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	<title>Tafter &#187; Audio Percorsi</title>
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	<description>Cultura è Sviluppo</description>
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		<title>L&#8217;audioguida di &#8220;Mediterraneo da Courbet a Monet a Matisse”. Fino al 1° maggio a Genova</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 12:28:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Audio Percorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Mediterraneo, con la sua luce e i suoi colori, ha rappresentato, per almeno cinque generazioni di artisti, una sfida ed una grande ispirazione.
Attraverso dipinti realizzati lungo un arco temporale che va dalla metà del Settecento fino alla metà del Novecento, la mostra “Mediterraneo da Courbet a Monet a Matisse”, a Genova fino al 1° maggio 2011, invita ad un viaggio in questi luoghi affascinanti...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Mediterraneo da Courbet a Monet a Matisse”<br />
Dal 27 novembre al 1° maggio 2011<br />
Palazzo Ducale, Genova<br />
Audioguida a cura di <a href="http://www.antennaaudio.com/index.php?lang=it_IT">Antenna Audio</a></strong></p>
<p>Il Mediterraneo, con la sua luce e i suoi colori, ha rappresentato, per almeno cinque generazioni di artisti, una sfida ed una grande ispirazione.<br />
Attraverso dipinti realizzati lungo un arco temporale che va dalla metà del Settecento fino alla metà del Novecento, la mostra <a href="http://www.tafter.it/2010/11/26/genova-inaugurazione-della-mostra-mediterraneo-da-courbet-a-monet-a-matisse-dal-27-novembre-al-1%C2%B0-maggio-2011/">“Mediterraneo da Courbet a Monet a Matisse”</a>, a Genova fino al 1° maggio 2011, invita ad un viaggio in questi luoghi affascinanti e ne ripercorreremo l’importanza nell’evoluzione della storia dell’arte.<br />
L&#8217;audioguida, realizzata da Antenna Audio, evidenzia il fascino e l&#8217;influenza che questi luoghi hanno avuto sui pittori&#8230;.<br />
Il tour si avvale del commento del curatore, Marco Goldin, intessuto con la narrazione attraverso significativi estratti di intervista. Nel percorso i visitatori sono invitati a scoprire quanto questi luoghi siano stati una profonda fonte di ispirazione ed abbiano portato artisti come Vernet, Huber, Courbet, Cézanne, Monet, Van Gogh, Bonnard, Signac, Matisse a  nuove, interessanti sperimentazioni suggerite da questi paesaggi e dalla calda luce del Mediterraneo. La produzione è inoltre arricchita da musiche che evocano in modo suggestivo questi luoghi ed i diversi periodi storici.</p>
<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-54039" title="marina" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/12/marina.jpg" alt="" width="230" height="183" />Gustave Courbet<br />
Marina, 1865-66<br />
Olio su tela 54&#215;64 cm<br />
Norton Simon Foundation</em></p>
<p>Gustave Courbet ci offre qui una visione del Mediterraneo che suggerisce il senso dell&#8217;infinito. L&#8217;impressione di profondità e di eternità è provocata da una pittura pastosa ed un&#8217;ampia gamma cromatica. Courbet rivoluziona la pittura del suo tempo. Per saperne di più ascoltate il commento&#8230;</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/12/Courbet_Marina.mp3">courbet</a></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-53846" title="SIGNAC_002" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/12/SIGNAC_002.jpg" alt="" width="248" height="169" /><em>Signac Paul<br />
Antibes, mattino, 1914<br />
olio su tela, cm 80 x 120,5<br />
Varsavia, Muzeum Narodowe w Warszawie</em></p>
<p>Questa visione del porto di Antibes si compone attraverso dei tocchi di colore quadrati, simili alle tessere di un mosaico. Paul Signac è accanto a Georges Seurat il capostipite del pointillisme. La costa del Mediterraneo ha rappreentato per lui una fonte di ispirazione fondamentale. Per saperne di più ascoltate il commento.<a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/12/Signac_Antibes.mp3"><br />
signac</a></p>
<p>E per i bambini, Antenna Audio ha realizzato un&#8217;audioguida studiata ad hoc, affinchè anche i più piccoli possano approfondire le tematiche insite in questi grandi capolavori.</p>
<p>I protagonisti di questo tour, dedicato ai bambini (5-10 anni), sono Gastun, un anziano ed esperto marinaio francese, e sua nipote, Magalì, appassionata di storia dell&#8217;arte. Per amore della nipotina il vecchio marinaio inizia questo viaggio che lo porterà a scoprire alcuni luoghi &#8211; ed atmosfere particolari &#8211; delle coste del Mediterraneo, fissati sulla tela da artisti che abbracciano duecento anni di storia dell&#8217;arte, dal Settecento al Novecento. Il coinvolgimento dei giovani visitatori della mostra avviene attraverso un gioco che riguarda le due diverse personalità di Gastun e Magali: lei vorrebbe stare sempre sulla terraferma, lui sempre in mare.<br />
Alla fine i ruoli si invertiranno ed il vecchio lupo di mare diventerà appassionato estimatore d’arte. Il tour è molto variegato e divertente: ci sono infatti diverse voci per i diversi personaggi e tanti suoni e musiche.<br />
Inoltre, una vasta gamma di proverbi marinari costella il percorso e arricchisce di “buon senso marinaro” il viaggio alla scoperta del Mediterraneo.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-53847" title="MONET_853(2)" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/12/MONET_8532.jpg" alt="" width="223" height="178" /><em>Monet Claude<br />
Veduta di Bordighera, 1884<br />
olio su tela, cm 66 x 81,8<br />
Los Angeles, The Armand Hammer Collection<br />
dono di Armand Hammer Fondation. Hammer Museum</em></p>
<p>Durante il loro viaggio lungo la costa mediterranea Magalì e Gastun seguono Claude Monet fino in Italia dove il grande pittore impressionista dipinge il paese costiero di Bordighera. Ma ascoltate il commento dell&#8217;audioguida&#8230;</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/12/Monet_Bordighera.mp3">monet</a></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-53850" title="CEZANNE_003" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/12/CEZANNE_003.jpg" alt="" width="201" height="165" /><em>Cézanne Paul<br />
La montagna Sainte-Victoire, 1904-1906<br />
olio su tela, cm 65 x 81<br />
Svizzera, collezione privata</em></p>
<p>Il Monte Sainte Victoire è uno dei motivi preferiti di Paul Cézanne. Dipinse questa versione due anni prima di morire. Il commento dell&#8217;audioguida vi svelerà perché Cézanne era un artista rivoluzionario.</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/12/Cézanne_M_S_Victoire.mp3">cezanne</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;audioguida di: &#8220;Dalì, il sogno si avvicina&#8221;, fino al 30 gennaio a Milano</title>
		<link>http://www.tafter.it/2010/10/08/laudioguida-di-dali-il-sogno-si-avvicina-fino-al-30-gennaio-a-milano/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Oct 2010 10:37:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Audio Percorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[La controversa arte di Salvador Dalì approda a Palazzo Reale di Milano, dove si protrarrà fino al 30 gennaio 2011. Antenna Audio ha creato per l'evento due percorsi di audioguide: uno per il pubblico adulto ed uno dedicato ai più piccoli. Entrambe le audioguide sono state concepite come uno strumento di supporto alla mostra, e sono state ideate per arricchire e stimolare l’esperienza del pubblico...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“Dalí – Il sogno si avvicina”<br />
Dal 21 settembre 2010 al 30 gennaio 2011<br />
Palazzo Reale Milano<br />
Audioguida a cura di <a href="http://www.antennaaudio.com/index.php?lang=it_IT">Antenna Audio</a></strong></p>
<p>Antenna Audio ha creato due percorsi di audioguide per questa straordinaria mostra; uno per il pubblico adulto ed uno dedicato ai più piccoli. Entrambe le audioguide sono state concepite come uno strumento di supporto alla mostra, e sono state ideate per arricchire e stimolare l’esperienza del pubblico.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>PERCORSO ADULTI:</strong></span><br />
Con il percorso adulti i visitatori hanno la straordinaria occasione di essere trasportati in un altro mondo &#8211; il <strong>mondo onirico e misterioso di uno dei più importanti artisti del ventesimo secolo</strong>.<br />
Questo intento è bilanciato con l’esigenza di dare ai visitatori indicazioni sostanziali per comprendere il tema specifico: quello del Paesaggio nell’opera di Dalí. Interventi del curatore Vincenzo Trione integrano il percorso in modo da coinvolgere il visitatore e dare autenticità al racconto attraverso la diretta visione curatoriale della mostra.<br />
Altre voci, provenienti dai ricchi archivi di Antenna Audio, offrono prospettive diverse sulla vita e l’opera di Dalí, così da tratteggiarne meglio la personalità.<strong> Le voci sono quelle del regista Guillermo del Toro e Amanda Lear, musa ispiratrice di Dalí nell’ultima fase della sua vita</strong>, svela aspetti inediti della vita personale dell’artista.<br />
Ascoltate i commenti selezionati del <strong>percorso adulti realizzato da Antenna Audio</strong><br />
<strong> </strong></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-47119" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/10/2-La-mano-di-Dali-1977.jpg" alt="" width="236" height="249" /></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>La mano di Dalí toglie il vello d’oro a forma di nuvola per mostrare a Gala l’aurora dorata lontanissima dietro il sole,</strong> <em>1977<br />
Olio su tela, opera stereoscopica a due pannelli, 60 x 60 cm<br />
</em>Spuntando dal palazzo in alto a destra, la mano di Dalì scosta una nuvola dorata e mostra lo sfolgorante spettacolo dell’aurora alla figura femminile al centro, Gala, moglie del pittore….</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/10/ITA_4.mp3">mano dalì</a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-47121" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/10/14-Idilio-atomico-e-uranico-melanconico-1945-olio-su-tela-Madrid-Mueso-Nacional-Reina-Sofia-c-Siae-2010.jpg" alt="" width="259" height="226" /></strong> </p>
<p><strong>I</strong><strong>dillio atomico e uranico melanconico</strong>, 1945<br />
<em>Olio su tela<br />
</em>1945: Hiroshima e Nagasaki vengono attaccate delle bome atomiche. E’ poco dopo questo tragico avvenimento che Dalì dipinge questa opera che segnerà una profonda svolta nella sua idea di arte…</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/10/ITA_11.mp3">idillio</a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">PERCORSO BAMBINI: DALÍ A QUI, SEGUI I BAFFI DI DALÍ !</span></strong><br />
Lo spunto creativo del<strong> kids tour</strong> è quello di far passare i più piccoli dal mondo reale a quello dei sogni e di farli immergere in uno strano e misterioso labirinto, dove niente è come appare e dove si incontrano con l’artista stesso. Un Dalí eccentrico ed esilarante, in grado di sovvertire ogni regola e con il più bel paio di baffi mai visti al mondo, li accompagna nella sfida di trovare il modo di uscire dal fantastico dedalo. Passando da un’opera all’altra, i bambini devono risolvere degli indovinelli divertenti, per procedere nel percorso: come detto nel titolo, per andare ‘Dalí a qui’!<br />
Durante il viaggio, i personaggi nei quadri si animano ed interagiscono con i bambini in un <strong>“gioco avventuroso” </strong>che stimola la loro attenzione.</p>
<p>Qui potete ascoltare dei commenti selezionati del <strong>percorso bambini realizzato da Antenna Audio</strong></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-47123" title="7.Venere con tiretti, 1936-1964" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/10/7.Venere-con-tiretti-1936-1964.jpg" alt="" width="189" height="247" /></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Venere di Milo con tiretti,</strong> 1936-1964<br />
<em>Scultura</em><br />
Con quest’opera Dalì ha trasformato una straordinaria opera d’arte classica in un oggetto d’uso quotidiano: una cassettiera.  Ma ascoltate l’intero commento qui.</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/10/dali-KID_1.mp3">venere</a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-47125" title="8.Il viso della guerra, 1940-41" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/10/8.Il-viso-della-guerra-1940-41.jpg" alt="" width="224" height="241" /></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Volto della guerra</strong>, 1940-41<br />
<em>Olio su tela, 64 x 79 cm</em><br />
Un volto dall’aria sofferente ma anche spaventosa in un paesaggio deserto, senza alberi né fiori né case. Ma perché? Per saperne di più ascoltate qui.</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/10/dali-KID_6.mp3">volto</a></p>
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		<title>Da Jacopo Della Quercia a Donatello: le Arti a Siena nel primo Rinascimento</title>
		<link>http://www.tafter.it/2010/06/18/da-jacopo-della-quercia-a-donatello-le-arti-a-siena-nel-primo-rinascimento/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 11:02:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Audio Percorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Fino al 10 luglio Santa Maria della Scala, antico ospedale della città di Siena, ospita la mostra "Da Jacopo Della Quercia a Donatello: le arti a Siena nel primo Rinascimento":  tra le oltre 300 opere esposte, figurano dipinti e sculture e sono inoltre esposti preziosi manufatti tessili, lignei, e significativi codici miniati. Antenna Audio ci propone assaggi di audioguide preziose, tra cui compare anche un insolito percorso alla scoperta del paesaggio locale...
