Ridotto € 6,50<br />
Informazioni al pubblico: 060608 (tutti i giorni 9.00-21.00)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Bologna. Carlo Mattioli al Museo Morandi. Dal 10 febbraio al 6 maggio</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 14:38:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La ricorrenza del primo centenario della nascita, celebrata nel corso del 2011 con una serie di eventi espositivi che si sono susseguiti in varie città italiane, ha contribuito a restituire la meritata attenzione alla figura di Carlo Mattioli (1911-1994), svelando al pubblico l’opera di un artista visionario e sfuggente ad ogni tentativo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89270" title="mattioli" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/mattioli.jpg" alt="" width="466" height="302" />La ricorrenza del <strong>primo centenario della nascita,</strong> celebrata nel corso del 2011 con una serie di eventi espositivi che si sono susseguiti in varie città italiane,<strong> ha contribuito a restituire la meritata attenzione alla figura di Carlo Mattiol</strong>i (1911-1994), svelando al pubblico l’opera di un artista visionario e sfuggente ad ogni tentativo di inquadramento in una precisa appartenenza alle avanguardie del suo tempo, autore di una delle più originali esperienze nella storia della pittura italiana del Novecento.</p>
<p>A conclusione di questa rilettura, culminata in un’ampia retrospettiva monografica ospitata nella solenne sede del Braccio di Carlo Magno a Città del Vaticano, <strong>il Museo Morandi è lieto di presentare dal 10 febbraio al 6 maggio 2012 la mostra Carlo Mattioli al Museo Morandi</strong>, realizzata in collaborazione con l’Archivio Carlo Mattioli per la curatela di Simona Tosini Pizzetti.</p>
<p>Proseguendo nella vocazione ad ospitare mostre temporanee tese ad <strong>accostare l’attività di Giorgio Morandi all’opera di altri grandi artisti protagonisti del ‘900</strong>, il Museo Morandi accoglie l’incontro tra le opere di due artisti che furono ripetutamente avvicinati per le analogie di un processo immaginativo che trasfigurò il frammento di natura in una visione di pura forma, e di una vicenda esistenziale schiva e appartata, consumata in una solitaria dedizione al lavoro artistico. Anche se la frequentazione fu rada, è certo che Carlo Mattioli guardò con profonda ammirazione all’opera di Morandi. A lui fu dedicata una delle prime esposizioni che Mattioli organizzò a Parma nel breve periodo in cui tenne una galleria, e lo stesso artista bolognese fu il soggetto che ispirò a Mattioli ben cinque ritratti, tutti realizzati molti anni dopo la sua morte.</p>
<p>Il percorso espositivo della mostra configura una<strong> nuova occasione di riflessione sul comportamento verso il fare pittura di due maestri del Novecento</strong>, approfondendo una suggestiva ipotesi di  confronto incentrato sul tema figurativo della natura morta che entrambi gli artisti elessero quale insistito terreno di interrogazione della realtà, superandone il canone restrittivo con approdi poetici ed espressivi fortemente differenziati e perfino antitetici. <br />
Il nucleo principale delle 47 opere di Carlo Mattioli esposte nelle due sale centrali del Museo documenta in particolare la produzione di genere cui l’artista si dedicò negli anni Sessanta, in una delle fasi più intense e forse meno conosciute di tutta la sua carriera.</p>
<p><strong>Mattioli dipinge le prime nature morte negli anni Trenta agli esordi della sua carriera</strong>, quando le pratiche del disegno e dell’illustrazione costituiscono ancora il suo principale campo espressivo ma le sue capacità pittoriche rivelano già sicura abilità tecnica e spiccata sensibilità cromatica. Gli esiti rivelano istantanee tangenze con le opere di Morandi, rimandando non solo agli olii, soprattutto i Fiori, ma anche alla grafica del maestro bolognese, per la scelta di oggetti comuni che definiscono attraverso la composizione, la luce e il colore, una dimensione poetica e sospesa.</p>
<p>Dopo i cicli dedicati ai ritratti, ai paesaggi e ai nudi,<strong> Mattioli riprende il tema della natura morta verso la metà degli anni Sessanta</strong>, con una nuova sensibilità culturale profondamente influenzata da un’amplissima sfera di interessi letterari e poetici e da una tensione verso la ricerca sul linguaggio pittorico che fa dell’oggetto un paradigma ricco di implicazioni espressive ancora inesplorate.<br />
Con un aggiornamento figurativo che stravolge violentemente ogni rappresentazione naturalistica della realtà, Mattioli non guarda agli ultimi capolavori morandiani ma si apre in dialogo verso le nuove sperimentazioni che durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale si erano affermate intersecandosi tra l’America e l’Europa, in particolare l’Espressionismo astratto americano e le sue propaggini evolutive nell’Informale europeo, declinandone le istanze in una personalissima sintesi tra figurazione e astrattismo.</p>
<p>Le nature morte di questi anni sono opere di <strong>vibrante forza drammatica</strong>, dominate da impasti materici cupi, densi e grumosi, giocati su una breve tastiera di variazioni, a volte su due toni dello stesso colore: il nero, il grigio, l’ocra, solo di tanto in tanto punteggiati da bianchi squarci a stemperare il tormento di una visione esistenziale pessimistica da cui furono accomunati molti artisti di quella stessa temperie storica.<br />
I pochi oggetti raffigurati spesso sono gli stessi con cui Morandi instaurò un dialogo sommesso come specchi dell’anima.<strong> Ciotole, barattoli, caraffe appaiono disposti sul piano di un tavolo sghembo</strong>, se non del tutto ribaltato, come se emergessero da una lastra compatta appena segnata da un solco o da una lieve variazione cromatica a separare due momenti della rappresentazione: il momento dell’oggetto reale che è sotto gli occhi dell’artista dal momento della sua astrazione sulla tela.<br />
La natura implode nello spessore materico, gli oggetti assumono carattere di forme illusoriamente compiute, i contorni si smarginano fino a perdere di identità, la superficie pittorica trattiene solo tracce disfatte di colore attraverso cui l’artista insegue l&#8217;essenza nascosta della realtà.<br />
<strong>L’architettura della composizione è sempre strutturata in scomparti, rigorosamente simmetrici</strong>, una partitura a campiture orizzontali che conferisce rigide strutturazioni spaziali e varie scansioni cromatiche. Una leggere linea, che muove dalla base degli oggetti, è un’ombra in fuga che suggerisce una profondità prospettica.<br />
Se il formato piccolo e medio delle tele e una puntigliosa iterazione dei paradigmi richiamano alla mente le variazioni apparentemente infinite della contemplazione interiore morandiana, questi esiti poetici e stilistici di Mattioli non potrebbero essere più distanti dalle severe e rarefatte composizioni in cui l’artista bolognese sottrae corpo e consistenza alla materia smaterializzando il colore con un procedimento di diluizione dei pigmenti.<br />
Così la <strong>curatrice Simona Tosini Pizzetti</strong> sintetizza il diverso approccio tra i due artisti: “Le ombre e i passaggi tonali morandiani giocati spesso col minimo di materia pittorica si contrappongono al diverso operare di Mattioli che reinterpreta la realtà avviluppandola in un magma materico. Un vero e proprio sussulto amorfo della pasta pittorica che stravolge le forme in un tragico assembramento che rinuncia ad ogni razionalizzazione”.</p>
<p>Alle nature morte sono affiancate in mostra anche altre due opere appartenenti a cicli tematici coevi, un Nudo del 1961 e una Finestra di Parma del 1964, caratterizzate dalla stessa impaginazione plastica.<br />
Completano il percorso espositivo due capolavori realizzati negli anni Settanta in cui la ricerca di Mattioli segna un punto di svolta nodale abbandonando le tematiche precedenti legate al nudo e alla natura morta per rivolgersi alla pittura di paesaggio. Nello splendido Autoritratto al chiaro di luna del 1971 Mattioli immerge se stesso galleggiando in un nero spettrale rischiarato da una saturnina luce lunare, mentre Spiaggia del 1972 è un’opera pervasa da un forte senso di solitudine caratterizzata dalla sola rappresentazione di un albero spoglio. Lo stesso albero che, ricorrente nella produzione successiva di Mattioli, finì per divenire, con un’innegabile processo di identificazione, brandello di autobiografia, così come le bottiglie lo furono per Morandi.</p>
<p>La mostra al Museo Morandi testimonia <strong>come Morandi e Mattioli interpretarono il canone della natura morta come autoritratto spirituale</strong> mossi da una comune, inquieta, consapevolezza di appartenere alla sfera del moderno. Pur confermando la distanza per scelte linguistiche e sensibilità pittorica, la giustapposizione tra i due artisti si rivela proficua nel rivelare risonanze essenziali nel rigore etico del fare arte, nell’esclusività dell’impegno in pittura, nei silenziosi echi interiori di una poetica che cerca nell’eternità dei temi e dei simboli i suoi ancoraggi.</p>
<p>La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale che contiene la riproduzione di tutte le opere di Carlo Mattioli esposte, con saggi di Simona Tosini Pizzetti e Marco Vallora.<br />
Il <strong>Dipartimento educativo MAMbo</strong> propone per l’intera durata della mostra una <strong>visita guidata che ripercorre la poetica di Giorgio Morandi in un confronto con le opere di Mattioli.</strong> La visita si tiene ogni quarta domenica del mese alle  h 17.00, a partire dal 26 febbraio (ingresso €4 a partecipante, su prenotazione minimo 6, massimo 30 persone + ingresso in mostra ).</p>
<p><strong>Info e prenotazioni visita</strong>: tel. +39 051 6496628 (dal lunedì al venerdì, dalle h 10.00 alle h 13.00)<br />
tel. +39 051 2193338 (sabato e domenica dalle h 11.00 alle h 17.00).</p>
<p>Consulta il<a href="http://www.mambo-bologna.org/museomorandi"> sito</a><br />
<strong>Informazioni:</strong><br />
Museo Morandi<br />
Palazzo d&#8217;Accursio<br />
Piazza Maggiore, 6 Bologna<br />
Tel: 051 2193338<br />
Tel: 051 2193294</p>
<p><em>Immagine: Carlo Mattioli, Natura morta, 1964, olio su tela, cm 50&#215;70,5 Collezione Privata</em></p>
