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	<title>Tafter &#187; Articoli</title>
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	<description>Cultura è Sviluppo</description>
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		<title>Chi l&#8217;ha detto che l&#8217;arte è noiosa? Arrivano gli Art-Blitz!</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/02/10/chi-lha-detto-che-larte-e-noiosa-arrivano-gli-art-blitz/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 16:06:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bernardi Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<category><![CDATA[Visite guidate]]></category>

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		<description><![CDATA[L'arte è noiosa solo se raccontata nel modo sbagliato. Per questo l'associazione culturale Habitart ha idetao gli Art-Blitz, incontri con esperti capaci di raccontare e spiegare l'arte in modo divertente e curioso. Queste "incursioni nell'arte" sono state sperimentate per la prima volta in occasione della Notte Bianca di Arte Fiera – Art First a Bologna.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89623" title="logo_artblitz" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/logo_artblitz.jpg" alt="" width="390" height="207" />Chiamiamo le cose con il loro nome: viviamo in un Paese in cui esiste uno<strong> stereotipo</strong> che definisce l&#8217;<strong>arte noiosa.</strong><br />
Non si parla di cultura in senso lato, ma di patrimonio artistico: che sia urbano, architettonico, pittorico, si intendono quindi le opere fisicamente esistenti, davanti a cui ci troviamo e temiamo di rimanere ammutoliti davanti all&#8217;incomunicabilità che emanano. E di colpo, diventano noiose.<br />
Ma la <strong>noia</strong> non è forse un concetto estremamente relativo?<br />
A<strong> Bologna</strong> è nato un progetto che parte proprio da questa convinzione: nulla è noioso, se è raccontato in modo da non esserlo.<br />
Proprio in base a questa convinzione nasce <strong>Art-Blitz!</strong>, evento creato da <strong>Jacopo Innocenti e Elena Ramazza</strong>, i due giovani bolognesi fondatori di<a href="http://www.habitart.org/"> <strong>Habitart</strong> </a>associazione culturale che propone eventi e progetti che valorizzano il patrimonio culturale senza agire sulle opere di cultura, ma sullo sguardo e la percezione del pubblico.<br />
<strong>Sabato 28 gennaio,</strong> in occasione della <strong>Notte Bianca di Arte Fiera – Art First</strong> si sono tenuti i primi Art-Blitz, ovvero brevissime incursioni “nell&#8217;arte” e “dell&#8217;arte”. I visitatori diretti dentro <strong>Palazzo d&#8217;Accursio</strong> per fare un giro tra le installazioni di Arte Fiera Off (gli eventi in giro per la città che rientravano nel programma di Arte Fiera) potevano, prima di misurarsi con le forme dell&#8217;arte contemporanea, godere di qualche minuto di<strong> “incursione artistica”</strong> grazie agli Art-Blitz.<br />
Habitart ha posizionato un gruppo di <strong>giovani storici dell&#8217;arte</strong> pronti a fornire informazioni e raccontare aneddoti sulla storia e gli aspetti culturali di Palazzo d&#8217;Accursio, in modo rapido, divertente, condensato e incisivo (nonché assolutamente gratuito): un vero tuffo, un vero blitz!<br />
Per esempio, chi tra i bolognesi sa che il<strong> 24 febbraio del 1530</strong>, giorno dell’<strong>incoronazione di Carlo V</strong> venne costruito un <strong>pontile</strong> che collegava <strong>Palazzo d’Accursio</strong> e<strong> San Petronio</strong> per creare un effetto palcoscenico? Però … il pontile crolla! Ed era anche il compleanno del Re!<br />
Oppure, sapevate che lo scalone che porta al primo piano del Palazzo sia stato fatto costruire da <strong>Papa Giulio II</strong> per farci passare cavalli e carrozze in modo da non scomodarsi troppo per raggiungere le sue stanze al secondo piano?<br />
E chi sapeva che <strong>Sala Borsa</strong>, oggi bellissima biblioteca, nel secondo dopoguerra era <strong>Piazza Coperta</strong> di giorno e <strong>Palasport</strong> di sera? Venivano montati canestri per il basket, palchi per incontri di pugilato e il pubblico tifava dai ballatoi laterali, dove ora ci sono i tavoli studio e gli spazi dell’<strong>Urban Center.</strong><br />
Questo è il sapore degli Art-Blitz. Non è necessaria la narrazione cronologica né un’introduzione troppo specifica, lo stimolo serve poi ad approfondire ciò che è risultato più interessante.<br />
Jacopo ed Elena, raccontano che «i cinque minuti che davano senso al nome dell&#8217;iniziativa diventavano spesso e volentieri dieci o quindici, e si finiva per chiedersi: “Se queste storie sono così semplici e divertenti, perché nessuno le sa?”»<br />
Delle<strong> oltre duemila persone</strong> che hanno visitato le installazioni di Arte Fiera a Palazzo d&#8217;Accursio moltissime, e soprattutto in continuazione, si sono fermate a godersi gli art-blitz, e a farsi acchiappare da essi. Famiglie, intenditori, gruppi di amici nel pre-serata, giovani e meno giovani: un pubblico variegatissimo si è lasciato incuriosire, sorprendere e strappare risate nel giro di pochi minuti, per poi continuare verso Arte Fiera Off.<br />
Riflettendo con gli ideatori del progetto, ci si interroga su come il progetto Art Blitz abbia tolto ogni accezione di “noia” dall&#8217;idea di dedicarsi per un po&#8217; di tempo ad un intrattenimento artistico e culturale, e ci si continua a domandare esattamente dove e come questo processo venga innescato.<br />
&#8220;Non possiamo dare una risposta definitiva&#8221; spiegano &#8220;però sappiamo c&#8217;è uno strano distacco tra l&#8217;atmosfera rassegnata che si respira tra la<strong> “gente di cultura”</strong> e il grande entusiasmo che abbiamo incontrato per strada la sera degli ArtBlitz. Nasce il sospetto che la convinzione radicata secondo cui i musei sono vuoti perché “oggigiorno la gente preferisce guardare la tv”, non sia del tutto fondata. La domanda di arte e di cultura esiste ed è forte, ne abbiamo avuto la dimostrazione. Ma spesso, soprattutto se si parla di arte un po&#8217; fuori moda, come si trova ad essere a Bologna l&#8217;arte non strettamente contemporanea, si attesta un generale allontanamento del pubblico. I musei sono  deserti la maggior parte del tempo, e gli eventi disertati. Eppure, a giudicare dalle espressioni meravigliate dei nostri ascoltatori, pare che la storia e la storia dell&#8217;arte, persino nelle sue parti più demodé, non interessi esclusivamente gli specialisti, anzi. Che l&#8217;errore stia nel modo di proporla?&#8221;.<br />
Ma qualsiasi cosa venga guardata è veicolata dall&#8217;occhio di guarda. Ed è su quell&#8217;occhio che è necessario agire, specie in un momento in cui imparare il come guardare e non solo il cosa è di vitale importanza.<br />
Elena Ramazza e Jacopo Innocenti hanno le idee chiare, con l&#8217;entusiasmo di chi è appena partito, e le competenze giuste per provare a far girare le cose diversamente: &#8220;Siamo convinti che trovando il mezzo giusto &#8211; che non sappia di polvere o di professore –  raccontare questo tipo di arte potrebbe essere divertente e interessante per tutti, e non solo per i pochi che hanno un bagaglio culturale tale da farli sopravvivere, per esempio, a una visita in<strong> Pinacoteca.</strong><br />
Noi vogliamo cominciare dalla città, dall&#8217;arte che si incontra tutti i giorni camminando per strada: è incredibile quante storie si nascondano nelle strade che percorriamo tutti i giorni&#8221;.<br />
La loro idea alla fine, è semplicissima, e proprio per questo assolutamente efficace: tu dammi cinque minuti, e grazie all&#8217;Art Blitz io ti immergo, ti racconto, ti fornisco informazioni, ti incuriosisco e ti stimolo ad approcciarti all&#8217;arte che in questo momento ti sta circondando. E poi, puoi continuare per la tua strada, senza formalismi né difficoltà.<br />
Art Blitz combatte quella patina di noia che si deposita sulle cornici dei quadri e sulla forma mentale di chi a prescindere non si interesserebbe mai a una visita guidata perchè “è noiosa”. Perchè “è noiosa” non vuol dire niente, è un concetto personale e assolutamente carente dal punto di vista descrittivo.<br />
Il neonato progetto di Habitart sfida il tempo, perchè si avvale di soli cinque minuti, e consacra il vero significato di arte alla portata di tutti: a chi non è in grado – per i più svariati motivi – di venire a richiedere un contenuto artistico e culturale, allora deve essere portato, perchè anche chi meno se lo aspetta può trovarsi completamente immerso in cinque minuti in cui si scopre che la storia di Bologna è stata fatta anche dalla sfortuna di Carlo V il giorno del suo compleanno, dalla pigrizia di Giulio II e dalla doppia vita di quella che oggi è la Biblioteca cittadina Sala Borsa.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Blizzard alla riscossa</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 10:31:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La parola che oggi spopola in Rete è #Blizzard. Il termine indica un vento siberiano potentissimo in grado di sollevare tempeste di neve. In Italia non si vedeva dal 2001 ed oggi tutto il Nord Italia, specie la Pianura Padana, sta temendo il suo arrivo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><script type="text/javascript" src="http://storify.com/wwwtafterit/blizzard-alla-riscossa.js"></script><br />
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		<title>Un appello per la cultura firmato FAI, ANCI e Federculture</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 17:19:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pisa Roberta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Economia della Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[FAI, ANCI e Federculture insieme per rivolgere un appello al governo, affinché corregga quanto previsto nel decreto liberalizzazioni. Le associazioni temono infatti che le misure previste vadano a ledere l'attività culturale in Italia che, già fiaccata dai numerosi tagli, potrebbe restare 'impigliata' nelle maglie di una pesante burocrazia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89446" title="ancifaifederculture" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/ancifaifederculture.jpg" alt="" width="328" height="176" />Si è tenuto ieri, presso il<strong> Palazzo delle Esposizioni di Roma</strong>, l’incontro presieduto da <strong>Ilaria Borletti Buitoni</strong> del<strong> FAI</strong>, <strong>Andrea Ranieri</strong> dell’<strong>ANCI</strong> e <strong>Roberto Grossi</strong> di<strong> Federculture</strong>, riuniti per rivolgere un <strong>appello al governo</strong>.<br />
In vista dell’approvazione del <strong>decreto liberalizzazioni</strong>, questi esponenti del mondo della cultura hanno ritenuto importante sottolineare come tale norma produrrà effetti negativi nel settore: in particolare è stato argomentato che l’estensione alle società in house, alle aziende speciali e alle istituzioni delle disposizioni previste per gli enti locali, inclusa la<strong> legge 122 del 2010</strong>, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica, possa irretire <strong>l’attività culturale in Italia.</strong><br />
In questo modo, secondo il presidente di Federculture <strong>Roberto Grossi</strong>, si arriverebbe a <strong>perdite stimate attorno al 20%</strong>. Grossi ha poi evidenziato come ci si ostini a guardare alla cultura come ad un costo e non invece come ad un’importante<strong> fonte di introiti</strong>, soprattutto nell’odierno periodo di crisi.<br />
Il responsabile cultura dell’Anci, <strong>Andrea Ranieri</strong>, ricordando come l’<strong>investimento in cultura</strong> da parte dei Comuni raggiunga in media il<strong> 3,9 % della spesa</strong>, mentre quello statale si ferma appena allo<strong> 0,19%</strong>, ha voluto invece porre l’attenzione sul fatto che non esistono solo i grandi poli come<strong> Roma e Pompei</strong>, ma ci sono tante altre <strong>piccole realtà</strong> che, in evidente affanno, necessitano della dovuta attenzione.<br />
In occasione dell’incontro, cui è convenuta una platea di rappresentanti pubblici e privati, sono state inoltre avanzate proposte utili a mantenere il trend positivo della cultura in Italia che, nonostante i tagli subiti pari ad <strong>un miliardo di euro</strong>, copre comunque il <strong>2,6% del Pil nazionale</strong>, occupando <strong>circa 1,4 milioni di lavoratori</strong>.<br />
A fronte di tali risultati l’appello sottoscritto da FAI, ANCI e Federculture preme affinché venga assicurata una <strong>programmazione pluriennale dei fondi destinati alla cultura</strong>, la destinazione anche parziale degli introiti derivanti dalla<strong> tassa di soggiorno</strong> ai beni culturali e l’<strong>allineamento dell’Iva del settore</strong> <strong>agli standard europei</strong>, decisamente inferiore. Tra i suggerimenti c’è inoltre la richiesta di consentire la <strong>destinazione dell’8 per mille alla musica e al teatro</strong>, oltre a dare la possibilità di <strong>indicare nominalmente le istituzioni cui devolvere il 5 per mille dell’Irpef.</strong><br />
<strong>Ilaria Borletti Buitoni</strong> ha infine posto l’accento sulla questione etica, intesa come <strong>scatto d’orgoglio</strong> per contribuire al risorgere del mondo culturale italiano, non senza un forte <strong>impegno morale</strong>.<br />
Questa affermazione sembra trovare d’accordo gli italiani, il <strong>70 %</strong> dei quali, secondo una recente <strong>ricerca del Censis</strong>, ritiene che il patrimonio artistico del Belpaese rappresenta il punto di partenza per rilanciare l’Italia in questo periodo di crisi.</p>
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		<title>San Valentino 2012: tutti gli eventi in Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 12:47:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Enti locali]]></category>
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		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[San Valentino 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Che abbiate trovato l’anima gemella o meno anche quest’anno la festa di San Valentino è arrivata: fioccano in tutta la penisola le iniziative culturali e le idee per passare una giornata all’insegna dell’amore e della tenerezza. Puntuale come ogni anno Tafter vi aggiorna sulle proposte più interessanti e romantiche.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89405" title="eventi san valentino innamorati arte" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/eventi-san-valentino-innamorati-arte.jpg" alt="" width="400" height="386" />Che abbiate trovato l’anima gemella o meno anche quest’anno la festa di San Valentino è arrivata: fioccano in tutta la penisola le iniziative culturali e le idee per passare una giornata all’insegna dell’amore e della tenerezza. Puntuale come ogni anno Tafter vi aggiorna sulle proposte più interessanti e romantiche:</p>
<p><strong>Nazionali</strong><br />
MiBAC propone l’iniziativa “<strong>San Valentino, Innamorati dell&#8217;Arte</strong>&#8221; che ha il duplice significato di invitare a fruire del patrimonio artistico, sia le persone già innamorate dell&#8217;arte che quelle che vogliono conoscerla e innamorarsene.  In tutti i musei, monumenti e siti archeologici statali <strong>si entra in due pagando un solo biglietto</strong>. L’arte come l’amore è una rivelazione improvvisa ed una meravigliosa scoperta. E invitare la persona amata a visitare uno dei nostri musei equivale al gesto d’amore per eccellenza: il bacio. Per questo, in occasione della Festa degli innamorati, martedì 14 febbraio, il <a href="http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html_1036025877.html#eventi">Ministero per i Beni e le Attività Culturali</a> invita tutte le coppie nei musei e luoghi d’arte statali.  San Valentino è il primo grande evento dell’anno che il MiBAC offre a tutti i cittadini italiani e stranieri per stimolare la conoscenza e la riscoperta delle nostre bellezze artistiche e valorizzare una ricchezza che tutto il mondo ci invidia e di cui noi, per primi, possiamo godere.<br />
L’iniziativa quest’anno è stata ribattezzata <a href="http://www.tafter.it/2012/01/26/eventi-per-san-valentino-due-ingressi-al-prezzo-di-uno-nei-musei-monumenti-e-siti-archeologici-statali/">MiBACi</a> e sul sito del ministero troverete l’elenco completo delle strutture museali statali, molte delle quali per l’occasione organizzano eventi e manifestazioni a tema.</p>
<p>Se invece avete più tempo a disposizione e volete concedervi una gita fuori porta <a href="http://www.tafter.it/2012/02/01/tra-firenze-e-venezia-riscoprire-il-romanticismo-con-un-tour/">qui </a>troverete tante proposte alternative per week end e viaggi all’insegna della cultura e delle tradizioni del territorio.</p>
<p><strong>Valle d’Aosta</strong><br />
Il Comune di Aosta organizza infatti un San Valentino in mongolfiera &#8211; L’Amore è nell’aria per il giorni 13 e 14 febbraio 2012.<br />
In quelle date verranno organizzati voli speciali in partenza da Aosta, con brindisi in volo a 3mila metri tra le montagne più alte d’Europa e fuochi d’artificio di carta, ammirando un panorama mozzafiato. Prima di partire, ogni coppia rilascerà nel cielo, appesa a un palloncino, la propria promessa d’amore.<br />
Per alcune coppie di innamorati, le più fortunate, sarà possibile effettuare un volo gratuito in uno dei due giorni: i biglietti gratuiti saranno estratti a sorte tra quelli che invieranno la richiesta presso l’<a href="http://www.lovevda.it/turismo/default_i.asp">Ufficio Turismo del Comune di Aosta</a>, anche via e-mail, entro il 6 febbraio 2011.</p>
<p><strong>Torino</strong><br />
Nel capoluogo piemontese è possibile prenotare un tour di coppia: una visita guidata sugli amori e i tradimenti nella Torino del passato. Tutto il Gossip dei personaggi importanti vissuti o transitati da Torino in una divertente serata evento a cui, per chi lo desidera può far seguito un gustoso Apericena in un locale del centro storico</p>
<p><a href="http://www.barburin.com/?p=home">http://www.barburin.com/?p=home</a></p>
<p>Se invece volete programmare una cena movimentata la <a href="http://www.comune.torino.it/gtt/turismo/serate_mese_2.shtml">società Gruppo Torinese Trasporti</a> organizza cene speciali a bordo dei suoi Gustotram e Ristocolor, rispettivamente un tram e un battello che porteranno in giro per la città ammirando gli splendidi panorami mentre gustate una cena o aperitivo. Quest’anno ad accompagnarvi nel viaggio oltre alla musica è prevista anche la lettura di alcune poesie d’amore.</p>
<p><strong>Milano</strong><br />
Proponete un San  Valentino tra arte, cultura e avventura al <strong>Castello Sforzesco</strong>.  La salita sulle Merlate permette di analizzare da un punto di vista  privilegiato la struttura del castello rinascimentale, nella sua doppia  funzione di difesa e di residenza. L’itinerario comprende la visita delle  Merlate, camminamenti di ronda che collegano le varie torri del  Castello e che consentono una meravigliosa panoramica sulla città, la  Stanza delle Guardie all’interno del Torrione dei Carmini dove sono  visibili riproduzioni fedeli delle armi che caratterizzavano  l’equipaggiamento dei soldati, e infine il Rivellino di Santo Spirito  avamposto di difesa del castello.  Al termine della visita è previsto un momento di relax presso il locale Serendepico di piazza Castello dove verrà servito un aperitivo nel quale sarà possibile degustare cocktail alcolici e analcolici, long drink, frozen e numerosi vini selezionati accompagnati da una selezione di finger food preparati al momento da esperti chef.</p>
<p>Adartem propone anche altri percorsi romantici legati all’arte, come la visita<strong> l&#8217;Ultima Cena di Leonardo da Vinci</strong>. Un&#8217;occasione unica per scoprire, accompagnati da uno storico dell&#8217;arte, il dipinto. murario più famoso al mondo. L&#8217;osservazione di questo capolavoro permette di comprendere le modalità di esecuzione del dipinto, realizzato dall&#8217;artista dal 1495 al 1498. Il percorso comprenderà anche la visita degli esterni e del chiostro della meravigliosa Basilica di Santa Maria delle Grazie, oggi riconosciuto patrimonio dell&#8217;umanità dall&#8217;Unesco.Al termine della visita è previsto un momento di relax presso il locale Colonial Cafè di corso Magenta 85, dove sarà possibile degustare cocktail alcolici e analcolici accompagnati da un delizioso buffet.</p>
<p><a href="http://www.adartem.it/">http://www.adartem.it/</a></p>
<p>In occasione della festa di San Valentino, martedì 14 febbraio, gli innamorati potranno visitare la mostra <strong>“Gustav Klimt. Disegni intorno al Fregio di Beethoven”</strong>, in programma allo Spazio Oberdan della Provincia di Milano fino al 6 maggio 2012, usufruendo di un ingresso ridotto a 6 euro ciascuno.<br />
Il percorso espositivo si apre con i manifesti originali della Secessione viennese realizzati tra gli altri da Koloman Moser, Alfred Roller, Ferdinand Hodler e Leopold Stolba e alcuni numeri della celebre rivista “Ver sacrum”.<br />
La mostra presenta diciotto disegni di Klimt provenienti da New York: cuore dell&#8217;esposizione, i fogli indagano la figura della donna e della musica attraverso il conflitto tra Eros e Thanatos, tematiche ricorrenti nelle opere del maestro austriaco e nucleo fondante del Fregio di Beethoven, famoso affresco concepito come omaggio al compositore tedesco,riprodotto in scala 1:1 da un team di scenografi e decoratori. Le forze ostili e Questo bacio al mondo intero, seconda e terza parte della maestosa allegoria realizzata da Klimt, sono ricostruite in una sala in cui risuonano le note della Nona Sinfonia di Beethoven per offrire al visitatore un&#8217;esperienza di arte totale.<br />
<a href="http://www.provincia.milano.it/cultura">Spazio Oberdan</a>, Tel. 02 7740.6302/6381;<br />
<a href="http://www.klimtmilano.com,">Alef cultural project management</a>,<br />
<a href="mailto:info@klimtmilano.com">info@klimtmilano.com</a><br />
Tel. +39 02 45496873/4</p>
<p><strong>Venezia</strong><br />
Il <strong>Galeone Veneziano</strong> è lieto di proporre a tutti gli innamorati una romantica emozione. Un’occasione unica per trascorrere un &#8220;insolito&#8221; San Valentino nella splendida cornice di Venezia e della sua laguna. Murano, Burano, Torcello… le luci soffuse delle isole veneziane illumineranno il panorama, mentre le note delle più belle canzoni d’amore accompagneranno il pasto a bordo. La navigazione proseguirà verso S. Erasmo e S. Francesco, subito dopo il Galeone farà rotta verso Venezia dove, una volta terminata la cena, sarà prevista una piacevole sosta per una romantica passeggiata tra i palazzi di Piazza S. Marco. Risaliti a bordo, la splendida vista sulla laguna accompagnerà gli innamorati fino allo scoccare della mezzanotte, momento in cui verranno alzati i calici sotto le stelle per il brindisi.<br />
Info &amp; Prenotazioni: 800.960309 &#8211; 328.8194814<br />
<a href="mailto:info@sanvalentinovenezia.it">info@sanvalentinovenezia.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Firenze</strong><br />
Lo splendido scenario delle colline fiorentine stavolta sarà lo sfondo di una serata romantica. Il Sestiere Castellare organizza all&#8217; Antico Spedale del Bigallo una cena-spettacolo alternativa per gli innamorati del XXI° secolo, ideata per farli tuffare nell&#8217; <strong>Amor Cortese del 1300</strong>, facendo assaporare pietanze prelibate, speziate e ricercate, sulle dolci note di un&#8217;arpa che farà risuonare nella sala l&#8217;incanto della musica d&#8217;amore medievale &#8230; potendo diventare per una sera dama e cavaliere, illuminati solo da un&#8217;avvolgente fiammella di candela, così intima, immersi in un salone dove la storia grida da ogni pietra, mentre giullari e giocolieri stupiscono i commensali con giochi di parole e di fuoco. Un San Valentino inusuale e alternativo.<br />
<a href="http://www.sanvalentinomedievale.it/">http://www.sanvalentinomedievale.it/</a></p>
<p><strong>Verona</strong><br />
La città di Romeo e Giulietta, patria degli innamorati il programma degli appuntamenti è fittissimo. Dall’11 al 14 febbraio si terrà un vero e proprio festival, <strong>Verona in love</strong>: si potrà entrare nella casa di Giulietta al costo di un solo euro, verranno allestiti spettacoli teatrali a tema, Piccoli crimini coniugali e saranno organizzate passeggiate in giro per la città, le Luminarie d’amore.</p>
<p><a href="http://www.veronainlove.it/it">http://www.veronainlove.it/it</a></p>
<p><strong>Padova</strong><br />
Il <strong>Gran Teatro Geox</strong> propone al pubblico un importante spettacolo di danza di Ciaikovskij: il 14 febbraio andrà in scena Romeo e Giulietta.<br />
Il balletto ispirato a Shakespeare, nella particolare, attuale rivisitazione del geniale coreografo Giorgio Madia, reduce dai successi del 2009, del 2010 e del 2011, dopo aver incantato il pubblico in importantissimi teatri in Italia e Spagna, torna a grande richiesta sui palcoscenici italiani, con la produzione del prestigioso Balletto di Milano.La giornata, il 14 febbraio, non è stata scelta a caso: sarà un modo originale per passare la serata di San Valentino, assistendo alla messa in scena della storia d’amore per eccellenza.<br />
Čajkovskij compose l&#8217;Ouverture-Fantasie Romeo e Giulietta, ispirata all&#8217;omonima tragedia shakespeariana, nel 1869, la modificò profondamente nel 1870 (riscrivendone intere parti) e la rielaborò ulteriormente nel 1880 (modificandone la parte finale). Per questo nuovo balletto non ci si è avvalsi solo della celebre versione definitiva, ma anche delle altre due, dando allo spettatore l&#8217;occasione &#8211; che al momento neanche il mercato discografico sembra offrire &#8211; di conoscere praticamente tutto il contenuto (qui presentato sotto forma di quattro frammenti) dei manoscritti di Romeo e Giulietta lasciatici da Čajkovskij e custoditi a Mosca. I biglietti sono in vendita a partire da € 23 (ridotto bambini 7-10 anni € 5) online al sito www.granteatrogeox.com. Per informazioni <a href="http://www.granteatrogeox.com">www.granteatrogeox.com</a><br />
<a href="http://www.zedlive.com%20">www.zedlive.com </a><br />
Infoline 049/8644888</p>
<p><strong>Cervia</strong><br />
Il week end dedicato a San Valentino a Cervia con i fuochi d’artificio . Nella magica suggestione dell’area storica dei magazzini del sale sabato 11 febbraio si tiene un affascinante spettacolo pirotecnico. Non solo le stelle nella magica notte dedicata agli innamorati a Cervia, dalle 22:00 il cielo della zona più romantica di Cervia, ovvero fra i <strong>Magazzini del Sale, la torre San Michele</strong> e il giardino con la fontana del “ tappeto sospeso”, si trasformerà in una romantica cascata di luci e colori sapientemente miscelata in armonie suggestive ed effetti speciali.</p>
<p><strong>Il sentiero (di sale) degli innamorati</strong><br />
Una novità nel 2012, sospesa tra magia e suggestione, è il sentiero di sale per gli innamorati. Ai Magazzini del Sale, sotto le imponenti volte che hanno ospitato per secoli il “frutto” delle saline cervesi, verrà allestito per tutto il week-end un sentiero di sale dolce sul quale potranno passeggiare a piedi nudi le coppie di innamorati, novelli sposi o eterni fidanzati e naturalmente anche i single ancora in attesa di incontrare l’anima gemella. Camminare sul sentiero sarà un modo per giovarsi delle note virtù benaugurali del sale, propiziando (o semplicemente migliorando) la propria fortuna in amore. Sarà il sindaco di Cervia il primo a camminare lungo questo originale sentiero dando il via a questo romantico rituale.<br />
Per i novelli sposi, poi, oltre al lancio del riso, Cervia propone anche una pioggia di sale dolce con il migliore augurio di buona fortuna, per un mare di felicità.<br />
<strong>“Cervia sposi” al Magazzino del sale</strong><br />
Inizia venerdì 10 febbraio il weekend degli sposi a Cervia, una “tre giorni” piena di iniziative dedicate al magico momento della promessa d’amore. Si parte alle 18:30 dal centro storico di Cervia, in piazza Garibaldi, dove un corteo di auto d’epoca e carrozze trainate da cavalli scorteranno le coppie di sposi fino al Magazzino del Sale Torre. Qui, nella cornice storica dei Magazzini, lo spazio basilicale dell’edificio è allestito con una grande Fiera dedicata agli sposi che conta circa 40 espositori accanto a un’interessante e pregevole mostra di abiti da sposa d’epoca del primo Novecento.<br />
Lungo il weekend il pubblico è accolto tra aperitivi e selezioni musicali fino a domenica 12 febbraio quando ha luogo l’evento clou, la sfilata di abiti da sposa che attirerà il pubblico attento a tutte le novità della nuova stagione di moda.<br />
<strong>Tavolo per due con sorpresa</strong><br />
I ristoranti di Cervia, Milano Marittima, Pinarella e Tagliata prepareranno per il week-end di San Valentino una selezione di menu tipici e piatti dedicati alla festa dell’amore. Le coppie potranno cenare a lume di candela, in un’atmosfera che celebra il più classico romanticismo. Dopo aver assaggiato le eccellenze del territorio e della tradizione, il tutto naturalmente insaporito dal famoso sale dolce di Cervia e accompagnato dalla celeberrima piadina romagnola, le coppie di innamorati riceveranno inoltre in dono da alcuni ristoratori il Luchetto dell’amore, da agganciare alla panchina degli innamorati per scambiarsi una promessa di amore eterno.<br />
In piazza Garibaldi sarà poi possibile volteggiare sulla grande pista di pattinaggio sulla quale si succederanno momenti di animazione. Anche la natura strizza l’occhio agli innamorati invitandoli a lunghe passeggiate sulla spiaggia, libera dagli ombrelloni, in pineta e in salina, dove si può assistere a vividi tramonti “infuocati” che scaldano gli occhi e il cuore.</p>
<p>Per informazioni turistiche: tel. 0544 993435 <a href="http://www.turismo.comunecervia.it/">http://www.turismo.comunecervia.it/</a><br />
Per prenotazioni hotel: tel. 0544 72424 <a href="http://www.cerviaturismo.it/">http://www.cerviaturismo.it/</a></p>
<p><strong>Ferrara</strong><br />
Eros ed Eris, il Dio dell&#8217;Amore e la Dea della Discordia, gli antipodi del mito e della vita, capaci di infiammare i cuori o un&#8217;intera città. Sono loro i registi nemmeno troppo occulti della guerra per eccellenza dell’antichità, quella di Troia, sul cui sfondo sbocciano e vivono una serie di amori, tutti inevitabilmente destinati a una fine tragica.<br />
Anticipando di pochi giorni i festeggiamenti per San Valentino, il <strong>Museo Archeologico Nazionale di Ferrara inaugura l’11 febbraio</strong>, alle ore 17, la <strong>mostra “L’amore al tempo della guerra”</strong>, singolare itinerario tra le tante storie d’amore raffigurate sulle ceramiche spinetiche, curato dagli archeologi Caterina Cornelio e Mario Cesarano. L’inaugurazione è preceduta alle ore 16 da un incontro con Mario Cesarano che presenta la mostra con l’aiuto di immagini commentate<br />
Come sfogliando un album fotografico, le pitture dei vasi attici esposti nel museo raccontano le struggenti vicende dei protagonisti dei poemi omerici, strumenti e vittime di un fato che non perdona.<br />
Il racconto si dipana dal rapporto tra Teti e Peleo, i genitori di Achille, che con le proprie nozze sono gli involontari artefici della guerra di Troia. È proprio durante il loro banchetto nuziale che Eris lancia il pomo della discordia che porterà al giudizio di Paride e al rapimento di Elena.<br />
Il vaso che raffigura la consegna delle armi ad Achille è il legame che conduce dal matrimonio alla guerra.<br />
Tra le tante vicende amorose che si sviluppano durante il conflitto, tra amori che nascono e si consumano e altri che si interrompono bruscamente e dolorosamente, la vicenda più emblematica e intensa è quella di Ettore e Andromaca.<br />
Con la morte di Ettore, il destino di Troia è segnato come illustrano i vasi con l&#8217;Ilioupersis (La caduta di Ilio), l&#8217;ultima notte della città.<br />
Giganteggiano le figure femminili, sempre votate a una fine sventurata. Moglie ideale, vedova fedele e madre affranta, Andromaca racchiude in sé l&#8217;impotenza e il dolore di una donna che deve affrontare una vita schiava degli Achei che le hanno ucciso non solo l’amato marito ma anche il figlio. L’infelice Cassandra è doppiamente vittima. Da un lato, l&#8217;aver negato ad Apollo il proprio amore la condanna a non essere mai creduta nonostante possieda il dono di predire il futuro; dall&#8217;altro, l&#8217;essere stata fatta prigioniera da Agamennone, che la porta in patria come schiava e amante, scatena l&#8217;ira di Clitennestra, che uccide entrambi a colpi d&#8217;ascia.<br />
Clitennestra, a sua volta, più che per gelosia, uccide per vendicare il sacrificio della figlia Ifigenia, figura tragica e toccante immolata dal padre Agamennone per propiziare la partenza della flotta greca per Troia.</p>
<p>Sabato 11 febbraio 2012, dalle 14.45 alle 15.45, i volontari del Gruppo Archeologico Ferrarese propongono <strong>&#8220;Aspettando San Valentino&#8221;</strong>, visita guidata a tema per scoprire le storie d&#8217;amore raffigurate sulle ceramiche di Spina. L&#8217;invito è rivolto soprattutto a giovani coppie e a genitori o nonni con bimbi: sono infatti presenti due giovani volontarie che conducono i bambini di qualsiasi età in speciali visite guidate tutte per loro, visite che si protrarranno fino alle ore 16 per consentire agli adulti di partecipare all&#8217;inaugurazione della mostra<br />
Martedì 14 febbraio, alle ore 16, l&#8217;archeologo Mario Cesarano illustra contenuti e curiosità della mostra nel corso della conferenza<strong> &#8220;L&#8217;amore al tempo della guerra&#8221;</strong> con ampi riferimenti storici e immagini commentate. In occasione di San Valentino il Ministero per i Beni e le Attività Culturali offre due ingressi al prezzo di uno<br />
Sabato 18 Febbraio, dalle 15 alle 16.30, il Gruppo Archeologico Ferrarese propone &#8220;Parliamo ancora di guerra e d&#8217;amore&#8221;, visita guidata alla mostra con momenti di animazione e letture. Questa volta protagoniste dell&#8217;animazione sono Eris, dea della discordia, che sulla scena delle nozze di Teti e Peleo racconta i prodromi della guerra di Troia, e Cassandra, infelice eroina divisa fra il desiderio (violento e respinto) di Apollo e l&#8217;amore incompreso e incompiuto verso Enea, che a sua volta racconta la fine di Troia come causa dell&#8217;insano amore di Paride per Elena. Le letture, invece, raccontano di feste di nozze sull&#8217;Olimpo, in particolare quelle di Teti e Peleo.</p>
<p><a href="http://www.archeobologna.beniculturali.it">http://www.archeobologna.beniculturali.it</a> – <a href="htto://www.archeoferrara.beniculturali.it">www.archeoferrara.beniculturali.it</a></p>
<p>Museo Archeologico Nazionale<br />
Via XX Settembre n. 122 &#8211; Ferrara<br />
da sabato 11 febbraio a domenica 22 aprile 2012<br />
orari: martedì-domenica 9.30-17 (ultimo ingresso ore 16.30) &#8211; Chiuso lunedì<br />
Ingresso € 4,00 &#8211; ridotto € 2,00 -<br />
tel. (+39) 0532.66299 &#8211; fax (+39) 0532.741270 -<a href="mailto:sba-ero.museoarchferrara@beniculturali.it "> sba-ero.museoarchferrara@beniculturali.it </a><br />
<strong>Parma</strong><br />
Si celebra l’amore, nel castello di Fontanellato, sabato 11 febbraio alle 20.30 per festeggiare un romantico San Valentino, un appuntamento irrinunciabile per chi è innamorato. Nella splendida cornice della Rocca Sanvitale la nuova edizione del format “<strong>Il Gusto della Cultura – Fuoco e Fiamme</strong>” vi condurrà in un viaggio tra le pieghe del cuore.<br />
