Economia della cultura: aumenta la spesa degli italiani per lo spettacolo. Lo rivela l’annuario Siae 2009
- di Redazione -
24 giugno 2010
E’ stato presentato oggi a Roma, nella Biblioteca e Museo Teatrale del Burcardo, l’ “Annuario dello Spettacolo 2009″, con i dati statistici della Società Italiana Autori Editori su ballo, cinema, teatro, sport e spettacolo dal vivo. Sono intervenuti il Presidente della Siae Giorgio Assumma e il Direttore della Divisione Servizi, Marina Landi.
Secondo i dati rilevati dalla Siae, la spesa che nel 2009 gli italiani hanno destinato allo spettacolo è aumentata del 6,8% rispetto all’anno precedente, arrivando a oltre 3 miliardi e 911 milioni di euro. Di questa cifra, 2,28 miliardi riguardano l’acquisto di biglietti e abbonamenti (spesa al botteghino + 3,4%) e 1,63 miliardi la spesa per prevendite, consumazioni, prenotazioni, guardaroba, ecc.
In aumento rispetto al 2008 anche il volume d’affari, che comprende oltre alla spesa del pubblico anche pubblicità, sponsorizzazioni e finanziamenti, pari a 5 miliardi e 764 milioni di euro (+1,7%).
L’afflusso ai luoghi di spettacolo, con 239 milioni di ingressi a pagamento,è rimasto sostanzialmente invariato rispetto al 2008 anche a fronte di un generale aumento del prezzo medio dei biglietti e degli abbonamenti.
La maggiore spesa del pubblico è stata registrata nel settore del “ballo e concertini” con 1,12 miliardi di euro. Seguono cinema con 743 milioni di euro, sport con 637 milioni, attività teatrali con 453 milioni, spettacolo viaggiante con 327 milioni, attività concertistica con 311 milioni, mostre con 218 milioni e attività con pluralità di generi con 99 milioni.
Infine le “Top ten” degli spettacoli che hanno fatto registrare la maggiore spesa al botteghino: al primo posto, per il cinema la pellicola americana “L’era glaciale 3”, per il teatro il musical “Mamma mia!”, per i concerti di musica leggera gli U2, per la lirica la “Carmen” di Bizet della Scala di Milano, e per i libri (maggior numero di contrassegni rilasciati) “Io sono Dio” di Giorgio Faletti.
Fonte: Siae