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		<title>Musei: chiude il Guggenheim di Berlino</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 10:34:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo 15 anni di onorato servizio, il museo Solomon R. Guggenheim di Berlino chiuderà i battenti alla fine del 2012. La Deutsche Bank e la Fondazione Guggenheim hanno annunciato ieri di aver deciso di mettere fine alla loro partnership, che aveva consentito l’allestimento di 57 mostre che hanno richiamato quasi 2 milioni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-89214" title="gugghberlino" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/gugghberlino.jpg" alt="" width="360" height="234" />Dopo 15 anni di onorato servizio, il museo Solomon R. Guggenheim di Berlino chiuderà i battenti alla fine del 2012</strong>. La <em>Deutsche Bank</em> e la <em>Fondazione Guggenheim</em> hanno annunciato ieri di aver deciso di <strong>mettere fine alla loro partnership</strong>, che aveva consentito l’allestimento di 57 mostre che hanno richiamato quasi 2 milioni di visitatori.<br />
I due partner – dice la Artmediagency – non hanno spiegato la ragione della fine della collaborazione, a parte la scadenza ufficiale del contratto a fine anno.  L’edificio del museo, che si trova nella storica Unter den Linden, <strong>sara’ occupato da un Forum di dialogo tra economia, politica, cultura e società</strong>, secondo quanto ha annunciato il direttore esecutivo della Deutsche Bank, Josef Ackermann.</p>
<p>Richard Armstrong, direttore della Fondazione Solomon R. Guggenheim e del Museo Guggenheim di New York, ha sottolineato gli <strong>eccellenti risultati</strong> di 14 anni di collaborazione con la principale banca tedesca.</p>
<p><em>Fonte: <a href="http://www.csrcultura.it/">http://www.csrcultura.it</a></em></p>
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		<title>Nuove tecnologie: i Ris dei Carabinieri indagano la Gioconda di D&#8217;annunzio</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 08:43:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La luce del Ris carabinieri di Cagliari nell&#8217;officina di D&#8217;Annunzio, alla ricerca della parola perduta. L&#8217;opera d&#8217;arte come &#8216;corpo del delitto&#8217; per cogliere, nel manoscritto originale, ripensamenti e varianti testuali nell&#8217;opera &#8216;La Gioconda&#8217;, una tragedia del 1898 dedicata a Eleonora Duse: 269 carte autografe, numerate in alto a destra dal poeta, passate al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-89174" title="giocondadannunzio" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/giocondadannunzio.jpg" alt="" width="205" height="279" />La luce del Ris carabinieri di Cagliari nell&#8217;officina di D&#8217;Annunzio</strong>, alla ricerca della parola perduta.<strong> L&#8217;opera d&#8217;arte come &#8216;corpo del delitto&#8217; per cogliere, nel manoscritto originale, ripensamenti e varianti testuali nell&#8217;opera &#8216;La Gioconda&#8217;</strong>, una tragedia del 1898 dedicata a Eleonora Duse: 269 carte autografe, numerate in alto a destra dal poeta, passate al setaccio grazie a tecniche investigative all&#8217;avanguardia, che hanno restituito la prima versione del testo. Attraverso il Video spettro comparatore, presso il laboratorio del Ris di Cagliari, il manoscritto autografo, analizzato con una strumentazione forense, ha restituito il testo nascosto dietro oltre 1.000 cancellature del manoscritto, permettendo di registrare anche le minime variazioni dell&#8217;inchiostro.</p>
<p>I <strong>risultati del &#8216;Progetto Gioconda&#8217;</strong> sono stati presentati ieri mattina presso la sede del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche di Roma, dal generale di Brigata, Enrico Cataldi, Comandante del Racis di Roma e da Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione &#8216;Il Vittoriale degli Italiani&#8217;. Sono intervenuti: il Tenente colonnello Giovanni Delogu, Comandante Ris di Cagliari, il Capitano Pietro Coli, responsabile della Sezione impronte balistiche e Grafica dei Ris di Cagliari, Maria Giovanna Sanjust, docente all&#8217;Universita&#8217; di Cagliari &#8211; Dipartimento di Filologie e Letterature moderne, Andrea Quarta, dottorando presso l&#8217;Universita&#8217; Paris-Sorbonne, Annamaria Andreoli, dannunzista, curatrice dell&#8217;edizione di &#8216;Tutte le opere di Gabriele d&#8217;Annunzio&#8217;.</p>
<p><strong>Per la prima volta al mondo e&#8217; stata applicata la riflettografia alla filologia</strong>. Una tecnica che trova precedenti solo nell&#8217;analisi del papiro di Artemidoro o per la tela del don Ramon di Goya. Un risultato reso possibile, e&#8217; stato sottolineato dai relatori, grazie alla &#8221;virtuosa sinergia fra tre eccellenze italiane: I Ris dell&#8217;Arma dei Carabinieri, la Fondazione Il Vittoriale e l&#8217;Universita&#8217; degli Studi di Cagliari&#8221;, con &#8221;la preziosa collaborazione dei marescialli capi Antonio Crescenzi e Carlo Spampinato&#8221;, che per tre mesi hanno lavorato sul manoscritto.</p>
<p><em>Fonte: Adnkronos</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Roma. &#8220;Graffiti&#8221;: collettiva dell’associazione VersOltre. Fino all&#8217;11 febbraio</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 06:27:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<description><![CDATA[Il graffito è la rappresentazione di un oggetto percepito (afferrato) dall&#8217;uomo e poi espresso attraverso il segno. È legato alla scrittura (pittogramma) e all&#8217;emissione del suono, al menzionare, al pronunciare, sino all’invocare e alla trasmissione di informazioni finalizzata all’apprendimento. È il primo sistema codificato e organico di comunicazione non verbale, il grado zero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89119" title="graffiti" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/graffiti.jpg" alt="" width="276" height="228" />Il <strong>graffito</strong> è la rappresentazione di un oggetto percepito (afferrato) dall&#8217;uomo e poi espresso attraverso il segno. È legato alla scrittura (pittogramma) e all&#8217;emissione del suono, al menzionare, al pronunciare, sino all’invocare e alla trasmissione di informazioni finalizzata all’apprendimento. È il primo sistema codificato e organico di comunicazione non verbale, il grado zero della pittura e della scrittura.<br />
I graffiti sono la<strong> manifestazione di un&#8217;arte spontanea e priva di sovrastrutture</strong>, espressione pura dell&#8217;”io sono”. Manifestano le forze primigenie nascoste nell&#8217;arte che si rendono visibili grazie al naturale e spontaneo impulso a creare. Ci spingono ad addentrarci gradualmente nella profondità, verso i primordi della creazione, della forma artistica, degli impulsi umani (la caccia, la nascita, l&#8217;affermazione del sé).<br />
È una gestualità che dà senso alla rappresentazione e rimanda allo zen, dove l&#8217;arte è vista come Via: un percorso interiore che ha le radici in una ricerca del senso profondo del sé e delle cose. Proprio in questo senso di semplificazione sempre maggiore, di progressiva riduzione all&#8217;essenza, il graffito può essere considerato come il limite del figurativo che tende all&#8217;astratto, della forma che tende alla non forma. Nella sua capacità di rompere vecchi schemi per costruire nuovi e più liberi linguaggi, è un trampolino verso l&#8217;ignoto. Una porta aperta che aspetta solo di essere varcata.</p>
<p><strong>In mostra i lavori di Roberta Brandi, Elisa Cordovana, Roberto Garbarino, Marialaura Neri, Barbara Peonia, Valerija Stojakovik</strong><br />
VersOltre partecipa al progetto umanitario Bits of future: food for all, dell’associazione Scienza per l’Amore, rivolto allo sviluppo sostenibile in Africa. I proventi derivanti dalla vendita delle opere verranno devoluti in favore di questa iniziativa (<a href="http://www.scienzaperlamore.it/">www.scienzaperlamore.it</a> ).</p>
<p>La mostra è visitabile fino all&#8217;11 febbraio 2012 presso la Galleria Monty&amp;Co. Via della Madonna dei Monti 69 Roma, dal martedì al sabato dalle ore 16 alle ore 20</p>
<p>Consulta il <a href="http://www.versoltre.it">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Associazione Versoltre<br />
Tel.06 4190342<br />
<a href="mailto:info@versoltre.it">info@versoltre.it</a></p>
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		<title>Arte: nasce in Liguria un nuovo centro regionale di arte contemporanea</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 17:40:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Enti locali]]></category>

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		<description><![CDATA[Nasce in Liguria un nuovo centro regionale di Arte contemporanea e del programma di iniziative, con la Fondazione regionale Cultura e Spettacolo e i comuni di Genova, Savona e La Spezia. Lo comunica in una nota la giunta regionale della Liguria ricordando che il centro sara&#8217; presentato domani alle 12, in piazza De [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89143" title="fondazioneregionalecultura" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/fondazioneregionalecultura.jpg" alt="" width="253" height="161" />Nasce in Liguria un <strong>nuovo centro regionale di Arte contemporanea</strong> e del programma di iniziative, con la <strong>Fondazione regionale Cultura e Spettacolo e i comuni di Genova, Savona e La Spezia</strong>. Lo comunica in una nota la giunta regionale della Liguria ricordando che il centro sara&#8217; presentato domani alle 12, in piazza De Ferrari, 1.</p>
<p>Partecipera&#8217; l&#8217;assessore alla Cultura e Turismo Angelo Berlangieri insieme con gli amministratori locali e i direttori di Camec-Museo d&#8217;arte contemporanea della Spezia, Palazzo Gavotti-Pinacoteca Civica e Museo Fondazione di arte contemporanea Milena Milani in memoria di Carlo Cardazzo di Savona, del Museo d&#8217;arte contemporanea di Villa Croce.</p>
<p><em>Fonte: Asca</em></p>
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		<title>Fondazioni: De Albertis nominato Presidente de La Triennale di Milano</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 15:40:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Claudio De Albertis e&#8217; il nuovo presidente della Fondazione La Triennale di Milano. De Albertis, che sostituisce Davide Rampello, restera&#8217; in carica fino al maggio 2013. Il nuovo presidente, si spiega dalla Fondazione La Triennale, &#8220;ha richiesto a tutti i consiglieri la massima collaborazione per valorizzare questa importante istituzione culturale in un momento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-89151" title="dealbertis" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/dealbertis.jpg" alt="" width="382" height="262" />Claudio De Albertis e&#8217; il nuovo presidente della Fondazione La Triennale di Milano</strong>. De Albertis, che <strong>sostituisce Davide Rampello</strong>, restera&#8217; <strong>in carica fino al maggio 2013</strong>. Il nuovo presidente, si spiega dalla Fondazione La Triennale, &#8220;ha richiesto a tutti i consiglieri la massima collaborazione per valorizzare questa importante istituzione culturale in un momento di cosi&#8217; grave crisi economica. Il presidente e il consiglio tutto hanno sottolineato il grande ruolo del passato presidente <strong>Davide Rampello che ha fatto della Triennale un punto di riferimento per la citta&#8217; e il Paese</strong>&#8220;.</p>
