Economia della cultura: i musei più grandi ai privati. La proposta di Emma Marcegaglia
- di Redazione -
22 luglio 2010
Per estendere il coinvolgimento dei privati nella tutela e fruizione del patrimonio culturale italiano, che fin qui e’ stato “troppo timido e percio’ inefficace” si potrebbe affidare ad essi in via sperimentale la gestione di alcuni fra i piu’ grandi musei. E’ una delle proposte che giunge dal presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, nel suo intervento all’assemblea annuale di Civita. Tra gli esempi dell’eccessiva timidezza con cui sono state compiute le esperienze di coinvolgimento dei privati in Italia, Marcegaglia ha citato la trasformazione degli enti lirico-sinfonici in fondazioni di diritto privato che “non ha garantito l’afflusso di risorse aggiuntive da sommarsi a quelle dello Stato”.
Proprio in tema di risorse arriva la prima delle 4 proposte avanzate da Marcegaglia: le risose pubbliche “non vanno piu’ date a pioggia alle migliaia di soggetti pubblici protagonisti dell’offerta culturale inefficiente”. Occorre invece spostare le risorse su criteri che “tengano conto della domanda e premino la migliore offerta. Servono -ha detto il presidente di Confindustria- ‘matching grants’ cioe’ il contributo pubblico affianchi quello privato al solo patto di averlo saputo reperire in maniera equivalente”.
Sul fronte dei musei, lo Stato “che ha le difficolta’ che ha metta i privati alla prova”. Superando dunque i limiti per cui attualmente ai privati e’ affidata solo la gestione di alcuni servizi, si provi “per qualche anno ad affidare ad essi l’intera gestione di alcuni grandi musei”, consentendo ai privati anche di avere voce in capitolo del personale e della sua organizzazione. La terza proposta di Marcegaglia e’ di “estendere alle sponsorship delle imprese privata in progetti culturali la disciplina del credito di imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo tecnologico” e, infine, la proposta di “alzare dal 19% attuale al 30% almeno l’aliquota da portare in detrazione fiscale, quando le erogazioni culturali siano effettuate da persone fisiche”.
Fonte: Adnkronos









