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Musei: apre il 25 giugno la nuova ala del Museo della Città di Rimini

- di Redazione  -

21 giugno 2010

Sarà inaugurata il 25 giugno, in occasione del 12° Festival del mondo antico, la nuova ala archeologica del Museo della Città di Rimini. Oltre 40 sale e 2000 metri quadrati di reperti inediti per ripercorrere la storia di Rimini dalla preistoria al tardoantico.
Il percorso, allestito in ordine cronologico, parte dalla sezione dedicata ai fossili e ai primi manufatti umani risalenti a 800mila anni fa.
Nella sezione villanoviana ceramiche, oggetti in bronzo e fibbie d’ambra provenienti da una tomba di Verucchio.
Poi reperti di epoca etrusca, quando l’acropoli di Rimini era a Covignano, e l’ampia sezione dedicata alla Rimini romana: frammenti di altari domestici e ceramiche dedicate agli dei, lucerne, pesi da telaio, reperti provenienti dalle tombe sotto il vecchio consorzio agrario e dalle necropoli lungo la Flaminia, capitelli da sotto la chiesa di San Lorenzo in Monte, il più antico mosaico di Rimini, trovato in Via Castelfidardo, e quelli del 1 sec dc, dalle domus del vescovado, di via Dante e da San Francesco. Tutto materiale mai esposto prima, custodito per più di 100 anni nel deposito del vecchio museo.
“Sono trent’anni che lavoriamo all’ala archeologica, progettata sin dalla prima apertura del museo negli anni ’90. Ora finalmente riusciamo a restituire ai riminesi questo pezzo importante della loro storia” ha detto Pierluigi Foschi,
direttore Museo della Città di Rimini.
“Per il Comune è stato un investimento molto importante, finanziato nei bilanci degli ultimi 6 anni – ha spiegato Antonella Beltrami, assessore alla cultura del Comune di Rimini. – In tutto la nuova ala è costata 35 milioni, finanziati in parte anche dalla  Soprintendenza”.
Ma i lavori non sono ancora finiti. Un nuovo settore, dedicato all’epoca tardoantica è in allestimento al piano superiore, e altri reperti sono in arrivo dagli scavi in corso. Per non parlare di quelli che ci si aspetta di trovare durante i lavori per la terzo corsia dell’A14: la soprintendenza spera di imbattersi nei resti del secondo arco di porta montanara, distrutto e dagli inglesi che dovevano entrate a Rimini con i carriarmati.

Fonte: Newsrimini

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