Archeologia: riapre da oggi l’area archeologica Civita di Bagno in Abruzzo
- di Redazione -
11 luglio 2010
E’ una delle aree archeologiche più suggestive e meno conosciute dell’area aquilana. Da domenica prossima apre al pubblico il sito archeologico di Civita di Bagno (L’Aquila) per i periodi 11 – 15 luglio e 18 – 22 agosto 2010 con orario 8 – 20. L’iniziativa di queste prime aperture rientra nell’ambito delle attività di promozione e valorizzazione del Patrimonio Culturale Abruzzese portate avanti dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici per l’Abruzzo e nel caso dell’area archeologica di Civita di Bagno della Soprintendenza ai Beni Archeologici per l’Abruzzo.
Il sito archeologico di Civita di Bagno, situato nella Media Valle dell’Aterno poco a sud est dell’Aquila, e’ stato oggetto di recenti campagne di scavi (1995 – 2000) che hanno portato alla luce un importante insediamento romano di eta’ Tardo Repubblicana. L’area archeologica di Civita sta restituendo la grandiosa opera di monumentalizzazione realizzata dai romani attraverso un intervento programmato sulla pianura posta sul versante settentrionale del Colle Moritola, dove i punti di maggiore pendenza ed instabilita’ sono stati rafforzati da una complessa struttura in muratura.
Il complesso edilizio consiste in un ampio terrazzamento artificiale che ospita una serie di edifici collegati tra loro, ognuno adibito a funzioni specifiche ed edificato in epoche diverse. Gli ultimi scavi hanno infatti avvalorato l’ipotesi che la costruzione di questo grande complesso monumentale si sia sviluppato in fasi successive, come dimostrano le diverse tecniche edilizie usate e lo studio della sequenza stratigrafica: si va dalla fase piu’ antica, che si colloca tra la fine del II e la meta’ del I sec. a.C., fino all’abbandono del sito che e’ invece databile al periodo tardo imperiale.
L’Eta’ Augustea e’ quella di massima fioritura, e’ in questo momento che vengono realizzate le strutture di sostegno della collina, sicuramente di grande impatto visivo e scenografico, e gli edifici soprastanti caratterizzati da una grande cura nell’esecuzione del progetto e dalla scelta dei materiali adottati, l’accuratezza delle decorazioni che comprendono pavimenti a mosaico e in opus signinum, affreschi e intonaci, rivestimenti in stucco. Sono queste le novita’ che il sito offre al visitatore, ma tutta l’area e’ gia’ molto conosciuta per gli insediamenti di archeologia medievale con i resti dell’antica cattedrale “Civitas S. Maximi in Comitatu Furconensi” abbandonata con lo spostamento della diocesi nella nuova citta’ di Aquila.
Fonte: Agi









