Rovereto (Tn). Oriente occidente: festival internazionale di danza. Dal 1° al 9 settembre
- di Redazione -
19 agosto 2012
Oriente Occidente dopo aver esplorato i Paesi delle rotte di Ulisse, proprio come Ulisse supera i confini delle Colonne d’Ercole e si proietta verso nuovi mondi.
Sarà ancora una volta il mare a collegare l’Europa a terre e culture lontane e lo sguardo si poserà su Brasile e Cuba, su Giappone e Singapore. Per la trentaduesima edizione di Oriente Occidente, a Rovereto e Trento dall’1 al 9 settembre, si alterneranno le più interessanti compagnie internazionali che, in sintonia con l’anima di questo festival, ci avvicineranno a culture nuove, incroci di tradizione e contemporaneità.
In tempi in cui si dibatte sempre più di melting pot culturale e di interrelazioni tra popoli, la danza diventa ancora una volta occasione per indagare su alcuni di questi esiti.
Oriente Occidente, da sempre punto di riferimento per la più significativa ricerca coreutica internazionale, guarda questa volta ai nuovi mondi e a scenari ancora da svelare. Il Festival proporrà così le suggestioni provenienti da terre giovani, intese come tali non solo in senso geografico.
Ospiti di questa edizione sono coreografi fortemente ispirati da contaminazioni e innesti con vari orizzonti culturali.
A partire dalla giapponese Carlotta Ikeda: la sua compagnia Ariadone, che ha sede in Francia, si fa prospettiva femminile della danza Butoh, la cui forza drammatica in questa coreografia sfuma in ironia da cabaret. Jomar Mesquita (Brasile), Marcia Milhazes (Brasile) e Isabel Bustos (Cuba) incarnano la più verace anima dell’America latina declinandola attraverso gli insegnamenti delle migliori scuole europee, a quelle dei giovani e talentuosi Sharon Fridman (Israele) e Kuik Swee Boon (Singapore) che esprimono gli indirizzi sperimentali più innovativi nell’arte coreutica contemporanea. Tra le Compagnie ospiti anche una proveniente dal Kenia: Fernando Anuang’A, danzatore e coreografo autodidatta, con i Vocalis Maasaï, è l’esempio di come la tradizione più remota e radicata possa trasformarsi e incarnare la contemporaneità Fino alla proposta del grande maestro Emio Greco che con Pieter C. Scholten (Italia / Olanda) per la prima volta porta in Italia lo spettacolo costruito sulle musiche di Bach. Infine una performance di Aurelia Baumgartner (Germania) e Silvio Cattani (Italia), danza e video-arte, sul diritto di firma nell’arte contemporanea.
Molte prime nazionali, tutti spettacoli di grande coinvolgimento. Completeranno il programma il vincitore della passata edizione del concorso coreografico Danz’è, la compagnia Petranura Danza Megakles Ballet (Italia) e il Site Specific Young Project, laboratorio formativo creato da Mauro Astolfi (Italia), sotto la cui regia undici giovani danzatori trentini potranno prender parte al prestigioso cartellone di Oriente Occidente nella cornice del MUSE (MUseo delle ScienzE), l’architettura che Renzo Piano firma per Trento.
Oriente Occidente è, infatti, il luogo che contiene il qui e l’altrove.
Il Festival, come di consueto, indagherà i nuovi mondi anche attraverso la sezione Linguaggi con il contributo di studiosi internazionali.
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Informazioni:
Tel: 0464 431660
Fax: 0464 421404
festival@orienteoccidente.it













