Turismo: in Andalusia si riscoprono le trincee e i bunker della guerra civile
- di Redazione -
17 maggio 2011
Un itinerario turistico fra le trincee dove risuonano gli echi della battaglia di Lopera (Jaen), una delle più cruenti sul Fronte della Andalucia durante la Guerra Civile spagnola (1936-1939). Fra il 27 e il 29 dicembre del ’36 vi trovarono la morte, nelle fila repubblicane, varie centinaia di volontari della XIV Brigata internazionale, fra i quali i poeti inglesi Ralph Fox e John Cornford, nello scontro con le truppe dell’esercito nazionale franchista agli ordini del colonnello Redondo.
La memoria storica come singolare richiamo turistico, per non dimenticare il passato. Il Comune di Lopera ha deciso di valorizzare le vecchie trincee e i bunker che ancora resistono al passo del tempo, grazie a un accordo firmato con l’Aggregazione di Fondazioni Benefiche Private, dipendente dalla Giunta dell’Andalusia, mediante il quale vengono ceduti i terreni localizzati nella zona dell’Arroyo Salado. Erano le vecchie postazioni dell’esercito nazionale, che ancora restano in piedi e che furono teatro di uno degli episodi più drammatici della guerra fratricida e del quale restano pochi testimoni viventi. La mattina della domenica del 27 dicembre, le truppe nazionali arrivarono nella località andalusa, dove riuscirono a insediarsi senza quasi incontrare resistenza. Intanto, i battaglioni 10, 12 e 13 della XIV Brigata Internazionale prendevano postazione vicino alla cittadina. La battaglia cominciò alle quattro del pomeriggio e terminò con 200 vittime dei 2.000 uomini dal lato franchista; mentre furono fra le 300 e le 800 le vittime dal lato repubblicano, su un totale di 3.000 combattenti, con oltre 600 feriti. Fra i caduti sul fronte repubblicano, il romanziere Ralph Fox, co-fondatore del Partito Comunista della Gran Bretagna, e il poeta Rupert John Cornford, che morì nel giorno in cui compiva 21 anni. “La gran parte delle trincee che si conservano sono nazionali. I resti di quelle repubblicane sono in peggiore stato di conservazione e il loro recupero è più complicato, perché si trovano fra gli uliveti, su terreni privati”, ha spiegato in dichiarazioni a El Mundo José Luis Pantoja, dottore in storia e cronista ufficiale della città. Il progetto di itinerario turistico prevede che siano migliorate le vie di accesso, collocati pannelli turistici e organizzate visite guidate.
“L’idea – aggiunge Pantoja – nasce dalle richieste che abbiamo ricevuto negli ultimi anni, con l’obiettivo di accrescere l’offerta turistica di Lopera, che ha fra le sue attrazioni i vini e la sua fortezza di 3.500 metri quadri“. Fra le tracce che restano del vecchio conflitto bellico, la linea divisoria fra il fronte nazionale e quello repubblicano, noto come il fronte di Andyjar; due nidi di mitragliatrici vicino al Ponte dell’Arroyo Salado, in blocchi di cemento armato, a circa 2,5 km dal centro storico di Lopera; ma anche gallerie sotterranee scavate dai militari per proteggersi dagli attacchi delle truppe nemiche. Nel Cerro de las Esperillas si conserva parte delle trincee repubblicane, scavate nella pietra viva, sebbene in cattivo stato, parzialmente occultate dagli arbusti e dalla terra accumulata col passare degli anni. Nell’itinerario turistico saranno inclusi anche i rifugi antiaerei ricavati nelle undici cave all’entrata di Lopera, utilizzati dalla popolazione civile per sottrarsi ai bombardamenti. Secondo la giunta comunale, si tratta di luoghi da valorizzare “a futura memoria” fra le giovani generazioni, per apprendere dagli errori commessi in passato “perché non debba mai più tornare a ripetersi una guerra fratricida”.
Fonte: ANSAmed













