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Legislazione: stasera e domani in piazza per protestare contro la legge sulle intercettazioni. Blogger infuriati

- di Redazione  -

28 luglio 2010

Inizierà alle 22 di stasera e si protrarrà per 24 ore, fino alle 22 del 29 luglio, a Piazza Montecitorio a Roma, la protesta contro la legge sulle intercettazioni che, accontentati in parte i grandi giornali, ora va a ledere con un trattamento iniquo ed ingiusto la stampa su internet e i aperiodica che si vedono costretti alla rettifica entro 48 ore così come previsto dal comma 29 del decreto Alfano pena una sanzione di 12.500 euro. Tra le proposte per correggere la norma c’è quella della “rettifica fai da te”, una sorta di widget automatico per consentire agli utenti di un blog di intervenire su ciò che viene pubblicato.
L’introduzione dell’obbligo di rettifica anche per la stampa non periodica, obbligo non previsto dalla normativa vigente, non farebbe altro che causare un contenzioso fra autori ed editori al fine di trovare una corretta interpretazione ed applicazione di un dato normativo poco chiaro. Anche i libri, infatti, si vedono coinvolti nella legge che prevede, all’articolo 8 comma 6 del testo approvato in Senato che “per la stampa non periodica, l’autore dello scritto, ovvero i soggetti di cui all’articolo 57bis del codice penale, provvedono su richiesta della persona offesa, alla pubblicazione, a proprie cure e spese su non più di due quotidiani a tiratura nazionale indicati dalla stessa, delle dichiarazioni o delle rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini o ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro reputazione o contrari a verità”.
Il popolo del web nel frattempo si mobilita, attraverso blog e social. E c’è chi, come Guido Scorza, Presidente  dell’Istituto per le politiche dell’Innovazione, Vittorio Zambardino, autore del blog “Scene Digitali” e Alessandro Giglioli, giornalista e blogger dell’Espresso (solo per citarne alcuni) hanno deciso di impugnare carta e penna per redigere una lettera aperta indirizzata a Fini, alla Bongiorno e a tutti i Deputati, con la quale definiscono “illogica e liberticida l’estensione ai gestori di tutti i siti informatici dell’applicabilità dell’obbligo di rettifica  previsto dalla vecchia legge sulla stampa che minaccia di fare della libertà di informazione online la prima vittima eccellente del ddl intercettazioni, eliminando alla radice persino la possibilità che un aspetto tanto delicato e complesso per l’informazione del futuro venga discusso in Parlamento”.

Leggi la lettera

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