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	<title>Tafter &#187; Archeologia</title>
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		<title>Archeologia: stele egizia riconsegnata a Crotone dopo 35 anni</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 18:30:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È tornata oggi a Crotone dopo 35 anni, la stele egizia che sul finire degli anni Settanta venne ritrovata da un tombarolo per poi finire nella raccolta egizia del museo del Castello Sforzesco di Milano. Si tratta della “Stele di Horo sui coccodrilli”, alta meno di 10 centimetri, utilizzata come talismano contro serpenti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89598" title="stele" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/stele.jpg" alt="" width="268" height="188" />È tornata oggi a<strong> Crotone dopo 35 anni</strong>, la <strong>stele egizia</strong> che sul <strong>finire degli anni Settanta</strong> venne ritrovata da un tombarolo per poi finire nella raccolta egizia del <strong>museo del Castello Sforzesco di Milano</strong>. Si tratta della<strong> “Stele di Horo sui coccodrilli”,</strong> alta meno di 10 centimetri, utilizzata come talismano contro serpenti, scorpioni e coccodrilli da un viaggiatore egiziano approdato a <strong>Crotone tra il 378 ed il 341 avanti Cristo.</strong> La stele è stata confiscata dai <strong>Carabinieri</strong> ed è stata consegnata alla soprintendente ai Beni archeologici della Calabria, <strong>Simonetta Bonomi</strong>. Come è stato spiegato nella conferenza stampa tenutasi stamani nel museo archeologico crotonese, è particolare il fatto che, per la prima volta, si è ottenuta la confisca di un reperto archeologico non da un museo straniero, come era avvenuta l’anno scorso, con l’<strong>Askos</strong> riportato sempre a Crotone, ma da un museo nazionale, quello del Castello sforzesco di Milano. Alla conferenza hanno preso parte <strong>Domenico Marino</strong>, responsabile del museo crotoniate, <strong>Roberto Spadea</strong>, responsabile del territorio, il comandante del Nucleo Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale regionale capitano Raffaele Giovinazzo, il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello <strong>Francesco Iacono</strong>, il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Crotone, <strong>Raffaele Mazzotta</strong> e la soprintendente ai Beni archeologici della Calabria, <strong>Simonetta Bonomi</strong>.</p>
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		<title>Nomine: Maria Rosaria Barbera è la nuova soprintendente dell&#8217;area archeologica di Roma</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 17:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;archeologa Maria Rosaria Barbera è la nuova soprintendente dell&#8217;area archeologica di Roma. &#8220;Abbiamo avviato il procedimento di nomina, ha dichiarato  all&#8217;Adnkronos Luigi Malnati, direttore generale per le antichità del Mibac, ora servirà l&#8217;assenso della direttrice (del Mibac, Antonia Pasqua Recchia) e poi, entro il 13 febbraio, procederemo con il decreto&#8221;. Il posto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89605" title="areaarcheologicaroma" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/areaarcheologicaroma.jpg" alt="" width="351" height="144" />L&#8217;archeologa <strong>Maria Rosaria Barbera</strong> è la nuova soprintendente dell&#8217;area archeologica di Roma. &#8220;Abbiamo avviato il procedimento di nomina, ha dichiarato  all&#8217;Adnkronos Luigi Malnati, direttore generale per le antichità del Mibac, ora servirà l&#8217;assenso della direttrice (del Mibac, Antonia Pasqua Recchia) e poi, <strong>entro il 13 febbraio</strong>, procederemo con il decreto&#8221;. Il posto di soprintendente speciale ai beni archeologici di Roma è vacante dal<strong> 10 gennaio scorso</strong>, quando <strong>Anna Maria Moretti</strong> è andata in pensione. Barbera, che lascia la direzione della <strong>Soprintendenza archeologica  della Toscana</strong>, è stata responsabile della <strong>soprintendenza per i Beni Culturali e Paesaggistici del Molise</strong>, direttore della <strong>Soprintendenza Archeologica della Sardegna</strong> nonché a capo del <strong>museo Nazionale d&#8217;Arte Orientale</strong>.</p>
<p><em>Fonte: Il Giornale dell&#8217;Arte</em></p>
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		<title>Archeologia: ritorna la missione degli archeologi catalani in Egitto</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 07:40:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un anno dopo la rivoluzione in Egitto, la missione di archeologi ed egittologi dell&#8217;Universita&#8217; di Barcellona, che lavora in collaborazione con la Societa&#8217; Catalana di Egittologia, torna al Cairo, per riprendere i lavori di scavo ad Oxirrinco. Ne da&#8217; notizia il direttore della missione, il cattedratico di egittologia Josep Padro, citato da La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89170" title="saqqara" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/saqqara.jpg" alt="" width="268" height="188" />Un anno dopo la rivoluzione in Egitto, <strong>la missione di archeologi ed egittologi dell&#8217;Universita&#8217; di Barcellona</strong>, che lavora in collaborazione con la Societa&#8217; Catalana di Egittologia, torna al Cairo, per <strong>riprendere i lavori di scavo ad Oxirrinco</strong>. Ne da&#8217; notizia il direttore della missione, il cattedratico di egittologia Josep Padro, citato da La Vanguardia.</p>
<p>Obiettivo della missione spagnola, che quest&#8217;anno compie 20 anni, e&#8217; <strong>&#8221;continuare a scavare i resti di un grande tempio greco-romano</strong> che, per la sua posizione e per le decrizioni ritrovate nei papiri, potrebbe trattarsi del serapeo, dedicato al dio Serapis&#8221;, ha spiegato Pardo.</p>
<p><strong>Il piu&#8217; noto finora e&#8217; quello ritrovato nella necropoli di Saqqara dall&#8217;archeologo francese Auguste Mariette</strong> nel 1850 con sarcofagi dei boui Apis. Ma il ritrovamente piu&#8217; importante della missione catalana a Oxirrinco e&#8217; quello di Osireion, un tempio sotterraneo dedicato al dio Osiris. &#8221;In questo momento e&#8217; unico in Egitto&#8221;, ha assicurato il cattedratico. &#8221;Nei lavori di restauro abbiamo trovato blocchi ancora non identificati. In mancanza di permessi di scavo, li abbiamo coperti ed e&#8217; la&#8217; che ricominceremo a scavare&#8221;, ha concluso Josep Pardo.</p>
<p><em>Fonte: ANSAmed</em></p>
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		<title>Archeologia: rinvenuta misteriosa spada nelle acque antistanti l&#8217;isola di Sant&#8217;Andrea</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 10:30:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ opera di due pescatori di Marano lagunare, Adriano e Angelo Milocco, il ritrovamento, nelle acque antistanti l’isola di Sant’Andrea, di una spada, probabilmente di epoca tardomedievale, a detta del prof. Massimo Capulli, docente di archeologia subacquea presso l’Università di Udine, che l’ha visionata subito dopo avere appreso la notizia. Completamente ricoperto da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88388" title="spada" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/spada.jpg" alt="" width="194" height="260" />E’ opera di due pescatori di <strong>Marano lagunare</strong>, <strong>Adriano e Angelo Milocco</strong>, il ritrovamento, nelle acque antistanti l’<strong>isola di Sant’Andrea</strong>, di una <strong>spada</strong>, probabilmente di <strong>epoca tardomedievale</strong>, a detta del prof. <strong>Massimo Capulli</strong>, docente di archeologia subacquea presso l’<strong>Università di Udine</strong>, che l’ha visionata subito dopo avere appreso la notizia. Completamente ricoperto da concrezioni marine, il reperto è stato consegnato al Soprintendente, <strong>Luigi Fozzati, venerdì 27 gennaio</strong>, nell’ambito di una cerimonia ufficiale, svoltasi nella sala consiliare del <strong>Comune di Marano</strong>, e portato poi ad<strong> Aquileia</strong>, dove è stato affidato alle cure dei restauratori della Soprintendenza, <strong>Daniele Pasini e Antonella Crisma</strong>. Solo un sapiente restauro potrà infatti mostrare che cosa di preciso celi oggi la concrezione che ingloba il manufatto. Ma, al di là dell’importanza scientifica del ritrovamento, grande soddisfazione c’è stata per la tempestiva e dettagliata denuncia e per lo spirito di collaborazione tra gli uomini del mare e lo Stato, indispensabile per la salvaguardia del patrimonio archeologico marino. Spesso, infatti, il ritrovamento di relitti o di oggetti antichi risulta essere del tutto occasionale e fortuito, per cui solo il rispetto delle leggi dello Stato ne può assicurare il godimento da parte di un ampio pubblico. Per questo motivo, è stata consegnata dal Soprintendente, alla presenza anche del Sindaco di Marano, una lettera di encomio ai due solerti pescatori. Intanto, in accordo tra la Soprintendenza e l’Università di Udine, si sta già programmando una<strong> campagna di ricerche strumentali nell’area di rinvenimento</strong>.</p>
<p><em>Fonte: MiBAC</em></p>
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		<title>Beni culturali: gli studenti della Facoltà di Lettere e Filosofia di Santa Maria Capua Vetere a tutela del patrimonio</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 16:33:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quello che segue è il comunicato diffuso dagli studenti della Facoltà di Lettere e Filosofia di Santa Maria Capua Vetere. Il vile ed ignobile atto criminoso perpetrato ai danni delle tombe sannitiche del IV secolo a.C. all&#8217;interno dell&#8217;Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere nella notte tra lunedì 23 e martedì 24 gennaio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88368" title="ANFITEATROCAMPANO" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/ANFITEATROCAMPANO.jpg" alt="" width="399" height="300" />Quello che segue è il comunicato diffuso dagli studenti della <strong>Facoltà di Lettere e Filosofia di Santa Maria Capua Vetere</strong>.</p>
<p>Il vile ed ignobile atto criminoso perpetrato ai danni delle <strong>tombe sannitiche del IV secolo a.C.</strong> all&#8217;interno dell&#8217;<strong>Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere</strong> nella notte <strong>tra lunedì 23 e martedì 24 gennaio</strong> ad opera di ignoti è un pericolosissimo sintomo della deriva vandalistica e barbarica che ormai da anni caratterizza <strong>Terra di Lavoro</strong>, una provincia già dilaniata da fenomeni devastanti come la camorra, la corruzione, la costante emergenza rifiuti.<br />
Ciò che è successo ha lasciato sgomenti e turbati tutti: studenti, addetti ai lavori, cittadini, politici.<br />
Da anni assistiamo ai frequenti atti vandalici che hanno preso di mira la <strong>Reggia di Carditello,</strong> antica tenuta reale dei Borboni, che ad oggi ormai non è che un cumulo di cemento e stucco, depredata di tutto ciò che aveva un enorme, inestimabile valore. Adesso la paura è che la spirale di vandalismo, anzi di microcriminalità, possa riversarsi impetuosa sull&#8217;unico vanto di cui la città di Santa Maria Capua Vetere ancora può fregiarsi: l&#8217;<strong>Anfiteatro Campano</strong>, inferiore in dimensioni solo all&#8217;<strong>Anfiteatro Flavio di Roma</strong>, meglio conosciuto come Colosseo.<br />
Non possono esserci parole per spiegare o comprendere la funzionalità del gesto che l&#8217;ignoranza, perché di ignoranza stiamo parlando, ha compiuto, distruggendo tre tombe a camera di epoca sannitica, comunemente indicate dai bambini come “spogliatoi dei gladiatori”.<br />
Per questo motivo noi studenti della <strong>Facoltà di Lettere e Filosofia</strong>, che ha la sua sede storica nel complesso di<strong> san Francesco</strong>, a due passi dall&#8217;Anfiteatro, abbiamo deciso di mettere in atto un&#8217;iniziativa che vuole coinvolgere tutta l&#8217;opinione pubblica, dai bambini agli esponenti politici, alle associazioni, ai cittadini di Santa Maria Capua Vetere e a tutti i cittadini italiani e non.<br />
