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Social Media, Internet e App: i numeri delle nuove tecnologie digitali per diffondere l’Arte

- di Simona Politini -

Le nuove tecnologie digitali sono ormai uno strumento indispensabile anche all’interno delle Organizzazioni d’arte, lo conferma la ricerca dalla Pew Internet che ha rilevato come social media, Internet e app abbiano un ruolo importante in questo settore.

9 gennaio 2014

arteetecnologiedigitali“Le Organizzazizioni d’Arte e le nuove Tecnologie Digitali”, è così che si intitola la ricerca pubblicata da un paio di giorni dalla Pew Internet & American Life Project – uno dei progetti del Pew Research Center, l’istituto privato di studi politici, economici e sociali americano.

L’indagine, condotta tra il 30 maggio ed il 20 luglio 2012, su un campione 1.258 organizzazioni artistiche di tutte le dimensioni e dalle differenti missioni che hanno ricevuto finanziamenti dal National Endowment for the Arts (NEA) negli anni 2007-2011, dimostra come internet, social media e app hanno assunto un ruolo strategico per attirare e coinvolgere il pubblico, fornire approfondimenti e diffondere il messaggio dopo la realizzazione dell’evento e oltre lo spazio fisico .

Promuovere l’evento, vendere i biglietti, raccogliere fondi, condividere contenuti, raccogliere commenti, sono solo alcune delle attività possibili attraverso le nuove tecnologie digitali, ed i numeri lo dimostrano: il 77% degli intervistati è concorde nel dichiarare che questi nuovi strumenti interattivi hanno “svolto un ruolo importante nell’ampliare i confini di ciò che è considerato arte”.

 

Ma parliamo di numeri. Le organizzazioni d’arte hanno dichiarato che le nuove tecnologie digitali contribuiscono in maniera fondamentale a:

• Promuovere le arti (81%)

• Aumentare il coinvolgimento del pubblico (78%)

• Aumentare l’engagement, fornendo una piattaforma accessibile a tutti nella quale condividere contenuti (78%)

• Raccogliere fondi (65%)

L’aver reso l’arte un’esperienza più partecipativa (92%) ed aver allargato il pubblico (83%) sono poi due dei principali vantaggi che le organizzazioni d’arte hanno riscontrato dall’utilizzo di questi nuovi strumenti tutti digital.

Certo, qui stiamo parlando degli Stati Uniti d’America, un paese nel quale sull’intera popolazione gli internet user raggiungono quasi l’80% e la penetrazione dei social media, nel 2012, era già pari al 50%¹, e le risposte si comprendono ancora di se si tiene presente che, sulle 1.258 organizzazioni artistiche intervistate:

• 99% ha un proprio sito web

• 97% ha una presenza sui social media su Facebook, Twitter, YouTube, Flickr o sulle altre piattaforme. Inoltre, il 69% di queste ha una risorsa dedicata a queste attività. Il 45% aggiorna i propri profili almeno una volta al giorno, il 25% più volte al giorno.

• 86% accetta donazioni on-line

• 50% ha un blog

• 72% vende biglietti online

• 47% vende on-line il proprio merchandising

• 31% offre sconti attraverso servizi online come Groupon

• 22% ospita webinar o contenuto educativi

 

 Nuove tecnologie digitali e Arte in Italia

I Musei e le organizzazioni artistiche in generale in Italia hanno ancora tanta strada da fare, emblematici i nostri numeri sull’utilizzo dei Social Media all’interno dei musei pubblicati nell’articolo “Musei e Social Media italiani: una comunicazione più antica del patrimonio che tutelano”, ma la comunicazione digital, si sa, scorre veloce e, guardando a queste case history positive abbiamo anche da chi poter prender spunto per recuperare il gap.

 

Made in Cloister e la ricerca fondi su internet, un caso vincente

Un esempio positivo per tutti, a riprova del fatto che bisogna provarci, relativo all’attività di ricerca fondi è quello della campagna di Crowdfunding promossa da Made in Cloister attraverso l’utilizzo della piattaforma internazionale Kickstarter. Obiettivo della campagna: ottenere 90 mila euro per la ristrutturazione e la creazione di un centro per le arti all’interno di una delle perle del nostro patrimonio industriale: il Lanificio di Porta Capuana a Napoli, Convento prima opificio per la produzione di lana e la manifattura di divise militari sotto Ferdinando di Borbone. La campagna, che ha coinvolto italiani e stranieri, persone comuni come gradi artisti del calibro di Lou Reed e Patti Smith, ha addirittura raggiunto la cifra richiesta in anticipo sui tempi previsti.

 

Nota:
¹Ricerca eMarketer “Worldwide Social Network Users: 2013 Forecast and Comparative Estimates” aprile 2013

 

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