L’evento prevede una visita guidata al castello con una degustazione finale di prodotti tipici, in forma di cena seduti ai tavoli, in pinacoteca. Durante il percorso incontrerete di sala in sala “donne antiche e cavalieri” che per forza d’amore vissero nei secoli trascorsi. Nobili affetti, anime innamorate, sentimenti combattuti, fatalità del destino, cantati dal sommo poeta Dante Alighieri: dalla lirica evocazione della storia d’amore tra Francesca da Rimini e Paolo Malatesta, con Lancillotto e Ginevra sullo sfondo nelle pagine del “libro galeotto” fino a Cleopatra, regina d’Egitto, legata a Cesare e ad Antonio. Da Elena che fu causa addirittura di una guerra durata a lungo tra Troiani ed Achei alla regina Didone che si uccise quando venne abbandonata da Enea, suo grande amore. Per lui venne meno alla promessa di serbarsi fedele alla memoria del marito Sicheo. E poi ascolterete la storia d’amore tra Tristano, il celebre personaggio del ciclo arturiano e la bella Isotta di Cornovaglia. Dai romanzi carolingi a quelli bretoni fino agli eroi classici. I personaggi vi trasporteranno in un viaggio tra letteratura e storia per rendere “per sempre” il vostro speciale San Valentino.<br />
Per informazioni e prenotazioni: Iat Rocca Sanvitale: tel. 0521.829055. <a href="http://www.fontanellato.org">www.fontanellato.org</a></p>
<p><strong>Carpineti</strong><br />
Dal 9 al 17 febbraio, Carpineti ospiterà il 7° raduno internazionale di<strong> Mongolfiere di San Valentino</strong>. Organizzata dal <a href="http://www.comune.carpineti.re.it/Sezione.jsp?idSezione=110">Comune di Carpineti </a>e da Comunicazione in volo sarà l’occasione per esplorare il mondo del volo e delle mongolfiere. Oltre 30 le mongolfiere con equipaggi italiani e internazionali che si alzeranno quotidianamente in volo. Un modo sicuramente non convenzionale per gridare dall’alto all’intero mondo il vostro amore.</p>
<p>A <strong>Cerreto sulle Alpi</strong> invece sono previste, 11 Febbraio la tradizionale ciaspolata si trasforma nella <strong>Lunata degli Innamorati</strong>: una notte speciale in un bosco ricamato di neve, sotto un manto di stelle con la persona che amate e con uno spettacolo di fuochi d&#8217;artificio preparati appositamente per voi. Poi cena in un rifugio illuminato dal fuoco delle candele. Per festeggiare San Valentino in un modo un po’ diverso dal solito, una ciaspolata notturna con cena a lume di candela e sorpresa finale!<br />
<a href="http://www.emiliaromagnaturismo.it/it/eventi/reggio-emilia/sport-e-giochi/ciaspolate-con-i-briganti-di-cerreto/scheda?ID=14253&amp;NPAGE=1&amp;ISFREE=ON&amp;FREEFIND=ciasp">Ufficio turismo Emilia Romagna<br />
</a></p>
<p><strong>Forlì</strong><br />
L’associazione <strong>Slow Food</strong> organizza la Ciaspolata di San Valentino in Campigna<br />
Domenica 13 febbraio<br />
Ore: 7.00 Ritrovo con le proprie auto al Caffè Casavecchia (piazzale Papa Giovanni XXIII 6 Forlì) per la colazione. Per chi preferisce andare direttamente alle ore 9,30 abbiamo appuntamento al piazzale de l’Albergo Lo Scoiattolo in Campigna con la nostra guida Lello, Guida Alpina Abilitata, e consegna ciaspole a chi le ha prenotate. Si farà una passeggiata di 2,15’ per poi ritrovarsi a pranzo presso l’ all’Agriturismo Il Poderone. Costo della giornata 43,00 € per tutti (comprende onorario guida + assicurazione infortuni + noleggio ciaspole 5,00 + pranzo)<br />
Per chi ha le proprie ciaspole dovrà detrarre dall’importo totale i 5,00 € del noleggio.<br />
Sarà possibile prenotarsi anche solo per il pranzo e raggiungere il gruppo all’ora indicata.<br />
Info e prenotazioni a Sabrina Marin Tel. (+39) 347 7114074 <a href="mailto:smsmarin@gmail.com ">smsmarin@gmail.com </a><br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Genova</strong><br />
Volete regalarvi un&#8217;esperienza emozionante ed esclusiva per festeggiare San Valentino in una delle location più suggestive di Genova ammirando l&#8217;eleganza dei grandi predatori del mare? L&#8217;Acquario di Genova, cuore del mondo AcquarioVillage vi propone una cena a lume di candela davanti alla grande vasca degli squali.<br />
Dopo un drink allestito davanti alle vasche dell&#8217;Acquario di Genova, l&#8217;esperienza prosegue con una affascinante visita guidata serata della struttura. La serata si conclude con una raffinata cena in una scenografia spettacolare ed emozionante: gli squali e la loro grande vasca faranno da cornice a una serata straordinaria.La serata inizia alle ore 20 e ha un costo di 90 Euro per persona. È necessaria la prenotazione.Per maggiori informazioni e prenotazioni, contattare Incoming Liguria, tel. 010/2345.666,<a href="http://www.incomingliguria.it "> www.incomingliguria.it </a></p>
<p><strong>Gradara</strong><br />
Continua la rassegna <a href=" http://www.gradara.org/2012/01/17/san-valentino-al-castello-di-paolo-e-francesca/">Gradara d’Amare</a>: da sempre luogo di amori proibiti, in questo antico borgo storia e  leggenda si fondono e creano il mito eternato da Dante nel V canto dell’Inferno della Divina Commedia. Qui dove l’amore di <strong>Paolo e Francesca</strong> sopravvive anche dopo la morte, si rende omaggio alla festa degli innamorati per eccellenza e si potrà visitare il castello dove vissero i due personaggi del canto.<br />
tra l’11 e il 14 febbraio inoltre sono previste visite guidate ( Sulle tracce dell’amore cortese), spettacoli di danza (La dama e il licorno) e l’iniziativa Mi Illumino di meno, in occasione della quale nel borgo si spegneranno tutte le luci per lasciare accese mille candele.<br />
<strong>Terni</strong><br />
Il cioccolato artigianale e l’alta pasticceria protagonisti per cinque giorni nella città di San Valentino per celebrare la festa degli innamorati.<br />
<a href="http://www.cioccolentino.com">Cioccolentino</a> prenderà il via venerdì 10 febbraio 2012 e terminerà il 14, giorno in cui si celebra il Santo Patrono degli innamorati. L’evento è realizzato da Promoeventi, con la collaborazione di <strong>Eurochocolate</strong> e il patrocinio dellaRegione dell’Umbria, della Provincia, del Comune di Terni. Il claim 2012, <strong>Terni città dal cuore fondente</strong>, richiama non solo la tradizione pasticcera della città umbra, ma gioca anche sulla sua storia di città nota in tutto il mondo per le acciaierie. Lo fa però con la dolcezza del cioccolato e la passione di chi si ama, che, nei giorni della kermesse, sarà presente a Terni per festeggiare San Valentino. Come sempre saranno moltissime le iniziative in programma, dedicate al cioccolato e all’alta pasticceria, ma anche a far conoscere la città e le sue eccellenze e a tutti gli innamorati che vogliono rinnovare la loro promessa d’amore.</p>
<p><strong>Perugia</strong><br />
APERITIVO SCIENTIFICO<br />
Martedì 14 febbraio, ore 20.30 <a href="http://www.perugiapost.it/">Centro della Scienza POST</a> &#8211; Piazza del Melo<br />
Per il mese di febbraio l&#8217;Aperitivo Scientifico si trasformerà in un affascinante percorso tra degustazioni, letture e curiosità attorno al tema del vino e dei &#8220;cibi afrodisiaci&#8221;, per trascorrere in modo originale e raffinato la serata di S.Valentino.<br />
Programma della serata:<br />
ore 20:30 cena a cura della Filiera dei Piccoli &#8211; rete locale alimentare con intrattenimento teatrale &#8220;Vino, amore mio&#8221; a cura dell&#8217;associazione Medem/La maschera di vetro e accompagnamento musicale di archi<br />
Mostra collettiva a cura della Galleria il Gianicolo<br />
Ingresso 16 €<br />
Spazio bimbi con cena e intrattenimento 6 €</p>
<p><strong>Roma</strong><br />
L’idea più originale per il San Valentino 2012 è il <strong>Tramjazz di Roma</strong>. Gli ingredienti sono tutti di alto livello: Roma, la squisitezza dei cibi, l’originalità e la qualità delle proposte musicali, l’atmosfera particolare. Una serata di spettacolo che offre insieme un concerto jazz, una deliziosa cena a lume di candela e un viaggio notturno nel centro di Roma a bordo di un tram della Collezione Storica di Atac. L’appuntamento “Hello Love” è a Piazza di Porta Maggiore, ore 21. Itinerario: Porta Maggiore &#8211; San Lorenzo &#8211; Viale Regina Margherita &#8211; Valle Giulia ( sosta a Piazza Thorwaldsen- Galleria d’Arte Moderna ) &#8211; Colosseo ( sosta  Parco del Celio)  Piramide Cestia – Porta Maggiore. Durata: 3 ore. Prenotazione obbligatoria.</p>
<p>Se perdete queto tram non vi demoralizzate. Per le strade di Roma girerà anche <strong>Fashion Bus</strong>: il mezzo è riservato ad una cerchia ristretta di coppie che avranno il piacere di salire a bordo per un viaggio imperdibile fra i luoghi più affascinanti e suggestivi di Roma. Durante la serata musica dal vivo con le dolci note del maestro violinista Mastrantuono. Per cena menù ricchissimo con piatti e ricette della tradizione mediterranea rivisitate in chiave moderna. Partenza dal Circo Massimo ore 21. Ritorno nello stesso punto alle ore 00.30 circa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se invece preferite un San Valentino più tradizionale all’<strong>Auditorium Parco della Musica</strong> il 12, 13 e 14 febbraio nasce la prima edizione di <a href="http://www.romanticamente.eu/">RomanticaMente Festival dell’Amore narrato</a>, con tre Lezioni d’Amore, che partiranno dal mondo classico (Vittorio Sermonti), attraverseranno l’arte e la musica (Claudio Strinati) per giungere alla filosofia (Umberto Galimberti), punto d’arrivo – nel giorno di San Valentino &#8211; di un percorso storico-critico sulla natura dei sentimenti. Intorno ad esse, il Festival propone una serie di appuntamenti con la letteratura, la cultura, il passato e l’attualità del discorso amoroso. In Parole d’amore, due noti autori si confronteranno su poesia, cinema e romanzo, mentre gli aspiranti narratori potranno seguire il laboratorio di scrittura creativa Se Cupido scocca un racconto. Anche la cucina, che ha molti seguaci, sarà protagonista del Festival con il Menu d’amore a cura del Masterchef Spyros Theoridis. Nell’incontro con le Lettere del cuore, la scrittrice Antonella Boralevi racconterà dal suo punto di vista questo fenomeno di costume di ieri e di oggi. L’angolo dei bambini sarà animato dal laboratorio giocoso sulla fiaba Chi corteggia Cenerentola? mentre le arti visive avranno un loro spazio nel concorso fotografico Scatto d’amore e nella mostra Batticuori, che inaugurerà il Festival con le opere di Mojmir Jezek.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Saltara</strong><br />
Domenica 12 febbraio verrà proiettato il film “Non lasciarmi” (2010, M. Romanek), tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore nippo-britannico K. Ishiguro, che affronta temi attuali e discussi quali la donazione degli organi e la clonazione. Il regista dirige un cast brillante fornendo un’interpretazione cinematografica tenera e piena di sentimento e riuscendo a coinvolgere lo spettatore fino a farlo entrare in completa empatia con i personaggi. Il costo dell’evento è compreso nel biglietto di ingresso e  si svolgerà durante il normale orario di apertura del museo (14:30 – 19:00). Riduzioni per i tesserati “Amici del Balì”. Maggiori informazioni sul <a href="http://www.museodelbali.it">sito del museo </a><br />
“Serata d&#8217;astri e amore&#8221;<br />
Planetario sui miti dedicati all’amore<br />
Il Museo del Balì per questa giornata così speciale propone un’apertura straordinaria : una serata nella splendida cornice del planetario dove verranno narrati i miti più belli dedicati all’amore .Se vorrete continuare la serata ,potrete farlo  alla “Trattoria al Balì”attigua alla Villa ,dove ad un prezzo convenzionato (45 euro a coppia) potrete partecipare alla “Cena di Afrodite”. Il costo del biglietto che comprende l’ingresso al Museo e il planetario tematico è di 7 euro ed è valido per due persone.<br />
Per info o prenotazioni telefonare dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle 12 e 30 allo<br />
0721 892390 oppure inviare e-mail a <a href="mailto:prenotazioni@museodelbalì.it">prenotazioni@museodelbalì.it</a></p>
<p><strong>Matera</strong></p>
<p>Il MUSMA. <a href="http://www.musma.it">Museo della Scultura Contemporanea Matera</a> aderisce all&#8217;inziativa del MIBAC e regala a tutte le coppie di innamorati la possibilità di visitare il museo con un solo biglietto. Un’iniziativa, promossa da diverso tempo dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali per i monumenti e siti archeologici statali, che quest’anno il MUSMA condivide e propone per l’intera giornata del 14 febbraio 2012, con il seguente orario: 10.00 – 14.00 / 16.00 – 20.00.</p>
<p>I fidanzati, le coppie di innamorati, in genere tutti quelli che si amano (fratelli e sorelle, madri e figli, nonni e nipoti, ecc.), potranno approfittare dell’occasione per recarsi a Palazzo Pomarici, ovvero il “Palazzo delle cento stanze”, per visitare gli spazi in cui è allestita la collezione permanente del Museo, la mostra dedicata ad Antonio Sanfilippo nelle “Sale della caccia”, le incisioni di Louis Marcoussis, del 1931, commentate da Tristan Tzara nella “Sala della grafica” e le 25 acqueforti e acquetinte di Assadour, in mostra nel rinnovato bookshop del Museo.<br />
Al termine della visita, ogni coppia di innamorati potrà scegliere di farsi fotografare delimitando il sentimento d’amore di cui è portatrice, in una cornice realizzata appositamente per l’occasione dallo scultore Salvatore Sava.</p>
<p>Ore  10.00 – 14.00 / 16.00 – 20.00<br />
Tel. 366 9357768<br />
<a href="mailto:info@musma.it">info@musma.it</a></p>
<p><strong>Napoli</strong><br />
Un altro appuntamento per conoscere la <strong>Napoli del cinema</strong>, dove tra i vicoli e palazzi, terra e mare, la macchina cinematografica si è mossa instancabile sin dai suoi esordi. Domenica 13 febbraio 2011, il tour proposto dalle associazioni <a href="http://www.incampania.com/focus.cfm?s=6&amp;Info_ID=1881">Siti Reali ONLUS e Campania Movietour</a> – che mira con i suoi itinerari a promuovere le location campane scelte dalle produzioni cinematografiche e televisive – condurrà il visitatore nella zona del lungomare napoletano, nei luoghi che hanno fatto da sfondo a tanti capolavori del cinema. In particolare il tour, pensato in occasione di S. Valentino, vedrà protagonista l’amore al cinema nelle sue varie declinazioni, con storie d’amore ironiche, passionali, struggenti. Inoltre, durante il tour si evidenzieranno numerosi siti di valore storico-artistico e i vari aneddoti relativi al passato della città. Nel corso della passeggiata a piedi, della durata di circa un paio ore, le guide condurranno i partecipanti nel quartiere S. Lucia, nelle location cinematografiche di opere che vanno dai Lumière fino a Massimo Troisi, raccontando i retroscena della loro realizzazione: dal Borgo Marinari, ambientazione per Pensavo fosse amore invece era un calesse, alla Banchina S. Lucia per Viaggio in Italia e Maccheroni, da via S. Lucia location scelta dai fratelli Lumière a Piazza Plebiscito ambientazione per le Quattro giornate di Napoli e L’oro di Napoli. Durante il percorso, inoltre, sono previsti brevi interventi drammatizzati, che rievocheranno alcune scene famose di film entrate nella memoria collettiva. Fotogrammi e foto di scena aiuteranno a rievocare, durante il movietour, le<br />
pellicole cinematografiche. Sarà anche un’occasione per confrontare le immagini storiche della città con la sua veste attuale. Le associazioni propongono un vero e proprio viaggio nella storia del cinema, pieno di curiosità e aneddoti.</p>
<p>In occasione di San Valentino la <strong>Scuola del Cioccolato Perugina</strong> propone <strong>a Città del gusto di Coroglio</strong> due appuntamenti intriganti ed imperdibili.<br />
Domenica 12 febbraio<strong> Choco Open Day</strong>, uno speciale “porte aperte” per adulti e bambini per trascorrere una giornata all’insegna del cioccolato Perugina. Non solo coppie ma anche genitori e figli alla Città del Gusto festeggiano la festa degli innamorati creando insieme con i Maestri Cioccolatieri piccole opere di cioccolato personalizzate ispirate all’amore. La partecipazione al Choco Open Day è gratuita e i partecipanti saranno divisi in turni prestabiliti durante tutto il giorno.<br />
Martedi 14 febbraio, le cucine hi-tech di Città del gusto di Coroglio a Napoli ospitano i <strong>Maestri Cioccolatieri Perugina</strong> con un corso speciale dedicato agli innamorati. “San Valentino: dimmi di sì”, il corso speciale per le coppie che vogliono “cimentarsi” con il cioccolato. Durante il corso ciascuna coppia, guidata dal Maestro cioccolatiere, realizzerà  una piccola opera artistica formata da una scatolina di cioccolato personalizzata nei decori, al cui interno verranno messi piccoli cioccolatini stampati. Un’intera lezione, della durata di tre ore, durante la quale verranno forniti utili suggerimenti per dare vita alle splendide e dolci creazioni di cioccolato. La prenotazione al corso è obbligatoria e prevede una partecipazione massima di 14 iscritti ai quali verrà assegnata una postazione e attrezzi professionali.<br />
Entrambi i corsi avranno alla base la spiegazione del famoso temperaggio manuale, tecnica indispensabile per rendere il cioccolato fluido e croccante.<br />
A fine corso ciascun partecipante porterà a casa la propria creazione di cioccolato e  l’attestato di partecipazione con la ricetta, inoltre verrà regalato il grembiule della Scuola del Cioccolato.<br />
“Choco Open Day”. Domenica 12 febbraio Tutto il giorno, ingresso gratuito<br />
“San Valentino: Dimmi di sì”. Martedi 14 febbraio dalle 16,30 alle 19,30<br />
Costo euro 65,00 a persona<br />
Informazioni e prenotazioni:<br />
<a href="http://www.gamberorosso.it">Città del gusto</a> – Napoli tel. 081 19808900  napoli@cittadelgusto.it<br />
<a href="http://www.perugina.it/Templates/SCUOLA/lascuola50100.aspx?pageid=50100">Perugina</a></p>
<p><strong>Cagliari</strong></p>
<p>Colazioni in Galleria a Km zero &#8211; L’arte in maschera<br />
Domenica 14 febbraio, alla <strong>Galleria Comunale d’Arte di Cagliari</strong> proseguono gli appuntamenti con “Colazioni in Galleria a Km zero”.<br />
La manifestazione del museo, organizzata con la collaborazione dell’associazione culturale Artecrazia, promuove, come sempre, la mediazione dell’arte che nel museo diventa uno strumento per incidere e sensibilizzare il pubblico verso una cultura alimentare sana e sostenibile da un punto di vista ambientale.<br />
Dopo la colazione, che proporrà i dolci tipici della tradizione del Carnevale a km zero, adulti e bambini saranno coinvolti, dal personale della galleria, alla ricerca e alla scoperta delle opere scelte.<br />
Sarà l’occasione per festeggiare il giorno di San Valentino in modo ironico e originale con la divertente piece teatrale “Dialoghi d’arte e d’amore. Della vita e dell’amore: l’arte che non si impara mai”. Protagonisti: Andrea Lecca, Stefano Raccis e Flavio Secchi.<br />
I più piccoli saranno accompagnati dall’associazione Orientare e potranno assaporare una sana e gustosa merenda, sempre a km zero!<br />
Dove:<br />
Galleria Comunale D&#8217;Arte<br />
Viale San Vincenzo, 2 &#8211; 09123 Cagliari &#8211; Telefono: 070.677.7598<br />
Orario a partire dalle ore 10.00<br />
Biglietto: 4 euro</p>
<p><strong>Salerno</strong><br />
Il Comune di Salerno presenta le<strong>  “Piazze dell’Amore”</strong>, un evento che scandirà in modo creativo e vivace i giorni di San Valentino nel capoluogo. Nel corso della manifestazione, che si terrà da sabato 11 febbraio a martedì 14 febbraio, saranno venduti in appositi stand, allestiti da Salerno Solidale, accessori, oggettistica e gift logati con la S di Vignelli, il brand di promozione turistica internazionale del Comune di Salerno.<br />
Sei saranno le piazze salernitane dedicate agli innamorati: Piazza Flavio Gioia, Piazza Portanova, Piazza Caduti di Brescia, Stazione Centrale (inizio C.so Vittorio Emanuele), Piazza Sant&#8217;Agostino, Torrione (altezza Farmacia Grimaldi).<br />
In Piazza Flavio Gioia, dove l&#8217;arcobaleno di Luci d&#8217;Artista si trasformerà per l&#8217;occasione in &#8220;arco dell&#8217;amore&#8221;, gli innamorati potranno scambiarsi promesse d&#8217;amore utilizzando le più belle frasi d&#8217;amore della storia del cinema.<br />
In Piazza Portanova una sagoma di due peluche abbracciati &#8220;personalizzabili&#8221; con il viso degli innamorati sarà la scenografia per una foto-ricordo.<br />
In Piazza Caduti di Brescia gli innamorati avranno a disposizione dei post-it su cui scrivere il proprio messaggio d&#8217;amore da incollare su una apposita bacheca.<br />
Nei pressi dello stand collocato a pochi passi dalla Stazione Centrale sarà posizionato un inginocchiatoio in velluto rosso sul quale l&#8217;innamorato potrà dichiararsi alla sua bella.<br />
La panchina di Piazza Sant&#8217;Agostino, circondata dall&#8217;abbraccio di Cupido, si trasformerà nella intramontabile panchina degli innamorati.<br />
A Torrione, infine, appuntamento per un tè caldo da bere in compagnia dalla tazza di San Valentino con la S di Vignelli.<br />
E per tutti gli innamorati anche un gioco delizioso. Basta spedire, da lunedì 13 e fino a domenica 19 febbraio, una frase e/o una foto amorose all’indirizzo <a href="mailto:sanvalentino@comune.salerno.it ">sanvalentino@comune.salerno.it </a> oppure lasciarle direttamente presso gli stand allestiti nelle varie piazze dell’amore. In ogni caso indicare nel messaggio le proprie generalità e recapiti.<br />
Scatenate le fantasia nel segno dell’amore e delle Piazze dell’Amore con temi e variazioni collegati all’attualità italiana come il freddo polare, il precariato, i legami tra Nord e Sud che con l’innamoramento hanno tanti punti di contatto.  La foto e/o frase più emozionante e la più originale/estrosa saranno premiate con una dolcissima sorpresa.</p>
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		<title>Facebook: un annuario da 100 miliardi di dollari</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 16:18:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vimercati Marta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Facebook, il social network più diffuso al mondo, vuole mettere piede a Wall Street e per la sua IPO si stimano cifre da capogiro. Gli esperti si dividono: nuova bolla o vero motore di sviluppo? ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89276" title="facebook marta vimercati" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/facebook-marta-vimercati.jpg" alt="" width="303" height="303" />Chi di voi non ha un profilo Facebook? E quanti tra chi ne è privo non viene stressato dalle richieste di farlo da parte di chi lo possiede? Perchè è proprio questo il punto: il fatto di non esserci è come interrompere o diminuire una rete di condivisione, rinunciare ad una vita sociale sul web.<br />
L’idea di partenza è semplice e banale e la si comprende già dal nome di quello che è il più famoso social network del pianeta, Facebook, termine con il quale negli Stati Uniti viene indicato l’annuario di foto di studenti che molti college pubblicano all’inizio dell’anno scolastico.Gli ingredienti di base del sito sono: una foto, un profilo, uno status moltiplicati per 845 milioni di utenti attivi che mettono in condivisione, in una rete più o meno ristretta, una quantità inimmaginabile di foto, video e Likes; è il secondo sito più visitato al mondo, dopo Google.<br />
Tutto questo oggi, o meglio tra qualche mese, quando <strong>la società verrà quotata in Borsa</strong>, potrebbe ammontare ad una cifra da capogiro: ben 100 miliardi di dollari. Dopo Renren, social cinese che fu il primo tra i colleghi ad aprire la strada verso <strong>Wall Street agli inizi del maggio 2011, dopo Linkedin, Groupon e Zynga è la volta del colosso Facebook</strong>, fondato nel febbraio del 2004 dall’allora diciannovenne e <strong>studente di Harvard Mark Zuckenberg</strong> insieme ai suoi compagni di stanza, <strong>società che nel 2011 ha realizzato un utile netto di 668 milioni di dollari e un fatturato da 3,7 miliardi di dollari</strong>. Questi sono i numeri esibiti nei documenti per l’Initial public offering (IPO) della società, presentati alla <strong>Securities and Exchange Commission</strong>, ente analogo alla nostra Consob. Secondo le stime delle ultime settimane, <strong>il social potrebbe raggiungere una valutazione in Borsa tra i 50 e i 100 miliardi di dollari</strong>.<br />
Dopo lo scoppio della bolla dei titoli Internet nel marzo del 2000, con la quale si è decretata la caduta della new economy, e una prima ripresa grazie alla quotazione di Google, dal 2011 si sta assistendo ad una grossa iniezione di liquidità da parte del settore dell’high-tech, accrescendo la speranza che possa diventare un traino per lo sviluppo e il recupero dell’economia mondiale. Gli analisti più scettici temono però una <strong>bolla speculativa</strong> dalle conseguenze imprevedibili sostenendo che<strong> il valore economico di un social network è nella sua esistenza on-line e non in prodotti tangibili</strong>. E non hanno tutti i torti se pensiamo a quanto è successo a Groupon: il sito ha raggiunto un IPO di 700 milioni di dollari ma nei giorni successivi il titolo ha subito un crollo del -42% portando ad una attuale capitalizzazione di 10 miliardi rispetto ai 16,7 raggiunti all’inizio.<br />
Bolla o non bolla, l’entrata in Borsa di Facebook avrà degli enormi effetti, a cominciare dalla pioggia di denaro che colpirà dal suo fondatore ed i suoi ex compagni, a <strong>David Choe</strong>, artista di origini coreane i cui graffiti decorano le pareti degli uffici di Facebook e in cambio dei quali ha ricevuto una manciata di titoli che oggi valgono 200 milioni di dollari. Premiate anche le venture capital, come la Accel, che circa sette anni fa intravide le potenzialità del sito e decise di sostenerlo. <strong>Tra gli investitori ci sono anche delle sorprese come il cantante degli U2, Bono,</strong> che con la sua società di investimento, la Elevation Partners, <strong>possiede l’1,5% della società, per un ammontare di circa un miliardo di dollari</strong> (secondo il <em>Telegraph</em> l’equivalente di quanto Bono ha guadagnato in tutta la sua carriera di cantante). A parte l’aumento della popolazione americana di miliardari e milionari, che andranno ad arricchire le tasche di consulenti finanziari, agenti immobiliari e negozi di lusso, secondo alcuni come Mark Cannice, professore di innovazione imprenditoriale all’Università di San Francisco, l’entrata in Borsa di Facebook creerà un’euforia tale da far piovere finanziamenti su progetti simili e start-up nella Silicon Valley. <strong>Nuovo motore di sviluppo o costosissima bolla di sapone?</strong> Sarà tutto da vedere.</p>
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		<title>Ripartire dalle città per superare l&#8217;anomalia italiana in Europa</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 11:34:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capitano Antonio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia della Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Ripartire dalle città per dare uno slancio all'economia, alla cultura e al benessere sociale: questa potrebbe essere una strada percorribile, già tentata da alcuni paesi europei ma che trova l'Italia ancora impreparata]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89242" title="milano" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/milano.jpg" alt="" width="487" height="326" />Con <strong>Max Weber</strong> per la prima volta <strong>la città ed i fattori che compongono la realtà sociale urbana ricevono una sistemazione teorica</strong> attraverso la costruzione di una tipologia ideale delle città, basata sulla individuazione delle funzioni prevalenti.<br />
<strong>Punto di partenza della riflessione di Weber sull’argomento è la considerazione che la città costituisce in ogni civiltà il motore del divenire storico</strong>.<br />
Superando le teorie elaborate durante il corso dell’800, l&#8217;economista e sociologo tedesco giunse alla conclusione che tra le istituzioni urbane esiste una interrelazione che non consente di elaborare una teoria della città’ partendo dall’isolamento di una o più di esse.<br />
Di città hanno parlato altri studiosi agli antipodi della città cibernetica ed è difficile tornare alle origini quando la città diventa presidio del futuro, ma anche un luogo da abitare, da vivere e dal quale ripartire. L’uomo e il filosofo si sono sempre interrogati sul <strong>concetto di città e il modo di viverla</strong>.<br />
Il dibattito sull’avvenire delle città è anche il dibattito sull’avvenire della democrazia.<br />
Ecco perché il Convegno-seminario “<strong>Ripartire dalle città”</strong> tenutosi a Roma il 2 febbraio 2012 assume in questo particolare momento storico un&#8217;importanza fondamentale; di questo si è occupato un gruppo di lavoro del Consiglio italiano per le Scienze Sociali (CSS) e i risultati sono stati sintetizzati in un <strong>Libro bianco sul governo delle città italiane</strong>, prima <a href="http://www.anci.it/Contenuti/Allegati/LB-GOVERNO-DELLE-CITTA-CSS-2011.pdf">diffuso on line </a>e ora pubblicato, assieme a una serie di saggi di approfondimento nel libro <em><strong>Le grandi città italiane</strong></em>.<em><strong> Società e territori da ricomporre</strong></em>, a cura di Giuseppe Dematteis (coordinatore del gruppo di lavoro del CSS), edito a fine 2011 dall’editore Marsilio.</p>
<p><strong>Punto di partenza è l&#8217;anomalia italiana</strong>, una delle tante: il governo delle città dovrebbe essere oggetto prioritario delle politiche pubbliche. In molti paesi lo è, ma non nel nostro, dove le politiche locali sono deboli e contraddittorie e manca una politica urbana a livello nazionale.<br />
Una <strong>visione territoriale sistemica delle nuove realtà urbane e metropolitane</strong> è essenziale per governare la dialettica<strong> tra interessi particolari e generali</strong> costitutiva della città moderna.<br />
Essa deve permettere di vedere i nessi e le possibili sinergie che legano tra loro <strong>problemi troppo spesso trattati separatamente</strong>, come la mobilità, i consumi di suolo, la salvaguardia ambientale, il controllo della rendita urbana, il mercato delle abitazioni, la qualità della vita individuale e sociale, la sicurezza, la partecipazione, l’emarginazione e la conflittualità sociale e, non ultimo, quello del rapporto tra la coesione (sociale e territoriale) e la capacità competitiva delle città (e quindi del paese e dell’Ue stessa) in campo economico. Ovviamente tutto ciò deve trovare un supporto, oltre che in un nuovo modo di vedere e di concepire la città, in un disegno strategico con obiettivi di interesse generale, in una governance e in un modello di ordinamento spaziale efficaci e, non ultimo, in un nuovo assetto normativo e istituzionale.<br />
Il Libro Bianco del CSS nella sua parte finale contiene alcune<strong> proposte:</strong> si tratta di<strong> linee di azione di breve, medio e lungo periodo</strong> rivolte a definire nuove politiche urbane e a creare una cornice istituzionale che ne favorisca l’attuazione.</p>
<p>Il loro elenco si dividerà in due parti, la prima relativa alle politiche innovative e ai loro contenuti, la seconda alla veste normativa e istituzionale richiesta per attuarle. <strong>Il problema non è costruire le città, ma il loro governo:</strong> vale a dire gli obiettivi di fondo da perseguire, le politiche possibili per raggiungerli, gli strumenti necessari per porle in essere riportando la persona al centro del sistema, evitando lo sperpero del territorio.<br />
Occorre intravedere in questa <strong>grande possibilità “europea”</strong> un sentiero percorribile verso<strong> l’uscita definitiva da una mentalità ancora chiusa e medievale</strong> come può essere quella di certi territori italiani ancorati a sistemi economici statici, facilmente preda della globalizzazione che appiattisce le identità ed impoverisce i contenuti il destino del luogo città.</p>
<p>In questo senso nel Libro Bianco ci sono importanti riferimenti all’attuazione negoziale delle città metropolitane evidenziando le loro competenze e poteri gestionali. Naturalmente un posto di ri &#8211; lievo occupa la rappresentanza politica in particolare con riguardo alla legittimazione, oltre ai residenti, di forme ulteriori e diverse di espressione (anche telematica) di coloro che fruiscono del &#8211; la città e in varie forme vi pagano le tasse.<br />
E solo oggi il <strong>tema del pagamento delle tasse</strong> è diventato di stretta attualità! Anche perché una città potrebbe offrire molto di più se al suo interno venissero bloccati sul nascere meccanismi incancreniti di evasione fiscale che rendono una comunità “marchiata” da una sorta di isola felice dove<strong> tutto è possibile, anche non rispettare le principali regole civili</strong>.<br />
Le entrate sono dunque importanti, ma come coraggiosamente afferma il Gruppo di Lavoro, per paradossale che possa sembrare, <strong>le risorse finanziarie non sono le sole e forse neppure le principali risorse di cui le città necessitano</strong>.</p>
<p>Uno sguardo al futuro deve prevedere<strong> fondi di ventur capital/private equity</strong> operanti a livello territoriale per finanziare opere pubbliche innovative per una reale rigenerazione urbana nel rispetto della sostenibilità ambientale.<br />
Dunque l’urbanistica “atto politico” del territorio deve <strong>abbandonare la concezione antica e abusata della cementificazione ad ogni costo</strong> per passare alla sostenibilità ambientale che comporta non solo nuove costruzioni, ma la razionalizzazione delle stesse attraverso il recupero di quelle esistenti. E sono molte e potrebbero dare molto e nuovo lavoro.</p>
<p>Il passo che si chiede a chi vuol sentirsi “città” è un passo di civiltà. Un vero passo con i tempi. Per custodire un luogo, riparando i danni perpetrati nel tempo. Per questa ragione il libro bianco sottolinea la <strong>necessità di implementare il trasporto collettivo, la raccolta differenziata e un generale risparmio energetico</strong>. Per arrivare al concetto di una effettiva città digitale occorre dotare tutti ma proprio tutti della <strong>libertà di connessione</strong>. Oggi in Italia ci sono zone non servite dalla banda larga. L’invalidità dell’accesso ad internet impedisce molte cose e questa invalidità non rende certamente tutti uguali. Ci sono zone di serie a e zone di serie c.</p>
<p>Altro punto fondamentale è inoltre quello della <strong>ridefinizione del sistema di welfare</strong>: in un famoso rapporto commissionato da Sarkozy si punta chiaramente alla <strong>differenza sostanziale il benessere materiale e quello non materiale.</strong> Rispetto al primo si sottolinea la necessità di porre attenzione al reddito e al consumo, piuttosto che alla produzione, di considerare anche in &#8211; dici di ricchezza e di prendere a riferimento il nucleo familiare. Riguardo alla dimensione non materiale del benessere si ricorda l’importanza del tempo libero e la necessità di misurare le relazioni sociali, la &#8220;voce&#8221; politica e la sicurezza o vulnerabilità dei singoli. Si afferma anche che vanno considerare misure oggettive e soggettive e che sono necessari indici di sostenibilità del benessere nel tempo, ambito nel quale dominano i noti problemi connessi all’ambiente. <strong>Ma il punto cruciale di un welfare sostanziale è la libertà dal bisogno e la conseguente dignità del vivere</strong>.</p>
<p>Le città, per le funzioni direzionali, cognitive e di servizio che svolgono, sono i centri propulsori e diffusori dello sviluppo regionale e nazionale.<strong> La gestione delle risorse umane, naturali e patrimoniali del paese dipende in larga misura da come sono organizzate le città</strong> e le reti di relazioni che fanno capo alle città.<br />
Solo così una città diventa visibile e vivibile. Una città, cioè, dalla quale ripartire.</p>