Non deve passare inosservato lo scempio a cui stiamo assistendo. Non hanno distrutto solo “quattro pietre&#8217;”, come di solito si dice quando ci si riferisce ad un monumento antico. Hanno violato la nostra Storia, hanno lacerato il tessuto che tiene unito il nostro presente con il nostro passato, un passato di fasto e gloria come quello dell&#8217;antica Capua. <strong>Sabato 4 febbraio 2012</strong> il corpo studentesco della <strong>Facoltà di Lettere e Filosofia di Santa Maria Capua Vetere</strong> manifesterà, con la presenza del corpo docente, dei cittadini, degli esponenti politici e delle associazioni culturali cittadine, provinciali e nazionali, con un corteo che avrà inizio nella piazza antistante l&#8217;Anfiteatro (p.zza I Ottobre, detta altrimenti p.zza Adriano) e che si dirigerà verso la struttura monumentale, per dar voce allo sdegno e alla rabbia di una città intera, di una provincia intera, di una nazione intera.<br />
Soprattutto noi studenti di Lettere e di Conservazione dei Beni Culturali ci sentiamo profondamente offesi dall&#8217;attacco criminoso ad una testimonianza storica e culturale, patrimonio dell&#8217;umanità intera, oggetto dei nostri percorsi di studio.<br />
Chiediamo dunque con forza e convinzione la Vostra partecipazione alla manifestazione di <strong>sabato 4 febbraio</strong>, che avrà luogo a partire dalle ore 11 nella piazza su indicata.<br />
Abbiamo deciso di dare un nome all&#8217;iniziativa : <strong>&#8220;DifendiAMO il passato &#8211; L&#8217;università a tutela dei beni culturali&#8221;</strong><br />
Riteniamo sia doveroso che un&#8217;Istituzione importante e prestigiosa come l&#8217;<strong>Università</strong> debba alzare la propria voce di fronte a fenomeni del genere. La cultura non è qualcosa di astratto. La Storia non è affatto qualcosa da osservare da lontano, con noncuranza e indifferenza. Il passato dev&#8217;essere difeso con gli artigli, vissuto col cuore, conservato con cura, perché la testimonianza della sua Storia è quanto di più prezioso l&#8217;uomo possa avere.Vi aspettiamo, non mancate.<br />
<strong>DifendiAMO il Passato, difendiAMO la nostra Storia.</strong><br />
Gli studenti della Facoltà di Lettere e Filosofia promotori dell&#8217;iniziativa <strong>“L&#8217;Università a tutela dei Beni Culturali”.</strong></p>
<p><em><strong>La foto di questo articolo è di Adalberto Vastano</strong></em></p>
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		<title>Eventi: apertura speciale gratuita con spettacoli teatrali di siti archeologici a Roma</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 17:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[MONUMENTI INVISIBILI IL PASSATO SI SVELA E APRE LE SUE PORTE. APERTURA SPECIALE GRATUITA DI SITI ARCHEOLOGICI NORMALMENTE CHIUSI CON LA INTERVENTI TEATRALI. ORATORIO DEI QUARANTA MARTIRI AL FORO ROMANO CASA DI LIVIA AL PALATINO. FINO AL 15 FEBBRAIO Un’opportunità in più per i romani residenti e per quanti invece vogliono trasformare la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-88209" title="foro" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/foro.jpg" alt="" width="361" height="218" />MONUMENTI INVISIBILI IL PASSATO SI SVELA E APRE LE SUE PORTE.</strong><br />
<strong>APERTURA SPECIALE GRATUITA DI SITI ARCHEOLOGICI NORMALMENTE CHIUSI CON LA INTERVENTI TEATRALI</strong>.</p>
<p>ORATORIO DEI QUARANTA MARTIRI AL FORO ROMANO<br />
CASA DI LIVIA AL PALATINO.<br />
FINO AL 15 FEBBRAIO</p>
<p>Un’opportunità in più per i romani residenti e per quanti invece vogliono trasformare la visita al <strong>Foro Romano</strong> e al<strong> Palatino</strong> in un momento di piacevole approfondimento visitando l’<strong>Oratorio dei Quaranta Martiri</strong> e la <strong>Casa di Livia</strong> con un <strong>intrattenimento teatrale.</strong><br />
Un evento importante che permette di conoscere approfonditamente il valore e l’archeologia della città di Roma. Tali siti, infatti, non sono aperti quotidianamente tutti i giorni dell’anno proprio per non alterarne il perfetto stato di conservazione.<br />
L’<strong>Oratorio dei Quaranta Martiri</strong>, al Foro Romano, tra la Fonte di Giuturna e la chiesa di Santa Maria Antiqua, è un ambiente, probabilmente del<strong> II sec. d.C.,</strong> che fu trasformato in luogo di culto cristiano e dedicato al martirio di<strong> quaranta soldati cristiani in Armenia</strong> durante le persecuzioni di <strong>Diocleziano.</strong><br />
Per riprendere il tema del martirio e approfondirne il significato e l’importanza, i partecipanti alla visita potranno assistere alla recitazione di un brano tratto dall’<strong>Apologeticum di Tertulliano</strong>.<br />
La <strong>Casa di Livia</strong>, la domus che tradizionalmente è attribuita alla <strong>moglie dell’Imperatore Augusto</strong> per il rinvenimento di una fistula, una tubatura in piombo, tuttora conservata in situ, è inserita all’interno dello straordinario percorso sul Palatino. E’ un edificio della <strong>fine del I sec. a.C.</strong> che conserva un importante ciclo di affreschi con scene mitologiche, ghirlande ed esempi di II stile che sono tra i più interessanti conservati a Roma. Proprio nelle stanze affrescate, un attore interverrà con un brano tratto dal <strong>Giulio Cesare di Shakespeare</strong> che sottolinea il delicato momento che si creò alla morte di Cesare e che porterà la Repubblica verso il nuovo governo di Ottaviano Augusto.<br />
Alle aree aperte in via eccezionale si accede solo con l’ausilio di un archeologo che condurrà un gruppo limitato di persone. Le <strong>aperture speciali</strong> continueranno<strong> fino al 15 febbraio</strong>, le visite saranno in <strong>lingua italiana ed inglese dalle 9.30 alle 14.30.</strong><br />
<strong>Monumenti invisibili</strong> è organizzato da<strong> PierreciCodess</strong> concessionario dei servizi per la <strong>Soprintendenza speciale ai beni archeologici di Roma</strong> e dalla <strong>Compagnia Teatro Reale di Alessandro Rubinetti</strong>.<br />
Le visite e le rappresentazioni teatrali sono gratuite, il costo del biglietto d’ingresso è di <strong>euro 12</strong> e consente l’accesso per tre giorni al Foro Romano, Palatino e Colosseo, gratuito per minori di 18 anni, maggiori di 65 anni e categorie ai sensi della legge italiana.</p>
<p>Per informazioni e prenotazioni tel. 06 39967700, <a href="http://www.pierreci.it/">www.pierreci.it</a></p>
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		<title>Archeologia: recuperati oltre 200 reperti archeologici nel Lazio</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 16:30:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oltre 200 reperti archeologici, nonché numismatica antica di grande interesse culturale ed un notevole quantitativo (18) di armi storiche, antiche e moderne, sono stati rinvenuti e sequestrati dai Carabinieri del Reparto Operativo Tutela Patrimonio Culturale di Roma, nel contesto di attività investigative volte a contrastare le azioni delittuose dei cosiddetti ladri d’arte, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-88214" title="reperti" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/reperti.jpg" alt="" width="257" height="199" />Oltre 200 reperti archeologici</strong>, nonché <strong>numismatica antica</strong> di grande interesse culturale ed un notevole quantitativo (18) di <strong>armi storiche, antiche e moderne</strong>, sono stati rinvenuti e sequestrati dai <strong>Carabinieri del Reparto Operativo Tutela Patrimonio Culturale di Roma</strong>, nel contesto di attività investigative volte a contrastare le azioni delittuose dei cosiddetti ladri d’arte, che danneggiano e depauperano il patrimonio culturale e archeologico nazionale.<br />
L’operazione, condotta con i <strong>Carabinieri della Compagnia di Tivoli</strong>, si inquadra nel novero delle attività preventive e repressive svolte dal Comando TPC a tutela dei beni culturali in ambito nazionale. Partendo da un’approfondita attività informativa, svolta nell’ambito della criminalità dedita a tali delitti, si è appreso che un ricettatore ed un collezionista detenevano, nella zona di Tivoli (RM), numerosi beni di natura archeologica e altri beni antichi.<br />
L’attività si è articolata, in particolare, attraverso l’esecuzione di una perquisizione d’iniziativa, finalizzata alla ricerca di armi antiche, che ha condotto all’arresto di un pensionato, abitante a <strong>Sant’Angelo Romano (RM)</strong>, che deteneva, oltre ad armi comuni da sparo (tre delle quali perfettamente funzionanti e dotate di consistente munizionamento pari a circa 300 cartucce), reperti di natura archeologica e diversi beni librari di presunta provenienza illecita. In seguito, sulla base delle informazioni raccolte, è stata eseguita un’ulteriore perquisizione, delegata dalla <strong>Procura della Repubblica di Tivoli</strong>, a carico di un soggetto, anch’egli abitante nel circondario di Tivoli, ritenuto responsabile della vendita all’arrestato di alcuni beni archeologici.<br />
Sono stati rinvenuti e sequestrati oltre 200 reperti archeologici, tra cui spiccano per importanza un<strong> cratere</strong> ed un <strong>oinochoe a figure rosse del IV sec. a.C.</strong>, un <strong>oinochoe a bocca trilobata</strong>, di fattura dauna, del <strong>VI sec. a.C.</strong>, <strong>200 monete romane di epoca imperiale, 10 volumi antichi</strong> e complessive <strong>18 armi, antiche e moderne</strong>.<br />
Le opere recuperate, di grande valore storico, archeologico e librario, qualora immesse nel mercato clandestino, avrebbero fruttato una somma superiore al milione di euro.<br />
Il secondo soggetto individuato è stato segnalato a piede libero alla Procura della Repubblica di Tivoli per ricettazione, scavo archeologico clandestino e detenzione illecita di armi antiche.</p>
<p><em>Fonte: MiBAC</em></p>
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		<title>Vita da archeologo precario</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 14:32:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizia Memo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel Belpaese il mestiere dell’archeologo è malpagato e non disciplinato da normative apposite. E così mentre un esercito di ragazzi sopravvive con i contratti di collaborazione nelle cooperative, anche negli uffici della soprintendenza affiorano problemi e malcontenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88071" title="archeologi precari" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/archeologi-precari.jpg" alt="" width="485" height="324" />Da una mappa interattiva pubblicata su <a href="http://www.sightsmap.com/">Sightsmap </a>sembra che l’Italia sia uno dei paesi più fotografati al mondo. Sicuramente anche grazie alle innumerevoli bellezze artistiche e archeologiche che abbiamo avuto la fortuna di ereditare. <strong>L’unica pecca è che l’apparato chiamato a gestire tutta questa immensa meraviglia manca di fondi e personal</strong>e. Gli effetti di questa insufficienza si fanno sentire ogni giorno e alcuni, come i crolli a Pompei a al Colosseo, hanno spesso una risonanza a livello internazionale. Qualche altro episodio, sebbene ugualmente rilevante, non supera i confini della cronaca locale: si tratta ad esempio della situazione dei lavoratori che il nostro patrimonio archeologico non solo lo riportano alla luce, ma lo curano e lo amministrano. <strong>Gli archeologi, una professione indispensabile per l’industria dei beni culturali, rappresentano una delle categorie più disagiate d’Italia</strong>. Sembra quasi un paradosso: il paese con il più alto numero di beni archeologici da indagare e da tutelare, con le università invase da studenti appassionati e volenterosi, è lo stesso in cui chi sceglie questa carriera è condannato al precariato e incertezza a vita. Sono tanti i ragazzi che scelgono questa strada pur consapevoli del destino a cui vanno incontro.<br />
