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	<title>Tafter &#187; Ambiente</title>
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	<description>Cultura è Sviluppo</description>
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		<title>Arte: l&#8217;artista Hypnos per l&#8217;ambiente con &#8216;shit gold&#8217;</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 15:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A 50 anni dalla&#8220;merda d&#8217;artista&#8221; di Piero Manzoni, il noto pittore Italiano &#8216;Hypnos&#8217; (www.hypnosarte.com) ha presentato alla galleria Art Today di Roma 99 scatole di latta del peso di 500 g contenente liquame trattato denitrato e deazotato denominate &#8216;shit gold&#8217; (merda oro). Le provocazioni di Hypnos, come sempre, sono finalizzate ad una alchimia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89558" title="merdadartista" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/merdadartista.jpg" alt="" width="225" height="225" />A <strong>50 anni</strong> dalla<strong>&#8220;merda d&#8217;artista&#8221;</strong> di <strong>Piero Manzoni</strong>, il noto pittore Italiano<strong> &#8216;Hypnos&#8217;</strong> (<a href="http://www.hypnosarte.com/">www.hypnosarte.com</a>) ha presentato alla <strong>galleria Art Today di Roma 99 scatole di latta del peso di 500 g</strong> contenente <strong>liquame trattato denitrato e deazotato</strong> denominate <strong>&#8216;shit gold&#8217; (merda oro).</strong> Le provocazioni di Hypnos, come sempre, sono finalizzate ad una alchimia sociale. E in questo caso la sua sollecitazione per la creazione di &#8220;una banca del letame, in stile olandese&#8221; vuole richiamare l&#8217;attenzione di tutta la filiera per fare di uno scarto una risorsa non solo a <strong>fini ambientali</strong> (&#8220;abbattimento dell&#8217;azoto&#8221;) ma anche <strong>economici</strong> (&#8220;c&#8217;è una risorsa reale che andrebbe sprecata e che invece può produrre energia ecocompatibile&#8221;).<br />
&#8220;Alcune Regioni d&#8217;Italia &#8211; spiega l&#8217;artista &#8211; stanno promuovendo iniziative volte alla risoluzione di un assai spinoso problema, quello dell&#8217;<strong>abbattimento dell&#8217;azoto</strong> nelle <strong>masse organiche</strong> derivanti da <strong>deiezioni animali</strong>. Le regioni italiane dovrebbero attivare una manifestazione di interesse per raccogliere dal mercato e dall&#8217;industria proposte che rappresentino lo stato dell&#8217;arte e della tecnica nell&#8217;ambito. Auspico che allevatori, associazioni di produttori di carne, associazioni di categorie coinvolti nella filiera si consorzino ed assieme a cordate industriali creino una filiera in grado di gestire l&#8217;intero ciclo produttivo. Lo stoccaggio della deiezione, il trattamento chimico per la denitrificazione, l&#8217;eventuale utilizzo della biomassa ottenuta in centrali di cogenerazione&#8221;.<br />
La &#8220;shit gold&#8221; di Hypnos ha numerosi precedenti nell&#8217;arte del Novecento, dall&#8217;<strong>orinatoio di Duchamp (&#8216;Fontaine&#8217;, 1917)</strong> alle coprolalie surrealiste. <strong>Salvador Dalì, Georges Bataille</strong>, e prima di tutti <strong>Alfred Jarry</strong> con<strong> &#8216;Ubu Roi&#8217; (1896)</strong>, avevano dato dignità letteraria alla parola &#8216;merde&#8217;. L&#8217;opera di hypnos si differenzia sostanzialmente da quella di Manzoni, nella &#8221;merda d&#8217;autore&#8221; del Manzoni abbiamo una chiusura di senso dell&#8217;opera d&#8217;arte, (opera che non ha più un messaggio da comunicare ma significa solo se stessa) nell&#8217;opera di Hypnos &#8220;la merda è l&#8217;oro del futuro, dopo l&#8217;oro giallo, l&#8217;oro nero ( il petrolio) avremo l&#8217;oro marrone il liquame. Se la normativa lo consentisse, l&#8217;Italia potrebbe essere in grado di produrre biometano per soddisfare circa il <strong>10-20% del fabbisogno nazionale attuale</strong>, come sostiene il <strong>Consorzio Italiano Biogas</strong>&#8220;.</p>
<p><em>Fonte: Adnkronos</em></p>
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		<title>Ambiente: protocollo d&#8217;intesa per affermare l&#8217;eco-golf</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 08:30:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Golf e mondo ambientalista insieme in difesa della natura. Dopo una lunga gestazione è stato siglato a Roma il protocollo d&#8217;intesa tra la Federgolf e le associazioni Wwf, Legambiente, Fai e Federparchi, volto a promuovere una sinergia in favore dell&#8217;eco-golf con ricadute positive anche sulla riqualificazione ambientale delle periferie. In base all&#8217;accordo, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-89381" title="ecogolf" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/ecogolf.jpg" alt="" width="275" height="183" />Golf</strong> e <strong>mondo ambientalista</strong> insieme in<strong> difesa della natura</strong>. Dopo una lunga gestazione è stato siglato a<strong> Roma</strong> il <strong>protocollo d&#8217;intesa</strong> tra la <strong>Federgolf</strong> e le associazioni <strong>Wwf, Legambiente, Fai e Federparchi</strong>, volto a promuovere una sinergia in favore dell&#8217;<strong>eco-golf</strong> con ricadute positive anche sulla <strong>riqualificazione ambientale delle periferie</strong>.<br />
In base all&#8217;accordo, la Federgolf si impegna a sostenere una<strong> serie di pratiche virtuose</strong> nei circoli affiliati: dalla <strong>salvaguardia del paesaggio e dell&#8217;assetto idrogeologico</strong> alla<strong> tutela della biodiversità</strong>, dalla <strong>riduzione dell&#8217;uso di fertilizzanti e fitofarmaci</strong> al <strong>risparmio di acqua ed energia</strong>. Il punto, infatti, non è solo creare nuovi impianti in base a criteri di ecosostenibilità, ma anche vigilare sui campi esistenti e lavorare per riqualificarli.<br />
Altra priorità è avvicinare i cittadini al mondo del golf, considerato uno sport elitario. Per riuscirci sono al vaglio alcune proposte, come il <strong>birdwatching</strong> nei campi, su cui è aperto un canale di dialogo con la<strong> Lipu</strong>, e l&#8217;idea lanciata dal <strong>Fai</strong> per l&#8217;istituzione di una <strong>giornata di golf a porte aperte</strong>. </p>
<p><em>Fonte: Travel Non Stop</em></p>
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		<title>Cinema: la nuova pellicola d&#8217;animazione &#8216;Lorax &#8211; il guardiano della foresta&#8217; si promuove con prodotti eco-friendly</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 07:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dimenticatevi l&#8217;Happy meal, il messaggio dei cartoni animati dev&#8217;essere salutista ed ecologico. Così la pensa la Universal pictures, che promuoverà la nuova pellicola ambientalista &#8216;Lorax &#8211; il guardiano della foresta&#8217; con centinaia di prodotti eco-friendly. Il simpatico personaggio, ispirato al libro per bambini di Dr. Seuss del 1971, sarà il testimonial di 70 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89378" title="lorax" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/lorax.jpg" alt="" width="182" height="277" />Dimenticatevi l&#8217;Happy meal, il messaggio dei cartoni animati dev&#8217;essere salutista ed ecologico. Così la pensa la <strong>Universal pictures</strong>, che promuoverà la nuova pellicola ambientalista<strong> &#8216;Lorax &#8211; il guardiano della foresta&#8217;</strong> con centinaia di <strong>prodotti eco-friendly</strong>. Il simpatico personaggio, ispirato al libro per bambini di <strong>Dr. Seuss</strong> del<strong> 1971</strong>, sarà il testimonial di <strong>70 partner commerciali</strong> della Universal negli<strong> Stati Uniti</strong>, tra cui l&#8217;<strong>agenzia governativa per la protezione ambientale (Epa)</strong> e la <strong>Whole foods market</strong>, società alimentare che vende prodotti biologici e naturali. Lorax è un animaletto arancione con tanto di baffi che &#8220;parla per gli alberi&#8221; e combatte contro l&#8217;industrializzazione per preservare l&#8217;ambiente. Sarà usato dalla stessa Epa per promuovere dispositivi elettrici a basso consumo e dall&#8217;azienda <strong>Seventh Generation</strong> per il lancio di milioni di prodotti verdi, tra cui contenitori di detergente liquido fatti con carta riciclata. Il cartone esce in Italia il prossimo primo giugno.</p>
<p><em>Fonte: La Presse</em></p>
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		<title>Dipingere con lo smog: la battaglia di Alessandro Ricci</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 10:07:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Città sempre di più invase dallo smog e dalla polveri sottili. Invece di rassegnarsi a vedere ogni giorno monumenti ed edifici ingrigiti, l’artista fiorentino Alessandro Ricci ha deciso di combattere servendosi del suo talento: andando in giro a raccogliere dalle superfici lo smog con del cotone pulito lo riporta su tele o su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89346" title="Skim Smog" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/Skim-Smog.jpg" alt="" width="384" height="306" />Città sempre di più invase dallo smog e dalla polveri sottili. Invece di rassegnarsi a vedere ogni giorno monumenti ed edifici ingrigiti, l’artista fiorentino <strong>Alessandro Ricci</strong> ha deciso di combattere servendosi del suo talento: andando in giro a<strong> raccogliere dalle superfici lo smog</strong> con del cotone pulito lo riporta su tele o su legno per poi creare i suoi disegni. I suoi soggetti sono gli scorci cittadini, le piazze e gli edifici storici, vittime quotidianamente del degrado dovuto all’intenso traffico che caratterizza le nostre città. Ma è anche <strong>un modo per far riflettere ognuno di noi sulla pericolosità per la nostra salute e sull’aumento di agenti inquinanti nell’atmosfera che respiriamo</strong>. Ricci è riuscito dunque a trasformare le polveri in un mezzo artistico: lo scopo non è solo provocatorio ma è anche quello di sensibilizzare i cittadini sul tema dell’inquinamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/smogsutela/">Sito web </a></p>
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		<title>Territorio: il Parco Nazionale Gran Paradiso stanzia 500.000 euro per il territorio</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 13:34:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Ente Parco Nazionale Gran Paradiso, in occasione del novantennale dell&#8217;istituzione, ha emesso un bando di 500.000 euro per l&#8217;assegnazione di contributi finalizzati alla realizzazione di interventi e progetti sul territorio, riservato ai tredici comuni dell&#8217;area protetta. Il finanziamento del bando è stato reso possibile grazie al contributo straordinario del Ministero dell&#8217;Ambiente che l&#8217;Ente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89246" title="parcogranparadiso" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/parcogranparadiso.jpg" alt="" width="336" height="241" />L&#8217;<strong>Ente Parco Nazionale Gran Paradiso</strong>, in occasione del novantennale dell&#8217;istituzione,<strong> ha emesso un bando di 500.000 euro per l&#8217;assegnazione di contributi finalizzati alla realizzazione di interventi e progetti sul territorio</strong>, riservato ai tredici comuni dell&#8217;area protetta.</p>
<p>Il finanziamento del bando è stato reso possibile grazie al <strong>contributo straordinario del Ministero dell&#8217;Ambiente che l&#8217;Ente Parco</strong>, in sinergia d&#8217;intenti con il Consiglio Direttivo, ha deciso di stanziare a favore delle comunità locali. L&#8217;importo è stato suddiviso in parti eguali, 250.000 euro ciascuno, tra versante piemontese e valdostano.</p>
<p>Nel bando sono stabilite alcune linee guida per le<strong> proposte di progetti che dovranno pervenire dai comuni</strong> (singoli o associati), ed i cui interventi dovranno essere ricompresi tra le azioni previste dal piano pluriennale economico e sociale, approvato dalla comunità del Parco nel 2009. I progetti ammissibili dovranno riguardare la mobilità sostenibile, l&#8217;accessibilità per diversamente abili, l&#8217;incentivazione ai trekking con animali da soma, la riqualificazione di siti degradati o in abbandono, l&#8217;interramento di linee aeree, buone pratiche nel recupero del patrimonio edilizio, progetti e procedure di gestione sostenibile.</p>