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Da Jacopo Della Quercia a Donatello: le arti a Siena nel primo Rinascimento<br />
Santa Maria della Scala<br />
Siena<br />
26 marzo – 10 luglio 2010<br />
Audioguida a cura di <a href="http://www.antennaaudio.com/index.php?lang=it_IT">Antenna Audio</a></strong></p>
<p>Nei primi decenni del Quattrocento Siena visse, insieme a Firenze, una straordinaria stagione artistica, che vide il trascorrere dal Gotico al Rinascimento.  E proprio <strong>dedicata all’arte senese della prima metà del Quattrocento </strong>è la splendida mostra in corso a Siena, che ha registrato un notevole sucesso di pubblico e di critica.<br />
Allestita in varie sedi, ha il suo fulcro nella suggestiva cornice di Santa Maria della Scala, antico ospedale della città, oggi trasformato in complesso museale. Tra le più di 300 opere esposte, figurano dipinti e sculture. Inoltre, sono esposti preziosi manufatti tessili, lignei, e significativi codici miniati.<br />
In occasione di questa mostra, Antenna Audio ha realizzato un’audioguida che consente di seguire le tappe salienti del percorso espositivo, attraverso il commento di quelle opere che sono considerate le highlights della mostra.<br />
Ma andiamo ad ascoltare qualche <strong>commento della audio guida di Antenna Audio …<br />
 </strong></p>
<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-39678" title="madonnamelograna" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/06/madonnamelograna.jpg" alt="" width="195" height="236" />Jacopo della Quercia<br />
</em><strong>Madonna della melagrana</strong><br />
Ferrara, Museo della Cattedrale</p>
<p>Splendido esempio di Gotico Internazionale, questa scultura è di Jacopo della Quercia, uno degli artisti di maggiore rilievo nella Siena del primo Quattrocento.  Faceva parte di una composizione più ampia, posta in una cappella privata del Duomo di Ferrara. Notate la fluidità delle vesti della Madonna e la naturalezza del suo corpo&#8230;.</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/06/Madonna_Melagrano.mp3">madonna melagrana</a></p>
<p> <br />
<em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em><img class="size-full wp-image-39743 alignright" title="altare" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/06/altare.jpg" alt="" width="204" height="204" />Giovanni di Paolo<br />
</em><strong>Altare Pecci</strong></p>
<p>L’Altare Pecci, eseguito da Giovanni di Paolo nel 1426, in origine ornava una cappella della Chiesa San Domenico a Siena. Successivamente venne smembrato in sette parti, ospitate in diversi musei del mondo, tra Altenburg in Germania e Baltimora negli Stati Uniti. In occasione di questa mostra, insieme ad altri polittici, viene finalmente ricomposto&#8230;</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/06/Altare_Pecci.mp3">altare pecci</a></p>
<p> <br />
<em><img class="alignleft size-full wp-image-39680" title="madonnaperdono" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/06/madonnaperdono.jpg" alt="" width="211" height="209" />Donatello</em><br />
<strong>Madonna del Perdono</strong><br />
marmo<br />
Siena, Museo dell&#8217;Opera del Duomo</p>
<p>Questo capolavoro di Donatello colpisce per l’effetto di tridimesionalità prospettica che il pittore ha saputo infondere al marmo, e per lo sguardo pietoso che la Madonna rivolge al Bambino Gesù. E’ stata scolpita probabilmente a Siena alla fine degli anni ‘50 del ‘400, durante l’ ultimo soggiorno nella città da parte del maestro fiorentino&#8230;</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/06/Donatello_Madonna_del_Perdono.mp3">perdono</a></p>
<p>Inoltre <strong>Antenna Audio, in collaborazione con Fondazione Musei Senesi e Vernice Progetti</strong> ha realizzato quattro percorsi audio che portano alla scoperta dello straordinario <strong>territorio senese</strong>.</p>
<p>Eccone un esempio da ascoltare.</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/06/1-ita-percorso-siena-bianco.mp3"><img class="alignnone size-full wp-image-39632" title="monteriggioni" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/06/monteriggioni.jpg" alt="" width="259" height="240" /></a>Partendo da Siena il percorso vi conduce verso Firenze, sulle tracce dell’antica Via Francigena. Attraversate la Val d’Elsa con l’imponente fortezza di Monteriggioni, passate per il Castello di Staggia e quello di Poggio Imperiale, simboli del travagliato conflitto tra Siena e Firenze, per raggiungere San Gimignano. E dappertutto, in mezzo a fortezze, pievi e castelli scoprirete opere del Primo Rinascimento senese…</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/06/1-ita-percorso-siena-bianco.mp3">Monteriggioni</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Rubens e i fiamminghi a Como</title>
		<link>http://www.tafter.it/2010/04/23/rubens-e-i-fiamminghi-a-como/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 09:04:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La mostra più importante dedicata negli ultimi vent’anni in Italia a Pieter Paul Rubens si tiene a Como, fino al 25 luglio 2010 nella splendida cornice settecentesca di Villa Olmo. Qui vengono esposte, oltre alle opere di Rubens altre 40 opere di pittori fiamminghi del Seicento tra i quali Anton Van Dyck, Jacob Jordaens, Gaspar de Crayer, Pieter Boel, Cornelis de Vos.
Attraverso i commenti dell’ audioguida realizzata da Antenna Audio si toccano le tappe salienti del percorso espositivo, che si snoda per nove sale, attraverso i temi caratteristici della pittura di Rubens- come i soggetti sacri, i riferimenti alla storia e al mito...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Rubens e i fiamminghi<br />
Villa Olmo, Como<br />
27 marzo– 25 luglio 2010<br />
Audioguida a cura di <a href="http://www.antennaaudio.com/index.php?lang=it_IT">Antenna Audio</a></strong></p>
<p>La mostra più importante dedicata negli ultimi vent’anni in Italia a Pieter Paul Rubens si tiene a  Como, nella splendida cornice settecentesca di <strong>Villa Olmo</strong>, dove vengono presentati 25 capolavori provenienti dalla Gemäldegalerie, dal Kunsthistorisches Museum e dal Liechtenstein Museum di Vienna, oltre a <strong>40 opere di pittori fiamminghi del Seicento</strong> tra i quali Anton Van Dyck, Jacob Jordaens, Gaspar de Crayer, Pieter Boel, Cornelis de Vos.<br />
Attraverso i commenti dell’ <strong>audioguida realizzata da Antenna Audio</strong> si toccano le tappe salienti del percorso espositivo, che si snoda per nove sale, attraverso i temi caratteristici della pittura di Rubens- come i soggetti sacri, i riferimenti alla storia e al mito &#8211; e contempla alcuni dei maggiori capolavori del maestro fiammingo.<br />
Dice il <strong>curatore Sergio Gaddi</strong> : “Rubens è sempre contemporaneo, perché fissa nel tempo l’infinita bellezza del mondo e riesce a infondere la vita alle sue creazioni attraverso la luce e il colore. La sua pittura è una festa per l’anima e per gli occhi”.</p>
<p><strong>Ma andiamo a sentire qualche commento della mostra …</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-35920" title="Peter Paul Rubens, La circoncisione di Cristo, 1605." src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/04/Peter-Paul-Rubens-La-circoncisione-di-Cristo-1605..jpg" alt="" width="221" height="279" />Peter Paul Rubens<br />
<strong>Circoncisione di Cristo</strong><br />
<em>circa 1605<br />
olio su tela applicata su tavola di quercia, 105 x74 cm<br />
Vienna, Gemäldegalerie der Akademie der bildenden Künste</em></p>
<p>Un incredibile dipinto, dalla composizione fortemente teatrale, che risponde, per il tema trattato, a precise indicazioni iconografiche dettate dalla Controriforma. Si tratta di una espressione chiara ed immediata della partecipazione al sentimento religioso.</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/04/ADULTI_CIRCONCISIONE.mp3">circoncisione</a><br />
<br class="clearer" /><br />
Peter Paul Rubens<br />
<strong>Borea rapisce Orizia<img class="size-full wp-image-35921 alignright" title="Peter Paul Rubens, Borea rapisce Orizia, 1615" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/04/Peter-Paul-Rubens-Borea-rapisce-Orizia-1615.jpg" alt="" width="246" height="304" /></strong><br />
circa 1615<br />
olio su tavola, 146&#215;140 cm<br />
Vienna, Gemäldegalerie der Akademie der bildenden Künste</p>
<p>Vigoroso capolavoro, rappresenta il rapimento, narrato da Ovidio nelle Metamorfosi, della ninfa Orizia, da parte del barbuto e alato Borea, personificazione del vento del nord. Rubens fonde i due corpi in un avvolgente e fluttuante abbraccio, catturando il momento di transizione che dalla paura e violenza del rapimento conduce a un’estasi di amore e fantasia.</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/04/ADULTI_BOREA-E-ORIZIA.mp3">Orizia</a></p>
<p>E <strong>dall’Audioguida per i bambini</strong> realizzata da<strong> Antenna Audio</strong> abbiamo scelto i seguenti commenti:</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-35922" title="Peter Paul Rubens, La Vergine in gloria adorata dagli angeli, 1608." src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/04/Peter-Paul-Rubens-La-Vergine-in-gloria-adorata-dagli-angeli-1608..jpg" alt="" width="246" height="311" />Peter Paul Rubens<br />
<strong>Vergine in gloria adorata dagli angeli</strong><br />
<em>1608<br />
olio su tela, 86 x 57 cm<br />
Vienna, Gemäldegalerie der Akademie<br />
der bildenden Künste</em></p>
<p>Un piccolo e simpatico putto parla ai bambini  da questo quadro. Si tratta di un dipinto sontuoso, dai colori brillanti, infatti era stato dipinto come modello per la decorazione dell’altare della chiesa di Santa Maria in Vallicella a Roma.</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/04/KID_VERGINE.mp3">Vergine</a></p>
<p><img class="size-full wp-image-35923 alignright" title="Pieter Boel, Natura morta con mappamondo e cacatua,1658." src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/04/Pieter-Boel-Natura-morta-con-mappamondo-e-cacatua1658..jpg" alt="" width="331" height="251" />Peter Boel<br />
<strong>Natura morta con mappamondo, tappeto e cacatua</strong><br />
<em>circa 1658<br />
olio su tela, 129&#215;168 cm<br />
Vienna, Gemäldegalerie der Akademie der bildenden Künste</em></p>
<p>Sempre il simpatico putto si ritrova davanti a questa natura morta e ne illustra le caratteristiche ai bambini, quando&#8230;.il pappagallo e il cagnolino fanno sentire la loro presenza nel quadro!</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/04/KID_NATURA-MORTA.mp3">Natura</a></p>
<p>Invece, dallo <strong>skyli</strong><strong>ne tour fuori Villa Olmo</strong> realizzato da Antenna Audio abbiamo scelto i seguenti commenti:</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-35924" title="Villa-olmo" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/04/Villa-olmo.jpg" alt="" width="235" height="177" /></strong></p>
<p><strong> </strong><strong>VILLA OLMO</strong><br />
Adesso dovreste essere nel giardino davanti all’ingresso di Villa Olmo.<br />
Voltatevi solo un momento verso la villa. Provate a tornare indietro nella storia, negli anni. Escludete i rumori intorno a voi e provate invece ad immaginare l’eco delle faccende quotidiane di chi la abitava. Lasciamo  la parola al Professor Longatti&#8230;</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/04/SKYLINE_-VILLA-OLMO.mp3">Villa</a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>I GIARDINI<br />
</strong>Avrete senz’altro notato la perfezione geometrica, l’ordine, delle aiuole che vi circondano. Eppure questo giardino ha una “doppia anima”. Sentiamo il perché dal Prof. Longatti&#8230;</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/04/SKYLINE_I-GIARDINI.mp3">Giardini</a></p>
<p>La foto di Villa Olmo è di <a href="http://digilander.libero.it/felice/Comovillaolmo.htm" target="_blank">Felice De Paoli</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Edward Hopper a Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 11:25:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Audio Percorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>

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		<description><![CDATA[Edward Hopper è uno degli artisti più popolari e amati degli Stati Uniti e questa è la  prima grande mostra di Hopper in Italia.
