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Beni culturali: la visita a Casa Vasari si interrompe per l’arrivo dei carabinieri

- di Redazione  -

12 ottobre 2010

E’ ancora aperta la questione che vede il palazzo di via XX Settembre conteso tra gli eredi della famiglia Festari e lo Stato. L’archivio, che contiene la corrispondenza tra Vasari e i grandi protagonisti del Rinascimento, era stato venduto, nel 2009, dai legittimi proprietari ad una holding russa, la “Ross engineering” ad una cifra esorbitante, 150 milioni di euro. Lo Stato, però non aveva mai riconosciuto la validità del contratto ed anzi sta procedendo con un’indagine per truffa aggravata ai danni dello Stato, seguita dalla procura di Roma. Lo Stato diffida dalla cifra pattuita, è probabile che sia un tentativo di estorcere alla Repubblica italiana una somma mai vista per un bene culturale, nell’esercizio del diritto di prelazione.

Sembrava che, dopo un anno di polemiche e indagini, si fosse arrivati ad una tregua, ma la visita della Società Storica a Casa Vasari, con permesso della Sovrintendenza archivistica a vedere alcuni documenti conservati in un armadio di ferro ha riacceso la questione. La famiglia Festari ha bloccato la visita sostenendo che è necessaria la loro autorizzazione di proprietari, rispettando il codice sui beni culturali; il passo successivo, è stato chiamare i carabinieri.

Il clima resta rovente e non si intravedono accordi tra le parti, eppure occorre darsi da fare, l’anno vasariano, il 2011 è alle porte e le mostre sono già programmate. Il pubblico vuole vedere il prezioso archivio, fino ad oggi mai esposto.

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