“ La soluzione? Chiaramente non vivere di questo” ci racconta Rosanna, archeologa specializzata in antichità egizie, laureata, come tanti altri studenti come lei, con il massimo dei voti e adesso iscritta alla scuola di specializzazione “Fai tutti i lavori part-time possibili per tirare avanti, come la commessa, la hostess, impartire lezioni private e poi i soldi che guadagni li investi per la tua formazione: dottorati, master e scuole di specializzazioni. Se tutto va bene sono almeno otto anni di studi”. Anni di formazione e passione che poi si scontrano con l’assenza di futuro. “Scavi della soprintendenza ormai non esistono più. Mancano i fondi e quindi gli scavi vengono avviati dalle ditte che vincono gli appalti per i lavori pubblici: la chiamano “archeologia preventiva” e serve ad indagare il sito prima che vengano avviati eventuali lavori invasivi”. <strong>Archeologia come prevenzione, dunque, e non più come ricerca fine a sé stessa</strong> “Certo gli scavi finalizzati alla ricerca esistono ma sono solo quelli gestiti all’università, dove gli studenti ovviamente non vengono pagati perché si tratta di scavi didattici per acquisire esperienza e crediti formativi”. <strong>Quindi l’archeologo come lavoro sembra non esistere più perché poi negli scavi post laurea, quelli definiti preventivi, si rischia di non essere pagati</strong>. “Il cantiere archeologico viene affidato dalla ditta vincitrice dell’appalto ad una delle tante cooperative archeologiche private sparse per l’Italia. Sta poi alla cooperativa decidere quanto e quando pagarti. Nel mio caso non ho mai superato i 35 euro al giorno”. Sono queste le tariffe che possono arrivare ad un massimo di ottanta/ cento euro, per la presenza nello scavo che va dalle prime ore del mattino sino all’imbrunire. Non si riesce a lavorare tutti i giorni a causa delle condizioni atmosferiche e lo scavo lo si raggiunge con mezzi propri. I tipi di contratto previsti sono o a partita Iva o a collaborazione.<br />
<strong>Si tratta delle condizioni lavorative di un esercito invisibile di tanti ragazzi mossi dalla sola passione per il proprio lavoro, perché consapevoli che difficilmente riusciranno a trovare una collocazione nel settore pubblico</strong>. La soprintendenza archeologica ha spesso solo una funzione di controllo degli scavi gestiti dalle cooperative, perché all’interno manca il personale. L’ultimo concorso bandito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali risale al 2008 (dopo dieci anni di attesa) e le domande per partecipare sono state più di 5 mila. E spesso si fa fatica a trovare anche chi gli uffici amministrativi li dirige: è il caso scoppiato oggi a Roma, dove i <strong>600 archeologi della Soprintendenza hanno scritto una lettera appello al ministro Lorenzo Ornaghi per sbloccare al più presto la paralisi dell’amministrazione</strong> dovuta alla “vacatio” della nomina del soprintendente dopo che Anna Maria Moretti, il cui incarico era ad interim, ha lasciato. Una protesta legittima, perché rischiano di rimanere scoperti siti con i più importanti monumenti, ma che tuttavia solleva un interrogativo: <strong>se la situazione è atrofizzata all’interno degli uffici, quando si aprirà uno spiraglio per l’esercito degli archeologi precari?</strong></p>
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		<title>Eventi: per San Valentino due ingressi al prezzo di uno nei musei, monumenti e siti archeologici statali</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 11:31:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 14 febbraio, in tutti i luoghi d’arte statali, si entra in due con un solo biglietto. Iniziativa valida anche il 18 e il 19 febbraio. Il 14 febbraio il MiBAC propone l’iniziativa “San Valentino, Innamorati dell&#8217;Arte&#8221; che ha il duplice significato di invitare a fruire del patrimonio artistico, sia le persone già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89389" title="SanValentino _2012" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/SanValentino-_2012.jpg" alt="" width="280" height="400" />Il <strong>14 febbraio</strong>, in tutti i luoghi d’arte statali, si entra in due con un solo biglietto.<br />
Iniziativa valida anche<strong> il 18 e il 19 febbraio</strong>.</p>
<p>Il <strong>14 febbraio</strong> il <strong>MiBAC</strong> propone l’iniziativa <strong>“San Valentino, Innamorati dell&#8217;Arte&#8221;</strong> che ha il duplice significato di invitare a fruire del patrimonio artistico, sia le persone già innamorate dell&#8217;arte che quelle che vogliono conoscerla e innamorarsene.  <strong>In tutti i</strong> <strong>musei, monumenti e siti archeologici statali</strong> <strong>si entra in due pagando un solo biglietto</strong>. “San Valentino, Innamorati dell’arte” è il primo Grande evento dell’anno che il MiBAC organizza per stimolare la conoscenza e la riscoperta delle nostre bellezze artistiche e valorizzare una ricchezza che tutto il mondo ci invidia e di cui noi, per primi, possiamo godere.<br />
Aderiscono all&#8217;iniziativa <strong>tutti i luoghi d&#8217;arte statali afferenti al MiBAC</strong>, con orario <strong>dalle 9 alle 22</strong>:<br />
- Museo Archeologico Nazionale &#8220;Dinu Adamesteanu&#8221; &#8211; Potenza<br />
ore 18.30 &#8211; L&#8217;Amore in Versi e Musica &#8211; Poesia e Musica<br />
- Museo Nazionale d&#8217;Arte Medievale e Moderna della Basilicata &#8211; Matera [con orario 9-20]<br />
- Museo Archeologico Nazionale &#8220;Domenico Ridola&#8221; &#8211; Matera<br />
- Museo Archeologico Nazionale del Melfese &#8220;Massimo Pallottino&#8221; &#8211; Melfi<br />
- Museo Archeologico Nazionale di Venosa<br />
- Museo Archeologico Nazionale di Muro Lucano [con orario 9-13 / 15-17.30]<br />
- Museo Archeologico Nazionale dell’alta Val d&#8217;Agri &#8211; Grumento Nova<br />
- Museo Archeologico Nazionale di Metaponto<br />
- Museo Archeologico Nazionale della Siritide &#8211; Policoro<br />
ore 18.30 -  “Lo sguardo di Eros”. L&#8217;amore: un sentimento senza tempo &#8211; Conferenza, Poesia e Musica<br />
- Area espositiva di Palazzo Ducale &#8211; Tricarico [con orario 9-13 e ingresso gratuito l’intero anno]</p>
<p>Le aree archeologiche saranno aperte dalle ore 9 alle ore 16:<br />
- Area archeologica di Venosa<br />
- Area archeologica di Grumentum<br />
- Area archeologica di Metaponto<br />
- Area archeologica di Herakleia</p>
<p>A causa delle <strong>condizioni atmosferiche</strong>, l’iniziativa<strong> L&#8217;Amore in Versi e Musica</strong> in programma a<strong> Potenza</strong> presso il <strong>Museo Archeologico Nazionale &#8220;Dinu Adamesteanu&#8221;</strong> nella serata di <strong>martedì 14 febbraio</strong>, viene rinviata a data da destinarsi.<br />
Si conferma che nella giornata del <strong>14 febbraio 2012</strong> nei musei e nelle aree archeologiche della Basilicata afferenti al MiBAC si entra in due pagando un solo biglietto.<br />
Tale agevolazione sarà valida anche nelle giornate di<strong> Sabato 18 e Domenica 19 febbraio</strong>.</p>
<p>Nel corso dell’anno, oltre i Grandi eventi, è prevista l’apertura straordinaria di alcuni luoghi d&#8217;arte statali nelle principali giornate di festività nazionale e inoltre, con l’iniziativa <strong>L&#8217;Arte ti fa gli Auguri</strong>, il MiBAC offre a tutti cittadini, nel giorno del proprio compleanno, l’ingresso gratuito nei Musei statali, invitando così a trascorrere una giornata di festa alla scoperta dell&#8217;immenso patrimonio culturale presente sul territorio.</p>
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		<title>Visite guidate: gli over 65 alla scoperta del Museo Archeologico Nazionale di Parma</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 10:30:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PARMA. Il Museo Archeologico collabora all’iniziativa del Comune “Un anno d’argento” Giovani dentro: gli over 65 alla scoperta del Museo Archeologico Nazionale di Parma Tutti i martedì di febbraio, curiosità e cultura per gli over 65 residenti a Parma martedì 7 &#8211; 14 &#8211; 21 e 28 febbraio 2012, alle ore 15 Quattro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-87848" title="parmamuseoarcheologico" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/parmamuseoarcheologico.jpg" alt="" width="378" height="284" />PARMA. Il Museo Archeologico collabora all’iniziativa del Comune “Un anno d’argento”</strong><br />
Giovani dentro: gli over 65 alla scoperta del Museo Archeologico Nazionale di Parma<br />
Tutti i martedì di febbraio, curiosità e cultura per gli over 65 residenti a Parma<br />
<strong>martedì 7 &#8211; 14 &#8211; 21 e 28 febbraio 2012, alle ore 15</strong></p>
<p><strong>Quattro martedì all&#8217;insegna dell&#8217;archeologia</strong>, quattro incontri a tema per fidelizzare ulteriormente il<strong> pubblico anziano</strong> e far conoscere meglio agli<strong> over 65</strong> la storia e gli straordinari reperti del <strong>Museo Archeologico Nazionale di Parma.</strong> Questo il progetto con cui il museo partecipa all&#8217;iniziativa<strong> &#8220;Un anno d&#8217;argento&#8221;</strong> promossa dal <strong>Comune di Parma.</strong><br />
Gli incontri, tenuti nel mese di febbraio da personale qualificato della<strong> Soprintendenza per i Beni Archeologici dell&#8217;Emilia-Romagna</strong>, vertono sugli argomenti di punta del <strong>Museo Archeologico Nazionale</strong>, primo fra tutti la sorprendente collezione egizia che sarà illustrata <strong>martedì 7 febbraio</strong> da <strong>Roberta Conversi</strong>.<br />
Seguono i due incontri condotti da<strong> Flavia Giberti</strong>, <strong>martedì 14</strong> sull&#8217;influenza culturale della Grecia sui conquistatori romani, e <strong>martedì 21</strong> sui reperti romani rinvenuti a <strong>Veleia</strong> e sull&#8217;importanza dei simboli nell&#8217;espressione del potere imperiale<br />
Il ciclo si chiude<strong> martedì 28</strong> con un omaggio agli &#8220;onestissimi&#8221; abitanti della Parma romana  e alla sua florida economia stilato da <strong>Alberto Stignani.</strong><br />
Questi appuntamenti mirano a far meglio apprezzare il Museo a una particolare fascia di visitatori, quel pubblico residente a Parma che ha, o ha superato, i 65 anni ma che ha ancora tanta voglia di scoprire ed emozionarsi, avendo oltretutto il tempo per farlo.</p>
<p><strong>L&#8217;ingresso è gratuito ma è obbligatorio prenotarsi presso il DUC di Parma, tel. 0521.40521</strong></p>
<p>La partecipazione è  riservata ai cittadini over 65, residenti a Parma, che abbiano compilato e consegnato il modulo d’iscrizione reperibile presso il “Punto d’Argento” del DUC o scaricabile dal sito <a href="http://www.unannodargento.itl'ingresso/">www.unannodargento.it<br />
L&#8217;ingresso</a> ad ogni incontro è consentito solo su prenotazione e per un massimo di 30 persone; tutti gli incontri iniziano alle ore 15 e si svolgono durante la normale apertura al pubblico del museo.</p>
<p><strong>Martedì 7 febbraio, ore 15</strong><br />
<strong>SORPRENDENTE ANTICO EGITTO A PARMA</strong><br />
Dott.ssa Roberta Conversi<br />
L’antico Egitto nella nostra città. Perché il Museo Archeologico di Parma possiede una ricca collezione di reperti dall’antico Egitto, quali segreti ci svelano?<br />
Durata un’ora circa. Solo su prenotazione per max 30 persone</p>
<p><strong>Martedì 14 febbraio, ore 15</strong><br />
<strong>Graecia capta. LA GRECIA CONQUISTATA CONQUISTA ROMA</strong><br />
Dott.ssa Flavia Giberti<br />
Che cosa ha lasciato la cultura greca alla conquistatrice Roma? Lo scopriremo esaminando alcuni reperti esposti al Museo Archeologico<br />
Durata un’ora circa. Solo su prenotazione per max 30 persone</p>
<p><strong>Martedì 21 febbraio, ore 15</strong><br />
<strong>Augusta Veleia: L&#8217;IMPERO IN (UNA) CITTÀ</strong><br />
Dott.ssa Flavia Giberti<br />
Il Museo Archeologico fu fondato per accogliere le statue e la tabula alimentaria rinvenuti con gli scavi di Veleia. In questi oggetti la chiave per capire il potere dell’impero che raggiunse anche Veleia<br />
Durata un’ora circa. Solo su prenotazione per max 30 persone</p>
<p><strong>Martedì 28 febbraio, ore 15</strong><br />
<strong>PARMA ROMANA: innumeros greges honestissimosque homines</strong><br />
Dott. Alberto Stignani<br />
Nella pietra iscritta la storia, l’economia e gli antichi onestissimi uomini di Parma romana<br />
Durata un’ora circa. Solo su prenotazione per max 30 persone</p>
<p>Iscrizioni solo on line su <a href="http://www.unannodargento.it/">http://www.unannodargento.it/</a>   -   Info c/o DUC Parma tel. 0521.40521  <a href="mailto:info.dargento@comune.parma.it">info.dargento@comune.parma.it</a></p>