Attraverso dei commenti dell’audioguida realizzata da Antenna Audio scopriremo come Hopper fosse un uomo quieto e riservato, un attento osservatore  della realtà da cui traeva ispirazione per  i suoi dipinti. Ma, al tempo stesso, le sue immagini evocative trasformano l’ordinario e catturano l’immaginazione...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>EDWARD HOPPER<br />
Museo Fondazione Roma<br />
15 febbraio &#8211; 13 giugno 2010<br />
Audioguida a cura di </strong><a href=" http://www.antennaaudio.com/index.php?lang=it_IT"><strong>Antenna Audio</strong></a></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-33222" title="7_35" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/03/7_35-300x240.jpg" alt="7_35" width="300" height="240" /></p>
<p><strong>Second Story Sunlight</strong><br />
<em>(Secondo piano al sole),1960<br />
Olio su tela, 101,92 x 127,48 cm<br />
Whitney Museum of American Art, New York;<br />
acquisito grazie ai fondi dei Friends of the<br />
Whitney Museum of American Art 60.54<br />
© Whitney Museum of American Art, N.Y.<br />
Fotografia di Steven Sloman</em></p>
<p>Edward Hopper è uno degli artisti più popolari e amati degli Stati Uniti e questa è la  <strong>prima grande mostra di Hopper in Italia</strong>.<br />
Attraverso dei commenti <strong>dell’audioguida realizzata da Antenna Audio</strong> scopriremo come Hopper fosse un uomo quieto e riservato, un attento osservatore  della realtà da cui traeva ispirazione per  i suoi dipinti. Ma, al tempo stesso, le sue immagini evocative trasformano l’ordinario e catturano l’immaginazione.<br />
“Spero che il pubblico comprenda con quanta profondità l’artista rifletteva su ciascun dipinto e che si accorga del travaglio che c’è dietro ciascuna di queste opere e che emerge dai lunghi studi basati sui disegni dell’artista. – ha dichiarato in un’intervista <strong> Carter Foster, curatore della mostra di Hopper al Whitney Museum of American Art di New York</strong>  &#8211; Molti dei disegni vengono esposti qui per la prima volta, oppure è la prima volta che compaiono assieme ai dipinti, e questo è un grande contributo allo studio di questo artista.<br />
La maggior parte delle opere presenti in mostra proviene infatti dal Whitney Museum.</p>
<p> </p>
<p> <br />
<strong><img class="alignleft size-medium wp-image-33221" title="5_46" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/03/5_46-300x210.jpg" alt="5_46" width="300" height="210" />Pennsylvania Coal Town<br />
</strong><em>(Cittadina mineraria in Pennsylvania), 1947<br />
Olio su tela, 71,1 x 101,6 cm<br />
Collezione del Butler Institute of American Art<br />
Youngstown, Ohio, Museum purchase 194</em></p>
<p>I dipinti di Hopper vengono spesso descritti come ‘cinematografici’. In questo caso, non sta accadendo niente di particolare: un uomo rastrella il prato mentre la luce del sole inonda la parete gialla dietro di lui. Ma Hopper riuscì a catturare la sensazione di uno sguardo casuale, momentaneo, come se l’immagine fosse stata colta da un’auto di passaggio o ripresa da un obiettivo. Scopriamo, nell’audioguida, i commenti al dipinto dei curatori della mostra, Carter Foster e Carol Troyen , studiosa di Hopper e curatrice del Museum of Fine Arts di Boston, e approfondiamo il parallelismo che esiste tra Hopper e il cinema…</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/03/Coal_Town_Penns.mp3">Coal Town</a></p>
<p> </p>
<p> <br />
<strong><img class="alignleft size-medium wp-image-33223" title="7_37" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/03/7_37-300x198.jpg" alt="7_37" width="300" height="198" />A Woman in the Sun </strong><br />
<em>(Una Donna nel sole), 1961</em><br />
<em>Olio su tela, 101,92 x 155,58 cm<br />
Whitney Museum of American Art, New York;<br />
donazione per il 50° anniversario del Mr. and<br />
Mrs. Albert Hackett in onore di Edith e Lloyd<br />
Goodrich 84.31<br />
© Whitney Museum of American Art, N.Y.<br />
Fotografia di Steven Sloman</em></p>
<p>Una donna nuda, in piedi, gode il tepore del sole, e il suo sguardo è diretto verso una finestra aperta. E’ un’immagine che abbiamo già visto in questa esposizione, ed eccola nuovamente, in un dipinto del 1961, realizzato quando Hopper aveva quasi ottant’anni.  Che cosa pensa la donna? E quali chiavi interpretative possono essere ricondotte alla scena? Per saperne di più ascoltate il commenti dell’audioguida.</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/03/Donna_al_sole.mp3">Donna al sole</a></p>
<p> </p>
<p>E dall’<strong>Audioguida per i giovanissimi</strong> visitatori realizzata da <strong>Antenna Audio</strong> abbiamo scelto i seguenti commenti:</p>
<p> </p>
<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-33249" title="1_10-1" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/03/1_10-1-300x224.jpg" alt="1_10-1" width="300" height="224" />Hopper’s Hat on His Etching Press,<br />
</strong><em>(Cappello di Hopper sul torchio per acquaforte), s.d.<br />
Conté crayon nera su carta, foglio 28,1 x 38,4 cm<br />
Whitney Museum of American Art, New York;<br />
lascito di Josephine Nivison Hopper, 70.344<br />
© Heirs of Josephine N. Hopper, licensed by the<br />
Whitney Museum of American Art.<br />
Fotografia di Sheldan C. Collins</em><br />
Ecco due oggetti importantissimi nella vita di Hopper: un trespolo e un cappello. Cosa si nasconde dietro a queste immagini? Sappiate che c’è sempre una storia da raccontare. Basta cercarla, anche in un cappello…<br />
Ascoltate il commento.<br />
 </p>
<p> <a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/03/KID_3.mp3">Cappello Kid</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-33220" title="3_01" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/03/3_01-300x148.jpg" alt="3_01" width="300" height="171" /><strong>Soir Bleu, 1914</strong><br />
<em>Olio su tela, 91,4 x 182,9 cm<br />
Whitney Museum of American Art, New York;<br />
lascito Josephine N. Hopper 70.1208<br />
© Heirs of Josephine N. Hopper, licensed by<br />
the Whitney Museum of American Art.<br />
Fotografia di Jerry L. Thompson<br />
</em><br />
È notte, una notte blu e intensa e il bar è illuminato da grandi lanterne cinesi. Ma chi sono queste persone? Chissà, magari si sentono tristi e soli nonostante siano in compagnia e in una grande città. Scopriamo chi sono e cosa pensano nel contributo audio.</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2010/03/KID_Soir_Bleu.mp3">Sera blu</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Corot e l’arte moderna – Souvenirs e Impressions</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 17:17:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Audio Percorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Musei]]></category>

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		<description><![CDATA[La mostra Corot e l’arte moderna – Souvenirs e Impressions a Palazzo della Gran Guardia di Verona, dal 27 novembre 2009 al 7 marzo 2010, esplora l’opera di Jean-Baptiste Camille Corot, uno dei più importanti artisti dell’Ottocento, presentando più di 100 capolavori provenienti dal Musée du Louvre e altri musei internazionali...
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><strong>COROT E L&#8217;ARTE MODERNA &#8211; SOUVERNIRS E IMPRESSIONS<br />
Palazzo della Gran Guardia, Verona<br />
27 novembre 2009 &#8211; 7 marzo 2010<br />
audioguida a cura di <a href="http://www.antennaaudio.com/index.php?lang=it_IT">Antenna Audio</a></strong></strong></p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/12/1.Jean-Baptiste-Camille-Corot-Autoritratto-Firenze-Galleria-degli-Uffizi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-28778" title="1.Jean Baptiste Camille Corot, Autoritratto, Firenze, Galleria degli Uffizi" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/12/1.Jean-Baptiste-Camille-Corot-Autoritratto-Firenze-Galleria-degli-Uffizi.jpg" alt="1.Jean Baptiste Camille Corot, Autoritratto, Firenze, Galleria degli Uffizi" width="212" height="293" /></a>La mostra<strong> Corot e l’arte moderna – Souvenirs e Impressions</strong> a Palazzo della Gran Guardia di Verona, esplora l’opera di Jean-Baptiste Camille Corot, uno dei più importanti artisti dell’Ottocento, presentando più di 100 capolavori provenienti dal Musée du Louvre e altri musei internazionali.<br />
Oltre a scoprire questo eccezionale artista, si possono ammirare le opere sia degli artisti che l’hanno influenzato, come Poussin, sia  di quelli che Corot ha ispirato, come Monet, Cézanne e Picasso, attraversando così quattro secoli di pittura europea che rivelano come Corot rappresenti  “l’ultimo dei classici e il primo dei moderni”.<br />
All’interno di una sceneggiatura complessa e coinvolgente, l’audioguida, realizzata da Antenna Audio, contiene molteplici frammenti di un intervista a <strong>Vincent Pomarède</strong>, direttore del dipartimento di Pittura del Musée du Louvre e curatore della mostra. Questo massimo esperto di Corot spiega come l’artista  basi il suo stile sulla grande tradizione classica del Seicento e come abbia influenzato generazioni di artisti, dagli Impressionisti ai Fauves, fino ai Cubisti. <strong>Paola Marini</strong>, direttrice dei Musei d’Arte e Monumenti del Comune di Verona, invece, ci rivela l’importanza della mostra per la sua città.</p>
<p>Per conoscere l&#8217;artista, potete ascoltare il commento sul suo Autoritratto.<br />
<strong>Jean-Baptiste Camille Corot: Autoritratto, Galleria degli Uffizi, Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino, Firenze</strong></p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/12/Corot_Autoritratto_tafter.mp3">Autoritratto</a></p>
<p> </p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-28779" title="6_Camille Corot, Tivoli, le jardins de la Villa d'Este, Paris, Musée du Louvre (C) RMN - © Hervé Lewandowski" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/12/6_Camille-Corot-Tivoli-le-jardins-de-la-Villa-dEste-Paris-Musée-du-Louvre-C-RMN-©-Hervé-Lewandowski.jpg" alt="6_Camille Corot, Tivoli, le jardins de la Villa d'Este, Paris, Musée du Louvre (C) RMN - © Hervé Lewandowski" width="362" height="259" />Jean-Baptiste Camille Corot: Tivoli, I giardini di Villa d’Este, 1843, Musée du Louvre, Paris</strong></p>
<p><strong> </strong><br />
Questo paesaggio di Tivoli è uno dei capolavori assoluti del Corot paesaggista. Lo  dipinge all’occasione del suo terzo soggiorno in Italia nel 1843 quando lavora a Roma e nei dintorni della città. L’Italia è stata fondamentale per l’artista perché la luce e il paesaggio italiano sprigionano le risonanze del mondo antico e della grande tradizione e allo stesso tempo contengono la forza e l’emozione, di cui Corot ha bisogno. Per saperne di più ascoltate la traccia.</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/12/Corot-Tivoli.mp3">Tivoli</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-28780" title="8 IMMAGINE GUIDA_Camille Corot, Mantes (le Matin), © Musée des Beaux-Arts de la Ville de Reims Photo Devleeschauwer" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/12/8-IMMAGINE-GUIDA_Camille-Corot-Mantes-le-Matin-©-Musée-des-Beaux-Arts-de-la-Ville-de-Reims-Photo-Devleeschauwer.jpg" alt="8 IMMAGINE GUIDA_Camille Corot, Mantes (le Matin), © Musée des Beaux-Arts de la Ville de Reims Photo Devleeschauwer" width="224" height="366" />Jean-Baptiste Camille Corot: La cattedrale e la città viste da dietro gli alberi, al mattino, 1865 ca., Musée des Beaux-Arts, Reims</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong></strong>Dietro gli alberi dall’altro lato della Senna, si possono vedere la “Collegiata”, la Cattedrale di Mantes, importante monumento storico in Francia. Si tratta di un’opera tarda di Corot che ormai ha sviluppato pienamente la sua straordinaria arte di rappresentare il paesaggio. Qui ci sorprende la particolare luminosità. Per il curatore della mostra Vincent Pomarède è una sinfonia che parte dall’azzurro, elemento attraverso cui Corot trasmette le emozioni. Ascoltando la traccia dell’audioguida, potete scoprirne i dettagli.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/12/Corot_Mantes.mp3">Mantes</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;età di Courbet e Monet</title>
		<link>http://www.tafter.it/2009/10/02/leta-di-courbet-e-monet/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 08:24:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Audio Percorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tafter.it/?p=24864</guid>
