Turismo: nasce un Comitato per un’Italia animal friendly. Gli animali in vacanza non saranno più un problema
- di Redazione -
24 giugno 2010
Il ministro Brambilla in prima linea per la creazione di un’Italia che sia animal friendly: con questo scopo è stato presentato il Comitato che si occuperà della trasformazione delle brutte abitudini degli italiani nei confronti degli animali.
“L’immagine dell’Italia all’estero sul modo di rapportarsi agli animali non rispecchia il sentimento della maggioranza degli italiani – ha spiegato il ministro Brambilla nel corso della conferenza stampa – Troppo spesso alcuni casi eclatanti di maltrattamenti, di randagismo ed altro, che accadono, vengono veicolati nel mondo, anche attraverso il web, dando un’immagine di forte arretratezza dell’Italia. Come ministro del Turismo, il mio impegno istituzionale mi impone un programma di lavoro per valorizzare l’immagine dell’Italia e per rendere fruibile il Paese a tutti coloro che si muovono o vengono in vacanza con animali al seguito”.
Il Comitato, con parlamentari di entrambi i poli, l’Anci e le principali associazioni animaliste, promuove iniziative concrete. La prima è un’ordinanza-tipo per i comuni che vorranno destinare una spiaggia o uno spazio verde agli animali. Sarà pronta la prossima settimana ma Emilio Floris, che per l’Anci si occupa di Turismo, annuncia come sindaco di Cagliari che la sua città sarà la prima a farla. Il »Comitato analizzerà le norme sui diritti degli animali e farà un programma per favorire il turismo delle persone con amici a quattro zampe al seguito.
“una famiglia su tre ha un cane o un gatto – continua il ministro – ma esistono ancora troppi divieti negli alberghi, nei pubblici esercizi (ristoranti, bar, campeggi) e sui mezzi di trasporto”.
“Il problema però – ha sottolineato la Brambilla – non è normativo ma di rispetto delle leggi vigenti che troppo spesso vengono violate e di miglioramento anche – ha detto – è sostanzialmente un problema culturale. Il nostro primo obiettivo è infatti generare un cambiamento culturale, in secondo luogo far rispettare e migliorare le normative ed in terzo luogo, fare in modo che associazioni come l’Anci, ad esempio, possano dare il loro contributo con azioni dirette sul territorio”.
Come risponderanno gli albergatori italiani a questa richiesta?
“Ho trovato una grande predisposizione da parte degli esercenti di pubblici esercizi – ha sostenuto – ma spesso nasce un equivoco in base al quale il gestore o proprietario ritiene che la Asl non dia il permesso per l’ingresso degli animali nei locali e invece non è così, a meno che non si tratti di laboratori per la preparazione di cibo. Il punto è l’educazione da parte di chi possiede animali – ha continuato Brambilla – ma questo problema si pone non solo per gli animali”.