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		<title>“J&#8217;aime avoir mon propre vert”. Intervista allo street artist Ludo</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 14:53:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pettinari Claudia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione della mostra Nature's Revenge nella galleria Wunderkammern a Roma sino al prossimo 18 febbraio siamo andati ad intervistare lo street artist Ludo per capire la sua arte anti- pubblicitaria. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89159" title="ludo_via del porto fluviale" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/ludo_via-del-porto-fluviale.jpg" alt="" width="615" height="429" />L&#8217;uomo è assuefatto al bombardamento dei brand del lusso e del consumo, e ossessionato dal progresso tecnologico. Con atteggiamento superbo resta incurante delle conseguenze potenzialmente catastrofiche della sua ambizione, lasciandosi cullare dallo sfarzo delle ricchezze conquistate per autocompiacimento.<br />
Arriverà un momento in cui la fantascienza diventerà storia e si dovranno fare i conti con una realtà da noi stessi plasmata in malo modo? Qualcuno prova già ad immaginarlo, e più che una catastrofe improvvisa prevede una lenta trasformazione della natura verso una sorta di ibrido tecnologico. Anche le griffes non risponderanno più all&#8217;esigenza di perfezione estetica, ma si prenderanno gioco dell&#8217;ingenuità umana trasformandosi in immagini anti-pubblicitarie.<br />
Tutto ciò si può già vedere nei lavori dello street artist francese Ludo.<br />
Trent&#8217;anni, originario di Parigi, si avvicina alla street art nel 2006, quando<strong> inizia ad invadere le strade del mondo con i suoi interventi</strong>, riappropiandosi di quegli spazi pubblici omologati da una comunicazione globalizzata e mortificante.<br />
Quest&#8217;anno arriva in Italia e, oltre ai suoi interventi lungo le vie e le piazze della capitale (Vaticano, San Lorenzo, Casilina, San Giovanni), i suoi lavori sono visitabili attualmente <strong>alla galleria Wunderkammern di Roma</strong> (Nature&#8217;s Revenge, fino al 18 febbraio).<br />
Cogliamo l&#8217;occasione per fargli qualche domanda.</p>
<p><strong>Perchè l&#8217;idea di una campagna anti-pubblicitaria – Co Branding – e come hai selezionato i marchi pubblicitari “da colpire”?</strong><br />
Effettivamente non si tratta propriamente di una campagna contro qualche marchio, ma piuttosto un voler utilizzare gli stessi codici e le stesse ubicazioni. La mia polemica è rivolta verso quelle immagini talmente estetiche ed estetizzanti che arrivano ad essere comprensibili solo da un certo tipo di persone. In fin dei conti, solamente una minoranza è realmente attenta a queste particolari immagini; perché no? Tuttavia il nostro spazio pubblico viene invaso continuamente da queste visuali a volte violente, aggressive, a volte al limite del porno, senza darci alcuna scelta.<br />
Riguardo le etichette italiane, niente di personale; ho preso i primi 100 brand italiani da internet e ho improvvisato una mia interpretazione.</p>
<p><strong>C&#8217;è un collegamento tra l&#8217;iconografia dei tuoi Co-Branding e i marchi originali? Per esempio, la pistola con il marchio Fiat e il pugnale con l&#8217;Alessi?</strong><br />
Fondamentalmente no, perché lo scopo di questa serie collocata nelle pensiline degli autobus, è di estremizzare, utilizzando immagini che non hanno più nulla a che vedere con ciò che vende il marchio. Viceversa, è solo successivamente che si creano le relazioni: effettivamente il collegamento tra Alessi e il coltello è immediato. Le pistole e Fiat, si può immaginare&#8230; si vende lo stile di vita o il prodotto reale?</p>
<p><strong>Come hai scelto i luoghi dei tuoi interventi romani?</strong><br />
Obiettivi diversi. In primo luogo trovare location adatte ai miei interventi come il Vaticano per “Idam et Eve”. Poi l&#8217;idea di spaziare al massimo tra i vari quartieri di Roma. E perché no, qualche scorcio da cartolina, magari con il Colosseo come sfondo&#8230;</p>
<p><strong>Come mai il verde domina in tutti i tuoi lavori? Ha una funzione simbolica?</strong><br />
Ho iniziato utilizzando solo il bianco e nero, che poi è evoluto verso il colore verde. Nessun motivo particolare per questa scelta; mi piace giocare con questo colore piuttosto appariscente.<br />
Ma mi sto rendendo conto man a mano che si tratta di un colore difficile, che nelle arti è spesso simbolo di sfortuna&#8230; cosa che non mi dispiace affatto, direi piuttosto il contrario. Il verde gocciolante sul muro mi ricorda il verde &#8220;melma&#8221; dei fantasmi di Ghostbuster.<br />
Mi piace avere il “mio verde personale”, come il blu di Yves Klein, risultato di un miscuglio di differenti tonalità di verdi esistenti.</p>
<p><strong>Con Nature&#8217;s Revenge immagini una ipotetica vendetta della natura contro l&#8217;uomo e la sua ossessione per il progresso tecnologico. Quindi secondo te, la street art può fungere da monito alla popolazione, come le grandi tele dei secoli passati?</strong><br />
Per me la street art è interessante solo se trasmette un messaggio o una critica. Il mio obiettivo non è quello di trasmettere la “buona parola&#8221;, ma semplicemente parlare di questioni che mi riguardano.<br />
La natura che interpreto è la base del mio lavoro: è incredibile come l&#8217;uomo non abbia mai veramente pensato a contenerla, e questa si è trasformata nell&#8217;elemento che in una frazione di secondo può causare migliaia di morti.</p>
<p><strong>Dal tuo punto di vista, a che livello è la steet art italiana rispetto al panorama internazionale? C&#8217;è molta differenza tra la scena italiana e quella francese?</strong><br />
Penso che non ci sia molta differenza tra i due paesi, sono molto vicini. Ma credo onestamente di non essere nemmeno la persona giusta alla quale chiedere cosa accade nei paesi accanto.</p>
<p>Consulta il<a href="http://www.wunderkammern.net/ludo/ludo.htm"> sito</a></p>
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		<title>La collezione Guggenheim arriva a Roma</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 09:03:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizia Memo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione della conferenza stampa d’apertura della mostra  “Il Guggenheim: l’avanguardia americana 1945-1980”, che apre al pubblico oggi, siamo andati a visitare il Palazzo delle Esposizioni e abbiamo intervistato il direttore generale dell’Azienda Palaexpo, il dott. Mario De Simoni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89083" title="Sala Espositiva" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/Sala-Espositiva.jpg" alt="" width="507" height="380" />Aprirà i battenti quest’oggi all’interno dei saloni del <strong>Palazzo delle Esposizioni</strong> la mostra dedicata alla collezione della Solomon R. Guggenheim Foundation di New York. Organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo, che gestisce la struttura e curata da <strong>Lauren Hinkson</strong>, l’esposizione <strong>“Il Guggenheim: l’avanguardia americana 1945-1980”</strong> ospita in un percorso che si snoda lungo sette sale, più di 50 opere tra istallazioni, fotografie, dipinti provenienti non solo dalla collezione americana ma anche dalla Peggy Guggenheim Collection di Venezia e dal Guggenheim Museum di Bilbao. Filo conduttore della mostra è quello di illustrare i principali momenti che hanno caratterizzato lo sviluppo dell’arte americana a partire dal secondo dopo guerra: la Pop Art, l’Espressionismo astratto, il Minimalismo e il Post-minimalismo, il Fotorealismo. Tra gli artisti selezionati ci sono <strong>Jackson Pollock</strong>, Willem de Kooning, Mark Rothko, Arshile Gorky, Alexander Calder, <strong>Roy Lichtenstein</strong>, Robert Rauschenberg, <strong>Andy Warhol</strong>, Richard Serra, Kenneth Noland, Chuck Close. Alcuni di questi erano artisti nati europei ma che solo emigrando negli Stati Uniti, durante gli  anni in cui l’Europa era devastata dalla guerra, sono riusciti ad esprimere la loro arte ponendo le basi per lo sviluppo delle avanguardie del contemporaneo americano. Un modo per ripercorrere l’evoluzione dell’arte statunitense partendo dalla collezione del Museum of Non- Objective painting nato dalla collezione privata del mecenate Solomon Robert Guggenheim che ne ha posto le fondamenta. Attraverso la sua acquisizione di opere d’arte prima e incrementando le proprie collezioni nel tempo, l’istituzione culturale Guggenheim è divenuta il punto di riferimento per il panorama dell’arte moderna e contemporanea.<br />
In occasione della conferenza stampa di presentazione della mostra Tafter è andata a curiosare tra le sale dell’esposizione e ha inoltre intervistato il direttore generale dell’Azienda Speciale Palaexpo, il<strong> dott. Mario De Simoni.</strong></p>
<p><strong>Dott. De Simoni negli ultimi anni c’è stata un’evoluzione nel panorama dell’arte contemporanea della città di Roma. Con la nascita del Maxxi e l’ampliamento del Macro, è aumentata l’offerta culturale in una città dove spesso il contemporaneo veniva oscurato dall’imperante arte classica. Quale ruolo riveste l’Azienda Palaexpo in questo percorso evolutivo?</strong> A Roma esistono da pochi anni ma si sono già affermati sia il Macro che il Maxxi destinati a rappresentare il contemporaneo: il ruolo del Palazzo delle Esposizioni in questo scenario è quindi non quello di dare spazio al “contemporaneo puro” bensì a quello che potremmo chiamare il “contemporaneo storicizzato” e quindi la grande arte del XX secolo. E questa mostra sulla collezione statunitense del Guggenheim si inserisce esattamente in questa prospettiva: ospita infatti prestiti di altissima qualità e il suo allestimento suddiviso agilmente all’interno delle sette sale monumentali del palazzo offre un panorama sufficientemente completo per dare un’idea delle avanguardie artistiche degli Stati Uniti che si sono sviluppate dagli anni quaranta in poi.</p>
<p><strong>L’arte contemporanea dunque che inizia a prendersi i suoi spazi a Roma, una città dove per molti anni ha dominato un’offerta culturale incentrata sulla classicità. Prevede una grande affluenza di pubblico per questa mostra che porta per la prima volta nella culla della classicità l’avanguardia d’oltre oceano?</strong> L’eccesso di classicità a Roma ha comportato qualche problema per trasmettere l’arte contemporanea al grande pubblico, sebbene la città, dal dopoguerra, sia sempre stata al centro del fermento e dello sviluppo dell’arte contemporanea in Italia. Perciò abbiamo portato a Roma quadri di artisti molto noti con le loro opere più famose e per la prima volta c’è la possibilità di vederli riuniti in una mostra tematizzata in ambienti più tradizionalmente museali come quelli del Palazzo delle Esposizioni, rispetto al museo progettato da Frank Lloyd Wright nel 1943 a New York. Alcuni di questi quadri infatti spesso non si possono vedere perché in prestito per alcune grandi esposizioni in giro per il mondo. Perciò è una grande occasione quelle di poterli visitare riuniti in un unico spazio espositivo.</p>
<p><strong>Il Palazzo delle Esposizioni non ha una collezione propria. C’è mai stato un progetto per riunire nuove espressioni della Pop Art attuale e per rendere il Palazzo delle Esposizioni il punto di riferimento per formalizzare alcune espressioni artistiche non istituzionalizzate?</strong> Non è mai stato ideato un progetto di questo genere perché Macro e Maxxi  svolgono già questo ruolo egregiamente continuando nella costituzione delle loro collezioni,  mentre il Palazzo delle Esposizioni, come insito nel nome stesso, si attiene al suo ruolo di grande spazio espositivo dedito a rappresentare una varietà di offerta espositiva, per mantenere ordine nell’offerta culturale della città e far sì che le tre strutture mantengano ruoli diversi.</p>
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		<title>Ecco Volunia, il nuovo motore di ricerca italiano che sfrutta i social network</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 14:05:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laterza Chiara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Volunia]]></category>

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		<description><![CDATA[E' stato presentato oggi, all'Università di Padova, Volunia, un nuovo motore di ricerca tutto italiano ideato e sviluppato dal professore dell'ateneo Massimo Marchiori: la novità consiste nell'andare oltre la ricerca e permettere alle informazioni di svelare il proprio lato social]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-89016" title="voluniaanteprima" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/voluniaanteprima.jpg" alt="" width="481" height="309" />“Una scadenza molto attesa” così Giuseppe Zaccaria, rettore dell’Università di Padova, apre la conferenza stampa di presentazione del progetto <a href="http://www.tafter.it/2012/02/06/nuove-tecnologie-arriva-volunia-il-motore-di-ricerca-italiano-che-sfidera-google/">Volunia</a>, un nuovo motore di ricerca tutto italiano, ideato e sviluppato da un equipe di programmatori informatici guidati da <strong>Massimo Marchiori</strong>, professore associato dell’ateneo veneto.<br />
Tutto, durante la conferenza, ha il sapore della sfida: un team di soli italiani che, in barba ai cervelli in fuga decidono di non trasferirsi nella Silicon Valley ma di rimanere nel Belpaese rimanendo però, in fase di presentazione mondiale, bloccati da guasti tecnici che non permettono a Massimo Malchiori di iniziare in pompa magna la sua presentazione poiché non supportato dal proiettore di immagini. Insomma, una presentazione mondiale un po’ offuscata da alcuni disguidi, ma pur sempre un evento da non perdere.<br />
L’introduzione al progetto sembra paventare grandi algoritmi e formule semantiche, poiché ancora tutti si aspettano che Volunia sia a) un motore di ricerca che sfrutti la comprensione semantica (Marchiori è infatti uno dei principali studiosi mondiali di web semantico) b) l’alternativa italiana al colosso Google.<br />
Dopo i primi 10 minuti, si chiarisce però subito che a) Volunia non è un motore di ricerca semantico, b) non ci pensa nemmeno a sfidare un colosso in termini di numeri, personale, server e ricerca tecnologica come Google.<br />
<strong>Ma allora, cos’è Volunia?</strong><br />
E’ essenzialmente un motore di ricerca, quello sì, che <strong>sfrutta un algoritmo simile a quello di Google</strong>, ma che, a dispetto dei suoi simili, comprende, tramite una<strong> barra applicazioni</strong>, (attivabile o meno) anche un <strong>aspetto social.</strong><br />
La novità sta nel <strong>coordinare informazioni e vita sociale</strong>, poiché il risultato della nostra ricerca non comprenderà solo testo, bensì anche un’icona che ci segnalerà quante persone sono connesse in quel momento a quel dato sito, dandoci quindi l’opportunità, qualora registrati, di intraprendere una conversazione in una chat su pagina.<br />
Il presupposto alla base dell’applicativo è che internet non è un luogo per macchine ma per persone.<br />
Sicuramente vero, anche se a prima vista tutte le azioni appaiono troppo macchinose da eseguire senza prima averci preso un pò la mano.<br />
Marchiori ricorre spesso, durante la conferenza, alla<strong> similitudine con le galline</strong>: proprio come volatili fino ad oggi stipati in gabbie, anche gli utenti con Volunia potranno sentirsi liberi di scorazzare per il web, senza per forza doversi connettere a siti come Facebook o Ttwitter per conoscersi.<br />
<strong>Seek and Meet è infatti lo slogan</strong>: 12 lingue e la possibilità di effettuare veri e propri <strong>“voli pindarici” tra pagine oppure tra diversi livelli della stessa pagina.</strong><br />
Già pronto in versione mobile e tablet, Volunia sarà per il momento aperto alla sperimentazione solo per coloro che vorranno registrarsi dopodiché, a breve, partiranno gli accessi liberi.<br />
Imbarazzato, alla collega che le pone la domanda “Ci sono donne nel team di Volunia?” Marchiori risponde che “no, <strong>l’informatica è ancora roba da uomini</strong>”.<br />
Non per affossare l’idea, lo slancio e la proposta, da donna sarei portata a rispondere “…e<strong> l’informatica è ancora roba da americani</strong>”.<br />
Però apprezziamo lo spirito e vediamo se Volunia rivoluzionerà il mondo dei motori di ricerca e/o quello dei social network: tanti auguri!</p>
<p><strong>Approfondimenti:</strong><br />
<a href="http://www.volunia.com">www.volunia.com</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un aiuto per trovare lavoro in ambito culturale al Sud: il caso della Sardegna</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 10:56:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lanfranconi Fabiana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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		<category><![CDATA[Enti locali]]></category>
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		<description><![CDATA[Trovare lavoro, soprattutto per i giovani, è sempre più complicato, soprattutto nel Mezzogiorno. Per ovviare a questa problematica che attanaglia la società, alcune amministrazioni hanno proposto iniziative incentrate sulle politiche giovanili, bandi per sostenere le imprese e per sconfiggere l’illegalità. Questa volta vediamo il caso della Sardegna
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88988" title="masterandback" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/masterandback.jpg" alt="" width="529" height="265" />Dallo stivale alle isole, una <strong>sperimentazione di politiche giovanili e occupazionali vincenti è quella della Regione autonoma Sardegna</strong>. Stavolta si parla di alta formazione. Sembra che i vertici regionali abbiano fatto propria la consapevolezza della strategicità di un investimento in alta formazione per generare importanti ricadute economiche sul territorio, in termini di competitività e di miglioramento dei contesti produttivi. Pertanto, <strong>dal 2006 la Regione adotta una politica di crescita che fa leva proprio sulla formazione</strong> come chiave di volta per la competitività e lo sviluppo del territorio.<br />
Così, all’interno del programma operativo del fondo sociale europeo (POR-FSE Sardegna) 2007-2013, l’agenzia Regionale del lavoro, con l’obiettivo di aumentare la partecipazione alle opportunità formative lungo tutto l’arco della vita e innalzare i livelli di apprendimento e conoscenza tramite la promozione di opportunità per l’innalzamento dei livelli di istruzione e formazione della popolazione sarda,<strong> con particolare riferimento ai giovani e alle donne</strong> (Asse IV, azione i.3) tramite il <strong>programma Master and Back</strong>, valorizza il talento dei giovani sardi.</p>
<p>Si tratta di una serie di azioni dirette ad accrescerne il potenziale professionale e quindi, successivamente, occupazionale, con un’ampia offerta di borse di studio per la partecipazione a percorsi di alta formazione e tirocini, presso università e organismi nazionali e internazionali.<br />
<strong>Il sostegno all’occupazione si basa essenzialmente su due step</strong>, semplici e indispensabili: una<strong> formazione post-laurea esterna alla regione</strong>, tramite l’erogazione di finanziamenti a fondo perduto per la partecipazione e master o tirocini; <strong>un’offerta di impiego all’interno del territorio</strong>, agevolata mediante l’erogazione di contributi a imprese per l’attivazione di percorsi di rientro. Il connubio di queste due componenti, gioca un ruolo chiave nella creazione di opportunità occupazionali di elevato livello. I benefici sono tanto di breve termine, con un beneficio immediato per i giovani sardi, consentendo loro un pronto inserimento lavorativo, ma anche di lungo termine, in quanto il tessuto imprenditoriale si avvantaggia delle nuove competenze acquisite dalle professionalità garantite dalla regione, in termini di crescita, performance e competitività aziendale. Di qui l’effetto domino di ricadute positive: da un’occupazione qualificata stabile a un benessere generale dell’area interessata.</p>
<p>Per tutti i giovani sardi interessati, la regione organizza una manifestazione per la presentazione del programma. Durante la tre giorni <strong>estiva “Laboratorio delle carriere</strong>”, giovani laureati e imprese possono partecipare a laboratori tematici, seminari e incontri; sono inoltre presenti degli spazi per la presentazione di domande e offerte di lavoro e per svolgere colloqui in loco, nonché sportelli di supporto e consulenza e momenti di confronto, soprattutto durante la premiazione del <strong>concorso Best Master</strong>, rivolto ai partecipati del programma M&amp;B che hanno raggiunto traguardi degni di nota.</p>
<p><strong>Approfondimenti:<br />
</strong>Programma <a href="http://www.regione.sardegna.it/masterandback/">Master and Back<br />
</a>Leggi l&#8217;articolo sulle <a href="http://www.tafter.it/2012/01/31/opportunita-per-i-giovani-in-ambito-culturale-un-caso-concreto/">opportunità in Puglia</a></p>
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		<title>Arte &#8220;bene rifugio&#8221; per gli evasori?</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/02/03/arte-bene-rifugio-per-gli-evasori/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 15:07:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizia Memo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[In tempi di crisi i controlli sull’evasione sono aumentati anche nel campo delle acquisizioni di opere o collezioni artistiche, settore in cui è molto difficile rintracciare il sommerso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-88911" title="arte di evadere" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/arte-di-evadere.jpg" alt="" width="563" height="383" />Lotta all’evasione ed introduzione del redditometro</strong>: il leitmotiv di questi giorni che signoreggia nelle prime pagine di tutti i quotidiani è l’dea che la categoria dei “ricchi”, intesa come coloro che hanno accumulato beni personali sottraendone allo Stato tramite dichiarazioni dei redditi fittizie, inizino a saldare il proprio debito con la società civile. Il primo passo sarà certificare che il reddito dichiarato corrisponda all’effettivo tenore di vita, andando a passare in rassegna quali siano le abitudini e le spese. Tra i compiti del redditometro ci sarà soprattutto <strong>quello di scovare tutti quei “beni di lusso”</strong> su cui non sono state versate per intero le imposte dovute: <strong>all’interno di questi patrimoni avrà un peso anche un’eventuale collezione di oggetti d’arte, quadri, antiquariato, opere contemporanee</strong>. In tempi di crisi l’investimento nel settore dell’arte non ha subito battute di arresto, ma al contrario è stato incentivato dalla sua affidabilità a lungo termine: a differenza di un investimento in borsa, infatti, l’acquisto di opere d’arte – con un certificato valore estetico ed artistico- garantisce un rendimento a lungo termine che aumenta con il passare degli anni ( secondo il <a href="http://www.tafter.it/2012/01/25/investire-sull%E2%80%99arte-contemporanea-conviene/">rapporto Nomisma</a> il trend è stato positivo soprattutto nel comparto dell&#8217; arte contemporanea). <strong>Arte considerata come “bene rifugio”</strong> soprattutto in questi anni di crisi in cui i mercati finanziari oscillano pericolosamente. Ma si tratta pur sempre di un rifugio per pochi e non accessibile alla maggior parte della popolazione: il possesso di opere d’arte è stato infatti considerato essenziale per determinare la coerenza del reddito dichiarato con l’effettivo stato patrimoniale.<br />
Tuttavia non sempre è facile riuscire a determinare il valore di un’opera d’arte acquisita e l’effettivo rendimento, perché <strong>è difficoltoso determinarne il prezzo reale</strong>. Per stabilire un prezzo di un’opera intervengono molte e differenti variabili dovute alle aste, alla valutazione degli studiosi, al passare del tempo, alla volontà dell’artista, alla discrezione dei galleristi. Risalire al costo originario di una barca o di una villa può quindi essere più semplice, mentre le regole del mercato dell’arte rendono molto fumosa e difficile l’indicazione precisa di listino. È possibile determinare con esattezza il valore di un’opera d’arte, oppure è a discrezione del gallerista stabilirlo? Certo negli anni sono stati stilati degli indici di riferimento che tengono conto della qualità, dell’andamento delle aste, del numero delle vendite, del mercato in borsa. Tuttavia quello che emerge è che rimane a discrezione del gallerista stabilire il prezzo finale. <strong>Non essendoci un riferimento universale</strong> – la stima di un’opera, in fondo, può variare in poco tempo- <strong>quale può essere l’utilità di analizzare l’effettivo valore di un’opera d’arte per scovare un evasore?</strong> Se compratore e venditore si accordassero nel fatturare solo la metà del prezzo originario – facendolo passare come una svendita perché il proprietario se ne vuole semplicemente disfare- a quale indice si può fare riferimento per accertare che metà dei soldi dell’acquisizione sono stati versati in nero?<br />
Non è quindi così facile riuscire a scovare un evasore, o almeno il totale dei soldi evasi,  a fronte di un prezzo iniziale che non è certamente stabilito. In tal modo ci guadagna non solo il compratore ma anche lo stesso gallerista.<strong> L’Iva che grava sulle transazioni in galleria è a quota 21%, piuttosto alta rispetto alle altre imposte sulle compravendite artistiche</strong>. In Svizzera, dove si rifugiano molti collezionisti italiani, l’Iva sull’arte è al 7% mentre negli Stati Uniti è a quasi al 10%. Ed evadere le tasse in questi paesi in cui il carico è minore- non solo nel comparto dell’arte ma anche in settori più vitali- è considerato un disonore che aggrava la semplice concezione di reato. <strong>Come in altri settori dell’economia italiana le imposte troppo alte comportano</strong>- quando non si riesce a rifugiarsi all’estero- <strong>un’elevata percentuale di scambi in nero.</strong> Molti galleristi sostengono che una via d’uscita per combattere il sommerso sarebbe quella di rendere il mercato dell’arte competitivo rispetto alle altre piazze internazionali. Pagare di meno per pagare tutti. Uno slogan già sentito anche in altri comparti, come nell’imprenditoria dove, spesso, il fisco troppo oneroso diviene una vero e proprio ostacolo per la sopravvivenza. Il mercato dell’arte sembra dunque l’esemplificazione del vizio dell’evasione italiana. Certo forse si tratta di un settore un po’ di nicchia dove non si evade però esattamente per necessità.</p>
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		<title>La Campania punta sui sistemi museali</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/02/03/la-campania-punta-sui-sistemi-museali/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:43:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Migliore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Economia della Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Enti locali]]></category>
		<category><![CDATA[Musei]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[La Regione Campania ha recentemente approvato un piano volto alla programmazione triennale (2012 – 2014) di interventi e attività a favore di musei di enti locali o di interesse locale. Si tratta di un piano generale che aspira a perseguire politiche volte al raggiungimento di una serie di obiettivi, come quelli del potenziamento e della crescita delle strutture museali sparse sul territorio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88843" title="museocapodimonte" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/museocapodimonte.jpg" alt="" width="413" height="288" />Inutile ripeterlo all&#8217;infinito: la crisi globale che ha colpito le finanze di tante persone ha portato con sé anche un <strong>ripensamento dei valori fondamentali e una riprogrammazione delle priorità di ogni paese.</strong> E se, già da prima, la cultura non aveva un ampio spazio nelle politiche locali di sviluppo del territorio (tanto meno in quelle nazionali), adesso lo spazio si è assottigliato ancora di più, toccando quasi il livello zero. In un clima così cupo, non possiamo che sorridere ed essere un po&#8217; più sereni nel leggere notizie che vanno in controtendenza, come quella che riguarda <em>la Regione Campania</em>, la quale ha recentemente approvato un <strong>piano volto alla programmazione triennale (2012 – 2014) di interventi e attività a favore di musei di enti locali o di interesse locale.</strong></p>
<p>Si tratta di un piano generale che aspira a perseguire politiche volte al raggiungimento di una serie di obiettivi, come quelli del <strong>potenziamento e della crescita delle strutture museali sparse sul territorio</strong>, e che si inserisce in un&#8217;ottica di ideale prosecuzione del<strong> precedente piano triennale 2009 – 2011</strong>, che già aveva visto lo sviluppo di una vera e proprio rete museale, basata sul coordinamento e sul raggiungimento di obiettivi comuni tra i diversi soggetti che operano nel settore, attraverso un migliore indirizzamento delle risorse a disposizione e comuni progetti di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale locale.</p>
<p>L&#8217;opportunità offerta ai principali musei regionali è molto importante e merita la massima attenzione: per questo motivo, accanto al piano generale, sono stati previsti degli <strong>specifici piani annuali degli interventi necessari per raggiungere gli indirizzi generali e per verificare, di volta in volta, se i musei in questione sono riusciti a raggiungere gli obiettivi strategici indicati</strong>. Questo tipo di indirizzamento rappresenta anche un ottimo modo non solo per ripartire al meglio le risorse finanziarie, ma anche per monitorare e verificare, attraverso processi di feedback, l&#8217;idoneità dei risultati raggiunti rispetto agli interventi programmati. Ognuno dei prossimi tre anni vedrà, quindi, una serie di attività prioritarie da sviluppare con il supporto delle amministrazioni locali: in modo particolare, per il 2012 sono stati individuati progetti di adeguamento architettonico e manutenzione degli impianti di tutela delle opere, progetti di promozione, valorizzazione e catalogazione del patrimonio museale, progetti volti all&#8217;educazione per le scuole e alla didattica e, infine, programmi formativi volti all&#8217;aggiornamento delle competenze delle figure professionali che operano all&#8217;interno di un museo.</p>
<p>Queste priorità verranno considerate come punto di partenza per i successivi due anni, con l&#8217;aggiunta di ulteriori elementi, quali, per il 2013, la creazione di materiale promozionale e di divulgazione scientifica, la creazione di programmi per l&#8217;allestimento dei depositi e per il restauro dei beni più critici e l&#8217;organizzazione di mostre e convegni sul tema della cultura del territorio. <strong>Per il 2014, invece, è previsto un ulteriore arricchimento dei progetti</strong>, con studi e ricerche di settore, volti a favorire una maggiore conoscenza del patrimonio museale, e programmi di allargamento delle raccolte.</p>
<p>Il punto di partenza di questo piano sarà dato da due strumenti principali: da un lato l&#8217;indagine conoscitiva sulla realtà museale campana, avviata nel 2009, e visionabile all&#8217;indirizzo internet <a href="http://www.museincampania.it/">www.museincampania.it</a>, che punta non solo a catalogare e mettere in rete le strutture di maggiore interesse regionale, ma anche a evidenziare le reali condizioni di funzionamento dei musei; dall&#8217;altro lato l&#8217;insieme delle criticità emerse nel piano precedente, tra le quali: la mancanza, in molte strutture, di servizi di accoglienza e servizi aggiuntivi (bar, bookshop, sale conferenze e audio guide per fare degli esempi); la scarsità di materiale informativo, soprattutto per i turisti stranieri; la mancanza di personale qualificato; l&#8217;incapacità di diverse strutture di sviluppare politiche di autofinanziamento; la difficoltà di costituire distretti museali tematici e/o territoriali, fondati sulla condivisione delle risorse umane, finanziarie e tecnologiche.</p>
<p>È proprio su quest&#8217;ultimo punto che il nuovo piano triennale regionale pone la massima evidenza, considerandolo come uno dei risultati attesi più importanti. In ogni caso, solo il tempo potrà dire se i musei campani avranno avuto la capacità e la volontà di riunirsi in forme distrettuali, come avviene già da diversi anni in molti altri paesi esteri, con risultati estremamente soddisfacenti.</p>
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		<title>Il Distretto Culturale di Cremona con l&#8217;anima per la Musica e non solo</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 14:53:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mazzoleni Neve</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia della Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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		<description><![CDATA[Prosegue la nostra indagine sui distretti attivi della Lombardia: questa volta siamo a Cremona, città da sempre legata alla Musica, scelta da Fondazione Cariplo come territorio ottimale per la creazione di un Distretto culturale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88760" title="cartolina 1 capitello 411.cdr" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/distrettocremona.jpg" alt="" width="459" height="304" />Cremona e il suo territorio da sempre si distinguono per le affinità elettive con la Musica: sede della prestigiosa Università di Musicologia e della Scuola di Liuteria, ha dato i natali ad Antonio Stradivari, mito indiscusso della liuteria della quale esprime da sempre un&#8217;eccellenza.<br />
Ora la Provincia è stata scelta da Fondazione Cariplo come territorio ottimale per la creazione di un Distretto culturale, secondo il Bando lanciato nel 2007.<br />
Cremona è la quarta tappa nell’indagine sui distretti attivi della Lombardia.</p>
<p><em>Ne abbiamo parlato con Chiara Bondioni, responsabile del Distretto culturale della Provincia di Cremona.</em></p>
<p><strong>Dopo circa un anno dall&#8217;approvazione di Fondazione Cariplo, quali progetti avete attivato? Funziona la struttura di governance?</strong><br />
Non è stato facile. A differenza di altri territori eleggibili individuati da Fondazione Cariplo nello studio di pre-fattibilità, quello della provincia di Cremona è anomalo e complesso, poiché entro i suoi confini amministrativi convivono più identità storiche e culturali.<br />
La zona di Crema e del cremasco ha caratteri di forte indipendenza, che la rendono molto differente dal resto della provincia e più orientata verso un’influenza meneghina che verso la tradizione rurale cremonese; Cremona e la tradizione della liuteria hanno un’identità spiccata  che rischia di mettere in ombra le innumerevoli espressioni creative della rete provinciale; la zona meridionale– il casalasco &#8211; è una realtà legata a una tradizione agricola molto forte, un patrimonio ambientale particolare con la presenza di un’ architettura rurale interessantissima.<br />
Il Distretto ha cercato di interpretare, durante il lungo lavoro di preparazione dello studio di fattibilità, azioni di rete che potessero esprimere queste anime, proponendo trame di integrazione attraverso tre aree progettuali: la musica, i musei, il territorio.<br />
Ci siamo candidati nel 2007, con una giovane esperienza di programmazione negoziata e di progettazione integrata, che si è sviluppata soprattutto a partire dal ciclo di programmazione comunitaria 2007 –2013, nel quale anche il nostro territorio è divenuto destinatario dei contributi del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. Prima vi era una consapevolezza minore di queste opportunità, e, se non mancavano spunti importanti di progetti di sviluppo locale, spesso mancavano i requisiti per poterli candidare. <br />
La progressiva definizione delle azioni previste nel triennio di start-up e il dialogo con Fondazione Cariplo ha poi fatto emergere la Musica come asse identitario e primo filone trainante della nostra progettazione.<br />
