MAGMA – Museo delle Arti e del Geosito dei Monti Aurunci

- di Roberta Pisa -

Il nome suggestivo evoca la peculiarità del territorio in cui è immerso: il MAGMA, Museo delle Arti e del Geosito dei Monti Aurunci, si presenta come un centro polifunzionale dall’ampio respiro…

3 agosto 2010

Intervista a Paolo Feroce, direttore e curatore del MAGMA.

Il 24 luglio è stato inaugurato il Museo MAGMA, Museo delle Arti e del Geosito dei Monti Aurunci, in provincia di Caserta.
Questo nuovo centro polifunzionale, di cui il nostro territorio si è dotato, ospiterà permanentemente collezioni d’arte contemporanea e di scienze ambientali. Nato dall’idea di Paolo Feroce, che ne è divenuto direttore e curatore, il MAGMA si pone molti ambiziosi obiettivi, che vanno oltre la qualificazione dei giovani creativi locali e la promozione culturale di un’area tra le più ricche di qualità ambientali in Campania.

Il MAGMA è situato nella Città di Roccamonfina, in provincia di Caserta, e nel bel mezzo dei Monti Aurunci. Perché collocare il Museo proprio in questo comune?

La Città di Roccamonfina si trova in una posizione ideale, perché è al confine tra l’alto Casertano e il basso Lazio. Collocando qui il MAGMA, il museo potrà quindi essere un centro di congiunzione culturale tra le due regioni. Si trova infatti in un punto strategico: ad un quarto d’ora di auto c’è Formia, Gaeta e tutto il litorale tirreno; sul versante opposto, in 20 minuti, è possibile raggiungere Cassino e in mezz’ora, tre quarti d’ora si arriva a Caserta passando per Capua e Santa Maria, città storiche della Campania felix. Invece di porci in città grandi come Napoli o Caserta, abbiamo perciò scelto come location questo piccolo centro, perché risponde pienamente agli obiettivi che ci siamo posti, esaltando il legame con il geosito e consentendo di relazionarci con la ricchezza del territorio.

Dell’aiuto di chi vi siete avvalsi per la realizzazione di questo ambizioso progetto? Quali sono stati i tempi prima di giungere alla recente inaugurazione?

Abbiamo proceduto autonomamente come associazione culturale, Centro d’Arti Visive Area 51, puntando molto sulla nostra esperienza: personalmente sono curatore, e organizzo eventi culturali da  ormai 15 anni. Importante è anche l’impegno della Dott.ssa Angela Terrazzini di Palermo e della Prof.ssa Marinella Ferrara, docente alla facoltà di Design del Politecnico di Milano, la quale ha aperto l’attività del MAGMA con l’esposizione – collezione dedicata al design. Il lavoro per la realizzazione di questo progetto è stato dunque portato avanti da due o tre persone.
Essenziale è poi stato il sostegno dell’amministrazione di Roccamonfina, dove il giovane sindaco Letizia Tari, sostenuta dagli assessori Caterina Ionta ed Emma Petrillo, hanno subito accolto favorevolmente il nostro progetto. Così a marzo abbiamo avuto le prime ufficialità per disporre del Palazzo dei Congressi, e dopo sei o sette mesi operativi di lavoro, siamo giunti all’inaugurazione, sebbene ancora ci sia molto da fare per ciò che attiene le sale espositive, la comunicazione, gli allestimenti. Uno degli insegnamenti che però ho appreso con gli anni è che a contare è comunque il fatto di ‘esistere’ ed essere attivi, filosofia ultimamente condivisa da molti.

L’edificio che ospita il MAGMA è quello del Palazzo dei Congressi di Roccamonfina. La scelta di utilizzare un edificio preesistente da quali esigenze è stata dettata? Sono stati fatti degli interventi di ristrutturazione? Quali?

Il Palazzo dei Congressi nasce negli anni ’80-90. Questa enorme struttura era inizialmente asservita al parco termale e da circa un anno e mezzo è stata ristrutturata dalla provincia di Caserta. Era tuttavia un monumento immenso e bellissimo che giaceva inusato nei castagneti di Roccamonfina, vuoto con sole tre sale riservate alla polizia provinciale. Ci è sembrato dunque lo spazio ideale per accogliere un museo di arte contemporanea. Internamente c’è poi un blocco centrale in cui sarà presto inaugurato un teatro di 700 posti ed esternamente sarà realizzato un orto botanico decorato da opere di land art e arte del riciclo che interagirà con la struttura, divenendone parte integrante.