<p><strong>L&#8217;obiettivo è quello di migliorare</strong>, in ottica sostenibile,<strong> la gestione del territorio</strong>, riducendo l&#8217;impatto ambientale e ponendo particolare attenzione alla qualità degli interventi e dei servizi. Sulla base delle proposte pervenute dai comuni una commissione tecnica valuterà dieci progetti (cinque per versante) che saranno co-finanziati con un importo massimo di 50.000 euro per ognuno.</p>
<p>Il presidente del Parco, Italo Cerise: &#8220;L&#8217;Ente Parco conferma la sua attenzione alle comunità locali, scegliendo di destinare una somma non indifferente, in un periodo di crisi profonda, per interventi sul territorio direttamente gestiti dagli enti locali. Il bando favorirà concrete possibilità di lavoro nelle valli, in linea con le finalità di sviluppo sostenibile promosse dal Parco&#8221;.<br />
<em>Fonte: Parks</em></p>
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		<title>10-05-12 &#8211; Concorso video per studenti &#8220;Rural4Yout​h&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 09:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 2012, sarà l‘anno internazionale dell’Energia sostenibile. A tale scopo i giovani universitaridi età compresa tra i 18 e i 35 anni, in qualità di registi e sceneggiatori, dovranno realizzare un breve video (3’ max), o in alternativa presentare immagini fotografiche e brevi testi, compresa la descrizione filmata di iniziative e progetti, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88106" title="RuralforYouth" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/RuralforYouth.jpg" alt="" width="577" height="296" />Il 2012, sarà l‘<strong>anno internazionale dell’Energia sostenibile</strong>.<br />
A tale scopo i giovani universitaridi <strong>età compresa tra i 18 e i 35 anni</strong>, in qualità di registi e sceneggiatori, dovranno <strong>realizzare un breve video</strong> (3’ max), o in alternativa presentare <strong>immagini fotografiche e brevi testi,</strong> compresa la descrizione filmata di iniziative e progetti, che identifichi e valorizzi il patrimonio naturale e le risorse presenti sul territorio italiano, testimoniando la valenza ambientale di una zona, città o regione o il superamento di situazioni di degrado. Attraverso il collage dei contributi trasmessi dagli studenti, si intende realizzare un racconto mappato sull’ambiente, centrato sulle seguenti tematiche:biodiversità (come risorsa), energia (in che modo il territorio beneficia dell’uso intelligente dell’energia), acqua (come bene), clima (capacità di adattamento ai cambiamenti climatici) e paesaggio come elemento di integrazione, che ponga l’accento sulla risposta del mondo rurale, testimoniando in modo particolare i seguenti aspetti:</p>
<p>- Paesaggi di particolare valore ambientale<br />
- Uso responsabile delle risorse naturali<br />
- Impiego di fonti rinnovabili di energia<br />
- Biodiversità agroalimentare<br />
- Tutela e valorizzazione del paesaggio<br />
- Potenzialità e qualità della produzione agricola</p>
<p>Le opere vincitrici saranno presentate nel corso di un evento internazionale e nei più importanti Festival del Cinema, inoltre sono previsti dei premi scelti in base alle risorse effettivamente erogate al progetto.<br />
La scadenza per partecipare è il <strong>10 maggio 2012.</strong><br />
Consulta il <a href="http://www.rural4youth.it">sito  </a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>01-03-12 &#8211; Slow trip video contest</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/29/01-03-12-slow-trip-video-contest/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 12:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’associazione Le Terre dei Savoia ed il Parc Natural Regional du Queyras sono coinvolti in un progetto di valorizzazione turistica il cui obiettivo è la promozione di una fruizione turistica lenta e sostenibile dei propri territori. Il turismo dolce, lento si traduce in una nuova concezione del modo di viaggiare e visitare luoghi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-88162" title="slow trip video contest" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/slow-trip-video-contest.jpg" alt="" width="406" height="308" />L’associazione Le Terre dei Savoia ed il Parc Natural Regional du Queyras</strong> sono coinvolti in un progetto di valorizzazione turistica il cui obiettivo è la promozione di una fruizione turistica lenta e sostenibile dei propri territori. Il turismo dolce, lento si traduce in una nuova concezione del modo di viaggiare e visitare luoghi.<br />
Il principio cardine del <strong>turismo lento</strong> è quello di immergersi nel luogo visitato ed entrare in contatto con le persone che incontriamo. Le destinazioni preferite si trovano fuori dalle rotte di massa e si preferiscono soluzioni ricettive alternative. Questo per scoprire più profondamente la cultura locale, vivendone personalmente il suo tempo, immergendosi nel luogo di vacanza.<br />
Il secondo principio è quello di prendersi il proprio tempo e privilegiare le modalità di trasporto dolce e sostenibile. Il <strong>viaggiatore &#8220;slow&#8221;</strong> si muove liberamente a piedi o in bicicletta.<br />
Per promuovere questa nuova concezione di turismo “slow”, Le Terre dei Savoia stanno sperimentando una innovativa modalità di diffusione di informazioni turistiche sul territorio e sui servizi offerti. L’obiettivo è quello di mettere a disposizione dei turisti, tramite le possibilità offerte dalle nuove tecnologie, informazioni sui beni culturali, sui servizi, sugli eventi offerti dal territorio. Modalità principe di questa sperimentazione è la messa a disposizione gratuita da parte dei turisti di audio guide. Queste, scaricabili su smart-phone tramite QR-Code posizionati su cartelli in punti strategici del territorio, ne raccontano i beni più preziosi, le storie, le particolarità, fino a svelare le ricette dei prodotti tipici.<br />
Mentre nel Parco del Queyras si sta sperimentando una modalità di mobilità dolce: un gran numero di biciclette elettriche, durante la stagione estiva (da metà giugno a metà settembre), sono messe a disposizione gratuita dei visitatori attraverso gli operatori turistici.</p>
<p>Il concorso prevede di realizzare un <strong>video che possa trasmettere l’emozione dell’intraprendere un viaggio “slow”</strong> nelle Terre dei Savoia e nel Parc Natural Regional du Queyras.<br />
I video vincitori saranno diffusi online e offline ad uso promozionale, su siti istituzionali e durante gli eventi del territorio. L’utilizzo offline è da intendersi esclusivamente all’interno di eventi locali.<br />
La scadenza per inviare i video è il <strong>1 marzo</strong> <strong>2012</strong>.<br />
<strong>I premi:</strong><br />
L’associazione Le Terre dei Savoia e Parco Queyras hanno messo in palio per questo contest un montepremi di 9.400 Zoop$ (1 Zoop$ = 1 US$) che sarà così distribuito:<br />
1° Premio Cliente: 5.000$ Premio scelto da esponenti qualificati di entrambi gli enti promotori, Parco del Queyras e Le Terre dei Savoia.<br />
2° Premio Cliente: 2.200$ Premio scelto da esponenti qualificati del Parco del Queyras.<br />
3° Premio Cliente: 2.200$ Premio scelto da esponenti qualificati dell&#8217;associazione Le Terre dei Savoia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Consulta il <a href="http://www.zooppa.it/contests/slow-trip">sito</a></p>
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		<title>31-03-12 &#8211; Concorso ACTIVE ARCHITECTURE</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 09:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Concorso Active Architecture è un concorso di architettura rivolto a tutti i professionisti ed agli addetti al settore che tramite l’utilizzo di materiali eco-attivi ed ecosostenibili Active Clean Air &#38; Antibacterial CeramicTM si impegnano a realizzare un costruire “verde”. L’iscrizione al concorso è aperta a: 1. progettisti (architetti, ingegneri, designer, studi tecnici, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88158" title="activearchitecture" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/activearchitecture.jpg" alt="" width="442" height="327" />Il Concorso Active Architecture è un concorso di architettura rivolto a tutti i professionisti ed agli addetti al settore che tramite l’utilizzo di materiali eco-attivi ed ecosostenibili Active Clean Air &amp; Antibacterial CeramicTM si<strong> impegnano a realizzare un costruire “verde”</strong>.<br />
L’iscrizione al concorso è aperta a:<br />
1. progettisti (architetti, ingegneri, designer, studi tecnici, geometri ecc.)<br />
2. imprese/committenti<br />
3. distributori che presentino un progetto nell’ambito residenziale, pubblico, industriale e commerciale e che preveda a capitolato l’utilizzo di materiali Fiandre Active Clean Air &amp; Antibacterial CeramicTM a pavimento e/o rivestimento.<br />
E’ possibile partecipare singolarmente o in gruppo. In quest’ultimo caso, occorre indicare l’elenco dei componenti del gruppo e il capogruppo designato. Ciascun partecipante può presentare una o più opere. Sarà responsabilità di ogni partecipante dare il consenso per l’utilizzo dei materiali inviati sia ai fini della partecipazione al concorso, sia ai fini di eventuali successive pubblicazioni.<br />
L’iscrizione al Concorso avviene attraverso la compilazione e invio dei seguenti documenti:<br />
• scheda di iscrizione compilata e firmata in ogni sua parte;<br />
• descrizione sintetica dell’opera che indichi le motivazioni ed i criteri utilizzati nelle scelte progettuali (massimo 500 parole o 3500 caratteri spazi inclusi) da presentare in file Word in lingua italiana o inglese;<br />
• disegni tecnici del progetto (piante, prospetti, sezioni in formato .eps o .dwg) che consentano una valutazione complessiva dell’opera dal punto di vista architettonico e funzionale, compresi eventuali rendering;<br />
• scheda, copia di capitolato d’opera che preveda l’utilizzo di materiali Active Clean Air &amp; Antibacterial CeramicTM;<br />
• fotocopia di un documento di identità di chi presenta il progetto;<br />
• liberatoria all’uso delle immagini e consenso per la privacy del partecipante e del proprietario/committente per la pubblicazione del lavoro.<br />
I candidati devono far pervenire la propria domanda di adesione, completa di tutta la documentazione richiesta, all’indirizzo mail <a href="mailto:activearchitecture@granitifiandre.it">activearchitecture@granitifiandre.it</a> oppure per posta a<br />
GranitiFiandre Spa<br />
Via Radici Nord, 112<br />
Castellarano (RE) – Italia<br />
Il materiale dovrà essere ricevuto <strong>entro e non oltre il giorno 31/03/2012.</strong><br />
<strong>Premi:</strong><br />
Il primo classificato di ogni categoria (vedere punto 5) si aggiudicherà<strong> un cofanetto Travelclub</strong> per un totale pari ad un valore di € 4.000 da utilizzare per un soggiorno di una settimana nelle località sotto elencate (soggiorno per due persone in hotel 4/5 stelle, trattamento B&amp;B o pensione completa più volo A/R):<br />
- Malesia<br />
- Honduras<br />
- Troux aux Biches (Mauritius)<br />
Oltre al primo classificato, in ogni categoria sono previste due menzioni di merito che si aggiudicheranno due cofanetti Travelclub per un totale pari ad un valore di € 1.500 da utilizzare per un week end nelle capitali europee (soggiorno per due persone in hotel 3/4 stelle, trattamento B&amp;B più volo A/R).</p>
<p>Consulta il <a href="http://www.granitifiandre.com">sito</a><br />
<a href="http://www.floornature.com">www.floornature.com</a><br />
<a href="http://www.ilrestodelcarlino.it">www.ilrestodelcarlino.it</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
GranitiFiandre Spa<br />
Via Radici Nord, 112<br />
42014 Castellarano (RE) Italia<br />
Ufficio Marketing &#8211; Tel: 0536 819611<br />
<a href="mailto:activearchitecture@granitifiandre.it">activearchitecture@granitifiandre.it</a></p>