La struttura della governance, molto snella, prevede una gestione interna all’Ente, che ne ha fatto il perno delle attività dell’Assessorato alla cultura, e un assetto giuridico  basato su un sistema per accordi con i singoli beneficiari. Il livello di indirizzo, di sviluppo e di implementazione dei contenuti su scala provinciale si svolge nell’Assemblea del partenariato, cui tutti gli aderenti e i partner beneficiari partecipano.</p>
<p><strong>Quali sono gli assi portanti della programmazione del Distretto?<br />
</strong>Lavoriamo, in costante interazione con il territorio, su due letture dominanti sviluppate intorno al tema della musica, e proiettate sull’intero territorio provinciale: un progetto di marketing territoriale a fini turistici basato sulla musica e un progetto di sviluppo della filiera della conoscenza in ambito musicale.<br />
Alcuni interventi su beni architettonici, che abbiamo scelto di proporre insieme al Comune di Cremona, hanno una chiave di lettura in questa direzione: la valorizzazione dei luoghi della formazione in campo musicale.<br />
Si tratta di due interventi collegati, che rientrano nel progetto di pianificazione omogenea dell&#8217;uso degli immobili di pregio storico-artistico di proprietà pubblica: il primo è il rinnovamento e il recupero degli spazi liberi di Palazzo Raimondi a Cremona, con l&#8217;obiettivo di dedicarlo integralmente alla Facoltà di Musicologia, assicurandole una collocazione stabile e prestigiosa. La disponibilità di spazi è stata offerta dalla ricollocazione in Palazzo Pallavicino a Cremona della Scuola Internazionale di Liuteria “Antonio Stradivari”, nell&#8217;ambito della seconda azione con la quale si realizza l&#8217;adattamento del Palazzo a sede della Scuola Internazionale di Liuteria “A. Stradivari”, ora anche Liceo musicale.<br />
Le due azioni sono centrali nel processo distrettuale di valorizzazione del capitale umano, della formazione d&#8217;eccellenza e dell&#8217;identità culturale del territorio, basata sulla promozione e sul rilancio della tradizione liutaria e musicale.</p>
<p>La <strong>filiera della conoscenza</strong>, in relazione alla liuteria e all’artigianato artistico d’eccellenza,  si mostra in diverse altre azioni: ad esempio con il partner Cr.Forma – Azienda Speciale Servizi di Formazione Provincia di Cremona.<br />
Il Distretto cofinanzia e promuove l&#8217;organizzazione di nuovi corsi di formazione specializzata a Cremona e Crema per il settore del restauro del patrimonio storico-artistico e per la valorizzazione della cultura musicale.<br />
I percorsi formativi triennali attivati con Cr.Forma riguardano, fra le altre, le figure professionali del Tecnico restauratore di Beni Culturali per organi a canne e, nell&#8217;ambito dei percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore nel settore “Industria e Artigianato”, per Tecnico Superiore di produzione &#8211; Costruttore di archetti per strumenti musicali ad arco.</p>
<p>Stiamo sviluppando, in un’ottica di progressiva <strong>implementazione delle azioni del Distretto</strong>, attività per il collegamento e il radicamento a livello locale di opportunità di ricerca scientifica e formazione universitaria nel campo dell’acustica e dell’ingegneria del suono. Collaboriamo infatti con il Politecnico di Milano, aderente al Distretto, per il piano di sviluppo del Polo di Cremona.</p>
<p>Un altro tassello importante riguarda il fenomeno delle <strong>Masterclass</strong> che nel nostro territorio si sta sviluppando in modo molto interessante. Il progetto inserito nel piano di start-up del Distretto insieme all’Associazione Amici del Casalmaggiore International Festival, con il sostegno della Provincia e del Comune di Casalmaggiore, prevede il consolidamento della scuola di perfezionamento di musica da camera del “Casalmaggiore International Festival”, attraverso una presenza più selezionata di studenti, il miglioramento della qualità dell’offerta formativa e la promozione dell’attività concertistica.</p>
<p>Insieme alla Camera di Commercio di Cremona abbiamo proposto all’interno del Distretto il <strong>progetto Distretto della musica,</strong> la cui idea portante è la resa tangibile e visibile del valore identitario del tema musica per la provincia di Cremona, attrattore di unicità e di eccellenza. Oltre ad azioni di formazione degli operatori della filiera della ricettività nei poli territoriali di Cremona, Crema, Casalmaggiore, realizziamo attività promozionali di diffusione della cultura della musica come nodo di identità e specificità locale, in collaborazione con realtà prestigiose come la Fondazione Stradivari Antonio Stradivari – La Triennale di Cremona e  MITO Settembre Musica.</p>
<p>Il nostro obiettivo di sviluppo economico è il raggiungimento di una  internazionalizzazione diffusa e, per partire, abbiamo promosso un workshop del turismo musicale come luogo d’incontro tra domanda e offerta, invitando operatori esteri. Con due edizioni alle spalle, ospitate nello storico Teatro Ponchielli di Cremona, gli agenti esteri hanno conosciuto, toccato, sperimentato l&#8217;offerta e i prodotti di settore, relazionandosi con i nostri attori locali.</p>
<p>Il territorio è intercettato, poi, in alcuni ambiti in cui operano i nostri sistemi culturali, a vari livelli (dallo spettacolo, al paesaggio fluviale, dalle realtà museali alla trasmissione dei saperi), in un&#8217;ottica anche in questo caso di progressivo ampliamento e incremento processuale.</p>
<p>Il <strong>progetto Teatri di Fiume</strong> coinvolge un partenariato a cui fanno capo i quattro festival di spettacolo estivi  &#8211; l&#8217;Associazione Piccolo Parallelo Cecchi-Zappalaglio con il festival Odissea, il Comune di Motta Baluffi capofila de Il Grande Fiume, il Festival L&#8217;Opera Galleggiante dell&#8217;Associazione Terre d&#8217;Acqua e il Comune di Pizzighettone per La Valle dell&#8217;Adda, con un coordinamento del Distretto con l&#8217;obiettivo di programmare in modo integrato e valorizzare gli aspetti culturali legati al portato storico-artistico e ambientale dei luoghi coinvolti e le filiere dell&#8217;accoglienza e dell&#8217;attrattività.</p>
<p>Con il Comune di Romanengo stiamo seguendo il restauro della Rocca, funzionale alla sua futura identità come polo culturale e con il Comune di Casalmaggiore il restauro di Palazzo Martinelli, altro luogo storico di alto pregio in cui la presenza di attività formative e culturali sarà rafforzata e promossa. Infine, il Comune di Scandolara Ravara, è nostro partner con un interessante progetto di allestimento e curatela del futuro Museo della Corda, punto di riferimento per un antico sapere da proteggere ma soprattutto da leggere come punto di riferimento per i saperi e i mestieri della contemporaneità.</p>
<p><strong>Come funziona la rete di territorio e come sta reagendo il territorio (pubblico, imprese, opinion leaders, media)?<br />
</strong>Dopo il mese di giugno 2009, la Provincia di Cremona, in seguito al cambio di amministrazione, ha operato una verifica dei contenuti e della strategia operativa del piano delle attività del Distretto. Lo Studio di fattibilità è stato oggetto di un’analisi orientata a privilegiare la fattibilità delle azioni, che ha generato alcune sostanziali modifiche, utili sia al raggiungimento di alcuni step fondamentali indicati da Fondazione Cariplo e dalle Linee Guida, sia al rinnovato e necessario confronto con le nuove amministrazioni locali, anch’esse in gran parte interessate dalle elezioni amministrative. Anche le nuove amministrazioni sono state chiamate a ponderare i contenuti dello Studio, a confermare gli impegni legati agli accordi di distretto e a condividere le proprie valutazioni in merito. Gli assi strategici generali della progettazione non sono mutati. Dunque, in questi tre anni abbiamo avviato dialoghi a tutti i livelli; sono stati colloqui poco “guidati”, ma sensibili alle esigenze e alle proposte del territorio che ha operato in un clima di corresponsabilità reale.<br />
Il settore pubblico si è reso interprete delle proposte e catalizzatore nello spiegare, proporre, chiamare alla partecipazione con incontri bilaterali.</p>
<p>Il mondo della media e grande imprenditoria non è presente nello start-up del progetto, ma vi è la presenza importante della Camera di Commercio, protagonista di una delle azioni più significative del Distretto, che ha portato all’adesione del Consorzio Liutai di Cremona. Queste presenze rispecchiano i temi connotanti del distretto e le filiere economiche che il Distretto coinvolge direttamente, cioè prima di tutto la fitta rete di piccoli artigiani specializzati nel settore della produzione e manutenzione di strumenti musicali.</p>
<p>Modello di riferimento per la creazione della rete sono stati i Libri Verdi della Comunità Europea e, in particolare, le riflessioni sui cluster del settore dell&#8217;economia della conoscenza e sugli strumenti per lo sviluppo dell&#8217;imprenditorialità culturale.</p>
<p><strong>Come promuovete attività economiche?</strong><br />
Come dicevo, un obiettivo di sviluppo economico del nostro Distretto è l&#8217;internazionalizzazione. Stiamo progettando un&#8217;interazione sul piano economico tra filiera culturale e le altre filiere ad un livello più orientato verso il capitale umano e i servizi ad esso connessi.<br />
Per fare un esempio, il Consorzio Liutai ha un&#8217;identità già ben strutturata: con questa realtà il Distretto può lavorare per il posizionamento nel mercato internazionale.<br />
Con gli atenei presenti con loro sedi a Cremona, e aderenti al Distretto &#8211; l&#8217;Università degli studi di Pavia e il Politecnico di Milano &#8211; vogliamo spingere sulla ricerca nel campo del suono.<br />
Le attività di internazionalizzazione possono scongiurare anche una certa autoreferenzialità connessa alle realtà locali, ponendole in relazione in una dimensione sfidante e stimolante: i nuovi mercati. La Cina, ad esempio, è già un nostro interlocutore: ogni anno invia studenti e professionisti nel campo della musica a perfezionarsi a Cremona e a Casalmaggiore, dove il Casalmaggiore International Festival seleziona studenti non solo su base curricolare, ma sulla base delle capacità esecutive.<br />
Il dialogo è avviato, metterlo a frutto per un&#8217;apertura del nostro territorio e per la valorizzazione e il riconoscimento internazionale della nostra eccellenza sarà la sfida dei prossimi anni.</p>
<p><strong>Periferia è bello? è meglio? Perché avete optato per il modello del distretto, invece che per una Fondazione, un&#8217;associazione, un Consorzio?<br />
</strong>Non so se è meglio, ma porta dei valori. In questi anni abbiamo lavorato moltissimo affinché si possa tornare a un&#8217;identità più definita, ad una consapevolezza più forte della propria storia, al consolidamento di ciò che si è o si è diventati. I processi che abbiamo attivato sono il risultato del nostro bagaglio di competenze, di tradizioni, di gusto, che vogliamo proiettare nel futuro, in una filiera lunga, con chiarezza di indirizzo e competenze specialistiche.<br />
L’autonomia è un’opportunità, ma in questo momento storico il ruolo istituzionale della Provincia si sta svuotando. La nostra ambizione è quella di verificare che il modello distrettuale possa sopravvivere nel tempo, con la sua formula di governance di rete, rimanendo indipendente dalle Istituzioni, parallela ad esse e ulteriore.<br />
L&#8217;idea è conservare una struttura semplice che si muova con agevoli accordi di distretto che implementino via via le azioni, senza creare nuove forme giuridiche, per preservare la sostenibilità e non creare forme di governo ridondanti.<br />
Per il momento ci siamo parlati poco con Mibac e Soprintendenza. Manteniamo invece un dialogo stretto e collaborativo con gli altri Distretti Lombardi attraverso i tavoli di confronto proposti da Fondazione Cariplo.</p>
<p>Leggi anche sul <a href="http://www.tafter.it/2012/01/17/distretto-culturale-della-valtellina-una-conversazione-con-sergio-schena/">Distretto Culturale della Valtellina</a><br />
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Leggi anche sul <a href="http://www.tafter.it/2011/12/30/dominus-distretto-culturale-delloltrepo-mantovano-per-linnovazione-lunicita-lo-sviluppo/">Distretto Culturale dell&#8217;Otrepo mantovano</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>ArteFiera Bologna Art First: una fiera in gabbia</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 09:56:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cascino Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le fiere di arte contemporanea sono senza dubbio uno straordinario volano di economia, sia per il territorio sia per il Paese di appartenenza, a patto che seguano delle semplici regole: ecco, tutte queste regole sono venute meno nell’edizione 2012 di ArteFiera Bologna Art First ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88691" title="artefirst" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/artefirst.jpg" alt="" width="470" height="313" />Si fa un gran parlare di declino, decadenza, regressione. Sono tutti sinonimi di incompetenza, insipienza, mancata evoluzione, superficialità.<br />
Ma cominciamo dall’inizio.</p>
<p>La <strong>Fiera dell’Arte Moderna e Contemporanea di Bologna è la più importante d’Italia</strong>, oltre che tra le più anziane del mondo. Tra le più anziane ho detto, guardandomi bene dal dire &#8220;tra le più importanti al mondo&#8221;: qualche anno fa, <strong>Silvia Evangelisti</strong>, attuale Direttore e Curatore Scientifico della Fiera, insieme al <strong>precedente Presidente di Bologna Fiere Luca Cordero di Montezemolo</strong>, ha cercato di svecchiarla. ingrandirla e rinvigorirla ma i loro intenti sono oggi andati completamente perduti.<br />
<strong>Le fiere di arte contemporanea sono senza dubbio uno straordinario volano di economi</strong>a, sia per il territorio sia per il Paese di appartenenza, a patto che seguano delle semplici regole: siano cioè governate da persone del settore, siano progettate per ospitare grandi opere, siano collegate ai circuiti internazionali, siano presidiate da commissioni di esame dei vari stand (e quindi delle varie gallerie) che sappiano cos’è la qualità delle opere e degli artisti.</p>
<p>Ecco, <strong>tutte queste condizioni sono venute meno nell’edizione 2012 di ArteFiera Bologna Art First</strong> (questo il nome intero della manifestazione di fine Gennaio).</p>
<p>Il board attuale della fiera di Bologna è pieno di uomini impegnatissimi nel decidere fattori determinanti come le dimensioni degli stand, i servizi, i criteri di ospitalità. Senza riuscire a capire che se le pareti sono piccole, ad esempio, questo impedirà alle grandi opere di essere presentate, ai direttori di musei internazionali di provare interesse e ai grandi investitori di avere curiosità e necessità di passare per Bologna…. Interessante no? <br />
I visitatori saranno allora solo semplici curiosi che non comprano arte, i galleristi (i veri clienti della fiera…) non saranno soddisfatti e non torneranno, per cui la fiera perderà chi paga gli stand. La Prof.ssa Evangelisti lo sta gridando da mesi, rimanendo del tutto inascoltata.</p>
<p><strong>Risultato: una noia mortale quest’anno ad ArteFiera</strong>. Opere bellissime ma già viste, nessuna ricerca, <strong>nessuna vera novità di rilievo</strong>. Per l’arte è un suicidio professionale.</p>
<p>Non dimentichiamo che <strong>il principale scopo delle fiere è quello di presentare al pubblico le NOVITA’ dell’anno trascorso</strong>, altrimenti si potrebbe andare comodamente in galleria a comprare opere: sarebbe più comodo e sicuro, anche perché c’è molta più scelta.<br />
La fiera, invece, è un contesto tecnico professionale molto sofisticato; gli <em>avventori No Alpitour</em> sono ad altissimo rischio, per cui è un’attività di alto profilo che richiede competenze di alto profilo.</p>
<p><strong>In sintesi lo scorso week end a Bologna c’erano sì e no una decina di opere da comprare su un totale enorme di opere</strong>. Ad usare intelligenza e metodo, questo è tutto. Una decina di opere.</p>
<p><strong>Vi pare che valga la pena di mettere su un circo di quelle dimensioni,</strong> come dicono a Milano? Forse sì, per dar modo a degli omuncoli che passano l’adolescenza in silenzio e al buio, di mostrare la bellissima fiera che hanno domato da uno spioncino.<br />
Per dar modo ai figli di papà di questa imbarazzante politica di vantarsi di aver ucciso la vitalità dell’unico mercato che produce benessere e profitto. Per consentire loro di pavoneggiarsi di aver finalmente messo in gabbia qualcosa: una fiera che sembrava indomabile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Francesco Cascino è Contemporary Art Consultant  e Presidente Associazione Culturale ARTEPRIMA</em></p>
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		<title>Tra carri e sfilate, tutti gli eventi del Carnevale 2012</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 15:30:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Maschere, coriandoli e allegria per la Festa più divertente che ci sia! Il Carnevale è la ricorrenza di tradizione pagana tra le più radicate nella cultura occidentale e ogni anno viene celebrata con riti antichi e nuovi volti a scacciare tristezza e malumori! Da Nord a Sud sono molti gli appuntamenti da non perdere: di seguito le nostre proposte per prendere parte a questo simpatico evento. 

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88621" title="coriandoli" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/coriandoli.jpg" alt="" width="386" height="265" />Maschere, coriandoli e allegria per la Festa più divertente che ci sia! Il <strong>Carnevale</strong> è la ricorrenza di tradizione pagana tra le più radicate nella cultura occidentale e ogni anno viene celebrata con riti antichi e nuovi volti a scacciare tristezza e malumori! Da Nord a Sud sono molti gli appuntamenti da non perdere: di seguito le nostre proposte per prendere parte a questo simpatico evento. <br />
<strong></strong></p>
<p><strong>PIEMONTE</strong></p>
<p>Il <strong>Carnevale degli Strambìcoli</strong> “delle invension ch’a giro sensa cognission” quest’anno è giunto alla quarta edizione e coinvolge quattro comuni: <strong>Volvera, None, Castagnole Piemonte e Virle Piemonte</strong> che si aggregano insieme al “carro” del Carnevale più strano ed ecologico che sia. Una regia unica e la collaborazione tra amministrazioni e associazioni hanno reso possibile l’organizzazione di 4 sfilate di carnevale: <strong>domenica 12 febbraio a Voliera, sabato 18 a Virle Piemonte, domenica 19 a Castagnole Piemonte e domenica 26 a None</strong>.<br />
Possono partecipare tutti con lo strambìcolo, mezzo di trasporto cervellotico, strampalato, frutto di creatività o ingegnosità, ricco di fantasia e colore, con un pizzico di stravaganza e un po’ di ironia, creato per l’occasione.<br />
Info: 3357427625, email: <a href="mailto:cultura@castagnolepiemonte.net">cultura@castagnolepiemonte.net</a> ; <a href="http://www.castagnolepiemonte.net">www.castagnolepiemonte.net</a></p>
<p>Tra i carnevali più rinomati c’è quello di<strong> Ivrea</strong>, famoso per la sue epiche<strong> battaglie con le arance</strong>, riconosciuto tra le manifestazioni italiane di rilevanza internazionale. Gli appuntamenti ad esso legati sono partiti già <strong>dal 6 gennaio</strong> e proseguiranno fino al <strong>22 febbraio</strong>, con manifestazioni storiche, mostre e tanto divertimento. Per il programma consulta il<a href="http://www.storicocarnevaleivrea.it/"> sito </a></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong>LOMBARDIA</strong></p>
<p>Dal 10 al 12 marzo 2011<strong> Milano</strong> ha festeggiato il suo ultimo Carnevale, e il momento culminante della festa è stato la grande sfilata del <strong>Sabato Grasso</strong> che è partita da via Palestro e si è snodata lungo corso Venezia, piazza San Babila, corso Vittorio Emanuele per concludersi in piazza del Duomo. I <strong>gruppi storici del Meneghino e Cecca</strong> e degli oratori della F.O.M. si sono alternati ad altri gruppi nuovi, tra i quali un&#8217;importante rappresentanza del Carnevale di Viareggio e personaggi del  mondo dell&#8217;animazione.<br />
La prossima ricorrenza è fissata <strong>dal 21 al 25 febbraio 2012</strong> con un palinsesto di eventi in fase di elaborazione in questi giorni. Sarà valorizzato il centro storico, ma anche le piazze decentrate delle varie zone di Milano, con spettacoli che tendano a valorizzare lo spirito tradizionale di questa festa, con performance anche di artisti di strada e contestualmente aspetti della vocazione multietnica della città. Non solo quindi gli spazi consueti, come ad esempio<strong> piazza Duomo, piazza Mercanti e piazza Beccaria</strong>, ma parallelamente valorizzazione delle zone decentrate della città, con la collaborazione dei Consigli di Zona.</p>
<p>Il <strong>Carnevale Cremasco</strong> (<strong>domenica 5, 12 e 19 febbraio 2012) </strong>è un evento molto atteso dai bimbi perché li proietta in un’atmosfera di pura fantasia. E’ in questo periodo dell’anno che i piccoli si trasformano, mascherandosi, negli eroi che più amano vivendo intere giornate avvolte nella magia. A loro è dedicato il cuore della festa: carri di cartapesta giganteschi li stupiscono per dimensioni e colori e suggeriscono mondi fantastici. Per tre domeniche Crema si trasforma nella città dai mille colori che ogni bimbo desidera, ospitando migliaia di piccole mani cariche di coriandoli. I volontari del Carnevale lo sanno ed è con questo ideale che ogni anno dedicano uno sforzo sempre maggiore all’organizzazione di una splendida manifestazione, sempre più impegnativa e complessa.<br />
I grandi protagonisti dell’evento sono: il <strong>Comitato Carnevale Cremasco</strong> e l’<strong>Associazione Carnavalart</strong>, più i tre gruppi che realizzano a mano i carri più imponenti, i <strong>Barabét</strong>, gli <strong>Amici</strong> e i <strong>Pantelù</strong>. Circa 40 artigiani volontari (ingegneri, elettricisti, carpentieri, falegnami, pittori) che lavorano sia d’estate che d’inverno, la sera, il finesettimana, ininterrottamente.<br />
Per creare il rivestimento in cartapesta dei mascheroni impiegano 6 quintali di carta riciclata (incollata con farina e acqua) e per l’intelaiatura e il meccanismo interno sempre in movimento dei carri saldano 7 quintali di ferro, il tutto innaffiato da 5 quintali di coriandoli e stelle filanti. Un sacrificio ricompensato dai 40.000 cremaschi e turisti che ogni anno assistono alle sfilate.<br />
Il Presidente del Comitato Carnevale Cremasco da quest’anno è <strong>Eugenio Pisati</strong> (50 anni, sposato, due figli, da vent’anni appassionato volontario del Carnevale), al suo fianco lo storico vicepresidente <strong>Giuseppe Ardigò.</strong> Il Comitato nell’organizzazione della manifestazione collabora con l’associazione Carnavalart di cui è presidente<strong> Gianni Mombrini</strong> e vicepresidente <strong>Dario Ricci.</strong> Il tutto con il valido supporto di un team di consiglieri professionali e sempre disponibili.<br />
A questi volontari la città di Crema deve il merito del suo Grande Carnevale, il più imponente della Lombardia, che coinvolge ogni anno migliaia di famiglie con bambini. I piccoli veri protagonisti.<br />
<strong>Programma:</strong><br />
<strong>Domenica 5, 12 e 19 febbraio 2012</strong><br />
<strong>Piazza Giovanni XXIII ore 14.30</strong><br />
Grande sfilata di carri a tema, mascheroni a piedi, bande musicali. Sei i carri giganti con meccanismo interno che favorisce il continuo movimento delle figure. A questi se ne aggiungono altri realizzati da singoli gruppi rappresentativi di parrocchie o paesi del cremasco. Movimentano la sfilata bande e gruppi folkloristici professionisti provenienti dall’Italia e dall’estero, ingaggiati dal Comitato Carnevale.<br />
<strong>Carnevale dei Bambini</strong>: Tutte le domeniche in piazza Falcone e Borsellino, nel circuito del Carnevale, è allestita &#8220;L&#8217;Isola dei Bambini&#8221;. Dove i piccoli possono giocare gratuitamente correndo sui gonfiabili giganti, creando figure con i palloncini in compagnia del Clown o trasformando il proprio volto in maschere con l&#8217;aiuto delle estetiste del &#8216;Truccabimbi&#8217;.<br />
E poi c’è il trenino BENIAMINO, che ospita gli spettatori trasportandoli a zig zag tra i carri per permettere ai piccoli ospiti di osservare la sfilata da vicino.<br />
<strong>Mercatini</strong>: In piazza Duomo, le tre domeniche dalle 10 alle 19, sono allestite bancarelle per la<br />
degustazione e la vendita di prodotti locali (formaggio salva con le tighe, tortelli cremaschi, frittelle), prodotti artigianali, biologici e alimentari provenienti da tutta Italia, venduti direttamente dai produttori. Più di 100 espositori (vedi comunicato allegato).<br />
<strong>Visite Guidate della Città</strong>: in piazza Duomo al mattino, le tre domeniche, si organizzano visite guidate in Crema per i gruppi provenienti da tutta Italia ma anche per singoli turisti. Dalle ore 10.30 le visite partono ogni 15 minuti dallo Stand del Carnevale. Ai turisti inoltre il Comitato Carnevale offre Pacchetti a prezzi stracciati comprensivi di Visita alla città, Pranzo (con scelta in diversi ristoranti) e Ingresso Sfilata.<br />
<strong>Domenica 19 febbraio gran finale</strong>: Alle ore 18 premiazione dei carri vincenti e di tutti i gruppi<br />
partecipanti in Piazza Garibaldi. Alle ore 19 favoloso spettacolo pirotecnico &#8220;Gran Baldoria di Carnevale&#8221; con musica e balli nella piazza più suggestiva di Crema.<br />
<strong>Festa dei bambini</strong><br />
Martedì 21 febbraio ore 15.30 presso la sala Alessandrini spettacolo di Burattini (Compagnia Onofrio).<br />
In collaborazione con McDonalds, ingresso gratuito.<br />
Lunedì 20 febbraio ore 15,30 e ore 17 presso il Centro Commerciale Gran Rondò, a cura del Comitato<br />
Carnevale: Spettacolo di Burattini e sorprese per tutti i bimbi.<br />
<strong>Festa con i nonni</strong><br />
Presso la Casa Albergo, Giovedì 16 febbraio, spettacolo musicale a cura del Comitato Carnevale.<br />
9° Raduno Nazionale Camperisti<br />
In collaborazione con “3C Camper Club Crema”, da venerdì 17 a domenica 19 febbraio presso il<br />
parcheggio di Via Bramante (zona Università) stazionano più di 200 camper che sono coinvolti dal Comitato in diverse iniziative.<br />
Teatro dei burattini e scuola di Cartapesta: presso le scuole elementari, in programma in questi giorni spettacoli gratuiti di Burattini offerti dal Comitato Carnevale e presentazione delle maschere originali cremasche “al Gagèt còl sò Uchèt” e Bèta da la lengua scèta, simbolo della tradizione carnevalesca di Crema fin dagli esordi della manifestazione. A cura dell’artigiano Onofrio, professionista burattinaio. Da poco terminati anche i Laboratori di Cartapesta, sempre per i bimbi delle elementari. Due occasioni per spiegare la tradizione e il folclore del Carnevale e coinvolgere i più piccoli insegnando l’arte del ‘costruire le maschere’, come da anni fanno i volontari della manifestazione.<br />
Per informazioni:<br />
Comitato Carnevale Cremasco<br />
Tel: 0373 204766<br />
<a href="http://www.carnevaledicrema.it/">www.carnevaledicrema.it</a><br />
<a href="http://www.crescibimbo.it/">www.crescibimbo.it</a> (per gli appuntamenti del Carnevale per i Bambini)</p>
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<p><strong>VENETO</strong></p>
<p><strong>Dal 4 al 21 febbraio 2012</strong> un ricco programma di show, concerti musicali, recital e rappresentazioni diffuse nei palazzi storici, nei campi e nelle calli, oltre che nei teatri.<br />
È il teatro il grande protagonista dell’edizione 2012 del <strong>Carnevale di Venezia “La vita è teatro! Tutti in maschera”</strong> in programma dal 4 al 21 febbraio prossimi. Come recita il tema, teatralizzazione della vita con Venezia capitale del teatro. Infatti il Carnevale in laguna, storicamente, dal Cinquecento alla fine della Repubblica Serenissima, coincideva con la stagione teatrale e spettacoli che avevano il culmine, non solo nei teatri al coperto, ma anche nelle piazze. Attenzione puntata dunque quest’anno alla valorizzazione della città con apertura dei luoghi connessi all’epopea dello spettacolo veneziano, attraverso un ricco programma di show, concerti musicali, recital e rappresentazioni diffuse nei palazzi storici, nei campi e nelle calli, oltre che nei teatri.<br />
Palcoscenico principale in <strong>Piazza San Marco</strong> dove sarà collocato il <strong>Gran Teatro</strong>, una spettacolare struttura scenica che riproduce le grandi machine teatrali del passato, che farà da set ad alcuni fra gli eventi principali della manifestazione quali<strong> Il volo dell’Angelo</strong>, la <strong>Sfilata delle Marie</strong> ed il concorso della <strong>Maschera più bella</strong>. Riconfermata per il 2012 la formula di successo dell’anno scorso con un prologo nel week-end del<strong> 4 e 5 febbraio 2012</strong>: sabato il <strong>Gran Brindisi alla Fontana del Vino</strong> e domenica all’insegna della venezianità con la <strong>Festa Veneziana sull’acqua</strong>.<br />
Riprendendo l’antica tradizione dell’<strong>Allegoria del Carnevale</strong>, un toro galleggiante sarà installato in <strong>Bacino San Marco</strong> e bruciato al termine della manifestazione, chiusa, come lo scorso anno, dalla <strong>Vogata del Silenzio.<br />
</strong>Consulta il <a href="http://www.carnevale.venezia.it/">sito</a><br />
Scarica il <a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/CARNEVALEVENEZIA2012.pdf">programma</a></p>
<p>La terza edizione del <strong>Carnevale Internazionale dei Ragazzi della Biennale di Venezia</strong> si svolgerà<strong> dall’11 al 21 febbraio 2012 ai Giardini</strong>. Al <strong>3. Carnevale Internazionale dei Ragazzi della Biennale</strong>, intitolato Favole e Pensieri / Tales and Thoughts, hanno già aderito diversi Paesi: <strong>Australia, Austria, Belgio, Germania, Gran Bretagna, Olanda e Romania</strong>. Altri Paesi (Corea, Israele, Serbia, Stati Uniti, Danimarca, Spagna e Polonia) hanno dimostrato interesse a prendere parte al Carnevale dei Ragazzi e i relativi accordi sono in via di definizione, confermando la crescente attenzione internazionale nei confronti di questa iniziativa Educational della Biennale di Venezia. Al 2. Carnevale dei Ragazzi 2011 &#8211; che aveva registrato in 11 giorni di apertura 24.500 presenze &#8211; avevano aderito istituzioni di quattro Paesi (Austria, Gran Bretagna, Olanda, Polonia).<br />
L’edizione 2012 del Carnevale Internazionale dei Ragazzi della Biennale di Venezia sarà sempre più caratterizzato da attività di laboratorio e iniziative rivolte al “Fare creativo” destinate alle Scuole di ogni ordine e grado, e a un pubblico di bambini, ragazzi, famiglie e adulti, che animeranno il <strong>Padiglione Centrale</strong> e i <strong>Padiglioni nazionali aderenti</strong>. I laboratori saranno svolti con la guida degli operatori didattici della Biennale, a cui si affiancheranno i volontari delle Scuole a orientamento artistico.<br />
Le varie sezioni del Padiglione Centrale ai Giardini comprenderanno:<br />
  1) La <strong>sezione “internazionale”</strong> con i Paesi che esporranno i loro progetti legandosi al tema<br />
  2) La <strong>sezione “giovani creativi”</strong> con la partecipazione diretta di giovani e Scuole dove gli studenti potranno sperimentare e presentare le loro idee attraverso dimostrazioni dirette<br />
  3) La <strong>sezione “performances dal vivo”</strong> organizzate dai settori Danza, Musica e Teatro della Biennale che animeranno le aree con attività che coinvolgeranno il pubblico<br />
Lo spazio<strong> Biblioteca della Biennale-ASAC</strong> sarà accessibile al pubblico con i suoi oltre 130.000 volumi.<br />
• Grande afflusso alla <strong>Masterclass in Arti Visive e Design</strong><br />
In considerazione delle numerose richieste pervenute per la 2. Masterclass in Arti Visive e Design intitolata Segni d’acqua, la carta e le sue tradizioni, che si è svolta nei mesi di novembre e dicembre 2011, il Cda ha approvato la realizzazione di una seconda sessione della stessa Masterclass, che avrà luogo<strong> dal 23 gennaio al 3 febbraio 2012</strong> con 18 nuovi partecipanti.<br />
Le Masterclass in Arti Visive e Design della Biennale di Venezia, che si svolgono nel Laboratorio di Ca’ Giustinian, si rivolgono a laureandi, laureati, operatori didattici, diplomati dei Licei Artistici, artigiani, professionisti e imprenditori della provincia di Venezia e del Veneto. La partecipazione alle Masterclass è gratuita. Le attività vengono realizzate grazie al sostegno della Camera di Commercio di Venezia.</p>
<p>In occasione del Carnevale 2012, La vita è teatro. Tutti in maschera, il <strong>museo Peggy Guggenheim</strong> offre tutti i giorni visite guidate gratuite a tema, in italiano e inglese, della mostra <strong>Le avanguardie da Picasso a Pollock</strong>. Alle <strong>15.30 tour guidato</strong> delle opere della Collezione Gianni Mattioli, <strong>alle 16.30 visita della collezione permanente e approfondimenti sulla vita di Peggy Guggenheim.</strong><br />
Per ulteriori informazioni e prenotazioni: 041 2405440/419.</p>
<p>Uno dei Carnevali più belli, fantasiosi e coinvolgenti della provincia di Verona è il <strong>Carnevalon de l&#8217;Alpon</strong>, che si tiene da oltre sessant&#8217;anni a <strong>Montefortorte d&#8217;Alpone</strong>, nel territorio della Strada del vino Soave. In testa a tutte le iniziative carnevalesche, in programma <strong>dal 17 al 21 febbraio 2012</strong>, ci sono le maschere storiche del luogo, <strong>Sior Carnevalon</strong> e soprattutto una bonaria figura scaccia-crisi, oggi più che mai attuale, il <strong>Principe del Gnoco</strong>, che brandisce a mo&#8217; di scettro un forchettone su cui svetta uno gnocco di patata. <br />
Pubblico protagonista. L&#8217;esplosione di allegria in cui vengono coinvolte le persone è una delle prerogative del Carnevalon de l&#8217;Alpon, dalla sfilata notturna di carri allegorici e gruppi mascherati (sabato 18 febbraio, ore 20.30, vie Dante e Vittorio Veneto, ingresso per non residenti 4 euro comprensivo di un piatto di gnocchi, gratuito per i bambini fino a 12 anni) al<strong> Carnevale dei bambini</strong> (domenica 19 febbraio, da ore 14.30, vie Costalunga e Brognoligo, palazzetto sportivo) fino al <strong>festival demenzial-canoro del Luni Pignataro</strong> (lunedì 20 febbraio, ore 20.30, palazzetto sportivo, ingresso offerta libera) e che vede premiare dal pubblico a suon di fischi e rulli di pentole (le pignate) la perfomance più divertente. A concludere la kermesse carnevalesca, la grande sfilata di martedì grasso dei carri allegorici (21 febbraio, ore 14.30, vie Dante e Vittorio Veneto, ingresso per non residenti 4 euro comprensivo di un piatto di gnocchi, gratuito per i bambini fino a 12 anni). In caso di maltempo, sia la <strong>sfilata notturna</strong> che la sfilata di martedì grasso saranno rinviate a <strong>sabato 25 febbraio alle ore 20.30</strong>.<br />
Gli gnocchi del Carnevalon. A rendere ancora più lieta l&#8217;occasione di festa ci saranno gli stand gastronomici che servono frittelle, vino Soave e naturalmente gli gnocchi del Carnevalon, conditi con pomodoro, zucchero e cannella. Gli gnocchi saranno offerti al pubblico nella serata di <strong>venerdì 17 febbraio</strong>, in occasione della gnocolada (ore 19.00, piazza Silvio Venturi), a cui seguirà la gara tra le contrade di Monteforte a chi mangerà più gnocchi (ore 20.30, piazza Venturi).<br />
Soggiorno. Un campanile bianco a piani digradanti, quello sottile e altissimo della chiesa di Santa Maria Maggiore (1805) che svetta su un mare verde di vigneti: ecco Monteforte d&#8217;Alpone, il paese a più alta densità viticola del Veneto che sorge nel Soave classico. Oltre al centro storico del borgo, con il Palazzo Comunale dell&#8217;epoca napoleonica e il Palazzo Vescovile (XV sec.), da visitare nel territorio ci sono chiese romaniche e ville venete, oltre quaranta cantine, alcuni caseifici e sette frantoi, nonché numerosi agriturismi dove alloggiare e trattorie dove gustare le specialità della zona.<br />
