L’infelice Carlo Felice

- di Redazione  -

Conti che non tornano e dipendenti a rischio cassa integrazione: il Carlo Felice di Genova, nonostante il lungo periodo di commissariamento, è a rischio chiusura per carenza di fondi…

4 agosto 2010

Destinazione del 5 per mille al Teatro e ricerca di sponsor privati sono tra gli appigli a cui il Carlo Felice di Genova si aggrappa, nel disperato tentativo di salvarsi dal naufragio della chiusura.
Sebbene infatti nel bilancio dell’anno 2009 si legga un avanzo al netto pari a 8.227.272 €, sembrerebbe invece che le casse della Fondazione potranno tenere in piedi il palinsesto solo fino a settembre. E sono a ragione in ansia i lavoratori del Teatro, di cui si è discusso in questi giorni, attorno ad una tavola rotonda tra Cda della Fondazione, Comune, Regione e sindacati, l’affidamento alla cassa integrazione in deroga.
Forti speranze sono poi state riposte nelle proposte che la società Deloitte & Touche, incaricata di esaminare i conti del Teatro, presenterà a breve per scongiurarne la calata del sipario. Si vocifera inoltre che, nella relazione, siano rinvenibili elementi atti a consentire una denuncia presso la Corte dei Conti contro l’operato dell’ex commissario straordinario Giuseppe Ferrazza, alla guida del Teatro per quasi un biennio, additato da molti come uno dei maggiori responsabili del dissesto finanziario che ha colpito il palco genovese.
Nel frattempo, concluso il periodo di commissariamento, si fatica, come prevedibile, a ottenere la firma del contratto per il nuovo sovrintendente. Il Cda ha indicato il nome di Giovanni Pacor, attuale direttore artistico della Greek national opera di Atene, tra una rosa di quattro candidati in cui figuravano Antonio Calbi e Claudio Orazi. Pacor tuttavia, data la situazione di estrema emergenza, non ha ancora accettato il rischioso incarico.
Tra deficit, taglio di posti di lavoro, lacune ai ruoli di vertice, le sorti del Carlo Felice sono a repentaglio. Al momento si sta comprensibilmente tentando di salvare il salvabile, ricorrendo a metodi temporanei per arginare il collasso, ma urge un repentino e sistemico intervento di risanamento che dia nuovo stimolo all’attività. La questione principale ruota comunque intorno alle pesanti responsabilità di una cattiva gestione che si è perpetuata nel tempo, emergendo solo quando ormai i conti erano irrimediabilmente in rosso.
Il Commissariamento del Teatro, risalente all’estate del 2008, si era reso necessario su segnalazione dello stesso Sindaco di Genova, Marta Vincenzi, che a quel tempo ricopriva inoltre il ruolo di presidente del Cda della Fondazione, per mettere fine alle difficoltà di funzionamento e per operare un vero rilancio del Carlo Felice. Con la firma da parte del Ministro Bondi del mandato a Giuseppe Ferrazza sono allora decaduti automaticamente gli incarichi del consiglio di amministrazione e del sovrintendente Gennaro Di Benedetto, a cui inoltre è stato dovuto un risarcimento per la recessione anticipata del contratto. Tale periodo di amministrazione straordinaria era inizialmente fissato a sei mesi, ma si è poi prolungato, senza concreta giustificazione, per quasi due anni. Tale proroga, decisa nell’ottobre del 2009, scatenò reazioni da più parti, tanto che il deputato pugliese Teresa Bellanova (PD) presentò un’interrogazione parlamentare al riguardo e il collega Francesco Aracri (Pdl) denunciò l’eccessivo accentramento di poteri nella figura del Ferrazza.
La difficoltà finanziaria del Teatro genovese risalirebbe in realtà agli anni ’90, quando lasciò la sede del Teatro Margherita per riaprire in uno spazio più ampio e con un accresciuto personale, cui solvere i dovuti compensi. Da allora ha ricevuto numerosi finanziamenti pubblici, senza però trovare mai un equilibrio nel bilancio, in continuo dissesto.
Ancora una volta l’unica soluzione che si prospetta di fronte ad un’evidente incapacità gestionale è il ricorso a capitali privati e a manager che esercitano al di fuori del comparto pubblico: non a caso un’indiscrezione dell’ultima ora vedrebbe Renzo Fossati, funzionario Erg, come ancora di salvataggio alla prospettiva di una rinuncia da parte di Pacor. Nel frattempo, mentre si delineano queste specifiche, 300 lavoratori passano a regime di cassa integrazione per quattro mesi, dopodiché il loro destino è rimesso alle capacità di nuovi amministratori, fino ad ora rivelatisi incapaci di portare avanti l’attività artistica di un teatro che dovrebbe essere fiore all’occhiello del capoluogo ligure.
Fonti:
http://www.carlofelice.it/
http://www.tafter.it/2009/10/19/gestire-un-teatro-in-tempi-di-crisi-intervista-a-giuseppe-ferrazza/
http://genova.repubblica.it/dettaglio/carlo-felice-ferrazza-commissario-straordinario/1495604
http://genova.repubblica.it/dettaglio/carlo-felice-in-parlamento-fuoco-bipartisan-contro-ferrazza/1843777

Tags: , , , , ,

Lascia un Commento

I campi con * sono obbligatori. Il tuo indirizzo email non sarà reso pubblico!

In alternativa puoi commentare utilizzando il tuo profilo facebook cliccando sul relativo bottone

Connect with Facebook