<p><strong>Un Anno d’Argento</strong> si rivolge a tutti i cittadini di Parma che hanno compiuto o superato i 65 anni d’età. La fascia di popolazione a cui sono dedicate queste iniziative comprende molte persone attive e dinamiche, che vivono una vita intensa fuori e dentro le mura domestiche, anche se il progetto è rivolto anche a persone più fragili e talvolta con difficoltà legate al sopraggiungere di un’età più avanzata. Un Anno d’Argento si rivolge a tutti i cittadini &#8220;d&#8217;argento” che hanno ancora il desiderio di essere attori e protagonisti attivi della vita cittadina, a tutti coloro che hanno ancora voglia di sorridere, che grazie ai loro saperi e alle loro passioni sanno diventare una risorsa preziosa per la società in cui vivono.<br />
Tutte le iniziative sono riservate ai cittadini over 65, residenti a Parma, che abbiano compilato il modulo d’iscrizione reperibile presso il “Punto d’Argento” del DUC o scaricabile dal sito <a href="http://www.unannodargento.itil/">www.unannodargento.it<br />
Il</a> modulo dà diritto al Pass “Un Anno d’Argento”, che ha validità di un anno e consente l’ingresso a tutte le iniziative che sono a ingresso gratuito e si distinguono unicamente tra quelle a numero chiuso, come quella del Museo Archeologico Nazionale di Parma, che necessitano di prenotazione, e quelle a numero aperto fino ad esaurimento posti.<br />
Per iscriversi alle singole iniziative è sufficiente chiamare il &#8220;Punto d’Argento&#8221; allo 0521.40521 e comunicare a quale appuntamento si desidera partecipare. Nel caso i posti a disposizione siano esauriti, i nominativi dei richiedenti verranno inseriti in una lista d’attesa e successivamente ricontattati in caso di disdette o di eventuali repliche.<br />
Per l’intero periodo è presente nella sede del DUC  “Il Punto d’Argento”, un punto informazioni aperto dal lunedì al venerdì dalle 9,30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30 e al sabato dalle 9.00 alle 13.00. Qui è possibile iscriversi e prenotarsi, anche telefonicamente al numero 0521.40521. Inoltre per tenersi sempre aggiornati riguardo le opportunità offerte da &#8220;Un Anno d’Argento&#8221; si potrà consultare settimanalmente la sezione dedicata della Gazzetta di Parma.</p>
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		<title>Archeologia: l&#8217;Italia ha restituito la testa di Domitilla Minor alla Libia</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 16:30:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Italia ha restituito alla Libia la testa marmorea di una statua di duemila anni fa che era stata trafugata dal museo di Sabratha negli anni Sessanta. A consegnare il reperto al primo ministro del Consiglio Transitorio libico Abdul Al Raheem Al Kiib è stato il nostro primo ministro Mario Monti, nel corso della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87792" title="italialibia" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/italialibia.jpg" alt="" width="253" height="199" />L&#8217;<strong>Italia</strong> ha restituito alla <strong>Libia</strong> la<strong> testa marmorea di una statua di duemila anni fa</strong> che era stata trafugata dal <strong>museo di Sabratha</strong> negli<strong> anni Sessanta</strong>. A consegnare il reperto al primo ministro del Consiglio Transitorio libico <strong>Abdul Al Raheem Al Kiib</strong> è stato il nostro primo ministro <strong>Mario Monti,</strong> nel corso della sua visita nella capitale libica lo scorso sabato. La scultura, raffigurante <strong>Domitilla Minor</strong>, figlia dell&#8217;imperatore Vespasiano, di recente era passata in asta da<strong> Christie&#8217;s</strong>, dov&#8217;era stata acquistata da un ignaro collezionista romano e in seguito recuperata dai <strong>Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale</strong>.<br />
Nella Dichiarazione di Tripoli sottoscritta al termine dell&#8217;incontro, <strong>Italia e Libia</strong> hanno concordato, tra gli  altri provvedimenti, la ripresa delle attività delle missioni italo-libiche nel Paese, e la protezione dell&#8217;ambiente e delle risorse marine.</p>
<p><em>Fonte: Il Giornale dell&#8217;Arte</em></p>
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		<title>Archeologia: rinvenuta la seconda sfinge al Parco dei Vulci</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 08:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La storia di Vulci continua a svelarsi grazie agli scavi archeologici che proseguono ininterrottamente dallo scorso mese di dicembre nella zona della Necropoli dell’Osteria, situata all’ingresso del Parco Naturalistico Archeologico. L’attuale campagna di scavo, diretta dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale (www.etruriameridionale.beniculturali.it) ed eseguita dalla Società Mastarna che gestisce il Parco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87713" title="sfingevulci" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/sfingevulci.jpg" alt="" width="309" height="228" />La storia di <strong>Vulci</strong> continua a svelarsi grazie agli <strong>scavi archeologici</strong> che proseguono ininterrottamente dallo scorso mese di <strong>dicembre</strong> nella zona della <strong>Necropoli dell’Osteria</strong>, situata all’ingresso del <strong>Parco Naturalistico Archeologico</strong>.<br />
L’attuale campagna di scavo, diretta dalla <strong>Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale</strong> (<a href="http://www.etruriameridionale.beniculturali.it/">www.etruriameridionale.beniculturali.it</a>) ed eseguita dalla <strong>Società Mastarna</strong> che gestisce il<strong> Parco di Vulci</strong>, stanno portando alla luce un importante settore della necropoli.<br />
In pochi giorni di lavoro gli archeologi hanno individuato ben <strong>venticinque ipogei</strong> ricavati nel banco roccioso. Oltre alla tomba dalla quale proviene la sfinge già presentata al pubblico nei giorni scorsi altri due sepolcri, in corso di indagine, hanno restituito significative testimonianze: il primo un frammento di statua in nenfro raffigurante un leone e il secondo la splendida testa di un’altra sfinge, di cui è ben leggibile l’enigmatico e severo profilo.<br />
Questi scavi puntano, tra l’altro, ad ampliare l’offerta culturale del Parco di Vulci (<a href="http://www.vulci.it/">www.vulci.it</a> ), che già propone ai visitatori straordinari esempi di tombe principesche etrusche come la celebre <strong>Tomba François</strong> e il monumentale tumulo della<strong> Cuccumella.</strong></p>
<p><em>Fonte: MiBAC</em></p>
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		<title>Restauro: fino al 31 marzo 2013 chiusa per restauro la Villa di Tiberio a Capri</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 08:30:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fino al 31 marzo 2012 i visitatori dell&#8217;Isola di Capri non potranno accedere allo splendido complesso che vide i fasti dell&#8217;imperatore Tiberio. La motivazione è semplice: urgono lavori di restauro e manutenzione. Si sono subito scatenate aspre polemiche visto che sono ancora chiusi al pubblico anche gli scavi di Villa Damecuta, l&#8217;altra dimora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-87548" title="villajovis" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/villajovis.jpg" alt="" width="238" height="139" />Fino al 31 marzo 2012</strong> i visitatori dell&#8217;<strong>Isola di Capri</strong> non potranno accedere allo splendido complesso che vide i fasti dell&#8217;<strong>imperatore Tiberio</strong>. La motivazione è semplice: urgono<strong> lavori di restauro e manutenzione.</strong> Si sono subito scatenate aspre polemiche visto che sono ancora chiusi al pubblico anche gli <strong>scavi di Villa Damecuta</strong>, l&#8217;altra dimora imperiale di <strong>Anacapri. Villa Jovis</strong>, oltre a una posizione affascinante, da cui si dominano i golfi di Napoli e Salerno, fino al Cilento, è un esempio di ardita progettazione: gli architetti che la concepirono, infatti, si trovarono di fronte al grosso problema dell&#8217;approvigionamento idrico, reso difficoltoso dalla posizione. Fecero allora costruire delle cisterne di enorme portata, nelle fondamenta della Villa stessa, che si riempivano con l&#8217;acqua piovana: grazie a questo innovativo progetto fu resa possibile l&#8217;erogazione di acqua pura e potabile anche nei secoli successivi, fino all&#8217;attuale centro storico dell&#8217;isola.</p>
<p><em>Fonte: FAI</em></p>
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		<title>Il nuovo Museo Etrusco di Villa Giulia e Villa Poniatowski a Roma</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 16:36:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono state inaugurate ieri le nuovissime sale del Museo Etrusco di Villa Giulia e Villa Poniatowski di Roma: un connubio tra le due sedi culturali avviato nel 1995 e volto alla creazione di un unico polo museale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87584" title="villagiulia" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/villagiulia.jpg" alt="" width="311" height="207" />Sono state inaugurate ieri le nuovissime sale del <strong>Museo Etrusco di Villa Giulia e Villa Poniatowski di Roma</strong>: un connubio tra le due sedi culturali avviato nel 1995 e volto alla creazione di un unico polo museale.<br />
Ora infatti, una volta terminata la visita a Villa Giulia, percorrendo un breve viale sarà possibile raggiungere <strong>Villa Poniatowski, acquistata dallo Stato nel 1989 al termine di un lungo iter di esproprio</strong> per accogliere l&#8217;ampliamento del vicino Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e realizzare così il &#8220;<strong>Polo museale etrusco di Roma</strong>&#8220;. </p>
<p>Nella restaurata sede saranno visitabili nuove collezioni in un percorso che parte dagli ambienti ipogei fino ad arrivare al piano nobile in cui figurano la Tombadel Guerrieri di Todi (V sec a.C), la necropoli di Peschiera, frammenti del tempio della Mater Matuta e numerose tombe risalenti all’epoca della necropoli della Colombella e Palestrina.<br />
Al piano terra quattro nuove sale sono dedicate a Veio, il nemico di Roma mentre un posto d’onore è riservato al grande gruppo di <strong>Ercole e Apollo</strong>, per la prima volta esposti uno di fronte l’altro.<br />
<strong>17 mila volumi</strong> riguardanti la storia e gli scavi nei territori etruschi testimoniano la preziosità dei tesori, finora relegati ai depositi, e che finalmente vengono esposti al pubblico.</p>
<p>Una riapertura importantissima dunque per <strong>la Capitale che ha investito</strong> tra il 1997 e il 2010 nella ristrutturazione degli spazi <strong>oltre 18 milioni di euro.</strong></p>
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		<title>Turismo: nasce oggi il distretto turistico Valle dei Templi ad Agrigento</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 12:30:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; attesa per questo pomeriggio la firma che darà vita al distretto turistico Valle dei Templi: alle ore 16 al Palacongressi di Agrigento, i componenti della filiera turistica pubblica e privata sottoscriveranno l’atto notarile di costituzione. Hanno già deliberato, e pertanto saranno tra i soci fondatori i Comuni di Agrigento, Caltanissetta, Aragona, Joppolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87503" title="templi" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/templi.jpg" alt="" width="251" height="201" />E&#8217; attesa per questo pomeriggio la firma che darà vita al<strong> distretto turistico Valle dei Templi</strong>: alle<strong> ore 16</strong> al <strong>Palacongressi di Agrigento</strong>, i componenti della filiera turistica pubblica e privata sottoscriveranno l’atto notarile di costituzione. Hanno già deliberato, e pertanto saranno tra i soci fondatori i <strong>Comuni di Agrigento, Caltanissetta, Aragona, Joppolo Giancaxio, Porto Empedocle, Realmonte, Santa Elisabetta, Acquaviva Platani, Campofranco, Milena, Montedoro, Mussomeli, Pietraperzia, San Cataldo e Sutera</strong>, mentre il <strong>comune di Favara</strong> ha già deliberato di non voler partecipare al distretto. E’ prevista la deliberazione per questa mattina da parte della <strong>Provincia di Caltanissetta</strong> mentre si è ancora in attesa delle decisioni di <strong>Camera di Commercio di Agrigento e della Provincia Regionale di Agrigento</strong>.<br />