<p>Per De Albertis <strong>La Triennale &#8220;deve essere sempre piu&#8217; luogo del dibattito sul futuro della citta&#8217;</strong>, sulla qualita&#8217; dell&#8217;architettura, delle arti visive, del design, della moda, dell&#8217;artigianato e della produzione industriale, come raccontato e rappresentato dalla sua storia quasi novantennale. Questo in un momento in cui occorre focalizzare l&#8217;attenzione ai costi e alle risorse, per consentire alla Triennale di valorizzare al meglio il suo ruolo di produzione culturale&#8221;.</p>
<p><em>Fonte: Adnkronos</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>“J&#8217;aime avoir mon propre vert”. Intervista allo street artist Ludo</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 14:53:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pettinari Claudia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione della mostra Nature's Revenge nella galleria Wunderkammern a Roma sino al prossimo 18 febbraio siamo andati ad intervistare lo street artist Ludo per capire la sua arte anti- pubblicitaria. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89159" title="ludo_via del porto fluviale" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/ludo_via-del-porto-fluviale.jpg" alt="" width="615" height="429" />L&#8217;uomo è assuefatto al bombardamento dei brand del lusso e del consumo, e ossessionato dal progresso tecnologico. Con atteggiamento superbo resta incurante delle conseguenze potenzialmente catastrofiche della sua ambizione, lasciandosi cullare dallo sfarzo delle ricchezze conquistate per autocompiacimento.<br />
Arriverà un momento in cui la fantascienza diventerà storia e si dovranno fare i conti con una realtà da noi stessi plasmata in malo modo? Qualcuno prova già ad immaginarlo, e più che una catastrofe improvvisa prevede una lenta trasformazione della natura verso una sorta di ibrido tecnologico. Anche le griffes non risponderanno più all&#8217;esigenza di perfezione estetica, ma si prenderanno gioco dell&#8217;ingenuità umana trasformandosi in immagini anti-pubblicitarie.<br />
Tutto ciò si può già vedere nei lavori dello street artist francese Ludo.<br />
Trent&#8217;anni, originario di Parigi, si avvicina alla street art nel 2006, quando<strong> inizia ad invadere le strade del mondo con i suoi interventi</strong>, riappropiandosi di quegli spazi pubblici omologati da una comunicazione globalizzata e mortificante.<br />
Quest&#8217;anno arriva in Italia e, oltre ai suoi interventi lungo le vie e le piazze della capitale (Vaticano, San Lorenzo, Casilina, San Giovanni), i suoi lavori sono visitabili attualmente <strong>alla galleria Wunderkammern di Roma</strong> (Nature&#8217;s Revenge, fino al 18 febbraio).<br />
Cogliamo l&#8217;occasione per fargli qualche domanda.</p>
<p><strong>Perchè l&#8217;idea di una campagna anti-pubblicitaria – Co Branding – e come hai selezionato i marchi pubblicitari “da colpire”?</strong><br />
Effettivamente non si tratta propriamente di una campagna contro qualche marchio, ma piuttosto un voler utilizzare gli stessi codici e le stesse ubicazioni. La mia polemica è rivolta verso quelle immagini talmente estetiche ed estetizzanti che arrivano ad essere comprensibili solo da un certo tipo di persone. In fin dei conti, solamente una minoranza è realmente attenta a queste particolari immagini; perché no? Tuttavia il nostro spazio pubblico viene invaso continuamente da queste visuali a volte violente, aggressive, a volte al limite del porno, senza darci alcuna scelta.<br />
Riguardo le etichette italiane, niente di personale; ho preso i primi 100 brand italiani da internet e ho improvvisato una mia interpretazione.</p>
<p><strong>C&#8217;è un collegamento tra l&#8217;iconografia dei tuoi Co-Branding e i marchi originali? Per esempio, la pistola con il marchio Fiat e il pugnale con l&#8217;Alessi?</strong><br />
Fondamentalmente no, perché lo scopo di questa serie collocata nelle pensiline degli autobus, è di estremizzare, utilizzando immagini che non hanno più nulla a che vedere con ciò che vende il marchio. Viceversa, è solo successivamente che si creano le relazioni: effettivamente il collegamento tra Alessi e il coltello è immediato. Le pistole e Fiat, si può immaginare&#8230; si vende lo stile di vita o il prodotto reale?</p>
<p><strong>Come hai scelto i luoghi dei tuoi interventi romani?</strong><br />
Obiettivi diversi. In primo luogo trovare location adatte ai miei interventi come il Vaticano per “Idam et Eve”. Poi l&#8217;idea di spaziare al massimo tra i vari quartieri di Roma. E perché no, qualche scorcio da cartolina, magari con il Colosseo come sfondo&#8230;</p>
<p><strong>Come mai il verde domina in tutti i tuoi lavori? Ha una funzione simbolica?</strong><br />
Ho iniziato utilizzando solo il bianco e nero, che poi è evoluto verso il colore verde. Nessun motivo particolare per questa scelta; mi piace giocare con questo colore piuttosto appariscente.<br />
Ma mi sto rendendo conto man a mano che si tratta di un colore difficile, che nelle arti è spesso simbolo di sfortuna&#8230; cosa che non mi dispiace affatto, direi piuttosto il contrario. Il verde gocciolante sul muro mi ricorda il verde &#8220;melma&#8221; dei fantasmi di Ghostbuster.<br />
Mi piace avere il “mio verde personale”, come il blu di Yves Klein, risultato di un miscuglio di differenti tonalità di verdi esistenti.</p>
<p><strong>Con Nature&#8217;s Revenge immagini una ipotetica vendetta della natura contro l&#8217;uomo e la sua ossessione per il progresso tecnologico. Quindi secondo te, la street art può fungere da monito alla popolazione, come le grandi tele dei secoli passati?</strong><br />
Per me la street art è interessante solo se trasmette un messaggio o una critica. Il mio obiettivo non è quello di trasmettere la “buona parola&#8221;, ma semplicemente parlare di questioni che mi riguardano.<br />
La natura che interpreto è la base del mio lavoro: è incredibile come l&#8217;uomo non abbia mai veramente pensato a contenerla, e questa si è trasformata nell&#8217;elemento che in una frazione di secondo può causare migliaia di morti.</p>
<p><strong>Dal tuo punto di vista, a che livello è la steet art italiana rispetto al panorama internazionale? C&#8217;è molta differenza tra la scena italiana e quella francese?</strong><br />
Penso che non ci sia molta differenza tra i due paesi, sono molto vicini. Ma credo onestamente di non essere nemmeno la persona giusta alla quale chiedere cosa accade nei paesi accanto.</p>
<p>Consulta il<a href="http://www.wunderkammern.net/ludo/ludo.htm"> sito</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mostre: ingresso gratis al PalaExpo il primo mercoledì del mese dalle 14 alle 20 per gli under 30</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 11:30:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione della mostra “ll Guggenheim. L’avanguardia americana 1945-1980” al Palazzo delle Esposizioni di Roma (7 febbraio 2012 – 6 maggio 2012), Il Gioco del Lotto in collaborazione con il Laboratorio d’arte di Palazzo delle Esposizioni offre a bambini e ragazzi dai 4 agli 11 anni una serie di laboratori gratuiti, Io gioco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-71726" title="palaexpo" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/07/palaexpo.jpg" alt="" width="320" height="222" />In occasione della mostra “<a href="http://www.tafter.it/2012/02/07/la-collezione-guggenheim-arriva-a-roma/">ll Guggenheim. L’avanguardia americana 1945-1980</a>” al <strong>Palazzo delle Esposizioni di Roma</strong> (7 febbraio 2012 – 6 maggio 2012), Il Gioco del Lotto in collaborazione con il Laboratorio d’arte di Palazzo delle Esposizioni offre a bambini e ragazzi <strong>dai 4 agli 11 anni una serie di laboratori gratuiti</strong>, <em><strong>Io gioco con l’Arte. C’era una volta in America</strong></em> che si svolgeranno domenica <strong>4, 11, 18, 25 marzo.</strong></p>
<p>Il percorso della mostra permetterà ai bambini e ai ragazzi di conoscere le idee e le ricerche degli artisti americani dal dopoguerra alla fine degli anni ’70. Nei laboratori, invece, i ragazzi potranno sperimentare l’evoluzione dell’immagine dall’astrazione alla figurazione, attraversando i cambiamenti più significativi dell’Espressionismo Astratto, della Pop Art, dell’Arte Concettuale e del Fotorealismo. <br />
Nel frattempo, i genitori potranno usufruire della visita guidata gratuita della mostra.<br />
La prenotazione dei laboratori è obbligatoria fino all’esaurimento dei posti alla sezione “Io gioco con l’Arte” del sito <a href="http://www.giocodellotto.it/">www.giocodellotto.it</a>.</p>
<p>Inoltre, <strong>il primo mercoledì di tutti i mesi dalle 14 alle 20</strong> (la biglietteria chiude alle 19) <strong>Il Gioco del Lotto offre agli under 30 l’ingresso gratuito alla mostra</strong> (per avere maggiori informazioni consultare il sito <a href="http://www.giocodellotto.it/">www.giocodellotto.it</a> ).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Arte: parte il progetto &#8220;Stanze del vetro&#8221; per la valorizzazione dell&#8217;arte vetraria</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 09:40:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
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		<description><![CDATA[La Fondazione Giorgio Cini in collaborazione con Pentagram Stiftung – fondazione privata di diritto elvetico che ha per scopo statutario la promozione e il sostegno dell’arte e della cultura vetraria contemporanea e storica, in particolar modo quella veneziana – annuncia l’avvio de Le Stanze del Vetro, un progetto culturale pluriennale per lo studio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89026" title="sommersi" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/sommersi.jpg" alt="" width="433" height="297" />La <em>Fondazione Giorgio Cini</em> in collaborazione con <em>Pentagram Stiftung</em> – fondazione privata di diritto elvetico che ha per scopo statutario la promozione e il sostegno dell’arte e della cultura vetraria contemporanea e storica, in particolar modo quella veneziana – annuncia l’avvio de <strong>Le Stanze del Vetro</strong>, un progetto culturale pluriennale per lo studio e la valorizzazione dell’arte vetraria veneziana del Novecento. </p>
