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Biennale: David Chipperfield ha presentato la sua Biennale di Architettura

- di Redazione  -

3 maggio 2012

Una Biennale di Architettura pensata come un terreno comune nel quale i diversi progettisti possano dialogare tra di loro dimostrando “le loro preoccupazioni anziche’ le loro glorie”. E nella quale venga messa in luce l’influenza degli architetti “dal punto di vista collettivo senza vedere soltanto il cosmo-architettura formato da una serie di archistar sui loro piedistalli come i profumi ai duty-free degli aeroporti”. E’ con queste parole che l’architetto londinese David Chipperfield ha presentato, insieme al presidente della Biennale Paolo Baratta, la 13esima mostra Internazionale di Architettura di Venezia, di cui è il direttore, al via dal 29 agosto al 25 novembre.
Un’edizione, quella illustrata ieri a Roma, che per Chipperfield, si pone due obiettivi: “Da un lato mettere nelle condizione i professionisti di ammettere di essere molto più integrati e collaborativi di quanto non lascino vedere. Dall’altro, cercare di spiegare le preoccupazioni e le idee con le quali gli architetti si devono misurare”. Ed è proprio per questo motivo che sono state scelte le parole ‘Common Ground’ come linee guida dell’intera manifestazione, perchè “l’architettura è un terreno comune che appartiene a tutti”.
La mostra sarà affiancata come di consueto nei Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia, da 55 partecipazioni nazionali. Le nazioni presenti per la prima volta saranno cinque: Angola,Repubblica del Kosovo, Kuwait, Perù e Turchia. Ad essere proposti saranno 58 progetti realizzati da architetti, fotografi artisti, critici e studiosi. In tutto i progettisti coinvolti saranno 103.
Per il terzo anno consecutivo la Biennale ripropone, poi, il progetto dedicato alle università chiamato ‘Biennale Sessions’. Obiettivo: favorire la visita della mostra per gruppi di almeno 50 studenti e docenti. Non solo. E’ in programma il progetto ‘Conversazioni sull’architettura’: incontri dedicati a temi, scenari e architetti particolari, previsti da ottobre a novembre. Anche per il 2012 sarà riproposta, inoltre, l’attività ‘Educational’, rivolta ai singoli studenti delle scuole.
Il presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta, ha spiegato che la Biennale di Architettura “costerà 6,8 milioni di cui il 60% verrà coperto con entrate proprie, realizzate attraverso la vendita dei biglietti, sponsor, vendite varie e servizi. Il resto viene prelevato dalle disponibilità generale della Biennale alla quale concorre lo Stato. Ma ci sono disponibilità della Biennale che possono derivare, ad esempio, dalla mostra di arte dell’anno scorso”.
Allargando poi la sua riflessione il presidente ha specificato che il compito della Biennale “è di contribuire alla sensibilità di coloro che devono decidere per sè e per la società nella quale vivono presentando un’unita’ nel governo dello spazio in cui si vive come un’opportunità di più alta qualità. Ed e’ educando a questa sensibilità – puntalizza Baratta- che deve nascere in tutti non solo l’orrore per ciò che di sgradevole e offensivo o, peggio ancora di non pensato ci circonda”. L’obiettivo, spiega Baratta, e’ soprattutto quello di “far nascere il desiderio del nuovo, delle possibilita’ di realizzare per le generazioni future uno spazio nel quale vivere degno di questo nome”.
“Bisogna mostrare – aggiunge Baratta- che esiste l’architettura e non solo le star dell’architettura: ovvero bisogna dimostrare che l’architettura non è il frutto dell’immaginazione vagamente creativa di qualcuno ma che esiste un tessuto di connessioni, di preoccupazioni e di informazioni nel mondo dell’architettura. Esiste l’architettura che non produce soltanto fenomeni, ma produce la realtà dell’architettura”.
“Viviamo in un Paese -sottolinea Baratta- in cui la gente ha grande domanda di qualità per tante cose ma non per l’architettura. Abbiamo i maggiori stilisti, maggiore capacità di creare eleganza per l’individuo. Ma se andiamo al di fuori dell’individuo, e ci organizziamo come società o come piccola città, siamo perduti. Non abbiamo capacità di domandare uno spazio adeguato al nostro vivere. Siamo un Paese nel quale i costruttori si vantano di non spendere nulla per la progettazione”, conclude il presidente della Biennale.

Fonte: Adnkronos

 

 

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