Beni culturali: a rischio il patrimonio scientifico di alcuni istituti italiani
- di Redazione -
10 maggio 2011
Allarme per il patrimonio storico di strumenti e documenti scientifici conservati in alcuni istituti italiani: sarebbero a rischio, per il momento chiusi in anonimi scatoloni, gli archivi dei Laboratori nazionali di Frascati (Roma) e quelli dell’Enea, l’Agenzia per le nuove tecnologie, energia e ambiente. Lo dicono il professor Gianni Battimelli, docente di fisica all’Università La Sapienza, e lo storico della scienza Gianni Paoloni: “A Monaco la nostra ricercatrice Luisa Bonolis sta lavorando per digitalizzare i documenti scientifici del Deutsches Museum, non si può dire che in Italia si stia facendo altrettanto. Trent’anni fa per la prima volta è nata una generazione di storici della fisica, ma ora siamo senza eredi. Il lavoro finora fatto per catalogare documenti di Enrico Fermi, Ettore Majorana, Edoardo Amaldi, uno dei fondatori del Cern (organizzazione europea per la ricerca nucleare), Bruno Touschek e Nicola Cabibbo tra gli altri rischia di perdersi nel giro di pochi anni”. Va ricordato che se oggi mancano i fondi trent’anni fa non era meglio, come racconta ancora Battimelli: “Quando mi chiamarono perché l’ufficio del professor Bruno Touschek doveva essere sgombrato il suo archivio era già nella spazzatura, mentre oggi i documenti importanti di fisica sono tutelati dalla Soprintendenza”.
Fonte: Il Giornale dell’Arte