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		<title>Milano. ECOSOFIA: Arte, società, paesaggio. Lectio Magistralis di Marc Augé. Il 1° febbraio</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 11:46:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Dipartimento di Arti Visive NABA &#8211; Nuova Accademia di Belle Arti Milano in collaborazione con l’Université Paris 8 di Parigi, promuove il convegno ECOSOFIA. Arte, società, paesaggio, che si svolgerà mercoledì 1 Febbraio a partire dalle ore 10.30 e si concluderà con una lectio magistralis di Marc Augé alle 17.30. L’ecosofia indaga [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88137" title="auge" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/auge.jpg" alt="" width="333" height="217" />Il <em>Dipartimento di Arti Visive NABA</em> &#8211; Nuova Accademia di Belle Arti Milano in collaborazione con<em> l’Université Paris 8 di Parigi,</em> promuove il convegno <strong>ECOSOFIA. Arte, società, paesaggio</strong>, che si svolgerà <strong>mercoledì 1 Febbraio a partire dalle ore 10.30 e si concluderà con una lectio magistralis di Marc Augé alle 17.30</strong>.<br />
L’ecosofia indaga i fenomeni dell’espressione artistica in un sistema di <strong>relazioni tra spazi, tempi e soggetti della modernità</strong>. Il divenire estetico si incontra nel pensiero di Félix Guattari e André Gorz in una declinazione ambientale che transita dal piano individuale a quello più propriamente teoretico e dunque politico, fino al concetto di paesaggio, nel senso indicato da Marc Augé, quale spazio dematerializzato da un eccesso di virtualizzazione che indica l’assenza di relazione umane e ambientali. Uno spazio in cui l’urbano è esploso. In che modo, oggi, si esprimono le azioni di resistenza creativa? È ancora possibile intendere la produzione artistica come altro dai processi di mercificazione in corso? L’ecologia sociale è un percorso di fuoriuscita dal paradigma antropocentrico? E in che modo l’espressione artistica svolge in questo un ruolo di primaria importanza?<br />
Il convegno ECOSOFIA. Arte, società, paesaggio, nasce dalla collaborazione tra il Dipartimento di Arti Visive di NABA con l’Université Paris 8, UFR Arts di Parigi, e intende mettere in campo saperi e soggettività per esplorare nuovi percorsi di ricerca tra ecologia sociale e arte, collocando la questioneartistica attuale, le sue pratiche e teorie, nel più ampio rapporto tra produzione culturale, politica e società.<br />
Costituisce inoltre l’introduzione ideale alla nuova edizione per l’anno accademico 2012/2013 del Master “Paesaggi Straordinari” in Landscape Design, promosso da NABA in collaborazione con il Politecnico di Milano/Dipartimento Indaco, con l’intento di affrontare i temi inerenti al paesaggio contemporaneo attraverso un approccio di lavoro multidisciplinare. Il Master nasce da un’idea di Paolo Mestriner &#8211; Elisabetta Bianchessi ed è diretto da Elisabetta Bianchessi e da Marco Scotini, con Paolo Mestriner e Alessio Battistella come responsabili per gli Open Workshop Internazionali.</p>
<p>L&#8217;incontro si terrà <strong>mercoledi 1° febbraio presso l&#8217;Aula Magna Edificio Titanio del NABA di Milano</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Programma</strong></span><br />
<em>ORE 10.30</em><br />
Introduce e modera Marco Scotini (NABA)<br />
Interventi di:<br />
Tiziana Villani (NABA) “Passaggio all’atto: geofilosofia e atto di creazione”<br />
Roberto Barbanti (Paris 8 ) &#8220;Arte e ecosofia?&#8221;<br />
comunicazione di Elisabetta Bianchessi (NABA, Politecnico di Milano)</p>
<p><em>Break</em><br />
<em>ORE 14.30</em><br />
Interventi di:<br />
Lorraine Verner (École des Beaux-Arts de Versailles e Paris 10) “Pratiche cartografiche di interstizi urbani e suburbani”<br />
Ubaldo Fadini (Università di Firenze) “L’ecologia critica. Linee di ricerca”<br />
Philippe Nys (Paris 8, École de Paysage de Versailles e École Nationale Supérieure d’Architecture de Paris La Villette)<br />
“De la collaboration de l&#8217;intervalle. A proposito dell’ecosofia e del Giappone.”<br />
Silvia Bordini (La Sapienza, Roma) “Linguaggi e modelli dell&#8217;interazione arte-ecologia nell&#8217;ultimo decennio”</p>
<p><em>Q&amp;A</em><br />
<em>ORE 17.30</em><br />
<strong>Lectio Magistralis di Marc Augé</strong></p>
<p>Consulta il<a href="http://www.naba.it"> sito<br />
</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
NABA, Via Darwin 20, Milano<br />
<a href="mailto:francesca.zocchi@naba.it">francesca.zocchi@naba.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Un appello per i Parchi nazionali</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/27/un-appello-per-i-parchi-nazionali/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 18:16:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Parchi]]></category>

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		<description><![CDATA[Per esprimere la loro contrarietà alla riforma della Legge n.394 del 1991 sulle aree protette, Fondo Ambiente Italiano, Italia Nostra, Mountain Wilderness, LIPU-BirdLife Italia e WWF Italia hanno lanciato un appello denunciando che tale modifica di legge comprometterebbe la salvaguardia dei Parchi nazionali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-88281" title="parco" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/parco1.jpg" alt="" width="436" height="344" />FAI Fondo Ambientale Italiano, Italia Nostra, Mountain Wilderness, LIPU e WWF</strong> sono i firmatari dell&#8217;appello apparso oggi sui principali quotidiani nazionali contro la <strong>riforma della Legge n.394 del 1991 sulle aree protette.</strong><br />
Le preoccupazioni principali da cui muove l&#8217;opposizione a tale riforma sono la politicizzazione degli enti Parco, l&#8217;introduzione di riscossioni di royalty e canoni per il loro finanziamento e la possibilità di aprire alla caccia le aree protette.<br />
Quello che segue è il testo dell&#8217;appello rivolto alle istituzioni per evitare che i <strong>parchi Nazionali</strong> subiscano misure deleterie per la loro salvaguardia.</p>
<p><em>&#8220;Gli aspetti più pericolosi della riforma avviata dalla Commissione Ambiente del Senato interessano essenzialmente tre aspetti della gestione delle nostre aree protette che per i loro contenuti rischiano di stravolgere alcuni dei principi fondamentali che hanno motivato la creazione dei Parchi e delle Riserve naturali non solo in Italia ma in tutto il mondo.</em><br />
<em>Nei prossimi mesi per fermare questa riforma inutile e dannosa della Legge quadro sulle aree naturali protette le nostre Associazioni lavoreranno insieme, cercando il supporto del mondo scientifico, degli intellettuali, dei rappresentanti della cultura e dell’ampia maggioranza dell’opinione pubblica che ha a cuore la sorte dei nostri Parchi Nazionali e della natura che devono proteggere” dichiarano le associazioni nella lettera pubblicata oggi.</em><br />
<em>Innanzitutto si vuole mettere in discussione il delicato equilibrio raggiunto nella gestione dei parchi tra rappresentanti del Ministeri dell’Ambiente e dell’Agricoltura, del mondo scientifico, delle Associazioni ambientaliste e dei rappresentanti degli Enti Locali, nel rispetto della Costituzione che attribuisce allo Stato la competenza esclusiva in materia di tutela degli ecosistemi proprio per ribadire l’interesse nazionale della conservazione della natura. Le proposte di modifica intendono spostare questo delicato equilibrio a vantaggio di coloro che rappresentano interessi locali e di settore con una maggioranza dei rappresentanti degli Enti Locali e l’introduzione di un rappresentante delle Associazioni agricole nel Consiglio  direttivo degli Enti Parco. Allo stesso tempo verrebbero eliminati i rappresentanti del mondo scientifico e ridotta la presenza delle Associazioni ambientaliste. </em><br />
<em>Queste modifiche, insieme alle nuove procedure previste per la nomina dei direttori dei parchi, non farebbero che aumentare la politicizzazione degli Enti Parco. </em><br />
<em>Una maggiore efficienza nella gestione degli Enti Parco, in particolare per la valorizzazione delle identità locali dei territori e lo sviluppo della “green economy”, sarebbe la motivazione principale dei sostenitori della riforma, ma questo può essere perseguito da diversi Enti pubblici nell’ambito delle loro ordinarie funzioni. Le aree naturali protette nascono per la conservazione della natura, se gli Enti Parco si trasformano in grandi Pro loco o agenzie di sviluppo locale finiscono per diventare inutili doppioni di Enti che oggi in molti vorrebbero tra l’altro cancellare. </em><br />
<em>Come secondo punto critico si aprirebbe la possibilità di cacciare nelle aree protette con la scusa del controllo delle specie aliene,  quando soluzioni efficaci sono possibili anche con l’attuale normativa ed organizzazione dei Parchi.</em><br />
<em>Terzo aspetto è il meccanismo di finanziamento degli Enti Parco con l’introduzione della riscossione di una royalty o di canoni su alcune attività ad elevato impatto ambientale (la coltivazione di idrocarburi, gli impianti idroelettrici, impianti a biomasse, oleodotti ed elettrodotti fuori terra, le attività estrattive, posti barca ecc)  che determinerebbero un pesante condizionamento delle decisioni di un Ente Parco che in prospettiva sarebbe a larga maggioranza controllato dai rappresentanti dei Comuni&#8221;.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ambiente: il 29 gennaio riparte l’operazione &#8220;Il mare d’inverno&#8221; per pulire le spiagge italiane</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/26/ambiente-il-29-gennaio-riparte-l%e2%80%99operazione-il-mare-d%e2%80%99inverno-per-pulire-le-spiagge-italiane/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 08:30:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica 29 gennaio 2012, riparte l’operazione &#8220;Il mare d’inverno&#8221;.  I volontari dell’associazione ambientalista Fare Verde saranno impegnati a pulire le spiagge italiane per ricordare a tutti che l’inquinamento dei litorali è un problema che esiste per dodici mesi all’anno e non solo durante il periodo estivo quando la spiaggia viene “utilizzata” per le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-87994" title="rifiutospiaggia" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/rifiutospiaggia.jpg" alt="" width="227" height="222" />Domenica 29 gennaio 2012</strong>, riparte l’operazione <strong>&#8220;Il mare d’inverno&#8221;.</strong>  I volontari dell’associazione ambientalista <strong>Fare Verde</strong> saranno impegnati a <strong>pulire le spiagge italiane</strong> per ricordare a tutti che l’inquinamento dei litorali è un problema che esiste per dodici mesi all’anno e non solo durante il periodo estivo quando la spiaggia viene “utilizzata” per le vacanze.<br />
L’iniziativa di Fare Verde ha l’obiettivo di riportare al centro dell’attenzione la necessità di <strong>ridurre i rifiuti</strong> <strong>e riciclarli</strong> più possibile. Le discariche devono essere considerate l’ultima soluzione possibile per i rifiuti che non si riescono a eliminare o riciclare. Nuovi inceneritori, in un ciclo virtuoso dei rifiuti, sarebbero addirittura inutili.<br />
Le operazioni di pulizia promosse da Fare Verde saranno l’occasione per informare i cittadini sulle possibilità di riduzione del mare di rifiuti che invade le vie delle nostre città, le strade, le campagne, le aree industriali e i quartieri residenziali, le cime delle montagne e i boschi, i prati e anche le spiagge.<br />
Ai cittadini sarà distribuito un volantino con informazioni sul ciclo dei rifiuti e alcuni consigli utili per ridurli a partire dall’acquisto.<br />
I volontari di Fare Verde che puliranno le spiagge coglieranno l’occasione per fare anche un censimento dei rifiuti più invadenti. Si tratterà di una sorta di<strong> “hit parade” dei rifiuti raccolti</strong>, per far capire meglio quali e quanti rifiuti inondano il litorale italiano.</p>
<p>Chiunque voglia partecipare alle giornate di pulizia, può contattare Fare Verde al numero 333.2985873 o inviare una mail a <a href="mailto:info@fareverde.it">info@fareverde.it</a></p>