<p>A questo scopo la Fondazione Cini costituirà – all’interno del proprio Istituto di Storia dell’Arte – <strong>un apposito Centro Studi che promuoverà</strong>: a) la costituzione progressiva di un archivio generale del vetro veneziano, che possa essere messo a disposizione della comunità scientifica e favorire la valorizzazione e il rilancio dell’arte vetraria; b) la creazione di una biblioteca specializzata, all’interno della propria biblioteca di storia dell’arte; c) l’organizzazione di seminari, convegni e laboratori destinati a studiosi e artisti interessati alla storia, alle tecnologie e agli sviluppi dell’arte vetraria; d) l’istituzione di borse di studio specificamente destinate a ricercatori  interessati al tema; e) l’organizzazione periodica di mostre del vetro veneziano.</p>
<p>“Il progetto – dichiara Pasquale Gagliardi, Segretario Generale della Fondazione Cini – è coerente con la missione che lo statuto assegna alla nostra Fondazione, che è quella di <strong>contribuire a valorizzare tutte le manifestazioni della civiltà veneziana</strong>, e si inserisce nella tradizione – avviata da Gianfranco Folena con lo studio dei libretti d’opera, della scenografia teatrale, della coreosofia &#8211; di legittimare e dare piena dignità scientifica a forme d’arte sovente ritenute, a torto, ‘decorative’ e minori”. </p>
<p>Considerata la grande importanza della vetreria Venini nel panorama della produzione vetraria del XX secolo, il progetto prevede la <strong>realizzazione di una serie organica di mostre monografiche dedicate di volta in volta agli artisti e agli architetti che hanno disegnato e progettato per la Venini</strong>. Tali mostre, curate da Marino Barovier,  saranno organizzate – in tendenziale coincidenza con le Biennali Arte e Architettura – a partire dal 2012 e fino a tutto il 2021, e corredate da volumi che, nel loro insieme, costituiranno il catalogo ragionato della vetreria Venini. La prima di queste mostre sarà dedicata a Carlo Scarpa e organizzata in coincidenza con la Biennale Architettura 2012.</p>
<p>“La compilazione del catalogo ragionato – dichiara il curatore scientifico Marino Barovier &#8211; sarà possibile anche per l’eccezionale possibilità di consultare l’archivio Venini, che viene reso accessibile per la prima volta proprio in questa occasione grazie alla generosa disponibilità della Venini s.p.a. Il prezioso materiale documentario, che comprende tra l’altro disegni originali e foto storiche, consentirà di far luce sui vari aspetti e di narrare in maniera inedita, ma scientificamente corretta, un episodio importante dell’epoca d’oro del vetro veneziano del Novecento”.</p>
<p>Nell’ottica di valorizzare l’arte vetraria nel suo complesso, il progetto delle Stanze del Vetro si propone altresì di <strong>organizzare eventi ed iniziative</strong>, anche in collaborazione con le principali istituzioni cittadine e internazionali, in primo luogo la Fondazione Musei Civici Venezia, il Museo del Vetro di Murano e Università Ca’ Foscari, Venezia, dedicate sia alla promozione degli artisti contemporanei (quali Eliasson, Mertz e Richter, per citarne alcuni) che hanno utilizzato il vetro come mezzo espressivo originale e medium della propria poetica, sia alla valorizzazione e allo studio dei principali produttori e delle più importanti collezioni di vetro presenti nel panorama mondiale.   </p>
<p>L’accuratezza e il rigore delle attività svolte nell’ambito del progetto saranno garantite da un <strong>comitato scientifico</strong> che comprende – oltre a Giuseppe Pavanello, direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini e a Nico Stringa, docente di storia dell’arte contemporanea all’Università Ca’ Foscari, Venezia &#8211; noti esperti dell’arte vetraria quali Rosa Barovier Mentasti, Laura de Santillana, Marino Barovier, David Landau. </p>
<p><strong>Il centro delle attività del progetto sarà l’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia</strong>, sede della Fondazione Cini. Secondo una ripartizione che si ispira, metaforicamente, al celebre motto dell’ordine dei benedettini ora et labora, la Fondazione destinerà alle Stanze del Vetro spazi appositi e diversi alle diverse attività. Il lavoro di ricerca (ora) sarà svolto all’interno del grande complesso bibliotecario della Nuova Manica Lunga, dove saranno ricavati spazi atti ad ospitare un archivio generale del vetro veneziano e una biblioteca specializzata. Gli studiosi e gli artisti in residenza interessati a questa forma espressiva saranno accolti nel campus, contiguo alla Nuova Manica Lunga, del Centro Internazionale di Studi della Civiltà Italiana “Vittore Branca”.<br />
<strong>Le esposizioni (labora) saranno invece allestite all’interno di uno spazio progettato ad hoc</strong>, al piano terra dell’edificio situato nell’ala ovest dell’ex convitto dell’Isola di San Giorgio. Il restauro, affidato agli architetti: Annabelle Selldorf, di New York,  Fabrizio Cattaruzza e  Francesco Millosevich, di Venezia, sarà completato entro l’estate e doterà il progetto delle Stanze del Vetro di un centro espositivo specializzato di circa 650 metri quadrati che potrà ospitare, oltre alle mostre, simposi, convegni o altri eventi dedicati al vetro e all’arte vetraria.</p>
<p><em>Immagine: 1-Sommersi a bollicine; Disegno: Carlo Scarpa 1934-36; Venini &amp; C.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Roma. Mostra &#8220;Love&#8221;. Dal 9 al 29 febbraio</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 09:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<description><![CDATA[La Galleria Tondinelli presenta dal 9 al 29 febbraio 2012 la mostra LOVE con opere di Anita Fleerackers, Katerina Georganta, Kari Elisabeth Haug, Anne Lise Kaaby Aas, a cura di Costanzo Costantini e Floriana Tondinelli. La mostra vuole tracciare un percorso sul tema dell’amore attraverso alcune espressioni artistiche varie e rappresentative di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89059" title="love" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/love.jpg" alt="" width="414" height="200" />La <em>Galleria Tondinelli</em> presenta <strong>dal 9 al 29 febbraio 2012 la mostra LOVE</strong> con opere di Anita Fleerackers, Katerina Georganta, Kari Elisabeth Haug, Anne Lise Kaaby Aas, a cura di Costanzo Costantini e Floriana Tondinelli. La mostra vuole tracciare un <strong>percorso sul tema dell’amore</strong> attraverso alcune espressioni artistiche varie e rappresentative di una visione romantica, passionale, melanconica, platonica del discorso amoroso. La cultura italiana ed europea è intrisa del tema dell’amore e delle sue rappresentazioni sin dai tempi più antichi, l’arte moderna prosegue con diverse interpretazioni, mettendo il segno focale su opere che sono capolavori assoluti; tra gli autori più significativi del 900’ che interpretano l’amore, Chagall. Anche nell’arte contemporanea sono molti gli artisti che s’ispirano a questo tema, e lo rendono più che mai attuale nella ricerca dell’altra metà, nella conoscenza del corpo e della mente, nell’esaltazione dei sensi, nella contemplazione di un volto.</p>
<p><strong>Anita Fleerackers</strong>, nata in Tielen, Belgio. Si diploma a l&#8217;Academie Royale de Beau&#8217;s Arts d&#8217;Anvers in Belgio. La sua fonte d’ispirazione è la comunità in cui vive, le persone che conosce, vedere nel profondo del loro animo, come dice l’artista, la fa essere in equilibrio in questo mondo frenetico. Le ceramiche policrome che sono in mostra hanno come soggetto il Tango, ballo elegante e passionale che parla di sentimento, corteggiamenti, gelosia e possessività, una conversazione senza parole. Le sue opere sono state esposte a Firenze, Belgio, Inghilterra, Marsiglia, Parigi.</p>
<p><strong>Katerina Georganta,</strong> nata ad Atene, Grecia. Studia pittura all’Athens Fine Arts e all’Ecole des Beaux Arts a Parigi. L’amore romantico è il tema principale della poetica di Katerina Georganta, l’incontro tra l’uomo e la donna, la composizione della scena a due, culmina nel bacio languido e appassionato. L’amore si esprime nella bellezza dei corpi, nella stesura del colore acceso e vibrante. L’artista è considerata una delle più interessanti nel panorama contemporaneo greco, le sue mostre dal 1976 si sono susseguite in tutto il mondo. Le opere sono in diverse collezioni a Cipro, Parigi, Londra, California, Miami, Chicago, Francoforte.</p>
<p><strong>Kari Elisabeth Haug</strong>, nata a Oslo, Norvegia. La pittura è la sua forma di espressione più importante ma anche il pianoforte e la poesia sono fonte d’ispirazione. Il carattere informale delle sue opere si manifesta con l’uso sapiente del colore. Una forza espressiva magmatica che avvolge in un vortice i sentimenti dell’essere umano, la bellezza della natura. L’artista è spettatrice del manifestarsi dei sentimenti umani la metafora del ponte, dell’illusione, assistiamo alla sublimazione dell’amore. Diverse sono le esposizioni internazionali a cui l’artista ha partecipato: Oslo, Parigi, Salisburgo, Las Vegas.</p>
<p><strong>Anne Lise Kaaby Aas</strong>, nata a Porsanger, Norvegia. Ha lavorato e vissuto negli Stati Uniti, ora vive e lavora a Dubai. Studia pittura alla North Light Artschool a Houston. Anne Lise Kaaby Aas è attratta dalla realtà che la circonda, scene di vita quotidiana sono i suoi temi preferiti, ma anche la natura, i sentimenti, la spiritualità. Le opere dedicate al tema dell’amore hanno un carattere meditativo, contemplativo, in alcuni tratti melanconico, c’è la bellezza dell’incontro e la nostalgia del ricordo in un altalenarsi di emozioni. Le sue opere si trovano in diverse collezioni pubbliche e private in Danimarca, Norvegia, Stati Uniti, Italia.</p>
<p><strong>Inaugurazione</strong>: giovedì 9 febbraio 2012 ore 18.30-20.30</p>
<p><strong>Orario:</strong> lunedì-venerdì 10.00-12.30 e 16.00-19.00</p>
<p>Consulta il <a href="http://www.galleriatondinelli.it">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Galleria Tondinelli<br />
Via Quattro Fontane, 128/a  Roma<br />
Tel: 06 4744300  </p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Milano. &#8220;Dialogo sull&#8217;arte&#8221;: dibattito tra Sgarbi, Dorfles e Montanari. Il 9 febbraio</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 06:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giovedì 9 febbraio 2012 alle 18.30 si terrà la conferenza Dialogo sull’Arte. Tre generazioni a confronto, nell’ambito del festival artistico-letterario CULTURA MILANO. Questo prestigioso evento, unico ed innovativo nel suo genere, vuole riunire tre importanti personalità del panorama critico attuale, appartenenti a diverse generazioni: il Prof. GILLO DORFLES, 101 anni, critico d’arte e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89045" title="dialogosullarte" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/dialogosullarte.jpg" alt="" width="259" height="350" />Giovedì 9 febbraio 2012 alle 18.30 si terrà la conferenza <strong>Dialogo sull’Arte. Tre generazioni a confronto</strong>, nell’ambito del festival artistico-letterario CULTURA MILANO.</p>