Consulta il<a href="http://www.stradadelvinosoave.com"> sito  </a></p>
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<p><strong>LIGURIA</strong></p>
<p>Una sarabanda di appuntamenti, maschere, carri allegorici e soprattutto tanta voglia di stare insieme facendosi contagiare dall’allegria del Carnevale.<br />
La Liguria offre un ventaglio di proposte e di appuntamenti.<br />
La carrellata parte da <strong>Genova</strong>, dove il Carnevale si festeggia soprattutto da<strong> sabato 18 febbraio</strong>, quando a <strong>Porto Antico</strong> si terrà il <strong>Carnevale Latino</strong>, con l’allestimento di stand gastronomici e informativi sulle scuole di ballo che hanno aderito all’iniziativa, inoltre si esibiranno cabarettisti, ballerini e orchestre. Nella giornata inaugurale della kermesse, che continuerà poi <strong>fino a domenica 26</strong>,  si terrà una<strong> sfilata di carri allegorici</strong> che attraverseranno il centro della città, da piazza Matteotti a Porto Antico.<br />
Anche nel ponente della città si fa festa: si inizia <strong>sabato 18 a Prà</strong>, nell&#8217;area pedonale compresa fra via Fusinato e piazza De Cristoforis, con animazione e balli al pomeriggio; <strong>domenica 19</strong> ritrovo di maschere e carri alle ore 14.30 in Villa De Mari a Palmaro e alla stessa ora a Villa Duchessa di Galliera giochi e animazione.<br />
Nello Spezzino, <strong>sabato 18 a Rocchetta Vara</strong> si tiene il tradizionale <strong>“Carnevale dei belli e dei brutti”</strong>, con sfilata di maschere dei &#8220;brutti&#8221;, dispettosi, coperti di pelle e corna di animali, e dei &#8220;belli&#8221;, dagli abiti variopinti, ricchi di nastri e lustrini.<br />
<strong>Domenica 19 a Follo</strong>, nelle vie del paese e nel parco, Festa di Carnevale con sfilata di carri, maschere e un gruppo di musica samba.<br />
Nella Riviera delle Palme, a<strong> Loano</strong> si fa festa <strong>domenica 5  e domenica 12</strong>, con numerosi gruppi mascherati dedicati alle più celebri maschere italiane, come Balanzone, Arlecchino, Brighella, Gioppino e Colombina, Gianduia e la Giacometta, Burlamacco e Ondina, il Bicciolano e la Bela Main, Cicciolin e i suoi Marinai di Savona.<br />
A <strong>Pietra Ligure domenica 12 e domenica 19</strong> va in scena il<strong> Carnevale dei Bambini</strong>: dalle 14.30  con tanto di trampolieri, giocolieri, disco dj e baby dance; immancabile la rottura a colpi di bastone delle pentolacce straripanti di caramelle.<br />
A <strong>Noli domenica 19</strong> Carnevale dolcissimo con <strong>“Le bugie non si dicono…si fanno”</strong>, festa dedicata al tipico dolce di stagione.<br />
A<strong> Celle Ligure domenica 26</strong> si apre il carnevale cellese: alle 15 ritrovo dei carri e delle maschere ai Piani di Celle, poi partenza del corteo verso il lungomare.<br />
Nell’Imperiese, a <strong>Diano domenica 19</strong> inizia al mattino il Carnevale dei Bambini con animazione di strada, giochi, regali per tutti i bambini presenti e l&#8217;iscrizione al concorso della Baby Maschera. Al pomeriggio sfilata di carri allegorici: otto carri in rappresentanza dei vari quartieri o sodalizi di Diano Marina.<br />
Nella Riviera di Levante, appuntamento a <strong>Moneglia domenica 19 e domenica 26</strong> con il  Carnevale della Zucca, kermesse che rinnova il ricordo di una simpatica tradizione popolare che è valsa a Moneglia il titolo di “paese della zucca”.<br />
<strong>EMILIA ROMAGNA</strong></p>
<p>Ritorna anche nel 2012 l’appuntamento con il <strong><a href="http://www.carnevalefantaveicoli.it/home.php?lan=ita&amp;cat1=1&amp;cat2=1&amp;cat3=&amp;cat4=&amp;home=w3c">Carnevale di Imola</a></strong>, che negli ultimi anni ha superato<br />
un’affluenza di 30.000 presenze. Il Carnevale imolese ha il suo punto di forza nella <strong>GRANDE SFILATA DEI FANTAVEICOLI</strong>, bizzarra evoluzione dei carri allegorici in chiave ecologista.<br />
<strong>I FANTAVEICOLI</strong>: I Fantaveicoli sono veicoli strani, inconsueti, stravaganti e ingegnosi: possono essere alti, bassi, lunghi con una due o trenta ruote; condotti da una singola persona o da un gruppo di persone; rielaborazioni di biciclette o mezzi già esistenti.<br />
La regola però rigorosa è l’ecologia dei mezzi, i Fantaveicoli non devono utilizzare combustibili inquinanti (benzina, gasolio, ecc.); possono cioè muoversi a trazione umana, a spinta, a pedali, a vela o essere dotati di motore con combustibile &#8220;ad emissione zero&#8221; (energia elettrica, aria compressa, energia solare, ecc.).<br />
Spazio alla fantasia, dunque, ma nel rispetto dell’ambiente e della salute.<br />
<strong>LA SFILATA</strong>: <strong>Domenica 19 FEBBRAIO alle ore 14.00</strong> è in programma la Grande Sfilata dei Fantaveicoli, che prenderà avvio dall’Area Lungofiume adiacente all’ingresso principale dell’Autodromo e percorrerà viale Dante fino a concludersi in centro storico nella Piazza Matteotti. Oltre ai Fantaveicoli alla sfilata parteciperanno ospiti vari (marching-band, gruppi teatrali, figuranti su trampoli, gruppi mascherati, etc) che poi animeranno piazze e strade in una vera e propria festa di carnevale.<br />
<strong>IL CONCORSO</strong>: I Fantaveicoli che prendono parte alla sfilata gareggiano in un concorso che premia l&#8217;originalità, l&#8217;ingegnosità e lo sforzo creativo ed il rispetto dell&#8217;ambiente. Chiunque può partecipare: inventori, club, ciclo officine, meccanici, artisti, scuole, singoli, famiglie e associazioni. L’iscrizione al concorso è gratuita (entro il 12 febbraio 2012) e sono previste varie tipologie di premi.<br />
Si potrà consultare il Regolamento sul sito <a href="http://www.carnevalefantaveicoli.it/">www.carnevalefantaveicoli.it</a> oppure sulla relativa pagina Facebook.<br />
<strong>ALTRE MODALITA’ PER PARTECIPARE AL CARNEVALE</strong>: Il Carnevale di Imola offre anche la possibilità di vivere da protagonisti l’evento: è sufficiente portare con sè la propria bici (o il proprio triciclo!) oppure semplicemente travestirsi insieme ad amici e familiari, dando vita ad un gruppo mascherato, per poter sfilare insieme ai Fantaveicoli. Per fare questo è importante iscriversi, gratuitamente, entro il 12 febbraio 2012, oppure rivolgersi all’organizzazione.<br />
<strong>EVENTI COLLATERALI</strong>: La città di Imola per tutto il periodo di carnevale proporrà iniziative che<br />
contribuiscono ad arricchire la festa, all’insegna della tradizionale ospitalità imolese: ci saranno mostre, spettacoli, esibizioni, balli mascherati.L’ingresso alla sfilata e a tutti gli appuntamenti è gratuito.<br />
Sarà possibile inoltre partecipare al Concorso Fotografico “Immagini pazze per una festa pazza”: le<br />
fotografie dovranno avere come soggetto gli eventi del Carnevale e saranno assegnati premi ai primi tre classificati.<br />
Infine anche nel 2012 verrà riproposto il <strong>“Raduno Camper Città di Imola”</strong> giunto alla sua settima edizione ed organizzato dal Gruppo Campeggiatori dell’Imolese e dell’ARCER. Per tutti gli ospiti verrà predisposto un apposito programma e al loro arrivo tutti gli equipaggi troveranno un’adeguata segnaletica con indicazione dell’area di parcheggio.<br />
Per informazioni:<br />
<a href="http://www.campeggiatorimolesi.it/">www.campeggiatorimolesi.it</a><br />
<a href="mailto:sefoschi@libero.it">sefoschi@libero.it</a></p>
<p>ll <strong>Carnevale di Cento</strong> è un<strong> CARNEVALE STORICO</strong>, la cui antichissima tradizione ha lasciato traccia in un affresco del 1615 del pittore centese Guercino, dove vengono rappresentati i festeggiamenti in mashera nella piazza cittadina<br />
La festa ha mantenuto i connotati della manifestazione tipicamente locale sino alla fine degli anni ‘80 del &#8217;900, quando è divenuta un appuntamento di livello internazionale.<br />
Lo spirito surreale e fantastico, goliardico e giocoso tipico di questa manifestazione, amata dai grandi e dai piccini, viene incarnato dai mastodontici e colorati carri allegorici di cartapesta, che sfilano ogni domenica lungo il circuito carnevalesco, tra due ali di folla festante e incantata.<br />
Famosi testimonial, attrazioni internazionali, divertimenti, lancio di regali e gadget, spettacoli e sorprese completano la festa del <strong>Cento Carnevale d&#8217;Europa</strong>.<br />
Tutto il periodo carnevalesco gode di un&#8217;animazione speciale: itinerari storico-artistici, attività culturali e ludiche, momenti di animazione per i più piccoli, spettacoli teatrali, concerti, laboratori artistici e artigianali, mostre, rendono unica questa manifestazione.<br />
Si tratta della rassegna <strong>Saperi e Sapori di Cento Carnevale d&#8217;Europa</strong>, organizzata dall&#8217;Assessorato alla Cultura e al Turismo e dall&#8217;ufficio IAT.<br />
<strong>Cento Carnevale d&#8217;Europa &#8211; Edizione 2012 &#8211; Si svolge nelle Domeniche del 5-12-19-26 Febbraio e 4 Marzo 2012</strong><br />
La sfilata lungo le strade del centro storico dei sei carri allegorici in concorso ha inizio alle ore 14:00 e termina alle 18:30, tranne l&#8217;ultima domenica che si conclude alle ore 19:30 con un maestoso spettacolo pirotecnico presso la suggestiva Rocca di Cento.<br />
La manifestazione non prevede posti assegnati o tribune, una volta ritirato il bigliettosi può entrare nel centro storico e trovare il posto più idoneo per assistere alla sfilata.<br />
Per tutte le informazioni su biglietti, costo, ecc&#8230; potete contattare<br />
<strong>Cento Carnevale d&#8217;Europa</strong><br />
via Risorgimento 38<br />
44042 Cento (FE)<br />
tel.051/904252 fax.051/6832230<br />
<a href="mailto:info@carnevalecento.com">info@carnevalecento.com</a><br />
Il Sabato e la Domenica mattina vengono organizzate visite guidate alla città di Cento, splendida città d&#8217;arte. er qualsiasi informazione in merito alle visite e alle prenotazioni contattate l&#8217;Ufficio Informaturismo:<br />
<strong>IAT Informazione e Accoglienza Turistica</strong><br />
Palazzo del Governatore 39<br />
44042 Cento (FE)<br />
tel.051/6843334 fax.051/6843387<br />
<a href="mailto:informaturismo@comune.cento.fe.it">informaturismo@comune.cento.fe.it</a></p>
<p>Un vivace show di piazza, con i migliori gruppi mascherati e le più effervescenti marching band italiane in corteo, apre la 131° edizione del<strong> Gran Carnevale di Busseto</strong> nel segno del divertimento, della tradizione, della musica e della cultura.<br />
Ci sarà il concorso dedicato alle maschere più belle, il carro gigante più votato, la commedia dell’arte con i classici Arlecchini, Pulcinella, Colombina, Pantalone in corteo. Tra burlesque, festa grassa, clown e giocoleria di strada, un po’ circo, un po’ salone enogastronomico all’aperto (salsicce, salame,spalla cotta e torta fritta calda, Lambrusco e Vini Verdiani) la cittadina di Busseto si mette in maschera.<br />
Il tradizionale Gran Carnevale, organizzato nel caratteristico paese porticato della bassa padana che diede i natali a Giuseppe Verdi, con la nuova edizione mette alla berlina la satira – issandola su giganti carri di cartapesta lunghi anche quindici metri &#8211; quattro temi, come ogni anno un po’ per fare sorridere, un po’ per fare riflettere.<br />
<strong>La “pazza Corrida Mascherata”: concorso per soggetti speciali</strong><br />
Sfilano nel concorso speciale “La pazza Corrida mascherata” macchine, vetture, camion o altri tipi di veicoli, trasformati in mezzi diabolici, con scoppiettanti motori e sirene. Tra chiasso e rombi di motore, l’effervescenza è assicurata.<br />
<strong>Gran Carnevale dei Bambini 2012</strong><br />
I bambini che non superano il metro d’altezza non pagano l’ingresso al Gran Carnevale: e questa è la prima sorpresa. Avranno a disposizione: grandi giochi gonfiabili gratuiti in piazza, dove giocare e lasciare sbizzarrire travestimenti e fantasia. L’atteso trenino Carnival Express sarà a disposizione per girare gratuitamente tra le vie del paese.<br />
<strong>L’animazione in piazza e per le vie del borgo</strong><br />
Ogni domenica l’animazione sarà diversa: sbandieratori a ritmo di musica, sfilate di bande mascherate, concerti di bande storiche, spettacoli in costume itineranti, scuole di ballo al ritmo di salsa e merengue, majorette impegnate in coreografie col twirling, artisti di strada.<br />
<strong>Giuria, concorsi e rincorse in centro storico</strong><br />
Piazza della Rocca, cuore della kermesse, ospiterà un grande palco dove il presentatore ufficiale, condurrà insieme ai gettonati Dj di Radio Malvisi Network la sfilata.<br />
<strong>L’Angolo del Ghiottone</strong><br />
E se l’occhio sarà allietato da una fantasmagoria di colori, abiti e maschere, anche la gola vuole la sua parte: in piazza Verdi è allestito un attrezzato stand gastronomico.<br />
Periodo di svolgimento: 05/02/2012, 12/02/2012, 19/02/2012 e 26/02/2012<br />
Orario: 14.30-19.00. Programma completo sul sito della manifestazione<br />
<strong>Programma:</strong><br />
<strong>DOMENICA 5 </strong><br />
<strong>La musica</strong><br />
Apre la sfilata l&#8217;Associazione bandistica Giuseppe Verdi di Busseto (PR)<br />
Complesso bandistico Castrignano e gruppo majorettes Orchidee di Langhirano (PR)<br />
Gruppo musici e sbandieratori di Quattro Castella contrada di Monticelli (RE)<br />
<strong>Intrattenimento</strong><br />
Soggetto speciale Le bici pazzeda Lugagnano (VR)<br />
Gruppo mascherato I brighella (VR)<br />
Gruppo circolo pro loco S.Anna di Cannetolo Fontanellato (PR)<br />
Torelli Team e le sue invenzioni (PR)<br />
Gruppo di animazione west Country Road<br />
Sul carro musicale si esibirà il complesso I mezza nottemmezza<br />
Carneval express Trenino truca bimbi gratis per tutti<br />
<strong>DOMENICA 12 </strong><br />
<strong>La musica</strong><br />
Banda folkloristica con majorettes La Vigonesia da Vigone (TO)<br />
Gruppo storico sbandieratori e musici di Fornovo Taro (PR)<br />
Complesso musicale I sifoi da Bottanuco (BG)<br />
<strong>Intrattenimento</strong><br />
Compagnia folclorica Arlecchino bergamasco (BG)<br />
Gruppo mascherato Le maschere di Rataplan presentano W l’ecologia (BG)<br />
Gruppo mascherato Gran duca della Scaiarola(VR)<br />
Gruppo circolo pro loco S.Anna di Cannetolo Fontanellato (PR)<br />
Torelli Team e le sue invenzioni (PR)<br />
Gruppo di animazione west Country Road Pro loco Bazzano (PR) presenta Peter Pan a Bazzano e l’isola che c’e<br />
Animazione carro musicale scuola di ballo Changò<br />
Carneval express Trenino trucca bimbi gratis per tutti<br />
<strong>DOMENICA 19 </strong><br />
<strong>La musica</strong><br />
Gruppo sbandieratori Fenagrò (CO)<br />
Gruppo folkloristico le fruste infuocate (MO)<br />
Gruppo bandistico Do re miusic con le majorettes<br />
La piccola banda di Calestano con le majorettes Pietre di luna di Traversetolo (PR)<br />
<strong>Intrattenimento</strong><br />
Gruppo folkloristico Pavullese da Pavullo (MO)<br />
S.U.C.A band di Oleggio con il soggetto il mago Merlino (NO)<br />
Animazione carro musicale gruppo Slide A da Collecchio (PR)<br />
Torelli Team e le sue invenzioni (PR)<br />
Gruppo di animazione west Country Road<br />
Carneval express Trenino truca bimbi gratis per tutti<br />
<strong>DOMENICA 26 </strong><br />
<strong>La musica</strong><br />
Associazione Bandistica Giuseppe Verdi di Busseto<br />
Gruppo storico sbandieratori e musici Dei Dovara da Isola Dovarese (CR)<br />
Corpo bandistico di Medesano (PR) con majorettes<br />
<strong>Intrattenimento</strong><br />
Gruppo circolo pro loco S.Anna di Cannetolo Fontanellato (PR)<br />
Torelli Team e le sue invenzioni (PR)<br />
Gruppo di animazione west Country Road<br />
Sul carro musicale si esibirà il complesso I mezza nottemmezza<br />
Carneval express Trenino e trucca bimbi gratis per tutti<br />
<strong>Manifestazioni collaterali<br />
domenica 5 febbraio</strong><br />
apertura della 131° edizione del Carnevale di Busseto;<br />
domenica 12 febbraio<br />
il Trovatore &#8211; mercatino dell&#8217;antiquariato &#8211; esterno al percorso delle sfilate;<br />
<strong>domenica 19 febbraio</strong><br />
mercatino dell&#8217;hobbistica &#8211; interno al percorso delle sfilate;<br />
<strong>domenica 19 febbraio</strong><br />
29ma Stra Busseto in maschera &#8211; camminata con percorsi competitivi e non;<br />
<strong>domenica 26 febbraio</strong><br />
maratona competitiva dei luoghi verdiani;<br />
<strong>domenica 26 gran finale con le premiazioni del carro allegorico vincente.</strong><br />
Ingresso: a pagamento<br />
Tariffa intera:  Euro 9,00<br />
Tariffa ridotta:  6 euro &#8211; per i gruppi con minimo 15 persone e per i bambini, per possessori di Tessera Touring Club, biglietto d&#8217;ingresso di Villa Verdi. Tagliando rivista Sagre in Emilia Romagna<br />
Abbonamenti: 20 euro abbonamento alle 4 domeniche<br />
Gratuità: per bambini fino a un metro di altezza<br />
Visita il <a href="http://www.carnevaledibusseto.it/">sito internet</a></p>
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<p><strong>TOSCANA<br />
</strong><br />
Come ogni anno a <strong>Viareggio</strong> fervono i preparativi per il Carnevale: quest’anno si parte <strong>domenica 5 febbraio</strong> con un ricco calendario di appuntamenti coloratissimi ch proseguiranno <strong>fino al 3 marzo</strong>. Il Carnevale 2012 vede tra l’altro l’inaugurazione del nuovo <strong>Museo di Arte contemporanea “Carnavalotto”.<br />
</strong>Consulta il <a href="http://www.viareggio.ilcarnevale.com/">sito<br />
</a>Scarica il<a href="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/programma-2012_VIAREGGIO.pdf"> programma</a>.</p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong>UMBRIA</strong></p>
<p>Anche il <strong>Carnevale 2012</strong>, che inizia il <strong>17 gennaio</strong>, giorno della <strong>festa di Sant&#8217;Antonio Abate</strong>, e termina il <strong>21 febbraio</strong>, è all&#8217;insegna di celebrazioni giocose e fantasiose, centrate sulla tradizione del mascheramento e accompagnate da gustosi dolci tipici carnevaleschi quali struffoli, frittelle e castagnole. Alcuni centri umbri si trasformano in vere e proprie “città del Carnevale”, come <strong>Sant&#8217;Eraclio di Foligno</strong> che ha portato il suo<strong> Carnevale dei Ragazzi</strong>, uno dei più antichi dell&#8217;Umbria, alla sua <strong>51° edizione</strong>.<br />
Spettacolarità e travestimento sono infatti gli elementi distintivi del carnevale, le cui origini affondano in antiche festività pagane come le dionisiache greche e i saturnali romani, espressione del bisogno di un temporaneo scioglimento degli obblighi sociali e delle gerarchie per lasciar posto al rovesciamento dell&#8217;ordine, allo scherzo ed anche alla dissolutezza.<br />
Ma il carnevale è parte della tradizione cristiana ed è una festa che si celebra nel periodo di tempo immediatamente precedente alla<strong> Quaresima</strong> e termina sempre il martedì che precede il <strong>giorno delle Ceneri</strong>, detto popolarmente <strong>Martedì grasso</strong>. Il significato della parola carnevale, che deriva dal latino “carmen levare” (eliminare la carne), indica l&#8217;uso, in antico, di banchettare subito prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima.<br />
Molti gli appuntamenti in diverse località dell’Umbria dove tutti possono trasformarsi e partecipare ai festeggiamenti tanto originali da richiamare turisti e visitatori da ogni parte del paese.<br />
<strong>Dal 31 gennaio</strong> tornano a sfilare i carri allegorici, i gruppi mascherati e le bande musicali del <strong>Carnevale di Guardea (TR)</strong>, di <strong>Acquasparta (TR)</strong> e di<strong> Carnevalandia a Todi (PG)</strong>, del <strong>Carnevale di San Sisto (PG)</strong> e del<strong> Carnevale di Spoleto (PG).</strong><br />
Di seguito i principali appuntamenti del <strong>Carnevale in Umbria.</strong><br />
<a href="http://www.ilcarnevale.net/"><strong>Carnevale dei Ragazzi di Snt’Eraclio a Foligno</strong><br />
</a><strong>Carnevale di Guardea</strong><br />
<a href="http://www.carnevaleacquasparta.it/"><strong>Carnevale di Acquasparta</strong><br />
</a><strong>Carnevale di San Sisto</strong><br />
<a href="http://www.carnevalandia.com/"><strong>Carnevale di Todi</strong> </a></p>
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<p><strong>MARCHE</strong></p>
<p>Il <strong>Carnevale più antico d&#8217;Italia</strong> è quello di <strong>Fano</strong> bello da vedere, dolce da gustare: carri allegorici, mascherate, musica, e quintali e quintali di dolciumi per uno spettacolo unico e indimenticabile. Consulta il <a href="http://www.carnevaledifano.com/programma.html">programma</a><br />
<strong>LAZIO</strong></p>
<p><strong>Dall&#8217;11 al 21 febbraio 2012</strong> torna il <strong>CARNEVALE ROMANO</strong>, promosso da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico e dal Comitato per il Carnevale Romano, costituito in seno alla Commissione Cultura, con il contributo delle Banche Tesoriere del Comune di Roma (BNL Gruppo BNP Paribas, UniCredit e Monte dei Paschi di Siena).<br />
Considerato il maggiore evento equestre d’Europa per numero di spettatori, il Carnevale Romano giunge alla sua quarta <strong>edizione</strong> forte del grande successo di pubblico registrato nel 2011 con un afflusso di circa 600.000 contatti in undici giorni di programma. Anche quest’anno il cuore della manifestazione è rappresentato dall&#8217;<strong>arte equestre</strong>, in omaggio alla tradizione del <strong>Carnevale rinascimentale</strong> il cui evento principale era la rinomata corsa dei cavalli barberi su<strong> Via del Corso</strong>, che ispirò per secoli le arti di grandi scrittori, pittori e artisti oltre ad attrarre a Roma la nobiltà di tutta Europa.<br />
I cavalli saranno i protagonisti del carnevale con una serie di trascinanti iniziative a piazza del Popolo, ideate da <strong>Marco Lepre</strong> e organizzate dall’<strong>Accademia del Teatro Equestre</strong> in stretta collaborazione con il Dipartimento Tutela Ambientale e del Verde &#8211; Protezione Civile di Roma Capitale, in particolare con il Direttore <strong>Tommaso Profeta</strong>, il Delegato del Sindaco per la salute degli animali <strong>Federico Coccìa</strong>, il Direttore della Direzione Promozione e Tutela Ambientale di Roma Capitale <strong>Bruno Cignini,</strong> con l’assistenza veterinaria della <strong>Federazione Italiana Sport Equestri</strong>.<br />
Il Carnevale Romano prende il via<strong> sabato 11 febbraio alle ore 16 </strong>con <strong>la GRANDE SFILATA </strong><strong>D’APERTURA</strong> su via del Corso, coordinata da Alessandro Salari per l’Accademia del Teatro Equestre, cui prenderanno parte oltre cento cavalli, carrozze, figuranti in costume, attori della commedia dell’arte, artisti equestri, gruppi storici. Il tema dell’edizione 2012 sarà quest’anno ispirato ai viaggi e alle grandi scoperte, con il sapiente utilizzo dei costumi del <strong>Teatro dell’Opera di Roma</strong> scelti da <strong>Anna Biagiotti. </strong>Partecipano anche la fanfara a cavallo dell’VIII Reggimento dei Lancieri di Montebello, il IV ReggimentoCarabinieri a cavallo, la Polizia di Stato a cavallo e il Corpo Forestale dello Stato, oltre a rappresentanze buttere del Lazio.<br />
Quest’anno si moltiplicano gli spettacoli equestri. Oltre allo spettacolo internazionale, diretto da <strong>UmbertoScotti, I CAVALLI DI ROMA (venerdì 17 febbraio dalle ore 18.15 prove aperte, sabato 18 edomenica 19 spettacolo ore 18.15)</strong> che vedrà protagonisti alcuni tra i migliori artisti mondiali –la campionessa francese di dressage Alizee Froment, Manolo del Theatre du Centaure, e Lorenzo – The Flying Frenchman (il francese volante), evento spettacolare equestre unico al mondo, reduce da una tournèe internazionale che lo ha visto esibirsi di fronte alla Regina d’Inghilterra, all’Emiro del Qatar, ai reali di Malesia, del Marocco, della Giordania e al Sultano d’Oman &#8211; avrà luogo lo spettacolo nazionale di arte equestre<strong> ARRIVANO I NOSTRI (domenica 12 febbraio ore 18.15 e giovedì 16 febbraio alle 18.15)</strong> con la voce narrante di Alessandro Benvenuti e la regia di Gianluca Coppetta. Inoltre i <strong>POMERIGGI DI ARTE EQUESTRE (13, 14, 15, 20 febbraio ore 15.00)</strong>, a cura di Riccardo Di Giovanni, proporranno un approccio tanto spettacolare quanto didattico, storico ed esplicativo delle tradizioni e delle movenze dell’arte equestre. Protagonisti in tutti gli spettacoli, gli artisti dell’Accademia del Teatro Equestre – tra cui Gianluca Coppetta, Silver Massarenti, Andrea Giovannini, Pasquale Beretta, Bartolo Messina &#8211; insieme alle forze militari e di Polizia a cavallo e rappresentanze buttere che saranno giornalmente presenti per accompagnare il pubblico in un viaggio nel tempo e nell’armonia equestre.<br />
<strong>Sabato 18 febbraio alle ore 15</strong> si svolgerà la <strong>GIORNATA DELL’ORGOGLIO BUTTERO</strong>, a cura di Maria Baleri, con la presenza di undici gruppi di Butteri, provenienti da tutta la Regione, che con circa 100 cavalli porteranno in Piazza del Popolo la loro interpretazione della storia della Maremma, attraverso caroselli e ricostruzioni storiche. Sempre in piazza del Popolo il <strong>16 febbraio alle ore 15</strong>, le grandi rappresentanze equestri militari e di Polizia italiane propongono<strong> LA GRANDE STORIA DELLA CAVALLERIA MILITARE ITALIANA</strong>. Sarà l’occasione per ripercorrere le tappe e i grandi contributi dell’equitazione militare italiana al patrimonio culturale equestre dell’umanità e per assistere alle rappresentazioni culturali e spettacolari dei vari corpi a cavallo insieme al giornalista RAI Giorgio Salvatori e all’autore ed esperto di tradizioni militari ed equestri Giorgio Caponetti.<br />
Oltre a portare nelle strade e nelle piazze della città gli artisti di strada e i Gruppi Storici del Lazio – grazie all’Assessorato alle Politiche della Mobilità e del Trasporto Pubblico Locale della Regione Lazio e con la collaborazione dell’Assessorato al Turismo della Regione Lazio &#8211; che <strong>tutti i pomeriggi dalle 15.30 alle 18.30</strong> si esibiranno nelle aree di <strong>Piazza del Popolo, Piazza Navona, Piazza di Spagna, Via del Corso, Castel Sant’Angelo</strong>, con attività di animazione e spettacoli dal vivo selezionati attraverso l’Avviso Pubblico “Carnevale Romano 2012”, il Carnevale Romano rilancia la grande tradizione italiana della “commedia dell’arte”, nel nostro patrimonio storico, artistico e culturale da oltre 500 anni. Si svolgerà, infatti, <strong>dal 12 al 21 febbraio a piazza Navona</strong> lo spettacolo <strong>GLI INNAMORATI IMMAGINARI</strong>, ideato e diretto da Leonardo Petrillo, frutto di un laboratorio teatrale di alta formazione che ha selezionato &#8211; tra oltre 500 giovani under 35 provenienti da tutta Italia &#8211; un gruppo di eccellenza di 16 attori. Lo spettacolo è una coproduzione con il Teatro di Roma, istituzione teatrale della città, e segna il ritorno della “commedia dell’arte” a Roma e in Italia.<br />
Anche quest’anno sede principale della manifestazione è il villaggio allestito a Piazza del Popolo dove, grazie alla collaborazione del Teatro dell’Opera di Roma, che fornirà tutti i costumi per gli eventi del Carnevale, sarà realizzato un allestimento scenico ideato dal maestro scenografo Arch. Maurizio Varamo.<br />
Nella serata dell&#8217;<strong>11 Febbraio, alle ore 18.15</strong> si svolgerà in <strong>Piazza del Popolo</strong> il concerto <strong>TOCCATA E FUGA Magie di Carnevale</strong>, ensemble di quattro voci accompagnate dal maestro Sergio La Stella. Inoltre, il<strong> 16 febbraio alle 18.15</strong> al<strong> Teatro Nazionale</strong> si potrà assistere al balletto degli allievi della Scuola di ballo del Teatro dell&#8217;Opera Di Roma, diretta da Laura Comi <strong>SUITE DAL DON CHISCIOTTE</strong>.<br />
L’edizione 2012 del Carnevale Romano è accompagnata da importanti gemellaggi internazionali con l’unico festival dedicato al teatro equestre <strong>CHEVAL PASSION della città di Avignone</strong> &#8211; città dei Papi con cui abbiamo una tradizione comune &#8211; e con la <strong>“FÊTE DES LUMIÈRES” di Lione</strong>, che ricambierà l’omaggio con una presenza a Roma nel mese di maggio. In forza di questo sodalizio saranno ancora più stupefacenti le illuminazioni scenografiche e le proiezioni video architetturali che animeranno ogni sera la facciata di Porta del Popolo, lato Piazza del Popolo, con sorprendenti effetti di forme e colori grazie all’utilizzo di tecniche di mapping 3D e alla collaborazione di ACEA.<br />
Prestigiosi anche i gemellaggi nazionali con il <strong>CARNEVALE DI VIAREGGIO</strong>, grazie alla collaborazione del Comune di Viareggio e della Fondazione Carnevale di Viareggio, con il <strong>CARNEVALE DI ACIREALE</strong>, con <strong>il CARNEVALE DI ASCOLI PICENO</strong>, che invieranno a Roma le rispettive maschere ufficiali.<br />
La città di Roma sarà rappresentata invece dalla maschera di Rugantino interpretata dall’attore Giacomo Genova.<br />
Il Carnevale Romano ha inoltre concluso rilevanti partnership nell’ambito del mondo equestre. Anzitutto con la <strong>FIERACAVALLI di Verona</strong>, che ricambia la presenza in fiera lo scorso novembre del Carnevale Romano. Vanta inoltre un nuovo accordo con <strong>ROMACAVALLI</strong>, che ha riportato una fiera equestre nella nostra città, ed il patrocinio della FISE, Federazione Italiana Sport Equestri.<br />
Molte le attività che il Carnevale romano ha riservato ai <strong>bambini</strong> in<strong> piazza del Popolo</strong>.<br />
In collaborazione con l’Assessorato alla Famiglia all’Educazione e ai Giovani &#8211; Dipartimento Servizi Educativi e Scolastici, le mattine dei giorni feriali<strong> dal 13 al 21 febbraio</strong> verrà proposto, a cura di Arianna Bonanno, un breve approccio agli amici quadrupedi per i bambini delle scuole della Capitale. Si svolgeranno inoltre, <strong>sabato 18 e domenica 19 dalle ore 9.00 alle ore 13.00, laboratori manuali e didattici</strong> sul Carnevale aperti a bambini e famiglie.<br />
Programma fittissimo per i bambini nei weekend, <strong>da domenica 12 febbraio alle ore 9.30</strong> quando, nell’arena di <strong>piazza del Popolo</strong>, il Corpo Forestale dello Stato proporrà il <strong>BATTESIMO DELLA SELLA</strong> ai bimbi della Capitale, consentendo per la prima volta l’emozione di salire sui cavallini di Monte Rufoli, seguito <strong>alle ore 14.30</strong> dalla <strong>DIMOSTRAZIONE DI DOMA DOLCE</strong>, un sistema di addestramento alternativo a quello tradizionale per lavorare in armonia con il cavallo. Nella stessa data <strong>alle ore 15</strong> i migliori gruppi equestri giovanili si sfideranno all’insegna della spettacolarità per l’evento <strong>PONY TALENT SHOW</strong>, a cura dell’Accademia del teatro Equestre.<br />
La mattina di<strong> domenica 19 febbraio</strong> l’Accademia del Teatro Equestre proporrà un <strong>BATTESIMO DEL PONY</strong> per tutti i bimbi di Roma; quindi,<strong> dalle 15 alle 17, in piazza del Popolo e via del Corso</strong> è prevista la <strong>SFILATA DELLE SCUOLE PONY IN MASCHERA</strong>, un lungo carosello di festa pieno di colore.<br />
Nelle stesse due <strong>domeniche, 12 e 19 febbraio, dalle 12.30 alle 14.30 e sabato 18 febbraio dalle 10</strong> in poi sono previsti <strong>ludi gladiatori, scuola gladiatoria per bambini e scuola di danze antiche</strong> a cura del Gruppo Storico Romano.<br />
Anche il <strong>Bioparco di Roma</strong> partecipa al Carnevale organizzando, nelle intere giornate di<strong> domenica 12 e domenica 19 febbraio</strong>, una serie di eventi dedicati ai bambini e alle famiglie, con spettacoli teatrali, animazione, teatro di strada, magia, face painting, giochi, maschere, teatrino e il ventriloquo che animerà gli appuntamenti con i pasti degli animali.<br />
<strong>Dall’12 al 21 febbraio</strong> le<strong> BIBLIOTECHE DI ROMA</strong> propongono in<strong> piazza del Popolo</strong> attività ludico didattiche per bambini che si svolgeranno <strong>tutti i giorni dalle 15 alle 18.</strong> <strong>Il sabato e la domenica</strong> le attività avranno luogo anche <strong>dalle ore 10 alle ore 13.</strong><br />
Quest’anno il Carnevale Romano propone due serate dedicate al ballo a<strong> piazza del Popolo</strong>: il<strong> 14 febbraio alle ore 18.15 SAN VALENTINO: BALLO DEGLI INNAMORATI</strong> a cura di Daniele Cipriani, e il <strong>15 febbraio ore 18.15 SAN FAUSTINO: BALLO DEI SINGLE</strong> a cura di Mvula Sungani.<br />
Il <strong>Museo di Roma Palazzo Braschi</strong> ospiterà <strong>MUSICA IN MASCHERA</strong>, un ciclo di cinque concerti in costume in omaggio al Carnevale, in un percorso musicale che va dal Barocco al Romanticismo, a cura dell’Associazione “Musica in Maschera”. L’<strong>11, il 14 e il 18 febbraio alle ore 18.30</strong> avranno luogo rispettivamente: <strong>Concerto con quintetto Barocco, Concerto degli Innamorati per pianoforte con musiche del Romanticismo, Concerto lirico per tenore e soprano con pianoforte e trio d’archi su musiche da Mozart a Verdi</strong>. <strong>Il 12 e il 19 febbraio alle ore 11.00 e alle ore 12</strong> si svolge il <strong>Concerto con trio Barocco. </strong>Ingresso con biglietto del museo.<br />
In occasione del Carnevale, la <strong>Sala Santa Rita</strong> propone il <strong>21 febbraio ore 21</strong>, nella cornice della mostra <strong>“la Paura dell’altro”</strong> (opere di Sergio Ragalzi e Paolo Grassino), la perfomance <strong>PAURA DELL’ALTRO … “MA ANCHE NO!”</strong>, una performance animata dai cantori mascherati del coro<strong> “Titanic ensemble”</strong> del maestro Paolo Tagliapietra con la partecipazione dell’attore Gherardo Dino Ruggiero.<br />
Per tutta la durata del Carnevale Romano sarà possibile visitare due importanti MOSTRE tematiche.<br />
Il<strong> 9 febbraio alle ore 18</strong> inaugura la mostra <strong>FESTE, DANZE E FURORI: DAL CORTEO DIONISIACO AL CARNEVALE. RECUPERI ARCHEOLOGICI DELLA GUARDIA DI FINANZA</strong>, <strong>dal 10 febbraio all&#8217;11 marzo</strong> ai <strong>Musei Capitolini</strong>, visitabile con il biglietto d&#8217;ingresso del museo. La mostra affronta alcuni dei riti dell’Antica Roma di cui l’odierno Carnevale rappresenta l’indubbia evoluzione: i Saturnalia, i Baccanalia e, più in generale, le feste celebrate dai Romani. Dioniso o Bacco, le menadi, i satiri, le amazzoni sono i protagonisti di un percorso espositivo che, attraverso circa 20 reperti archeologici tra frammenti di affreschi, kylix, anfore e, più in generale vasi, tutti risalenti al periodo tra VI secolo a.C. e il I secolo d.C., racconta vicende centrali della cultura antica legata alle feste. Si tratta di una mostra interamente realizzata con opere recuperate attraverso la lunga e laboriosa attività investigativa del Gruppo Tutela del Patrimonio Archeologico della Guardia di Finanza che agisce per la protezione del patrimonio artistico nazionale ed in particolare per la vigilanza delle aree archeologiche oggetto di scavi clandestini e nella repressione dei relativi traffici. La cura dell’esposizione è del Maggiore Massimo Rossi, Comandate del Gruppo Tutela del Patrimonio Archeologico della Guardia di Finanza, con Fabrizio Porcaroli.<br />
Inaugura invece l&#8217;<strong>11 febbraio ore 17.30</strong> la <strong>mostra fotografica CARNEVALE ROMANO: RINASCITA DI UNA TRADIZIONE</strong> in<strong> piazza del Popolo</strong> curata da Marco Lepre, che racchiude il grande lavoro fotografico svolto da Barbara Roppo &amp; Broken Lens. Gli scatti raffiguranti gli spettacoli equestri mostrano come l&#8217;antica arte sia stata oggi reinterpretata attraverso un&#8217;estrema attenzione filologica, che ne consente una nuova valorizzazione pur mantenendo saldo il legame con il passato.<br />