L’atto costitutivo sarà depositato all’assessorato regionale al Turismo <strong>mercoledì 25 gennaio</strong>, data ultima per la presentazione e per il successivo riconoscimento con decreto assessoriale.</p>
<p><em>Fonte: Guida Viaggi</em></p>
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		<title>Restauro: la Uil ritira l&#8217;esposto contro la sponsorizzazione del Colosseo</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 10:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Uil beni culturali ritira l&#8217;esposto presentato il 18 marzo a magistratura e Corte dei Conti sul contratto di sponsorizzazione del Colosseo, firmato dal ministero dei Beni culturali con il patron della Tod&#8217;s Diego Della Valle. Il sindacato in una nota denuncia &#8220;l&#8217;aggressione mediatica istituzionale a cui è sottoposto da settimane&#8221;. Fonte: Adnkronos]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87221" title="colosseo" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/colosseo1.jpg" alt="" width="259" height="194" />La <strong>Uil beni culturali</strong> ritira l&#8217;esposto presentato il <strong>18 marzo</strong> a magistratura e Corte dei Conti sul <strong>contratto di sponsorizzazione del Colosseo</strong>, firmato dal ministero dei Beni culturali con il patron della Tod&#8217;s Diego Della Valle. Il sindacato in una nota denuncia &#8220;l&#8217;aggressione mediatica istituzionale a cui è sottoposto da settimane&#8221;.</p>
<p><em>Fonte: Adnkronos</em></p>
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		<title>Archeologia: stretto l&#8217;accordo per il ritorno in Grecia di otto antiche statue esposte al Louvre</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 12:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il sindaco di Salonicco Yiannis Boutaris ha incontrato nei giorni scorsi a Parigi Elena Ambrosiadou, amministratore delegato della compagnia greco-cipriota Asset Management Ikosper, per finalizzare i dettagli di un accordo per il ritorno in Grecia di otto antiche statue esposte al Louvre. Lo ha reso noto il quotidiano Kathimerini. La Ambrosiadou aveva annunciato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87107" title="statue greche" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/statue-greche.jpg" alt="" width="275" height="179" />Il sindaco di <strong>Salonicco Yiannis Boutaris</strong> ha incontrato nei giorni scorsi a Parigi<strong> Elena Ambrosiadou</strong>, amministratore delegato della compagnia greco-cipriota Asset Management Ikosper, per finalizzare i dettagli di un accordo per il ritorno in <strong>Grecia</strong> di <strong>otto antiche statue esposte al Louvre</strong>. Lo ha reso noto il quotidiano <strong>Kathimerini</strong>. La Ambrosiadou aveva annunciato a <strong>dicembre</strong> l&#8217;intenzione di pagare i <strong>180.000 euro</strong> richiesti per la realizzazione di copie della famosa serie di statue, chiamate in greco<strong> &#8220;Magemenes&#8221; (Le incantate)</strong>, di modo che gli originali possano essere rimpatriati a <strong>Salonicco</strong>. L&#8217;accordo dovrebbe concludersi entro i prossimi giorni così che le statue possano essere restituite entro la fine dell&#8217;anno. Le statue raffigurano i mitici personaggi di <strong>Menas, Dioniso, Arianna, Leda, Ganimede, Dioscuro, Aura e Nike</strong> e vennero prelevate da Salonicco nel <strong>1864</strong> dallo storico francese <strong>Emmanuel Miller</strong>. Le copie delle statue saranno realizzate dagli esperti del Louvre, dopo di che gli originali saranno spediti a Salonicco in tempo per le celebrazioni del centenario della liberazione della città dall&#8217;<strong>Impero ottomano</strong> nel <strong>novembre 1912.</strong></p>
<p><em>Fonte: ANSAmed</em></p>
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		<title>Fondazioni: nasce il &#8220;Club Unesco Pompei–Area vesuviana&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 12:30:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prima riunione, ieri mattina, nella sala consiliare del comune di Pompei, per i fondatori del Club Unesco Pompei–Area vesuviana. Il sodalizio, il cui presidente è Maurizio Di Stefano, nasce con l’obiettivo di sviluppare, in accordo con le linee guida generali, temi e progetti per il sostegno e la salvaguardia del patrimonio culturale dell’area [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-86798" title="pompei" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/pompei.jpg" alt="" width="259" height="194" />Prima riunione, ieri mattina, nella sala consiliare del <strong>comune di Pompei</strong>, per i fondatori del <strong>Club Unesco Pompei–Area vesuviana</strong>. Il sodalizio, il cui presidente è <strong>Maurizio Di Stefano</strong>, nasce con l’obiettivo di sviluppare, in accordo con le linee guida generali, temi e progetti per il sostegno e la salvaguardia del <strong>patrimonio culturale dell’area campano–vesuviana</strong> riconosciuta <strong>Patrimonio dell’Umanità</strong>. Il territorio monitorato è quello in cui sorgono i siti di valenza mondiale come <strong>Ercolano, Torre Annunziata, Pompei</strong>, oltre a <strong>Boscoreale (villa rustica del I secolo d.C.), Sant&#8217;Antonio Abate (ville rustiche e di otium) e Castellammare di Stabia</strong> con le dimore patrizie di<strong> Villa di San Marco e di Arianna</strong>. Si partirà da subito con <strong>iniziative di diffusione culturale</strong> finalizzate alla conoscenza della storia di Pompei oltre a intraprendere iniziative volte all&#8217;attuazione delle <strong>politiche di salvaguardia, protezione, promozione ed educazione al patrimonio</strong> attraverso gli organismi e le istituzioni locali. &#8220;Credo - ha sottolineato Di Stefano &#8211; che lo sviluppo di un territorio sia strettamente legato al coinvolgimento diretto e operativo di chi il territorio lo vive. È per questo che mi sono fatto promotore dell&#8217;istituzione del Club Unesco Pompei dove la stretta sinergia tra gli enti territoriali, il mondo associazionistico, le realtà produttive  dell’area daranno linfa alle iniziative che metteremo in campo in linea con gli ideali d’azione indicati dall’Unesco&#8221;.</p>
<p><em>Fonte: Il Giornale dell&#8217;Arte</em></p>
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		<title>Beni culturali: il magnate russo Mikhail Prokhorov interessato all&#8217;acquisto del Tempio di Zeus nella Valle di Agrigento</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 13:30:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il magnate russo Mikhail Prokhorov, futuro sfidante di Putin alle prossime elezioni presidenziali, avrebbe intenzione di acquistare il Tempio di Zeus nella Valle di Agrigento, uno dei fiori all&#8217;occhiello della nostra storia e del paesaggio siciliano. Ma a giudicare dalle prime reazioni non sarà così facile. Il primo a replicare, appena la notizia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-86478" title="tempio zeus agrigento" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/tempio-zeus-agrigento.jpg" alt="" width="283" height="178" />Il magnate russo<strong> Mikhail Prokhorov</strong>, futuro sfidante di <strong>Putin</strong> alle prossime elezioni presidenziali, avrebbe intenzione di acquistare il <strong>Tempio di Zeus</strong> nella <strong>Valle di Agrigento</strong>, uno dei fiori all&#8217;occhiello della nostra storia e del paesaggio siciliano. Ma a giudicare dalle prime reazioni non sarà così facile. Il primo a replicare, appena la notizia ha cominciato a girare, è stato il sindaco di Agrigento, <strong>Marco Zambuto</strong>, che ha messo il primo veto: &#8220;Vendere il Tempio? Neanche per <strong>40 miliardi di euro</strong> &#8211; ha tuonato &#8211; pensare che un miliardario possa comprare le nostre meraviglie storiche è semplicemente assurdo&#8221;. Immediata anche la reazione della <strong>Commissione Unesco</strong>, che nel <strong>dicembre 1997</strong> ha inserito il complesso archeologico tra i <strong>siti Patrimonio dell&#8217;Umanità</strong>, che ha invece proposto di aprire un tavolo di mediazione culturale per aiutare i privati a dialogare con le istituzioni pubbliche con l&#8217;obiettivo non certo di comprare i nostri Beni Culturali ma di finanziarne il restauro e la valorizzazione. All&#8217;interno della stessa<strong> Valle dei Templi</strong> risiede il <strong>Giardino della Kolymbetra</strong> che, affidato al <strong>FAI</strong> in<strong> concessione gratuita</strong> dalla regione Sicilia, è tornato alla luce dopo decenni di abbandono.</p>
<p><em>Fonte: FAI</em></p>
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		<title>Archeologia: affittare l&#8217;Acropoli per uscire dalla crisi</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 12:30:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per aiutare la Grecia ad uscire dalla grave crisi economica in cui versa da quattro anni a questa parte, il governo di Atene potrebbe affittare e dare in gestione ad imprese private anche straniere i propri siti archeologici e monumenti storici come l&#8217;Acropoli, la collina ateniese sulla quale sorge il Partenone. E&#8217; la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-86416" title="acropoli" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/acropoli.jpg" alt="" width="275" height="183" />Per aiutare la<strong> Grecia</strong> ad uscire dalla <strong>grave crisi economica</strong> in cui versa da quattro anni a questa parte, il <strong>governo di Atene</strong> potrebbe affittare e dare in gestione ad <strong>imprese private</strong> anche straniere i propri <strong>siti archeologici e monumenti storici</strong> come l&#8217;<strong>Acropoli</strong>, la collina ateniese sulla quale sorge il <strong>Partenone.</strong> E&#8217; la proposta, provocatoria ma non troppo, del parlamentare greco ed ex vice ministro della Sanità <strong>Gerasimos Giakoumatos</strong> del partito <strong>Nea Dimocratia</strong> (centrodestra).</p>
<p><em>Fonte: ANSA</em></p>
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		<title>Beni culturali: da Pasqua non più di seimila visitatori al giorno per il Colosseo</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 12:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ingressi contingentati al Colosseo dalla prossima Pasqua: saranno non più di seimila al giorno i turisti ammessi all&#8217;interno del monumento dove spesso l&#8217;affollamento è drammatico (lo scorso 1° gennaio, ad esempio, sono stati oltre 9mila i visitatori che hanno approfittato dell&#8217;ingresso gratuito), forse, causa dei tanti atti di vandalismo e dei misteriosi crolli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-86118" title="visite al colosseo" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/visite-al-colosseo.jpg" alt="" width="183" height="275" />Ingressi contingentati al<strong> Colosseo</strong> dalla prossima Pasqua: saranno <strong>non più di seimila al giorno</strong> i turisti ammessi all&#8217;interno del monumento dove spesso l&#8217;affollamento è drammatico (lo scorso <strong>1° gennaio</strong>, ad esempio, sono stati <strong>oltre 9mila</strong> i visitatori che hanno approfittato dell&#8217;<strong>ingresso gratuito</strong>), forse, causa dei tanti atti di vandalismo e dei misteriosi crolli degli ultimi tempi.<br />
I visitatori del monumento, <strong>aumentati del 20%</strong> negli ultimi quattro anni (una manna per la Soprintendenza che nell&#8217;ultimo anno ha incassato<strong> 33 milioni</strong> dai biglietti venduti per il<strong> Colosseo-Palatino</strong>: <strong>biglietto unico a 12 euro</strong>), saranno controllati dai tornelli contapersone, dalla biglietteria all&#8217;ingresso. Nonostante le ottime entrate finanziarie e l&#8217;aumento dei visitatori, il Colosseo continua ad avere <strong>pochi custodi</strong>: soltanto<strong> otto</strong>. Intorno e dentro al monumento iniziano anche le grandi manovre dei restauri finanziati con <strong>25 milioni di euro</strong> da <strong>Diego Della Valle</strong>. In<strong> marzo</strong> dovrebbero essere montati i ponteggi dei primi cantieri, mentre stanno già operando i piccoli &#8220;cantieri campione&#8221; per i &#8220;saggi&#8221; del restauro. In<strong> tre anni i lavori</strong> dovrebbero cambiare il volto del monumento che avrà una capienza &#8220;visitabile&#8221; aumentata del 25% e servizi adeguati: nuova e agibile biglietteria, libreria, bar ecc. Strutture ricettive che permetteranno di smontare tante brutte strutture di servizio all&#8217;interno e, si spera,  all&#8217;esterno del Colosseo aggredito da bancarelle, camion, finti gladiatori e truffaldine guide turistiche cattura-turisti.</p>