Il Museo ha tra le sue prerogative quella di promuovere il territorio del casertano, dalle sue risorse umane, al patrimonio paesaggistico, alla produzione locale, senza però rinunciare ad aspirazioni internazionalistiche. Come intende coniugare queste due opposte tendenze?

Questo è un museo di arti figurative contemporanee, in cui centrale è la multidisciplinarietà, tra arte, design, scienza, musica che lo renderà giovane e dinamico. Non per niente prende il nome di osservatorio-laboratorio permanente: ci saranno infatti spazi dedicati ai giovani e verrà realizzata una foresteria per accogliere chi intenderà seguire i nostri corsi, effettuare ricerche sul territorio, studiare le opere esposte. Ci apriamo verso gli altri paesi organizzando inoltre, con la nostra associazione, eventi con incontri internazionali sia in Italia che all’estero. Riteniamo che il Museo, presentando opere di forte interesse, possa attrarre visitatori da ogni dove e interagendo con le attrattive locali, sarà in grado di favorire un importante flusso turistico sul territorio. Avvalendoci poi della collaborazione con enti di chiaro spessore che operano nel settore della ricettività culturale, crediamo che il MAGMA possa inserirsi sapientemente nell’offerta turistica locale, contribuendo ad arricchirla.

La cittadinanza come sta reagendo alla novità del Museo? Qual è il target dei primi visitatori? Come intendete coinvolgere il pubblico?

All’inaugurazione erano presenti circa 400-500 persone provenienti da tutta Italia e amanti del settore, sebbene non abbiamo puntato su una comunicazione aggressiva. I residenti sono invece rimasti più disorientati nei confronti del MAGMA, ma dopo un primo impatto di diffidenza, si stanno pian piano aprendo e cominciano ad interagire con il centro. Bisogna infatti riconoscere che la prima reazione è stata alquanto fredda, ma una risposta c’è stata. Ora sta a noi aprirci, attrarre il loro interesse e coinvolgerli, facendoci intermediari tra l’arte contemporanea e le tradizioni dei Monti Aurunci. Per ora possiamo tuttavia ritenerci soddisfatti.

Già dal nome il Museo MAGMA lascia intendere la sua natura multidisciplinare, con una commistione tra arte, scienza e natura. Da dove nasce tale visione?

Abbiamo studiato questa impostazione con Emiliano D’Angelo, critico d’arte contemporanea, mio caro amico e anche lui di Teano. Tutto è cominciato l’anno scorso con l’inaugurazione del Palazzo dei Congressi, in occasione della quale abbiamo organizzato l’evento “Flogisto, arte in eruzione”. Da lì, abbiamo lavorato di fantasia e siamo giunti al nome MAGMA e al concept alla base del Museo, ispirandoci principalmente alla tipicità naturale del sito. Speriamo sia stata una felice intuizione.

Quale futuro prospetta per questo nuovo Museo, in un periodo in cui la crisi economica e i tagli previsti alla cultura, lasciano in difficoltà molti altri centri culturali?

Fino ad ora non siamo stati abituati a godere di sovvenzioni pubbliche. Si figuri che, in occasione dell’esclusiva mostra di Pablo Picasso, organizzata per la prima volta a Caserta nel 2008 (Testimonial Anita Garibaldi, Lucia Bose’ e Licia Colo’), l’allora Regione Campania di Bassolino ci conferì solo un semplice patrocinio morale…
Indipendentemente al sostegno delle istituzioni, comunque, andiamo però avanti con il nostro progetto, che non rinuncia ad aspirazioni importanti. Speriamo tuttavia che la Regione di adesso e gli altri enti possano comprendere il valore delle attività del MAGMA, supportandoci concretamente. Anche perché, il vantaggio che ne verrebbe sarebbe davvero per tutti, in quanto stiamo portando l’arte contemporanea sul territorio, con eventi tali da attrarre l’interesse internazionale, valorizzando l’area e promuovendola. Speriamo dunque che il Parco regionale, la Regione Campania, la provincia di Caserta, la camera di commercio possano sostenerci in questa missione di cultura e di amore per le bellezze del posto.

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