		<description><![CDATA[La mostra aperta a Villa Manin di Passariano, in provincia di Udine, dal 26  Settembre al 10 Marzo 2010, illustra la fondamentale influenza che la pittura francese del secondo 800 ha esercitato sui paesi dell’Europa centrale e orientale. Accanto a noti capolavori francesi, si potranno poi conoscere numerose ed eccellenti opere di artisti meno noti dell’Europa centro-orientale, per la prima volta esposte in Italia...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’ETÀ DI COURBET E MONET<br />
Villa Manin, Passariano di Codroipo (UD)<br />
26 settembre 2009 &#8211; 7 marzo 2010<br />
Audioguida a cura di <a href="http://www.antennaaudio.com/index.php?lang=it_IT">Antenna Audio</a></strong></p>
<p>La mostra aperta a Villa Manin di Passariano, in provincia di Udine, dal 26  Settembre al 10 Marzo 2010, illustra la fondamentale influenza che la pittura francese del secondo 800 ha esercitato sui paesi dell’Europa centrale e orientale.<br />
In particolare &#8211; attraverso 134 dipinti provenienti da una trentina di musei europei e americani e alcune collezioni private europee -  si pone l’accento sulla novita’ della pittura ’’en plein air ‘’ del gruppo di  artisti francesi che si stabilirono a Barbizon, vicino alla foresta di Fontainebleau, per rappresentare la natura dal vero, ossia come la percepivano nel momento in cui la dipingevano.<br />
Per il visitatore sarà straordinario vedere allineati in una sola sala i boschi dipinti da Rousseau, Corot e Courbet, e poi quelli dei giovani impressionisti come Sisley e Monet. Poi mari, fiumi, ritratti di persone nella natura e così via. Accanto a noti capolavori francesi, si potranno poi conoscere numerose ed eccellenti opere di artisti meno noti dell’Europa centro-orientale, per la prima volta esposte in Italia.<br />
L’ audioguida realizzata da Antenna Audio offre un prezioso arricchimento alla mostra e la possibilità di ascoltare dalla voce diretta del curatore Marco Goldin qualcosa in più sulle opere e gli artisti.<br />
Per i giovani visitatori, Antenna Audio ha creato un tour dedicato, in cui Camille, prima moglie di Claude Monet, rivela al loro figlio Jean molte curiosità sulla mostra.</p>
<p>Ma andiamo a sentire qualche commento della mostra &#8230;</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-24863" title="courbet_004" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/10/courbet_004-300x208.jpg" alt="" width="320" height="248" /><strong>IL MEDITERRANEO A MAGUELONNE, VICINO MONTPELLLIER, 1858</strong><br />
GUSTAVE COURBET<br />
AMSTERDAM, VAN GOGH MUSEUM (VINCENT VAN GOGH FOUNDATION)<br />
Vedete una scena sobria. Un mare calmo si estende all’orizzonte in una tonalità cupa suscitando un’atmosfera misteriosa. Questo celebre dipinto, che raffigura il mar Mediterraneo visto da Montpellier, appartiene alle opere che Gustave Courbet espose nel 1867 nel suo “Pavillon su Réalisme”. Ascoltate il commento dell’audioguida per sapere  dal curatore Marco Goldin perché quest’opera è rivoluzionaria per sua sua epoca.</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/10/courbet_mediterraneo1.mp3">commento</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-24865" title="grigorescu_003" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/10/grigorescu_003-219x300.jpg" alt="" width="219" height="300" /><strong>IL PITTORE ANDREESCU A BARBIZON, 1879-1880</strong><br />
NICOLAE GRIGORESCU<br />
BUCAREST, MUZEUL NAŢIONAL DE ARTĂ AL ROMÂNIEI</p>
<p> </p>
<p> <br />
In questo quadro il pittore rumeno Nicolae Grigorescu ritrae il suo collega e connazionale Ioan Andreescu.<br />
Ascoltando il commento dell’audioguida potete scoprire perché ambedue pittori sono considerati i fondatori della pittura rumena moderna.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/10/grigorescu_andreescu.mp3">commento</a></p>
<p> </p>
<p>E dall’Audioguida per i giovanissimi visitatori abbiamo scelto il seguente commento:</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-24866" title="1976833" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/10/1976833-300x255.jpg" alt="" width="300" height="255" /><br />
<strong>CAMILLE MONET E IL FIGLIO NEL GIARDINO DELL’ARTISTA A ARGENTEUIL, 1875</strong><br />
CLAUDE MONET<br />
BOSTON, MUSEUM OF FINE ARTS<br />
Questo splendido dipinto di Monet, una sorta di manifesto della pittura impressionista francese, ritrae una scena domestica, intima, dalle connotazioni particolarmente delicate. Le due figure ritratte sono Camille, prima moglie di Monet, e il loro piccolo figlio Jean. Si trovano nel giardino della casa dell’artista ad  Argenteuil vicino a Parigi, dove il pittore cercava per se’ e la sua famiglia un’oasi di tranquillita’. Ma sentite dall’audioguida cosa si dicono proprio madre e figlio.</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/10/monet_camillemonet.mp3">commento</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Mapping the Studio: Artists from the François Pinault Collection</title>
		<link>http://www.tafter.it/2009/07/16/mapping-the-studio-artists-from-the-francois-pinault-collection/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 09:20:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Audio Percorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Musei e Beni culturali]]></category>

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		<description><![CDATA[Con l’esplosiva mostra “Mapping the Studio” è stato inaugurato a Venezia il nuovo spazio espositivo di Punta della Dogana, l’ex dogana di Venezia, restaurata radicalmente dall’architetto giapponese Tadao Ando. Negli enormi magazzini dove dal ‘500 si scaricavano le mercanzie, ora possiamo ammirare le opere di 60 artisti provenienti dalla Collezione di Francois Pinault, dal 6 giugno 2009. E a Palazzo Grassi un’intera sala è dedicata all’artista americana Barbara Kruger...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mapping the Studio: Artists from the François Pinault Collection</strong><br />
Venezia, Punta della Dogana, Palazzo Grassi<br />
a cura di Alison M. Gingeras e Francesco Bonami<br />
<strong>dal 6 giugno 2009<br />
</strong>Audioguida a cura di <strong>Antenna Audio</strong></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-22546" title="punta-dogana-venezia" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/07/punta-dogana-venezia-300x200.jpg" alt="punta-dogana-venezia" width="300" height="208" />Con l’esplosiva mostra “<strong>Mapping the Studio</strong>” è stato inaugurato a Venezia il nuovo spazio espositivo di Punta della Dogana, l’ex dogana di Venezia, restaurata radicalmente dall’architetto giapponese Tadao Ando. Negli enormi magazzini dove dal ‘500 si scaricavano le mercanzie, ora possiamo ammirare le opere di 60 artisti provenienti dalla Collezione di Francois Pinault.<br />
Il titolo “<a href="http://www.tafter.it/2009/07/22/mapping-the-studio/">Mapping the Studio</a>” allude da un lato all&#8217;instancabile vitalità e il tenace spirito di scoperta che nel corso degli anni hanno animato la formazione di una delle più grandi collezioni di arte contemporanea del mondo, testimoniando l&#8217;analogia tra la dimensione intima dello studio degli artisti e l&#8217;appassionata visione personale del collezionista.<br />
L’intera mostra comprende 200 opere ed è distribuita tra Punta della Dogana e Palazzo Grassi. L’audioguida realizzata da Antenna Audio, comprende delle interviste ai due curatori <strong>Alison Gingeras e Francesco Bonami</strong> che accompagnano il visitatore per tutto il percorso della mostra.<br />
Ne potete ascoltare un assaggio qui.</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/07/teaser_puntadelladogana-1.mp3">Punta della Dogana</a></p>
<p><em>Vedute aeree / Aerial views / Vues aériennes<br />
© Palazzo Grassi S.p.A, ORCH Orsenigo_Chemollo</em></p>
<p><em></em></p>
<p><em></em></p>
<p><em></em></p>
<p><em></em></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-22548" title="room-1-cattelan" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/07/room-1-cattelan-200x300.jpg" alt="room-1-cattelan" width="191" height="281" /><strong></strong></p>
<p><strong>Maurizio Cattelan, Untitled, 2007<br />
</strong>Cavallo impagliato: pelle di cavallo, fibra di vetro, resina / Taxidermied horse: horse hide, fiberglass, resin / Cheval empaillé: pelage de cheval, fibre de verre, résine<br />
300 x 170 x 80 cm</p>
<p><em><br />
Courtesy: Palazzo Grassi Spa<br />
Foto: ORCH Orsenigo-Chemollo</em></p>
<p><em></em></p>
<p><em></em></p>
<p><em></em><br />
Negli spazi di Punta della Dogana, un cavallo sospeso che sembra voler saltare dentro il muro. Un’immagine bizzarra, sorprendente che confonde. L’autore di quest’opera è Maurizio Cattelan, uno dei più importanti e controversi artisti della scena contemporanea.</p>
<p>Nel commento dell’audioguida Francesco Bonami vi rivela di più sull’opera.</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/07/cattelan.mp3">CAttelan</a></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-22549" title="d13_twombly_" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/07/d13_twombly_.jpg" alt="" width="286" height="192" /><strong>Cy Twombly , Coronation of sesostris, 2000<br />
</strong>Acrilico, matita e pastello a cera su tela. 10 pannelli, dimensioni variabili</p>
<p><em>Al suolo</em><br />
Richard Hugues, Broken circle, 2006<br />
Polistirene, filo metallico, jesmonite, polvere di pietra, resina epossidica, foglie, lacca, pittura acrilica.<br />
3 parti (170x80x80 cm &#8211; 165x60x75 cm &#8211; 80x80x50 cm)</p>
<p><em>Courtesy: Palazzo Grassi Spa<br />
Foto: ORCH Orsenigo-Chemollo</em></p>
<p><em></em></p>
<p><em></em></p>
<p><em></em></p>
<p><em></em>Dieci dipinti che attraverso segni e colori sottili formano una narrazione. Come spesso nella sua produzione artistica, Cy Twombly ha scelto un tema mitologico, l’incoronazione del faraone egizio Sesostris. Ma ascoltate il commento dell’audioguida per saperne di più dalla curatrice Alison Gingeras.</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/07/twombly.mp3">Cy Twombly</a></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-22550" title="kruger-i-shop-therefore-i-am" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/07/kruger-i-shop-therefore-i-am.jpg" alt="kruger-i-shop-therefore-i-am" width="231" height="225" /><strong>Barbara Kruger, Untitled (I shop therefore I am), 1987<br />
</strong>Photographic screenprint on vinyl<br />
284.5 x 287 cm</p>
<p><em>Courtesy: Skarstedt Gallery, New York</em></p>
<p><em></em></p>
<p><em></em><br />
A Palazzo Grassi un’intera sala è dedicata all’artista americana Barbara Kruger.<br />
Nei suoi collage con foto eleganti e testi diventati iconici come “I shop therefore I am”, Barbara Kruger gioca con le immagini e il linguaggio dei massmedia e lo destruttura per scoprire i rapporti di potere nella società. Nel commento dell’audioguida , Alison Gingeras vi rivela di più sull’artista e la sua strategia.</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/07/kruger.mp3">Barbara Kruger </a></p>
<p>a cura di <a href="http://www.antennaaudio.com/index.php?lang=it_IT">Antenna Audio </a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Quattro passi a&#8230;Milano</title>
		<link>http://www.tafter.it/2009/06/12/quattro-passi-amilano/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 07:53:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Audio Percorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Beni Culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[La passeggiata che Tafter propone questo mese si dipana tra le vie del centro storico milanese partendo dalla Basilica di Sant'Ambrogio, per arrivare alla Galleria Vittorio Emanuele II, passando attraverso la particolare Piazza dei Mercanti. Oltre a dei brevi cenni storici e a delle curiosità, ascoltate un assaggio dei podcast di Discovery Audio che vi condurranno all'interno delle mete più inesplorate della città. I podcast sono acquistabili in versione integrale su iTunes Store...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://maps.google.it/maps?f=d&amp;source=s_d&amp;saddr=Sant%E2%80%99Ambrogio&amp;daddr=Via+San+Vittore+al+Teatro+Milano,+Lombardia+to:piazza+mercanti+++to:galleria+vittorio+emanuele&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;mra=ls&amp;dirflg=w&amp;sll=45.455194,9.197617&amp;sspn=0.056234,0.109863&amp;ie=UTF8&amp;ll=45.473103,9.155216&amp;spn=0.056216,0.109863&amp;z=13" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-21206" title="itinerario-milano" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/06/itinerario-milano.jpg" alt="itinerario-milano" width="500" height="241" /></a>La passeggiata che Tafter propone questo mese si dipana tra le vie del centro storico milanese partendo dalla <strong>Basilica di Sant&#8217;Ambrogio</strong>, per arrivare alla <strong>Galleria Vittorio Emanuele II</strong>, passando attraverso la particolare <strong>Piazza dei Mercanti</strong>. Oltre a dei brevi cenni storici e a delle curiosità, ascoltate un assaggio dei podcast di <a href="http://www.itunes.com/discoveryaudio "><em>Discovery Audio</em> </a>che vi condurranno all&#8217;interno delle mete più inesplorate della città. I podcast sono acquistabili in versione integrale su <em>iTunes Store</em>&#8230;</p>
