LANGHE DOC – Storie di eretici nell’Italia dei capannoni

- di Redazione  -

9 settembre 2010

Nel breve spazio della mia lunga vita l’Italia è cambiata in una maniera spaventosa.
É tutta una lotta contro il tempo, bisogna riuscire a diventare civili
prima che il disastro sia completo.
Bisogna vedere se arriviamo ancora in tempo a salvare questo paesaggio.
Per me in gran parte l’abbiamo già distrutto.

Giorgio Bocca in “Langhe Doc”

Langhe Doc – Storie di eretici nell’Italia dei capannoni
un film documentario di Paolo Casalis
COL., HDV, 52′
uscita prevista: Gennaio 2011
http://www.langhedoc.it

Sinossi
Maria Teresa, che pensava che nella vita avrebbe fatto tutt’altro, ha rilevato l’azienda vitivinicola del padre e oggi produce eccellenti vini Barolo e Nebbiolo con lo stesso testardo rispetto per la tradizione; Silvio era piastrellista, ha mollato un lavoro redditizio per andare a fare formaggi tradizionali in un paesino sperduto, con la sua famiglia e cinquanta pecore; Mauro era magazziniere in un grande supermercato, è stato licenziato, ha deciso di mettersi in proprio e di produrre e vendere pasta artigianale fatta a mano.
Tre personaggi, tre storie in bilico tra “normale” ed “estremo” per raccontare un unico territorio, le Langhe, universalmente riconosciute come uno dei luoghi più belli d’Italia.
Qui la coesistenza tra uomo e ambiente ha raggiunto i suoi massimi livelli: da una terra apparentemente aspra, arcigna, l’uomo ha saputo ricavare eccellenze enogastronomiche; le colline appaiono come disegnate nella perfezione geometrica delle vigne, il paesaggio modellato attrae frotte di turisti e di recente è stato candidato a diventare “Patrimonio dell’Umanità Unesco”.
Ciononostante, le Langhe non sono rimaste immuni dai processi di trasformazione economica e paesaggistica. L’urbanizzazione, la cementificazione, il progressivo abbandono delle aree e dei mestieri meno redditizi rischiano di trasformare gran parte del loro territorio nell’ennesimo tassello di quella che in ”Langhe Doc“ Giorgio Bocca definisce “l’Italia dei capannoni”.
Quelle di Maria Teresa, Silvio e Mauro sono storie di chi ha intravisto un futuro che non gli piaceva e lo ha rifiutato. Piccole sfide in cui tuttavia è possibile intravedere una dimensione ben più ampia; sfide ancora aperte, non ancora del tutto vinte e che forse non lo saranno mai:loro si muovono in una direzione, il monto in un’altra, del tutto opposta.

