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Beni culturali: un progetto per la valorizzazione di Palazzo Graziani Baglioni

- di Redazione  -

23 maggio 2012

”Per fare di Palazzo Graziani Baglioni un motore di sviluppo turistico-culturale, un polo umbro d’attrazione e d’interesse, aperto su una prospettiva di ampio respiro, occorre costruire un progetto di valorizzazione, che coinvolga più soggetti pubblici e privati”. L’ha affermato l’assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Umbria Fabrizio Bracco, nell’ambito dell’iniziativa dal titolo ”Un futuro pieno di storia” tenutasi a Torgiano al fine di delineare il possibile futuro del nobile palazzo di Astorre Baglioni, discendente di un illustre casato protagonista della storia dell’Umbria. L’immobile, è stato evidenziato, potrebbe costituire, restaurato e ”rifunzionalizzato”, un centro per la promozione turistico-culturale dell’Umbria e pertanto, dopo i lavori di rifacimento del tetto e la messa in sicurezza della struttura (che, finanziati con fondi statali, partiranno a breve), occorrerà approfondire una riflessione mirata alla tutela della casa, delle sue collezioni e del giardino storico secentesco nonche’ all’utilizzo.
All’incontro, hanno partecipato, tra gli altri, oltre all’assessore il presidente della Fondazione ”Vittoria Baglioni” Giuseppe Paolucci, il sindaco di Torgiano Marcello Nasini, il senatore Franco Asciutti e l’architetto Claudio Ricottini, in rappresentanza dello studio tecnico folignate che ha progettato i lavori. ”Il significato e l’importanza di questo Palazzo vanno oltre l’Umbria” ha rilevato Asciutti, ricordando l’iter dei finanziamenti (recentemente sbloccati) che consentiranno l’avvio dei lavori sulla struttura, mentre il sindaco ha avanzato la proposta di costituire un ”Centro della Ruralità Europea sempre incardinato nelle scelte strategiche per la promozione del turismo”. Di origine cinquecentesca, Palazzo Graziani Baglioni custodisce una galleria con la rappresentazione dei continenti, opera di Paolo Brizzi (XVIII sec.), una ricca biblioteca, tele di pregio ed una sala d’armi, oltre ad ospitare il Museo del Vino e il Museo dell’Olivo e dell’Olio.
Il suo ultimo abitatore, Astorre Baglioni, fu uno studioso, autore tra l’altro di un volume su ”Talamone/ Pagine di storia, poesia, arte e vita” (1984), nel quale viene ricordato anche il progetto ottocentesco di una ”ferrovia trasversale” (poi accantonato), che avrebbe dovuto fare di Talamone un capolinea ferroviario collegato con l’Umbria, la cosiddetta linea ”Talamone-Allerona”, che allora ricadeva nella ”Provincia d’Umbria”, l’unica della regione, o ”Talamone-Orvieto”, o anche ”Foligno-Todi-Orvieto-Talamone”.

Fonte: ASCA

 

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