Le vacanze di Miss Marple
- di Roberta Pisa -
Miss Marple non va mai in vacanza e se decide di farlo sceglie sempre mete che assecondino la sua passione per l’inchiesta. Ecco dunque che, tra le mete della sua estate, ha escluso resort rilassanti o tranquille pensioncine…
20 giugno 2012
Il caldo si fa sentire e l’estate è alle porte, molti di voi saranno dunque impegnati a programmare le vacanze, attorniati da depliant turistici e assorbiti da siti web che promettono soggiorni da sogno.
La sempre attenta Miss Marple non è da meno e si appresta a preparare la valigia ma, anche in viaggio, ad accompagnarla sarà la sua passione per l’indagine.
Tra le mete che si è prefissata per questa stagione ci sono quelle proposte dai tour operator CorrupTour e Il Tuareg.
La prima è una compagnia ceca che propone ai turisti itinerari di visita a Praga: le tappe principali di queste visite guidate, della durata di due o tre ore, sono i simboli della corruzione cittadina; ebbene sì, i turisti sono accompagnati da professionali ciceroni alla scoperta dei luoghi legati a vicende di mala gestione che inducono i partecipanti a comprendere i retroscena dei misfatti balzati alle cronache. Le proposte di CorrupTour sono diverse, come il “safari” tra gli ospedali praghesi accusati di ricevere finanziamenti statali per servizi sanitari mai eseguiti, o la passeggiata nel tunnel Blanka, per la cui costruzione sono stati spesi 400 milioni di euro in più rispetto a quelli previsti inizialmente; gli organizzatori assicurano inoltre che presto amplieranno il loro bouquet di offerte, visto che materiale interessante non manca di certo.
La signorina Marple, per assecondare la sua curiosità, potrà altrimenti affidarsi a Il Tuareg, tour operator di Palermo che, in collaborazione con l’Ente del turismo tunisino e la compagnia aerea Tunisair express, ha ideato itinerari di visita volti a ripercorrere gli avvenimenti salienti della recente Rivoluzione del Gelsomino.
I gruppi vengono dunque condotti a Sidi Bouzid, il piccolo centro dove le sommosse ebbero inizio dopo che il giovane Mohamed Bouazizi si è tolto la vita per protestare contro l’ennesimo sopruso intentato dal regime. Il tour prosegue lungo l’avenue Bourghiba e a piazza Mohammed V, dove si sono tenute le principali manifestazioni contro la dittatura di Ben Alì, o tra gli immobili saccheggiati dai manifestanti e appartenuti a Leila Trabelsi, la moglie del presidente destituito.
Queste formule, che ad un’analisi superficiale possono rasentare lo sconsiderato ‘turismo dell’orrore’, sono in realtà importanti occasioni di denuncia, momenti di presa di coscienza e di condivisione, volti alla comprensione di questioni che interessano, sebbene indirettamente, anche il quotidiano di chi si trova in tali realtà solo di passaggio.
In un mondo globalizzato e interconnesso come quello di oggi, ciò che avviene in un Paese ha inevitabilmente una ripercussione anche al di là dei propri confini: se il debito pubblico della Repubblica Ceca cresce, provocato da una gestione sconsiderata del patrimonio statale, il suo squilibrio di bilancio non potrà non esercitare un’influenza negativa sull’intera economia europea; se un Paese come la Tunisia viene travolto da una rivoluzione politica per l’affermazione della democrazia, che però ha fiaccato il prezioso afflusso turistico, è bene che il muro della diffidenza venga superato definitivamente e si mostri quanto effettivamente è avvenuto, cosa ha significato e quali nuovi scenari si aprono: l’auspicato miglioramento della qualità della vita per i tunisini potrebbe ad esempio significare l’interruzione di quei flussi migratori verso le coste italiane, su cui lucrano i malviventi e che tante vite sono costate a clandestini disperati.
Questi sono i ragionamenti che inducono a fare tali proposte turistiche: ogni viaggio che si rispetti, del resto, deve stimolare l’apertura mentale, la conoscenza e il confronto con l’altro.
Individuate le mete, Miss Marple è ora alla ricerca di compagni di viaggio: siete pronti a seguirla per scovare e denunciare altre ingiustizie da risolvere ?
La foto è di Stefan Mahé