<p><strong>ITINERARIO:<br />
A - Basilica di Sant’Ambrogio<br />
<em>Punto d&#8217; interesse: Chiesa S.Maria alla Porta<br />
Punto d&#8217;interesse: Piazza Affari</em><br />
B &#8211; Piazza Mercanti<br />
C - Galleria Vittorio Emanuele</strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p> </p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong><a href="http://maps.google.it/maps?f=d&amp;source=s_d&amp;saddr=Sant%E2%80%99Ambrogio&amp;daddr=Via+San+Vittore+al+Teatro+Milano,+Lombardia+to:piazza+mercanti+++to:galleria+vittorio+emanuele&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;mra=ls&amp;dirflg=w&amp;sll=45.455194,9.197617&amp;sspn=0.056234,0.109863&amp;ie=UTF8&amp;ll=45.473103,9.155216&amp;spn=0.056216,0.109863&amp;z=13"></a></strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-21201" title="basilica-santambrogio" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/06/basilica-santambrogio-150x150.jpg" alt="basilica-santambrogio" width="150" height="150" />A &#8211; BASILICA DI SANT&#8217;AMBROGIO</strong><br />
La Basilica di sant&#8217;Ambrogio è un bellissimo esempio di basilica romanica dedicata al santo patrono della città. Edificata tra il 379 e il 386 per volere del vescovo di Milano Ambrogio, fu costruita in una zona in cui erano stati sepolti i cristiani martirizzati dalle persecuzioni romane.<br />
Da un punto della piazza situato di fronte all&#8217;ingresso alla Basilica sono visibili i due campanili: quello di destra,  detto &#8220;dei Monaci&#8221;, risale al secolo IX, mentre quello di sinistra, detto &#8220;dei Canonici&#8221; fu costruito nel secolo XII e completato poi con una loggia alla fine del 1800.<br />
<strong><em>Curiosità:</em></strong> la colonna che si trova a fianco alla basilica, chiamata “colonna del diavolo”, ha due fori causati secondo una leggenda, durante una lotta tra S’Ambrogio ed il demonio. Quest’ultimo nel tentativo di infilzare il Santo, si scontrò con la colonna.<br />
Ogni anno, inoltre, di fronte alla chiesa si svolge la fiera degli “Oh Bej Oh Bej”, un mercatino delle pulci che sopravvive dal 1866. (Indirizzo: Piazza Sant&#8217;Ambrogio metropolitana MM2, fermata S. Ambrogio, Sito Web: <a href="http://www.santambrogio-basilica.it">http://www.santambrogio-basilica.it</a> Telefono: 02 86450895, Orari: 9,30-12,00 e 15,30-18,00 chiuso martedì, e.mail:  <a href="mailto:santambrogio@chiesadimilano.it">santambrogio@chiesadimilano.it</a>)</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/06/sant_ambrogio.mp3">Basilica Sant&#8217;Ambrogio mp3</a></p>
<p> </p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Da Via Gorani, svoltare a sinistra in Via Santa Maria alla Porta</span></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p> </p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong></strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-21202" title="santa-maria-alla-porta" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/06/santa-maria-alla-porta-150x150.jpg" alt="santa-maria-alla-porta" width="150" height="150" />Punto di interesse</strong> Chiesa di Santa Maria alla Porta<br />
Forse già esistente nel XII secolo, la attuale chiesa di Santa Maria alla Porta fu eretta a Milano in piena dominazione spagnola nell&#8217;anno 1652 su progetto dell&#8217;architetto Richini. Il progetto fu poi terminato da Francesco Castelli detto il Borromini al quale si deve la costruzione del portale barocco e del sovrastante timpano; la via sulla quale si affaccia la chiesa, via Santa Maria alla Porta, era parte del decumano che da Piazza San Sepolcro conduceva alla Porta Vercellina.<br />
La chiesa, come moltissime altre chiese milanesi, fu duramente colpita dai bombardamenti aerei anglo-americani della Seconda Guerra Mondiale: tuttora sono visibili, in facciata e sulle colonne in pietra, fori e sbrecciature causati dalle schegge delle bombe.<br />
Santa Maria alla Porta è attualmente una fondazione costituita con il lascito di fedeli che celebra messe per i fedeli di lingua polacca come testimoniato da una targa recentemente applicata a fianco dell&#8217;ingresso.<br />
La parrocchia di Santa Maria alla Porta celebra la messa alle ore 17,30 dei giorni feriali e alle ore 9,30 dei giorni festivi; la chiesa è aperta tutti i giorni dalle ore 8 alle ore 11.</em></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em></em></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Da Via Santa maria alla Porta girare a destra su Via delle Orsole e giungere sino a Piazza Affari</span></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p> <br />
<em><strong><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-21204" title="Borsa" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/06/piazza-affari-150x150.jpg" alt="Borsa" width="150" height="150" />Punto di interesse:</strong> Piazza degli Affari<br />
Piazza degli Affari, meglio nota come Piazza Affari è il cuore della finanza milanese. La sede della Borsa si trova proprio all&#8217;interno di Palazzo Mezzanotte, progettato dall&#8217;architetto Paolo Mezzanotte e inaugurato nell&#8217;ottobre del 1932. Palazzo all&#8217;avangurdia per l&#8217;epoca, prevedeva infatti l&#8217;esecuzione automatica delle chiamate simultanee degli ascensori ed aveva un sistema di condizionamento dell&#8217;aria funzionante con acqua e vapore oltre ad ospitare il più grande quadro luminoso elettrico d&#8217;Italia che permetteva la visione della quotazione in tempo reale dei 78 titoli ammessi alla Borsa di Milano.<br />
All&#8217;interno del palazzo, la sala più importante è la grande sala delle grida, luogo dove si eseguivano le contrattazioni &#8220;a chiamata&#8221; illuminata dall&#8217;alto attraverso un grande velario raffigurante la volta celeste e le sue costellazioni. (Per informazioni </em><a href="http://www.palazzomezzanotte.it/"><em>http://www.palazzomezzanotte.it/</em></a><em>)</em></p>
<p><em></em></p>
<p><em></em></p>
<p><em></em></p>
<p><em></em></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Procedendo per Via Cordusio e svoltando a destra in Via degli Orefici, eccoci arrivati a Piazza Mercanti</span></strong></p>
<p> </p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-21203" title="piazza-mercanti" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/06/piazza-mercanti-150x150.jpg" alt="piazza-mercanti" width="150" height="150" /> B &#8211; PIAZZA MERCANTI</strong><br />
Entrati in Piazza Mercanti, sul muro del Palazzo della Ragione, in una nicchia, è visibile il rilievo di Oldrado da Tresseno a cavallo. L&#8217;epigrafe alla base del rilievo (attribuita alla scuola di Benedetto Antelami) tradotta, significa: &#8220;Anno del Signore 1233. Ad Oldrado di Tresseno podestà di Milano. Tu che percorri gli atrii regali del grande palazzo, sempre ricorderai i meriti del podestà Oldrado, cittadino lodigiano, difensore della fede e della spada, che costruì il palazzo e bruciò i Catari, com&#8217;era suo dovere&#8221;.<br />
Sulla piazza sorge la Loggia degli Osii, risalente al 1316 ma ricostruita nel 1904 sul quale loggiato superiore si intravede ancora la &#8220;parlera&#8221;, cioè il balcone dal quale veniva arringato il popolo e da dove venivano lette le sentenze.<br />
In mezzo alla piazza un tempo c&#8217;era &#8220;la Pietra dei Falliti&#8221;, un blocco di pietra dove i malfattori venivano esposti alla pubblica vergogna che oggi è stata sostituita da una vera da pozzo del 1500.</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/06/p_mercanti.mp3">Piazza Mercanti mp3</a></p>
<p> </p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Da Piazza Mercanti, svoltando a destra, si arriva a Piazza del Duomo dove imponente si erge il simbolo per eccellenza di Milano. Per arrivare alla Galleria Vittorio Emanuele II si può attraversare Via Foscolo o Via Pellico, da dove si giunge in quello che è definito il salotto lussuoso della Milano bene.</span></strong></p>
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<strong><a href="http://maps.google.it/maps?f=d&amp;source=s_d&amp;saddr=Sant%E2%80%99Ambrogio&amp;daddr=Via+San+Vittore+al+Teatro+Milano,+Lombardia+to:piazza+mercanti+++to:galleria+vittorio+emanuele&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;mra=ls&amp;dirflg=w&amp;sll=45.455194,9.197617&amp;sspn=0.056234,0.109863&amp;ie=UTF8&amp;ll=45.473103,9.155216&amp;spn=0.056216,0.109863&amp;z=13"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-21205" title="galleria-vittorio-emanuele" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/06/galleria-vittorio-emanuele-150x150.jpg" alt="galleria-vittorio-emanuele" width="150" height="150" /></a>C - Galleria Vittorio Emanuele</strong><br />
La Galleria è ricca di negozi, librerie, ristoranti e caffè con tavoli all&#8217;aperto ed è stata portata a compimento nel 1877 su progetto di Giuseppe Mengoni, il quale, paradossalmente, vi morì precipitando dalla cupola dell&#8217;ottagono (alta 47 metri) che vi è all&#8217;interno, durante un&#8217;ispezione il 30 dicembre 1877. Molti pensano si trattò di un suicidio, dovuto alle critiche sulla costruzione espresse da più parti e dalla delusione della mancata presenza del re all&#8217;inaugurazione del 1867.<br />
Sul pavimento dell&#8217;Ottagono centrale, al centro, è realizzato a mosaico lo stemma di Casa Savoia. Ai suoi lati, sempre in mosaici, sono rappresentati gli stemmi delle quattro città che in epoche diverse sono state capitali del Regno d&#8217;Italia: nell&#8217;ordine Milano (con Napoleone), poi Torino, Firenze e infine Roma (coi Savoia).<br />
Nelle lunette attorno alla volta, sono raffigurate le allegorie dei quattro continenti: Africa, Asia, Europa e America.<br />
<strong><em>Curiosità: </em></strong>La tradizione afferma che ruotare su se stessi stando col tallone del piede destro sui genitali del toro ritratto a mosaico entro lo stemma della città di Torino sul pavimento dell&#8217;Ottagono della galleria, porti fortuna. Questo rito scaramantico, ripetuto centinaia di volte al giorno dai passanti, principalmente turisti, usura velocemente l&#8217;immagine del toro che deve essere ripristinata frequentemente.<br />
In realtà l&#8217;antica tradizione milanese prevedeva di strisciare il piede sullo stemma soltanto la notte del 31 dicembre a mezzanotte.</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/06/gall_vitt_emm.mp3">Galleria VE mp3</a></p>
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<p><strong>EVENTI:</strong><br />
Consulta tutti gli appuntamenti a <a href="http://www.tafter.it/tag/milano/">Milano</a> selezionati da Tafter</p>
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<p><em><a href="http://maps.google.it/maps?f=d&amp;source=s_d&amp;saddr=Sant%E2%80%99Ambrogio&amp;daddr=Via+San+Vittore+al+Teatro+Milano,+Lombardia+to:piazza+mercanti+++to:galleria+vittorio+emanuele&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;mra=ls&amp;dirflg=w&amp;sll=45.455194,9.197617&amp;sspn=0.056234,0.109863&amp;ie=UTF8&amp;ll=45.473103,9.155216&amp;spn=0.056216,0.109863&amp;z=13" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-21346" title="discovery-audio" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/06/discovery-audio.jpg" alt="discovery-audio" width="171" height="44" /></a> In collaborazione con <a href="http://www.itunes.com/discoveryaudio ">Discovery Audio</a></em></p>
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]]></content:encoded>
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		<title>Museo Archeologico Nazionale di Napoli</title>
		<link>http://www.tafter.it/2009/05/21/museo-archeologico-nazionale-di-napoli/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2009 14:45:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Audio Percorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Musei e Beni culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Nuove tecnologie]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli costituisce una delle più importanti e straordinarie raccolte di opere dell’antichità al mondo. L’audioguida del Museo Archeologico, realizzata dalla Pierreci in collaborazione con Antenna Audio, accompagna il visitatore attraverso l’intero percorso espositivo e non rivela solo la genesi di questa straordinaria raccolta ma analizza anche dettagliatamente una gran parte delle opere. E infine, il podcast mensile della National Gallery di maggio 2009...

