Milano. Mostra “Dante e l’Islam. Incontri di civiltà. Dal 4 novembre al 27 marzo 2011
- di Redazione -
2 novembre 2010
Dante e l’Islam. Incontri di civiltà, dal 4 novembre a 27 marzo 2011 presso la Fondazione Bilioteca a Milano, fornisce una riflessione per comprendere il fitto scambio culturale in atto sin dal Medioevo tra i popoli cattolici e islamici nel bacino del Mediterraneo.
La costruzione dell’identità europea inizia dalla cultura, disse Jean Monnet, primo segretario della Società delle Nazioni. E questa cultura si è sempre e ovunque basata su un confronto incessante a più voci.
Il dialogo culturale che rappresenta le radici della nostra civiltà si è formato certamente nel cristianesimo, potentemente rafforzato dalla tradizione della razionalità greca e romana, ma è stato permeato e stimolato dalle correnti di pensiero del Vicino Oriente, ebraico e arabo. Ora va sottolineato che per capire la nostra identità non si può fare a meno di nessuna di queste voci. Di alcune di esse, meno percepite nel passato per motivi ideologici, politici e religiosi, solo ora l’Europa comincia a prendere coscienza; tra queste, sicuramente quelle derivanti dal suo rapporto con l’Islam.
In un’epoca come quella attuale, nella quale si assiste a una contrapposizione sempre più drammatica tra il mondo occidentale e quello islamico, giova ricordare come il periodo in cui visse Dante sia stato fecondo per la nostra storia, anche perché i rapporti fra il mondo cristiano e il mondo musulmano si fecero molto più stretti, in tutta l’area mediterranea, a dispetto delle feroci guerre di religione che lo insanguinarono.
Scopo della mostra della BvS è di evidenziare come la cultura islamica fosse diffusa in tutta l’Europa medievale e come ciò sia testimoniato nella Divina Commedia.
Nel Duecento due uomini incarnarono sopra tutti questo evento di contaminazione culturale: Federico II di Svevia, lo “Stupor Mundi”, che in Sicilia costruì attorno a sé una corte di grande livello culturale sul modello di quelle arabe, favorendo, tra l’altro, la nascita della poesia italiana; e Alfonso X, il saggio re di Castiglia e León, che istituì una scuola di traduzione a Toledo, e la cui corte fu la via maestra, il principale centro di assimilazione, traduzione e ritrasmissione della filosofia e della scienza dei Mori favorendone la diffusione in tutta Europa.
Ma è proprio Dante che, dopo aver abbandonato l’idea di compendiare la sapienza del suo tempo nel Convivio, trasfuse ogni conoscenza a lui contemporanea nella Divina Commedia, compilando, in un supremo testo, una sorta di enciclopedia del tempo.
La mostra vuole quindi offrire un punto di vista particolare ma privilegiato che ha come punto focale la Commedia e che, seguendo la sua prospettiva, suggerisca i temi e le circostanze della vicinanza tra le due culture.
Molti dei personaggi citati direttamente da Dante sono legati al mondo musulmano: Maometto, il sultano Salah ad’Din [Saladino], Avicenna, Averroè, Brunetto Latini, Pietro Ispano, tra gli altri; oltre a quelli non citati direttamente, ma di cui il Poeta aveva ben presente l’importanza, se non altro attraverso gli insegnamenti del “maestro” Brunetto Latini, e di cui mostra di conoscere le opere e il pensiero: Gherardo da Cremona, filosofi e scienziati come Alfarabi, Alfargano, oppure il “papa mago” Gerberto d’Aurillac [Silvestro II], o il mercante e grande matematico pisano Leonardo Fibonacci.
Dopo un breve preambolo che servirà a spiegare la situazione storica e politica del tempo e a sottolineare le analogie sorprendenti tra il Poema e alcuni esempi della letteratura mistica islamica riguardanti il mi’raj (l’ascensione mistica di Maometto narrata dal Corano) il percorso espositivo – senza voler fare un discorso filologicamente esaustivo – mostrerà, attraverso una serie di esemplari illustrati della Divina Commedia conservati nel Fondo dantesco della BvS [dalla prima edizione con xilografie di Bonino Bonini a quella illustrata da Salvador Dalì], la natura e la struttura del poema, oltre a richiamare alla mente quei personaggi e quelle teorie che il Poeta ha ricordato nei suoi versi e che testimoniano quanto detto sopra.
Vicino ai volumi saranno presenti alcuni preziosi oggetti provenienti dalle Raccolte Extraeuropee del Comune di Milano, dal Museo d’Arte Orientale di Torino, da altri musei e collezioni private, che cercheranno di rendere l’importanza dell’artigianato e delle arti minori, delle scienze e della filosofia musulmane.
Accanto alle opere, in una cornice digitale scorrono immagini con informazioni e commenti sul volume o sull’oggetto esposto.
Una struttura esterna allestita con risorse multimediali, infine richiama le figure e i brani più importanti del Poema dantesco.
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