<p>Questo prestigioso evento, unico ed innovativo nel suo genere, vuole riunire<strong> tre importanti personalità del panorama critico attuale</strong>, appartenenti a diverse generazioni: il <strong>Prof. GILLO DORFLES</strong>, 101 anni, critico d’arte e professore universitario; il <strong>Prof. VITTORIO SGARBI, 59 anni</strong>, critico d’arte, scrittore e sindaco di Salemi; il Prof<strong>. TOMASO MONTANARI</strong>, 41 anni, professore e ricercatore di Storia dell’Arte Moderna, presso l’Università Federico 2° di Napoli, scrittore e collaboratore del “Fatto Quotidiano”.</p>
<p>I noti critici si confronteranno in un <strong>vivace ed appassionato dibattito</strong>, in forma di amichevole conversazione, coinvolgendo anche il pubblico presente.</p>
<p> Le tematiche affrontate saranno in <strong>forma di Lectio Magistralis sulla Storia dell’Arte</strong>, con elevato livello e notevole spessore d’approfondimento, intercalate da racconti di vita ed interessanti aneddoti sulla loro formazione e sulle molteplici esperienze personali, che ne hanno caratterizzato e contraddistinto il percorso esistenziale e professionale.</p>
<p>Sarà un modo informale e spontaneo per raccontare e raccontarsi, divulgando un messaggio di sostegno e supporto alla valorizzazione dell’Arte, antica e moderna, in tutte le sue espressioni e manifestazioni più significative e rappresentative, che appartengono al patrimonio culturale di tutti.</p>
<p>Come afferma il Prof. Sgarbi “ L’Arte è, prima di tutto, una forma di conoscenza del mondo, intuitiva e illuminante. La disciplina della Storia dell’Arte, è uno strumento destinato a perfezionarsi, a mutare e deve misurarsi con una realtà sconfinata, che si trasforma, non soltanto verso il futuro, ma anche verso il passato”.</p>
<p><strong>Ingresso libero fino a esaurimento posti. Si consiglia la prenotazione.</strong></p>
<p>Consulta il <a href="http://www.fondazionematalon.org">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
MUSEO FONDAZIONE LUCIANA MATALON<br />
Foro Buonaparte, 67 Milano<br />
Tel: 02 878781 – 02 45470885<br />
Fax: 02 700526236<br />
<a href="mailto:fineart@fondazionematalon.org">fineart@fondazionematalon.org</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L’anatomia cartacea di Lisa Nilsson</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 16:57:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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		<description><![CDATA[Sezioni anatomiche del corpo umano perfettamente ricreate con filigrana cartacea o di tessuto. È l’idea dell’artista e designer statunitense Lisa Nilsson, che ha realizzato a mano, con tecnica denominata quilling tutte le sue opere, che portano il titolo d “Tissue Series”, ospitate recentemente anche in una galleria d’arte del Massachusetts. Visti da lontano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89049" title="head profile" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/head-profile.jpg" alt="" width="320" height="480" />Sezioni anatomiche del corpo umano perfettamente ricreate con filigrana cartacea o di tessuto. È l’idea dell’artista e designer statunitense Lisa Nilsson, che ha realizzato a mano, con tecnica denominata <em>quilling</em> tutte le sue opere, che portano il titolo d “Tissue Series”, ospitate recentemente anche in una galleria d’arte del Massachusetts. Visti da lontano è quasi impossibile cogliere per intero tutti i dettagli: <strong>si tratta di piccole strisce di carta e tessuto che vengono dapprima avvolte e poi modellate per assumere una forma</strong> al fine di essere unite pazientemente e ricreare la sagoma inconfondibile delle parti interne del corpo umano. Una volta completate le sezioni anatomiche di tessuto vengono adagiate in valigie di legno o in cornici di cartone. Il risultato è la sensazione di trovarsi davanti a delle tavole per specialisti e studiosi molto ricercate e particolari. Giudicate voi!</p>
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		<title>Arte: è di Cezanne il quadro più caro del mondo</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 13:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Paul Cezanne polverizza il record di Jackson Pollock: la famiglia reale del Qatar ha comprato per oltre 250 milioni di dollari una versione dei Giocatori di Carte di Paul Cezanne, il prezzo più alto mai pagato per un&#8217;opera d&#8217;arte. La vendita batte i 140 milioni di dollari sborsati per &#8216;Numero 5&#8242; di Pollock [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-88992" title="giocatoridicartecezanne" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/giocatoridicartecezanne.jpg" alt="" width="414" height="255" />Paul Cezanne polverizza il record di Jackson Pollock</strong>: la famiglia reale del Qatar ha comprato per oltre <strong>250 milioni di dollari</strong> una versione dei<strong> Giocatori di Carte di Paul Cezanne</strong>, il prezzo più alto mai pagato per un&#8217;opera d&#8217;arte.<strong> </strong></p>
<p><strong>La vendita batte i 140 milioni di dollari sborsati per &#8216;Numero 5&#8242; di Pollock nel 2006 da David Martinez</strong>, un finanziere messicano. I giocatori di Carte fanno parte di una iconica serie post-impressionista dipinta da Cezanne negli anni Novanta dell&#8217;Ottocento. Gli altri quattro quadri sono al Musee d&#8217;Orsay a Parigi, al MoMa di New York, al Courtald Institute di Londra e alla Barnes Foundation di Filadelfia. Il dipinto finito in Medioriente è stato acquistato l&#8217;anno scorso dagli eredi del magnate delle navi greco George Embricos ma solo ora il prezzo pagato è finito sulla rivista Vanity Fair mentre vip e collezionisti da tutto il mondo stanno recandosi in Qatar per l&#8217;inaugurazione di una maxi-mostra del giapponese Takashi Murakami in arrivo dal Palazzo di Versailles. &#8220;Segui un corso di storia dell&#8217;arte e quel quadro è nei manuali.</p>
<p><strong>&#8220;E&#8217; un pezzo molto, molto importante</strong>&#8220;, ha commentato con il Daily Telegraph Victor Wiener, uno dei grandi esperti del mercato dell&#8217;arte secondo cui la somma da capogiro investita dagli emiri farà d&#8217;ora in poi da pietra di paragone stravolgendo l&#8217;intera struttura dei prezzi dei capolavori artistici. Embricos, che è morto l&#8217;anno scorso, raramente aveva lasciato uscire il quadro dalla sua collezione e la corsa al rialzo per accaparrarsi il quadro tra due dei galleristi più potenti al mondo, Larry Gagosian e William Acquavella, aveva fatto salire le quotazioni a 220 milioni di dollari quando sono intervenuti i reali del Qatar attraverso GPS, un triumvirato di mercanti d&#8217;arte noti per la loro discrezione che includono Lionel Pissarro, il pronipote del pittore Camille Pissarro. L&#8217;anno scorso la rivista The Art Newspaper aveva indicato nel Qatar uno dei dei maggiori player nel settore dell&#8217;arte contemporanea con Sheikha al Mayassa, la figlia 28enne dell&#8217;Emiro, come la principale forza propulsiva verso la trasformazione del ricco stato petrolifero nel deserto in una Mecca artistica capace di competere con Parigi e New York. I Giocatori di Carte sarà probabilmente esposto accanto ai Rothko, Warhol e Hirst della famiglia al-Thali nel nuovissimo Museo Nazionale del Qatar disegnato da Jean Nouvel che aprirà i battenti nel 2014.</p>
<p><strong>Il Cezanne è l&#8217;ultimo, e più essenziale dei quadri della serie, &#8216;grande assente&#8217; dalla mostra dedicata al soggetto l&#8217;anno scorso dal Metropolitan Museum di New York</strong>. Il suo soggetto sono due lavoratori della fattoria paterna fuori Aix en Provence: il giardiniere Paulin Paulet e il contadino Pere Alexandre: &#8220;Oggi tutto cambia nel mondo&#8221;, scrisse all&#8217;epoca il pittore: &#8220;Ma non per me. Vivo nella mia città e riscopro il passato nei volti di gente della mia eta&#8221;.<br />
<em>Fonte: Ansa</em></p>
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		<title>Milano. &#8220;Culture Fundraising: collaborare con sponsor e fondazioni erogative&#8221;. Incontri dal 6 febbraio al 17 aprile</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 12:28:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Economia della Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Università]]></category>

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		<description><![CDATA[Università IULM- Facoltà di Arti, mercati e patrimoni della cultura presenta gli incontri &#8220;Culture Fundraising: collaborare con sponsor e fondazioni erogative&#8221;. Gli incontri spazieranno da argomenti come la valutazione dell&#8217;impatto economico dello sponsoring, il suo inquadramento nella comunicazione integrata, l&#8217;analisi delle principali fonti di informazione di settore in Italia ed Europa, i criteri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89393" title="dubach" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/dubach.jpg" alt="" width="206" height="300" />Università IULM- Facoltà di Arti, mercati e patrimoni della cultura presenta gli incontri &#8220;Culture Fundraising: collaborare con sponsor e fondazioni erogative&#8221;. Gli incontri spazieranno da argomenti come la valutazione dell&#8217;impatto economico dello sponsoring, il suo inquadramento nella comunicazione integrata, l&#8217;analisi delle principali fonti di informazione di settore in Italia ed Europa, i criteri di elaborazione di una proposta di sponsorizzazione per finire con un&#8217;ampia panoramica delle caratteristiche dello sponsoring culturale in Europa. Ampio spazio nel corso delle lezioni verrà anche riservato alle fondazioni erogative in Italia ed in Europa, alle loro modalità operative, al loro ruolo per il finanziamento della cultura.</p>
<p><strong>Documentazione del corso</strong><br />
Elisa Bortoluzzi Dubach, Sponsoring dalla A alla Z<br />
Manuale operativo, Milano, 2009, Skira Editore<br />
Elisa Bortoluzzi Dubach, Lavorare con le fondazioni &#8211; Guida operativa,<br />
Milano, 2009, Franco Angeli Editore<br />
Calendario delle lezioni<br />
Orari: lunedì : 15.00-18.00<br />
martedì: 15.00-18.00<br />
Aula 143 (IV piano, sede centrale IULM)</p>
