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Beni culturali: la parte italiana del Monte San Giorgio entra nel patrimonio Unesco

- di Redazione  -

3 agosto 2010

Anche la parte italiana del Monte San Giorgio è ufficialmente nella Lista del Patrimonio mondiale dell’UNESCO, completando il riconoscimento già attribuito  al lato svizzero del monte nel 2003. Determinante ai fini della decisione del Comitato del Patrimonio Mondiale riunito a Brasilia in assemblea generale dal 25 luglio al 3 agosto 2010 è stata la presenza nella regione transnazionale italo-svizzera di reperti paleontologici di eccezionale valore. Sono infatti migliaia i fossili di rettili, pesci  e invertebrati marini (antichi di 242-230 milioni di anni fa, corrispondente al periodo geologico del Triassico Medio) rinvenuti nell’intera regione dal XIX secolo ai giorni nostri, molti appartenenti a specie rare o addirittura esclusive del Monte San Giorgio.
Il Monte San Giorgio è il 45° sito italiano iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, il 3° sito naturale dopo le Isole Eolie e le Dolomiti. La candidatura e l’impegnativa procedura amministrativa è stata condotta dai Comuni italiani del Monte San Giorgio con il supporto dell’ Ufficio Patrimonio Mondiale UNESCO del Segretariato Generale, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, di Regione Lombardia, unitamente al Site Manager di parte svizzera. In quanto sito transnazionale il dossier è stato firmato dagli ambasciatori permanenti italiano e svizzero presso l’UNESCO a Parigi.
Il complesso del Monte San Giorgio raggruppa diverse cime (il Monte San Giorgio 1.096 m s.l.m., il Monte Pravello o Poncione di Arzo 1.014 m s.l.m e il Monte Orsa 998 m s.l.m.) e si staglia come una estesa piramide rocciosa sulla riva meridionale del Lago di Lugano fra il ramo di Porto Ceresio (Italia, Provincia di Varese), e Capolago (Svizzera). L’estensione italiana del sito UNESCO (zona di protezione e zona cuscinetto) comprende i comuni Besano, Clivio, Porto Ceresio, Saltrio e Viggiù per una superficie di 2.064,48 ha. L’intera area transazionale del sito UNESCO Monte San Giorgio, che include anche i Comuni svizzeri di Meride, Riva San Vitale, Brusino Arsizio, Besazio, Mendrisio, Ligornetto e Stabio, raggiunge così  44,14 km2.
Lo straordinario valore del Monte San Giorgio a livello mondiale è dato dalla presenza nella regione di strati fossiliferi risalenti al periodo Triassico medio (230-242 milioni di anni fa). La sedimentazione tranquilla e la bassa concentrazione di ossigeno sui fondali marini hanno permesso un’ottima conservazione dei fossili, depositati su almeno sei livelli sovrapposti. Mediante lo studio di questi ultimi è possibile ricostruire la storia evolutiva di diversi gruppi di animali marini. Finora sono stati rinvenuti 21.000 esemplari, fra cui 30 specie di rettili, 80 specie di pesci, circa 100 specie di invertebrati, numerosi microfossili e numerose piante, esposti nei musei di Besano (Italia) e di Meride (Svizzera). Altre esposizioni di riferimento per il patrimonio paleontologico del Monte San Giorgio sono nei musei di Milano, Zurigo e Lugano. L’accoglienza ai visitatori dell’area UNESCO sarà garantita attraverso le strutture dei visitor-center di Clivio (Italia) e di Meride (Svizzera).
Particolare attenzione è stata posta, nell’ambito del riconoscimento dell’estensione italiana, alla complementarietà dei due settori transfrontalieri che si distinguono ma si completano nel contempo per aspetti storici dell’attività mineraria, della ricerca scientifica (i primissimi scavi sono stati eseguiti nel 1863 in territorio italiano da parte dell’Abate Antonio Stoppani), e per la varietà dei ritrovamenti sui due lati del Monte San Giorgio.
L’importante riconoscimento dell’UNESCO suggella una lunga attività di collaborazione transnazionale fra i comuni e gli enti svizzeri ed italiani che si protrae in modo costruttivo da una decina di anni attraverso progetti condivisi premiando un metodo di lavoro inusuale per un sito del Patrimonio mondiale. La nomina fornisce nel contempo una ulteriore e rinnovata spinta per la delicata fase di mantenimento dell’elevato standard raggiunto da realizzare attraverso il piano di gestione transnazionale.

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