Dall’autore:
Raccontare il proprio territorio, quello che si è sempre vissuto e amato, non è semplice.
Identificare con chiarezza che cosa raccontare, e in che modo farlo, ha richiesto lunghi tempi di maturazione, e così la scelta finale dei personaggi, le cui storie sono solo alcune tra le tante possibili.
Le Langhe sono una terra affascinante, ammirate dai turisti come da chi le abita per la loro bellezza, per come hanno saputo “conservare” intatti il proprio paesaggio, le proprie tipicità, la propria cultura. E tuttavia proprio chi questo territorio lo ha vissuto giornalmente ha la possibilità, in questo bel quadro, di notare delle piccole sbavature, delle imperfezioni che rischiano di rovinarne l’immagine generale.
In meno di venti anni, dall’adolescenza ad oggi, ho visto ogni paese e paesino di Langa dotarsi di un’area industriale e commerciale, quasi sempre posizionata nella parte geograficamente più bassa (ma non per questo meno visibile, anzi), quasi sempre sovradimensionata. Da studente di Architettura, leggevo termini come “urbanizzazione” o “diffusione urbana” e pensavo non al bacino della Ruhr o a New York, ma più semplicemente al “mio” territorio e a quanto stava diventando difficile separare le aree di città da quelle di campagna, distinguere un paese dall’altro.
Un’interminabile fila di case, villette, capannoni, edifici commerciali, ha reso quasi impossibile tutto ciò, per cui i confini tra i diversi centri urbani, un tempo segnati da cartelli posizionati in aperta campagna, si trovano oggi incastonati tra un capannone e l’altro.
Beninteso, le Langhe restano ancora in gran parte “integre”e intatte, caso esemplare di buon governo del territorio per molte altre aree del nostro Paese, e infatti i fenomeni sopra descritti le hanno toccato solo marginalmente. A conferma di tutto ciò di recente è arrivata la domanda di iscrizione nella Lista del “Patrimonio dell’Umanità Unesco”.
E tuttavia tanto mi bastava per voler raccontare i segni di una trasformazione cui io stesso ho assistito.
Un racconto in chiave positiva e propositiva però, e non la semplice denuncia di malcostumi e scelleratezze. E’ in questa chiave che nasce “Langhe Doc”.
Doc perchè le Langhe sono protagoniste del Documentario attraverso le storie di chi le abita, ma anche perchè quelle raccontate nel film sono le storie di Langaroli D.O.C. (“Denominazione di Origine Controllata”, marchio di origine per le uve da vino), storie di chi ama e difende le proprie origini, la propria terra, le proprie tradizioni culturali.
Ho scelto di lavorare “per contrasto”, facendo emergere la parte negativa attraverso il racconto di storie positive.
Di più: queste storie appaiono quasi “estreme” per la radicalità delle scelte operate, per i giudizi e le convinzioni personali dei personaggi, per la difficoltà pratica di seguirne l’esempio.
Maria Teresa, Mauro e Silvio sono, secondo una definizione del giornalista Federico Ferrero, gli “eretici”, quelli che vanno controcorrente, che pensano e agiscono in modo radicalmente diverso rispetto a tutti.
E tuttavia è proprio in questa radicalità di comportamento ( che, beninteso, fino a pochi decenni fa sarebbe forse apparsa assoluta normalità), che sta il nucleo del documentario: presentare, attraverso le loro storie, un punto di visto di vista diverso e originale, su un territorio, la sua storia, il suo futuro.

L’ autore: Paolo Casalis
Nato a Bra (Cn) nel 1976. Si laurea nel 2001 in Architettura al Politecnico di Torino con una tesi sull’architettura sostenibile e sul rapporto tra produzione edilizia ed ecosostenibilità.
Autore e regista insieme a Stefano Scarafia del lungometraggio “Il Corridore”(2010), menzione speciale al Marcarolo Film Festival, film documentario in concorso al BCNSFF2010 (Barcelona International Ficts Festival).Nel 2009 realizza, insieme a Stefano Scarafia, il film documentario “Gente di Terra Madre”, presentato ai festival Cinemambiente di Torino e Slow Food on Film di Bologna, distribuito in allegato al libro di Carlo Petrini “Terra madre, come non farci mangiare dal cibo”.
Dal 2009 collabora con l’associazione Bracinetica, per la quale, nell’ambito del progetto “Giovani sguardi sul territorio” ha diretto i cortometraggi “La casa del Santo” (2009), “Supereroi” (2010), “T540 (da cortile a cortile)” (2010).
Filmografia:
Supereroi (2010); T540 (da cortile a cortile)” (2010); Il Corridore (2009); Gente di Terra Madre (2009); La casa del Santo” (2009); Memorie di Verduno (2008)

Langhe Doc
Una produzione Stuffilmcreativeye
A Stuffilmcreativeye production
www.stuffilm.com
stuffilm@gmail.com
Langhe Doc è presente sulla piattaforma “Produzioni dal basso – Nuove comunità economiche”
Produzioni dal basso è una piattaforma internet indipendente, orizzontale e gratuita.
Per sistema delle produzioni dal basso si intende il metodo di raccolta fondi e finanziamenti attraverso una sottoscrizione popolare per la realizzazione di un progetto.

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