<p><em>Fonte: Il Giornale dell&#8217;Arte</em></p>
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		<title>Archeologia: nuove scoperte testimoniano l&#8217;arrivo dei Romani nella Barbagia sarda</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 07:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prima dei banditi, ad Orgosolo arrivarono i Romani. In Sardegna nuove ricerche nell&#8217;aspro territorio della Barbagia rivelano una realtà finora impensabile: quelle zone non furono affatto refrattarie alla civiltà greco-romana. Inedite testimonianze archeologiche permettono ora di riscrivere intere pagine della storia dell&#8217;isola. Alla straordinaria scoperta dedica un ampio reportage l&#8217;ultimo numero della rivista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-86005" title="barbagia" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/barbagia.jpg" alt="" width="287" height="176" />Prima dei banditi, ad <strong>Orgosolo</strong> arrivarono i <strong>Romani</strong>. In <strong>Sardegna</strong> nuove ricerche nell&#8217;aspro territorio della <strong>Barbagia</strong> rivelano una realtà finora impensabile: quelle zone non furono affatto refrattarie alla <strong>civiltà greco-romana</strong>. Inedite testimonianze archeologiche permettono ora di riscrivere intere pagine della storia dell&#8217;isola. Alla straordinaria scoperta dedica un ampio reportage l&#8217;ultimo numero della rivista<strong> &#8221;Archeologia Viva&#8221;</strong> (Giunti Editore). In Sardegna qualcuno ancora non riesce a crederci, ma i dati archeologici parlano chiaro: i Romani riuscirono a penetrare nel cuore della Barbagia, più precisamente nell&#8217;insospettabile <strong>Supramonte di Orgosolo</strong>, dove nuove scoperte costringono a riscrivere un importante pezzo di storia. In località <strong>Sirilò</strong>, un immenso altopiano calcareo a oltre mille metri di altitudine, ore di cammino a piedi ancora oggi per raggiungere il centro di Orgosolo: qui, durante lo scavo di un villaggio nuragico si sono spalancate le porte per una nuova interpretazione di come andarono le cose al tempo dei Romani. Dalle fonti classiche sappiamo che i Greci e i Latini conoscevano bene la Sardegna. Le testimonianze di <strong>Erodoto, Diodoro Siculo, Strabone</strong> e, soprattutto, <strong>Pausania</strong> raccontano di<strong> popolazioni greche in fuga da Troia</strong> guidate da condottieri che si rifugiarono sui monti dell&#8217;isola. Notizie riprese nel Novecento che hanno creato tra le popolazioni della Barbagia il mito che nelle zone interne la colonizzazione romana, iniziata nel <strong>238 a.C.</strong> durante la <strong>seconda guerra punica</strong>, sia stata respinta dalla forte resistenza degli stessi barbaricini, che non si sarebbero sottomessi. Ma la storia non è esattamente questa, come spiega un lungo articolo pubblicato su &#8221;Archeologia Viva&#8221;, a firma di <strong>Maria Ausilia Fadda</strong>, l&#8217;archeologa della Soprintendenza di Sassari e Nuoro che da decenni conduce scavi in quelle che sono considerate le aree più impenetrabili della Sardegna.</p>
<p><em>Fonte: Adnkronos</em></p>
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		<title>L’(inutile?) eccellenza del restauro in Italia di  Carla Tomasi </title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 10:10:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tomasi Carla</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando Cesare Brandi nel 1939 fondò l’Istituto Centrale del Restauro, realizzò un sistema complesso ed efficace che traduceva in razionalità, metodo ed approccio scientifico il concetto stesso di tutela del Bene Culturale, strappandolo alle pratiche artigianali incontrollate. Il restauro scientifico, inaugurato dal pensiero brandiano, focalizza sull’intervento di restauro conservativo l’occasione per lo studio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-85663" title="restauratori" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/restauratori.jpg" alt="" width="331" height="305" />Quando Cesare Brandi nel 1939 fondò l’Istituto Centrale del Restauro, realizzò un sistema complesso ed efficace che traduceva in razionalità, metodo ed approccio scientifico il concetto stesso di tutela del Bene Culturale, strappandolo alle pratiche artigianali incontrollate.</p>
<p>Il restauro scientifico, inaugurato dal pensiero brandiano, focalizza sull’intervento di restauro conservativo l’occasione per lo studio e la conoscenza dell’opera stessa, attraverso l’operatività che impone la presenza di professionisti preparati ed informati, in grado di interpretare i dati conoscitivi ed effettuare le scelte più opportune, nell’ambito del progetto di intervento programmato.</p>
<p>Dal criterio di responsabilità di tutela dei beni culturali, espresso da una sentenza della Corte Costituzionale (N° 9 del 13 gennaio 2004) e dal Codice dei Beni Culturali (art. 29 comma 6), deriva la regolamentazione della  professione (D.M.86/2009) che si acquisisce con formazione o laurea specialistica (D.M. 87/2009).</p>
<p>I restauratori ed i tecnici del restauro operano sui beni tutelati con le imprese specialistiche (OS2A &#8211; restauro di superfici decorate di beni immobili del patrimonio culturale e beni culturali mobili di interesse storico, artistico, archeologico ed etnoantropologico) caratterizzate da un alto profilo di qualificazione professionale degli addetti che prevedono precise percentuali di restauratori e di tecnici del restauro di beni culturali nell’organico aziendale.</p>
<p>Una solida teoria del restauro, la metodologia scientifica coniugata alla qualità operativa hanno condotto la cultura del restauro italiano ad un indiscusso riconoscimento in ambito internazionale, dove vengono particolarmente apprezzati e privilegiati i contributi progettuali, i professionisti e le imprese italiane, rese solide da un sistema di qualificazione estremamente rigoroso.</p>
<p>Si direbbe la situazione ideale per affrontare con successo qualsiasi tipo di intervento specializzato, invece in occasione di un restauro di grande visibilità come quello del Colosseo e proprio quando il mondo chiede all’Italia un cenno di credibilità, si pone in atto una pericolosa inversione di tendenza.</p>
<p>Le superfici marmoree del Colosseo e del Tempio di Antonino e Faustina al Foro Romano vengono considerate materiale da costruzione come se le loro stesse superfici millenarie non fossero pura e altissima testimonianza della decorazione architettonica, e si afferma che un’imprenditoria edile possa attuare senza danno quelle procedure che costituiscono il fondamento della formazione presso gli istituti Italiani di restauro.</p>
<p>Il restauratore, che fino ad oggi è stato considerato una ricchezza per la tutela, essendo allo stesso tempo intellettuale e artefice diventa un ostacolo, una sgradevole interferenza con il pieno e totale controllo del ciclo del restauro avocato da altre figure professionali e da una imprenditoria con interessi dilaganti.</p>
<p>Si sta così risolutamente emarginando, fino a esautorarlo, un sapere che per decenni ha costituito un’eccellenza del nostro paese, anche a livello internazionale.</p>
<p>Una ulteriore conferma del pericolo incombente è la costituzione di una “Task force” organizzata dal Ministro Bondi per far fronte alle emergenze di Pompei e che prevede la presenza di architetti, archeologi e operai.<br />
Pompei è un’intera città, antica di 2000 anni e con 66 ettari di estensione, che necessita di restauri e manutenzione costante da affidare a mani esperte. Avrebbe bisogno di molti restauratori, assiduamente occupati nel curare le preziose opere e prevenirne i danni. Sarebbe importante, oltre ad un rafforzamento degli organici attraverso l’assunzione di restauratori, agire sui meccanismi di qualificazione dei professionisti e delle imprese che lavorano nel settore e che realizzano ormai la parte più consistente degli interventi. Non si comprende dunque come tra i componenti della “Task force”, ammesso che sia utile un’ennesima struttura commissariale, siano indicati persino gli operai ma non i restauratori.</p>
<p>L’Italia ha poco rispetto del suo patrimonio e sta perdendo il ruolo di esempio internazionale nel campo della conservazione. La situazione europea è certamente variegata, ma caratterizzata semmai da un’inversa tendenza alla crescita sul piano culturale, recependo proprio le esperienze della scienza del restauro italiana, anche per quanto riguarda la formazione (i restauratori italiani sono i più richiesti all’estero nei programmi formativi d’eccellenza).</p>
<p>La questione su cui ci si dibatte dunque è davvero spinosa e indicativa delle politiche culturali messe in atto nel nostro paese. In gioco, infatti, c’è non solo una questione di etica professionale, non solo il destino dei nostri monumenti, ma lo stesso concetto di tutela del patrimonio culturale, e se la legge non riesce a garantirne i massimi livelli che settanta anni di cultura del restauro hanno contribuito a costruire, vuol dire che è sbagliata e va cambiata.</p>
<p>L’iniziativa sul Colosseo che poteva rappresentare un esempio virtuoso delle varie qualità italiane, dallo sponsor a tutte le professionalità coinvolte a vario titolo, si sta trasformando in una operazione opaca, con possibili rischi per il monumento, una mortificazione per le imprese di restauro specialistico, e senza alcun risparmio economico.<br />
Riteniamo necessario ripristinare la collaborazione, la possibilità di realizzare una filiera virtuosa, una rete di interessi produttivi, un volano di qualità reciproche, il rispetto per le proprie specificità contro il cannibalismo rivolto a settori di grande qualità ma anche di estrema fragilità, come quello del restauro specialistico.<br />
Solo così potremo dare un cenno concreto di credibilità ed affrontare insieme il difficile futuro che si presenta, con serietà e disponibilità, con ragionevolezza e concretezza.</p>
<p><em>Carla Tomasi è Presidente dell&#8217;Associazione Restauratori d&#8217;Italia</em></p>
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		<title>Roma. Mostra &#8220;Il Vello d&#8217;oro. Antichi tesori della Georgia&#8221;. Fino al 5 febbraio</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 09:15:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Esposizione che si ispira all&#8217;antico mito degli Argonauti e dei Paesi Caucasici come ponte culturale tra Europa e Asia, &#8220;Il Vello d&#8217;oro. Antichi tesori della Georgia&#8221; è costituita da 185 preziosissimi pezzi, tutti provenienti dal Museo Nazionale Georgiano. Le molte versioni del mito degli Argonauti sono diverse ma tutte identificano nell’antica Colchide – [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-85579" title="vellodoro" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/vellodoro.jpg" alt="" width="404" height="232" />Esposizione che si ispira all&#8217;antico mito degli Argonauti e dei Paesi Caucasici come ponte culturale tra Europa e Asia, &#8220;Il Vello d&#8217;oro. Antichi tesori della Georgia&#8221; è costituita da<strong> 185 preziosissimi pezzi, tutti provenienti dal Museo Nazionale Georgiano</strong>. Le molte versioni del mito degli Argonauti sono diverse ma tutte identificano nell’antica Colchide – oggi inclusa nei confini della Repubblica Georgiana – la terra lontana e fertile, ma soprattutto ricca di oro, dove era custodito il leggendario vello.</p>
<p>La mostra si tiene, <strong>fino al 5 febbraio a Roma, presso i Mercati di Traiano</strong>, in Via IV Novembre 94.</p>