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		<title>Ambiente: musei civici, visite guidate e bike sharing gratuito per le &#8220;domeniche verdi&#8221; a Varese</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 17:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prima “domenica verde” il 29 gennaio. A presentarla, questa mattina, l’assessore alla Tutela Ambientale Stefano Clerici con l’assessore alla Polizia locale Carlo Piatti e il comandante Antonio Lotito. Domenica non si potrà circolare all’interno del ring cittadino: sarà possibile utilizzare gratuitamente il bike sharing e, per gli spostamenti in bus, il biglietto avrà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87798" title="varesebike" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/varesebike.jpg" alt="" width="400" height="313" />Prima<strong> “domenica verde”</strong> il<strong> 29 gennaio</strong>. A presentarla, questa mattina, l’assessore alla Tutela Ambientale <strong>Stefano Clerici</strong> con l’assessore alla Polizia locale <strong>Carlo Piatti</strong> e il comandante<strong> Antonio Lotito</strong>.<br />
Domenica non si potrà circolare all’interno del ring cittadino: sarà possibile utilizzare <strong>gratuitamente il bike sharing</strong> e, per gli spostamenti in <strong>bus</strong>, il biglietto avrà durata di <strong>3 ore</strong> invece che<strong> 75 minuti</strong>. Le stesse misure varranno anche per <strong>domenica 26 febbraio </strong>e<strong> domenica 25 marzo</strong>.<br />
“E’ la prima delle tre domeniche organizzate per sensibilizzare i varesini sul tema del rispetto e della <strong>sostenibilità ambientale</strong> – spiega l’assessore Clerici -: per questo, tra le varie iniziative, sarà possibile usufruire gratuitamente del nuovo servizio di bike sharing, in modo da promuoverlo e farlo conoscere ai cittadini e ai turisti. Lo slogan scelto è “Ferma lo smog, riprenditi la città” proprio per lanciare il messaggio di fare Varese più sana e più bella con meno auto”.<br />
Lo Iat, Ufficio di Informazione e accoglienza turistica di via Romagnosi, sarà aperto <strong>dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30</strong>: qui è possibile iscriversi a <strong>Gimme Bike</strong>, e poi utilizzare il servizio di bike sharing gratuitamente. Sono state organizzate anche <strong>due visite gratuite ai Giardini Estensi, alle ore 10.30 e alle ore 15.30</strong> a cura delle<strong> Gev, Guardie ecologiche volontarie</strong>. <strong>Visite gratuite</strong> anche al <strong>Rifugio antiaereo</strong>, ingresso da via Lonati, <strong>dalle ore 11 alle ore 16</strong> a cura del Gruppo Speleologi. Per i più piccoli, <strong>dalle 10 alle 16</strong>, passeggiate sui <strong>pony ai Giardini Estensi</strong>. Ciclocittà, Legambiente e Uisp saranno presenti con gazebo informativi in piazza Monte Grappa.<br />
<strong>I musei cittadini saranno aperti con ingresso gratuito (Villa Mirabello e Castello di Masnago, oltre a Sala Veratti) dalle ore 9.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 18.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Spazi urbani: al via i lavori della pista ciclabile a Napoli</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 17:30:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al via i lavori per la realizzazione della pista ciclabile nel Comune di Napoli. Un percorso che si snoderà da Bagnoli fino a Piazza Garibaldi. Un percorso di oltre 20 km che sarà a disposizione di cittadine e cittadini che amano la bicicletta e che ha un costo complessivo per l&#8217;Amministrazione di circa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87691" title="pistaciclabilenapoli" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/pistaciclabilenapoli.jpg" alt="" width="246" height="217" />Al via i lavori per la realizzazione della <strong>pista ciclabile</strong> nel<strong> Comune di Napoli</strong>. Un percorso che si snoderà da<strong> Bagnoli</strong> fino a <strong>Piazza Garibaldi</strong>. Un <strong>percorso di oltre 20 km</strong> che sarà a disposizione di cittadine e cittadini che amano la bicicletta e che ha un costo complessivo per l&#8217;Amministrazione di circa <strong>un milione e 200mila euro</strong>. La <strong>mobilità sostenibile</strong> è uno degli obiettivi di questa Amministrazione<strong>.</strong><br />
La ztl, il potenziamento, nonostante i tagli subiti, del servizio di trasporto pubblico e, ora, la realizzazione della <strong>pista ciclabile</strong> vanno proprio in questa direzione. Per questo, l&#8217;Amministrazione, dopo un serio approfondimento, ha voluto dare il via libera ad un progetto appaltato nella scorsa primavera.<br />
L&#8217;obiettivo è quello di creare, anche attraverso successivi interventi, una<strong> rete della mobilità sostenibile</strong> in città, integrando le diverse tipologie di trasporto pubblico (metropolitane, funicolari, tram), favorendo così chi utilizza la bicicletta per spostarsi in città, consentendo il cosidetto trasporto intermodale per agevolare attraversamenti e connessioni su scala urbana.<br />
In questa prospettiva è stato riesaminato l&#8217;intero tracciato, apportando modifiche con un effettivo miglioramento della fruibilità, incrementando inoltre i livelli di sicurezza in vista di un uso più incentivato della mobilità ciclistica da parte di tutti i cittadini.</p>
<p>Presto verrà pubblicato un<strong> bando pubblico</strong> che permetterà a<strong> writers e giovani studenti</strong> di scegliere il nome del percorso ciclabile e caratterizzare alcune aree di sosta del tracciato con i <strong>murales.</strong> Il tema centrale sarà la <strong>mobilità sostenibile</strong>.</p>
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		<title>Ambiente: dal 14 al 22 aprile 2012 torna la settimana nazionale &#8220;Porta la Sporta&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 08:30:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il comitato promotore costituito dall&#8217;Associazione dei Comuni Virtuosi, dal WWF, da Italia Nostra, dal Touring Club Italiano e da Adiconsum, con il Patrocinio del Ministero dell&#8217;Ambiente, lancia la terza edizione della settimana nazionale “Porta la Sporta” . Scopo di questo evento annuale è portare ad  un pubblico sempre più vasto i temi e il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87428" title="porta la sporta 2012" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/porta-la-sporta-2012.jpg" alt="" width="292" height="413" />Il comitato promotore costituito dall&#8217;<strong>Associazione dei Comuni Virtuosi</strong>, dal <strong>WWF,</strong> da <strong>Italia Nostra</strong>, dal <strong>Touring Club Italiano</strong> e da <strong>Adiconsum</strong>, con il <strong>Patrocinio del Ministero dell&#8217;Ambiente</strong>, lancia la<strong> terza edizione</strong> della <strong>settimana nazionale “Porta la Sporta” .</strong><br />
Scopo di questo evento annuale è portare ad  un pubblico sempre più vasto i temi e il progetto di <strong>Porta la Sporta</strong> che <strong>dal marzo del 2009</strong> si è assunto il compito di far crescere nell&#8217;opinione pubblica una maggiore consapevolezza ambientale. Attraverso un&#8217;informazione mirata su quali siano le conseguenze dei nostri stili di vita e di consumo sullo stato attuale del pianeta e la proposta di alternative di consumo più sostenibili si è cercato di accelerare un cambiamento non più rimandabile. Ciascuno di noi deve essere consapevole che in ogni gesto quotidiano è possibile fare molto per diminuire la pressione sulle risorse naturali e senza  provare alcun fastidio o fatica, anzi, traendone persino soddisfazione! Perché allora non passare dalle intenzioni ai fatti e trasmettere il messaggio?<br />
L&#8217;evento “Porta la Sporta” si propone di coinvolgere durante la settimana quanti più soggetti possibili a partecipare con iniziative che abbiano come obiettivo la prevenzione e la riduzione degli imballaggi e di altri<strong> articoli usa e getta</strong> che fanno crescere la nostra pattumiera aggravando il consumo di risorse. A scelta, i partecipanti alla settimana potranno promuovere nella loro comunità azioni come l&#8217;adozione della sporta così come di altre soluzioni che eliminino o sostituiscano il monouso con soluzioni riutilizzabili o prodotti adatti all&#8217;uso multiplo. Vengono qui in aiuto le specifiche iniziative all&#8217;interno della campagna come <strong>Meno plastica  per tutti, Mettila in rete</strong> e <strong>Sfida all&#8217;ultima sporta</strong> per scuole e negozi.<br />
L&#8217;invito a partecipare è rivolto a ogni tipologia di azienda e impresa, al settore del retail  (alimentare e non), associazioni e organizzazioni no profit, istituti scolastici di ogni grado, enti e istituzioni nazionali e locali e, ovviamente, cittadini tutti.<br />
Tra i <strong>19 gruppi della Grande Distribuzione Organizzata</strong> che hanno partecipato alla scorsa edizione hanno già dato la loro adesione preventiva: <strong>Auchan, Coop Liguria, Coop Lombardia, Coop Piemonte (Novacoop), Gabrielli con le insegne Maxi Tigre e Oasi, Simply Sma e Unes Supermercati</strong>.<br />
Ulteriori dettagli sull&#8217;iniziativa e sulle modalità di adesione si trovano sull&#8217;homepage del <a href="http://www.portalasporta.it/index.htm">sito di porta la sporta </a></p>
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		<title>Natura: le fiamme distruggono &#8220;The Senator&#8221;, il cipresso di 3.500 anni</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 09:30:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli inquirenti della Florida non sanno spiegarsi l&#8217;accaduto: non è infatti chiara la dinamica che ha portato ‘The Senator&#8217;, uno dei cipressi più belli e più vecchi del mondo, ben 3.500 anni, a bruciare miseramente nella notte tra domenica e lunedì scorso nel Big Tree Park, vicino a Orlando. L&#8217;albero ha bruciato per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87311" title="the senator" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/the-senator.jpg" alt="" width="171" height="203" />Gli inquirenti della <strong>Florida</strong> non sanno spiegarsi l&#8217;accaduto: non è infatti chiara la dinamica che ha portato <strong>‘The Senator&#8217;</strong>, uno dei <strong>cipressi</strong> più belli e più vecchi del mondo, ben <strong>3.500 anni</strong>, a bruciare miseramente nella notte <strong>tra domenica e lunedì scorso</strong> nel <strong>Big Tree Park</strong>, vicino a Orlando. L&#8217;albero ha bruciato per diverse ore prima che i vigili del fuoco riuscissero ad arrivare abbastanza vicini per agire, ma ormai era troppo tardi. ‘The Senator&#8217; era sopravvissuto a un uragano che nel<strong> 1926</strong> lo aveva ‘decapitato&#8217; riducendo la sua altezza<strong> da 50 a 38 metri</strong>. Oggi dell&#8217;imponente gigante verde resta un misero mozzicone di <strong>6 metri</strong> e le vecchie foto in bianco e nero custodite negli archivi di Stato della Florida: un danno enorme, non solo ambientale ma anche storico.</p>
<p><em>Fonte: FAI</em></p>
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		<title>Ambiente: la provincia di Benevento lancia il bike sharing solare</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 06:30:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Provincia di Benevento ha presentato il primo programma in Campania per il bike sharing solare: trenta biciclette a pedalata assistita ricaricabili con centraline fotovoltaiche. Le bici saranno suddivise in sei diverse ciclostazioni, messe a disposizione di cittadini e turisti, per spostarsi in alternativa alle auto. I ciclisti urbani, nei tratti più impegnativi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-86984" title="solar bike sharing" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/solar-bike-sharing.jpg" alt="" width="233" height="178" />La <strong>Provincia di Benevento</strong> ha presentato il primo programma in <strong>Campania</strong> per il <strong>bike sharing solare</strong>: <strong>trenta biciclette a pedalata assistita ricaricabili</strong> con <strong>centraline fotovoltaiche</strong>. Le bici saranno suddivise in sei diverse ciclostazioni, messe a disposizione di cittadini e turisti, per spostarsi in alternativa alle auto. I ciclisti urbani, nei tratti più impegnativi, saranno aiutati da un motorino elettrico alimentato da una batteria la cui ricarica è assicurata da una fonte di energia elettrica non inquinante poiché prodotta dalle centraline fotovoltaiche installate sulle pensiline di ciascuna ciclostazione.<br />