<p><strong>Elisa Bortoluzzi Dubach 2</strong><br />
<strong>Lunedì 6 e martedì 7 febbraio 2012</strong></p>
<p><em>Lunedì 6 febbraio</em><br />
Introduzione allo sponsoring culturale<br />
- Definizione di sponsoring<br />
- Punti di convergenza e divergenza con fundraising e mecenatismo<br />
- Sponsoring come parte del mix di comunicazione<br />
- Fonti di informazione in Europa<br />
Processo decisionale dello sponsoring: Linee guida per lo sponsoring<br />
Ospiti e testimonianze<br />
(ore 16.45- 18.00)<br />
Sophie Micol Fabiani, Coordinator for Corporate Development, Peggy Guggenheim Collection &#8220;Lo sponsoring della Peggy Guggenheim Collection&#8221;</p>
<p><em>Martedì 7 febbraio 2012</em><br />
- Che cosa sono le linee guida per lo sponsoring, loro funzione, processo di elaborazione ed implementazione<br />
- Criteri di valutazione di una offerta di sponsorizzazione</p>
<p><strong>Lunedì 13 e martedì 14 febbraio 2012</strong><br />
<em>Lunedì 13 febbraio</em><br />
La relazione fra sponsor ed istituzione sponsorizzata<br />
- Analisi della istituzione sponsorizzata<br />
- Come elaborare una lista di potenziali sponsor<br />
- Come si elabora un concetto di commercializzazione<br />
La proposta di sponsorizzazione<br />
- Come si elabora una proposta di sponsorizzazione<br />
- Criteri e modalità</p>
<p><strong>Elisa Bortoluzzi Dubach 3</strong><br />
<em>Martedì 14 febbraio</em><br />
- Criteri di valutazione di una proposta di sponsorizzazione<br />
Ospiti e testimonianze<br />
(ore 16.30-18.00)<br />
Raffaele Zueger- Head of Corporate Communication di Banca BSI , &#8221; La strategia di<br />
sponsoring culturale di Banca BSI &#8221;</p>
<p><strong>Lunedì 5 e martedì 6 marzo 2012</strong><br />
<em>Lunedì 5 marzo</em><br />
Il piano di sponsorizzazione<br />
- Analisi della situazione<br />
- La visione<br />
- Target<br />
- Obiettivi<br />
- Strategia<br />
- Misure<br />
- Controllo<br />
Esercitazione</p>
<p><em>Martedì 6 marzo</em><br />
Presentazione dei risultati dell’esercitazione<br />
Ospiti e testimonianze<br />
(ore 16.30-18.00)<br />
Mag. Brigitte Kössner-Skoff, Direttore dell&#8217; Austrian Business Committee for the Arts &#8220;La<br />
sponsorizzazione culturale in Austria. L&#8217;esperienza del Premio Mecenate&#8221;<br />
Elisa Bortoluzzi Dubach 4</p>
<p><strong>Lunedì 16 e martedì 17 aprile 2012</strong><br />
<em>Lunedì 16 aprile</em><br />
La sponsorizzazione culturale in Europa<br />
Definizione della sponsorizzazione culturale<br />
Storia della sponsorizzazione culturale<br />
Caratteristiche fondamentali</p>
<p><em>Martedì 17 aprile</em><br />
Trends nella sponsorizzazione culturale<br />
Ospiti e testimonianze<br />
(ore 16.30-18.00)<br />
Dr. Stephan Frucht, Direttore della Commissione Cultura dell&#8217;Associazione Federale delle<br />
Industrie Tedesche :&#8221; La sponsorizzazione in Germania: sessanta anni di esperienza di<br />
esperienza di partnership fra imprese e cultura&#8221;</p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Segreteria di Facoltà<br />
Tel: 02 891412322<br />
<a href="mailto:facolta.artimercati@iulm.it">facolta.artimercati@iulm.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Arte: sarebbe del Salai la Giconda &#8216;gemella&#8217; al Prado di Madrid</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/02/06/arte-sarebbe-del-salai-la-giconda-gemella-al-prado-di-madrid/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 08:30:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Musei]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[Un&#8217;ulteriore conferma alla tesi che attribuisce al Salai la paternità della &#8216;Gioconda&#8217; ritrovata al Prado di Madrid, arriva da un documento notarile del 1525, che attesta che l&#8217;opera era tra i beni dell&#8217;allievo prediletto di Leonardo da Vinci. L&#8217;atto, conservato presso l&#8217;Archivio di Stato di Milano, è stato scoperto nel 1990 da Shell-Sironi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88939" title="salai" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/salai.jpg" alt="" width="183" height="275" />Un&#8217;ulteriore conferma alla tesi che attribuisce al<strong> Salai</strong> la paternità della<strong> &#8216;Gioconda&#8217;</strong> ritrovata al <strong>Prado di Madrid</strong>, arriva da un <strong>documento notarile del 1525</strong>, che attesta che l&#8217;opera era tra i beni dell&#8217;allievo prediletto di <strong>Leonardo da Vinci</strong>. L&#8217;atto, conservato presso l&#8217;<strong>Archivio di Stato di Milano</strong>, è stato scoperto nel<strong> 1990</strong> da <strong>Shell-Sironi</strong>, e attesta che nel<strong> 1525</strong> in un inventario dei beni di <strong>Gian Giacomo Caprotti da Oreno</strong> detto Salai, morto l&#8217;anno precedente, c&#8217;è anche un quadro &#8221;de una dona aretrata dicto la honda C°&#8221;, e corretto con &#8221;dicto la Joconda&#8221;.<br />
Il documento è pubblicato nella seconda versione, attualmente in fase di stampa presso l&#8217;editore <strong>Cappello</strong>, del volume<strong> &#8216;Enigma Leonardo: decifrazioni e scoperte. La Gioconda. In memoria di Bianca&#8217;</strong>, di <strong>Carla Glori</strong>. L&#8217;opera in possesso del Salai, secondo la Glori con molta probabilità coincide proprio con la copia del Prado, che gli esperti indicano come dipinta in contemporanea con l&#8217;originale.<br />
La scoperta fatta da<strong> Shell-Sironi</strong> nell&#8217;<strong>Archivio di Stato di Milano</strong> andrebbe, in base alla tesi della Glori, a costituire traccia documentale dell&#8217;esistenza in mani del Salai della sua copia coeva della Gioconda, e coinciderebbe quindi con quella del Prado. Per quanto concerne la dicitura cancellata dal documento, &#8221;la honda C°&#8221;, secondo la Glori costituirebbe una prova che l&#8217;opera del Salai sia contemporanea dell&#8217;originale di Leonardo. La <strong>lettera C</strong> infatti, secondo la studiosa, sarebbe l&#8217;iniziale di una delle tre parole latine &#8216;collatio&#8217;, &#8216;comparatio&#8217;, &#8216;contentio&#8217;, ad indicare appunto &#8216;comparazione&#8217;, &#8216;confronto&#8217;, &#8216;paragone&#8217;.</p>
<p><em>Fonte: Adnkronos</em></p>
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		<title>Roma. &#8220;Nuova Gestione&#8221;: 1 quartiere, 6 artisti, 5 spazi sfitti. Dall&#8217;8 al 18 febbraio</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 06:51:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’arte contemporanea diventa protagonista nel quartiere romano del Quadraro, grazie alla rivalutazione di spazi dismessi e in disuso. Il quartiere sarà infatti il cuore di Nuova Gestione, progetto ideato e curato da Sguardo Contemporaneo, che prevede interventi site specific di sei giovani artisti italiani all’interno di cinque locali sfitti della zona: Marco Bernardi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-88892" title="quadraro" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/quadraro.jpg" alt="" width="471" height="315" />L’arte contemporanea diventa protagonista nel quartiere romano del Quadraro</strong>, grazie alla rivalutazione di spazi dismessi e in disuso. Il quartiere sarà infatti il cuore di Nuova Gestione, progetto ideato e curato da Sguardo Contemporaneo, che prevede interventi site specific di<strong> sei giovani artisti italiani all’interno di cinque locali sfitti della zona</strong>: Marco Bernardi, Margherita Moscardini, Luana Perilli, Lino Strangis, Elisa Strinna e Angela Zurlo sono chiamati a confrontarsi con il tessuto urbano e sociale di un luogo ricco di storia ma esposto al degrado urbano come il Quadraro.<strong> I lavori nati da questa esperienza verranno tutti inaugurati contemporaneamente mercoledì 8 febbraio</strong>.</p>
<p>Il progetto <strong>Nuova Gestione</strong> gode del patrocinio del C.N.I. UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura) ed è realizzato con il contributo di Roma Capitale e della Camera di Commercio di Roma. Inoltre si avvale della collaborazione di Roma Capitale Municipio VI e Municipio X, Zètema e dell’Associazione Cultu-rale Punto di Svista, la Media Partnership di Zero, il sostegno di Energy Corp S.r.l e la sponsorizzazione tecnica di CTS Grafica S.r.l., del Grandma Bistrot, delle Cantine Torrevento S.r.l. e di Fiore di Puglia S.p.a.</p>
<p>L’obiettivo principale è <strong>contribuire al miglioramento di un’area mortificata da luoghi abbandonati</strong>, riattivandoli e offrendone una versione inedita attraverso una proposta culturale innovativa. Nuova Gestione nasce dall’osservazione degli spazi commerciali in disuso che stanno popolando sempre di più i quartieri di Roma: quante volte sulle vetrine dei negozi ci siamo imbattuti nei cartelli con la scritta ‘Affittasi’ o ‘Vendesi’? Passeggiando per la città, dal centro alla periferia, ci si accorge di questa situazione, spesso all’origine di scenari desolanti. L’intento di Sguardo Contemporaneo è far sì che l&#8217;arte possa estendersi a una collettività lasciata ai margini della scena artistica della capitale, fornendo un’alternativa concreta ai consolidati circuiti di gallerie e istituzioni. L’utilizzo di contesti altri per la produzione e la fruizione dell’arte contemporanea, assieme alla riqualificazione delle aree urbane coinvolte è in linea con le pratiche di riuso temporaneo di spazi dismessi, portate avanti – per esempio – da No Longer Empty, organizzazione no-profit che dal 2009, a New York, promuove progetti d’arte pubblica in spazi abbandonati o sfitti.</p>
<p>Gli artisti di Nuova Gestione sono stati selezionati per la loro attitudine alla sperimentazione, all’uso di diversi media e di nuovi linguaggi e per la loro capacità di relazionarsi con progetti che prevedono la partecipazione del pubblico. L’iniziativa, infatti, si rivolge sia ai proprietari dei locali messi a disposizione – invitati a contribuire al processo creativo degli artisti con la propria testimonianza della memoria dei luoghi, dalla loro origine alle attività ospitate nel corso degli anni – sia agli abitanti del quartiere, indagandone le aspettative e individuando le problematiche legate al contesto.<br />
La scelta di intervenire in una zona come il Quadraro rispecchia la volontà di <strong>valorizzare un quartiere storico</strong>, dove la crisi economica risulta evidente dalle numerose saracinesche abbassate per cessata attività. In passato punto di riferi-mento commerciale per lo stabilimento cinematografico di Cinecittà durante gli anni ’20 e ’30, poi presidio antifascista durante la Seconda Guerra Mondiale (protagonista di un drammatico rastrellamento ad opera dei nazisti il 17 aprile 1944), in seguito borgata popolare aperta ad accogliere gli sfollati e gli immigrati dal Sud Italia, il Quadraro è oggi uno dei quartieri più multietnici di Roma, dove trovano spazio iniziative di carattere culturale e sociale.</p>
