Alba (Cn). Alba Film Festival. Dal 2 al 5 luglio

Tafter Low Cost

- di Redazione  -

30 giugno 2012

Cinema e musica sono andati di pari passo da sempre. Naturale quindi che l’Alba Film Festival, in collaborazione con Alba Jazz Festival, prenda il via con un concerto del Boltro & Roche Quartet, e un omaggio a un grande esponente europeo del jazz, nel film Michel Petrucciani. Body & Soul diretto da Michael Radford (da noi noto soprattutto per Il postino con Massimo Troisi). Nella struttura del documentario biografico che si serve di materiale di archivio e testimonianze di quanti hanno conosciuto da vicino Michel Petrucciani, Radford tende a privilegiare, pur nell’onnipresenza musicale, la componente umana di un genio della musica, virtuoso inventivo ed elettrizzante del piano. Petrucciani sfida e supera i limiti di una malattia genetica che lo condanna alla fragilità ossea e al nanismo con una esuberanza del vivere e della creatività artistica veramente inaudita, che sconfina nell’eccesso. Muore a 36 anni, nel 1999; il ritratto che il film ci dà è, per Irene Bignardi, «avvincente e ipnotizzante».

Non a caso, il jazz. In programma c’è un inedito, per Alba, di grande rilevanza storica per i cinefili: The Jazz Singer del 1927, in originale ? il primo film parlato, cantato e sincronizzato, che creò la rivoluzione del cinema sonoro a venire. Quando il Jazz era agli inizi e non godeva ancora della universale considerazione di oggi, nonostante abbia definito quegli anni del Grande Gatsby proprio come The Jazz Age. È quindi anche esemplare la storia del giovane Yussel, figlio di un cantore della Sinagoga, che è affascinato dalla musica dei “neri”, fugge di casa perché ostacolato dal padre, ma vi ritornerà quando il genitore sarà colpito da una grave malattia invalidante la sua attività. Il film fu un successo strepitoso (ed ebbe due remake, nel ’53 e nell’‘80), e oltretutto salvò la Warner Bros. da sicuro fallimento.
Intanto il jazz continua ad affascinare e stimolare anche artisti visuali, come il geniale Riccardo Maneglia, jazz cartoonist di fama che, prima del film, ci mostrerà un saggio delle sue animazioni sul genere. The Jazz Singer sarà presentato da Caterina Taricano, direttrice di Mondo Nuovo 18-24 FT/S, periodico del Museo del Cinema di Torino. “In between” gelato e moscato per tutti.

The Jazz Singer concluse un’epoca gloriosa, frenetica e creativa, e ne lanciò un’altra, come viene rievocato all’arena estiva, in collaborazione con Il Nucleo, con un vero e proprio ritorno alla origini del cinema, da quand’era ancora muto, cento e più anni fa. Tutto era nuovo e meraviglioso, in quell’atmosfera favolosa e magica dei pionieri, come il Georges Méliès di Martin Scorsese in Hugo Cabret (2011). Il piccolo e tenace orfano Hugo alla fine degli anni ’20, mentre si prende cura degli orologi alla Gare Montparnasse di Parigi, nei cui meandri vive, vuole riparare un automa lasciatogli dal padre e finirà per imbattersi fortuitamente proprio in Méliès, l’artigiano fondante del cinema fantastico, dalla fine dell’800 ai primi del 900.

Il “tempo ritrovato” si sovrappone a quello di The Artist, film muto fuori tempo (sebbene non il primo né l’unico), da revival (è anche in bianco e nero), che rende un appassionato omaggio alla grande stagione dei ruggenti anni Venti alle soglie del sonoro che, arrivando, sconvolge carriere e rapporti personali. Prodotto anch’esso nel 2011 e diretto dal francese Michel Hazanavicius (il cinema “nasce” in Francia con i Lumière e Méliès: curiosamente l’“italianamerican” Scorsese ambienta il suo film, ovviamente, a Parigi, mentre il francese di The Artist gira nelle vecchie locations di Hollywood), ha avuto ampi riconoscimenti internazionali, Oscar inclusi. La storia dell’attore famoso che si innamora della sconosciuta comparsa che poi diventa diva del sonoro quando lui è ormai in declino, è l’occasione per un “ripasso” di titoli celebri, dai film di Murnau a È nata una stella a Cantando sotto la pioggia, Viale del tramonto e Cappello a cilindro: un’operazione di elegante intrattenimento evocativo che è anche una sorta di backstage storico e ambientale attorno a The Jazz Singer.

