Ricerca: primi risultati della ricerca sulla sindrome di Stendhal
- di Redazione -
26 agosto 2010
Cambiamenti del battito cardiaco, delle frequenze respiratorie e della pressione arteriosa, ma finora nessuno svenimento o allucinazione. Questi i primi risultati di uno studio interdisciplinare condotto a Firenze, effettuato sui visitatori dell’allestimento ‘Nello specchio della meraviglia’ di Luca Giordano, a Palazzo Medici Riccardi, alla ricerca della sindrome di Stendhal, quella affezione psicosomatica, detta anche ‘sindrome di Firenze’, che provoca tachicardia, capogiro, vertigini, confusione e anche allucinazioni e svenimenti in soggetti messi al cospetto di opere d’arte di straordinaria bellezza, specialmente se sono compresse in spazi limitati.
La malattia, piuttosto rara, colpisce principalmente persone molto sensibili e fa parte dei cosiddetti malanni del viaggiatore. Il nome della sindrome si deve allo scrittore francese Stendhal (nom de plume di Henri-Marie Beyle, 1783-1842). Egli, essendo stato personalmente colpito dal fenomeno durante il suo Grand tour del 1817, ne diede una prima descrizione, scrivendo: ”Ero giunto a quel livello di emozione dove si incontrano le sensazioni celesti date dalle arti ed i sentimenti appassionati. Uscendo da Santa Croce, ebbi un battito del cuore, la vita per me si era inaridita, camminavo temendo di cadere”.
Il progetto, iniziato il 29 luglio, si concludera’ tra una settimana. I dati esatti non sono ancora disponibili. Fino adesso, su 11mila visitatori, 190 si sono sottoposti all’esperimento; in molti di loro, gli strumenti hanno registrato cambiamenti del battito cardiaco, della pressone arteriosa, delle frequenze respiratorie. ”Si sono registrati livelli intermedi di sindrome”, spiegano gli organizzatori dello studio, che hanno notato come chi usciva dal percorso museale aveva generalmente ”il volto piu’ rilassato e gli occhi piu’ brillanti”.
Fonte: Adnkronos