Un<strong> sistema di prenotazione via web</strong> consentirà di avere a disposizione la bicicletta presso una delle ciclostazioni. All’utente verrà rilasciata una chiave elettronica che consentirà di sganciare l’attrezzatura di sicurezza della bicicletta e di usufruirne per il tempo necessario con un importo che verrà scalato dalla propria tessera identificativa.</p>
<p><em>Fonte: Adnkronos</em></p>
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		<title>Quali conseguenze porterà il naufragio della Concordia?</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 17:16:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizia Memo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo il tragico naufragio della Costa Concordia avvenuto il 13 gennaio, sommozzatori e soccorritori lottano contro il tempo per recuperare i dispersi e per impedire che il carburante si disperda pericolosamente nelle acque cristalline. A fondo con la nave rischia di finire anche la stessa fonte di sopravvivenza dell’isola del Giglio: il settore turistico.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87067" title="naufragioconcordiacosta" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/naufragioconcordiacosta.jpg" alt="" width="450" height="300" />La sensazione degli abitanti dell’isola del Giglio in queste ore è quella di trovarsi di fronte un <strong>grande mostro che ti potrà inghiottire da un momento all’altro</strong>. Una spada di Damocle e un pericolo latente che li minaccia e che rende l’atmosfera tra i cittadini molto tesa. Accanto alla disperazione dei 3.216 passeggeri che erano a bordo (il bilancio dei morti è di 6 persone, ma sono ancora 16 i dispersi) si aggiunge il terrore degli abitanti dell’isola a cui la Costa Concordia si era pericolosamente avvicinata per portare il tradizionale “saluto”. Perché se le condizioni atmosferiche peggioreranno in queste ore, portando mare agitato, il <strong>tempo a disposizione per liberare le cisterne dalle 2.400 tonnellate di gasolio combustile presente nei serbatoi potrebbe non bastare.</strong> Stamattina le ricerche dei dispersi sono state sospese per mare grosso e la nave nelle ultime ore si è spostata di 9 centimetri sulla verticale e 1,5 in orizzontale. Una corsa contro il tempo, quindi, per impedire che<strong> il gasolio possa inquinare le acque cristalline non solo dell’isola del Giglio, ma dell’intera area marittima del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano.</strong> Una zona che grazie alle sue bellezze naturalistiche è meta turistica molto ambita ogni anno: ed è proprio il settore turistico la risorsa principale di indotto per queste terre. Lo sanno bene gli abitanti dell’isola, preoccupati che la carcassa della nave naufragata non verrà rimossa prima dell’inizio della stagione turistica a Pasqua.<br />
Come affermato stamane nella conferenza stampa tenuta dal <strong>presidente della Costa Crociere Pier Luigi Foschi</strong>, la priorità adesso è quella di liberare la nave il prima possibile dal pericoloso carburante. “Innanzitutto ora dobbiamo salvare i dispersi e permettere ai sommozzatori di lavorare in sicurezza” ha affermato il <strong>sindaco dell’isola, Sergio Ortelli,</strong> raggiunto telefonicamente da Tafter “Poi penseremo a liberare la zona dalla carcassa della nave. A questo proposito ho avuto rassicurazioni da parte della compagnia che se ne occuperanno nel minor tempo possibile”.<br />
Con i suoi 293 metri di lunghezza 114.500 tonnellate di peso non sarà facile per la popolazione dell’isola vedere di nuovo la sottile linea all’orizzonte che separa il mare dal cielo. Quello che forse gli isolani non sanno è che all’interno di questo gigante che minaccia la loro sopravvivenza giace un tesoro nascosto: in queste ore pezzi della struttura, suppellettili e oggetti della vita quotidiana di quanti erano a bordo cominciano già ad arrivare a riva, distante solo 150 metri dall’impatto.<br />
<strong>Le navi da crociera traghettano al loro interno un lusso generalizzato</strong> che coinvolge non solo gli arredamenti sfarzosi all’interno, ma anche gli averi e il guardaroba dei passeggeri stessi. A bordo delle 14 navi della compagnia sono esposte inoltre diverse opere d’arte: un censimento di queste collezioni è presentato nel volume <strong>“Arte a Bordo”</strong> edito dalla Skira e dedicato alle 4.200 opere d&#8217;arte originali e 50.000 multipli. Negli interni della Concordia, disegnati dall&#8217;architetto di Miami Joe Farcus, erano esposti i nove pannelli &#8220;Viaggio nelle città europee” di Aldo Spolti, 24 oggetti di cristallo della prima metà dell’ottocento, 12 xilografie giapponesi, tre tele “Oltremare” di Omar Galliani, il pannello “Incontrarsi” di Javier Garcerà, la tavola &#8220;Incontro e dissoluzione” di Jordi García Pons e &#8220;La Città della Concordia” di Fernando De Filippi . Tutto sprofondato in quello stesso mare che ora bisogna cercare di salvare ad ogni costo dal disastro ambientale. <strong>Per non perdere un’opera d’arte molto più preziosa: quella dei paesaggi incontaminati sempre più rari a causa di troppi “errori umani” che li stanno distruggendo.</strong><br />
Nel frattempo anche i primi effetti sui mercati finanziari non si sono fatti attendere: secondo gli assicuratori della Lloyd di Londra tra danni materiali e morali, il disastro potrebbe pesare economicamente per Costa Crociere spa quasi miliardo di euro. Nella giornata odierna la società proprietaria di Coste, la <strong>Carnival ha perso più del 23% in borsa</strong>. Cifre record che caratterizzano il mercato della finanza, ma che probabilmente sembreranno molto irrisorie davanti alle troppe vite umane perdute e allea minaccia ambientale che si prospetta. Si dice che i soldi vanno e vengono, ma le bellezze naturali del nostro pianeta, una volta andate, sono molto difficili da riavere indietro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Confuse sono per il momento le fonti ufficiali dei dispersi. Nella lista aggiornata sarebbero 29 le persone di cui si sono perse le notizie: 25 passeggeri e 4 membri dell’equipaggio. </em><br />
<em>Secondo un censimento le opere d’arte e oggetti d’antiquariato a bordo sono circa 6.000.</em></p>
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		<title>Beni culturali: richiesto il riconoscimento di &#8216;bene paesaggistico&#8217; per la quercia di Pinocchio</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 08:30:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Comune di Capannori chiede il riconoscimento di bene paesaggistico per la quercia di Pinocchio. “Gli legarono le mani dietro le spalle e passatogli il nodo scorsoio intorno alla gola lo attaccarono penzoloni al ramo della quercia grande” così scriveva Collodi in una delle pagine del celebre Pinocchio: la quercia esiste davvero ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-86838" title="quercia pinocchio" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/quercia-pinocchio.jpg" alt="" width="273" height="225" />Il <strong>Comune di Capannori</strong> chiede il riconoscimento di<strong> bene paesaggistico</strong> per la <strong>quercia di Pinocchio.</strong><br />
“Gli legarono le mani dietro le spalle e passatogli il nodo scorsoio intorno alla gola lo attaccarono penzoloni al ramo della quercia grande” così scriveva <strong>Collodi</strong> in una delle pagine del celebre Pinocchio: la quercia esiste davvero ed è iscritta nell&#8217;albo degli <strong>Alberi Monumentali del Corpo Forestale dello Stato.</strong> Adesso il Comune di Capannori ne chiede una maggiore tutela e spera venga riconosciuta come bene paesaggistico, con un <strong>valore storico, estetico e culturale per il territorio</strong>. La quercia di Pinocchio, conosciuta nella tradizione popolare con l&#8217;evocativo nome di<strong> ‘quercia delle streghe&#8217;</strong>, ha circa<strong> 600 anni</strong> e ha dimensioni quasi irreali:<strong> alta 24 metri</strong> e con una <strong>chioma di oltre 40 di diametro</strong>. Nonostante l&#8217;imponenza e l&#8217;autorevolezza, la stupidità umana l&#8217;ha più volte minacciata: i militari tedeschi, ad esempio, durante la guerra tentarono di abbatterla per farne legna da ardere, i soliti vandali di casa nostra, invece, non hanno resistito a lasciare i loro nomi e quelli dei loro amori incisi nella corteccia, altri ancora ne hanno prelevato rami come vacui souvenir. Per chi invece desidera solo andarla a trovare e rivivere per un momento la magia della favola collodiana la maestosa quercia si trova a soli 8 km da<strong> Lucca</strong> a<strong> San Martino in Colle</strong>, in <strong>località Zone</strong>.</p>
<p><em>Fonte: FAI</em></p>
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		<title>Ambiente: in Germania l&#8217;autostrada per i ciclisti</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 08:30:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Spostarsi per lunghi tratti in bicicletta in una vera e propria autostrada ciclabile. Già da tempo se ne parlava e a breve il progetto potrebbe diventare realtà. Il sogno di molti ciclisti sta per realizzarsi in Germania, nel Land del Ruhr, in uno dei paesi europei dove è già alta la presenza di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-86223" title="pisteciclabili" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/pisteciclabili.jpg" alt="" width="359" height="295" />Spostarsi per lunghi tratti in bicicletta in una vera e propria <strong>autostrada ciclabile</strong>. Già da tempo se ne parlava e a breve il progetto potrebbe diventare realtà. Il sogno di molti ciclisti sta per realizzarsi in Germania, nel Land del Ruhr, in uno dei paesi europei dove è già alta la presenza di piste ciclabili in molte città e dove una buona percentuale di cittadini si serve della <strong>bici come mezzo di trasporto nella vita quotidiana</strong>. La pista della lunghezza di 60 kilometri sorgerà a fianco della Autobahn regolare (autostrada) per le autovetture e metterà in comunicazione  le città di Dortmund e Duisburg. In attesa di trovarle un nome appropriato, per adesso la maxi- pista è stata ribattezzata <strong>Radler B-1</strong>.</p>
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		<title>Sociale: la Befana porta 6000 calze a chilometro zero agli indigenti di Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 09:30:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Niente dolciumi ma pasta, olio e formaggio della campagna romana nelle 6000 calze della Befana che verranno distribuite il 6 gennaio, insieme ad altri prodotti alimentari a chilometro 0, a persone che versano in condizioni economiche disagiate. L’iniziativa dell’assessorato all’Ambiente di Roma Capitale, in collaborazione con la Coldiretti Roma, è stata presentata dall’assessore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-86072" title="Befana_anticrisi_d0" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/Befana_anticrisi_d0.jpg" alt="" width="308" height="203" />Niente dolciumi ma pasta, olio e formaggio della campagna romana nelle <strong>6000 calze della Befana</strong> che verranno distribuite il <strong>6 gennaio</strong>, insieme ad altri <strong>prodotti alimentari a chilometro 0</strong>, a persone che versano in <strong>condizioni economiche disagiate.</strong><br />
L’iniziativa dell’assessorato all’Ambiente di Roma Capitale, in collaborazione con la Coldiretti Roma, è stata presentata dall’assessore <strong>Marco Visconti</strong>, dal presidente di Coldiretti <strong>David Granieri</strong> e da <strong>Giancarlo Penza</strong> della Comunità di Sant’Egidio.<br />
