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Restauro: oggi manifestazione nazionale dei restauratori a Firenze contro i limiti del bando di qualificazione

- di Redazione  -

30 giugno 2010

Va avanti dalle ore 10,30 in Piazza Pitti a Firenze, la manifestazione nazionale dei restauratori che protestano contro i limiti imposti dal bando di qualificazione alla professione che non vedrebbe riconosciute le esperienze formative di molti professionisti del comparto.
A tale scopo, l’associazione “La ragione del restauro”, con l’adesione di CNA  e Confartigianato nazionale, ha diffuso un comunicato in cui esprime la propria volontà di dialogo affinchè vengano riconosciute le professionalità di restauratori che ad oggi, rischiano di non veder riconosciuto il loro lavoro e il loro impegno.
 

“I restauratori italiani -  si legge nella nota – nonostante l’ulteriore proroga della scadenza del Bando di qualificazione fissata ora al 30 settembre 2010, manifesteranno un’ennesima volta il loro dissenso nei confronti di determinati aspetti della procedura che mette a rischio il loro lavoro, e non riconosce completamente le esperienze formative e lavorative ad oggi maturate. La situazione è per certi aspetti talmente paradossale che persino i dipendenti pubblici del Ministero non vengono riconosciuti direttamente restauratori, se provenienti da percorsi formativi differenti da quelli dei soli tre Istituti Statali.
Sono trascorsi mesi di forte impegno, proteste, assemblee, interrogazioni ed audizioni parlamentari, proposte di modifica legislativa. Il Ministero per i Beni e le attività culturali, che ha più volte dichiarato la propria disponibilità ai restauratori, continua in realtà a non dimostrare un’apertura al dialogo e a non riceverci, e ci troviamo senza possibilità di confronto e senza risposte oggettive su alcune modalità del Bando che in unica sessione deciderà destini lavorativi anche ventennali.

Ci ritroveremo per evidenziare come in questi mesi siano state ignorate le nostre richieste e calpestati i nostri diritti di persone e lavoratori. Porteremo con noi le copie dei nostri titoli di studio e diplomi, certificazioni ed attestazioni, autorizzazioni e nulla osta rilasciati dalle Soprintendenze, ed immagini delle opere che con il nostro lavoro in questi anni abbiamo contribuito a salvaguardare.

Chiediamo alle Istituzioni, ancora una volta, l’apertura al dialogo per conoscere la complessità della situazione. Chiediamo un impegno forte perché l’obbligo di tutela nei confronti del Patrimonio artistico, che deriva direttamente dall’art. 9 della Costituzione, sia portato avanti insieme a coloro che se ne occupano, professionalmente, da anni. La proroga deve essere vissuta da restauratori ed Istituzioni come un’ ulteriore possibilità di confronto e modifica legislativa.”

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