Il <strong>20 febbraio alle 9.30</strong> si svolgerà il <strong>convegno IL CARNEVALE ROMANO DALL’EPOCA ANTICA AI FASTI RINASCIMENTALI</strong>, a cura di Fabrizio Porcaroli ed in collaborazione con la Sapienza Università di Roma, nella <strong>Sala della Protomoteca del Campidoglio</strong>. Una giornata di studi dedicata ai complessi aspetti antropologici, storici, etnici e artistici del Carnevale, dalla fine del XV secolo in poi. Fin dall’antichità l’aspetto ludico è stato intrinsecamente collegato con tutte le manifestazioni della cultura. Dal IV secolo d.C. in poi il Carnevale ha rappresentato una sorta di spartiacque fra l’insanire dei pagani e la preparazione all’evento cardine del nuovo credo: la goliardia e la sfrenatezza cedevano il passo al periodo delle privazioni, dell’austerità, della preghiera necessario per preparare i fedeli a celebrare la morte e resurrezione di Cristo. Nel Rinascimento, la riscoperta dei modelli classici esercitò un’attrattiva anche sul Carnevale, la festa nella quale gli schiavi diventavano uomini liberi e i loro padroni dovevano soggiacere ad ogni sorta di lazzo. Donatello, Bramante, Michelangelo, Raffaello, con le loro creazioni, resero icasticamente la voglia di sfarzo, alcuni di essi prestarono la loro opera come scenografi in momenti salienti come la grande sfilata in via Lata, divenuta, poi via del Corso. Letterati come Ariosto, Tasso e, più in là, Goldoni, Stendhal, Dumas, Goethe, Dickens, portarono sulla scena gli emblemi del Carnevale, le maschere, gli sgargianti costumi, i personaggi tipici.<br />
Intervengono: Patrizia Andreasi Bassi (Cultural planner), Amedeo Quondam (Università La Sapienza), Silvia Carandini (Università La Sapienza), Luigi Maria Lombardi Satriani (Università S. Orsola Benincasa, Napoli), Marina Caffiero (Università La Sapienza), Stefania Giannini (Rettore dell’Università per Stranieri, Perugia), Claudio Strinati (Ministero per i Beni e le Attività Culturali), moderatore dell’evento Alberto Bilà.<br />
Anche i <strong>teatri romani dell’AGIS LAZIO</strong> (ACCENTO TEATRO, AMBRA ALLA GARBATELLA, ANFITRIONE, ARCOBALENO, TEATRO DI ROMA &#8211; ARGENTINA, INDIA &#8211; AUDITORIUM CONCILIAZIONE, CASA DELLE CULTURE, CASSIA, DEL TORRINO, EUTHECA, GOLDEN, ITALIA, MANZONI, ORIONE, OLIMPICO, PRATI, QUIRINO VITTORIO GASSMAN, SALA UMBERTO, SAN CARLINO, SAN GENESIO, SAN PAOLO, SETTE, STABILE DEL GIALLO, STANZE SEGRETE, VITTORIA) partecipano ai festeggiamenti del Carnevale Romano 2012 con l’iniziativa <strong>CARNEVALE ROMANO… A TEATRO</strong>, proponendo una serie di spettacoli e attività a tema per celebrare, insieme al pubblico, questo straordinario evento. Ma oltre alle proposte che sottolineano il rapporto profondo tra il teatro e il Carnevale, il pubblico potrà anche trascorrere questa festa a teatro scegliendo tra i vari spettacoli in programmazione: divertenti commedie, musical coinvolgenti, performance di danza, concerti d’autore, grandi classici e tanto altro ancora.<br />
Come di consueto, durante il Carnevale Romano la città sarà ricca di eventi carnascialeschi.<br />
Il<strong> 19 febbraio alle ore 10.30</strong> partirà da <strong>piazza della Repubblica</strong>, la grande sfilata di carri <strong>I COLORI DI RE CARNEVALE</strong>, con saltimbanchi, trampolieri, mangia fuoco e artisti di strada, percorrendo il centro storico, da Via Nazionale a Largo Magnanapoli. <strong>Domenica 19 febbraio dalle ore 14.00</strong> si realizzerà il <strong>CARNEVALE LATINOAMERICANO</strong>, giunto alla terza edizione, con 40 gruppi di danza e musica rappresentativi di Ecuador, Perù, Colombia, Bolivia, Messico, Guatemala, Venezuela, Honduras, Brasile e Paraguay e Uruguay che animeranno le strade <strong>da via dei Fori Imperiali fino a Piazza Venezia</strong>. Parteciperanno inoltre alla manifestazione Associazioni culturali e sociali Latinoamericane, Ambasciate latinoamericane, l’I.I.L.A. Istituto Italo Latino Americano, Università e licei latinoamericani.<br />
Il <strong>19 febbraio dalle ore 15.00</strong> avrà luogo la decima edizione del <strong>GRAN CARNEVALE ROMANO</strong> su <strong>via Tiburtina</strong> (tra via Cave di Pietralata e Via Casal Bruciato). Parteciperanno alla grande sfilata le maschere tradizionali del Carnevale Romano capeggiate dalla maschera ufficiale di Tiburtello con Rugantino, Meo Patacca, Gaetanuccio, il dottor Gambalunga, Cassandrino, Don Pasquale, i Pulcinelli Romani, la Zingara romana e la corsa dei Barberi.<br />
Il <strong>21 febbraio, martedì grasso</strong>, a conclusione di una giornata caratterizzata dagli eventi conclusivi di arte di strada ed arte equestre, avrà luogo la <strong>sfilata dell’Accademia di Costume e di Moda</strong>, con costumi realizzati dagli stilisti che frequentano i corsi all&#8217;Accademia. Nell’arena di <strong>Piazza del Popolo</strong> avrà luogo un<strong> saggio equestre</strong> di uno<strong> Squadrone del 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo</strong> sui movimenti del celebre Carosello. Dopo la rievocazione della celebre <strong>Festa dei Moccoletti</strong>, anche la quarta edizione del Carnevale Romano si conclude la sera del<strong> 21 febbraio</strong> con un grande <strong>SPETTACOLO DI FUOCHI D&#8217;ARTIFICIO BAROCCHI</strong> dalla terrazza del Pincio, a cura del Gruppo IX Invicta. Si tratta della rievocazione storica dei fuochi d’artificio realizzati in occasione della festa della resurrezione che era realizzata a piazza Navona nel 1589, di cui il famoso incisore Antonio Tempesta ci ha lasciato una splendida stampa. Questa festa rappresentava una svolta nell’arte pirotecnica. Si tenta, per la prima volta, di inserire una scenografia del fuoco che coinvolga in più punti e nella sua spazialità l’intero luogo dei festeggiamenti e creare degli “scherzi pirotecnici” che stupiscano gli spettatori anche a breve distanza. Nascono le “Colombine”, piccole fontane, che “volano da un tetto all’altro”.<br />
Quest&#8217;anno il Carnevale Romano sostiene la charity <strong>O.F.FI.CI.UM Organizzazione Famiglie contro la Fibrosi Cistica</strong> a carattere Umanitario, un&#8217;associazione di volontariato che opera dal 1993 all’interno dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, e che si occupa di garantire ai bambini e ai ragazzi con Fibrosi Cistica l&#8217;assistenza medica e psicologica necessarie e di fornire supporto alle famiglie. O.F.FI.CI.UM sarà presente in piazza del Popolo per sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica e raccogliere, con l’aiuto degli amici dell’Accademia del Teatro Equestre e delle associazioni buttere, i fondi necessari per il supporto delle attività e degli scopi associativi.<br />
Il palinsesto del Carnevale Romano è realizzato tenendo conto delle istanze dei residenti e nel rispetto dei beni culturali della Capitale, in accordo con la Sovraintendenza capitolina e le Soprintendenze statali, le quali hanno autorizzato un allestimento scenografico elegante, filologico e che si armonizza con il disegno della piazza realizzata dal Valadier.<br />
La direzione artistica del Carnevale Romano è di Leonardo Petrillo. Tutti gli eventi equestri sono ideati e curati da Marco Lepre, coordinatore organizzativo e direttore artistico eventi equestri Carnevale Romano, e realizzati in collaborazione con l’Accademia del Teatro Equestre.<br />
Consulta il <a href="http://www.carnevale.roma.it/">sito </a></p>
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<p><strong>CAMPANIA</strong></p>
<p>La simpatica irriverenza del Carnevale approda per il 29° anno consecutivo a <strong>Striano</strong>. E’ ormai una festa legata alla tradizione del territorio, durante la quale è obbligatorio divertirsi e lasciarsi andare all’euforia dei carri allegorici e delle maschere più estrose. Balli, spettacoli, sfilate e artisti di strada, non manca nulla per un Carnevale DOC, quest’anno ancor più speciale per il &#8216;gemellaggio&#8217; con uno dei Carnivali più famosi d&#8217;Italia, quello di Viareggio. Doppio festeggiamento quindi, con tante novità come la prima sagra strianese e la corrida di Carnevale.<br />
<strong>Dall’11 al 21 febbraio</strong> tanti appuntamenti.<br />
Consulta il <a href="http://www.carnevalestrianese.it/programma-29--edizione.html">programma </a></p>
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<p><strong>CALABRIA</strong></p>
<p>A<strong> Castrovillari</strong> il carnevale si festeggia con un <strong>Festival internazionale</strong> giunto quest’anno alla <strong>cinquantaquattresima edizione</strong>, con un focus speciale dedicato alla <strong>Romania</strong>. Gli appuntamenti si terranno <strong>dal 12 al 21 febbraio</strong>.<br />
Consulta il <a href="http://www.carnevalecastrovillari.it/">programma</a></p>
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<p><strong>PUGLIA</strong><br />
Il lungo mese di festeggiamenti carnascialeschi, caratterizzato da un calendario fitto di appuntamenti, è partito a <strong>Putignano</strong> il <strong>26 gennaio</strong> con il <strong>Giovedì delle vedove.</strong> <strong>Alle 17.30</strong>, nella <strong>Biblioteca Comunale, Slow Food</strong> ha organizzato il primo dei <strong>Laboratori del gusto ®</strong> per l’educazione alimentare dal tema:<strong> &#8220;La carne, mangiamone meno, mangiamola meglio&#8221;</strong> con un <strong>ingresso libero</strong> ma a numero limitato (per prenotazioni rivolgersi alla Fondazione Carnevale).<br />
A seguire nel centro storico sono stati svelati i segreti della tradizione dei giovedì grazie ai racconti curati da alcune compagnie teatrali putignanesi. Sulla scia della riscoperta di questa tradizione, il <strong>2 febbraio</strong> si celebrerà il secondo dei quattro giovedì, questa volta dedicato ai &#8216;pazzi&#8217;, che quest’anno coincide con la tradizionale <strong>Festa dell&#8217;orso</strong>. Uno spettacolo del passato che svela il futuro in collaborazione con l’associazione Hybris.<br />
La <strong>vigilia del primo corso mascherato (4 febbraio)</strong> sarà dedicata al sociale. Carnevale, infatti, è sinonimo di allegria e spensieratezza, ma non solo: anche quest’anno, infatti, il Carnevale con le sue maschere, farà visita ai piccoli pazienti dell’<strong>Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII</strong> e anche a quelli ricoverati nel reparto pediatrico dell’<strong>Ospedale di Putignano</strong>. E proprio alla maschera tradizionale di Putignano è dedicata una delle novità di quest&#8217;anno: la <strong>Casa di Farinella</strong> (allestita presso la Biblioteca Comunale): un’esposizione permanente dedicata al Carnevale con mostre fotografiche, musiche, balli, tradizioni, manufatti e prodotti tipici locali.<br />
La <strong>prima domenica di carnevale, 5 febbraio</strong>, sarà particolarmente intensa. Si comincia presto, <strong>alle 9.30</strong> nella zona hangar. È qui che si alzerà il sipario sulla prima edizione del Carnevale guidata da Franco Laera, con l’uscita dei <strong>Giganti dalla Fabbrica.</strong> I maestri cartapestai, impegnati fino all’ultimo sulle immense creature, termineranno il loro lavoro sotto lo sguardo vigile di bimbi increduli e adulti curiosi, per poi posizionare i loro carri in ordine di uscita per il primo corso mascherato. <strong>Dalle 14.30</strong> al grido di <strong>&#8220;Uè Carnaval&#8221;</strong> (slogan scelto per questa edizione), carri allegorici, maschere di carattere e gruppi mascherati invaderanno con colori e musica il centro di Putignano per una &#8216;sfilata al rovescio&#8217;. La chiusura della giornata, sarà affidata al dj-set di <strong>Roy Paci</strong> in coppia con <strong>Bunna degli Africa Unite</strong>, introdotti dagli Uduchà.<br />
Occhi puntati, sempre il 5 sulla mostra multimediale con concorso fotografico e caccia al tesoro, oltre che su<strong> &#8220;Sfogliando il Carnevale&#8221;</strong>, a cura della Pro Loco di Putignano per rivivere tutte le edizioni dell’appuntamento carnascialesco attraverso le riviste ufficiali dagli anni 60 ad oggi (appuntamento<strong> tutti i giorni, fino al 26 febbraio, dalle ore 17 in piazza Plebiscito</strong>).<br />
Solo pochi giorni di pausa e poi ci si potrà tuffare, il <strong>9 febbraio</strong>, nel terzo giovedì di carnevale, quello delle donne sposate, con un nuovo appuntamento (ore 17.30, Biblioteca Comunale) con i <strong>Laboratori del gusto®.</strong> Il tema questa volta sarà:<strong> Olio in terra di uliveti.</strong> Sempre presenti anche le attività nella <strong>Casa di Farinella</strong> (ore 18/21). Da non perdere l’affascinante spettacolo di luci e fuoco, <strong>In Fabula</strong> a cura della Compagnia dei Folli che farà rivivere il duello tra <strong>Luce e Tenebre</strong> (ore 20.30 Piazza Aldo Moro). In serata, a partire<strong> dalle 22,</strong> nel centro storico, ci sarà poi lo spettacolo <strong>L’antico borgo si fa scena</strong>, un momento di incontro fra ritmi e sapori per un &#8216;palcoscenico del gusto&#8217; e delle produzioni sostenibili che vedrà in scena anche alcune scuole di ballo locali.<br />
Il fine settimana inizia danzerino, <strong>venerdì 10 febbraio</strong>, con il ballo mascherato<strong> Latin ferver – Musica e cultura latina</strong>, in collaborazione con Imake all’ex Macello Comunale. Espressioni d’arte, musica, danza e video itineranti. Ingresso gratuito per chi si presenta in maschera, 2 euro per chi non lo fa.<br />
Una festa che farà da apripista al secondo, attesissimo, corso mascherato di <strong>domenica 12 febbraio, ore 11</strong>. E, per i bambini che non si fossero ancora stancati di giocare e di ballare, <strong>dalle 15</strong> all’ex Macello Comunale, sarà disponibile un <strong>Ludobus</strong>, ovvero un furgone carico di giochi di legno della tradizione italiana ed europea, e tanto divertimento con clown e animatori.<br />
Il concerto serale (ore 21 Largo Porta Nuova) sarà affidato ai <strong>Figli di madre ignota</strong> e a <strong>The Spaghetti Balkan Band</strong>.<br />
<strong>Dal 13 al 19 febbraio</strong> ci sarà poi la settimana del <strong>Circo contemporaneo a Putignano</strong>, con lo Chapiteau in <strong>piazza Belinguer</strong>. In scena la compagnia EL Grito con lo spettacolo <strong>20 decibel. Non c’è storia senza ascolto</strong>, per la stagione teatrale del Comune di Putignano in collaborazione con l’assessorato alla cultura e il Teatro Pubblico Pugliese.<br />
Il giro di boa del Carnevale più longevo d’Europa arriva <strong>giovedì 16 febbraio</strong>. La giornata sarà animata in modo predominante <strong>dall’Accademia delle corna</strong>. Sarà questo il più folkloristico fra i quattro giovedì della tradizione carnascialesca putignanese. Nel giorno dedicato ai cornuti, ancora una volta sarà portato in piazza l’affascinante rituale per cancellare i segni del tradimento. La giornata inizierà di buon ora, alle 6.45, con il richiamo, per poi proseguire con l’ammasso e il corneo. Il tutto si concluderà alle 19 con il taglio delle corna e la saga del maiale, insieme ai festeggiamenti in Piazza Plebiscito. Per gli amanti del buon cibo, invece, alle 17.30 ci sarà il terzo appuntamento con i <strong>Laboratori del gusto®</strong> dedicato ai salumi: <strong>&#8220;Tanto io che il povero maiale non saremo apprezzati che dopo la nostra morte&#8221; (J.Renard).</strong><br />
L’edizione 2012 del carnevale di Putignano strizza l’occhio alla sostenibilità, e non solo con gli innovativi ciclo-carri: <strong>venerdì 17 febbraio</strong> infatti, ci sarà l’iniziativa <strong>M’illumino di meno</strong>, promossa dalla trasmissione di <strong>Radio2, Caterpillar</strong>, in collaborazione con <strong>Agesci Putignano</strong> e il Consiglio Comunale dei ragazzi. Il tardo pomeriggio e la serata, invece, saranno dedicati alla musica. Si comincia <strong>alle 19</strong> con la musica a impatto zero dei<strong> A’SUrD Batukada</strong> in collaborazione con l’associazione <strong>Le Arabe Fenici Onlus</strong> per proseguire, <strong>alle 21</strong>, con <strong>La lirica dei coriandoli</strong> nell’<strong>Auditorium Fondazione Conservatorio S. Maria degli Angeli</strong>, a cura del conservatorio Nino Rota di Monopoli. In contemporanea, gli amanti del tango potranno fare un viaggio in argentina grazie alla serata <strong>La maschera del Tango a lume di candela</strong>, organizzata da Imake all’ex Macello Comunale.<br />
<strong>Dal 17 al 19 febbraio</strong>, sarà inoltre attivato un <strong>laboratorio di costruzione di maschere in cuoio</strong> condotto da<strong> Andrea Cavarra.</strong><br />
Il fine settimana proseguirà con una giornata dedicata allo sport. <strong>Sabato 18 febbraio, Vito Intini</strong> proverà a correre per 24 ore di fila per battere il record italiano di corsa su tapis roulant, stabilito nel 2005. L’appuntamento, per chi volesse assistere all’inizio di questa lunghissima corsa è <strong>alle 10.30</strong> in <strong>piazza Aldo Moro</strong>. E mentre Intini continuerà a correre sul suo tapis roulant, <strong>alle 18.30</strong> prenderà il via la 18esima staffetta di Carnevale, a cura della <strong>A.S.D. Amatori</strong>. <strong>Alle 19</strong> ci sarà la quarta esibizione degli<strong> N’de Jos’r</strong> (le prime tre saranno il 9, 12 e 16 febbraio) con balli, maschere ed enogastronomia nei bassi. La serata si chiuderà con la musica dei<strong> Broken Cords</strong>, giovane e promettente band pugliese dall’ineguagliabile carica rock.<br />
<strong>Domenica (19 febbraio), alle 11</strong>, ci sarà la terza parata di maschere e giganti. E all’ora di pranzo ci si potrà tuffare in un’atmosfera medievale grazie all’iniziativa <strong>A tavola con i cavalieri di Malta</strong>, a cura dell’associazione<strong>La Chiancata</strong>. Il centro storico di Putignano riscoprirà le sue tradizionali fattezze medievali trasformandosi in un borgo in cui assaporare i piatti del passato circondati da falconieri, giocolieri e buffoni. Ma il viaggio nel tempo non si fermerà. In serata <strong>(ore 21 Largo Porta Nuova)</strong> con un balzo in avanti ci si ritroverà negli anni Cinquanta con i <strong>Rekkiabilly</strong> per scatenarsi nel ballo al ritmo dello swing e del rock tipici di quegli anni.<br />
<strong>Lunedì 20 febbraio (ore 20)</strong>, tradizionalmente chiamato <strong>A deie d’minz</strong> inizieranno le ultime 24 ore di vita del Carnevale. Un gruppo mascherato con parametri sacerdotali si aggirerà per le città dando l’estremo saluto alla festa. Questo antichissimo rito annuncia l’ultimo corso mascherato, quello del martedì grasso. <strong>Alle 19 del 21 febbraio</strong>, partirà infatti la quarta ed ultima sfilata dei<strong> Giganti di Carta</strong>. In questa ultima giornata di feste e bagordi prima della Quaresima, nella sfilata guidata dalla banda cittadina, ci sarà uno spazio appositamente dedicato alla<strong> sfilata di un gruppo mascherato atipico</strong>, ovvero quello dei pazienti psichiatrici del Centro polifunzionale Marco Cavallo di Latiano.<br />
L’ultima giornata del carnevale si concluderà con il funerale del carnevale (un corteo mascherato che attraverserà le vie cittadine per segnare la fine degli eccessi in un’atmosfera, però, tutt’altro che funebre) e con l’ultima grande abbuffata con <strong>La campana dei maccheroni.</strong><br />
La festa si chiuderà (ore 23) come sempre in via Roma a suon di musica sulle note dei <strong>Carnival Inna Sound System Style</strong> e il <strong>Gran ballo in maschera di Martedì Grasso</strong>, nella zona industriale.<br />
Consulta il<a href="http://www.carnevalediputignano.it/"> sito<br />
</a></p>
<p><strong>SICILIA</strong></p>
<p>In <strong>Sicilia</strong> il carnevale più famoso è quello di <strong>Acireale</strong>, che si festeggerà quest’anno <strong>dal 4 al 21 febbraio</strong>. Al centro del nutrito programma le sfilate dei carri allegorico grotteschi, ideati e creati dai maestri acesi, campioni della satira e ineguagliati artigiani della cartapesta; i carri infiorati che, unici nel contesto carnascialesco italiano, hanno saputo unire la gioia e l&#8217;irriverenza del Carnevale alla gentilezza dei fiori; i gruppi in maschera dai fantastici e pomposi costumi.<br />
Consulta il <a href="http://www.carnevalediacireale.it/carnevale/programma.aspx">programma de &#8220;Il Piu Bel Carnevale di Sicilia&#8221;</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>SARDEGNA</strong></p>
<p>Il <strong>carnevale in Sardegna</strong> ha mille volti affascinanti. Quello antico dei suggestivi carnevali barbaricini che &#8211; con le loro ancestrali maschere antropomorfe e zoomorfe, le vesti di pelli di capra, orbace e campanacci – rievocano riti misteriosi, danze propiziatorie e un rapporto stretto tra uomo e animale. Quello vibrante dei carnevali a cavallo, come quello di <strong>Oristano</strong> (&#8220;Sa Sartiglia&#8221;), durante il quale i cavalieri devono infilare in corsa una stella di metallo, auspicio di buon raccolto, e quello di Santulussurgiu (&#8220;Sa Carrela &#8216;e nanti&#8221;) nei quali i cavalieri mostrano il loro valore, coraggio e abilità, sfidandosi in corse temerarie per il centro cittadino. Oppure quello irriverente di Tempio con il fantoccio di <strong>Re Giorgio</strong> processato e bruciato in piazza, senza dimenticare la simbologia dei travestimenti di Bosa.</p>
<p>La <strong>Barbagia</strong> è sempre stata la roccaforte delle tradizioni, è proprio qui che ancora oggi resiste un carnevale diverso da tutti. Il carnevale in Barbagia conserva la liturgia drammatica del sacrificio della vittima <strong>&#8216;Su Mortu de Harrasehàre&#8217;</strong>, il morto del carnevale, che a Gavoi viene rappresentato da <strong>“Zizzarrone”</strong>, un fantoccio che veniva fatto girare per il paese in groppa ad un asino o sulle spalle di una persona.<br />
Il carnevale inizia con il <strong>Giovedì Grasso</strong> (jobia lardajola), il <strong>23 febbraio</strong> prossimo, giorno in cui si tiene &#8216;Sa Sortilla ‘e Tumbarinos&#8217;, il raduno dei tamburini, in cui una folla immensa di adulti e bambini sfila per le vie del paese con il tipico costume in velluto e con gli altri costumi tradizionali, suonando<strong> &#8216;Sos Tumbarinos&#8217;</strong>, strumento arcaico costruito interamente a mano con pelli di capra e asino, ed altri strumenti tradizionali quali zufoli di canna palustre e triangoli di ferro battuto che accompagnano il ballo gavoese.<br />
Da quel giorno si scatenerà l’euforia delle comitive in maschera, creative e spontanee, che dilagheranno nel paese fino al mercoledì delle ceneri.<br />
Per <strong>cinque giorni</strong>, feste di piazza con musica, balli, maschere, sfilate di carri allegorici e gruppi mascherati fino alla conclusione dei festeggiamenti la sera del martedì grasso, con lo straordinario spettacolo del rogo del Carnevale dove viene bruciato “Zizzarrone” insieme a sua moglie <strong>“Marianna Frigonza”.</strong><br />
Un lunghissimo corteo di maschere e folla urlante accompagna <strong>“Zizzarrone” e “Marianna Frigonza”</strong> nell’ultimo viaggio che si conclude con il rogo. Con il carbone che rimane dal rogo, il mercoledì mattina i giovani, <strong>“Sos Intinghidores”</strong>, faranno il segno della croce sul viso alle persone che incontreranno per strada.</p>
<p>La<strong> Sartiglia</strong> è una delle manifestazioni carnevalesche sarde più spettacolari e coreografiche. Il nome deriva dal castigliano &#8220;Sortija&#8221; e dal catalano &#8220;Sortilla&#8221; entrambi aventi origine dal latino sorticola, anello, ma anche diminutivo di &#8220;sors&#8221;, fortuna. Nell&#8217;etimologia del termine è racchiuso il senso della giostra equestre legata strettamente alla sorte.<br />
Quest’anno gli eventi legati alla Sartiglia si terranno <strong>dal 19 al 21 febbraio 2012</strong>.<br />
Consulta il <a href="http://www.fondazionesartiglia.info/sartiglia/export/sites/default/www/MenuAltoBasso/index.html">sito </a></p>
<p>Il <strong>Carnevale di Santu Lussurgiu</strong> è caratterizzato dalla corsa a pariglie detta <strong>&#8220;Sa Carrela &#8216;e nanti&#8221;</strong> (&#8220;strada che si trova davanti&#8221;: la corsa ha preso il nome della via dove tradizionalmente si svolge l&#8217;evento, un tempo strada principale, oggi via Roma). Tra le più spericolate e spettacolari dell&#8217;isola, la corsa dei cavalli di Santu Lussurgiu chiama intorno a sé l&#8217;intera comunità: non vi è solo lo spettacolo offerto dalle audaci acrobazie equestri, ma anche la partecipazione della folla che in massa si apre un attimo prima dell&#8217;arrivo dei cavalli in corsa per richiudersi subito dopo il loro passaggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un esempio di gestione pubblico-privata: il Sistema Ville Gentilizie Lombarde</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 09:54:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laterza Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Beni Culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Enti locali]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Villa Arconati (Castellazzo di Bollate), Villa Cusani Tittoni Traversi (Desio), Villa Borromeo Visconti Litta (Lainate), Palazzo Arese Borromeo (Cesano Maderno) e Villa Pusterla (Mombello di Limbiate) hanno costituito il Sistema della Ville Gentilizie Lombardo nato per tutelare e promuovere il patrimonio culturale territoriale. Roberto Ferrari, project manager, ci racconta come viene gestito.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Intervista al Dott. Roberto Ferrari, project manager del Sistema “Ville Gentilizie Lombarde”</em></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-88542" title="palazzoareseborromeo" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/palazzoareseborromeo.jpg" alt="" width="497" height="276" />Villa Arconati (Castellazzo di Bollate), Villa Cusani Tittoni Traversi (Desio), Villa Borromeo Visconti Litta (Lainate), Palazzo Arese Borromeo (Cesano Maderno) e Villa Pusterla (Mombello di Limbiate) sono i primi cinque gioielli architettonici messi a Sistema grazie alla collaborazione di enti pubblici e società private e al cofinanziamento della Fondazione Cariplo. Insieme hanno costituito il Sistema della Ville gentilizie Lombardo nato per tutelare e promuovere il patrimonio culturale territoriale.</p>
<p><strong>Dott. Ferrari, il Sistema delle Ville Gentilizie Lombarde rappresenta un modello sperimentale di gestione e tutela del patrimonio che per il momento è stato applicato a 5 residenze storiche. Come si è strutturato il modello di <em>project financing</em>?<br />
</strong>In realtà non si tratta di un’operazione di project financing in senso stretto, bensì di un progetto di integrazione che reputiamo interessante, perché condensa, sotto il coordinamento di partner pubblici e privati, le funzioni di fundraising, didattica, promozione-commercializzazione, comunicazione, oltre che importanti interventi di restauro e rifunzionalizzazione degli edifici storici. Rimarco la presenza di un partner privato, la Fondazione A. Rancilio, accanto ai Comuni di Cesano Maderno (capofila), Lainate, Desio, Bollate ed alla Provincia di Monza e Brianza. Ed ancora una volta vale considerare il grande supporto finanziario e tecnico che la Fondazione Cariplo assicura, e l’interesse sempre più diffuso verso i sistemi culturali in genere, che in Lombardia sono oramai una realtà consolidata (penso ai sistemi museali e bibliotecari). <br />
Il sistema trae la sua forza, a mio avviso, dal grande lavoro di concertazione avviato cinque anni addietro dalla Regione Lombardia (DG Cultura e IReR Lombardia) con i proprietari delle ville, ed attuali partner. Quella fase ha peraltro impresso al progetto una vocazione regionale, che intendiamo sostanziare attraverso un coinvolgimento crescente di altre dimore storiche lombarde.</p>
<p><strong>La promozione del territorio è un tema cardine anche in vista dell’Expo 2015. Come pensate di contribuire al grande evento?</strong><br />
Un primo elemento concerne proprio il rafforzamento della rete, con l’inclusione di altre ville entro il 2012 – anno di conclusione del co-finanziamento della Fondazione Cariplo. In questo modo contiamo di offrire una proposta culturale ampia, diversificata e soprattutto diffusa sul territorio lombardo.<br />
Al contempo, stiamo esplorando le opportunità connesse all’evento, relativamente ad esempio all’ospitalità diffusa ed a possibili servizi da offrire nelle ville. È chiaro che molto andrà fatto per innalzare la qualità delle strutture e dei servizi, ma il sistema può costituire una piattaforma operativa flessibile per il territorio. </p>
<p><strong>La Fondazione Cariplo ha deciso di finanziare il sistema, dimostrandosi una realtà molto attenta al territorio, così come già accaduto per i vari distretti culturali. Avete intenzione di collaborare anche con questi ultimi?</strong><br />
La Provincia di Monza e Brianza, partner del progetto, ha da sempre spinto verso una crescente integrazione tra il Sistema delle Ville e il Distretto Culturale da essa guidato. Sul fronte delle attività, segnalo che le ville del sistema (anche quella della Provincia di Milano) hanno aderito a “Ville Aperte in Brianza”, una manifestazione oramai di consolidato successo. Sul fronte della gestione, esistono ambiti di possibile integrazione come la promozione, lo Sportello per la Conservazione Programmata e la formazione, su cui già abbiamo lavorato in modo congiunto. </p>
<p><strong>Quali le strategie di pricing che avete applicato per i ticket delle 5 residenze? Avete pensato ad un’offerta intergrata?</strong><br />
Ad oggi i prezzi di ingresso e dei servizi sono diversificati, anche in ragione di condizioni di accessibilità e fruizione eterogenee. Intendiamo tuttavia semplificare le modalità di accesso predisponendo una card di fruizione integrata, che includa inoltre servizi di ospitalità e ricettività in senso allargato, coinvolgendo gli operatori del territorio.</p>
<p><strong>Il Sistema “Ville Gentilizie Lombarde” è inoltre un buon esempio di gestione pubblico-privata. È, secondo lei, un modello di cooperazione esportabile anche altrove?</strong><br />
Sicuramente esistono aspetti di interesse anche per altri contesti territoriali e tematici – penso in particolare alla replicabilità del Centro Servizi, come modello di raccordo operativo dei proprietari. L’ambizione è coinvolgere sempre di più le istituzioni che operano a favore della tutela e della valorizzazione dei luoghi di cultura; se saremo in grado di comporre relazioni trasversali con il MiBAC, la Regione e i soggetti pubblici, privati e non profit del territorio, allora sì che avremo attivato un livello di cooperazione proporzionato alle attese. Adesso la questione cruciale è importare ed includere contributi e competenze, ad esportare i modelli ci penseremo più in là.</p>
<p><strong>Approfondimenti:</strong><br />
<a href="http://www.villegentilizielombarde.org/">www.villegentilizielombarde.org/</a></p>
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		<title>Luigi Ontani: uno, nessuno e centomila</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/31/luigi-ontani-uno-nessuno-e-centomila/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 15:34:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vimercati Marta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Incontri]]></category>
		<category><![CDATA[Performance]]></category>

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		<description><![CDATA[La guest star degli eventi legati ad Arte Fiera di questa edizione 2012 è un artista made in Emilia ma cittadino del pianeta, come si definisce nella sua segreteria telefonica. Si tratta di Luigi Ontani che si racconta davanti al suo pubblico…E non manca lo scoop. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88405" title="tuttologorroico" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/tuttologorroico.jpg" alt="" width="331" height="320" />Già solo dalla modalità di presentazione si può entrare in quello che è il personaggio di <strong>Luigi Ontani, artista emiliano, vegetariano e pacifista, come ama definirsi</strong>. Vestito con un completo di sartoria, tinta unita rosso carminio, e portando davanti al volto un’enorme maschera decorata di artigianato baliniano, fa la sua comparsa nella sala sotterranea di Sala Borsa, biblioteca civica di Bologna, e prende posto accanto al <strong>critico d’arte Renato Barilli</strong>,  nocchiere, per una sera, del viaggio attraverso gli oceani dell’attività dell’artista.</p>
<p>L<a href="http://www.tafter.it/2012/01/21/bologna-incontro-con-luigi-ontani-il-27-gennaio/">’incontro</a> è stato offerto al pubblico cittadino e ai frequentatori di<strong> Arte Fiera</strong> sulle orme del grande successo di quello organizzato l’anno scorso, sempre il 27 gennaio, con Marina Abramovic, regina della performance, che commentava il suo ultimo lavoro, Seven Easy Peaces, facendo il tutto esaurito.<br />
Un legame forte tra i due artisti c’è: entrambi furono invitati alla storica <strong>Settimana Internazionale della Performance</strong>, svoltasi nel 1977, negli spazi della <strong>GAM di Bologna</strong>. Quindi si tratta di Performance, ma in due direzioni completamente diverse: la<strong> Abramovic agisce in nome dell’Act different</strong>, <strong>Ontani del Be different</strong>.</p>
<p>Barilli definisce le operazioni del conterraneo come <strong>Performance vestite,</strong> dove l’abito, il trucco ed i ninnoli si fanno portatori di diverse identità, mescolando segni e simboli in una dimensione ludica di trovate ingegnose ed ironiche. Artista nato “povero”, formatosi a contatto con Pier Paolo Calzolari, dalla fine degli anni ‘60 sceglie la via del colore e della fantasia, utilizzando diversi mezzi espressivi, dalla scultura alla fotografia, al video, girando filmini in super8 già dal ’69, in concomitanza ai primissimi esperimenti di video arte di Nam June Paik.</p>
<p>Erede del Duchamp in versione femminile, l’artista affronta la tematica dell’identità e del trasformismo, con un copioso ricorso alla citazione, manipolando parole e immagini secondo un gusto decisamente eccentrico. Il soggetto principale delle sue opere è sempre lui, Ontani, novello Narciso, mosso da grande venerazione verso il proprio corpo, che diventa tuttavia un po’ il nostro punto di riferimento, per non perderci nei suoi continui cambi di abito. La sua è un’esplorazione spazio-temporale a 360 gradi, percorrendo i grandi capolavori della storia dell’arte e della letteratura, immergendosi nel folclore e nella mitologia, calandosi nei costumi e nelle divinità di civiltà extra-occidentali. Saltellando leggero dal San Sebastiano di Guido Reni al Pinocchio di Collodi, agli dei dell’India, <strong>Ontani gioca con se stesso, con la propria pelle, passando di travestimento in travestimento e trasformandosi egli stesso in oggetto artistico</strong>. Questa volontà quasi dannunziana di fare della propria vita un’opera d’arte, subisce un potenziamento nei tableaux vivants, nei quali anche la dimensione performativa viene proiettata in un altrove.</p>
<p>Il primo risale al 1974, svoltosi nel parcheggio sotterraneo di Villa Borghese a Roma per la rassegna Contemporanea, nel quale <strong>si cala nei panni di Tarzan, leggendo un libro sullo sfondo di alberi e liane; invece nel 1975 in occasione della sua prima visita negli Stati Uniti, a New York, si traveste da Cristoforo Colombo</strong> con un prezioso abito dell’Atelier Tirelli, e viene immortalato sorridente al Columbus Circle, accanto alla lapide che gli italiani residenti in America avevano dedicato all’esploratore.</p>
