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	<title>Tafter &#187; Ciccolella Antonella</title>
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	<description>Cultura è Sviluppo</description>
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		<title>Il circolo virtuoso dei Comuni</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 10:05:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciccolella Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Disseminati tra la Pianura Padana e il Salento, passando per la Campania, le Marche e la Liguria, alcuni piccoli Comuni italiani si sono associati per la creazione di una piattaforma di conoscenza a proposito di un nuovo modo di gestire la più piccola delle entità della macchina statale: il Comune…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-20399" title="logocomunivirtuosi" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2009/05/logocomunivirtuosi.jpg" alt="logocomunivirtuosi" width="296" height="207" />L’associazione <strong>“Comuni Virtuosi”,</strong> nata nel 2005 dall’iniziativa di Monsano (AN), Vezzano Ligure (SP), Colorno (PR) e Melpignano (LE) e che oggi conta 22 Comuni, è la dimostrazione del fatto che il modello economico basato sulla <strong>gestione sostenibile del territorio</strong> sia non solo possibile ma anche finanziariamente conveniente e applicabile da subito.<br />
L’obiettivo dell’iniziativa è quello di diffondere ad altre realtà locali le buone prassi già sperimentate, fornendo consulenze gratuite per la loro attivazione in altri territori.<br />
Non si tratta solo di avviare singoli progetti ma di strutturare un percorso che porti all’applicazione di un vero e proprio <strong>modello della de-crescita</strong>. Dal momento che non è sempre semplice tradurre le buone idee in atti amministrativi concreti, per un Comune associarsi vuol dire avere la possibilità di replicare regolamenti, delibere e capitolati già avviati dagli altri Comuni, di poter usufruire della documentazione attraverso il sito internet dell’Associazione (<a href="http://www.comunivirtuosi.org">www.comunivirtuosi.org</a>) e di avvalersi del contatto diretto con gli altri amministratori e tecnici della rete.<br />
L’adesione all’Associazione avviene attraverso l’adozione di una delibera di consiglio (o di giunta) in cui si approva lo Statuto e il regolamento associativo. Il secondo passo consiste nella sottoscrizione di una quota annuale commisurata al numero di abitanti del Comune. Con questi atti, gli associati si impegnano a promuovere sul proprio territorio uno o più progetti legati a <strong>cinque linee di intervento</strong>: la gestione sostenibile del territorio, l’impronta ecologica della macchina comunale, i rifiuti, la mobilità e i nuovi stili di vita.<br />
Il percorso virtuoso inizia, quasi sempre, attraverso <strong>l’adozione di un piano energetico</strong> basato sulla riduzione dei consumi degli edifici pubblici e sulla riduzione dell’impronta ecologica.<br />
Il piano di risparmio energetico viene attuato, ad esempio, attraverso la sostituzione delle tradizionali lampade cittadine ad incandescenza con lampade a led,  seguendo le orme di <strong>Torraca</strong>, piccolo comune del salernitano diventato la <strong>prima Led City del mondo</strong>. Questa tipologia di lampade consente un risparmio energetico del 70%, la riduzione dei costi di manutenzione, una durata nel tempo superiore alle lampade tradizionali e l’eliminazione dell’inquinamento luminoso.<br />
Un’altra strategia per la riduzione della bolletta energetica consiste nella riqualificazione di tutti gli edifici pubblici mediante investimenti strutturali. Esempi concreti sono: la coibentazione degli edifici e l’utilizzo delle tecnologie bioclimatiche. In aggiunta, molti comuni hanno puntato sulla produzione dell’energia elettrica necessaria alle strutture pubbliche attraverso l’istallazione di impianti fotovoltaici. Su questa scia si inserisce il <a href="http://www.tafter.it/2009/01/26/un-piano-regolatore-a-crescita-zero/">Piano di Gestione del Territorio a crescita zero </a>sviluppato dal <strong>Comune di Cassinetta di Lugagnano</strong>, volto ad evitare la cementificazione ad oltranza con il blocco di nuove costruzioni e la razionalizzazione degli spazi già occupati riqualificando e recuperando gli edifici esistenti.<br />
Anche i rifiuti urbani rientrano nel piano di risparmio grazie alla strategia “Rifiuti Zero” che consiste nell’adozione del <strong>sistema della raccolta “porta a porta”</strong> spinta e nella riduzione sostanziale della produzione di rifiuti. Ormai sdoganato da diverse realtà locali, il sistema “porta a porta” si distingue dalla raccolta differenziata tradizionale, in quanto capace di recuperare anche la componente umida (residui alimentari) portando la percentuale di differenziato ad oltre il 70%. L’umido viene, poi, reintrodotto nel ciclo produttivo attraverso la produzione di compost; utilizzato come fertilizzante naturale in agricoltura.<br />
I vantaggi sono rilevanti ed innegabili, oltre al risparmio economico dovuto alla chiusura delle discariche e all’inutilità di costruire nuovi impianti di incenerimento, vengono creati nuovi posti di lavoro.<br />
Accanto alla raccolta “porta a porta” vengono portati avanti progetti complementari per la riduzione dei rifiuti. Esempi sono: la riduzione di bottiglie di plastica, mediante l’incentivazione all’uso dell’acqua di rubinetto, e di flaconi con la vendita di prodotti alla spina nei supermercati.<br />
L’Associazione, inoltre, persegue il tentativo di riduzione dell’impronta ecologica attraverso l’introduzione di<strong> acquisti “verdi” nella pubblica amministrazione</strong>. In sostanza, si tratta di rendere gli enti locali ad alta compatibilità ambientale legando l’acquisto di beni e servizi al rispetto di requisiti ecologici.<br />
Infine, la quadratura del cerchio si ha con l’incentivazione di nuovi stili di vita nelle comunità. La creazione di gruppi di acquisto solidale; l’auto-produzione di beni e lo scambio di servizi tra cittadini; il <strong>ripensamento del trasporto pubblico</strong> e privato tramite mezzi pubblici ecologici, percorsi ciclo-pedonali e la riduzione degli spostamenti di beni e persone, sono solo alcuni degli esempi possibili di nuove alleanze tra Istituzioni e cittadini.</p>
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