La voce inascoltata di Tor Bella Monaca e delle altre periferie

- di Redazione  -

Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha dato l’annuncio che il quartiere periferico di Tor Bella Monaca sarà a breve raso al suolo e ricostruito. Tra scettici, sostenitori del progetto e contrari, la polemica divampa a dispetto di chi, affrontandone quotidianamente le problematiche, vive da anni nella borgata …

25 agosto 2010

Per gli abitanti di Roma il nome di ‘Tor Bella Monaca’ evoca da sempre l’immagine di una periferia degradata e malfamata sebbene, eccetto i residenti, in pochi si siano trovati a passare di lì.
Il quartiere che si sviluppa sul lato nord della Via Casilina, all’esterno del Grande Raccordo Anulare, è sorto tra gli anni ’20 e’30 del secolo scorso, ospitando migranti della provincia e del meridione, ma anche i romani che lasciavano gli edifici decadenti del centro storico.
L’aspetto odierno di Tor Bella Monaca, caratterizzato dalle “torri” a quindici piani, è il risultato dei piani di edilizia economica e popolare realizzati negli anni ottanta. Nel precedente decennio la zona stava infatti registrando una crescita edilizia incontrollata a cui conseguiva l’emergere preoccupante di degrado ambientale. Fu così che le autorità comunali tentarono di far fronte al problema ricorrendo ad un piano di urbanizzazione legato alla legge che nel 1980 stanziò mille miliardi per la costruzione di alloggi nelle aree con elevata tensione abitativa. La città di Roma ottenne 175 miliardi di questa erogazione, destinandone gran parte al finanziamento del piano di Zona di Tor Bella Monaca, nel quale si prevedeva la realizzazione di alloggi per un insediamento previsto di circa 30.000 abitanti, edifici scolastici adeguati, servizi commerciali essenziali.
Lo sviluppo del quartiere doveva dunque rispettare un ‘modello’ urbanistico ben definito, sennonché le aree precedentemente destinate a tutela ambientale subirono invece una violenta aggressione edilizia spontanea, fuori da ogni regola, e vennero legalizzate dall’amministrazione comunale nel 1978 con una apposita variante urbanistica che comprendeva complessivamente 86 nuove borgate, (le zone “O” de P.R.G.). L’incompleta realizzazione di quel che doveva essere un esperimento di architettura socio urbanistica spiega così l’assenza di spazi ricreativi, di ritrovo e la carenza di servizi. A rendere problematica la realtà di questa parte dell’VIII Municipio è il mancato sviluppo di funzionali mezzi di comunicazione e di collegamento con il centro cittadino, tanto da indurre molti a definire la zona col forte appellativo di ‘ghetto’. Qui, come del resto in molte altre periferie cittadine, le strutture pubbliche si limitano a qualche centro anziani, alla asl di quartiere, al Centro di occupazione delle Torri e ad un centro commerciale; fatta eccezione per il Teatro inaugurato nel 2005, che vanta la direzione artistica di Michele Placido, e per la Chiesa di Santa Maria Madre del Redentore, realizzata dall’Arch. Pierluigi Spadolini nel 1987,  mancano spazi dedicati alla cultura e allo svago o luoghi di lavoro che non riducano la borgata a ‘quartiere dormitorio’.
Gianni Alemanno, l’attuale sindaco della capitale, ha annunciato alla manifestazione estiva “Cortina Incontra” che presenterà un master plan per la fine di ottobre, da sottoporre a referendum dei residenti interessati, con il quale intende ricostruire il quartiere di Tor Bella Monaca. Il tutto senza aggravare ulteriormente sulle casse già fortemente sofferenti del Comune, grazie ad accordi con i costruttori cui verranno elargiti premi di cubature.
A queste dichiarazioni hanno fatto seguito reazione tra le più variegate: alcuni approvano la lungimiranza del progetto, molti ne denunciano l’irrealizzabilità, altri sostengono che si tratti solo di una trovata politica priva di conseguenze concrete.
C’è da dire che attualmente sono in corso di realizzazione nell’area una serie di opere pubbliche finanziate dalla Regione Lazio e dallo stesso Comune di Roma per la ristrutturazione di vie e per la creazione di zone verdi. Ci auguriamo per lo meno che il fantomatico piano di abbattimento e ricostruzione del quartiere preveda di integrarsi con tali interventi per cui sono già stati stanziati fondi pubblici.
Oltretutto è necessario pretendere la massima chiarezza e trasparenza riguardo i cosiddetti ‘premi di cubatura’ promessi ai costruttori: le città italiane hanno un serio problema di cementificazione selvaggia, per questo speriamo vivamente che le istituzioni non divengano complici negli interessi dei grandi costruttori ma rimangano sensibili al problema.
L’altro punto nodale della questione è che a Tor Bella Monaca risiedono all’incirca 35.000 persone. L’alta densità di popolazione lascia dedurre che se il progetto promosso dal Sindaco rigetta lo sviluppo verticale dei nuovi edifici, si avrà un’espansione considerevole dei metri quadrati da impiegare.
Per ora bisogna tuttavia riconoscere che ci sono solo parole e nulla di tangibile su cui poter discorrere, sebbene archistar, politici e sociologi si siano affrettati a rivelare le loro posizioni a riguardo. Come spesso accade tanto rumore per nulla e le voci di chi vive nella complessa realtà della borgata restano tuttora inascoltate: sarebbe forse meglio tendere l’orecchio per comprendere e rispondere a quelle che sono le concrete necessità delle periferie urbane, troppo spesso considerate zone di serie ‘B’ dalle stesse istituzioni locali. Un potenziamento dei servizi esistenti e lo sviluppo di nuovi, basterebbe infatti a trasformare il volto di queste aree senza che si ricorra a parabolici progetti che sembrano guardare molto alla forma e poco alla sostanza.

Fonti:

http://www.romamunicipiodelletorri.it/Storia%20dei%20Quartieri/Tor%20Bella%20Monaca.htm

http://62.77.53.204/was/wps/portal/ut/p/_s.7_0_A/7_0_21LmenuPage=/Area_di_navigazione/Sezioni_del_portale/Dipartimenti_e_altri_uffici/Dipartimento_politiche_di_riqualificazione_delle_periferie/Programmi_di_Recupero_Urbano/P-9-R-9-U-9-_Tor_Bella_Monaca/

Tags: , , , , ,

Lascia un Commento

I campi con * sono obbligatori. Il tuo indirizzo email non sarà reso pubblico!

In alternativa puoi commentare utilizzando il tuo profilo facebook cliccando sul relativo bottone

Connect with Facebook