Quanto fa bene dire che la Nutella fa male?

- di Redazione  -

Inimitabile, golosissima e dagli innumerevoli fan, la superstar dell’industria dolciaria, sua maestà la Nutella, non sarà certo spodestata dalle nostre tavole per volere di Strasburgo, come in molti hanno temuto…

23 giugno 2010

Nonostante l’avversità del tempo l’estate è ufficialmente cominciata, e in molti, troppi, si struggono in diete proibitive per giungere preparati alla (speriamo) prossima prova costume. I chili in eccesso, guadagnati piacevolmente durante le scorpacciate tipiche dei mesi invernali, sono ora i nemici da eliminare. Ecco allora che dolciumi e cibi ipercalorici sono ora banditi dalle nostre tavole.
Il vento salutista stagionale sembra essere giunto anche tra i banchi del Parlamento Europeo, dove i politici del vecchio continente hanno sposato la causa ‘torniamo in forma’ proponendo due soluzioni alternative: la prima è quella del “metodo a semaforo”, la seconda porta invece il nome di “miglior profilo nutrizionale”. Non parliamo certo di formule magiche per ritrovare la linea, ma di proposte lanciate dai parlamentari europei per scongiurare uno dei maggiori problemi che assilla le società consumistiche: una cattiva educazione alimentare e il conseguente fenomeno dell’obesità, con tutte le complicanze connesse.
Questi aspetti però non sono certo in cima alla lista delle preoccupazioni delle potenti lobby alimentari, che hanno subito temuto possibili conseguenze negative per le vendite dei loro prodotti, già in discesa per la già menzionata rincorsa estiva al peso forma. E’ questo il caso della Ferrero, che ha come fiore all’occhiello la tanto amata Nutella nazionale. Il vicepresidente del gruppo, Francesco Paolo Fulci, ha subito parlato di congiura, arrivando persino a figurare un futuro proibizionismo nei confronti della crema al cacao di loro produzione. Alla circolazione di questa erronea supposizione il popolo dei golosi è insorto al grido di ‘Giù le mani dalla Nutella’, con tanto di gruppi su Facebook a sostegno della crociata. Certamente la trovata è stata un’ottima e poco costosa strategia di marketing: cosa si può volere di meglio se non una campagna spontanea dei fan del prodotto, che ne osannano la bontà e confessano di non poterne fare a meno?
Questo è quello che per lo meno emerge in modo saliente dalle notizie relative alla vicenda, mentre in pochi parlano della sconfitta subita dalla trasparenza per i consumatori. La tutela di quest’ultima era infatti lo scopo principale del cosiddetto “metodo a semaforo”, avanzato dai  gruppi S&D, Verdi/ALE e GUE, che proponeva di mostrare in modo semplice e comprensibile i valori nutrizionali degli alimenti europei, affidandosi ai tre colori rosso, arancio e verde. La proposta è stata tuttavia bocciata il 16 giugno scorso perché da molti giudicata eccessivamente approssimativa, mentre rimane in ballo la seconda soluzione, quella del “miglior profilo nutrizionale”, dopo che l’europarlamentare tedesca Renate Sommer (Ppe) ha presentato una relazione a riguardo e ha espresso la propria perplessità sulla prima soluzione. Informazioni sul valore energetico, su grassi, zuccheri e sale contenuti negli alimenti saranno così obbligatorie e ben in vista sulle etichette dei cibi, qualora la proposta superi il vaglio del Consiglio dei Ministri e degli stessi europarlamentari in seconda lettura.
L’assemblea dell’Unione ha inoltre approvato in prima battuta una norma che, nel caso superi l’iter legislativo, negherà la possibilità di pubblicizzare alimenti ipercalorici (più di 10 grammi di grassi per 100 di prodotto), con spot fuorvianti che ne esaltino fantomatiche doti benefiche e salutari. E’ forse questo il vero scottante problema del Gruppo Ferrero, uno dei leader mondiale dell’industria dolciaria, che ha basato tutta la sua campagna pubblicitaria sui campioni nazionali dello sport, da Andrew Howe a Fiona May, dalla nazionale di calcio a quella femminile di volley, dalla scherma e persino al golf. Se questo provvedimento dovesse dunque entrare a far parte della normativa europea, l’azienda dovrebbe ripensare l’intera strategia di marketing e rinunciare ai volti seguitissimi del panorama sportivo, che hanno fruttato solo per l’anno 2007-2008 ben 6.124 milioni di euro di fatturato consolidato e in crescita. Per correre ai ripari hanno allora tentato la strada della mistificazione che sembra aver dato i primi frutti.
Sicuramente siamo tutti consapevoli del nocivo effetto che i dolci industriali hanno sui nostri odiati cuscinetti e non saranno certo ipocriti slogan a convincerci del contrario. Come del resto, gli allarmanti avvisi sul poco raccomandabile consumo di questi alimenti, non ci faranno demordere da saltuari strappi ad una dieta sana ed equilibrata.
Riferimenti:
http://fidest.wordpress.com/2010/06/15/il-metodo-a-semaforo-deputati-divisi/
http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2010/06/16/AMh2cymD-nutella_rischio_poco.shtml
http://www.europarl.europa.eu/news/public/story_page/063-76392-169-06-25-911-20100618STO76328-2010-18-06-2010/default_it.htm
http://www.europarl.europa.eu/news/public/focus_page/008-75601-158-06-24-901-20100607FCS75591-07-06-2010-2010/default_p001c017_it.htm

Tags: , , , ,

Lascia un Commento

I campi con * sono obbligatori. Il tuo indirizzo email non sarà reso pubblico!

In alternativa puoi commentare utilizzando il tuo profilo facebook cliccando sul relativo bottone

Connect with Facebook