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Eventi: il 25 aprile una giornata di concerti gratis alla Casa del Jazz di Roma

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- di Redazione  -

24 aprile 2012

Domani la Casa del Jazz al civico 55 di viale di Porta Ardeatina celebra il settimo anno di attività, con un concertone gratuito nel parco, all’ombra dei pini. Da mezzogiorno a sera si alternano docenti della Casa e allievi delle classi di jazz del Conservatorio di Santa Cecilia. Un’ottima soluzione per la giornata di festa, tra swing e relax in uno dei più bei giardini di Roma, parte integrante della villa confiscata al capo della banda della Magliana e adibita a tempio e fucina della musica afroamericana.
Il via alla festa lo dà alle 12 uno dei numi tutelari della Casa, il batterista Roberto Gatto: tra i drummer più apprezzati al mondo, strumentista versatile e curioso, capace di intelligenti incursioni nella classica contemporanea come nel pop, antidivo, con un curriculum di collaborazioni di rara vastità e alto pedigree, a suo agio nei panni di leader come in quelli di session man. Qui Gatto suona in quartetto con Andrea Molinari (chitarra), Antonio Giordano (sax tenore) e Francesco Puglisi (contrabbasso).
Alle 15 sale sul palco il duo Paolo Damiani (violoncello) e Antonio Iasevoli (chitarra), ambedue docenti a Santa Cecilia. Una formazione inconsueta, un jazz di confine con l’inusuale voce del violoncello, strumento per il quale Damiani – in testa alle classifiche delle riviste di settore nel 2007 come miglior autore – va elaborando da anni un’originale sintassi jazzistica.
A seguire, ancora Iasevoli ma questa volta con la sua classe di chitarra jazz: si succedono un trio (Marco Acquarelli – Claudio Leone – Andrea Molinari), un altro trio (Roberto Dati – Damiano La Rocca – Pietro Nicosia) e un duo (Daniele Cordisco – Nicola Di Tommaso). Altro genere inusuale, un jazz a base di polifonie tra sole chitarre, sospeso tra didattica e sperimentazione.
In chiusura, la Paolo Damiani Band con Paolo Damiani (violoncello e musiche), Luigi Masciari (chitarra), Luigi Tresca (sax), Alessandro Paternesi (batteria) e Ludovica Manzo (voce). Il gruppo costituisce un vero e proprio laboratorio tra nuovi ma già noti talenti, in cui il cello-jazz di Damiani viene rielaborato in chiave collettiva con singolari aperture formali e contaminazioni di generi. Il violoncellista romano dà così corpo un’altra volta alla sua vena di sperimentatore e talent scout: nel 1982 fu lui ad ospitare nel suo quintetto l’esordio di Paolo Fresu.

 

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