“E’ una Befana che vuole portare la<strong> sostenibilità</strong> anche nella spesa quotidiana valorizzando i benefici del km zero” – ha spiegato l’assessore Visconti &#8211; : “<strong>minore produzione di CO2</strong>, risparmio di energia, minor produzione di plastica e cartone per imballaggi. Inoltre, con questa iniziativa vogliamo incentivare lo<strong> sviluppo delle aziende nostrane</strong> e soprattutto dare un<strong> piccolo aiuto alle persone in difficoltà</strong> con un gesto simbolico di sensibilizzazione”.<br />
La maggior parte delle calze sarà distribuita attraverso la Comunità di Sant’Egidio e alcune parrocchie della Capitale, mentre lo stesso assessore ne consegnerà personalmente 1200 al Santuario del Divino Amore, il giorno dell’Epifania alle 17.<br />
Ogni calza contiene mezzo litro di olio di oliva DOP Sabina, 3 etti di formaggio vaccino, un chilo di pasta di grano duro, un pacco di biscotti tradizionali, una confezione di una particolare varietà di nocciole, la “tonda romana”, e degli agrumi provenienti da Fondi.<br />
I prodotti sono illustrati in una scheda che informa sul valore nutrizionale dei cibi e sui vantaggi, in termini economici oltreché di qualità e freschezza, dei prodotti a chilometro zero. A questo proposito si è espresso il presidente di Coldiretti: “Intendiamo sviluppare questo <strong>circolo virtuoso</strong> che lega lo sviluppo delle economie locali alla sostenibilità ambientale. Molti conoscono il km zero, pochi purtroppo ancora ne usufruiscono”.<br />
Tra le iniziative attuate da Roma Capitale, alcune delle quali in collaborazione con la Coldiretti, per incentivare l’acquisto consapevole e promuovere una produzione rispettosa dell’ambiente, mettendo in rilievo i benefici che ne derivano sotto il profilo della sostenibilità ambientale e della salute dei cittadini, ricordiamo i farmer’s market (recentemente ne è stato aperto uno a Corviale), le fattorie didattiche e i mercati di Campagna Amica.</p>
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		<title>Ambiente: approvato il progetto del  “Parco delle acque” a L&#8217;Aquila</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 12:30:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Giunta comunale dell’Aquila ha approvato il progetto definitivo per la realizzazione di un “Parco delle acque”, nell’area di oltre 5.000 metri quadrati che sovrasta la Fontana delle 99 Cannelle. Tale intervento sarà realizzato una volta ottenuto il parere favorevole da parte della Soprintendenza ai monumenti e dopo l’acquisizione al patrimonio comunale dell’area [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-85903 alignleft" title="99cannelle" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/99cannelle.jpg" alt="" width="260" height="194" />La <strong>Giunta comunale dell’Aquila</strong> ha approvato il progetto definitivo per la realizzazione di un<strong> “Parco delle acque”</strong>, nell’area di <strong>oltre 5.000 metri quadrati</strong> che sovrasta la <strong>Fontana delle 99 Cannelle</strong>. Tale intervento sarà realizzato una volta ottenuto il parere favorevole da parte della <strong>Soprintendenza ai monumenti</strong> e dopo l’acquisizione al patrimonio comunale dell’area in questione.<br />
Il progetto, redatto dal settore Ambiente con la collaborazione di <strong>Abruzzo Engine</strong>ering e presentato alla Giunta dall’assessore <strong>Alfredo Moroni</strong>, prevede lavori per <strong>600mila euro</strong>, finanziati con i fondi del dipartimento di <strong>Protezione civile nazionale</strong>, stanziati con l’<strong>ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3950</strong> per <strong>opere finalizzate a prevenire il dissesto idrogeologico.</strong><br />
L’area individuata è quella compresa tra la stessa <strong>Fontana delle 99 Cannelle</strong>, le <strong>antiche mura civiche</strong> che fiancheggiano via Madonna del Ponte e via Borgo Rivera e il <strong>convento di Santa Chiara</strong>.<br />
“L’intervento – ha spiegato l’assessore Moroni – sarà effettuato con la preliminare<strong> ripulitura e bonifica dell’area</strong>, attualmente pressoché abbandonata e invasa da erbacce. Inoltre, saranno effettuati dei lavori finalizzati a eliminare i danni che l’acqua spesso produce alla viabilità di via Madonna del Ponte. Verrà quindi allestito un percorso pedonale e saranno posizionate piante e panchine. Sorgerà, in pratica, un vero e proprio polmone verde attrezzato in un’area molto importante della città antica”.<br />
Sempre su proposta del settore Ambiente, l’esecutivo ha approvato i progetti per la manutenzione straordinaria di rifugi, fontanili e strutture rurali a <strong>Filetto, Bagno, Camarda e Assergi</strong>, per il restauro conservativo del f<strong>ontanile di Piana del Monte a Collebrincioni</strong> (con progetto e cofinanziamento della locale amministrazione separata dei beni di uso civico) e per la manutenzione di fossi demaniali e dei corsi d’acqua in varie località del territorio comunale, per un importo complessivo di <strong>180mila euro</strong>.</p>
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		<title>Ambiente: dal 7 al 16 gennaio torna a Roma la raccolta straordinaria gratuita degli alberi di Natale</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 09:30:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torna dal 7 al 16 gennaio 2012, all’indomani dell’Epifania, la raccolta straordinaria gratuita degli alberi di Natale. L’iniziativa Scegli un Natale ecocompatibile è organizzata da Ama, Assessorato alle Politiche ambientali di Roma Capitale, in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato e il TgR Lazio. Gli abeti utilizzati nei giorni di festa potranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-85850" title="abeti" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/abeti.jpg" alt="" width="276" height="183" />Torna <strong>dal 7 al 16 gennaio 2012</strong>, all’indomani dell’<strong>Epifania</strong>, la <strong>raccolta straordinaria gratuita degli alberi di Natale</strong>. L’iniziativa<strong> Scegli un Natale ecocompatibile</strong> è organizzata da Ama, Assessorato alle Politiche ambientali di Roma Capitale, in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato e il TgR Lazio.<br />
Gli abeti utilizzati nei giorni di festa potranno essere consegnati <strong>da mercoledì 7 a venerdì 16 gennaio</strong> nei <strong>punti di raccolta Ama dei rifiuti ingombranti</strong> &#8211; 11 centri fissi in tutta la città e 128 centri mobili per la raccolta gratuita &#8211; ed evitare così di lasciarli nei cassonetti generici, comportamento tra l’altro soggetto a sanzione. Gli alberi raccolti verranno poi consegnati al<strong> Corpo Forestale</strong> che valuterà lo stato di salute e il possibile riuso. Gli alberi raccolti vengono trapiantati nell’<strong>oasi del Corpo Forestale dello Stato di Arcinazzo Romano</strong>, oppure avviati all’<strong>impianto Ama di Maccarese</strong> per essere trasformati in compost, un fertilizzante naturale utilizzato per concimare piante.<br />
&#8220;Crediamo molto in questa iniziativa – ha dichiarato il presidente Ama<strong> Piergiorgio Benvenuti</strong> &#8211; a difesa dell&#8217;Ambiente e del decoro cittadino”.<br />
L’iniziativa è stata presentata presso l&#8217;Asilo nido aziendale in via Lucini, nel cui giardino è stato trapiantato uno degli abeti raccolti negli anni scorsi e rigenerati presso l&#8217;oasi ecologica del Corpo Forestale dello Stato di Arcinazzo Romano.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cattivi bilanci e buoni propositi di fine anno</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 07:42:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pisa Roberta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 2011 volge al termine e come ogni fine dell'anno si ripercorre quanto accaduto. Tra crolli di borsa e di monumenti, tagli ai fondi per la cultura e proteste, catastrofi naturali e tragedie ecologiche, quello che ci stiamo lasciando alle spalle non è stato proprio un anno positivo. Avanti allora i buoni propositi affinchè il 2012 sia un anno migliore!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-85344" title="calendar" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/calendar.jpg" alt="" width="357" height="236" />Questo<strong> 2011</strong> sta volgendo al termine e come ogni fine anno è tempo di <strong>bilanci</strong>; è bene infatti considerare gli sviluppi intercorsi in questo periodo per individuare eventuali possibili<strong> soluzioni</strong> a problemi vecchi e nuovi.<br />
La novità dello<strong> scorso gennaio</strong> è stata la scelta della giunta capitolina di introdurre il <a href="http://www.tafter.it/2011/01/05/residente-o-non-residente-questo-e-il-problema%e2%80%a6/"><strong>rincaro del biglietto al museo</strong> </a>per i non residenti a Roma: la tempesta è infuriata per qualche giorno, ma è stata presto messa in secondo piano dall’istituzione, con <strong>decreto legislativo 14 marzo 2011</strong> in materia di <strong>federalismo fiscale municipale</strong>, della <strong><a href="http://www.tafter.it/2011/11/07/turismo-il-consiglio-dei-ministri-ha-approvato-lo-schema-di-decreto-sulla-tassa-di-soggiorno/">tassa di soggiorno</a></strong>, cui continuano gradualmente ad aderire numerosi Comuni, stretti nella morsa di una crisi economica sempre più pesante.<br />
Ma un anno fa, di questi tempi, non appena trascorse le festività natalizie, gli italiani hanno da subito cominciato a prepararsi ai <strong>quattro fatidici quesiti referendari</strong>: gestione del servizio idrico, profitti garantiti per il privato gestore del servizio idrico, centrali nucleari e legittimo impedimento erano i temi su cui il <strong>12 e 13 giugno</strong> il Paese si è poi espresso. Un’affluenza cospicua alle urne ha decretato con la vittoria di quattro ‘sì’ l’abrogazione delle norme, dando una prima spallata al <strong>governo Berlusconi</strong> in carica e affermando in modo decisivo la contrarietà alla privatizzazione dell’acqua, insieme al rifiuto di convertirsi al nucleare. Ancora era vivido il ricordo del <strong>devastante terremoto in Giappone</strong> solo due mesi prima l’appuntamento referendario, che ha terrorizzato il mondo causando le fuoriuscite radioattive dalla <strong>centrale nucleare di Fukushima.</strong><br />
All’inizio del 2011, a catturare l’attenzione mediatica internazionale, è stato poi quello straordinario movimento dal basso conosciuto come <strong>“primavera araba”</strong>, cui ha contribuito in modo rivoluzionario il web con i suoi <strong>social network</strong>: ha così fatto irruzione nelle nostre realtà la forza di popolazioni desiderose di riscattare la propria libertà per l’affermazione di un sistema politico democratico. Dall’<strong>Egitto</strong> alla <strong>Tunisia</strong>, dallo <strong>Yemen</strong> alla <strong>Libia</strong>, diversi paesi dalla storia millenaria hanno visto strenue manifestazioni per deporre gli usurpatori al potere, con duri scontri che in più occasioni hanno messo a repentaglio la<strong><a href="http://www.tafter.it/2011/02/02/proteggere-i-beni-culturali-e-il-primo-passo-verso-la-democrazia/"> salvaguardia dei preziosi monumenti</a></strong> locali: ultime vittime di questa battaglia ancora in corso sono stati i volumi storici presenti all’<strong>Istituto dell’Associazione Egiziana di Studi Storici</strong>, archivio inestimabile del Cairo, dove è andato perso tra l’altro l’originale del documento napoleonico<strong> <a href="http://www.tafter.it/2011/12/21/fuoco-e-fiamme-al-cairo-vittima-la-napoleonica-%e2%80%9cdescription-de-l%e2%80%99egypte%e2%80%9d/">“Description de l’Egypte”</a>.</strong><br />
Ma il 2011 sarà sicuramente ricordato come l’anno della <strong>grande crisi economica</strong>, sfociata appieno solo in questi ultimi mesi, con il <strong>crollo delle borse europee</strong> e il repentino ricorso al <strong>governo tecnico di Mario Monti</strong>. L’andamento negativo era già in atto da tempo, e nel <strong>panorama culturale</strong> era chiaramente ravvisato dai numerosi <strong>tagli ai finanziamenti</strong>, che hanno fatto temere la chiusura di appuntamenti di successo come il <strong><a href="http://www.tafter.it/2011/02/16/napoli-saluta-il-suo-teatro-festival/">Napoli Teatro Festival</a></strong>, la privatizzazione di Villa <strong>Reale a Monza</strong>, ha visto la soppressione dell’<strong>ETI</strong> e il successivo tentativo di reazione con l’occupazione del <strong><a href="http://www.tafter.it/2011/11/07/loccupazione-del-teatro-valle/">Teatro Valle </a>di Roma</strong>, mentre solo l’altro giorno, proprio a stagione appena iniziata, è andato in scena alla <strong>Scala di Milano</strong> uno <strong><a href="http://www.tafter.it/2011/12/19/teatro-a-rischio-spettacolo-del-21-dicembre-alla-scala-per-sciopero/">sciopero di protesta</a></strong>, con tanto di cancellazione del programma.<br />
