Centurioni e gladiatori in lotta per la sopravvivenza
- di Roberta Pisa -
Visitando i siti archeologici di Roma non si possono non notare i pittoreschi centurioni e gladiatori intenti a posare dinanzi ai flash dei turisti. La loro presenza è però osteggiata dalla Soprintendenza che ha ottenuto dal Comune l’allontanamento di questi personaggi dall’area Sacra: le proteste non sono tardate, accompagnate dalla richiesta di una definitiva regolametnazione.
11 aprile 2012
Centurioni e gladiatori serrano i ranghi contro l’amministrazione e la Soprintendenza romana che ha aperto le ostilità tentando di esiliarli dal loro territorio. “Via dal Colosseo” l’ordine dinanzi al quale recalcitrano le truppe, che minacciano guerra contro le potenze capitoline intente a formulare un regolamento cui i centurioni dovranno obbligatoriamente attenersi.
Con grande sorpresa degli avventori stranieri, che si aspettavano di trovarli nelle solite postazioni, i miliziani sono saliti sull’Anfiteatro Flavio armati di striscioni e megafoni per urlare il loro dissenso contro chi intende ostacolare la loro attività. Da tempo la Soprintendenza speciale ha infatti cercato l’alleanza del Comune per debellare l’area archeologica dal fenomeno dell’abusivismo, ottenendo per il venerdì Santo il bando dei figuranti dalle zone interessate all’evento religioso, cui è seguita la diffida a farsi fotografare.
I portavoce del gruppo avvertono che sono favorevoli ad una regolamentazione del loro lavoro, purchè non vengano allontanati dalle zone archeologiche come Colosseo e Circo Massimo, così come vorrebbe la Soprintendenza.
Tra le misure previste ci sarebbe infatti l’istituzione di patentini, ottenibili previo pagamento di un’imposta, passibili tra l’altro di ritiro in caso di violazioni delle norme. Non mancano inoltre specifiche relative la tenuta dei centurioni, che dovranno indossare divise curate nei minimi dettagli: niente più t-shirt sotto le armature o occhiali da sole insieme agli elmi, come sarà escluso ogni altro accessorio di ultima generazione, per nulla conforme al costume degli avi romani.
Per quel che riguarda la ricompensa per le foto-ricordo, non si potranno pretendere cifre stabilite, ma saranno ammesse solo libere offerte.
Ancora non si è giunti a soluzioni definitive soprattutto perché non è stato chiaramente stabilito in che categoria far rientrare queste figure: in ballo c’è lo status di “artisti di strada”, ma c’è chi avanza la dicitura di “figure storiche”.
Certo è che la presenza di gladiatori e centuriato romani dinanzi ai luoghi di interesse culturale rappresenta ormai un classico per i turisti in visita a Roma: in molti infatti non rinunciano a posare in compagnia di questi tipici personaggi che hanno fatto di questa attività una vera e propria professione tramandata da padre in figlio.
Alcuni di loro hanno persino prestato il volto al film “Benhur” di Massimo Andrei, prodotto da Flavia Parnasi, le cui riprese si sono da poco concluse: la pellicola, raccontando la storia di un ragazzo bielorusso immigrato in Italia, mostra appunto la realtà dei figuranti, dove trova ‘impiego’ lo stesso protagonista.
Proprio in considerazione della presenza ormai assidua di queste figure, di cui ricorrono però anche spiacevoli episodi come l’estorsione di denaro ai turisti, la regolamentazione sembra essere la soluzione ottimale. E’ improbabile evitare illeciti tramite il ricorso a controlli di polizia, ma l’individuazione di regole chiare e precise, insieme al rilascio di apposite autorizzazioni potrebbe essere la strada ottimale. Anche la Soprintendenza dovrebbe mostrare perciò maggiore elasticità, avendo ben altre urgenze di cui occuparsi.














Simone Massi (@archeologo)
11 aprile 2012
Come giustamente segnala Marina Lo Blundo su twitter (@maraina81), l’Anfiteatro è Flavio, non Claudio. Errore un po’ difficile da perdonare.
Redazione
12 aprile 2012
Pardon! Svista imperdonabile..concordiamo. Il Claudio che gira qui in redazione ci ha confuso! Correggiamo!
Arch. Fontana Arnaldi
15 aprile 2012
I danni dei BENI (IMMOBILI) CULTURALI
A coloi di divieti e con un atteggiamento da Brhamini intoccabili a Soprintendenza di Stato sta portando il ns. patrimonio culturale al collasso!
abbiamo un progetto di ripristino della corsa delle bighe al Circo Massimo pronto dal 2010, il ns. propositi è letteralmente acclamato all’estero, ne hanno parlato 150 giornali in 12 lingue, vedi press sul sito http://www.vadisalmaximo.com. Dopo aver collezionato 9 dei 10 PERMESSI necessari, da 18 mesi siamo in attesa dell’ultima autorizzazione della Soprintendenza, che mentre schiera nel circo fino a 20 carri armati, aerei e motovedette, o 3 milioni della CGIL, alla ns. richiesta di metterci 12 bighe replica che l’area storica è “delicata”!
vi sembra una cosa fatta con criterio? Il vero problema è che certi dirigenti si sentono infallibili, ma soprattutto intoccabili, forse perchè gli organi che dovrebbero controllare il loro operato gozzovigliano al loro stesso banchetto.