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Musei: riapre ad Albi il Museo dedicato a Henri Toulouse-Lautrec

- di Redazione  -

21 marzo 2012

E’ tutto reinventato, rinnovato e più grande, dotato delle funzionalità e tecnologie più moderne: dopo oltre dieci anni di lavori costati 38 milioni di euro il museo dedicato all’opera del pittore Henri Toulouse-Lautrec (1864-1901) a Albi, sua città natale, classificata patrimonio mondiale dell’Unesco e situata nel sud della Francia, vicino a Tolosa oggi teatro del drammatico eccidio alla scuola ebraica, che riaprirà i battenti il 2 aprile.
Accoglie circa 1000 opere dell’artista, di cui 215 dipinti, tutti i 31 manifesti prodotti e i disegni preparatori – la collezione più importante al mondo – per la maggior parte donate dalla madre, la contessa Adele de Toulouse-Lautrec “desiderosa di perpetrare la memoria del figlio”. Il museo si trova dal 1922 all’interno del Palazzo Berbie, una fortezza del XIII secolo, che fu la residenza dei vescovi della città, situata a due passi dalla famosa Basilica di Santa Cecilia, che è la più grande costruzione in mattoni del mondo, i cui affreschi sulle volte furono realizzati da artisti bolognesi durante il Rinascimento.
“I lavori erano necessari: c’erano infiltrazioni d’acqua dalle vetrate, alcune sale non erano riscaldate, mancavano le adeguate condizioni per la visita e la sicurezza – spiega la conservatrice del museo Daniele Devynck – Lo studio di architetti parigino Dubois et Associes ha vinto l’appalto grazie a un progetto che riusciva a integrare elementi ultra moderni e valorizzare al contempo la caratteristiche storiche del palazzo”. Il maxi cantiere è cominciato nel 2001 e si è appena ultimato: il museo tuttavia non è mai stato chiuso eccetto negli ultimi tre mesi. Tra le prodezze tecniche della ristrutturazione, gli ascensori sono stati inseriti nelle torri dell’edificio, facendo spazio tra gli oltre cinque metri di mattoncini, mentre gli scavi hanno fatto venire alla luce i magnifici pavimenti medioevali e i restauri della galleria d’Ambrosie ne hanno resuscitato gli affreschi rinascimentali. “Visitare il museo Toulouse-Lautrec è anche riscoprire il Palazzo Berbie, con la sua architettura e la sua storia, medioevale e rinascimentale”, osserva il sindaco di Albi, Philippe Bonnecarrere.
“Il percorso espositivo è cronologico e tematico”, prosegue la Devynck – Si parte dalle opere del giovane Toulouse- Loutrec fino a quelle tardive, tra cui l’ultimo dipinto ‘Un examen a la faculte’ de Mediciné del 1901″. L’artista si era avvicinato alla pittura e al disegno da ragazzino, come passatempo e consolazione a causa della sua picnodisostosi, una malattia ossea di natura ereditaria, dovuta alla consanguineità dei genitori che erano cugini di primo grado, che lo bloccava la maggior parte del tempo a letto. Ben presto l’arte diventò una vera e propria passione. Tra le sale dedicate ai temi centrali della sua opera ci sono quella dei ritratti (tra cui spicca quello della madre), delle case chiuse (‘Au salon de la rue des Moulins’ e ‘Marcelle’ la sua prostituta preferita), delle star delle notti parigine (Jane Avril e Yvette Guibert), dei manifesti pubblicitari (Ambassadeurs, Moulin Rouge) e delle litografie di cui era un vero maestro. Il percorso Toulose-Lautrec si inserisce in un contesto più ampio, con una sezione dedicata a suoi amici e conoscenti (Leon Bonnat e Fernard Cormon), o maestri, come Edgard Degas; c’é poi un intero piano che presenta opere di arte moderna (Pierre Bonnard, Henri Matisse e George Rouault) e per finire una piccola collezione di arte antica con ‘La chiesa di Santa Maria della Salute’ di Francesco Guardi.

Fonte: ANSA

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