Per non parlare della situazione fragile in cui versa il nostro patrimonio culturale! Dopo il crollo nel <strong>novembre del 2010</strong> della <strong><a href="http://www.tafter.it/2010/11/06/archeologia-crollata-la-domus-dei-gladiatori-a-pompei/">Domus dei Gladiatori </a>a Pompei</strong>, che ha aperto la strada alle successive tormentate dimissioni dell’allora ministro <strong>Sandro Bondi</strong>, al dicastero MiBAC è giunto <strong>Giancarlo Galan</strong>, il quale a sua volta ha assistito al cedimento della <a href="http://www.tafter.it/2011/10/25/archeologia-nuovi-cedimenti-di-murature-di-epoca-moderna-a-pompei/"><strong>cinta muraria</strong> </a>del sito. Ora che c’è <strong>Lorenzo Ornaghi</strong> alla guida del Ministero, a soccombere è stato invece il pergolato esterno della <strong><a href="http://www.tafter.it/2011/12/22/archeologia-crollo-a-pompei-nella-casa-di-loreio-tiburtino/">Casa di Loreio Tiburtino</a></strong>. Mentre i ministri si susseguono e i bandi si indicono, uno dei tesori più preziosi dell’archeologia si sta dunque sgretolando inesorabilmente sotto i nostri occhi. Il sito di Pompei non è tuttavia il solo monumento in pericolo, lo segue infatti una <strong>lunghissima e penosa lista</strong>, cui si sommano i nomi di tutti quei beni culturali che l’<strong>inciviltà</strong> contribuisce a deturpare.<br />
Alla fine di questo <strong>faticoso anno</strong>, dopo aver fatto i dovuti bilanci, è opportuno però anche avanzare nuovi e buoni propositi, affinché si possa augurare a voi tutti, ma anche alla cultura, un<strong> 2012</strong> migliore.</p>
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		<title>Un anno in immagini. Gli eventi culturali del 2011</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 17:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tante cose sono accadute in questo 2011: alla fine di ogni anno, infatti, ci si guarda indietro e si riflette su quante cose sono cambiate e su quanto, fortunatamente o purtroppo, non è cambiato affatto. Ecco allora che vi proponiamo una carrellata di immagini che hanno caratterizzato questi 12 mesi del 2011. Con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/2011.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-85141" title="2011" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/2011.jpg" alt="" width="479" height="308" /></a>Tante cose sono accadute in questo 2011: alla fine di ogni anno, infatti, ci si guarda indietro e si riflette su quante cose sono cambiate e su quanto, fortunatamente o purtroppo, non è cambiato affatto.<br />
Ecco allora che vi proponiamo una carrellata di immagini che hanno caratterizzato questi 12 mesi del 2011. Con l&#8217;augurio, come sempre, che il prossimo anno sia migliore per tutti.<br />
Buone feste!</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ambiente: a rischio idrogeologico anche alcune grandi città</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 09:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le problematiche connesse al rischio idrogeologico non coinvolgono solo i piccoli e medi comuni, ma anche le grandi città e le metropoli. Lo sottolinea il dossier Ecosistema Rischio di Legambiente e Protezione Civile presentato a Roma che sottolinea come tra i capoluoghi di regione e delle due Province autonome, 18 siano considerati a rischio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-85031" title="reggiocalabria" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/reggiocalabria.jpg" alt="" width="275" height="183" />Le problematiche connesse al <strong>rischio idrogeologico</strong> non coinvolgono solo i piccoli e medi comuni, ma anche le grandi città e le metropoli. Lo sottolinea il dossier <strong>Ecosistema Rischio di Legambiente e Protezione Civile</strong> presentato a <strong>Roma</strong> che sottolinea come tra i capoluoghi di regione e delle due Province autonome, 18 siano considerati a <strong>rischio idrogeologico</strong> dallo studio del <strong>Ministero dell&#8217;Ambiente</strong> e dell&#8217;<strong>UPI</strong> del 2003 (tutti tranne Venezia, Trieste e Bari). Di questi sono 14 quelli che hanno risposto in modo completo al questionario di Legambiente, grandi centri che certamente devono gestire un territorio molto più ampio rispetto alle piccole città, quindi con maggiori problemi rispetto ai piccoli comuni, ma che possono d&#8217;altro canto anche disporre di maggiori risorse.<br />
Tra i capoluoghi intervistati la città <strong>prima classificata </strong>è <strong>Bolzano</strong>, che ottiene una sufficienza piena. Sufficienti anche le valutazioni di <strong>Genova e Potenza</strong> e appena sotto la sufficienza si colloca<strong> Firenze</strong>. Ancora scarso il punteggio di <strong>Milano, Napoli, Aosta, Palermo e Torino</strong>, che ottengono un<strong> 4,5</strong>, seguite da <strong>Perugia</strong> con un 4. Insufficienti i voti di <strong>Ancona, Campobasso e Trento</strong>, mentre fanalino di coda è <strong>Reggio Calabria</strong>, con un 2,5 in pagella.<br />
L&#8217;urbanizzazione delle aree soggette a pericolo di frane o alluvioni risulta essere particolarmente pesante a <strong>Firenze, Milano, Aosta, Torino, Perugia, Ancona, Reggio Calabria</strong>, città quest&#8217;ultima in cui ancora si continua ad edificare strutture nell&#8217;alveo di torrenti e fiumare.</p>
<p><em>Fonte: ASCA</em></p>
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		<title>Un paese che affoga nel cemento</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 13:54:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizia Memo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un paese dal territorio fragile su cui si continua a speculare. L’abusivismo edilizio continua ad essere una problematica costante dell’Italia causa di disastri e tragedie frequenti, ma subito dopo cala troppo facilmente il silenzio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-84635" title="alluvionegenova" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/alluvionegenova.jpg" alt="" width="342" height="230" /><strong>Dimenticare con facilità e negligenza</strong>. È questa la peculiarità che si ripete ogni qual volta una catastrofe naturale colpisce qualche zona del Bel paese. Dimenticano i cittadini perché travolti dalla quotidianità e dalla frenesia  lavorativa; dimenticano i politici, perché spesso è bene non rimarcare colpe di cui dovrebbero essere i primi responsabili; dimenticano i media, perché dopo l’emotività iniziale la catastrofe non fa più notizia. E così nell’amnesia collettiva e generalizzata può succedere che a Genova appena un mese dopo l’ondata di fango che ha travolto case, strade, interi quartieri e si è portata via con sé la vita di sei persone, la giunta comunale stesse discutendo sulla possibilità di costruire un outlet in piena zona rossa, ovverosia in quella che è considerata l’area più a rischio allagamenti. Il progetto, come racconta sul <em>Fatto Quotidiano</em> Ferruccio Sansa, era già nell’aria prima della terribile alluvione del 25 ottobre. Tuttavia i morti, paesi interi cancellati, ondate di piena di fiumi straripati dagli argini, non sembrano essere stati sufficienti per accantonare la proposta. Solo lo scorso 6 dicembre la giunta regionale ligure ha approvato una delibera per bloccare per un periodo di 45 giorni i progetti già autorizzati, al fine di eseguire nuovamente tutti i controlli per avallare o ripensare i prospetti urbanistici.<br />
Il <strong>“partito del cemento”</strong>, definizione dello stesso Sansa, non si ferma facilmente. Non solo a Genova, bensì in tutta la penisola, con l’appoggio indifferenziato di partiti di destra e di sinistra, continua per la sua strada incurante di vincoli naturali, idrogeologici, paesaggistici e della fragilità del territorio. Spesso si tratta di abusivismo palese, altre volte invece si costruisce rispettando appieno le regole edilizie, le quali spesso proprio perché dettate dall’uomo non sembrano essere le più sensate. C’è chi costruisce per necessità o chi edifica per speculare. Ed una volta tirato su un palazzo, un parcheggio, una piscina, se proprio lo si è fatto abusivamente basta aspettare il prossimo condono che di solito non tarda ad arrivare. Eppure <strong>gli strumenti di prevenzione e di denuncia</strong> sono sempre più numerosi: Legambiente annualmente fotografa lo stato dell’abusivismo edilizio e le zone a rischio idrogeologico. Secondo il rapporto “<strong>Ecosistema a rischio</strong>”, nel 2010 i comuni a pericolo frane e esondazioni erano 82 su 100. Qui case, abitazioni e spesso anche strutture pubbliche sono sorte in prossimità di alvei di fiumi o in aree franose. Una situazione grave e preoccupante, tanto che il neo ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha pensato che l’unica soluzione possa essere quella di spostare famiglie che risiedono nelle zone più pericolose e  di svuotare interi quartieri e paesi. Delocalizzare i cittadini, abbattere interi borghi e ricostruire in spazi più sicuri. Una proposta i cui intenti sono meritevoli, ma non sufficienti. La soluzione infatti, per quanto ha incassato il plauso di Legambiente, WWF, ambientalisti e geologi, è difficile da attuare se non altro in un paese in cui non si riesce neanche a demolire una villetta abusiva. E dove non è ancora stato applicato il tanto celebrato piano straordinario per il dissesto idrogeologico che prevedeva uno stanziamento di 2 miliardi e 21 milioni, sia nazionali che regionali, destinati alla messa in sicurezza delle zone più a rischio. Fondi rimasti bloccati e mai spesi. Un fallimento che si affianca ad un taglio dell’84,8% dei finanziamenti ordinari per prevenire il dissesto idrogeologico. Come se non bastasse la CGIA di Mestre (Associazione artigiani piccole imprese) ha rilevato che <strong>il 99% dei proventi della cosiddetta tassa verde</strong> (tutte quelle accise che gravano sulle emissioni inquinanti e che poi dovrebbero essere reinvestite nella protezione ambientale) <strong>viene impiegato in altre voci di spesa che non riguardano la tutela del territorio</strong>. Negli ultimi dieci anni a fronte di 717 miliardi e 442 milioni incassati dalle “imposte ecologiche”, solo 6 miliardi sono stati investiti nella protezione ambientale.</p>