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli costituisce una delle più importanti e straordinarie raccolte di opere dell’antichità al mondo.<br />
La fondazione del museo nel 1734 si deve a Carlo III per ospitare la collezione Farnese ereditata da sua madre e fu ampliata da reperti provenienti dagli scavi di Pompei, Ercolano e Stabiae e da altre collezioni minori nel corso del Settecento. Fu Ferdinando IV, il figlio di Carlo III, a riunire tutte le collezioni in una sola sede e a scegliere l’attuale sede, il monumentale Palazzo degli Studi di Napoli.<br />
L’audioguida del Museo Archeologico, realizzata dalla Pierreci in collaborazione con Antenna Audio, accompagna il visitatore attraverso l’intero percorso espositivo e non rivela solo la genesi di questa straordinaria raccolta ma analizza anche dettagliatamente una gran parte delle opere.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-20482" title="afrodite-pudica" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/05/afrodite-pudica-181x300.jpg" alt="afrodite-pudica" width="181" height="300" /><strong>Afrodite Capitolina</strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p> <br />
Come numerose opere del museo, questa scultura è una copia romana di una celebre opera ellenistica, l’ “Afrodite Capitolina”. In questo commento dell’audioguida, potete saperne di più sull’origine di questa rappresentazione della dea dell’amore e della bellezza e sulla sua funzione nell’architettura dell’Antichità.</p>
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<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/05/afrodite.mp3">Afrodite</a></p>
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<p><img class="alignnone size-medium wp-image-20483" title="alessandro" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/05/alessandro.jpg" alt="alessandro" width="294" height="235" /><strong>Mosaico di Alessandro</strong><br />
Ascoltando la descrizione del grandioso “Mosaico di Alessandro”, conoscerete la più imponenete opera musiva giunta fino a noi dall’Antichità. <br />
L’opera decorava la Casa del Fauno di Pompei, una lussuosa dimora aristocratica pompeiana della seconda metà del II secolo a.C, con una ricca decorazione pittorica e una vera e propria galleria di mosaici ellenistici.<br />
Questo mosaico coglie un momento decisivo della battaglia di Alessandro III, contro Dario III, re di Persia, nel 333 a. C.<br />
Per sentire la storia del suo ritrovamento, sentire i dettagli sulla tecnica e tanti altri aspetti della sua storia, ascoltate il commento.</p>
<p> </p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/05/alessandro.mp3">Alessandro</a></p>
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<p><strong>Il podcast mensile<br />
</strong>Il podcast della National Gallery Londra di Londra di maggio 2009 (a cura di Antenna Audio)</p>
<p>Le donne nude e carnose di Peter Paul Rubens dividono la critica? La curatrice Betsy Wiesemann ce ne spiega il motivo, argomentando sulle opinioni espresse sul più grande artista della metà del Seicento in Europa. Inoltre, scoprite come Pablo Picasso fosse capace di cambiare stile da un momento all’altro, attraverso le parole di Chris Riopelle, uno dei curatori di &#8220;Picasso Challenging the Past&#8221; alla National Gallery, che spiega i modelli e le ispirazioni dell’artista.<br />
E infine, vi verrà rivelato come Joshua Reynolds abbia nobilitato il ritratto pittorico tra i generi artistici del Settecento.</p>
<p><strong><a href="http://www.antennaaudio.com/content/blogcategory/80/124/lang,en_GB/">Il podcast mensile</a> </strong> </p>
<p> </p>
<p>A cura di <a href="http://www.tafter.it/2009/03/26/samurai-la-mostra-a-palazzo-reale-di-milano/">Antenna Audio</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Samurai: la mostra a Palazzo Reale di Milano</title>
		<link>http://www.tafter.it/2009/03/26/samurai-la-mostra-a-palazzo-reale-di-milano/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 10:09:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Audio Percorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>

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		<description><![CDATA[A Palazzo Reale di Milano fino al 2 giugno, la prima mostra in Europa dedicata al complesso mondo dei samurai, alla loro storia, al loro mito. Una selezione di circa novanta pezzi tra armature, oggetti e accessori della collezione Koelliker di Milano, oltre a una serie di manufatti provenienti dalle Raccolte d’Arte Orientali del Castello Sforzesco, ripercorre la storia sociale, politica ed economica del Giappone...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Potete scoprire il mondo dei Samurai a Palazzo Reale a Milano. L&#8217;audioguida, realizzata da Antenna Audio, vi accompagna attraverso l&#8217;affascinante mostra che fa riapparire il mondo di questi guerrieri leggendari. Gli interventi del curatore Giuseppe Piva vi fanno conoscere numerosi dettagli sulle armature, gli elmi e le spade esposti nella mostra. Gli oggetti sono stati prestati dalla collezione Koelliker, una delle migliore del genere in Europa.</p>
<p>Ascoltate i due commenti selezionati dall&#8217;audioguida.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-18297" title="nimai-do-gusoku_n6" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/03/nimai-do-gusoku_n6-192x300.jpg" alt="nimai-do-gusoku_n6" width="192" height="300" /></p>
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<p><strong>Nimai do Gusoku &#8211; metà del periodo Edo</strong></p>
<p>L&#8217;armatura che vi viene presentata qui, è eccezionale. Fatevi raccontare il significato dei simboli presenti su quest&#8217;armatura dal curatore Giuseppe Piva. Oltre alla storia dell&#8217;armatura vi vengono rivelati numerosi aspetti sulla vita e il ruolo dei Samurai.</p>
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<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/03/samurai_1.mp3">Samurai</a></p>
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<img class="alignnone size-medium wp-image-18298" title="spada-1048" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/03/spada-1048-116x300.jpg" alt="spada-1048" width="116" height="300" /></p>
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<p><strong>Tachi in uchigatana koshirae &#8211; scuola Ko Mihara</strong></p>
<p>Questo commento  introduce all&#8217;oggetto più importante per un Samurai: la spada. Il curatore Giuseppe Piva spiega perché.</p>
<p> </p>
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<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/03/samurai_2.mp3">Spada</a></p>
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<p><strong>Il podcast mensile</strong><br />
 <br />
From Van Dyck to Bellotto: Splendor at the Court of Savoy<br />
BOZAR - Bruxelles<br />
Fino al 24 maggio 2009</p>
<p>Scoprite le corrispondente tra l&#8217;arte fiamminga e piemontese! Con questo podcast, realizzato da Antenna Audio, sarete introdotti alla mostra &#8220;From Van Dyck to Belotto&#8221; al museo Bozar di Bruxelles. Provenienti per gran parte dalle splendide collezioni della Galleria Sabauda di Torino, dimostrano l&#8217;interesse della famiglia Savoia per i maestri fiamminghi. Ma il podcast vi rivela anche aspetti meno conosciuti sulla pittura italiana dal &#8217;400 al &#8217;700 di questa collezione.  </p>
<p><a href="http://www.bozar.be/podcasts/2009/3/ENG_VanDyck.mp3">Podcast</a></p>
<p> </p>
<p>A cura di <a href="http://www.antennaaudio.com/index.php?lang=it_IT">Antenna Audio</a></p>
<p><a href="http://www.antennaaudio.com/index.php?lang=it_IT"></a></p>
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		<title>Futurismo 1909-2009. Dinamismo + Arte + Azione</title>
		<link>http://www.tafter.it/2009/02/19/futurismo-1909-2009-dinamismo-arte-azione/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 15:51:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Audio Percorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari Digitali]]></category>

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		<description><![CDATA[La Mostra "Futurismo 1909-2009. Dinamismo + Arte + Azione” presenta a Palazzo Reale di Milano circa 250 dipinti, disegni, sculture, oltre a esempi di paroliberismo, progetti e disegni d’architettura, scenografie e costumi teatrali, fotografie, libri-oggetto, oggetti dell’orizzonte quotidiano (arte decorativa, grafica, moda), tutti segnati dall’impronta innovatrice del Futurismo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Mostra &#8220;Futurismo 1909-2009. Dinamismo + Arte + Azione” è visitabile presso il Palazzo Reale di Milano fino al 7 giugno 2009<strong>.</strong> In mostra vengono presentati circa 250 dipinti, disegni, sculture, oltre a esempi di paroliberismo, ai progetti e disegni d’architettura, alle scenografie e costumi teatrali, alle fotografie, ai libri-oggetto, fino agli oggetti dell’orizzonte quotidiano (arte decorativa, grafica, moda), tutti segnati dall’impronta innovatrice del Futurismo.<br />
Per questa ricchissima mostra sul Futurismo, Antenna Audio ha realizzato due percorsi audio con un approccio innovativo che appassionerà i visitatori per il suo dinamismo e una particolare ricchezza di livelli interpretativi.</p>
<p>Il tour per adulti (in italiano e inglese) introduce i visitatori alla scoperta della mostra, accompagnati dai curatori, Ada Masoero e Giovanni Lista, che spiegano le ragioni di questo progetto gettando nuova e diversa luce sullo straordinario lavoro dei Futuristi. Rivelano infatti i motivi di un approccio multidisciplinare alla mostra, che integra, oltre alla pittura e la scultura, anche il teatro, la fotografia, il cinema, il paroliberismo e la cultura quotidiana.<br />
Il tour è vivacizzato e contestualizzato dalla lettura di citazioni scritte dai Futuristi e dall’uso di effetti sonori futuriste e musiche che si adattano particolarmente all’epoca.</p>
<p>Antenna Audio ha anche realizzato un percorso specifico per i bambini che sono in visita alla Mostra. Con le sue immagini dinamiche e i forti richiami di movimento e suono, l&#8217;arte futurista esercita sicuramente una grande presa sul pubblico più giovane. In partenza per un nuovo viaggio a Palazzo Reale, i piccoli visitatori della mostra potranno sperimentare in presa diretta tutto l&#8217;impatto di questo movimento rivoluzionario attraverso un&#8217;emozionante  audioguida che Antenna Audio ha creato appositamente per le famiglie. Narrato da personaggi originali e divertenti e arricchito da suoni scintillanti, l&#8217;audiotour accompagnerà i bambini in un viaggio mozzafiato alla scoperta di un mondo dirompente di macchine e azione. La sfida che i piccoli utenti dell&#8217;audioguida dovranno affrontare -e provare a vincere &#8211; sarà una corsa verso il futuro!</p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>Percorso Adulti</strong></p>
<p> <br />
<strong><img class="alignnone size-medium wp-image-17156" title="10_boccioni" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/02/10_boccioni-248x300.jpg" alt="10_boccioni" width="248" height="300" /></strong><br />
Umberto Boccioni<br />
Forme uniche della continuità nello spazio, 1913<br />
bronzo, 112x40x90 cm<br />
Milano, Civico Museo d’Arte Contemporanea</p>
<p>Questa scultura è il capolavoro di Umberto Boccioni e da lui stesso considerato tale. I curatori della mostra, Ada Masoero e Giovanni Lista, vi rivelano il perché in questo commento dell’audioguida.</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/02/ita_1.mp3">Boccioni</a></p>
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<p><strong>Percorso Bambini</strong></p>
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<p><strong><img class="alignnone size-medium wp-image-17158" title="15_carra" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/02/15_carra-300x214.jpg" alt="15_carra" width="300" height="214" /></strong></p>
<p>Carlo Carrà<br />
Il cavaliere rosso, 1913<br />
olio su tela, 23&#215;36 cm<br />
Milano, Civiche Raccolte d’Arte, Muso del Novecento, Collezione Jucker<br />
© Comune di Milano &#8211; tutti i diritti di legge riservati</p>
<p>I piccoli visitatori della mostra possono andare alla scoperta del Futurismo con tre personaggi molto particolari: Guizzo, Placido e Luce. Percorrono la mostra in una gara verso il futuro. Ognuno di loro ha un punto di vista molto particolare di quest’opera “Il Cavaliere Rosso” di Carlo Carrà. Vi riveleranno gli aspetti innovativi e rivoluzionari della pittura futurista.</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/02/carra_kid.mp3">Carrà, cavaliere rosso</a></p>
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<p><strong></strong></p>
<p><strong>Il podcast mensile</strong><br />
<strong>In Tour per i musei di Londra:<br />
</strong>Antenna Audio, insieme a “Visit London”, l’organizzazione ufficiale per la visita turistica di Londra, ha sviluppato un percorso speciale che presenta alcuni dei più importanti musei e monumenti della capitale britannica. Scoprite il “British Museum”, la “National Gallery”, la “Royal Academy”, la “Tate Modern” e il “Tower of London” attraverso le testimonianze di chi ci lavora e degli abitanti di Londra.</p>
<p><a href="http://www.antennaaudio.com/content/view/399/23/lang,en_GB/sample,tours/">Podcast</a></p>
<p>A cura di <a href="http://www.antennaaudio.com/index.php?lang=it_IT">Antenna Audio</a></p>
<p><a href="http://www.antennaaudio.com/content/view/399/23/lang,en_GB/sample,tours/"></a></p>
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		<item>
		<title>Georges Seurat, Paul Signac e i neoimpressionisti</title>
		<link>http://www.tafter.it/2008/12/18/georges-seurat-paul-signac-e-i-neoimpressionisti/</link>
