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Gli artisti rientrano nella Tacheles a Berlino

- di Redazione  -

Dopo lo sgombero, gli artisti della Tacheles di Berlino tornano nei loro ateliers: un giudice ha ritenuto illegale l’azione di chiusura messa in atto giovedì scorso. Tra gli occupanti e la propietà dell’edificio in Oranienburger Straße la tensione prosegue.

28 marzo 2012

Annullato lo sgombero e il sequestro del Tacheles a Berlino: a darcene notizia la stessa Barbara Fragogna, artista e curatrice dello spazio tedesco.
Le ultime novità non erano certo confortanti, dato che l’amministratore giudiziario Holger Schwemer aveva imposto agli oltre ottanta artisti di liberare l’edificio, su richiesta della proprietà.
Provvidenziale è arrivato invece il contrordine da parte del giudice, che ha ritenuto illegale l’azione revocando il mandato di sequestro.
Gli occupanti avevano nel frattempo attivato una ferma resistenza vegliando i loro atelires dall’esterno. Solo oggi sono potuti rientrare negli spazi della Tacheles e verificare lo stato delle loro opere, alcune delle quali hanno subito danneggiamenti durante la chiusura forzata dello scorso giovedì.
A premere per tale drastica soluzione il gruppo di investimento Fundus che, servendosi della banca Hsh Nordbank, ha acquistato nel 2008 il Tacheles, sito nel centro cittadino, probabilmente per convertirlo a centro commerciale.
La storia di questo centro artistico in Oranienburger Straße non è mai stata in realtà semplice: più volte infatti si è tentato di demolirne le mura pesantemente danneggiate durante la Seconda Guerra Mondiale; la struttura attuale non è del resto quella originaria, ma è quella sopravvissuta ai diversi interventi di smantellamento.
Il 13 febbraio 1990 un piccolo gruppo di artisti ha sventato il colpo finale per il Tacheles, avviando un’avventura artistica che ha trasformato questo indirizzo in uno degli spazi culturali più vivaci di Berlino, dove ognuno può esporre i propri lavori liberamente, rompendo la rigidità del panorama artistico contemporaneo. Oggi, insieme ai numerosi ateliers e residenze per gli artisti, il Tacheles conta anche un cinema, laboratori, spazi per performance e un caffé, dimostrandosi un esempio perfettamente riuscito di recupero urbano, che attrae anche numerosi turisti.
La battaglia per ora è stata vinta da questi stoici artisti, fermi nel difendere gli spazi che grazie alla loro opera di valorizzazione hanno ritrovato nuova linfa. La guerra è però ancora aperta, e presto c’è da attendersi una reazione da parte della Fundus.

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