<p>Durante l’inaugurazione e nei giorni seguenti, verrà messa a disposizione dei visitatori una mappa in cui saranno segna-lati gli spazi che ospitano i lavori degli artisti.  </p>
<p><strong>Inaugurazione:</strong> mercoledì 8 febbraio 2012 ore 19.00<br />
<strong>Periodo:</strong> dal 9 al 18 febbraio 2012<br />
<strong>Orari:</strong> dal lunedì al venerdì ore 16.00 &#8211; 20.00, sabato e domenica ore 10.00 &#8211; 13.00 / 16:00 – 20:00 (o su appuntamento)</p>
<p>PER VISITARE GLI SPAZI: INFO POINT – Via dei Quintili, 105<br />
Sede: Roma, quartiere Quadraro:<br />
via dei Quintili, 27: Lino Strangis<br />
via Filippo Re, 4: Marco Bernardi<br />
via dei Quintili, 93: Luana Perilli <br />
via dei Quintili, 105: Elisa Strinna<br />
via degli Arvali, 6: Margherita Moscardini e Angela Zurlo</p>
<p><strong>Ingresso libero o su appuntamento</strong></p>
<p>Consulta il <a href="http://www.nuovagestione.net ">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni</strong><br />
Associazione Culturale Sguardo Contemporaneo<br />
Mob: 349 3786806<br />
<a href="mailto:info@sguardocontemporaneo.it">info@sguardocontemporaneo.it</a></p>
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		<title>Turismo: in primavera “With Art Philadelphia”, per promuovere Philadelphia come città d’arte</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 06:30:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il sindaco di Philadelphia Michael Nutter ha annunciato la nascita di “With Art Philadelphia”. Questa campagna marketing, del costo di oltre 2 milioni di dollari e della durata di due anni, ha l’obiettivo di promuove Philadelphia come città d’arte, con lo scopo di incrementare i soggiorni e i pernottamenti da parte di visitatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88942" title="philadelphia-art" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/philadelphia-art.jpg" alt="" width="331" height="232" />Il sindaco di Philadelphia<strong> Michael Nutter</strong> ha annunciato la nascita di<strong> “With Art Philadelphia”.</strong> Questa <strong>campagna marketing</strong>, del costo di <strong>oltre 2 milioni di dollari</strong> e della durata di<strong> due anni</strong>, ha l’obiettivo di promuove <strong>Philadelphia</strong> come<strong> città d’arte</strong>, con lo scopo di incrementare i soggiorni e i pernottamenti da parte di visitatori da tutto il mondo. With Art Philadelphia avrà inizio in <strong>marzo</strong>, appena prima dell’attesa apertura della nuova sede della <strong>Barnes Foundation</strong>, sulla <strong>Benjamin Franklin Parkway</strong>, che avverrà il prossimo<strong> 18 maggio</strong>. La campagna promozionale si articola in cinque tematiche: <strong>Il tema delle arti figurative, La storia della Parkway, La storia dei giardini, L’ arte come educazione, Philadelphia una in arte.</strong></p>
<p><em>Fonte: Travel Quotidiano</em></p>
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		<title>Mostre: in primavera &#8220;Mind the Map&#8221;, la mostra dedicata alla metropolitana di Londra</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 16:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8216;Mind the Map&#8217;. Non è il refuso di uno degli avvisi ai viaggiatori che si ascoltano più frequentemente su tram e metro, ma il titolo di una mostra unica nel suo genere che celebra gli oltre cento anni di una vera e propria icona dei trasporti in tutto il mondo: la metropolitana di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-88846" title="tubelondon" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/tubelondon.jpg" alt="" width="285" height="177" />&#8216;Mind the Map&#8217;.</strong> Non è il refuso di uno degli avvisi ai viaggiatori che si ascoltano più frequentemente su tram e metro, ma il titolo di una <strong>mostra</strong> unica nel suo genere che celebra gli <strong>oltre cento anni</strong> di una vera e propria icona dei trasporti in tutto il mondo: la <strong>metropolitana di Londra</strong>.<br />
A partire dalla primavera il <strong>Museo dei Trasporti di Londra</strong>, che già racconta la storia di uno dei sistemi di mobilità più antichi e più all&#8217;avanguardia da sempre, ospiterà una mostra interamente dedicata alla celebre<strong> Tube</strong>, come viene familiarmente chiamata dai londinesi, da una prospettiva originale, quella della sua iconografia in mappe e cartine, anche rivisitate da artisti e designer.<br />
I visitatori potranno ammirare la ricca collezione di mappe del museo, ma avranno altresì l&#8217;opportunità di osservare dei reperti mai esposti finora e perfino opere di artisti. Come ad esempio<strong> &#8220;The Great Bear&#8221; di Simon Patterson</strong>, una<strong> litografia del &#8217;92</strong> che al primo sguardo sembra semplicemente la mappa della metro londinese, ma in realtà ogni linea rappresenta gruppi di personaggi famosi, dagli scienziati ai giocatori di football, che poi danno i nomi alle singole fermate. Esposti anche lavori di <strong>Stephen Walter, Susan Stockwell, Jeremy Wood, Claire Brewster, e Agnes Poitevin-Navarre</strong>.<br />
&#8216;Mind the Map&#8217;, spiegano gli organizzatori in una nota, punta ad esplorare &#8220;l&#8217;impatto che tali mappe hanno avuto sulla comprensione di Londra e come hanno influenzato il modo in cui ci muoviamo e ci relazioniamo con i sobborghi cittadini&#8221;. La mostra sarà inaugurata il<strong> 18 maggio</strong> e resterà aperta <strong>fino a fine ottobre</strong>. Informazioni su <a href="http://www.ltmuseum.co.uk/">www.ltmuseum.co.uk</a>.</p>
<p><em>Fonte: ANSA</em></p>
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		<title>Milano. Mostra &#8220;Gustav Klimt. Disegni intorno al fregio di Beethoven&#8221;. Dal 4 febbraio al 6 maggio</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 14:49:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si tiene a Milano, presso lo Spazio Oberdan della Provincia di Milano, in Viale Vittorio Veneto 2, dal 4 febbraio al 6 maggio 2012 la mostra “Gustav Klimt. Disegni intorno al fregio di Beethoven” promossa dalla Provincia di Milano, prodotta e organizzata da Alef cultural project management. La mostra è a cura di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88802" title="klimt" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/klimt.jpg" alt="" width="355" height="323" />Si tiene a <strong>Milano</strong>, presso lo <strong>Spazio Oberdan della Provincia di Milano</strong>, in Viale Vittorio Veneto 2,<strong> dal 4 febbraio al 6 maggio 2012 la mostra “Gustav Klimt. Disegni intorno al fregio di Beethoven</strong>” promossa dalla Provincia di Milano, prodotta e organizzata da Alef cultural project management.<br />
La mostra è<strong> a cura di Annette Vogel</strong>, per la sezioni disegni, di Lorenza Tonani, per la sezione sulla grafica secessionista, di Maria Porro, per la riproduzione scenografica del Fregio di Beethoven.</p>
<p><strong>Klimt,</strong> rappresentante autorevole della Secessione e artista di straordinaria rilevanza nella storia dell’arte moderna, <strong>avrebbe festeggiato nel 2012 il suo 150° compleanno</strong>. In occasione di questa particolare ricorrenza una serie di importanti eventi internazionali celebrano la figura e l’opera del Maestro austriaco.<br />
Vienna, città in cui Klimt ha trascorso gran parte della sua esistenza, ospita, nelle sue sedi espositive più prestigiose, numerose mostre di grande levatura. Altre città europee da Parigi a Barcellona, da Berlino a Londra, accolgono speciali e interessanti workshop per indagare e scoprire le opere del grande artista.<br />
Milano, prima città italiana che inaugurerà le celebrazioni del 150° anniversario della nascita di Klimt, si allinea all’offerta culturale internazionale con questa mostra che presenta la riproduzione a dimensioni reali dello straordinario Fregio di Beethoven accompagnata da quindici disegni originali correlati al famoso affresco custodito in una sala del Palazzo della Secessione di Vienna.<br />
Il percorso espositivo si apre con i manifesti originali della Secessione viennese realizzati tra gli altri da Koloman Moser, Alfred Roller, Ferdinand Hodler e Leopold Stolba per le singole Esposizioni del movimento e appartenenti alla Collezione Salce della Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso.</p>
<p>Completano l&#8217;esposizione alcuni numeri della celebre rivista “Ver Sacrum”, lo strumento più alto realizzato dagli artisti appartenenti al movimento secessionista, custode della poetica dell&#8217;arte totale – Gesamtkunstwerk.</p>
<p><strong>La mostra guiderà il visitatore alla comprensione del capolavoro klimtiano</strong>, cogliendo i motivi grafici principali della composizione insieme alla forte simbologia e alle numerose allegorie che ne emergono.<br />
<strong>Un team di scenografi e decoratori darà infatti vita alla riproduzione del celeberrimo Fregio di Beethoven in scala 1:1</strong>. Il Fregio sarà posizionato in una sala dedicata all&#8217;interno della sede espositiva in cui risuoneranno le note della Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven.</p>
<p><strong>Il Fregio lascia trasparire il grande eclettismo di Klimt</strong> che, con il suo stile inconfondibile, riesce a mescolare e a trarre ispirazione da vari elementi figurativi e artistici fondendo all’interno dell’opera echi e suggestioni diverse. Se dalla pittura egiziana e vascolare greca trae la concezione della parete come fascia su cui allineare una sequenza di figure ed eventi, è dalle stampe giapponesi di Hokusai e Utamaro che ricava il segno forte e incisivo. Sono invece di ispirazione africana le spaventose maschere del regno del male che il Cavaliere, protagonista maschile dell’opera, dovrà affrontare e combattere durante il suo lungo viaggio per congiungersi alla Poesia, incarnazione della figura femminile. </p>
<p>«Prosegue la convinta scelta della Provincia di Milano volta a valorizzare e preservare l’arte. –  dichiara il Presidente della Provincia di Milano, On. Guido Podestà &#8211; Attraverso questo evento, promosso in occasione della centocinquantesima ricorrenza della nascita del più importante esponente della secessione viennese, desideriamo fornire un’ulteriore risposta alla domanda di cultura che giunge dalla Grande Milano. L’obiettivo è, dunque, quello di rendere fruibile ai cittadini, pure con l’ausilio del ricco contributo esibito dai disegni correlati al famoso “Fregio”, l’epoca rivoluzionaria e forse irripetibile, dello “Jugendstil”, colma di fermento culturale e artistico».<br />