<p><strong>E mentre i soldi mancano, le costruzioni abbondano</strong>. E quasi nessuna viene abbattuta. L’abusivismo edilizio continua ad essere perpetrato senza incontrare grandi resistenze. Il rapporto “<strong>Ecomafia 2011</strong>” stilato da Legambiente riporta che gli interventi di abuso edilizio perpetrati nel 2010 sono circa 26.500, in cui sono compresi ampliamenti di superficie e cambi di destinazione d’uso. Non solo l’edificazione selvaggia sembra inarrestabile, ma tutto ciò che dovrebbe essere rimosso in realtà rimane esattamente dov’è. Il caso più eclatante è quello delle abitazioni alle pendici del Vesuvio. Sebbene un censimento ufficiale non esista, secondo una stima approssimativa sarebbero circa 10mila gli edifici nati a pochi metri dal cratere. Il tutto, senza tenere conto della difficoltà di evacuare queste famiglie in caso di eruzione. L’unico progetto di messa in sicurezza risale a cinque anni fa: denominato “Vesuvia”, il piano aveva come obiettivo quello di spostare 61mila persone entro il 2013 dalla zona rossa incentivando, con un finanziamento di 25 mila euro, l’acquisto di case lontano dalla zona a rischio. Eppure, invece di diminuire la popolazione in queste aree è aumentata e solo 5 mila persone hanno deciso di cambiare residenza. Nel gennaio di quest’anno la regione Campania ha votato un emendamento all’articolo 5 della legge regionale 10 dicembre 2003 n.21, esattamente quello che sanciva il divieto di rilascio di titoli edilizi nella zona rossa. Il che non dovrebbe stupire in una delle regioni italiane dove, negli ultimi 10 anni, sono nate 60mila abitazioni abusive. E dove si era profilata la possibilità che la Giunta provinciale rivedesse il PTCP (Piano Territoriale coordinamento provinciale) che una volta riaperto avrebbe reso possibile il raddoppio delle costruzioni presenti nelle aree limitrofe alla zona rossa. “Piani di evacuazione non bastano. Bisognerebbe lavorare su quelle dinamiche che causano l’aumento dell’antropizzazione nelle zone costiere” Giuseppe Russo capogruppo del PD nella Regione Campania è consapevole che il fenomeno della speculazione edilizia nasce a causa di flussi migratori della popolazione costretta a spostarsi alla ricerca di occupazione. Una migrazione quindi dettata dalla necessità di trovare un posto di lavoro, sempre più raro nell’entroterra campano. Una considerazione che vale non solo per il territorio partenopeo. Se l’esempio campano, può sembrare estremo e circoscritto, a riprova della diffusione del problema basta ricordare quanto è accaduto a Roma durante il nubifragio dello scorso 20 ottobre. Interi quartieri che sorgono nell’entroterra a ridosso di Ostia, sono rimasti letteralmente assediati dall’acqua. Anche in questo caso di tratta di edifici nati come abusivi negli anni ‘70 e di volta in volta condonati. In diverse aree sono stati gli stessi residenti a costruire con le proprie mani queste abitazioni, non tenendo conto del pericolo che correvano in un territorio che si trova al di sotto del livello del mare.<br />
Solo alcuni esempi di una proliferazione edilizia sconsiderata di cui purtroppo si parla solo quando le cronache portano alla ribalta le conseguenze più nefaste. E, tra un episodio e l’altro, si ricade di nuovo nell’oblio.</p>
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		<title>Cagliari. Eco Bazar ed Eco Rassegna: il riciclo fa spettacolo. Dal 16 al 15 gennaio</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 09:30:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal 16 al 23 dicembre, la Sala delle Mura del Centro comunale d’arte e cultura Il Ghetto, è sede per il secondo anno consecutivo, dell’Eco Bazar, la festa del riciclo e della sostenibilità promossa dall’Associazione Made in Trash con la direzione di Simona Savastano. L’Eco Bazar ospita artisti e artigiani operanti a Cagliari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-84341" title="ecobazar" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/ecobazar.jpg" alt="" width="300" height="260" />Dal 16 al 23 dicembre</strong>, la Sala delle Mura del Centro comunale d’arte e cultura Il Ghetto, è sede per il secondo anno consecutivo, <strong>dell’Eco Bazar, la festa del riciclo e della sostenibilità</strong> promossa dall’Associazione Made in Trash con la direzione di Simona Savastano.</p>
<p><strong>L’Eco Bazar</strong> ospita artisti e artigiani operanti a Cagliari e nel resto della Sardegna, che espongono e vendono le proprie creazioni negli suggestivi spazi del Ghetto. L’elemento che accomuna ciascuna creazione è il recupero e l’utilizzo di materiali riciclati e/o naturali. In occasione del Natale si offre quindi al pubblico la possibilità di acquistare prodotti e creazioni originali.</p>
<p>Il Bazar sarà aperto nei seguenti <strong>orari:</strong> dalle 09.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00 (escluso lunedì 19 dicembre, giorno di chiusura del Ghetto).</p>
<p><strong>In concomitanza con Eco Bazar</strong>, il Ghetto ospiterà una vera e propria <strong>Eco Rassegna</strong>, con incursioni artistiche e numerose iniziative intorno al tema del riciclo sotto la direzione artistica di Fabio Marceddu: esposizioni fotografiche, laboratori per adulti e bambini, letture a tema, performance e altri eventi e spettacoli.</p>
<p>In particolare sarà allestita la mostra fotografica <em><strong>Ri-vista &#8211; Immagini da uno spreco</strong></em>. <strong>Dal 16 dicembre al 15 gennaio 2012</strong> verranno presentati i progetti fotografici realizzati dai Gianluca Faedda, Sean Scaccia, Sabina Murru, Manuela Cao. Le opere propongono una lettura personale dei temi dello spreco, del consumo e del riciclo, in chiave documentaria o tramite una rielaborazione artistica e saranno curate personalmente dai fotografi. Si tratta di circa  cinquanta  opere alcune delle quali montate su cartoni da imballaggio. L&#8217;allestimento dei vari progetti è curato dal fotografo Michelangelo Sardo.</p>
<p>Nel corso della manifestazione sarà presente un<strong> Buskers point</strong> dedicato agli artisti di strada, una sorta di festival con  l’intento di recuperare una tradizione che si sta perdendo, dando un’impronta più comunicativa, colorata e creativa all’attività degli acquisti natalizi. Il buskers point, all’interno della manifestazione Eco bazar, si inserisce attraverso performance “a cappello” di musicisti e artisti di strada locali. Le esibizioni saranno collaterali rispetto al mercatino e alla mostra fotografica.</p>
<p>Fra le iniziative programmate per l’inaugurazione del 16 dicembre è prevista anche una <strong>Poetry Slam</strong>, organizzata dal Gruppo Slam di Cagliari, una gara di poesia in cui i partecipanti si esibiscono davanti a una giuria composta dal pubblico presente, recitando propri componimenti, rigorosamente originali.</p>
<p>Sono previsti inoltre <strong>5 laboratori</strong> dedicati ad adulti e bambini che hanno come tema il riciclo e il riutilizzo di materiali di solito considerati di scarto. Questi materiali vengono fatti rinascere con tecniche le più diverse e si trasformeranno, grazie alla guida di esperti operatori, dando  vita ad addobbi di Natale, origami, quaderni, aquiloni, eccetera&#8230;.</p>
<p>Consulta il <a href="http://www.camuweb.it/">sito</a></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Segreteria organizzativa<br />
Tel 070 6402115<br />
Fax 070 6401730<br />
<a href="mailto:segreteriaorganizzativa@camuweb.it">segreteriaorganizzativa@camuweb.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ambiente: a Durban accordo globale salva-clima entro il 2015</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 11:30:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Una svolta epocale secondo l&#8217;Unione europea, una &#8220;timida intesa&#8221; con tempi troppo lunghi per associazioni ambientaliste come il Wwf, un passo importante per altre come Legambiente. L&#8217;accordo raggiunto a Durban, in Sudafrica, alla Conferenza mondiale sul clima dell&#8217;Onu divide. Per i protagonisti delle due settimane di negoziati resta il successo di aver trovato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-83974" title="durban" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/durban.jpg" alt="" width="299" height="169" />Una svolta epocale secondo l&#8217;<strong>Unione europea</strong>, una &#8220;timida intesa&#8221; con tempi troppo lunghi per associazioni ambientaliste come il<strong> Wwf</strong>, un passo importante per altre come<strong> Legambiente</strong>. L&#8217;accordo raggiunto a <strong>Durban</strong>, in <strong>Sudafrica</strong>, alla <strong>Conferenza mondiale sul clima dell&#8217;Onu</strong> divide. Per i protagonisti delle due settimane di negoziati resta il successo di aver trovato un&#8217;intesa sulla road map dopo ore di negoziati bloccati che hanno fatto temere il fallimento del vertice. L&#8217;intesa stabilisce l&#8217;adozione <strong>entro il 2015</strong> di un <strong>accordo globale salva-clima</strong> che entri in vigore a partire dal<strong> 2020</strong> e valga anche per i Paesi più inquinanti come <strong>Cina e India</strong> che da sempre si oppongono a un protocollo vincolante. E&#8217; stato trovato un accordo anche su <strong>Kyoto2</strong>: dopo il 2012 verrà messa in atto la seconda parte degli impegni presi a Kyoto, un vincolo che però riguarderà solo l&#8217;Europa e pochi altri paesi industrializzati.</p>
<p><em>Fonte: TMNews</em></p>
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		<title>Mostre: dal 12 dicembre al 20 gennaio 360 artisti alla FAO per &#8216;Forest Magic Mountain&#8217;</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 17:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<description><![CDATA[Non c&#8217;è futuro senza foreste, non ci sono foreste senza nuvole, non ci sono nuvole senza montagne. Sono 360, quasi uno per ogni giorno dell&#8217;anno, gli artisti che lo pensano: persone di tutto il mondo che sanno guardare il cielo, amare le foglie, raccontarci l&#8217;emozione e ascoltare il respiro. Trecentosessanta artisti di tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-83407" title="forestamagica" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/forestamagica.jpg" alt="" width="350" height="163" />Non c&#8217;è futuro senza<strong> foreste</strong>, non ci sono foreste senza nuvole, non ci sono nuvole senza montagne. Sono<strong> 360</strong>, quasi uno per ogni giorno dell&#8217;anno, gli artisti che lo pensano: persone di tutto il mondo che sanno guardare il cielo, amare le foglie, raccontarci l&#8217;emozione e ascoltare il respiro.<br />
<strong>Trecentosessanta artisti di tutto il globo</strong> che esporranno <strong>dal 12 dicembre al 20 gennaio a Roma</strong>, nella sede della Fao, le loro opere sul tema della montagna e della foresta nella grande mostra collettiva <strong>&#8216;Forest Magic Mountain&#8217;</strong> realizzata dal <strong>&#8216;Bosco dei Poeti di Dolce&#8217; (Val d&#8217;Adige, Verona)</strong> e dal suo fondatore<strong> Lorenzo Lome Menguzzato</strong>, con una grande chiamata di mail-art, una formula già cara ai<strong> Futuristi</strong> ed al movimento <strong>Fluxus.</strong> All&#8217;evento che sarà inaugurato lunedì prossimo hanno collaborato <strong>Anna Boschi</strong> (artista ed esperta di mail-art); <strong>Patrizio Peterlini</strong> (psicanalista e storico dell&#8217;arte); <strong>Rosalaura Romeo</strong> (Mountain Partnership Secretariat at Fao). Alla raccolta ed archiviazione delle opere ha preso parte la <strong>Cooperativa La Genovesa di Verona</strong>: tutte le opere esposte sono visibili anche online sul sito <a href="http://www.boscodeipoeti.it/">http://www.boscodeipoeti.it</a>.</p>
<p><em>Fonte: Adnkronos</em></p>
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		<title>Spazi urbani: &#8220;pedalate&#8221; per ascoltare le arie del Don Giovanni in Piazza della Scala a Milano</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 13:30:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cittadinanza attiva]]></category>
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		<category><![CDATA[Teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 1° al 6 dicembre anche i milanesi potranno contribuire simbolicamente alla produzione di energia pulita attraverso un sistema di bici-generatori allestito di fronte alla Scala. Ogni pedalata consente di accumulare energia per diffondere le arie del Don Giovanni in Piazza della Scala e portare l&#8217;opera mozartiana più vicina alla città. Edison conferma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-83182" title="pedalatedison" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2011/12/pedalatedison.jpg" alt="" width="267" height="148" />Dal 1° al 6 dicembre</strong> anche i milanesi potranno contribuire simbolicamente alla<strong> produzione di energia pulita</strong> attraverso un <strong>sistema di bici-generatori</strong> allestito di fronte alla <strong>Scala.</strong><br />
Ogni pedalata consente di accumulare energia per diffondere le <strong>arie del Don Giovanni in Piazza della Scala</strong> e portare l&#8217;opera mozartiana più vicina alla città.<br />
<strong>Edison</strong> conferma in questo modo il proprio impegno in favore della sostenibilità ambientale sentendo fortemente la responsabilità nei confronti delle generazioni presenti e future. Un impegno che dalla fine dell&#8217;Ottocento lega indissolubilmente le eccellenze di Edison a Milano e all&#8217;Italia.</p>
<p>Consulta il <a href="http://dongiovanni.edison.it/">sito </a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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