		<comments>http://www.tafter.it/2008/12/18/georges-seurat-paul-signac-e-i-neoimpressionisti/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2008 10:06:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Audio Percorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari Digitali]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Musei e Beni culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Nuove tecnologie]]></category>

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		<description><![CDATA[La mostra "Georges Seurat, Paul Signac e i neoimpressionisti", a Milano fino al 25 gennaio 2009, esplora l’arte radicalmente innovativa di Seurat e Signac, analizzando il loro fondamentale contributo al neoimpressionismo, movimento artistico sviluppatosi sopratutto in Francia e in Belgio negli anni Ottanta e Novanta del XIX secolo... 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mostra &#8220;Georges Seurat, Paul Signac e i neoimpressionisti&#8221;, a Palazzo Reale, Milano, fino al 25 gennaio 2009, s’incentra sulle figure dei due pittori neoimpressionistii, presentando una scelta di loro straordinari dipinti provenienti dai più importanti musei del mondo (tra cui il Musée d&#8217;Orsay di Parigi, il Metropolitan e il Guggenheim Museum di New York) ed è pensata per far scoprire al pubblico le due personalità artistiche nel rispettivo ruolo e nel fondamentale contributo che diedero alla nascita e allo sviluppo del neoimpressionismo, diffusosi rapidamente soprattutto in Francia ed in Belgio.<br />
Con l’audioguida, realizzata da Antenna Audio, il visitatore può scoprire tutti i dettagli della tecnica pittorica dei neoimpressionisti, può conoscere in maniera approfondita le personalità di Seurat e Signac, e di numerosi altri neoimpressionisti in mostra. Marina Ferretti Bocquillon, la curatrice della mostra, presente per tutto il percorso audio, rivela aspetti sconosciuti sullo stile e sugli artisti. A proposito della nascita del neoimpressionismo afferma: “I neoimpressionisti volevano, appoggiandosi all’impressionismo, inventare una pittura che fosse dedicata al mondo moderno, ma anche conferire una &#8216;struttura&#8217; meno effimera, più fissa ai loro quadri.”</p>
<p> </p>
<p><a href="Nessuna"><img class="alignnone size-medium wp-image-15725" title="seurat_la-seine-a-courbevoie" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2008/12/seurat_la-seine-a-courbevoie-243x300.jpg" alt="seurat_la-seine-a-courbevoie" width="243" height="300" /></a></p>
<p>In questo dipinto possiamo osservare alcune delle principali innovazioni pittoriche di Georges Seurat. Mentre la formazione dell’artista era tradizionale, basata sui principi accademici, la sua tecnica e i suoi soggetti non lo erano affatto. Già la scelta del tema, un sobborgo di Parigi di nome Courbevoie, dimostra che l’artista preferiva dipingere quello che vedeva intorno a sé. Nella composizione geometrica, Seurat inizia a dividere i colori in modo sistematico.<br />
È solo l’inizio della sua ricerca.</p>
<p> </p>
<p>Georges Seurat: La Senna a Courbevoie, 1885<br />
olio su tela, 81,4&#215;65,2 cm<br />
Collezione privata</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2008/12/seurat_la-senna.mp3">La Senna a Courbevoie</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><a href="Nessuna"><img class="alignnone size-medium wp-image-15726 alignright" style="float: right;" title="signac_-arc-en-ciel-venise" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2008/12/signac_-arc-en-ciel-venise-300x238.jpg" alt="signac_-arc-en-ciel-venise" width="300" height="238" /></a></p>
<p>A differenza di Georges Seurat, Paul Signac era un autodidatta. Seurat e Signac si incontrarono nel 1884. Condividendo l’interesse per le teorie del colore e l’obiettivo di dipingere soggetti moderni con uno stile rigoroso e innovativo, iniziarono a collaborare per dare forma ai principi del neoimpressionismo e strinsero una forte amicizia.<br />
Quando Signac dipinse questo dipinto, Seurat era morto da quasi 15 anni e Signac aveva portato il neoimpressionismo verso una nuova direzione con colori più vivi, la composizione più animata. Scoprite di più sul significato dell’arcobaleno in questo dipinto e sulla scelta di Signac di dipingere Venezia, ascoltando il commento.</p>
<p>Paul Signac: L’Arcolbaleno, Venezia, 1905<br />
olio su tela, 73,7&#215;92,3 cm<br />
Collezione privata<br />
<a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2008/12/arcobaleno_signac.mp3">Arc en ciel. Venise</a></p>
<p> <br />
<strong>Il podcast mensile</strong><br />
<strong>Emory Michael C. Carlos Museum</strong><br />
Le collezioni Emory si sono sviluppate a partire dalla fine del Ottocento con la fondazione di un museo situato sul campus universitario di Oxford in Georgia, diventato presto il museo più importante del Sud-Est statiunitense. Spaziando dall’arte antica egiziana, americana, africana a quella asiatica, le collezioni arrichiscono in primo luogo la ricerca scientifica universitaria.</p>
<p>La serie di Podcast, prodotta da Antenna Audio, presenta ogni volta un’opera della collezione. Ne discutono due esperti di differenti discipline che spiegano il loro punto di vista, rivelando così delle prospettive nuove e insolte sull’opera in questione.</p>
<p><a href="http://www.carlos.emory.edu/podcasts">Podcast</a></p>
<p>a cura di <a href="http://www.antennaaudio.com/index.php?lang=it_IT">Antenna Audio</a></p>
<p> </p>
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		<title>L&#8217;arte del secondo Novecento in Europa: Arnaldo Pomodoro e Aimé Maeght</title>
		<link>http://www.tafter.it/2008/11/27/larte-del-secondo-novecento-in-europa-arnaldo-pomodoro-e-aime-maeght/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2008 11:07:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Audio Percorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari Digitali]]></category>

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		<description><![CDATA[Scoprire l'arte della seconda metà del Novecento attraverso il percorso audio e visivo su due grandi maestri europei: Arnaldo Pomodoro e Aimé Maeght. L'ampia presentazione della mostra "Arnaldo Pomodoro. Grandi Opere dal 1972 al 2008", visitabile a Milano fino al 22 marzo 2009, è accompagnata da un podcast sulla storia di Aimé Maeght, raccontata dai nipoti...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mostra “<strong>Arnaldo Pomodoro. Grandi Opere dal 1972 al 2008</strong>”, curata dal critico d’arte Bruno Corà ed allestita dall’architetto Pierluigi Cerri, presenta un’importante selezione di opere monumentali che il maestro montefeltrino ha realizzato dal 1972 a oggi. Sarà visitabile presso la Fondazione Arnaldo Pomodoro a MIlano <strong>fino al 22 marzo 2009</strong>.<br />
Nato nel 1926, lo scultore è uno degli scultori italiani viventi più noti a livello internazionale. Arnaldo Pomodoro ha lavorato ininterrottamente lungo tutta la seconda metà del Novecento; molte sue sculture di grandi dimensioni sono infatti presenti in spazi urbani e in parchi sculturali di tutto il mondo, da Brisbane a New York, da Tokyo a Parigi, e nelle piazze di molte città italiane.<br />
A Milano, in particolare, si trova la Fondazione a lui dedicata che, nata nel 1995 e attiva dal ‘99, vuole essere una “Casa della scultura”, un luogo di incontro e di partecipazione per la vita culturale della città.<br />
L’audioguida propone due percorsi: il primo è concepito per gli adulti, il secondo per i bambini.<br />
Gli adulti, attraverso numerosi interventi dell’artista, possono scoprire i pensieri e le esperienze che portano all’ideazione delle opere. <br />
I giovani visitatori della mostra sono accompagnati, invece, da due professori, uno di storia e letteratura, che si chiama Pomo, l’altro di scienze matematiche che si chiama Doro. Vengono quindi spiegati loro non solo i miti e le storie dell’universo di Arnaldo Pomodoro ma anche le forme geometriche e gli aspetti tecnici delle sculture.</p>
<p><strong><a href="Nessuna"><img class="alignnone size-medium wp-image-15425" title="18_copyright-carlo-orsi-giroscopio" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2008/11/18_copyright-carlo-orsi-giroscopio.jpg" alt="18_copyright-carlo-orsi-giroscopio" width="271" height="181" /></a>Percorso Adulti<br />
Giroscopio, 1986-1987</strong></p>
<p><strong>Copyright: Carlo Orsi</strong></p>
<p>Il giroscopio di Arnaldo Pomodoro è una scultura monumentale con i suoi quattro metri di diametro ma appare allo stesso tempo leggero per le sue forme levigate.<br />
Sembra un pianeta inventato dall’artista.</p>
<p> </p>
<p><strong><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2008/11/pomodoro_percorso-adulti.mp3">Giroscopio, 1986-1987</a></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p> </p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong><a href="Nessuna"><img class="alignnone size-medium wp-image-15426" title="05_copyright-carlo-orsi-pietrarubbia" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2008/11/05_copyright-carlo-orsi-pietrarubbia.jpg" alt="05_copyright-carlo-orsi-pietrarubbia" width="271" height="182" /></a>Percorso bambini<br />
The Pietrarubbia Group</strong></p>
<p><strong>Copyright: Carlo Orsi<br />
</strong><br />
In questo commento dell’audioguida i giovani visitatori della mostra sono accompagnati da Pomo, il professore di storia e letteratura. Egli gli fa notare infatti che la forma di quest’opera può essere associata sia ad un fiore, sia ad un libro aperto. Ma ascoltate che fiori e libri aveva in mente l’artista quando ha concepito questa scultura!</p>
<p> </p>
<p><strong><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2008/11/pomodoro_percorso-bambini.mp3">The Pietrarubbia Group</a></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p> <br />
<strong>Il podcast mensile<br />
La storia di Aimé Maeght</strong><br />
Questo mese vi presentiamo la nuova puntata del Podcast prodotta <strong>Royal Academy of Arts di Londra</strong>. Potete scoprire la storia di <strong>Aimé Maeght</strong> uno dei più affascinanti personaggi del mondo dell’arte del secondo Novecento attraverso i racconti delle sue nipoti. Immediatamente dopo la seconda guerra mondiale egli apre la sua prima galleria a Parigi, introducendo con le sue attività di collezionista e editore, un nuovo spirito nel panorama dell’arte contemporanea europea.</p>
<p><a href="http://static.royalacademy.org.uk/files/family-maeght-395.mp3">Aimé Maeght</a></p>
<p> </p>
<p>a cura di <a href="http://www.antennaaudio.com/index.php?lang=it_IT">Antenna Audio</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Scoprire l&#8217;arte di Vincent van Gogh</title>
		<link>http://www.tafter.it/2008/11/06/scoprire-larte-di-vincent-van-gogh/</link>
		<comments>http://www.tafter.it/2008/11/06/scoprire-larte-di-vincent-van-gogh/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 14:09:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Audio Percorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Musei e Beni culturali]]></category>

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		<description><![CDATA[La mostra "Van Gogh: Dipinti e Disegni: Capolavori dal Kröller-Müller Museum", ora a Brescia, offre una prospettiva meno conosciuta dell’arte di Vincent van Gogh. Intervenendo durante tutto il percorso audio, il curatore Marco Goldin ne rivela molti altri aspetti costitutivi. È presente anche Liz Kreijn, responsabile delle Collezioni del Museo Kröller-Müller di Otterlo. E infine un piccolo assaggio della mostra "The Smile of Buddha", in corso al Bozar di Bruxelles...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="Nessuna"></a>La mostra &#8220;Van Gogh: Dipinti e Disegni: Capolavori dal Kröller-Müller Museum&#8221;, che è visitabile fino all&#8217;8 febbraio 2009 presso il Museo di Santa Giulia di Brescia, offre una prospettiva meno conosciuta e più intima dell’arte di Vincent van Gogh, uno degli artisti più amati al mondo oggi. Nell’arco di un intenso decennio, tra il 1880 e il 1890, l’artista imparò a dipingere e a disegnare da autodidatta e sviluppò uno stile inconfondibile. È proprio attraverso il disegno che van Gogh inizia ad essere artista e a costruire il suo mondo. Nell’audioguida, <strong>Marco Goldin</strong>, il curatore della mostra, vi rivela questo e molti altri aspetti costitutivi per l’arte di van Gogh, intervenendo durante tutto il percorso audio. È presente anche <strong>Liz Kreijn</strong>, resoponsabile delle Collezioni del Museo Kröller-Müller di Otterlo, che ospita una delle più vaste collezioni al mondo di opere di Van Gogh e che ha concesso in prestito le opere esposte nella mostra.<br />
Oltre a questo percorso è disponibile un audiotour per bambini. Con l’audioguida, i giovani visitatori della mostra possono mettersi all’avventuriosa ricerca che Theo van Gogh intraprende per trovare suo fratello Vincent, seguendolo attraverso tutti i vari luoghi della sua vita e delle sue opere. Ma Vincent è sempre un passo avanti.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-15097" title="angolo-di-giardino_van-gogh" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2008/11/angolo-di-giardino_van-gogh-300x239.jpg" alt="angolo-di-giardino_van-gogh" width="300" height="239" /><strong>Percorso Adulti:</strong><br />
<strong>Vincent van Gogh, <em>Angolo di giardino</em>, giugno 1881<br />
</strong>matita, pastello nero, penna e inchiostro, marrone e grigio acquerellati, acquerello opaco su carta vergata, mm 445 x 567<br />
Kröller-Müller Museum, Otterlo</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2008/11/percorso-adulti_van-gogh.mp3">Percorso adulti</a></p>
<p>Questo angolo di Giardino appartiene probabilmente alla casa dei genitori di Van Gogh. L’artista eseguì l’opera nell’aprile 1881 quando tornò a casa e si fermò per sei mesi. Scoprite con questo commento le orgini di Vincent Van Gogh, i rapporti con la sua famiglia: ascolterete le parole dell’artista stesso che diresse al suo fratello Vincent a proposito dei suoi sviluppi nell’arte di disegnare.<br />
