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Musica: etichette indipendenti in rivolta. Poca musica italiana nelle radio

- di Redazione  -

6 agosto 2010

Dati alla mano la situazione sembra davvero preoccupare le etichette discografiche indipendenti che hanno diffuso una nota in cui spiegano : “I principali network radiofonici italiani hanno trasmesso una media di musica italiana che si attesta intorno al 30% a fronte di un fatturato sui dischi di musica italiana, per lo stesso periodo, che è oltre il 60%”. Sulla programmazione di musica italiana, si va da una quota del 40% per le emittenti più ‘virtuose’ a casi limite di alcune radio nazionali che si al di sotto del 10%”. Le etichette, coordinate da AudioCoop, si riuniranno a fine novembre per il Mei, l’annuale Meeting degli indipendenti in cui ribadiranno la loro protesta contro un comparto che punta all’omologazione e alla globalizzazione dei gusti musicale, senza favorire la musica nazionale ed emergente
Secondo il coordinamento, “è necessario intervenire subito per uscire da una situazione dannosa per i giovani autori di musica e l’industria discografica italiana, dando il via finalmente a un decreto urgente che preveda, come in Francia, l’inserimento nei palinsesti di quote di musica italiana e provenienti dai territori all’interno dei programmi giornalieri di tutte le radio e tv, pubbliche e private”. Inoltre “è urgente attivare un tavolo di confronto tra produttori discografici e radio e tv presso il ministero dei Beni Culturali per trovare sistemi di reciproco riconoscimento e sostegno a favore della nostra musica anche attraverso sgravi e incentivi”.

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