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Restauro: torna visibile la Porta della Mandorla al Duomo di Firenze

- di Redazione  -

4 giugno 2012

Il restauro della Porta della Mandorla è stato eseguito dall’Opera di Santa Maria del Fiore sotto la direzione di una commissione di tecnici dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, della Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le Province di Firenze, Prato, Pistoia e della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze e dell’Opera stessa. Hanno preso parte al restauro anche alcuni Istituti del CNR di Firenze quali l’Istituto di Fisica Applicata “N. Carrara” (IFAC-CNR) e “l’Istituto per la Conservazione e la Valorizzazione dei Beni Culturali”, nonchè il Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università di Siena (DSA-UNISI), il CNR Padova e il laboratorio Scientifico dell’OPD di Firenze. Il restauro eseguito con la tecnica del laser ha completamente rimosso lo strato di depositi atmosferici e gli scialbi, lasciando in molte zone un sottile strato della pellicola, ben legata al marmo sottostante, che puo’ esercitare un’azione protettiva contro la solfatazione ed erosione ambientale. Le piccole modulazioni cromatiche e di luminosita’ che si osservano oggi sull’opera, sono attribuibili al rispetto della pellicola a ossalati e a effetti locali di penetrazioni di sostanze oleose e pigmenti solubilizzati al di sotto della superficie del marmo. “Queste, su un capolavoro realizzato sei secoli fa -affermano Salvatore Siano IFAC-CNR e Paolo Bianchini dell’Opera nella relazione del restauro – non sono altro che la traccia tangibile del suo vissuto: da un lato non sarebbe stato possibile eliminarle senza danneggiare l’opera, dall’altro si sarebbe riportato la superficie a un candore che non ha mai avuto”.

Fonte: AGI

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