<p>Che la Georgia sia la mitica terra del vello d’oro, terra che ha visto l’estrazione del prezioso metallo sin dal IV millennio a.C., lo spiega il percorso della mostra, che parte da reperti rarissimi in oro filigranato del III e II millennio a.C. emersi dai primi kurgan (tombe a tumulo) della cultura “Trialeti”, la cultura preistorica locale, per proseguire con altrettanto rari esemplari in bronzo risalenti al II millennio a.C. e ai primi secoli del I millennio.<br />
L’antica Colchide raggiunse il momento di massima raffinatezza nella lavorazione dell’oro a partire dall’VIII secolo a.C., in parallelo alla sua comparsa nelle fonti letterarie greche come la terra di Medea e del vello d’oro. Dopo oltre quaranta anni di scavi a Vani, “la Pompei della Colchide”, sono emersi oggetti risalenti al V e IV secolo a.C., periodo in cui la città e il regno giunsero al culmine della ricchezza e dello splendore, considerati la traccia più preziosa legata alla leggenda di Giasone e Medea. Gioielli in perfette condizioni di conservazione che testimoniano l’esistenza di una civiltà particolarmente sviluppata.</p>
<p>L<strong>’esposizione</strong>, dopo una serie di tappe che ha visto la splendida collezione di ori e bronzi georgiani toccare alcuni dei più importanti musei del mondo come il Getty Museum di Malibu, il Fitzwilliam di Cambridge, lo Smithsonian Institute di New York, gli Staatliche Museen di Berlino, <strong>approda ora a Roma arricchita di una serie di pezzi unici mai esportati prima d’ora dalla Georgia</strong>. La Georgia, come periferia estrema del mondo ellenistico, al crocevia di importanti culture come la Persia Achemenide, la Grecia delle colonie sul Mar Nero, gli Sciti cavalieri delle steppe, e l’Asia Minore, ha mantenuto una sua autonomia culturale e artistica restituendoci oggi un esempio unico di arte orafa e la preziosa testimonianza di una civiltà ancora tutta da scoprire.</p>
<p>Il percorso della mostra si snoda a partire dai <strong>primi oggetti d’oro e di bronzo ritrovati nei kurgan dell’ancora misteriosa cultura Trialeti</strong> (dal nome della località a sud di Tbilisi): collane, pendagli e gioielli di pietre semipreziose, per poi mostrare una serie di oggetti rituali di bronzo legati al culto di una dea solare caucasica. A seguire, alcuni dei più significativi <strong>reperti d’oro dai siti archeologici di Vani e Sairkhe</strong>, i principali centri amministrativi e politici del regno della Colchide. Tra gli oggetti di notevole interesse, una placca fermacapelli riccamente lavorata a traforo con scene di caccia, collane con pendenti a forma di animali e placche d’oro per la decorazione dei tessuti.<br />
I <strong>reperti in bronzo provenienti da un santuario di Vani</strong>: piccole teste di satiri, menadi e un dio Pan testimoniano l’influenza delle colonie greche sul culto locale. Il percorso si conclude con alcuni straordinari esempi di gioielleria dell’antica Iberia, il regno “Kartli” della Georgia dell’est, per la prima volta in mostra in un museo straniero.<br />
La cultura georgiana raccontata in questa mostra attraverso l’eccellenza della lavorazione dei metalli ci offre spunti che, oggi, potrebbero ricondurre il mito del vello d’oro non solo ad un racconto leggendario, ma ad un preciso riferimento con la fiorente civiltà documentata grazie alle recenti scoperte nei principali siti archeologici georgiani.</p>
<p><strong>Orario:</strong> Da martedì a domenica dalle ore 09.00 alle 19.00<br />
La biglietteria chiude un’ora prima<br />
<strong>Apertura straordinaria del museo il sabato sera fino al 7 gennaio 2012 dalle ore 20.00 all&#8217;1.00</strong> (ultimo ingresso ore 24.00).</p>
<p><strong>Biglietto d&#8217;ingresso</strong><br />
Biglietto unico integrato mostra e museo:<br />
Intero € 11,00<br />
Ridotto € 9,00</p>
<p>Consulta il <a href="http://www.mercatiditraiano.it/mostre_ed_eventi/mostre/il_vello_d_oro_antichi_tesori_della_georgia">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Tel: 060608<br />
(tutti i giorni ore 9.00-21.00)</p>
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		<title>Progetti internazionali: Italia e Danimarca insieme per i Beni culturali della Georgia</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 15:40:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Italia e la Danimarca lavoreranno insieme per sostenere &#8220;lo sviluppo istituzionale dell&#8217;Agenzia per la preservazione dei beni culturali della Georgia&#8220;. Il consorzio e&#8217; stato scelto dall&#8217;Unione europea che finanzia l&#8217;iniziativa con un milione di euro. Per il nostro paese, parteciperanno al progetto il ministero dei Beni culturali, Formez e l&#8217;Enea. Per la parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-85622" title="tbilisi" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/tbilisi.jpg" alt="" width="303" height="235" />L&#8217;Italia e la Danimarca lavoreranno insieme per sostenere &#8220;lo sviluppo istituzionale dell&#8217;Agenzia per la preservazione dei beni culturali della Georgia</strong>&#8220;. Il consorzio e&#8217; stato scelto dall&#8217;Unione europea che finanzia l&#8217;iniziativa <strong>con un milione di euro</strong>. Per il nostro paese, parteciperanno al progetto il ministero dei Beni culturali, Formez e l&#8217;Enea. Per la parte danese, invece, il partner sara&#8217; la &#8220;Heritage agency of Denmark&#8221;.</p>
<p>La candidatura italiana ha prevalso sulle proposte concorrenti, avanzate da Austria, Germania, Grecia e Lettonia. Si tratta del secondo twinning Ue in Georgia in cui si registra l&#8217;affermazione di un&#8217;amministrazione italiana, dopo quello, gia&#8217; avviato in materia di controlli doganali e fito-sanitari del 25 novembre a cui partecipa l&#8217;Agenzia italiana per le Dogane in consorzio con amministrazioni danesi ed estoni. Questo successo conferma le <strong>eccellenti relazioni che intercorrono tra Italia e Georgia</strong>, anche sul versante della cultura, dovute a un&#8217;attenta politica delle nostre istituzioni, ministero degli Esteri in testa.<br />
Infatti, tra le numerose iniziative in corso, ci sono le <strong>quattro missioni archeologiche italiane presenti in Georgia</strong>; il recente restauro di un antico manoscritto georgiano, finanziato dall&#8217;ambasciata italiana a Tbilisi, e la mostra in corso ai Mercati di Traiano a Roma sugli ori della Georgia, nel quadro del <strong>programma &#8220;Le Vie della Seta</strong>&#8221; sostenuto dalla nostra sede diplomatica.</p>
<p><em>Fonte: Agi</em></p>
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		<title>Colosseo: fra crolli e critiche dall&#8217;Antitrust, a quando il restauro?</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 09:37:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo i recenti distaccamenti di tufo che hanno interessato il Colosseo e gli allarmi creatisi per il celebre anfitetaro, si susseguono da giorni dichiarazioni da parte del sindaco, commissari e Vigili del Fuoco. nel frattempo, poi, è anche arrivata una critica dell'Antitrust sulla procedura di assegnazione della sponsorizazzione al gruppo Tod's]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-85591" title="colosseointerno" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/colosseointerno.jpg" alt="" width="407" height="299" />Non c’è rischio di crolli al Colosseo</strong> ma occorre partire subito con i lavori di restauro. E’ quanto emerge da un<strong> comunicato del soprintendente speciale ai Beni archeologici di Roma e Ostia Antica, Anna Maria Moretti</strong>, e da una dichiarazione del sindaco Gianni Alemanno. <strong>Niente crolli “dalla fine del XVIII secolo”,</strong> dunque, afferma il soprintendente Moretti. Il 25 dicembre sono caduti “non oltre cinque centimetri di briciole di tufo”, come risulta dall’ispezione condotta con il braccio telescopico.</p>
<p>Non un crollo, spiega Moretti, “ma <strong>solo un distacco fisiologico di materiale frammentario</strong>”. E “l’episodio della transenna-parapetto allentata sulla terrazza del terzo ordine”, pure avvenuto in questi giorni, è sicuramente dovuto a “puro atto vandalico”, come confermato da apposita expertise tecnica. Del resto, sottolinea la soprintendente, il Colosseo è sotto osservazione continua e a questo fine gli uffici del Mibac preposti alla tutela sono in continuo contatto con i Vigili del Fuoco e con la Polizia di Roma Capitale.<br />
Situazione sotto pieno controllo, insomma. Tanto che Moretti preannuncia: &#8220;La terrazza del III ordine sarà riaperta, come programmato, il 1° gennaio, in occasione dell&#8217;apertura straordinaria e gratuita dalle 8.30 alle 14.30&#8243;.<br />
“Smentite molto nette da parte del Mibac”, commenta il Sindaco, che però ritiene opportuno “aggiungere un ulteriore <strong>sollecito ad accelerare il più possibile l’apertura del cantiere per il restauro del monumento</strong>, al di là dell’entità dei danni che appare – come dicono dal Ministero – minima”.<br />
“Credo sia fondamentale”, ribadisce il Sindaco, “che questo restauro cominci subito”. Occorre far cessare, afferma Alemanno, ogni inutile contenzioso che fa “rinviare l’inizio dei cantieri, indispensabili per valorizzare il più importante monumento del mondo”.<br />
Su richiesta della Prefettura di Roma e di Roma Capitale, il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Roma ha smentito quanto diffuso da alcuni organi di informazione in merito a ulteriori cadute di frammenti da una delle arcate del Colosseo.</p>
<p>Questo, il <strong>testo della nota del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Roma reso noto dall’Ufficio Stampa di Roma Capitale:</strong></p>
<p>&#8220;Fonogramma numero 82476 del 28 dicembre 2011 &#8211; Con riferimento alla nota della Prefettura di Roma – numero 245306/126/2011 20/1 Area V Protezione Civile – del 28 dicembre 2011 e del fax – trasmesso in pari data – dall’Ufficio Stampa di Roma Capitale, si comunica che, a seguito di richiesta di personale dei Vigili Urbani I Gruppo Centro Storico, personale e mezzi di questo Comando sono intervenuti, alle ore 12.40 circa del 25 dicembre 2011, per la verifica statica di un’arcata dell’Anfiteatro Flavio ove – a detta dei richiedenti – si erano distaccati alcuni elementi di materiale, presumibilmente tufo.<br />
L’esito degli accertamenti eseguiti è stato trasmesso agli Uffici competenti con fono numero 82025 del 25 dicembre 2011.<br />
Dopo tale data, lo scrivente Comando non ha eseguito ulteriori sopralluoghi e non ha avuto notizia di ulteriori sviluppi sulla situazione generate, in particolare per quanto riguarda l’avvenuta esecuzione degli interventi di messa in sicurezza e/o per quanto riguarda opere di consolidamento&#8221;.</p>
<p>E intanto <strong>sul Sole 24 Ore di oggi si legge della bocciatura, da parte dell&#8217;Antitrust, della procedura seguita da Roberto Cecchi</strong> (l&#8217;anno scorso sottosegretario del MiBAC) <strong>sull&#8217;affidamento dei lavori di restauro sponsorizzati dal marchio Tod&#8217;s di Diego Della Valle</strong>.<br />
Secondo l&#8217;Autorità, infatti, il bando di gara non sarebbe stato opportunamente diffuso, tanto da limitare il numero di partecipanti alla gara  a due (Tod&#8217;s e Ryanair). Altra stonatura deriverebbe dai <strong>tempi inadeguati alla competizione</strong> anche dopo il ricevimento della proposta di della Valle: il commissario avrebbe infatti concesso solo 48 ore agli altri concorrenti per perfezionare la propria offerta.</p>
<p><strong>Secca la smentita del MiBAC</strong>: Pia Pietrangeli, oggi commissario delegato delegato all&#8217;area archeologica di Roma, afferma come il bando sia stato pubblicato in Gazzetta e e su quattro quotidiani nazionali ed esteri. &#8220;Una volta andato deserto &#8211; ribadisce &#8211; siamo passati alla trattiva privata, di cui abbiamo informato anche l&#8217;Antitrust. Riguardo le 48 ore, le trattative con i tre imprenditori andavano avanti da tempo: Tod&#8217;s aveva fatto un&#8217;offerta, <strong>Ryanair</strong> anche (ma irricevibile, perchè <strong>voleva coprire di pubblicità tutto il Colosseo</strong>)  e la terza ditta (Finit, ndr) non si era risolta a dirci le sue intenzioni&#8221;.</p>