<p> Tutto questo potrebbe essere visibile alla collettività in una <strong>Fondazione Ontani</strong> sostenuta dalla <em>Fondazione Carisbo</em>, segreto svelato dal critico durante la serata, spiazzando tutti, artista compreso, che probabilmente l’aveva detto all’amico in confidenza. Possibili location? Probabilmente la Rocchetta Mattei, castello ottocentesco, acquisito dalla fondazione bolognese nel 2006 e chiuso per restauri.  Dopo un incontro durato due ore abbondanti, tra i video, le foto, indiscrezioni ed il <strong>battibeccare amichevole dei due protagonisti</strong>, viene spontanea una domanda: ma chi è quindi Ontani? Assumendo su di sé molteplici altrui, è tutti e nessuno; o forse la somma delle sue icone è il suo stesso volto. Quello che è chiaro è un grande senso di libertà giocosa e divertita, una dimensione infantile mai abbandonata, coniugata ad una ritualità sacra di matrice orientale, assorbita nei suoi viaggi in India e a Bali. Questa miscela con la quale condisce le sue trasformazioni lo rende un gender bender sui generis, sul limite tra vero e fittizio, in cui gli involucri di sete e stoffe diventano un prolungamento del suo corpo. Si dice che l’abito non fa il monaco. O forse si?</p>
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		<title>Opportunità per i giovani in ambito culturale: un caso concreto</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 10:17:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lanfranconi Fabiana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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		<category><![CDATA[Opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[Politiche Giovanili]]></category>
		<category><![CDATA[Professioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Trovare lavoro, soprattutto per i giovani, è sempre più complicato, soprattutto nel Mezzogiorno. Per ovviare a questa problematica che attanaglia la società, alcune amministrazioni hanno proposto iniziative incentrate sulle politiche giovanili, bandi per sostenere le imprese e per sconfiggere l'illegalità. Vediamone un esempio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88397" title="bollentispiriti" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/bollentispiriti.jpeg" alt="" width="285" height="374" />Si è detto di come i giovani siano l’ “Italia migliore”, il vero motore della rinascita economica e culturale. Si è detto pure di come questo valga più che mai nel mezzogiorno, un’area che offre un ventaglio di opportunità che nascono dalla ricchezza ambientale, paesaggistica e culturale endemica al territorio.<br />
Se inizialmente era <strong>il libero associazionismo a parlare della necessità di investire sulle nuove generazioni</strong>, e poche piccole realtà imprenditoriali facevano proprio il messaggio tramite iniziative individuali, meritevoli ma sporadiche, sembra ormai che la consapevolezza abbia  raggiunto anche i vertici politici, soprattutto i più lungimiranti a livello regionale, che come sappiamo è il piano fondamentale per le politiche di sviluppo locale, data la sua presa sul territorio.</p>
<p><strong>Modelli di iniziative esemplari si diffondono sempre più tra le regioni del sud Italia.</strong><br />
Qui proponiamo un’analisi dimostrativa di una sperimentazione regionale efficace, senza pretese di esaustività  rispetto ad altre politiche del mezzogiorno.<br />
Zoccolo forte dello stivale, la<strong> Puglia,</strong> tramite l’Assessorato alle Politiche Giovanili,  con<strong> l’ iniziativa “Bollenti Spiriti”</strong> stimola la  cittadinanza attiva dei giovani pugliesi, con ciò dimostrando un cambio di rotta rispetto al passato: non “sistemare” i giovani ma bensì valorizzarne le risorse.</p>
<p>Dal 2007 la regione attiva e sviluppa un insieme di interventi volti alla partecipazione dei giovani per la crescita del territorio. Le opportunità sono molteplici, e toccano tutti gli ambiti della realtà locale.</p>
<p>Fulcro del programma sono i<strong> bandi “principi attivi”</strong> miranti a finanziare iniziative giovanili attinenti la tutela e la valorizzazione del territorio (tramite progetti di turismo sostenibile e sviluppo urbano e rurale), lo sviluppo dell’economia della conoscenza e dell’innovazione, e  l’inclusione sociale, connessa ai temi della qualità della vita, della disabilità, dell’antirazzismo, delle pari opportunità, dell’accesso al lavoro e della legalità.</p>
<p>Proprio il <strong>valore della legalità è al centro dei maggiori dibattiti in tema di potenzialità di crescita del mezzogiorno</strong>. È il Rapporto Svimez (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno) 2011 a illuminare ancora una volta sull’ intreccio tra mafia ed economia: un Pil in recessione e un’industria più sofferente che nel resto del Paese sono la diretta conseguenza della morsa delle mafie che soffocano ogni iniziativa e uccidono le speranze di sviluppo. La presenza della mafia determina infatti un’adverse selection, dovuta al fatto che le risorse umane con talento tendono ad andare altrove e le imprese oneste evitano di insediarsi nei territori in cui è radicata la presenza di organizzazioni criminali, e se pure scelgono di stabilirvisi la loro crescita è più lenta e svantaggiata rispetto alle aziende colluse con la criminalità.</p>
<p>La Regione Puglia si fa portavoce dei sentimenti delle giovani generazioni, che più delle altre sentono soffocante l’ingiustizia di questa realtà e percepiscono come la promozione di cultura e diritti sia uno strumento essenziale nella contrapposizione ai fenomeni mafiosi, dedicando al tema una specifica azione: il “cantiere della legalità”, un insieme di interventi  per la diffusione tra i giovani della cultura dell’antimafia sociale.</p>
<p>Obiettivo precipuo, lo sfruttamento economico e il riuso sociale di beni sottratti alla criminalità organizzata, tramite l’affidamento della gestione a imprese e associazioni che si impegnano ad attivare spazi creativi ed eventi di formazione e discussione sulle tematiche della legalità, della memoria e dell’azione non violenta, al fine di creare un movimento giovanile che si proponga la prevenzione del crimine organizzato.</p>
<p>Con “<strong>Libera il Bene”</strong>, iniziativa realizzata in collaborazione con l’Associazione Libera (Associazione Nazionale di promozione sociale),  la Regione invita il pubblico e il privato ad interagire e collaborare nella lotta alle mafie per scopi sociali, economici e di tutela ambientale, tramite il riuso dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Tale iniziativa si sostanzia in un finanziamento agli enti locali destinatari dei beni, concesso sulla base di un bando aperto a partecipazioni pubblico-privato: Comuni e Province attraverso una procedura di evidenza pubblica, individuano preliminarmente un’ipotesi di riutilizzo del bene e un soggetto gestore, col quale poi redigono una proposta progettuale di recupero, ristrutturazione e rifunzionalizzazione dei beni confiscati.</p>
<p> Tra i vari progetti approvati il caso del <strong>MOMArt &#8211; Motore Meridiano delle Arti</strong>, non è soltanto il più famoso, ma anche il più innovativo, avendo avviato una nuova modalità di riuso sociale dei beni appartenenti alla criminalità organizzata, sequestrati ma non ancora confiscati.</p>
<p>Nato dagli spazi di un’ex discoteca (il Moma di Adelfia), i l MOMArt è il risultato di una collaborazione vincente tra il <strong>Teatro Kismet OperA e l’Associazione Libera</strong>, che ha visto crescere un hub creativo di produzione artistica del territorio, uno spazio performativo e un motore di relazioni internazionali.</p>
<p>Il caso del MOMArt è una brillante dimostrazione di come l’intraprendenza consapevole dei giovani sia capace di creare non solo concreti simboli di lotta alle mafie, ma anche opportunità di sviluppo sociale, economico e occupazionale del territorio.</p>
<p><strong>Approfondimenti:</strong><br />
<a href="http://bollentispiriti.regione.puglia.it/">http://bollentispiriti.regione.puglia.it/</a><br />
<a href="http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2684">Libera il bene</a><br />
<a href="http://www.teatrokismet.org/img/cms/materiale%20integrale%20MOMArtPDF%20per%20sito.pdf">MoMart</a></p>
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		<title>Cooperative turistiche nella casa dei boss</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 16:37:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizia Memo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una nuova proposta del governo Monti apre alla possibilità di creare cooperative turistiche nei terreni ed edifici confiscati al crimine mafioso. Un progetto che guarda ai giovani under 35 per sviluppare posti di lavoro soprattutto nel sud Italia dove sono forti le potenzialità del settore turistico. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88371" title="vendesi_4.ai" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/beni-confiscati-alle-mafie.jpg" alt="" width="420" height="297" />A quanto ammonta il danno economico prodotto dal giro d’affari sommerso della malavita organizzata? In questi in giorni in cui la lotta all’evasione fiscale si è inasprita fortemente non è un quesito fuori luogo. A giudicare dai beni immobili e dai patrimoni che ogni anno vengono confiscati a mafia e camorra, l’<strong>introito sottratto annualmente alle casse dello Stato non è di certo irrisorio</strong>. Secondo una statistica stilata dalla neonata<a href="http://www.benisequestraticonfiscati.it/Joomla/index.php"> Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata</a>, <strong>sono 11.954 le proprietà sottratte alla gestione malavitosa</strong>, di cui 10.438 sono immobili e 1.516 aziende. Tutti edifici, terreni e attività che divengono di proprietà della Stato, il quale è chiamato a riqualificarli ed eventualmente a riconvertirne le funzioni.<br />
Grazie alla <strong>legge 109 del 1996</strong>, i patrimoni sottratti vengono riconvertiti ad un uso sociale: nella maggior parte dei casi la riconversione prevede che all’interno di questi terreni sorgano delle vere e proprie <strong>cooperative agricole dove vengono impiegati giovani e ragazzi che faticano a trovare occupazione soprattutto nel Mezzogiorno</strong>. Il metodo delle indagini patrimoniali e bancarie sui capitali mafiosi viene avviato, per la prima volta, da Falcone e Borsellino e da allora <strong>i beni patrimoniali dei boss, prima sequestrati e poi confiscati, divengono, una volta riconvertiti, armi di riscatto economico e sociale per aprire un futuro alla fascia più disagiata, quella dei giovani oppressa dalla disoccupazione e dalla mancanza di prospettive</strong>. Questo attraverso l’aiuto e l’impegno di associazioni che operano sul territorio nazionale, come <a href="http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1">Libera</a>, nata nel 1995 e che ha sede a Roma, proprio in uno delle case espropriate ai boss della banda della Magliana, che da quest’anno è stata anche inserita dal <a href="http://theglobaljournal.net/">The Global Journal</a> nella classifica delle<strong> migliori 100 Ong del mondo</strong>.<br />
Tuttavia la quantità di beni che arrivano in gestione allo Stato è spesso difficile da gestire: la sola destinazione sociale sembra essere insufficiente per rivalorizzare nel suo complesso tutta la mole di edifici e terreni di cui lo stato diviene proprietario. Ed è proprio in vista dello sfruttamento di ogni potenzialità di questi beni, al fine di trasformarli in opportunità di lavoro, che in questi giorni il governo Monti ha presentato nel decreto semplificazione la <strong>proposta di poter dare in concessione i beni confiscati e sequestrati a cooperative di giovani sotto i 35 anni al fine di sviluppare attività turistiche, come agriturismi</strong>. Una possibilità di sviluppo che ha in sé tutti i presupposti per il rilancio del settore turistico- fonte di guadagno principale soprattutto nel sud Italia &#8211; e per l’imprenditoria giovanile. Si tratta di un’apertura alla dimensione imprenditoriale e produttiva attraverso le agevolazioni al credito bancario per gli under 35 che piace anche alla stessa associazione<a href="http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1"> Libera</a>: “Abbiamo accolto con favore la proposta soprattutto perché si tratta di un ulteriore incentivo per creare un futuro occupazionale per i ragazzi- afferma<strong> Davide Pati, responsabile del settore Beni confiscati per conto di Libera</strong>- Noi chiediamo al Governo proprio questo: maggiore impegno per favorire tutti questi progetti di riscatto. Il prossimo passo in avanti è quello di togliere tutti quei lacci amministrativo-burocratici che impediscono il pieno sfruttamento del bene, come le ipoteche o il degrado provocato dall’abbandono. In questo senso bisognerebbe anche aumentare le risorse, non solo economiche ma anche di personale, all’interno della nuova Agenzia per i beni confiscati: si tratta infatti uno strumento utile per creare le condizioni affinché la mafia non riprenda il possesso di questi beni.”<br />
Un’ulteriore strada da percorrere, quindi, <strong>per evitare che il degrado, l’incuria o la burocrazia porti alla perdita di questi beni,</strong> che spesso sono rimasti occupati dai vecchi proprietari o abbandonati proprio perché difficili da riqualificare per mancanza di fondi. Ora, come chiede Libera, bisogna mettere in campo tutte quelle azioni concrete affinché questa idea per favorire l’imprenditorialità giovanile si realizzi nella realtà quotidiana.</p>
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		<title>Sequestrati e danneggiati i dipinti di Rodin nel Tacheles di Berlino. Indovinate chi è stato&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 10:38:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Deserri Dario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Questi sono i giorni di Alexander Rodin, artista bielorusso da oltre dieci anni ospite della casa occupata più famosa di Berlino, nel suo atelier al quinto piano dell'edificio Tacheles sulla Oranienburger Straße. Un Festival musicale di cinque giorni il “5 Tage Tacheles ( dal 21 al 26 gennaio 2012)”  organizzato nel giro di poche settimane e in una situazione d'emergenza, si è appena concluso con l'intervento di noti artisti berlinesi alla sala del teatro, per mostrare solidarietà con l'anomala e complicata situazione creatasi in questi giorni. Vediamo di che si tratta.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-88321" title="Rodin_GlobalWarning" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/Rodin_GlobalWarning.jpg" alt="" width="536" height="436" />Tacheles è l&#8217;edificio occupato più famosa di Berlino</strong>, una delle ultime testimonianze della Berlino degli anni &#8217;90, degli edifici decadenti, delle <strong>case vuote che ospitavano feste, bar, associazioni culturali di tutti i tipi negli anni immediatamente dopo la caduta del muro</strong>.<br />
Una ricchezza ormai da tempo definitivamente a seguito di un noto fenomeno dai risvolti purtroppo non sempre positivi, ben noto nelle grandi metropoli moderne e particolarmente attivo a Berlino, denominato <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gentrification">Gentrification</a>.<br />
Di quella Berlino non resta quasi nulla. La situazione dell&#8217;edificio e delle numerose attività culturali è lunga ed intricata, la questione con la pubblica amministrazione ancora aperta e tutta da discutere (per chi desidera ulteriori dettagli sulla storia del luogo può consultare il sito ufficiale: <a href="http://www.tacheles.de/">www.tacheles.de</a> ), tuttavia nelle ultime settimane sono intervenute nuove forze ed avvenimenti che in qualche modo ora coinvolgono direttamente lo stesso <strong>Alexander Rodin</strong>, già noto da anni per le sue posizioni dissidenti nei confronti del governo bielorusso ed in favore di una maggiore democrazia, facendone una vittima sacrificale e inerme che convinca definitivamente tutti coloro che animano l&#8217;attività dell&#8217;associazione a sgomberare definitivamente l&#8217;edificio perchè venga abbattuto.<br />
<strong>Il fatto grave è che ad intervenire non sono state forze dell&#8217;ordine</strong>, magistrati e funzionari pubblici, ma<strong> poliziotti privati, avvocati e funzionari di banca</strong>: una iniziativa privata illegittima, volta non solo a minacciare, ma anche ad aggirare la decisione della politica e il benestare dei cittadini di un edificio privato su suolo pubblico.</p>
<p>In breve, i fatti avvenuti così come descritti anche sui numerosi blog presenti in rete e dedicati alla questione: <strong>martedì 3 gennaio 2012</strong> ha avuto luogo un incontro (annunciato con molto poco preavvis0) in cui il <strong>Segretario alla Cultura della Città di Berlino, Dr. Andrè Schmitz</strong> dichiarava di voler <strong>discutere della kunsthaus</strong> e degli avvenimenti accaduti ad Alexander Rodin con i diretti rappresentanti del Tacheles:</p>
<p><strong>Mercoledì 7 gennaio</strong> al mattino, <strong>trenta uomini vestiti</strong> <strong>di nero</strong> (presumibilmente di un corpo di sicurezza privato) si sono presentati al quinto piano, all&#8217;atelier di Rodin insieme ad un avvocato rappresentante dello Studio Legale Schwemer, <em>Titz &amp; Tötter</em>, intimando all&#8217;artista sessantaquatrenne di lasciare immediatamente l&#8217;ambiente con tutti quanti i suoi averi e le sue opere in seguito ad una <strong>ingiunzione di sfratto immediato</strong>.</p>
<p>Attualmente <strong>le esposizioni sono sospese, le porte sigillate e sorvegliate, le serrature cambiate, ogni accesso negato</strong>. Nei giorni seguenti sembra addirittura che siano state danneggiate numerose tele e schizzi, l&#8217;intera carriera pluridecennale di proprietà dell&#8217;artista è sigillata tra quelle pareti.</p>
<p>Il tema della riunione del 03 gennaio 2012 ha riguardato quindi inevitabilmente, oltre la <strong>situazione generale del Tacheles</strong>, il <strong>sequestro dei dipinti di un artista quotato da parte dei curatori del fallimento</strong> &#8211; lo Studio Schwemer, Titz e Tötter -, di Anno August Jagdfeld/HSH Nordbank e presumibilmente anche di Harm Müller Spreer insieme all’avvocato Michael Schulz, tutte parti coinvolte <strong>nell&#8217;intricata vicenda immobiliare</strong>.</p>
<p>Conseguenza di questo incontro è stato l’intervento non troppo convinto <em>del Senato per la Cultura di Berlino</em> che, annunciando la richiesta di restituzione dei dipinti da parte dei legali, ha dato pieno appoggio e sostegno all’artista. In questo modo i quadri sarebbero potuti ritornare nella sala del teatro del Tacheles, al quarto piano dove Rodin si è per ora trasferito, per prevenire ulteriori danni.<br />
Il Segretario ha mantenuto la sua parola e ha contattato i <strong>rappresentanti legali degli azionisti e della banca, ma questi ultimi continuano a trattenere i dipinti</strong>, senza fare nulla per conservarli o per proteggerli. La restituzione dei quadri, dichiarano gli avvocati, verrà presa in considerazione solo se questi &#8220;verranno trasferiti in un altro luogo, esterno al Tacheles e per nessuna ragione nella sala del teatro o in altri ambienti dell&#8217;edificio, che deve essere sgomberato una volta per tutte&#8221;.<br />
<strong>L’artista deve essere sfrattato, i dipinti sequestrati messi in vendita</strong>: danni e minacce che vogliono costringere Rodin a lasciare il Tacheles e con lui gli altri artisti, le associazioni e gli esercizi commerciali.<br />
<strong>Il Senato per la Cultura al momento tace ed ha completamente evitato di pubblicizzare troppo il caso</strong>, probabilmente perchè lo sgombro dell&#8217;immobile farebbe molto comodo, risolvendo una volta per tutte la questione della vendita e della gestione (costi di luce, gas, acqua ecc&#8230;). Comprensibile, senonchè in questo caso si tratta di un caso estremo e importante di violenza privata e azioni minatorie contro stato, arte e cultura e vorremmo non scoprire che la politica e l&#8217;amministrazione pubblica restano a guardare mentre vengono così apertamente sfidati in un braccio di ferro che mette questioni di potere e d&#8217;economia davanti alla democrazia e alla libertà dei cittadini, per di più in una questione ancora aperta e tutta da stabilire nelle dovute sedi di pertinenza. Questi signori dovrebbero aspettare il responso della giustizia e della legge.</p>
<p>Chi desidera informarsi sulla storia di questo luogo unico della capitale tedesca e sostenere la causa di questi artisti o semplicemente promuoverla e farla conoscere può informarsi presso gli indirizzi internet a fondo dell&#8217;articolo.<br />
<strong>Aiutando l’artista bielorusso Alexander Rodin, si aiuta il Kunsthaus Tacheles</strong>. La possibile soluzione? Un decreto legge che stabilisca la nascita di una fondazione e legittimi una volta per tutte l&#8217;esistenza di una reltà che è entrata a far parte preponderante delle sorti della città e ospita milioni di cittadini tutto l&#8217;anno e porterebbe introiti alla cittadinanza intera. È una questione che riguarda la sopravvivenza della cultura, dell&#8217;arte in sé e del disprezzo che il potere mostra per la democrazia, nel cuore della nostra vecchia Europa, sempre più in difficoltà.</p>
<p><strong>Approfondimenti:</strong><br />
<em>Sito ufficiale</em><br />
<a href="http://www.tacheles.de/">www.tacheles.de</a></p>
<p><a href="http://kritikdesign.blogspot.com/2012/01/soli-for-rodin-lawyers-damage-paintings.html">Petizione internazionale<br />
</a><em>(con versione anche in italiano)</em></p>
<p><em>Su You tube e su FB:</em><br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=SsrpxsdGUzI">http://www.youtube.com/watch?v=SsrpxsdGUzI</a><br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=LjorX5pYsIQ&amp;feature=youtu.be">http://www.youtube.com/watch?v=LjorX5pYsIQ&amp;feature=youtu.be</a><br />
<a href="http://www.facebook.com/?ref=tn_tnmn#!/groups/159761680792554/?notif_t=group_activity">http://www.facebook.com/?ref=tn_tnmn#!/groups/159761680792554/?notif_t=group_activity</a></p>
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		<title>Un appello per i Parchi nazionali</title>
		<link>http://www.tafter.it/2012/01/27/un-appello-per-i-parchi-nazionali/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 18:16:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Parchi]]></category>

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		<description><![CDATA[Per esprimere la loro contrarietà alla riforma della Legge n.394 del 1991 sulle aree protette, Fondo Ambiente Italiano, Italia Nostra, Mountain Wilderness, LIPU-BirdLife Italia e WWF Italia hanno lanciato un appello denunciando che tale modifica di legge comprometterebbe la salvaguardia dei Parchi nazionali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-88281" title="parco" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/parco1.jpg" alt="" width="436" height="344" />FAI Fondo Ambientale Italiano, Italia Nostra, Mountain Wilderness, LIPU e WWF</strong> sono i firmatari dell&#8217;appello apparso oggi sui principali quotidiani nazionali contro la <strong>riforma della Legge n.394 del 1991 sulle aree protette.</strong><br />
Le preoccupazioni principali da cui muove l&#8217;opposizione a tale riforma sono la politicizzazione degli enti Parco, l&#8217;introduzione di riscossioni di royalty e canoni per il loro finanziamento e la possibilità di aprire alla caccia le aree protette.<br />
Quello che segue è il testo dell&#8217;appello rivolto alle istituzioni per evitare che i <strong>parchi Nazionali</strong> subiscano misure deleterie per la loro salvaguardia.</p>
<p><em>&#8220;Gli aspetti più pericolosi della riforma avviata dalla Commissione Ambiente del Senato interessano essenzialmente tre aspetti della gestione delle nostre aree protette che per i loro contenuti rischiano di stravolgere alcuni dei principi fondamentali che hanno motivato la creazione dei Parchi e delle Riserve naturali non solo in Italia ma in tutto il mondo.</em><br />
<em>Nei prossimi mesi per fermare questa riforma inutile e dannosa della Legge quadro sulle aree naturali protette le nostre Associazioni lavoreranno insieme, cercando il supporto del mondo scientifico, degli intellettuali, dei rappresentanti della cultura e dell’ampia maggioranza dell’opinione pubblica che ha a cuore la sorte dei nostri Parchi Nazionali e della natura che devono proteggere” dichiarano le associazioni nella lettera pubblicata oggi.</em><br />
<em>Innanzitutto si vuole mettere in discussione il delicato equilibrio raggiunto nella gestione dei parchi tra rappresentanti del Ministeri dell’Ambiente e dell’Agricoltura, del mondo scientifico, delle Associazioni ambientaliste e dei rappresentanti degli Enti Locali, nel rispetto della Costituzione che attribuisce allo Stato la competenza esclusiva in materia di tutela degli ecosistemi proprio per ribadire l’interesse nazionale della conservazione della natura. Le proposte di modifica intendono spostare questo delicato equilibrio a vantaggio di coloro che rappresentano interessi locali e di settore con una maggioranza dei rappresentanti degli Enti Locali e l’introduzione di un rappresentante delle Associazioni agricole nel Consiglio  direttivo degli Enti Parco. Allo stesso tempo verrebbero eliminati i rappresentanti del mondo scientifico e ridotta la presenza delle Associazioni ambientaliste. </em><br />
<em>Queste modifiche, insieme alle nuove procedure previste per la nomina dei direttori dei parchi, non farebbero che aumentare la politicizzazione degli Enti Parco. </em><br />
<em>Una maggiore efficienza nella gestione degli Enti Parco, in particolare per la valorizzazione delle identità locali dei territori e lo sviluppo della “green economy”, sarebbe la motivazione principale dei sostenitori della riforma, ma questo può essere perseguito da diversi Enti pubblici nell’ambito delle loro ordinarie funzioni. Le aree naturali protette nascono per la conservazione della natura, se gli Enti Parco si trasformano in grandi Pro loco o agenzie di sviluppo locale finiscono per diventare inutili doppioni di Enti che oggi in molti vorrebbero tra l’altro cancellare. </em><br />
<em>Come secondo punto critico si aprirebbe la possibilità di cacciare nelle aree protette con la scusa del controllo delle specie aliene,  quando soluzioni efficaci sono possibili anche con l’attuale normativa ed organizzazione dei Parchi.</em><br />
<em>Terzo aspetto è il meccanismo di finanziamento degli Enti Parco con l’introduzione della riscossione di una royalty o di canoni su alcune attività ad elevato impatto ambientale (la coltivazione di idrocarburi, gli impianti idroelettrici, impianti a biomasse, oleodotti ed elettrodotti fuori terra, le attività estrattive, posti barca ecc)  che determinerebbero un pesante condizionamento delle decisioni di un Ente Parco che in prospettiva sarebbe a larga maggioranza controllato dai rappresentanti dei Comuni&#8221;.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Farsi internare volontariamente ad Auschwitz</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 09:45:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tavano Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata della memoria 2012]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi si cela dietro i nomi di Tomasz Serafiński, Roman Jezierski, Leon Bryjak, Jan Uznański, Witold Smoliński? Il suo vero nome è Witold Pilecki, “il volontario”, il “più coraggioso tra i coraggiosi”. La sua figura è stata pienamente restituita alla Storia grazie anche ad un italiano, Marco Patricelli: in questi giorni ospite di una serie di incontri tra Varsavia, Cracovia e Lublino per celebrare la Giornata della Memoria.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88120" title="witold" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/witold.jpg" alt="" width="414" height="273" />Varsavia è una città piena di spazi verdi, nel mese di settembre la temperatura è mite e piacevole. Ma nel settembre del 1940 questo ha poca importanza, perché la città è occupata dalle truppe del Reich. <strong>In strada sfilano i deportati, tra questi c’è anche un uomo che risponde al nome di Tomasz Serafińs</strong>ki. Da una verifica, risulta abitare vicino al luogo del rastrellamento.</p>
<p>Quello però non è il suo vero nome e quella non è nemmeno la sua abitazione. <strong>Quell’uomo in realtà si chiama Witold Pilecki</strong>. Ha affittato cinque appartamenti in cinque diverse zone della città, utilizzando altrettante identità fittizie. <strong>Pilecki ha uno scopo, che la Gestapo ignora</strong>. Fa parte dell’esercito clandestino polacco, anche questo è un aspetto che la Gestapo naturalmente ignora. Pilecki <strong>si è offerto volontario per una missione apparentemente folle e suicida:</strong> farsi deliberatamente arrestare durante un rastrellamento per<strong> essere internato ad Auschwitz</strong>. Oltre al polacco, parla correntemente e senza inflessione francese, russo e tedesco. Il giorno del suo arresto è sicuro solo del fatto che riuscirà a fuggire da Auschwitz. Nel settembre del ’40, non può sapere però che passeranno quasi mille giorni di prigionia prima della sua fuga, il martedì di Pasqua del ’43. <br />
Anche se queste sembrano le sequenze iniziali di un film, <strong>la sua storia non è una sceneggiatura o un’opera di finzione</strong>.</p>
<p>Quella di Witold Pilecki è la vera storia de <em>“Il volontario, il più coraggioso tra i coraggiosi”</em> come recita il titolo di un <strong>brillante saggio dello storico italiano Marco Patricelli</strong> (Premio Acqui Storia 2010 per la sezione storico-divulgativa).</p>
<p>Marco Patricelli è stato invitato dal Museo Ebraico Galicja di Cracovia per presentare l’edizione polacca del suo lavoro in occasione della Giornata della Memoria. L’abbiamo incontrato qualche giorno fa e non indugiamo sulle <strong>critiche lusinghiere che “Il volontario” (ed. Laterza, 2010) sta ricevendo in Polonia</strong> e nemmeno proviamo a pronunciare il titolo dell’edizione polacca (Ochotnik. O rotmistrzu Witoldzie Pileckim, Ed. Wydawnictwo Literackie, 2011). Il suo saggio ha il merito di restituire un ritratto storico, unico e straordinario, riuscendo nello scopo con una prosa che coinvolge ed accompagna il lettore, questa sì come una sceneggiatura o un’opera di fiction, ma senza venir meno al dovere di storico.</p>
<p><strong>Marco, la prima domanda, lasciacelo dire, sorge spontanea: perché farsi internare volontariamente ad Auschwitz?</strong><br />
Le ragioni impellenti che spingono Witold Pilecki sono due. In primo luogo, bisogna sapere esattamente quello che accade dietro il filo spinato perché fino a quel momento circolano solo delle voci. I pochissimi rilasciati non ne parlano, la chiamano la consegna del silenzio. Ma i polacchi vedono le frequenti retate e le vittime inghiottite da quel campo. <br />
In secondo luogo, per la resistenza bisogna creare un movimento che aumenti le chance di sopravvivenza all’interno del campo. Per questo ci vuole qualcuno che vada li’ dentro per vedere, raccontare ed organizzare.</p>
<p><strong>Due compiti che Pilecki svolge in maniera egregia&#8230;</strong><br />
Il suo è in assoluto il primo rapporto che arriva agli alleati sul campo di Auschwitz. Pilecki si fa arrestare a settembre del ’40 e a novembre riesce a far filtrare il primo rapporto che arriva a Londra via Stoccolma nel marzo del ’41. A quel punto, i servizi segreti inglesi sanno cos’é Auschwitz, nonostante la Shoah non sia ancora avviata, ma gli ebrei sono già drammaticamente indirizzati sulla strada dello sterminio totale.  Gli alleati sanno cosa accade dentro quel campo, ma bollano la sequela di orrori raccontati da Pilecki come esagerata, perché si tratta di esperienze talmente efferate da risultare inimmaginabili. Non reputano pertanto credibile l’esistenza di un tale abisso di orrori e brutalità.   Il secondo compito, che Pilecki svolge altrettanto egregiamente, è quello di creare una rete finalizzata ad aumentare le probabilità di sopravvivenza di quanti sono rinchiusi, infiltrando uomini in tutti i reparti di Auschwitz. All’assegnazione lavori, alla cucina, ai reparti della sanità, sapendo benissimo che l’ospedale di Auschwitz non è che l’anticamera dell’eliminazione. Pilecki riesce ad infiltrare con successo i suoi uomini. Quando evade, in maniera avventurosa, la rete di resistenza che ha creato arriva a contare duemila persone, organizzate militarmente e presenti in ogni baracca, in ogni reparto, in ogni blocco. Lascia le consegne, i piani per l’insurrezione ed alcune armi nascoste, auspicando quello che purtroppo non accadrà mai, una rivolta del campo appoggiata dall’esterno sia dagli alleati sia dai partigiani polacchi.</p>
<p><strong>Fuggito da Auschwitz, si offre nuovamente volontario?</strong><br />
Pilecki combatte valorosamente nella Rivolta di Varsavia del ’44 col grado di capitano di cavalleria. Viene fatto prigioniero dai tedeschi. Visto che ad Auschwitz era entrato sotto falso nome, i tedeschi non correlano il Tomasz Serafiński evaso di Auschwitz al Witold Pilecki finito prigioniero nel ’44 a seguito del fallimento della Rivolta di Varsavia.</p>
<p><strong>Finisce la guerra, ritroviamo Pilecki in Italia?</strong><br />
Dove è stanziato il secondo corpo d’armata del generale Anders. In Polonia, i sovietici stanno smantellando in maniera sistematica ogni residuo dello stato polacco ed ovviamente anche dello stato clandestino. Pilecki si offre ancora una volta volontario, per ricreare un sistema di resistenza che possa consentire alla Polonia di riconquistare la libertà e l’indipendenza dall’occupazione sovietica, che in quel momento si calcola durerà intorno ai dieci anni. La storia ci insegna che saranno purtroppo molti di più.<br />
 Pilecki viene però individuato dai servizi segreti polacchi, dall’Italia lo esortano a fuggire perché prima o poi l’arresteranno. Ma Pilecki, che ha lì la moglie e i due figli, decide al contrario di restare. Viene così catturato, torturato e condannato. Il processo è una farsa, completamente pilotato, dove vengono esibite prove false, accuse false, la composizione stessa della corte è illegittima. Viene condannato tre volte a morte su richiesta di un procuratore militare che non è neppure laureato in legge.</p>
<p>Witold Pilecki è giustiziato in carcere il 25 maggio 1948 con un colpo di pistola alla nuca e sepolto nel cimitero di Varsavia, sotto la nuda terra. Senza che nessuno abbia mai voluto informare la famiglia sul luogo esatto dell’inumazione.</p>
<p><strong>C’è chi si arrogherà i meriti che sono di Pilecki?</strong><br />
Il Regime fa un vero capolavoro di disinformazione perché nega tutto quello che Pilecki ha fatto ad Auschwitz e ne attribuisce i meriti, soprattutto dal punto di vista resistenziale, a Józef Cyrankiewicz, allora primo ministro della Polonia, nel 1970 diverrà addirittura Capo di Stato. Si crea così un “eroe”, usurpando gli onori a chi è stato il vero artefice della resistenza. Diversi anni fa, all’interno del campo, in uno dei saloni destinati al ricordo e alla conoscenza, si parlava della resistenza ad Auschwitz e si parlava di Cyrankiewicz, non di Witold Pilecki, che era stato completamente cancellato dalla storia e dalla memoria. Il figlio racconta che gli era vietato parlare in pubblico del padre, gli era vietato persino pubblicare dei necrologi per ricordarne la morte, questo fino all’agonia del regime comunista e alla Caduta del Muro di Berlino.</p>
<p><strong>Oggi Pilecki è considerato un eroe nazionale?</strong><br />
Insignito dalla più alta decorazione polacca, un simbolo dell’eroismo, della resistenza e dell’abnegazione. Un eroe che si è offerto volontario per tre volte nella sua vita e per tre volte è stato condannato a morte. Una vita spesa interamente per la libertà, combattendo ogni forma di totalitarismo. Recentemente c’è stata una proposta al Parlamento Europeo per trasformare la data della sua morte nella giornata per ricordare tutti i martiri dei totalitarismi, ma incredibilmente questa proposta è stata respinta dal Parlamento Europeo. Purtroppo con voto contrario di alcuni deputati polacchi, legati evidentemente ancora ad un passato che ritenevamo definitivamente superato.</p>
<p><strong>Per concludere, un giudizio sul lavoro dello storico?</strong><br />
Credo che lo storico debba raccontare la storia, non esprimere giudizi. Debba trovare o ritrovare le storie che si sono perdute e semplicemente raccontarle. Il giudizio è alla cultura, alla sensibilità, all’intelligenza di chi legge.<br />