“Il 2012, per l’Assessorato alla Cultura in Provincia di Milano, si apre con una mostra dal respiro internazionale e dai molteplici significati &#8211; sottolinea il Vice Presidente e Assessore alla Cultura, Novo Umberto Maerna &#8211; Dopo aver celebrato i 150 anni della Provincia e i 150 anni dell’Unità Nazionale, questo ideale trittico di celebrazioni continua con l’omaggio ai 150 anni di Gustav Klimt, artista che rappresenta una delle più alte espressioni della pittura europea. Un ideale omaggio alla Cultura Europea, che nell’Ottocento ha rappresentato il cuore pulsante della grande tradizione culturale occidentale e cristiana; una tradizione formatasi nei secoli attraverso la scultura, la pittura, la letteratura e la musica. Spazio Oberdan, in  questi anni, si è posto l’obiettivo di diventare un centro diffusore di questa tradizione, che noi desideriamo divulgare e condividere in quanto elemento costitutivo della nostra Identità.”</p>
<p>Il <strong>Fregio di Beethoven</strong>, lungo trentaquattro metri e sviluppato su tre pareti del Palazzo della Secessione,<strong> fu dipinto da Klimt nel 1902 in occasione della XIV mostra del movimento della Secessione Viennese</strong>. L’esposizione, progettata come cornice per la grande scultura in marmo policromo di Max Klinger dedicata a<br />
Ludwig van Beethoven, fu una corale celebrazione del compositore tedesco particolarmente stimato e apprezzato durante quegli anni. Beethoven, attraverso la sua opera d’esaltazione dell’amore e dell’abnegazione, era considerato da Klimt e dai suoi compagni l’incarnazione del genio e degli ideali secessionisti. Ispirato alla Nona Sinfonia, il Fregio fu concepito come parte di un percorso espositivo in cui la visita si trasformava in una sperimentazione sinestetica dove la musica diventava parte costituente e fondamentale dell’opera; in occasione dell’inaugurazione della mostra fu infatti eseguito l’Inno alla Gioia diretto da Gustav Mahler.<br />
L’opera si compone di tre parti: L’anelito alla felicità, Forze ostili e Inno alla Gioia. Nell’ultimo pannello Klimt riporta la citazione biblica: “Il mio regno non è di questo mondo”, la stessa citazione che ritroviamo nel saggio di Wagner 1846 dedicato a Beethoven per sottolineare la funzione liberatrice della musica in contrasto con la corruzione del mondo terreno. Nell’opera di Klimt emerge anche la contrapposizione tra bene e male e l’aspirazione al riscatto ideale attraverso l’arte nel rapporto tra uomo e donna.<br />
L’uomo, raffigurato dal Cavaliere, dovrà affrontare una sorta di viaggio agli Inferi per raggiungere la Poesia, protagonista femminile del dipinto. La strada verso il sublime è tortuosa e colma di tentazioni pericolose ma il Cavaliere ne esce vittorioso e arriva finalmente il momento della liberazione rappresentato dal raggiungimento dell’estasi amorosa. L’abbraccio finale tra il Cavaliere, spogliato delle sue armi, e la Poesia simboleggia il raggiungimento del regno ideale.<br />
Gli ornamenti fluttuano come note musicali e dalle pareti emerge il tipico stile klimtiano caratterizzato da colori sapientemente accostati, linee sinuose e profusione dell’oro.</p>
<p><strong>orari:</strong> martedì e giovedì 10.00-22.00; mercoledì, venerdì, sabato, domenica 10.00-19.30<br />
(la biglietteria chiude trenta minuti prima dell&#8217;orario di chiusura)<br />
chiuso il lunedì<br />
<strong>ingressi:</strong> intero 8,00 €, ridotto convenzionati 7,00 €, ridotto 6,00 €, ridotto scuole 5,00 €<br />
inaugurazione: 3 febbraio, ore 19.00</p>
<p>Consulta il <a href="http:// www.provincia.milano.it/cultura">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Spazio Oberdan<br />
Viale Vittorio Veneto 2, Milano<br />
Tel: 02 7740.6302/6381;<br />
<a href="mailto:info@klimtmilano.com">info@klimtmilano.com</a></p>
<p><em>Immagine: Gustav Klimt, Sangue di pesce, da “Ver sacrum”, n. 3, a. 1898, tavola p. 6, 19,5&#215;19,5 cm, Università degli Studi di Milano, Centro Apice (Archivi della Parola, dell&#8217;Immagine e della Comunicazione Editoriale)</em></p>
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		<title>Montevarchi (Ar). CREATIVE NET workshop. Fino al 26 febbraio</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/02/04/montevarchi-ar-creative-net-workshop-fino-al-26-febbraio/</link>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 11:39:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Creatività]]></category>
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		<category><![CDATA[Workshop]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli scorsi mesi di Novembre e Dicembre CREATIVE NET / cross meeting ha riunito a Ginestra Fabbrica della Conoscenza 32 individualità attive nel mondo delle arti, dell’educazione e del sociale che si sono raccontate e hanno espresso il loro interesse per lavorare insieme in rete. Si apre ora la seconda fase, CREATIVE NET [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88791" title="creativenet" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/creativenet.jpg" alt="" width="196" height="272" />Gli scorsi mesi di Novembre e Dicembre <em>CREATIVE NET / cross meeting</em> ha riunito a <strong>Ginestra Fabbrica della Conoscenza</strong> 32 individualità attive nel mondo delle arti, dell’educazione e del sociale che si sono raccontate e hanno espresso il loro interesse per lavorare insieme in rete.<br />
Si apre ora la seconda fase, CREATIVE NET / workshop, in cui i partecipanti, iscritti tramite risposta a open call, sperimenteranno diverse tecniche di lavoro di gruppo e di strategie di produzione culturale innovative e sostenibili.<br />
Coordinato da artway of thinking, il workshop è organizzato come un percorso learning by doing di co-progettazione rivolto alla <strong>realizzazione di un happening pu</strong>bblico; una piattaforma dove <strong>sperimentare forme di relazione, scambio e co-creazione, rivisitando il significato di “opera”,</strong> con gli artisti Emilio Fantin e Cesare Pietroiusti; un programma di incontri con experts del mondo della produzione e del management culturale, per apprendere strumenti di organizzazione dei processi produttivi con Stefano Schiavo e management culturale con Silvia Piazzesi; forme di comunicazione sociale con Gianni Sinni e di condivisione della conoscenza in web 2.0 con Alessandro Grella e Gianluca Sabena; governance, economia e fiscalità della cultura con Irene Sanesi.<br />
Le sessioni di workshop inizieranno sabato 28 gennaio 2012 e si svolgeranno nei giorni di sabato e domenica, tutte le settimane, fino al 26 febbraio 2012. Tra venerdì 16 marzo e domenica 18 marzo 2012 è ipotizzato l’Happening pubblico, risultante dal percorso del workshop e che potrà realizzarsi negli spazi di Ginestra Fabbrica della Conoscenza e/o nel centro storico di Montevarchi.<br />
Gli incontri con gli artisti ed esperti invitati prevedono una sezione pubblica settimanale a ingresso gratuito: lectures serali rivolte a un pubblico più allargato, non esclusivamente partecipante al workshop. La lecture inaugurale, a cura di artway of thinking, si terrà venerdì 27 gennaio alle ore 18:30.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>PROGRAMMA</strong></span></p>
<p><em>Venerdì 27 gennaio 2012</em><br />
Ore 18:30<br />
Processi Creativi Collettivi<br />
Incontro pubblico con artway of thinking</p>
<p><em>Sabato 28 gennaio 2012</em><br />
Orario: 10:00 &#8211; 13:00<br />
Co-creation methodology<br />
Workshop section con artway of thinking<br />
Ore 16:30<br />
Progetto e conoscenza immaginativa<br />
Incontro pubblico con Emilio Fantin<br />
Orario: 18:30 &#8211; 20:30<br />
Progetto e conoscenza immaginativa<br />
Workshop section con Emilio Fantin</p>
<p><em>Domenica 29 gennaio 2012</em><br />
Orario: 10:00 &#8211; 13:00 / 15:00 &#8211; 18:00<br />
Progetto e conoscenza immaginativa<br />
Workshop section con Emilio Fantin</p>
<p><em>Venerdì 03 febbraio 2012</em><br />
Ore 18:30<br />
Pensiero non funzionale<br />
Incontro pubblico con Cesare Pietroiusti</p>
<p><em>Sabato 04 febbraio 2012</em><br />
Orario: 10:00 &#8211; 13:00 / 15:00 &#8211; 17:30<br />
Pensiero non funzionale<br />
Workshop section con Cesare Pietroiusti<br />
Ore 18:30<br />
Osmosi mediatiche: infrastrutture, filtri e tecnologie sul territorio e tra i suoi abitanti<br />
Incontro pubblico con Alessandro Grella e Gianluca Sabena/ Izmo</p>
<p><em>Domenica 05 febbraio 2012</em><br />
Orario: 10:00 &#8211; 13:00 / 15:00 – 18.00<br />
Stumenti collaborativi di archivio e gestione della conoscenza<br />
Workshop section con Alessandro Grella e Gianluca Sabena/ Izmo</p>
<p><em>Sabato 11 febbraio 2012</em><br />
Orario: 10:00 &#8211; 13:00 / 15:00 &#8211; 17:30<br />
Efficacia ed efficienza organizzativa nei progetti culturali<br />
Workshop section con Silvia Piazzesi<br />
Ore 18:30<br />
Cultura e organizzazione nelle realtà creative<br />
Incontro pubblico con Silvia Piazzesi e Stefano Schiavo/ Sharazad</p>
<p><em>Domenica 12 febbraio 2012</em><br />
Orario: 10:00 &#8211; 13:00 / 15:00 &#8211; 18:00<br />
Strumenti per l’organizzazione dei processi creativi<br />
Workshop section con Stefano Schiavo/ Sharazad</p>
<p><em>Sabato 18 febbraio 2012</em><br />
Orario: 10:00 &#8211; 13:00 / 15:00 &#8211; 17:30<br />
Per una nuova governance della cultura<br />
Workshop section con Irene Sanesi/ Studio Sanesi &amp; Associati<br />
Ore 18:30<br />
Per una nuova governance della cultura<br />
Incontro pubblico con Irene Sanesi/ Studio Sanesi &amp; Associati</p>
<p><em>Domenica 19 febbraio 2012</em><br />
Orario: 10:00 &#8211; 13:00 / 15:00 -18:00<br />
Co-creation methodology<br />
Workshop section con artway of thinking</p>
<p><em>Sabato 25 febbraio 2012</em><br />
Orario: 10:00 &#8211; 13:00 / 15:00 – 17:30<br />
Social Size Matters<br />
Workshop section con Gianni Sinni/ Lcd<br />
Ore 18:30<br />
Social Size Matters<br />
Incontro pubblico con Gianni Sinni/ Lcd</p>
<p><em>Domenica 26 febbraio 2012</em><br />
Orario: 10:00 &#8211; 13:00 / 15:00 &#8211; 18:00<br />
Co-creation methodology<br />
Workshop section con artway of thinking<br />
Happening pubblico<br />
Venerdì 16 marzo &#8211; Domenica 18 marzo 2012</p>
<p>Consulta il <a href="http://www.fabbricaginestra.it">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Evelyne Bonazza<br />
Mob: 328 8923426<br />
Federica Thiene<br />
Mob: 329 2482465<br />
<a href="mailto:workshop@fabbricaginestra.it">workshop@fabbricaginestra.it</a></p>
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