scarica PDF Stampa l’articolo Segnala l’articolo

Beni culturali: la Corte dei Conti cita in giudizio i vertici MiBAC per l’acquisto del crocifisso ligneo

- di Redazione  -

23 febbraio 2012

Il Crocifisso ligneo, attribuito a Michelangelo e acquistato nel 2008 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, allora guidato da Sandro Bondi, doveva essere esposto al Museo Nazionale del Bargello a Firenze ma, di fatto, non ha mai lasciato il deposito della Soprintendenza del polo museale. Per ora, infatti, ogni decisione sulla sua collocazione è stata sospesa in attesa della conclusione delle indagini portate avanti dalla Corte dei Conti. La storia è conosciuta: l’acquisto da parte del MiBAC aveva subito sollevato polemiche nel mondo dell’arte, e sull’attribuzione dell’opera ci sono ancora molti pareri contrastanti. Alcuni storici sostengono che si tratta di un opera giovanile di Buonarroti, mentre per altri non si tratterebbe di un’opera del maestro. Oggi, a distanza di quattro anni dall’acquisto, la Corte dei Conti decide che non si tratta di un Michelangelo, quindi parla di danno erariale e cita in giudizio i vertici del Ministero che si occuparono della transazione. Secondo la giustizia contabile la scultura lignea, infatti, non varrebbe i tre milioni e duecentomila euro pagati, ma al massimo 700mila. E intanto la polemica continua a crescere e tra i molti che si espressero sull’autenticità dell’opera c’è chi inizia a fare una timida marcia indietro e chi invece non ricorda bene; insomma, ‘una storia tutta italiana’, come commentano con ironia i giornali stranieri.

Fonte: FAI

Tags: , , ,

Lascia un Commento

I campi con * sono obbligatori. Il tuo indirizzo email non sarà reso pubblico!

In alternativa puoi commentare utilizzando il tuo profilo facebook cliccando sul relativo bottone

Connect with Facebook