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Editoria: l’edizione online del quotidiano Le Monde valutata sei volte in più rispetto alla cartacea

- di Redazione  -

1 luglio 2010

La cessione del quotidiano francese Le Monde, passato dal controllo dei suoi giornalisti a quello della cordata francese formata dall’uomo d’affari Pierre Bergè, dal patron del provider Free Xavier Niel e dal banchiere Matthieu Pigasse, fissa un nuovo parametro nella valutazione delle aziende editoriali europee. I nuovi azionisti ricapitalizzeranno la società editoriale con 100 milioni di euro, ma il dato più significativo emerge dalla valutazione di Le Monde elaborata da Calyon, banca d’investimenti di Credit Agricole, sulla base della quale è stata condotta la transazione.

Per l’istituto di credito transalpino, Le Monde vale nel complesso 140 milioni di euro, ma ciò che più conta è la valutazione delle diverse business unit che compongono l’azienda. Calyon valuta infatti ben 67 milioni Le Monde Interactif, la divisione che realizza il sito web del quotidiano e le varie iniziative multimediali, contro i 63 milioni delle riviste controllate (La Vie, Télérama, Courrier International e Le Monde Diplomatique) e degli impianti di stampa. E il quotidiano cartaceo, quello che dalla sua vanta oltre 65 anni di storia nell’informazione della gauche francese? Beh, quello vale non più di 10 milioni.

Insomma, la valutazione di Calyon indica ai nuovi editori dove andare a cercare le cause dei 25 milioni di perdite e dei 125 milioni di debiti che hanno afflitto nel 2009 la gestione di Le Monde. E soprattutto indicano quale sia il settore su cui puntare, visto che l’online vale oltre sei volte il cartaceo.
Un parametro dal quale non si potrà prescindere in futuro. Anche in Italia, dove da tempo non si registrano transazioni relative a grandi gruppi editoriali e dove certamente la valutazione di Calyon per il quotidiano francese peserà nelle trattative fra i soci di Rcs o un una eventuale cessione de L’Espresso da parte di Cir. Perché, se il valore delle edizioni cartacee di Corriere della Sera e Repubblica sta nella loro storia e nel peso dei rispettivi brand, il vero business, anche in questo caso, sta nelle edizioni interattive: da quelle online a quelle per il mobile, che attraverso l’affermazione del modello delle “app” a pagamento (per iPhone, ma anche per BlackBerry, Windows Phone etc.) stanno aprendo le porte a nuove fonti di revenue che, in poco tempo, potrebbero surclassare quelle (sempre più in calo) della carta.
Fonte: Affari Italiani

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