<p>A questo punto non resta che aspettare di fare chiarezza sulla vicenda, sperando che cavilli burocratici non portino a ritardi che potrebbero rivelarsi fatali per il tanto amato Colosseo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Turismo: in Iraq arriva il piano per sostenere il turismo archeologico e naturalistico</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 08:30:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ministro del Turismo di Baghdad, Liwaa Sumaisem, ha varato un piano per il settore che incentiverà lo sviluppo dei flussi agganciati ad archeologia e ambiente. Un programma in grado di riequilibrare le attività, oggi sbilanciate a favore del turismo religioso, che attualmente rappresenta il 90% del comparto. Oggi le città sante sciite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-85400" title="karbala" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/karbala.jpg" alt="" width="298" height="210" />Il <strong>ministro del Turismo di Baghdad,</strong> Liwaa Sumaisem, <strong>ha varato un piano per il settore che incentiverà lo sviluppo dei flussi agganciati ad archeologia e ambiente</strong>. Un programma in grado di riequilibrare le attività, oggi sbilanciate a favore del turismo religioso, che attualmente rappresenta il 90% del comparto.<br />
Oggi le città sante sciite di <strong>Karbala</strong> e <strong>Najaf</strong> attirano ogni anno milioni di visitatori. Per<strong> Sumaisem</strong>, circuiti simili possono essere creati intorno alle più importanti aree archeologiche e naturalistiche del paese. <strong>In Iraq ci sono oltre 60mila siti di interesse culturale</strong>. Il suo territorio è considerato la culla del califfato abbaside, oltre che dell’antica civiltà babilonese. Per dare maggiore visibilità a questa tradizione il ministero organizzerà presto <strong>un’esposizione internazionale</strong>.<br />
<em>Fonte: Focus Medio Oriente</em></p>
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		<title>Beni Culturali: 670 mila euro per il restauro di beni culturali in Sardegna</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 07:30:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’assessorato regionale della Pubblica Istruzione e Beni Culturali, ha approvato la graduatoria del Bando per l’erogazione, agli Enti Locali, dei contributi destinati al restauro di beni culturali di rilevante interesse della Sardegna. Il programma di interventi, finanziato con 670 mila euro, prevede opere di restauro conservativo sulla base anche del carattere d’urgenza dettato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-85407" title="tiscali" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/tiscali.jpg" alt="" width="364" height="234" />L’assessorato regionale della Pubblica Istruzione e Beni Culturali, <strong>ha approvato la graduatoria del Bando per l’erogazione, agli Enti Locali, dei contributi destinati al restauro di beni culturali di rilevante interesse della Sardegna.</strong> Il programma di interventi, finanziato con<strong> 670 mila euro</strong>, prevede opere di restauro conservativo sulla base anche del carattere d’urgenza dettato dallo stato di degrado del bene, tali da comportare particolare pericolo per l’integrità stessa o l’incolumità pubblica.</p>
<p>I<strong> progetti di restauro finanziati dalla Regione sono sette.</strong></p>
<p>A <em>Girasole</em>, il <strong>restauro conservativo della Chiesa parrocchiale della Madonna di Monserrato</strong>, risalente alla seconda metà del Settecento.</p>
<p>A <em>Dorgali,</em> il restauro della capanna con architrave ligneo nel <strong>sito archeologico di Tiscali</strong>, raro esempio di armonica fusione tra l’ambiente naturale ed il monumento archeologico, oggetto di frequentazione dal periodo neolitico finale sino all’età altomedievale.</p>
<p>Nel Comune di <em>Mores</em>, per il consolidamento e il <strong>restauro del campanile della Chiesa di Santa Caterina</strong>, costruita tra il 1850 e il 1871, su progetto di Salvatore Calvia. L’opera rappresenta uno dei simboli del processo di mutamento culturale in atto in Sardegna nell’ottocento.</p>
<p>A <em>Portoscuso</em>, per il recupero della <strong>camperia Pascalmieri annessa alla tonnara “Su Pranu”</strong>, un importante esempio di architettura industriale il cui primo impianto risale alla fine del XVI secolo. Raro esempio di architettura seicentesca di influsso aragonese.</p>
<p>Nel Comune di <em>Masullas</em> per il<strong> restauro della facciata della Chiesa parrocchiale B.V.delle Grazi</strong>e del XVII secolo.</p>
<p>A <em>Bitti,</em> per la messa in sicurezza e valorizzazione del <strong>complesso nuragico di “Romanzesu</strong>”, uno dei più importanti contesti abitativi e culturali della Sardegna nuragica che rappresenta una eccezionale testimonianza della stessa civiltà nuragica.</p>
<p>Con i resti, in base al punteggio complessivo attribuito ai progetti presentati, è stato finanziato anche il <strong>restauro del “Nuraghe Funtana” di Ittireddu,</strong> un monumento costituito da una torre centrale e due laterali, che controllava un’importante via di transito.</p>
<p>“Abbiamo rispettato i parametri dettati dalla Delibera e approvato la graduatoria degli interventi – ha sottolineato l’assessore Sergio Milia -  ammettendo a contributo gli interventi richiesti dagli Enti Locali per il restauro di Beni culturali di rilevante interesse artistico e storico. Complessivamente sono state presentate 137 istanze di cui 50 ritenute inammissibili per mancanza o carenza di documenti. Ciascuna domanda ritenuta ammissibile è stata valutata con l’attribuzione di un punteggio complessivo che teneva conto del valore culturale, dello stato di degrado, della percentuale di cofinanziamento oltre quella prevista e del livello di progettazione. Sono particolarmente lieto che vengano restaurati i siti archeologici di Tiscali, un vero monumento naturale e il complesso nuragico di Romanzesu a Bitti”.</p>
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		<title>Archeologia: a Tarquinia trascorrete il Natale 2011 con gli Etruschi</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 12:30:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Natale 2011]]></category>
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		<category><![CDATA[Visite guidate]]></category>

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		<description><![CDATA[Fioccano iniziative per grandi e piccini durante tutte le festivitá natalizie nella Necropoli etrusca del Calvario e nel Museo Nazionale Archeologico di Tarquinia. Presso la Necropoli etrusca del Calvario, patrimonio dell&#8217;Umanità Unesco, i visitatori potranno partecipare alle iniziative varate in autunno e che, grazie al gradimento del pubblico, rimarranno attive anche durante le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-85202" title="tarquinia" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/tarquinia.jpg" alt="" width="300" height="204" />Fioccano iniziative per grandi e piccini durante tutte le festivitá natalizie nella<strong> Necropoli etrusca del Calvario</strong> e nel <strong>Museo Nazionale Archeologico di Tarquinia</strong>. Presso la <strong>Necropoli etrusca del Calvario</strong>, <strong>patrimonio dell&#8217;Umanità Unesco</strong>, i visitatori potranno partecipare alle iniziative varate in autunno e che, grazie al gradimento del pubblico, rimarranno attive anche durante le feste. Via libera dunque a estro e creativià con <strong>“Voglia d&#8217;arte”</strong> e al piacere del palato con le <strong>“Degustazioni delle feste”</strong> presso il punto ristoro della necropoli.  Il clima particolarmente gradevole, anche durante l´inverno, di Tarquinia, consente di visitare piacevolmente le spettacolari tombe dipinte e di approfittare di “Voglia d&#8217;arte” per dare sfogo alla propria vena artistica, noleggiando gratuitamente il kit da disegno presso il bookshop della necropoli.  L&#8217;iniziativa è valida anche per i piccoli visitatori, che avranno il benvenuto dall&#8217;<strong>albero delle caramelle</strong>, allestito appositamente per loro. Sempre per quel che riguarda i bambini, ricordiamo che sia presso la Necropoli del Calvario, che presso il Museo Nazionale Archeologico sono disponibili le<strong> audioguide</strong> sotto forma di <strong>cartone animato</strong>. Per gli adulti che desiderano visitare le strutture etrusche in completa autonomia, sono invece a disposizione le <strong>archeoguide in italiano</strong>, <strong>francese, inglese e tedesco</strong>. La Necropoli del Calvario di Tarquinia rimarrà aperta in via straordinaria il <strong>25 e 26 dicembre</strong>. <strong>Domenica, 25. 12. 2011 la Necropoli osserverà  l&#8217;orario 9:30 – 15:30</strong>. Acquistando un bilglietto cumulativo sarà possible visitare anche il Museo Nazionale Archeologico, che ricordiamo rimarrà chiuso solo il 25 dicembre.</p>
<p><strong>Per informazioni: </strong><br />
Biglietteria Necropoli del Calvario<br />
Strada Provinciale Monterozzi – Tarquinia (VT), tel. 0766.840000<br />
Orario: 8,30 &#8211; 14,00<br />
La biglietteria chiude alle ore 12,30</p>
<p>Museo Nazionale Archeologico di Tarquinia<br />
Piazza Cavour – Tarquinia (VT), tel. 0766.850080<br />
Orario di apertura 8,30 &#8211; 19,30<br />
La biglietteria chiude alle ore 18,00</p>
<p> <a href="http://www.necropoliditarquinia.it/">www.necropoliditarquinia.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cittadini archeologi di  Renzo Carlucci </title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 09:04:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlucci Renzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[A proposito di ...]]></category>
		<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Restauro]]></category>
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		<description><![CDATA[Certo è che per la gestione e salvaguardia del nostro patrimonio sono state fatte molte proposte che negli ultimi anni hanno spaziato dalla legge Ronchey che, pienamente recepita dal successivo Codice dei Beni Culturali, permise di affidare la gestione di spazi con concessioni a privati per poi arrivare all’utilizzo dei fondi derivati dalle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-85192" title="frigidariumfuorigrotta" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/frigidariumfuorigrotta.jpg" alt="" width="182" height="190" />Certo è che per la gestione e salvaguardia del nostro patrimonio sono state fatte molte proposte che negli ultimi anni hanno spaziato dalla legge Ronchey che, pienamente recepita dal successivo Codice dei Beni Culturali, permise di affidare la gestione di spazi con concessioni a privati per poi arrivare all’utilizzo dei fondi derivati dalle lotterie, fino alle attuali tendenze di cedere in gestione interi complessi monumentali e siti archeologici famosi.<br />
A Roma vennero effettuate pesanti chiusure delle aree archeologiche e ad oggi i cittadini romani ne pagano ancora le conseguenze avendo in pratica l’impossibilità di attraversamento a piedi proprio delle aree centrali. In questo scenario, il caso del <a href="http://www.tafter.it/2011/12/20/archeologia-i-cittadini-partecipano-al-progetto-di-recupero-delle-terme-romane-di-fuorigrotta/">recupero delle terme romane di Fuorigrotta  </a>ci fa riflettere sul fatto che i cittadini intervengano tirandosi su le maniche per riappropriarsi e  prendersi cura del proprio territorio.<br />
Le alternative possibili per la conservazione e trasmissione ai posteri di queste importanti testimonianze non sono molte e spesso le opinioni degli archeologi vanno verso la più semplice, documentare cioè e ricoprire di nuovo gli scavi allo scopo di garantire la sua conservabilità nelle stesse condizioni in cui è arrivato fino a noi. Tra l&#8217;ipotesi di chiusura totale, che non favorisce appieno la conservazione come sembrerebbe (basti pensare alla forza del danno da inquinamento ambientale-aria) o una apertura totale che quanto meno consentirebbe di mantenere le “rovine” vivendole, una azione come quella dei cittadini di Fuorigrotta si inserisce forse opportunamente e potrebbe essere vista anche come un’attività campione, sempreché non si scivoli solo verso una sorta di nuova proloco avanzata.</p>
<p><em>Renzo Carlucci è direttore editoriale della rivista Archeomatica</em></p>
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