<em>Marco Patricelli insegna Storia dell’Europa contemporanea all’Università degli Studi &#8216;G. D&#8217;Annunzio&#8217; di Chieti e Pescara. E’ il primo italiano ad essere insignito dell&#8217;onorificenza &#8216;Bene Merito&#8217; assegnata dal Ministero degli Esteri della Polonia ed è stato l’unico italiano invitato a Varsavia alla conferenza internazionale sul 70° Anniversario dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Come recentemente dichiarato al quotidiano polacco Rzeczpospolita, la passione per la storia della Polonia è nata durante la sua esperienza di studente al Conservatorio di Varsavia, rivelandosi una chiave imprescindibile per avvicinarsi alla musica di Fryderyk Chopin. </em><br />
<em>Dal nostro corrispondente a Varsavia</em></p>
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		<title>Vita da archeologo precario</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 14:32:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizia Memo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel Belpaese il mestiere dell’archeologo è malpagato e non disciplinato da normative apposite. E così mentre un esercito di ragazzi sopravvive con i contratti di collaborazione nelle cooperative, anche negli uffici della soprintendenza affiorano problemi e malcontenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88071" title="archeologi precari" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/archeologi-precari.jpg" alt="" width="485" height="324" />Da una mappa interattiva pubblicata su <a href="http://www.sightsmap.com/">Sightsmap </a>sembra che l’Italia sia uno dei paesi più fotografati al mondo. Sicuramente anche grazie alle innumerevoli bellezze artistiche e archeologiche che abbiamo avuto la fortuna di ereditare. <strong>L’unica pecca è che l’apparato chiamato a gestire tutta questa immensa meraviglia manca di fondi e personal</strong>e. Gli effetti di questa insufficienza si fanno sentire ogni giorno e alcuni, come i crolli a Pompei a al Colosseo, hanno spesso una risonanza a livello internazionale. Qualche altro episodio, sebbene ugualmente rilevante, non supera i confini della cronaca locale: si tratta ad esempio della situazione dei lavoratori che il nostro patrimonio archeologico non solo lo riportano alla luce, ma lo curano e lo amministrano. <strong>Gli archeologi, una professione indispensabile per l’industria dei beni culturali, rappresentano una delle categorie più disagiate d’Italia</strong>. Sembra quasi un paradosso: il paese con il più alto numero di beni archeologici da indagare e da tutelare, con le università invase da studenti appassionati e volenterosi, è lo stesso in cui chi sceglie questa carriera è condannato al precariato e incertezza a vita. Sono tanti i ragazzi che scelgono questa strada pur consapevoli del destino a cui vanno incontro.<br />
“ La soluzione? Chiaramente non vivere di questo” ci racconta Rosanna, archeologa specializzata in antichità egizie, laureata, come tanti altri studenti come lei, con il massimo dei voti e adesso iscritta alla scuola di specializzazione “Fai tutti i lavori part-time possibili per tirare avanti, come la commessa, la hostess, impartire lezioni private e poi i soldi che guadagni li investi per la tua formazione: dottorati, master e scuole di specializzazioni. Se tutto va bene sono almeno otto anni di studi”. Anni di formazione e passione che poi si scontrano con l’assenza di futuro. “Scavi della soprintendenza ormai non esistono più. Mancano i fondi e quindi gli scavi vengono avviati dalle ditte che vincono gli appalti per i lavori pubblici: la chiamano “archeologia preventiva” e serve ad indagare il sito prima che vengano avviati eventuali lavori invasivi”. <strong>Archeologia come prevenzione, dunque, e non più come ricerca fine a sé stessa</strong> “Certo gli scavi finalizzati alla ricerca esistono ma sono solo quelli gestiti all’università, dove gli studenti ovviamente non vengono pagati perché si tratta di scavi didattici per acquisire esperienza e crediti formativi”. <strong>Quindi l’archeologo come lavoro sembra non esistere più perché poi negli scavi post laurea, quelli definiti preventivi, si rischia di non essere pagati</strong>. “Il cantiere archeologico viene affidato dalla ditta vincitrice dell’appalto ad una delle tante cooperative archeologiche private sparse per l’Italia. Sta poi alla cooperativa decidere quanto e quando pagarti. Nel mio caso non ho mai superato i 35 euro al giorno”. Sono queste le tariffe che possono arrivare ad un massimo di ottanta/ cento euro, per la presenza nello scavo che va dalle prime ore del mattino sino all’imbrunire. Non si riesce a lavorare tutti i giorni a causa delle condizioni atmosferiche e lo scavo lo si raggiunge con mezzi propri. I tipi di contratto previsti sono o a partita Iva o a collaborazione.<br />
<strong>Si tratta delle condizioni lavorative di un esercito invisibile di tanti ragazzi mossi dalla sola passione per il proprio lavoro, perché consapevoli che difficilmente riusciranno a trovare una collocazione nel settore pubblico</strong>. La soprintendenza archeologica ha spesso solo una funzione di controllo degli scavi gestiti dalle cooperative, perché all’interno manca il personale. L’ultimo concorso bandito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali risale al 2008 (dopo dieci anni di attesa) e le domande per partecipare sono state più di 5 mila. E spesso si fa fatica a trovare anche chi gli uffici amministrativi li dirige: è il caso scoppiato oggi a Roma, dove i <strong>600 archeologi della Soprintendenza hanno scritto una lettera appello al ministro Lorenzo Ornaghi per sbloccare al più presto la paralisi dell’amministrazione</strong> dovuta alla “vacatio” della nomina del soprintendente dopo che Anna Maria Moretti, il cui incarico era ad interim, ha lasciato. Una protesta legittima, perché rischiano di rimanere scoperti siti con i più importanti monumenti, ma che tuttavia solleva un interrogativo: <strong>se la situazione è atrofizzata all’interno degli uffici, quando si aprirà uno spiraglio per l’esercito degli archeologi precari?</strong></p>
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		<title>&#8220;Londra ladrona&#8221; e la Scozia chiede l&#8217;indipendenza</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 11:49:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laterza Chiara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Scozia vuole diventare completamente indipendente dall'Inghilterra: con questo obiettivo verrà presentato, nell'autunno del 2014, il referendum popolare che chiederà agli scozzesi di dire addio al Regno Unito. Molte però le incognite ancora da discutere: quale moneta si adotterà e come si porrà il nuovo Stato rispetto all'Europa?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88046" title="freescotland" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/freescotland.jpg" alt="" width="468" height="288" />L’abusato stereotipo secondo cui il Nord di ogni paese sarebbe diverso dal Sud ha le sue radici in quasi ogni nazione: se la Lega di Bossi rivendica la sua Padania e vuole allontanarsi da Roma, anche il Belgio è da diversi anni conteso tra francesi e fiamminghi così come la Spagna tra castigliani, catalani e baschi.<br />
A completare il puzzle degli stati secessionisti vi è ora la<strong> Scozia</strong> il cui premier, Alex Salmond, appartenente al Partito Nazionalista Scozzese (SNP), si è mostrato fin dai giorni della sua campagna elettorale, intenzionato a <strong>separare le sorti scozzesi da quelle della vicina Inghilterra.</strong></p>
<p><strong>I perché della scelta</strong><br />
Prima di interrogarsi sul perché la Scozia voglia ottenere l’indipendenza dal Regno Unito, bisognerebbe sapere per quale motivo i due Stati vennero unificati: per mancanza di eredi al trono inglese. Nel 1603, infatti, alla morte di Elisabetta I regina d’Inghilterra, Giacomo VI Stuart era sovrano del Regno di Scozia (Regno creato nell’ 843, dal re Cináed I di Scozia). La corona avrebbe dovuto essere assegnata, secondo il testamento di Enrico VIII, a Lady Anne Stanley, ma Giacomo era, di fatto, l&#8217;unico pretendente abbastanza potente da difendere la sua rivendicazione. Così un Consiglio di Successione incontrò e proclamò Giacomo re di Inghilterra ed Irlanda, ed egli fu incoronato il 25 giugno nell&#8217;Abbazia di Westmister. L’Atto d’Unione del 1707 sancì per sempre il loro legame fisico e politico.<br />
Ad oggi, la Scozia detiene comunque la sua <strong>indipendenza in diversi campi</strong>: parlamentare, con un Parlamento scozzese completamente autoeletto; legislativo con un sistema giudiziario che deriva dal Diritto Romano e non dalla Common Law; religioso, con la Chiesa Presbiteriana anziché Anglicana.<br />
Alex Salmond punta ora ad una indipendenza totale su cui la popolazione si esprimerà nell’autunno 2014 con un referendum.</p>
<p><strong>Quali le conseguenze?</strong><br />
In caso di secessione sono molti gli aspetti da chiarire. Il primo, più importante, riguarda la <strong>moneta da adottare</strong>. Il premier inglese Cameron ha infatti chiarito che, in caso di vittoria dei secessionisti, la Scozia dovrà abbandonare la sterlina, cercando rifugio nell’eurozona.<br />
Questa limitazione pone numerosi interrogativi anche tra gli indipendentisti più convinti che, una volta abbandonata la supremazia di Londra, non vorrebbero trovarsi costretti a sottostare al potere economico della Germania e dell’Europa in generale.<br />
Le più grandi banche del Regno Unito, inoltre, possiedono varie sedi centrali anche in Scozia che, a quel punto, non si saprebbe come regolamentare.<br />
Altra problematica è inoltre quella legata all’<strong>appartenenza alla Nato</strong>: la Scozia formalmente non avrebbe bisogno di forze militari avanzate ma non investire sull’esercito vorrebbe dire non sedersi al tavolo con l’asse strategico dell’alleanza atlantica e di fatto, sottostare comunque alla supremazia inglese che con la Nato ha un dialogo privilegiato.</p>
<p>Nel frattempo, per misurare gi umori della popolazione, il quotidiano<strong> “The Guardian” ha lanciato un sondaggio</strong>: i risultati vedono la popolazione, sia scozzese che britannica contraria alla separazione con <strong>solo il 24% convinto dell’operazione</strong>. Gli indecisi sono ancora moltissimi e su quelli farà leva il Primo ministro scozzese, highlander moderno di una battaglia giocata senza armi, certo, ma con strategie economiche e politiche all’avanguardia.</p>
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		<title>Investire sull’arte contemporanea conviene</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 17:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È stato presentato il Focus 2012 sull’arte moderna e contemporanea, elaborato dall’Osservatorio di studi economici Nomisma con la collaborazione dell’Università Lum Jean Monnet di Bari. I risultati dell'indagine mostrano una tenuta del contemporaneo anche se dimuniscono i fatturati delle grandi case d'asta
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-88003" title="hirstofficinepanerai" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/hirstofficinepanerai.jpg" alt="" width="414" height="272" />È stato presentato, in vista dell’edizione 2012 di <a href="http://www.tafter.it/2012/01/12/bologna-arte-fiera-art-first-2012-larte-invade-la-citta-dal-27-al-30-gennaio/">Arte Fiera, Art First di Bologna </a>(che inaugurerà domenica), il<strong> Focus 2012 sull’arte moderna e contemporanea</strong>, elaborato dall’Osservatorio di studi economici Nomisma con la collaborazione dell’Università Lum Jean Monnet di Bari.<br />
I risultati dell’indagine hanno confermato il <strong>dato positivo del settore artistico</strong>, considerato in questo periodo di crisi un bene rifugio sul quale investire, portando però alla luce anche le grandi difficoltà che il comparto continua ad incontrare nel mercato italiano.</p>
<p>A differenza del giro d’affari internazionale sull’arte, infatti, si registra nel Belpaese un <strong>calo rilevante delle vendite nel corso del 2011</strong> soprattutto a causa dei <strong>prezzi ancora molto alti,</strong> sia per il moderno che per il contemporaneo.<br />
La conseguenza immediatamente riscontrabile è stata infatti la <strong>contrazione del fatturato delle sette principali case d’asta</strong> operanti in Italia (Sotheby’s, Christies’s, Meeting Art, Farsettiarte, Wannanes, Pandolfini e Porro) che si è ridotto nel 2011 del 2% rispetto all’anno precedente.<br />
Un dato che, effettivamente, non stupisce visto anche il ridimensionamento di molte di queste istituzioni in territorio italiano: Christie’s e Sotheby’s hanno infatti da poco comunicato la loro intenzione di <strong>diminuire sostanzialmente il numero delle aste in Italia</strong> e di avviare una serie di<strong> licenziamenti</strong> volti allo snellimento degli impegni in Italia.</p>
<p>Il <strong>contemporaneo</strong> sembra però esimersi da questo trend negativo: con un tasso di rendimento medio annuale del 4,65% (anno 1995-2011), va meglio del moderno e viene considerato un asset strategico sul quale investire. Con più rischio, certo, ma anche con ottime aspettative vista la vivacità del mercato.<br />
Il rendimento generato, inoltre, è di lunga superiore a quello di altri settori: a fronte di un <strong>+3,39% dell’arte contemporanea nel 2011</strong>, infatti, le<strong> nuove abitazioni nelle grandi città rendono solo +1,68% l’anno, le opere d’arte moderna + 0,78% l’anno e i titoli azionari +0,69%.</strong></p>
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		<title>Goodbye Big Ben</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 12:01:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizia Memo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La crisi economica colpisce anche lo stato di salute dei monumenti simbolo più famosi. Ha suscitato polemiche a Londra l’ipotesi di vendere il celebre Big Ben alla Russia o alla Cina perché i costi della sua ristrutturazione risultano troppo onerosi da gestire. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87892" title="BigBen Westminster" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/BigBen-Westminster.jpg" alt="" width="525" height="394" />Se passate da Londra affrettatevi a fare una visita al parlamento di Westminster. La celebre torre del Big Ben sovrastante l’edificio che ospita la Camera dei Lord e quella dei Comuni è a rischio sprofondamento. Sembra infatti che tra un centinaio di anni potremmo vedere il <strong>monumento inclinato come la torre di Pisa o peggio ancora precipitare nel Tamigi</strong> su cui si affaccia parte della struttura.<br />
Così, acquisito il parere degli esperti, i parlamentari inglesi hanno iniziato a cercare soluzioni per ovviare al problema. Dapprima è stata accettata l’ordinaria soluzione di restaurare l’intero edificio eppure sembra che <strong>quello della sua stabilità non sia l’unica preoccupazione</strong>. Anche l’impianto di riscaldamento, le cui caldaie risalgono alla seconda guerra mondiale, potrebbe saltare in aria e nei sotterranei infine è presente l’amianto, materiale pericoloso per la salute, che dovrebbe essere smaltito. Il preventivo richiesto però non sembra essere alla portata delle casse dell’amministrazione britannica: l’intero rifacimento costerebbe circa un miliardo di sterline (1 miliardo e 150 milioni di euro), l’equivalente dell’intero valore di tutto l’edificio. Una cifra che ha fatto impallidire i parlamentari di sua maestà, costretti ad ammettere che tale importo risulta quasi impossibile da stanziare in un momento di crisi economica e pesanti tagli al bilancio dello stato. E se le casse del Tesoro britannico non riescono a salvare lo storico Parlamento inaugurato nel 1213, allora si fanno largo <strong>ipotesi alternative</strong>. Tra queste John Bercow lo speaker della camera dei Comuni ha avanzato la proposta di trasferire tutta l’amministrazione in un’altra sede temporaneamente, per permettere l’avvio dei lavori. Ma se i soldi per il restauro non ci sono, basterà semplicemente traslocare? Consapevoli che il problema non è di facile risoluzione, un’autorevole voce parlamentare ha dichiarato al <em>Mail on Sunday</em>  -il quotidiano inglese che ha riportato la notizia,- che non esclude di<strong> vendere il simbolo dell’Inghilterra ai Russi o ai Cinesi</strong>. Una dichiarazione sconcertante che rende l’idea della crisi profonda che ha colpito la monarchia britannica. Mettendo a confronto due vicende analoghe, con un po’ di humor britannico gli italiani possono consolarsi nel pensare che almeno il <strong>Colosseo non verrà venduto al Sol Levante ma che, polemiche a parte, sarà restaurato da una ditta privata italiana</strong>. Forse una volta tanto non abbiamo nulla da invidiare allo stile British.</p>
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		<title>Groupon &amp; Co: la rivolta del popolo dei coupon contro ritardi e disservizi</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 14:21:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laterza Chiara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Groupon, Groupalia, Let's Bonus, Glamoo...sono fioriti in questi anni i siti che propongono voucher scontati per ogni tipo di servizio. Sembrava tutto perfetto ma i clienti hanno cominciato a lamentarsi: ritardi nelle consegne, difficoltà nelle prenotazioni, scarsa assistenza e qualità di serie B per chi si presenta in loco con un buono sconto. Vediamoci chiaro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87818" title="groupon" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/groupon.jpg" alt="" width="295" height="332" />Fino a ieri erano considerati i nuovi colossi dell’e-commerce, inattaccabili e ricchi tanto da poter effettuare una <a href="http://www.tafter.it/2011/11/04/aziende-groupon-debutta-in-borsa-con-azioni-da-20-dollari/">trionfante entrata in Borsa </a>vantando picchi di vendite e guadagni da far invidia all’era della new economy.</p>
<p>Ma ora, come prevedibile forse, la bolla comincia a sgonfiarsi e lo fa proprio a causa degli stessi utenti che hanno contribuito al suo successo.</p>
<p>Cominciano infatti <strong>le lamentele dei clienti</strong> ai servizi acquistati e le <strong>cause</strong> sono le più disparate: scarsa qualità dei servizi, difficoltà nel contattare i numeri telefonici di assistenza, overbooking, mancato recapito di prodotti, ricezione di servizi o merce non conforme alla descrizioni data sul sito.</p>
<p>Insomma, il popolo cybernautico dei virtual coupon si sta letteralmente ribellando a tutte le inefficienze delle grandi aziende come <strong>Groupon, Groupalia , Let’s Bonus, Prezzo Felice ecc</strong>…<br />
“Abbiamo lanciato un ultimatum — spiega Pietro Giordano, segretario generale di Adiconsum al<em> Corriere della Sera  </em>—, <strong>o entro il 25 gennaio si arriva a un accordo su una conciliazione paritetica a zero costo per gli utenti che assicuri rimborsi in danaro entro 30, massimo 45 giorni, oppure faremo una class action</strong> oltre a una denuncia all’Antitrust che è già allertata a seguito del recente esposto dell’ordine dei medici”.</p>
<p>E nel frattempo, <strong>sui social network si moltiplicano i gruppi degli insoddisfatti</strong>. Il più popolare è “<a href="https://www.facebook.com/groups/problemi.denunce/">Groupon, problemi e denunce</a>” che, aperto da poche settimane, già conta oltre 1.600 iscritti. Sulla bacheca gli iscritti di lamentano dei disagi incontrati, sia nella prenotazione che con il servizio clienti. Rossana Pagano, ad esempio, lamenta ben due disavventure: una per l’acquisto di un voucher per sbiancamento denti, “la dottoressa può darmi l&#8217;appuntamento solo in vicinanza delle vacanze estive – racconta &#8211; prende il mio codice e non si fa sentire. Provo a chiamare Groupon, nessuna risposta: scaduto e nessuna risposta”, l’altra per  un pacchetto benessere: “quando chiamo la palestra mi viene detto che è da consumare in una settimana, cosa che non veniva riferita al momento dell’acquisto. Tre saune in una settimana?”</p>
<p>L’azienda si difende tramite <strong>Boris Hageney, Ceo di Groupon in Italia, Spagna e Portogallo</strong> che, in un commento fatto all’<em>Espresso</em> si dice speranzoso di riuscire a risolvere il tutto quanto prima  restringendo le difficoltà alla logistica delle spedizioni, dovuta alla grande mole di prodotti prenotati.</p>
<p>Antitrust e Associazioni Consumatori hanno comunque avviato <a href="http://www.altroconsumo.it">un’inchiesta</a> di cui a breve saranno resi pubblici i risultati: “su 10 siti che vendono coupon abbiamo acquistato alcuni buoni per usufruire di una cena e di soggiorni turistici in 8 città italiane (Torino, Milano, Bologna, Firenze, Roma, Bari, Napoli e Palermo) &#8211; spiegano sui siti di riferimento -. Per ogni sito abbiamo acquistato e utilizzato 4 buoni sconto per una cena, verificando poi il servizio prestato, la correttezza dello sconto e la disponibilità del sito a risarcire in caso di problemi. Abbiamo poi acquistato un buono per un soggiorno e abbiamo chiesto il diritto di recesso. Infine, di un altro buono, dopo la scadenza del periodo di recesso, abbiamo provato a chiedere l’annullamento.</p>
<p>Altra problematica riscontrata è inoltre quella della<strong> ricevuta fiscale</strong>: <strong>chi deve emettere lo scontrino una volta acquistato il coupon?</strong> I siti rilasciano infatti solo il buono spedito via mail e, dalle segnalazioni pervenute alle varie associazioni, non sembrerebbe che i locali emettano lo scontrino o la ricevuta una volta ricevuto il coupon in loco.</p>
<p>Tanta confusione e molte delusioni, quindi, che troveranno risposta solo nei prossimi giorni: con misure da parte dell’azienda a favore dei clienti o con una class action degli utenti che di certo non gioverà i vari brand.</p>
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		<title>24 h Museum: il museo per un giorno</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 07:10:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pisa Roberta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
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		<description><![CDATA[Um Museo che apre oggi e chiude domani, un esperimento originale e mondano firmato Prada: è il "24 h Museum" ideato dal giovane Francesco Vezzoli al Palais d'Iéna di Prigi, con il sostegno del gruppo AMO di Rem Koolhaas. 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87738" title="francescoVezzoliAMO" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/francescoVezzoliAMO.jpg" alt="" width="421" height="275" />Apre oggi a <strong>Parigi</strong> il <strong><a href="http://www.24hoursmuseum.com/#">&#8220;24 h Museum&#8221;</a></strong> firmato <strong>Francesco Vezzoli</strong> per <strong>Prada</strong>, nel <strong>Palais d&#8217;Iéna</strong>, architettura di <strong>Perret</strong> sede del <strong>Consiglio Economico e Sociale francese (CESE).</strong><br />
La notizia è però che il Museo chiuderà già domani: l’esposizione “a breve scadenza” è infatti visibile dalle 8,30 odierne alle 20,30 del 25 gennaio; una <strong>mostra no-stop</strong> suddivisa in tre sezioni dedicate rispettivamente a spazi museali storici, contemporanei e dimenticati.<br />
L’ideatore Francesco Vezzoli ha così pensato di creare il “Museo che non c’è”, uno spazio extratemporale in cui viene celebrata la figura femminile attraverso sculture classiche, installazioni che ricordano le dive del passato e i diversi approcci alla figura della donna nel tempo.<br />
Non è un caso che Prada abbia scelto di affidare l’evento a questo giovane artista, classe <strong>1971</strong>, che si è già distinto in passato per le sue performance creative, tra cui spicca una collaborazione con personaggi hollywoodiani come <strong>Sharon Stone e Bernard-Henri Lévy</strong> in <strong>The Democrazy video</strong> del 2007, mentre più di recente Vezzoli ha curato l’esibizione della cantante <strong>Lady Gaga</strong> al MOCA di Los Angeles.<br />
Il creativo bresciano non è dunque nuovo a sperimentazioni che mixano arte, cinema e spettacolo, blend molto apprezzato anche nella moda. Prada ha dunque colto l’occasione di mettere in scena questo <strong>&#8220;24 h Museum&#8221;</strong> proprio a pochi giorni dall’inizio della settimana della moda parigina, quando i riflettori sono tutti accesi sulla Ville Lumiere.<br />
Questo progetto visionario gode inoltre del sostegno autorevole di un altro grande nome: il <strong>gruppo AMO</strong>, task force di OMA, studio di ricerca dell’archistar <strong>Rem Koolhaas</strong>. La collaborazione tra Prada e OMA è in realtà già avviata, dato che la griffe italiana ha affidato allo studio di architettura la progettazione del suo nuovo centro espositivo milanese in <strong>Largo Isarco</strong> e il restyling di <strong>Ca&#8217; Corner della Regina a Venezia</strong>, rilevato recentemente dalla maison.<br />
Il<strong> &#8220;24 h Museum&#8221;</strong> è dunque un breve esperimento ma dall’alta eco mediatica, che ha già saputo conquistare il pubblico grazie ad una forte e sapiente campagna pubblicitaria, basata soprattutto sull’effetto sorpresa e sulla capacità di incuriosire. Possiamo parlare dell’ennesimo esempio di collaborazione vincente tra arte, moda, architettura e cultura, per lo più <strong>Made in Italy</strong>.</p>
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		<title>Baratta, risparmia e condividi</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 15:06:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizia Memo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Creatività]]></category>
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		<description><![CDATA[Non solo sinonimo di risparmio: nell’epoca dei social network e di internet il baratto può essere anche una forma di arricchimento personale, oltre ad un modo creativo per combattere la crisi. Oggi si condivide davvero di tutto, persino competenze ed esperienze di vita. Vi consigliamo alcuni dei siti più originali per farvi un’idea. 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-87712" title="baratto" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/baratto.jpg" alt="" width="393" height="332" />Riutilizzare e condividere</strong>. Sono queste le parole chiave che caratterizzeranno il 2012? Certo è che non si tratta solo del semplice baratto di cose e materiali: oggi si può davvero scambiare di tutto, come esperienze di vita e capacità artistiche e tecniche. Quello che era già nell’aria da tempo sembra prendere forme sempre più definite, fino a trasformarsi quasi in un movimento globale. Nell’era di internet è venuta ormai meno la necessità del possedere un oggetto tipica dell’epoca consumistica degli anni Ottanta. <strong>Si sta sviluppando una nuova generazione di consumatori sempre più consapevoli che accumulare oggetti e cianfrusaglie è disagevole e faticoso.</strong><br />
Così, complice sicuramente anche la crisi economica di questi ultimi anni, la soluzione del popolo multimediale è quella della scambio condiviso di prodotti che,  invece di essere buttati o lasciati a prendere polvere in qualche angolo della casa, diventano una fonte inaspettata di guadagno. Nei siti on-line del baratto si può trovare davvero di tutto: dal trapano, alle biciclette sino ad arrivare ad utensili da cucina come stampini per le torte. Il fenomeno dello scambio sul web ha inizialmente preso piede all’estero e si sta sviluppando rapidamente anche in Italia.<br />
Sta avendo ad esempio un enorme successo il <strong>sito italiano di baratto</strong> <a href="http://www.reoose.com/">Reoose</a>, nato nel settembre dell’anno scorso. Il sistema prevede che ognuno possa iscriversi alla community mettendo in vetrina il proprio oggetto che poi viene valutato non a seconda del marchio, bensì per lo stato in cui si trova e in base a questa stima riceve un credito. I crediti accumulati sostituiscono di fatto il denaro e possono poi essere riutilizzati e spesi per procurarsi altri oggetti all’interno del network.<br />
Un vero e proprio ritorno alle abitudini latenti innate del genere umano di cui si è sentito davvero la mancanza a giudicare dal numero di 10.000 utenti che il sito in pochi mesi ha raggiunto.<br />
Sono tante e variegate le comunità di “riciclatori” che si stanno sviluppando nel web: in Germania il sito <a href="http://www.swapinthecity.com/">Swap in the city</a> <strong>organizza dei mercatini itineranti in ogni città del paes</strong>e dove, pagando il solo prezzo del biglietto di entrata, è possibile accaparrarsi tutti vestiti, scarpe e accessori usati che si riescono a trovare, facendo un po’ di attenzione alla taglia e alla qualità.<br />
La community romana di <a href="http://www.zappataromana.net/">Zappata</a>, invece, si prefigge di indagare e trovare <strong>spazi pubblici verdi e orti di Roma da coltivare e condividere con gli utenti del sito</strong> per far sì che gli stessi cittadini si relazionino tra loro e si adoperino per migliorare il proprio quartiere.<br />
L’idea quindi del possedere qualcosa in esclusiva sembra ormai non essere più d’appeal. Accumulare proprietà e bagattelle o peggio ancora buttarle via ancora nuove quando non servono più è ormai superato: le opportunità per barattare nel web sono davvero infinite e non limitate alla condivisione de semplici oggetti.<br />
Ad essere più ricercate sono le persone, con le loro esperienze e le loro capacità. È questa la filosofia alla base di siti come <a href="http://tourboarding.com/">Tourboarding</a>: creato da Cathy Tao, una ragazza americana di origine cinese, registrandosi al sito, si permette agli utenti di viaggiare in Cina, <strong>offrendo in cambio dell’ospitalità in casa, lezioni di lingua ingles</strong>e che nel paese sono molto richieste. Non più un viaggio asettico e personale, bensì un’occasione che consente di creare un confronto e di creare legami che spesso si mantengono nel tempo. Competenza in cambio di ospitalità. Lo stesso concetto da cui ha preso vita la <a href="http://www.settimanadelbaratto.it/">Settimana del baratto</a> che si è svolta dal 14 al 21 novembre dello scorso anno: i <strong>Bed and Breakfast partecipanti all’iniziativa hanno presentato una lista di “desideri”</strong>, tra attività, merci e servizi in cambio dei quali concedere un soggiorno all’interno della struttura. In sostanza, si possono offrire non solo lezioni di lingua, ma anche tinteggiature di pareti, corsi di cucina, lavoretti per la manutenzione dalla casa. Insomma ognuno può presentare le proprie mansioni ed avventurarsi in questo modo in una vacanza “condivisa”, venendo accolto da potenziali amici pronti a conoscere le nostre qualità piuttosto che da fredde reception in hotel in attesa solo delle nostre carte di credito.<br />
Un modo creativo per combattere la crisi, che ha coinvolto anche privati cittadini. Senza ricorrere a strutture ricettive, basta registrare la propria abitazione in siti come <a href="http://www.homelink.it/">Homelink</a> per poter affittare per brevi periodi la propria casa e prendere in affitto, magari dall’altra parte del mondo, altre dimore. Così da poter vivere la vacanza non esattamente come turisti comuni, ma come se si fosse dei cittadini originari di quel luogo, assaporandone le vere tradizioni e stili di vita, a cominciare dalle abitudini casalinghe. E se proprio si vuole risparmiare anche sui costi per spostarsi e non annoiarsi durante il tragitto, è possibile anche fare il viaggio in macchina in compagnia di “sconosciuti”. Siti come <a href="http://www.carpooling.it/">Carpooling</a>, permettono di inserire un annuncio descrivendo la propria auto e il proprio itinerario per trovare compagni di viaggio che devono raggiungere la stessa meta, con cui <strong>condividere non solo le spese della benzina e del casello ma anche storie ed esperienze di vita</strong>.</p>
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		<title>Addio Olimpiadi per Roma 2020?</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 12:03:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Giubileo 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Olimpiadi 2020]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
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		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma rischia di dover rinunciare alla sua candidatura ai Giochi Olimpici del 2020 e slittare eventualmente al 2024, anno più vicino al Giubileo del 2025. Il motivo principale sono, come al solito, i soldi. Nel frattempo si aspetta l'analisi del prof. Monti in attesa del 15 febbraio, data ultima per la consegna della lettera di garanzia al CIO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-87665" title="olimpiadiroma" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/01/olimpiadiroma.jpg" alt="" width="423" height="288" />I bookmaker internazionali l’avevano data come <strong>la favorita tra le altre 6 capitali internazionali</strong>, non facendo i conti però con le ristrettezze economiche che affliggono il nostro Paese.<br />
Questa mattina, infatti, campeggia sui maggiori quotidiani nazionali la notizia di un possibile dietro-front di <strong>Roma alla candidatura per le Olimpiadi del 2020</strong>. Il premier Monti, che sta esaminando in questi giorni le carte ufficiali, dovrà prendere una decisione al riguardo entro il 15 febbraio ma già si vocifera che dai piani alti preferirebbero che la Capitale passasse questo turno per ripresentarsi direttamente alla <strong>selezione per i Giochi del 2024</strong>.<br />
Il motivo? Il 2024 sarebbe un anno decisamente più simbolico per Roma e l’Italia visto <strong>che il 2025 sarà l’anno del Giubileo</strong>: questo vorrebbe dire eventi più concentrati, ravvicinati e spese ridotte ma anche maggior indotto economico per la Capitale che cavalcherebbe l’onda delle Olimpiadi per godersi gli introiti poi del Giubileo, accomunando sacro e profano e facendo anche quadrare i conti.<br />
Questa, in effetti, l’ipotesi utopica abbozzata in prima istanza la quale però non prevede tutte le variabili del caso: come ricorda il Corriere della Sera, infatti, il rinvio al 2024 potrebbe essere applicabile solo nel caso in cui nel 2020 non vinca una capitale europea (Istanbul o Madrid, quindi). In caso contrario, il regolamento vuole che al turno successivo ad essere eletta sia la capitale di un diverso continente.<br />
Il sindaco Alemanno spera a questo punto che Monti “non abbia un atteggiamento troppo professorale”, anche perché il primo cittadino si giocherà con questa mossa uno dei suoi cavalli di battaglia per la rielezione nel 2013.<br />
Nel frattempo si attende il fatidico <strong>15 febbraio</strong>, quando cioè <strong>si dovrà ufficialmente presentare al Comitato Olimpico Internazionale la lettera di garanzia</strong> siglata dal Comitato Olimpico nazionale, testimoniando cioè di avere la forza (economica e manageriale) per affrontare questo grande evento.<br />
Il nodo cruciale è rappresentato proprio dalle <strong>risorse economiche</strong>: pur rimanendo scontato il fatto che Roma e l’Italia trarranno dai Giochi Olimpici una grande affluenza turistica, una spinta occupazionale e un ampio indotto economico, resta però lo spettro degli investimenti iniziali, circa 8 miliardi, che in questo momento mancano all’appello e che, nel peggiore dei casi, si ripercuoterebbero anche sull’organizzazione dell’Expo di Milano 2015.<br />
Così come le infrastrutture: Sergio Rizzo rammenta che restano ancora da fare il villaggio olimpico, il velodromo, il bacino per il canottaggio e da terminare la città dello Sport di Calatrava a Tor Vergata.<br />
Visto come è andata per le <strong>Olimpiadi di Nuoto</strong> le premesse non sono le migliori. Speriamo almeno che degli sbagli del passato si sia fatto tesoro.</p>
<p>Chi sono le altre candidate alle Olimpiadi? Leggi l&#8217;<a href="http://www.tafter.it/2011/09/07/tutti-pronti-per-le-olimpiadi-2020/">articolo</a></p>
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