Teatro: “L’Italia del destino” porta in scena il Paese dei reality show
- di Redazione -
17 maggio 2011
La prima rappresentazione assoluta dell’opera ‘L’Italia del destino’ di Luca Mosca, su libretto di Gianluigi Melega, si è tenuta il 15 maggio al Teatro Goldoni di Firenze per il Maggio Musicale Fiorentino, nell’ambito delle celebrazioni dei 150 anni dell’unità d’Italia.
Un’opera irriverente e dissacrante, satira impietosa di un’Italia unita da sesso, arrivismo e ignoranza. Commissionata dal Teatro del Maggio Musicale Fiorentino per le celebrazioni dei 150 anni dell’unità d’Italia, ‘L’Italia del destino’ va in scena con la regia e le scene di Davide Livermore, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Marco Angius, i costumi di Gianluca Falaschi e le luci di Nicolas Bovey. Sulla scena un cast di interpreti caro al compositore milanese: Daniela Bruera (La Cameriera), Alda Caiello (La Stilista), Cristina Zavalloni (Sexilia), la veneziana Sara Mingardo (La Diva), Davide Livermore (Il Cantante), Chris Ziegler (Il Palestrato), Roberto Abbondanza (Il Creativo). Dedicata a Salvatore Sciarrino (già maestro di Mosca), opera comica e delirante con risvolto granguignolesco, ‘L’Italia del destino’ conserva solo nel titolo l’eco risorgimentale verdiana alludendo a La forza del destino e si mostra invece come un lavoro di denuncia calato nel contemporaneo, specchio di un’italietta dimentica del suo passato e tutta votata alla perversione televisiva e a un arrivismo spietato. L’opera – composta di un prologo e un epilogo, nove spazi pubblicitari, due telegiornali, undici scene e quattro confessionali – racconta una tipica serata televisiva dominata dal reality show laddove in una casa agiscono sette personaggi-concorrenti stereotipati: la Cameriera, sedicente nobildonna palermitana dal triste vissuto; La Stilista, femminista e artista sedicente; Sexilia, bomba sexy assetata di uomini; La Diva, razzista della Val Gardena eppure di origini napoletane; Il Cantante, incapace ed esaltato; Il Palestrato, gonfio nei muscoli e vuoto nel cervello; Il Creativo, ridicolmente onnipotente e pieno di sè.
Fonte: AGI













