Bolzano. Festival “Transart10″. Dal 9 settembre al 9 ottobre
- di Redazione -
31 agosto 2010
Quanti volti può avere il contemporaneo? Quale voce, quali note, quali sono i temi e i ritmi della cultura di oggi? Per il decimo anno Transart porterà in Trentino Alto Adige i linguaggi multiformi della sperimentazione: dal 9 settembre al 9 ottobre un continuo dialogo tra musica, danza, letteratura e arte a diretto contatto con il palcoscenici più innovativi al mondo. Tokio, Vienna, Mosca e ovviamente New York: Transart apre una finestra sul festival Performa, l’innovativa manifestazione dedicata alle arti performative, nata nel fertile terreno delle grandi istituzioni museali newyorkesi. A Transart e al Mart, partner in questo progetto in prima europea, Performa dedica il progetto dell’Intonarumori, ideato dal compositore italiano Luigi Chessa sul modello degli strumenti costruiti da Luigi Russolo un secolo fa. Uno sguardo che sintetizza la storia dell’arte performativa dal futurismo al presente quindi, che coinvolge 16 musicisti del luogo. Guidati dal maestro Chessa, saranno chiamati ad eseguire alcune composizioni inedite firmate da illustri artisti, quali Margareth Kammerer, Silvano Bussotti, Teho Teardo e Blixa Bargeld (30.09). Una cena futurista (30.09) unita a una serie di eventi che coniugano musica, teatro, dj e vj set proposti dal collettivo Prompt nato in seno a Performa, completano uno degli eventi di punta della decima edizione di Transart (28 & 29.09). Da New York a Mosca: il geniale compositore russo Sergej Newski, inaugura il lungo percorso nella musica classica contemporanea con la prima italiana di Franziskus, opera di musica da camera dedicata a San Francesco, interpretata dall’ensemble Windkraft, diretta da Johannes Kalitzke (10.09). RE-CONSTRUCTION è il titolo dell’intensa ricognizione dello spettro creativo sovietico proposto della Moscow Contemporary Music Ensemble diretta Feder Lednov. In programma tra gli altri, quattro arrangiamenti inediti delle composizioni di Deshov, Mossolov e Sysoev e Prokofjew (17.09). Il filo rosso della cultura sovietica prosegue con un incontro molto particolare: Vladimir Sorokin, scrittore e narratore, autore del celebre romanzo “La coda”, insignito del premio della Repubblica Federale tedesca, presenterà “Sugar Cremlin” il suo nuovo libro tradotto tedesco. A completare il reading, la proiezione del film futurista russo AELITA rimusicato in prima assoluta dall’Ensemble 2e2m (23.09). Classica di oggi e di ieri per raggiungere l’ebbrezza dei sensi: per la terza volta Transart ospita il Symposion, dedicato al raffinato connubio fra vino e musica, interpretato da una delle formazioni più importanti nel campo della musica contemporanea, i Klangforum Wien (2.10). L’improvvisazione avrà il carisma dell’arpista e percussionista statunitense Zeena Parkins, talento eclettico pronto a dialogare con le sonorità di cetra, chitarra contrabbasso e…di un tagliere, nel Zeena Parkins & Quadrat: sch estende feat, un concerto in prima italiana (22.09). New York, Mosca, Vienna e Tokio: danza e tecnologie si fondono assieme in “true/本当のこと”, lo spettacolo della compagnia giapponese FUJIMOTO Takayuki & friends (09.09). Se nulla di ciò che l’umanità ha creato è eterno, anche i confini tra i danzatori e lo spazio diventano labili fino a dissolversi nella ritualità di tutti i giorni: il tempo si azzera per appiattirsi alle luci artificiali dei led. La danza può però invocare anche un ritorno alle origini: è la speranza insita in Blessed, toccante spettacolo della coreografa americana Meg Stuart. Saranno proprio gli elementi più semplici del nostro mondo, come la pioggia, il cartone e il corpo umano ad aprire una breccia nella nostra realtà fatta di marchingegni artificiali, modelli di comportamento e apparenze (24 & 25.09). Una voce che ha segnato con il suo graffio inconfondibile la storia della musica. Patti Smith, la sacerdotessa “maudit” del rock, accompagnata dalla sua band italiana La casa del Vento, dedica al pubblico di Transart un concerto acustico, dove agli storici successi si aggiungono perle dal suo nuovo progetto musicale (14.09). Ma Transart è anche clubbing, che unisce il sound della dance all’elettronica, senza rinunciare alle sperimentazioni video, grazie al dj set della formazione francese Koudlam, di Fritz Orlowski (Italia) e di quelle tedesca degli Extrawelt e dei T. Raumschmire (11.09). Tra gli artisti multimediali più affermati in Italia e tra i più conosciuti e apprezzati anche all’estero, Claudio Sinatti propone il suo progetto Livevideoartensemble: assieme al musicista Giuseppe Ielasi trasformerà il dancefloor in un unico grande palcoscenico (18.09). Stella oscura nel pantheon della grandi voci femminili, Diamanda Galás conclude la decima edizione del festival: profondo e di ampio respiro, il suo linguaggio vocale-musicale attraversa il ventesimo secolo e ci porta verso il futuro (9.10).
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