Fondazioni: la Fondazione Roma smentisce ufficialmente la privatizzazione del Palaexpo
- di Redazione -
26 luglio 2011
Un’ipotesi impraticabile quella della privatizzazione del Palaexpo. Secondo la Fondazione Roma, che risponde con una nota alle notizie di stampa relative alle vicende dell’Azienda Speciale Palaexpo, “la Fondazione Roma non ha mai sentito una propria necessità di occuparsi del Palaexpo, avendo già una pluralità di iniziative proprie nel campo artistico quali, ad esempio, i tre spazi espositivi, l’Orchestra Sinfonica di Roma, il Festival della Poesia“. Come spiega in una nota “lo ha fatto su richiesta della precedente Giunta Comunale, dimostrando spirito collaborativo ad un progetto di cooperazione pubblico/privato, che ha riconfermato anche all’attuale Giunta – prosegue la nota – l’unico interesse della Fondazione Roma, nel quadro dell’accordo con il Comune, riguarda il rispetto del mantenimento dell’impegno assunto da questo di corrispondere l’importo stabilito a sostegno del Palaexpo, onde assicurare la dovuta certezza all’attività dell’Azienda Speciale. Su questo argomento la Fondazione Roma ha auspicato che detta erogazione avesse, da parte del Comune, una progettualità triennale, atteso che una qualunque attività espositiva presuppone l’assunzione di impegni con ampio anticipo rispetto alla sua realizzazione; in merito al tema sollevato dalla stampa di un’ipotesi di privatizzazione del Palaexpo, la Fondazione Roma ritiene che tale eventualità sia assolutamente impraticabile“. Come spiega la nota “la Fondazione Roma si è limitata solamente a esprimere un proprio parere favorevole al progetto presentato dall’ex-Assessore Croppi (che da tempo è all’attenzione del Consiglio Comunale, ma, ad oggi, non ha ancora visto la luce), che prevedeva la creazione di una Fondazione a capitale pubblico-privato per la gestione del MACRO e che, in analogia, poteva applicarsi anche all’Azienda Speciale Palaexpo. Nella realizzazione di questo progetto la Fondazione Roma non ha, nè potrebbe avere alcun ruolo, essendo tale decisione una scelta politica di competenza esclusiva del Consiglio Comunale. Risolto, come sembra, il problema dei fondi del Comune per la gestione dei prossimi tre anni – così come ha assicurato pubblicamente l’Assessore Gasperini – la Fondazione Roma ha solo l’interesse di far proseguire la positiva gestione dell’Azienda che si è concretata – nel brevissimo periodo di partecipazione alla sua gestione – in un utile eccezionale di EUR 1.029.000 nell’esercizio 2010, che non è frutto soltanto dello straordinario risultato ottenuto con la mostra di Caravaggio, ma anche dei risparmi realizzati nel medesimo esercizio. Ciò a testimonianza dell’efficienza della conduzione della Fondazione Roma, poichè per l’Azienda Speciale è richiesto il raggiungimento dell’utile di esercizio o quantomeno del pareggio, mentre per le fondazioni ex bancarie, in base alla legge, l’utile deve essere conseguito nella massimizzazione del proprio patrimonio. Cosa che la Fondazione Roma fa con risultati assolutamente eccezionali, destinando i propri proventi – senza alcuna pretesa di raggiungimento di utile o di pareggio di bilancio – alle attività individuate come scopi di utilità sociale, tra cui la propria attività espositiva”.
Fonte: ASCA