Inoltre Liz Kreijn, responsabile delle Collezioni del Museo Kröller-Müller, vi rivela perché Helene Kröller-Müller rimase affascinata da questo disegno.<br />
&#8220;L’angolo di un giardino, dove una pergola di legno ombreggia un tavolo, una panca e una sedia. È probabilmente il giardino dei genitori di Van Gogh. Suo padre era un ministro della Chiesta Riformata olandese e la famiglia viveva a  Etten, nella regione olandese del Brabant. Nell’aprile del 1881, Van Gogh tornò a casa, dove si fermò per sei mesi.<br />
Il rapporto tra padre e figlio era teso, ma Vincent si concentrava sui suoi disegni, rivolgendo la sua attenzione alla gente del posto e all’ambiente. In questo lavoro, vediamo come stesse prendendo confidenza con il disegno. Fu lui stesso a scrivere: &#8220;Ho la mano del disegnatore, e sono felice di avere, attaccato al corpo, uno strumento così valido, anche se ancora maldestro&#8221;.</p>
<p>Questo disegno era uno dei preferiti di Helene Kröller-Müller. E Liz Kreijn, Responsabile delle Collezioni del Museo Kröller-Müller, ci spiega il perché.<br />
&#8220;Helene Kröller-Müller apprezzava questa opera perché la riteneva una scenetta graziosa, e questo lo pensava già prima di quando vide il disegno per la prima volta, prima che entrasse a far parte della sua collezione. In una lettera al suo confidente Sam van Deventer scrisse che quello che le piaceva del disegno più di tutto era la presenza tangibile delle persone, e probabilmente dicendo questo si riferiva al fatto che lei e Sam sedevano spesso insieme su una panchina nel giardino della casa di Helene, che si chiamava &#8216;Huis ten Vijver&#8217;&#8221;.<br />
<img class="alignnone size-medium wp-image-15099" title="donne-che-raccolgono-patate_van-gogh" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2008/11/donne-che-raccolgono-patate_van-gogh-300x224.jpg" alt="donne-che-raccolgono-patate_van-gogh" width="300" height="224" /><strong>Percorso Bambini:<br />
Vincent van Gogh, <em>Due contadine che raccolgono patate</em>, agosto 1885<br />
</strong>olio su tela, cm 31,5 x 42,5<br />
Kröller-Müller Museum, Otterlo</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2008/11/percorso-bambini_van-gogh.mp3">Percorso Bambini</a></p>
<p>In questo commento per i giovani visitatori della mostra assistiamo ad una tappa alla ricerca di Vincent Van Gogh, intrapresa da suo fratello Theo, che comunica con le &#8220;due contadine che raccolgono patate“ di questo bellissimo quadro. Scoprite come Vincent ritraeva dal vero le persone e come sviluppava il suo stile partecipando alla vita quotidiana dei contadini.<br />
<strong>Theo</strong>: Vincent ha imparato da solo a dipingere, senza andare a lezione  e disegnare soggetti mitologici o storici. Ha sempre ritratto persone vere, come le due contadine che vediamo qui. È un’idea moderna e sono molti i giovani artisti che lo fanno. Altri pensano che sia assurdo, ma è una tendenza che si sta diffondendo.<br />
<strong>Donna 1</strong>: Abbiamo sempre pensato che seminare e raccogliere patate fosse noioso, ma tuo fratello Vincent invece ne era molto entusiasta. Ci ha detto che noi ci guadagniamo da mangiare onestamente.<br />
<strong>Theo:</strong> E cos’altro ha detto?<br />
<strong>Donna 2</strong>: Solo che era molto contento di un dipinto che aveva realizzato di una famiglia locale, seduta a tavola la sera a mangiar patate. Ci ha lavorato molto. Si chiama “I mangiatori di patate”. Secondo lui, è il suo primo capolavoro.<br />
<strong>Theo:</strong> Pensate che Vincent sia riuscito a riprodurre il movimento di queste due donne alle prese con il loro duro lavoro? Notate come loro scavino in una direzione, mentre il vento, soffiando, sposta i rami dell’albero a sinistra nell’altra direzione. È come se stessero lottando contro la natura.<br />
<strong>Donna 1</strong>: E a volte ci sembra proprio che sia così.<br />
<strong>Theo</strong>: Il quadro è bellissimo ma non abbiamo ancora trovato Vincent. Se è sempre più sicuro del suo stile, forse si è diretto verso la capitale artistica dell’Europa. Come tutti i giovani aspiranti artisti. Sì, scommetto che lo troveremo lì.<br />
<strong>Donna 2</strong>: Ma lì dove?<br />
<strong>Theo</strong>: A Parigi.</p>
<p><strong>Il podcast mensile</strong><br />
Il podcast di questa edizione è dedicato alla mostra <strong>The Smile of Buddha</strong> in corso al Bozar, Centre for fine Arts, Bruxelles. Fino al 18 gennaio 2009</p>
<p>1600 Years of Buddhist Art in Korea<br />
<a href="http://www.bozar.be/podcasts/2008/10/ENGLISH_PODCAST.mp3">1600 Years of Buddhist Art in Korea<br />
</a></p>
<p>a cura di <a href="http://www.antennaaudio.com/index.php?lang=it_IT">Antenna Audio</a></p>
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		<title>Arte tra tradizione e rivoluzione</title>
		<link>http://www.tafter.it/2008/09/26/italics-arte-italiana-tra-tradizione-e-rivoluzione-dal-1968-al-2008/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Sep 2008 10:04:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Audio Percorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[A Palazzo Grassi dal 27 settembre al 22 marzo 2009, la mostra Italics è una panoramica sulla creatività di più di 100 artisti, con più di 230 opere che accompagna il visitatore alla scoperta dell’arte italiana degli ultimi 40 anni. In anteprima un piccolo viaggio audio dentro la mostra, a cura di Antenna Audio, in compagnia del curatore Francesco Bonami. Per finire il podcast mensile del MoMA...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mostra &#8221;<strong>Italics. Arte italiana tra tradizione e rivoluzione dal 1968 al 2008</strong>”, a Palazzo Grassi dal 27 settembre al 22 marzo 2009, è una panoramica sulla creatività di più di 100 artisti con più di 230 opere che vi accompagnerà attraverso l’arte italiana degli ultimi 40 anni. Italics ha l’ambizione di fa conoscere al visitatore l’Italia come un laboratorio di grandi sperimentazioni, e non solo come una culla dell’arte. non avviene in modo cronologico, ma attraverso incontri e dialoghi tra opere diverse perché “l’idea della mostra è quella di far vedere le tensioni, i contrasti ma anche le similitudini fra artisti di generazioni diverse”.<br />
Il viaggio audio dentro la mostra, a cura di Antenna Audio, è accompagnato per tutto il percorso dal curatore della mostra, Franceso Bonami.</p>
<p><img class="alignleft" style="float: left;" src="http://www.tafter.it//wp-content/uploads/2008/09/boetti.jpg" alt="Alighiero Boetti" width="283" height="400" /></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Sul Canal Grande si vede la scultura “Autoritratto” di Alighiero Boetti, uno dei più importanti artisti italiani che hanno lavorato dal 60 fino alla… metà degli anni 90. È una fontana. L’artista si bagna la testa e la testa fuma. Il curatore Francesco Bonami spiega:</p>
<p>“È come se volesse raffredare le idee, le tantissime idee che nella vita ha avuto” .<br />
L’opera è più di una constatazione sulla creatività artistica, è anche una riflessione sulla realtà di Boetti. Alighiero Boetti muore per un tumore al cervello nel 1994, l’anno dopo la realizzazione di questo lavoro.<br />
(Alighiero Boetti: Autoritratto/Fontana sul Canal Grande, 1993).<br />
Courtesy Collezione Agata Boetti<br />
Photocredit : SANTI CALECA</p>
<p> <a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2008/09/alighiero-boetti.mp3">Alighiero Boetti</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><img class="alignright" style="FLOAT: right" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2008/09/pistoletto.jpg" alt="" width="283" height="400" /></p>
<p> </p>
<p>Questo spazio disegnato da Michelangelo Pistoletto, per la mostra Italics, un po’ la conclusione e il simbolo di quello che la mostra ha voluto essere. Una stanza di specchi, con all’interno un cubo, un metro cubo di specchi. Tutto si specchia, lo spettatore, l’opera d’arte, lo spazio scompare. La storia scompare. Come spiega il curatore Francesco Bonami, questo è forse un po’ l’idea della mostra. I punti di vista non sono unici, e nei tantissimi specchi non sappiamo quale sia la realtà e quale il riflesso”.<br />
È solamente attraverso il nostro sguardo, la nostra immaginazione che l’opera si completa. L’attiva partecipazione dello spettatore fa parte della strategia di Michelangelo Pistoletto. Il suo obiettivo è di sciogliere i confini tra arte e vita.<br />
(Michelangelo Pistoletto: The cubic meter of infinity in mirroring cube, 1966-2007).<br />
Courtesy Galleria Continua, Pechino (2008)<br />
Photocredit : SANTI CALECA</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2008/09/michelangelo-pistoletto.mp3">Michelangelo Pistoletto</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><strong>Il podcast mensile</strong></p>
<p>Nella sezione <strong>SFMOMA Artcast</strong> ogni mese il museo presenta una serie di podcast, prodotti in collaborazione con Antenna Audio, per offrire al visitatore audio e video interviste con artisti e curatori.<br />
L’episodio di questo mese vede come protagonista Jeff Kelley, guest curator di  Half Life of a Dream, parlare dell’exhibition che presenta opere di artisti contemporanei che tentano di riconciliare i loro sogni individuali con quello collettivo del comunismo di Mao.</p>
<p>Vai al <a href="www.sfmoma.org/education/edu_podcasts.html">podcast</a></p>
<p>a cura di <a href="http://www.antennaaudio.com/index.php?lang=it_IT">Antenna Audio</a></p>
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		<title>Impressionismo e divisionismo</title>
		<link>http://www.tafter.it/2008/07/29/impressionismo-e-divisionismo/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Jul 2008 16:32:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Audio Percorsi]]></category>

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		<description><![CDATA[Un percorso audio e visivo assortito che guida alla scoperta dell'Impressionismo e del Divisionismo, proponendosi di dare risposta ad una serie di domande fondamentali sui due movimenti artistici. Una anticipazione della mostra "Impressionismo: Dipingere la luce", a Palazzo Strozzi fino al 28 settembre, e un podcast della National Gallery...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per la mostra &#8220;Impressionismo: dipingere la luce&#8221;, Antenna Audio ha creato un percorso per l’audioguida che mette a fuoco il tema principale della mostra: la tecnica degli artisti impressionisti e postimpressionisti. Durante la visita, l’audioguida si propone di dare risposta ad una serie di domande fondamentali: perché gli impressionisti preferivano esprimersi con colori lucidi e pennellate aggettanti? Quali erano i nuovi aspetti che consentirono lo sviluppo di una tecnica così innovativa? E perché il loro modo di dipingere era considerato così scandaloso all’epoca? Oltre a svelare i segreti nascosti della tecnica degli impressionisti il percorso dell’audioguida costruisce anche un filo narrativo che descrive la storia, gli scopi e le scoperte degli artisti impressionisti.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-13569" title="caillebotte-biancheria-stesa-ad-asciugare-sulla-riva-della-senna" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2008/07/caillebotte-biancheria-stesa-ad-asciugare-sulla-riva-della-senna-300x208.jpg" alt="caillebotte-biancheria-stesa" width="300" height="208" /></p>
<p>Una giornata di sole sugli argini della Senna, uno dei temi preferiti della pittura impressionista. In questo dipinto, si nota come gli impressionisti analizzavano la luce solare, e la traducevano in una vasta gamma di colori vivi. (Caillebotte, Biancheria stesa ad asciugare sulla riva della Senna 1892 ca. Per gentile concessione dell&#8217;ufficio stampa di Palazzo Strozzi).</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2008/07/caillebotte_-biancheria_stesa.mp3">Caillebotte Biancheria stesa ad asciugare sulla riva della Senna</a></p>
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<p><img class="alignnone size-medium wp-image-13570" title="edouard-manet-mazzo-di-asparagi-1880" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2008/07/edouard-manet-mazzo-di-asparagi-1880-300x253.jpg" alt="Edouard Manet-mazzo-di-asparagi-1880" width="300" height="253" />Un mazzo di asparagi dipinto da Édouard Manet, un pioniere del nuovo approccio della pittura impressionista. Le larghe pennellate di colore rivelano l’approccio immediato e spontaneo di Manet. (Edouard Manet, Mazzo di asparagi, 1880. Per gentile concessione dell&#8217;ufficio stampa di Palazzo Strozzi).</p>
<p><a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2008/07/edouard_manet_-mazzo_di_asparagi.mp3">Edouard Manet, Mazzo di asparagi</a></p>
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<p><strong>Il podcast mensile</strong><br />
Il podcast mensile della National Gallery conduce il lettore dietro le quinte del museo, fornendo informazioni su mostre ed eventi attuali e futuri, e offrendo la possibilità di ascoltare interviste esclusive ed inserti speciali.<br />
Nel podcast di luglio si possono scoprire le tecniche del Divisionismo: Gayna Pelham ci mostra come gli artisti creano arazzi luminosi da sprazzi di colori complementari;<br />
Louise Govier e Keith Cavers illustrano la &#8216;pittura “più gaia”nella Galleria&#8217;, attraverso la ricerca di rappresentazioni dell’omosessualità nell’arte; Jennifer Till, invece, esplorando il rapporto tra danza e arte, spiega come gli Old Masters impartiscono ai ballerini lezioni di posa.<br />
E inoltre, un estratto dall&#8217;audio guida per la mostra Radical Light: Italy&#8217;s Divisionist Painters 1891-1910, su “Riflessioni di un affamato / Contrasti sociali” di Longoni.</p>
<p>Vai al <a href="http://www.nationalgallery.org.uk/podcast/default.htm">podcast</a></p>
<p>a cura di <a href="http://www.antennaaudio.com/component/option,com_frontpage/Itemid,1/lang,it_IT">Antenna Audio</a></p>
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