IL CINEMA CHE SUONA (con l’Alba Film Festival)

PROGRAMMA

tutti gli appuntamenti si svolgeranno nell’Arena esterna del teatro sociale (piazzetta Borsellino, ingresso via Accademia) e in caso di maltempo presso la Sala Ordet di Piazza Cristo Re, Alba. Gli appuntamenti del 2 e 4 luglio sono ad ingresso gratuito; le proiezioni del 3 e 5 luglio: ingresso 3,50

2 luglio ore 21
OMAGGIO A MICHEL PETRUCCIANI

concerto FLAVIO BOLTRO QUARTET
Flavio Boltro, tromba
Enrico Pieranunzi, pianoforte
Rosario Bonaccorso, contrabbasso
Manu Roche, batteria

film MICHEL PETRUCCIANI. BODY & SOUL
di Michael Radford (Fr/Germ/It 2011, 90’)

3 luglio ore 21,45
THE ARTIST
di Michel Hazanavicius
con Jean Dujardin, Bérénice Bejo (Id, Francia 2011, 100’)
* film inserito nella rassegna “Cinema all’arena”

4 luglio ore 21
JAZZ PER IMMAGINI
La musica disegnata: incontro con Riccardo Maneglia

film THE JAZZ SINGER
di Alan Crosland
con Al Jolson, May Mcavoy (Usa 1927, 88’)
presentazione di Caterina Taricano, Museo Nazionale del Cinema di Torino
gelato e moscato per tutti in collaborazione con l’enoteca Colline del Moscato di Mango

5 luglio ore 21,45
HUGO CABRET
di Martin Scorsese
con Asa Butterfield, Chloe Grace Moretz, Ben Kingsley (Hugo, Usa 2011, 127’)
* film inserito nella rassegna “Cinema all’arena”

JAZZ PER IMMAGINI
Arena estiva del Teatro Sociale, mercoledì 4 luglio ore 21: ingresso libero

LA MUSICA DISEGNATA: Incontro con Riccardo Maneglia
Riccardo Maneglia, riminese, figlio di artisti (il padre Enzo e la madre Lidia sono entrambi pittori), da anni segue un percorso di cineasta di animazione originale e coerente, assecondando una grande passione per la musica jazz, la sua cultura e iconografia. È stato definito “jazz cartoonist”, e sotto questo marchio poetico ha presentato le sue opere ai più influenti festival internazionali di animazione, jazz e cinema, come quelli di Kansas City (uno dei luoghi canonici nella storia della musica jazz), Lucca, Ginevra, Coral Gables (Florida). Nel 2000, il Denver Jazz Film Festival gli ha riservato una rassegna personale, sotto il titolo di Musicaimmagina. Suoi video sono stati trasmessi, nel nostro paese, da Video Music Italia e Rai 3.
I lavori di Maneglia traggono ispirazione da grandi musicisti della scena jazzistica di tutti i tempi, così come da altrettanto importanti composizioni musicali, da momenti chiave dell’immaginario culturale del Novecento, in particolare americano: nei suoi cortometraggi vediamo così rappresentati Miles Davis, Thelonious Monk, Louis Armstrong, ma anche raffigurazioni di situazioni come la corrida (in Muleta del 2001, uno “sketch of Spain” sostenuto dalla musica di Miles Davis e Gil Evans) o il gesto pittorico di Jackson Pollock (in Pollockoko del 2009, dove le stesure e il dripping di colore del maestro statunitense “suonano” insieme alle note di Koko di Charlie Parker).
Maneglia sta da tempo attendendo alla realizzazione di un lungometraggio, dedicato alla storia del Jazz dalle origini a oggi. Ha finora messo in scena mezz’ora di materiale, giungendo alla swing era – gli anni Trenta-Quaranta del Novecento, “dominati” a livello commerciale dalle grandi orchestre.

PROIEZIONE DEL FILM “THE JAZZ SINGER”
di Alan Crosland (Usa, 1927)
Presentazione di Caterina Taricano, Museo Nazionale del Cinema di Torino

GELATO & MOSCATO PER TUTTI IN COLLABORAZIONE CON L’ENOTECA COLLINE DEL MOSCATO DI MANGO

OMAGGIO A MICHEL PETRUCCIANI
Arena estiva del Teatro Sociale, lunedì 2 luglio ore 21: ingresso libero

CONCERTO DI FLAVIO BOLTRO e MANHU ROCHE QUARTET

Flavio Boltro, tromba
Andrea Pozza, pianoforte
Rosario Bonaccorso, contrabbasso
Manhu Roche, batteria
Da tempo residente a Parigi, Flavio Boltro è solista dal notevolissimo bagaglio tecnico che si inserisce nel solco della migliore tradizione moderna del suo strumento: Wynton Marsalis lo ha descritto come uno dei più dotati trombettisti del panorama contemporaneo. Già componente dell’Orchestre National de Jazz (sotto la direzione di Laurent Cugny) e del sestetto del compianto pianista Michel Petrucciani, Boltro suonerà gli standard più cari al caro Michel. Alla batteria Manhu Roche, anch’egli batterista per molti anni del gruppo di Petrucciani.
PROIEZIONE DEL FILM “MICHEL PETRUCCIANI BODY & SOUL”
Di Michael Radford (Fr./Germ./It., 2011, 90’)

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