Milano. Mostra “Da Bacon ai Beatles. Nuove immagini in Europa negli anni del rock”. Dal 16 novembre al 12 febbraio
- di Redazione -
16 novembre 2011
Organizzata dalla Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano, la mostra Da Bacon ai Beatles. Nuove Immagini in Europa negli anni del rock presenta oggi, al Museo della Permanente di Milano dal 16 novembre al 12 febbraio 2012, per la prima volta, la storia di una ricerca figurativa che, a cavallo fra gli anni cinquanta e sessanta del Novecento, prese le mosse dalla lezione di Giacometti, di Bacon e di altri grandi maestri dell’epoca. Celebrata a suo tempo dalla grande mostra New Images of man allestita nel 1959 al Moma di New York, tale ricerca si distinse per esiti molto diversi rispetto ai modi di un certo realismo d’ispirazione sociale, mescolando suggestioni di natura espressionista con linguaggi spesso in bilico fra informale e pop.
Riflesso di una nuova situazione esistenziale dell’uomo e insieme di un clima fervido di cambiamenti, come quello dei favolosi anni sessanta, il percorso mira a rievocare l’atmosfera di allora attraverso un nucleo di 70 opere, fra sculture e dipinti, spesso di grandi dimensioni, prestate da collezioni pubbliche e private italiane e straniere, da ammirare – per l’occasione – armati di cuffie e con un sottofondo musicale in tema con la rivoluzione sonora che si attuò contemporaneamente a quella estetica.
Idealmente compreso fra un antefatto storico legato ai primi studi sulla figura compiuti da Giacometti e il 1968, data di rottura che inaugura un ciclo socio-culturale completamente nuovo, il percorso della mostra analizza dunque le ricerche degli autori che spartirono con i maestri storici, fra cui Bacon, ma anche Dubuffet, Appel o Cesàr, un’analoga attenzione per la stratificazione ottica della realtà: strati di memorie che, nelle opere esposte, si sommano e sovrappongono, e in cui si accavallano – a volte con ritmo serrato – visioni, luoghi, oggetti e corpi.
In questo contesto emerge anche l’idea, tutta italiana e francese, del “racconto”, ovvero della relazione fra le immagini, quasi a evocare una situazione narrativa ed emotiva raccolta da esponenti di tendenze differenti e attivi in ogni angolo d’Europa. Dall’Inghilterra di Hamilton, Hockney, Blake o Jones, alla Francia di Errò, Telemaque, Arroyo o Jacquet, con un occhio di riguardo per la storia italiana, da Schifano ad Adami, da Romagnoni a Baj. La vicenda italiana vissuta in stretto dialogo con il movimento di respiro europeo (ampiamente rappresentato in mostra) ha visto come vetrina importante lo storico Premio Lissone che, fra il 1946 e il 1967, fu osservatorio privilegiato delle novità in circolo nel mondo dell’arte internazionale.
La colonna sonora
Se gli anni Cinquanta segnano una rivoluzione nell’arte figurativa, tanto da far parlare la critica di New Image e Nouvelle Figuration, sia nel nuovo che nel vecchio mondo scoppia anche una grande rivoluzione sonora che scorre parallela a quella visiva.
Il percorso espositivo sarà dunque accompagnato da suggestioni musicali mixate a commenti sulle opere esposte, in un viaggio compreso tra gli esordi di Elvis Presley, che nel 1954 registrava i suoi primi brani per la Sun Records, e l’uscita di Let it be, l’ultimo album dei Beatles, che si scioglievano nel 1970.
Tra l’arte di questo periodo, tra le opere di questa mostra e le canzoni uscite negli stessi anni, c’è un legame emotivo e sentimentale evidente. Guardare i capolavori esposti in quest’occasione ascoltando alcune delle canzoni uscite negli stessi anni in cui quadri e sculture furono creati, ne spiega l’essenza meglio delle parole di qualsiasi critico e scatena emozioni irripetibili.
La rassegna è accompagnata da un catalogo edito da Skira Editore, in cui sono riprodotte tutte le opere in mostra.
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Informazioni:
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